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La giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia.

Thomas Mann
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Di Loredana Morandi (del 19/08/2011 @ 10:57:53, in Magistratura, linkato 1516 volte)

IL CASO

Calvi, un fax dai pm delle Bahamas
riapre il giallo del tesoro nascosto

Dalla P2 alla P3: alcuni quotidiani hanno chiesto gli atti sull'indagine sui traffici di Calvi. E la lista dei correntisti a cui era intestato il tesoro del banchiere. Una documentazione che per anni è stata nascosta all'Italia  

 

di FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

ROMA - Ci sono alcuni "quotidiani italiani e panamensi" interessati a conoscere la lista dei nomi dei correntisti a cui era intestato il tesoro di Roberto Calvi, 70 milioni di dollari depositati alle Bahamas, e a capire a che punto sono le indagini sui traffici del banchiere dell'Ambrosiano.

La richiesta, formalmente presentata all'autorità giudiziaria delle Bahamas, è stata girata alla magistratura romana. Istanza singolare quella atterrata qualche giorno fa sulle scrivanie della procura di Roma. Il nulla osta rischia di dissotterrare un mistero che intreccia storie della P2 con protagonisti della P3 e che potrebbe aprire nuovi scenari tra le pieghe della più recente inchiesta sulla P4.

C'è un filo rosso in questa "domanda di accesso agli atti" che potrebbe spiegare molte cose secondo la magistratura capitolina. A cominciare da chi sta pilotando la strana operazione che ha preso forma attraverso l'istanza arrivata al tribunale di Roma.

LA LETTERA DA NASSAU
L'autorità giudiziaria delle Bahamas, due settimane fa, ha chiesto a quella capitolina l'autorizzazione a poter divulgare "lo stato delle indagini sugli affari di Roberto Calvi" transitati sui conti alle Bahamas su cui il banchiere, trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi, aveva fatto confluire il suo tesoro: 70 milioni di dollari.

Quella documentazione, che per anni le autorità d'oltreoceano si sono rifiutate di fornire all'Italia, malgrado ripetute
rogatorie, oggi, "previo consenso della procura di Roma", viene consegnata a dei "giornali nazionali italiani e panamensi" che ne hanno fatto richiesta.

I NOMI DEI CORRENTISTI
A quasi trent'anni dall'omicidio del numero uno dell'Ambrosiano, iscritto alla P2, qualcuno reclama quelle carte. In particolare "organi di informazione italiana e panamense" sono interessati a capire a che punto sono arrivate le indagini sui traffici messi in piedi da Calvi e ai nominativi degli intestatari dei conti aperti in diverse banche delle Bahamas. Va detto che, in quella lista, i nomi, una trentina, sono tutti rigorosamente criptati: il primo è un tale Alex, l'ultimo Ynn.

I DUBBI DEI MAGISTRATI
Come mai le autorità delle Bahamas per anni non hanno mai voluto fornire queste informazioni a quelle italiane? E ancora: chi c'è veramente dietro la richiesta di queste informazioni? La risposta a quest'ultimo quesito, secondo la procura romana, con molta probabilità si nasconde nelle trame della P3 e della P4. Qualcuno ha bisogno di quelle informazioni.

IL PERSONAGGIO CHIAVE
Flavio Carboni è il personaggio chiave, il collegamento tra un'associazione segreta e l'altra. Coinvolto sia nella P2 (tanto da essere ritenuto e per questo processato e infine assolto, responsabile dell'omicidio di Calvi) che nella P3 (come faccendiere della loggia che vede indagati, fra gli altri, gli onorevoli Verdini e Dell'Utri) potrebbe essere il legame. L'esame della documentazione consegnata dalle Bahamas, sotto i riflettori della magistratura romana, svelerà molti intrecci.

IL TESORETTO DELLA P2
I documenti richiesti sono molto importanti. In quelle filiali dell'arcipelago dell'oceano Atlantico, solo nel 2004 si scoprì che Calvi aveva fatto confluire, prima di essere ucciso, 70 milioni di dollari. Denaro che il banchiere avrebbe tentato di recuperare per sanare parte del crac del suo Banco Ambrosiano.

Tutti quei soldi, secondo l'impianto accusatorio, erano i proventi di grossi traffici di stupefacenti gestiti dai boss colombiani del Cartello di Medellin e di investimenti degli esponenti di Cosa Nostra siculo-americana. Milioni di dollari di cui nessuno ha saputo più nulla.

