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Quanti reati si compiono in nome del commercio elettronico!

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
CSM: "Evitare una spirale fatale di recriminazioni
e di scontri per un corretto equilibrio istituzionale"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Quirinale_cerimonia_commiato_e_insediamento_CSM.jpg


"In questo quadriennio il Consiglio ha dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non lo siano state finora". Lo ha detto il Presidente della Repubblica nella cerimonia di commiato dei componenti il Consiglio Superiore della Magistratura uscenti in risposta al discorso del Vice Presidente del CSM, Nicola Mancino.

"Non è rimasto chiuso a esigenze di riflessione su se stesso e di revisione del proprio modo di operare, a sollecitazioni che venivano spesso in chiave polemica da diversi settori dell'opinione pubblica, da diversi ambienti culturali e politici. Esso non è rimasto arroccato nella pura e semplice riaffermazione delle proprie prerogative, nella mera difesa e riproduzione di suoi comportamenti tradizionali".

Richiamando il lavoro svolto dal CSM, il Presidente Napolitano ha sottolineato che sono stati "affrontati nodi assai delicati quali quelli relativi al ruolo e alle responsabilità dei Procuratori della Repubblica e ai poteri dei Procuratori generali presso le Corti di Appello e presso la Cassazione: lo si è fatto tendendo a superare rischi di ambiguità che potessero risolversi in un non giusto affievolimento di quel ruolo e di quei poteri, più che mai essenziali per evitare condotte scorrette, tensioni e conflitti all'interno degli Uffici e nei rapporti tra diversi Uffici".

Sulla questione dei pareri su disegni di legge presentati in Parlamento, il Capo dello Stato ha rilevato che "come i pareri del CSM non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento". "Se insisto sulla novità e concretezza di diversi filoni d'impegno del Consiglio uscente - ha continuato - è perché penso che se ne sia tenuto poco conto, quasi annegando quella novità e quella concretezza nella disputa generale tra opposte posizioni sul tema complessivo del rapporto tra politica e giustizia e anche sul tema del ruolo del CSM: è bene liberarsi da queste distorsioni, da queste astratte contrapposizioni polemiche".

Per il Presidente della Repubblica, il Consiglio appena eletto avrà da ritornare su "non poche questioni, specifiche e di fondo, ancora aperte: le questioni dell'assetto e del funzionamento dello stesso CSM; dell'articolazione dei suoi organi interni; la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM; l'insieme delle questioni di fondo del funzionamento gravemente insoddisfacente dell'amministrazione della giustizia".

"Nessuno è più di me consapevole - ha affermato - dell'importanza decisiva dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di "squallide consorterie", delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale".

Il Presidente Napolitano, nel corso del suo intervento, ha richiamato la risoluzione adottata dal CSM il 20 gennaio di quest'anno che "si è mostrata consapevolezza della percezione, da parte dell'opinione pubblica, che "alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse", che possano talvolta affermarsi "pratiche spartitorie", rispondenti "ad interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici". Bisogna, quindi, "alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono comunque per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dalla imparzialità e terzietà del magistrato".

"Considero quella del presiedere il CSM - ha proseguito - come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici. E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l'altissima funzione dell'indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.

Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete".

Il Presidente ha sottolineato come i componenti del CSM formino "un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono - eloquente in questo senso è la stessa procedura prevista dall'articolo 104 della Costituzione - rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione. Essi sono l'espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un'istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile. Sono perciò certo che come tale - ripeto, come un tutto unitario - opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato - ha concluso il Capo dello Stato - in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini".

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=9364

Leggi l'intervento alla Cerimonia di Commiato per i Consiglieri uscenti


Palazzo del Quirinale, 31/07/2010

Signori rappresentanti del Parlamento e del governo,
Signor Presidente della Corte Costituzionale,
Autorità,
Signore e Signori,

rivolgo innanzitutto un cordiale benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, presenti alla cerimonia di commiato dei Consiglieri uscenti, ai quali è in particolare dedicato questo incontro.

Ringrazio il Vice Presidente, Senatore Avvocato Nicola Mancino, per le calorose espressioni di stima che mi ha rivolto e per lo specifico apprezzamento che ha voluto manifestare dell'impegno da me esplicato in questi anni come Presidente del CSM. Con lui ho condiviso una non lieve responsabilità dal 2006 ad oggi, operando - tra momenti di ricorrente tensione politico-istituzionale - per assolvere al meglio il ruolo assegnatoci dalla Carta Costituzionale.

E in questo momento soprattutto ringrazio il Sen. Mancino per il puntuale e argomentato bilancio che ha inteso tracciare della Consiliatura oggi conclusasi. Nell'ascoltare quel bilancio, riflettevo su come in questo quadriennio il Consiglio abbia dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non lo siano state finora. Esso non è rimasto chiuso a esigenze di riflessione su se stesso e di revisione del proprio modo di operare, a sollecitazioni che venivano spesso in chiave polemica da diversi settori dell'opinione pubblica, da diversi ambienti culturali e politici. Esso non è rimasto arroccato nella pura e semplice riaffermazione delle proprie prerogative, nella mera difesa e riproduzione di suoi comportamenti tradizionali.

D'altronde, non si potevano in primo luogo non raccogliere gli impulsi che per il CSM sono venuti da due leggi di riforma dell'ordinamento giudiziario, espresse in due successive legislature, con maggioranze diverse (come ha ricordato il Sen. Mancino) ma in modo da registrare non trascurabili elementi di condivisione. Di lì si è partiti per stabilire un approccio più valido al rinnovo dei vertici - direttivi e semi direttivi - degli uffici giudiziari : un approccio basato su dati obbiettivi e seri criteri di valutazione delle professionalità e delle attitudini organizzative. I risultati così raggiunti sono stati altamente apprezzabili spesso anche per la tempestività delle nomine, da ultimo con il conferimento - non a caso sorretto da assai ampio consenso - degli incarichi di primo presidente e presidente aggiunto della Cassazione.

Dall'esposizione del Sen. Mancino è poi emerso come siano stati affrontati nodi assai delicati quali quelli relativi al ruolo e alle responsabilità dei Procuratori della Repubblica e ai poteri dei Procuratori generali presso le Corti di Appello e presso la Cassazione : lo si è fatto tendendo a superare rischi di ambiguità che potessero risolversi in un non giusto affievolimento di quel ruolo e di quei poteri, più che mai essenziali per evitare condotte scorrette, tensioni e conflitti all'interno degli Uffici e nei rapporti tra diversi Uffici.

Si è nello stesso tempo innovato - come è stato giusto qui ricordare - sia nell'esercizio di uno strumento affermatosi nella prassi del Consiglio, come quello delle pratiche a tutela, ancorandolo alle condizioni e ai limiti di cui ci ha detto il Sen. Mancino, sia nell'espressione di pareri su disegni di legge presentati in Parlamento per le ricadute che essi possono avere sullo svolgimento delle funzioni giudiziarie. Ho a questo proposito rilevato, rispetto a possibili distorsioni, come i pareri del CSM non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento. Sono più che mai persuaso che si tratti di due limiti da osservare rigorosamente.
E si è, infine, da parte del CSM, dato un impulso nuovo, in termini di accresciuta prontezza nell'intervenire e severità nel giudicare, all'azione disciplinare.

Se insisto sulla novità e concretezza di diversi filoni d'impegno del Consiglio uscente, è perché penso che se ne sia tenuto poco conto, quasi annegando quella novità e quella concretezza nella disputa generale tra opposte posizioni sul tema complessivo del rapporto tra politica e giustizia e anche sul tema del ruolo del CSM. E' bene liberarsi da queste distorsioni, da queste astratte contrapposizioni polemiche.

Sappiamo naturalmente che su alcuni dei punti che sono stati affrontati negli ultimi quattro anni e che ho ripreso dal discorso del Vice Presidente Mancino, il Consiglio appena eletto avrà da ritornare e che non poche questioni, specifiche e di fondo, gli vengono rimesse ancora aperte.
Così le questioni dell'assetto e del funzionamento dello stesso CSM, dell'articolazione dei suoi organi interni, e in particolare delle competenze del Comitato di Presidenza. Così la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM. Così l'insieme delle questioni di fondo del funzionamento gravemente insoddisfacente dell'amministrazione della giustizia (di cui è ancora segno macroscopico l'abnorme durata dei processi) : ed è ormai chiaro che vi si deve far fronte con efficaci innovazioni sul piano normativo ma anche con la diffusione di buone pratiche, nel segno di una nuova cultura dell'organizzazione di cui ha dato e si appresta a dare esempio la Suprema Corte.

Infine, nessuno è più di me consapevole dell'importanza decisiva - per aprire nuove prospettive al sistema giustizia e alla magistratura, tali da riguadagnare prestigio e consenso tra i cittadini - dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di "squallide consorterie", delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale.

Già nella risoluzione adottata dal CSM il 20 gennaio di quest'anno si è mostrata consapevolezza della percezione, da parte dell'opinione pubblica, che "alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse", che possano talvolta affermarsi "pratiche spartitorie", rispondenti "ad interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici". Bisogna alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono comunque per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dalla imparzialità e terzietà del magistrato.

Regolare in modo per varii aspetti nuovo e di certo più restrittivo l'impiego del magistrato in funzioni diverse da quelle sue proprie e il suo transitare all'attività politica così come il rientrarne nella carriera giudiziaria ; contrastare decisamente oscure collusioni di potere ed egualmente esposizioni e strumentalizzazioni mediatiche, a fini politici di parte o a scopo di "autopromozione" personale - questi giù appaiono riferimenti obbligati per le discussioni e deliberazioni che potranno aver luogo nel CSM neoeletto. Si tratta di aspetti su cui sono intervenuto più volte prendendo la parola nel Consiglio uscente : e perciò mi ritrovo facilmente in riflessioni e richiami che hanno avuto spazio anche sulla stampa in queste settimane, ricordandosi in particolare la lezione di Adolfo Beria d'Argentine sulla presa di coscienza, da parte del magistrato, della complessità sociale, sulla necessità che egli sappia " conservare la testa fredda nei momenti caldi della società" (e della politica), sul suo impegno ad "amministrare la giustizia" senza attribuirsi missioni fuorvianti, sulla sua riservatezza a garanzia della sua "terzietà".

Buon lavoro a voi, signori componenti appena eletti del CSM, anche su queste spinose e così significative tematiche. Ma una parola, ancora, ai consiglieri uscenti : una parola di personale grato apprezzamento, per il clima di profondo rispetto reciproco, di attenzione e di stima, di schietto e aperto confronto, che in questi quattro anni c'è sempre stato tra noi. Considero quella del presiedere il CSM come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici.

E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l'altissima funzione dell'indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.

Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete.

Un cordiale saluto ed augurio dunque a voi che dopo un quadriennio a Palazzo dei Marescialli tornate all'attività in magistratura o alla vita professionale e pubblica.

