Immagine
 disoccupazione... di Lunadicarta
 
"
La Morandi coltiva soltanto due miti, due persone che perseguono la Giustizia come obiettivo ultimo delle proprie azioni: Armando Spataro e Don Fortunato Di Noto.

Loredana Morandi
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:52:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1778 volte)
Caso Scazzi: l'ennesima versione di Misseri


Il Corriere sera e le altre testate che han voluto dare una cronologia alle dichiarazioni del Misseri ne contano ben cinque.  Ad oggi dalle nuove dichiarazioni l'unica vera omicida di Sarah è la cugina Sabrina, già posta agli arresti dalla magistratura. Lui, Michele Misseri, avrebbe contribuito solo con l'occultamento del cadavere perché "dormiva" mentre accadevano i fatti. Un alibi interamente coperto dalla moglie.

In quest'ultima dichiarazione spontanea dell'uomo, però, emerge nuovamente l'elemento "compromissorio" del vilipendio del corpo della bambina. Come nella primissima confessione, dove invece il Misseri aveva fatto tutto da solo.

Di diverso avviso la criminologa Roberta Bruzzone, mia conoscente di Facebook e consulente del Misseri, che ritiene l'uomo non abbia potuto agire tutto da solo.

A questo punto è da considerare che l'omicidio di Sarah è avvenuto nel pieno di un litigio, la ragazza prima di essere uccisa è certamente stata anche picchiata. Così le grida altissime non possono non essere state udite, a meno che le due non si fossero trovate in aperta campagna. Un allontanamento dalla abitazione a buon conto proprio perché i genitori Misseri dormivano.

Ad un omicidio commesso all'esterno della casa coinciderebbe la registrazione del cellulare di Sabrina collegato alla cella di un distretto differente da quello abitativo. Sabrina potrebbe aver ucciso la cuginetta, portando poi a casa il corpo e consegnandolo ai genitori per l'occultamento.

Ora bisogna attendere le nuove dichiarazioni di Michele, perché come nel più trito dei copioni dei delitti in famiglia tutti sanno tutto. E il Misseri ha ancora particolari da raccontare. Poi inizierà a dar di matto per chiedere l'incapacità di intendere e di volere.

Agguerriti i legali di parte di Sabrina, Vito Russo ed Emilia Velletri, che hanno anticipato 5 testimonianze chiave che smonteranno il castello accusativo dalle dichiarazioni del Misseri. Domani il ricorso presso il Tribunale del riesame.

Loredana Morandi

La Rassegna

Sarah Scazzi: Cosima Serrano in carcere incontra il marito Michele ...

Iamm e-press - ‎25 minuti fa‎
(IAMM) Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, è entrata stamane nel carcere di Taranto per la prima volta per vedere il marito, indagato per il sequestro e l'omicidio della nipote, Sarah Scazzi. La donna è arrivata al colloquio per portare ...

Omicidio Scazzi: legale Sabrina, impossibile che abbia fatto tutto ...

Adnkronos/IGN - ‎29 minuti fa‎
Taranto, 8 nov. (Adnkronos) - Per l'avvocato Vito Russo, che difende Sabrina Misseri, in carcere dal 15 ottobre con le accuse di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, il nuovo racconto del padre Michele, che ha addossato tutte le ...

Omicidio Scazzi: legale Sabrina, e' giu' di morale ma anche agguerrita

Adnkronos/IGN - ‎31 minuti fa‎
Taranto, 8 nov. (Adnkronos) - ''Oggi Sabrina l'ho trovata un po' giu' di morale per le nuove accuse del padre ma allo stesso tempo era anche molto agguerrita. Del resto e' una persona che pensa di essere innocente e che invece si trova in carcere per ...

SARAH SCAZZI/ Ultime notizie: Michele Misseri e Cosima, incontro ...

GiornaleItaliano.info - ‎43 minuti fa‎
Michele Misseri e la moglie Cosima si sarebbero incontrati in carcere. La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Ansa. L'incontro potrebbe avere delle rispercussioni importanti sulla vicenda della quindicenne uccisa ad Avetrana. ...

Caso Scazzi, inviate cinquanta cinture ai Ris di Roma

NotiziarioItaliano.IT - ‎47 minuti fa‎
AVETRANA (TA) - Sono cinquanta, in totale, le cinture consegnate in giornata dai Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, i Ris, per far luce sul caso dell'omicidio di Sara Scazzi. E' probabile che tra le cinquanta cinture, ...

Caso Scazzi: Misseri incontra moglie

Informazione Web (Blog) - ‎52 minuti fa‎
Questa mattina nel carcere di Taranto è avvenuto il tanto atteso incontro fra Michele Misseri e la moglie Concetta Serrano. Quest'ultima si è recata nella casa circondariale del capoluogo pugliese per consegnare alcuni indumenti a marito e figlia, ...

Sarah Scazzi, Cosima incontra Michele in carcere

RomagnaOggi.it - ‎1 ora fa‎
AVETRANA (Taranto) - Cosima Serrano ha incontrato il marito Michele Misseri nel carcere di Taranto. E' la prima volta che la donna ha incontrato l'uomo da quando ha confessato agli inquirenti di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi. ...

Caso Scazzi: Cosima Serrano incontra in carcere il marito Michele ...

Newnotizie - ‎1 ora fa‎
Stamattina, nel carcere di Taranto, ha avuto luogo un colloquio fra Michele Misseri, reo confesso dell' omicidio della quindicenne di Avetrana Sarah Scazzi, il quale ha ritrattato in questi giorni la sua versione circa l'assassinio del 26 agosto, ...

SARAH: LA MOGLIE INCONTRA IN CARCERE MICHELE MISSERI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Taranto, 8 nov. - Cosima Misseri ha incontrato stamani per la prima volta in carcere il marito, Michele, rinchiuso per l'omicidio di Sarah Scazzi, che secondo la sua ultima versione dei fatti avvenuti quel drammatico 26 agosto, fornita agli ...

Omicidio Scazzi, nuova versione di Misseri. E Sabrina ha 8 ...

Oggi (Blog) - ‎1 ora fa‎
Proseguono le indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi. E quello che sembrava ormai essere assodato, va rimesso di nuovo in discussione. Per le ultime parole di Michele Misseri, che fornisce l'ennesima nuova versione dei fatti; e anche perché gli ...

Omicidio Scazzi: legale Sabrina, mi risulta che la madre in ...

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Taranto, 8 nov. (Adnkronos) - ''Che io sappia Cosima Serrano e' andata a trovare la figlia Sabrina in carcere, infatti l'ho incrociata mentre io uscivo dal colloquio. Non so se ha visto anche il marito''. Lo riferisce all'ADNKRONOS l'avvocato Vito ...

Omicidio Sarah Scazzi: Sabrina avrebbe otto testimoni pronti a ...

Italia News - ‎2 ore fa‎
(IAMM) Gli avvocati di Sabrina Misseri sarebbero pronti a percorrere una nuova linea difensiva dopo le ultime dichiarazioni di michele Misseri. Indiscrezioni farebbero sapere che i legali Vito Russo ed Emilia Velletri avrebbero 8 testimoni i cui ...

Sarah, Misseri incontra la moglie

La Stampa - ‎2 ore fa‎
Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, è a colloquio nel carcere di Taranto col marito, indagato per il sequestro el'omicidio di Sarah Scazzi. La donna è arrivata in carcere questa mattina per portare indumenti ai suoi congiunti detenuti, ...

