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 cat and fish ... Stephanie Pui Mui Law... di Lunadicarta
 
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Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male.

Oriana Fallaci
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Prendo lo spunto dall'operazione condotta dagli ottimi Carabinieri di Bolzano per la guida del pubblico ministero Axel Bisignano per mostrare come nascono queste situazioni e come gruppi senza pretese si trasformano in strumenti di istigazione a delinquere.

Tutto accade per l'ingerenza e per il raggiro posto in essere ad opera di pedofili o ideologi della pedofilia (i consulenti), membri in più casi di associazioni famosissime o noti nel web per la loro partecipazione alle discussioni con gli hacker sui forum di Punto Informatico.

L'esempio è concreto e alcuni degli account presenti sono denunciati presso la Procura della Repubblica di Terni per il reato di stalking, altri sono denunciati da me presso la Procura della Repubblica di Roma. Io sono sempre a disposizione della A. G. per fornire prove e quant'altro di utile.

IL GRUPPO

Smarrita scimmia a Balduina, nei pressi di Largo Lucio Apuleio (link).

12 membri (link)

I MEMBRI (clicca per allargare l'immagine)


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gruppo_scimmia_evidenziato.jpg


I personaggi sospetti sono evidenziati. Vitriol Scoop e Macte Ocio prendono i loro nick dal mio lavoro di decifrazione del portale seicentesco nel reatino. Il primo deve essere un account recentissimo, il secondo invece è l'account anonimo denunciato per stalking presso la Procura di Terni.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-07_075112_luca_lampo.jpg

I più interessanti sono certamente gli anonimi "Luca Lampo" e "Leoluca Zero" ma, anche se il personaggio tratto dai cartoni animati giapponesi è più interessante e su di lui ho salvato anche le conversazioni con una apparentemente intimidita ma informata Nicoletta Grieco della FP Cgil, vi mostro soltanto il primo perché sono evidentissimi i rapporti con "_P_" dell'acronimo PVF del sito pornografico di Selargius. Una evidenza determinata dai due amici: Barbara, una speaker di Radio Mondo Web (sedicente antica conoscente di "Princo-scr") e Murolo, già amministratore della pagina Facebook dal manifesto contro Loredana Morandi sul sito del porno sardo.

Dietro a questi due personaggi ci sono due organizzazioni: Falsi Abusi e gli autori dei Gruppi dell'Odio contro le donne (associazione Gesef). Leoluca Zero, inoltre, appare legato agli ATU meridionali che nel corso del 2009 hanno assoldato gli stalker del porno ai miei danni.

Concludendo, il mio consiglio al pm e al suo ottimo staff è indagare sugli account anonimi, sono loro che fanno istigazione a delinquere. Come visibile, il gruppo di cui narro è già soggetto a pressioni affinché diventi l'ennesima arma ai miei danni. Purtroppo il reato di "plagio" non esiste più, sostituito credo con l'articolo che delinea i requisiti della "truffa", ma è e resta pur sempre inconfondibile e questa gente lavora da molti mesi sui "grandi numeri".

Loredana Morandi

L'Articolo

Incita online a stupro bimbi, preso
Bolzano, minorenne il responsabile


Aveva formato un gruppo su Facebook incitando alla violenza sui bambini. Adesso il promotore di questa "community", scoperta il 18 agosto dai carabinieri del Comando provinciale di Bolzano, è stato identificato: si tratta di un minorenne. La Procura della Repubblica di Bolzano ha infatti aperto un'indagine, risalendo così all'utenza telefonica utilizzata per la connessione Internet dal giovane che ha aperto il gruppo di discussione, poi chiuso.

A un paio d'ore dall'attivazione, il gruppo contava già 51 contatti da parte di vari utenti della rete, alcuni favorevoli all'iniziativa, altri critici. Dopo essersi messi in comunicazione con la direzione del "social network", negli Stati Uniti, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del sito in brevissimo tempo.

Sull'episodio è stata dunque avviata un'indagine dalla Procura della Repubblica di Bolzano che è riuscita a risalire all'utenza telefonica del giovane.

Nei giorni scorsi, carabinieri del reparto operativo di Bolzano e del Gruppo di Monreale, in provincia di Palermo, sulla base di un ordine del pm Axel Bisignano della procura altoatesina, hanno infatti effettuato una perquisizione, identificando un minorenne come autore del fatto e sequestrando un computer. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.

Ultimo aggiornamento ore 19:46
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo490228.shtml
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 07:18:59, in Magistratura, linkato 1364 volte)
Critica a Palamara...

C'è del bene nel processo breve



di Guido Salvini

Non appena conclusa la tregua estiva, il Presidente dell’Anm Palamara, con un tono che non ammette repliche, ha attaccato Alfano intenzionato a rimettere mano al processo breve. Un’esternazione discutibile. L’Anm è una semplice associazione privata tra magistrati, senza rilievo istituzionale, non chiamata a dare, e in modo così rude, pareri sulle leggi.

Un osservatore esterno, in viaggio nel nostro Paese, annoterebbe sul suo block notes che l’Anm è, a quanto comprende, la maggior forza di opposizione, forse quella che si nota di più sui media. Dato che faccio parte di quella negletta minoranza di magistrati non iscritti, per spirito di indipendenza, all’Anm, il suo Presidente non ha parlato anche a mio nome e resto libero di dire quello che penso.

Il trucco del processo breve stava nella norma transitoria, che lo applicherebbe in modo rigido anche ai processi già iniziati e sembra ritagliata sulle esigenze di Berlusconi di azzerare le pendenze giudiziarie. Su questo siamo d’accordo con l’Anm.

Ma il processo breve non è in sé uno scandalo, potrebbe essere una spinta a giudicare in tempi ragionevoli: 3, 4 e anche 5 anni nei reati di mafia, per finire i processi di primo grado non sono termini capestro e lasciano il tempo per dibattimenti ben fatti.

Per concludere gli appelli sono poi previsti 2 o 3 anni e qui il processo breve può aiutare a sciogliere un nodo e impedire di restare imputati a vita o vittime di reati in eterna attesa di giustizia. In appello tutto è in teoria più semplice, si sentono raramente i testi e ci si limita a rivisitare il lavoro precedente, eppure il tempo di attesa oggi è infinito.

A Milano, che è tra le maglie nere dei ritardi, i fascicoli restano negli scaffali per anni e anni e, dato che non tutti i processi hanno la fortuna di viaggiare spediti come il processo Mills, ci si può trovare giudicati per una bancarotta, un omicidio colposo o un reato in famiglia a 10 anni dai fatti.

A questa impasse sarebbe giusto dare un’accelerazione e se il ministro darà corso agli stanziamenti straordinari, promessa da marcare stretta, è forse una scommessa che vale la pena di affrontare.
Nessuno però, né il ministro né l’Anm, ha avuto sinora il coraggio di proporre soluzioni nuove quali la riduzione dei collegi d’Appello da 3 giudici a 1, come suggerisce Pisapia nel libro “In attesa di giustizia”, recuperando così centinaia di magistrati, o quali affidare la verbalizzazione delle udienze pomeridiane a praticanti avvocati o dipendenti pubblici in pensione in modo da moltiplicare i processi conclusi.

La mancanza di mezzi e di cancellieri è una realtà ma spesso anche l’alibi su cui ci si adagia. A Milano, non solo il sabato ma anche il lunedì e il venerdì le aule di appello sono quasi sempre chiuse e non si assiste in genere ad una attività frenetica. Con qualche soluzione originale anche i magistrati dovrebbero produrre di più. Forse è per questo che si preferisce solo lamentarsi.

Anche gli avvocati dovrebbero fare la loro parte: accettare una buona volta che gli assistiti di fiducia siano automaticamente domiciliati preso i loro studi, come già avviene oggi per le persone offese, evitando, con un aumento del loro impegno, quella corsa alle notifiche agli imputati in ogni parte di Italia che oggi è causa non secondaria di rinvii e ritardi.

