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 Kaito.. un gigante ..... di Lunadicarta
 
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La spada della giustizia non ha fodero.

Joseph de Maistre
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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/08/2010 @ 15:10:34, in Sindacati Giustizia, linkato 2161 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/OOSS_con_USB.jpg


RdB USB CONTRATTO INTEGRATIVO E FUA:
I DOCUMENTI UFFICIALI.
 
 
Sul sito www.giustizia.usb.it sono pubblicati i documenti ufficiali del contratto integrativo sottoscritto il 29 luglio e il relativo ordinamento professionale dell'organizzazione giudiziaria.

Ricordiamo che gli accordi sottoscritti entrano in vigore immediatamente.

Sul sito sono pubblicati altresì gli accordi sui residui del FUA 2008-2009 e 2010 sottoscritti il 30 luglio.
 

Saluto tutti
Daniela Rosone

Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

Le ultime pubblicazioni a cura della UIL PA

- manovra economica - pubblicato sulla G.U. del 30 luglio il testo coordinato con le modifiche apportate in fase di conversione del DL 78/2010.

- circ. n. 9/2010 della funzione pubblica con indicazioni interpretative su riduzione di assetti organizzativi e revisione degli organici nelle pubbliche ammministrazioni.

http://www.uilpa.it/

Vedi anche il documento unitario e il vademecum


NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE:

LE CONTRADDIZIONI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE. Documento Unitario

Clicca qui per vedere il vademecum

 

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Di Loredana Morandi (del 01/08/2010 @ 22:20:10, in Politica, linkato 2525 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/bologna_strage_anniversario_2010.jpg

30 anni dalla strage di Bologna


Sono trascorsi 30 lunghi anni da quel fatidico 2 agosto 1980. Ma non si può dimenticare, nonostante il fatto che l'Italia dell'oggi, che eredita gli annosi problemi e l'incoscienza criminale di una certa scuola politica della prima repubblica, sia infinitamente peggiore della precedente.

Quest'anno non ci sono ministri, non ci vanno per non essere fischiati. Speriamo che siano fischiati tutti i politici che in ogni caso si recheranno alla manifestazione per farsi vedere dalla stampa e fotografare dai reporter delle agenzie.

Qui il racconto dei fatti di allora.

L.M.

Le foto da Facebook

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Di Loredana Morandi (del 01/08/2010 @ 09:14:50, in Politica, linkato 2415 volte)
Come potete leggere di seguito dalla breve del Messaggero così la "Stampa all'estero" e un lapidario Financial Times che intitola proprio "Et tu, Gianfranco" parafrasando la storia del primo impero romano a quella del "Giulio" Silvio contemporaneo.
Giornalettismo, la mia fonte preferita di informazione alternativa, esprime la massima: "Fini fonda il gruppo "futuro e libertà". Ha già più voti del PD".
La storia della relazione politica tra Fini e Berlusconi è recente, ma il "mai delfino" ha imboccato una china irrevocabile. Prima con la fusione di AN con Forza Italia, ora con la scissione in piena legislatura. E la base di destra, costituita dagli ex circoli di AN, lo giudica alla stregua del gradimento espresso dalla stampa di sinistra: "il compagno Fini". L'unica nota positiva per l'ex mai delfino è aver conquistato il cuore di Urso, con il quale radunare la vecchia corrente detta "destra protagonista", da sempre minoritaria rispetto al correntone degli "specialisti" in amministrazioni pubbliche (Gasparri, Alemanno, Polverini, ecc..), che staccò "la Destra" di Storace. Come io conosco tutto questo? E' la storia del mio quartiere e come in "Trecento":  Questa è "Balduina!". L.M.


