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 .. riflessi in una viola del pensiero ..... di Lunadicarta
 
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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 29/09/2010 @ 06:48:08, in Giuristi, linkato 1473 volte)
Avvocati - Specializzazioni,
il Cnf vara il regolamento

Sono previste undici aree tecniche: disposizioni in vigore da giugno 2011


Il Consiglio nazionale forense (Cnf), di cui è presidente Guido Alpa, vara il regolamento sulle specializzazioni forensi, che disciplina le aree di specialità professionale e le modalità per acquisire il titolo di specialista.
"Il Cnf - spiega Alpa - ha voluto così coronare un lavoro iniziato a giugno e condotto nel confronto costante con gli Ordini e le Associazioni, nella convinzione che il riconoscimento delle qualifica di avvocato specialista sia a garanzia dell'interesse pubblico e di tutela del cittadino. Del resto l'avvocatura, già nel congresso di Genova del 1960 aveva posto questa necessità".
Il regolamento - che entrerà in vigore il 30 giugno 2011 - gioca d'anticipo rispetto alla riforma forense, il ritardo nell'approvazione della quale ha spinto il Cnf ad approvare l'articolato pur con l'avvertenza che si tratta di un testo che entro un anno dalla sua entrata in vigore potrà esser sottoposto a revisione, "tenendo conto degli effetti prodotti e della tenuta sul campo della individuazione delle aree di specializzazione, la cui definizione ha impegnato lungamente il Cnf". Le aree di specialità individuate sono undici e il regolamento stabilisce che l'avvocato può conseguire il diploma di specializzazione in non più di due.

I CAMPI
Esse sono: Diritto di famiglia, dei minori e delle persone; Diritto della responsabilità civile e delle assicurazioni; Diritto commerciale; Diritto del lavoro, della previdenza e della sicurezza sociale; Diritto industriale; Diritto della concorrenza; Diritto tributario; Diritto amministrativo; Diritto della navigazione; Diritto dell'Unione europea; Diritto penale. Entro un anno dall'entrata in vigore il Cnf, sentiti Ordini e Associazioni, potrà procedere se necessario alla revisione delle disposizioni, con particolare riferimento alle aree di specializzazione. Per conseguire il titolo di avvocato specialista il professionista dovrà aver maturato un'anzianità di iscrizione all'albo, ininterrotta, di almeno sei anni; aver frequentato continuativamente per almeno un biennio una scuola/corso tra quelli riconosciuti dal Cnf (per un minimo di 200 ore); aver sostenuto l'esame presso il Cnf.

NORME PROVVISORIE
Gli avvocati che alla data di entrata in vigore del regolamento hanno una anzianità di iscrizione al'albo, continuativa, di 20 anni potranno acquisire il titolo di specialista, in non più di una delle aree di specializzazione, presentando al Consiglio dell'Ordine di appartenenza, che esprimerà un parere non vincolante, documenti e titoli che dimostrino la particolare conoscenza della materia. Il Cnf provvederà all'iscrizione previo eventuale colloquio.

GLI ESAMI
L'esame consiste nello svolgimento di una prova scritta su materia attinente all'area di specializzazione e nello svolgimento di una prova orale, in cui bisognerà dimostrare il possesso di una esperienza pregressa nella materia. Il Cnf terrà aggiornato e reso accessibile al pubblico (sul sito Internet) l'elenco delle associazioni costituite tra avvocati specialisti.

AGGIORNAMENTO
Per il mantenimento del titolo di specialista, l'avvocato sarà tenuto a curare il proprio aggiornamento professionale e conseguire nel triennio almeno 120 crediti formativi, di cui almeno 30 in ogni singolo anno. Tali crediti sono calcolati anche come crediti formativi per la formazione continua. Presso il Cnf sarà istituito il registro dei soggetti abilitati alla istituzione e gestione delle scuole e/o di corsi di alta specializzazione, nel quale sono iscritti, a semplice richiesta, i consigli dell'Ordine.

Il Denaro 28-09-2010 - num. 181 - pag. 32
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Di Loredana Morandi (del 29/09/2010 @ 06:40:12, in Magistratura, linkato 1263 volte)
Giustizia/ Associazione Magistrati
Modifiche a responsabilità imprese ritorno passato


Cascini: Ingiusto evitare sanzioni alle aziende

 Milano, 28 set. (Apcom) - "Per adesso è solo un'ipotesi di modifica, ma appare chiaro che cambiare la legge 231 sulla responsabilità oggettiva delle aziende sarebbe un ritorno al passato". Lo dice Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm, prima di partecipare a un'assemblea di magistrati al palazzo di giustizia di Milano. Cascini precisa di aver saputo del progetto di modifica solo da articoli di stampa, poi aggiunge: "La norma finora ha funzionato benissimo perchè ha costretto le aziende a riorganizzarsi e a rispettare il principio di legalità".