E' la prima volta dal giorno dell'arresto

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎2 ore fa‎
Taranto - Cosima Misseri si è recata nel carcere di Taranto per incontrare il marito Michele, indagato per la morte di Sarah Scazzi dal giorno della sua confessione, il 6 ottobre scorso. A un mese di distanza, la posizione di quello che è stato per ...

Sarah Scazzi, I Carabinieri Perquisiscono Casa Misseri In Cerca ...

Paid To Write - ‎2 ore fa‎
Per dare riscontro alle ultime dichiarazioni rese ai giudici da Michele Misseri, nelle quali l' uomo aveva accusato la figlia Sabrina di aver assassinato la piccola Sara Scazzi soffocandola con una cinta, i Carabinieri di taranto hanno setacciato da ...

Sara Scazzi, la cugina Sabrina: "Otto testimoni mi scagionano"

Nuova Società - ‎2 ore fa‎
Sabrina Misseri si difende. Non ci sta a diventare l'assassina di un delitto che, a sua detta, non ha mai commesso. E per fare questo i legali della ragazza, Vito Russo ed Emilia Velletri, hanno degli assi nella manica, che tireranno fuori domani, ...

Le cinture di Misseri ai Ris

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎3 ore fa‎
AVETRANA - Arriveranno stamattina nel laboratorio dei carabinieri del Ris di Roma una dozzina di cinture (fra le cinquanta circa trovate) e la corda di canapa sequestrate dai carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale ...

Sara Scazzi, la verità dei presunti colpevoli

Donna10 - ‎3 ore fa‎
Sono ormai più di due mesi che i mass media irrompono nelle nostre case aggiornandoci sull'omicidio della piccola Sara Scazzi. Tante le versioni che l' 'orco' (così è stato soprannominato Michele Misseri) ha dato agli inquirenti di come siano andate le ...

Sarah, caccia a un terzo complice

Il Salvagente - ‎3 ore fa‎
Gli investigatori del delitto di Avetrana non credono del tutto all'ultima versione data da Michele Misseri nel settimo interrogatorio. Seppur la sua ricostruzione sia seminata di particolari molto realistici, gli inquirenti pensano che cia stato anche ...

La Bruzzone: Misseri contraddittorio? No, è solo preoccupato per ...

Quotidiano di Puglia - ‎3 ore fa‎
ROMA ( 8 novembre) - Troppe contraddizioni nelle confessioni di Michele Misseri? Secondo Roberta Bruzzone, psicologa-criminologa consulente del difensore di Michele, l'avvocato Daniele Galoppa, non è così. Misseri, dice, «appare contraddittorio solo se ...

Sarah, il giallo della terza persona

Giornale di Puglia - ‎3 ore fa‎
Stamattina giungeranno presso i Ris di Roma le cinture sequestrate ieri in casa Misseri e la corda di canapa, ritrovata nell'auto di Cosima, moglie dell'indagato, utilizzata per l'occultamento del cadavere. Le corde da analizzare sono state analizzate ...

Sarah, consegnata e Ris Roma cinture sequestrate a Misseri

ANSA.it - ‎3 ore fa‎
(ANSA) - TARANTO, 8 NOV - Sono state consegnate questa mattina ai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma le cinture sequestrate tre giorni fa nell'abitazione della famiglia Misseri per verificare se tra queste ci sia 'l'arma' ...

Omicidio Sarah Scazzi: Sabrina Misseri forse salvata da 8 testimoni

Corriere Informazione - ‎3 ore fa‎
Nuovi colpi di scena nel giallo del delitto della giovane Sarah Scazzi. Infatti dopo la nuova versione dei fatti del reo confesso, Michele Misseri, che avrebbe accusato la figlia Sabrina di essere stata la responsabile dell'uccisione della ragazza, ...

OMICIDIO SARAH: MICHELE, SABRINA HA UCCISO LA CUGINA CON UNA CINTURA

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎3 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 8 NOV - Nuove versioni e nuovi particolari. Si infittisce sempre più il giallo di Avetrana. Lo zio Michele, ha rilascato nuove dichiarazioni che potrebbero aiutare gli inquirenti a trovare il vero colpevole ea comprendere meglio le ...

Sarah Scazzi, otto testimoni difendono Sabrina Misseri

Barimia - ‎3 ore fa‎
Mentre da un lato Michele Misseri accusa Sabrina dell' omicidio di Sarah Scazzi, dall'altro lei non molla e dichiara la sua innocenza. Anzi in sua difesa ci sarebbero persino otto testimoni. Le accuse contro di lei sono gravissime. ...

Sarah Scazzi: Sabrina Misseri è innocente o colpevole? Youtube ...

Ciaopeople Magazine - ‎4 ore fa‎
Ulteriori risvolti nell'omicidio Sarah Scazzi; Sabrina incastrata dal padre, i legali della giovane procedono con una nuova linea difensiva, che la scagionerebbe. L'ennesima verità di Michele Misseri: Sabrina Misseri ha strangolato Sarah Scazzi. ...

Omicidio Sarah Scazzi, Michele Misseri: 'Sabrina è l'assassina'

Excite Italia - ‎4 ore fa‎
Michele Misseri torna a parlare dell'omicidio di Sarah Scazzi e lo fa dando la sua ultima e definitiva versione dei fatti. Nell'ultimo interrogatorio ammette che lui non ha assistito alla morte della nipote, ma che è stato complice della figlia in un ...

Michele, terza versione: «Ho violato il cadavere»

Brescia Oggi - ‎4 ore fa‎
La terza versione del contadino di Avetrana, Michele Misseri, è stata ieri per ore sottoposta al vaglio di nuovi accertamenti da parte degli inquirenti, a cominciare dall'arma del delitto. Che non sarebbe una corda, ma una cintura. ...

Caso Scazzi: due ipotesi per un delitto

Panorama (Blog) - ‎4 ore fa‎
I colpi di scena ad Avetrana, con la nuova versione (la terza) di Michele Misseri, non sono mancati neppure nelle ultime ore. Ma quale sia davvero l'orientamento dei giudici sull'omicidio di Sarah Scazzi lo si capirà il 9 novembre, quando il tribunale ...

SARAH SCAZZI/ Speciale Tg1: riassunto della puntata del 7 novembre ...

Il Sussidiario.net - ‎5 ore fa‎
SPECIALE TG1 - Lo speciale Tg1 di ieri sera ha modificato la sua programmazione in seguito alle ultime rivelazioni di Michele Misseri. Nello speciale Tg 1 andato in onda ieri sera, dopo che Michele Misseri ha confessato di non essere stato lui ad ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:48:47, in Magistratura, linkato 1908 volte)
Nicola Magrone se ne va:
"Finisco alcune inchieste,
poi continuerò a fare l’uomo libero"



Intervista senza filtri al magistrato che per sette anni e mezzo ha retto la Procura della Repubblica di Larino "firmando" le indagini più importanti della storia del BassoMolise. Settant’anni, ripetutamente minacciato dalla criminalità e sotto scorta per tre lustri, qui racconta la sua visione del potere giudiziario, il rischio di collusioni tra magistratura e politica, la difficile esperienza in Molise e gli attacchi della classe dirigente.

