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 .. mare ..... di Lunadicarta
 
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La giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia.

Thomas Mann
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Di Loredana Morandi (del 17/08/2010 @ 18:52:26, in Magistratura, linkato 1068 volte)

"ANM: la vera massoneria deviata"

articolo da Progetto Italia News


Abbiamo più volte detto che la delegittimazione della magistratura ha ragiunto apici imprevedibili solo un paio di anni fa. Ma la svolta socio politico informativa fa rabbrividire, perché con l'articolo che segue ha toccato l'apogeo  ultraterreno della demenza o, se preferite, il perigeo della fognatura giornalistica.

I contenuti sono quelli noti, la magistratura sarebbe una "cricca" avvezza ad ogni sorta di opera nefasta per il paese, compresa quella di "dettare" l'agenda politica, irrompendo a piacimento con gli "avvisi di garanzia" sui vari gruppi di potere e dell'apparato politico, con una azione di  "cecchinaggio pianificato" rivolto prevalentemente ai danni del premier.

L'articolo prosegue ancora con il paventare uno scenario nazionale drammatico, costellato di assalti golpistici  ai "poteri politici!" posti in essere dalla magistratura militante corrotta e mafiosa.

Io, che riporto l'articolo solo in immagine, dopo un primo momento di sbigottimento trovo la mia domanda da rivolgere all'autore dell'articolo, che scrive sotto lo pseudonimo: "Tex".

E' estate, siamo ad agosto inoltrato. Tanta veemenza potrebbe anche provenire da un delirio post  esposizione solare, resta però la curiosità di apprendere se nel privato della sua anima in fondo Tex non pensi, che se:

"Ogni tiro è un buon tiro", in ogni regione d'Italia, una ragione c'è.

L.M.

clicca per allargare l'immagine


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-08-17_184923_pi.news_anm_massoneria.jpg
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Di Loredana Morandi (del 17/08/2010 @ 18:06:21, in Politica, linkato 961 volte)
.. e gira su facebook.


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Di Loredana Morandi (del 17/08/2010 @ 17:00:26, in Politica, linkato 1195 volte)

Le prime pagine...

Corriere Sera

Addio al Picconatore, è morto Cossiga
L'ultimo mistero: 4 lettere alle autorità

«Crisi cardiocircolatoria» Aveva 82 anni. Per oltre mezzo secolo protagonista della vita politica italiana

16:52  POLITICALe condizioni dell'ex presidente erano peggiorate nella notte. Video: vita e carriera  In foto: 50 anni di politica
Plico con missive a Napolitano, Berlusconi, Schifani e Fini

Cossiga: la diretta video dal Gemelli

16:46   CRONACHE Le autorità dello Stato all'ospedale romano
La camera ardente con la salma sarà allestita mercoledì nella chiesa madre del policlinico

Addio a Francesco Cossiga, il picconatore
Lascia 4 lettere alle alte cariche dello Stato

Foto 1 - 2 / I ricordi / Audioritratto / Video / Le frasi


Il presidente emerito ricoverato dal 9 agosto in terapia intensiva al  Gemelli (foto). Negli ultimi giorni le condizioni erano migliorate, stanotte si è aggravata l'infezione polmonare. Una vita nella politica, segnata dal caso Moro e dall'elezione al Quirinale. Con gli ultimi anni da presidente tra le polemiche. Poi la battaglia con la depressione. Un plico con le missive a Napolitano, Schifani e Berlusconi. No a funerali di Stato, esequie private in Sardegna di FILIPPO CECCARELLI,  SALVATORE MANNIRONI e CARLO PICOZZA

***

Il Messaggero

Morto Cossiga, protagonista
della politica italiana per 50 anni

Le sue condizioni si erano aggravate in mattinata
Aveva 82 anni. Camera ardente al Gemelli, funerali privati

Morto l'ex presidente della Repubblica Cossiga
Mistero su 4 lettere lasciate alle alte cariche 

Il decesso alle 13.18 per una crisi cardiocircolatoria. Erano peggiorate nella notte le condizioni del senatore a vita Francesco Cossiga. Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedì della scorsa settimana al reparto di rianimazione del policlinico Gemelli di Roma. Aveva compiuto 82 anni il 26 luglio. Ad accompagnare le ultime ore di agonia del presidente emerito sono stati i figli Giuseppe e Anna Maria, i parenti, gli amici più intimi e gli uomini della scorta, che il presidente chiamava i suoi «angeli custodi». Lasciate le indicazioni sulle esequie. In un plico sigillato le lettere per le alte autorità dello Stato. Il cordoglio del mondo politico. Domani camera ardente al Gemelli dalle 10 alle 18.


- LE FOTO DALL'ARCHIVIO STORICO DE L'UNITA'
- IL VIDEO: UNA VITA IN IMMAGINI

***

Il Tempo

Addio presidente: è morto Francesco Cossiga
Inviate 4 lettere alle alte cariche dello Stato

Ricoverato da lunedì 9 agosto al reparto di rianimazione del Gemelli a seguito di una crisi respiratoria, il politico sardo si è spento alle 13.18. Le sue condizioni sono precipitate nella notte. Ha lasciato dei plichi riservati per Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi. Come richiesto sarà seppellito a Sassari in forma privata.
STORIA Una vita in prima fila. Dal caso Moro alle "picconate"


Dallo "zombie coi baffi" a Cicciobello
Le frasi celebri del "Picconatore"

Cossiga dixit: i giudizi tranchant del "grande esternatore". "Occhetto farebbe meglio ad andare a zappare". Il settennato: "Ho dato tali picconate che il sistema non può essere solo restaurato"

***

Il Giornale

 

E' morto Cossiga, presidente "picconatore"

Morto a 82 anni il presidente emerito, ricoverato da lunedì della scorsa settimana al reparto di rianimazione del policlinico Gemelli: guarda il video. Le condizioni sono peggiorate nel corso della notte: è stato fatale uno schock cardiocircolatorio. Era ricoverato dal 9 agosto. Dal caso Moro a D'Alema premier: guarda il video. Nel 1991 pronunciò il messaggio di fine anno più breve della storia
LA SCHEDA Cossiga, il "picconatore" della Prima Repubblica
Carriera record per il Capo dello Stato più giovane e più votato

Premier: "Mi mancherà,
piango amico carissimo"
D'Alema: "Protagonista"

ore 16:51
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Ormai è conclamato: le indagini contro i pedofili e la pedopornografia le fanno i Carabinieri e la Guardia di Finanza. L.M.