Cascini dice di vedere in modo negativo l'ipotesi di cambiamento "che al più potrà riguardare alcuni aspetti. Per esempio suscita perplessità applicare la norma in materia di pedofilia e di antiinfortunstica. Ma per quanto riguarda la vita delle aziende c'è una norma che ha dato fin qui risultati straordinari". "Non si può sostituire alla responsabilità delle aziende con relative sanzioni quella di eventuali società di certificazioni. Il problema non va affontato una volta per tutte in astratto, ma caso per caso nel momento in cui si verifica la violazione di legge" sono le parole di Cascini che rifiuta di commentare quelle che potrebbero essere le ragioni ispiratrici della modifica relativa alla 231. "Bisognerebbe fare la domanda a chi sta pensando di cambiare la norma. Quando ci sarà un testo di legge definito lo valuteremo compiutamente", conclude il segretario dell'Anm.
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L'Anm di Milano chiede a Marra «un passo indietro» in seguito all'inchiesta sulla P3


Il presidente della Corte d'Appello, Alfonso Marra deve fare «un passo indietro» per allontanare i sospetti dall'istituzione. Lo chiedono i magistrati dell'Anm di Milano, in un documento approvato al termine di un'assemblea. «I magistrati dell'Anm Milano - si afferma - auspicano la più celere destinazione dei procedimenti pendenti davanti al Consiglio superiore della Magistratura, sia per il più completo accertamento dei fatti, sia per l'adozione dei provvedimenti conseguenti».

Nel documento il sindacato delle toghe esprime l'auspicio che si risolva al più presto la vicenda che ha coinvolto il presidente della Corte d'Appello Alfonso Marra, destinatario di alcune telefonate da parte di personaggi finiti in carcere con l'accusa di associazione segreta, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. La posizione di Marra è tuttora al vaglio del Csm.

Nella nota, i magistrati «esprimono il loro forte disagio per la vicenda che ha coinvolto il vertice della Corte d'Appello di Milano e ribadiscono la centralità della questione morale tra quelle sulle quali l'Anm deve mantenere alta l'attenzione e l'impegno comuni». Inoltre, «sollecitano il più fermo intervento degli organi associativi a ciò deputati di fronte alle violazioni del codice deontologico, adottando le sanzioni previste dallo Statuto dell'associazione».

Per le toghe milanesi, occorre che «i magistrati coinvolti facciano un passo indietro al fine di liberare l'istituzione da ogni ombra di sospetto». Tra i nomi emersi nell'inchiesta sulla P3, figura anche quello del procuratore aggiunto Nicola Cerrato. Marra sarà sentito a Roma il prossimo 21 ottobre nell'ambito del procedimento per incompatibilità ambientale già avviato dal Csm nei suoi confronti.

"Sulla questione morale i magistrati devono tenere l'asticella molto alta", ha dichiarato Luca Palamara, presidente dell'Anm al termine della riunione a Milano, ricordando che quello della questione morale "é un tema centrale che noi vogliamo affrontare a livello nazionale", ribadendo che é stato registrato "un clima di disagio nell'ufficio giudiziario milanese". Nei confronti di Alfonso Marra, presidente della Corte d'Appello di Milano, é stato avviato un procedimento al Consiglio superiore dela magistratura per il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale.

Il nome di Marra è spuntato dall'ordinanza di arresto per il faccendiere Flavio Carboni, l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi e l'ex assessore al comune di Napoli Arcangelo Martino. Stando agli atti, il giudice milanese avrebbe ottenuto l'ambita carica dopo un'intensa attività di pressione esercitata dalla cosiddetta P3 sul Csm e che sarebbe stato a sua volta oggetto di sollecitazioni per far riammettere la lista Formigoni esclusa dalle ultime elezioni regionali.

 Il Sole 24 ore

La Rassegna

Cronaca | 28/09/2010 | ore 18.52 »

Inchiesta eolico: Anm Milano,
magistrati coinvolti facciano passo indietro


Roma, 28 set. (Adnkronos) - I magistrati della sezione distrettuale di Milano dell'Associazione nazionale Magistrati, riuniti oggi in assemblea, "esprimono il loro forte disagio per la vicenda che ha coinvolto il vertice della Corte d'Appello di Milano" e "ribadiscono la centralita' della questione morale tra quelle sulle quali l'Anm deve mantenere alta l'attenzione e l'impegno comuni". Inoltre, si legge in una nota, confermano e condividono quanto deliberato dal Comitato direttivo centrale dell'Anm dello scorso 14 luglio, "in particolare l'auspicio che i magistrati coinvolti facciano un passo indietro al fine di liberare l'istituzione da ogni ombra di sospetto"

I magistrati dell'Anm di Milano, prosegue la nota, "richiamano e confermano la validita' e vincolativita' delle norme del codice deontologico e in particolare di quanto previsto dagli articoli 8 ('Il magistrato ? evita qualsiasi coinvolgimento in centri di potere partitici o affaristici che possano condizionare l'esercizio delle sue funzioni o comunque appannarne l'immagine') e 10 ('Il magistrato che aspiri a promozioni, a trasferimenti, ad assegnazione di sede e ad incarichi di ogni natura non si adopera al fine di influire impropriamente sulla relativa decisione, ne' accetta che altri lo facciamo in suo favore')".

