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 .. giustizia black ...... di Lunadicarta
 
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La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Platone
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GIUSTIZIA, OUA:

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SOLIDALI CON LO SCIOPERO DEI GIUDICI DI PACE, PREOCCUPATI PER GLI SCARSI FONDI E PER
IL RISCHIO DEL BLOCCO INFORMATICO



MAURIZIO DE TILLA, PRESIDENTE OUA: “UNA RIFORMA È NECESSARIA, SERVE UN’UNICA MAGISTRATURA ONORARIA PER UNA EFFICACE GIURISDIZIONE LAICA. IL RISCHIO DI PARALISI DEI TRIBUNALI PER LA SCARSITÀ DI FONDI È INGIUSTIFICABILE”

Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura, Oua, ha espresso forte preoccupazione per il paventato blocco informatico dei tribunali per mancanza di fondi denunciato dall’Anm, e ha dichiarato la solidarietà degli avvocati per lo sciopero proclamato dai giudici di pace.

«La giustizia ha bisogno di idee, di fatti concreti e di fondi – sottolinea de Tilla - c’è un problema di risorse, lo denunciamo da molto tempo e ora il problema rischia di diventare una vera e propria emergenza con il rischio conseguente ad un eventuale blocco informatico dei tribunali. Non solo: dal Governo attendiamo ancora una convocazione per quanto riguarda le molte proposte avanzate in questi ultimi mesi dall’Oua: riforma della magistratura onoraria, razionalizzazione della macchina giudiziaria (tempi certi e celeri dei processi), mediaconciliazione obbligatoria, smaltimento del pendente giudiziario...ecc.

«Ora assistiamo – aggiunge il presidente Oua - al previsto e giustificato sciopero dei giudici di pace, una figura che fa parte di un settore  (giudici di pace, got, goa, etc.) che nel panorama della giurisdizione del nostro paese conta circa 10.000 giudici onorari, ai quali sono affidati un milione e cinquecentomila processi civili e penali. Numero che  si incrementà per effetto della riforma del processo che eleva la competenza per valore e per materia del giudice di pace (che è giudice di diritto e marginalmente di equità). L’impegno dei giudici laici (od onorari) non è più, quindi,  un’emergenza o una soluzione temporanea della giurisdizione. L’OUA ha più volte affrontato l’argomento della magistratura onoraria affidando al Congresso l’approvazione di una serie di mozioni che fissano regole rigorose che andrebbero accolte in una nuova legge ordinamentale che regoli compiutamente la materia.

Non è più possibile configurare una pluralità di giudici onorari nei diversi ambiti della giurisdizione senza prospettare un ruolo e una configurazione unitaria.

La magistratura laica ha diritto ad una compiuta regolamentazione svolgendo una piena attività giurisdizionale di pari livello ed impatto per i cittadini.

«L’OUA – conclude de Tilla - ritiene che la magistratura laica (od onoraria) dovrà essere regolata in maniera uniforme, dovrà essere dotata di rigore e selezione nell’accesso, parità di ruoli, dignità, adeguato trattamento retributivo e previdenziale, sistema di incompatibilità che ne garantisca l’autonomia e l’indipendenza, formazione adeguata, efficienti strutture organizzative e logistiche.

Una legislazione organica della Magistratura laica dovrà improntarsi ai seguenti principi:

1. uniformare tutte le attuali figure di magistrati onorari esistenti nell’ordinamento giudiziario;

2. garantire la pari dignità tra la magistratura togata e la magistratura onoraria, accentuandone l’indipendenza e l’autonomia;

3.  selezionare l’accesso anche con esami a concorsi o corsi abilitanti e affidare ai Consigli Giudiziari e ai Consigli dell’Ordine degli avvocati la formazione e l’aggiornamento permanente;

4. prevedere un rigoroso sistema di incompatibilità assoluta;

5. assicurare ai magistrati onorari un adeguato trattamento economico e previdenziale;

6. istituire un organismo di controllo etico con articolazioni territoriali che sia composto da avvocati designati dagli organismi degli avvocati e dalla magistratura togata;

7. eliminare la natura precaria della funzione e risolvere il problema della stabilizzazione almeno parziale della magistratura onoraria.


Roma, 5 gennaio 2010
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Di Loredana Morandi (del 05/01/2011 @ 17:04:00, in Magistratura, linkato 2073 volte)

L'INTERVISTA

"Minacce e manomissioni
e sono sempre senza scorta"

Parla Clementina Forleo, ora gip a Cremona: "Mi auguro si faccia chiarezza, e non solo su questo episodio ma su tutta una catena di strani avvenimenti".

di ROBERTO LEONE

"Mi auguro si faccia chiarezza. Non solo su questo episodio, ma su tutta una catena di strani avvenimenti a cominciare dal mio incidente del 2009 sulla Cremona-Milano". La voce di Clementina Forleo non tradisce emozioni, né paura. Il giudice in servizio a Cremona dopo il trasferimento forzato dall'ufficio gip di Milano è in vacanza in Puglia a Francavilla Fontana, suo paese natale, dove si trova la masseria che la notte scorsa è stata incendiata. Un attentato, dicono gli inquirenti, un incendio doloso sul quale indaga la procura di Brindisi.