Cronaca | 16/08/2010 | ore 16.13 »

Pedofilia: arresto per materiale pedopornografico,
esami Ris su supporti informatici


Roma, 16 ago. - (Adnkronos) - Nuovi sviluppi sono emersi nelle indagini dei Carabinieri dopo l'arresto del 39 enne di Marino (Roma), sabato scorso, accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico: tutti i supporti informatici, schede di memoria, hard disc e pc sono stati inviati al Ris di Roma per estrapolare tutti i file sospetti. Intanto, riferiscono i Carabinieri, a un primo esame dei file sequestrati all'uomo, emerge l'ipotesi che a compiere le violenze sui minori, riprodotte in alcune foto, sia stato proprio lui.

Le foto delle violenze sono chiare, sottolineano i militari, saranno le indagini a dimostrare se a compierle sia stato proprio l'arrestato. L'uomo, gia' noto alle forze dell'ordine per episodi analoghi, era agevolato nell'adescamento per il fatto che i minorenni erano attratti dal suo ''Quad 4x4'', un quadriciclo fuoristrada a motore, e spesso erano loro stessi a chiedergli di fare un giro. (segue)

***

Il precedente.

Fotografava minori nudi,
arrestato a Roma dai Carabinieri


Roma - (Adnkronos) - In manette un uomo di 39 anni di Marino già noto alle forze dell'ordine per episodi analoghi

Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico, e' stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Grottaferrata (Roma). Si tratta di un uomo di 39 anni di Marino (Roma), impiegato un ospedale della zona. L'uomo, gia' noto alle forze dell'ordine per episodi analoghi, era agevolato nell'adescamento per il fatto che i minorenni erano attratti dal suo ''Quad 4x4'' (quadriciclo fuoristrada a motore) e spesso erano loro stessi a chiedergli di fare un giro. Dopo avergli offerto anche un gelato, li portava in luoghi isolati o in un box auto di cui aveva la disponibilita' dove li convinceva a spogliarsi e li fotografava.

I primi ad insospettirsi alcuni cittadini di Grottaferrata che hanno segnalato ai Carabinieri il frequente giro di bambini a bordo del quadriciclo in compagnia dell'uomo. Cosi' sono iniziate le indagini dei Carabinieri di Grottaferrata che ieri sera hanno bloccato l'uomo mentre usciva da una gelateria in compagnia di un ragazzino. Nelle sue tasche e a casa sono stati rinvenuti supporti informatici contenenti centinaia di immagini e video pedopornografici. In alcune foto che ritraevano i minori anche il suo inconfondibile ''Quad 4x4''. Sono in corso ulteriori indagini per identificare e ascoltare tutte le vittime. La posizione dell'arrestato potrebbe aggravarsi in ordine all'eventualita' di avere anche abusato di loro.
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Di Loredana Morandi (del 16/08/2010 @ 17:58:49, in Politica, linkato 1133 volte)
Quirinale: il costituzionalista,
ecco cosa prevede art. 90 Costituzione

Roma, 16 ago. (Adnkronos) - L'articolo 90 della Costituzione - richiamato dalla nota del Quirinale dopo la dichiarazione del vicecapogruppo del Pdl alla Camera Maurizio Bianconi al 'Giornale' - recita che "il Presidente della Repubblica non e' responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi e' messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri".

Spiega a tal proposito il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, sentito dall'ADNKRONOS: "I padri costituzionalisti hanno previsto il ricorso all'articolo 90 in caso di sovvertimento dei principi fondamentali della nostra Costituzione da parte del Presidente della Repubblica in carica. Sovvertimento tale da svuotare o violare apertamente la nostra Carta fondamentale".

Quanto al caso in questione, afferma Baldassarre, "credo che si possa ridurre piu' propriamente a un duello verbale, anche se obiettivamente i toni usati nei confronti del Capo dello Stato risultano essere molto piu' elevati del dovuto, rispetto alla situazione politica concreta e oggettiva".

***

Napolitano: ''Tradisco la Carta?
Allora chiedano l'impeachment''


Roma - (Adnkronos/Ign) - Il capo dello Stato risponde a Bianconi: ''No a gratuite insinuazioni e indebite pressioni''. La replica: ''Reazione sproporzionata, ho colto nel segno''. Cosa prevede l'art. 90 della Costituzione. ''Sovranità appartiene al popolo'', ''Pdl e Lega contro governo tecnico. Bossi: ''Esecutivi tecnici sono come l'anguria: verdi fuori e rossi dentro''. Relax in Sardegna per Berlusconi, venerdì a Roma per vertice Pdl

Roma, 16 ago. (Adnkronos/Ign) - Chi pensa che il Capo dello Stato tradisca la Costituzione ha il potere e il dovere di chiederne la messa in stato d'accusa da parte del Parlamento, secondo quanto prevede la stessa Carta fondamentale. E' il pensiero che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affida a una nota da parte del Quirinale, in risposta a quanto contenuto nell'intervista del vicepresidente del gruppo dei deputati del Pdl Maurizio Bianconi, apparsa ieri sul quotidiano 'Il Giornale'.