Infine, "sollecitano il piu' fermo intervento degli organi associativi a cio' deputati di fronte a violazioni delle norme del predetto codice, adottando le sanzioni previste dallo statuto dell'Associazione" e "auspicano la piu' celere definizione dei procedimenti pendenti davanti al Consiglio Superiore della Magistratura, sia per il piu' completo accertamento dei fatti, sia per l'adozione dei provvedimenti conseguenti".

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Il Sole 24 Ore - ‎10 ore fa‎
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Libero-News.it - ‎11 ore fa‎
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P3: Anm Milano a Marra, passo indietro

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L'Anm di Milano ha votato un documento nel quale si chiede sostanzialmente al presidente della Corte d'Appello, Alfonso Marra, di fare un passo indietro e ...

P3: l'Anm di Milano chiede a Marra di fare “un passo indietro”

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L'Associazione nazionale magistrati di Milano chiede con un documento al presidente della Corte d'Appello, Alfonso Marra, di fare un passo indietro ed ...

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Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 18:55:45, in Osservatorio Famiglia, linkato 1384 volte)
Questa notizia mi sembra veramente grave.. L.M.

TURISMO SESSUALE,
UN ENTE TURISTICO SU 5 EVADE LA LEGGE


UN OBBLIGO EVIDENZIARE REATI - CONDANNE NEI MATERIALI PUBBLICITARI


(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 28 set. - In Italia, un quinto degli enti turistici infrange la legge (la numero 38/2006) che prevede per "gli operatori turistici l'obbligo di inserire sempre in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonche' nei propri cataloghi generali o relativi a singole destinazioni, l'avvertenza che la legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all'estero". Lo ha denunciato Stefano Landi, membro del direttivo di Aitr (Associazione italiana turismo responsabile) e consigliere dell'Ecpat, intervenuto a Roma alla presentazione del corso anti-turismo sessuale realizzato da Ecpat. Il dato e' ricavato dallo studio dell'Osservatorio nazionale per l'applicazione della legge nel settore turismo, che per il 2010 registra comunque un miglioramento: sono il 5% in piu' i tour operator che rispettano la legge rispetto al 2009.

Sul web, pero', la musica cambia: solo il 2,4% infatti mette l'avvertenza in home page come previsto dalla legge.

C'e' un concetto, pero', che dovrebbe far si' che le imprese, in futuro, siano piu' attente. Si tratta della "responsabilita' sociale d'impresa", oggetto sempre piu' frequente dei dibattiti in ambito internazionale. Alfredo Ferrante, direttore della divisione Responsabilita' sociale d'impresa presso il ministero del Lavoro, spiega che "il concetto si perde nel calderone del 'sociale', ma in realta' sta a significare che le imprese non devono limitarsi al profitto, ma tenere conto dell'impatto che hanno le loro attivita'". In altri termini, su di esse pesa una responsabilita'. Allo Stato poi sta il compito di monitorare sulla rete di interrelazioni fra le imprese, gli utenti e il non profit. "La chiave di volta- conclude Ferrante- sta nella responsabilita' e nella collaborazione".

Questa nuova cultura del turismo, consapevole e collaborativo, comincia a fare breccia soprattutto all'interno delle singole aziende turistiche. Sempre a quanto dice lo studio dell'Osservatorio nazionale per l'applicazione nel settore turismo, infatti, il personale coinvolto nella sensibilizzazione al tema del turismo sessuale nel giro di un anno passa dal 38% al 47%, in particolare attraverso briefing interni (71,4% dei casi).

Un notevole balzo in avanti contraddistingue anche l'attivita' di comunicazione nei confronti dei fornitori locali, passata dal 15% al 22,7% degli operatori; una attivita' svolta il piu' delle volte con l'inserimento di specifiche clausole nei contratti (48% dei casi).

(Wel/ Dire)
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Chissà se un giorno vedremo l'arresto degli avvocati che favoriscono il file sharing illegale anche con il denunciare, in nome e per conto della criminalità organizzata, la magistratura? Nell'attesa Blockbuster italia è fallita e, con la catena commerciale, sono stati bruciati troppi posti di lavoro in nome di una falsa libertà. L.M.

Arrestato avvocato dei boss che minacciò

Capacchione, Saviano e giudice Cantone


NAPOLI (28 settembre) - L'avvocato Michele Santonastaso, che durante il processo di appello Spartacus lesse il proclama contro Roberto Saviano, Rosaria Capacchione e il giudice Raffaele Cantone, è stato arrestato questa mattina dagli agenti della Dia di Napoli assieme a Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco e al capoclan del quartiere Vomero Luigi Cimmino.

