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 .. sguardi incrociati ..... di Lunadicarta
 
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La giustizia è l'insieme delle norme che perpetuano un tipo umano in una civiltà.

Antoine De Saint-Exupéry
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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 09:32:32, in Estero, linkato 1695 volte)
Oggi sembra una giornata in cui la Giustizia si batta con più coraggio per risolvere i misteri e i reati più gravi in Italia e in Europa. Nella notte, invece, il nostro parlamento ha lavorato per distruggere gli strumenti di indagine. L.M.

CLAPS: RESTIVO ARRESTATO PER OMICIDIO BARNETT


(AGI) - Roma, 19 mag. - L'arresto e' avvenuto intorno alle 6,30 di stamane a Bournemouth, in un appartamento di Chatsworth Road, nella zona di Charminster. Ad eseguirlo una dozzina di uomini del Major Crime Investigation Team del Dorset, coordinati dal sovrintendente Mark Cooper: l'identita' del fermato, non divulgata dalle autorita', e' stata successivamente confermata dal quotidiano locale, il Daily Echo.

Rilievi nell'abitazione sono in corso da parte della scientifica. Restivo abita a poche decine di metri dalla casa di Heather Barnett, una sarta di 48anni, assassinata il 12 novembre del 2002 e ritrovata cadavere nel bagno, orrendamente mutilata: tra le dita, una ciocca di capelli di un'altra persona, uno degli elementi che ha suggerito a chi indaga un possibile collegamento con il caso della scomparsa di Elisa Claps, la 16enne i cui resti sono stati rinvenuti di recente nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinita' a Potenza.

Diverse donne, infatti, sia a Potenza sia a Bornemouth, citta' dove Restivo si e' trasferito dall'Italia, hanno raccontato che qualcuno aveva "rubato" loro, appunto, delle ciocche di capelli. Il giovane e' attualmente negli uffici della polizia di Poole per l'interrogatorio, terminato il quale potrebbero essere formalizzate delle accuse formali a suo carico.

La Rassegna

Danilo Restivo arrestato in Gb per …

La Repubblica - ‎28 minuti fa‎
L'uomo, 38 anni, è stato fermato dalla polizia inglese per la morte della sarta, sua vicina di casa, uccisa nel 2002. L'italiano è anche il principale sospettato nelle indagini sulla ragazza uccisa a Potenza LONDRA - La polizia britannica ha arrestato ...

Caso Claps, Restivo fermato dalla polizia in Gran Bretagna

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
NAPOLI (Reuters) - Danilo Restivo, l'uomo sospettato dell'omicidio di Elisa Claps, è stato fermato oggi dalla polizia britannica in Gran Bretagna, come conferma una fonte della Procura di Salerno. "Restivo è stato fermato dalla polizia inglese che si ...

Claps: Restivo fermato in Gb

ANSA - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Fermato in Gran Bretagna Danilo Restivo, unico indagato per la morte di Elisa Claps. Il provvedimento riguarda l'omicidio di Heather Barnett. La notizia del fermo per l'omicidio della donna, vicina di casa di Restivo a ...

Catena di misteri dalla Basilicata all'Inghilterra

Adnkronos/IGN - ‎4 minuti fa‎
Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - La polizia britannica ha arrestato questa mattina Danilo Restivo per l'omicidio di Heather Barnett, la donna di 48 anni trovata nel 2008 uccisa e mutilata nella sua casa di Bournemouth, proprio di fronte a quella dove oggi ...

Caso Claps: arresto Restivo, prelevato dna per inchiesta Salerno

Libero-News.it - ‎47 minuti fa‎
Potenza, 18 mag. - (Adnkronos) - La polizia inglese del Dorset effettuera' il prelievo del dna di Danilo Restivo, arrestato all'alba per l'omicidio Barnett, per inviarlo in Italia. Nelle scorse settimane la Procura generale di Salerno ha inviato la ...

Caso Claps: Omicidio Barnett, l'arresto di Restivo all'alba

Libero-News.it - ‎47 minuti fa‎
Potenza, 19 mag. - (Adnkronos) - E' stato arrestato all'alba Danilo Restivo, 38 anni, dalla polizia del Dorset che si e' presentata alla sua abitazione di Bournemouth. Gli agenti - come riporta il 'Daily Echo' - si sono presentati alle 6.30 e dopo ...

Claps, Restivo arrestato per omicidio Barnett

PUPIA - ‎1 ora fa‎
SALERNO. Danilo Restivo è stato arrestato per l'omicidio Heather Burnett. La polizia inglese ha adesso 72 ore per confermare la misura o per rilasciare l'indagato. Su mandato della Procura di Salerno, le autorità britanniche dovranno eseguire anche il ...

Danilo Restivo arrestato dalla polizia britannica

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
stato arrestato questa mattina dalla polizia britannica Danilo Restivo. L'uomo è accusato da Scotland Yard dell'omicidio di Heather Barnett, la donna di 48 anni trovata nel 2008 uccisa e mutilata nella sua casa di Bournemouth, di fronte a quella ancora ...

CLAPS: RESTIVO ARRESTATO PER OMICIDIO BARNETT

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎16 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 19 mag. - L'arresto e' avvenuto intorno alle 6,30 di stamane a Bournemouth, in un appartamento di Chatsworth Road, nella zona di Charminster. Ad eseguirlo una dozzina di uomini del Major Crime Investigation Team del Dorset, coordinati dal ...

Caso Claps, polizia inglese ferma Restivo per l'omicidio della ...

Il Messaggero - ‎11 minuti fa‎
ROMA (19 maggio) - Danilo Restivo, l'uomo indagato in Italia per l'omicidio della studentessa potentina Elisa Claps, è stato fermato dalla polizia inglese per l'omicidio della sarta inglese Heather Burnett. Lo ha reso noto il Tg5 La polizia inglese, ...

Caso Claps, Danilo Restivo arrestato in Gran Bretagna

Barimia - ‎43 minuti fa‎
In relazione all'omicidio di Heather Barnett, all'alba è stato arrestato dalla polizia di Bournemouth (Gran Bretagna) Danilo Restivo (in foto), unico indagato nel caso di Elisa Claps, scomparsa a Potenza nel 1993 e i cui resti sono stati trovati solo ...

Claps: Danilo Restivo arrestato dalla polizia britannica

Informazione libera net1news - ‎1 ora fa‎
Danilo Restivo è stato arrestato dalla polizia britannica per l'omicidio di Heather Barnett, la donna di 48 anni uccisa e mutilata nel 2008, nella sua casa di Bournemouth. La donna abitava proprio di fronte all'indagato, sospettato in Italia anche per ...

Caso Claps: Arrestato Danilo Restivo

Kayenna schegge metropolitane - ‎54 minuti fa‎
La polizia inglese ha arrestato questa mattina Danilo Restivo per l'omicidio della sarta inglese Heather Burnett; su mandato della Procura di Salerno, sta eseguendo il prelievo del dna dall'uomo.. Restivo, in Italia é l'unico indagato per l'omicidio ...

Caso Claps: Restivo arrestato in Inghilterra per il delitto Burnett

Sabato Sera Online - ‎1 ora fa‎
Londra. Altri grossi guai giudiziari per Danilo Restivo, l'uomo indagato in Italia per l'omicidio della studentessa Elisa Claps. Infatti nella mattinata è stato arrestato dalla polizia inglese per l'omicidio della sarta inglese Heather Burnett, ...

Claps: Restivo arrestato in Gran Bretagna

Giornale Radio Rai - ‎1 ora fa‎
Fermato dalla polizia inglese l' unico indagato per la morte di Elisa. Il provvedimento riguarda l'omicidio della sarta Heather Barnett. La notizia del fermo di Danilo Restivo per l'omicidio della donna, sua vicina di casa a Charminster, anticipata dal ...

