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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 17:24:25, in Estero, linkato 1277 volte)
P2P SEQUESTRI IN 14 PAESI EUROPEI


Prendo la notizia un po' qua e là, perché non la trovo ancora sulle agenzie ed in particolare da un paio di articoli di Wired, che linkano ad un post da torrentfreek.

Questa mattina le polizie di mezza Europa hanno operato il sequestro di server dedicati al file sharing illegale in 14 stati europei.

L'operazione promossa dalla polizia Belga e annunciata oggi dal pubblico ministero svedese Frederick Ingblad ha colpito il p2p in Germania, Inghilterra, Olanda, Ungheria, Norvegia, Svezia e anche in Italia, tanto che sarei curiosa di sapere se han fatto visita al palazzo delle Generali a Milano. 

Raid e sequestri hanno colpito anche l'Università svedese di Umea e sembra siano stati chiusi diversi siti di Malmoe e Eslov.

A beneficio di quelli del Partito Pirata italiota dichiaro: "Soltanto in Italia poteva accadere che ci fosse necessità di un intervento di Loredana Morandi per ottenere il delink del server Unina, di proprietà dello Stato Italiano presso l'Università Federico II di Napoli.

Non mi sembra inoltre neppur confacente l'atto di nominare un eccellente magistrato, ferrato soprattutto nel campo dei diritti umani, come Gennaro Francione, che ha assolto 4 schiavi dello sfruttamento commerciale del peer to peer e non gli schiavisti.

Soprattutto perché la citazione viene dagli schiavisti e dai colletti bianchi della malavita del web, gente capace di denunciare la Guardia di Finanza e l'ottimo magistrato del sequestro Pirate Bay per la mera finalità economica dell'operazione.

Per la cronaca, ma il fatto è arcinoto basta googlare, io, gravata oggi da ben 24 mesi di stalking in associazione per delinquere a copertura dello scandalo UniNapoli, fui costretta a prendere per la collottola l'avvocato dei sequestrati della  Baia e a consegnarlo nelle mani  di un eccezionale magistrato ambientalista il cui nome era speso a titolo di millantato credito nelle chat hard di un sito sardo del porno commerciale.

Taccia Gualazzi sulla magistratura, per sempre. Perché sa perfettamente che in Italia il peer to peer è rappresentato soltanto da ex o attuali venditori di pornografia e dai loro avvocati dalle mani sporche.

Uno schifo che riguarda l'intero pianeta del p2p, non solo gli italioti del sedicente partito pirata, basta dare una occhiata ai server e ai nomi dei server: da Lunatic Fringe, alla dozzina di server che si spartiscono Sharing Kindom e Storm Share, salvo poi arrivare senza alcuna censura a nomi come Sex Free Sex. Informatevi su Peerates.net.

Tutti gli articoli che ho letto recano l'intervista a Mikael Viberg della società provider PRQ, che narra di aver visto giungere alla sua porta la polizia di buon mattino. "Volevano sapere a chi appartenessero due particolari indirizzi IP, dal 2009 in poi. Il punto è che noi non raccogliamo dati sui nostri clienti: l'unica cosa che abbiamo sono indirizzi email e raramente si tratta di indirizzi tracciabili".

Affermazioni che danno adito alla domanda: "Ma che mestiere fa questo tizio?" Probabilmente solo l'elettricista, perché è intollerabile che detenga in casa propria i computer server senza sapere di che roba si tratti. Evidentemente il tizio deve essere stato credibile altrimenti sarebbe stato arrestato.

Wired infatti riporta la voce di 4 arresti e contestuali sequestri di computer personali.

Peculiare ai giorni precedenti al maxi sequestro su questo sito la rilettura di articoli vecchissimi che narrano la vicenda di UNINA, lo scandalo italiano per eccellenza.

I conti si fanno sulla punta delle dita: la polizia belga ha monitorato i server di 14 paesi per due anni prima dell'odierno sequestro.

In Italia, dopo un anomalo sonno lungo 4 anni 4, sono stati necessari 45 giorni di sciopero della fame di Loredana Morandi e l'articolo del 10 settembre 2010 sul quotidiano Epolis, per fare quel che non aveva fatto Domenico Vulpiani in precedenza. E quella gente è stata talmente tranquilla da creare una società a responsabilità limitata del settore hosting, che conta ben 40.000 domini e un capitale (derubato ai contribuenti) interamente versato.

In quale parte non è chiara la frase: "quattro anni di peculato d'uso ai danni di beni di proprietà dello Stato Italiano e in danno alla popolazione studentesta partenopea"?

Per perdere un bel titolo a 4 colonne sui quotidiani locali e nazionali, considerato che si trattava di dottorandi e altri a stipendio universitario, vuol dire che: A) la magistratura non è mai stata informata dalla postale; B) che qualcuno tra Roma e Napoli intrattiene rapporti di natura economica con la delinquenza comune del web.