Il legale all'epoca del processo avanzò istanza di ricusazione del Collegio giudicante leggendo una lettera, a nome dei suoi assistiti, capi del clan dei Casalesi e imputati nel processo, secondo la quale la Corte si lasciava influenzare dalle opinioni dello scrittore, della giornalista e del magistrato.

La lettera fu interpretata come minatoria e da allora sono state intensificate le misure a tutela dei tre. I tre arrestati di questa mattina sono accusati di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia nell'ambito di un'inchiesta coordinata dai pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Alessandro Milita.

L'inchiesta verte sugli espedienti adoperati per agevolare affiliati alle organizzazioni criminali Bidognetti, Cimmino e La Torre; quest'ultimo clan è attivo nella zona di Mondragone in provincia di Caserta.

Il Messaggero

La Rassegna

 
 
 
 

Camorra: avvocato arrestato per aver favorito clan dei Casalesi (3)

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Camorra: avvocato arrestato per aver favorito clan dei Casalesi

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P3, concessi i domiciliari a Martino
Restano in carcere Carboni e Lombardi


ROMA (28 settembre) - Il gip del tribunale di Roma, Giovanni De Donato, ha concesso gli arresti domiciliari ad Arcangelo Martino, arrestato nel luglio scorso perché coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma sulla cosiddetta P3. La decisione del giudice è giunta dopo che i legali dell'ex consigliere comunale di Napoli, gli avvocati Giuseppe De Angelis e Simone Ciotti, avevano presentato una nuova istanza dopo che nelle scorse settimane il Gip si era opposto alla scarcerazione nonostante il parere positivo espresso dai pm che conducono l'inchiesta.

Martino, una delle figure chiave dell'inchiesta sulla presunta loggia segreta, era stato ascoltato venerdì scorso dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli. Nel corso dell'interrogatorio l'imprenditore napoletano avrebbe confermato quanto detto nell'interrogatorio del 18 agosto scorso, durante il quale fece alcune ammissioni sull'organizzazione, e in particolare sulle manovre in Cassazione per favorire la Mondadori e su pressioni verso membri della Consulta per il Lodo Alfano. Martino avrebbe fornito chiarimenti su alcune intercettazioni e sulla rete di contatti su cui la presunta loggia segreta poteva contare. Ai magistrati, inoltre, avrebbe ribadito che "Cesare" era il nome in codice utilizzato nelle telefonato per indicare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Degli arrestati dell'8 luglio scorso, restano dietro le sbarre l'imprenditore Flavio Carboni e Pasquale Lombardi.

Arcangelo Martino avrebbe anche detto che era Flavio Carboni a mantenere i rapporti con il sentore Marcello Dell'Utri e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Il dato emerge nel provvedimento di tre pagine con il quale il Gip, Giovanni De Donato, motiva la decisione di concedere a l'imprenditore napoletano gli arresti domiciliari.

Scrive il giudice: «Era Flavio Carboni a mantenere i rapporti con il sentore Marcello Dell'Utri e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Questo l'elemento che Arcangelo Martino, l'ex assessore del comune di Napoli arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, avrebbe fornito ai magistrati romani nel corso degli interrogatori del 19 agosto e del 24 settembre. Il dato emerge nel provvedimento di tre pagine con il quale il Gip, Giovanni De Donato, motiva la decisione di concedere a l'imprenditore napoletano gli arresti domiciliari.

«Martino ha reso al pm dichiarazioni che lumeggiano alcuni aspetti dei fatti delittuosi in contestazione, ma ha chiaramente eluso il proprio effettivo ruolo in tali fatti; da una parte affermando quasi un suo ruolo inconsapevole, quasi strumentalizzato cinicamente dal Lombardi in particolare». Ma Lombardi, sottolinea, non è «viceversa uno strumentalizzatore dell'ingenuo Martino; dall'altro non smentisce i suoi stretti rapporti con Flavio Carboni e Marcello Dell'Utri, ma tende a configurare per Carboni il ruolo essenziale di tramite con Marcello Dell'Utri e Denis Verdini per scopi che chiarisce solo in parte».

In base a questo ragionamento il giudice ha respinto l'istanza di remissione in libertà per Martino ritenendola «infondata, in quanto in contrasto con le permanenti intense esigenze cautelari». A Martino il gip riconosce un «parziale riconoscimento» di «alcuni fatti di natura delittuosa e quindi quanto meno di messa in discussione dei suoi rapporti con l'ambiente in cui i fatti delittuosi sono maturati e si sono realizzati».

Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli avevano dato il parere favorevole al ritorno in libertà di Martino. In forza di questo i difensori dell'ex consigliere comunale di Napoli, gli avvocati Simone Ciotti e Giuseppe De Angelis, sosterranno comunque istanza al riesame per l'annullamento dell'ordinanza di custodia emessa nel luglio scorso.

