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 .. solar eclipse ..... di Lunadicarta
 
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Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, quanto il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/07/2011 @ 09:39:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 1498 volte)
Sul tema della violenza ai danni di minori ci sarebbe molto da lavorare, ma manca il leader ed i reale interesse della politica. Persino il Vaticano è più aggiornato dell'Italia in tema prescrizioni (il reato del chierico decade 10 anni dopo la maggiore età della vittima), mentre le pene ai pedofili in Italia sono all'acqua di rose. L.M.

Violenta per anni la nipotina, non sarà punito


Un cagliaritano ha abusato della nipote per dodici anni. Il Tribunale l'ha riconosciuto colpevole, ma il reato è prescritto. Ex vittima di un pedofilo: «Abolire la prescrizione»


di T. Ferrari · 01 luglio 2011

Per dodici anni un cagliaritano ha abusato della nipotina. Ha iniziato quando la bambina aveva solo 4 anni, ha smesso quando ne aveva ormai sedici. Processato, è stato riconosciuto colpevole degli abusi, ma non sconterà nessuna condanna, poiché il reato è ormai prescritto.
Ne dà notizia il quotidiano La Nuova Sardegna. Lo zio "orco", che oggi ha 46 anni, è stato processato con rito abbreviato. Il pm del Tribunale di Cagliari, Rossana Allieri, ha chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Molte le prove contro l'uomo, tra cui anche alcuni sms che lui stesso ha inviato sul telefonino della nipote per chiederle perdono. Durante il processo, si è scoperto anche un altro particolare terribile: l'uomo avrebbe abusato anche della sorellina della vittima.

Nonostante questo, l'uomo non «pagherà». Il giudice Giorgio Altieri ha dovuto riconoscere la prescrizione del reato.Tuttavia, non ha assolto l'imputato, ma nella sentenza ha motivato la sua decisione sottolineando come la denuncia della ragazza sia stata dettagliata e credibile.

«Questo di Cagliari non è l'unico caso. Bisognerebbe abolire la prescrizione per i reati di abuso sessuale sui minori. Noi lo chiediamo da anni, abbiamo anche fatto una petizione online, ma nessuno finora ci ha ascoltati». Mario Marchese, 29 anni, ex vittima di un prete pedofilo, è il presidente di Associazione per la Mobilitazione Sociale, che aiuta le vittime di pedofilia.

Dopo quanto tempo si prescrive la violenza su minori?
«Dieci anni. Bisognerebbe abolirla, o innalzare il termine a venti. Molte vittime denunciano quando sono grandi ed è passato tempo dalle violenze. Spesso, si sentono rispondere che il reato è prescritto».

Che cosa possono fare in questi casi?
«Denunciare comunque. A volte è capitato che, dopo una denuncia, si è scoperto che il pedofilo violentava altri bambini. Certo, è una magra consolazione che il proprio aguzzino paghi per aver fatto male ad altri. Poi c'è il risarcimento civile».

Cioè?
«Il reato si prescrive penalmente, ma si può comunque fare la causa civile. Senza la condanna penale è più difficile ottenere giustizia, ma almeno si può cercare di recuperare i soldi delle spese per gli psicologi. La maggior parte degli ex bambini abusati ne ha bisogno per superare i traumi. Ecco perché è importante che si ottengano i risarcimenti».

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/07/01/cagliari,-violenta-per-anni-la-nipotina,-reato-prescritto
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2011 @ 09:05:31, in Magistratura, linkato 1464 volte)
Magistratura Democratica





"Siamo di fronte al solito attacco unilaterale. Certe affermazioni tradiscono una visione della democrazia refrattaria all’indipendenza della funzione giudiziaria e insensibile alle procedure di legge tra cui il sindacato di costituzionalità delle norme.  Immaginare l’intera giurisdizione nazionale e persino la Corte Costituzionale come orchestrate da un gruppo di pubblici ministeri, è semplicemente stravagante. E sorprendono gli strali contro magistrati che fanno il loro dovere, a fronte del silenzio verso magistrati “fuori ruolo” coinvolti in inchieste sul malaffare. 