Come mai dalla ferita aperta il Ministero dell'Istruzione, che non ha fondi da destinare all'impiego degli insegnanti precari, fuoriescono migliaia di euro per mantenere FTP Unina e costringere dozzine di società cinematografiche e musicali internazionali a scaricarsi ogni settimana l'intero database?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:57:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1222 volte)
Pedofilia: un bambino su cinque subisce violenze

Consiglio d'Europa, piu' prevenzione, monitorare anche internet


(ANSA) - ROMA, 7SET -'Non abbiamo la certezza delle cifre ma sappiamo che almeno un bimbo su 5 in Europa subisce violenze sessuali', sostiene il Consiglio d'Europa A rendere noto il 'terribile' dato e' Maud De Boer-Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio d'Europa, a Roma per una riunione dei vertici dell'organizzazione internazionale, che si terra' domani a Montecitorio.

Per De Boer, serve 'un impegno di prevenzione a livello statale e regionale attraverso anche un monitoraggio della rete internet'. E soprattutto, 'bisogna rendere consapevoli gli stessi bambini dei rischi che corrono'.

La violenza sui minori e' al centro di una collaborazione tra De Boer e il ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna con l'obiettivo, in primo luogo, 'di rendere visibile all'opinione pubblica il fenomeno'. '

Stiamo preparando un grande convegno per fine settembre a Roma', ha annunciato De Boer augurandosi che per quell'epoca l'Italia 'annunci la ratifica della Convenzione di Lanzarote' firmata da 33 Stati e finora ratificata da 8 Paesi membri. 'L'Italia e' stata importante per l'elaborazione del testo.

La proposta di ratifica e' pronta dal novembre 2009, spero che il procedimento venga ultimato', ha concluso De Boer.

http://www3.varesenews.it/italia/articolo_ansa.php?id=33124
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:50:03, in Magistratura, linkato 1286 volte)
L’Anm a Reggio Calabria
dopo l’attentato al procuratore Di Landro

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Palamara: servono interventi seri e mirati


Oggi a Reggio Calabria, alla presenza di una delegazione della Gec composta da Luca Palamara, Gioacchino Natoli, Anna Canepa e Antonio Balsamo e della Giunta distrettuale dell'Anm, si è svolta l'assemblea indetta dall’Associazione nazionale magistrati per discutere dell’attentato compiuto il  26 agosto scorso contro il procuratore generale Salvatore Di Landro e della grave situazione di disagio degli uffici giudiziari, in particolare di quelli del distretto di corte d’appello di Reggio Calabria.

Amplissima partecipazione all’assemblea da parte di magistrati, avvocati, rappresentanze sindacali, autorità politiche, associazioni, cittadini.

Numerosi gli intervenuti che hanno rappresentato le carenze organiche e strutturali degli uffici giudiziari del territorio e la pericolosità dei fenomeni delinquenziali.

«Perderemmo tutti se continuassimo a ritenere l’episodio del 26 agosto riferibile soltanto al procuratore Di Landro - ha dichiarato il presidente dell’Anm Luca Palamara -. I fatti accaduti colpiscono tutta la magistratura italiana . Ecco perché l’Anm ha voluto affrontare il problema non isolatamente, ma pubblicamente e collettivamente, convocando un’assemblea aperta al confronto e alla partecipazione di tutti.

L’assemblea di oggi non è un momento di scontro, ma un’occasione per lo Stato di affermare la sua presenza. C’è il rischio, però, che incontri come questo si riducano soltanto a una passerella. Per troppo tempo, infatti, questi uffici sono caduti nel dimenticatoio. Noi, invece, vogliamo che il problema della Calabria non venga trattato in una logica emergenziale, ma di normalità».

Palamara ha invitato la politica - il Governo e l’opposizione - a fare gioco di squadra per combattere insieme la ‘ndrangheta e ogni forma di collusione con essa attraverso la coerenza tra affermazioni, comportamenti e fatti.

«Abbiamo bisogno - ha continuato - di interventi seri e mirati che non mettano in secondo piano le priorità del servizio giustizia. Abbiamo bisogno di non essere delegittimati nel nostro lavoro. Occorre, inoltre, che non vengano introdotti provvedimenti che privano i magistrati di strumenti indispensabili per le indagini come quello delle intercettazioni».

Il presidente dell’Anm ha sottolineato che i magistrati vittime di vili atti intimidatori non saranno mai lasciati soli, precisando, tuttavia, che l’Associazione offrirà solidarietà e sostegno soltanto a una magistratura non docile e che non piega la testa anche davanti a indagini che sfiorano il potere.

«La nostra azione – ha concluso Palamara – sarà ispirata sempre alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza, intese non come privilegio dei magistrati, ma come condizione indispensabile per garantire il servizio giustizia ai cittadini per i quali ogni giorno svolgiamo la nostra opera».

Roma, 7 settembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 11:50:45, in Magistratura, linkato 1430 volte)
Assemblea ANM.
“Serve azione sinergica contro le cosche”


Reggio Calabria. Vivo apprezzamento da parte del Capo dello Stato, ma anche dai presidenti di Camera e Senato per l’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati e presieduta dal presidente della giunta esecutiva nazionale, Luca Palamara. Un incontro quello ospitato in un gremito auditorium Versace del Centro Direzionale che ospita, tra gli altri gli uffici della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, voluto – come spiegato dallo stesso Palamara – per sensibilizzare opinione pubblica e politica sui reali problemi del pianeta giustizia. In particolare in distretti come quelli calabresi o siciliani in cui si è costretti a lavorare tanto, ma con uomini e mezzi risicati.