Financial Times: Fini come Bruto per Cesare Berlusconi.
Le Figaro: governo italiano a rischio
        

ROMA (31 luglio) - Gianfranco Fini come Bruto per "Cesare" Silvio Berlusconi. Il Financial Times, in un commento dal titolo «Et tu, Gianfranco?» che cita le parole di Cesare colpito a morte al figlio adottivo, ripercorre le tappe che hanno portato alla rottura tra il presidente della Camera e il premier. Ma, sottolinea il giornale britannico, giovedì notte è stato "Cesare" «a capovolgere la situazione» nei confronti di "Bruto" e a dichiarare guerra aperta a Fini». Ricordando le accuse reciproche che si sono lanciate gli ex alleati, il Financial Times cerca di disegnare gli scenari futuri. «E anche se nulla è certo nella politica italiana - dice Ft - questa vicenda apre come un'insanabile divaricazione che può porre la coalizione a rischio».

Se ciò accadesse, si sottolinea, «non ci sono procedure stabilite e non è chiaro se ne seguirebbero elezioni, o se fosse possibile la costituzione di una coalizione anti-Berlusconi». In ogni caso «Berlusconi non se ne andrà senza lottare. Ma anche se riuscisse a mantenere il potere, sarebbe improbabile un cammino senza scosse» e, conclude, «molti sperano che se Bruto non riuscirà a segnare il destino di Cesare, lo faranno l'aritmetica parlamentare o gli elettori».

«Berlusconi-Fini: divorzio all'italiana»: titola il quotidiano francese Le Figaro, che nell'edizione di oggi dedica ampio spazio alla rottura tra il premier e il presidente della Camera. Per l'editorialista Pierre Rousselin, la crisi tra Berlusconi e Fini «complica la politica italiana e potrebbe impedire al governo di arrivare fino alla fine della legislatura, nel 2013». Anche perché Fini «sembra in grado di privare il capo del governo della sua maggioranza parlamentare» scrive il giornale.

«Fini restituisce la sua alleanza a Berlusconi» titola invece Liberation, sottolineando che, attraverso la sua fondazione Fare Futuro, il presidente della Camera «ha moltiplicato le posizioni critiche, soprattutto nei confronti del "cesarismo" del Cavaliere».

Le Journal du Dimanche parla di un «Berlusconi indebolito».

Per Le Monde era una «rottura annunciata» quella tra il capo del governo e lo storico leader di Alleanza nazionale.

Il Messaggero

Leggi sulla stampa internazionale

- Financial Times

    July 30, 2010

    Et tu, Gianfranco?

    In recent months, Gianfranco Fini has seemed like Brutus to Silvio Berlusconi’s Caesar. The speaker of the Italian parliament and co-founder of the People...

- Le Monde


LE MONDE | 30 juillet 2010 | Salvatore Aloïse | 558 mots
Le président du conseil demande la démission du président de la Chambre des députés. La rupture est désormais consommée entre le président du conseil, Silvio Berlusconi, et le président de la Chambre des députés, Gianfranco Fini, premier et grand allié du Cavaliere depuis son entrée en politique en...

 2 - Gianfranco Fini refuse de démissionner de la présidence de l'Assemblée d'Italie
LEMONDE.FR | 30 juillet 2010 | 471 mots
Gianfranco Fini, pressé par le chef du gouvernement italien, Silvio Berlusconi, de quitter la présidence de l'Assemblée, a annoncé officiellement qu'il refusait de démissionner, vendredi 30 juillet au cours d'une brève conférence de presse à Rome.

 3 - Silvio Berlusconi consomme la rupture avec Gianfranco Fini
LEMONDE.FR | 30 juillet 2010 | avec AFP | 315 mots
Après des mois de dissensions, Silvio Berlusconi a consommé la rupture avec son principal allié, Gianfranco Fini, tout en assurant que cette crise au sein de la droite italienne ne mettrait pas en péril la stabilité de son gouvernement, en place depuis deux ans.


- Le Figarò


Divorce à l'italienne 

La rupture entre Silvio Berlusconi et Gianfranco Fini[...]Au lendemain de son éviction du parti de gouvernement, le Peuple de la liberté, créé avec Silvio Berlusconi en mars 2009, M. Fini[...]Sur la plupart des questions traitées, mais surtout sur les affaires de corruption, comme sur les relations avec le monde judiciaire ou bien ...