La procura di Roma ha dato parere favorevole alla consegna degli atti ma non a fornire la lista dei titolari dei depositi bancari criptati a chi ne ha fatto richiesta.
(19 agosto 2011)
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/08/19/news/fax_tesoro_calvi-20602930/

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Il decreto Le reazioni L' intervista Michele Vietti, vicepresidente del Csm: «Si potrebbe modificare l' articolo 24 della Carta che impone una tutela unicamente giurisdizionale dei diritti»

«Processo civile breve:
così si guadagna un punto di Pil»

Troppi tribunali a pochi chilometri l' uno dall' altro La giustizia civile dev' essere nel pacchetto di misure per fronteggiare la crisi, il fatto che non ci sia è una grave e preoccupante carenza

Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, vive in questi giorni d' agosto un sentimento contrastante. Da un lato il sollievo che nel dibattito pubblico non ci si accapigli più sui temi della giustizia. Dall' altro quasi lo sconcerto che la giustizia sia la grande assente dai problemi economici in cui versa il Paese. Il governatore della Banca d' Italia, Mario Draghi, nella sua ultima relazione del 31 maggio ha messo la giustizia civile tra le otto priorità di intervento nel Paese. Ma non c' è traccia di questo nel nuovo decreto legge. Lei che ne pensa? «Ero ben presente anch' io quando lo ha detto e ha aggiunto anche che questo ci costa l' 1 per cento del Pil, all' incirca 22 miliardi di euro, quasi quanto metà manovra. Per questo sono d' accordo con quanto scritto da Angelo Panebianco sul Corriere e cioè che la giustizia civile deve essere nel pacchetto di misure per fronteggiare la crisi e che il fatto che non ci sia è una grave e preoccupante carenza. La giustizia non è una variabile indipendente rispetto al sistema economico, un rito esoterico che si celebra in templi che non hanno nulla a che fare con la vita reale del Paese. Il mercato prima che un luogo economico è un luogo giuridico. Ci vogliono le condizioni normative per renderlo possibile, prevedibile, garantito ed eventualmente sanzionato in caso di inadempimento. Faccio degli esempi. La conquista del West e la grande epopea americana devono dire grazie anche alla modifica della responsabilità civile per gli incendi...». In che senso? «Che senza quel cambiamento non ci sarebbe potuto essere lo sviluppo della ferrovia a vapore, alimentata a carbone. In tempi più recenti un fenomeno simile si è verificato per il boom del trasporto passeggeri su vettori aerei (quando è stata limitata la responsabilità per i danni) o lo sviluppo del commercio online che è avvenuto solo dopo le nuove norme internazionali in materia». Il tempo, mai come in questo caso, è denaro. E invece noi siamo davanti a una montagna di oltre cinque milioni di processi arretrati e a una giustizia lumaca... «Io non sono né il legislatore, né il governo. Ma nonostante il fatto che il mio approccio debba essere prudente, visto che in altri settori è stato usato lo strumento del decreto legge, secondo me, anche per la giustizia civile ci potrebbero essere le condizioni di necessità e urgenza. Non mi pare che fin qui si sia osato molto. Soprattutto in considerazione del fatto che la globalizzazione dell' economia comporta anche la competizione tra sistemi giuridici. È anche per questo che l' Italia purtroppo è scivolata al 157° posto su 183 nella classifica del "Doing business" della Banca mondiale». In concreto, che fare? «Tre sono i fronti da aggredire. Il primo riguarda l' abnorme accesso alla giustizia civile. Secondo me assieme alla modifica dell' articolo 41 annunciata dal governo, si potrebbe modificare l' articolo 24 della Costituzione che impone una tutela unicamente giurisdizionale dei diritti. Purtroppo il sistema giudiziario è come un tubo idraulico: ha una portata limitata e non può contenere le cascate del Niagara. Una modifica dell' articolo 24 e un ripensamento del concetto di giudici speciali, comporterebbe una scrematura preventiva dei giudizi civili, dirottando su binari alternativi le questioni di tipo bagattellare e previdenziale (che poi costituiscono la gran parte delle cause civili). Poi ci vuole un robusto filtro precontenzioso...». E dopo il filtro? «Ci vuole, diciamo così, un processo breve civile, questo sì urgente, con durata massima di tre anni per giungere al giudicato, cioè dei termini rigorosi (che ci vengono richiesti dalla Ue) e che devono rispettare il principio di "ragionevole durata" fissata nell' articolo 111 della Costituzione. Si può ipotizzare una responsabilità disciplinare dei magistrati che devono condurre in porto le cause entro questi tempi e anche la possibilità per il giudice e per le parti di accordarsi all' interno di questa cornice sui tempi della causa, in base alla sua importanza e complessità, magari rinunciando al mito del giudicato per ottenere decisioni più rapide, ma anche più incisive». Si può agganciare questo vagone della giustizia civile al treno della manovra? «Sì, potremmo farlo nella parte del decreto in cui si riduce il numero delle Province. Ci sono tribunali posti a distanza di pochi chilometri l' uno dall' altro. In Sicilia ci sono quattro corti d' appello, in Abruzzo 8 tribunali, in Piemonte 17 tribunali in 8 Province. Si possono trasformare tutti i tribunali infraprovinciali in sezioni distaccate di quello del capoluogo di provincia: lo ha detto il capo dello Stato, il Csm e il ministro Palma ha fatto un' apertura al riguardo. Ciò permetterà una maggiore specializzazione dei magistrati. E potrebbe entrare nel decreto incardinato ieri a Palazzo Madama anche quella parte del disegno di legge del governo sullo smaltimento dell' arretrato civile su cui il Csm ha espresso un parere favorevole. Per 22 miliardi di euro all' anno, penso valga la pena di tentare». M.Antonietta Calabrò mcalabro@corriere.it

