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Io non credo al "Miracolo Staminali". In quanto cattolica sono inoltre contraria ad ogni tipo di progettazione genetica o sperimentazione umana.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 28/01/2011 @ 18:28:01, in Magistratura, linkato 1532 volte)
INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE DEL CSM

ALL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO

PRESSO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE



ROMA 28 GENNAIO 2011


Signor Presidente della Repubblica,
Eminenza rev.ma,
Signor Presidente del Senato,
Signor Presidente della Camera,
Signor Ministro della Giustizia,
Signor Rappresentante della Corte Costituzionale,
Signori Ministri,
Signor Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Signor Presidente della Corte di Cassazione,
Signor Procuratore Generale,
Signor Avvocato generale,
Signor Presidente del Consiglio nazionale forense,
Signori Magistrati,
Autorità,
Signore e Signori


nell’accingermi a svolgere qualche considerazione al principio dell’anno giudiziario, non nascondo che le tentazioni sono state numerose e forti.  Mi sono chiesto se fosse utile od opportuno -  e non ho ritenuto che lo fosse - lasciarsi tentare dalla necessità di spendere qualche parola sull’attualità dirompente dei nostri giorni, che conosce il rinnovarsi della contrapposizione antica e non sopita tra giustizia e politica. Non cederò dunque ad una tentazione che pure troverebbe forte radicamento nell’esigenza di rinnovare le motivazioni della ragionevolezza e dell’equilibrio in una materia in cui il clamore e la polemica strumentale sostituiscono costantemente il silenzio che nutre la giustizia, come insegna San Bonaventura: “Ex silentio oritur iustitia”.
Mi limiterò a ricordare – e non posso non farlo - che la legalità è garantita dalla giurisdizione, la quale fa capo ad un corpo di magistrati a cui la Costituzione affida consapevolmente la funzione più alta: quella di rendere le formule della legge fonte di protezione effettiva dei beni e degli interessi e determinare la regola del caso concreto. L’evidenza dei nostri giorni spiega quanto sia importante la conservazione di questo valore.
La giustizia è amministrata dai giudici e ad essi ed alla loro funzione si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato. Non si tratta, certo, di un rispetto acritico, ma non va dimenticato che è nel processo che si incarna lo Stato di diritto e si assegnano i torti e le ragioni.
Come ha autorevolmente ricordato il Capo dello Stato: “Fuori da questo quadro ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità…”.
E qui mi fermo, in ossequio all’alta sede nella quale ci troviamo: sede che merita quella forma di rispetto consistente nel lasciare fuori del Palazzo dei Giureconsulti lo strepitus fori. Ogni parte avrà il proprio tempo e non manca il modo per portare alla conoscenza di chi deve giudicare – tra gli umani – le proprie ragioni.
Ma, respinta la tentazione dell’attualità, una diversa tentazione si fa avanti: quella della “numerificazione” della giustizia.
Questo approccio, di cui non è certamente sospetto l'intervento del Primo Presidente, consiste nel tentativo di abbracciare con uno sguardo onnicomprensivo ed enciclopedico il resto del pianeta della bilancia e della spada; e di leggere il fenomeno come aggregato di dati misurabili, scientificamente ricostruibili in termini quantitativi.
Certo, la conoscenza del fenomeno complessivo segna utili elementi di valutazione e permette di ricostruire le tendenze che si palesano nel corso del tempo. Ma questo approccio, pur tanto utile in certe circostanze, rischia di far dimenticare che ognuno di quei numeri cela una vicenda umana, personale, economica, professionale che ha una sua propria individualità. Una sentenza non è mai solo un documento prodotto dall’apparato burocratico: è il volto dello Stato nella sua percepibile e fattuale concretezza, l’espressione della posizione di ciascuno nella società, che segna il limite del torto e della ragione e che indica la proporzione della convivenza. È, insomma, il senso ritrovato della comunità che si palesa in quella verità che la decisione del giudice oggettiva in una pronuncia ormai spoglia del relativismo dei punti di vista parziali, che pure ne costituiscono l’humus. Allo stesso modo, mi pare che vada allontanata la tentazione di guardare solo ai numerosi mali del quotidiano che pure affliggono il nostro vivere nelle aule dove la giustizia si amministra.
Si tratterebbe, certamente, di una tentazione più forte delle altre, perché forte è il disagio e il senso di scoramento che si prova di fronte a molte realtà che versano in condizione di precarietà, carenti di quel sostegno materiale che uno Stato deve assicurare all’apparato che ne costituisce lo strumento elettivo di radicamento nella vita della comunità. Basti pensare alle gravi scoperture di organico e al divieto suicida, che tuttora permane, di impiegare in procura i nuovi magistrati.
Ma fermarsi al censimento delle difficoltà, secondo un rito che tanti anni giudiziari hanno consolidato, non servirebbe che a ripetere il noto: nessuno può ignorare la situazione assai grave; occorre finalmente il fatto, che però tarda a venire. L’occasione di una inaugurazione è soprattutto progetto per l’immediato nostro futuro.
Mi propongo, perciò, di inquadrare il servizio-giustizia in un'ottica diversa, che ponga al centro dell'attenzione elementi nuovi, che indaghino anche i risultati resi al cittadino-utente.
Da questo punto di vista non mancano nel nostro Paese, situazioni concrete nelle quali alcuni magistrati, alcuni uffici, alcune realtà hanno saputo darsi un obiettivo e l’hanno perseguito con coerenza e determinazione, raggiungendo miglioramenti obiettivi per il funzionamento del sistema.
Mi riferisco, ad esempio, ad una Procura della Repubblica del nord Italia, che negli ultimi tre anni ha costantemente ridotto il carico di lavoro arretrato, dimostrando come un'efficiente dirigenza e metodi di lavoro condivisi possano riuscire a realizzare obiettivi di effettiva riduzione dei tempi processuali, pur mantenendo costante la qualità del servizio svolto.
Una sonnacchiosa Procura meridionale ha vissuto un soprassalto di operosità e di positivi risultati nell’azione di contrasto alla criminalità, con l’arrivo di un capo coraggioso e dinamico.
Ciò vuol dire che le nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari sono, ancora una volta, il banco di prova del nuovo CSM, chiamato ad applicare criteri attitudinali e di merito i più oggettivi possibili, sfuggendo alle ricorrenti tentazioni spartitorie e difendendo con la correttezza dei provvedimenti il proprio ruolo costituzionale da ogni rischio di interferenza di altre giurisdizioni.
Un buon capo può fare la differenza.
 Presso un grande tribunale il deposito telematico degli atti di parte è attivo dal 7 dicembre 2006, hanno valore legale i depositi degli atti istruttori relativi a comparse e memorie e, nell’ambito di un protocollo d’intesa con l'Associazione Bancaria Italiana, dal 1° dicembre 2009 è attivo il processo telematico per le esecuzioni immobiliari.
L’informatizzazione è la frontiera su cui si gioca la sfida dell’efficienza del servizio, surrogando risorse tradizionali carenti con l’utilizzo delle nuove tecnologie.  
Un Presidente di Corte di appello, basandosi sulla normativa e sulle risorse esistenti, propone di creare in ambito distrettuale macro-aree in cui vigono particolari disposizioni che garantiscono “supplenze automatiche a rotazione” nel caso in cui uno dei tribunali interessati non possa far fronte al suo lavoro.
Ciascun ufficio conserverebbe la sua struttura di pianta organica, le sue risorse umane e materiali, la sua sede, ma i giudici verrebbero coassegnati ad una o due sedi geograficamente vicine, in modo da poter intervenire automaticamente e senza ritardi nelle frequenti ipotesi di bisogno.
È una risposta concreta e sostenibile alla obsoleta geografia giudiziaria e alla conseguente irrazionale distribuzione delle limitate risorse esistenti sul territorio. In attesa di una riforma che la politica si mostra timida ad affrontare, si utilizzano tutti gli spazi offerti dalla normazione secondaria per introdurre moduli organizzativi più efficienti.
Cosa vogliono dire queste esperienze?
Esse dimostrano come la giustizia, in Italia, si sostenga anche di queste realtà: realtà che pochi conoscono e valorizzano. Questi esempi nascono da persone che hanno considerato il tribunale la loro casa e la toga il loro abito; e che hanno inteso incarnarsi nella funzione che essi svolgono, ad un tempo, con il distacco che serve alla autorevolezza, ma con l’amore che rende la propria attività passione del quotidiano.
Ciò non esclude l'esistenza nella categoria di comportamenti omissivi e scorretti sotto vari profili, che vanno riconosciuti e severamente censurati.
Ma l’interesse obiettivo della magistratura è di far crescere e valorizzare quelli che un tempo avremmo chiamato “exempla virtutis” e che oggi chiamiamo “best practices”: farli diventare ragione di stimolo e di confronto, modelli della propria azione quotidiana, ma anche valore praticato e ragione di orgoglio.  L’attività della magistratura non sottende disegni sovversivi. È funzione giurisdizionale, per lo più silente e operosa: perciò merita la stima che anche quegli esempi positivi richiamati sollecitano, specie da chi egualmente è, per posizione, servitore dello Stato.
Il monito del libro della Sapienza “Diligite iustitiam qui iudicatis terram” che suona “amate la giustizia voi che siete giudici in terra”, Dante lo vede scritto nel cielo di Giove, quello della giustizia propria di chi ha governato con rettitudine.

Lo stesso amore per la giustizia deve accomunare giudici e governanti.
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ASSOCIAZIONE  DIRIGENTI   GIUSTIZIA
                                                                       

COMUNICATO

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2011
 


Nel mondo della Giustizia non si è mai parlato così tanto di “organizzazione”.

Eppure registriamo pesanti incoerenze rispetto alla necessità di costruire una moderna organizzazione giudiziaria.

Lo scorso 18 gennaio, il Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta, presentando assieme al Ministro Alfano il protocollo d’intesa sottoscritto con il C.S.M., ha dichiarato di essere convinto che “l’80% dei problemi della giustizia italiana sia di natura organizzativa”, aggiungendo che “all’obsolescenza delle macchine  e delle tecnologie va sommata l’obsolescenza culturale delle persone”.

A questo recupero di centralità della “questione organizzativa” da parte del decisore politico, si accompagna una complessiva crescita di tale consapevolezza da parte di tutti gli attori, istituzionali e professionali, del mondo della giustizia.

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura ha orientato larga parte del proprio “decalogo” di proposte ad aspetti organizzativi e gestionali. L’Associazione Nazionale Magistrati ha dedicato un’intera sessione del proprio XXX congresso nazionale all’organizzazione.  Dal canto suo, il Consiglio Superiore della Magistratura, già nella precedente consiliatura, ha impresso un forte impulso all’attività della propria settima commissione dedicata, appunto, all’organizzazione degli Uffici giudiziari.