La rupture entre Berlusconi et Fini est consommée

La rupture entre Berlusconi et Fini[...]séparé de Gianfranco Fini[...]«l'incompatibilité politique absolue» entre Fini et les principes inspirant le PDL[...]Gianfranco Fini[...]Gianfranco Fini (58 ans)[...]de ses prérogatives de président de la Chambre, Gianfranco Fini[...]avec les trois ministres ...


- Liberation
Article 31/07/2010

Fini rend son alliance à Berlusconi

Dans une ultime manoeuvre pour éviter le divorce, ou tout de moins pour en rejeter les responsabilités sur Silvio Berlusconi ,le président de la Chambre des députés, Gianfranco Fini ,avait lancé, il y a deux jours, dans un entretien... Pour l' heure Gianfranco Fini ,qui compte ses troupes, affirme de son côté que celles -ci continueront de" soutenir" le gouvernement quand il présentera des mesures en conformité avec le programme du PDL.

Article 30/07/2010

Rupture consommée entre Berlusconi et son ex-allié Fini

Après des mois de dissensions, Silvio Berlusconi a consommé la rupture avec son principal allié Gianfranco Fini ,en que cette crise à sein de la droite italienne ne mettrait pas en péril la stabilité de son gouvernement, en place depuis deux ans.Après une réunion avec l' exécutif de son parti, le Peuple de la Liberté( PDL,) Silvio Berlusconi a pressé Gianfranco Fini d' abandonner la présidence de la Chambre des députés, jugeant" absolument incompatibles" ses positions avec celles de son parti


- El pais

Un mal negocio

Edición impresa 01-08-2010

Con la expulsión de Gianfranco Fini del partido Pueblo de la Libertad (PDL) que formó junto a Silvio Berlusconi hace tan solo 16 meses, la política italiana vuelve al socorrido escenario de mayorías precarias e inestabilidad gubernamental, algo poco aconsejable en situaciones de convulsión económica ... Fini le ofrecía una mano tendida. Cierto que Il Cavaliere tenía motivos de disgusto por las continuas críticas de su socio, formuladas desde una visión liberal tan alejada de sus orígenes posfascistas, y que le acreditan como "la parte honesta" de la derecha, como se ha autodefinido Fini al asegurar ...

Fini desafía a Berlusconi y forma un grupo parlamentario propio

Edición impresa LUCIA MAGI
Palermo - 31-07-2010

Gianfranco Fini pasa al contraataque. Un día después de su expulsión del Pueblo de la Libertad, el partido que él mismo contribuyó a fundar, convocó a la prensa para levantar la voz contra el primer ministro Silvio Berlusconi, principal responsable de su excomunión.

El ocaso del berlusconismo

Edición impresa ANDREA RIZZI 30-07-2010

El ocaso del berlusconismo

ANDREA RIZZI 30-07-2010

... padece un desafío existencial. Gianfranco Fini, el aliado cofundador del Pueblo de la Libertad, ha llevado hasta el extremo el pulso con el líder. La rebeldía, en sí, es un golpe duro para Berlusconi. Su fundamento lo convierte en potencialmente letal. Fini pone una "cuestión moral" en la base de su ... agotar la legislatura, que expira en 2013. Sin la coraza del poder, tendría que pasar por terribles horcas caudinas judiciales. Sus opositores ?Fini, democristianos centristas, el centroizquierda? tendrán la tentación de recurrir a la vieja fórmula italiana del gobierno técnico. Berlusconi puede ...

Berlusconi rompe con Fini y deja al Gobierno de Italia en el aire

Edición impresa LUCIA MAGI >Roma - 30-07-2010

Silvio Berlusconi rompió ayer la alianza con Gianfranco Fini -su socio político desde 1994 y cofundador junto con el primer ministro del Pueblo de la Libertad (PDL)- en una maniobra que pone en grave riesgo la estabilidad del Ejecutivo. Berlusconi reunió en Roma a la cúpula del partido para concretar la que, de facto, es una expulsión de la corriente de Fini.

