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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/07/2011 @ 02:33:36, in Politica, linkato 1309 volte)
Sono seriamente tentata di rivalutare Calderoli. L.M.

18/07/2011 - STIPENDI DEI PARLAMENTARI IN BASE ALLA LORO PRESENZA IN AULA

 

Riforma, svelata la bozza Calderoli
Meno deputati e Senato federale

Il ministro per la semplificazione alza il velo sul ddl costituzionale


ROMA - Quattrocentoquarantacinque parlamentari in meno, rafforzamento dei poteri del premier e dell’esecutivo, fine del bicameralismo perfetto. La Lega rilancia. E mette sul tavolo del governo una riforma costituzionale delle istituzioni. Con una bozza firmata dal ministro Umberto Bossi, venerdì all’esame del Consiglio dei ministri, che richiama in alcuni passaggi la riforma approvata dal Parlamento e bocciata dal referendum nel 2006.

Nella bozza del governo, il presidente del Consiglio diventa «primo ministro». E nasce il «Senato federale». Inoltre, per rispondere alla nuova ondata anti-casta, c’è un drastico taglio di deputati e senatori, oltre alla previsione che l’indennità parlamentare sia commisurata al lavoro svolto. Mentre a sostegno del governo vanno norme per accelerare l’iter legislativo e un meccanismo di sfiducia costruttiva anti-ribaltone.

«Siamo passati ai fatti», esulta il ministro Roberto Calderoli. Ma l’accelerazione leghista viene accolta con freddezza nel Pdl, dove la bozza non è stata ancora vagliata. È «interessante», dice Fabrizio Cicchitto, ma richiede «uno studio approfondito da parte delle forze politiche che compongono la maggioranza».

Intanto, l’opposizione si mostra a dir poco scettica sulla possibilità che una riforma di tale portata possa essere varata entro fine legislatura. «Ci auguriamo non sia la solita boutade estiva», afferma Antonio Di Pietro, pronto però a «valutare» la bozza. «Sembra un espediente per continuare a stare lì, più che per fare la riforma necessaria», dice Massimo D’Alema.

Senato federale
Fine del bicameralismo perfetto. Nasce il Senato federale, composto da senatori (non meno di cinque per Regione) eletti contestualmente ai Consigli regionali (più altri rappresentanti delle autonomie, senza diritto di voto). Solo per poche delicate materie le leggi (es. costituzionali) avranno bisogno dell’approvazione di entrambi i rami del Parlamento, negli altri casi la competenza sarà di una sola Camera, con possibilità per l’altra di formulare un parere.

Primo ministro
Il presidente del Consiglio diventa «primo ministro» e nomina e revoca ministri e sottosegretari. Può chiedere al capo dello Stato lo scioglimento della Camera.

Tagli ai parlamentari
Diventano 500 i parlamentari: da 630 a 250 i deputati, da 315 a 250 i senatori. E «ricevono un’indennità in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione» all’attività di Commissioni a Aula.

Giù l’età per il Colle
Viene ridotta da 50 a 40 anni l’età per diventare presidente della Repubblica. Per essere eletti in Parlamento basta invece avere 21 anni (prima erano 45 per il Senato e 25 per la Camera).

Stop voto estero
Con la «soppressione» della circoscrizione Estero, stop al voto degli italiani all’estero.

Deputati a vita
Gli ex capi di Stato diventano di diritto non più senatori, ma «deputati a vita». Scompare la figura del senatore a vita nominato per «altissimi meriti».

Presidente Camera supplente
Non è più il presidente del Senato, ma quello di Montecitorio, supplente in caso in cui il capo dello Stato non possa adempiere alle sue funzioni.

Sfiducia costruttiva
La sola Camera vota la fiducia al governo. E può votare una sfiducia costruttiva, con indicazione di un nuovo premier. Ma sempre «nell’ambito della maggioranza che ha vinto le elezioni». Con un meccanismo anti-ribaltone che vincola anche il capo dello Stato.

Urgenza leggi
Il governo può mettere l’acceleratore ai disegni di legge: se ne dichiara «l’urgenza», le Camere dovranno votare entro 30 giorni (più in fretta di un decreto). In ogni caso per le pdl i regolamenti indicheranno «tempi certi». Previste garanzie dei diritti delle opposizioni.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/412084/

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Di Loredana Morandi (del 19/07/2011 @ 02:30:25, in Economia, linkato 2374 volte)

Borsa, due inchieste sulle speculazioni
Sotto indagine le analisi di rating

Trani allarga le indagini, anche Roma apre un fascicolo


MILANO - Ci sono già due inchieste sulle speculazioni in Borsa che potrebbero essere alla base degli scossoni sul mercato azionario italiano degli ultimi giorni. Una promossa dalla Procura di Trani, condotta dal sostituto procuratore Michele Ruggiero, avviata due settimane fa a seguito di un esposto presentato dalle associazioni di tutela dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. Da lunedì 18 anche la Procura di Roma indaga sulle stesse vicende, con particolare interesse, secondo le prime indiscrezioni,

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI TRANI - Il magistrato pugliese ha cominciato a indagare sulle operazioni finanziarie sospette sui mercati borsistici e sul mercato secondario dei titoli di Stato che hanno seguito la diffusione di nuovi rating «pessimistici» sull'Italia e sui giudizi espressi sulla manovra correttiva. Ruggiero, che aveva già aperto un' inchiesta sulle agenzie di rating nel passato, ha ampliato il suo raggio d'azione dopo l'arrivo della denuncia di Adusbef e Federconsumatori. Le ipotesi di reato resterebbero le stesse: market abuse (manipolazione di mercato) e insider trading.