E’ entrato in magistratura nel 1971, ha cominciato facendo il pretore a Monza e occupandosi di Edilnord e di Milano Due, agli albori delle fortune economiche di Berlusconi; è stato sostituto procuratore a Bari e presidente della Corte di assise di Potenza, dove ha seguito indagini e processi drammatici contro la criminalità organizzata e di casi di violenza su giovani donne come quello di Palmina Martinelli ed Elisa Claps. Ha avuto la scorta per 15 anni perché ripetutamente minacciato dalla criminalità organizzata, anche se pochi lo sanno perché preferisce non dirlo (teme di essere confuso con la massa di “scortati” per motivi di immagine) . Ha fatto il deputato, eletto con l’associazione Italia Giusta secondo la Costituzione collegata ad Alleanza Democratica. E’ uno tra i maggiori esperti italiani di Costituzione, da molti anni impegnato in un’associazione proprietaria di una piccola casa editrice che ha pubblicato testi importanti e di qualità. E infine: per più di sette anni è stato Procuratore capo della Repubblica a Larino. Adesso Nicola Magrone, classe 1940, sta per andar via. Non lo aspetta un altro incarico - come spesso accade in questi casi - e nemmeno manterrà altri incarichi extragiudiziari che non ha mai chiesto né ricevuti bensì semplicemente la pensione, con tutte le sorprese che - per uno come lui - arriveranno: conclude a settant’anni una carriera lunga e fitta di inchieste e processi che hanno fatto parlare e discutere, come quello per il crollo della scuola elementare “Francesco Jovine” di San Giuliano di Puglia, l’edificio franato “in occasione del terremoto” e non “per il terremoto”, come, dopo la prima sentenza di assoluzione a carico degli indagati, hanno riconosciuto sia i giudici dell’Appello che la Cassazione, in via definitiva.

Immancabile sigaretta a portata di mano, modi informali, una lucidità di pensiero che lo ha reso “famoso” per riuscire a tenere sempre testa agli “avversari” usando, ancora prima della legge, la logica, pronto a difendere con le unghie e i denti la propria e altrui libertà, Nicola Magrone è stato senz’altro, per il piccolo Tribunale molisano, un magistrato che difficilmente chi ha avuto a che fare con lui, per le ragioni più disparate, potrà dimenticare. Ha lasciato il segno, come si dice, e non solo sulle migliaia e migliaia di pagine di fascicoli aperti dopo decenni di “coma profondo” di un territorio nel quale sembravano tenere banco solo arresti per hashish e furtarelli di extracomunitari. Lui l’aveva già detto dopo Black Hole, la maxi inchiesta sulle presunte collusioni tra sanità, politica e forze dell’ordine che ha scoperchiato il pentolone del malaffare molisano. «Io non ho aperto un bel nulla, mi sono limitato a riprendere in mano una caterva di denunce e segnalazioni che giacevano dimenticate».

Nicola Magrone è fatto così, sorride spesso e spesso minimizza, anche quando si tratta di meriti personali e professionali. Ma se c’è una cosa che non gli fa difetto è la chiarezza, quella capacità di saltare gli ostacoli delle interpretazioni linguistiche e parlare senza filtri. Anche quando parla, su nostra richiesta, di se stesso.

Perché va via? C’è una ragione che finora non ha voluto raccontare?
«Vado via perché è scaduto il mandato, o più precisamente, sta per scadere. Sono arrivato a Larino il 28 maggio del 2003, sette anni e mezzo fa, e come forse non tutti sanno il mandato dura 8 anni. Quindi non c’è alcuna ragione oscura, solo una questione ordinamentale».

E lei è d’accordo con questa limitazione temporale dell’incarico?
«No, ma non per i motivi che potrebbe pensare lei. Credo addirittura che 8 anni da procuratore capo siano troppi. Mi fa piacere poter ricordare che io nel 1995, da deputato alla Camera, proposi una riforma sulla temporaneità degli incarichi direttivi. Diceva che tutte le funzioni, dal presidente della Corte d’Appello al Procuratore, non sarebbero potute durare più di 4 anni».

L'articolo prosegue su Primo Numero

Con quale obiettivo?
«Evitare centri di potere sterminati. Per esempio fare il Procuratore a Termoli, a Larino, in un fazzoletto di notizie e di eventi così piccolo, finisce con il diventare obiettivamente un centro di potere enorme. Proprio per evitare questo feci la proposta che limitava a quattro anni la durata dell’incarico. Ma la proposta di legge non passò, benché sottoscritta da oltre cinquanta parlamentari tra i quali Ajala, Vendola, Mafai, Melandri, Cossutta e altri, perché dopo l’approvazione in commissione si sciolsero le Camere e il presidente del Consiglio andò a dimettersi».

Ritiene che la magistratura abbia in sé il rischio di trasformarsi in un centro di potere?
«Per forza. Oggi la temporaneità degli incarichi viene brutalmente superata, nel senso che io potrei andare, se gli equilibri politici del Csm lo consentissero, per esempio a Vasto o a Lucera e qui ricominciare da procuratore capo. Così il ceto si autoconserva e si riafferma. Se invece dopo 8 anni si tornasse a fare il giudice o il pm semplice, il ceto si dissolverebbe d’incanto Ma non è così, e il risultato è che questa costruzione di un potere giudiziario sempre uguale a se stesso nega alla radice i principi costituzionali e crea una rete di controllo sull’attività giudiziaria da parte della politica e quindi una serie di conflitti».

Il tema è di grande attualità. Lei che pensa, che il pericolo di una sorta di collusione tra magistratura e poteri politici sia reale?
«Non è tanto un rischio, quanto una dato di fatto. Sono entrato in magistratura nel 1971 e questi concetti erano i temi sui quali si era appena costituita Magistratura Democratica (non so se li coltiva ancora). Nella realtà vissuta delle Procure accade che il controllo sul “ceto dirigente” della magistratura diventi non solo possibile ma addirittura facile. Per esempio un sostituto non può chiedere un arresto se non c’è il consenso scritto del procuratore (sottoposto a sua volta al controllo politico-associativo). Non può sequestrare immobili, discariche. Insomma, non può fare nulla di autonomo, e questo è paradossale dovendo un sostituto procuratore - come tutti i magistrati - rispondere solo alla legge, Costituzione alla mano».

Il suo mandato scade a maggio 2011, ma lei andrà via a novembre. Ha passato più di sette anni a Larino. Le difficoltà di questa Procura hanno avuto un ruolo in questo anticipo di tempi?
«Non nego di non essere stato sempre a mio agio qui, in questo ufficio. Il primo anno, tanto per fare un esempio, sono stato da solo, con un solo sostituto, e mi sono piombate addosso – tra le mille altre - le indagini per il terremoto. E’ evidente che quello è un carico di lavoro che avrebbe paralizzato qualsiasi ufficio, ed è evidente che io mi aspettavo che qualcuno desse una mano concreta per rendere credibili le parole di solidarietà per la morte di 27 bambini. Ricordo invece, per esempio, che il Procuratore Generale dell’epoca nel discorso inaugurale dell’anno giudiziario nel 2004 disse che la Procura di Larino “si lamenta sempre e non riesce a organizzarsi”. Ecco, questo rende l’idea del clima e delle difficoltà che ci sono state e tuttora ci sono. Detto questo, e senza negare che ci sia in me una comprensibile stanchezza, non vado via per questa ragione».