Eppure, questa condivisione così diffusa, non ha impedito di registrare incoerenze e debolezze nelle concrete scelte operate.

Come Dirigenti dell’organizzazione giudiziaria, riteniamo doveroso segnalarne alcune.

Intanto, questa inaugurazione si svolge in emblematica coincidenza del terzo anniversario dello svolgimento  (29 e 30 gennaio 2008) delle prove scritte del concorso a 40 posti da Dirigente senza che neanche sia conclusa la correzione degli elaborati.

A questo punto ci chiediamo: un’amministrazione che vede coperte soltanto 209 delle 408 posizioni dirigenziali ancora distribuite sul territorio (la individuazione delle 61 da sopprimere, che porterà la pianta a 347, ancora non è stata effettuata) può, credibilmente, puntare a realizzare “processi brevi” se in 3 anni non riesce neanche a svolgere la prima metà di un procedimento amministrativo?

E, ancora, ci chiediamo: si può perseguire, seriamente, una riorganizzazione senza assicurare la presenza e l’apporto proprio delle figure professionali deputate a dirigere gli aspetti organizzativi e gestionali?

Ma, oltre all’inaccettabile lentezza con cui si sta gestendo il concorso a Dirigente, quello che denunciamo è l’assoluta dismissione di ogni politica di reclutamento di nuove leve di personale amministrativo.

Non c’è operazione di risanamento finanziario, nella cui necessità, peraltro, ci riconosciamo pienamente, che possa dettare la completa negazione di ogni nuovo ingresso.  Se si opera così, non soltanto si determina quella “obsolescenza” lamentata dal Ministro Brunetta.  In questo modo un’organizzazione la si condanna.

E, per di più, si compiono degli sprechi. 

 Che frutto daranno i milioni di euro del Fondo Sociale Europeo, impiegati a sostenere, attraverso i progetti di diffusione delle best practices,  la riorganizzazione di oltre 80 Uffici italiani, se l’innovazione perseguita non troverà le spalle su cui fare leva? Se non troverà nuove  professionalità, giovani intelligenze che la sostengano?

Altra contraddizione che rileviamo è poi la perdurante incertezza nell’affermazione del nuovo modello di governo degli Uffici Giudiziari previsto dal Decreto Legislativo n° 240 del 25 luglio 2006.

Dopo l’entrata in efficacia della nuova normativa (significativamente l’unico segmento della riforma dell’ordinamento giudiziario su cui si stabilì la convergenza tra i due schieramenti politici avvicendatisi nel governo del Paese) fu rapidamente conferita ai Dirigenti amministrativi la concreta gestione delle risorse umane, mentre la gestione delle risorse materiali, strumentali e finanziarie fu differita.   Sono passati oltre quattro anni: cosa impedisce di superare un assetto fonte di ambiguità e peraltro incoerente con il dettato legislativo?

Nel campo dello sviluppo tecnologico ed informatico, come Dirigenti siamo stati in prima fila a sostenere i progetti in corso.   E ci siamo riconosciuti nell’illustrazione –compiuta alcuni giorni fa dal Ministro Alfano- dei risultati conseguiti.

Non possiamo però archiviare senza qualche preoccupazione la vicenda della scongiurata cessazione dell’assistenza informatica applicativa.  E’ stata annunciata il 29 dicembre come decorrente dal 2 gennaio, provvisoriamente superata con una comunicazione del 5 gennaio, definitivamente assicurata per tutto il 2011 con una comunicazione del 25 gennaio scorso.

Si comprende agevolmente come resta difficile costruire un durevole sviluppo organizzativo in una situazione di così sofferta incertezza.

A riguardo, mentre prendiamo atto con soddisfazione della tenuta, anzi del lieve incremento, dei fondi destinati al Processo telematico (7,9 milioni nel 2010 contro i 7,3 milioni del 2009), ci interroghiamo sulle ricadute che determinerà, in assenza di un organico ripensamento delle voci di spesa, la severa diminuzione degli stanziamenti complessivi.

Se raffrontiamo il rapporto tra spesa per gli Uffici Giudicanti e PIL l’Italia registra un inquietante 0,18, ben inferiore ad una media europea dello 0,24.  Del resto, nel triennio 2006-2008 la quota di bilancio statale devoluta alla Giustizia è scesa di circa il 7% a fronte di un incremento europeo del 27%.

Da Dirigenti dello Stato, ci siamo sempre distinti, spesso in solitaria controtendenza, nel non rivendicare nuove e maggiori risorse finanziarie.

Crediamo sussistano margini di recupero di risorse, a partire da una seria ancorché prudente rivisitazione della geografia giudiziaria, in grado di assicurare al servizio giustizia stanziamenti certi e coerenti con i progetti di sviluppo perseguiti.

Da tempo, come Associazione Dirigenti, proponiamo la soppressione di 300 degli attuali 848 Uffici del Giudice di Pace.  Questo ricondurrebbe la nostra organizzazione intorno ai 1000 uffici sul territorio e libererebbe più risorse di quanto si possa immaginare.

Sul punto delle risorse ci permettiamo, conclusivamente, di aggiungere ancora due annotazioni.

Non riteniamo condivisibile la riluttanza a metter mano ad una riduzione, almeno,  degli Uffici del Giudice di Pace in assenza di una piena condivisione parlamentare e delle amministrazioni locali interessate.  Registriamo, a riguardo che in altri campi, dai progetti TAV alla stessa riforma dell’Ordinamento Giudiziario, questa esigenza  di unanimità di consenso non è stata ritenuta indispensabile.

Infine, crediamo che la convinzione da consolidare sia incominciare a intendere il servizio giustizia come una grande infrastruttura, utile, necessaria allo sviluppo.

E’ dell’inizio di questa settimana la revisione al ribasso (appena l’1 % per il 2011 e 1,3% nel 2012) della stima di crescita del PIL italiano operata dal Fondo Monetario Internazionale. 

La piena assunzione dell’idea che il buon funzionamento della Giustizia concorre alla crescita, forse potrebbe aiutarci ad adottare un’idea innovativa anche riguardo all’impiego delle risorse.

Come Dirigenti, restiamo, ovviamente, disponibili ed interessati a contribuire  all’elaborazione ed al lavoro necessari per assicurare questa prospettiva.

28 gennaio 2011
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Solidarietà piena, senza se e senza ma, alla d.ssa Ilda Boccassini e al presidente Palamara!

Loredana Morandi.


Minacce via mail al presidente dell'Anm Palamara.

Solidarietà dei magistrati alla Bocassini

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/20110127_giornale.jpg

«La Procura di Roma, dallo scorso 8 dicembre, è diventata proprietaria degli impianti che servono a fare le intercettazioni che sono, dunque, diventate a costo zero». Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, nel corso di conferenza stampa nella sede del Parlamentino delle toghe presso la Cassazione. L'unico costo, ha spiegato Palamara, «è quello di 2,05 centesimi al giorno a favore del gestore telefonico del bersaglio intercettato». Secondo Palamara «prassi virtuose, come quella della Procura di Roma, si possono estendere a tutte le sedi giudiziarie.

Solidarietà a Bocassini in tutte le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario
Palamara ha detto che in tutte le cerimonie per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario che si terranno dopodomani nelle Corti d'Appello, i presidenti delle sezioni locali dell'Anm «rinnoveranno con forza la loro posizione di solidarietà ai magistrati colpiti in questi giorni e in particolare oggi con l'iniziativa del Giornale contro la Boccassini, da campagne denigratorie».

Minacce via e-mail
Gli inquirenti stanno indagando sulla e-mail di minacce giunta sulla posta elettronica dell'Anm presso la Corte di Cassazione. Nella e-mail, indirizzata al presidente Luca Palamara si dice: «Sta per arrivare la vostra ora». Le frasi di minaccia, a quanto si è appreso, si riferiscono alla posizione di Palamara e dell'Anm, che ha detto che non subirà intimidazioni per quanto riguarda la difesa della magistratura tutta e in particolare dei magistrati della Procura di Milano e di Ilda Boccassini.

Sistema informatico della giustizia sempre a rischio blocco
Palamara ha sottolineato che Il servizio informatico della giustizia è sempre a rischio blocco e la sua efficienza è diminuita senza generare reali risparmi. «Il governo dei fatti, la politica degli annunci, le continue conferenze stampa dei ministri Alfano e Brunetta che pubblicizzano la piena informatizzazione degli uffici giudiziari - ha detto Luca Palamara, presidente dell'Anm, illustrando il documento elaborato dalla Giunta dell'Associazione - si scontrano con la dura realtà, svelando la triste verità: uffici senza personale, senza computer e con i nuovi programmi informatici in uso in pochi circondari». Nel documento si legge che «parrebbe» che il capitolo delle spese per l'assistenza informatica degli uffici giudiziari «non sia stato finanziato«. Le toghe scrivono che i «dati indicati dalla relazione del guardasigilli sono imprecisi e dal sito del ministero sono scomparsi i Piani triennali di spesa per l'informatizzazione degli uffici giudiziari, l'unico modo per capire quante sono e come vengono davvero distribuite le risorse».

http://www.ilsole24ore.com/

La Rassegna

GIUSTIZIA: ANM, POCHE RISORSE E MALE UTILIZZATE

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 27 gen - Poche risorse male utilizzate, arretratezza dei sistemi informativi, lungaggini nei processi. Tutto questo malgrado l'impegno dei ...

Giustizia: Anm, sulla informatizzazione solo annunci da Alfano

Adnkronos/IGN - ‎6 ore fa‎
Roma, 27 gen. (Adnkronos) - Il progetto di informatizzazione degli uffici giudiziari si e' rivelato un vero e proprio "fallimento". ...

Si inaugura l'anno giudiziario, per Anm il sistema e' a rischio

Virgilio - ‎2 ore fa‎
Si inaugura domani a Roma e sabato nelle Corti d'Appello dei 26 distretti d'Italia l'anno giudiziario, e alla vigilia è montata la polemica della ...

Giustizia/ Anm contro 'politica annunci' di Alfano e Brunetta

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Roma, 27 gen. (TMNews) - Il servizio informatico della giustizia è sempre a rischio blocco e la sua efficienza è diminuita senza generare reali risparmi: è ...

Giustizia/ Anm: Sistema è al fallimento, Governo fa solo... -2-

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 27 gen. (TMNews) - L'Anm respinge l'ottimismo sul calo dell'arretrato civile ostentato recentemente in Parlamento dal ministro della Giustizia ...

