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L'avvocato è un galantuomo che salva i vostri beni dai vostri nemici tenendoli per sé.

Heinrich Heine
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/08/2011 @ 10:42:33, in Politica, linkato 1585 volte)

Il 'SISTEMA SESTO'


Trovati in casa di Penati
undicimila euro in contanti

Il ritrovamento di 66 banconote di grosso taglio durante una perquisizione della Guardia di finanza nell'appartamento dell'ex vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia. E tra i testi spunta un ex della Margherita 

di SANDRO DE RICCARDIS e EMILIO RANDACIO

MILANO - Sessantasei banconote in tutto. Diciassette da 500 euro, una da 100 e 48 da 50 euro, per un conto finale di 11 mila euro. Soldi ritrovati in tre distinte stanze dell'appartamento di Filippo Penati, lo scorso 20 luglio, dalla Guardia di finanza. Una cifra liquida considerevole, o un fatto normale per un esponente politico di primo piano? Al momento, l'unica cosa certa è che gli investigatori hanno etichettato il rinvenimento con la burocratica definizione di "perquisizione con esito positivo".

Le ricevute criptate  Le mazzette da record  L'architetto mediatore  Il 'sistema Sesto' fa tremare il Pd  L'INCHIESTA Fatture false e società off shore   LA SCHEDA Il più grande cantiere d'Europa

Tutte le banconote sono state fotocopiate e ora compaiono nei documenti allegati all'inchiesta dei pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, in cui Penati e altre 18 persone, risultano indagati per reati che, a vario titolo, li accusano di corruzione, concussione, turbativa d'asta, finanziamento illecito ai partiti.

Non solo. Nel corridoio dell'appartamento dell'ex vice presidente regionale del Pd, è stata sequestrata una "cartelletta azzurra" dal titolo "Trasporti Sesto" che, annotano i militari, "conteneva la rassegna stampa e i comunicati stampa inerenti la linea 712 Sesto-Cinisello e il contenzioso della Caronte srl". I documenti riguarderebbero, in sostanza, le prime denunce presentate nel giugno del 2010 dal direttore generale della Caronte, Piero Di Caterina, divenuto oggi il principale accusatore proprio di Penati.

È proprio da quelle denunce che Di Caterina adombrava, per la prima volta, il "Sistema Sesto" nell'assegnazione degli appalti pubblici. Nel blitz scattato il 20 luglio, nella casa di Penati sono stati annotati anche operazioni molto più normali. I militari hanno annotato come nel garage dell'esponente del Pd, fossero parcheggiate una "Bmw serie 5", intestata a una società finanziaria di San Donato Milanese, e una "moto di grossa cilindrata", di cui risulta proprietario lo stesso Penati.

Durante la perquisizione è stata rinvenuta anche una chiave di una cassetta di sicurezza di una banca milanese. I finanzieri, dopo aver ottenuto il via libera dal pm Mapelli, si sono recati nella filiale, ma il controllo "ha dato esito negativo". Non vi era, insomma, nulla di sospetto.

Tra le carte sequestrate dieci giorni nello studio di un altro indagato, l'architetto Renato Sarno, è spuntato anche un file intitolato "Documento finanziamento sig. Penati". Tra le altre carte anche cartelline colorate e denominate "287 Penati Rev.1 Rev.2", "287 Penati Di Martino Rev.1 aggiornamento Asl", "287 Penati Di Martino". Sarno, professionista molto quotato, sarebbe stato tra i finanziatori della campagna elettorale di Penati nel 2009.