Eppure lei ha fatto il terremoto, e contemporaneamente Black Hole, Off Shore, le Talpe in Procura e altre inchieste importanti. Le più importanti nella storia giudiziaria del Basso Molise.
«Lei dice? Eppure la burocrazia giudiziaria ci ha inondato di richieste su fascicoli, spingendoci sostanzialmente a dedicarci all’ordinarietà, a non fare un briciolo in più rispetto agli affari ordinari».

La classe politica molisana, in vari modi, l’ha accusata di aver condotto inchieste con finalità strumentali. Ora che va via lo può dire: come ha vissuto questa condizione?
«Sono stato il bersaglio di una serie di attacchi di tutti i tipi che derivano dalla mia esperienza di tre anni in Parlamento, peraltro con l’associazione collegata elettoralmente ad Alleanza Democratica, non con il Pds come tutti sostengono. Da vent’anni sono completamente fuori dalla vita politica. Che dovrei dire? Posso ricordare che a Bari Emiliano è passato direttamente dal Palazzo di Giustizia al Comune, a qualche centinaia di metri di distanza, e non glielo rinfaccia nessuno, si accetta il dato come una scelta personale. Nel mio caso, invece, benché io viva lontano da casa ormai da vent’anni, puntualmente ad ogni elezione sono stato avvicinato da qualche personaggio più o meno noto in Molise ed ho dovuto subire i complimenti: “Bravo, procuratore, ho saputo che lei si candida!”».

Tutti tentativi per delegittimare le sue inchieste?
«E’ una possibilità concreta; del resto questo, oggi, è un sistema. Ma l’unica cosa che sento di poter dire è che in questo schematismo così bruciato che dipinge la magistratura o come una santa o come un diavolo io non me la sento più di stare. E questo perché non credo alla magistratura santa ma non credo nemmeno che i magistrati siano tutti asserviti o pilotati. La verità è che c’è un pizzico di verità nell’una e nell’altra scuola di pensiero. Quindi pormi il problema se restare tre mesi ancora è ininfluente rispetto a una questione così grande».

Però molta gente di questo posto le è stata vicina, ha apprezzato il suo lavoro, l’ha sostenuto.
«Ricordo una manifestazione a sostegno della Procura di Larino, attaccata da alcuni gruppi di potere, alla quale naturalmente non partecipai; come non partecipo di solito alle commemorazioni e alle cerimonie ufficiali. Non condivido l’idea di assumere ruoli e toni profetici o di guida spirituale, questa è un’aberrazione. Ho sempre diffidato dei profeti urlanti, figuriamoci se posso attribuire a me stesso un simile ruolo. Detto questo, credo sia stata importantissima la presa di consapevolezza delle persone che qua vivono davanti a problematiche che anche la nostra Procura ha cercato di mettere in evidenza dal suo punto di osservazione istituzionale. Come il massacro della sanità e gli ospedali usati per ragioni politiche (il riferimento è al caso della morte di Filippo Rettino e del reparto di rianimazione di Larino mai aperto, ndr). Mi ha fatto piacere che si siano potuti porre problemi sociali anche grazie all’intervento giudiziario, perché il compito della magistratura - io credo - non è quello di rimanere estranea e indifferente rispetto ai legittimi tumulti della società».

Si sente un magistrato scomodo?
«E’ una definizione orribile, se si intende scomodo per alcuni e comodo per altri. In questo caso per scomodo si intende politicizzato. Mi sento un magistrato che ha cercato di fare il proprio dovere anche in condizioni difficilissime con l’onestà di sapere che poteva correre il rischio di risultare comodo per alcuni. Porsi il problema dell’ospedale-trappola di Larino, tanto per tornare all’esempio di prima, credo sia stata una cosa scomoda per alcuni. Ma anche una cosa che non si poteva non fare».

Le piace il popolo molisano?
«E’ socievole e sobrio; anche se per qualche verso fatalista. Non mi stancherò mai di ricordare quelle infermiere qualificate che furono le uniche che nella vicenda Black Hole si presentarono personalmente a fare dichiarazioni sugli aborti che venivano commessi al san Timoteo. La parte migliore del Molise. Adesso sono tutte sparpagliate per l’Italia: la loro correttezza e il loro coraggio ottennero una diaspora come reazione. Ricordo però, al contrario, che sempre dopo Black Hole, concentrati in nemmeno 15 giorni, giunsero al mio ufficio decine e decine di denunce che confermavano i risultati investigativi. Erano tutti anonimi! Fu la parte peggiore del Molise».

In altre occasioni ha detto che in Molise esiste una mafia senza lupara
«Non mi pare che il Molise sia troppo diverso dalla Puglia. Lì la criminalità è più rumorosa, qui è silenziosa perché non si è arrivati al punto di sparare. Certo, esiste qualche episodio, anche recente come l’attentato Bombace, che ha la connotazione di uno scontro tra clan. Ma esiste soprattutto la base per il persistere e il rafforzarsi della criminalità, ovvero il convincimento che una cosa, il rispetto di un diritto, si deve chiedere e si deve pagare per ottenerla. In Molise il rapporto clientelare è pesantissimo, ci sono tutte le caratteristiche del favore al posto del diritto. Questo è assimilabile alla mafia? Non in quello che si vede, perché mancano le pistole, mancano le bombe. Ma l’impronta è mafiosa, perché brutalmente clientelare. Ci sono le condizioni per cui se si rompesse questo equilibrio potrebbero arrivare i mitra».

Adesso cosa farà?
«Intanto sto cercando di concludere indagini che segnavano il passo e che non mi piace lasciare incompiute. Per il resto, una volta andato via non senza malinconia da Larino e da Termoli, continuerò a tentare di essere quello che spero di essere riuscito ad essere qui: un uomo libero; una fatica enorme». (mv)

(Pubblicato il 08/11/2010)

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:44:37, in Magistratura, linkato 1321 volte)
GIUSTIZIA: DA OGGI’ 5 GIORNI DI
SCIOPERO DELLE TOGHE ONORARIE


(AGI) - Roma, 6 nov. - Da OGGI, 8 novembre, i magistrati onorari di tribunale si asterranno dalle udienze civili e penali per cinque giorni. Lo comunica la Federmot (Federazione dei magistrati onorari di tribunale), spiegando in una nota che i coordinatori locali hanno comunicato al consiglio direttivo che “l’adesione allo sciopero raggiungera’ i massimi storici (solo contando i processi penali, rischia di saltare il 98 per cento delle udienze monocratiche, pari all’80 per cento dei processi di primo grado)”.

Questo, sottolinea la Federmot, “e’ il risultato delle deluse aspettative della categoria indotte dalle promesse dell’attuale ministro, che dimostrando seria attenzione alle nostre denunce (riconoscimento della necessita’ di valorizzare la professionalita’ acquisita dai magistrati onorari e adeguamento dell’aspetto retributivo), aveva garantito il varo della riforma della magistratura onoraria da parte del Governo entro l’estate”. Invece, si rileva nella nota, “i giudici onorari continuano a scrivere gratuitamente sentenze su sentenze, ma nelle statistiche nazionali il loro lavoro continua ad essere ignorato, trascurando che sono stati loro a pronunciarle.