Anm/ Costa (Pdl): No bianco, da Cascini e Palamara libro rosso

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 27 gen. (TMNews) - "Cascini e Palamara più che un libro bianco potrebbero senza fatica scrivere a 4 mani un libro rosso. Sarebbe piu coerente con un ...

Minacce a Palamara

Corriere2000 - ‎4 ore fa‎
Sulla posta elettronica dell'Anm presso la Corte di Cassazione è arrivata una minaccia indirizzata al presidente Luca Palamara nella quale, tra l'altro, ...

Palamara: «Il metodo Mesiano non riuscirà a intimidirci»

FF webmagazine - ‎5 ore fa‎
di Manuela Caserta «Il metodo Mesiano non ci intimidirà»: si apre con queste parole la conferenza stampa dell'Associazione Nazionale Magistrati, ...

L'Anm: solidarietà ai magistrati di Milano

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Ruby/ Anm: Barbarie attacco Giornale, non ci intimidiranno

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Roma, 27 gen. (TMNews) - L'Associazione nazionale magistrati reagisce con durezza all'attacco del 'Giornale' contro il sostituto procuratore di Milano Ilda ...

Qui ci vorrebbe un giudice

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L'associazione magistrati si è riunita a congresso e ne sono successe di tutti i colori, senza che naturalmente la gran parte della stampa lo raccontasse. ...

Minacce via mail al presidente dell'Anm Palamara. Solidarietà dei ...

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Boccassini, Anm replica al Giornale: "Non ci faremo intimidire"

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http://www.ilfattoquotidiano.it - Dopo l'attacco del Giornale a Ilda Boccassini, pm milanese che indaga sul caso Ruby, la magistratura serra i ranghi. ...

ANM, METODO MESIANO NON CI INTIMIDIRA'

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(AGI) - Roma, 27 gen. - "Il metodo Mesiano non ci intimidisce e non ci intimidira': come Anm diamo la nostra solidarieta' ai colleghi di Milano e, ...

Ruby: Anm, stop al metodo Mesiano

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(ANSA) - ROMA, 27 GEN - 'Il metodo 'Mesiano' non ci intimidisce e non ci intimidira': come Anm esprimiamo solidarieta' ai colleghi di Milano e alla ...

Procura e Anm, tutti con Ilda: "Perseguitata"

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Per Bruti Liberati e Palamara, la Boccassini "denigrata in modo inqualifiacabile". Silenzio sul trattamento riservato al Cav La denigrazione dei magistrati ...

FUOCO DEI MAGISTRATI SUL GIORNALE: "BARBARIE, NON TOCCATE LA ...

il Giornale - ‎6 ore fa‎
Magistrati sul piede di guerra dopo gli articoli del Giornale su Ilda Boccassini che finì sotto processo perché sorpresa in atteggiamenti sconvenienti con ...

CASO RUBY: ANM, DA GIORNALE RIPROPOSTO 'METODO MESIANO'

Agenzia di Stampa Asca - ‎6 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 27 gen - ''Il 'metodo Mesiano' (il giudice civile che ha imposto il risarcimento al gruppo Fininvest nel cosiddetto Lodo Mondadori e spiato ...

Caso Ruby: Anm, questa barbarie non ci intimidira'

Adnkronos/IGN - ‎7 ore fa‎
Roma, 27 gen. (Adnkronos) - "Questa barbarie non ci intimidira', non arretreremo di un millimetro". E' la dura replica dell'Anm sull'affaire Ruby e, ...

La procura di Milano attacca <em>il Giornale</em>

il Giornale - ‎7 ore fa‎
Il comunicato della procura dopo gli articoli di oggi del Giornale: "Le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli" ...

Procura Milano replica al Giornale

TGCOM - ‎9 ore fa‎
"Ogni attività della magistratura in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagnie di denigrazione ...

Ruby:Bruti,mia responsabilita' inchiesta

ANSA.it - ‎10 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 27 GEN - 'In considerazione della delicatezza della vicenda, il Procuratore della Repubblica segue costantemente e compiutamente tutta ...

La doppia morale della Boccassini

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Nel 1982 la Boccassini venne sorpresa in "atteggiamenti amorosi" con un giornalista di Lotta Continua. Davanti al Csm si difese come paladina della privacy. ...

Ruby, procuratore, Anm difendono pm Boccassini

Reuters Italia - ‎10 ore fa‎
MILANO (Reuters) - Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ha espresso oggi in una nota il suo sostegno al pm Ilda Boccassini, ...

Ruby: Bruti Liberati difende la Boccassini

ANSA.it - ‎11 ore fa‎
MILANO - "Le campagne di denigrazione e l'attacco personale si qualificano da soli". E' quanto ha scritto in una nota il procuratore della Repubblica di ...

CASO RUBY: LA PROCURA DI MILANO DIFENDE LA BOCCASSINI

Agenzia di Stampa Asca - ‎11 ore fa‎
Gli attacchi personali rivolti ai magistrati ''devono essere un problema per chi ne e' autore e non per chi ne e' vittima''. La Procura di Milano reagisce ...

CASO RUBY: PROCURA, LA RESPONSABILITA' E' DEL PROCURATORE CAPO

Agenzia di Stampa Asca - ‎11 ore fa‎
(ASCA) - Milano, 27 gen - E' Edmondo Bruti Liberati, Procuratore Capo della Repubblica di Milano, ad aver ''assunto personalmente'' il coordinamento e ...

Rubygate/ Atti alla procura spunta altra minorenne

il Democratico - ‎28 minuti fa‎
E' veramente imbarazzante assistere ad uno scempio politico di dimensioni incommensurabili. Siamo all'apoteosi dello schifo. Abbiamo un disastro ambientale ...

L'Anm corre in difesa della Boccassini. Palamara minacciato con email

Vita di Donna Community - ‎3 ore fa‎
"La parola conflitto è una parola che non ci appartiene, la magistratura non è un'istituzione in guerra con un'altra istituzione", dice Luca Palamara, ...

GIORNALE CONTRO BOCCASSINI. ANM: "STOP A METODO MESIANO"

Leggo Online - ‎3 ore fa‎
MILANO - Duro attacco del Giornale di Alessandro Sallusti contro la pm Ilda Boccassini, titolare (insieme a Forno e Sangermano) dell'inchiesta sul caso Ruby ...

L'Anm difende la Boccassini, minacce a Palamara

Il Salvagente - ‎4 ore fa‎
Sale la tensione contro la magistratura. Se questa mattina era stato "Il Giornale" di Sallusti ad attaccare la Pm di Milano, Ilda Boccassini, che si occupa ...

Ruby/ Mail minacce all'Anm dopo dichiarazioni contro Giornale

Libero News - ‎5 ore fa‎
Una mail di minacce indirizzata a Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, è arrivata questo pomeriggio a un indirizzo email ...

Boccassini, la procura al Giornale: Denigrazione. L'Anm: Barbarie

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Polemiche dopo l'articolo apparso sul quotidiano berlusconiano sui presunti amori della pm. Bruti Liberati: Si qualifica da solo Roma, 27 gen. ...

L'Anm contro il Giornale: Attacco di gravità inaudita, solidarietà ...

Italia News - ‎5 ore fa‎
(IAMM) L'Associazione nazionale magistrati esprime solidarietà ai pm milanesi, e in particolare a Ilda Boccassini, dopo l'articolo pubblicato da "Il ...

Ruby, spunta la minorenne Iris. Botta e risposta Procura-Giornale

Il Velino - ‎5 ore fa‎
Altre 227 pagine dei pm inviate alla Camera. Il quotidiano attacca "la doppia morale della Boccassini. Bruti Liberati replica: Denigrazione che si qualifica ...

Dopo Mesiano, anche il metodo Boccassini? I giudici: “Da Giornale ...

Blitz quotidiano - ‎6 ore fa‎
Dopo il “metodo Boffo” e il “metodo Mesiano”, il Giornale passa al “metodo Boccassini”? E' questa l'opinione di Luca Palamara, presidente dell'Associazione ...

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CASO RUBY: CASCINI (ANM), CONTRO BOCCASSINI BARBARIE DE 'IL GIORNALE'

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"Metodo Boffo contro la Boccassini" Scontro tra la Procura e Il ...

L'Unione Sarda - ‎9 ore fa‎
Il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, replica agli articoli pubblicati oggi da "Il Giornale" che riguardano Ilda Boccassini. ...

BRUTI LIBERATI/ La replica a Il Giornale all'articolo sulla ...

Il Sussidiario.net - ‎9 ore fa‎
Il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, risponde alla accuse de Il Giornale rivolte a Ilda Boccassini, uno de titolari dell'inchiesta che vede ...

Caso Ruby, Bruti Liberati difende la Boccassini

Il Quotidiano Italiano - ‎9 ore fa‎
Nel pieno dell'inchiesta che vede indagato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ...

Caso Ruby: Bruti Liberati contro campagne denigratorie

Corrispondenti.net - ‎10 ore fa‎
Intervento di Edmondo Bruti Liberati in difesa dei pubblici ministeri milanesi che si occupano del caso Ruby. Non facendo alcun riferimento specifico, ...

IL GIORNALE/ Come la Boccassini si difese al Csm invocando la privacy

Il Sussidiario.net - ‎10 ore fa‎
L'ARTICOLO DE IL GIORNALE SU ILDA BOCCASSINI - Silvio Berlusconi e Ilda Boccassini: due pesi e due misure, spiega Il giornale, nel interpretare la privacy. ...

PARLANO DA SOLI

Il giornale di Pachino - ‎10 ore fa‎
“Le campagne di denigrazione e l'attacco personale si qualificano da soli e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è ...

Ruby/ Capo pm Milano: Inviti a comparire vistati da me

Virgilio - ‎10 ore fa‎
"I due inviti a comparire (per Silvio Berlusconi e Nicole Minetti, ndr) firmati dai magistrati sono stati vistati dal procuratore, pur non essendo richiesto ...

Ruby, lo scoop del Giornale: la Boccassini nell'82 aveva un ...

corriereweb.net - ‎11 ore fa‎
Il Giornale di Sallusti libera i segugi e questi trovano subito lo scoop che rivela l'unica verità: la Boccassini è comunista. Lo prova il fatto che nell'82 ...

Macchina del fango, non ci caschiamo più

FF webmagazine - ‎15 ore fa‎
di Domenico Naso No, non ci caschiamo più. Nemmeno di fronte all'ennesima vergogna giornalistica che il quotidiano fondato da Indro Montanelli (sic) sbatte ...

Scoop del Giornale: “La Boccassini aveva il fidanzato di sinistra!”