Che idea si è fatta, giudice Forleo?
"Sono stata in procura propro questa mattina. Spero che si riesca a capire che cosa è sucesso".

La masseria è stata affittata ad un imprenditore di Manduria?
"Sì, una persona che non ha mai avuto problemi di nessun genere...".

Allora non pensa che si tratti del racket delle estorsioni?
"Su questo non posso dire nulla, anche se in questo caso si tratterebbe del primo episodio".

Quindi?
"Quindi credo e spero che sia l'occasione per mettere bene a fuoco tutta questa strana catena di episodi che mi riguardano".

In questo elenco mette anche l'incidente che è costata la vita ai suoi genitori?
"Non penso a quello, bensì in primo luogo allo strano episodio che mi è capitato il tre dicembre del 2009 mentre tornavo dal lavoro...".

Può ricordarlo meglio?
"Stavo rientrando da Cremona a Milano quando un'auto mi tagliò improvvisamente la strada e io non riuscii a evitare di finire contro il guardrail, anche perché, come ha accertato in seguito la perizia sulla mia vettura, l'auto era stata manomessa".

Cosa vuol dire in particolare?
"C'è scritto nella perizia, si tratta di un'anomalia riscontrata allo pneumatico destro. Insomma, non ero più in grado di controllare la vettura e finiì contro le barriere. Per fortuna sono rimasta viva".

E poi?
"E poi minacce, lettere e cose del genere".

E nonostante questo le hanno tolto la scorta?
"Sì, ma la vicenda non è chiusa. Anzi, il Tar mi ha dato ragione ed ha dato torto ai prefetti di Milano e Cremona che si erano opposti al fatto che potessi avere acesso agli atti dell'incidente".

Però, al momento, lei resta senza protezione?
"Sì".

Bari La Repubblica

La Rassegna

Incendio alla villa del giudice Forleo
qli inquirenti: è stato un attentato

Il rogo la scorsa notte intorno all'una, continuano gli accertamenti. Fiamme anche nell'azienda agricola di Manduria degli imprenditori cui aveva affittato la masseria. Gli investigatori: attentato. Il bersaglio sarebbero i due

di SONIA GIOIA

Un attentato, probabilmente legato al racket delle estorsioni. Nessun dubbio per gli investigatori sulla natura dolosa dell’incendio che, intorno all'una della notte scorsa, ha semidistrutto la masseria in contrada Visciglie di proprietà del giudice brindisino Clementina Forleo, che si trova lungo la provinciale Francavilla Fontana-Sava, nel Brindisino. Secondo le prime ipotesi dei carabinieri al comando del capitano Fabio Guglielmone, vero obiettivo degli attentatori sarebbero i due mezzadri a cui la masseria era stata affidata in gestione da ormai due anni. Nelle stesse ore infatti, è stata data alle fiamme un’altra azienda agricola nell’agro di Manduria, in provincia di Taranto, affidata agli stessi gestori. Si tratta di Angelo Antonio Martella e Giuseppe Furio, entrambi ex dipendenti della masseria in contrada Visciglie, già da quando erano in vita i genitori del giudice, Gaspare Forleo e Stella Bungaro, morti in un incidente stradale sulla stessa provinciale il 25 agosto 2005.

Sul posto sono intervenuti quattro mezzi dei vigili del fuoco, tre del distaccamento di Francavilla Fontana, uno del comando provinciale di Brindisi. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro a Manduria per spegnere le fiamme che si sono sviluppate nell'azienda agricola dei due imprenditori, sul quale indaga la polizia di Taranto.

Salita agli onori delle cronache per aver assolto due tunisini dall'accusa di terrorismo internazionale operando una distinzione tra "guerriglieri" e "terroristi", la Forleo si è poi occupata del caso Antonveneta dando luogo a fragorose polemiche sull'uso di intercettazioni che coinvolgevano parlamentari. Il giudice attualmente è gip a Cremona, dopo il lungo periodo di lavoro a Milano da dove è stata trasferita dopo essersi occupata del caso Unipol-Bnl.

La Forleo ha più volte denunciato attentati alla vita propria e dei familiari. Anche nel 2005, poco prima dell’incidente in cui persero la vita entrambi i genitori, un rogo di vaste proporzioni aveva distrutto tonnellate di balle di fieno. Nello stesso anno gli anziani coniugi, Gaspare Forleo era stato sindaco della città, la madre era maestra elementare, avevano denunciato telefonate anonime al telefono fisso della masseria, in piena notte, di cui non sono mai stati individuati gli autori. Clementina Forleo, all’epoca gip del tribunale di Milano, denunciò ritardi nell’acquisizione dei tabulati telefonici e nelle indagini. Ad agosto il terribile incidente mortale.

L’auto sulla quale viaggiavano i genitori del gip, una Rover Land Cruiser, era guidata da Giuseppe Franzoso, marito del giudice. L’auto si schiantò, all’uscita dalla vicinale in contrada Visciglie, contro la Toyota Land Cruise guidata dal medico Saverio De Bellis, in viaggio sulla provinciale Francavilla-Sava. Franzoso, rinviato a giudizio per omicidio colposo, fu assolto dal tribunale di Brindisi. La stessa ipotesi accusatoria grava invece su De Bellis e l’allora ingegnere comunale di Francavilla Fontana, coinvolto nella vicenda per mancanza della segnaletica stradale che avrebbe dovuto intimare lo stop, scongiurando la tragedia.