Il Messaggero

La Rassegna

P3, gip Roma concede domiciliari a Martino

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ROMA (Reuters) - Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha deciso la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari per Arcangelo Martino, ...

P3:Martino,rapporti Carboni-Dell'Utri

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(ANSA) - ROMA,28 SET - Era Flavio Carboni a mantenere i rapporti con il senatore Dell'Utri e il coordinatore del Pdl, Verdini. Lo ha detto Arcangelo Martino ...

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Roma, 28 set. (Apcom) - Era Flavio Carboni ad avere rapporti stretti con Marcello Dell'Utri e Denis Verdini. E' questo il quadro che il gip del tribunale di ...

P3: gip concede domiciliari a Martino

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P3: GIP ROMA, AI DOMICILIARI ARCANGELO MARTINO

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(AGI) Roma - Inchiesta P3: il gip di Roma ha concesso gli arresti domiciliari all'imprenditore napoletano Arcangelo Martino. Era finito in carcere l'8 ...

Scandalo P3, per Martino arresti domiciliari

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L'ex consigliere comunale di Napoli, arrestato a luglio, alla fine di agosto aveva tentato il suicidio mentre era rinchiuso a Poggioreale. ...

P3/ Gip concede arresti domiciliari ad Arcangelo Martino -2-

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Inchiesta P3: Arcangelo Martino ha ottenuto gli arresti ...

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Il Gip di Roma Giovanni De Donato ha accolto l'istanza della difesa e ha concesso all'imprenditore napoletano Arcangelo Martino gli arresti domiciliari. ...

P3/ Gip concede arresti domiciliari ad Arcangelo Martino

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Roma, 28 set. (Apcom) - Il gip del tribunale di Roma, Giovanni De Donato, ha concesso gli arresti domiciliari all'imprenditore campano Arcangelo Martino. ...


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Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 17:35:20, in Politica, linkato 1424 volte)
Arrestati il sindaco di Riomaggiore
e il presidente delle 5 Terre

I provvedimenti riguardano Franco Bonanini e il primo cittadino di Riomaggiore, Gianluca Pasini


ANSA (28 settembre, 12:46) ROMA - Il sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini (a capo di una giunta di centrosinistra) e il presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini (ex europarlamentare del Pd) , sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla squadra mobile di La Spezia e coordinata dalla procura spezzina per una serie di reati contro la pubblica amministrazione.

Secondo quanto si apprende, le accuse vanno dall' associazione a delinquere alla truffa ai danni dello Stato, dal falso all'abuso d'ufficio e alcuni episodi di concussione. Oltre al primo cittadino di Riomaggiore Gianluca Pasini e Franco Bonanini, presidente del Parco - dichiarato patrimonio dell'umanita' dall'Unesco - sono stati arrestati anche il comandante della polizia locale di Riomaggiore, il capo dell'ufficio tecnico. Complessivamente sono state emesse 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 4 agli arresti domiciliari.

L'indagine della squadra mobile della Spezia, coordinata dal procuratore capo Monteverde e dal pm Lottini, ha preso il via nei primi mesi del 2010. Secondo quanto appreso, gia' a primavera, sulla scorta di alcune denunce e lettere anonime, erano state effettuate le prime perquisizioni di uffici comunali, del Parco e di alcuni professionisti privati collegati a pratiche edilizie.

Le indagini poi sono proseguite senza altri apparenti atti fino agli arresti che sono stati effettuati stamani poco dopo l'alba.

Tra i reati contestati a vario titolo al sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e al presidente del Parco delle 5 Terre Franco Bonanini anche l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato .

ASSESSORE, BONANINI LAVORO' GRATIS - Ha lavorato gratuitamente per tre anni ''per amore e passione della sua terra'' in qualita' di presidente della agenzia regionale di promozione turistica ''In Liguria'' Franco Bonanini, arrestato oggi all'alba dalla squadra mobile della Spezia. Lo evidenzia l'assessore regionale ligure al turismo, Angelo Berlangieri, che ha lavorato come direttore dell'agenzia turistica per tre anni quando Bonanini ne era il presidente. L'assessore commenta stupito la notizia dell'arresto nei corridoi del consiglio regionale della Liguria dove sono in corso i lavori dell'assemblea: ''Sono sconcertato - afferma - l'arresto e' un fulmine a ciel sereno. Premetto che la magistratura deve fare le sue indagini e non spetta a me commentarle. Riguardo a Bonanini, devo pero' dire che abbiamo lavorato splendidamente per tre anni. L'ho conosciuto come una persona straordinaria, mi ha anche insegnato molte cose e i risultati ottenuti dall'agenzia sono anche merito suo, come merito suo sono i risultati turistici eccezionali raggiunti dalle Cinque Terre''. Angelo Berlangieri ricorda quindi che ''quando Bonanini era presidente di ''In Liguria'' non si e' mai preso gli emolumenti che gli spettavano. Per tre anni ci ha sempre detto che rinunciava perche' lavorava solo per aiutare la sua terra. Si vedeva - ha aggiunto l'assessore regionale Berlangieri - che era appassionato al suo lavoro. Anche il ministero dell'ambiente ha riconosciuto le sue qualita' e gli ha rinnovato la fiducia''.