Con questa iniziativa «al di là della solidarietà, vogliamo che le problematiche della Calabria e degli uffici giudiziari di tutto il Mezzogiorno vengano affrontate non nell’emergenza, ma nella normalità» ha aggiunto il regginissimo numero uno dell’ANM, richiedendo interventi mirati e di supporto all’operato degli operatori della giustizia al mondo politico rappresentato per l’occasione da una “consistente” platea di amministratori locali, regionali e parlamentari di centro, destra e sinistra. Oltre a magistrati provenienti da tutta la regione, ad una delegazione del rinnovato CSM, allo stesso procuratore generale Salvatore Di Landro, vittima il 26 agosto scorso di una vile intimidazione e agli altri magistrati reggini finiti nel mirino delle forze oscure che operano nel territorio calabrese e della provincia di Reggio, all’assemblea ha preso parte, inoltre, anche il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.

Così come negli altri interventi, anche Grasso ha sottolineato la necessità che del problema ‘ndrangheta siano investite tutte le forze politiche attraverso l’attuazione di nuovi e condivisi strumenti giuridici. «Non si possono fare le battaglie senza le risorse» ha aggiunto.

La parola è poi passata al Procuratore generale Salvatore Di Landro. «La presenza dei colleghi di tutta Italia non può che darci forza in quest’azione di contrasto al crimine organizzato. Questi momenti – ha aggiunto – dovrebbero ripetersi e non dovrebbero essere legati solo a fatti straordinari. Si dovrebbe instaurare un vero e proprio rapporto tra Anm, Csm e la base, anche se ci rendiamo conto che farlo in tutta Italia è complicato. Ma questa è una terra particolare che richiede una presenza particolare» ha concluso Di Landro.

Francesco Chindemi
Martedì 07 settembre 2010  ore 21:17
http://www.reggiotv.it/news.php?id=16143

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(ASCA) - Catanzaro, 6 set - ''Partecipero' con convinzione, come parlamentare calabrese ma anche come ex magistrato, all'assemblea aperta convocata per il ...

06-09-2010 - Bomba Pg a Reggio, Alì: "Centinaia di adesioni a ...

Tele Reggio Calabria - ‎06/set/2010‎
Sono centinaia le adesioni alle richieste fatte dalla sezione reggina dell'Associazione nazionale magistrati al Governo e rilanciate da Francesco Alì, ...

"Quello che non ho": continua la raccolta firme

Strill.it - ‎06/set/2010‎
Vittorio) che, all'indomani dell'attentato al procuratore Di Landro, proprio durante i lavori dell'ANM, aveva invitato i cittadini onesti ad accogliere e ...
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ATTI PERSECUTORI

Configurabile il reato di stalking anche
 per le molestie tramite Facebook

Corte di cassazione - Sezione VI penale - Sentenza 30 agosto 2010 n. 32404

Linea dura della Cassazione per chi perseguita il proprio ex con messaggi minacciosi anche su Facebook. La VI Sezione penale ha confermato una custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal tribunale di Potenza, nei confronti di un ragazzo accusato di "atti persecutori" (stalking) nei confronti della ex fidanzata.

«Continui episodi di molestie, consistiti in telefonate, invii di sms, messaggi di posta elettronica e tramite Facebook, anche nell'ufficio dove lei lavorava» avevano portato il tribunale di Lagonegro nel febbraio 2010 a disporre la custodia cautelare in carcere per l'uomo dopo la denuncia della ragazza. In riforma del provvedimento, poi, il tribunale di Potenza aveva tramutato il carcere in arresti domiciliari. L'amante, non rassegnato, aveva anche minacciato il nuovo compagno della ex spedendogli fotografie di rapporti sessuali della sua precedente relazione.

Invano l'indagato ha fatto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del tribunale di Potenza: i supremi giudici, infatti, con la sentenza n. 32404, hanno confermato il provvedimento ritenendo tali comportamenti «minacciosi e molesti» e «gravi indizi di colpevolezza» anche i messaggi su Facebook, che avevano creato nella vittima «uno stato d'animo di profondo disagio e paura in conseguenza delle vessazioni patite».

Guida al Diritto

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sentenza_32404.jpg


L'originale


Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 30 agosto 2010 n. 32404

http://static.ilsole24ore.com/G/GuidaDiritto/binary/11918505.13/11918505.pdf


Svolgimento del processo - Motivi della decisione

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE VI PENALE

Sentenza 16 luglio - 30 agosto 2010, n. 32404

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con l'ordinanza sopra indicata, il Tribunale di Potenza ha parzialmente accolto l'istanza di riesame formulata da D. G. avverso il provvedimento del g.i.p. del Tribunale di Lagonegro in data 16 febbraio 2010, sostituendo la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari.

All'indagato è stato contestato il reato di cui all'art. 612 bis c.p. ("Atti persecutori") nei confronti di I.N. (con la quale aveva avuto una relazione sentimentale che la donna aveva voluto interrompere), e di calunnia nei confronti della stessa e di P.S., nuovo fidanzato della I..