Stigmatizza il Colle: Bianconi "si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano 'sta tradendo la Costituzione'. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta - ricorda il Quirinale - di cui l'on. Bianconi è di certo attento conoscitore, se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti - si sottolinea - le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni".

In particolare, l'articolo 90 della Costituzione - richiamato dalla nota del Quirinale - recita che "il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri".

"Giorgio Napolitano sta tradendo la Costituzione", era stata l'accusa lanciata ieri da Bianconi nell'intervista al 'Giornale', aggiungendo: "La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, oppure fingendo di rispettarla".

L'esponente del Popolo della libertà aveva sottolineato che Napolitano aveva affidato a Berlusconi l'incarico di formare il governo sostenendo ''che in questo sistema bipolare, col premier indicato sulla scheda, è il risultato elettorale a determinare l'assegnazione degli incarichi''. Ora, invece, ''Napolitano smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima, dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo tecnico".

Sosteneva dunque Bianconi nella sua intervista: "Formando il governo, lo stesso Napolitano ha accreditato una prassi che ora non può smentire. Un altro presidente della Repubblica potrebbe farlo, lui ormai non può più tornare indietro, perché si è autovincolato. Se tu stesso hai garantito una Costituzione materiale basata sul risultato elettorale, cercando un governo diverso in Parlamento non stai rispettando la Costituzione, ma solo contraddicendo te stesso".

Oggi Bianconi interviene di nuovo per replicare a Napolitano e nel merito non arretra di un passo. Chiedere l'impeachment? Se si formerà un governo che non tiene conto della maggioranza uscita dalle urne ''lo darà la storia'' l'impeachment al capo dello Stato, è l'opinione dell'esponente del Pdl, che non nasconde ''lo stupore e il disagio'' per la risposta ''piccata e del tutto sproporzionata alle osservazioni sollevate''. ''Si vede - sottolinea all'Adnkronos - che ho colto nel segno''.

''In un momento in cui se ne sono sentite di cotte e di crude - spiega Bianconi - dal presidente di parte al presidente che indossa una casacca, dal presidente che non doveva parlare all'Unità al presidente che doveva difendere il premier, Napolitano è andato a cogliere proprio questo punto... Non pensavo di meritare tanto. Le cose che ho detto io le ha dette anche il ministro Alfano, che è ben più importante di me. Eppure non ho sentito le stesse reazioni''.

Infuria la polemica. ''Basta con il massacro delle istituzioni'' ammonisce il presidente dell'assemblea del Pd, Rosy Bindi. ''Il Pdl sta tentando di condizionare l'atteggiamento del presidente della Repubblica in maniera strumentale e pericolosa - rincara Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd - Ci troviamo di fronte a veri e propri analfabeti della Costituzione italiana''.

"Chi attacca il Colle vuole lo sfascio delle istituzioni'' dichiara per l'Idv il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. E il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, chiede al ''presidente del Consiglio, che ha giurato sulla Costituzione'' di far ''tacere le voci irresponsabili che si levano dal suo partito".

"Nessuno dubita della correttezza passata, presente e futura del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - precisa per il Pdl il portavoce Daniele Capezzone - Abbiamo sempre constatato, anche in passaggi delicati della vita politica e istituzionale del nostro Paese, un suo comportamento ineccepibile". "Contestualmente, però, non sarebbe accettabile l'idea di governi cosiddetti 'tecnici' o 'istituzionali' che dovessero ribaltare o comunque mettere tra parentesi gli esiti elettorali del 2008, peraltro confermati nel 2009 e nel 2010".

I finiani fanno quadrato attorno a Napolitano. Di ''attacchi subdoli di esponenti del Pdl'' parla Carmelo Briguglio. ''Non siamo ancora al dossieraggio ma certamente a tentativi di intimidazione nei confronti del presidente della Repubblica, dopo l'aggressione al presidente della Camera. Cosa deve succedere ancora? Si vuole provocare il collasso delle nostre istituzioni"? chiede Briguglio.

A fargli eco Italo Bocchino, per il quale ''accusare in via preventiva il presidente della Repubblica di voler favorire governi alternativi a quello in carica è un tentativo di intimorire la più alta magistratura della Repubblica e costituisce un gravissimo vulnus che respingiamo con forza''.

Ma il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, liquida tutta la vicenda come ''una tempesta in un bicchier d'acqua. Come dimostra la nota stessa diramata dal Quirinale l'onorevole Bianconi è inciampato su una parola che non riflette in alcun modo la posizione del Pdl''.
 
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la denuncia

L'allarme del pm antimafia Paci
"Dimenticato il reato di antiriciclaggio"


I magistrati e persino il governatore della Banca d'Italia l'avevano invocato a gran voce,  Alfano l'avevo dato per inserito nel pacchetto all'esame del Parlamento, ma nel testo finale approvato a inizio agosto dal Senato non c'è

di SALVO PALAZZOLO

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano l'aveva annunciato proprio a Palermo, durante un convegno che vedeva in platea moltissimi magistrati antimafia: il piano straordinario di contrasto alla criminalità organizzata varato dal governo avrebbe previsto il reato di autoriciclaggio, tanto sollecitato anche dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi alla commissione parlamentare antimafia per punire più severamente i padrini e i loro prestanome. Era giugno quando il ministro Alfano faceva il suo annuncio. All'inizio di agosto, il Senato ha approvato all'unanimità il piano antimafia del governo. Ma il nuovo reato non c'è.

Lo sottolinea Gaetano Paci, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che indaga sui patrimoni dei padrini di Cosa nostra. "L'ntiriciclaggio è importante  -  spiega - consente di punire con un reato specifico il reinvestimento di somme da parte di colui che le ha illecitamente conseguite. Con la legislazione attuale può essere contestato solo il reato presupposto, ovvero ad esempio l'intestazione fittizia, l'estorsione, l'associazione mafiosa. Con l'autoriciclaggio  -  spiega Paci  -  avremmo uno strumento in più contro il crimine organizzato, così come avviene negli Stati Uniti. Peraltro, da tempo si sarebbe dovuto prevedere, per dare attuazione alla convenzione Onu sul crimine transnazionale firmata proprio a Palermo".