PRESTIGIACOMO, STUPORE E SCONCERTO - ''Stupore e sconcerto'' sono stati espressi dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per l'arresto di Franco Bonanini, presidente del parco nazionale delle Cinque terre. ''Bonanini, considerato da tutti persona di grande correttezza - afferma Prestigiacomo - e' stato l'artefice di un eccezionale sviluppo delle Cinque Terre, un territorio che ha saputo valorizzare al meglio la risorsa ambientale e costruire attorno ad essa crescita e benessere. Spero - conclude il ministro - che Franco Bonanini possa dimostrarsi in tempi brevi estraneo alle gravi accuse che gli vengono rivolte''.
 
MELANDRI (PD), NON SI PUO' CHE TRASALIRE - ''Non si puo' che trasalire nell'apprendere le notizie di stamani sul Parco delle Cinque Terre''. E' il commento dell'on. Giovanna Melandri (Pd) a proposito dell'arresto del presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini. ''Bonanini - prosegue Melandri - ha, in questi anni, realizzato un lavoro straordinario per la costruzione di un modello di economia sostenibile nel Parco, tanto da divenire un'esperienza largamente apprezzata e riconosciuta a livello internazionale. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, sono certa che Bonanini sapra' fugare ogni dubbio sul suo operato''.
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Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 17:29:34, in Ambiente, linkato 2152 volte)
Solidarietà al dott. Celletti. L.M.

Investì un gatto e non lo soccorse,
il caso arriva in Cassazione

         

MILANO (10 settembre) - Investire un gatto e non prestargli i necessari soccorsi è reato. Lo sostiene il sostituto procuratore generale di Milano Sandro Celletti nel ricorso presentato alla Corte di cassazione contro il proscioglimento, disposto dal gup di Busto Arsizio (Varese) nei confronti di una donna che investì un gatto e poi impedì che venisse soccorso.

La parola ora passerà alla Corte di cassazione. La vicenda risale al 17 agosto del 2008. La donna, Maria Rosa C., 42 anni stava uscendo dal cortile di un'abitazione a Carate, quando investì accidentalmente un gatto. Due amiche che si trovavano in auto con lei volevano soccorrere l'animale agonizzante e portarlo da un veterinario. Ma Maria Rosa non ne volle sapere e il gatto morì due giorni dopo. Nei suoi confronti venne presentata una denuncia per maltrattamento di animali, finita al Gup di Busto Arsizio che dispose il proscioglimento. Contro questa decisione si è espresso il sostituto procuratore Celletti che ha deciso di ricorrere in Cassazione. Secondo il magistrato ricorrente infatti non ci sarebbe solo un maltrattamento di animali come contestato in primo grado ma un reato maggiore, avendo la mancanza di soccorsi portato alla morte del gatto.

Il Messaggero


... e dai commenti una nota d'interesse:

Dal 13 agosto è entrata in vigore con il nuovo codice della strada la norma per cui chi investe un animale da affezione o selvatico ha l'obbligo di soccorrerlo o chiederne il soccorso. In caso contrario l'ammenda va dai 389 ai 1.559 euro. Se non si è direttamente responsabili ma coinvolti nell'incidente, sempre in caso di negligenza, l'ammenda scende da 78 a 311 euro.
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Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 17:03:51, in Economia, linkato 1390 volte)
Lodo Mondadori: entro 5 ottobre
richiesta integrazione Fininvest


MILANO (MF-DJ)--I giudici del processo d'appello sul Lodo Mondadori hanno deciso di fissare dei termini per il deposito di ulteriore documentazione da parte di Fininvest e di Cir, in seguito alla richiesta da parte della holding della famiglia Berlusconi di una integrazione della perizia tecnica depositata lo scorso 24 settembre.

Gli avvocati Fininvest hanno consegnato ai magistrati un'istanza che contiene 7 quesiti da sottoporre all'attenzione dei periti tecnici e si sono detti soddisfatti della consulenza che ha abbassato l'indennizzo definito dal giudice di primo grado.

Fininvest, che dovrebbe corrispondere alla Cir 440-490 milioni di euro, ha dichiarato che la perizia ha stabilito che la sentenza di primo grado "e' censurabile oltre nel quantum anche nel merito dei criteri per determinare il quantum".