Gianfranco Fini

El presidente de la Cámara baja italiana, Gianfranco Fini, en la conferencia de prensa celebrada en Roma.El presidente de la Cámara baja italiana, Gianfranco Fini, en la conferencia de prensa celebrada en Roma ...


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CSM: "Evitare una spirale fatale di recriminazioni
e di scontri per un corretto equilibrio istituzionale"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Quirinale_cerimonia_commiato_e_insediamento_CSM.jpg


"In questo quadriennio il Consiglio ha dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non lo siano state finora". Lo ha detto il Presidente della Repubblica nella cerimonia di commiato dei componenti il Consiglio Superiore della Magistratura uscenti in risposta al discorso del Vice Presidente del CSM, Nicola Mancino.

"Non è rimasto chiuso a esigenze di riflessione su se stesso e di revisione del proprio modo di operare, a sollecitazioni che venivano spesso in chiave polemica da diversi settori dell'opinione pubblica, da diversi ambienti culturali e politici. Esso non è rimasto arroccato nella pura e semplice riaffermazione delle proprie prerogative, nella mera difesa e riproduzione di suoi comportamenti tradizionali".

Richiamando il lavoro svolto dal CSM, il Presidente Napolitano ha sottolineato che sono stati "affrontati nodi assai delicati quali quelli relativi al ruolo e alle responsabilità dei Procuratori della Repubblica e ai poteri dei Procuratori generali presso le Corti di Appello e presso la Cassazione: lo si è fatto tendendo a superare rischi di ambiguità che potessero risolversi in un non giusto affievolimento di quel ruolo e di quei poteri, più che mai essenziali per evitare condotte scorrette, tensioni e conflitti all'interno degli Uffici e nei rapporti tra diversi Uffici".

Sulla questione dei pareri su disegni di legge presentati in Parlamento, il Capo dello Stato ha rilevato che "come i pareri del CSM non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento". "Se insisto sulla novità e concretezza di diversi filoni d'impegno del Consiglio uscente - ha continuato - è perché penso che se ne sia tenuto poco conto, quasi annegando quella novità e quella concretezza nella disputa generale tra opposte posizioni sul tema complessivo del rapporto tra politica e giustizia e anche sul tema del ruolo del CSM: è bene liberarsi da queste distorsioni, da queste astratte contrapposizioni polemiche".

Per il Presidente della Repubblica, il Consiglio appena eletto avrà da ritornare su "non poche questioni, specifiche e di fondo, ancora aperte: le questioni dell'assetto e del funzionamento dello stesso CSM; dell'articolazione dei suoi organi interni; la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM; l'insieme delle questioni di fondo del funzionamento gravemente insoddisfacente dell'amministrazione della giustizia".

"Nessuno è più di me consapevole - ha affermato - dell'importanza decisiva dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di "squallide consorterie", delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale".

Il Presidente Napolitano, nel corso del suo intervento, ha richiamato la risoluzione adottata dal CSM il 20 gennaio di quest'anno che "si è mostrata consapevolezza della percezione, da parte dell'opinione pubblica, che "alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse", che possano talvolta affermarsi "pratiche spartitorie", rispondenti "ad interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici". Bisogna, quindi, "alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono comunque per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dalla imparzialità e terzietà del magistrato".

"Considero quella del presiedere il CSM - ha proseguito - come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici. E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l'altissima funzione dell'indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.

Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete".

Il Presidente ha sottolineato come i componenti del CSM formino "un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono - eloquente in questo senso è la stessa procedura prevista dall'articolo 104 della Costituzione - rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione. Essi sono l'espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un'istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile. Sono perciò certo che come tale - ripeto, come un tutto unitario - opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato - ha concluso il Capo dello Stato - in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini".