Il sistema sarebbe poi perfetto se si aggiungesse che dopo l’appello non matura più alcun termine di prescrizione liberando così la Cassazione da migliaia di ricorsi inutili e pretestuosi.

È probabile che la preoccupazione del ministro sia disattivare i processi contro il Presidente del Consiglio, grazie alla norma transitoria, anche a prezzo di sacrificare migliaia di altri processi. Ma è altrettanto probabile che il pensiero della magistratura associata, nemmeno troppo celato, sia quello di portare a sentenza e magari a una condanna simbolica il suo principale antagonista, senza ammettere però che mantenere la situazione attuale significa, non diversamente dal progetto avversario, accettare la morte per congelamento in appello di una sterminata massa di fascicoli e non impegnarsi a lavorare di più.

Tra due litiganti che non dicono veramente quello che pensano e ciascuno dei quali porta acqua, con attacchi pregiudiziali, al mulino dell’avversario, è davvero difficile scegliere. Intanto ci rimettono, come sempre, i processi lontani dai media e i cittadini comuni.

giovedì, 2 settembre 2010
http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/254760/
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Di Loredana Morandi (del 06/09/2010 @ 07:18:26, in Politica, linkato 1530 volte)
Parole sante, per carità. Ma la mia impressione è che questo personaggio, in politica da più di 30 anni, apra le porte ad una nuova ventata di corruzioni al Paese. L.M.

Fini: no a leggi ad personam


Lavorare a processo breve senza chiedere retroattivita'

(ANSA) - MIRABELLO, 5 SET - 'Non ci vogliono leggi ad personam, ma che tutelino il premier, non la cancellazione dei processi, ma la sospensione', ha detto Fini. E ha aggiunto, 'La giustizia va fatta per garantire tutti gli onesti. Si deve lavorare per un processo breve ma non e' accettabile che si chieda la retroattivita' delle misure'. Inoltre:'Berlusconi ha diritto di governare senza il tentativo di metterlo fuori gioco'. Pero' se 'il garantismo e' sacrosanto, non puo' essere una sorta di immunita' permanente'.

La Rassegna

La stampa non ha dubbi: Silvio non apre a Fini

Giornalettismo - ‎3 minuti fa‎
Dure le reazioni della prima ora al discorso di Mirabello. Nonostante nessuna dichiarazione ufficiale pare il premier non sia disposto a fare ancora passi indietro. Dicono i giornali. “Non si capisce se Gianfranco Fini abbia offerto abbia offerto a ...

Il manifesto di Fini per un'altra destra

La Repubblica - ‎3 minuti fa‎
Forse è davvero finita un'epoca, per l'anomala destra italiana nata dalle macerie del popolarismo democristiano e forgiata nel fuoco del populismo berlusconiano. Con il Manifesto di Mirabello, Gianfranco Fini varca un confine e politico, ...

Fini: il Pdl non c'è più

Gazzetta di Parma - ‎4 minuti fa‎
Per Fini «il Pdl non c'è più». Per Maroni «è rinata An». Dalla festa tricolore a Mirabello, una decina di chilometri da Ferrara, il presidente della Camera e leader di «Futuro e Libertà» ha marcato i confini da Berlusconi tracciando la nuova rotta del ...

Da Mirabello la scelta di uscire dal recinto

La Stampa - ‎8 minuti fa‎
Diciamo la verità, è arduo credere che, dopo il discorso di Fini, il «patto di legislatura» che il presidente della Camera ha proposto ieri a Berlusconi, parlando ormai da leader del nuovo partito «Futuro e libertà», possa davvero realizzarsi. ...

L'ira di Berlusconi: "Non farò patti"

La Stampa - ‎8 minuti fa‎
A Mirabello è andato in scena «il festival delle ipocrisie e delle chiacchiere da Prima Repubblica». Ieri sera Berlusconi ha sentito Bossi al telefono (i due si vedranno oggi ad Arcore) per commentare il discorso di Fini. ...

Gli ex An rilanciano «È lui che ha tradito»

Il Tempo - ‎15 minuti fa‎
È stato un discorso duro, sferzante. La rottura è ormai consumata. Tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi c'è un fossato incolmabile ma se il Pdl «è morto e c'è solo il partito del predellino» (sono le parole del presidente della Camera), manca ancora ...

Fini propone nuovo patto a Berlusconi

RSI.ch Informazione - ‎18 minuti fa‎
Gianfranco Fini nonostante tutte le differenze emerse negli ultimi tempi continuerà a sostenere Silvio Berlusconi in parlamento. Nel suo discorso a Mirabello, in Emilia, il presidente della Camera ha proposto domenica al capo del governo a un nuovo ...

Discorso di Fini a Mirabello,

Il Secolo XIX - ‎24 minuti fa‎
Silvio Berlusconi tace. È stato forse l'unico esponente politico dell'intero arco istituzionale a non commentare pubblicamente le parole di Gianfranco Fini dal palco di Mirabello. Ma è facile intuire che il premier abbia accolto davvero male ...

Fini: il Pdl è finito, serve «un patto di governo»

Il Secolo XIX - ‎36 minuti fa‎
Gianfranco Fini ha lanciato un'Opa sul centrodestra, tracciando la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e Libertà: «Il Pdl - ha detto ieri nell'atteso discorso di Mirabello (Ferrara) - non c'è più, appartiene a una bella e affascinante ipotesi politica ...

«Il Pdl non c'è più ora un nuovo patto»

GD notizie - ‎46 minuti fa‎
Avanti senza ribaltoni e con spirito costruttivo anche se il Pdl non c'è più e va siglato un nuovo patto di legislatura per arrivare al 2013. Fini non ha annunciato un nuovo partito a Mirabello e ha promesso che voterà la fiducia sui 5 punti ...

Fini: "Il PDL non c'è più"

Corriere del Ticino - ‎56 minuti fa‎
FERRARA - Gianfranco Fini ha usato toni molto duri contro il Popolo della Libertà e non ha risparmiato critiche al Governo Berlusconi, ma ha escluso ribaltoni e cambi di maggioranza. Al contrario, ha assicurato che, con un nuovo «patto di legislatura», ...

Fini: ''Non possiamo rientrare nel Pdl, non c'è più, ma nessun ...

Il Salvagente - ‎1 ora fa‎
Il presidente della Camera propone un patto di legislatura con la Lega e Berlusconi. Irritato il premier. Il Pd: "La maggioranza non c'è". Il partito di Fini non c'è ancora, ma è come se ci fosse: quasi due ore di discorso a Mirabello e la frase chiave ...

LA PRUDENZA DEL PDL

Quotidiano Nazionale - ‎1 ora fa‎
CHI L'HA VISTO o sentito alla fine del discorso di Fini, descrive un Berlusconi irritato per le accuse, alcune velate, altre esplicite, che inviategli dal palco di Mirabello. Un Berlusconi che risponderà a Fini («Se ci saranno le solite indiscrezioni ...

SCENARIO/ Fini lancia il "patto a tre". Con un occhio alle elezioni...

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
Quali sono le vere novità dette da Gianfranco Fini a Mirabello? Non stanno nella sostanza, che era nell'aria. Il Pdl è finito, secondo l'ottica finiana: il sogno liberale è svanito, tradito da Silvio Berlusconi. Essendo una realtà morta, ...

05:16 Fini: Il Pdl è finito, ma la legislatura può continuare

APCOM - ‎1 ora fa‎
Mirabello (Ferrara), 6 set. (Apcom) - Sancisce la morte del Pdl, spiega che "non si può tornare in qualcosa che non c'è più", ma assicura lealtà agli elettori e dunque al Governo: un "nuovo patto", se ci sarà la volontà di cercarlo, potrà garantire ...