E un saluto ed augurio altrettanto cordiale a voi, componenti di diritto e appena eletti, con scelte di alto livello da tutti i magistrati e dal Parlamento in seduta comune come componenti del CSM. Vorrei solo sottolineare come voi formiate un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono - eloquente in questo senso è la stessa procedura prevista dall'articolo 104 della Costituzione - rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione.

Essi sono l'espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un'istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile.

Sono perciò certo che come tale - ripeto, come un tutto unitario - opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini.

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=1916
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Di Loredana Morandi (del 01/08/2010 @ 09:14:50, in Politica, linkato 1979 volte)
Come potete leggere di seguito dalla breve del Messaggero così la "Stampa all'estero" e un lapidario Financial Times che intitola proprio "Et tu, Gianfranco" parafrasando la storia del primo impero romano a quella del "Giulio" Silvio contemporaneo.
Giornalettismo, la mia fonte preferita di informazione alternativa, esprime la massima: "Fini fonda il gruppo "futuro e libertà". Ha già più voti del PD".
La storia della relazione politica tra Fini e Berlusconi è recente, ma il "mai delfino" ha imboccato una china irrevocabile. Prima con la fusione di AN con Forza Italia, ora con la scissione in piena legislatura. E la base di destra, costituita dagli ex circoli di AN, lo giudica alla stregua del gradimento espresso dalla stampa di sinistra: "il compagno Fini". L'unica nota positiva per l'ex mai delfino è aver conquistato il cuore di Urso, con il quale radunare la vecchia corrente detta "destra protagonista", da sempre minoritaria rispetto al correntone degli "specialisti" in amministrazioni pubbliche (Gasparri, Alemanno, Polverini, ecc..), che staccò "la Destra" di Storace. Come io conosco tutto questo? E' la storia del mio quartiere e come in "Trecento":  Questa è "Balduina!". L.M.


Financial Times: Fini come Bruto per Cesare Berlusconi.
Le Figaro: governo italiano a rischio
        

ROMA (31 luglio) - Gianfranco Fini come Bruto per "Cesare" Silvio Berlusconi. Il Financial Times, in un commento dal titolo «Et tu, Gianfranco?» che cita le parole di Cesare colpito a morte al figlio adottivo, ripercorre le tappe che hanno portato alla rottura tra il presidente della Camera e il premier. Ma, sottolinea il giornale britannico, giovedì notte è stato "Cesare" «a capovolgere la situazione» nei confronti di "Bruto" e a dichiarare guerra aperta a Fini». Ricordando le accuse reciproche che si sono lanciate gli ex alleati, il Financial Times cerca di disegnare gli scenari futuri. «E anche se nulla è certo nella politica italiana - dice Ft - questa vicenda apre come un'insanabile divaricazione che può porre la coalizione a rischio».

Se ciò accadesse, si sottolinea, «non ci sono procedure stabilite e non è chiaro se ne seguirebbero elezioni, o se fosse possibile la costituzione di una coalizione anti-Berlusconi». In ogni caso «Berlusconi non se ne andrà senza lottare. Ma anche se riuscisse a mantenere il potere, sarebbe improbabile un cammino senza scosse» e, conclude, «molti sperano che se Bruto non riuscirà a segnare il destino di Cesare, lo faranno l'aritmetica parlamentare o gli elettori».

«Berlusconi-Fini: divorzio all'italiana»: titola il quotidiano francese Le Figaro, che nell'edizione di oggi dedica ampio spazio alla rottura tra il premier e il presidente della Camera. Per l'editorialista Pierre Rousselin, la crisi tra Berlusconi e Fini «complica la politica italiana e potrebbe impedire al governo di arrivare fino alla fine della legislatura, nel 2013». Anche perché Fini «sembra in grado di privare il capo del governo della sua maggioranza parlamentare» scrive il giornale.

«Fini restituisce la sua alleanza a Berlusconi» titola invece Liberation, sottolineando che, attraverso la sua fondazione Fare Futuro, il presidente della Camera «ha moltiplicato le posizioni critiche, soprattutto nei confronti del "cesarismo" del Cavaliere».

Le Journal du Dimanche parla di un «Berlusconi indebolito».

Per Le Monde era una «rottura annunciata» quella tra il capo del governo e lo storico leader di Alleanza nazionale.

Il Messaggero

Leggi sulla stampa internazionale

- Financial Times

    July 30, 2010

    Et tu, Gianfranco?

    In recent months, Gianfranco Fini has seemed like Brutus to Silvio Berlusconi’s Caesar. The speaker of the Italian parliament and co-founder of the People...

- Le Monde


LE MONDE | 30 juillet 2010 | Salvatore Aloïse | 558 mots
Le président du conseil demande la démission du président de la Chambre des députés. La rupture est désormais consommée entre le président du conseil, Silvio Berlusconi, et le président de la Chambre des députés, Gianfranco Fini, premier et grand allié du Cavaliere depuis son entrée en politique en...

 2 - Gianfranco Fini refuse de démissionner de la présidence de l'Assemblée d'Italie
LEMONDE.FR | 30 juillet 2010 | 471 mots
Gianfranco Fini, pressé par le chef du gouvernement italien, Silvio Berlusconi, de quitter la présidence de l'Assemblée, a annoncé officiellement qu'il refusait de démissionner, vendredi 30 juillet au cours d'une brève conférence de presse à Rome.

 3 - Silvio Berlusconi consomme la rupture avec Gianfranco Fini
LEMONDE.FR | 30 juillet 2010 | avec AFP | 315 mots
Après des mois de dissensions, Silvio Berlusconi a consommé la rupture avec son principal allié, Gianfranco Fini, tout en assurant que cette crise au sein de la droite italienne ne mettrait pas en péril la stabilité de son gouvernement, en place depuis deux ans.


- Le Figarò


Divorce à l'italienne 

La rupture entre Silvio Berlusconi et Gianfranco Fini[...]Au lendemain de son éviction du parti de gouvernement, le Peuple de la liberté, créé avec Silvio Berlusconi en mars 2009, M. Fini[...]Sur la plupart des questions traitées, mais surtout sur les affaires de corruption, comme sur les relations avec le monde judiciaire ou bien ...

La rupture entre Berlusconi et Fini est consommée

La rupture entre Berlusconi et Fini[...]séparé de Gianfranco Fini[...]«l'incompatibilité politique absolue» entre Fini et les principes inspirant le PDL[...]Gianfranco Fini[...]Gianfranco Fini (58 ans)[...]de ses prérogatives de président de la Chambre, Gianfranco Fini[...]avec les trois ministres ...


- Liberation
Article 31/07/2010

Fini rend son alliance à Berlusconi

Dans une ultime manoeuvre pour éviter le divorce, ou tout de moins pour en rejeter les responsabilités sur Silvio Berlusconi ,le président de la Chambre des députés, Gianfranco Fini ,avait lancé, il y a deux jours, dans un entretien... Pour l' heure Gianfranco Fini ,qui compte ses troupes, affirme de son côté que celles -ci continueront de" soutenir" le gouvernement quand il présentera des mesures en conformité avec le programme du PDL.

Article 30/07/2010

Rupture consommée entre Berlusconi et son ex-allié Fini

Après des mois de dissensions, Silvio Berlusconi a consommé la rupture avec son principal allié Gianfranco Fini ,en que cette crise à sein de la droite italienne ne mettrait pas en péril la stabilité de son gouvernement, en place depuis deux ans.Après une réunion avec l' exécutif de son parti, le Peuple de la Liberté( PDL,) Silvio Berlusconi a pressé Gianfranco Fini d' abandonner la présidence de la Chambre des députés, jugeant" absolument incompatibles" ses positions avec celles de son parti


- El pais

Un mal negocio

Edición impresa 01-08-2010

Con la expulsión de Gianfranco Fini del partido Pueblo de la Libertad (PDL) que formó junto a Silvio Berlusconi hace tan solo 16 meses, la política italiana vuelve al socorrido escenario de mayorías precarias e inestabilidad gubernamental, algo poco aconsejable en situaciones de convulsión económica ... Fini le ofrecía una mano tendida. Cierto que Il Cavaliere tenía motivos de disgusto por las continuas críticas de su socio, formuladas desde una visión liberal tan alejada de sus orígenes posfascistas, y que le acreditan como "la parte honesta" de la derecha, como se ha autodefinido Fini al asegurar ...

Fini desafía a Berlusconi y forma un grupo parlamentario propio

Edición impresa LUCIA MAGI
Palermo - 31-07-2010

Gianfranco Fini pasa al contraataque. Un día después de su expulsión del Pueblo de la Libertad, el partido que él mismo contribuyó a fundar, convocó a la prensa para levantar la voz contra el primer ministro Silvio Berlusconi, principal responsable de su excomunión.

El ocaso del berlusconismo

Edición impresa ANDREA RIZZI 30-07-2010

El ocaso del berlusconismo

ANDREA RIZZI 30-07-2010

... padece un desafío existencial. Gianfranco Fini, el aliado cofundador del Pueblo de la Libertad, ha llevado hasta el extremo el pulso con el líder. La rebeldía, en sí, es un golpe duro para Berlusconi. Su fundamento lo convierte en potencialmente letal. Fini pone una "cuestión moral" en la base de su ... agotar la legislatura, que expira en 2013. Sin la coraza del poder, tendría que pasar por terribles horcas caudinas judiciales. Sus opositores ?Fini, democristianos centristas, el centroizquierda? tendrán la tentación de recurrir a la vieja fórmula italiana del gobierno técnico. Berlusconi puede ...

Berlusconi rompe con Fini y deja al Gobierno de Italia en el aire

Edición impresa LUCIA MAGI >Roma - 30-07-2010

Silvio Berlusconi rompió ayer la alianza con Gianfranco Fini -su socio político desde 1994 y cofundador junto con el primer ministro del Pueblo de la Libertad (PDL)- en una maniobra que pone en grave riesgo la estabilidad del Ejecutivo. Berlusconi reunió en Roma a la cúpula del partido para concretar la que, de facto, es una expulsión de la corriente de Fini.

Gianfranco Fini

El presidente de la Cámara baja italiana, Gianfranco Fini, en la conferencia de prensa celebrada en Roma.El presidente de la Cámara baja italiana, Gianfranco Fini, en la conferencia de prensa celebrada en Roma ...


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Di Loredana Morandi (del 01/08/2010 @ 22:20:10, in Politica, linkato 2227 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/bologna_strage_anniversario_2010.jpg

30 anni dalla strage di Bologna


Sono trascorsi 30 lunghi anni da quel fatidico 2 agosto 1980. Ma non si può dimenticare, nonostante il fatto che l'Italia dell'oggi, che eredita gli annosi problemi e l'incoscienza criminale di una certa scuola politica della prima repubblica, sia infinitamente peggiore della precedente.

Quest'anno non ci sono ministri, non ci vanno per non essere fischiati. Speriamo che siano fischiati tutti i politici che in ogni caso si recheranno alla manifestazione per farsi vedere dalla stampa e fotografare dai reporter delle agenzie.

Qui il racconto dei fatti di allora.

L.M.