LA VISITA IN CONSOB DEL PM DI TRANI - Il pm accompagnato da alcuni ufficiali della Guardia di Finanza, lunedì mattina ha fatto visita alla sede della Consob, dove ha raccolto dati e informazioni sull'attività di valutazione e confronto avviata dalla stessa autorità di Borsa aveva avviato sulla questione dei rating convocando le agenzie di rating. E Ruggiero ha proprio acquisito queste «audizioni» dell'authority che, proprio perchè realizzate non davanti ad un magistrato e quindi senza la presenza degli avvocati, potrebbero rivelare dettagli importanti. Inoltre, sempre tramite la Consob, Ruggiero avrebbe raccolto i dati di Borsa Italiana sugli esiti di mercato dei giorni interessati per verificare l'esistenza di meccanismi di speculazione da parte di alcuni acquirenti. L'inchiesta valuterà anche aspetti collaterali riguardanti possibili speculatori, al momento anonimi, che potrebbe però condurre gli investigatori lontano, molto probabilmente all'estero. Al di là di questo aspetto, comunque, l'indagine prosegue sugli aspetti di «manipolazione informativa» del mercato, nella convinzione che attori così importanti sul settore finanziario, come le agenzie di rating, quando informano il mercato degli esiti delle proprie valutazioni sono a conoscenza degli impatti che questi produrranno. Così che, anche se non volevano direttamente danneggiare gli investitori di uno specifico mercato, di fatto erano in grado di prevedere che questo sarebbe accaduto.

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA - L'inchiesta della Procura di Roma prenderebbe in esame invece l'andamento sospetto dei mercati nei giorni più caldi della crisi. Nel mirino dei pm capitolini ci sono nelle specifico tre date: il 24 giugno, l'8 e l'11 luglio. E avrebbe sostanzialmente lo stesso «oggetto» d'indagine: i movimenti anomali della Borsa prima e dopo le ultime valutazioni delle agenzie di rating. L'iniziativa, secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie, parte dal procuratore aggiunto Nello Rossi. della Fderconsumatori

IL SOSPETTO INQUINAMENTO DEL MERCATO - All'inizio dell'anno è stato un comunicato Moody's ad attrarre l'attenzione dei magistrati. Si trattava di una valutazione del sistema bancario italiano subito smentita dalla replica dell governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Stesso copione lo scorso 21 maggio quando, dopo l'annuncio del possibile declassamento dell'Italia da parte di S&p, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha replicato spiegando che i dati macroeconomici dell'Italia «non solo non hanno subito variazioni sfavorevoli, ma in alcuni casi sono risultati migliori» rispetto al passato. In pratica, non c'erano motivazioni tecniche per cambiare outlook. Sotto osservazione, poi, sarebbe l'ulteriore report di Standard and Poor's che esprimeva giudizi negativi sulla manovra correttiva («restano sostanziali rischi per il piano di riduzione del debito principalmente a causa della debole crescita») considerando anche il fatto che l'informazione arrivava a mercati aperti, con la manovra del governo varata la sera prima a Palazzo Chigi ma che non era ancora stata presentata, tanto che il decreto fu modificato dopo l'intervento del Presidente della Repubblica.

Redazione online
18 luglio 2011 21:50
http://www.corriere.it/economia/11_luglio_18/inchieste-crollo-borsa_a11dfeec-b15d-11e0-8890-9ce9f56cae65.shtml
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2011 @ 22:20:38, in Economia, linkato 2154 volte)

Gli investitori internazionali hanno una visione diversa di quanto appare a noi dall'Italia. I mercati da sempre premiano la speculazione e, a quanto appare, oggi puniscono gli arricchimenti a carattere "diverso". Se B pagherà il giusto, a seguito del lavoro eccellente del Tribunale di Milano, il suo contendente comprerà un intero circuito televisivo. E dal parassitismo istituzionale passeremmo all'iper tassazione del reddito fisso e alla consueta immobilizzazione dei consumi. Tutto senza creare i benefici occupazionali dell'indotto. In effetti visto così il pensiero degli investitori non è alieno, soprattutto nel corso del caso Murdoch, perché l'Italia vedrebbe sorgere il dominio televisivo di un editore specialista in tecniche di impeachment. Il quarto potere è un potere reale, così il nuovo personaggio non piace ai mercati che preferiscono speculare al ribasso sul pianeta Italia per abbassare la "cresta". Buon lavoro ai pm di Trani e Roma, anche se a mio avviso quanto accade è fisiologico. L.M.