Claps, Restivo arrestato in Inghilterra per delitto Burnett

Diario del Web - ‎2 ore fa‎
Roma, 19 mag - Danilo Restivo, l'uomo indagato in Italia per l'omicidio della studentessa Elisa Claps, è stato arrestato questa mattina dalla polizia inglese per l'omicidio della sarta inglese Heather Burnett. Lo riferisce la Bbc. Restivo è stato ...

CASO CLAPS, DANILO RESTIVO ARRESTATO ALL'ALBA IN GB PER L'OMICIDIO ...

Bolognanotizie.com - ‎17 minuti fa‎
LONDRA, 19 MAGGIO – Danilo Restivo, principale sospettato nelle indagini sulla morte di Elisa Claps, è stato fermato all'alba di oggi dalla polizia di Bournemouth, nel sud dell'Inghilterra, in relazione all'omicidio di Heather Barnett. ...

CASO CLAPS: ARRESTATO IN INGHILTERRA DANILO RESTIVO (LA SINTESI)

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎55 minuti fa‎
(IRIS) - ROMA, 19 MAG - E' stato fermato all'alba di oggi dalla polizia di Bournemouth, nel sud dell'Inghilterra, Danilo Restivo principale sospettato nelle indagini sulla morte di Elisa Claps. Il capo d'accusa sarebbe l'omicidio di Heather Barnett, ...

Caso Claps: A 'Chi l'ha visto?' foto Restivo con coltello alla gola

Libero-News.it - ‎17/mag/2010‎
Potenza, 17 mag. - (Adnkronos) - La trasmissione televisiva 'Chi l'ha visto?' mostrera' stasera una fotografia di Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio di Elisa Claps, mentre tiene un coltello puntato alla propria gola. ...

Caso Elisa Claps, arrestato il principale sospettato

Blog Notizie - ‎27 minuti fa‎
E' stato arrestato questa mattina all'alba al sud dell'Inghilterra Danilo Restivo, oggi 38 anni, il principale sospettato dell'omicidio di Elisa Claps. L'arresto di Danilo Restivo effettuato questa mattina si riferisce all'accusa di omicidio della ...

Danilo Restivo arrestato per omicidio in Gran Bretagna

NanoPress (Blog) - ‎1 ora fa‎
Danilo Restivo è stato arrestato dalla polizia britannica: questa mattina, infatti, l'unico sospettato della morte di Elisa Claps è finito in manette per un altro omicidio, quello di Heather Barnett, la sua vicina di casa di 48 anni, trovata morta nel ...

11:00 I FATTI DEL GIORNO ORE 11.00

ANSA Valle d'Aosta - ‎1 ora fa‎
ANCORA SANGUE IN THAILANDIA, UCCISO FOTOGRAFO ITALIANO Un fotografo italiano, Fabio Polenghi, è rimasto ucciso oggi in Thailandia nel corso di nuovi scontri fra l'esercito e le camicie rosse. Un giornalista canadese è rimasto ferito da una granata. ...

Londra: arrestato Restivo, indagato anche per caso Claps

Corrispondenti.net - ‎1 ora fa‎
La polizia londinese ha arrestato Danilo Restivo, l'italiano al centro delle indagini per diversi casi di omicidio e scomparsa di donne tra cui quello a Potenza di Elisa Claps. L'arresto è stato eseguito in relazione all'omicidio di Heather Barnett ...

Arrestato Danilo Restivo

ItalyNews.it - ‎2 ore fa‎
La polizia britannica ha arrestato questa mattina Danilo Restivo, indagato in Italia per l'omicidio di Elisa Claps, accusato di aver ucciso Heather Barnett, la donna di 48 anni trovata morta nel 2008 e orrendamente mutilata nella sua casa di ...

Caso Claps, 2 mesi fa il ritrovamento dei resti: molti gli ...

Adnkronos/IGN - ‎17/mag/2010‎
Potenza - (Adnkronos) - Ancora non sono chiare le modalità dell'omicidio. Unico indagato per il delitto è Danilo Restivo che in questo periodo è stato associato anche ad altri omicidi Potenza, 17 mag. - (Adnkronos) - Due mesi fa, il 17 marzo, ...

Delitto Claps: Danilo Restivo fermato in Inghilterra per l'omicido ...

Blog Notizie - ‎29 minuti fa‎
E' di pochi minuti fa la notizia del fermo per Danilo Restivo, unico indagato per la morte di Elisa Claps, la ragazza trovata dopo 17 anni nella chiesa del paese , di cui ancora non si conosce l'assassino, ma pare che il fermo sia per l'altra vittima ...

CLAPS: A "CHI L'HA VISTO?" FOTO ESCLUSIVA DI RESTIVO

Leggo Online - ‎17/mag/2010‎
Una foto che ritrae Danilo Restivo - l'unico indagato per l'omicidio di Elisa Claps, il 12 settembre 1993 - mentre si punta un coltello alla gola, è stata mostrata in serata durante la trasmissione di Raitre 'Chi l'ha visto? ...

La famiglia Claps: «Il questore non parli di innocenti depistaggi»

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎18/mag/2010‎
È come sfregare la pelle scottata dal sole. Ogni parola, in un contesto incandescente, rischia di ingigantirsi. Probabilmente il questore di Potenza, Ro- molo Panico, non pensava che le sue dichiarazioni, a margine della festa della polizia di sabato ...

Fotografia shock: forse compare il pugnale che uccise Elisa Claps

Italiainformazioni - ‎22 ore fa‎
(Riccardo di Grigoli) “Non ce l'ho con Danilo, ma con il magistrato che non ha fatto il suo dovere, perché la prima cosa che doveva fare era perquisire la casa di Restivo. Si dovevano acquisire anche i vestiti ed i tabulati telefonici. ...

Elisa Claps, perizia secretata per altri 20 giorni. Restivo ha ...

Crimeblog.it (Blog) - ‎17/mag/2010‎
Arriva dall'Inghilterra la notizia della riapertura del processo per l'omicidio di Oki Shin, la studentessa sudcoreana uccisa nel 2002 a Bournemounth, a pochi passi dall'abitazione di Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio di Elisa Claps. ..


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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 09:23:49, in Politica, linkato 1479 volte)
Riporto l'articolo sulle intercettazioni per il "conio" dei nomignoli alle norme della legge sulle intercettazioni. Alle volte trovo adorabile la redazione di Giornalettismo, bravi!, chissà se han poi fatto amicizia con Gennaro?  Omissis sul senatore PD Vincenzo Vita perché tratta con gente sporchissima a rappresentare falsamente l'utenza del web e con i venditori di morte e pornografia di Pirate Bay. Alle dichiarazioni di Casson invece ci credo, lui è stato un ottimo magistrato. L.M.

Intercettazioni, ok nella notte alla norma anti-D’Addario

 

Passano in Commissione l’emendamento contro le registrazioni clandestine e il salva-Iene. Se un pm intercetta un uomo di Chiesa verrà avvisato il Vaticano. Vietate le riprese tv dei processi senza il consenso degli interessati.

La Commissione giustizia del Senato accelera e dà il via libera in nottata a numerose norme ‘calde’ del disegno di legge sulle intercettazioni. La riunione è terminata alle 3.40 e riprenderà alle 14 e 30. Nel corso della lunga seduta notturna hanno ricevuto l’ok la cosidetta norma ‘D’Addario’ e le norme sul diritto di cronaca, ribattezzate ‘Salva-Iene‘.