Fli/ Pdl attacca Fini: no logoramento. Opposizione: fase nuova

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 5 set. (Apcom) - No al logoramento 'futurista' in Parlamento, piuttosto il voto. Il Pdl contrattacca dopo l'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello e se Berlusconi non commenta è chiaro il disappunto verso l'ex compagno di partito, ...

Fini-Mirabello: PdL non esiste più

Mainfatti.it (Blog) - ‎3 ore fa‎
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini parla dal palco della Festa Tricolore a Mirabello (Ferrara) e dice tante cose, tranne quelle che alcuni suoi sostenitori avrebbero forse voluto sentire. Il PdL non esiste più ma nemmeno un nuovo partito. ...

Balboni: “Belle parole per un Fini sbagliato”

Estense.com - ‎4 ore fa‎
Mirabello. Quando a far notizia sono gli assenti. È il caso del senatore del Pdl Alberto Balboni che ieri, come annunciato, per la prima volta dopo 29 anni, non era presenta alla giornata conclusiva della Festa Tricolore. Balboni ha comunque rilasciato ...

Fini esce dal gruppo alla salita di Mirabello

Le Ragioni.it - ‎4 ore fa‎
Voglio tranquillizzare i lettori, Fini non esce da nessun gruppo politico o tantomeno parlamentare, già in altra sede si sono consumati gli strappi, ma si prenda per buona la metafora ciclistica: al Giro del Governo Fini ha deciso di prendere la testa. ...

Fini: “Il Pdl non esiste più”

Estense.com - ‎5 ore fa‎
“Il Pdl non esiste più. E sarebbe contro le leggi delle fisica cercare di rientrare all'interno di qualcosa che non c'è più”. Nessun passo indietro. Solo in avanti. Verso il superamento “di quello che il Popolo della libertà non è riuscito a fare”. ...

Mirabello: lo strappo di Fini

Panorama - ‎5 ore fa‎
Il tanto atteso discorso di Fini a Mirabello si è concluso con il botto. Con un attacco durissimo al presidente del Consiglio e al Popolo delle Libertà, il partito di cui lui stesso è fondatore. “Il Popolo della libertà non c'è più”, ha decretato ...

“Il Pdl non esiste più”

ticinolibero.ch - ‎5 ore fa‎
Non ci saranno ribaltoni. Era attesissimo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, in provincia di Ferrara. E l'ex-leader di Alleanza Nazionale ha tracciato quella che sarà la via che intende percorrere. L'attuale governo potrà continuare fino al ...

GIANFRANCO FINI, MIRABELLO / Festa Tricolore di Futuro e Libertà ...

UnoNotizie.it - ‎5 ore fa‎
Parla dal palco della Festa Tricolore di Mirabello Gianfranco Fini e si rivolge a Silvio Berlusconi "siamo tutti grati per quel che ha fatto soprattutto quando, nel '94, ha contrastato la gioiosa macchina da guerra; ma la gratitudine non puo' ...

Fli: Fini, mia estromissione il 29 luglio degna di peggior stalinismo

Ultime Notizie - ‎6 ore fa‎
Mirabello (Ferrara), 5 set. (Adnkronos) – “Non c'e' stata nessuna fuoriuscita, o scissione ne' alcun atteggiamento demonitorio verso il Pdl, ma c'e' stata la mia estromissione dal partito con un atto illiberale e autoritario”. ...

Gianfranco Fini sul palco della festa Tricolore a Mirabello

Italiainformazioni - ‎6 ore fa‎
Alla festa Tricolore di Mirabello è cominciato l'intervento di Gianfranco Fini che al popolo di Fli ha rivolto un saluto commosso, ricordando "i momenti storici vissuti dalla destra in questa città che per un giorno è la capitale della politica ...

Il tormentato rapporto: 17 anni tra feeling e scintille

la voce d'italia - ‎6 ore fa‎
Dallo sdoganamento del 1993 alla rottura ormai pressoche' insanabile. Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, vecchio di 17 anni, ha conosciuto alti e bassi: dall'intesa dei primi tempi, al'insofferenza e all'ostilita' di questi ultimi ...

Mirabello, Fini sfida Berlusconi: "Andiamo avanti senza ribaltoni"

L'Unione Sarda - ‎6 ore fa‎
Dopo una giornata di attesa, nel pomeriggio l'intervento del presidente della Camera. "La mia espulsione un atto degno del peggiore stalinismo. Il Pdl non esiste più, vogliamo ricostruirlo senza tatticismi. E senza farci intimidire dal Metodo Boffo". ...

Fini: "Andiamo avanti senza ribaltoni ma serve un nuovo patto di ...

Il Tempo - ‎6 ore fa‎
A Mirabello il presidente della Camera chiude la manifestazione. "Il Pdl non c'è più: è Forza Italia allargato. La mia è stata un'estromissione stalinista". In platea anche Elisabetta Tulliani. "Infami attacchi alla mia famiglia". ...

Mirabello, Fini ha deciso: “Il PdL non c'è più, serve un nuovo patto”

Giornalettismo - ‎6 ore fa‎
Ad applaudirlo anche Elisabetta Tulliani: “Io cacciato, sono con la polizia e gli insegnanti che protestano”. Si va avanti per tener fede agli elettori e allo spirito delle origini, annuncia il presidente della Camera. “Ma gli attacchi vengono da ...

Fini: 'il sogno del Pdl vive in Futuro e Libertà'

Vivere Italia - ‎7 ore fa‎
Dopo l'atteso discorso di Gianfranco Fini alla festa di Futuro & Libertà a Mirabello (FE) il futuro della politica italiana sembra più chiaro. Nasce un nuovo partito, Futuro e Libertà, che per alcuni è la vecchia AN senza i suoi "colonnelli", ...

Fini liquida il Pdl

Altre Notizie - ‎7 ore fa‎
Di solito i partiti muoiono a Rimini, terra di balere, mare e discoteche per divertirsi e centro congressi a basso costo per officiare l'estrema unzione ai partiti. Stavolta, invece, è toccato a Mirabello, pochi chilometri distante, fungere da scenario ...

Berlusconi e Fini, come il serpente e la mangusta, tratteranno ...

Blitz quotidiano - ‎7 ore fa‎
Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire. Sarà una lunga agonia, dalla quale Fini è destinato a uscire comunque bene e Berlusconi comunque peggio. Il Pd, che nell'insieme, a parte le stramberie di Rosi Bindi, è stato prudentemente cauto sul ...

05/09/2010 - Fini critica il PDL e rilancia futuro e libertà

Il Nuovo Giornale di Modena - ‎7 ore fa‎
Nell'atteso appuntamento a Mirabello, Gianfranco Fini sembra avere allargato la rottura che lo divide da Berlusconi e dal PDL. Nel suo discorso ha tracciato di fatto la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e liberta'.'Il Pdl- dice- non c'e' piu', ...

Gianfranco Fini: il suo discorso a Mirabello – e Gheddafi?

Blog Notizie - ‎7 ore fa‎
“Non si può rientrare in un partito che non c'é più”: queste alcune tra le dichiarazioni che sta facendo il presidente della Camera Gianfranco Fini al discorso a Mirabello. Gianfranco Fini sta tenendo un discorso grandemente provocatorio dal palco di ...

FINI: MAI MAI MAI NEL MIO CUORE UN' EMOZIONE COSI' FORTE

Leggimi - Cronaca d'Abruzzo - ‎8 ore fa‎
Non nasconde l'emozione Gianfranco Fini per il suo atteso intervento alla festa Tricolore. Anzi, la confessa con candore. "L'emozione di ieri e dell'altro ieri e' nulla rispetto all'emozione che provo in questo momento", ha deto ricordando i tanti ...