Ai giudici e ai pm onorari la fatica improba di raggiungere, coi propri mezzi, le sedi distaccate, lontane decine di chilometri dai tribunali. Sono gli ultimi cottimisti del nuovo millennio, pagati 73 euro netti a udienza. Il resto del lavoro, studio degli atti e redazione delle motivazioni, non viene retribuito. Perseguono i datori di lavoro pubblici e privati che non versano i debiti contributi per i propri dipendenti, ma sono i primi a vedersi negato dallo Stato il diritto alla pensione.

Le ferie estive e le festivita’ per loro sono un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro a paga zero. La malattia un rischio ulteriore di mancata retribuzione”. Inoltre, in scadenza da un anno all’altro, “aspettano che il prossimo dicembre il Governo li proroghi in via d’urgenza (urgenza che ormai dura da dodici anni) - conclude la Federmot - la normativa sulla loro retribuzione e’ stata sempre lacunosa, la corrispondenza tra gli uffici territoriali e il ministero per fare chiarezza, incessante e le risposte del ministero contraddittorie tra loro”. (AGI) Red/Oll
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:35:06, in Magistratura, linkato 1552 volte)
Ci sarà anche l'avvocato Tomeo al
Convegno Nazionale sui Minori


L'Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia ha organizzato per i prossimi 26 e 27 Novembre presso l'Hilton Garden Inn di Bologna, un evento dal titolo: Di padre in figlio. La paternità tra regole e affetti; la Camera Minorile in CamMiNo nella persona del suo Presidente l'avv. Tiziana Tomeo parteciperà all'incontro in rappresentanza dell'associazione. I due giorni di convegno rappresentano, in uno a quello in programmazione a Milano dall'8 al 10 ovvero la "Conferenza Nazionale della Famiglia", un significativo ed importante momento d'incontro e confronto non solo tra le amministrazioni pubbliche centrali, regionali e locali ma anche tra le associazioni (ed anche qui la Camera Minorile in CamMiNo sarà rappresentata da alcuni presidenti di altre sedi territoriali); l'intento è di tutta evidenza, mantenere alta e viva l'attenzione su problematiche e questioni che risentono inevitabilmente della degenerazione dei tempi, causando la perdita di valori e principi che minano inesorabilmente la "famiglia" ormai "malato terminale". Eppure non v'è altra istituzione da considerare fondamentale alla pari della famiglia, tale assunto richiederebbe per ciò stesso maggiore impegno ed un incremento senza misura di adeguati e ponderati mezzi di sostegno, affinchè le si dia l'opportunità di riappropriarsi del proprio ruolo tornando ad essere quel "focolaio tutelante", rifugio dei suoi componenti e non più l'ignobile luogo dove si consumano le più efferate ed indescrivibili violenze e ciò che è peggio, troppo spesso per mano della persona che un tempo era istituzionalmente la sua "guida" ovvero il marito-il compagno-il padre.

Il Convegno al quale l'avv. Tomeo parteciperà attivamente in rappresentanza della Camera Minorile in CamMiNo territoriale, pone l'accento su una tematica quanto mai attuale e che molti padri aderenti alle associazioni nate a tutela dei loro "diritti negati", non hanno visto di buon grado poiché il convegno sarebbe stato organizzato "da soli magistrati"; essi dunque "non sarebbero stati ritenuti muniti di quelle nozioni sociali e psicologiche" che invece animano costantemente la partecipazione dei padri separandi operando un' inconsapevole dequalificazione della funzione di padre a mero esercente di un "diritto di visita". Ebbene, il grido d'allarme così sollevato sembrerebbe non trovare riscontro nella fattualità. Ad onor del vero se esistono padri che chiedono giustizia e la doverosa partecipazione nella crescita dei propri figli affinchè abbiano un sano sviluppo psicofisico-emozionale, improntando la propria responsabilità al reciproco rispetto anche dell'altro genitore, ex adverso ne esistono troppi "assenti anche se presenti", "malevoli" anche quando sembrano "accarezzare" il proprio figlio e assolutamente incapaci ed inconsapevoli del ruolo di responsabilità. A gestire tale realtà sono chiamati a dare il proprio professionale e competente contributo, non solo i magistrati ma noi stessi avvocati in un rapporto simbiotico con gli operatori del sociale che non possono più rivestire il ruolo di "tuttologi superficiali" ma hanno il dovere di sensibilizzarsi per le nuove esigenze che la vita prospetta; una di queste è sicuramente l'assenza della famiglia o l'esistenza di "troppe famiglie"che azzardando un eufemismo poco felice si qualificano "allargate" ma che nei fatti "riducono"sino ad azzerarli i tradizionali ruoli istituzionali dei suoi membri. Ciò è quanto emergerà dal convegno dell'AIMMF in un'ottica che non può non tenere conto delle implicazioni con il diritto comunitario, prospettando nuovi scenari di coordinamento e diverse realtà e status come quelle dei minori migranti e delle loro famiglie.

Moltissime le autorità invitate a dire la loro su questi temi determinanti tra queste: il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, Maurizio Sacconi-Ministro del Lavoro-della salute e delle politiche sociali -Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato con delega alla famiglia -Elisabetta Casellati-Sottosegretario alla giustizia - Bruno Brattoli, Capo dipartimento per la giustizia minorile-Alessandra Mussolini, Presidente della commissione parlamentare per l'infanzia - Anna Serafini-Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza -Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna. Nei due giorni di lavori, le relazioni che si susseguiranno indurranno alla riflessione ed al confronto su tradizionali questioni come la "responsabilità genitoriale"; i "codici della violenza di padre in figlio"; inoltre gli "strumenti di sostegno e d'indirizzo"ai padri per i figli. Significativi gl'interventi programmati, infatti aprirà i lavori il regista Pupi Avati che si soffermerà su una tematica eloquente "I padri nel cinema", così da proporre una descrizione dal sapore amarcordiano di ciò che un tempo rappresentava la figura del "padre", ben lungi da storie di violenza e di maltrattamenti e/o assenze alle quali la cronaca ci ha spietatamente abituati.

(sabato 6 novembre 2010 alle 20.33)
http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=78102
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:29:57, in Magistratura, linkato 1391 volte)
Da Palermo a Reggio troppi vuoti da coprire

05 novembre 2010

Sono ancora 245 le caselle da coprire nelle procure. Per quasi 220mila procedimenti senza un titolare effettivo, non solo formale. Con uffici anche grandi come Palermo e Reggio Calabria dove il tasso di scopertura tocca ormai quasi il 25 per cento. E altri, più piccoli, dove i posti vacanti sono ancora di più: da Caltagirone, a Sciacca, a Locri. Ma le assenze sono su tutto il territorio nazionale. In Lombardia, per esempio, soffrono Busto Arsizio, Lodi, Sondrio. Questo dicono gli ultimissimi dati del Consiglio superiore della magistratura aggiornati a ieri. Dati che rilanciano la polemica sull'inefficacia degli strumenti messi in campo sinora.

Il ministero della Giustizia infatti, lo ha ricordato il ministro Alfano poche settimane fa, ritiene di avere fatto di tutto. Prima mettendo in campo un pacchetto d'incentivi sia economici sia di carriera. Poi varando una disciplina d'urgenza che prevedeva anche la possibilità dei trasferimenti d'ufficio e una temporanea apertura alla destinazione in procura degli uditori (ma solo quelli del concorso datato 2009).