Vanno intanto avanti le verifiche della Gdf alle dichiarazioni dei due "pentiti" dell'inchiesta che ha travolto il Pd di Sesto San Giovanni. Tra i testimoni convocati nella caserma milanese di via Filzi, ci sono diversi imprenditori che hanno ricostruito il clima in cui, nell'ex Stalingrado d'Italia, venivano assegnati appalti comunali. Tra i più ascoltati, come anticipato ieri dal Tg3, c'è anche Diego Botti, ex esponente locale della Margherita, imparentato con l'altro imprenditore diventato accusatore, Giuseppe Pasini. Il contenuto dei suoi verbali, al momento, è oscuro e non è ancora possibile sapere quanto le sue versioni mettano ulteriormente nei guai gli indagati.  
(02 agosto 2011)
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/08/02/news/penati_contanti-19897541/
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Procura di Roma apre un fascicolo su frasi Tremonti:
ministro sentito come testimone


Roma - (Adnkronos) - Al momento senza indagati né ipotesi di reato. Sulla vicenda della casa occupata, il ministro dell'Economia aveva parlato della sensazione di sentirsi "spiato, controllato, pedinato". Caso Milanese, il titolare di via XX settembre: ''Non mi serve rubare agli italiani''. La risposta al 'Corriere della Sera': ''Non ho commesso illeciti. Errori? Certamente sì''

Roma, 1 ago. (Adnkronos) - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo ''atti relativi'' dopo le dichiarazioni rilasciate sulla vicenda della casa da lui occupata a Roma dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in merito alla sensazione di sentirsi "spiato, controllato, pedinato".

Il fascicolo, come si è detto, è ''atti relativi'', cioè al momento senza indagati né ipotesi di reato e per ora contiene solo alcuni articoli di giornale, tra cui, appunto, l'intervista del ministro a 'la Repubblica'.

A procedere è direttamente il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara. Nell'ambito dell'indagine Tremonti sarà prossimamente sentito come testimone.
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Di Loredana Morandi (del 02/08/2011 @ 10:51:33, in Politica, linkato 1501 volte)

Ci possiamo credere? L.M.

Napolitano rinuncia ad aumento stipendio, restituiti al Mef 15 mln


Roma - (Adnkronos) - In una nota il Quirinale comunica la rinuncia dell'adeguamento previsto per il capo dello Stato: lo stipendio resterà fermo fino alla scadenza del mandato. Le restituzioni si aggiungono così ai risparmi realizzati nel periodo 2006-2011 che ammontano complessivamente a 56.316.000 euro. Ministeri al Nord, scontro Lega-Colle

Roma, 30 lug. (Adnkronos) - ll Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha comunicato al ministro dell'Economia e delle finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo - stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372 - dell'assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell'art. 84 della Costituzione.

Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, riferisce il Qurinale in una nota pubblicata sul sito internet, ha sottoposto alla firma del Capo dello Stato i decreti per l'applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni e per la riforma delle pensioni di anzianità.

Si è così completata l'attuazione nell'ordinamento interno delle misure previste dalle manovre approvate con i decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 98 del 2011 (riduzione del 5 e del 10% delle retribuzioni e delle pensioni per la parte eccedente 90.000 e 150.000 euro, blocco delle progressioni automatiche e riduzione delle spese per beni e servizi).

L'amministrazione del Quirinale provvederà conseguentemente a restituire al ministero dell'Economia e delle finanze la somma complessiva di euro 15.048.000 nel triennio 2011-2013, nonché 562.737 euro nell'anno 2014.

Le suindicate restituzioni, spiega ancora il Qurinale, si aggiungono ai risparmi realizzati nel periodo 2006-2011 - che ammontano complessivamente a 56.316.000 euro - per effetto dei provvedimenti di contenimento della spesa già adottati autonomamente nel medesimo periodo (blocco del turnover, soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, congelamento fino al 2013 degli importi tabellari degli stipendi e delle pensioni, riduzione dei compensi per il personale comandato e distaccato e di numerose indennità, contenimento degli straordinari, riduzione delle ferie, aumento dell'orario di lavoro e riorganizzazione amministrativa interna).

Tali economie e aumenti di produttività, unitamente al contenimento dei pensionamenti anticipati per effetto della incisiva riforma delle pensioni di anzianità, hanno consentito grazie ai risparmi realizzati di bloccare fino al 2013 la dotazione a carico del bilancio dello Stato al valore nominale del 2008 a fronte di una inflazione che da allora ha già raggiunto il 6,6% sulla base dell'indice dei prezzi al consumo.