Bossi: «Situazione difficile, così non dura: strada premier molto ...

Corriere della Sera - ‎8 ore fa‎
Al Senatùr fa eco Maroni: «Se si val al voto, elezioni pronte in pochi giorni». Bersani: «Distrutto il governo» Di Pietro: «Ha fatto il furbo». Gasparri: «Un frullatore» Al Senatùr fa eco Maroni: «Se si val al voto, elezioni pronte in pochi giorni». ...

Fini: "nuovo patto tra capitale e lavoro per rilanciare l'economia ...

Giornale di Montesilvano (Blog) - ‎8 ore fa‎
Festa di Futuro e Libertà a Mirabello. Per Fini serve un patto di legislatura. Il commento di Storace: vergogna per il paragone con lapidazione islamica" Accolto come una star di Hollywood Fini ha E' la ricetta di Gianfranco Fini contro la crisi, ...

BOSSI: "IL GOVERNO NON DURA, LA SITUAZIONE È DIFFICILE"

Leggo Online - ‎8 ore fa‎
Il leader della Lega Umberto Bossi vedrà domani il premier Silvio Berlusconi. Lo ha annunciato Bossi stesso a margine di una festa del Carroccio in Valcuvia. Ai cronisti che gli chiedevano che cosa succederà ora all'interno della maggioranza dopo il ...

22:00 Fli/ Alemanno: Oramai è fuori da Pdl, Fini chiarisca con chi sta

APCOM - ‎9 ore fa‎
Parigi, 5 set. (Apcom) - "Nel suo discorso Fini ha fatto parlare più il risentimento verso Berlusconi e il Pdl che la politica. Quello che c'è di politico è che è oramai irreversibile la fuoriuscita di Futuro e Libertà dal Pdl": lo ha detto il sindaco ...

La sfida di Fini: "Il Pdl non c'è più Serve un nuovo patto di ...

La Stampa - ‎9 ore fa‎
Gianfranco Fini lancia l'opa sul centrodestra tracciando la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e libertà. «Il Pdl- dice- non c'è più, appartiene ad una bella e affascinante ipotesi politica che non si è realizzata, è solo una Forza Italia allargata con ...

Berlusconi ora venga in Aula"

La Stampa - ‎9 ore fa‎
Dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello l'opposizione concorda: la maggioranza è finita e Berlusconi deve andare in Parlamento. Ad un patto di legislatura «non ci crede neanche lui», sostiene il leader del Pd Pierluigi Bersani, secondo cui Fini ...

Fini rilancia la sfida a Berlusconi "Pdl non c'è più, nuovo patto ...

La Repubblica - ‎9 ore fa‎
Nell'atteso discorso alla Festa Tricolore il presidente della Camera parla per ottanta minuti. Attacchi al premier, ma non c'è l'annuncio del nuovo partito. "Da noi niente ribaltoni, ma il partito deve rinascere". Scontro coi colonnelli. ...

Fini da Mirabello: il Popolo delle libertà non c'è più, ora un ...

Il Sole 24 Ore - ‎9 ore fa‎
Il Pdl non c'è più, è finito il 29 luglio in quella riunione di due ore dell'ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli che ha deciso la sua espulsione dal partito, che aveva contribuito a fondare. Gianfranco Fini però non si ritira "in convento". ...

Fini: il Pdl non c'è più, Fli va avanti

Il Messaggero - ‎9 ore fa‎
«Infamie contro la mia famiglia. Io espulso come nel peggior stalinismo. Qualche colonnello ha cambiato generale, forse è pronto a cambiare ancora. Giudici caposaldo democrazia» ROMA (5 settembre) - Silenzio, parla Fini e presenta la svolta politica di ...

Italiani all'estero e Mirabello, Romagnoli (PdL) a ...

Italia chiama Italia - ‎9 ore fa‎
"Le parole pronunciate dal presidente della Camera Gianfranco Fini durante il suo intervento a Mirabello non mi hanno affatto stupito: l'ex leader di An ha dimostrato di volere continuare a pungolare il governo, per usare un eufemismo, su tutti i temi ...

Fini: Il Pdl non c'è più, stalinismo cacciarmi E propone un patto ...

L'Unità - ‎9 ore fa‎
Emozionato e affaticato da un discorso di oltre un'ora e mezza a braccio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, acclamato dai militanti di Futuro e Libertà, ha concluso la serata al ristorante della festa Tricolore di Mirabello. ...

I futuristi acclamano Fini: in diecimila dalle vuvuzelas ad Almirante

Il Messaggero - ‎9 ore fa‎
MIRABELLO (Ferrara) 5 settembre - Aspettando un partito che lo possa contenere, ospitare e organizzare, il popolo di Fini ha risposto alla chiamata del capo. Ad ascoltare il discorso del presidente della Camera erano alcune migliaia a Mirabello, ...

Fini. Il Pdl non c'è più: Berlusconi lo ha distrutto. E si candida ...

Dazebao l'informazione on line - ‎9 ore fa‎
MIRABELLO – Il Pdl non c'è più. Lo ha definitivamente distrutto Berlusconi quando ha deciso con i suoi, in due ore di cacciarmi votando un documento in cui si dichiarava che ero incompatibile con il Pdl nel segno del peggior stalinismo. ...

Fini:nuovo patto tra capitale e lavoro

euronews - ‎9 ore fa‎
(ANSA) – MIRABELLO, 5 SET – Serve un nuovo patto tra capitale elavoro per rilanciare l'economia italiana. E' la ricetta diGianfranco Fini contro la crisi.'Il governo ha operato bene perfermare la crisi – premette da Mirabello – ma oggi dobbiamo ...

Bonaiuti: Da Berlusconi nessun commento a discorso Fini

Diario del Web - ‎9 ore fa‎
ROMA, 5 set - Silvio Berlusconi non intende commentare il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. Lo afferma il suo portavoce Polo Bonaiuti, interpellato telefonicamente: "Ho appena parlato con il Presidente, e non ha intenzione di fare alcun commento ...

Fli/ Di Pietro: Fini non faccia il furbo, opposizione o Governo

APCOM - ‎10 ore fa‎
Roma, 5 set. (Apcom) - "No caro Fini non puoi giocare a fare il furbo". Il leader Idv, Antonio Di Pietro, commenta così al Tg LA7 l'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello. "O fai l'opposizione o stai al Governo. Questo è un discorso uguale a quello ...

Fini: il Pdl non esiste più ma avanti senza ribaltoni

Sprintonline.com - ‎10 ore fa‎
NON SI PUO' RIENTRARE IN PARTITO CHE NON C'E' -"Non si può rientrare in un partito che non c'é più. Si va avanti senza farsi intimidire". Lo dice Gianfranco Fini liquidando, di fatto, il Pdl. "Il Pdl, così come l'avevamo concepito, è finito il 29 di ...

"Vogliamo capire come costruire un patto di legislatura"

Rainews24 - ‎10 ore fa‎
Il Presidente della Camera a Mirabello: governare non può significare comandare, la mia espulsione un atto stalinista. La magistratura è un caposaldo della democrazia. Garantismo sacrosanto, ma no impunita' permanente. Basta con Ghedini-Stranamore. ...

Fli/ Fini: Avanti con coraggio, per centrodestra liberale

APCOM - ‎10 ore fa‎
Mirabello (Ferrara), 5 set. (Apcom) - "Molti mi hanno chiesto 'chi te lo fa fare?'. Ma se vogliamo ridare all'Italia e al popolo del centrodestra la voglia di partecipare, la dobbiamo piantare col calcolo del farmacista: buttiamo il cuore oltre ...

E DA DOMANI L'ITALIA AVRA' DUE GOVERNI: QUELLO DI BERLUSCONI E ...