Avverso tale decisione propone ricorso l'indagato che deduce, con un primo motivo, "violazione di diritto", perchè non sarebbero sussistiti i gravi indizi, e i descritti comportamenti non avrebbero potuto integrare il reato contestato. Quanto alla calunnia, non erano stati sentiti due testi da lui indicati. Assume poi, con altro motivo, illogicità e contraddittorietà della motivazione. Le investigazioni erano basate sulle sole parole della I., prive di riscontri, e sulle dichiarazioni di suoi familiari. Non era stato interrogato il teste a discarico S.G. indicato dall'esponente. Le argomentazioni del Collegio non erano condivisibili, in quanto non era vero che il quadro indiziario era univoco: infatti nel 2009 era la stessa persona offesa a chiedere e ottenere "un contatto con il presunto stalker". Sostiene che le espressioni usate nella ordinanza sulla sua personalità, di connotazione particolarmente negativa (come "incapace di controllare i propri istinti"; "carattere allarmante"; "spregiudicato"; "con elevata propensione a delinquere"), nonchè quelle utilizzate per evidenziare i pericula libertatis (quali "pericolo di recidiva";

"stillicidio persecutorio") non erano in linea con la misura (come sostituita) ma semmai con la custodia cautelare in carcere (si trattava probabilmente di un errore del Tribunale che aveva utilizzato espressioni riferibili a tale C.E.).

Il ricorso è inammissibile per contenere censure di merito, oltretutto genericamente esposte, sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, avverso un'ordinanza assistita da motivazione congrua e immune da censure di ordine logico.

Il Tribunale ha, infatti, ritenuto la sussistenza dei gravi indizi relativamente alla condotta del reato previsto dall'art. 612 bis c.p..

Ha correttamente osservato, in proposito, che i comportamenti persecutori erano iniziati proprio dopo la fine della relazione tra il ricorrente e la I. (****), fine che il D. S. non aveva voluto accettare e che avrebbe voluto riallacciare.

Le investigazioni hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi di posta elettronica, nonchè di messaggi tramite internet (facebook), anche nell'ufficio dove la I. prestava il suo lavoro. Sono state poste a base del provvedimento anche le dichiarazioni della I. (motivatamente ritenuta attendibile anche per i riscontri documentali delle sue dichiarazioni), che aveva presentato varie denunce, nonchè le sommarie informazioni di diverse persone informate sui fatti. La condotta persecutoria e ossessionante dell'indagato, sempre più pressante, era anche caratterizzata dall'avere trasmesso il D., tramite facebook, un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra lui e la donna, nonchè dall'avere avvicinato la I., che si trovava con un collega di lavoro, con atteggiamento aggressivo, manifestando l'intenzione di picchiare l'uomo. Il D. aveva anche inviato presso l'ufficio della denunciante cinque buste contenenti compact disc con immagini intime che la riguardavano. Ciò provocava nella donna un grave stato di ansia e di vergogna che la costringeva a dimettersi. Ancora: il giorno **** l'indagato aveva indirizzato al P. S., nuovo compagno della I., una lettera fortemente ingiuriosa e minacciosa alla quale aveva allegato fotografie che riproducevano un rapporto sessuale che il D. aveva avuto con la vittima. Tutti tali comportamenti, minacciosi e molesti, concretavano, ad avviso del Tribunale, il reato contestato anche sotto il profilo del requisito della genesi di uno stato d'animo di profondo disagio e paura nella vittima in conseguenza delle vessazioni patite. Va sottolineato che il ricorrente non ha contestato specificamente uno solo dei comportamenti di vessazione individuati nella ordinanza.

Ha ritenuto il Tribunale la piena sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, con motivazione adeguata, anche in ordine al reato di calunnia in relazione alla denuncia presentata dal D. nei confronti della I. e del P. nella quale il ricorrente affermava di avere subito una estorsione da parte di quest'ultimo che gli aveva chiesto la somma di Euro 1.700 per il ritiro di una denuncia che il P. non aveva poi ritirato nonostante gli avesse consegnato la somma richiesta. Tale comportamento era ritenuto certamente calunnioso in quanto la consegna del denaro era stata smentita proprio dal teste indicato dal D., L.C..

Ha esattamente evidenziato, infine, il Tribunale che i mancati accertamenti istruttori dedotti dal ricorrente non erano idonei ad elidere il grave quadro indiziario.

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue ex art. 616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in relazione alle questioni dedotte, si ritiene equo determinare in Euro 1.000 (mille).

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.000 in favore della cassa delle ammende.

Fonte Manuela Rinaldi per Altalex

La Domanda:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-08_095137_stalking_in_associazione.jpg

E per chi perseguita un comune cittadino, quale sono io, per ragioni solo lucrative? Con la presenza di ben 4 società, di cui una di fatto (Promotux snc, Top Host Srl, Azzurra.org, Aliberti Editore attuale curatore del gruppo FB), più due sedicenti associazioni ed una terza impegnata in attività dolose su Facebook  armate di siti, blog, 15 video su profili youtube e google, pagine e gruppi facebook  tutti funzionanti sarà possibile sintetizzare in diritto il reato di stalking in associazione per delinquere (612 bis + 416), stante siano documentabili addirittura due reati di peculato d'uso e malversazione di beni di proprietà dello Stato?