Tutte misure che, almeno per ora, non sembrano essere state decisive. Tant'è vero che i vuoti non sono ancora stati definitivamente colmati. Anzi, per certi versi potrebbero aumentare per effetto del futuro pensionamento di un numero considerevole di magistrati, stimati in circa 350, per effetto delle nuove misure sul Tfr. Il Csm non ha ancora scelto di procedere con i trasferimenti d'ufficio, ricevendo per questo le critiche severe dell'avvocatura soprattutto delle Camere penali. Colpa dell'errata scala di priorità che i legali imputano al Csm: si doveva procedere prima con i trasferimenti e solo dopo, così precisava la legge, all'utilizzo degli uditori.

Si è invece preferita una strada diversa. Gli uditori sono stati già assegnati (per esempio, a Marsala ne sono attesi 2, ma solo tra mesi, ad aprile) ma i vuoti sono rimasti. A questo punto, malgrado un Michele Vietti abbastanza riluttante, la strada dei passaggi d'imperio si potrebbe anche rilevare l'unica ancora percorribile.(G.Ne.)

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-11-05/palermo-reggio-troppi-vuoti-063831.shtml?uuid=AYTwQ7gC


Tolmezzo: Tribunale nel caos


A Tolmezzo l’Ordine degli avvocati denuncia le difficoltà in cui versano alcuni uffici a causa di una cronica carenza di personale.
L’ordine degli avvocati ha segnalato all’Amministrazione Comunale la grave situazione nella quale si trovano gli Uffici Giudiziari nel Tribunale di Tolmezzo, ormai incapaci di rispondere alle esigenze del territorio a causa di una cronica carenza di personale che interessa la cancelleria e l’ufficio preposto alle notificazioni, attualmente composto da un unico Ufficiale Giudiziario.
La Giunta Comunale, che ha discusso l’argomento nella seduta del 2 novembre, ritiene che tale situazione comporti gravi disservizi per tutti i cittadini, mettendo a repentaglio il funzionamento della giustizia. Sottolinea inoltre i notevoli sforzi economici e politici sostenuti finora dal Comune a difesa del Tribunale, fra i quali ricorda il più recente, che ha permesso la regolare prosecuzione delle attività nonostante i lavori di adeguamento sull’edificio che lo ospita.
Considerata l’importanza cruciale del Tribunale per Tolmezzo e per la Carnia, l’Amministrazione comunale ha quindi deciso di sostenere lo stato di agitazione proclamato dall’ordine degli Avvocati al fine di ottenere in tempi brevi la copertura dei posti indispensabili al funzionamento degli uffici del tribunale e dei servizi connessi, invitando i competenti Organi a dare tempestiva risposta ai problemi di carenza di personale del Tribunale di Tolmezzo da tempo segnalati.
La Giunta Comunale ha anche auspicato un intervento da parte della Regione per collaborare alla soluzione dei problemi segnalati e si farà portavoce presso gli organi di amministrazione della giustizia per sollecitarne la risoluzione.

http://www.ilfriuli.it/if/top-news/49219/
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:27:30, in Magistratura, linkato 1459 volte)
Giustizia: parte digitalizzazione
tribunale e procura di Macerata


Roma, 4 nov. - (Adnkronos) - Giustizia piu' snella nelle Marche. Oggi a palazzo Vidoni il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha firmato un protocollo d'intesa con il presidente del Tribunale di Macerata Alessandro Iacoboni, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata Mario Paciaroni, il presidente della Camera Penale di Macerata Paolo Giustozzi e il presidente del Consiglio degli Ordini degli Avvocati di Macerata Piero Paciaroni.

La collaborazione si inserisce nel quadro degli obiettivi del piano e-Gov 2012 per la definizione delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative in grado di semplificare le attivita' amministrative ed istituzionali in ambito giudiziario. Questo avverra' attraverso la piena attuazione del Codice dell'Amministrazione Digitale, cosi' da poter garantire l'erogazione di servizi in cooperazione, la semplificazione amministrativa e l'accesso da parte degli utenti ai servizi online. Con la sottoscrizione del Protocollo si attua il programma di interventi per l'innovazione digitale negli uffici del Tribunale, del Gip (giudice delle indagini preliminari) del Gup (giudice dell'udienza preliminare) e della Procura.

Le tecnologie informatiche e di telecomunicazione porteranno a semplificare notevolmente le modalita' di svolgimento dei servizi che il Tribunale e la Procura di Macerata rendono ai propri utenti, oltre naturalmente gli adempimenti burocratici e l'accesso alle informazioni pubbliche. In particolare, l'intesa prevede che siano digitalizzati tutti i fascicoli (indagini preliminari, Gip, Gup e dibattimento), comprese le eventuali copie destinate agli aventi diritto. Per semplificare le procedure, razionalizzando cosi' tempi e costi, e' previsto infine che tutte le comunicazioni in uscita nonche' le notifiche agli avvocati difensori, siano effettuate attraverso l'uso della Posta.


Giustizia/ Processo telematico anche in Toscana


Venerdi, 5 Novembre 2010 - 18:28

Una Lettera d'Intenti per larealizzazione del Processo Civile Telematico e' stata siglatada Stefano Aprile, Direttore dei Sistemi InformativiAutomatizzati del Ministero della Giustizia con la RegioneToscana. La lettera fa seguito ad un Protocollo d'Intesa del 21febbraio 2008 al quale ha partecipato anche DIGIT-PA (gia'CNIPA). "Siamo veramente grati alla Regione Toscana - ha dettoAprile -e' il primo esempio di collaborazione di alto livellotra amministrazione locale e amministrazione centrale per losviluppo e la diffusione del Processo Civile Telematico,progetto ministeriale che persegue l'obiettivo di semplificarele procedure, riducendone i tempi, accrescendo lacompetitivita' del territorio e la soddisfazione delcittadino, che riceve un servizio piu' efficiente equalificato."
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 09:49:34, in Indagini, linkato 1422 volte)
Facebook e Pedofili:
Caso Murolo, Attenzione a Vanilla




La vanilla, o vaniglia, è una vera e propria consuetudine tra i cultori del "gusto" del gelato. E' il gusto "basic" che viene legato di volta in volta con le creme o i gusti frutta. La conosciamo tutti.

Sono pochi ad essere informati che con il termine Vanilla nel lessico internazionale si identifica anche il "gradimento" e la "scelta sessuale", e ciò in tutte e tre le scelte di "genere". Ovvero con Vanilla si identifica la consuetudine delle performance sessuali della coppia (aperta e non).

Sono pochissimi invece a sapere, che negli oltre 25 mesi di stalking e minacce subiti, Vanilla è un nick name indossato da due donne diversissime: la prima poco più che ventenne usata dalla crew di post produzione illegale del file sharing come marionetta delle chat hard; la seconda più vecchia di oltre quarantanni  attualmente sconosciuta è una delle animatrici del sito commerciale SessoChannel  di Selargius (Cagliari) e quella il cui nickname contribuisce alla realizzazione dell'acronimo PVF (un cartello che attira i pedofili di scelta omosessuale, per questo ritenuti "effeminati").