La Borsa in profondo rosso
Aria di bocciatura per la manovra

E la magistratura di Trani e Roma apre un'inchiesta sulle speculazioni avvenute in queste settimane sui titoli di Piazza Affari. I ribassi riguardano anche gli altri mercati, compreso Wall Street

di LUCA PAGNI

MILANO - Piazza Affari, da un lunedì nero a un altro. Se doveva essere un giudizio da parte dei mercati, non c’è dubbio che per la manovra varata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti in tutta fretta per fronteggiare la speculazione finanziaria, tira aria di bocciatura. Guardando i numeri, è quanto accaduto oggi alla riaperture delle Borse, dopo il varo della finanziaria da 43 miliardi. Esattamente come una settimana fa, per il listino milanese si è trattato di un nuovo bagno di sangue, con l’indice principale che ha incassato un calo di oltre tre punti percentuali (sette giorni fa le perdite erano stato addirittura del 3,96%). Poco consola il fatto che le vendite al ribasso hanno riguardato sia tutta Europa che Wall Street: gli operatori hanno confermato di aver messo a fuoco i titoli delle società italiane - e le banche in particolare - e di voler continuare in questa direzione, visto che le perdite di Piazza Affari sono almeno il doppio delle altre Borse del Vecchio Continente. In finale, Piazza Affari ha messo a segno un -3,06 per cento, nettamente la maglia nera rispetto a Londra e Francoforte, che hanno perso entrambe l’1,55%, mentre Parigi ha lasciato il 2,04%, ai minimi del 2011.

Nel complesso, solo guardando ai titoli a maggior capitalizzazione, i principali mercati dell’Eurozona nella sola seduta odierna hanno bruciato 91 miliardi, di cui 12 miliardi sono da iscrivere a Piazza Affari. E di questi 12, per la stragrande maggioranza, sono da attribuire all’ennesimo
tonfo dei titoli bancari. A Milano, il titolo peggiore del settore è stato Mps (-7,22 per cento), seguito da Banco Popolare (-6,67 per cento), Unicredit (-6,36%) e Intesa Sanpaolo (-6,51%).

Anche in questo caso, c’è da dire che tutto il settore finanziario in Europa è stato bersagliato dalle vendite, ma nel caso degli istituti di credito italiano il calo è stato nettamente più alto. Come si spiega tutto ciò? L’Europa è sotto scacco da parte dei mercati finanziari per i tentennamenti di fronte alla crisi greca, con i grandi d’Europa ancora divisi sulle strategie per il salvataggio dei debito pubblico di Atene. E teme che le indecisioni potrebbero avere conseguenze drammatiche per l’euro nel caso in cui paesi come l’Italia e la Spagna si trovassero a loro volta in difficoltà.

Non a caso, oggi è tornato ad ampliarsi il differenziale l rendimento del Btp decennale italiano con il bund tedesco. A causarlo è stata una nuova ondata di vendite di titoli di stato italiani. In un mercato giudicato dagli operatori poco liquido, lo scarto dei tassi di interesse è salito a 337 punti base a soli 10 centesimi dal record di 347 punti base segnato la scorsa settimana.

Nemmeno la pubblicazione, avvenuta venerdì scorso, sugli stress test a cui si sono sottoposti i principali istituti di credito europei è servita a tranquillizzare i mercati: così come era accaduto con i test dell’anno scorso, i risultati che hanno promosso la stragrande maggioranza delle banche non sono stati considerati un banco di prova così severo.

E se l’Europa è la grande malata delle economie mondiali, nemmeno gli Stati Uniti stanno messi bene. Per la quarta seduta consecutiva, New York è andata al ribasso: anche in questo caso, i timori degli operatori sono legati al debito pubblico e alle decisioni cui è chiamata con urgenza l’amministrazione Obama. In particolare, il governo Usa dovrà approvare al più presto la possibilità di aumentare il tetto del debito. "Non c’è alternativa - ha detto il segretario al Tesoro Timothy Geithner - perché il default avrebbe effetti disastrosi".
Ma non sono solo i governi a mobilitarsi contro la speculazione finanziaria. In particolare, contro le agenzie di rating e i report sull’Italia pubblicati a ridosso di giornate di Borsa particolarmente negativi. In Italia, si sono mobilitate almeno due procure. I giudici di Trani hanno ampliato l’inchiesta già aperta in passato su Moody’s (dal giugno 2010) e Standard & Poor's (maggio 2011). In particolare, il pm Michele Ruggiero si è recato ieri in Consob dove "ha chiesto ufficialmente alla Consob i tabulati degli scambi azionari delle drammatiche sedute dell'8 e dell'11 luglio scorsi, giorni in cui Piazza Affari ha chiuso con un ribasso di oltre 7 punti sul mercato azionario e di circa il 10% sui mercati obbligazionari e sui titoli del reddito fisso. Calo che ha portato il differenziale al massimo storico degli spread tra i Btp e i Bund tedeschi". Una iniziativa cui si è aggiunta in serata anche la procura di Roma che ha aperto un fascicolo di atti relativi senza indicazione di persona o di reati sempre con riferimento all'andamento della Borsa nei giorni 24 giugno e 8 e 11 luglio. (18 luglio 2011)