Le foto da Facebook

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Di Loredana Morandi (del 02/08/2010 @ 15:10:34, in Sindacati Giustizia, linkato 1906 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/OOSS_con_USB.jpg


RdB USB CONTRATTO INTEGRATIVO E FUA:
I DOCUMENTI UFFICIALI.
 
 
Sul sito www.giustizia.usb.it sono pubblicati i documenti ufficiali del contratto integrativo sottoscritto il 29 luglio e il relativo ordinamento professionale dell'organizzazione giudiziaria.

Ricordiamo che gli accordi sottoscritti entrano in vigore immediatamente.

Sul sito sono pubblicati altresì gli accordi sui residui del FUA 2008-2009 e 2010 sottoscritti il 30 luglio.
 

Saluto tutti
Daniela Rosone

Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

Le ultime pubblicazioni a cura della UIL PA

- manovra economica - pubblicato sulla G.U. del 30 luglio il testo coordinato con le modifiche apportate in fase di conversione del DL 78/2010.

- circ. n. 9/2010 della funzione pubblica con indicazioni interpretative su riduzione di assetti organizzativi e revisione degli organici nelle pubbliche ammministrazioni.

http://www.uilpa.it/

Vedi anche il documento unitario e il vademecum


NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE:

LE CONTRADDIZIONI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE. Documento Unitario

Clicca qui per vedere il vademecum

 

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Sulla lista collegata a Formigoni a mio avviso non c'è assolutamente nulla.  L.M.

Inchiesta P3, Formigoni in Procura a Roma:

''Ascoltato in qualità di testimone''


ultimo aggiornamento: 02 agosto, ore 18:58
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Regione Lombardia è stato sentito dal pm riguardo a un presunto intervento della 'lobby' per favorire il ricorso della lista collegata a Formigoni nel corso delle ultime elezioni regionali

Roma, 2 ago. (Adnkronos/Ign) - Roberto Formigoni è arrivato intorno alle 15 alla Procura di Roma. Il presidente della Regione Lombardia è stato ascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo come testimone nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3.

Nell'ambito dell'indagine, per la quale sono finiti agli arresti Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, il governatore viene ascoltato riguardo ad un presunto intervento del gruppo per favorire il ricorso della lista collegata a Formigoni nel corso delle ultime elezioni regionali.

"Sono stato audito in qualità di testimone, ciò che ho detto è coperto da segreto istruttorio". Queste le parole pronunciate da Formigoni uscendo dalla Procura. Alla domanda se fosse stato ascoltato in qualità di testimone, Formigoni ha risposto: "Assolutamente sì". "Mi sono state rivolte domande su fatti di cui fossi eventualmente a conoscenza - ha precisato Formigoni - ma sono stato ascoltato come testimone e non è mia intenzione rompere il segreto istruttorio".
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2010 @ 06:59:24, in Magistratura, linkato 1212 volte)
L'efebofilo Grillini, cassato dal PD ed approdato tra le schiere filo massoniche e pro pedofilia di IdV, ha lanciato dalle pagine di Gay.it una raccolta firme contro Vietti. Tutto questo lascia pensare che si tratti di una persona per bene e non lo vedremo andar di notte a cercare coca e trans. L.M.

E' stato sottosegretario alla Giustizia

Csm, Vietti eletto vicepresidente:
"Recuperare prestigio dopo gli scandali"


Roma - (Adnkronos) - L'ex presidente vicario dell'Udc ha ottenuto 24 voti su 26 e prende il posto di Mancino. Si insedia il nuovo Csm, Napolitano: regole rigorose contro le squallide consorterie

Roma, 2 ago. - (Adnkronos) - Il plenum del Csm ha nominato il suo nuovo vicepresidente: e' Michele Vietti dell'Udc e ha ottenuto 24 voti su 26. Due le schede bianche.

Intervenendo nel suo primo discorso di fronte alla nuova assemblea di Palazzo dei Marescialli, Vietti ha sottolineato "l'esigenza del Csm, scosso dai recenti scandali, di riguadagnare prestigio e consenso, stile, rigore e serieta'".

Vietti ha sottolineato che occorre ''tutelare il bene prezioso della terzieta' e imparzialita' del magistrato, nello sforzo di confrontarsi, con la convinzione delle proprie idee ma anche con l'umilta' di cambiarle''. Il nuovo vicepresidente, ricordando le parole di Napolitano, sabato scorso all'insediamento al Quirinale, ha fatto notare che il nuovo Csm non dovra' essere chiuso su se' stesso, e ha evidenziato le questioni che saranno sul tavolo della prossima conciliatura: dalle pratiche a tutela alla questione dell'azione disciplinare, che, ha sottolineato ''dovra' essere pronta e rigorosa. Torneremo su questa questione e anche sull'assetto del Csm, e lo faremo liberandoci da ogni polemica e avendo di mira solo l'efficienza del sistema giustizia''.

Ringraziando chi lo ha votato e chi ha ritenuto di non farlo, Vietti ha voluto evidenziare la figura tra i nuovi componenti di Annibale Marini, che ha presieduto nella sua carriera anche la Consulta: la sua esperienza, ha fatto notare, sara' preziosa per il lavoro del Csm.

Rivolgendosi poi ai togati, li ha ringraziati per essere ''rappresentanti dell'insostituibile funzione giurisdizionale, presidio di legalita'''; mentre i laici, ha fatto notare, ''non sono espressione di gruppi politici ma rappresentanti democratici del Parlamento, sede della sovranita' popolare. Questo Consiglio e' unitario -ha aggiunto- consapevole della forte responsabilita' dei compiti che ha chiamato a svolgere''.

"Vivo compiacimento" e' stato espresso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha presieduto il plenum del Csm. Napolitano, sottolineando che Vietti "sapra' affrontare le questioni, anche piu' complesse", rivolgendosi ai nuovi componenti di Palazzo dei Marescialli ha fatto notare che "Vietti sara' la guida di ciascuno di voi e come successore di Mancino sara' mio prezioso e costante ausilio".

Napolitano ha poi raccomandato ai membri del nuovo Csm e il suo nuovo vicepresidente di avere uno "stretto e leale rapporto il Guardasigilli senza condizionamenti correntisti e con uno sguardo attento alle varie questioni della giustizia". Particolare cura, il capo dello Stato ha raccomandato "nella formazione dei giovani magistrati, affinche' non dimentichino che i casi che sono chiamati ad affrontare corrispondono alle aspettative dei cittadini".

Un impegno che deve essere piu' forte, ha fatto notare Napolitano "nelle regioni dove c'e' una maggiore presenza della criminalita'". Infine il Capo dello Stato ha raccomandato di effettuare i dovuti controlli professionali tra toghe e ha concluso il suo discorso offrendo la sua piena disponibilita' e collaborazione.

Deputato per il partito di Pier Ferdinando Casini e componente della commissione Giustizia di Montecitorio, Michele Vietti e' nato a Lanzo Torinese (To) il 10 febbraio 1954. Laureato in Giurisprudenza, e' avvocato patrocinante in Cassazione e docente universitario. Eletto nella circoscrizione I (Piemonte 1), e' stato gia' deputato nelle legislature XII, XIV, XV.

E' stato componente, dal 1998 al 2001, eletto dal Parlamento in seduta comune, del Consiglio superiore della magistratura, dove e' stato presidente della XII Commissione (Regolamento) e vice presidente della I Commissione. E' stato eletto nel maggio 2001 alla Camera dei deputati nel collegio n.17- Piemonte 1 (Lanzo, Rivarolo, Cuorgne') e nella XII legislatura ha presieduto il Comitato pareri della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio.

Vietti ha fatto parte della Giunta per le autorizzazioni a procedere e ha presieduto la commissione ministeriale per la riforma del diritto societario, la commissione per la riforma del diritto delle professioni intellettuali e il gruppo di lavoro per la riforma del diritto fallimentare, per la tutela degli acquirenti di immobili e per l'unificazione degli albi dei commercialisti.

Dal 2002 Vietti aderisce all'Unione Democratici Cristiani e Democratici di Centro (Udc). Ha ricoperto incarichi governativi come sottosegretario al ministero della Giustizia nel secondo governo Berlusconi, e sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze nel terzo governo Berlusconi.

Nel 2007 viene eletto vice segretario nazionale dell'Udc. Nel 2008 viene riconfermato alla Camera ed eletto presidente vicario del gruppo parlamentare Udc a Montecitorio. E' professore a contratto di Diritto Societario Comparato, Libera Universita' degli Studi San Pio V.

E' professore a contratto di Diritto Commerciale all'Universita' Luiss Guido Carli di Roma e docente nella scuola di Specializzazione per le professioni forensi all'Universita' Roma Tre. E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra le quali 'La Riforma del Diritto Societario, Lavori preparatori, Testi e Materiali', 'Nuove Societa' per un nuovo mercato. La riforma delle Societa' commerciali', 'L'ordinamento giudiziario', 'Per una riforma della Giustizia', 'Il C.S.M. visto da vicino'.
 
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2010 @ 07:09:45, in Politica, linkato 1339 volte)
Cicchitto attacca: «Inaccettabile mentre è in corso un procedimento giudiziario»

Caliendo, si vota la mozione
Il Pdl protesta: «È inaccettabile»


I capigruppo hanno deciso: mercoledì la sfiducia in aula. I finiani: consulteremo l'Udc

MILANO - La conferenza dei capigruppo alla Camera ha deciso: mercoledì a Montecitorio approderà in Aula la mozione presentata dall'opposizione sulla sfiducia a Giacomo Caliendo, il sottosegretario alla Giustizia, indagato nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. Il giorno prima si svolgerà, invece, l'esame dei decreti sul trasporto marittimo e sull'energia. La mozione di sfiducia (il voto sarà palese) non preoccupa il diretto interessato. «Come vedete, io continuo a lavorare» ha detto il sottosegretario ai giornalisti che lo hanno incontrato a Palazzo Madama, prima che venisse messo all'ordine del giorno il voto . Fabrizio Cicchitto, invece, giudica «inaccettabile» che «si proceda al voto sulla mozione di sfiducia quando è in corso ancora il procedimento giudiziario nei confronti di Caliendo». «Se ne assume la responsabilità l’opposizione», ha detto il presidente dei deputati del Pdl. «Esamineremo con grande attenzione il risultato del voto sulle mozioni» ha aggiunto Cicchitto.

INCONTRO FIANIANI-UDC - A questo punto, non resta che attendere mercoledì per capire come si comporteranno i finiani rispetto al voto su Caliendo. La cosa certa è che martedì pomeriggio il gruppo dei finiani alla Camera incontrerà l'Udc per verificare la possibilità di convergenze in vista del voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario. L'annuncio arriva dal capogruppo dei finiani. «Ci vedremo nel primo pomeriggio per cercare di arrivare a una convergenza con l'Udc, se ce ne sono le condizioni», ha spiegato Giorgio Conte. Per il Pd Dario Franceschini il voto sul sottosegretario «sarà un punto di chiarezza». Mentre il leader dell'Idv Antonio Di Pietro avverte: «Chi si astiene su Caliendo è irresponsabile».