Paci ha analizzato tutti gli articoli del piano straordinario antimafia varato ad agosto. Dice: "L'impostazione di fondo è positiva, perché fa tesoro dei lavori delle precedenti commissioni Fiandaca e Pisapia. Dunque, il piano fonde esperienze che provengono da sensibilità e governi diversi. Lo spirito resta quello di razionalizzare tutta la normativa antimafia". Adesso la palla passa al governo, che dovrà attuare al più presto le direttive fissate dal Parlamento.

Dall'esame del testo fatto dal pm Gaetano Paci emergono alcuni "buchi". A partire dai punti cruciali della lotta alla mafia. Il primo: la lotta ai patrimoni. Il piano antimafia non prevede che si possano utilizzare le intercettazioni per le misure di prevenzione patrimoniali, quelle che portano al sequestro e alla confisca dei beni mafiosi.

Spiega il magistrato palermitano: "Oggi, l'indagine per le misure di prevenzione patrimonali è rimessa alla consultazione delle banche dati, che offrono esclusivamente degli elementi di tipo formale. Tutto il resto lo si attinge dall'indagine penale. Bisognerebbe fare di più  -  suggerisce Paci  -  consentendo strumenti di indagine più efficaci anche per individuare i patrimoni mafiosi".

Il piano straordinario varato ad agosto prevede poi l'istituzione di una banca dati nazionale di tutte le certificazioni antimafia: "Ottima cosa  -  commenta Gaetano Paci  -  ma vi può accedere solo la Procura nazionale antimafia. Sono tagliate fuori tutte le 26 direzioni distrettuali che operano sul campo. Non si comprende perché".

(15 agosto 2010)



COMITATO NAZIONALE SICUREZZA

Maroni e Alfano: "Noi antimafia dei fatti"
E Cosa Nostra minaccia gli investigatori



Il ministro dell'Interno: "In media catturati 8 mafiosi al giorno e un superlatitante al mese". Alfano: "Useremo contro i clan i soldi sequestrati proprio a loro". Il Questore Marangoni: "La bestia è ferita, colpisce ancora": il caso delle intimidazioni a un ispettore della sezione catturandi. Veltroni: "L'antimafia si fa con l'impegno civile, Berlusconi smetta di attaccare i magistrati e Saviano"

di ALBERTO CUSTODERO

Maroni e Alfano: "Noi antimafia dei fatti" E Cosa Nostra minaccia gli investigatori Il ministro dell'Interno Maroni

PALERMO - Per Maroni e Alfano, quello di ieri alla Prefettura di Palermo, in occasione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Ferragosto, è stato il giorno dei grazie: "Grazie alla magistratura, grazie alle forze dell'ordine", hanno ripetuto più e più volte. Si sono profusi in ringraziamenti, i due ministri, presentando i risultati della lotta alla mafia del governo Berlusconi e annunciando la sconfitta di Cosa Nostra entro i prossimi tre anni. Ecco cos'ha ottenuto il governo Berlusconi in tema di sicurezza. "Dal maggio 2008 ad oggi sono stati arrestati 6483 mafiosi e 26 dei 30 latitanti più pericolosi. In media sono stati catturati otto mafiosi al giorno e un superlatitante al mese. Sono stati inoltre sottratti alle cosche 32.799 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro (tra sequestrati e confiscati). Ammonta a 2,2 miliardi di euro la consistenza del Fondo unico giustizia alimentato dai depositi bancari e postali sequestrati alla criminalità organizzata. Dal primo agosto 2009 al 31 luglio di quest'anno sono sbarcate in Italia 3.499 persone, con un calo dell'88% rispetto alle 29 mila del periodo 1 agosto 2008-31 luglio 2009. Dall'inizio del 2010 sono stati rimpatriati nei paesi di origine 9 mila immigrati clandestini". Questa, hanno detto Maroni e Alfano, "è l'antimafia dei fatti, la linea di condotta nella lotta alla criminalità del governo Berlusconi".

Si sono trovati in netta difficoltà, tuttavia, i due ministri, quando gli è stato chiesto di dare spiegazioni all'altra, contradditoria "linea di condotta" del governo in tema di mafia: la delegittimazione della magistratua coi continui attacchi del premier, il taglio dei fondi alle forze dell'ordine per 1673 milioni di euro, il rifiuto della scorta al pentito Spatuzza, il ddl intercettazioni che spunta, anziché rafforzare, le armi normative contro la criminalità organizzata, il titolo di "eroe" conferito a Mangano, cittadino condannato per mafia, ex stalliere di Arcore, la convivenza del governo con Verdini, coordinatore del Pdl accusato da Bankitalia di conflitto di interesse e di violazione delle leggi antiriciclaggio.

La contestazione di questi fatti ha innervosito i ministri. Maroni ha risposto tagliando corto. "Queste sono le chiacchiere dell'antimafia", ha detto. Più elegante Alfano che ha esibito l'elenco delle persone ristrette al 41 bis con l'accusa di essere mandanti esecutori materiali e complici di omicidi e reati gravi di mafia. Il Guardasigilli ha poi invitato a giudicare le leggi anticriminalità pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, aggiungendo che il ddl intercettazioni, tanto discusso, si trova ancora nella fase delle proposte parlamentari. Nessuno dei due, però, ha fornito spiegazioni sull'ultimo attacco della mafia al cuore della questura di Palermo: la minaccia alla moglie di un ispettore di punta della Squadra Catturandi. E' toccato al questore palermitano, Sandro Marangoni, a Corleone, davanti alla casa della famiglia Provenzano - mentre i ragazzi di Libera e della Cgil intonavano "bella ciao" e urlavano "fuori la mafia dallo Stato"  -  ammettere alludendo a Cosa nostra che "la bestia è ferita, e colpisce ancora". Qualche giorno fa, ha confermato il questore, tre sconosciuti hanno avvicinato la moglie di un ispettore mostrandole le foto del marito, dei figli e della stessa donna mentre faceva la spesa. Il poliziotto è stato in gran fretta trasferito con tutta la famiglia in un posto segreto. Ma l'intimidazione, nella terra di mafia di Totò Riina, Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella, è inequivocabile: la minaccia è per tutta la Squadra Catturandi di Palermo. Proprio nei giorni scorsi era scattato un allerta del Viminale per possibili attentati alla Squadra Mobile.