Infine il Presidente della Repubblica ha comunicato al ministro dell'Economia e delle finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo - stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372 - dell'assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell'art. 84 della Costituzione.
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"Da qui a settembre un pacchetto di misure per affrontare l'emergenza carceri"

Intercettazioni, il ministro Nitto Palma:

"Si dovrà intervenire su talune anomalie"


Roma - (Adnkronos) - Il Guardasigilli in un'intervista al Tg5 dichiara di voler arrivare "un corretto bilanciamento tra l'uso dello strumento investigativo" e "le esigenze di riservatezza e di privatezza garantite dalla nostra Costituzione''. Per alleviare la tensione tra le toghe e il Palazzo punta al ''massimo del confronto e del dialogo possibile".

Roma, 1 ago. (Adnkronos) - Sulle intercettazioni telefoniche ''si dovrà intervenire''. Lo dice il Guardasigilli Francesco Nitto Palma, in un'intervista al vicedirettore del TG5, Andrea Pucci. ''Io conto, per quello che mi compete -spiega il ministro della Giustizia- di muovere il percorso legislativo delle proposte sulle intercettazioni che attualmente giacciono alla Camera, per cercare di intervenire su talune anomalie tra cui la trascrizione e la successiva pubblicazione di telefonate non particolarmente rilevanti. E tornare quindi a un corretto bilanciamento tra l'uso dello strumento investigativo e le esigenze di riservatezza e di privatezza che vengono garantite dalla nostra Costituzione''. Quanto al protagonismo di certe toghe che vanno a spettacolarizzare le loro inchieste, Nitto Palma sottolinea: ''Il protagonismo non giova alle carriere. Alle carriere giova l'efficienza dell'azione e la riservatezza''.

Per alleviare la tensione tra le toghe e il Palazzo, l'intenzione del Guardasigilli "è quella di avere il massimo del confronto e del dialogo possibile. Disponibile fin d'ora a cambiare idea se verrò convinto che sul piano tecnico le mie iniziative sono sbagliate. Il dialogo è però reciproco: io non sono sordo e non vorrei incontrarmi con dei sordi''. ''Al Presidente della Repubblica'' nell'incontro avuto oggi, ''ho chiesto il suo conforto -rimarca il ministro della Giustizia- per un'azione di governo che'' in una fase come questa ''non è certamente tra le più facili''.

In merito allo sciopero della fame e della sete del leader radicale Marco Pannella, per denunciare il degrado in cui versano le carceri italiane, il Guardasigilli, Francesco Nitto Palma commenta: ''Anche in questa occasione, Pannella indica alla responsabilità della politica un problema vero e importante''. E poi anticipa: ''Mi auguro che da qui a settembre -rimarca il titolare del dicastero di via Arenula- riusciremo a mettere in campo un pacchetto'' di misure ''che ci possa consentire per un verso di diminuire la popolazione carceraria e per altro verso di rendere realmente umane le condizioni di chi deve stare in carcere''.
 
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:22:30, in Magistratura, linkato 1635 volte)

Inchiesta appalti Enav
il giudice Capaldo lascia

Il procuratore aggiunto ha deciso di abbandonare le indagini dopo le polemiche sul pranzo del dicembre scorso al quale parteciparono anche il ministro dell'Economia Tremonti e il parlamentare del Pdl Milanese. "Lascio solo per allontanare i riflettori dalla Procura di Roma"


ROMA
- Il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo lascia le indagini sugli appalti Enav a seguito delle polemiche sul pranzo avvenuto nel dicembre scorso nella casa dell'avvocato romano Luigi Fischetti e alla quale parteciparono oltre al magistrato, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il parlamentare del Pdl Marco Milanese, indagato nell'inchiesta della procura di Napoli sulla P4. "Prendo atto del gesto del dottor Giancarlo Capaldo - scrive in un comunicato il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara - che, con nota odierna, ha rimesso la delega nei procedimenti della società Enav, apprezzando il senso istituzionale di tale scelta intesa ad allontanare dalla Procura di Roma strumentalizzazioni inopportune. Mi rammarico - conclude il procuratore capo di Roma - per tale decisione che non posso non condividere".