Giornalettismo - ‎16 ore fa‎
Goebbels non avrebbe saputo mai fare di meglioOnore al merito: la palma di migliore prima pagina del giorno in cui le nuove carte dei Pm di Milano ...

Giudici buoni, giudici cattivi. Il doppiopesismo è servito

Diritto di Critica - ‎26/gen/2011‎
Riappare Ilda Boccassini e per i mass media “governativi” è di nuovo l'incubo rosso del presidente del Consiglio. Il Giornale titolava così un suo articolo ...

Ruby, i magistrati al contrattacco: "Le barbarie non ci intimidiranno"

La Stampa - ‎3 ore fa‎
«Le campagne di denigrazione el'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli e, in un sistema di civile convivenza, devono essere un problema per ...

Ruby: Bruti Liberati assume responsabilita' dell'inchiesta

ANSA.it - ‎5 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 27 GEN - Il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha assunto la responsabilita' dell'inchiesta sulla vicenda Ruby. ...

Ruby, procura e Anm a difendono Boccassini. Minacce a Palamara ...

Adnkronos/IGN - ‎5 ore fa‎
Roma - (Adnkronos) - Si apre un nuovo fronte di scontro con la magistratura nel caso Ruby. Il procuratore capo dei Milano Edmondo Bruti Liberati risponde ...

Anm contro il Giornale: "E' una barbarie"

La Repubblica - ‎6 ore fa‎
Il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, replica agli articoli pubblicati oggi dal quotidiano berlusconiano. Ed esprime "piena solidarietà e ...

Ruby, ora spunta il caso Berardi. Bruti Liberati difende Boccassini

Tuttosport - ‎10 ore fa‎
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Dalla documentazione trasmessa dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera sul caso Ruby, ...

Procura-Giornale, lite sulla Boccassini

Corriere della Sera - ‎11 ore fa‎
Il quotidiano della famiglia Berlusconi attacca il pm che indaga sul caso Ruby. L'Anm: «Non ci intimidiscono» Il quotidiano della famiglia Berlusconi ...

Ruby/ Anm: Barbarie attacco Giornale, non ci intimidiranno

La Provincia di Lecco - ‎5 ore fa‎
Roma, 27 gen. (TMNews) - L'Associazione nazionale magistrati reagisce con durezza all'attacco del 'Giornale' contro il sostituto procuratore di Milano Ilda ...

Il Giornale attacca la Boccasini: Amori e verità nascoste del pm

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Titolo a tutta pagina del quotidiano di Sallusti. La Procura: Si qualifica da solo. L'Idv: Il quotidiano usa il Metodo Boffo Roma, 27 gen. ...

La nuova grana per Berlusconi si chiama Iris "Presente alle feste ...

SiciliaInformazioni.com - ‎7 ore fa‎
Dalla documentazione trasmessa dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera sul caso Ruby, come risulta a chi le ha potute vedere, ...

Il Giornale e la procura della repubblica di Milano -polemiche a ...

Notizie news (Blog) - ‎7 ore fa‎
Il procuratore capo dei Milano, Edmondo Bruti Liberati reagisce e risponde all'iniziativa di “Il Giornale” per un articolo sul pm Ilda Boccassini: "Ogni ...
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2011 @ 23:19:32, in Magistratura, linkato 1350 volte)
COMUNICATO DEL PROCURATORE DI MILANO


N. 55781/10 R.G.N.R. mod. 21

Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Milano
 

COMUNICATO STAMPA
 

Con riferimento al  procedimento numero 55781/2010 RGNR Mod 21  per una più compiuta informazione si sottolinea:

-         il procedimento è coassegnato ai Procuratori aggiunti Pietro Forno e Ilda Boccassini e al Sostituto procuratore Antonio Sangermano

-         in considerazione  della delicatezza della vicenda, il Procuratore della Repubblica segue costantemente  e compiutamente tutta la attività di indagine, di cui ha assunto personalmente il coordinamento e conseguentemente piena responsabilità

-         le richieste e le note di trasmissione degli atti, dirette alla Camera dei Deputati, sono state firmate  dal Procuratore della Repubblica

-         i due  inviti a comparire, firmati dai magistrati coassegnatari, sono stati vistati dal Procuratore, pur non essendo richiesto il “Visto” per tale tipo di atti

-         il Procuratore della Repubblica esprime pieno sostegno e apprezzamento nei confronti dei colleghi coassegnatari del procedimento i quali, senza esenzione alcuna dai turni e dall’attività ordinaria, hanno compiuto e stanno compiendo con tempestività e rigore professionale attività di indagine a sensi degli artt. 326 e 358 cpp.

-         ogni attività  della magistratura – e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano – in un ordinamento democratico, è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l’attacco personale ai magistrati si qualificano da soli e, in un sistema di civile convivenza, devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima.
 

Milano, 27 gennaio 2011

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

Edmondo Bruti Liberati
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Associazione Nazionale Magistrati

La solidarietà dell'Anm alla collega Boccassini
“Il Metodo Mesiano non ci intimidirà”



"Il metodo Mesiano non ci intimidisce e non ci intimidira': come Anm diamo la nostra solidarieta' ai colleghi di Milano e, in particolare, alla collega Boccassini che ha l'unica colpa di fare cio' che la Costituzione le impone, cioe' applicare la legge".

Nella conferenza stampa convocata alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, critica così 'Il Giornale' per l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

"Si tratta di un attacco grave e inaudito - spiega Palamara - e dato che titolari dell'inchiesta sono più magistrati, tra cui il procuratore capo, non si tratta di difendere una sola persona, ma un'intera categoria. Se l'obiettivo e' intimidire chi indaga, si sappia che non ne verremo scalfiti: si tratta di un tentativo gia' posto in essere con Mesiano, estremamente pericoloso non solo per la magistratura, ma per la democrazia e per lo Stato.

E' estremamente grave - conclude il presidente dell'Anm - tirare fuori storie vecchie di 30 anni solo per gettare fango. E' estremamente grave evocare un modo di essere, il colore di un calzino o il colore dei capelli, o comunque fatti privati del tutto scollegati da un'inchiesta. Ma noi non arretreremo di un millimetro davanti a nessuna intimidazione".

Anche Giuseppe Cascini, segretario generale dell'Anm, parla esplicitamente di "barbarie inaccettabile del confronto politico. E' grave trasferire le attenzioni dall'oggetto del procedimento alla persona del magistrato. E' giusto che nel paese si discuta il merito di certe inchieste, ed e' legittimo criticarle, ma personalizzare lo scontro pensando che infangare il magistrato di turno possa diminuire il peso di una determinata inchiesta e' operazione estremamente pericolosa.

La stessa cosa era accaduta ad un giudice amministrativo (Mesiano, ndr) 'colpevole' di aver preso una decisione sgradita: oggi con la collega Boccassini si tira fuori una vicenda di 30 anni fa e un procedimento disciplinare chiuso con un'assoluzione; si pubblicano atti non pubblici senza fare mai cenno a quella assoluzione. Noi magistrati - conclude Cascini - abbiamo accettato critiche anche molto dure senza mai fare difesa corporativa, ma non possiamo accettare che si attacchino colleghi solo perche' non si condivide il loro lavoro".

Giovedì 27 gennaio 2011
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Di Loredana Morandi (del 24/01/2011 @ 16:58:33, in Magistratura, linkato 1607 volte)
Questo è il momento di un giusto moralismo, ma alla sinistra dico:  "Per ogni 'compagna' prostituta incensata e ogni D'Addario assolta dal reato di adescamento sono 100 le schiave dimenticate del mercato del sesso".
D'Alema, la D'Addario ha già avuto. Ora basta! L.M.


Il premier è indagato per concussione e prostituzione minorile

Ruby, indagini difensive: ai pm le carte.


ultimo aggiornamento: 24 gennaio, ore 16:31
Milano - (Adnkronos/Ign) - Arrivato a Milano il faldone con le testimonianze, raccolte dai legali di Berlusconi, di molte delle ospiti del Cavaliere. Nuova audizione in procura per Nadia Macrì, l'ex escort che ha dichiarato ad 'Annozero' di aver visto la marocchina a Villa San Martino (VIDEO). Nella proposta del Pdl previste sanzioni per i magistrati. Fede: ''Nessuna trasgressione'' (VIDEO). D'Addario pronta a scendere in politica (VIDEO)

Milano, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono arrivate a Milano, negli uffici della Procura, le carte relative alle indagini difensive svolte dagli avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo, difensori di Silvio Berlusconi, nell'ambito del caso Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione minorile.

Tra le carte inviate dai legali del Cavaliere ci sono gli 'interrogatori' effettuati nell'ambito delle indagini difensive a circa una ventina di persone. Le persone ascoltate dai legali sarebbero in gran parte ragazze invitate in passato alle serate organizzate per il presidente del Consiglio nella sua residenza ad Arcore. E' quanto si apprende negli ambienti giudiziari dove gli inquirenti stanno esaminando "con attenzione" tutto il materiale inviato, circa una settantina di pagine.

Intanto, nuova audizione oggi per Nadia Macrì, l'ex escort che giovedì scorso nel corso della trasmissione 'Anno Zero' ha dichiarato di aver visto Ruby a Villa San Martino il 24 aprile dello scorso anno ed ha raccontato di rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi. L'interrogatario è terminato dopo circa due ore. Dopo la prima testimonianza di venerdì scorso, durata circa 5 ore, gli inquirenti milanesi hanno voluto risentire la giovane escort per alcuni riscontri. Il confronto è avvenuto in procura, nell'ufficio del pm Antonio Sangermano.

Intanto, sul fronte politico, Massimo D'Alema, intervenuto a '28 minuti' su Radio Due, sottolinea: il premier ha ''mentito al paese: ha detto che non ha mai pagato una donna, che non ha mai avuto rapporti con minorenni... In un paese civile chi mente non può guidare un paese". D'Alema ricorda anche la telefonata in Questura: Berlusconi "ha ingannato le forze dell'ordine non è compatibile con un'idea minima di sicurezza" ed inoltre, conclude, "il fatto che Berlusconi non si sia presentato ai pm dimostra l'imbarazzo di fronte all'evidenza schiacciante di prove".