«IL GOVERNO NON RISCHIA» - Il Pdl, dal canto suo, lascia intendere di non aspettarsi sorprese dai finiani. «Prendiamo per buono il loro impegno a dare sostegno alla maggioranza» ha detto Cicchitto. «La tenuta del governo non è a rischio» ha assicurato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, perché i parlamentari vicini al presidente della Camera, è la sua convinzione, hanno dichiarato che «continueranno a sostenerlo». «Anche alla Camera - ha aggiunto il ministro - i numeri sono chiari e non c'è alcun dubbio che la legislatura possa continuare con un forte sostegno al governo». La Russa ha poi ribadito la sua contrarietà all'ipotesi di un governo tecnico. «Gli italiani hanno eletto un governo politico - ha spiegato - noi siamo per il bipolarismo e perché siano i cittadini a scegliere i governi».

GRUPPO FLI AL SENATO - Nel frattempo, il gruppo dei finiani si è costituito ufficialmente anche a Palazzo Madama. Confermate le indiscrezioni che vedevano dieci senatori fuoriuscire dal gruppo del Pdl per costituire il nuovo gruppo parlamentare «Futuro e Libertà per l'Italia». Presso l'ufficio del senatore Mario Baldassarri si è riunita una piccola pattuglia di senatori per espletare le formalità: i senatori dovranno firmare le dimissioni dal gruppo del Pdl e consegnarle al presidente del gruppo Maurizio Gasparri, successivamente dovranno presentare la richiesta di nascita del gruppo al presidente del Senato, Renato Schifani. Capogruppo provvisorio in attesa delle votazioni per determinarlo dovrebbe essere lo stesso Baldassarri. Del gruppo fanno parte la senatrice Contini, i senatori De Angelis, Valditara, Saia, Germontani, Di Gilio, Pontone, Viespoli e Menardi. In un articolo pubblicato sul sito di Generazione Italia, Italo Bocchino scrive: «I cannoni devono smettere di tuonare, da una parte e dall'altra», auspicando «un patto di legislatura per salvare l'attuale assetto bipolare, il governo e la maggioranza».

Corriere Sera - 02 agosto 2010


La Rassegna

Pdl/Fini alla prova del voto su Caliendo, oggi incontro con l'Udc

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 3 ago. (Apcom) - L'opposizione mercoledì voterà ovviamente per la sfiducia a Giacomo Caliendo. Ma i gruppi parlamentari dell'Udc e dei "dissidenti" finiani si incontreranno oggi e tenteranno una convergenza sulla scelta da esprimere sulla mozione ...

Caliendo, mercoledì voto su sfiducia Berlusconi: se via stretta si ...

Il Messaggero - ‎3 ore fa‎
Il premier smentisce una frase su Napolitano. Nato al Senato gruppo finiani. Udc e Fli, prove d'intesa su mozione sfiducia ROMA (2 agosto) - Primo test alla Camera per la maggioranza, dopo la rottura nel Pdl e l'uscita dei finiani con la nascita del ...

Governo: mercoledi' voto camera su mozione sfiducia caliendo

Ultime Notizie - ‎4 ore fa‎
Roma, 2 ago. – (Adnkronos) – Caso Caliendo mercoledi' in aula alla Camera. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo a Montecitorio che ha deciso di calendarizzare l'esame e il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia. ...

Fini-centristi, sulla legalità c'è già aria di terzo polo

Europaquotidiano.it - ‎6 ore fa‎
Domani alla camera sarà votata la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo. Un primo test per la tenuta dell'esecutivo dopo la nascita dei gruppi parlamentari che fanno capo al presidente della camera, ...

Il voto sulla mozione contro Caliendo: i finiani cercano una ...

PolisBlog.it (Blog) - ‎7 ore fa‎
Il voto sulla mozione contro Caliendo avrà luogo domani alla Camera. Il merito della questione riveste ormai un peso molto relativo. L'esito della votazione, infatti, è atteso per altri motivi: o risultati della verifica serviranno a capire la reale ...

Berlusconi: "La via è stretta, alle urne al primo incidente ...

Quotidiano Nazionale - ‎7 ore fa‎
Il premier: "Gianfranco all'1,5%". Mercoledì alla Camera la mozione sul sottosegretario. Ipotesi convergenza tra finiani e Udc. Cicchitto (Pdl): "Mozione ora? Inaccettabile". Di Pietro (Idv): "No ad astensioni" Facendo doppio click su una qualsiasi ...

Caliendo, mozione in Aula

L'Unione Sarda - ‎7 ore fa‎
La conferenza dei capigruppo ha deciso la calendarizzazione dei decreti sulla Tirrenia e sull'energia per domani in Aula. La mozione sulla sfiducia a Giacomo Caliendo andrà in aula mercoledì. Il calendario deciso dalla capigruppo della Camera prevede ...

Caliendo, domani il voto Prima sfida tra Pdl e Fli

la voce d'italia - ‎7 ore fa‎
L'Aula di Montecitorio voterà domani la mozione di sfiducia al sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo. L'Aula di Montecitorio voterà domani la mozione di sfiducia al sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo. Lo ha deciso la conferenza ...

Sfiducia a Caliendo, si vota mercoledì

RassegnaOnline - ‎8 ore fa‎
La conferenza dei capigruppo della Camera mette in calendario la mozione, il governo trema. Il sottosegretario alla Giustizia è indagato per associazione segreta, ma non si dimette. Fini: “Ho le idee chiarissime”. Spunta ipotesi di convergenza ...

La sfiducia a Caliendo e la crisi del governo: il voto anticipato ...

Blitz quotidiano - ‎9 ore fa‎
La mozione di sfiducia messa in calendario per mercoledì alla Camera contro il sottosegretario Giacomo Caliendo si annuncia come una specie di stress test per la nuova situazione parlamentare. Nonostante l'auspicio del disarmo bilaterale rilanciato ...

Caliendo, domani incontro finiani Udc

GD notizie - ‎9 ore fa‎
Si incontreranno domani pomeriggio il gruppo dei finiani alla Camera, Fli, e l'Udc per verificare la possibilità di convergenze in vista del voto di mercoledì sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo. Lo ha comunicato il capogruppo ...

Governo/ Mercoledì voto su Caliendo, finiani cercano asse con Udc

APCOM - ‎9 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Apcom) - Si voteranno mercoledì 4 agosto, con scrutinio palese alle 17 in diretta televisiva, le mozioni presentate dal Pd e dall'Italia dei Valori per sfiduciare il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato nell'ambito ...

Il 4 agosto alla Camera si vota la fiducia a Caliendo

L'agone - ‎10 ore fa‎
La mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo verrà votata mercoledì alla Camera. Il nuovo gruppo finiano (33 deputati) cerca una convergenza con l'UDC di Casini. Caliendo, indagato nell'inchiesta P3, si è detto tranquillo perchè con la coscienza ...

Pdl alla deriva, governo in tilt. Finiani verso l'astensione su ...

Dazebao l'informazione on line - ‎10 ore fa‎
ROMA - Ore 14,44 di lunedì. Dalla segreteria del gruppo parte un messaggio ai senatori del Pdl per ricordare loro che sono tutti invitati da Berlusconi al buffet dinner Ore14,57 parte un altro messaggio in cui si precisa che il buffet dinner è ...

GOVERNO SOTTO TIRO. MERCOLEDI' LA CAMERA VOTA SU SFIDUCIA CALIENDO

Agenzia di Stampa Asca - ‎10 ore fa‎
La conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso a maggioranza di calendarizzare la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo, per mercoledi'. Alle 17 e' prevista la diretta tv del voto. ...

Caliendo: mercoledì voto di sfiducia, possibile unione tra finiani ...

InfoOggi (Blog) - ‎11 ore fa‎
ROMA – Mercoledì ci sarà la prova del fuoco sulla tenuta del governo, infatti si svolgerà il voto alla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo, presentato dalle opposizioni. Il deputato del Pdl è indagato per lo scandalo della P3 ...

La maggioranza nelle mani di Fini

Rinascita - ‎11 ore fa‎
Un test sulla tanto dichiarata “fedeltà” al governo ea Berlusconi, così è stato vissuto dal parlamento la calendarizzazione stabilita dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio sulla data della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia ...

Camera, mercoledì in aula mozione sfiducia a Caliendo

Reuters Italia - ‎12 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Sarà votata mercoledì alla Camera la mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo nel primo test per la tenuta della maggioranza di governo, dopo che 33 deputati finiani si sono staccati dal Pdl per formare un ...

Nuova P2, mercoledì il voto su Caliendo

City - ‎12 ore fa‎
La Camera si pronuncerà sulla mozione di sfiducia verso il sottosegretario indagato nell'inchiesta sulla loggia che avrebbe manovrato appalti e giudici. La tanto attesa prova della verità sul rapporto tra Pdl e finiani andrà in scena mercoledì alla ...

Caliendo, mercoledì voto su sfiducia Udc e Fli, prove d'intesa ...

Quotidiano di Puglia - ‎12 ore fa‎
ROMA (2 agosto) - Primo test alla Camera per la maggioranza, dopo la rottura nel Pdl e l'uscita dei finiani con la nascita del gruppo Futuro e libertà. La conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha stabilito che il "caso Caliendo" approderà alla ...

Domani incontro Fli-Udc sulla mozione di sfiducia a Caliendo

Rainews24 - ‎12 ore fa‎
Un incontro tra il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà e il gruppo dell'Udc si terrà domani per valutare l'atteggiamento da tenere in Aula alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo che si voterà ...

Mercoledi' voto su sfiducia a Caliendo

euronews - ‎12 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 2 AGO – La Camera votera' mercoledi' la mozionedi sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo. Lo hadeciso la conferenza dei capigruppo. Il calendario prevede perdomani alle 11, con eventuale pomeridiana e notturna, ...

Caso Caliendo, mercoledì la mozione di sfiducia

RomagnaOggi.it - ‎12 ore fa‎
La Camera voterà mercoledì la mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo. E' quanto è stato deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Dopo lo strappo dei finiani e la nascita dei gruppi parlamentari di "Futuro e Libertà", ...

Governo: Fli verso astensione su Caliendo, domani cena con Fini e ...

Adnkronos/IGN - ‎12 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Adnkronos) - I 'finiani' starebbero valutando l'astensione sul voto di sfiducia a Giacomo Caliendo. Ma nulla e' ancora deciso. Sul tavolo, oltre all'astensione, restano altre opzioni: un documento politico per spiegare la posizione di Fli ...

Sfiducia a Caliendo, mercoledì il voto alla Camera

Giornale Radio Rai - ‎12 ore fa‎
La conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso: la mozione sulla sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo andrà in aula mercoledì. Il calendario prevede, per domani alle ore 11:00, con eventuale pomeridiana e notturna, ...

Mercoledì il voto sulla sfiducia a Caliendo

L'Unità - ‎12 ore fa‎
Prova difficile per il governo. Mercoledì l''aula di Montecitorio voterà la mozione dell'opposizione sul sottosegretario Giacomo Caliendo. Alle 11.30 ci sarà la discussione generale, alle 17 le dichiarazioni di voto in diretta tv e subito dopo, ...