La decisione di rimettere le indagini è stata comunicata da Capaldo al procuratore capo Ferrara con una lettera in cui il procuratore aggiunto motiva così la decisione di lasciare il coordinamento dell'inchiesta sugli appalti Enav: "L'unico motivo che mi spinge a chiedere la remissione del fascicolo è l'aggressione che l'intero ufficio della procura di Roma, ho notato, sta subendo". "Al fine di contribuire ad allontanare dalla procura di Roma i riflettori fin troppo interessati - si legge ancora nella nota - e per il senso istituzionale che ha sempre ispirato la mia azione, rimetto la delega dei procedimenti Enav". Capaldo nella lettera inoltre evidenzia di aver subito
un'aggressione che si è accompagna a "un'ingiusta esposizione negativa della stampa".

Al procuratore Ferrara, Capaldo esprime anche il "rammarico" perché si sarebbe realizzato "quanto riferito in una telefonata intercettata", e ora agli atti della Procura di Perugia, nella quale si parlava di "una bastonata sui denti" che sarebbe arrivata al magistrato "dalla guardia di Finanza" per costringerlo a lasciare l'inchiesta. Il riferimento è al colloquio telefonico tra Borgogni e Martini, rispettivamente capo relazioni esterne di Finmeccanica e presidente Enav.

  (03 agosto 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/08/03/news/capaldo_milanese-19956509/


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Corruzione: pranzo Tremonti-Capaldo,
carte a Pg Cassazione e Csm

LUNEDI' 1 AGOSTO 2011

Per valutare azione disciplinare sul magistrato romano (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 ago - E' stata inviata alla Procura generale della Cassazione e al Csm la documentazione relativa al pranzo, avvenuto lo scorso dicembre, a cui parteciparono, il Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e l'allora consigliere del ministro, nonche' deputato del Pdl, Marco Milanese, che proprio in quei giorni veniva iscritto nel registro degli indagati di Napoli per l'ipotesi di corruzione. A decidere l'invio degli atti e' stato il Procuratore generale presso la Corte di appello di Roma, Luigi Ciampoli, dopo avere esaminato le carte a lui consegnate la scorsa settimana dal Procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara.

Tra gli atti trasmessi ci sono il verbale di interrogatorio di Milanese, reso il 17 marzo scorso ai pm di Napoli, in cui si fa riferimento all'incontro riservato tra il ministro e il magistrato, che il deputato colloca tra il 16 e il 17 dicembre 2010, e la ricostruzione dei fatti esposta, in una nota consegnata nei giorni scorsi a Ferrara, dallo stesso Capaldo. All'esame del Procuratore presso la Corte d'Appello di Roma c'e' anche il verbale dell'interrogatorio reso nella sede distaccata della Procura di Piazza Adriana da Fabrizio Testa, ex presidente di TechnoSky, il 13 dicembre 2010: quel giorno il manager racconto' a Capaldo e al pm Paolo Ielo la storia dello yacht preso in leasing da Milanese e ceduto a una societa' di Tommaso Di Lernia che ha portato il deputato del Pdl a essere indagato per finanziamento illecito ai partiti.

Adesso il Procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, dovra' valutare se avviare un'azione disciplinare. Del caso si sta gia' occupando il Csm, che ieri ha aperto una pratica su Capaldo, il quale, da parte sua, ha gia' spiegato di avere partecipato al pranzo con Tremonti senza sapere che ci sarebbe stato anche il deputato del Pdl, all'epoca non indagato dalla Procura di Roma. Capaldo aveva anche sottolineato che durante l'incontro non si parlo' di questioni giudiziarie. Dlu-y- (RADIOCOR) 01-08-11 18:42:05 (0288) 5 NNNN
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:27:00, in Magistratura, linkato 1663 volte)

Ciancimino e il voto del Csm:
ecco il testo stralciato

 

“Il procuratore nazionale antimafia può richiedere a qualsiasi ufficio del pubblico ministero la trasmissione di atti di indagini che ritenga collegate ad altre indagini in corso presso una direzione distrettuale antimafia ed impartisce direttive sullo scambio di atti tra le diverse procure distrettuali antimafia”. In queste poche righe è contenuta la decisione del plenum del Csm dello scorso 27 giugno. Livesicilia aveva infatti raccontato quale fosse la vera questione sulla quale era chiamato a pronunciarsi il Csm su impulso del Presidente della Repubblica. Una notizia che, invece, sui giornali è passata semplicemente come “l’archiviazione del caso Ciancimino”. E vi riportiamo il testo stralciato dalla delibera.