I DIVIETI - Con l’approvazione degli ultimi emendamenti, non si potranno fare riprese tv di processi se non ci sarà il consenso di tutti così come le ‘talpe’ che rivelino atti o notizie del processo coperti da segreto rischiano da uno a 6 anni di carcere. Un’altra norma varata, bocciando tutti gli emendamenti soppressivi presentati dall’opposizione, prevede di dare immediato avviso al Vaticano se un pm intercetta un uomo di Chiesa. Resta ancora da definire la parte relativa all’inasprimento delle pene per i giornalisti. Ieri notte il confronto tra i poli è stato molto teso con l’opposizione che ha dichiarato opposizione ad oltranza.

- omissis -

«Da questo momento in poi – ha incalzato il vicepresidente del gruppo del Pd Felice Cassonfaremo vero ostruzionismo, senza concedere tregua. Non ci sono, infatti, margini per tentare di raggiungere un’intesa nè sui tempi, nè sui modi, nè sui contenuti. Da ora si interverrà a oltranza».

-omissis -
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 08:28:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1480 volte)
Rilancio un bell'articolo comparso sulle pagine di "Polizia Penitenziaria, società, giustizia e sicurezza" a firma di Aldo Maturo sulla questione "stupri" e reati di cui all'art. 609 bis. L'articolo da una sintetica scorsa a quanto accade in Italia e all'estero.
Noticina personale: che simpaticone il ministro rumeno Diaconescu! Prima ci ha mandato il 90% dei suoi criminali, poi, neppure li rivuole indietro... L.M.

Stupratori senza confini


Scritto da: Aldo Maturo* il 22/04/2010

Forse per evitare una paralisi delle carceri rumene ed allontanare intuibili proposte da parte dei nostri organi di governo, il  Ministro degli esteri di quel Paese, Diaconescu, ha precisato che un Accordo con l’Italia prevede il rimpatrio dei suoi concittadini, per scontare la pena in Romania, solo se sono stati condannati in via definitiva. 
Se i processi da noi avessero un iter più celere non sarebbero poi così pochi i romeni da spedire in quei carceri visto che loro coprono il 5,71% dei delitti commessi in Italia.  Il 16% dei reati commessi da stranieri porta la firma di un romeno.
Al 30 giugno 2008 su 20617 detenuti stranieri in carcere, i romeni erano 2828. Nel 2007 a Roma su 3577 stranieri arrestati i rumeni erano 2.689.
Il binomio stupro=romeno riempie la terribile cronaca di questi ultimi tempi ed allora prima di rassegnarmi all’idea che solo i romeni stuprano ho dato per curiosità uno sguardo al rapporto ONU 2006 sulla violenza per apprendere, con sorpresa, che in 89 dei 192 Stati membri la violenza sessuale non viene punita e anche lì dov’è reato non è detto che si riesca a condannare  chi lo ha commesso.
Uno dei posti al mondo dove la donna è più rispettata e questo reato è meno frequente è l’Indonesia dove la religione islamica invece lascia immaginare una totale soggezione della donna (gli stupri li fanno i loro soldati in guerra, per sfregio o per torturare il nemico) o il Giappone, dove addirittura nella metropolitana, per evitare il fenomeno del palpeggiamento, esistono vagoni “Women only”, solo per donne.
Non è possibile, per problemi di spazio, fare il giro del mondo ma può essere utile guardare cosa succede oltre i confini più vicini a casa nostra, tenendo presente che in Italia l’art.609 bis del codice penale punisce la violenza sessuale con una pena da 5 a 10 anni che diventa da 6 a 12 in presenza di aggravanti, quale ad esempio quella commessa  su minore dei 14 anni.
 
ROMANIA
Secondo  uno studio citato nel rapporto ONU, la Romania resta tra i Paesi europei  quello con l’indice più alto di violenza alle donne, con 2226 casi nel 2003 e 2198 nel 2004.
La mentalità dell’uomo romeno – salvo che nelle grandi città -  non è cambiata molto e quindi in certi ambienti   caratterizzati da povertà, promiscuità, disoccupazione, consumo esagerato di alcol o stupefacenti  la donna è vista come la proprietà assoluta del capofamiglia.
Ogni anno in Romania, soprattutto in campagna, migliaia di donne anziane o minorenni vengono stuprate e percosse. La violenza in famiglia è molto diffusa ma le mogli soffrono in silenzio e quelle che osano chiedere il divorzio vengono minacciate di morte, tanto che il più delle volte la polizia è chiamata dai vicini di casa e non dalle dirette interessate.
Il Codice penale romeno, che dopo la caduta di Ceasescu ha abolito l’ergastolo, punisce lo stupro con la reclusione da 3 a 10 anni e, se sussistono le aggravanti, lo stupratore può stare dietro le sbarre anche 20  o 25 anni.
 
ALBANIA
In alcune zone dell’Albania le tradizioni ancora legittimano la subordinazione della donna all’uomo.
La violenza familiare, subìta mediamente da una donna su tre da mariti e partners, è considerata normale e tollerata da istituzioni, polizia e apparato giudiziario.
In questi territori vige ancora la legge del Kanun, un codice di leggi creato intorno al 1400 e trasmesso per secoli, oralmente, di generazioni in generazioni.
Si tratta di una vera e propria  raccolta delle tradizioni giuridiche e degli usi albanesi di cui determinati strati sociali non riescono a liberarsi.
La legge del Kanun legittima  la vendetta e quando una famiglia subisce un omicidio si deve vendicare su tutti i familiari dell’altra famiglia  entro le prime 24 ore.
Secondo un articolo di questo codice  il marito ha diritto di consigliare e correggere la moglie, e, quando disprezza le sue parole e i suoi ordini, può bastonarla e legarla.
Se una donna è stuprata davanti alla famiglia deve suicidarsi per evitare che il disonore ricada sui consanguinei.

L'articolo prosegue su Polizia Penitenziaria, Società Giustizia e Sicurezza

 
FRANCIA
In Francia lo stupro è punito con 15 anni di carcere che diventano 20 se lo stupratore è un parente o una persona che abusa della sua autorità sulla vittima.
Dal 1990 è riconosciuto anche lo stupro coniugale, intendendosi per stupro qualsiasi atto di penetrazione sessuale, di qualunque natura esso sia, commesso sulla persona attraverso la violenza, l’obbligazione, la minaccia o la sorpresa.
Anche in questo Paese i dati sono allarmanti con 14.000 casi di stupro nel 2005, di cui molti avvenuti nel quartieri periferici, le banlieues, dove si assiste con sempre maggior frequenza al fenomeno degli stupri collettivi.
 
BELGIO
In Belgio il reato di stupro è stato riconosciuto solo nel 1989 e prevede una pena fino a 20 anni di carcere.
 Secondo il citato rapporto ONU vengono denunciati in media sette casi di violenza al giorno di cui il 50 per cento riguarda donne di oltre 18 anni.
Quelli conosciuti,  secondo gli addetti ai lavori, sarebbero un terzo di quelli effettivamente consumati. In sede processuale  solo una percentuale di circa il 40% arriva ad una condanna.
Tre volte su quattro lo stupro viene commesso da persone conosciute e il colpevole va ricercato nell’ambito familiare allargato o sul luogo di lavoro, senza distinzione di ceto o di razza.
 
GERMANIA
Ogni giorno viene violentata più di una ventina di donne.
Nel 2005 ci sono stati 8.133 stupri, 6.519 violenze sessuali su donne tra i 20 e i 60 anni e 13.962 su bambini.
E questo in un posto dove solo uno su 20 viene denunziato.
 Il 33,4 per cento degli stupratori stranieri è di origine turca, seguiti dai serbi e dagli italiani.
Le pene vanno da 1 a 10 anni con un minimo di 5 anni se la violenza è stata commessa con armi. E’ considerata naturalmente aggravante  la violenza di gruppo.
 