http://www.repubblica.it/economia/2011/07/18/news/la_borsa_in_profondo_rosso_aria_di_bocciatura_per_la_manovra-19298246/
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2011 @ 22:00:12, in Politica, linkato 1437 volte)
In effetti le telefonate interessanti da pubblicare sarebbero quelle tra Tarantini e Tedesco, così tutti gli accordi per portare un po' di sottane alle feste di Arcore verrebbero finalmente alla luce. La questione morale, vera, è che è inutile tentare di punire l'utilizzatore finale quando il venditore di prostituzione è di sinistra. Così se il primo è puttaniere, l'altro non fa miglior figura ad essere magnaccia.
Spero che con l'aiuto saggio del CSM si conponga la diatriba tra l'ottimo dott. Scelzi e il procuratore Laudati. Auguro ai due pm entranti di avere lo stesso polso e lo stesso desiderio di verità dell'iniziatore di questa indagine. L.M.

Berlusconi, nuova scossa in arrivo
pubbliche le telefonate con Tarantini

 

La procura di Bari sta per chiudere ll'inchiesta sul giro di escort offerte dall'ex imprenditore della sanità al premier. Le conversazioni fra Giampi e Silvio saranno quindi depositate: nell'entourage del cavaliere temono un nuovo terremoto. Il capo del governo, in quanto "utilizzatore finale" non è indagato

di GIULIANO FOSCHINI
Da Bari sta per arrivare un nuovo colpo al mondo berlusconiano. La notizia circola da qualche giorno in ambienti politici romani vicini al Pdl: il riferimento è ancora una volta all'inchiesta su Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese accusato di aver portato tra il 2008 e il 2009 escort al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier è fuori dall'indagine penale: era "un utilizzatore finale", spiegò immediatamente il suo avvocato Nicolò Ghedini. "Non sapeva che fossero escort e non lo pagava per questo" sostiene la Procura.

Il problema è che nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha presentato l'informativa finale dell'indagine. E nei prossimi giorni la Procura dovrebbe procedere con l'avviso di conclusione delle indagini per Tarantini (che al momento è indagato per favoreggiamento della prostituzione) oppure chiedendo l'archiviazione al gip. Il problema è che, qualsiasi sia la decisione, si dovrà procedere con la "discovery" dell'inchiesta: la procura dovrà depositare per la prima volta tutte le carte dell'indagine, comprese le intercettazioni telefoniche (centinaia) nelle quali l'imprenditore parla direttamente con il presidente del Consiglio. Oppure quelle nelle quali si organizza con amici per disporre il reclutamento delle ragazze. Agli atti ci sono i verbali delle donne interrogate (una ventina all'incirca: in due, Patrizia D'Addario e Terry de Nicolò raccontano di aver passato una notte con il presidente del consiglio) e le conversazioni sulle feste a Villa Certosa, quelle a Palazzo Grazioli, appuntamenti in un centro benessere in Umbria, incontri ad Arcore dopo le partite del Milan e anche la strana storia di un viaggio in Turchia di Gianpaolo Tarantini mentre Berlusconi era in visita ufficiale.

Nulla di penalmente rilevante per il presidente del Consiglio, ma in quelle conversazioni potrebbe esserci qualcosa di imbarazzante in un quadro già fortemente minato dai racconti delle ragazze sul Bunga Bunga milanese. Tutti gli atti sono contenuti nell'informativa che, tre anni dopo l'apertura dell'inchiesta, la Guardia di Finanza ha depositato sulle scrivanie della procura di Bari. Gli atti sono stati esaminati dal procuratore capo, Antonio Laudati e dai sostituti titolari dell'inchiesta, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia. Non ha potuto vederli, invece, il sostituto che ha fatto nascere l'indagine, Giuseppe Scelsi. Che proprio per questo motivo ha inviato una lettera di fuoco al Consiglio superiore della magistratura che ne discuterà la prossima settimana. Scelsi parla di ritardi della Finanza nel deposito degli atti, accusa il procuratore di aver fatto in modo che non lui leggesse gli atti e il ministero di aver anticipato i tempi del suo trasferimento alla procura generale. Laudati ha risposto piccato ai giornali difendendo la correttezza del suo comportamento. Ora la palla passa alla commissione disciplinare di Palazzo dei marescialli.
 
(18 luglio 2011) 
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/07/18/news/berlusconi_nuova_scossa_in_arrivo_pubbliche_le_telefonate_con_tarantini-19263525/
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2011 @ 21:43:23, in Sindacato, linkato 2115 volte)

Perché a me ricorda il caso Marrazzo...? L.M.

Morto il giornalista che ha rivelato

lo scandalo "News of the World"


Hoare fu il primo ad accusare l'ex direttore Andy Coulson di essere al corrente delle intercettazioni illegali

Roma, 18 lug. (TMNews) - E' stato trovato morto nella sua casa di Watford, in Gran Bretagna, Sean Hoare, ex giornalista del tabloid "News of the World". Hoare fu il primo ad accusare l'ex direttore Andy Coulson di essere al corrente delle intercettazioni illegali commesse dai suoi redattori. Lo riferisce l'edizione online del quotidiano "The Guardian".