Il giudice Forleo, che trascorre nella masseria di famiglia le vacanze estive, si trova in questi giorni a Francavilla Fontana insieme alla famiglia, la figlia nata in autunno e il marito. Clementina Forleo è stata immediatamente avvisata dell’accaduto dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi.  “Si è trattato di un incendio sicuramente doloso – ha dichiarato Francesco Cionfoli, responsabile dei vigili del fuoco di Francavilla – perché i focolai sono due in due differenti depositi. Stenderemo una relazione che depositeremo al magistrato di turno”.

La città di Francavilla è stata teatro, negli ultimi tre mesi, di tre omicidi, frutto di una guerra di mala per la contesa del territorio e degli affari legati al racket delle estorsioni e al traffico degli stupefacenti. Guerra fra bande rivali legate a clan probabilmente legati alla Sacra corona unita. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che ha presieduto due vertici convocati nella stazione dei carabinieri della città, ha detto il 28 dicembre scorso: “Francavilla Fontana città a rischio, come Caserta e Palermo. L’emergenza criminale è tale che terremo qui un vertice al mese, fino a quando l’emergenza non sarà rientrata”. (05 gennaio 2011)

In fiamme la masseria della Forleo. Per gli inquirenti è un attentato

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Brindisi: l'incendio nella notte. E nelle stesse ore va in fiamme l'azienda dell'uomo che aveva la casa in locazione n incendio ha danneggiato gravemente la villa del giudice Clementina Forleo. Per gli investigatori si tratta di un attentato. ...

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Parla Clementina Forleo, ora gip a Cremona: "Mi auguro si faccia chiarezza, e non solo su questo episodio ma su tutta una catena di strani avvenimenti". "Mi auguro si faccia chiarezza. Non solo su questo episodio, ma su tutta una catena di strani ...

Brindisi, incendiata la masseria del giudice Forleo

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Incendio nella villa del giudice Forleo

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Incendio nella masseria del giudice Forleo

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L'ombra del racket dietro l'attentato incendiario alla masseria ...

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Attentato alla villa del giudice Forleo

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Attentato, incendiata nella notte la residenza del giudice Forleo

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INCENDI: FIAMME DANNEGGIANO VILLA GIUDICE CLEMENTINA FORLEO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎7 ore fa‎
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Brindisi: doloso l'incendio in masseria giudice Forleo, a fuoco ...

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(Adnkronos) - Per quanto riguarda il secondo incendio, come rende noto la Questura di Taranto, gli agenti del Commissariato di Manduria sono intervenuti sulla strada provinciale per Francavilla dove un capannone adibito a fienile, di proprieta' di un ...

In fiamme la villa del giudice Forleo

Tuscia Web - ‎5 ore fa‎
La casa del giudice è stata gravemente danneggiata dal rogo divampato la notte scorsa, intorno all'una. Ci sono volute quattro squadre dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Un altro incendio è stato appiccato anche nell'azienda di un imprenditore ...

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Incendio nella villa del giudice Forleo

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Brindisi: incendio nella masseria di proprietà del giudice ...

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(IAMM) Un incendio è scoppiato durante la notte nella masseria di proprietà del giudice Clementina Forleo, ubicata sulla strada provinciale tra Francavilla Fontana e Sava, tra le province di Brindisi e Taranto. Ancora da chiarire le cause. ...

Brindisi: in fiamme masseria del giudice Clementina Forleo

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Brindisi, 5 gen. - (Adnkronos) - Un incendio ha interessato questa notte, a partire dall'una, la masseria di proprieta' del giudice Clementina Forleo, in servizio a Milano, che si trova sulla strada provinciale tra Francavilla Fontana e Sava, ...

Incendio nella masseria di Clementina Forleo

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Fiamme nella masseria di proprietà di famiglia del giudice Clementina Forleo, che si trova nelle campagne tra Francavilla Fontana e Oria, in provincia di Brindisi. Il rogo, di origine dolosa, è divampato intorno alle due di questa mattina e ha ...

FIAMME ALLA VILLA DI CLMENTINA FORLEO: PER GLI INQUIRENTI E' UN ...

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(IRIS) - ROMA, 5 GEN - Un attentato contro la villa del giudice Clementina Forleo è stato compiuto la notte scorsa. Le fiamme sono divampate nei pressi della sua proprietà, situata nella provincia di Brindisi. Il fuoco è stato appiccato volutamente e ...

Incendio in una masseria a Francavilla Fontana nella notte

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Potrebbe esserci il movente del racket delle estorsioni,nell'incendio doloso, che ha distrutto due fienili contenenti 600 balle di fieno, nella masseria in contrada Viscigli, a Francavilla Fontana, di proprietà della giudice Clementina Forleo, ...
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Blocco informatica, allarme dei magistrati
"Senza assistenza rischiamo la paralisi"


Dal primo gennaio scorso è stata interrotta l'assistenza agli uffici giudiziari. L'Anm parla di "colpo finale" del governo a una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento". In arrivo proteste "clamorose". E il ministero ammette: "Hanno ragione"


ROMA - "Una paralisi complessiva del sistema", con la "chiusura dei tribunali", e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. E' quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l'Associazione nazionale magistrati annuncia una "protesta forte e decisa" e parla di "colpo finale" del governo a una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento".