Mercoledi' voto su sfiducia a Caliendo

ANSA.it - ‎12 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - La Camera votera' mercoledi' la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. Il calendario prevede per domani alle 11, con eventuale pomeridiana e notturna, ...

Mercoledì al voto sulla mozione Caliendo

Il Sole 24 Ore - ‎12 ore fa‎
Mercoledì prossimo alle 17 la Camera voterà la mozione di sfiducia dell'opposizione nei confronti del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Questa la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio che si è riunita nel pomeriggio. ...

Governo/ Franceschini: Voto su Caliendo farà chiarezza

Virgilio - ‎12 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Apcom) - La conferenza dei capigruppo "non poteva dire di no alla nostra richiesta" di inserire nell'ordine del giorno dell'Aula della Camera la mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato nell'ambito ...

GOVERNO: MERCOLEDI' ALLA CAMERA VOTO SU MOZIONE SFIDUCIA CALIENDO

ItalPress - ‎12 ore fa‎
ROMA (ITALPRESS) – Mercoledi' prossimo alle 17 sara' votata in Aula alla Camera la mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che ha inoltre calendarizzato per ...

Pdl. Mozione di sfiducia a Caliendo, mercoledì il voto alla Camera

L'Occidentale - ‎13 ore fa‎
Mercoledì prossimo la Camera voterà la mozione di sfiducia dell'opposizione nei confronti del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. È quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha deciso di calendarizzare l'esame e il ...

Caliendo, si vota la mozione Il Pdl protesta: «È inaccettabile»

Corriere della Sera - ‎13 ore fa‎
MILANO - La conferenza dei capigruppo alla Camera ha deciso: mercoledì a Montecitorio approderà in Aula la mozione presentata dall'opposizione sulla sfiducia a Giacomo Caliendo, il sottosegretario alla Giustizia, indagato nell'inchiesta sulla ...

Camera, mercoledì il voto sulla mozione per la “sfiducia” a Caliendo

Il Velino - ‎13 ore fa‎
Roma, 2 ago (Il Velino) - Mercoledì alle 17 l'aula della Camera, in diretta tv, voterà la mozione - presentata dal Pd e dall'Idv - per le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di ...

Governo: domani incontro Fli-Udc su mozione sfiducia Caliendo

Libero-News.it - ‎13 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Adnkronos) - Sembra delinearsi una possibile convergenza tra Fli e Udc sulla mozione di sfiducia presentata alla Camera contro il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, che verra' discussa e votata mercoledi'. ...

Governo/ Mercoledì la Camera vota su sfiducia a Caliendo

APCOM - ‎13 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Apcom) - L'aula della Camera voterà mercoledì sulla mozione di sfiducia al Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, sotto inchiesta nell'indagine sulla cosidetta P3,presentata dalle opposizioni. Lo ha stabilito la Conferenza dei ...

GOVERNO: CALIENDO, VOTO SU MOZIONE? NESSUN PROBLEMA.HO COSCIENZA A ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎13 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 2 ago - ''Non c'e' nessun problema. Io ho la coscienza a posto''. Commenta cosi' all'Asca il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, la decisione presa dalla conferenza dei capigruppo della Camera di calendarizzare per ...

Si vota su Caliendo e sul governo: i finiani verso l'astensione

Blitz quotidiano - ‎13 ore fa‎
Mercoledi in Parlamento si vota su Caliendo, il sottosegretario alla Giustizia secondo le opposizioni “colpevole” di contatti e intese con gli indagati dalla magistratura per la ipotetica P3. Si vota sulla mozione di sfiducia individuale al ...

News > Politica > Caliendo, maggioranza alla conta. Mercoledì il ...

Adnkronos/IGN - ‎13 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Montecitorio deciderà se respingere o accogliere la richiesta di sfiducia per il sottosegretario alla Giustizia. Possibile convergenza tra Fli e Udc. Fini: ''Ho le idee chiarissime''. Berlusconi: "Né crisi, né elezioni''. ...

GOVERNO: FRANCESCHINI, CALIENDO AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI

Agenzia di Stampa Asca - ‎13 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 2 ago - ''E' evidente che non era possibile dire di no alla nostra richiesta in base al regolamento. Quindi mercoledi' alle 17, in diretta televisiva, voteremo sulla mozione Caliendo dopo avere votato i due decreti legge e penso che ...

P3, sfiducia a Caliendo: mercoledì la votazione

PUPIA - ‎13 ore fa‎
ROMA. La Camera voterà mercoledì pomeriggio, dalle 17, la mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo. E' quanto ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Dopo lo strappo dei finiani e la nascita dei gruppi parlamentari di ...

Caliendo, mercoledì voto sfiducia Camera valuterà la mozione

TGCOM - ‎13 ore fa‎
La mozione sulla sfiducia a Giacomo Caliendo sarà votata dalla Camera mercoledì. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. Il sottosegretario alla Giustizia è sotto inchiesta nell'indagine sulla cosiddetta P3. Domani, sempre in Aula, è previsto invece ...

Caliendo, la sfiducia in aula mercoledì

Libero-News.it - ‎13 ore fa‎
Così ha deciso la conferenza dei capigruppo a Montecitorio presieduta da Fini. Domani incontro tra Fli e Udc per decidere la linea da tenere. La seduta sarà trasmessa in diretta tv dalle 17. Per Cicchitto "è inaccettabile" i terrà mercoledì il primo ...

Caso Caliendo, Futuro e Libertà alla prova della mozione di sfiducia

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎14 ore fa‎
La prima battaglia tra finiani e berlusconiani potrebbe essere la mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che la conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha stabilito per mercoledì. "Futuro e Libertà" si riserva, ...

Caliendo, La Russa: "Il Governo terrà" Fli, costituito gruppo al ...

La Repubblica (Comunicati Stampa) - ‎15 ore fa‎
Calendarizzato il voto sul sottosegretario indagato nell'inchiesta P3. Prove di dialogo tra Fli e centristi per una linea comune, gruppo di 10 finiani anche in Senato. Berlusconi: "Al primo incidente si va alle urne. Pdl a più 3%". ...

Al Senato "Futuro e libertà" ha dieci iscritti

Il Sole 24 Ore - ‎15 ore fa‎
Futuro e Libertà per l'Italia tocca quota dieci al Senato, ossia la cifra che consente la formazione di un gruppo. I finiani che hanno deciso di aderire sono: Baldassarri, Viespoli, Germontani, Digilio, Pontone, Valditara, Menardi, Saia e De Angelis. ...

GOVERNO: CALIENDO, IO CONTINUO A LAVORARE

Stato-oggi - ‎15 ore fa‎
(AGI) - Roma, 2 ago - “Come vedete, io continuo a lavorare”. Lo afferma il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, conversando con i giornalisti di fronte alla commissione Giustizia del Senato.(AGI) Mal Questo articole è stato pubblicato il ...

Sfiducia a Caliendo, Futuro e Libertà per l'Italia è diviso

Ultime Notizie - ‎15 ore fa‎
Il braccio di ferro tra il nuovo gruppo dei finiani, «Futuro e libertà», e il Pdl è più vicino di quanto annunciato, non è rimandato all'autunno. E un primo esito di questo scontro potrebbe aversi in settimana sul caso della mozione di sfiducia al ...

Governo: Caliendo, preoccupato? Io continuo a lavorare

Il Secolo XIX - ‎15 ore fa‎
Roma, 2 ago. - (Adnkronos) - ''Come vedete, io continuo a lavorare''. Il sottosegretario Giacomo Caliendo risponde cosi' ai cronisti, entrando al Senato alla riunione delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia sul piano antimafia, ...

Governo/ Caliendo in Senato: Sfiducia? Io continuo a lavorare. Il ...

DailyBlog.it - ‎16 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Apcom) – “Come vedete io continuo a lavorare”. Così il sottosegretario, Giacomo Caliendo, risponde ai giornalisti che incontrandolo a palazzo Madama gli chiedono cosa pensi della possibilità che la Camera calendarizzi la mozione di ...

PDL: DOMANI FINI A CENA A FAREFUTURO. SI VA VERSO ASTENSIONE SU ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎17 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 2 ago - ''E' molto probabile che alla fine, decideremo di astenerci sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo''. Lo dichiara all'Asca un autorevole esponente del neogruppo parlamentare Futuro e ...

P3: Caliendo, mai commesso illeciti

ANSA.it - ‎17 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - Mai commesso illeciti: cosi' il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, coinvolto nell'inchiesta P3, respinge l'ipotesi delle sue dimissioni. Intanto, oggi alla Camera, primo test per la maggioranza dopo l'uscita dei finiani: la ...

Governo/ Idv: Non rinviabile voto Camera su sfiducia a Caliendo ...

DailyBlog.it - ‎18 ore fa‎
Roma, 2 ago. (Apcom) – Italia dei Valori si batterà per ottenere comunque il voto della Camera sulla mozione di sfiducia al Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto nella inchiesta sulla P3. “Insisteremo -afferma il il presidente del ...

Il primo banco di prova della maggioranza dopo la rottura tra ...

PolisBlog.it (Blog) - ‎19 ore fa‎
Dopo la cacciata del Presidente della Camera dal Pdl, ecco arrivare il primo banco di prova della maggioranza: il voto sulla mozione contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto nelle indagini sulla P3. ...

P3, Caliendo: non mi dimetto

L'Essenziale - ‎19 ore fa‎
"Dimettermi? E perché mai? Non ho fatto nulla di quanto mi si addebita, anzi. E l'ho spiegato a chi mi ha interrogato. Ho fatto nomi e cognomi di testimoni". Non ha ripensamenti il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, ...

Caliendo, primo banco di prova per il Governo

La Chiacchiera - ‎19 ore fa‎
Caliendo, primo banco di prova per il Governo Questa settimana o forse oggi stesso dovrebbe essere in programma la mozione di sfiducia al Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo indagato per l'inchiesta P3 sulla presunta societa' segreta che ...

La sfiducia per Caliendo, si avvicina un primo test per la maggioranza

4minuti.it - ‎20 ore fa‎
ROMA (2 agosto 2010) - Per il governo le prossime ore sono già un banco di prova. Nella giornata di oggi nella conferenza dei capigruppo della Camera si dovrà decidere se calendalizzare per questa settimana la mozione di sfiducia al sottosegretario ...

Caso Caliendo, oggi la sfiducia: è caccia ai voti

il Giornale - ‎20 ore fa‎
Fini sibillino sulla mozione di sfiducia a Caliendo, indagato nell'inchiesta sulla P3: "Idee chiarissime". Ma i suoi, divisi tra falchi e colombe, non riescono a trovare neanche i capigruppo. Berlusconi: "Né elezioni né governi tecnici" Roma - Il ...

Caliendo la prima grana di Fini I suoi sempre più divisi su tutto

Il Tempo - ‎21 ore fa‎
Il leader di Futuro e libertà era per il rinvio a settembre, cambia posizione e fa sapere: "Ho idee chiarissime". Ma nel gruppo in tanti frenano. E mo' so' dolori. Adesso viene il bello. Finita la festa, smaltita la bolgia, cominciano le difficoltà ...