**** Chi è Michele Vietti, nato a Lanzo Torinese (provincia di Torino) il 10 febbraio del 1954, laureato in giurisprudenza, è avvocato patrocinante in cassazione e professore universitario: eletto nel 2008 alla Camera con l' Udc, è diventato vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura il 2 agosto 2010

Calabro' Maria Antonietta

Pagina 6 (18 agosto 2011) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/18/Processo_civile_breve_cosi_guadagna_co_9_110818006.shtml
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Di Loredana Morandi (del 19/08/2011 @ 10:45:44, in Magistratura, linkato 2077 volte)
Taglio dei Tribunali in manovra


Donatella Stasio

ROMA - La delega per la revisione della geografia giudiziaria potrebbe essere inserita nella manovra, come emendamento al ddl di conversione in legge del decreto. Il condizionale è più che d'obbligo, perché non c'è ancora la necessaria verifica tecnico-politica, ma l'idea sembra farsi strada in ambienti di governo, confortata dalla determinazione con cui il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma insiste sulla riforma, tanto impopolare quanto strategica per realizzare economie di scala, restituire efficienza all'apparato giudiziario, contribuire alla crescita del Paese. Il guardasigilli lo ha ribadito anche ieri: «Auspico - si legge in una nota stampa - che tutte le parti interessate, dall'Anm all'avvocatura, dai sindacati alle comunità locali, diano prova della loro alta sensibilità istituzionale verso il bene comune e la cura dell'interesse generale, abbandonando logiche localistiche non più sostenibili e collaborando fattivamente al progetto di revisione delle circoscrizioni giudiziarie al quale stiamo lavorando (forti degli studi già in fase avanzata delle articolazioni ministeriali). L'obiettivo finale - ha aggiunto - è quello di garantire gli ulteriori risparmi di spesa richiesti dalla nuova manovra finanziaria e l'efficienza del sistema giudiziario nel suo complesso, anche attraverso una sempre maggiore specializzazione dei giudici, realizzabile solo in uffici di medie dimensioni». Quanto basta ad aprire uno spiraglio per l'inserimento della riforma nella manovra.
Il taglio dei piccoli Tribunali, o il loro accorpamento a quelli più grandi, sarebbe una riforma - questa sì - epocale. Coerente, tra l'altro, con il taglio delle province. E con gli impegni presi dal Pdl in campagna elettorale, poiché la revisione della geografia giudiziaria compariva espressamente nel programma, a differenza della separazione delle carriere, a cui invece non si faceva cenno. Silvio Berlusconi ha poi fatto marcia indietro, preoccupato delle resistenze localistiche, che hanno sempre reso impopolare la riforma, con qualunque governo. Ma la crisi finanziaria impone un cambio di passo, e Nitto Palma lo sa. Il taglio dei Tribunali si impone come misura di rigore economico e, al tempo stesso, di crescita.
Lo ha ricordato ieri, dalle colonne del Corriere della sera, anche il vicepresidente del Csm Michele Vietti, meravigliandosi che la giustizia civile non sia nel pacchetto di misure per fronteggiare la crisi, visto che l'inefficienza di questo settore - si legge nell'ultima relazione di Bankitalia - ci costa l'1% del Pil, «all'incirca 22 miliardi di euro, quasi quanto metà manovra». Vietti ha perciò rivolto un appello alle forze politiche, ottenendo pieno appoggio dall'opposizione, Pd, Udc, Idv, Mpa. L'Anm è da tempo favorevole, mentre tra gli avvocati prevalgono le resistenze. Il ministro definisce «sagge» le parole di Vietti, ricorda quanto già fatto dal suo predecessore Alfano per rimettere in moto il civile e annuncia la nuova mossa. Ma nel centrodestra è silenzio: tombale quello della Lega mentre nel Pdl si alza solo la voce di Luigi Vitali, che «sottoscrive pienamente».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-08-19/taglio-tribunali-manovra-063823.shtml?uuid=Aa0jLLxD

La Rassegna

«Processo civile breve: così si guadagna un punto di Pil»

Corriere della Sera - ‎3 ore fa‎
Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, vive in questi giorni d' agosto un sentimento contrastante. Da un lato il sollievo che nel dibattito pubblico non ci si accapigli più sui temi della giustizia. ...

Taglio dei Tribunali in manovra

Il Sole 24 Ore - ‎3 ore fa‎
La delega per la revisione della geografia giudiziaria potrebbe essere inserita nella manovra, come emendamento al ddl di conversione in legge del decreto. Il condizionale è più che d'obbligo, perché non c'è ancora la necessaria verifica ...

MANOVRA BIS: VITALI (PDL), PALMA HA RAGIONE, ACCORPARE TRIBUNALI

Agenzia di Stampa Asca - ‎14 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 18 ago - ''Condivido e sottoscrivo pienamente le proposte del ministro Palma sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie''. Lo afferma Luigi Vitali, componente della consulta giustizia del Pdl, commentando le dichiarazioni di Nitto ...