La Rassegna

Ne verrà chiesta la calendarizzazione in commissione Giustizia di Montecitorio

Pdl: risarcimento per ''ingiusta intercettazione'' e sanzioni ai pm

ultimo aggiornamento: 24 gennaio, ore 16:04
Roma - (Adnkronos) - E' la proposta sottoscritta da 30 deputati del Pdl, primo firmatario Luigi Vitali: ''Alle vittime del 'tritacarne' mediatico e giudiziario riparazione fino a 100mila euro''. Previsto inoltre che il Guardasigilli e il Procuratore generale presso la Cassazione valutino la sussistenza di profili disciplinari nei confronti di pm e gip

Roma, 24 gen. (Adnkronos) - Chi è stato "ingiustamente" intercettato ha diritto ad un'"equa riparazione", ossia un risarcimento che può arrivare a 100mila euro. E' la proposta sottoscritta da 30 deputati del Pdl, di cui primo firmatario è Luigi Vitali, già sottosegretario alla Giustizia. La proposta prevede inoltre che il Guardasigilli e il Procuratore generale presso la Cassazione valutino la sussistenza di profili disciplinari nei confronti del pm e del gip "che hanno richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato l'ingiusta intercettazione".

Le intercettazioni, sottolinea Vitali, "sono sicuramente uno strumento indispensabile non solo per la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo ma anche per l'accertamento di responsabilità penali relative a reati particolarmente odiosi e di grande allarme sociale. E' innegabile, però, che soprattutto negli ultimi anni vi sia stato un abuso di tale strumento che, da un lato, è enormemente costato alle casse dello Stato e, dall'altro, è stato largamente invasivo del diritto costituzionale alla riservatezza nei confronti di numerosissimi cittadini che sono usciti dalle rispettive vicende dopo essere passati nel 'tritacarne' mediatico e giudiziario".

Da qui, la necessità di intervenire per legge, insiste l'esponente del centrodestra, che chiederà la calendarizzazione della proposta in commissione Giustizia di Montecitorio.

La proposta mira ad inserire nel codice penale un nuovo articolo, il 315 bis, che punisce l'"ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni". Ma chi va risarcito? Chi è stato assolto, si legge nella proposta Vitali, con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato da un'imputazione formulata nell'ambito di un procedimento penale nel quale è stato destinatario di intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni.

L'"equa riparazione" spetta anche a coloro nei cui confronti sia stato pronunciato un decreto o un'ordinanza di archiviazione, o una sentenza di non luogo a procedere; e spetta anche ai terzi, estranei alle indagini, che siano stati intercettati occasionalmente. In quest'ultimo caso, il diritto alla riparazione compete soltanto se le intercettazioni sono state divulgate, "in quanto il pubblico ministero non abbia disposto il loro immediato oscuramento all'atto della ricezione delle relative trascrizioni". In ogni caso, anche a prescindere dall'oscuramento, la pubblicazione sulla stampa delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni "deve essere valutata ai fini della quantificazione e dà diritto alla riparazione per l'ingiusta intercettazione anche in favore dei terzi, estranei alle indagini, che siano stati occasionalmente intercettati".

Secondo la proposta, l'entità della riparazione non può comunque superare i 100mila euro. L'ingiusta intercettazione di conversazioni tra il difensore e il proprio assistito, infine, "deve essere ulteriormente valutata ai fini dell'entità della riparazione stessa".

*** *** ***

Il giornalista: ''Mai campagna mediatica fu più aggressiva''

Ruby, Fede: nessuna trasgressione

D'Addario pronta per la politica

  
ultimo aggiornamento: 23 gennaio, ore 17:51
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il direttore del Tg4 a 'In mezz'ora': ''Nessuna ragazza invitata da me ad Arcore'' (VIDEO). D'Addario: ''Non ho mai percepito soldi dal presidente del Consiglio'' (VIDEO). Berlusconi: ''Non mi piego''. Il premier non andrà dai pm. Alfano: ''Si ricandiderà e vincerà''. Maroni propone 'tregua' maggioranza-opposizione. Pd: ''Imbarazzante''. Intanto la Procura va avanti e ascolta l'ex escort che ad 'Annozero' ha detto di aver ricevuto 5mila euro dopo una festa ad Arcore con Ruby (VIDEO)
Roma, 23 gen. (Adnkronos/Ign) - "Nessuna delle ragazze invitate ad Arcore è stata invitata da me". E' quanto ha dichiarato il direttore del Tg4, Emilio Fede, nel corso del programma 'In mezz'ora' condotto da Lucia Annunziata su Raitre.

"Mai una ragazza - ha ribadito - a partire da Ruby. Io sono stato ben felice di esserci; mi fa piacere essere invitato a casa del presidente del Consiglio, per simpatia umana e condivisione politica nei confronti di Silvio Berlusconi. E quanto a simpatia umana e a intelligenza politica, il premier ne ha tanta".

Le cene ad Arcore, assicura Fede, ''avevano uno svolgimento regolare, sicuro, mai trasgressivo e di questo io posso essere preciso testimone. Si cenava, si parlava molto di politica, Berlusconi amava raccontare aneddoti sui suoi viaggi all'estero e cantava, perché è stato ed è ancora un bravo cantante".

''In casa propria ognuno fa quel che gli pare" sottolinea il giornalista. E in merito a quella che è stata definita come la sala del bunga-bunga, Fede dice che "è un locale sotterraneo, una sorta di discoteca dove chi vuole può scendere dopo aver cenato, per ascoltare musica, ballare ma anche vedere filmati sui viaggi all'estero del premier o partite di calcio".

"Il suo problema - spiega il direttore del Tg4 - è la sua generosità; ha fatto anche costruire un ospedale in Thailandia, ha sempre il senso della solidarietà. Non so quale possa essere il compenso, l'elargizione per queste ragazze, la sua solidarietà. Berlusconi ha aiutato molta gente. Ma non gli ho mai visto passare dei soldi". Riguardo poi alle intercettazioni di telefonate in cui Fede con Mora parla di soldi, il giornalista risponde che se avesse ''davvero avuto bisogno di soldi Silvio, di cui sono molto amico, se glieli avessi chiesti me li avrebbe dati e anche molti di più".

Fede dice di essere ''sereno sulla verità che è la mia verità: c'è un'indagine e ho rispetto per l'indagine; un po' meno per questa campagna mediatica che a memoria mia, tra prima e seconda Repubblica, non ricordo sia mai stata così aggressiva, così drammatica, così lontana dalla verità. Spero di poterla dimenticare ma non sarà facile. Il danno maggiore arriva da certa informazione".

Il deputato Pdl Gaetano Pecorella, nella veste di avvocato che difende Emilio Fede nell'inchiesta sul caso Ruby, ha precisato all'Adnkronos che "la decisione di rilasciare l'intervista a Lucia Annunziata non fa parte di chissà quale controffensiva messa a punto in modo particolare. Gli avvocati decidono in materia di condotta processuale. Credo che Fede abbia deciso sul momento, come spesso accade nel caso delle interviste. Tutto lì". Pecorella non si 'sbottona' su quello che sarà l'asse portante della difesa: "Non lo dichiaro per il semplice motivo che lo farò nel momento e nella sede opportuna. Quale giocatore di poker - conclude - scoprirebbe le sue carte in anticipo?".

Dopo il direttore del Tg4 a 'In mezz'ora' è stata la volta di Patrizia D'Addario che all'Annunziata è tornata a raccontare la sua verità a proposito delle sue relazioni con il presidente del Consiglio. ''Il risarcimento non c'è mai stato, sempre fango sulla mia persona ingiustamente. Io non ho mai percepito soldi dal presidente del Consiglio'', ha detto la D'Addario davanti alle telecamere di Raitre.

"Io non ho chiesto soldi, nulla. Lui era molto attento e sensibile a un problema che mi affliggeva, il suicidio di mio padre - ha ribadito - Io ero lì a palazzo Grazioli per motivi completamente diversi dalle ragazze che erano lì per fare carriera, per prendere quei soldi. Io non ho mai chiesto né preso soldi".

La D'Addario ha poi rivelato: "Mi è stato proposto di scendere in politica, ma per il momento non posso dire nulla di più". ''Devo ancora incontrare alcune persone: sceglierò per il meglio. Quello che si fa in politica - ha concluso - non mi piace per niente".

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2011 @ 20:07:13, in Magistratura, linkato 1465 volte)
La massoneria si muove sempre dove circola denaro e quella sì che inquina la lotta politica. A questo punto in Italia occorrerebbe un nuovo censimento delle Logge e la pubblicazione dei nomi di "tutti" i famosi tra gli iscritti. Specie tra i parlamentari, considerando che: dal centro destra arrivano  solitamente già iscritti (se non mandati dalle varie cupole anche come avvocati "di parte") e nel centro sinistra li iscrivono appena arrivati a Roma. Inoltre, da alcune regioni arrivano solo se iscritti, dalla Sardegna per esempio. In generale nel meridione la massoneria serve ancora a fare l'high society e i contatti romani, mentre in Sicilia le logge ex DC agiscono platealmente tramite IdV e ciò potrebbe accadere in più luoghi toccati dalle presentazioni di un libro siciliano stampato a Roma. L.M.

L'inchiesta sulla sanità Nel mirino le nomine di funzionari e primari



«Concussione», Vendola indagato

Il governatore: si vuole inquinare la lotta politica. Io dovrei essere premiato


BARI — L'inchiesta sulla sanità pugliese appare ormai un ciclone inarrestabile. Dopo funzionari, assessori, manager di primo livello come Lea Cosentino, la direttrice della Asl di Bari finita agli arresti domiciliari, nel registro degli indagati viene iscritto anche il governatore Nichi Vendola. Reato ipotizzato: concussione.

L'episodio appare banale, riguarda la mancata nomina di un luminare dell'epidemiologia. Ma sembra inserirsi in un filone più ampio sul sistema di designazione dei primari e dei direttori sanitari in una logica spartitoria che i pubblici ministeri hanno messo sotto osservazione già da diverso tempo. E che adesso deflagra in piena campagna elettorale e a cinque giorni dalle primarie del centrosinistra.

Questo filone di indagine nasce da una serie di conversazioni intercettate nella primavera 2008 tra lo stesso Vendola e l'allora assessore alla Sanità Alberto Tedesco. I due discutono della posizione di Giancarlo Logroscino, medico barese che insegna alla Harvard School di Boston. Si tratta di un professionista stimato, che può vantare numerosi titoli accademici, ma nonostante questo non è riuscito ad ottenere la nomina di primario al "Miulli". Il governatore rimprovera l'assessore in quota al Pd di essere intervenuto per bloccarlo, quest'ultimo dice di aver ricevuto numerose pressioni sia da politici, sia dall'ambiente sanitario. Alla fine il presidente della Regione si mostra convinto che si sia mossa la massoneria. Ne parla esplicitamente, senza però rivelare da chi lo abbia saputo.