Hoare, che aveva lavorato con Coulson al "Sun" e al "News of the World", era stato licenziato per i suoi problemi con alcool e droga. La polizia di Hertfordshire non ha ancora confermato l'identità del cadavere. Le forze dell'ordine hanno fatto sapere che non sono ancora chiari i motivi del decesso, ma non si tratterebbe di una morte "sospetta".

Hoare fu il primo ad accusare apertamente Coulson, ora in carcere: in un'intervista al "New York Times" affermò che l'ex direttore del tabloid britannico non solo era a conoscenza delle intercettazioni, ma incoraggiava i suoi redattori a intercettare i telefoni delle star per trovare nuovi scoop. Alla Bbc raccontò poi che Coulson gli chiese di mettere sotto controllo i telefoni delle persone e che lo "incoraggiò sempre a farlo".

Hoare tornò alla ribalta la scorsa settimana, quando raccontò al "New York Times" che i giornalisti del "News of the World" potevano usare le tecnologie della polizia per rintracciare le persone grazie al segnale dei loro telefoni, in cambio naturalmente di mazzette.

Pca/Dmo http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110718_200228.shtml

Trovato morto il giornalista che rivelò scandalo intercettazioni

Azzerati i vertici di Scotland Yard. E domani è in programma l'audizione in parlamento dei Murdoch

Londra, 18 lug. (TMNews) - Le dimissioni dei vertici di Scotland Yard, la morte dell'ex giornalista del 'News of the World' che per primo accusò il direttore Andy Coulson di sapere dell'uso delle intercettazioni illegali. Un'altra giornata di scandali e colpi di scena, in Gran Bretagna, per il caso che sta trascinando nel fango l'impero mediatico di Rupert Murdoch e, con lui, la rete di poliziotti e politici che con il magnate australiano e i suoi collaboratori avevano un rapporto fin troppo stretto.

Nel pomeriggio, è il 'Guardian' a dare la notizia: è stato trovato morto nella sua casa di Watford, in Gran Bretagna, Sean Hoare. Il primo ad accusare Coulson, il primo a dire: non solo sapeva, ma incoraggiava continuamente i suoi redattori a 'spiare' i telefoni per trovare degli scoop. La polizia dell'Hertfordshire, che non ha ancora confermato l'identità del cadavere, ha fatto sapere che non sono ancora chiari i motivi del decesso, ma non si tratterebbe di una morte 'sospetta'.

Lo scandalo, intanto, tornerà domani sotto i riflettori del Parlamento britannico, con le audizioni del magnate dei media, Rupert Murdoch, del figlio James e di Rebekah Broook, ex amministratore delegato del gruppo inglese di Murdoch, News International. Sempre domani compariranno davanti ai deputati anche il capo di Scotland Yard, Sir Paul Stephenson, dimessosi ieri, e il suo vice, John Yates, che ha lasciato oggi il suo incarico. Mercoledì sarà invece il premier David Cameron a intervenire in Parlamento, per discutere gli ultimi sviluppi del caso.

Quelli di Stephenson e Yates sono "gli ultimi due scalpi", secondo quanto scrive oggi il Daily Telegraph. I vertici di Scotland Yard sono infatti stati travolti dall'inchiesta per i loro legami con Neil Wallis, ex vicedirettore del News of the World, arrestato il 14 luglio scorso.

Lo scandalo minaccia di coinvolgere in prima persona anche il premier, David Cameron, dopo la frecciata lanciata ieri da Paul Stephenson al primo ministro. Stephenson si è detto innocente, ma soprattutto ha tracciato un parallelo fra il caso di Wallis e quello di Andy Coulson, l'ex direttore di News of the World, ma soprattutto ex portavoce di Cameron fino al gennaio scorso: entrambi sono stati arrestati nel corso delle indagini. Il messaggio al primo ministro, secondo quanto scrive oggi il quotidiano 'The Guardian', è chiaro: "Io mi assumo le mie responsabilità, ma tu?".

Pca/Sim/Kat  http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110718_212650.shtml
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2011 @ 12:24:52, in Varie, linkato 2299 volte)

Crea il tuo Ministero


I ministeri della Lega al Nord sono l'ultimo atto della «commedia alla padana» a cui stiamo assistendo da anni.

Sono diventati un capriccio, senza alcun senso e senza alcuna utilità .

I due ministri della Lega, Bossi e Calderoli, hanno voluto un ufficio per sé, vicino a casa, per dimostrare chissà che.

Fate la stessa cosa, inventatevi il vostro ministero, scegliete la località dove collocarlo e fatelo circolare, denunciando così l'ennesima occasione di spreco del denaro pubblico e di perdita di tempo del governo Berlusconi.