Il caso Murolo non cessa di preoccupare il web e facebook, come è giusto che sia dato che è in corso una vera e propria "apologia" dei reati da lui commessi e sono nati alcuni gruppi a suo sostegno, stante egli si trovi "ristretto" presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il caso Murolo presenta una peculiarità tutta sua, che io definisco qui con linguaggio figurato e licenza poetica come Vanilla solo per la sua accezione di "consuetudine". Come il gelato, appunto.

Sergio Murolo, partner di Sessochannel e amministratore delle pagine web a questo sito collegate, aveva radunato intorno a se una Vanilla di tipo giudiziario.


Gli organi dello Stato interessati da questa "nuova" Vanilla sono: il Tribunale di Napoli, la Procura Generale di Cagliari, una Questura ed infine, probabilmente solo per conoscenza superficiale, il Ministero di Giustizia in via Arenula a Roma.

Si tratta evidentemente di dipendenti della pubblica amministrazione, informati dello status detentivo agli arresti domiciliari e degli addebiti della magistratura al Murolo, fin dall'estate 2009.

In merito ai sospetti e alle certezze "pubblicate dalla stampa nazionale" sui contenuti  dei gruppi contro Morandi è dimostrabile all'istante che sia stata io stessa ad informare il Ministero di Giustizia in Roma, ma senza ottenere l'esito cercato  di tutelare l'Istituzione.


In tutti i casi, ed essendo dimostrabili per lo status associativo la natura anche giuridica dei rapporti, codeste relazioni del pedofilo sono state intrattenute finanche a lui in danno. Ciò in quanto un nuovo procedimento nei confronti del Murolo, ed una nuova esigenza cautelare nei suoi confronti, sarebbe certamente inserita a "sospensione" della prima pena e non "in coda" alla pena stessa. Misura deterrente questa stabilita dalla Legge per contrastare lo sfruttamento delle braccia dei condannati per commettere altri reati dalle mafie.

Obbligo del cittadino: In tutti i casi in cui ricorrono reati ai danni dello Stato e contro l'Ordine pubblico vige, per Legge, l'obbligo di denuncia anche nei confronti del singolo cittadino, che vi è tenuto ai sensi dell'articolo 364 del codice penale.

In diritto: i reati concernenti i pubblici ufficiali e i membri della pubblica amministrazione della giustizia sono tutti iscritti nel Codice Penale, Libro II - Dei delitti in particolare, Titolo II - Dei delitti contro la pubblica amministrazione. Se non erro, a memoria, dovrebbe trattarsi dei reati descritti dall'articolo 317 c.p. in poi. Si tratta di reati nei confronti dei quali la procedibilità è d'ufficio e prevedono pene dai 4 ai 12 anni di reclusione.

Facebook - l'allarme: informo i miei lettori che sono numerose e tutte gravi o gravissime le minacce in corso ai danni di chi esprime il giusto gradimento per l'operato della Magistratura dei più gradi di giudizio, che ha condotto in carcere il cyberpedofilo Sergio Murolo.

Loredana Morandi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/11/2010 @ 12:05:22, in Magistratura, linkato 1298 volte)
Il procuratore Grasso da Antenna Sud.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/11/2010 @ 05:31:36, in Indagini, linkato 2633 volte)
Sergio  Murolo: la mistificazione
fatta dai pedofili vola su Facebook




ATTENZIONE: Sergio Murolo è in carcere perché ha subito - TRE CONDANNE - che senza errore lo hanno ritenuto colpevole di tutti i reati a lui ascritti e da lui commessi ai danni della moglie e dei tre figli minori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_073817_LA_VERITA.jpg

ATTENZIONE ECCO TUTTA LA VERITA': Sergio Murolo è REO CONFESSO degli abusi ai danni della moglie e dei tre figli. Egli ha infatti scelto il "rito abbreviato", che nella certezza della condanna garantisce lo sconto di 1 terzo della pena complessiva. Più chiaramente: gli anni a lui comminati dovevano essere dodici, non soltanto nove.

La mistificazione dei pedofili e dei loro sostenitori oggi "vola su Facebook". A porre in essere questo escamotage extragiudiziario sono in molti, tutti pregiudicati, uniti in branco con il medesimo intento socio culturale che hanno avuto gli ideatori delle giornate dell'orgoglio dei mostri.


Come se non bastassero i gruppi che mistificano l'informazione sulla violenza ai danni delle donne, 260 solo su Facebook retti con pugno di ferro da uomini tutti indagati, condannati e pluri pregiudicati, per la vicenda Sergio Murolo sono nati due gruppi:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_075107_ingiustizia_ritaglio.jpg

"sergio murolo" l'ingiustizia ha trionfato, di chiarissima impostazione in antitesi e apologia contro l'operato saggio della magistratura che ha giudicato nei tre differenti gradi il pedofilo Sergio Mutolo, sottoposto alla misura cautelare della detenzione presso il domicilio per la gravità dei reati commessi brutalmente in danno ai figli;

e il gruppo "Uomo Invisibile" in cui si intuisce una mano femminile. La mano femminile di una primigenia persona circuita dall'uomo violento sulla quale, per le scelte operate liberamente dal 2005 ad oggi, pendono i dispositivi a carattere economico disposti all'istante dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dalla Corte di Appello di Napoli e dalla Suprema Corte di Cassazione: il risarcimento per 90.000 euro a favore dei figli violentati, circa 5000 a favore della ex moglie del pedofilo e tutte le spese per la costituzione in giudizio della famiglia cui l'uomo ha distrutto la vita.

Una donna che certo ha bisogno di aiuto e di comprensione. Non è facile per nessuno assistere impotenti allo sbrandellamento di parti della propria vita. La consoli il fatto che altre donne, altrettanto circuite, hanno addirittura perso la vita e con loro i loro figli come per l'ultima mortale relazione di Izzo, il mostro seriale del Gargano. Il dolore prima o poi passerà e la donna se ne farà una ragione, rileggere gli atti e più volte le consentirà di capire, finalmente.

Ciò che accade invece nel web per il pedofilo Sergio Murolo, condannato in via definitiva e senza repliche dalla Suprema Corte di Cassazione VII Sezione Penale a nove anni di reclusione, è troppo e violento. Una apologia del reato di pedofilia, che certo non merita il secondo genito di Sergio, un innocente che dopo le sevizie non tratteneva più "gli escrementi" e che indossava il pannolino come unica difesa "nello sporco" per trattenere la violenza del padre.

Chi era Sergio Murolo allora, chi era mentre si trovava attaccato alla tastiera di un computer in cerca dell'occasione che avrebbe consentito a lui di "sfangare" le responsabilità oggettive dei suoi reati?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-12-05_113522_murolosufalsiabusi.jpg

Sergio Murolo era un pedofilo e un cyberstalker. Qui sopra mentre pubblica, sui gruppi Facebook in apologia dei reati di pedofilia, e divulga per i suoi soci le fotografie che mi raffigurano e dimostrano il mio impegno sociale e di donna.

Alle domande di cui sopra posso rispondere anche io, visto e considerato come entrambi i due gruppi stiano attaccando Marta Crotti, la moglie e madre delle vittime di Gianluca Falduto, un altro pericolosissimo padre pedofilo che aveva scelto la via di Facebook per adescare ancora e per nascondersi in una popolarità ottenuta illegalmente, ed indotta con il raggiro.