NewsBox - ‎10 ore fa‎
E da domani l'Italia avra' due governi di centrodestra: quello di Silvio Berlusconi e quello di Gianfranco Fini. L'uno del Partito delle Liberta' e l'altro di Futuro e Liberta'. Il primo governo continuera' ad occuparsi dei fatti personali del ...

Fini: il Pdl è finito il 29 luglio

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
Il presidente della Camera ha concluso alle 19.48 il suo attesissimo discorso alla festa di Futuro e Libertà. L'inviato del Secolo XIX, ha seguito l'evento in diretta. Finito il discorso di Fini: avanti con la lotta di Fli per un centrodestra ...

FINI: OLTRE I CINQUE PUNTI ANCHE L'ECONOMIA

Aziende-oggi - ‎10 ore fa‎
(AGI) – Mirabello (Ferrara), 5 set. – Oltre ai cinque punti indicati da Berlusconi occorre mettere in primo piano le questioni economiche. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Mirabello, sottolineando: “C'e' un'Italia preoccupata ...

Fini:infami verso la mia famiglia

ANSA.it - ‎10 ore fa‎
(ANSA)-ROMA 5 SET - 'C'e' stato il tentativo di dar vita ad un'autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia'. Ha detto Gianfranco Fini. Parlando alla festa di Mirabello ha indicato 'la campagna di giornali del centrodestra' contro di ...

FINI: IL PDL NON C'E' PIU'. AVANTI CON FLI PER PATTO LEGISLATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎10 ore fa‎
Il Pdl, lo stesso che aveva contribuito a fondare, ''non c'e' piu'''. Per Gianfranco Fini, quel Popolo della Liberta' ispirato ai principi liberali che dovrebbero caratterizzare il centrodestra, e' scomparso lo scorso 29 luglio. ...

Fini a Mirabello: 'Pdl non c'è più, avanti con legislatura'

Excite Italia - ‎10 ore fa‎
A Mirabello l'attesissimo discorso di Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà per l'Italia. Duri gli attacchi a Berlusconi e al Pdl, ma anche la ferma decisione di rispettare il voto degli elettori e andare avanti fino a fine legislatura. ...

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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 19:03:55, in Magistratura, linkato 2636 volte)

PROBLEMI GIUSTIZIA,
INTERVISTA AL PM COSIMO FERRI


di GREGORIO NAPOLI

L'allarme lanciato dal Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati, sulle carenze di organico della Procura e del Tribunale del capoluogo, assolutamente insufficiente a garantire il controllo dei fenomeni criminali in città, ha iniziato a smuovere le acque. A dare forza alle parole del Procuratore sono giunti anche gli ultimi episodi di criminalità verificatisi nei giorni scorsi nei quartieri San Paolo e Japigia.

Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha pertanto chiesto al Prefetto, Carlo Schilardi, la convocazione urgente del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza del Procuratore Laudati.

Sull'argomento il Clandestinoweb ha intervistato il magistrato Cosimo Ferri, già componente del Consiglio superiore della Magistratura e uomo forte di Magistratura indipendente, la corrente uscita vincente alle ultime elezioni per il rinnovo dell'organo di autogoverno delle toghe.

Giudice Ferri, cosa ne pensa delle dichiarazioni del suo collega Laudati?

L'allarme lanciato dal procuratore di Bari non deve essere sottovalutato perche' in modo trasparente ha evidenziato le difficolta', i disagi di un ufficio giudiziario importante come quello del capoluogo pugliese che purtroppo oggi non sono inferiori a quelle di tanti altri uffici sia giudicanti che requirenti.

Dunque il problema va ben oltre Bari?

Non possiamo fare finta di niente ma dobbiamo confrontarci con la realta'. Csm ed Anm dovrebbero fare un censimento e capire quanti sono i procedimenti che rimangono accantonati a causa dell'enorme mole di lavoro, della mancanza di risorse, dei vuoti di organico che riguardano sia il personale amministrativo che quello della magistratura. Occorre fare chiarezza ed e' necessario definire i carichi di lavoro e le possibilita' effettive di smaltirlo. La recente finanziaria ha ulteriormente peggiorato la situazione stimolando le domande di pensionamento di cancellieri e magistrati. E' evidente che i dirigenti per organizzare il lavoro del proprio ufficio debbano fissare dei criteri di priorita', adottare precise scelte organizzative e concentrarsi su cio' che si vuole realmente definire. Tra l'altro occorre uno stretto collegamento organizzativo tra uffici requirenti e giudicanti per programmare I tempi e la quantita' di lavoro che puo' essere definita. Oggi si va avanti grazie al grande lavoro ed alla straordinaria professionalita' della magistratura togata ed anche quella onoraria, dell'avvocatura, del personale amministrativo e delle forze dell'ordine che con sacrifici personali stanno facendo miracoli. E' utopia pensare che in questo stato di cose tutto venga definito celermente. Ne sono conferma le numerose pronunce di prescrizione, il numero sempre piu' elevato delle pendenze, l'aumento delle iscrizioni di notizie di reato, I tempi di definizione dei procedimenti civili e penali in primo grado ed in appello, le condanne dell'Italia per la c.d. legge Pinto. Il procuratore di Bari ha avuto il coraggio di dirlo. L'esperienza ci porta ad avere cognizione della difficolta' che molte procure riscontrano nel trattare di fatto tutte le notizie di reato, soprattutto in quegli uffici giudiziari dove la situazione di organico e di risorse e' disastrosa.

La sua è una analisi piuttosto cruda

La coperta e' cortissima ed i cittadini sono sempre piu' sfiduciati. E' giunto il momento di un confronto franco e risolutivo tra politica e magistratura, nel rispetto del principio di leale collaborazione e di quello di obbligatorieta' dell'azione penale. Tutti i cittadini hanno diritto ad avere una giustizia certa e celere. Intervenire negando questo stato di cose allontana la risoluzione dei problemi.

Clandestino web
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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 18:07:09, in Magistratura, linkato 1356 volte)
Toghe, profondo rosso


Giorgio Mottola

GIUSTIZIA. Si parla ogni giorno di processo breve ma i fondi promessi da Alfano non sono ancora arrivati. A Napoli i pm sono costretti a pagare la benzina, a Palermo carta e toner, mentre a Torino mancano i cancellieri.

La maggioranza si affanna da mesi per trovare una quadra sul processo breve. Il ministro Alfano lo racconta ai giornalisti come il vero e unico remedium malorum della giustizia italiana. Prova a convincere i finiani promettendo nuovi fondi. Ma Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ha fatto ricorso ieri ai numeri per spiegare che l’emergenza in realtà sta da un’altra parte: «In Italia ci sono circa 9 milioni di procedimenti giudiziari in corso. Questa è la vera questione che secondo noi la politica dovrebbe affrontare».
 
Un carico di lavoro, che viene fronteggiato ormai con mezzi quasi di fortuna. Alla procura di Napoli sono i magistrati a dover rifornire di benzina le automobili di servizio; a Palermo comprano la carta e il toner per le stampanti; a Enna è rimasto un solo pm, Calogero Ferrotti, che per questo motivo a dicembre ha rimandato il pensionamento; a Treviso gli organici sono talmente al minimo che è stato l’Ordine degli avvocati a minacciare lo sciopero se non si provvede a nuove assunzioni; e nelle altre le procure di Italia  la situazione non è migliore: chi va in pensione solo raramente viene sostituito.
 