Le dichiarazioni di Maroni e Alfano  -  era presente, in rappresentanza del premier, anche Gianni Letta  -  hanno suscitato reazioni e polemiche. Don Ciotti, di Libera, ha "denunciato le contraddizioni del governo in tema di mafia, che parla in un modo e si comporta in un altro". "Altro che chiacchiere  -  ha detto il sacerdote antimafia, replicando a Maroni  -  Mangano non era un eroe, e alcune leggi in discussione del governo, come quelle del ddl intercettazioni, lasciano perplessi". Sul fronte politico, il responsabile sicurezza dei democratici, Emanuele Fiano, chiede "come possano convivere nella stessa maggioranza il senatore Dell'Utri che chiama 'eroe' un boss mafioso pluricondannato e i ministri Alfano e Maroni che hanno proclamato a Palermo i risultati della loro guerra alla mafia". Laura Garavini, capogruppo pd all'Antimafia, ha denunciato "la sceneggiata propagandistica del governo", mentre Walter Veltroni, polemicamente, si recava nelle stesse ore in visita alla casa museo di Giuseppe Impastato, il giornalista ucciso dalla mafia sulla cui storia è stato girato il film "I cento passi". Rispondendo a Maroni, l'ex segretario pd ha detto che "bisogna aiutare la magistratura e le forze dell'ordine con normative antimafia. E non corrispondono a questo fine le leggi sullo scudo fiscale, né i tagli ai bilanci della magistratura e delle forze dell'ordine". "L'antimafia  -  ha aggiunto Veltroni - si fa anche con i messaggi pubblici e con l'impegno civile. Berlusconi non può certo dire che la magistratura è una metastasi e che Saviano è responsabile della diffusione della camorra".

(15 agosto 2010)
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Di Loredana Morandi (del 15/08/2010 @ 15:53:27, in Estero, linkato 12611 volte)
Viviamo in un mondo inaccettabile... L.M.

Santuario Lourdes evacuato per allarme bomba


Evacuati e messi in sicurezza 30mila pellegrini. Gli italiani stanno tutti bene


LOURDES (FRANCIA) 15 agosto 2010, 15:37 - Circa 30 mila pellegrini stanno lasciando il santuario di Lourdes a causa di un allarme bomba. Lo si e' appreso all'Ufficio stampa del santuario francese.

Anche al santuario si celebra oggi la festivita' dell'Assunzione. ''L'allarme bomba e' stato ricevuto dal commissariato'' di polizia del luogo di culto sui Pirenei ''e vi e' stato annunciato che quattro bombe esploderanno alle 15 sul sito del santuario'', ha riferito il responsabile dell'Ufficio stampa, Pierre Adias. ''Stiamo evacuando il santuario'', ha detto ancora il funzionario aggiungendo che ''tutto si svolge nella calma''.

TUTTI I PELLEGRINI IN SICUREZZA - Tutti i pellegrini presenti a Lourdes sono stati allontanati dall'area del santuario e sono in sicurezza. E' quanto ha detto il responsabile dell'Unitalsi di Lourdes, Emanuele Boero, spiegando che si tratta della prima volta nella storia che si verifica un allarme del genere a Lourdes. "Ci hanno avvisato dalla gendarmeria e poi mi ha convocato il sindaco per dire che c'era l'allarme bomba - ha detto Boero a Skytg24 - e dopo un primo stupore tutti ci siamo allontanati. Forse nell'area del santuario, che è molto vasta, c'erano anche più di 30 mila persone, anche perché in questi giorni c'é il pellegrinaggio francese. Sono presenti anche degli italiani, in particolare un gruppo dalla Sicilia. Tutti stanno bene". Boero ha detto che si è in attesa ora delle attività di bonifica della basilica, anche se il termine delle 15 per l'esplosione delle bombe è scaduto senza alcun problema.

ARTIFICIERI SETACCIANO SANTUARI EVACUATI - Artificieri, con l'ausilio di cani specializzati nella ricerca di esplosivi, stanno esaminando i santuari di Lourdes evacuati in seguito alla chiamata anonima che ha segnalato la presunta presenza di quattro bombe. Lo ha riferito un portavoce del luogo di pellegrinaggio. Le cancellate della basilica dell'Immacolata concezione, la Basilica del rosario, la chiesa sotterranea di San Pio X e altre parti dei santuari compresa la grotta sono chiuse e numerosi pellegrini attendono nei pressi. Alcuni intonano canti.

ALLARME BOMBA ANCHE NEL 2002 - Non è il primo allarme bomba quello lanciato oggi nel santuario cattolico di Lourdes: il 27 ottobre del 2002 una allerta provocò l'evacuazione della chiesa di San Pio X. Lo ricorda il responsabile dell'Ufficio stampa, Pierre Adias, intervistato da La Depeche. Sulla riapertura del santuario, Adias non ha dubbi: "Non c'é alcun motivo per rimanere chiusi, una volta che verranno date tutte le garanzie di sicurezza".
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Di Loredana Morandi (del 15/08/2010 @ 07:47:26, in Sindacato, linkato 1435 volte)
Il Fatto e i blog dei violenti e degli stalker


Sottotitolo: quanti danni per mettere un minore nel letto di un leghista...