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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 17:26:08, in Politica, linkato 1237 volte)
GIUSTIZIA: PD INCONTRA MAGISTRATI,
AVVOCATI E SINDACATI SETTORE

 

(ASCA) - Roma, 7 set - ''Domani, mercoledi' 8 settembre, il Partito Democratico iniziera' una serie d'incontri con il mondo della giustizia.

Alle ore 11.00 Andrea Orlando, Presidente del Forum Giustizia con i responsabili dei gruppi di lavoro incontrera' la presidenza dell'Oua, alle 15.00 l'Associazione Magistrati Amministrativi e alle 18.30 i sindacati dei lavoratori del settore giustizia.

Giovedi' 9 settembre, alle ore 13.00 l'incontro sara' con la Giunta dell'Anm.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella sede del Partito Democratico in via Sant'Andrea delle Fratte 16''.

E' quanto si legge in una nota del Partito democratico.

com-vlm/cam/alf
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 17:21:49, in Sindacati Giustizia, linkato 1453 volte)
MOBILITA': CONDANNATA L'AMMINISTRAZIONE
 

In allegato il volantino, da affiggere in tutte le bacheche, sugli interpelli e sulle applicazioni, dopo la condanna dell'Amministrazione per condotta antisindacale.
 
Saluto tutti
Pina Todisco
Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

***


Accordo sulla mobilità
e comportamento antisindacale



L’accordo sulla mobilità del 27.03.2007 prevede il preciso impegno da parte dell’Amministrazione di pubblicare ogni anno il bando per la mobilità interna del personale.
L’Amministrazione risulta assolutamente inadempiente visto che in questi tre anni e mezzo è stato indetto un solo bando di mobilità nazionale a fronte dei quattro interpelli previsti qualora avesse rispettato quanto stabilito nell’accordo.
Il 04 agosto u.s. si è tenuto un incontro al Ministero sulla materia. La RdB P.I. ha incalzato il Capo Dipartimento affinché desse qualche certezza alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori che da anni attendono di potersi ricongiungere ai propri familiari. Ancora una volta però nessuna risposta concreta ma solo tanta vaghezza.
Non è più tollerabile che l’Amministrazione si arrocchi su posizioni di totale discrezionalità anche quando gli accordi sono scritti “nero su bianco” mentre ai lavoratori si chiede flessibilità ed impegno. Ricordiamo all’Amministrazione che il rispetto delle regole non è un optional.
A tal proposito e relativamente alle applicazioni (art. 14 del predetto accordo) da tempo La RdB P.I.-USB denuncia l’abuso di questo strumento definito nell’accordo come “temporaneo ed eccezionale” ed invece utilizzato troppo frequentemente ed in maniera “disinvolta” per risolvere i problemi di carenza di personale. Infatti da un monitoraggio effettuato sul territorio nazionale si è appurato che in molteplici casi le applicazioni del personale non sono precedute dal previsto interpello, che l’informativa sindacale (preventiva e successiva) è gravemente carente, che le regole di par condicio non vengono rispettate con tutto ciò che ne consegue a danno del personale.
Se a tutto ciò aggiungiamo la beffa, così come disposto nella recente manovra finanziaria, del mancato rimborso delle spese sostenute da coloro che utilizzano il mezzo proprio, abbiamo chiaro quanto la situazione, già di per sé grave, sia diventata insostenibile.
Questa O.S. dopo vari e vani tentativi di ottenere il rispetto dell’accordo sulle applicazioni tanto in sede locale quanto in sede ministeriale è stata costretta a ricorrere al giudice del lavoro a Caltanissetta.
Il giudice del lavoro di Caltanissetta accogliendo il ricorso della RdB P.I. ha stabilito che l’Amministrazione locale in tema di applicazioni ha tenuto una condotta antisindacale pertanto ha disposto la rimozione del predetto comportamento e condannato il Ministero al pagamento delle spese processuali.
Un risultato importante che testimonia l’impegno di questa O.S. nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La RdB P.I. ora più che mai, anche alla luce del nuovo ordinamento professionale che sta già creando seri problemi relativamente alle mansioni da svolgere, metterà in campo azioni di lotta e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Lotta insieme alla RdB P.I. per impedire che il progetto di smantellare il servizio Giustizia e di annientare ogni forma di resistenza posto in essere negli ultimi anni venga portato a compimento e per rivendicare dignità diritti salario.

Roma, 07 settembre 2010                                       
RdB/USB – Coord. Nazionale Giustizia
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 16:44:32, in Magistratura, linkato 1493 volte)
La conferenza è in corso dalle 15:30..

Giustizia: Palamara, problema Calabria
non e' locale ma nazionale


Reggio Calabria, 7 set. (Adnkronos) - "Siamo qui per affermare il ruolo essenziale dell'associazione magistrati e di tutte le istituzioni. Vogliamo evitare che il problema della Calabria sia un fatto locale. In realta' il problema della Calabria e dei magistrati calabresi e' un problema di tutti noi, di tutti i magistrati italiani e della magistratura intera". Lo ha detto, al suo arrivo al Cedir di Reggio Calabria, il presidente dell'Anm Luca Palamara che presiedera' un'assemblea pubblica a sostegno del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, destinatario di un attentato dinamitardo.