GRAN BRETAGNA
Secondo le statistiche del Ministero degli Interni inglese le donne stuprate nel 2004-2005 sono state 13.322 cui si aggiungono 19.000 episodi di molestie sessuali.
La maggioranza delle donne comunque non presenta la denunzia e due terzi di quelle che lo fanno la ritirano prima di arrivare in tribunale. Forse anche per questo il 94 per cento dei colpevoli resta libero.
L’archiviazione è ricorrente se risulta che la vittima e il colpevole già si conoscevano.

RUSSIA
Secondo i dati riportati nel rapporto, il 40% delle donne sposate è soggetta a violenza fisica da parte di mariti ubriachi ma non arrivano al 10% quelle che li denunziano perché è necessario non solo riempire dei questionari dalla polizia ma anche andare in ospedale per farsi fare la certificazione medica.
Nella  maggioranza dei casi  i mariti che violentano o picchiano la propria moglie non vanno incontro ad alcun tipo di persecuzione da parte della legge. Uno dei motivi è che la legge russa non riconosce la violenza domestica come un crimine distinto.
I mariti non vengono considerati colpevoli e la polizia liquida le denunce come affari interni alla coppia.
E questo in un Paese dove già dal giorno prima dell’8 marzo, Festa della Donna,  non si trova più una rosa neanche a pagarla a peso d’oro perché le donne quel giorno, semel in anno, vengono sommerse di fiori.
 
SVIZZERA
La Svizzera ha la normativa antistupro più severa d’Europa ed è previsto l’ergastolo per criminali sessuomani o violenti, particolarmente pericolosi e refrattari alla terapia.
Dal 2004 la violenza sessuale domestica, all’interno della coppia legalmente riconosciuta o di fatto, eterosessuale o omosessuale, è perseguibile d’ufficio, e non solo in seguito a querela da parte della vittima.
Questa può abbandonare il tetto coniugale in caso di pericolo così come la Polizia può allontanare da casa il marito per almeno 30 giorni.
Nonostante tale severità nel 2005 ci sono stati 646 stupri.
 
POLONIA
Fino a 10 anni fa lo stupro era considerato un reato secondario, un crimine contro la moralità e addirittura in qualche processo si era valutato se l’atteggiamento provocatorio delle vittime avesse influito sul comportamento del colpevole.
Con l’ingresso in Europa, Varsavia è stata invitata a rivedere la normativa e la pena è stata portata a 12 anni.
Nel 2005 ci sono stati comunque 1987 casi di stupro, considerati dagli osservatori di dieci volte inferiore a quello reale.
Terminiamo qui il giro per constatare che la violenza sulle donne è un fenomeno connesso alla bestialità dell’uomo, l’uomo senza confine perché il crimine non ha bandiere.
Sapere che 89 Paesi al mondo sui 192 facenti parte dell’ONU non punisce questo reato ci dice che per la donna la dignità e il rispetto sono obiettivi culturali ancora tutti da conquistare.

* Avvocato, già Dirigente dell’Amministrazione Penitenziaria
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 08:18:50, in Osservatorio Famiglia, linkato 3506 volte)
Bravi! Un applauso scrosciante alla Procura di Bologna! Peccato che molti dei criminali sono morti. L.M.


l'inchiesta

Ragazzina scomparsa 35 anni fa
La Procura riapre il caso

La decisione dopo che la trasmissione «Chi l'ha visto» è tornata sulla vicenda


Trentacinque anni dopo, la Procura di Bologna ci riprova. È stato riaperto il caso di Alessandra Sandri, la ragazzina di 11 anni scomparsa sotto le Due Torri il 7 aprile 1975 e mai più ritrovata.

L'INCHIESTA - La Procura ha deciso la riapertura dell'inchiesta per omicidio contro ignoti dopo che la trasmissione di Raitre Chi l’ha Visto è tornata sulla vicenda ieri sera: i familiari della ragazzina hanno chiesto la riapertura del caso e lanciato pesanti accuse sugli investigatori che si occuparono della vicenda in prima battuta. Già altre due volte il programma si era occupato di questa storia, nel '98 e nel 2008, e in entrambi i casi i magistrati si erano mossi. Ma non si era arrivati a nulla e si decise per l’archiviazione.

LA STORIA - Quella mattina di 35 anni fa Alessandra, che tutti chiamavano Sandra, stava andando a scuola in autobus con un’amica come faceva sempre. La sua amica arrivò a scuola, lei invece no. E non tornò più a casa. Dagli accertamenti, è risultato che la ragazzina fu vittima di abusi sessuali da parte di pedofili.

Corriere Sera - 18 maggio 2010

Nota: Una storia pazzesca. Il padre c'è morto in 3 mesi e il pedofilo dell'interrogatorio ha seviziato ancora. I bolognesi, che ricordi io, sono comunisti. Ma quali gaudenti?










I VIDEO E IL RIASSUNTO DELLA PUNTATA




Bologna, Sandra Sandri: la bimba scomparsa nel '75. I video di Chi l'ha visto


BOLOGNA - Sono passati 35 anni da quell'aprile 1975, 7 aprile, quando a Bologna scomparve nel nulla una ragazzina di 12 anni, Alessandra Sandri, detta Sandra. Questa vicenda è stata raccontata nell'ultima puntata di Chi l'ha Visto, dove una Federica Sciarelli che si sta dimostrando una delle giornaliste italiane più preparate e coraggiose, ha sviscerato questa storia con tutti i misteri e le dure verità che la rendono meritevole di essere riportata a galla.
Stava andando a scuola, in autobus, con un'amica, come faceva sempre. Ma la sua amica a scuola arriva, lei non ci arriverà mai. Quella di Sandra Sandri è una storia angosciante, soprattutto per un elemento, un nastro audio di più di 20 minuti in cui è incisa la voce della piccola. Un nastro di una durezza sconvolgente in cui si sente un uomo che la interroga, la molesta verbalmente, chiedendole, intimandole di raccontare, il suo incontro con un uomo di Bologna, tale Franco Mascagni, deceduto anche lui. Pedofilia.
L'uomo che la interroga, Ignazio Parentela, pare un informatore della polizia e presunto aggressore di un'altra bimba, è ormai morto. All'epoca dei fatti viene convocato in Questura dove qualcuno ha consegnato questo nastro che è stato trasmesso da RaiTre, ma solo pochi minuti iniziali, prima della parte più scabrosa e inaccettabile, quando la piccola, sotto continue pressioni e molestie, racconta di un altro abuso di cui è stata vittima da parte di un altro uomo, un conoscente del suo assurdo interrogante.
Fa ancora più male sapere che questi orchi, questi ignobili individui, benchè la polizia sapesse di questo nastro e della condotta dei due, non sono mai stati indagati, non è mai stato fatto loro nulla. Un po' come nella vicenda di Elisa Claps o peggio ancora in quella della piccola Ottavia De Luise, gli adulti considerano queste bambine abusate, e probabilmente uccise, colpevoli di non si capisce cosa. Non vittime innocenti che hanno avuto la sfortuna di finire nelle mani di bestie immonde, ma in qualche modo complici e in una certa misura meritevoli della loro fine. Aberrante.
In questa storia allucinante che tutti vorremmo si trattasse di un incubo irreale, arrivano le parole incredibili dell'allora capo della squadra mobile di Bologna Ciro Carlo Lomastro che definisce questa gente dei "gaudenti", parole che davvero non meritano alcun commento tanto sono vergognose e incredibili. "La Sandri o si è allontanata volontariamente o aveva un appuntamento con qualcuno, di certo nessuno l'ha presa con la forza, altrimenti qualcuno ce lo avrebbe detto", questa la "tesi di ferro". E poi continua, sempre più squallido: "Dimostrava più anni di queli che aveva". Il giornalista chiede: "C'erano dei pedofili a Bologna in quegli anni? No, nella maniera più assoluta. Il bolognese è un gaudente, queste sono perversioni. Io non riesco a immaginare un bolognese perverso, se mai interessato a darsi alla gioia più intensivamente, ma non perversioni. Se perversione c'è stata allora non ho capito nulla dell'ambiente bolognese".
La beffa finale è che questo individuo è stato questore a Napoli e addirittura prefetto ad Avellino e Rovigo. Prefetto della repubblica italiana, con le lettere minuscole.
Chi frequentava quel bar? Quali segreti nascondono i suoi avventori? Che fine ha fatto Sandra Sandri? Chi sa, parli.
Guardate e diffondete la puntata di Chi l'ha visto che a breve sarà disponibile sul sito della trasmissione di Federica Sciarelli, sempre più un esempio e un modello per i giovani giornalisti.
Riportiamo in basso gli spezzoni della trasmissione che parlano del caso di Sandra Sandri (il primo video, a partire dal minuto 5,30).
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 08:07:47, in Economia, linkato 1293 volte)