"Altro che riforme punitive, qui c'è il rischio che i tribunali chiudano. Da tempo chiediamo una seria politica che razionalizzi i costi ed eroghi risorse umane e materiali tali da consentire un efficace funzionamento della gisutizia" insiste il presidente del'Anm Luca Palamara. 

Il grido d'allarme dell'assocaizione trova conferma nelle parole del capo dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, che ammette le difficoltà. Un intervento (in un lungo messaggio sulla mailing-list dell'Anm) fatto dopo la riunione di ieri sulla questione al ministero di via Arenula, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Viminale per verificare le "possibile ricadute sull'attività di polizia". "L'allarme è più che giustificato", scrive Birritteri. "Voglio, tuttavia, rassicurare
tutti sull'impegno del Ministro  per la soluzione del problema in tempi assai brevi".

Ma le toghe che annunciano la mobilitazione. "Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose", dice il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, che denuncia: "La politica del governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati".

"Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica - avverte il leader di Md - torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese".

Per Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile, il blocco è "inaccettabile", mentre per Antonio Di Pietro dell'Idv 'Il governo si riempie la bocca con promesse di modernizzazione della pubblica amministrazione e allo stesso tempo taglia i fondi sui servizi informatici"

La Repubblica

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Magistrati senza assistenza informatica
ricadute anche sul Tribunale di Bologna



"Prima ci chiedono di mettere in moto il processo telematico e poi arrivano i tagli", commenta Scutellari. "vedremo quel che si potrà fare con le risorse che abbiamo"

Il governo ha tagliato dal primo gennaio l'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Le conseguenze di questa sforbiciata si vedranno presto, lamenta Magistratura democratica: "Torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese", sono le parole del segretario di Md Piergiorgio Morosini.

I magistrati si dicono pronti a "una forte mobilitazione, con forme di protesta anche clamorose". E a Bologna ci si preoccupa delle conseguenze, soprattutto perché in questo periodo sta partendo il progetto di telematizzazione del processo civile (informatizzati esecuzioni immobiliari, decreti ingiuntivi e comunicazioni di cancelleria).

"Di certo il servizio non migliorerà- commenta il presidente del Tribunale bolognese, Francesco Scutellari- è una politica di riduzione delle risorse che va in senso inverso rispetto a quello che auspichiamo da tempo e soprattutto all'informatizzazione già avviata". L'Anm di Modena oggi ha preso posizione sull'argomento, scagliandosi duramente contro il Governo e chiedendo che venga al più presto ripristinato il servizio di assistenza tecnica, pena il rischio di gravi disservizi informatici a partire dall'inceppamento del processo civile telematico, fiore all'occhiello per il Tribunale di Modena, sede 'pilotà del progetto insieme al capoluogo.

"Vedremo quello che riusciremo a fare con le forze che ci rimangono. Certo, il servizio ne risentirà" si limita a dire Scutellari, che sospira: "Prima ci chiedono di mettere in moto il processo telematico e poi arrivano i tagli sull'assistenza informatica".

Bologna, La Repubblica 04 gennaio 2011
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 21:39:15, in Politica, linkato 1747 volte)
Giustizia, Orlando e Capano:
inaccettabile blocco assistenza informatica

Blocco informatico negli uffici giudiziari, il PD l'aveva segnalato a metà dicembre

Dichiarazione degli onorevoli Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile.

“Siamo arrivati alla paralisi della informatizzazione degli uffici giudiziari come avevamo già segnalato a metà dicembre. Con una interrogazione urgente al Ministro della giustizia abbiamo chiesto che si trovassero subito i fondi per rinnovare il contratto di assistenza applicativa per le circa 60 mila postazioni informatiche esistenti presso gli uffici giudiziari italiani.

Il 22 dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo ci ha riferito di avere richiesto al Ministro Tremonti di reperire nuove risorse o di autorizzare variazioni di bilancio per evitare che al 31 dicembre il contratto di assistenza si interrompesse.

Avevamo anche suggerito al ministro di utilizzare i rilevantissimi residui passivi di circa un miliardo che si erano accumulati nel 2010 e che non avrebbero piu potuti essere spesi. Ma ad oggi, pur essendo la spesa limitata a meno di dieci milioni di euro, non è stato fatto nulla lasciando cose decadere i fondi esistenti.

La paralisi del processo telematico è ormai alle porte e l’interruzione del servizio di assistenza condurrà la giustizia a dover operare in condizioni inaccettabili e senza gli strumenti indispensabili per il corretto svolgimento del loro lavoro”.
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Anm: blocco informatica causa paralisi
della giustizia, i tribunali chiuderanno

I magistrati: colpo finale del governo. Il ministero: allarme giustificato, stiamo lavorando per risolvere il problema


ROMA (4 gennaio) - La sospensione dell'assistenza tecnica ai sistemi informatici che garantiscono il funzionamento del sistema giudiziario, scattata il 1° gennaio, ha provocato una clamorosa presa di posizione dell'Associazione nazionale magistrati. Ieri a Roma si è tenuta una riunione d'emergenza per studiare il modo di uscire da una situazione che potrebbe avere serie ripercussioni.