TEST CALIENDO PER LA MAGGIORANZA POST SCISSIONE

CNR Media - ‎21 ore fa‎
Alla Camera maggioranza alla prova, dopo l'uscita dei finiani dal Pdl e la nascita del gruppo di Futuro e Liberta'. La conferenza dei capigruppo decidera' se discutere in settimana la mozione di sfiducia dell'opposizione contro il sottosegretario alla ...

P3, Caliendo: non mi dimetto,contro di me "nulla di nulla"

Reuters Italia - ‎21 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "P3" -- una presunta associazione segreta che avrebbe cercato di influenzare illegalmente diverse ...

Conta sulla sfiducia a Caliendo

Corriere della Sera - ‎22 ore fa‎
ROMA - La partita è ancora aperta e potrebbe chiudersi solo oggi pomeriggio, a distanza molto ravvicinata rispetto alla riunione dei capigruppo della Camera convocata per le 18. Perché sul «caso Caliendo», la mozione di sfiducia nei confronti del ...

GOVERNO: CALIENDO, BERLUSCONI MI HA CONFERMATO FIDUCIA. NON MI DIMETTO

Agenzia di Stampa Asca - ‎22 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 2 ago - ''Non mi dimetto. Berlusconi mi ha confermato la fiducia''. Cosi' in una intervista al Corriere della Sera, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, accusato di associazione segreta, oggetto di una mozione di sfiducia ...

GOVERNO: IL 'CASO CALIENDO' PRIMA VERIFICA PER LA MAGGIORANZA

Agenzia di Stampa Asca - ‎22 ore fa‎
Tocca oggi alla riunione dei capigruppo della Camera, che si tiene alle 17, decidere se mettere all'ordine del giorno la mozione di sfiducia annunciata dall'Idv (e che Pd e Udc sosterrebbero) nei confronti di Giacomo Caliendo, sottosegretario alla ...

Caliendo: Fini valuta l'ipotesi astensione, governo in salvo

Giornalettismo - ‎22 ore fa‎
Sul possibile voto di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, indagato nell'inchiesta sulla P3, si misurerà la tenuta dell'esecutivo. E il Presidente della Camera fa sapere: “Su come votare ho idee chiarissime”. La mozione sulla sfiducia al ...

Caliendo, una questione di sfiducia

SKY.it - ‎22 ore fa‎
Maggioranza alle prese con il caso del sottosegretario coinvolto nell'inchiesta P3. Il primo test potrebbe esserci già in settimana, se verrà calendarizzata alla Camera la mozione di sfiducia. Fini: "Ho le idee chiarissime". LA RASSEGNA STAMPA Primo ...

La mozione a doppio taglio

Il Post - ‎22 ore fa‎
“Prova della verità”, titola Repubblica. “Prova di forza”, titola il Corriere della Sera. In generale, i quotidiani sono d'accordo nel considerare la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo come il primo ...

Il Pdl e la mina Caliendo Fini: …

La Repubblica - ‎01/ago/2010‎
Attesa per la calendarizzazione della sfiducia al sottosegretario, indagato nell'inchiesta P3. La dichiarazione del portavoce del presidente della Camera agita la maggioranza. Castelli: "Può succedere di tutto". I finiani: "C'è la fila per unirsi a ...

Berlusconi cerca un pretesto per il blitz "Ma noi finiani non ...

La Repubblica (Comunicati Stampa) - ‎01/ago/2010‎
"Se votano contro si va alle elezioni". La contromossa: ipotesi astensione. Gli uomini vicini al presidente della Camera: "Guai ad offrire un pretesto per aprire la crisi" ROMA - Il blitz il Cavaliere lo tenta subito, sotto il solleone d'agosto. ...

Governo in bilico/ La maggioranza alle prese con la 'bomba ...

Affaritaliani.it - ‎01/ago/2010‎
Non sono soltanto gli scenari futuri ad agitare il Governo. I ragionamenti su elezioni anticipate e allargamento della coalizione, lasciano spazio in queste ore alla "grana" Caliendo. La mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, ...

Caliendo: "Mai commesso illeciti Rimango al mio posto"

La Stampa - ‎01/ago/2010‎
Ironico, garbato, avvolgente come solo certi gran signori napoletani, il sottosegretario Giacomo Caliendo, un magistrato prestato al Pdl, non è abituato ai clamori della cronaca. E' uomo da passi felpati, da congressi della magistratura (dove è stato ...

Sfiducia a Caliendo, oggi la data

Giornale Radio Rai - ‎01/ago/2010‎
Oggi si deciderà se votare prima dell'estate sulla mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla Giustizia presentata dalle opposizioni. Si tratta del primo test per la maggioranza, dopo l'uscita dei finiani dal Pdl e la nascita del gruppo di ...

Pdl al nodo Caliendo, un altro giorno di fuoco

Il Secolo XIX - ‎01/ago/2010‎
Lo scenario è da brividi: la sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo, coinvolto nella “loggia” di Flavio Carboni, rischia di essere letale o per il governo e la maggioranza, o per il neonato gruppo “finiano” alla Camera. ...

Di Pietro a Fini "Vota la sfiducia a Caliendo". Fini: "Ho già idee ...

Localport - ‎01/ago/2010‎
Roma- «Su Caliendo il presidente Fini ha le idee chiarissime e le discuterà con il suo gruppo un attimo prima dell`eventuale voto sulla mozione di sfiducia». Così il portavoce del presidente della Camera Fabrizio Alfano replica al leader Idv Antonio Di ...

P3, Fini: su Caliendo "ho le idee chiarissime"

SKY.it - ‎01/ago/2010‎
Il governo alle prese con la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla Giustizia coinvolto nell'indagine sulla P3. Il presidente della Camera: "Ne discuterò con il mio gruppo". Fitto a SkyTG24: "La maggioranza sosterrà Caliendo" "Il ...

Caliendo, mina vagante per il governo: Fini ha “idee chiarissime ...

NanoPress (Blog) - ‎01/ago/2010‎
Nemmeno nella prima domenica di agosto si raffredda il dibattito politico. Al centro della scena c'è il destino del governo guidato da Silvio Berlusconi, con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che fa sapere attraverso il suo portavoce di ...

Il Cav tranquillo senza Fini ma incombe la sfiducia a Caliendo

Giornale Radio Rai - ‎01/ago/2010‎
Situazione politica ancora in fermento. La conferenza dei capigruppo della Camera deciderà domani se continuare o meno con i lavori anche in agosto e si capirà dunque se ci sarà anche il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia ...

Fini alle prese con la questione Caliendo

Momento-sera - ‎01/ago/2010‎
Di Pietro lo sfida: «Voti con noi contro il sottosegretario». Il portavoce dell'ex leader di An: «Ne parlerà col gruppo». Casini: «Il governo a settembre rischia» segretario». Il portavoce dell'ex leader di An «Ci aspettiamo che i finiani votino con ...

Fini: su Caliendo ho le idee chiare. Opposizione divisa

Newnotizie - ‎01/ago/2010‎
“Su Caliendo il presidente Fini ha le idee chiarissime e le discuterà con il suo gruppo un attimo prima dell'eventuale voto sulla mozione di sfiducia”. Così parla Fabrizio Alfano, portavoce di Gianfranco Fini(foto in alto a sinistra), su una possibile ...

Governo/ Lo Presti: Non votero' mai la sfiducia a Caliendo

Virgilio - ‎01/ago/2010‎
Roma, 1 ago. (Apcom) - Il deputato finiano Nino Lo Presti non voterà mai a favore della mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. ...

GOVERNO, ORA LO SCONTRO E' SU CALIENDO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎01/ago/2010‎
(AGI) - Roma, 1 ago. - Resta altissima la tensione nella maggioranza, dopo lo strappo dei finiani. E il caso Caliendo e' un nuovo terreno di scontro che coinvolge anche i rapporti tra l'opposizione e quanti vengono considerati come nuovi potenziali ...

Fini: su Caliendo ho idee chiarissime

La Stampa - ‎01/ago/2010‎
Il primo delicato banco di prova per la maggioranza che sostiene il governo Berlusconi potrebbe essere più vicino del previsto. La conferenza dei capigruppo, convocata alla Camera per domani pomeriggio, dovrà decidere se calendarizzare per la settimana ...

Caliendo: Di Pietro, Fini voti sfiducia

ANSA.it - ‎01/ago/2010‎
(ANSA) - ROMA, 1 AGO - Fini voti la sfiducia a Caliendo. Di Pietro sfida l'ex leader di An: mostri che la sua e' una battaglia per la legalita', non una furbata. In un'intervista al 'Il Fatto Quotidiano', il leader dell'Italia dei Valori rivolge un ...

Di Pietro: "Caliendo, Fini voti la sfiducia"<br /> E lui fa sapere ...

il Giornale - ‎01/ago/2010‎
Tonino sfida il presidente della Camera dopo la rottura con il Pdl e Berlusconi. "Sfido Fini, ci faccia capire se davvero la sua è una battaglia in nome della legalità o se è solo una furbata. Ci aspettiamo che i finiani votino con noi e il Pd la ...

Fini, su Caliendo "idee chiarissime"

Rainews24 - ‎01/ago/2010‎
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha già "idee chiarissime" sulla mozione di sfiducia delle opposizioni nei confronti del Sottosegretario Giacomo Caliendo sotto inchiesta nell'indagine sulla cosidetta P3 e "le discuterà con il suo gruppo un ...

Di Pietro sfida Fini: voti sfiducia Caliendo. Lui: idee ...

Adnkronos/IGN - ‎01/ago/2010‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il portavoce del presidente della Camera replica al leader Idv che ha "sfidato" i finiani a votare contro il sottosegretario. L'ex pm ha anche chiesto a Pd e Fli ''un voto di sfiducia al governo Berlusconi''. ...

Governo alla prima prova dopo lo strappo con Fini

Giornale Radio Rai - ‎01/ago/2010‎
Per la 'nuova' maggioranza, quella che dovrebbe godere di un appoggio 'esterno' dei 33 deputati finiani di Fli, si potrebbe avere molto presto la prima prova con la votazione sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Caliendo, ...

Sfiducia a Caliendo. Di Pietro sfida Fini: "Voti con noi". Il ...

Blitz quotidiano - ‎01/ago/2010‎
Il leader Idv lancia la sfida e il presidente della Camera risponde. Il tema è la sfiducia a Giacommo Caliendo. “Gianfranco Fini voti con noi e il Pd”, ha chiesto Antonio Di Pietro e la terza carica dello Stato ha mandato la sua replica tramite il ...

Governo/ Su mozione sfiducia Caliendo Fini ha idee "chiarissime"

APCOM - ‎01/ago/2010‎
Roma, 1 ago. (Apcom) - Il Presidentem della Camera Gianfranco Fini ha già "idee chiarissime" sulla mozione di sfiducia delle opposizioni nei confronti del Sottosegretario Giacomo Caliendo sotto inchiesta nell'indagine sulla cosidetta P3 e "le discuterà ...