Criticità che divengono ingestibili alla luce del dato che Palamara faceva presente: l’Italia è in Europa lo Stato con il più alto numero di processi. Sono pendenti 5,5 milioni procedimenti civili e 3,2 milioni nell’ambito penale. Da qui nascono i dubbi dei giudici italiani sulla possibilità che il processo breve possa portare davvero lenimento alla situazione dei tribunali italiani. Nelle ultime due finanziarie del governo Berlusconi i soldi destinati alla giustizia sono sistematicamente diminuiti. Alfano, a metà agosto, aveva però annunciato di aver trovato la soluzione: «Grazie alle proprietà confiscate alla mafia e confluite nel Fondo unico della giustizia copriremo i tagli effettuati nelle ultime manovre. In questo modo, il ministero della Giustizia e il ministero dell’Interno saranno cosi sostanzialmente esenti da tagli», fu la promessa del guardasigilli cui si aggiunse quella sugli stanziamenti d’emergenza a copertura della riforma del processo breve.
 
A distanza di un mese le cose non sembrano essere cambiate molto. Il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore lancia l’allarme: «Siamo ridotti all’osso. Non abbiamo più i soldi nemmeno per pagare la benzina delle auto blindate. Il ministro parla di fondi per far partire il processo breve, ma io credo che in questo momento è più importante pensare alle spese essenziali per far andare avanti i procedimenti ordinari. Se partisse ora la riforma che ha in mente Alfano, noi saremmo ancora più lenti e più in emergenza di quanto non lo siamo ora».
 
Stessa situazione a Palermo, il sostituto procuratore Antonio Ingroia racconta infatti: «Non siamo alla bancarotta ma ci siamo molto vicini. Ormai ci troviamo costretti a pagare i trasferimenti di tasca nostra, i rimborsi sono fermi da anni. Dobbiamo economizzare sulla carta, stampanti, toner, pc e fax. Da anni non ci sono i fondi per gli straordinari».
 
Spostandosi a Nord il disagio non cambia: «Sono pienamente d’accordo - dice il procuratore di Torino Giancarlo Caselli - con le parole di Palamara. Facciamo fatica in ogni settore. Siamo sotto organico in modo drammatico. Ci mancano segretari, cancellieri, il carico di lavoro è diventato per molti materialmente insostenibile. Il processo breve così è stato formulato è una pura espressione verbale. Se non è accompagnato da importante investimenti non è soltanto un progetto velleitario ma punta in realtà a scardindare l’obbligatorietà dell’azione penale».  

Terra news
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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 18:02:22, in Magistratura, linkato 1322 volte)
Un sentito in bocca al lupo a tutti i partecipanti. L.M.

BOMBA REGGIO:

MARTEDI’ ASSEMBLEA ANM
NELLA CITTA’ DELLO STRETTO



(AGI) - Roma, 3 set. - L’assemblea convocata dall’Associazione nazionale magistrati in seguito all’attentato contro il procuratore generale Salvatore Di Landro si svolgera’ a Reggio Calabria il 7 settembre, alle 15 e 30, nell’Auditorium “Gianni Versace” - Palazzo Ce.Dir. (Centro Direzionale del Comune di Reggio Calabria), Via S. Anna II tronco, n. 9.

L’assemblea e’ aperta alla partecipazione di magistrati, avvocati, personale amministrativo, operatori del diritto, autorita’ politiche, cittadinanza. (AGI) Red/Dos

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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 17:51:09, in Magistratura, linkato 1689 volte)
L'inchiesta «grandi eventi». Un verbale accusa l'ex procuratore Toro

Indagine sui soldi versati
al capo del Consiglio di Stato

Dai pm di Perugia sospetti su 250 mila euro Una nuova lista dei clienti di Anemone

PERUGIA - Nuove ristrutturazioni nelle abitazioni e negli uffici di clienti potenti, altre operazioni bancarie sospette. La pausa estiva non ha fermato l'inchiesta della Procura di Perugia sulla gestione dei Grandi Eventi. E dopo una recente segnalazione di Bankitalia gli accertamenti si concentrano su 250 mila euro versati lo scorso anno da un famoso avvocato sul conto corrente del giudice Pasquale de Lise, il presidente del Consiglio di Stato che all'epoca guidava il Tar del Lazio. In vista del verdetto della Corte di Cassazione - che a fine mese si pronuncerà sulla competenza dei pubblici ministeri umbri - gli investigatori hanno acquisito ulteriori elementi relativi al filone d'indagine che riguarda l'ex procuratore aggiunto Achille Toro e a quello sull'ex responsabile dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Mentre il tribunale dei ministri conferma la validità degli indizi raccolti nei confronti dell'ex titolare dei Trasporti Pietro Lunardi accusato di corruzione insieme all'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe e definisce «corroborata la prospettiva accusatoria». L'atto, necessario per trasmettere al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti, è già stato definito «puramente formale», dal difensore Gaetano Pecorella.

I soldi e il genero
Sono almeno una decina gli «avvisi» trasmessi dall'ispettorato della Banca d'Italia sul conto di de Lise e di suo genero Patrizio Leozappa, avvocato che aveva rapporti stretti con numerosi indagati tra i quali il Provveditore Angelo Balducci e lo stesso Anemone, tanto che si occupò del sequestro della piscina del Salaria Sport Village dove, secondo gli indagati, doveva avere «un ruolo di supporto», come gli chiedevano al telefono. Il professionista ha ricevuto somme di importi piuttosto modesti, ma ritenuti «interessati» dagli inquirenti poiché provengono da personaggi che hanno avuto un ruolo negli affari della «cricca». Il giudice dovrà invece spiegare per quale motivo un famoso legale esperto di diritto amministrativo nel luglio scorso abbia depositato direttamente sul suo conto un assegno di 250.000 euro. All'epoca de Lise era presidente del Tar del Lazio e in questa veste si occupò di numerosi ricorsi su appalti pubblici. Nel giugno scorso è stato invece nominato alla guida del Consiglio di Stato nonostante il suo nome fosse finito agli atti dell'inchiesta per il ruolo rivestito nel 2005, quando era consigliere giuridico di Lunardi. Fu proprio lui ad istruire la pratica per la concessione del finanziamento da 2 milioni e mezzo di euro a Propaganda Fide, la Congregazione per l'evangelizzazione che appena un anno prima aveva venduto allo stesso Lunardi un palazzetto al centro di Roma stimandolo, dice l'accusa, almeno un terzo del valore. I magistrati vogliono adesso scoprire per quale motivo il giudice abbia ricevuto quei soldi. E lo fanno tenendo conto che il genero era diventato punto di riferimento per gli imprenditori che miravano a ottenere ragione in sede amministrativa. Tra le telefonate che gli investigatori stanno riesaminando c'è pure quella del 26 febbraio 2008 quando il costruttore Emiliano Cerasi, titolare dell'impresa Sac, telefona al provveditore Fabio De Santis. Annotano i carabinieri: «Con tono preoccupato lo informa di aver saputo che la Giafi di Valerio Carducci intende presentare ricorso per la gara del nuovo Teatro di Firenze». Poi aggiunge: «Ho saputo che utilizza l'avvocato Izzo che è molto pericoloso, molto ... specialmente in Consiglio di Stato ... quindi io metterò Patrizio».