Fisco, oggi alla GdF i nomi della lista Falciani consegnati a Parigi


Nizza - (Adnkronos) - Il procuratore di Nizza Eric de Montgolfier ha consegnato l'elenco dei correntisti, oltre 7000, sospettati di evasione fiscale, presenti nella lista sottratta dall'ex dipendente Falciani alla divisione svizzera di Hsbc. Dalla banca è arrivata all'Adnkronos una richiesta di informazioni in merito alla notizia pubblicata in esclusiva dall'agenzia. Il magistrato francese all'ADNKRONOS: ''Abbiamo consegnato i nominativi alle autorità''. (VIDEO) Dal Tribunale di Torino la richiesta di rogatoria (VIDEO)

Nizza, 18 mag. (Adnkronos) - Arrivano in Italia i nomi dei correntisti italiani, sospettati di evasione fiscale, inclusi nella lista sottratta ad Hsbc dall'ex dipendente Herve' Falciani. L'elenco, che contiene oltre 7.000 voci, e' stato prima consegnato dal Procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier, al ministro della Giustizia francese e poi preso in consegna, a Parigi, dagli uomini della Guardia di Finanza. A confermare all'ADNKRONOS l'avvenuta estrazione dei nomi e' lo stesso magistrato francese: "Abbiamo avuto l'ordine di elaborare l'elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi. Abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorita', a Parigi".

Analoga procedura ha riguardato le liste di correntisti americani, inglesi e tedeschi, che saranno consegnate alle autorita' dei rispettivi Paesi. Alla lista di nomi italiani si e' interessato per primo il Procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che ne ha fatto richiesta al suo collega de Montgolfier per valutarne gli eventuali profili penali.

Le indagini del Procuratore francese si stanno svolgendo in collaborazione con lo stesso ex bancario Falciani che, trasferitosi in Francia, ha contribuito a decifrare i dati sottratti e sequestrati dalle autorita' francesi, dopo la denuncia depositata dalla stessa Hsbc. Il tecnico informatico, doppia nazionalita' (francese e italiana), nel periodo in cui lavorava per la banca e' riuscito a mettere le mani sui dati di oltre 120mila conti correnti dell'istituto con l'intenzione di offrirli ai governi interessati. L'apertura dell'inchiesta a Nizza deriva dalla convinzione che diverse persone che risiedono nella regione abbiano aperto conti nella banca di Ginevra per riciclare denaro sporco.

L'arrivo in Italia dei nomi contenuti nella lista Falciani ha suscitato interesse e curiosità anche all'estero. Tra le richieste di informazioni, anche quella della filiale svizzera di Hsbc, l'istituto di credito cui sono stati sottratti i dati. Dalla sede di Ginevra è arrivata all'Adnkronos una richiesta di informazioni in merito alla notizia pubblicata in esclusiva dall'agenzia, rimbalzata rapidamente anche sui media internazionali.


 
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 07:49:56, in Sindacato, linkato 1347 volte)
Ordine non ci illudete. Alle volte anche mesi e mesi di lavoro in Italia valgono un calcio nei fondelli e senza neppure un "grazie" , ma soprattutto non ci ha protetti la 150 che servì a bonificare la situazione professionale degli uffici stampa in Parlamento. Ampia documentazione a carattere politico, sindacale e dai socialnetwork (anche su reati e ridicolo).  L.M.


Editoria
Giornalisti free lance: un articolo vale 2,58 euro

L’indagine dell’Ordine sui precari: pagati anche 21 centesimi per due righe. Alcuni mettono un “tetto” per fermare le retribuzioni, altri decidono riduzioni retroattive. Compensi con 360 giorni di ritardo. Sono coinvolti tutti i giornali, grandi e piccoli

di Emanuele Di Nicola

ROMA – Un quotidiano paga un articolo 2,58 euro, qualunque sia la lunghezza. Non retribuisce le foto a corredo. Un altro corrisponde 20 centesimi per un modulo di quattro righe, si arriva a 21 centesimi per due righe da 58 battute ciascuna. In Toscana un giornale nazionale ha pagato un collaboratore 20 euro, ma dopo il 15esimo articolo ha smesso di pagare. A tutte le somme vanno poi applicate le tasse. E’ un quadro drammatico quello che emerge dalla ricerca “Smascheriamo gli editori”, presentata oggi (18 maggio) nella sede romana dell’Ordine dei giornalisti. I casi riguardano molte testate, sostiene l'Ordine, che tira in ballo dalla Nuova Sardegna a Repubblica, dal Messaggero al Tempo, dal Tirreno al Sole 24 Ore, passando per le agenzie Ansa e Apcom. E ancora Il Foglio, Il Riformista, Il Giorno, Libero, eccetera. Qui la tabella dei compensi.

L’Ordine ha voluto verificare quanto vengono pagati i free lance, i precari del settore informazione: li ha ricevuti e ha ascoltato i singoli casi, racchiudendoli in una lunga indagine che vuole lanciare l’allarme. “Oggi denunciamo la vergogna delle retribuzioni – ha spiegato il segretario, Enzo Iacopino -, la prossima volta ci concentreremo sulla vergogna del furto, ovvero i fotogiornalisti i cui lavori vengono ripresi senza pagare, anche dai grandi giornali”.

In effetti, lo scenario è nero. Dalla ricognizione scorporata per Regioni, si apprende che ai giornalisti precari accade di tutto: e non solo nelle testate con minore disponibilità. A marzo 2010 una testata nazionale ha deciso una riduzione di compensi con effetto retroattivo: le brevi devono essere almeno di 14 righe, quindi le notizie inferiori scritte da gennaio a marzo non vengono pagate. Non sono escluse le agenzie: nel Lazio un free lance è stato pagato da 4 a 8 euro con una controindicazione: se l’evento per cui si è avuto l’incarico non si realizza (quindi senza responsabilità del lavoratore), il servizio non è retribuito. Ancora nel Lazio, una radio elargisce 600 euro al mese per cinque giorni a settimana, con turni anche dalle 6.00 del mattino compresi i festivi. Un altro nodo è quello dei tempi: sempre secondo la ricerca, un altro quotidiano per un anno non ha pagato e a marzo ha annunciato pagamenti a 365 giorni. L’assegno dopo un anno non è raro, così come l'abitudine di pagare “solo” ogni sei mesi. Si può continuare, ma l’importante sembra essere la cifra dell’indagine: tutti maltrattano i free lance, giornali e radio, sia grandi che piccoli. Lo ha ricordato il vice presidente dell’Ordine, Enrico Paissan: “Il problema non coinvolge solo la periferia del sistema dell’informazione, ma anche il centro e tutto il settore nel suo complesso”.