Link:  http://www.prossimaitalia.it/ministero/

Questo è il mio.. che da Palermo..  si è trasferito su Milano.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Ministero_di_Giustizia_Quotidiana.jpg

 

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Di Loredana Morandi (del 17/07/2011 @ 18:53:19, in Estero, linkato 2177 volte)
Sono personalmente convinta che le politiche scandalistiche del cannibale Murdoch (ha distrutto una testata edita dallo scorso secolo) siano la fonte ideologica che sta facendo del male alla sinistra italiana. E' Murdoch l'ideologo del caso escort e sanità... L.M.

Lo riferiscono fonti di Sky News

Intercettazioni, arrestata la Brooks
Indagato anche James Murdoch


Londra - (Adnkronos/Ign) - L'ex ad di News International è stata fermata dagli inquirenti che indagano sul caso. Spiati anche Jude Law, David Beckham e Paul McCartney. Nuove scuse dal magnate. Regali dall'ex vicedirettore News of The World, coinvolta anche la polizia britannica. Si allarga lo scandalo. Murdoch chiede scusa sui giornali. Al posto della Brooks arriva l'ad di Sky Italia

Londra, 17 lug. (Adnkronos/Ign) - Rebekah Brooks, l'ex ad di News International sarebbe stata arrestata. Mentre il figlio di Rupert Murdoch, James, scrive oggi il 'Sunday Telegraph', sarebbe tra gli indagati. La Brooks è stata fermata dagli inquirenti che indagano sulle accuse di corruzione e sulle intercettazioni, riferiscono fonti di Sky News. La donna si trova in una stazione di polizia di Londra.

Intanto si è appreso che News of the World avrebbe spiato anche l'attore Jude Law ed il suo assistente, Ben Jackson, mentre si trovavano a New York, subito dopo il loro arrivo all'aeroporto JFK, una notizia che se confermata aprirebbe la strada ad un'azione legale contro News International negli Stati Uniti.

La notizia segue l'annuncio dell'apertura di un'indagine preliminare da parte dell'Fbi sul gruppo di Rupert Murdoch per fare luce sulle denunce secondo cui i giornalisti che lavorano per testate che fanno capo alla sua azienda avrebbero intercettato telefonate dei familiari delle vittime dell'11 settembre.

Ma le rivelazioni non finiscono qui. Tra le vittime illustri delle intercettazioni illegali ci sono anche David Beckham e Paul McCartney. I legali del calciatore si sono messi in contatto con la polizia convinti di essere stati nel mirino di Glenn Mulcaire, investigatore privato che lavorava per News of the World.

Il team di Public Relations che rappresentava McCartney nel periodo in cui si è separato dalla moglie nel 2006, dopo quattro anni di matrimonio, 'Outside Organisation', rivela il Telegraph, si è detto a sua volta convinto di essere stato vittima di intercettazioni ad opera di Glenn Mulcaire.

A Londra sarebbe coinvolta anche la polizia. Si tratterebbe, afferma il 'Telegraph', del capo della polizia di Londra, Sir Paul Stephenson, che con la moglie avrebbe beneficiato nel mese di gennaio scorso di un soggiorno in un centro benessere di lusso situato 50 chilometri a nordest di Londra. Il soggiorno, del costo complessivo di circa 13.700 euro sarebba stato pagato da Neil Wallis, ex vicedirettore del tabloid 'News of the World'.

Nuove scuse da Rupert Murdoch. Anche oggi ha fatto pubblicare un messaggio su vari quotidiani britannici per assicurare che News Corp farà ammenda per lo scandalo che ha scosso il gruppo, assistendo la polizia nelle sue indagini sulle intercettazioni e sulla corruzione ed assicurando che "non vi saranno rifugi" dove i responsabili potranno nascondersi. "Ci vorrà un po' di tempo per ricostruire la fiducia ma siamo decisi a non deludere le aspettative dei nostri lettori, colleghi e partner".
 
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Di Loredana Morandi (del 17/07/2011 @ 18:43:26, in Magistratura, linkato 1443 volte)
Melania è stata uccisa dal marito, il quale probabilmente si è fatto aiutare da qualcun altro. A buon conto anche la partner extra matrimonio. Però, sarà il periodo estivo, su questo caso stà realmente funzionando l'organizzazione occulta intuita da molti e dal pm romano sospeso dal CSM. E' infatti peculiare alle ingerenze esterne su di un caso "palese" la divisione tra colpevolisti ed innocentisti rappresentata dalla stampa nostrana. Peculiare perché uno come Parolisi è alla stessa stregua di un Michele Misseri e non rappresenta che uno dei molti volti di una Italia da cancellare. L.M.
 