L'appunto su «Berlusconi»
La maggior parte dei nomi erano già contenuti nella cosiddetta «lista Anemone», l'elenco dei lavori svolti dalle aziende del Gruppo e trovati nel computer di Daniele Anemone, fratello dell'imprenditore arrestato e ora tornato in libertà. Ma su quel «listino» di circa cento voci, trovato dalla Guardia di Finanza tra i file custoditi nel computer del commercialista Gazzani, i pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno già disposto ulteriori accertamenti. Non contiene infatti alcuna data né importo, però potrebbe essere l'indice delle ristrutturazioni effettuate e non pagate direttamente dai beneficiari. Ci sono riferimenti precisi a Scajola, che ottenne i soldi per l'acquisto dell'appartamento con vista Colosseo, oltre alla ristrutturazione gratuita. È citato anche il generale dei servizi segreti Francesco Pittorru al quale sono state intestate due case comprate per ordine di Anemone. In entrambi i casi si è accertato che le fatture da decine di migliaia di euro per il rifacimento dei loro immobili furono emesse a carico del Sisde e pagate con i soldi destinati al rifacimento della nuova sede degli 007 in piazza Zama, a Roma. E adesso si è scoperto che una parte dei lavori per il ministro fu affidata alla «Medea» società di Anemone gestita per un periodo da Mauro Della Giovampaola, delegato alla missione G8 anche lui finito agli arresti nella prima fase dell'inchiesta. Uno dei nomi citati nella nuova lista è «Berlusconi», senza nessun altro riferimento e ora si sta cercando di stabilire se si tratti di Paolo, il fratello del premier che attraverso una delle sue aziende si occupò di una parte dei lavori a La Maddalena in vista del vertice G8 oppure se ci si riferisca a qualche intervento effettuato a Palazzo Chigi. Del resto le imprese di Anemone avevano ottenuto grazie all'interessamento di Balducci l'appalto per la manutenzione degli stabili di diverse istituzioni. Un affare da milioni di euro che sembra aver scatenato numerosi appetiti. In una delle telefonate intercettate la segretaria di Scajola avvisa proprio Balducci che «il ministro Brambilla vuole farsi assegnare la delega per gestirli».

Toro e i testimoni
Personaggio chiave dell'indagine continua ad essere, secondo i magistrati, l'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro indagato per concorso in corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Agli atti dell'indagine c'è un verbale che viene ritenuto «importante» per confermare le «soffiate» arrivate agli indagati. È quello di Massimo Sessa, uno dei dirigenti delle Infrastrutture che nel gennaio scorso partecipò insieme a Balducci ad un incontro organizzato a casa dell'avvocato romano Edgardo Azzopardi, l'amico della famiglia Toro accusato di aver ottenuto da Camillo Toro, figlio del magistrato, le notizie sull'inchiesta in corso. Sessa ha confermato la circostanza, pur cercando di minimizzare. «Effettivamente - ha dichiarato - quella mattina parlammo delle indagini in corso a Roma. Ricordo che Balducci era molto preoccupato sia perché stava male, sia perché temeva gli sviluppi degli accertamenti». All'epoca i protagonisti immaginavano di aver i telefoni sotto controllo e così utilizzavano un linguaggio in codice. Lo fa Azzopardi quando, proprio in quei giorni, contatta Manuel Messina, collaboratore di Anemone e lo avvisa: «Piove». L'interlocutore si agita: «Non mi dire... pesantemente? Piove parecchio?». La risposta è lapidaria: «Speriamo che non ti piova dentro casa perché... piove tanto».

Fiorenza Sarzanini
Corriere Sera - 04 settembre 2010

Leggi anche:



«Soldi sospetti sui conti di de Lise».
Adesso la procura punta alle banche

          

di Italo Carmignani e Massimo Martinelli

ROMA - L’inchiesta sugli appalti per i Grandi Eventi arriva a sfiorare i vertici della magistratura amministrativa. E dai corridoi della procura di Perugia filtrano indiscrezioni che riguardano gli affari privati del neopresidente del Consiglio di Stato, Pasquale de Lise, uno dei magistrati più autorevoli del Paese, già presidente del Tar del Lazio e ”padre” del codice processuale amministrativo.

In un rapporto investigativo, gli inquirenti hanno segnalato l’esistenza di un’operazione sospetta che sarebbe avvenuta su un conto corrente bancario intestato a de Lise. Si sarebbe trattato, sempre secondo le indiscrezioni trapelate a Perugia, di un versamento di 250mila euro effettuato da un noto avvocato amministrativista sul conto dell’alto magistrato. Più o meno nello stesso periodo gli investigatori avrebbero tracciato anche altre operazioni bancarie, per importi minori ma ritenute anch’esse di interesse investigativo, sul conto dell’avvocato Patrizio Leozappa, genero di de Lise e anche consulente legale legale di fiducia di Balducci e di Anemone nella delicata controversia giudiziaria sugli appalti per i Mondiali di Nuoto 2009 che si sono svolti a Roma.

Sarebbe proprio quello dei Mondiali di Nuoto il filone che gli investigatori del Ros e della Finanza avrebbero deciso di seguire per verificare la legittimità di quelle operazioni bancarie dell’estate 2009. Perché è proprio in quel periodo che sui registratori delle procure rimangono incise moltissime telefonate tra i protagonisti della vicenda. Come quella tra Angelo Balducci, il potentissimo capo del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e lo stesso Leozappa, in cui il primo chiede al secondo di ”essere di supporto” nelle perniciosa causa intentata da Italia Nostra, che aveva chiesto al Tar del Lazio di sospendere l’ordinanza salva-piscine e appalti per il Mondiali di nuoto 2009. Ed evidentemente il ”supporto” di Leozappa funziona, perché il 27 agosto 2009 il ricorso di Italia Nostra viene respinto e gli appalti per le piscine mondiali non subiscono alcun ritardo.

Alcuni contatti vengono registrati anche tra il presidente de Lise e Angelo Balducci, come la telefonata del 12 ottobre 2009, in cui l’alto magistrato dice all’ex Provveditore di avergli mandato un «segnale» tramite il genero, l’avvocato Patrizio Leozappa: de Lise: «Ti avevo mandato un segnale tramite lui, però poi lui non mi ha fatto sapere niente, forse non vi siete sentiti». Allora Balducci subito dopo chiama Leozappa e chiede un appuntamento per il giorno dopo: «Senti, ho parlato con il Presidente adesso, diceva che dovevamo vederci un attimo; lui mi ha detto. Patrizio non ti ha detto che dovevamo vederci, un attimo?». E Leozappa fissa l’incontro per l’indomani: «Tu sei magari da queste parti, dai Parioli? Ci vogliamo vedere magari all’Hungaria?». Balducci accetta immediatamente: «Così almeno vediamo subito, va bene...».

Gli investigatori ritengono che proprio Patrizio Leozappa abbia rivestito un importante ruolo di consulente legale per gli affari di Balducci e di Anemone, soprattutto in virtù della sua stretta parentela con Pasquale de Lise. La circostanza è confermata da altre intercettazioni telefoniche, come quella del 28 febbraio 2008 tra Emiliano Cerasi, della società Sac di Roma, che si è appena aggiudicata i lavori per l’Auditorium di Firenze, e Fabio De Santis, braccio destro di Balducci e provveditore della Toscana. Cerasi avverte De Santis che uno dei concorrenti che è rimasto escluso dall’appalto, Carducci, sta per fare ricorso: «Fabio, GiaFi ha fatto ricorso, e tra l’altro utilizza l’avvocato Izzo che è molto pericoloso, specialmente in Consiglio di Stato. Fabio, io l’ho letto, è un insulto alla struttura di missione, dice delle falsità incredibili». E per cautelarsi meglio, almeno secondo gli investigatori, Cerasi si affida ancora a Patrizio Leozappa. Ma alla fine non ci sarà bisogno di avvocati, visto che il 14 maggio 2008 viene siglato un accordo in base al quale la Giafi di Carducci avrà l’appalto per un albergo alla Maddalena.

Il Messaggero


Gli approfondimenti


G8, c'è un'altra lista Anemone

Anche un Berlusconi nell'elenco Ghedini: notizie diffamatorie per Berlusconi

De Lise al Messaggero: non ricordo quei 250mila euro

De Lise all'Ansa: sono indignato, quei 250 mila euro li ho avuti per la vendita di una casa

Si cerca contabilità legata alla nuova lista
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Cronaca | 04/09/2010 | ore 17.07 »

Giustizia: Di Nunzio, competenze su Lazio
provocano paralisi Corte Appello Perugia


Perugia, 4 set. - (Adnkronos) - Il nuovo presidente della Corte d'Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio, insediatosi a fine luglio scorso,durante una conferenza tenutasi questa mattina, ha esposto problematiche, possibili soluzioni e obiettivi del suo mandato, citando anche un documento lasciatogli dal presidente della sezione penale Salvatore Emanuele Medoro che a breve andra' in pensione. I problemi piu' drammatici, secondo De Nunzio, si registrano nel comparto del diritto civile e sono dovuti alle sopravvenienze legate alla legge Pinto sull'equa riparazione dei ritardi ingiustificati nella definizione dei procedimenti giudiziari.