L'Anm denuncia «una paralisi complessiva del sistema», con la «chiusura dei tribunali», e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. Per questo l'Associazione nazionale magistrati annuncia una «protesta forte e decisa» e parla di «colpo finale» del governo a una «macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento».

«Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose». Anche la corrente di sinistra delle toghe è sul piede di guerra per il blocco dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, denuncia: «La politica del Governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati. Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese». Alla luce di tutto questo Md chiede l'apertura di «un tavolo di consultazione tra magistratura e Governo».

L'interruzione «rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici» e rappresenta un «fallimento dell'intero Governo», rincara la dose Magistratura Democratica insieme a Movimento per la Giustizia. «Una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici, tanto sbandierati, in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione. Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati». E si tratta anche di «un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova». Le spese di assistenza informatica sono «essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzioni ponte a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo».

È «più che giustificato l'allarme per la temporanea sospensione dei servizi di assistenza tecnica ai sistemi informativi» degli uffici giudiziari; «voglio, tuttavia, rassicurare tutti sull'impegno del Ministro (oltreché, ovviamente, mio personale) per la soluzione del problema in tempi assai brevi». Lo scrive il Capo Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, in un lungo messaggio sulla mailing-list dell'Anm. Un intervento fatto dopo la riunione di ieri sulla questione al ministero di via Arenula, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Viminale per verificare le «possibile ricadute sull'attività di polizia. Sin dal gennaio del 2008 l'assistenza tecnica - spiega Birritteri - è stata assicurata con vari contratti di assistenza stipulati con il R.T.I. Telecom - Elsag/datamat ed Engineering che prevedevano impegni pluriennali di spesa sino al 2012. Con il nuovo art. 34 della legge di contabilità e finanza pubblica si è introdotto l'innovativo principio secondo cui soltanto “previo assenso del Ministero dell'economia e delle finanze, con salvaguardia della compatibilità con il fabbisogno e l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, per le spese correnti possono essere assunti impegni estesi a carico di esercizi successivi...»”. Proprio la mancata autorizzazione del ministero dell'Economia, vista «la carenza degli stanziamenti di cui pure senza esito si è tempestivamente richiesta una integrazione straordinaria», scrive ancora il capo del Dog, ha reso «ineluttabile» l'interruzione del servizio. Nell'attesa di un «auspicabile e necessario intervento» del ministero di Tremonti per il ripianamento del fabbisogno 2011, «pari a circa 33 mln di euro», via Arenula sta lavorando a «una soluzione ponte che consenta, in via di urgenza, di assicurare provvisoriamente il servizio, nelle more del reperimento delle risorse per riattivare l'assistenza ordinaria. Ciò, rende, ovviamente necessario procedere a dolorose variazioni compensative di bilancio (peraltro tecnicamente difficili da individuare visto che nessun'altra articolazione ministeriale naviga nell'oro) finalizzate a reperire alcuni milioni di euro sufficienti ad assicurare qualche mese di autonomia al sistema di assistenza in questione».

Pd: blocco inaccettabile. «Siamo arrivati alla paralisi della informatizzazione degli uffici giudiziari come avevamo già segnalato a metà dicembre. Con una interrogazione urgente al Ministro della giustizia abbiamo chiesto che si trovassero subito i fondi per rinnovare il contratto di assistenza applicativa per le circa 60 mila postazioni informatiche esistenti presso gli uffici giudiziari italiani - dicono Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile - Il 22 dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo ci ha riferito di avere richiesto al Ministro Tremonti di reperire nuove risorse o di autorizzare variazioni di bilancio per evitare che al 31 dicembre il contratto di assistenza si interrompesse. Avevamo anche suggerito al ministro di utilizzare i rilevantissimi residui passivi di circa un miliardo che si erano accumulati nel 2010 e che non avrebbero più potuti essere spesi. Ma ad oggi, pur essendo la spesa limitata a meno di dieci milioni di euro, non è stato fatto nulla lasciando così decadere i fondi esistenti. La paralisi del processo telematico è ormai alle porte e l'interruzione del servizio di assistenza condurrà la giustizia a dover operare in condizioni inaccettabili e senza gli strumenti indispensabili per il corretto svolgimento del loro lavoro».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=133195&sez=HOME_INITALIA&ssez=PRIMOPIANO
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 19:00:29, in Magistratura, linkato 1611 volte)
04/01/2011 - GIUSTIZIA - IL SINDACATO DELLE TOGHE ANNUNCIA UNA "PROTESTA FORTE E DECISA"

"Bloccata l'assistenza informatica
i tribunali vanno verso la paralisi"

Allarme Anm: "E' il colpo finale"

TORINO
«Una paralisi complessiva del sistema», con la «chiusura dei tribunali», e l’ impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. Č quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell’assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l’Associazione nazionale magistrati annuncia una «protesta forte e decisa» e parla di «colpo finale» del governo a una «macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento». Come anticipato ieri da LaStampa.it, i fondi sono stati ridotti di 30 milioni di euro.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/382424/

***

Giustizia paralizzata, mancano i fondi
per aggiornare le banche dati


Ridotti del 50 per cento i fondi all'informatica nei tribunali Da oggi, a causa del taglio di 30 milioni di euro (pari a circa il 50% dei fondi necessari), gli uffici giudiziari italiani rischiano la paralisi dei sistemi informatici. "Non è un'esagerazione, sono molto preoccupato" ci conferma il magistrato Giuseppe Corasaniti, che lancia l'allarme. "Quello che qualche agenzia stampa aveva preannunciato settimana scorsa è purtroppo vero".