Io non leggo il Fatto, non lo compro e al massimo ne sbircio i contenuti online e solo se per caso a suon di insulti son riusciti a strappare un articolo in risposta alle troppe nefandezze dalla magistratura milanese.

Però io "indago" onde avere la consapevolezza piena delle "correnti di pensiero", che agitano la nostra ormai inesistente sinistra e il popolo violetto degli Ignavi. Così, navigando il sito, ho potuto rilevare il numero dei violenti implicati nell'operazione editoriale. Ed ho anche trovato una chicca proveniente addirittura dal mio remotissimo passato.

In rapidissima carrellata i nomi:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/francesco_aliberti_blog.jpg

Francesco Aliberti, editore in Roma. La casa editrice e una sua autrice sono indagati con procedimento pendente presso la Procura della Repubblica di Roma, pm Eugenio Albamonte, per aver dato corso a veri e propri reati di istigazione a delinquere con i gruppi e le pagine facebook, nati sotto l'egida del circuito "Falsi Abusi" + l'ormai notissimo gruppo del porno di Selargius, e gestiti per le sole ragioni del dispetto e del comodo a copertura del furto del "Gruppo a favore delle cellule staminali per i malati gravi" subito dal disabile emiplegico signor Marco Franceschetti.
Degli oltre 3000 contatti utente raggiunti dalla diffamazione ai miei danni pro vendita libercolo, cancellati grazie all'intervento di un serissimo operatore dell'antipedofilia e dell'ufficio stampa della Polizia di Stato, oggi restano esattamente 395 membri di un ultimo gruppo in cui albergano in soluzione di continuità pedofili, venditori di pornografia e le autrici della Aliberti. Questo è il terzo cliente della operazione di dossieraggio nata ad agosto 2008. Potete vedere il gruppo qui, cliccando il link.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gioacchino_genchi_blog.jpg

Gioacchino Genchi, consulente tecnico. Autore della scuderia della Aliberti Editore usa facebook con finalità divulgative ben lontane dagli obiettivi del pianeta "informazione". Io, che prima di denunciarlo mi sono recata alla Direzione Investigativa Antimafia di Roma per avere lumi ed ho atteso di vedere la conferma della denuncia di un magistrato diffamato, ce l'ho tra i partecipanti alla azione violenta via FB ai miei danni denominata "Cassare Loredana Morandi", nata sul profilo di un pluripregiudicato con tendenze pedofile di genere "lolicon" (gli piacciono le ragazzine tra i 14 e i 16 anni).


- clicca per allargare l'immagine -

La sua personalissima "apologia dei reati di pedofilia" è stata diffusa e lo è attualmente a mezzo video via FB e Youtube e divulgata tra i gruppi e le pagine creati da Sessochannel e Falsi Abusi. Il video è stato divulgato  negli ambienti in quanto tale: "una apologia ai reati di pedofilia".


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/guido_scorza_blog.jpg

Guido Scorza, avvocato. Della statura costruita e solo mediatica ho già detto. Non ho detto che lo Scorza fa parte di un antico sodalizio di avvocati in rete, i cui unici e soli clienti sono stati i venditori di pornografia. Un genere di criminalità incallita che ha mietuto più di una truffa nata in rete ai danni dell'utenza pornodipendente. In occasione del suo articolo a sostegno dell'apologia dell'apologia dei reati di pedofilia del blog de il giustiziere gli ho parlato al telefono, e sono stata non velatamente minacciata. Lui conosce molte cose di me, ed io le ho lette tutte per 24 mesi esatti pubblicate dal gruppo porno. Doveva pur uscir fuori l'avvocatuccio romano...


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/uninadown.png

Ma io, che non temo gli agganci massonici sardi perché quel che spaventa a Cagliari può essere causa di giusto licenziamento a Roma, dico oggi che quando cadranno le teste che hanno omertosamente consentito "Unina", cadranno anche gli agganci storici de Il Punto Informatico. Il napoletano alla Comunication Valley  in fondo non è così importante...

Rulli di tamburo!

Ecco a voi la chicca tra i blog de Il Fatto quotidiano.



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/alberto_puliafito_blog.jpg

Alberto Puliafito, stalker. Assodato anno 2009 che sui gruppi e le pagine Facebook contro Morandi fossero presenti alcuni tra i più famosi omosessuali pedofili, già individuati anno 2003 nel circuito di Macchianera, (i cui banner sono attualmente in uso qui e qui) attuali gestori di altrettanti gruppi inneggianti alla cancellazione dei reati 609 bis C.P. e all'abbassamento dell'età del consenso sessuale per i minori:

Il Puliafito, che aveva già preso parte alla violenta operazione che indusse un delinquente comune  estratto a sorte dai frequentatori di Neri ad hackerare "questo sito" e la community originale di "bloggersperlapace"  entrambi su piattaforma Splinder.com ad 11 giorni esatti dal primo evento di Artists Against War Italia, non contento e privo di alcun accredito o autorizzazione da parte nostra produsse di sua sponte "il video" con il quale "per la prima volta" sono state diffuse in rete "le immagini dei miei figli".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/indicatore_minacce_neri.jpg

E' lui infatti l'autore di quanto vedete in basso a destra su questo blog dal 2003/2004 e non è stato perseguito adeguatamente a causa della "partita doppia" dei fannulloni.

Il Puliafito, inoltre, si avvalse allora della collaborazione di uno dei redattori della telestreet Tele Monte Orlando, l'unica telestreet "chiusa" dalla magistratura per illeciti, ovvero l'unica telestreet italiana che avesse mai trasmesso illegalmente pubblicità pornografica perché indissolubilmente legata dall'editoria dei primissimi 144 erotici. Coloro che hanno vissuto i servizi telematici fin da "Videotel", una rete fondata con i protocolli IRC, rammenteranno il maniaco pornografo dal nickname  "PROL". Infatti, quasi 30 anni fa il fondatore di Tele Monte Orlando era già la feccia di IRC. (foto e altri documenti a disposizione).