17/07/2011 - LE RILEVAZIONI NELL'AUTOPSIA. LA VITTIMA COLTA DI SORPESA E COLPITA ALLA GOLA

Melania si fidava dell'assassino
Il Dna del marito sulla sua bocca

Ma i legali di Parolisi rilanciano "L'ha uccisa una donna ci sono le prove"

GRAZIA LONGO

ASCOLI - Ogni donna sa che il trucco al viso è utile per esaltare gli occhi o le labbra, ma anche per coprire qualche imperfezione. Stavolta però il trucco più che a mascherare aiuta a smascherare la realtà. Il make up di Melania Rea - massacrata da 32 coltellate il 18 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella - rivela, nella sua perfezione, l’assoluta assenza di pianto. Come se non fosse stata rapita o costretta ad andare incontro alla morte. Per la procura di Ascoli il colpevole è il maritoSalvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito per cui il pm Umberto Monti ha richiesto l’arresto. La decisione è al vaglio del gip Carlo Calvaresi.

Fiducia nell’assassino
La tranquillità della bella mamma di 29 anni si evince, del resto anche in un altro aspetto descritto nelle 80 pagine della perizia del medico legale Adriano Tragliabracci autore dell’autopsia. Melania è colpita alle spalle mentre si trova accovacciata, la vescica viene trovata svuotata e sia gli slip che i jeans non presentano macchie di sangue all’interno. Il primo taglio è alla gola, nel tentativo di sgozzarla. Melania si rialza ma fatica a spostarsi perché ha i pantaloni abbassati alle ginocchia. Fa qualche passo, mentre l’omicida la colpisce più volte alle spalle, il fendente più profondo è vicino la scapola destra. E cade supina. Poi i colpi su petto e pancia.

Il Dna del marito in bocca
Ma prima di crollare sul prato, Salvatore potrebbe averle premuto la mano sulla bocca. Sulle labbra e sulle gengive di Melania c’è infatti il suo Dna. Forse si erano baciati? Ma quando? Lui dice che lei è sparita da Colle San Marco alle 14.30 e se così fosse la saliva avrebbe cancellato le tracce di quel bacio. Per questo, tra le conclusioni del professor Tagliabracci, c’è quella di un bacio «mortale», o la mano di Parolisi sulla bocca della donna per non farla urlare o tenerle fermo il capo. In tutti gli amabili resti di Melania c’è solo il Dna di Salvatore. Tranne una lieve traccia di Dna femminile, mescolato a quella della vittima, sotto l’unghia dell’anulare sinistro. Per il perito è dovuta «a una contaminazione occasionale» come l’aver toccato un oggetto già tastato da un’altra donna. Per i difensori del caporalmaggiore, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, è invece «la firma dell’assassina che è chiaramente una donna».

Il cellulare di Salvatore sul luogo del delitto
Ma allora che ci faceva il cellulare di Salvatore Parolisi tra le 14 e le 15 del 18 aprile a Ripe di Civitella? I tracciati esaminati dai carabinieri di Ascoli e dai Ros di Roma lo collocano al 99,9 per cento proprio sul luogo del delitto. «Sono sempre stato a Colle San Marco» giura lui. Nessuno dei 30 testimoni interrogati lo ha però visto lì prima delle 15.30, quando ha lanciato l’allarme. E nessuno ha mai visto Melania a Colle San Marco.

Le ferite post mortem
L’assassino ha allargato le braccia a Melania quando è tornato sul luogo del delitto per il depistaggio. Per questo sull’erba sotto le braccia non c’era sangue tanto da far pensare, in un primo momento, che la donna fosse stata uccisa altrove. La svastica su una coscia, la grata incisa sull’altra sono state fatte «non molte ore prima del ritrovamento del cadavere». E’ davvero così? E se sì, dov’era Parolisi - tranne la presenza alla caserma Clementi - quando non partecipava alle ricerche?

Il movente
Melania, già un anno fa, aveva minacciato Ludovica, l’amante soldatessa del marito, di «rovinare la carriera militare a te e a lui». Ha forse minacciato Salvatore allo stesso modo? Siamo di fronte a un litigio degenerato in tragedia?

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/411933/
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Di Loredana Morandi (del 17/07/2011 @ 18:35:32, in Magistratura, linkato 1467 volte)

Meglio tardi che mai? L.M.

indagine P4 / la Procura di Napoli ha chiesto l'arresto

Csm: Papa sospeso da funzioni e stipendio

La decisione del Consiglio superiore della magistratura sul magistrato parlamentare del Pdl sotto inchiesta


MILANO - La Prima sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha deciso sabato mattina la sospensione, in via cautelare, di Alfonso Papa dalle funzioni e dallo stipendio. Con questa decisione, il magistrato parlamentare del Pdl sotto inchiesta nell'indagine P4, per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l'arresto, non percepirà lo stipendio come giudice nemmeno nel caso in cui si dimettesse da Montecitorio. La delibera del Csm è stata presa a porte chiuse dopo l'audizione dello stesso Papa.

LA GIUNTA E L'AULA - Venerdì la giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato sì all'arresto del deputato del Pdl. Il partito del premier ha abbandonato i lavori per protesta, mentre la Lega si è astenuta, anche se Bossi aveva chiesto di votare. Sulla vicenda il governo è diviso. Il premier Silvio Berlusconi vuol salvare il deputato, che si è autosospeso dal suo gruppo alla Camera. Mentre secondo il leader del Carroccio Papa deve andare in galera. L'ultima parola spetta ora all'Aula: la richiesta d'arresto arriverà a Montecitorio mercoledì 20 luglio. Papa andrebbe in carcere con tutti i benefici appartenenti alla carica di parlamentare: diritto a percepire l'indennità parlamentare e a presentare proposte di legge, interrogazioni, interpellanze e mozioni.