"Vogliamo - ha aggiunto Palamara - al di la' delle espressioni di solidarieta', che il problema della Calabria diventi un problema di adattarsi alla normalita', non alle situazioni emergenziali". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati ha fatto riferimento alle risorse insufficienti negli uffici giudiziari. "Vorrei che in una situazione cosi' difficile e complessa, dominata da quella che viene definita la piu' grave e feroce forma di criminalita', la 'ndrangheta, lo Stato desse una risposta costante, non emergenziale", ha continuato.

Reggio Calabria: nel pomeriggio Giunta Anm dopo bomba a pg Di Landro

Reggio Calabria, 7 set. - (Adnkronos) - Si riunira' alle 15.30 l'Associazione nazionale magistrati a Reggio Calabria, in una seduta pubblica dopo la bomba esplosa sotto l'abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro gia' destinatario nello scorso mese di gennaio di un'altra intimidazione. Per l'Anm parteciperanno il presidente Luca Palamara, il vicepresidente Gioacchino Natoli, Antonio Balsamo e Anna Canepa.

Ci saranno inoltre i componenti della Giunta distrettuale di Reggio Calabria, i magistrati del distretto e numerose personalita' politiche, dei sindacati e dell'associazionismo che hanno annunciato la loro partecipazione. Attorno al centro direzionale di Reggio Calabria, dove si terra' l'incontro, c'e' una stretta sorveglianza delle Forze dell'ordine.

***

'Ndrangheta: Napoli (Fli), accolgo invito a partecipare a lavori Anm

Roma, 6 set. (Adnkronos) - "Ho accolto immediatamente l'invito, formulatomi dall'Associazione nazionale magistrati, a partecipare ai lavori dell'Assemblea, indetta per domani, 7 settembre, a Reggio Calabria". E' quanto dichiara Angela Napoli, deputata di Futura e liberta' per l'Italia.

"Ritengo -continua Napoli- che da parlamentare calabrese sia necessario esprimere tutta la sincera solidarieta' all'intera magistratura reggina, sottoposta da mesi a vili intimidazioni".

"La mia partecipazione vuole essere anche un attestato ufficiale di vicinanza a tutta la magistratura italiana, che quotidianamente, e a volte anche silenziosamente, opera per garantire l'applicazione della giustizia", conclude.

***

CALABRIA: LO MORO (PD), SOSTENERE MAGISTRATI NON SOLO PER SOLIDARIETA'

(ASCA) - Catanzaro, 6 set - ''Partecipero' con convinzione, come parlamentare calabrese ma anche come ex magistrato, all'assemblea aperta convocata per il pomeriggio del 7 settembre a Reggio Calabria dall'Associazione nazionale magistrati in seguito all'attentato contro il procuratore generale Salvatore Di Landro''. Lo ha dichiarato Doris Lo Moro, deputata del Pd.

''L'iniziativa, infatti, attesta la consapevolezza dell'ANM della eccezionale gravita' della situazione in Calabria - dice Lo Moro - ed anche della necessita' di andare oltre l'azione di denuncia e il rituale della semplice solidarieta' - al quale, da tempo, io mi sottraggo- e di aprirsi all'esterno, mostrando intanto di sapersi assumere le proprie responsabilita' ''.

red-rg/mcc/lv

***

Reggio: la Fp CGIL presente all'assemblea dell'ANM

Martedì 07 Settembre 2010 08:57 - La FP CGIL, con l’intervento del Segretario Nazionale Antonio Crispi, aderisce e partecipa all’assemblea indetta dall’ANM del 7 settembre.
La categoria, già vicina  all’Associazione Nazionale Magistrati, con la quale ha sottoscritto il Patto per la Giustizia al fine di rivendicare e proporre una riforma del sistema giudiziario davvero efficiente, intende esprimere  solidarietà e vicinanza alla magistratura reggina che, in un contesto emergenziale di contrasto alla più potente organizzazione criminale, continua ad ottenere risultati straordinari nonostante le gravi carenze di uomini e mezzi.
Assieme alla altre Organizzazioni Sindacali firmatarie del Patto resterà al fianco dei magistrati per richiedere con forza che l’organizzazione, le norme, le risorse finanziarie ed umane necessarie a contrastare, combattere e vincere la ‘ndrangheta siano obiettivi prioritari del Governo.
La battaglia che si deve condurre richiede il massimo impegno da parte di tutti per ristabilire l’esercizio democratico dei diritti costituzionali di ogni cittadino calabrese.
L’escalation di atti intimidatori e la loro personalizzazione sono segnali di una connotazione terroristica allarmante, nessuno deve essere lasciato solo e nessuno può essere più inconsapevole della pervasività di un fenomeno criminale che paralizza la vita e lo sviluppo di una società  che voglia definirsi civile.  
La delegazione FP CGIL calabrese sarà guidata dal Segretario Regionale Alfredo Iorno.

Strill.it - Alessandra Baldari
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Che si tratti di un terribile omicidio di camorra, che fa sanguinare la ferita sempre aperta dello stragismo dell'Idra senza testa, sono convinta. Ma, contrariamente a quanto afferma il falso anticamorrista Saviano, per la beatificazione del defunto attenderei le indagini degli inquirenti. Specie poi di questi tempi e in politica... L.M.