Caliendo e il rebus «sfiducia» Fini: «Ho le idee chiarissime»

Corriere della Sera - ‎01/ago/2010‎
Di Pietro: l'ex An voti contro il sottosegretario. Il portavoce del leader di Montecitorio: parlerà col gruppo Di Pietro: l'ex An voti contro il sottosegretario. Il portavoce del leader di Montecitorio: parlerà col gruppo MILANO - Antonio Di Pietro ...

Governo: portavoce Fini, su Caliendo presidente discutera' con Fli

Adnkronos/IGN - ‎01/ago/2010‎
Roma, 1 ago. - (Adnkronos) - "Su Caliendo il presidente Fini ha le idee chiarissime e le discutera' con il suo gruppo un attimo prima dell'eventuale voto sulla mozione di sfiducia". Lo sottolinea portavoce del presidente della Camera Fabrizio Alfano, ...
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2010 @ 09:20:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 1724 volte)

Dopo gli scandali con i transessuali, le tessere in massoneria e lo stupratore dei circoli del PD dubbi politici non ne sussistono. A non voler sapere: il primo a muoversi in soccorso di Scancarello fu Marrazzo, che prima del proprio scandalo inviò al capezzale carcerario del regista il verde Angelo Bonelli. La quotazione italiana dei Verdi è caduta, purtroppo, non solo per l'appiattimento sulle posizioni politiche di rifondazione, ma anche e soprattutto per l'inaffidabilità delle tessere massoniche elette sia in Grande Oriente, che presso la Gran Loggia degli Alam. Così, i fatti di Rignano sono veri nella sostanza degli abusi. Buon lavoro ai pm. L.M.

"Nessun riscontro sugli abusi a scuola"

 
La Cassazione su Rignano: pressioni dei genitori sui bimbi, il pm cerchi altrove

di Marino Bisso

«Non ci sono riscontri alle accuse nei confronti degli indagati e soprattutto è stata fatta una indebita confusione tra indizi e prove». Ma anche «una forte pressione dei genitori sui minori» nelle denunce sulle presunte violenze sessuali dei bambini di Rignano Flaminio. Sono alcuni dei passaggi cardine della sentenza della Terza sezione della Cassazione che lo scorso 18 settembre ha dichiarato «inammissibile» il ricorso della Procura di Tivoli contro le scarcerazioni delle maestre accusate di abusi sessuali nei confronti di alcuni bambini della scuola materna Olga Rovere.

A scrivere le motivazioni è stato il consigliere Claudia Squassoni, esperto sui diritti dei minori tra e gli autori della stesura della "Carta di Noto" sui diritti dell´infanzia violata. I giudici del collegio, presieduto da Ernesto Lupo, hanno anche invitato a cercare altre cause dei presunti abusi. «Se vi sono state violenze sessuali (ipotesi non scartata dal Tribunale) sono state perpetrate con modalità differenti da quelle denunciate» sottolinea la sentenza. Ed ancora: «I sintomi di disagio si sono manifestati non durante l´anno scolastico ma successivamente» e in alcuni casi «dopo le prime denunce». Altra questione è «la possibilità che gli adulti abbiano influito con domande suggestive sulla spontaneità del racconto dei bambini». I giudici di Piazza Cavour non escludono che ci possa essere stato un «contagio dichiarativo».

Dopo la bocciatura incassata dalla Cassazione, la procura di Tivoli non apre alcuna polemica e rilancia: «Le indagini e gli accertamenti andranno avanti tenendo in considerazione le indicazioni e le osservazioni mosse dalla Cassazione» spiega il capo dei pm Elio Costa. È sempre più duro, invece, lo scontro tra difensori delle maestre indagate e gli avvocati di parte civile. «La Cassazione ha dato una grossa botta e una smentita totale all´impianto accusatorio sul quale poggia l´inchiesta sui presunti abusi nella scuola di Rignano Flaminio» incalza Franco Coppi che con Roberto Borgogno difendono la maestra Patrizia Del Meglio e l´autore tv Gianfranco Scancarello.

Per gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, legali di parte civile, la «sentenza della Cassazione è già superata nei fatti perché le indagini e l´acquisizione delle dichiarazioni dei bambini stanno avvenendo proprio con le modalità indicate dai giudici della Suprema Corte»

La Repubblica

Ecco una ricostruzione della vicenda negli articoli pubblicati da Repubblica:

"Bimbi suggestionati, cercare gli abusi fuori dalla scuola" (9 ottobre)
"Costretto a fare giochi bruttissimi" (3 ottobre)
"Niente carcere per le maestre" (19 settembre)
"Giochi cattivi con le maestre" (31 agosto)
"Nessuna prova contro l'uomo nero" (28 agosto)
Taormina: Le due maestre devono tornare in carcere" (3 agosto)
La difesa si ribella contro il gip (31 luglio)
"Facevamo il gioco della statue nude" (31 luglio)
"Ora lasciate in pace le vittime" (30 luglio)
"Ecco com'era il castello delle streghe" (29 luglio)
Una bambina in tribunale per rispondere a gip, pm e avvocati (27 luglio)
Il Gip va avanti: "Quei bambini sono affidabili" (25 luglio)
La guerra delle perizie (24 luglio)
I bambini al Tg5, bufera su Mimun (19 luglio)
Via alle perizie sui bambini (1 giugno)
Taormina scende in campo: "Difenderò i genitori" (30 maggio)
Consulenza psicologica per gli abitanti del paese (29 maggio)
Il Riesame: "Indizi insufficienti" (26 maggio)
Il Gip: "Accertare l'idoneità dei minori" (25 maggio)
Turisti nella scuola degli abusi (14 maggio)
La scarcerazione delle maestre (11 maggio)
L'assistente sociale: "Quei bambini hanno paura del mondo" (26 aprile)
Storia di un'inchiesta difficile (26 aprile)
Una madre: "Volevo morire dopo quegli orrori" (25 aprile)

TUTTI GLI ARTICOLI

I MULTIMEDIA:

video: Uno degli indagati: "Tutto come prima"
Lo speciale di Repubblica Tv | Caso Tg5, parla Coppi

foto: La fiaccolata | Rignano Flaminio e la scuola | La scarcerazione
Primo giorno di scuola a Rignano | Primo giorno di scuola a Calcata

(03 agosto 2010)

Bimbi contagiati dalle parole dei grandi
Così un giudice donna smonta l'inchiesta


Il giudice che ha firmato le motivazioni ha scritto la Carta di Noto sui minori "La percezione di atti sessuali potrebbe essere avvenuto da filmati in tv"

di Carlo Bonini

In principio, sono state le donne. Donne che accusano altre donne. Le mamme di "Rignano", le maestre e le bidelle della "Olga Rovere". Quindi è stata una donna, Elvira Tamburelli, gip di Tivoli, a convincersi della loro colpevolezza, dell´urgenza di privarle della libertà. Sono state poi due donne - la consulente del pm, Marcella Battisti Fraschetti, e la consulente di ufficio del gip Angela Gigante - a concludere per l´evidenza di «indicatori di abuso sessuale» sui bimbi che si vogliono violati. Ora è una donna, Claudia Squassoni, giudice estensore della terza sezione penale della Cassazione, a spiegare come, in questa storia nera, è stato smarrito il filo della logica, della ragionevolezza e perché, ammesso i protagonisti ne siano capaci, la ricerca della verità debba liberarsi da una sterile ostinazione istruttoria per cercare «altrove».

Nella nemesi che riconsegna l´indagine sugli Orchi di Rignano al suo punto di partenza, il tratto «femminile», forse, è solo una coincidenza. O forse no. È un fatto che Claudia Squassoni, nel suo passato di giudice, possa legittimamente vantare il contributo prestato alla stesura della "Carta di Noto", il più avanzato ed equilibrato strumento con cui la giustizia degli adulti è chiamata ad accostarsi alle violenze sui minori. Che le sedici cartelle con cui censura oggi il lavoro inquirente svolto dalla Procura e dall´ufficio gip del tribunale di Tivoli ne siano lo specchio culturale e giuridico. Ripulito da emotività e pregiudizio (quale esso sia), l´affare le appare a suo modo semplice. A cominciare dall´aspetto tecnico.

Giuridicamente, l´avventura in cui si è imbarcata la Procura decidendo di ricorrere in Cassazione è incomprensibile. «Il pubblico ministero - scrive - non segnala alcuna prova decisiva in grado di vanificare il ragionamento svolto dal Riesame». Al contrario, «propone una rinnovata ponderazione delle emergenze processuali, alternativa a quella correttamente effettuata dal Riesame». Basterebbe, per rispedire la carte al mittente. Ma questo impedirebbe di afferrare il cuore delle questioni poste dal «caso Rignano». E l´occasione è troppo importante per lasciarla cadere. La Squassoni decide di affrontare dunque gli argomenti dell´Accusa. A cominciare dal più delicato: i bambini e la verità. «Possono forse mentire su esperienze sessuali di cui non dovrebbero neppure avere conoscenza?», chiede il pm.

Ebbene, «l´assunto per cui i bambini piccoli non mentono consapevolmente e la loro fantasia attinge pur sempre ad un patrimonio conoscitivo - annota - deve essere contemperato con la consapevolezza che i bambini possono essere dichiarati attendibili se lasciati liberi di raccontare». Al contrario, «diventano altamente malleabili in presenza di suggestioni eteroindotte. Interrogati con domande inducenti, tendono a conformarsi alle aspettative dell´interlocutore». A Rignano è accaduto e si potrebbe gettare la croce sui genitori di quei bimbi. Ma l´argomento, per altro agitato dal pm in chiave retorica («Si può forse pensare a una cospirazione dei genitori?») appare alla Squassoni grossolano oltre che pretestuoso. «È indiscusso - scrive - che i genitori hanno agito in buona fede con l´intenzione di tutelare al meglio e di proteggere i loro ed altri bambini (...) ma qui il tema è altro». Il tema è «il contagio dichiarativo». È la peste della suggestione che diventa autosuggestione.

Di cui la Squassoni segnala la meccanica: «Lo scambio di informazioni, assunte come vere, porta a modifiche anche radicali nelle convinzioni su quanto accaduto. Determina il formarsi di convincimenti che non corrispondono alla realtà dei fatti». A Rignano, aggiunge, «potrebbe essere stato innescato dalle domande manipolatorie dei genitori ed essersi incrementato con il passaggio tra gli adulti di conoscenze, aspettative, preoccupazioni». E a Rignano, del resto, la manipolazione «ha avuto conferma in almeno due casi, in cui sono stati rilevati atteggiamenti prevaricatori sui bambini». Al «contagio» non è rimasta immune neppure la consulente del pm (e, con il senno di poi, anche quella del gip viste le conclusioni speculari cui è giunta). Ha istituito un nesso abusivo tra disturbi emotivi dei bambini e abuso sessuale. Perché «è noto - scrive la Squassoni - che non esiste una sindrome da stress specificamente riferibile all´abuso sessuale».