In Italia sono 9mila le testate giornalistiche non iscritte al Tribunale. Questi i dati diffusi dall’Odg, che nel 2008 ha creato un gruppo di lavoro sul precariato. I giovani che svolgono informazione ammontano a circa 20mila, sono stati accertati 5mila precari che vengono pagati mediamente 8 euro a pezzo, con pagamento minimo di 2 euro. L’obiettivo dei giornalisti è dialogare con le forze politiche, con lo scopo aprire un confronto, ottenere maggiori controlli contro le irregolarità e definire nuove norme in grado di scalfire la situazione. Tanti sono i temi sul tavolo, come sottolineato da Antonio Borghesi, vice presidente dell’Idv alla Camera. Per esempio l’erogazione dei contributi: “Su questi abbiamo delle riserve: si possono indirizzare ai cittadini che comprano giornali diversi – ha detto -, non bisogna prestarsi alle truffe come le finte cooperative di Ciarrapico”. Il precariato esiste in tutti i comparti, ma per un giornalista pagato 2 euro è particolarmente grave:  “La dipendenza economica rende il soggetto debole e ricattabile, non c’è autonomia né pluralismo”.

Rassegna.it - 18/05/2010 14:36
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 07:40:22, in Politica, linkato 1481 volte)
G8, irruzione alla Diaz:
condannati in appello i vertici di Polizia


Ansa - 19 maggio, 00:10

GENOVA - La Corte d'appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova ed ha condannato anche i vertici della Polizia di Stato, infliggendo in totale circa 85 anni di reclusione.

Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri e' stato condannato a quattro anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi. Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.

La Rassegna

G8, condannati i vertici della polizia Un secolo di carcere per 25 ...

La Stampa - ‎13 minuti fa‎
La sentenza di secondo grado per la sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz, durante il G8 del 2001 di Genova, ha ribaltato la decisione di primo grado condannando anche i vertici della polizia, l'apice della catena di comando. ...

Diaz, condannati i vertici di Polizia

ANSA - ‎7 ore fa‎
(ANSA) - GENOVA, 19 MAG - La Corte d'appello ribalta la sentenza di primo grado sull'irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. Ai vertici della Polizia di Stato sono stati inflitti in totale circa 85 anni di reclusione. ...

G8 Diaz: condannati i vertici della Polizia

Gazzetta di Parma - ‎36 minuti fa‎
E' stata ribaltata la sentenza di primo grado sull'irruzione della polizia nella scuola Diaz, nei giorni del G8 del 2001 a Genova. La Corte d'appello, poco dopo mezzanotte, ha infatti condannato anche i vertici della polizia di Stato, infliggendo in ...

G8 di Genova, condanne più dure

Corriere della Sera - ‎7 ore fa‎
GENOVA - Ribaltate le sentenze di primo grado per i poliziotti responsabili dell'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. I giudici della Terza sezione della Corte d'Appello hanno condannato tutti i vertici della polizia, ...

G8, irruzione alla Diaz: condannati in appello i vertici di polizia

ANSA - ‎7 ore fa‎
GENOVA - La Corte d'appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova ed ha condannato anche i vertici della Polizia di Stato, infliggendo in totale circa 85 anni ...

G8 Genova, condannati capi polizia.Diaz, ribaltata sentenza di ...

TGCOM - ‎8 ore fa‎
La corte d'appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. Tutti i vertici della polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 ...

G8, Diaz: Il sollievo delle vittime dopo la sentenza: " Questa è ...

Primocanale - ‎18 minuti fa‎
Un urlo di sollievo si è levato nell'aula del Tribunale di Genova mentre i magistrati leggevano il dispositivo della sentenza di secondo grado riguardo ai fatti avvenuti alla scuola Diaz durante il G8 di nove ani fa. Erano le grida dei numerosi ...

Diaz, condannati i vertici della polizia

RassegnaOnline - ‎7 ore fa‎
In appello i giudici ribaltano la sentenza di primo grado. Condannati 25 imputati su 27. Pene tra i tre ei quattro anni. Cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Inasprite le pene per i poliziotti già condannati in primo grado Ribaltando la ...

G8 di Genova, stasera la sentenza della Corte d'Appello

Libero-News.it - ‎15 ore fa‎
giudici della terza sezione penale della Corte d'Appello di Genova sono riuniti in camera di consiglio dalle 10 di questa mattina per la sentenza di secondo grado sulla sanguinosa irruzione della polizia alla scuola Diaz durante il G8 del 2001. ...

G8: Genova, giudici in camera consiglio per appello Diaz

Libero-News.it - ‎19 ore fa‎
Genova, 18 mag. (Adnkronos) - Sono riuniti in camera di consiglio i giudici della terza sezione penale della Corte d'Appello di Genova per emettere la sentenza di secondo grado sui fatti relativi all'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il ...

G8 2001/ I vertici della Polizia condannati in appello per le ...

Città di Genova - ‎7 ore fa‎
Ribaltata la sentenza di primo grado: tutti i vertici della Polizia che erano stai assolti per le violenze alla scuola Diaz del luglio 2001 a Genova sono stati condannati con pene comprese dai tre anni e otto mesi ai 4 anni, con interdizione dai ...

G8 GENOVA: SENTENZA APPELLO DIAZ ATTESA IN TARDA SERATA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎11 ore fa‎
(AGI) - Genova, 18 mag. - Il presidente della terza sezione della corte di appello di Genova Salvatore Sinagra ha annunciato che la sentenza per la sanguinosa irruzione alla scuola Diaz di Genova del luglio 2001, avvenuta a margine del vertice G8, ...

OGGI ACCADRA'. G8 di Genova: i vertici della polizia condannati in ...

Carta - ‎7 ore fa‎
I giudici della terza sezione della corte d'appello di Genova, dopo una lunghissima camera di consiglio, condannano gli alti gradi della polizia presenti al momento dell'irruzione nella scuola Diaz, il 21 luglio del 2001. Erano stati tutti assolti in ...

G8, appello Diaz Giudici in camera di consiglio

La Repubblica Genova.it - ‎20 ore fa‎
Riuniti dalle 10, i magistrati pronunceranno la sentenza in tarda serata. Per i 27 imputati, tutti poliziotti, il pg ha chiesto oltre 110 anni di reclusione I giudici della terza sezione della corte di appello, alle 10 di stamani, si sono ritirati in ...

Appello per la scuola Diaz Il pm chede 100 anni

La Repubblica Genova.it - ‎17/mag/2010‎
Alla sbarra 27 tra agenti e funzionari che parteciparono alla violenta irruzione nell'istituto occupato da giovani manifestanti riuniti a Genova per il G8. In primo grado condannati solo 13 imputati Domani la sentenza d'appello sull'irruzione alla ...

G8 Diaz: c'è un giudice a Berlino… e pure a Genova

La Repubblica Genova.it - ‎5 ore fa‎
Il titolo di questo post è una frase che poco fa mi ha scritto su un sms l'avvocato Laura Tartarini, uno dei legali del Genoa Legal Forum. Credo riassuma bene i sentimenti di tanti di fronte alla sentenza, che a quasi dieci anni da quella notte del ...

Appello Diaz, giudici riuniti in Camera Consiglio

Primocanale - ‎20 ore fa‎
Sono in Camera di Consiglio i giudici della terza sezione penale della Corte d'Appello di Genova per la sentenza di secondo grado per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel luglio del 2001. Questa sera alle 19 i giudici ...