Vassallo/ Procuratore Vallo:

Fascicolo di indagini molto corposo

Già effettuati da Pg numerosi accertamenti su delitto

Il fascicolo sulle indagini dell'assassinio del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, è già corposo e non tutti gli atti sono giunti a Salerno, dove l'inchiesta è stata trasferita per competenza. "La polizia giudiziaria - ha detto il procuratore capo di Vallo della lucania ed ex titolare delle indagini, Giancarlo Grippo - ha già effettuato numerose attività d'indagine. Durante il vertice di questa mattina a Salerno  - ha aggiunto - abbiamo ritenuto opportuno trasferire i fascicoli alla Direzione distrettuale antimafia". Nelle prossime ore tutta la documentazione raccolta finora dagli investigatori di Vallo, sarà trasferita sulle scrivanie dei magistrati antimafia di Salerno.

Sindaco ucciso: inchiesta passa alla Dda

Decisione presa dopo vertice tra investigatori e magistrati

L'inchiesta sull'omicidio del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, passa alla Dda di Salerno. "Ci sono elementi che suggeriscono un coinvolgimento della Dda. E' stata una decisione congiunta", ha dichiarato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, alla sua uscita dal Palazzo di giustizia di Salerno, dove si è tenuto un vertice tra investigatori e magistrati inquirenti.

Atti inchiesta trasferiti a Procura antimafia Salerno

Procuratore Roberti: Dda competente su indagini omicidio sindaco

Gli atti dell'inchiesta sull'omicidio del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, saranno trasferiti alla Procura di Salerno. Lo ha confermato all'Apcom il procuratore capo Franco Roberti. "L'inchiesta - ha riferito - passa alla direzione distrettuale antimafia di Salerno che ne è competente". Il capo della Procura, al momento, non ha indicato il nome del sostituto che si occuperà del caso. La decisione è stata assunta al termine di un vertice che si è svolto negli uffici del procuratore di Salerno, Franco Roberti, e alla quale hanno partecipato i pm Rosa Volpe e Vallerdina Cassanelli, il dirigente della Dia di Salerno  Claudio de Salvo, il procuratore capo di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo e il pm Alfredo Greco. Presenti, inoltre, lo stesso Roberti, il questore di Salerno Antonio De Jesu e il prefetto di Salerno  Sabatino Marchione. A prendere parte ai lavori anche il tenente colonnello dei Ros Rubino Tommassetti e il tenente colonnello Francesco Merone, comandante del nucleo investigativo del reparto provinciale di Salerno. Saranno dunque unificati tutti i fascicoli redatti nelle ultime ore e l'indagine sarà coordinata dagli uomini della Dda, l'ufficio che si occupa delle indagini sulla criminalità organizzata. Le modalità dell'agguato ed alcuni elementi raccolti sull'omicidio hanno, infatti, ritenuto necessario lo spostamento dell'indagine.

Sindaco ucciso da 9 proiettili, indagini a tutto campo

La salma trasferita a ospedale Vallo della Lucania per autopsia

Sono stati nove colpi calibro 9x21 ad uccidere Angelo Vassallo, il sindaco 57enne di Pollica, comune del Cilento. I carabinieri del reparto operativo di Salerno  e i colleghi della compagnia di Vallo della Lucania hanno, da poco, avuto l'autorizzazione da parte del magistrato di rimuovere il cadavere rinvenuto nella tarda serata di ieri in località Cerza Longa, a poca distanza dall'abitazione del sindaco. Il cadavere, crivellato di colpi alla testa e al collo era in una pozza di sangue all'interno di un'Audi A4 sul ciglio della strada. A rinvenire il corpo senza vita di Vassallo la moglie che, preoccupata per il suo ritardo, ha iniziato le ricerche. Nelle prossime ore sarà effettuata l'autopsia presso l'ospedale di Vallo della Lucania dove è stato trasportato il cadavere. Le indagini, coordinate dalle Procure di Salerno  e di Vallo della Lucania, per il momento non hanno avuto esito. Secondo quanto si apprende continuano ad essere tutte le piste battute dagli investigatori per risalire al movente e agli autori del brutale assassinio. Le modalità fanno pensare ad un agguato di stampo camorristico, ma non si esclude alcun movente. Per il momento i carabinieri e i magistrati stanno ascoltando i parenti, i conoscenti e i collaboratori del sindaco che, secondo quanto si è ribadito da più fonti, era una persona benvoluta da tutti. Intanto il Comune di Pollica  ed anche le frazioni di Acciaroli e Pioppi sono sconvolte. Gli abitanti sono increduli per quanto accaduto e in segno di lutto i negozianti hanno abbassato le saracinesche dei propri esercizi commerciali. Chiusi anche bar e ristoranti nonostante la famosa località balneare in provincia di Salerno sia ancora frequentata da turisti e villeggianti.
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 08:45:13, in Ambiente, linkato 2265 volte)
Questo signore si è reso conto di aver appena minacciato l'interruzione di un pubblico servizio? Che a capo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ci sia un personaggio tanto sottomesso al potere esecutivo è addirittura pericoloso per la sicurezza pubblica. Rassegni le sue dimissioni. L.M.