Concludendo:

Ah Padellaro, ma che stai a fa???

Quant'è che ti rammenti di essere pure compagno oltre ai soldi e all'imprenditoria editoriale?

Loredana Morandi


UPDATE: Puntuale come la morte è arrivato il 53esimo commento a titolo di minaccia di morte nei miei confronti.



Risposta: Esatto. Verificate le vostre fonti, perché io dissi che questi qui vi avrebbero tradito e così è stato. Ormai siete una cosa sporca, nessuno vi vuole. Inoltre: la sussistenza del reato è tal quale. Il gruppo c'è, ci sono i blog del circuito e il sito pornografico. C'è finanche lo sfruttamento commerciale di Unina. I luminari dell'avvocatura che vi hanno indirizzato fino ad oggi, arrivano a me e finiscono denunciati. Sempre.

L.M.


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Di Loredana Morandi (del 14/08/2010 @ 11:15:38, in Magistratura, linkato 1164 volte)
Questo è lo scandalo di "ferragosto" e piove, piove, piove... sul loro amore finito. Però,  scherzi a parte e a parte  anche una certa sinistra mentecatta che ha creduto in Fini per veder cadere il governo Berlusconi, sono anni ed anni che si attende di leggere degli imbrogli nati sotto la decennale presenza politica del "Flini". Perché non c'è niente da fare: in Italia rubano tutti i politici... L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/tulliani_cucina.jpg

Montecarlo, il progetto della cucina:
tutti i documenti che smentiscono Fini


Ecco le fatture dei mobili acquistati dalla Tulliani: guarda i documenti.

L'ordinazione dei mobili è dell'inizio del 2010. Il testimone: "Il presidente era al tavolo con lei e l'arredatore, lavoravano al progetto per quella casa". Il mobilificio non ha curato il trasporto. Ma la compravendita c'è stata. Ecco l'arredatore al centro di Roma.

Aderisci alla campagna "Fini dimettiti": aderisci

  COMMENTO Lui querela, noi mostriamo le prove / Alessandro Sallusti

  La vera Elisabetta? Solo Fini poteva cascarci / Vittorio Sgarbi

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Di Loredana Morandi (del 12/08/2010 @ 06:48:06, in Magistratura, linkato 1094 volte)
Passo parola, perché anche dopo le vicende del "riciclaggio" è giusto pensare che dentro Telecom ci sia veramente di tutto un po'. Alla resa del racconto è poco convincente la citazione dei "servizi segreti", anche se, dato il contesto, sicuramente il signor Carbone ha trattato con i funzionari di uno dei tanti comparti speciali della GdF. Oggettivamente: quel che deve fare adesso è razionalizzare, comporre una unica denuncia organica di quanto già fatto e presentarla ad una quarta procura. Ad esempio Firenze.  I procuratori poi non c'entrano nulla, ma le possibili irregolarità sono avvenute presso un pm con problemi seri di organico amministrativo. Inoltre: se i reati ci sono e sono provati: "non c'è bisogno di indagini" per scrivere i nomi nel registro degli indagati. Mi sento di assicurarlo in una sola cosa: nel corso dei prossimi due o tre anni vedrà compiersi quelle indagini, ribadisco "se c'è la sostanza", anche se non fossero mai perseguiti i reati da lui segnalati o a lui stesso (è qui c'è il vulnus dei due binari della giustizia). Ai magistrati un incoraggiamento: abbiate sempre il coraggio costituzionale di sfasciare l'Italia anche se a chiederlo è il piccolo "Mario Rossi". L.M.

Tutta la vicenda di Poste italiane
denunciata da Francesco Carbone



Villafrati (PA): Mi chiamo Carbone Francesco e scrivo per metterla al corrente della mia vicenda che per la quale ho avuto a che fare con elementi dei servizi segreti e massoneria.

Premesso che di tutto cio' che denuncio, ho e ho consegnato le prove: foto, video, documenti cartacei ufficiali, registrazioni telefoniche e degli incontri avvenuti con i Dirigenti di Poste Italiane, ditta Appaltante, dirigenti usl 20 verona, Procura di Verona, Guardia di Finanza di Verona.

Ho denunciato con denuncia querela i capi della Procura di Verona Papalia e Schinaia, i quali, pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegate alla mia denuncia penale contro alti dirigenti di Poste Italiane, Dirigenti dell'Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal (USL), ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede in base all'art 408 cpp, inserendola volontariamente a mod 45 Fatti non costituenti reato per distogliere dall'azione penale gli alti funzionari che avevo denunciato per gravi reati penali.

Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati e hanno leso l'erario dello stato per le somme non recuperate dall'evasione fiscale che ho documentato, e il non recupero delle somme che dovevano essere sanzionate per lo sfruttamento di lavoro nero e le gravi carenze di igiene e sicurezza nei posti di lavoro.

Brevemente spiego la situazione.

Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l'appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall'amministratore della ditta appaltante, e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano:

nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, estorsione di denaro agli autisti prelevato dalle buste paga sotto forma di rimborso, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti di Poste Italiane.

Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane che in quel momento erano occupati a preparare i nuovi appalti, in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro, creando attorno a me il vuoto.

Ho denunciato presso l'ispettorato del lavoro la presenza, all'interno di Poste Italiane, di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo, inoltre alla richiesta di informazioni da parte della Procura di Verona, il direttore ordinario Palumbo risponde che non ha proceduto all'ispezione in quanto nutriva forti dubbi sulla veridicita' di cio' che io avevo denunciato ma non verifica la veridicita' e non mi denuncia per false informazioni a un pubblico ufficiale.