GIUSTIZIA: RAO (UDC), AGENDA VIETTI SIA CONDIVISA

Agenzia di Stampa Asca - ‎17 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 18 ago - ''Una riforma finalmente utile della giustizia, che riguardi il cittadino e le imprese utenti, contribuisca a processi civili piu rapidi ea un sistema di garanzie e sanzioni certe. Questo atto, utile per uscire dallo stato di ...

MANOVRA BIS: ORLANDO (PD), GOVERNO RACCOLGA INDICAZIONI VIETTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎19 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 18 ago - ''Il governo raccolga le indicazioni espresse oggi dal vicepresidente del Csm Vietti''. E' la richiesta di Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd. ''Il Pd - spiega Orlando - da tempo sostiene l'urgenza di intervenire ...

MANOVRA BIS: PALMA, IN CDM MISURE PER SEMPLIFICAZIONE PROCESSO CIVILE

Agenzia di Stampa Asca - ‎18/ago/2011‎
(ASCA) - Roma, 18 ago - Il ministro della Giustizia Nitto Palma manifesta il suo particolare apprezzamento per le parole del Vice Presidente del CSM Michele Vietti che, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, invita la politica a dedicare ...

MANOVRA BIS: VIETTI, INSERIRE PROCESSO CIVILE BREVE NEL DL (CORSERA)

Agenzia di Stampa Asca - ‎18/ago/2011‎
(ASCA) - Roma, 18 ago - La giustizia civile ''ci costa l'1% del Pil, all'incirca 22 miliardi, quasi quanto meta' manovra''. Per questo ''la giustizia civile deve essere nel pacchetto di misure per fronteggiare la crisi e il fatto che non ci sia e' una ...

Giustizia nella manovra

RaiNews24 - ‎18/ago/2011‎
Per il vicepresidente del Csm Vietti è la giustizia la grande assente dal confronto sui problemi economici in cui versa il Paese. Eppure il governatore della Banca d`Italia, Mario Draghi, nella sua ultima relazione aveva inserito la giustizia civile ...

Palma: «Serve riorganizzare i tribunali»

Lettera43 - ‎15 ore fa‎
Anche la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, cioè della distribuzione di tribunali e procure sul territorio nazionale, il cui assetto attuale risale all'epoca dello Stato sabaudo, può contribuire a «garantire gli ulteriori risparmi di spesa ...
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Di Loredana Morandi (del 19/08/2011 @ 10:42:15, in Magistratura, linkato 1392 volte)

Giustizia: Palma incontra delegazione Anm
e Magistratura Indipendente


Roma, 9 ago. (Adnkronos) - Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ''ha ricevuto oggi una delegazione della Giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati, allargata anche a Magistratura Indipendente''. E' quanto si legge in una nota del dicastero di via Arenula, che spiega: ''In un clima di grande cordialita' si e' informalmente discusso di alcune problematiche di rilievo, come la revisione delle circoscrizioni, la depenalizzazione, la velocizzazione del processo penale, alcuni interventi di tipo ordinamentale etc., rispetto alle quali il ministro ha anticipato l'intenzione di costituire dei tavoli sulle specifiche materie, avvalendosi del contributo tecnico di magistrati ed avvocati a partire dal prossimo mese di settembre al fine di individuare soluzioni il piu' possibile condivise''.

''Soluzioni -sottolinea la nota del ministero della Giustizia- che auspica possano portare entro la meta' del mese di ottobre a proposte concrete di leggi delega. I rappresentanti dell'Anm hanno ringraziato il ministro per la manifestata intenzione di intervenire sui temi dell'efficienza del sistema giudiziario con il contributo degli operatori del settore, dichiarandosi disponibili ad ogni forma di confronto utile su questi temi. Il ministro della Giustizia -conclude la nota- comunica altresi' che nei prossimi giorni incontrera' le rappresentanze dell'Avvocatura''.

09/08/2011
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IL RAPPORTO

I pedofili online sono in aumento
con la complicità di leggi tolleranti

Si registra un incremento del 73% dell'attività di contrasto a questa nuova forma di riduzione in schiavitù dei bambini. Il business dei pedopornografi trova alimento dall'aiuto di provider compiacenti e dalle legislazioni permissive di molti paeri, anche europei


ROMA - Anche a luglio, nonostante una flessione rispetto al mese precedente, si conferma la crescita della pedofilia on line nell'anno in corso: rispetto al mese di luglio dello scorso anno, infatti, si registra un incremento del 73% dell'attività di contrasto a questa nuova forma di riduzione in schiavitù dei bambini.

Il business dove c'è tolleranza. È quanto emerge dal consueto appuntamento con il rapporto mensile dell'Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno che evidenzia come le immagini delle violenze sessuali sui bambini vengano diffuse, prevalentemente, attraverso l'utilizzo di spazi e servizi Internet di Paesi Europei e Nordamericani (91% dei casi emersi); sempre più evidente, inoltre, è l'ingresso dei Paesi Asiatici nel mercato criminale della pedofilia on line che coinvolge, in maniera crescente, Hong Kong, Thailandia, Cina e Giappone. La maggior parte delle segnalazioni inviate dall'Organizzazione nel mese di luglio si riferisce a materiali pedopornografici diffusi da providers di Paesi Bassi, Stati Uniti e Germania: la distribuzione geografica dell'offerta di pedofilia on line riflette la logica della "convenienza" del pedobusiness di localizzare le proprie attività nei paesi con legislazioni più permissive e presso gli Internet Service Providers ritenuti, di volta in volta, più tolleranti.