TERREMOTI: BOSCHI, STOP AI DATI
SE NON FINISCONO SPECULAZIONI


(AGI) - Roma, 6 set - "Sono d'accordissimo con Bertolaso in Italia c'e' troppa gente che fa chiacchiere sui terremoti".

  Così il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi, che avanza anche un forte sospetto che potrebbe avere risvolti giudiziari: nel nostro Paese si aggirerebbe qualche "falso profeta di terremoti che utilizza dati falsati a scopo di lucro". In che senso? "Li venderebbe - taglia corto Boschi . Stiamo verificando questa informazione e nel caso trovassimo riscontri siamo pronti a procedere legalmente contro questi mercanti". Il presidente dell'Ingv proprio per stroncare i falsi allarmi di terremoto e i "falsi profeti" (cosi' definiti dal capo della protezione civile Guido Bertolaso) sta valutando di non divulgare piu' via web (cosa che avviene ancora oggi da parte del suo istituto) i dati sulle zone a rischio terremoto, sulle scosse che vengono registrate dai loro sistemi e rese note quasi in tempo reale. "Noi in passato abbiamo deciso di informare attraverso il sito web sulle scosse in tempo reale, ma queste cose vengono interpretate in maniera assurda. Stiamo valutando - ribadisce Boschi - quindi di interrompere questo flusso di informazioni.

  Troppo profeti di sventura utilizzano i dati per scopi piu' strani - ribadisce - qualcuno che li utilizza e li rivende". A chi? "Si dice a qualche organo di informazione. Ma non chiedetemi di piu' perche' e' una storia su cui stiamo ancora indagando". Ma qual'e' la reale situazione sulle zone sismiche in Italia? "La reale situzione - afferma Boschi - e' la seguente: l'istituti di Geofisica, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha prodotto la mappa della pericolosita' sismica in Italia che e' stata pubblicata sulla G.U. Su questa mappa abbiamo indicato le zone piu' pericolose. A questo punto non c'e' da discutere: ci sono zone a rischio, bisogna verificare se gli edifici gia' costruiti possono reggere ad un'attivita' sismica. Il problema del terremoto va risolto una volta per tutte in Italia. In questo modo si rilancia anche l'occupazione e l'attivita' edilizia costruendo nove abitazioni a prova di terremoto o ristrutturando quelle che si possono ristrutturare e renderle sicure. Magari al posto delle sagre della salciccia". "Leggo come segno negativo l'affermarsi di profeti di sventura al posto di chi ha scelto la scienza della terra come ragione di vita - scrive Bertolaso nell'intervento inviato all'85esimo congresso della Societa' geologica italiana - il prevalere dell'urlo sul ragionamento, il sovrabbondare dell'emozione suscitata con i metodi mediatici contemporanei rispetto all'affievolirsi delle voci che ragionano, studiano, analizzano e apprestano soluzioni". Per il capo della Protezione divile, "in questa storia recente del nostro Paese si sono create condizioni ottimali per dare origine a una sorta di sentimento di inutilita' in coloro che, professionalmente, non hanno mai smesso di studiare, analizzare, valutare i luoghi destinati a diventare sedi di attivita' umane importanti, a studiare i fenomeni naturali, il suolo, il sottosuolo, le dinamiche della nostra terra sotto il profilo idraulico ed idrogeologico, le grandi fonti di rischio come i terremoti e i vulcani attivi.

  Hanno avuto piu' successo altri mestieri, hanno avuto migliori vetrine attivita' meno faticose e rigorose dell'attivita' scientifica che sceglie per oggetto la terra e i suoi processi dinamici. Parte almeno dello spazio di attenzione e di interesse che comunque una societa' deve riservare alla conoscenza dei fenomeni naturali, a partire da quelli piu' gravidi di conseguenze negative, e' stato sottratto ai geologi dai teosofi, una categoria non riconosciuta dalla comunita' scientifica ma di forte impatto mediatico, costituita da quanti hanno preteso di sostituire alla pazienza del lavoro di ricerca e di condivisione e verifica proprio del mondo scientifico un loro 'sapere' quasi iniziatico, posseduto da pochi eletti, scarsamente verificato ma di forte impatto mediatico". Per fortuna, "la societa' dello spettacolo non ha spento ne' le tradizioni scientifiche, ne' l'interesse dei giovani verso le forme specifiche della conoscenza prodotte dalla scienza. Credo sia indispensabile che il fascino di questo sapere trovi nuove forme di socializzazione, che non significano l'adozione generalizzata di tempi televisivi nel parlare o il ricorso obbligato a mezzi di comunicazione 'moderni'. Mentre e' evidente a tutti lo strapotere culturale di media come la televisione e l'efficacia di tecniche come quelle della comunicazione via internet o via cellulare, credo sia ingenuo nascondersi il bisogno crescente di comunicazioni ed informazioni che abbiamo altri tempi ed altre modalita', che non soffochino il desiderio di conoscere e di imparare al mito dei tempi televisivi, alla superficialita' imposta dall'obbligo di condensare ogni messaggio in poche righe". (AGI) .
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