Senza contare che «lo scollamento temporale tra i presunti abusi e i sintomi che ne sarebbero derivati» potrebbe essere indizio della cosiddetta «vittimizzazione secondaria» dei bambini: lo stress indotto dal calvario di interrogatori, visite mediche, ansia familiare in cui sono stati trascinati. Dell´istruttoria nulla resta. Anche perché sugli indizi raccolti (pochi a carico, molti a discarico), il pm si esercita in un «ragionamento circolare», che si risolve in «petizione di principio». «Da un indizio sicuro in fatto, ma equivoco nell´interpretazione, conclude per la certezza dell´evento. Inoltre, ritiene che i sintomi siano la prova dell´abuso e l´abuso sia la spiegazione dei sintomi». Resta, al contrario, una considerazione di buon senso. «È lecito concludere che qualche bambino ha avuto percezione di atti sessuali (ma ciò potrebbe essere avvenuto anche attraverso filmati o scene in tv) o ne è stato vittima (...) Ma allo stato delle investigazioni è consentito rilevare che, se vi sono state violenze sessuali, sono state perpetrate con modalità differenti da quelle denunciate».

Il pm dovrebbe insomma mettersi a cercare altrove e in fretta nuove prove. Pena, l´obbligo, per la legge Pecorella, di chiedere l´archiviazione delle accuse a carico degli indagati. È verosimile che non muoverà né nell´una, né nell´altra direzione. L´argomento è già pronto e lo si legge del resto nelle dichiarazioni delle parti civili.

Le «nuove prove» sono le voci dei bimbi, già note all´istruttoria e ora nuovamente raccolte con le garanzie dell´incidente probatorio. In quelle voci, purtroppo, di nuovo non c´è nulla e nulla potrà esserci, se non variazioni al canovaccio di un racconto degli orrori già noto.

Ma questo, agli adulti, evidentemente non sembra interessare alcunché.

(03 agosto 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/08/2010 @ 08:55:18, in Politica, linkato 1122 volte)
Il giallo della leggina per i magistrati,
nervo scoperto di Giacomino


Il quadro indiziario nei confronti del sottosegretario Caliendo è più avanti rispetto a quanto emerso finora. Potremmo dire quasi completo». A denti stretti, senza voler aggiungere mezza virgola di più, chi a piazzale Clodio indaga sull’associazione occulta ribattezzata P3 risponde così alle continue e rassicuranti affermazioni del numero 2 del ministero della Giustizia.

Il sottosegretario, indagato per violazione della legge Anselmi, è al centro di almeno quattro episodi addebitati alla presunta loggia: le pressioni sulla Consulta, attraverso canali paralleli e istituzionali, per il Lodo Alfano; le pressioni per la nomina di Alfonso Marra alla presidenza della Corte d’Appello di Milano; le pressioni, su Marra per l’appunto, perchè la Corte d’Appello di Milano riammettesse la lista Formigoni alla Regionali di aprile; le pressioni per mandare gli ispettori del ministero della Giustizia in quella sezione di giudici dell’Appello di Milano “rei” di aver bocciato la lista Formigoni; le pressioni, infine, per allungare l’età delle pensione, da 75 a 78 anni, ai vertici delle magistratura e dell’avvocatura.

Su tutti questi punti Caliendo è convinto di aver spiegato e chiarito. Di più: «Ho indicato testimoni, tre senatori del pd, che possono confermare le mie posizioni» ha spiegato. Ma in questa ricostruzione c’è un nervo scoperto che più degli altri, almeno a questo punto delle indagini, sembra esporre il sottosegretario all’ipotesi di aver preso fattivamente ai progetti, ai piani e alle condotte della presunta P3. Si tratta della “leggina” che per ben due volte, a cavallo tra ottobre e novembre 2009 mentre il Parlamento discute la finanziaria e poi di nuovo tra dicembre e gennanio 2010 mentre è all’ordine del gionro il Mille proroghe, compare a grandi titoli sui quotidiani annunciando l’aumento dell’età pensionabile dei vertici di magistratura e avvocatura da 75 a 78 anni. Una norma che passa come parte della soluzione per «risolvere la lentezza della giustizia», che il governo non smentisce, che tutti attaccano - dall’Anm alle avvocature fino alla stessa Cassazione - e che poi alla fine scompare nel nulla.

Dalle intercettazioni emerge che mentre Lombardi e Martino (con Flavio Carboni in carcere dall’8 luglio per associazione a delinquere, corruzione e violazione della legge Anselmi) tramano con il presidente della Corte di Cassazione Antonio Carbone per “salvare” Cosentino dalla richiesta di arresto per mafiosità che dovrà essere valutata proprio dalla Suprema Corte, il Primo Presidente cerca di assecondare queste richieste. Si preoccupa, ad esempio, di fissare il prima possibile l’udienza per Cosentino. Informa solerte Lombardi («Il 28 gennaio») e quando quest’ultimo replica: «E n’a putimmo fa’ nu poco prima e ve?», il Primo presidente taglia corto: «Statte buono...». In questo contesto anche Carbone chiede: «E io cosa faccio dopo?» perchè sa che a luglio 2010 dovrà andare in pensione, Lombardi lo rassicura: «Stai tranquillo, Giacomino ha già pensato a tutto, gli ho fatto prevedere i tre anni...».

Giacomino è Caliendo. E veniamo al nervo scoperto. Per quanto il sottosegretario ribadisca che lui di questa “leggina” nulla sa e nulla ha fatto e che mai la cosa ha preso la forma di un emendamento, le cronache politico-giudiziarie di quei mesi raccontano invece che qualcuno nel governo, secondo le risultanze investigative proprio il sottosegretario, si sia dato molto da fare per lanciare l’idea e l’ipotesi. Anche solo, magari, per vedere che effetto avrebbe fatto nelle opposizioni e nella categoria. Questo tentativo, o assaggio di pareri che dir si voglia, è stato fatto per ben due volte. In entrambe le occasioni poi non se n’è fatto più nulla. E però l’intenzione politica, in questo caso, «corrisponderebbe in tutto e per tutto ad una delle condotte illecite dell’associazione clandestina» ribattezzata P3.

L'Unità - 03 agosto 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/08/2010 @ 09:00:50, in Magistratura, linkato 1236 volte)
Arriva il codice contro la mafia


Nicoletta Cottone
04 agosto 2010

ROMA - «Ancora una vittoria dell'antimafia dei fatti, quella che abbiamo portato avanti dall'inizio di questa legislatura con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima». Il premier Silvio Berlusconi saluta così l'approvazione da parte del Senato del Piano straordinario di contrasto alle mafie. Un piano diventato legge con l'approvazione all'unanimità dell'aula del Senato, con 279 voti a favore e un astenuto. Nessun voto contrario. «La legalità - aveva detto il presidente del Senato, Renato Schifani - non è esclusiva di nessuno, ma patrimonio di tutti». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha sottolineato il valore aggiunto del voto unanime sia alla Camera che al Senato: «questo dà forza allo Stato nel contrasto alla criminalità».
La legislazione antimafia, grazie a una delega al governo, sarà riunita in un testo unico, il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. «Il codice - ha sottolineato il ministro della Giustizia Alfano - darà finalmente ordine e maggiore efficacia alle leggi e fornirà, ai magistrati e alle Forze dell'ordine, strumenti più incisivi e armi più affilate». La seconda delega consente all'Esecutivo di adottare un decreto legislativo per modificare e integrare la disciplina in materia di documentazione antimafia.

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore

Fra le novità contenute nei 16 articoli del ddl la tracciabilità dei flussi finanziari, con lo scopo di «prevenire le infiltrazioni criminali». In pratica gli operatori economici coinvolti in appalti pubblici o destinatari di finanziamenti pubblici dovranno utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati alle pubbliche commesse. Compresi i pagamenti a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi. E chi sgarra paga caro: dal 5 al 20% del valore della transazione. Effettuare lavori, servizi e forniture, poi, senza utilizzare un conto corrente dedicato o senza impiegare il bonifico bancario o postale comportano una sanzione dal 2 al 10% del valore della transazione.
Il provvedimento modifica anche alcune disposizioni in materia di accertamenti fiscali nei confronti di soggetti sottoposti a misure di prevenzione o condannati per alcuni reati. Si amplia la platea dei soggetti sottoposti a verifiche e tenuti all'obbligo di comunicare variazioni di entità e di composizione del patrimonio. Modificata anche la procedura delle operazioni sotto copertura. Viene inasprito il regime sanzionatorio per il reato di turbata libertà degli incanti: sarà punito con la reclusione fino a 5 anni (prima fino a 2 anni). Introdotto nel codice penale il nuovo reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: reclusione da sei mesi a 5 anni e multa da 130 a 1.032 euro per chi, «con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turbi il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione». Istituita, poi, in ambito regionale, una Stazione unica appaltante, con lo scopo di garantire trasparenza, regolarità ed economicità agli appalti pubblici di lavori e servizi.
La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha sottolineato come «alcuni ambiti restano del tutto aperti nella previsione delle deleghe contenute nel testo; ambiti che ovviamente avrebbero bisogno quantomeno di una discussione politica e di un impegno comune politico, per fare in modo che i decreti legislativi emanati dal Governo siano aderenti rispetto a una concezione comune e comunemente discussa su quella che deve essere l'attività di riordino e la salvaguardia di alcune specialità della legislazione antimafia italiana». Per il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D'Alia, «si apre una stagione costituente nella lotta alle mafie».
Il Cavaliere ha ricordato i risultati raggiunti nel corso della legislatura: «abbiamo catturato 26 dei 30 latitanti più pericolosi, sequestrato e confiscato beni stimati per oltre 13 miliardi di euro, frutto del crimine organizzato».

www.ilsole24ore.com

Il testo della legge
Le novità del provvedimento

LE NUOVE STRATEGIE

Tracciabilità dei flussi finanziari
Per prevenire infiltrazioni criminali gli operatori economici coinvolti in appalti pubblici o destinatari di finanziamenti pubblici devono utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati. Sanzioni dal 5 al 20% del valore della transazione per chi sgarra.

Nuovo reato per chi vuole truccare i bandi
Nel codice penale entra un nuovo reato: turbata libertà del procedimento di scelta del contraente per chi tenta di turbare un bando con doni, promesse o collusioni. Reclusione fino a 5 anni e multa fino a 1.032 euro.

Stazione unica appaltante
In ambito regionale viene istituita la Stazione unica appaltante. Lo scopo è quello di garantire trasparenza, regolarità ed economicità nella gestione degli appalti pubblici di lavori e servizi, prevenendo infiltrazioni di natura malavitosa.

LE MISURE ECONOMICHE

Doppia delega al Governo
Entro un anno delega ad adottare con un testo unico il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione; la seconda delega riguarda la modifica e l'integrazione della disciplina in materia di documentazione antimafia

Testimoni di giustizia
Interviene sui ricorsi giurisdizionali avverso i provvedimenti con cui la Commissione centrale modifica o revoca le misure di protezione dei collaboratori di giustizia e sulle elargizioni a titolo di mancato guadagno in favore dei testimoni
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