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=9364

Leggi l'intervento alla Cerimonia di Commiato per i Consiglieri uscenti


Palazzo del Quirinale, 31/07/2010

Signori rappresentanti del Parlamento e del governo,
Signor Presidente della Corte Costituzionale,
Autorità,
Signore e Signori,

rivolgo innanzitutto un cordiale benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, presenti alla cerimonia di commiato dei Consiglieri uscenti, ai quali è in particolare dedicato questo incontro.

Ringrazio il Vice Presidente, Senatore Avvocato Nicola Mancino, per le calorose espressioni di stima che mi ha rivolto e per lo specifico apprezzamento che ha voluto manifestare dell'impegno da me esplicato in questi anni come Presidente del CSM. Con lui ho condiviso una non lieve responsabilità dal 2006 ad oggi, operando - tra momenti di ricorrente tensione politico-istituzionale - per assolvere al meglio il ruolo assegnatoci dalla Carta Costituzionale.

E in questo momento soprattutto ringrazio il Sen. Mancino per il puntuale e argomentato bilancio che ha inteso tracciare della Consiliatura oggi conclusasi. Nell'ascoltare quel bilancio, riflettevo su come in questo quadriennio il Consiglio abbia dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non lo siano state finora. Esso non è rimasto chiuso a esigenze di riflessione su se stesso e di revisione del proprio modo di operare, a sollecitazioni che venivano spesso in chiave polemica da diversi settori dell'opinione pubblica, da diversi ambienti culturali e politici. Esso non è rimasto arroccato nella pura e semplice riaffermazione delle proprie prerogative, nella mera difesa e riproduzione di suoi comportamenti tradizionali.

D'altronde, non si potevano in primo luogo non raccogliere gli impulsi che per il CSM sono venuti da due leggi di riforma dell'ordinamento giudiziario, espresse in due successive legislature, con maggioranze diverse (come ha ricordato il Sen. Mancino) ma in modo da registrare non trascurabili elementi di condivisione. Di lì si è partiti per stabilire un approccio più valido al rinnovo dei vertici - direttivi e semi direttivi - degli uffici giudiziari : un approccio basato su dati obbiettivi e seri criteri di valutazione delle professionalità e delle attitudini organizzative. I risultati così raggiunti sono stati altamente apprezzabili spesso anche per la tempestività delle nomine, da ultimo con il conferimento - non a caso sorretto da assai ampio consenso - degli incarichi di primo presidente e presidente aggiunto della Cassazione.

Dall'esposizione del Sen. Mancino è poi emerso come siano stati affrontati nodi assai delicati quali quelli relativi al ruolo e alle responsabilità dei Procuratori della Repubblica e ai poteri dei Procuratori generali presso le Corti di Appello e presso la Cassazione : lo si è fatto tendendo a superare rischi di ambiguità che potessero risolversi in un non giusto affievolimento di quel ruolo e di quei poteri, più che mai essenziali per evitare condotte scorrette, tensioni e conflitti all'interno degli Uffici e nei rapporti tra diversi Uffici.

Si è nello stesso tempo innovato - come è stato giusto qui ricordare - sia nell'esercizio di uno strumento affermatosi nella prassi del Consiglio, come quello delle pratiche a tutela, ancorandolo alle condizioni e ai limiti di cui ci ha detto il Sen. Mancino, sia nell'espressione di pareri su disegni di legge presentati in Parlamento per le ricadute che essi possono avere sullo svolgimento delle funzioni giudiziarie. Ho a questo proposito rilevato, rispetto a possibili distorsioni, come i pareri del CSM non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento. Sono più che mai persuaso che si tratti di due limiti da osservare rigorosamente.
E si è, infine, da parte del CSM, dato un impulso nuovo, in termini di accresciuta prontezza nell'intervenire e severità nel giudicare, all'azione disciplinare.

Se insisto sulla novità e concretezza di diversi filoni d'impegno del Consiglio uscente, è perché penso che se ne sia tenuto poco conto, quasi annegando quella novità e quella concretezza nella disputa generale tra opposte posizioni sul tema complessivo del rapporto tra politica e giustizia e anche sul tema del ruolo del CSM. E' bene liberarsi da queste distorsioni, da queste astratte contrapposizioni polemiche.