È stato proprio questo scambio di opinioni a convincere i pubblici ministeri che fosse necessario verificare in che modo avvengano le designazioni e che ruolo abbia in questa partita lo stesso Vendola. Lui ostenta sicurezza: «Sarei indagato? Sono mesi che danzano per aria queste "notiziole", che provano ad assediare la mia vita. Sono notizie usate continuamente allo scopo di inquinare la lotta politica. Se poi parliamo del caso del professor Giancarlo Logroscino, non riesco neppure a capire il motivo per cui sarei stato iscritto nel registro degli indagati e per quali reati. Diciamo che dovrei essere premiato per aver capovolto l'andazzo italiano: premiare e selezionare coloro che operano nella sanità pubblica non con criteri meritocratici, ma con il sistema della fedeltà politica».


L'episodio si inserisce in un'inchiesta più ampia documentata in una informativa consegnata dai carabinieri alla fine dello scorso novembre per denunciare il governatore insieme ad altre dieci persone per aver «imposto nel maggio 2008 ai direttori generali delle Asl e di differenti presidi ospedalieri pugliesi, le nomine dei direttori amministrativi e sanitari, nonché di primari di strutture operative complesse al fine di rafforzare la presenza della propria coalizione politica nelle istituzioni locali». Oltre a Vendola, nell'elenco compaiono il suo capo di gabinetto, Francesco Manna; l'ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco, indagato e costretto alle dimissioni nella scorsa primavera, ma beneficiato di un posto da senatore del Partito democratico; l'attuale assessore ai trasporti, Mario Loizzo, anche lui del Pd; il responsabile dell'Area personale Mario Calcagni; Lea Cosentino; l'ex direttore della Asl di Lecce, Guido Scoditti; il presidente del Consiglio comunale di Triggiano, Adolfo Schiraldi; l'imprenditore di Altamura Francesco Petronella. È stato l'ascolto delle intercettazioni telefoniche e ambientali e l'analisi delle delibere a convincere gli investigatori dell'Arma che le scelte avvenissero privilegiando la sponsorizzazione politica piuttosto che i requisiti tecnici dei candidati.

Un sistema confermato dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini che ha ammesso di essere riuscito a far designare dalla sua amica Lea Cosentino i funzionari che lo avrebbero poi agevolato nella concessione di appalti per le forniture di materiale sanitario. Ieri sera l'assessore regionale alla Salute Tommaso Fiore non ha escluso di poter lasciare l'incarico: «Devo capire se sono stato un anno lì dentro a governare un sistema criminale oppure no. Ci sono tre possibili alternative: o questa teoria è falsa; o questa teoria è vera e quindi io non ho il diritto, come capocriminale, di parlare; oppure io sono un imbecille, non essendomi accorto di tutto questo e quindi ugualmente non ho il diritto di parlare».

Angela Balenzano e Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera 19 gennaio 2010
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Di Loredana Morandi (del 23/01/2011 @ 10:57:38, in Magistratura, linkato 1729 volte)

Confermata condanna, Cuffaro si costituisce

 

Sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato e violazione del segreto istruttorio

23 gennaio, 09:12

ROMA - Confermata, a carico dell'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell'ambito del processo ''talpe alla Dda''. Lo ha deciso la seconda sezione penale.

Ieri pomeriggio è entrato nel carcere di Rebibbia, dall'ingresso carraio. Il provvedimento di carcerazione gli e' stato notificato dai carabinieri del Ros nella stazione dei militari vicino a piazza Farnese, dove l'esponente politico si e' fermato dopo aver lasciato l'abitazione.

Dalle 9 alle 12:30 di stamani si e' raccolto in preghiera nella Chiesa della Minerva, nel centro di Roma, seduto su uno scranno in fondo, in compagnia di un paio di uomini della segreteria. Ha trascorso la mattinata in uno stato d'animo che, chi lo conosce, definisce "molto provato". Cuffaro, con addosso un impermeabile scuro, è uscito presto dalla sua abitazione questa mattina, pochi metri distante, ed è andato direttamente in chiesa, da dove è uscito pochi minuti prima delle 12:30. L'ex governatore della Sicilia uscito dalla chiesa si è diretto nella sua abitazione romana, sempre in centro, a pochi metri di distanza.

AFFRONTERO' LA PENA COME E' GIUSTO CHE SIA - "Adesso affronterò la pena come è giusto che sia, questo è un insegnamento che lascio come esempio ai miei figli". Sono le parole di Salvatore Cuffaro, intrattenutosi per qualche istante con i giornalisti appena uscito di casa, prima di andare al carcere di Rebibbia a costituirsi. "Sono stato un uomo delle istituzioni - ha proseguito - e ho un grande rispetto della magistratura che è una istituzione, quindi la rispetto anche in questo momento di prova. Questa prova - ha concluso - che certamente non è facile, ha rafforzato in me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede". "Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna, adesso affronterò la pena come è giusto che affronti un uomo delle istituzioni ed ora viene chiamato a sopportare una prova. Lo lascerò come insegnamento ai miei figli, devono avere fiducia nella giustizia e nelle istituzioni".

IN CELLA DA SOLO, 'VOGLIO FARE GALERA TRANQUILLO' - Piano terra del penitenziario romano di Rebibbia, reparto G12: è qui che Salvatore Cuffaro passerà la sua prima notte in carcere, poche ore dopo la sentenza della Cassazione che lo ha definitivamente condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e per violazione del segreto istruttorio. All'ex governatore della Regione Sicilia - secondo quanto si é appreso - è stata assegnata una cella singola nel reparto 'prima accoglienza', in attesa di una sistemazione definitiva. "Voglio affrontare il carcere con tranquillità", avrebbe detto Cuffaro ai poliziotti penitenziari che hanno provveduto a sbrigare le pratiche di rito quali l'immatricolazione del detenuto e il suo accompagnamento per la visita medica di ingresso. Ogni 15-20 minuti un agente controllerà le sue condizioni: non si tratta di una sorveglianza a vista (il più delle volte disposta per scongiurare il pericolo di atti di auolesionismo) ma comunque una vigilanza 'marcata' e più attenta.

AL SENATO SUBENTRA CASTIGLIONE, ADERISCE AL PID - A Cuffaro, al Senato subentrerà Maria Pia Castiglione. La geografia politica però non muta. Candidata nella lista dell'Udc, anche lei ha aderito al Pid, Popolari di Italia Domani, promosso dal gruppo siciliano in rotta con Casini. Nata 55 anni anni fa a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, Maria Pia Castiglione è medico neurologo che svolge attività specialistica ambulatoriale a Trapani, Pantelleria e Castellammare del Golfo. E' in politica da molti anni. Tra il 1991 e il 1993 è stata sindaco di San Vito Lo Capo, poi consigliere provinciale di Trapani, infine consigliere comunale del suo paese. Fino al settembre dell'anno scorso è stata presidente provinciale dell'Udc a Trapani. Ha ufficializzato la sua adesione al Pid il 3 gennaio durante un'assemblea presieduta da Calogero Mannino. Sposata con un ingegnere, una figlia, si dichiara grande amica di Totò Cuffaro. "Provo per lui - dice - un grande dispiacere. Per me resta un amico dotato di grande umanità, disponibilità e generosità. Tutti gli dobbiamo tanto". Alle politiche del 2008 gli unici tre senatori dell'Udc sono stati eletti in Sicilia. Ora il gruppo è diviso. Con Casini è rimasto Gianpiero D'Alia, eletto nella circoscrizione orientale; Cuffaro e Aparo Burgaretta (subentrato ad Antonello Antinoro che aveva optato per il seggio di eurodeputato) sono passati al Pid. Ora la Castiglione rimpiazza Cuffaro senza alterare gli equilibri in Senato.

Ansa

La Rassegna

Cuffaro va in carcere

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
Condannato a 7 anni: "Adesso sconterò la pena". L'ex governatore della Sicilia a Rebibbia: "Ho un grande rispetto per la magistratura, sono sempre stato un uomo delle istituzioni". È entrato nel carcere di Rebibbia da una porta secondaria mezz'ora dopo ...

Cuffaro condannato va a Rebibbia

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
Non ha voluto aspettare i cinque giorni previsti dalla legge per la notifica della sentenza e ha deciso di costituirsi subito. Salvatore Cuffaro, detto Totò, ex presidente della regione siciliana, senatore del PID (Popolari Italia Domani; il movimento ...

La condanna di Cuffaro? Un monito a tutta la politica...

FF webmagazine - ‎6 minuti fa‎
Non c'entra nulla il giustizialismo come non c'entra nulla il garantismo. Non c'entra nulla la “voglia”, o peggio il piacere, di vedere un uomo in carcere, perché un uomo in carcere deve sempre e solo fare rima con giustizia. ...

Condanna definitiva a 7 anni per l'ex governatore Salvatore Cuffaro

La Valle Dei Templi - ‎53 minuti fa‎
Ribera. Il Segretario di Sinistra Ecologia Libertà – Circolo Peppino Impastato, Angelo Renda, si legge in una nota, appresa la notizia della condanna dell'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, con verdetto definitivo della Cassazione a 7 ...

CUFFARO/ Condanna a sette anni, carcere a Rebibbia

Notizie Lampo - ‎1 ora fa‎
CUFFARO – Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, è stato condannato in via definitiva a sette anni di carcere. I capi di accusa, consistenti nella rivelazione di segreto istruttorio, e nel favoreggiamento aggravato alla mafia, ...

Cuffaro in carcere

onli.it - ‎1 ora fa‎
Italia. L'ex governatore della Regione Sicilia ed ex governatore dell'Udc, Salvatore Cuffaro, 52 anni, è stato condannato in via definitiva a sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. La decisione è stata presa dai giudici ...

Prima pagina: "La Repubblica di Palermo"

Mediagol.it - ‎1 ora fa‎
Prima pagina de “La Repubblica di Palermo” dedicata alla sentenza che ha messo oltre le sbarre Salvatore Cuffaro, già da ieri al carcere di Rebibbia: “Cuffaro resterà in cella per cinque anni” è il titolo del quotidiano palermitano, che sottolinea come ...

Mafia, sette anni a Cuffaro

Corriere della Sera - ‎22 ore fa‎
MILANO - La Cassazione ha reso definitiva la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio emessa nell'ambito del processo «talpe alla Dda» nei confronti di Salvatore Cuffaro, ...

«Rispetto i giudici, vado a Rebibbia»

Il Messaggero - ‎16 ore fa‎
L'ex governatore già in carcere. Conferma la sentenza per favoreggiamento alla mafia. Il senatore decade dal seggio ROMA - Confermata a carico dell'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ora senatore del Popolari Italia Domani, la condanna a ...