Con il nuovo anno, a quanto pare, il ministero della Giustizia ha interrotto il servizio di assistenza garantito da ditte esterne per il funzionamento dei software su cui viaggiano dati fondamentali come, per esempio, il registro penale (Re.Ge), le comunicazioni tra polizia giudiziaria e pm, oppure migliaia di atti che ogni giorno vengono consultati per via telematica da 23 mila avvocati.

La comunicazione ufficiale è stata data da una circolare inviata il 29 dicembre da Stefano Aprile, direttore generale per i sistemi informativi automatizzati del dicastero di Via Arenula, accompagnata da una direttiva in cui si sollecitano i circa 400 tecnici dipendenti del ministero rimasti a impegnarsi quanto più possibile per garantire l’assistenza.

Ma dal 2011 gli uffici giudiziari devono rinunciare agli altri 800-900 esperti di ditte esterne che, in call center o in sale server sparse in tutta Italia, sono sino ad oggi intervenuti prontamente per riparare ad esempio i guasti di software in cancelleria o in altri uffici alacremente al lavoro per abbandonare carta e fotocopiatrici.

I capi dei principali uffici giudiziari hanno cominciato a protestare, come riportato già il 30 dicembre da La Repubblica. Ma al ministero della Giustizia hanno allargato le braccia sconsolati, sperando in risorse aggiuntive da trovare ’in extremis’ in sede di conversione al milleproroghe.

Al sistema informatico l’ultima Finanziaria ha assegnato 27,9milioni di euro per il 2011, pari al 50% in meno delle risorse necessarie. Fino all’anno scorso il settore informatico poteva contare su circa 80 milioni di euro l’anno ma - fanno notare al dicastero di Via Arenula - con l’avvio del processo telematico è stato possibile ridurre i costi facendoli scendere a 60 milioni.

Il Guardasigilli Angelino Alfano e il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta avrebbero insistito, e molto, col dicastero dell’Economia per reperire i 30 milioni di euro mancanti, ma senza alcun esito.

Quindi la "rivoluzione digitale" annunciata a più riprese dai due ministri in numerose conferenze stampa congiunte rischia di arenarsi per mancanza di fondi. «Tutto si ferma proprio quando stavamo raccogliendo importanti risultati», commentano amaramente al ministero della Giustizia.

Tra notifiche telematiche e fascicoli digitali, tante le novità di questi ultimi due anni. Su un totale di 165 Tribunali italiani, lo strumento telematico per le esecuzioni forzate e nei processi esecutivi è ormai una realtà ovunque, mentre riguarda 119 tribunali sul fronte del contenzioso civile, 149 per la consultazione degli atti da parte degli avvocati per il processo telematico, 89 tribunali per il fascicolo digitale, 25 per i decreti ingiuntivi.

E ancora: le notifiche telematiche sono oramai operative a Milano, Modena, Monza, Bologna, Rimini, Brescia e lo saranno presto, oltre che a Venezia, anche in tutto il Veneto. Sempre che i computer degli uffici giudiziari non incorrano in un guasto.

Da questo mese magistrati o cancellieri alle prese con software bloccati rischiano infatti di attendere mesi prima di ottenere assistenza. E dunque saranno obbligati a riprendere in mano i vecchi fascicoli cartacei.

Al dicastero di via Arenula calcolano che i 120 milioni di euro l’anno di spese informatiche (tra investimenti e costi di gestione) sono funzionali a 100 mila persone, tra dipendenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, personale amministrativo del ministero della Giustizia e magistrati. La stessa cifra, invece, serve a far funzionare soltanto un dipartimento del dicastero di Via XX Settembre, quello del Tesoro, con 15 mila dipendenti.

Commenta Corasaniti: "La crisi dell’informatica giudiziaria non è solo di finanziamenti ma di iniziative e di idee davvero innovative, per anni abbiamo assistito solo a sperimentazioni e ad annunci ad effetto mentre il segreto sta solo nell’ascoltare metodicamente gli utenti e cioè magistrati, avvocati e funzionari, nel lavoro di gruppo, e nel sapere avviare, ed in qualche caso magari imporre, scelte di digitalizzazione ed automazione omogenee, efficaci e compatibili con i più comuni standards tecnologici. L’Italia fino agli anni Ottanta era il primo Paese al mondo per le banche dati giuridiche e per le applicazioni giudiziarie ,ora non più. Occorre allora un impegno di tutti nella giusta direzione nell’unico segno delle professionalità tecnologiche che ci sono, e che possono esprimersi in un cambiamento davvero innovativo e radicale che tutti gli utenti della giustizia esigono. E’ inoltre indispensabile il coinvolgimento delle Università e dell’avvocatura anche nella elaborazione di progetti di innovazione condivisi”.

La Stampa
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Gruppo organizzazione e informatica

per   Area



Uffici giudiziari senza assistenza informatica,
un fallimento del Ministero e un fallimento per la giustizia.