''Abbiamo la competenzasu tutto il Lazio e una recente sentenza della Corte di Cassazione, ci ha attribuito anche quella sul Tar e sulla Corte dei conti della stessa regione. Attualmente - ha sottolineato - sono gia' pervenute 2.955 nuove cause contro le 962 dello scorso anno. Dal 1°luglio scorso, (dopo la sentenza della Cassazione,ndr)ne sono pervenute 1.460''. Questa situazione, che il presidente ha definito una ''vera bomba'', paralizza di fatto il lavoro dei giudici sulle pendenze relative ai procedimenti umbri. A cio' si aggiunga che anche le pendenze nostrane sono aumentate, dalle 419 dello scorso anno alle 631 dell'anno corrente. Lo stesso presidente si e' definito ''preoccupato per questa situazione''.

Anche il settore penale, disagiato da una carenza di magistrati, dovrebbero essere sei, invece sono tre, si trova a fronteggiare un carico di lavoro esorbitante, basti pensare che nel 2008 le sopravvenienze furono 1165, nel 2009 sono state 1800, e quest'anno, ne sono gia' arrivate 860. Le pendenze totali ammontano a 4.141 fascicoli e, in soli tre magistrati, e' molto difficile smaltirle alla in tempi brevi. Il presidente ha lamentato poi dei vuoti d'organico per i magistrati, e l'inadeguatezza per il numero degli amministrativi. (segue)
 
Cronaca | 04/09/2010 | ore 17.14 »

Giustizia: Di Nunzio, competenze su Lazio provocano paralisi Corte Appello Perugia (2)

(Adnkronos) - Proprio per questi problemi reali e tangibili, De Nunzio vorrebbe che fosse l'intera comunita' umbra a farsi carico della giustizia, perche' e' un servizio che li riguarda tutti da vicino. ''Segnali positivi - ha riferito - sono gia' arrivati per i sei amministrativi ceduti dalla Provincia e per la disponibilita' mostrata dall'avvocatura''. Inoltre, il presidente ha annunciato di voler instaurare, tramite la stampa, un rapporto di trasparenza con i cittadini, per metterli al corrente del perche' la loro richiesta di giustizia viene evasa in tempi non brevi, e di voler convocare un tavolo con tutti i parlamentari umbri perche' siano a conoscenza delle problematiche della giustizia nella loro regione. De Nunzio ha anche sostenuto di voler creare un osservatorio permanente sulla giustizia a cui potranno partecipare addetti ai lavori ed istituzioni.

Il presidente ha anche dichiarato di volersi muovere per ottenere qualche modifica normativa che alleggerisca il carico di lavori dei magistrati del civile alla Corte d'Appello di Perugia. Ha detto che si muovera' anche presso il ministero per fare presente questa ''situazione drammatica'' delle sopravvenienze laziali legate alla legge Pinto. Ha aggiunto anche che lunedi' stesso si rechera' al Consiglio Superiore della Magistratura per sollecitare una transizione rapida per i posti vacanti.

Inoltre, annunciando di voler spianare la strada per l'informatizzazione, de Nunzio ha parlato della nuova sala stampa che verra' allestita in tempo per il processo d'appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito che iniziera' a fine novembre e portera' a Perugia molti giornalisti. Per quanto riguarda infine il problema umbro delle sedi distaccate dei tribunali, il presidente ha detto di essere a favore della creazione di un organico regionale che, grazie a tabelle infradistrettuali precedentemente organizzate, potrebbe coprire i posti vacanti secondo necessita', scongiurando cosi' la chiusura delle sedi minori e l'inadeguatezza numerica del personale.
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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 17:41:19, in Magistratura, linkato 1545 volte)

A Varese manca un magistrato

 

ILLEGALITA' IN CARCERE

Mezza Lombardia non esce dal carcere


VARESE – A Ferragosto le carceri di tutta Italia erano state visitate da parlamentari dell’opposizione e anche a Varese Daniele Marantelli del Pd ha denunciato una situazione pesante: i Miogni sono stati progettati nell’800 per 90 detenuti al massimo. Oggi ne ospitano 117. E l’assenza di un magistrato di sorveglianza a Varese non aiuta a migliorare la situazione.

5 CARCERI DIPENDONO DA VARESE

Il magistrato di sorveglianza ha il compito di vigilare sull’esecuzione della pena nel rispetto dei diritti dei detenuti. Suo il compito di assegnare permessi premio, di concedere la semilibertà, la possibilità di lavorare al di fuori del carcere e altre misure alternative alla detenzione che potrebbero aiutare i detenuti nel reinserimento sociale. Una figura importante, soprattutto a Varese, dove i detenuti non hanno quasi mai pene superiori a tre anni. Spesso sono ragazzi molto giovani, condannati per piccolo spaccio di droghe leggere. Si tratta quindi di persone che con le attività alternative potrebbero reinserirsi abbastanza tranquillamente. Ma da metà luglio non c’è nessun magistrato che possa autorizzare queste misure. E la situazione di Varese si ripercuote su altre quattro carceri, Busto Arsizio, Como, Lecco e Sondrio, che dipendono dal tribunale di Piazza Cacciatori delle Alpi per il magistrato di sorveglianza.

FINO A PAVIA PER UN PERMESSO PREMIO

“A metà giugno è stata trasferita la dottoressa Rosella Ferrazzi – dicono dall’Ufficio di Sorveglianza di Varese – che ora fa parte della magistratura giudicante qui a Varese. Meno di un mese dopo, la dottoressa Francesca Ghezzi è entrata in maternità. Da allora, ci dobbiamo arrangiare con i magistrati applicati di Pavia”. Questo significa che alcuni magistrati pavesi fanno a turno per rispondere alle richieste più urgenti tra quelle che arrivano all’ufficio di Varese. I fascicoli con richieste improrogabili vengono mandati via fax. Per gli altri, quando si raggiunge un numero sufficiente di richieste, un addetto del tribunale di Varese li carica in auto e li porta personalmente a Pavia. Il tutto nell’era di internet, ed è facile immaginare di quanto si allunghino i tempi con questa procedura. Le richieste, una decina al giorno, si accumulano sulle scrivanie e i detenuti che si sono impegnati di più per dimostrare di meritarsi qualcosa di meglio di una cella piccola e sovraffollata non ottengono risposta.

L'ATTESA PER IL RISPETTO DEI DIRITTI

“Facciamo del nostro meglio – dicono ancora dall’Ufficio di Sorveglianza – e anche i magistrati di Pavia sono molto importanti. Ma non è certo come avere qui qualcuno che lavori a tempo pieno”. Intanto, nelle carceri di mezza Lombardia i detenuti aspettano di vedere rispettati i loro diritti.

Chiara Frangi

Varese Notizie

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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 12:26:30, in Estero, linkato 1202 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sakineh-mohammadi-ashtiani.jpg

SAVE SAKINEH !

Caro Presidente Ahmadinejad,

non si faccia fregare dai suoi clerici. La lapidazione di questa donna e delle altre che potrebbero seguirla saranno usate per giustificare ogni azione violenta e di sopraffazione ai danni del popolo iraniano.

Difenda il suo paese e l'antico retaggio culturale e civile dei popoli persiani.
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