Nel pieno rispetto della separazione dei poteri, Magistratura democratica ritiene sia un dovere istituzionale, per ogni magistrato, intervenire nelle sedi competenti per segnalare eventuali profili di non compatibilità delle leggi ordinarie con la Carta Costituzionale e con le Carte internazionali. E considera fisiologico per la democrazia e un servizio al cittadino, la partecipazione dei magistrati al dibattito pubblico su riforme che riguardano la giustizia".


Piergiorgio Morosini
Segretario Generale di Magistratura Democratica


Berlusconi, esternazioni al Consiglio Nazionale del PdL:  "Quando viene promulgata una legge che non piace a Magistratura democratica e ai suoi pm questa  viene impugnata e mandata alla Corte Costituzionale composta a maggioranza da giudici di sinistra e su insistenza e pressione di questi giudici viene abrogata una legge che era stata discussa e votata dal Parlamento, ho spiegato questo ad alcuni cittadini che mi hanno detto che allora e' inutile andare a votare".

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Di Loredana Morandi (del 02/07/2011 @ 09:02:07, in Magistratura, linkato 2005 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg
Audizione Commissione Giustizia Senato
in merito ai ddl n. 1880-B e connessi
(prescrizione e durata del processo)




L'Associazione nazionale magistrati ritiene che la regolamentazione contenuta nel disegno di legge non trovi riscontro in altri ordinamenti, a livello europeo e internazionale, e non abbia nulla a che vedere con i principi del giusto processo.
Nell'interpretazione della Corte europea dei diritti dell'uomo si afferma, infatti, la necessità che gli Stati membri si impegnino a completare il giudizio entro un termine non fisso, ma ragionevolmente commisurato alla sua complessità e alla natura degli interessi in gioco e senza che comunque dalla inosservanza di tale termine possa derivare alcun pregiudizio per l'accertamento dei reati e la tutela delle vittime.
Con riferimento alle norme contenute nel ddl in esame, occorre rilevare come la fisionomia del processo penale verrebbe stravolta con una conseguente sicura agonia dei riti alternativi e una profonda crisi della cultura delle garanzie e del contraddittorio.
La prescrizione breve determinerebbe un’amnistia permanente per numerosi gravi reati, come la corruzione, l'evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l'appropriazione indebita, l'omicidio, le lesioni colpose, quelli in materia di ambiente e di infortuni sul lavoro.
Con queste disposizioni, in relazione a una corruzione gravissima o a una frode fiscale per milioni di euro scoperte a distanza, ad esempio, di quattro o cinque anni dal fatto, l'imputato avrà la certezza dell'impunità per l'impossibilità di celebrare tre gradi di giudizio nel breve termine residuo. Non solo: avrà diritto anche alla restituzione del profitto del reato sottoposto a sequestro.
Inoltre, queste previsioni avrebbero effetti negativi sul principio di eguaglianza: l'omicidio commesso da un incensurato si prescrive prima di un furto commesso da un recidivo; per lo stesso reato commesso da due persone, una incensurata e l'altra no, si potrà arrivare alla prescrizione per l'una e alla condanna per l'altra.
Gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei  confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco che pone forti dubbi di costituzionalità. È impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell'imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato.
La prescrizione breve non riduce la durata dei processi. In tutti i paesi occidentali l'inizio del processo impedisce la prescrizione dei reati. In Italia, invece, i brevi termini di prescrizione sono un incentivo per l'imputato ad allungare i tempi del processo, in quanto il termine decorre persino dopo una condanna in primo grado e in appello.
Oggi, dopo la riforma del 2005, sono già circa 150mila l'anno i processi che si chiudono con la prescrizione, senza un accertamento della responsabilità dell'imputato e senza una risposta di giustizia alle istanze di chi ha subito un danno dal reato.
La prescrizione breve contrasta con le previsioni delle convenzioni internazionali in materia di lotta contro la corruzione sottoscritte e ratificate dall'Italia.
Sono necessari, invece, interventi che assicurino un'effettiva ragionevole durata dei processi e che consentano di evitare che i processi si concludano con la prescrizione.
L'Anm sostiene che per garantire i principi del giusto processo e della ragionevole durata sia indispensabile attuare riforme di carattere strutturale e organico tra cui, come priorità, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l'informatizzazione dei processi, l'innovazione tecnologica dei tribunali, la sospensione dei processi agli irreperibili, l’adeguamento delle risorse umane e materiali.

Roma, 30 giugno 2011
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