Dal 1° gennaio 2011 non vi è più assistenza applicativa negli uffici giudiziari. Questo vuol dire che ogni problema, modifica, correzione di errore che si porrà nei registri informatici (RE.GE., SICP, SICID etc), come nei vari programmi che utilizziamo quotidianamente negli uffici giudiziari non avrà né intervento, né soluzione, aumentando rischi di blocco del servizio che già si sono concretizzati in passato in alcuni uffici.

Ad ottobre avevamo segnalato e documentato le contraddizioni delle politiche ministeriali in tema di informatica, senza ottenere alcuna risposta.

Le spiegazioni che il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione del Ministero ha finalmente fornito alla luce della gravità della situazione sono un primo segnale di trasparenza che apprezziamo, ma non modificano la realtà delle cose. Il fatto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze non autorizzi la stipula di contratti “a debito” ha finito per far emergere in modo drammatico come le politiche del Governo trascurino i bisogni della giustizia e lascino gli uffici giudiziari privi delle risorse minime essenziali.

E’ questo un fallimento dell’intero Governo: una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici - tanto sbandierati - in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione.

Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati.

In questo modo si mette a rischio quanto già realizzato da avvocati, cancellieri, magistrati nelle sedi più avanzate: il decreto ingiuntivo telematico, le notifiche telematiche, la stessa prospettiva del Processo Civile Telematico. La tentazione di abbandonare ogni innovazione sarà fortissima ed il danno che si crea sul piano culturale e sull’affidabilità del canale telematico è enorme.

E’ un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova.

E’ un fallimento anche per i pericoli di blocco e di ritardi nel settore penale, dove la confusione dovuta a programmi diversi e a diversi bisogni di assistenza rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici.

Le spese di assistenza informatica sono essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzione “ponte” a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo.

I Magistrati di Area lanciano la proposta di una mobilitazione perché il colloquio che il Ministro ha forse avviato col Csm diventi una costante, perché il Ministero avvii tavoli di consultazione con la magistratura e con gli operatori e renda trasparenti i suoi conti e le sue scelte di spesa, perché cessino i continui cambi di rotta a cui abbiamo assistito, perché il Governo faccia la sua parte e sostenga l’impegno che i magistrati e il personale stanno profondendo al fine di sostenere l’innovazione e rendere il servizio giustizia moderno, efficace, rispettoso delle persone e dei loro diritti.
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UNITA’ PER LA COSTITUZIONE
UNICOST


Al Comitato di Presidenza

S E D E



Il Direttore Generale della DGSIA ha comunicato a tutti i magistrati RID che “ In ragione della assenza di adeguate risorse finanziarie sull’esercizio 2011, a decorrere dal prossimo 2 gennaio sarà interrotto il servizio di assistenza applicativa agli uffici giudiziari, mentre proseguirà senza alcuna interruzione il servizio di assistenza alle postazioni di lavoro ed ai server nell’ambito del contratto SPC in merito alle ordinarie problematiche di funzionamento (non sarà fornita assistenza ai vari software dell’amministrazione, quali Re.Ge., SICP, SICID, SIECIC, ecc.)”.

Il contenuto della comunicazione sta suscitando preoccupazione in tutti gli uffici giudiziari e impone una sollecita riflessione del Consiglio sugli effetti che l’interruzione del servizio di assistenza può comportare sulla funzionalità generale dell’indispensabile attività degli applicativi informatici e sulle consequenziali disfunzioni sull’organizzazione dell’attività giudiziaria.

Un intervento del Consiglio appare, peraltro, necessario anche alla luce della non tranquillizzante rassicurazione offerta al riguardo, in sede di risposta a specifica interrogazione parlamentare, dal Ministro della giustizia.Tanto premesso, i sottoscritti componenti sottopongono alla valutazione del Comitato di Presidenza l’apertura di un pratica, al fine di individuare le opportune iniziative del Consiglio volte a realizzare una immediata interlocuzione con il Ministro della Giustizia in merito all’insufficienza delle risorse finanziarie in tema di assistenza sistemistica degli applicativi informatici.

Roma 30 dicembre 2010

Riccardo Fuzio
Paolo Auriemma
Giuseppina Casella
Giovanna Di Rosa
Alberto Liguori
Mariano Sciacca
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 13:09:22, in Magistratura, linkato 1660 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Un altro colpo ferale alla giustizia



L'Anm "esprime preoccupazione" per l'interruzione dal 2011, a causa della mancanza dei fondi necessari, dei servizi di manutenzione e assistenza ai sistemi informatici degli uffici giudiziari comunicata da una circolare del ministero della Giustizia.

"C'è il concreto rischio - sostiene l'Associazione nazionale magistrati - che la giustizia possa subire un altro colpo ferale a causa degli ulteriori disservizi che potranno crearsi.

Da tempo sosteniamo la necessità di considerare il settore giudiziario un settore strategico per il Paese e, invece, dobbiamo amaramente constatare come avvenga sistematicamente il contrario. Se l'informatizzazione dovesse venire meno, il principale sconfitto sarebbe il cittadino".