La questione, come detto, non riguardava il singolo caso, ma il principio dell’obbligatorietà da parte delle direzioni distrettuali antimafia a trasmettere gli atti delle inchieste in corso alla direzione nazionale antimafia. Secondo il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, infatti, il principio sarebbe implicito in quanto necessario a svolgere le funzioni di coordinamento a cui la Dna è chiamata a rispondere. Di contro la procura di Palermo si opponeva (pur avendo, infine, trasmesso il fascicolo sulla ‘trattativa’) sostenendo che non vi fosse un obbligo di legge e che il principio non sarebbe mai potuto valere sulle indagini ancora in nuce.

Quindi dal Csm arriva una soluzione di compromesso che non scioglie il nodo, così come avrebbe voluto il Presidente della Repubblica, investito della questione dallo stesso superprocuratore. Dalla delibera votata da Palazzo dei Marescialli è saltato il seguente testo: “Non v’è dubbio che la mancata ottemperanza ai citati doveri d’Ufficio ostacola il corretto esercizio dei poteri del procuratore nazionale antimafia e può costituire violazione di disposizioni sul servizio giudiziario”. Il problema – che come ricordato vide pareri discorsi anche tra due amici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – dunque resta e continua a essere terreno di scontro.

di Andrea Cottone per Live Sicilia

http://www.livesicilia.it/2011/08/02/ciancimino-e-il-voto-del-csm-ecco-il-testo-stralciato/

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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:35:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1548 volte)
Certo e non solo. Le donne sono anche vittime degli affari sporchi di un buon numero di avvocati senza scrupoli e delle associazioni pro pedofili e pro P.A.S.. L.M.

Onu: in Italia donne come oggetti sessuali,

colpa dei politici



Roma - In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all'Italia dal comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l'attuazione della convenzione Onu per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Cedaw) negli Stati che l'hanno ratificata.

"Ci auguriamo che il governo ascolti le raccomandazioni del comitato Onu", hanno detto le attiviste della piattaforma "Lavori in corsa: 30 anni Cedaw", che hanno presentato alle Nazioni Unite un "Rapporto ombra" sullo stato di attuazione della convenzione in Italia. "La nostra piattaforma si impegna fin d'ora a monitorare l'operato del governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte".

Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi. Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne.

Nonostante la nota positiva per l'adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il comitato esprime la propria preoccupazione per l'alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, rom e sinti e per la persistenza di attitudini socio-culturali che "condonano" la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l'alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell'autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.

Per questo il comitato Onu chiede al governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro Paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall'industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.

Sul piano del mercato del lavoro, il comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l'alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%).

Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all'abolizione sostanziale della pratica dei "dimissioni in bianco".
http://www.wallstreetitalia.com/article/1182167/onu-in-italia-donne-come-oggetti-sessuali-colpa-dei-politici.aspx
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Un po' di chiarezza perché alla luce della polemica alcuni fatti non sono chiari. Ha ragione il giudice Minutillo Turtur a presentare ricorso al Tar, in quanto  il ricollocamento in ruolo presso il Tribunale di Tivoli costituisce di fatto una retrocessione professionale. E il Tar potrebbe esprimersi a favore dell'istanza della magistrato in quanto ella è in primo luogo un lavoratore.
Pur non essendo in discussione gli standard qualitativi del Tribunale di Tivoli, a mio avviso e a tutela delle famiglie è giunto il momento di proporre una richiesta di avocazione alla Procura Generale. Quel processo, purtroppo, si celebra per il coraggio di alcune famiglie che si battono contro la potente lobby dei pedofili e dei pervertiti in Rai. Rammento, per chi lo avesse perso, il soccorso di Marrazzo dalla presidenza della Regione Lazio e di alcuni partiti pronti al capezzale del regista incarcerato. L.M.