G8 2001/ Alle 23 la sentenza d'appello sulla Diaz

Città di Genova - ‎11 ore fa‎
Slitta alle 23 la comunicazione da parte dei giudici in merito alla sentenza in appello per l'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001: i giudici si sono riuniti in camera di consiglio. 27 persone alla sbarra tra agenti e funzionari, ..


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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 07:37:59, in Sindacato, linkato 1343 volte)
Ovviamente le consulenze pagano di più...

Santoro lascia la Rai, accordo consensuale
Decisione approvata dal Cda su proposta del direttore generale Masi

18 maggio, 21:52
(ANSA - di Elisabetta Stefanelli)

ROMA - Come un fulmine a ciel sereno: Michele Santoro lascia la Rai. O almeno, dopo tante battaglie questa volta abbandona il suo ruolo di dipendente, lascia vuoto lo studio di Annozero alla fine della stagione, per rientrare nel ruolo di collaboratore esterno ed abbracciare un suo vecchio pallino, quello delle docu-fiction. E' probabile che vedremo la sua firma e il suo volto ricomparire su Raitre. La decisione arriva al temine della seduta del Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini che nel pomeriggio ha approvato su proposta del direttore generale Mauro Masi un accordo quadro per ''la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente'' con il giornalista. L'accordo consensuale, secondo quanto spiega Viale Mazzini, ''deve essere implementato attraverso contratti applicativi che saranno messi a punto nei prossimi giorni, prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Michele Santoro nei prossimi due anni''. Qui finisce la formalita' di un accordo che, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe di svariati milioni di euro in quanto oltre alla dovuta risoluzione consensuale che prevede per legge il pagamento di tre annualita', il contratto dovrebbe essere triennale per la realizzazione di alcune miniserie a prezzi di mercato.

Quindi la Rai ''continuera' ad avvalersi della collaborazione di Santoro che, in questo modo, avra' la possibilita' di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale''. In Cda sono sette i voti a favori e due le astensioni, di Angelo Maria Petroni e Rodolfo De Laurentiis. De Laurentiis, a quanto si apprende, avrebbe espresso in consiglio le sue perplessita' sui contenuti e l'urgenza di un'intesa di questo tipo e in questo momento con Santoro. Tra le poche reazioni politiche, quella dell'Udc Roberto Rao, secondo il quale ''i telespettatori e tutti gli italiani hanno diritto di sapere subito, senza aspettare altro tempo, con la massima trasparenza e fin nei dettagli, le modalita' e i termini economici che hanno portato alla clamorosa decisione della risoluzione consensuale del contratto di lavoro di Santoro con la Rai''. Finche' l'accordo non sara' firmato comunque Michele Santoro non ne spieghera' le ragioni. Lo fara' solo dopo, quando probabilmente convochera' una conferenza stampa per chiarire le motivazioni alla base della decisione. In realta' il giornalista ci pensava da tempo: non solo a lasciare la Rai come dipendente ma soprattutto a individuare nuovi spazi e nuovi progetti, a cercare di non recitare sempre la stessa 'parte in commedia' con il fiume di polemiche che sempre lo seguivano quanto il successo negli ascolti. I suoi programmi non hanno mai superato le quattro edizioni e dunque per lui era maturo il tempo di cambiare e di riprendere l'idea delle docu-fiction, sulla scorta di 'Corre bisonte corri' andato in onda lo scorso anno. Lo studio vuoto, lui che introduce il tema e poi la messa in onda. Probabilmente lo vedremo su Raitre, vista la disponibilita' offerta da Antonio Di Bella ed esplicitata gia' quando il giornalista venne ospitato da Serena Dandini a Parla con me durante la preparazione di Rai per una Notte. ''Questa e' stata la tua casa ed' pronta a esserlo nuovamente'', disse allora il direttore di Rete. Comunque se ne parla per la prossima stagione perche' il giornalista portera' a termine questa serie di Annozero su Raidue.

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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 07:33:19, in Magistratura, linkato 1371 volte)
'Ndrangheta, intimidazione al magistrato
della Dda Giuseppe Lombardo


18/05/2010  Dopo la bomba alla Procura generale e le minacce del gennaio scorso, i magistrati della Dda di Reggio Calabria tornano nuovamente nel mirino delle cosche. Una nuova lettera di minacce, infatti, è giunta allo stesso pm che l’aveva ricevuta cinque mesi fa, il sostituto procuratore Giuseppe Lombardo, da tempo impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Allora nella missiva c'era una cartuccia caricata a pallettoni. Adesso minacce di morte con frasi del tipo «sei un uomo morto, un cadavere ambulante». La nuova lettera è stata recapitata nella tarda mattinata di ieri ma la notizia si è appresa solamente nella serata di oggi. La missiva ha il timbro del centro di smistamento di Lamezia Terme.

Le indagini su quest’ultima lettera di minacce, così come era accaduto per quella del gennaio scorso, saranno coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro competente ad occuparsi delle vicende relative ai magistrati del distretto reggino. Dopo aver appreso la notizia delle nuove minacce, Lombardo si è incontrato con il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone, e con gli altri colleghi per analizzare la situazione. Al termine della riunione i magistrati non hanno rilasciato nessun commento ufficiale anche se era visibile la rabbia per l’ennesimo episodio di minacce rivolte ad un magistrato della procura reggina. Negli ambienti giudiziari c'era visibile indignazione ed il commento di qualche magistrato è stato: «non si comprende cosa sperano di ottenere con queste lettere».

Da diverso tempo la Dda di Reggio Calabria sta coordinando numerose indagini contro le cosche. Negli ultimi mesi inoltre c'è stata anche una intesa attività finalizzata all’arresto dei più importanti latitanti della 'ndrangheta. Giuseppe Lombardo è impegnato in molti processi contro le cosche, in particolare quello scaturito all’operazione dei carabinieri 'bellu lavurù dove sono coinvolti esponenti delle cosche di Africo Nuovo e quello chiamato 'Testamentò dove sono imputati i capi della cosca Libri. Lombardo, che si è occupato anche dei rapporti tra politica e 'ndrangheta, ha anche il coordinamento delle indagini successive alla cattura del boss Pasquale Condello detto il «supremo», arrestato il 18 febbraio 2008 dopo 11 anni di latitanza. Nel gennaio scorso una bomba era stata fatta esplodere davanti all’ingresso della Procura Generale di Reggio Calabria. A distanza di poche settimane c'era stata la prima lettera indirizzata a Lombardo con la cartuccia caricata a pallettoni.

Il Quotidiano della Calabria
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 07:19:35, in Politica, linkato 1287 volte)
Intercettazioni, servono "gravi indizi"

Commissione Giustizia, al Senato passa l'emendamento del governo.
Il pm richiede le registrazioni ma è il tribunale di competenza ad autorizzarle.

Intercettazioni In commissione Giustizia del Senato è passato nella notte, in una seduta conclusasi dopo le 3 del mattino, l'emendamento del governo che reintroduce la formula in base alla quale possono essare autorizzate le intercettazioni, ossia quando "sussistono gravi indizi di reato". In sintesi è il pm a chiedere l'autorizzazione ma è il tribunale del capoluogo di distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, a decidere sull'autorizzazione, e lo fa in composizione collegiale. (Il Tempo)

Domanda: questo potrebbe esser letto come una copertura agli apparati deviati dello Stato?

Intercettazioni: non piu' per utenze 007
Commissione Giustizia Senato boccia emendamenti opposizione

(ANSA)-ROMA,18 MAG -Non si potranno piu' intercettare le utenze 'riconducibili' a 007: e' il risultato, cui e' giunta la Commissione Giustizia del Senato. La Commissione di Palazzo Madama ha bocciato tutti gli emendamenti dell'opposizione che puntavano a sopprimere la norma del ddl intercettazioni. Questa prevede che non si possano piu' intercettare le utenze 'riconducibili' ad appartenenti 'al dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza'.