Roma, 31 dicembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 09:51:35, in Estero, linkato 1700 volte)
Purtroppo, a mio personalissimo avviso, la decisione di Lula è stata determinata dall'isolamento sociale e culturale reale di cui soffrono i paesi del Latino America. I nostri, quando si recano lì in visita, fanno grandi proclami di solidarietà e compagnonaggio di fronte a boccali d'alcool e sigari cubani. Eternamente dimenticando che gli anni di piombo in Italia son stati celebrati nello spargimento di sangue dei dissidenti democratici di sinistra. Poi, nell'emergenza e nonostante gli appelli del PD, la parte da leone la fanno a destra. Ma le condanne di quei giorni sono state scritte da eminenti esponenti della cd "fazione" delle Toghe Rosse e Battisti è un criminale condannato per reati comuni. L.M.


Caso Battisti. Dossier al tribunale.
Pronto il ricorso contro il Brasile


4 gennaio 2011

Dopo il no deciso dall'ex capo dello stato brasiliano Inacio Luis Lula da Silva e ribadito domenica dal nuovo ministro della giustizia di Brasilia, il governo italiano è pronto a rilanciare la richiesta di estradizione per il terrorista Cesare Battisti: è ormai pronto il ricorso urgente da presentare al tribunale federale brasiliano. Intanto oggi in tutta Italia si terranno sit-in e manifestazioni di protesta bipartisan davanti alle rappresentanze diplomatiche del paese sudamericano.

Contro quella «pugnalata alle spalle, un regalo ai radical-chic francesi e all'ultra sinistra brasiliana», come Ignazio La Russa ha definito la mancata estradizione dell'ex terrorista, che «non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime». Nel frattempo in Brasile i legali di Battisti hanno presentato un'istanza per ottenere la «scarcerazione immediata» del loro assistito, spiegando che deve essere «contestuale alla pubblicazione della decisione presidenziale». Pubblicazione avvenuta ieri sulla Gazzetta ufficiale brasiliana.

Il ministro della Difesa italiano ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il suo omologo brasiliano, nel corso del quale questi gli aveva parlato «informalmente di una previsione positiva» per l'estradizione di Battisti. Il ministro, ha ricordato La Russa, allora «non aveva manifestato dubbi sul rispetto del trattato di estradizione italo-brasiliano» nella vicenda dell'ex terrorista dei Pac e, allo stesso modo, aveva parlato della «sentenza della Suprema corte che era già intervenuta», dando «per certa l'estradizione».

Una mozione parlamentare per condannare la «vergognosa» decisione del Brasile sull'estradizione di Battisti e «per dare forza alle iniziative del governo», è stata annunciata dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, con il pieno sostegno della Lega Nord, che ha definito la decisione del presidente Lula «indegna di un paese civile». Nel frattempo, in Brasile il dossier Battisti non sembra essere una priorità per la neo presidente Dilma Rousseff. Secondo un portavoce del Supremo tribunale federale brasiliano, massimo organo del potere giudiziario a Brasilia, «la posizione di non dare trattamento urgente al caso Battisti», presa venerdì dal presidente del Tribunale, Cezar Peluso, «continua uguale».

Intanto, con tempi e modi tutti da definire, si sta preparando un'iniziativa di solidarietà dei paesi Ue a favore dell'Italia. Ne avrebbero parlato gli ambasciatori di Spagna, Portogallo e Regno Unito in occasione della cerimonia di insediamento della nuova presidente Dilma Rousseff, avvenuta l'altro ieri a Brasilia.

Oggi si svolgeranno comunque mobilitazione e sit in davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. A Roma, davanti all'ambasciata di Brasilia a Piazza Navona saranno in molti, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Il segretario Lorenzo Cesa guiderà la delegazione dell'Udc, ma ci saranno anche esponenti del Pd, Da Enrico Gasbarra a Paolo Gentiloni. A Milano, presidio organizzato dal Pdl, che ha risposto all'appello lanciato da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso da Battisti, e dalla Lega.

Sempre a Milano, il premier Silvio Berlusconi incontrerà insieme a Daniela Santanchè, Alberto Torreggiani prima dei presidi organizzati davanti al consolato del Brasile.

L. Os. per Il Sole 24 ore

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Battisti/ Italo Ormanni: "Decisione Brasile non attesa"

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Roma, 3 gen. (TMNews) - "E' una decisione fuori dall'aspettabile... Resto perplesso quanto meno e di sicuro molto deluso". Il procuratore Italo Ormanni, già inviato del governo italiano in Brasile per perorare l'estradizione di Cesare Battisti, ...

Lula si tiene stretto Battisti Ora l'Italia punta su Dilma

Il Tempo - ‎02/gen/2011‎
Il presidente brasiliano chiude il suo mandato negando l'estradizione del terrorista. Frattini scrive al successore: "Riveda la decisione". Lo schiaffo è stato forte. Lula ha confermato tutte le più fosche previsioni pronunciando un no secco ...

Battisti, Frattini: no di Lula brutta fine di mandato importante

Reuters Italia - ‎02/gen/2011‎
ROMA (Reuters) - La decisione del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva di non estradare l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti è stata la "brutta fine di un mandato importante di un grande presidente". ...

Estradizione Cesare Battisti: per Jose' Cardozo è giusto il no all ...

Italia News - ‎4 ore fa‎
(IAMM) Sale la tensione sul caso della estradizione dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Ieri il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto al neo-presidente brasiliano Dilma Rousseff per chiederle di rivedere la decisione del suo ...

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