In Olanda il provider preferito. È evidente, quindi, come
abbia un'importanza cruciale il ruolo degli Internet Service Provider nel garantire la legalità sulla rete e nel contrastare la diffusione della pedofilia on line. A conferma di tale evidenza, vale la pena sottolineare che la maggior parte delle segnalazioni inviate da Telefono Arcobaleno dall'inizio dell'anno a oggi, si riferisce a materiali pedopornografici ospitati da un unico provider olandese, che gestisce uno dei servizi di on line storage preferito dai pedofili. "Pur riconoscendo la sensibilità e il senso di responsabilità della maggioranza degli Internet Service Provider, - ha detto Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - che nella maggior parte dei casi provvedono a oscurare in tempi brevi i siti segnalati, dobbiamo sottolineare il pesante debito di intervento di molti ISP nell'attività sistematica di prevenzione e di controllo con riguardo alla pubblicazione dei materiali illegali nei propri spazi. Un comportamento attivo da parte dei Provider  - ha aggiunto Arena - potrebbe, invece, praticamente azzerare la presenza di siti pedofili e fare, quindi, la differenza nella lotta allo sfruttamento sessuale dei bambini sulla rete" Il Rapporto completo è disponibile nel sito internet di Telefono Arcobaleno.

(04 agosto 2011)
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/08/04/news/i_pedofili_online_sono_in_aumento_con_la_complicit_di_leggi_tolleranti-20027938/
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Di Loredana Morandi (del 06/08/2011 @ 14:24:18, in Osservatorio Famiglia, linkato 1908 volte)
Il giornalista del Gazzettino di Mantova ci mette un certo impegno per spiegare cosa sia la pornografia virtuale, e questo impegno è un grande passo in avanti per il giornalismo. Io però sono un pioniere di questo genere di denuncia, così mi permetto a beneficio dei miei lettori di completare alcune spiegazioni. Ad esempio il genere di pornografia che vede impegnati i personaggi dei fumetti e dell'animazione più famosi  e amati dai bambini si chiama Doujin. Questi anime sono usati proprio come strumento di adescamento dai pedofili.
Il Giappone purtroppo combatte solo apparentemente il fenomeno, in quanto è il più grande produttore nel mondo di pedopornografia virtuale. Probabilmente il Governo Giapponese, vista l'introduzione all'estero di pene più severe per la detenzione e la messa in rete di questo materiale, nonché visto il genere di turismo internazionale che questo gli ha attirato (uomini e donne adulti che si appostano vicino alle scuole giapponesi per fotografare gli studenti) e temendo tutte le sanzioni possibili  sul piano internazionale nei propri confronti ha deliberato del limiti "vistosi" alla produzione di serie manga e audiovisivi, nonostante tutte le proteste del comparto editoriale e degli autori. La verità vera è che ci stanno inquinando da più di 30 anni e non un solo cartoon (anime) giapponese è privo dei virtuosismi del fan service, cioè la ricca esposizione di tette virtuali e mutandine di pizzo vista finanche in Goldrake.
Tutto questo, impiantato nei paesi della vecchia europa, ha prodotto l'equivalente nichilista dell'hikikomori, come giustamente rileva il giornalista Vincenzo Corrado. A lui aggiungo che questo fenomeno ha abbassato l'età media del pedofilo, che si colloca oggi tra i 20 e i 35 anni. Un problema questo sul quale si sono dovuti interrogare anche gli psicologi che hanno avuto l'incarico di periziare i 3 dell'omicidio di Meredith Kercher.
In Italia la difesa da questo genere devastante  di pornografia è iniziata con una sentenza del Tribunale di Milano, io l'ho festeggiata su questo sito con i "fuochi d'artificio". Virtuali, naturalmente. L.M.

Settemila foto pedopornografiche nel pc

 

di Vincenzo Corrado

MANTOVA - Più di settemila foto e una settantina di video salvati sul computer. E un unico leitmotiv: atti sessuali che vedono protagonisti minorenni. In alcuni casi bambini. La Polizia Postale di Mantova ha arrestato nei giorni scorsi O.S., operaio 42enne del Basso Mantovano. L’accusa: pedopornogragia on line. L’uomo è stato in seguito scarcerato in attesa di essere interrogato ed eventualmente processato dal tribunale di Brescia. Rischia una pena dai sei ai 12 anni.

Il materiale era sul pc dell’uomo, catalogato in maniera quasi maniacale. Dal 2009 ad oggi aveva accumulato un quantitativo impressionante di file illegali, acquistati soprattutto su siti internet dall’est Europa, in particolare dalla Russia. Vere e proprie cartelle degli orrori, sulla scrivania della camera da letto dell’uomo, che non è sposato.