Questo è accettabile...
INTERCETTAZIONI: NO RIPRESE TV PROCESSI SENZA CONSENSO TUTTI

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Non si potranno più fare riprese televisive di un processo senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate. La commissione Giustizia del Senato ha respinto tutti gli emendamenti dell'opposizione che puntavano a sopprimere questa parte del ddl intercettazioni.
"In questo modo - spiega il responsabile Giustizia dell'Idv Luigi Li Gotti - basterà che una sola delle parti non dia il suo assenso che il processo non potrà più essere ripreso dalle telecamere anche se si tratterà di un procedimento rilevante per l'opinione pubblica". (ANSA).

Comico si, se si perdona la superficialità del giudizio..

Ddl intercettazioni: sì in commissione al Senato per la legge-bavaglio
di: Antonio Rispoli per JulieNews

ROMA - Sarebbe una situazione quasi comica, se non fosse drammatica: in un Senato che normalmente il lunedì non vede un'anima viva, è stata convocata la Commissione Giustizia per approvare il ddl intercettazioni, con una seduta notturna straordinaria. Tutto, pur di approvare in fretta una legge per impedire alla magistratura di usare le intercettazioni nelle indagini.
Perchè la riscrittura dell'articolo 266 del Codice di Proceura Penale mira esattamente a questo. Infatti, pur restando i "gravi indizi di reato", come adesso, vengono aggiunti alla legge la necessità di prove indipendenti che dimostrano che la persona che si vuole intercettare è coinvolta nel reato. CIoè si vuole che il Pm acquisisca delle prove per autorizzare le intercettazioni che servono al Pm per prociurarsi quelle prove. Un assurdo. E la stessa disciplina vale anche per i tabulati telefonici. Qualcosa di simile anche per le intercettazioni ambientali - cioè i microfoni nascosti in una macchina o in un locale - che potranno essere disposte solo se è provato che in quel posto si sta commettendo o si commetterà un reato.
I tempi per questa richiesta poi sono allungati dalla necessità di dover andare a fare la richiesta nel tribunale collegiale del capoluogo di distretto; mentre si sa che le intercettazioni funzionano se sono disposte con celerità ed immediatezza.
Infine la chicca: le intercettazioni non possono durare più di 30 giorni, prorogabili - solo in caso di assoluta necessità da motivare per iscritto e a cui il Tribunale deve rispondere per iscritto - di 15 giorni in 15 giorni fino a 75 giorni totali. Una garanzia assoluta per boss mafiosi e simili, dato che i loro piani sono talmente articolati che serono ben più di due mesi e mezzo per accumulare prove contro di loro.
Ma dopotutto, perchè stupirsi di questa scelta? Come ha detto il Ministro Daniela Santanchè, durante la trasmissione "Mattino 5" che è andata in onda lunedì mattina, "E' assurdo intercettare un boss mafioso mentre parla con la madre. E' una violazione della privacy".

Intercettazioni: primo sì al Senato tra insulti e proteste
martedì 18 maggio 2010

E’ stato approvato nella tarda serata di ieri, nonostante gli insulti, le polemiche e le accesissime discussioni in Commissione Giustizia al Senato, l’emendamento del governo al discusso DDL sulle intercettazioni, che riscrive completamente tutta la procedura necessaria per ottenere l’autorizzazione al controllo delle utenze.

 Lo scopo di tali norme, come dichiarato dal governo, è di garantire il rispetto della privacy degli indagati; de facto, denunciano l’Anm e molte procure, questi provvedimenti legislativi renderanno molto più complessa l’indagine. La norma in questione riguarda proprio l’uso e l’abuso delle intercettazioni in ambito d’indagine da parte della magistratura e l’emendamento, fortemente voluto dal governo, riscrive completamente l’articolo 266 del Codice di Procedura Penale.

Oggi, per ottenere l’autorizzazione ad intercettare un soggetto, il PM deve avere in mano “gravi indizi di reato”. Se l’emendamento venisse approvato in Senato e poi, in terza lettura, alla Camera, oltre ai gravi indizi di reato bisognerà avvalersi di “specifici atti d’indagine”, che provino in sostanza la responsabilità dell’indagato o delle altre persone da controllare.

In parole povere, questo significa che per intercettare un indagato, allo scopo di provarne la colpevolezza, bisogna avere già certezza delle sue responsabilità. Ma giuridicamente, ai fini d’indagine, non avrebbe senso intercettare qualcuno ritenuto già responsabile.

Per quanto riguarda i tabulati invece verrà proibita l’acquisizione senza “prove preventive”; le intercettazioni ambientali invece, le cosiddette “cimici”, potranno essere avviate solo nel caso in cui il PM sia certo che in quel tale luogo non si stia commettendo, o non si commetterà, un reato. C’è inoltre la questione della lunghezza dell’intercettazione e la richiesta di autorizzazione.

Gli ascolti oggi possono essere prorogati finché è necessario ai fini d’indagine mentre le nuove normative limitano enormemente questo importante aspetto: non sarà possibile ascoltare un indagato per più di 75 giorni. L’autorizzazione può essere concessa in prima battuta per 30 giorni, poi prorogata 15 giorni per volta, con continue richieste di conferma.

Se oggi poi il PM si deve rivolgere solo al gip per questo tipo di autorizzazione, qualora il DDL venisse approvato dovrebbe chiedere il via libera anche al tribunale collegiale del capoluogo di distretto, che spesso è in un altro palazzo o in un'altra città, con evidente dispendio di tempo utile alle indagini. Questo vale sia per la richiesta di autorizzazione all’ascolto, che per la richiesta di proroga: il PM dovrà inviare gli incartamenti ai tre giudici del tribunale collegiale, i quali valuteranno ed eventualmente confermeranno in forma scritta il lasciapassare, motivandone la necessità.

L’ultimo importante provvedimento riguarda invece l’obbligo per il PM di applicare le stesse disposizioni che servono nella valutazione della prova: in sostanza, prima di ascoltare quanto sostenuto da, ad esempio, un collaboratore di giustizia (ai fini d’intercettazione) si dovranno compiere indagini sulla sua attendibilità.

La bagarre in Commissione è stata feroce. Il responsabile della giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti si è aspramente scontrato con il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, arrivando a sostenere la necessità di una perizia psichiatrica per quest'ultimo. L’ostruzionismo dell’opposizione è stato totale, ma sembra aver avuto come unico risultato quello di ritardare l’approvazione dell’emendamento.

Quando si è cominciato a capire che la maggioranza non avrebbe approvato nessun singolo emendamento promosso, i senatori di Pd e Idv sono intervenuti più volte sugli stessi argomenti, parlando spesso in dissenso, per stiracchiare il tempo a disposizione. Il senatore del Pd Casson parla di un “DDL scritto male e lacunoso” che non tutela minimamente la riservatezza dei dati relativi al traffico telefonico.

Il sottosegretario all’Attuazione del Programma, Daniela Santanchè, aveva sottolineato il diritto alla privacy per i mafiosi. “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso” diceva ieri mattina la Santanchè, rincarando la dose qualche ora dopo: “La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona rappresenta un’inaccettabile violazione. […] I fatti dimostrano come questo governo sta dando prova di come si combatta la mafia senza sconti ed esitazioni".

Immediata la replica della capogruppo Pd alla Commissione Giustizia alla Camera Donatella Ferranti: “il governo prenda immediatamente le distanze dalle parole della Santanchè” sottolineando che “molti boss mafiosi continuano ad impartire ordini e gestire l’impresa mafiosa, anche dal carcere, attraverso i familiari”.

ANDREA SPINELLI BARRILE - agenzia radicale
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