Marta Crotti è una donna del "coraggio di vivere", e ha vinto la propria battaglia contro il "pedofilo". Presso di lei non ci può essere alcun perdono per il pedofilo.

La "madre coraggio, artista e personalità pubblica" al secolo Loredana Morandi, invece, denuncia casi di pedofilia e di apologia dei reati di pedofilia fin dal 2004 (e ancor prima agli albori del Boy Love Day) e vince oggi, perché quegli stessi pedofili e hacker raccolti sul sito maculato si sono tutti palesati via Facebook, ed oggi predicano la violenza e il bavaglio degli operatori dell'antipedofilia e l'iper violenza della "pedofilia dolce".


Io, e qui lo ribadisco ancora, sono divenuta l'oggetto di una violentissima azione di dossieraggio, diffamazione, stalking e minaccia per aver strappato un bene dello Stato dalle mani della criminalità organizzata del file sharing. Cioè 3 società commerciali, di cui una esercente nella pornografia commerciale ed una "di fatto", che sfruttavano il server UNINA di proprietà dello Stato presso l'Università Federico II di Napoli. Su tutto e a guardia dei proventi che hanno consentito la fondazione di una Società a Responsabilità Limitata (capitale sociale minimo 10.000 euro) in Roma: Pirate Bay nella solatia Selargius, provincia di Cagliari - Sardegna.

Nella foto che segue potete vedere il pedofilo Sergio Murolo, mentre socializza con altri pedofili.  Il riconoscimento di "specie" tra pedofili è implicito nel commento del Murolo: "Finalmente una pagina adatta...". Lo screen è stato scattato da una delle pagine contro Loredana Morandi di cui  Murolo diverrà amministratore, grazie a Simone Sissimo Neuro. Murolo sarà amministratore anche della nuova pagina pubblicata dopo la chiusura della prima, insieme con altri reiterati delinquenti. La pagina di cui Murolo è stato amministratore è quella identica nei testi e nei contenuti alla pagina sul sito della società commerciale di pornografia: SessoChannel.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-11-14_184910_cyberbullismo_2_ritaglio.jpg

Chi ha paura di Sergio Murolo? Tutte noi abbiamo paura di Sergio Murolo. Io stessa, oggetto di moltissime minacce riguardanti la mia persona e la mia famiglia ho paura. Minacce tutte confermate platealmente dalla presenza stessa del Murolo.

Così, qui potrei iniziare l'ennesima filippica contro i pedofili, e la meritano tutta per carità, ma non mi interessa fomentare l'ira popolare bensì spaventare i pedofili ed informarli sul ruolo svolto dai loro consulenti, soci e padroni. Coraggio vuol dire essere saldi nella propria rettitudine e perseguire senza tentennamenti gli obiettivi di civiltà e di libertà, che sono dovuti per primi a coloro che molto hanno combattuto.


Il mio obiettivo primario è infatti quello di stroncare l'escalation dei molti avvocati, sociologi, associazioni o semplici gruppettari, che agiscono nel web per fomentare l'odio contro le donne, coprire i reati dei pedofili e ricavarne guadagno.

Io, infatti, sono odiata e temuta perché preferisco perseguire e smascherare i reati professionali che vedo con chiarezza. L'agire di questo genere di personaggi è aberrante tanto quanto i reati del pedofilo. Si tratta di veri avvoltoi, capaci di istigare alla violenza e al reato pur di fare quattrini.


Uno come Sergio Murolo è stato pesato ed usato da questi come "braccia da lavoro". Infatti, istigare a commettere altri reati un detenuto agli arresti domiciliari, sottintende che "la pena" sarà sospesa per la durata del nuovo procedimento giudiziario e in presenza di altre esigenze cautelari. 

Da come mi è stato spiegato la nuova misura cautelare non si aggiunge in coda, bensì in mezzo, durante lo sconto della prima pena comminata. Una misura che nasce per contrastare le mafie, perché è stato sempre facile ai "capibastone" ingaggiare qualcuno già condannato, in primo o in secondo grado di giudizio, per commettere reati uguali dietro false promesse.


In ogni caso: il pedofilo Sergio Murolo NON ha amici, men che mai fraterni, e nessuna delle sue azioni  reato  compiute fino ad oggi lo renderà migliore.

Come è giusto egli Non troverà giustificazioni tra noi donne e madri del "coraggio". Tutte le donne che si trovano in quei gruppi facebook, se non sono parenti o reali conoscenti, sono state "circuite".


Sissimo e Maxi avete il mio fiato sul collo.

Loredana Morandi

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
E' la seconda tragedia che colpisce l'Arma benemerita in pochi giorni. Anche oltre il dramma familiare e il raptus dell'uomo questo è un reato di cui sono responsabili i media, dal caso Noemi Letizia, all'omicidio di Avetrana ai fuochi fatui e criminali del caso Ruby rubacuori. Anche alla luce del caso del cyberpedofilo Sergio Murolo è il caso di ribadire che Facebook non ha nulla di "sociale", non in Italia. L.M.

Maresciallo dei carabinieri spara alla
figlia di 15 anni e la ammazza: poi si uccide

L'omicidio suicidio è avvenuto nella casa del sottufficiale dell'Arma, a Subiaco. Tutto partito da una lite

ROMA - Tragedia familiare a Subiaco nei pressi della Capitale. Un maresciallo dei carabinieri di 40 anni ha ucciso la figlia, di 15 anni, sparandole un colpo di pistola e poi si è tolto la vita con la stessa arma. L'omicidio suicidio è avvenuto nell'abitazione del militare.

LA LITE - C'era stata una violenta lite, ieri sera, tra il maresciallo dei carabinieri che si è suicidato dopo aver sparato contro le due figlie di 13 e 15 anni, uccidendo la più piccola. Le figlie non hanno infatti 14 e 16 anni come detto in un primo momento. Una lite nata a causa di Facebook. Il militare, si è appreso, ieri avrebbe sostenuto una animata lite al telefono con una delle due ragazzine, lite che poi sarebbe continuata anche oggi. Al momento del raptus del militare, nell'appartamento di via XX settembre a Subiaco c'era anche un terzo figlio mentre la moglie del maresciallo dei carabinieri, una insegnante, era fuori casa. La ragazzina ferita si trova ora all'ospedale di Subiaco con due colpi d'arma da fuoco che l'hanno raggiunta al torace e ad una gamba. La sorella, invece, è morta sul colpo dopo essere stata ferita alla testa. Anche il maresciallo è morto all'istante dopo essersi sparato, sempre con la pistola d'ordinanza, alla testa.

MAI SEGNI DI SQUILIBRIO - Un militare «irreprensibile», un uomo tranquillo che non aveva mai dato segni di squilibrio o reazioni violente. Così viene descritto il maresciallo dei carabinieri che ha ucciso una figlia, ne ha ferito gravemente un'altra e poi si e suicidato. Il militare, 40 anni, da un anno prestava servizio al nucleo operativo della compagnia di Subiaco. Ma prima, per diversi anni, era stato centro reclutamento nazionale dell'arma. Un ruolo affidatogli proprio per le sue capacità. Il maresciallo oggi, come tutti i giorni, aveva lavorato nel suo ufficio tutto fino al tardo pomeriggio

Corriere Sera - Roma Redazione online
04 novembre 2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










23/08/2019 @ 0.19.24
script eseguito in 453 ms