«BATTAGLIA PER RIAVERE L'ONORE» - «Sto conducendo una battaglia di verità nelle sedi istituzionali, la condurrò nel processo» per «ricostruire la verità e riavere l'onore che come uomo, magistrato, politico e cittadino è stato attaccato nel corso di questi mesi» ha detto il magistrato parlamentare a SkyTg24. «Ho vissuto quasi sette mesi di travaglio mediatico, attacchi e fango - ha aggiunto Papa -, rispetto ai quali mi sono chiuso nel riserbo più totale, sto lavorando per accertare la verità. Sull'ipotesi del carcere la valutazione spetta all'Aula sovrana».

Redazione online
16 luglio 2011(ultima modifica: 17 luglio 2011 10:38)
http://www.corriere.it/politica/11_luglio_16/papa-csm-funzioni-stipendi_952ed8ec-af85-11e0-8215-204269b1beec.shtml
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Di Loredana Morandi (del 17/07/2011 @ 18:16:48, in Magistratura, linkato 1470 volte)

Non tutto quel che è di Silvio viene da Silvio. La vicenda delle escort baresi ha visto come attori principali proprio esponenti della nostra sinistra politica, che poi hanno fatto numerosi tentativi di riciclare la donna nelle sedi politiche e/o sindacali, finanche pubblicandole il memoriale della notta al viagra. La sola strategia che si vede è quella della D'Addario stessa, che vistasi rifiutare con decisione dalle fila del popolo del PD ha ritenuto opportuno sterzare di nuovo a destra. Difatti nelle dichiarazioni dei giorni scorsi (l'intervista su Libero) ha dichiarato di essere stata usata addirittura dai magistrati nonché dai giornalisti del Corriere Sera, quando abbiamo visto tutti che è stato il gruppo L'Espresso a pubblicare tutti i file audio da lei registrati con probabile abuso ed in palese violazione al segreto istruttorio. Nelle registrazioni della D'Addario non c'era e non c'è stata mai una "buona fede" e a questo punto vale la pena di interrogarsi sul denaro sonante guadagnato dalla escort non appena uscita dal letto del Premier. Il caso Murdoch sta illustrando al pianeta intero quale razza di pescecane si nasconda in un imprenditore editoriale. Il caso escort e sanità ricalca il medesimo copione del patron di Sky, così non v'è ragione per non ritenere altri "pescecani" allo stesso livello. Premier compreso. L.M.

L'ultima strategia difensiva
di Silvio: affidarsi alla D'Addario


Una strana coincidenza temporale. Una settimana fa un esposto al Csm del magistrato barese Giuseppe Scelsi, che accusa il procuratore capo Antonio Laudati di avergli sottratto l’inchiesta sulle escort al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; ieri, invece, un’inedita Patrizia D’Addario torna a far discutere di sé, con una lunga intervista a "Libero": «Mi hanno usata per incastrare Berlusconi», riproponendo così il complotto ordito da magistrati e giornalisti. La donna accusa di essere stata spinta dal suo avvocato Maria Pia Vigilante e da due giornaliste, a rilasciare un’intervista, pubblicata sul Corsera il 17 giugno 2009, in cui denunciava i rapporti sessuali con Berlusconi e la candidatura col centrodestra al consiglio Comunale di Bari. «Smentisco categoricamente quanto dichiarato da Patrizia D’Addario. Ribadisco che, come peraltro detto da lei stessa in più occasioni, la scelta di rendere pubblica la vicenda fu sua e io mi sono limitata ad assisterla» ha dichiarato l’avvocato Vigilante. La procura di Bari ascolterà adesso la escort.

Questa intervista, che fa tornare l’ipotesi del complotto, giunge ad una settimana dall’esposto del pm Scelsi, nominato da pochi giorni alla Procura generale di Bari. Secondo il magistrato, il procuratore capo Laudati avrebbe dichiarato nel corso di un pranzo, tenutosi nell’estate del 2009 e prima dell’effettivo insediamento alla Procura di Bari, che avrebbe preso lui in mano l’indagine sulle escort a Berlusconi per risolverla. A questo pranzo, secondo Scelsi, avrebbe partecipato il generale della Gdf Vito Bardi, comandante dell’Italia meridionale e indagato dalla Procura di Napoli nell’inchiesta sulla P4 per rivelazione dei segreti d’indagine. Scelsi afferma che il suo trasferimento alla Procura generale è giunto su decisione del Ministero della Giustizia poco dopo aver fatto richiesta alla polizia giudiziaria di depositare l’informativa conclusiva dell’inchiesta sulle escort. Laudati ha smentito, ma è in corso un’istruttoria al Csm.
17 luglio 2011
http://www.unita.it/italia/l-ultima-strategia-difensiva-br-di-silvio-affidarsi-alla-d-addario-1.314537
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