Gli avvocati della Cir hanno spiegato di avere "ragioni di soddisfazione e di insoddisfazione", aggiungendo che faranno valere i "rilievi critici" rispetto alle valutazioni dei periti durante le "comparse finali". I giudici hanno concesso fino al 5 ottobre alla Fininvest per depositare l'istanza con le richieste di integrazione e poi fino all'11 ottobre alla Cir per depositare la replica. In un secondo momento decideranno se disporre un'integrazione tecnica o andare avanti nel procedimento red
 
(END) Dow Jones Newswires
September 28, 2010 08:25 ET (12:25 GMT)

La Rassegna

Lodo Mondadori: entro 5/10 richiesta integrazione Fininvest

Borsa Italiana - ‎2 ore fa‎
MILANO (MF-DJ)--I giudici del processo d'appello sul Lodo Mondadori hanno deciso di fissare dei termini per il deposito di ulteriore documentazione da parte di Fininvest e di Cir, in seguito alla richiesta da parte della holding della famiglia ...

Lodo Mondadori, Fininvest chiede integrazioni su consulenza d'ufficio

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
(Teleborsa) - Roma, 28 set - Slittano i termini per il deposito di ulteriore documentazione da parte della Fininvest e della Cir. Lo hanno deciso, stamane, i giudici del processo civile d'appello sul Lodo Mondadori dopo la richiesta avanzata da parte ...

PUNTO1-Lodo Mondadori,5 ottobre richiesta integrazione Fininvest

Reuters Italia - ‎3 ore fa‎
MILANO, 28 settembre (Reuters) - I giudici del processo civile d'appello sul lodo Mondadori (MOED.MI: Quotazione) hanno deciso di fissare dei termini per il deposito di ulteriore documentazione della Fininvest e della Cir (CIRX. ...

Lodo Mondadori: continua lo scambio di carte

Trend-online.com - ‎2 ore fa‎
Proviamo a fare un po' il punto della situazione sul Lodo Mondadori. Stando a quanto ricostruisce Reuters i giudici del processo civile d'appello avrebbe deciso "di fissare dei termini per il deposito di ulteriore documentazione della Fininvest e della ...

LODO MONDADORI: CANNATELLI, ACCORDO DA 350 MLN? COLPO DI SOLE (RPT)

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Milano, 28 set - L'amministratore delegato di Fininvest, Pasquale Cannatelli, smentisce le indiscrezioni di stampa che hanno parlato di un accordo tra Fininvest e Cir per un risarcimento di 350 milioni a favore del gruppo di Carlo de Benedetti ...

Lodo Mondadori/ Fininvest a periti: Chiarire su 3 punti

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Milano, 28 set. (Apcom) - Sono tre i punti sui quali Fininvest chiede ai periti di integrare il loro lavoro depositato il 24 settembre scorso nella causa sul lodo Mondadori. Gli avvocati del gruppo fondato da Silvio Berlusconi vogliono sapere le ...

Lodo Mondadori/ Legali Fininvest chiedono chiarimenti ai periti

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Milano, 28 set. (Apcom) - I legali della Fininvest hanno chiesto alla Corte d'Appello di Milano la possibilità di sollecitare chiarimenti e integrazioni ai periti che nei giorni scorsi avevano depositato la consulenza sul lodo Mondadori, ...

Lodo Mondadori: ipotesi trattativa tra Cir e Finivest (MF)

Borsa Italiana - ‎8 ore fa‎
MILANO (MF-DJ)--All'indomani del deposito della perizia tecnica sul Lodo Mondadori, elaborata dalla commissione di professionisti (Luigi Guatri, Maria Martellini e Giorgio Pellicelli) e consegnata venerdi' 24 settembre alla 2* sezione civile della ...

LODO MONDADORI: FININVEST CHIEDE CHIARIMENTI SU CONSULENZA D'UFFICIO

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Milano, 28 set - Chiarimenti e integrazioni della consulenza d'ufficio disposta dai giudici della seconda corte civile d'appello di Milano nell'ambito del procedimento civile tra Cir e Fininvest sul cosiddetto Lodo Mondadori. ...

La nuova perizia su Cir aumenta la visibilità sui dividendi di ...

Milano Finanza - ‎27/set/2010‎
Cir (+0,27% a 1486 euro) resta vigile a piazza Affari dopo il rally di venerdì scorso in scia al deposito della perizia sul Lodo Mondadori. La nuova perizia ha accertato un danno per Cir, ma lo ha ridimensionato a 440-490 milioni di euro dai 750 ...

Mondadori, Fininvest contesta la perizia

il Giornale - ‎3 ore fa‎
Milano - Non è mai esistita una "proposta Fininvest" per la spartizione della Mondadori con Carlo De Benedetti: per questo la perizia ordinata dalla Corte d'appello di Milano nella causa tra il gruppo di Silvio Berlusconi e la Cir dell'Ingenere viene ...

Galassia De Benedetti attende importo indennizzo "Guerra di Segrate"

La Repubblica - ‎27/set/2010‎
(Teleborsa) - Roma, 27 set - Lievi prese di profitto sul titolo CIR, che lima a Piazza Affari lo 0,20% 1479 euro dopo la fiammata di venerdì in scia al deposito della perizia sul Lodo Mondadori. La notizia aveva mandato su di giri anche gli altri ...