Nell’archivio dell’operaio, inoltre, sono stati rintracciate anche decine di foto pedopornografiche con protagonisti i manga, cioè i cartoni animati giapponesi. Bambini nipponici disegnati e animati mentre si accoppiano o si mostrano in atteggiamenti provocanti. E non solo. Oltre ai fumetti giapponesi, nell’archivio del 42enne sono stati scovate anche fotografie di due personaggi della celebre serie di cartoni animati i “Simpson”. In questo caso il figlio Bart era immortalato in pose oscene con la mamma Marge.

Come hanno fatto gli uomini della Postale a rintracciare l’operaio e le sue scorribande su siti illegali? Grazie a settimane di intercettazioni e attività sotto copertura, che hanno preceduto la perquisizione nella casa dell’uomo.

La pedopornografia con protagonisti personaggi di fumetti e cartoni animati, va detto, è un filone da poco presente in Italia, mentre da anni è conosciuto e combattuto in Giappone e nel resto dell’Asia. Tecnicamente si tratta della diffusione di “shotacon e lolicon manga”.

Shotacon, o shota è l’abbreviazione di “shotaro complex”, un termine che in giapponese si riferisce all'attrazione sessuale ed affettiva che alcuni adulti provano nei confronti dei minori. I topos di quello che è un vero e proprio genere letterario, includono rapporti tra adulti e bambini e tra minori.

Il corrispondente femminile viene chiamato lolicon, la traslitterazione dal giapponese di “lolicom”, abbreviazione per "lolita complex", termine che ha avuto origine dal celebre libro di Vladimir Nabokov, Lolita, nel quale un uomo di mezza età diviene sessualmente ossessionato da una bambina di 12 anni.

Sul sito del Ministero delle pari opportunità è presente una descrizione accurata del fenomeno. «Sia i lolicon che gli shotacon sono presenti sul web: basta fare una ricerca su Google per accedere a centinaia di raffigurazioni sessualmente esplicite di bambini e adolescenti – si legge sul sito ministeriale –. Il fenomeno della detenzione di questo materiale nei propri computer sembra essere diventato una piaga sociale, soprattutto in Giappone, dove le persone che sviluppano una disaffezione nei confronti della società, anche quelle che non hanno niente a che vedere con la pedofilia, sembrano sfogare il disagio collezionando manga (disegni) e anime (cartoni animati) come manifestazione del proprio dissenso». Una cosa è certo: uno dei primi casi di pedopornografia legata a fumetti e manga è stato accertato nella Bassa.

05 agosto 2011
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/08/05/news/settemila-foto-pedopornografiche-nel-pc-1.761455
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Un po' di chiarezza perché alla luce della polemica alcuni fatti non sono chiari. Ha ragione il giudice Minutillo Turtur a presentare ricorso al Tar, in quanto  il ricollocamento in ruolo presso il Tribunale di Tivoli costituisce di fatto una retrocessione professionale. E il Tar potrebbe esprimersi a favore dell'istanza della magistrato in quanto ella è in primo luogo un lavoratore.
Pur non essendo in discussione gli standard qualitativi del Tribunale di Tivoli, a mio avviso e a tutela delle famiglie è giunto il momento di proporre una richiesta di avocazione alla Procura Generale. Quel processo, purtroppo, si celebra per il coraggio di alcune famiglie che si battono contro la potente lobby dei pedofili e dei pervertiti in Rai. Rammento, per chi lo avesse perso, il soccorso di Marrazzo dalla presidenza della Regione Lazio e di alcuni partiti pronti al capezzale del regista incarcerato. L.M.

Pedofilia, a Rignano giudice vuol mollare:
scoppia la polemica



ROMA - Sta diventando un tira e molla: il giudice reintegrato dopo la decisione del Csm, ad un mese di distanza, presenta ricorso al Tar. Il processo di Rignano Flaminio sui presunti abusi sui bambini della scuola materna Olga Rovere, potrebbe subire ancora dei ritardi a causa del ricorso al tribunale amministrativo del giudice Marzia Minutillo Turtur, contro la decisione del Csm di revocare la nomina a componente della commissione esaminatrice del concorso in magistratura. Un mese fa, infatti, il Csm aveva revocato la nomina per consentire al giudice di portare a termine il processo. Se il Tar dovesse dare ragione al giudice Mintullo, il processo di Rignano, così come molti altri di quelli che si stanno celebrando presso il tribunale di Tivoli, potrebbe subire un ulteriore rallentamento. Già nell'udienza dello scorso 4 luglio, gli avvocati di due imputati avevano negato il consenso all'utilizzo delle 35 testimonianze raccolte fino ad ora.

"Il processo Rignano si può tranquillamente celebrare - spiega all'agenzia Dire, Fabio Frattini, presidente della Camera penale di Tivoli - basta che il Csm metta a disposizione un numero di giudici adeguato ad un tribunale importante, come è quello di Tivoli, in cui ci sono oltre 6.000 processi che aspettano. Se ci fossero i giudici 35 testimoni in una settimana si possono ascoltare".