Sappiamo naturalmente che su alcuni dei punti che sono stati affrontati negli ultimi quattro anni e che ho ripreso dal discorso del Vice Presidente Mancino, il Consiglio appena eletto avrà da ritornare e che non poche questioni, specifiche e di fondo, gli vengono rimesse ancora aperte.
Così le questioni dell'assetto e del funzionamento dello stesso CSM, dell'articolazione dei suoi organi interni, e in particolare delle competenze del Comitato di Presidenza. Così la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM. Così l'insieme delle questioni di fondo del funzionamento gravemente insoddisfacente dell'amministrazione della giustizia (di cui è ancora segno macroscopico l'abnorme durata dei processi) : ed è ormai chiaro che vi si deve far fronte con efficaci innovazioni sul piano normativo ma anche con la diffusione di buone pratiche, nel segno di una nuova cultura dell'organizzazione di cui ha dato e si appresta a dare esempio la Suprema Corte.

Infine, nessuno è più di me consapevole dell'importanza decisiva - per aprire nuove prospettive al sistema giustizia e alla magistratura, tali da riguadagnare prestigio e consenso tra i cittadini - dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di "squallide consorterie", delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale.

Già nella risoluzione adottata dal CSM il 20 gennaio di quest'anno si è mostrata consapevolezza della percezione, da parte dell'opinione pubblica, che "alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse", che possano talvolta affermarsi "pratiche spartitorie", rispondenti "ad interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici". Bisogna alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono comunque per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dalla imparzialità e terzietà del magistrato.

Regolare in modo per varii aspetti nuovo e di certo più restrittivo l'impiego del magistrato in funzioni diverse da quelle sue proprie e il suo transitare all'attività politica così come il rientrarne nella carriera giudiziaria ; contrastare decisamente oscure collusioni di potere ed egualmente esposizioni e strumentalizzazioni mediatiche, a fini politici di parte o a scopo di "autopromozione" personale - questi giù appaiono riferimenti obbligati per le discussioni e deliberazioni che potranno aver luogo nel CSM neoeletto. Si tratta di aspetti su cui sono intervenuto più volte prendendo la parola nel Consiglio uscente : e perciò mi ritrovo facilmente in riflessioni e richiami che hanno avuto spazio anche sulla stampa in queste settimane, ricordandosi in particolare la lezione di Adolfo Beria d'Argentine sulla presa di coscienza, da parte del magistrato, della complessità sociale, sulla necessità che egli sappia " conservare la testa fredda nei momenti caldi della società" (e della politica), sul suo impegno ad "amministrare la giustizia" senza attribuirsi missioni fuorvianti, sulla sua riservatezza a garanzia della sua "terzietà".

Buon lavoro a voi, signori componenti appena eletti del CSM, anche su queste spinose e così significative tematiche. Ma una parola, ancora, ai consiglieri uscenti : una parola di personale grato apprezzamento, per il clima di profondo rispetto reciproco, di attenzione e di stima, di schietto e aperto confronto, che in questi quattro anni c'è sempre stato tra noi. Considero quella del presiedere il CSM come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici.

E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell'autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l'altissima funzione dell'indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.

Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete.

Un cordiale saluto ed augurio dunque a voi che dopo un quadriennio a Palazzo dei Marescialli tornate all'attività in magistratura o alla vita professionale e pubblica.

E un saluto ed augurio altrettanto cordiale a voi, componenti di diritto e appena eletti, con scelte di alto livello da tutti i magistrati e dal Parlamento in seduta comune come componenti del CSM. Vorrei solo sottolineare come voi formiate un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono - eloquente in questo senso è la stessa procedura prevista dall'articolo 104 della Costituzione - rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione.

Essi sono l'espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un'istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile.

Sono perciò certo che come tale - ripeto, come un tutto unitario - opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini.

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=1916
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