Condannato un sistema di potere ma il conto non si chiude a Rebibbia

La Repubblica - ‎19 ore fa‎
Condannato per mafia va in carcere. Non è così scontato quando si tratta di colletti bianchi. Non lo era neppure per Cuffaro dopo il balletto di sentenze contraddittorie sul punto se avesse favorito singoli contigui alla mafia o l'intera organizzazione ...

Mafia, Cuffaro condannato a 7 anni L'ex governatore in cella a ...

La Stampa - ‎18 ore fa‎
Si spalancano le porte del carcere per Salvatore Cuffaro, l'ex governatore siciliano condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio. «Adesso affronterò la pena come è giusto che sia, ...

Cuffaro fa mea culpa

Calcio new notizie - ‎2 ore fa‎
Confermata, a carico dell'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nel processo sulle “talpe alla Dda”. ...

«Aiutò i boss». Cuffaro dalla

Quotidiano.net - ‎4 ore fa‎
POCO DOPO le 16,30 un'auto dei carabinieri è entrata a Rebibbia passando da un ingresso secondario. Dentro, l'ex governatore della Sicilia e senatore del Pid (Popolari Italia domani), Salvatore Cuffaro. Non ha atteso l'ultimo minuto dei cinque giorni ...

Mafia, procura: «Ridurre pena a Cuffaro»

Corriere della Sera - ‎21/gen/2011‎
MILANO - Ridurre la pena dell'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, condannato in appello a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio emessa nell'ambito del processo "talpe alla Dda" ...

Cuffaro, quattro ore in chiesa poi la cella

Il Secolo XIX - ‎13 ore fa‎
La Madonna prima delle sbarre. L'ultimo giorno da uomo libero, Totò Cuffaro, l'ex-governatore della Sicilia, l'ha passato raccolto in preghiera. Nella Basilica della Minerva, nel centro di Roma, l'ormai ex-senatore ha passato la mattinata in attesa ...

Mafia: Rita Borsellino (Pd), apprezzo atteggiamento Cuffaro

Libero-News.it - ‎18 ore fa‎
alermo, 22 gen. - (Adnkronos) - ''La giustizia ha fatto il suo corso e la sentenza di oggi pone fine a una vicenda che ha mostrato con tutta evidenza il coacervo politico, affaristico e mafioso che ha retto la Sicilia nell'ultimo decennio. ...

Mafia: sentenza Cuffaro, a Palermo l'altro processo per concorso ...

Libero-News.it - ‎20 ore fa‎
alermo, 22 gen.-?(Adnkronos) - La sentenza di condanna a sette anni nel processo per le cosiddette 'talpe' della Dda di Palermo e' appena diventata definitiva, ma per il senatore del Pid Salvatore Cuffaro i guai giudiziari non sono ancora terminati. ...

La Cassazione chiede la riduzione della pena per Cuffaro

RaiNews24 - ‎21/gen/2011‎
Ridurre la pena per Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia. E' quanto chiede il procuratore generale Giovanni Galati alla Seconda Sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Antonio Esposito. La Suprema Corte deve decidere ...

Confermata la condanna a 7 anni per mafia, Cuffaro in prigione

L'Impronta L'Aquila - ‎2 ore fa‎
Finisce in una cella di Rebibbia la vicenda politica dell'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro. Quattro ore dopo il verdetto della Cassazione che lo ha condannato a sette anni di reclusione – per aver favorito Cosa Nostra facendo sapere al ...

Cuffaro/ Idv: Politica non e' quarto grado di giustizia

Virgilio - ‎16 ore fa‎
Roma, 22 gen. (TMNews) - "La politica non è quarto grado della giustizia". Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, commentando le critiche alla condanna della Cassazione per l'ex Presidente della Regione Sicilia ...

Mafia, Cuffaro condannato a 7 anni: in carcere a Rebibbia

PUPIA - ‎17 ore fa‎
ROMA. Confermata a carico dell'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ora senatore del Popolari Italia Domani, la condanna a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell'ambito del ...

Cuffaro, pg Cassazione: manca prova favoreggiamento aggravato

Reuters Italia - ‎21/gen/2011‎
ROMA (Reuters) - Il sostituto procuratore generale della Cassazione Giovanni Galati ha detto oggi che l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro -- condannato in appello a sette anni di carcere per aver "agevolato" la mafia -- non può essere accusato ...

Mafia: Sentenza Cuffaro, Carabinieri Palermo gia' allertati per ...

Adnkronos/IGN - ‎21 ore fa‎
Palermo, 22 gen.- (Adnkronos) - I Carabinieri del Reparto operativo di Palermo sono gia' stati allertati dopo la conferma della sentenza di condanna a sette anni per l'ex Presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro. ...

Mafia: Cuffaro trasferito in carcere a Rebibbia

Adnkronos/IGN - ‎18 ore fa‎
Palermo, 22 gen. - (Adnkronos) - L'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e' stato appena trasferito nel carcere di Rebibbia. Da Palermo e' arrivato l'ordine di esecuzione della pena dopo la condanna definitiva a sette anni di carcere ...

Cuffaro: entra nel carcere di Rebibbia

ANSA.it - ‎17 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Salvatore Cuffaro e' entrato nel carcere di Rebibbia. Il provvedimento di carcerazione gli e' stato notificato dai Carabinieri del Ros nella stazione dei militari vicino a piazza Farnese, dove l'esponente politico si e' fermato ...

Cuffaro prega in chiesa Roma aspettando sentenza Cassazione

ANSA.it - ‎22 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Oltre tre ore e mezza trascorse in preghiera a Roma, nella Chiesa della Minerva, prima di rientrare a casa, a pochi passi dal Pantheon. Cosi' Toto' Cuffaro ha trascorso la mattinata, dalle 9 alle 12.30, nel giorno in cui la ...

Mafia: in attesa di sentenza Cassazione Cuffaro prega in chiesa

Adnkronos/IGN - ‎21/gen/2011‎
Palermo, 21 gen. (Adnkronos) - L'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e' andato in chiesa a pregare in attesa di conoscere il verdetto dei giudici della Corte di Cassazione nell'ambito del processo per le cosiddette 'talpe' della Dda ...

Cuffaro: rispetto magistratura e si avvia in auto a Rebibbia

ANSA.it - ‎20 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - ''Rispetto la magistratura, adesso andro' a costituirmi''. Sono le prime parole di Salvatore Cuffaro, appena uscito di casa dopo la conferma in Cassazione della condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a ...

Cuffaro: rispetto la magistratura

ANSA.it - ‎19 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - 'Rispetto la magistratura, adesso andro' a costituirmi'. Sono le prime parole di Salvatore Cuffaro, appena uscito di casa, diretto al carcere di Rebibbia. 'Adesso - ha aggiunto - affronterò la pena come e' giusto che sia, ...
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Di Loredana Morandi (del 23/01/2011 @ 10:38:35, in Magistratura, linkato 1536 volte)
... sorry, sono impegnata, ma arrivo anche io.. ; - ) L.M.

Ruby: dopo nota premier i Pm vanno avanti



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/tribunale-di-milano.jpg

Entro febbraio richiesta di giudizio immediato per Berlusconi


(ANSA) - MILANO, 21 GEN - I pm di Milano che indagano sul caso Ruby, dopo aver letto la nota con cui la difesa di Berlusconi ha comunicato che il premier non si presentera' all'interrogatorio in quanto l'indagine e' ritenuta di competenza ministeriale, vanno avanti ed entro meta' febbraio dovrebbero depositare la richiesta di giudizio immediato per il presidente del Consiglio indagato per concussione e prostituzione minorile.

La Rassegna

INTERCETTAZIONI: PALAMARA, RIGUARDA 0, 22% ITALIANI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎21/gen/2011‎
(AGI) Roma - "Abbiamo passato quasi un anno a discutere di intercettazioni e in questo caso penso che i numeri dicano sempre la verita'. ...

Caso Ruby: Palamara (Anm), magistratura non attacca nessuno ...

Libero-News.it - ‎21/gen/2011‎
oma, 21 gen. - (Adnkronos) - "Oggi ci sono stati esponenti politici che hanno sostenuto che la magistratura attacca il governo e il parlamento. ...

Ruby: Anm, premier mette a rischio pm

ANSA.it - ‎20/gen/2011‎
(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Le accuse del premier ai pm di Milano che lo hanno messo sotto inchiesta 'rischiano di mettere seriamente in discussione l'autonomia ...

Ruby, Anm contro messaggio premier."Inaccettabili gli attacchi ai pm"

TGCOM - ‎19/gen/2011‎
"I magistrati svolgono il loro difficile compito con serietà e rigore, nel pieno rispetto delle norme e dei diritti delle persone coinvolte, ...

Anm al premier, attacchi inaccettabili ai pm

RaiNews24 - ‎19/gen/2011‎
Gli inaccettabili attacchi nei confronti dei magistrati da parte di esponenti politici non giovano ne' alla serenità delle istituzioni ne' all'accertamento ...

RUBY: ANM, ATTACCHI A PM NON GIOVANO A SERENITA' ISTITUZIONI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19/gen/2011‎
(AGI) - Roma, 19 gen. - "I magistrati svolgono il loro difficile compito con serieta' e rigore, nel pieno rispetto delle norme processuali e dei diritti ...

Ruby, Anm: magistratura applica leggi

Il giornale di Pachino - ‎21/gen/2011‎
“Oggi ci sono stati esponenti politici che hanno sostenuto che la magistratura attacca il governo e il parlamento. La magistratura non attacca nessuno”. ...

Napolitano/ Anm: Parole importanti,processo unica sede... -2-

Virgilio - ‎21/gen/2011‎
"La magistratura- prosegue Palamara- non attacca nessuno. Appllica la legge ei principi costituzionali della Giustizia: obbligatorietà dell'azione penale e ...

Anm: da Premier parole gravi, giudici imparziali

L'Unione Sarda - ‎21/gen/2011‎
"Punizione dei magistrati? sono parole molto gravi e inaccettabili". Lo ha ribadito il presidente dell'Anm Luca Palamara a proposito delle affermazioni ...

Napolitano/ Anm: Parole importanti,processo unica sede giustizia ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎21/gen/2011‎
Roma, 21 gen. (TMNews) – “Sono parole molto improtanti in cui ci riconosciamo”. Il Presidente dell'Anm Luca Palamara esprime apprezzamento e piena ...

Palamara: “La Magistratura non si fa intimidire“

Genova Oggi Notizie - ‎21/gen/2011‎
Il presidente della Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ribatte alla polemica scatenata dai videomessaggi del presidente del Consiglio e parla ...