Pedofilia, a Rignano giudice vuol mollare:
scoppia la polemica



ROMA - Sta diventando un tira e molla: il giudice reintegrato dopo la decisione del Csm, ad un mese di distanza, presenta ricorso al Tar. Il processo di Rignano Flaminio sui presunti abusi sui bambini della scuola materna Olga Rovere, potrebbe subire ancora dei ritardi a causa del ricorso al tribunale amministrativo del giudice Marzia Minutillo Turtur, contro la decisione del Csm di revocare la nomina a componente della commissione esaminatrice del concorso in magistratura. Un mese fa, infatti, il Csm aveva revocato la nomina per consentire al giudice di portare a termine il processo. Se il Tar dovesse dare ragione al giudice Mintullo, il processo di Rignano, così come molti altri di quelli che si stanno celebrando presso il tribunale di Tivoli, potrebbe subire un ulteriore rallentamento. Già nell'udienza dello scorso 4 luglio, gli avvocati di due imputati avevano negato il consenso all'utilizzo delle 35 testimonianze raccolte fino ad ora.

"Il processo Rignano si può tranquillamente celebrare - spiega all'agenzia Dire, Fabio Frattini, presidente della Camera penale di Tivoli - basta che il Csm metta a disposizione un numero di giudici adeguato ad un tribunale importante, come è quello di Tivoli, in cui ci sono oltre 6.000 processi che aspettano. Se ci fossero i giudici 35 testimoni in una settimana si possono ascoltare".

E l'avvocato di parte civile, Antonio Cardamone, apre un altro fronte: "E' evidente che il ricorso al Tar è assolutamente legittimo- spiega il legale all'agenzia Dire- ma a questo punto la situazione apre scenari incerti sul processo: noi non abbiamo garanzie sulla serenità del giudice Minutillo costretta a fare questo processo. Riteniamo opportuno- prosegue- l'intervento del Csm che doti il tribunale di Tivoli di almeno due giudici per portare a termine tutti i processi".

Roberta Lerici, in qualità di presidente dell'associazione 'Bambini Coraggiosi', nata proprio in seguito ai fatti dell'asilo di Rignano Flaminio, si appella al senso di responsabilità di tutti coloro che hanno la possibilità di rendere giustizia ai bambini di Rignano. "E' incredibile- dice all'agenzia Dire- che dopo aver risolto la questione del collocamento fuori ruolo del giudice Minutillo, da parte del Csm appena un mese fa, ci si trovi in pieno agosto con lo stesso problema. Speriamo che il Tar valuti nella sua interezza il grave problema che si verrà a creare al tribunale di Tivoli, nel caso di un accoglimento del ricorso del giudice in questione". Se la difesa degli imputati volesse- continua- potrebbe chiedere l'audizione di centinaia di testimoni e questo favorirebbe senz'altro la prescrizione. La mia speranza- conclude Lerici- è che coloro che hanno il compito di prendere decisioni così importanti, ne valutino bene le conseguenze".