Prove di intesa sul Lodo Mondadori (MF)

SoldiOnline.it - ‎7 ore fa‎
Il quotidiano finanziario indica che ci potrebbe essere una transazione, tra la Cir di De Benedetti e la Fininvest di Berlusconi, per chiudere il Lodo Mondadori, una vicenda che dura ormai da 20 anni. Secondo fonti ben infornmate una transazione ...

CIR: gli acquisti non si fermano. Equita SIM caldeggia lo shopping

Trend-online.com - ‎27/set/2010‎
Prosegue il buon momento in Borsa per CIR che anche quest'oggi continua a muoversi lungo il sentiero dei guadagni malgrado il poderoso rally di venerdì scorso. Il titolo, dopo aver concluso l'ultima sessione prima del week-end con un rialzo di oltre il ...

CIR in rosso in attesa sviluppi Lodo Mondadori

Teleborsa News - ‎5 ore fa‎
(Teleborsa) - Roma, 28 set - Andamento negativo per CIR, che cede a Piazza Affari oltre un punto percentuale a 1,48 euro dopo la buona performance messa a segno la vigilia. E mentre si attendono sviluppi sulla perizia del Lodo Mondadori, ...
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Sulla natura dei fatti, del periodo e delle attribuzioni all'ex capo del Sisde io non mi posso pronunciare. Salvo "accapponare" di fronte allo spettro del "segreto di Stato", sempre presente e fin troppe volte usato contro la giustizia. Sulle dichiarazioni di Ciancimino, personalmente e perché date per interposta persona, attribuisco maggior credito a quanto viene dall'intellighentia del "popolo della rete". L.M.

Al processo per favoreggiamento alla mafia dell'ex capo del Sisde

Gen. Mori: «Le presunte lettere di Ciancimino sono falsi creati da suo figlio»

«Incoerenze ortografiche ed evidenti manipolazioni» nella missiva indirizzata a Berlusconi

PALERMO - Le presunte lettere di Vito Ciancimino sono falsi creati ad arte da suo figlio Massimo per avvalorare le sue tesi. Lo sostiene il generale Mario Mori, processato per favoreggiamento alla mafia, indicato dal figlio dell'ex sindaco di Palermo come protagonista della trattativa tra Stato e mafia insieme al colonnello Mauro Obinu. In particolare l'ex direttore del Sisde ha evidenziato a suo dire «incoerenze ortografiche ed evidenti manipolazioni» nella lettera attribuita a Vito Ciancimino e indirizzata a Silvio Berlusconi. Secondo il generale, Massimo Ciancimino grazie a programmi informatici avrebbe aggiunto a manoscritti del padre pezzi ulteriori, in questo modo creando un documento diverso, così come avrebbe fatto con alcuni «pizzini» che il padre avrebbe scritto al boss Provenzano.

NUOVA AUDIZIONE - Intanto il pm Antonino Di Matteo ha chiesto una nuova audizione di Massimo Ciancimino su una lettera consegnata dallo stesso alla procura che sarebbe stata scritta dal padre e indirizzata all'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Le difese di Mori e di Obinu si sono opposte alla nuova audizione.

DEPOSIZIONE FERRARO - Dopo il generale Mori, ha deposto l'ex direttore degli affari penali Liliana Ferraro. «Il capitano De Donno mi disse che bisognava fare di tutto per prendere gli assassini di Falcone. Si ricordava di avere conosciuto il figlio di Ciancimino e che forse valeva la pena contattare il padre per vedere se era disponibile a una collaborazione», ha detto Ferraro. L'ex magistrato ha affermato di non ricordare se «De Donno aveva già preso contatto o meno con Massimo Ciancimino». De Donno avrebbe chiesto alla Ferraro se fosse il caso di parlarne con l'allora ministro della Giustizia, Claudio Martelli, ma «io gli dissi che forse era il caso di parlarne con Paolo Borsellino». La deposizione di Liliana Ferraro è decisiva per datare l'inizio della trattativa tra Stato e mafia. «Non ricordo la data precisa, ma credo che il dialogo avvenne una settimana prima del 28 giugno 1992», ha detto Ferraro. Se il funzionario confermasse la data indicata da Martelli - giugno 1992 - smentirebbe Mori che colloca l'inizio dei suoi rapporti con Vito Ciancimino dopo la strage di via D'Amelio. Inoltre se Ferraro confermasse di aver riferito a Borsellino degli incontri tra il Ros e l'ex sindaco, significherebbe che Borsellino avrebbe appreso della trattativa prima della sua morte. Ciò darebbe corpo alla pista secondo la quale il giudice venne ucciso proprio per evitare che potesse opporsi alla decisione dello Stato di scendere a patti con la mafia.

Redazione online
28 settembre 2010
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