Ho denunciato presso lo Spisal di Verona (USL) tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro ed è stato fatto solo qualche controllo a seguito della mia minaccia di denunciarli per omissione di atti d'ufficio, tra l'altro la mia denuncia presentata il 28/09/2007 e' stata protocollata il 13 novembre 2007 subito dopo la mia minaccia di denunciarli alle autorita'.

Ho collaborato per mesi con elementi dei Servizi Segreti della Guardia di Finanza di Verona e volontariamente non e' stato fatto alcun controllo ne sull'evasione fiscale da me documentata, anzi mi hanno fatto ritardare la denuncia che dovevo presentare in procura.

Sono stato minacciato dagli uomini di fiducia dell'appaltante dicendomi che era inutile mettermi contro di loro in quanto l'appaltante era il nipote dell'ex capo della Polizia e dei Servizi Segreti Ferdinando Masone e erano appoggiati molto bene politicamente e tra l'altro anche se avessi fatto denunce alla magistratura, l'allora ministro della Giustizia era Mastella e a loro dire, era in stretto contatto con tutti gli appaltanti del centro sud Italia.

Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili avendomi fatto terra bruciata attorno, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri a seguito della mia caparbieta' a non fare lavori che non mi competono per contratto o che vanno contro la sicurezza, manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.

A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso ( documenti, foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto.

Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla.

Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni, dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede, con nessuna motivazione e senza interpellare il Gip (FACCIO PRESENTE CHE ALL'EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE).

Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile, perdere il posto di lavoro, perdere la dignità, perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso imiei diritti?

Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia.

Mi ritrovo disoccupato da 2 anni, deriso e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia.

Agli atti delle indagini mancano documenti importanti che erano stati inseriti a loro dire dai miei avvocati e che comunque dovevano inserire i direttori di ulls e direzione lavoro nelle loro misere e false perizie . Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al presidente della Repubblica e al Ministro Alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a verona per sequestrare e verificare l'operato del Capo della Procura.

Ancora una volta nessuno si muove e nessuno fa niente.

Ho consegnato la richiesta fatta al ministro Alfano e la lettera al Presidente della Repubblica allegando tutta la documentazione in mio possesso piu le denunce anche a:

Procura di Roma
Procura Generale di Roma
Consiglio Superiore della magistratura.

A tutt'ora nulla...........

Ho fatto tante altre denunce querele in seguito all'archiviazione e sono tutte ferme nelle procure di Verona Venezia e Roma e sicuramente insabbiate con il mod 45 classificando le mie denunce criminalmente come fatti non contenenti reato per autoarchiviarle senza fare alcuna indagine in quanto non sono stato convocato da nessuno.

L'Onorevole Fini ha posto la mia denuncia all'attenzione della Commissione competente e non ho ricevuto alcuna risposta.

La mia dettagliata denuncia si trova anche all'attenzione del Ministro Sacconi e la Direzione Generale del Ministero del Lavoro e non ho ricevuto alcuna risposta e nessuna ispezione e' stata fatta.
La mia denuncia dettagliata si trova anche all'attenzione del Ministro Brunetta il quale l'ha posta all'attenzione dell'ispettorato della Pubblica funzione a dicembre del 2008 a tutt'ora non ho ricevuto alcuna risposta e nessuna ispezione e' stata avviata.

Il 28 aprile ho inviato una richiesta di intervento disciplinare al CSM per i procuratori che volontariamente hanno messo la mia denuncia querela a mod 45 per autoarchiviarla.

Ho chiamato il CSM e mi hanno risposto che la mia richiesta e' in mano al relatore dal 5 maggio e la pratica e' 309/2010.

Giorno 07 giugno 2010 il CSM mi risponde con una lettera ciclostilata inserendo anche cio' che avevo chiesto nella prima istanza, che le richieste disciplinari le possono richiedere solo il Ministro e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e per cio' non faranno alcun intervento sia nei confronti dei procuratori Capo e non saranno aperte le indagini sulla denuncia auto archiviata con metodi criminali e mafiosi.

Mi invitano a rivolgermi alle autorita' competenti per denunciare civilmente o penalmente i Procuratori Capo Papalia e Schinaia, pur avendogli consegnato nella documentazione anche la denuncia querela presentata a Verona il 23 Febbraio 2010 nei confronti dei Procuratori Capo e gli appartenenti dei Servizi Segreti e tutti coloro che hanno impedito, ritardato, omesso le normali procedure di indagini, occultando documenti o presentando documenti totalmente falsi.

Pur essendo coinvolte le Procure di Roma, Verona, Venezia, e Termini Imerese in quanto le denunce querele, anche se per diversi reati, sono tutte collegate alla prima denuncia autoarchiviata, non ho mai potuto parlare e non sono mai stato convocato da nessun Magistrato o forze dell'ordine in merito a cio' che ho denunciato.

Violando l'art 112 della Costituzione, ( il Magistrato ha l'obbligo dell'azione penale), non viene avviata alcuna indagine o procedimento penale ne nei confronti di chi ho denunciato e neanche nei miei confronti per calunnia, false informazioni a pubblici ufficiali e non vengo neanche denunciato per diffamazione pur avendo pubblicato via web e in particolar modo su facebook non solo la vicenda ma anche le denunce scannerizztate foto e video.

L'unica cosa di cui sono certo e' che per fatto il mio dovere, mi ritrovo disoccupato, senza giustizia e attenzionato dalla Digos come se fossi un criminale.

Spero che qualcuno abbia modo di indirizzarmi a qualche Magistrato onesto, organo di informazione e che mi convochi per poter dire tutto cio che so e il tutto con prove alla mano, foto, video, documentazione cartacea, registrazioni telefoniche e registrazioni audio delle offerte per comprarmi e delle minacce per farmi star zitto.

Con immensa stima
Francesco Carbone
Villafrati (PA) 90030
3470752316
Palermo

Lady Silvia
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