Agenzia Dire - 3 agosto 2011

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Di Loredana Morandi (del 06/08/2011 @ 14:24:18, in Osservatorio Famiglia, linkato 1908 volte)
Il giornalista del Gazzettino di Mantova ci mette un certo impegno per spiegare cosa sia la pornografia virtuale, e questo impegno è un grande passo in avanti per il giornalismo. Io però sono un pioniere di questo genere di denuncia, così mi permetto a beneficio dei miei lettori di completare alcune spiegazioni. Ad esempio il genere di pornografia che vede impegnati i personaggi dei fumetti e dell'animazione più famosi  e amati dai bambini si chiama Doujin. Questi anime sono usati proprio come strumento di adescamento dai pedofili.
Il Giappone purtroppo combatte solo apparentemente il fenomeno, in quanto è il più grande produttore nel mondo di pedopornografia virtuale. Probabilmente il Governo Giapponese, vista l'introduzione all'estero di pene più severe per la detenzione e la messa in rete di questo materiale, nonché visto il genere di turismo internazionale che questo gli ha attirato (uomini e donne adulti che si appostano vicino alle scuole giapponesi per fotografare gli studenti) e temendo tutte le sanzioni possibili  sul piano internazionale nei propri confronti ha deliberato del limiti "vistosi" alla produzione di serie manga e audiovisivi, nonostante tutte le proteste del comparto editoriale e degli autori. La verità vera è che ci stanno inquinando da più di 30 anni e non un solo cartoon (anime) giapponese è privo dei virtuosismi del fan service, cioè la ricca esposizione di tette virtuali e mutandine di pizzo vista finanche in Goldrake.
Tutto questo, impiantato nei paesi della vecchia europa, ha prodotto l'equivalente nichilista dell'hikikomori, come giustamente rileva il giornalista Vincenzo Corrado. A lui aggiungo che questo fenomeno ha abbassato l'età media del pedofilo, che si colloca oggi tra i 20 e i 35 anni. Un problema questo sul quale si sono dovuti interrogare anche gli psicologi che hanno avuto l'incarico di periziare i 3 dell'omicidio di Meredith Kercher.
In Italia la difesa da questo genere devastante  di pornografia è iniziata con una sentenza del Tribunale di Milano, io l'ho festeggiata su questo sito con i "fuochi d'artificio". Virtuali, naturalmente. L.M.

Settemila foto pedopornografiche nel pc

 

di Vincenzo Corrado

MANTOVA - Più di settemila foto e una settantina di video salvati sul computer. E un unico leitmotiv: atti sessuali che vedono protagonisti minorenni. In alcuni casi bambini. La Polizia Postale di Mantova ha arrestato nei giorni scorsi O.S., operaio 42enne del Basso Mantovano. L’accusa: pedopornogragia on line. L’uomo è stato in seguito scarcerato in attesa di essere interrogato ed eventualmente processato dal tribunale di Brescia. Rischia una pena dai sei ai 12 anni.

Il materiale era sul pc dell’uomo, catalogato in maniera quasi maniacale. Dal 2009 ad oggi aveva accumulato un quantitativo impressionante di file illegali, acquistati soprattutto su siti internet dall’est Europa, in particolare dalla Russia. Vere e proprie cartelle degli orrori, sulla scrivania della camera da letto dell’uomo, che non è sposato.

Nell’archivio dell’operaio, inoltre, sono stati rintracciate anche decine di foto pedopornografiche con protagonisti i manga, cioè i cartoni animati giapponesi. Bambini nipponici disegnati e animati mentre si accoppiano o si mostrano in atteggiamenti provocanti. E non solo. Oltre ai fumetti giapponesi, nell’archivio del 42enne sono stati scovate anche fotografie di due personaggi della celebre serie di cartoni animati i “Simpson”. In questo caso il figlio Bart era immortalato in pose oscene con la mamma Marge.

Come hanno fatto gli uomini della Postale a rintracciare l’operaio e le sue scorribande su siti illegali? Grazie a settimane di intercettazioni e attività sotto copertura, che hanno preceduto la perquisizione nella casa dell’uomo.

La pedopornografia con protagonisti personaggi di fumetti e cartoni animati, va detto, è un filone da poco presente in Italia, mentre da anni è conosciuto e combattuto in Giappone e nel resto dell’Asia. Tecnicamente si tratta della diffusione di “shotacon e lolicon manga”.

Shotacon, o shota è l’abbreviazione di “shotaro complex”, un termine che in giapponese si riferisce all'attrazione sessuale ed affettiva che alcuni adulti provano nei confronti dei minori. I topos di quello che è un vero e proprio genere letterario, includono rapporti tra adulti e bambini e tra minori.

Il corrispondente femminile viene chiamato lolicon, la traslitterazione dal giapponese di “lolicom”, abbreviazione per "lolita complex", termine che ha avuto origine dal celebre libro di Vladimir Nabokov, Lolita, nel quale un uomo di mezza età diviene sessualmente ossessionato da una bambina di 12 anni.