E l'avvocato di parte civile, Antonio Cardamone, apre un altro fronte: "E' evidente che il ricorso al Tar è assolutamente legittimo- spiega il legale all'agenzia Dire- ma a questo punto la situazione apre scenari incerti sul processo: noi non abbiamo garanzie sulla serenità del giudice Minutillo costretta a fare questo processo. Riteniamo opportuno- prosegue- l'intervento del Csm che doti il tribunale di Tivoli di almeno due giudici per portare a termine tutti i processi".

Roberta Lerici, in qualità di presidente dell'associazione 'Bambini Coraggiosi', nata proprio in seguito ai fatti dell'asilo di Rignano Flaminio, si appella al senso di responsabilità di tutti coloro che hanno la possibilità di rendere giustizia ai bambini di Rignano. "E' incredibile- dice all'agenzia Dire- che dopo aver risolto la questione del collocamento fuori ruolo del giudice Minutillo, da parte del Csm appena un mese fa, ci si trovi in pieno agosto con lo stesso problema. Speriamo che il Tar valuti nella sua interezza il grave problema che si verrà a creare al tribunale di Tivoli, nel caso di un accoglimento del ricorso del giudice in questione". Se la difesa degli imputati volesse- continua- potrebbe chiedere l'audizione di centinaia di testimoni e questo favorirebbe senz'altro la prescrizione. La mia speranza- conclude Lerici- è che coloro che hanno il compito di prendere decisioni così importanti, ne valutino bene le conseguenze".

Agenzia Dire - 3 agosto 2011

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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:35:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1548 volte)
Certo e non solo. Le donne sono anche vittime degli affari sporchi di un buon numero di avvocati senza scrupoli e delle associazioni pro pedofili e pro P.A.S.. L.M.

Onu: in Italia donne come oggetti sessuali,

colpa dei politici



Roma - In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all'Italia dal comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l'attuazione della convenzione Onu per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Cedaw) negli Stati che l'hanno ratificata.

"Ci auguriamo che il governo ascolti le raccomandazioni del comitato Onu", hanno detto le attiviste della piattaforma "Lavori in corsa: 30 anni Cedaw", che hanno presentato alle Nazioni Unite un "Rapporto ombra" sullo stato di attuazione della convenzione in Italia. "La nostra piattaforma si impegna fin d'ora a monitorare l'operato del governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte".

Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi. Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne.

Nonostante la nota positiva per l'adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il comitato esprime la propria preoccupazione per l'alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, rom e sinti e per la persistenza di attitudini socio-culturali che "condonano" la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l'alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell'autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.

Per questo il comitato Onu chiede al governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro Paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall'industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.

Sul piano del mercato del lavoro, il comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l'alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%).

Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all'abolizione sostanziale della pratica dei "dimissioni in bianco".
http://www.wallstreetitalia.com/article/1182167/onu-in-italia-donne-come-oggetti-sessuali-colpa-dei-politici.aspx
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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:27:00, in Magistratura, linkato 1663 volte)

Ciancimino e il voto del Csm:
ecco il testo stralciato

 

“Il procuratore nazionale antimafia può richiedere a qualsiasi ufficio del pubblico ministero la trasmissione di atti di indagini che ritenga collegate ad altre indagini in corso presso una direzione distrettuale antimafia ed impartisce direttive sullo scambio di atti tra le diverse procure distrettuali antimafia”. In queste poche righe è contenuta la decisione del plenum del Csm dello scorso 27 giugno. Livesicilia aveva infatti raccontato quale fosse la vera questione sulla quale era chiamato a pronunciarsi il Csm su impulso del Presidente della Repubblica. Una notizia che, invece, sui giornali è passata semplicemente come “l’archiviazione del caso Ciancimino”. E vi riportiamo il testo stralciato dalla delibera.

La questione, come detto, non riguardava il singolo caso, ma il principio dell’obbligatorietà da parte delle direzioni distrettuali antimafia a trasmettere gli atti delle inchieste in corso alla direzione nazionale antimafia. Secondo il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, infatti, il principio sarebbe implicito in quanto necessario a svolgere le funzioni di coordinamento a cui la Dna è chiamata a rispondere. Di contro la procura di Palermo si opponeva (pur avendo, infine, trasmesso il fascicolo sulla ‘trattativa’) sostenendo che non vi fosse un obbligo di legge e che il principio non sarebbe mai potuto valere sulle indagini ancora in nuce.