Anm, magistratura non si fa intimidire

euronews - ‎21/gen/2011‎
(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Luca Palamara, presidentedell'Associazione nazionale magistrati, risponde alle polemichesul caso Ruby affermando che ''la ...

Ruby/ Anm: magistratura non si fa intimidire

Virgilio - ‎21/gen/2011‎
Roma, 21 gen. (TMNews) - I magistrati non si fanno intimidire di fronti ad attacchi "inaccettabili" come quelli rivolti dal Premier Berlusconi per la ...

Ruby/ Anm, attacchi premier mettono a rischio indipendenza pm

Libero News - ‎20/gen/2011‎
Gli attacchi del presidente del Consiglio ai Pm di Milano "rischiano di mettere seriamente in discussione l'autonomia e l'indipendenza della magistratura" . ...

Ruby, Anm a premier: no attacchi ai pm

euronews - ‎19/gen/2011‎
(ANSA) – ROMA, 19 GEN – 'I magistrati svolgono il loro difficilecompito con serieta' e rigore, nel pieno rispetto delle normeprocessuali e dei diritti delle ...

Ruby,Anm:a rischio indipendenza pm."Inaccettabili attacchi di ...

TGCOM - ‎20/gen/2011‎
Le accuse del presidente del Consiglio ai pm di Milano che lo hanno messo sotto inchiesta "rischiano di mettere seriamente in discussione l'autonomia e ...

Ruby/ Anm: Accuse premier mettono a rischio indipendenza toghe

Virgilio - ‎20/gen/2011‎
Sono "inaccettabili" gli attacchi del presidente del Consiglio ai pm di Milano impegnati nell'inchiesta sul caso Ruby: "Si rischia di mettere seriamente in ...

SUL LAVORO DEL TRIBUNALE DI MILANO

Foto e bonifici, le armi segrete dei pm

La Stampa - ‎1 ora fa‎
Riassumendo: alla fine di una bella giornata di maggio, una prostituta brasiliana mulatta, Michele Conceiçao, telefona al suo amico "Papi Silvio Berluscone" ...

Ruby, trovate foto "interessanti".Sequestrate durante le perquisizioni

TGCOM - ‎18 ore fa‎
Alcune fotografie definite "interessanti" sono state trovate nel corso delle perquisizioni effettuate nei giorni scorsi dagli investigatori nell'ambito ...

Berlusconi non va dai giudici. Magistrati: l'inchiesta continua

RaiNews24 - ‎22/gen/2011‎
Silvio Berlusconi non si presenterà davanti ai magistrati di Milano titolari dell'inchiesta su Ruby. Nella memoria depositata in procura si afferma inoltre ...

Ruby, al Senato il Pdl tentò di spostare la competenza a Monza

Il Messaggero - ‎21/gen/2011‎
ROMA - Il Pdl tentò di spostare la competenza territoriale del reato sulla prostituzione minorile dal tribunale distrettuale, nel caso Ruby Milano, ...

Ruby, nota legali Berlusconi: procura incompetente

Reuters Italia - ‎21/gen/2011‎
MILANO (Reuters) - E' stata depositata oggi in procura a Milano la nota annunciata ieri dai legali di Silvio Berlusconi, indagato per concussione e ...

I legali ai pm: il premier non verrà

Corriere della Sera - ‎20/gen/2011‎
ROMA - I difensori di Silvio Berlusconi, gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini, oggi faranno pervenire ai pm che si occupano del caso Ruby una memoria ...

Ruby: premier non va da pm, domani nota

ANSA.it - ‎20/gen/2011‎
(ANSA) - MILANO, 20 GEN - E' attesa per domani una nota dei legali di Silvio Berlusconi per informare la Procura di Milano che il premier non si preentera' ...

Ruby-gate, la persecuzione dei pm<br /> In sei mesi 100mila ...

il Giornale - ‎20/gen/2011‎
Un'inchiesta di Panorama rivela lo "spiegamento" di forze utilizzato dalla procura di Milano nei confronti degli ospiti del presidente del Consiglio: 600 ...

Ruby, sondaggio: Berlusconi premier preferito, ma deve chiarire

Reuters Italia - ‎20/gen/2011‎
ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi non è perseguitato dai giudici e dovrebbe difendersi davanti ai Pm della Procura di Milano dalle accuse di concussione e ...

Berlusconi, non lascio. Riforma per punire i pm di sinistra

RaiNews24 - ‎19/gen/2011‎
Nuovo messaggio del premier: 'Violati principi della Costituzione, accuse inconsistenti, contro di me una persecuzione. Contro i testimoni violenza indegna. ...

Ruby: nuove prove per i pm, foto, contanti e bonifici

Vita di Donna Community - ‎12 minuti fa‎
Prosegue spedito il lavoro della procura di Milano e presto la richiesta del rito immediato potrebbe essere inoltrata al giudice per le indagini preliminari ...

L'obiettivo dei giudici è il processo politico

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
Fini, mescolando ancora una volta i ruoli di presidente della Camera e di capo-fazione, si aggrappa alla Procura di Milano per tentare una rivincita ...

Caso Ruby, scoperte foto “interessanti”

Il Quotidiano Italiano - ‎2 ore fa‎
Si continua a parlare del Caso Ruby. Nelle ultime ore sembra che siano giunti nuovi indizi: si parla di fotografie “interessanti”, di nuove intercettazioni, ...

Caso Ruby: il premier non va dai magistrati, il processo può ...

Sport&Calcio.it - ‎19 ore fa‎
By earz Silvio Berlusconi verrà senza dubbio ricordato sui libri di storia per il caso Ruby e le innumerevoli implicazioni che stanno emergendo e che stanno ...

PROCURA DI MILANO INCOMPETENTE BERLUSCONI NON SI PRESENTERA ...

We-News - ‎20 ore fa‎
La stretagia difensiva degli avvocati del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini, prevede una contestazione della Procura di Milano in quanto non competente ...

Caso Ruby, la Procura di Milano è competente ad indagare

Caffè News - ‎22 ore fa‎
La bufera giudiziaria e politica sul premier Silvio Berlusconi è ormai all'apice della sua intensità. Giornali e telegiornali ci raccontano dell'inchiesta, ...

BERLUSCONI/ Ruby, pm vanno avanti

Notizie Lampo - ‎22/gen/2011‎
BERLUSCONI – A Milano i pm continueranno a portare avanti l'inchiesta che vede il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tirato in ballo per i ...

Caso Ruby, i pm vanno avanti

Newnotizie - ‎22/gen/2011‎
La vicenda è ormai nota: Silvio Berlusconi ha scelto di non comparire di fronte ai pubblici ministeri di Milano che lo hanno convocato per conoscere la sua ...

Il Cav non va in procura e i pm accelerano l'indagine

Il Tempo - ‎21/gen/2011‎
La procura di Milano se lo aspettava. Sapeva già che il presidente del Consiglio Berlusconi non si sarebbe presentato in procura per essere interrogato. ...

Ruby, Ghedini: "Berlusconi non andrà in tribunale"

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎21/gen/2011‎
I pm: "Dopo lettura della memoria difensiva andiamo avanti". La difesa di Berlusconi aveva comunicato ufficialmente la decisione alla procura di Milano, ...

Ruby: Berlusconi non si presenterà ai pm

Italia News - ‎21/gen/2011‎
(IAMM) Il premier Silvio Berlusconi non si presenterà ai magistrati che stanno indagando sul caso Ruby. I suoi avvocati, Pietro Longo e Niccolò Ghedini, ...

CASO RUBY/ I legali di Berlusconi presentano ai Pm la nota che ...

Il Sussidiario.net - ‎21/gen/2011‎
CASO RUBY - LA NOTA DEI LEGALI DI BERLUSCONI -I legali di Berlusconi hanno presentato una nota in cui spiegano perché il premier non comparirà di fronte ai ...

Caso Ruby. Secondo la legge competenze alla procura di Milano

Newnotizie - ‎21/gen/2011‎
Dalla lettura dell'atto notificato si può evincere come la procura di Milano stia procedendo nei confronti del presidente Berlusconi in maniera non conforme ...

CASO RUBY: LEGALI BERLUSCONI A PROCURA, TRASFERIRE FASCICOLO A ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎21/gen/2011‎
(IRIS) - ROMA, 21 GEN - I legali di Berlusconi hanno confermato la linea difensiva trapelata nei giorni scorsi: la Procura di Milano è ritenuta "non ...

Silvio Berlusconi non si presenterà dai pm: non competenti

Mainfatti.it - ‎21/gen/2011‎
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagato per prostituzione minorile e concussione, non si presenterà nei giorni indicati dalla Procura di ...

21 gennaio, udienza in Tribunale: Berlusconi non si è presentato

Blitz quotidiano - ‎21/gen/2011‎
I magistrati di Milano aspettavano in Aula l'indagato Berlusconi, ma la mattina di venerdì 21, come aveva già annunciato, non si è presentato. ...

BERLUSCONI/ Bossi, troppe pressioni sul Premier

Notizie Lampo - ‎21/gen/2011‎
BERLUSCONI - Si intensificano gli attacchi mediatici contro il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell'ambito dell'inchiesta avviata contro di lui ...

Caso Ruby: Berlusconi non si presenterà dai PM

Corrispondenti.net - ‎21/gen/2011‎
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non si presenterà davanti ai PM di Milano. I difensori del Premier, indagato a Milano per concussione e ...

CASO/ Ruby Berlusconi, Silvio dà il bidone ai pm di Milano

Gossip Italiano.it - ‎21/gen/2011‎
CASO RUBY BERLUSCONI - Il cortese invito di comparizione dei pm del Tribunale di Milano non ha sedotto Silvio Berlusconi. Il Premier dà il bidone ai pm e ...

Ruby, difesa Berlusconi conferma no a pm

euronews - ‎21/gen/2011‎
(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Gli avvocati di Silvio Berlusconi hannoinformato la procura di Milano che il presidente del consiglionon si presentera' per ...

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2011 @ 10:34:55, in Magistratura, linkato 1260 volte)
Anm: attacchi a pm non giovano ad accertare verità


mercoledì 19 gennaio 2011



''I magistrati svolgono il loro difficile compito con serietà e rigore, nel pieno rispetto delle norme processuali e dei diritti delle persone coinvolte, con l'unico scopo di accertare i fatti.

Gli inaccettabili attacchi nei confronti dei magistrati da parte di esponenti politici non giovano ne' alla serenità delle istituzioni nell'accertamento della verità''.

Lo hanno dichiarato il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini commentando le dichiarazioni del presidente del Consiglio sull'inchiesta della procura di Milano.
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