Sul sito del Ministero delle pari opportunità è presente una descrizione accurata del fenomeno. «Sia i lolicon che gli shotacon sono presenti sul web: basta fare una ricerca su Google per accedere a centinaia di raffigurazioni sessualmente esplicite di bambini e adolescenti – si legge sul sito ministeriale –. Il fenomeno della detenzione di questo materiale nei propri computer sembra essere diventato una piaga sociale, soprattutto in Giappone, dove le persone che sviluppano una disaffezione nei confronti della società, anche quelle che non hanno niente a che vedere con la pedofilia, sembrano sfogare il disagio collezionando manga (disegni) e anime (cartoni animati) come manifestazione del proprio dissenso». Una cosa è certo: uno dei primi casi di pedopornografia legata a fumetti e manga è stato accertato nella Bassa.

05 agosto 2011
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/08/05/news/settemila-foto-pedopornografiche-nel-pc-1.761455
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IL RAPPORTO

I pedofili online sono in aumento
con la complicità di leggi tolleranti

Si registra un incremento del 73% dell'attività di contrasto a questa nuova forma di riduzione in schiavitù dei bambini. Il business dei pedopornografi trova alimento dall'aiuto di provider compiacenti e dalle legislazioni permissive di molti paeri, anche europei


ROMA - Anche a luglio, nonostante una flessione rispetto al mese precedente, si conferma la crescita della pedofilia on line nell'anno in corso: rispetto al mese di luglio dello scorso anno, infatti, si registra un incremento del 73% dell'attività di contrasto a questa nuova forma di riduzione in schiavitù dei bambini.

Il business dove c'è tolleranza. È quanto emerge dal consueto appuntamento con il rapporto mensile dell'Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno che evidenzia come le immagini delle violenze sessuali sui bambini vengano diffuse, prevalentemente, attraverso l'utilizzo di spazi e servizi Internet di Paesi Europei e Nordamericani (91% dei casi emersi); sempre più evidente, inoltre, è l'ingresso dei Paesi Asiatici nel mercato criminale della pedofilia on line che coinvolge, in maniera crescente, Hong Kong, Thailandia, Cina e Giappone. La maggior parte delle segnalazioni inviate dall'Organizzazione nel mese di luglio si riferisce a materiali pedopornografici diffusi da providers di Paesi Bassi, Stati Uniti e Germania: la distribuzione geografica dell'offerta di pedofilia on line riflette la logica della "convenienza" del pedobusiness di localizzare le proprie attività nei paesi con legislazioni più permissive e presso gli Internet Service Providers ritenuti, di volta in volta, più tolleranti.

In Olanda il provider preferito. È evidente, quindi, come
abbia un'importanza cruciale il ruolo degli Internet Service Provider nel garantire la legalità sulla rete e nel contrastare la diffusione della pedofilia on line. A conferma di tale evidenza, vale la pena sottolineare che la maggior parte delle segnalazioni inviate da Telefono Arcobaleno dall'inizio dell'anno a oggi, si riferisce a materiali pedopornografici ospitati da un unico provider olandese, che gestisce uno dei servizi di on line storage preferito dai pedofili. "Pur riconoscendo la sensibilità e il senso di responsabilità della maggioranza degli Internet Service Provider, - ha detto Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - che nella maggior parte dei casi provvedono a oscurare in tempi brevi i siti segnalati, dobbiamo sottolineare il pesante debito di intervento di molti ISP nell'attività sistematica di prevenzione e di controllo con riguardo alla pubblicazione dei materiali illegali nei propri spazi. Un comportamento attivo da parte dei Provider  - ha aggiunto Arena - potrebbe, invece, praticamente azzerare la presenza di siti pedofili e fare, quindi, la differenza nella lotta allo sfruttamento sessuale dei bambini sulla rete" Il Rapporto completo è disponibile nel sito internet di Telefono Arcobaleno.

(04 agosto 2011)
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/08/04/news/i_pedofili_online_sono_in_aumento_con_la_complicit_di_leggi_tolleranti-20027938/
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