Quindi dal Csm arriva una soluzione di compromesso che non scioglie il nodo, così come avrebbe voluto il Presidente della Repubblica, investito della questione dallo stesso superprocuratore. Dalla delibera votata da Palazzo dei Marescialli è saltato il seguente testo: “Non v’è dubbio che la mancata ottemperanza ai citati doveri d’Ufficio ostacola il corretto esercizio dei poteri del procuratore nazionale antimafia e può costituire violazione di disposizioni sul servizio giudiziario”. Il problema – che come ricordato vide pareri discorsi anche tra due amici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – dunque resta e continua a essere terreno di scontro.

di Andrea Cottone per Live Sicilia

http://www.livesicilia.it/2011/08/02/ciancimino-e-il-voto-del-csm-ecco-il-testo-stralciato/

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Di Loredana Morandi (del 03/08/2011 @ 19:22:30, in Magistratura, linkato 1635 volte)

Inchiesta appalti Enav
il giudice Capaldo lascia

Il procuratore aggiunto ha deciso di abbandonare le indagini dopo le polemiche sul pranzo del dicembre scorso al quale parteciparono anche il ministro dell'Economia Tremonti e il parlamentare del Pdl Milanese. "Lascio solo per allontanare i riflettori dalla Procura di Roma"


ROMA
- Il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo lascia le indagini sugli appalti Enav a seguito delle polemiche sul pranzo avvenuto nel dicembre scorso nella casa dell'avvocato romano Luigi Fischetti e alla quale parteciparono oltre al magistrato, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il parlamentare del Pdl Marco Milanese, indagato nell'inchiesta della procura di Napoli sulla P4. "Prendo atto del gesto del dottor Giancarlo Capaldo - scrive in un comunicato il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara - che, con nota odierna, ha rimesso la delega nei procedimenti della società Enav, apprezzando il senso istituzionale di tale scelta intesa ad allontanare dalla Procura di Roma strumentalizzazioni inopportune. Mi rammarico - conclude il procuratore capo di Roma - per tale decisione che non posso non condividere".

La decisione di rimettere le indagini è stata comunicata da Capaldo al procuratore capo Ferrara con una lettera in cui il procuratore aggiunto motiva così la decisione di lasciare il coordinamento dell'inchiesta sugli appalti Enav: "L'unico motivo che mi spinge a chiedere la remissione del fascicolo è l'aggressione che l'intero ufficio della procura di Roma, ho notato, sta subendo". "Al fine di contribuire ad allontanare dalla procura di Roma i riflettori fin troppo interessati - si legge ancora nella nota - e per il senso istituzionale che ha sempre ispirato la mia azione, rimetto la delega dei procedimenti Enav". Capaldo nella lettera inoltre evidenzia di aver subito
un'aggressione che si è accompagna a "un'ingiusta esposizione negativa della stampa".

Al procuratore Ferrara, Capaldo esprime anche il "rammarico" perché si sarebbe realizzato "quanto riferito in una telefonata intercettata", e ora agli atti della Procura di Perugia, nella quale si parlava di "una bastonata sui denti" che sarebbe arrivata al magistrato "dalla guardia di Finanza" per costringerlo a lasciare l'inchiesta. Il riferimento è al colloquio telefonico tra Borgogni e Martini, rispettivamente capo relazioni esterne di Finmeccanica e presidente Enav.

  (03 agosto 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/08/03/news/capaldo_milanese-19956509/


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Corruzione: pranzo Tremonti-Capaldo,
carte a Pg Cassazione e Csm

LUNEDI' 1 AGOSTO 2011

Per valutare azione disciplinare sul magistrato romano (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 ago - E' stata inviata alla Procura generale della Cassazione e al Csm la documentazione relativa al pranzo, avvenuto lo scorso dicembre, a cui parteciparono, il Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e l'allora consigliere del ministro, nonche' deputato del Pdl, Marco Milanese, che proprio in quei giorni veniva iscritto nel registro degli indagati di Napoli per l'ipotesi di corruzione. A decidere l'invio degli atti e' stato il Procuratore generale presso la Corte di appello di Roma, Luigi Ciampoli, dopo avere esaminato le carte a lui consegnate la scorsa settimana dal Procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara.

Tra gli atti trasmessi ci sono il verbale di interrogatorio di Milanese, reso il 17 marzo scorso ai pm di Napoli, in cui si fa riferimento all'incontro riservato tra il ministro e il magistrato, che il deputato colloca tra il 16 e il 17 dicembre 2010, e la ricostruzione dei fatti esposta, in una nota consegnata nei giorni scorsi a Ferrara, dallo stesso Capaldo. All'esame del Procuratore presso la Corte d'Appello di Roma c'e' anche il verbale dell'interrogatorio reso nella sede distaccata della Procura di Piazza Adriana da Fabrizio Testa, ex presidente di TechnoSky, il 13 dicembre 2010: quel giorno il manager racconto' a Capaldo e al pm Paolo Ielo la storia dello yacht preso in leasing da Milanese e ceduto a una societa' di Tommaso Di Lernia che ha portato il deputato del Pdl a essere indagato per finanziamento illecito ai partiti.

Adesso il Procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, dovra' valutare se avviare un'azione disciplinare. Del caso si sta gia' occupando il Csm, che ieri ha aperto una pratica su Capaldo, il quale, da parte sua, ha gia' spiegato di avere partecipato al pranzo con Tremonti senza sapere che ci sarebbe stato anche il deputato del Pdl, all'epoca non indagato dalla Procura di Roma. Capaldo aveva anche sottolineato che durante l'incontro non si parlo' di questioni giudiziarie. Dlu-y- (RADIOCOR) 01-08-11 18:42:05 (0288) 5 NNNN
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