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Il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la vita almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la distruzione e la morte.

Mahatma Gandhi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Comitato di Coordinamento
fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato

 

Il Comitato Intermagistrature delibera una comune iniziativa di mobilitazione di tutte le magistrature contro gli effetti della manovra economica in corso di approvazione da parte del Governo.

L’iniziativa sarà effettuata secondo le modalità e i tempi previsti dal coordinamento tra le diverse associazioni. 

Il Comitato ribadisce l’assoluta contrarietà alle misure penalizzanti solo per i pubblici dipendenti, e quindi anche per i magistrati, contenute nel decreto legge n. 138/2011 che, invece, non incide su alcuna delle fonti di spreco delle risorse del settore più volte segnalate.

Partecipare consapevolmente allo sforzo di risanamento richiesto al Paese non significa accettare tagli iniqui concentrati solo sullo stipendio dei pubblici dipendenti e non sul reddito complessivo da lavoro.
 

Roma, 1° settembre 2011

Il Comitato Intermagistrature


***   ***   ***


Comitato di Coordinamento
fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato
 
 

Dalle notizie diffuse dagli organi di stampa nella serata di ieri, Lunedì 29 agosto 2011, in ordine al contenuto dell’accordo politico raggiunto dalla maggioranza per le modifiche da apportare al D.L. 138/2011 (manovra correttiva bis) in sede di conversione, si apprende che risulterebbe espunto dal testo della manovra il c.d. contributo di solidarietà previsto dall’art. 2.

Il Comitato intermagistrature, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche suddette, ribadisce l’assoluta contrarietà alle misure che incidono unicamente sul pubblico impiego senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e  le ricchezze del settore privato e le fonti di spreco delle risorse del settore più volte segnalate

E’ del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale.

Partecipare consapevolmente allo sforzo di risanamento richiesto al Paese non significa accettare l’iniquo mantenimento dei tagli alle retribuzioni pubbliche già previste dall’art. 9, comma 2, del D.L. 78/2010 che proprio quel contributo di solidarietà, estendendone la disciplina a tutto il settore del lavoro dipendente (pubblico e privato), esplicitamente abrogava in ragione della nuova ed unitaria previsione normativa che richiedeva a tutti i lavoratori dipendenti -pubblici e privati- la partecipazione al risanamento delle pubbliche finanze in un momento di particolare crisi come quello attuale. Appare priva di ratio e contrario al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione considerare il taglio delle retribuzioni oltre i 90.000 / 150.000 Euro ! come “odiosa tassa” da evitare per il solo settore privato e, per converso, quale necessario risparmio di spesa pubblica in relazione ai lavoratori del settore pubblico.

Per questi motivi il Comitato riserva l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa, e di sensibilizzazione dell’opinione  pubblica sui temi della funzionalità del sistema giudiziario.

Roma, 30 agosto 2011
 
Il Presidente del Comitato Intermagistrature
Luca Palamara
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Di Loredana Morandi (del 01/09/2011 @ 19:08:08, in Magistratura, linkato 1843 volte)

Ora il Csm si renda credibile


di Gianluca Di Feo

Indicare i nuovi nomi ai vertici della magistratura e garantire l'imparzialità. Ecco gli obbiettivi del Csm


 L'obiettivo è chiaro, indicato da Michele Vietti nel suo discorso di insediamento alla vicepresidenza del Csm: "Riguadagnare prestigio e consenso al nostro organo, scosso anche da recenti scandali, recuperarli per il sistema giustizia nel suo insieme, per la magistratura". Bene, il Consiglio superiore ha ora l'occasione per mostrare agli italiani che quest'autunno segnerà un cambiamento di rotta. E che i criteri di efficenza, qualità e rapidità ispireranno la scelta dei nuovi vertici delle Procure.

Entro pochi mesi bisognerà infatti indicare chi guiderà i pm di Roma, Napoli, Catania, Genova: uffici fondamentali per imporre concretamente il rispetto della legalità, combattere la mafia e la corruzione. Il Csm lo dovrà fare senza ombre di interessi particolari, di giochi di potere o di contiguità alla politica. Il suo compito costituzionale è garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura; ma adesso il Consiglio ha un'altra missione, ancora più importante: restituire credibilità a pm e giudici, la cui immagine è sempre più legata alla crisi di un apparato incapace di rispondere alla richiesta di giustizia penale e civile dei cittadini. Lo ha detto lo stesso Vietti: "Questo andrà fatto con particolare attenzione alle regole deontologiche, che ovviamente non devono valere solo per i magistrati ma anche per i componenti del Consiglio, e cercando tutti insieme di recuperare uno stile di rigore e di serietà. Abbiamo il compito di tutelare un bene prezioso: la credibilità, l'imparzialità, la terzietà del magistrato".

A dimostrarlo sarà la capacità del Csm di dare risposte rapide e condivise, mettendo da parte vincoli e tentazioni di schieramento, e di indicare nuovi vertici di grande prestigio. Oggi il criterio di anzianità che fu usato per sbarrare la strada a Giovanni Falcone non è più il fondamento di ogni promozione. Ma come ha ribadito più volte il presidente Giorgio Napolitano "le scelte debbono essere frutto di accertate professionalità e di sperimentate qualità morali e intellettuali dei candidati. C'è la necessità che i criteri di valutazione prescindano dalla mera anzianità o da logiche correntizie".

Enrico Carfì, il giudice milanese autore di celebri sentenze contro la corruzione e oggi membro della commissione del Csm incaricata di prendere queste decisioni, ha aggiunto che "in occasione di importanti nomine apicali alle logiche correntizie, si aggiungono imponenti pressioni politiche esterne provenienti dalla maggioranza di governo e non soltanto da essa". Questa volta non deve accadere.

(31 agosto 2011)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ora-il-csm-si-renda-credibile/2159441



Vietti: “reato di clandestinità inutile e dannoso”

Stranieri in Italia - ‎25/ago/2011‎
E' quanto propone il vicepresidente del Csm, Michele Vietti che, intervenendo al Meeting di Rimini, osserva: "Abbiamo un sistema sanzionatorio penale molto farraginoso e pesante, che finisce per intasare completamente il sistema processuale". ...

Dl manovra: Vietti, inserire provvedimenti urgenti per giustizia

Archivio Radiocor - ‎25/ago/2011‎
Come razionalizzazione uffici e rito civile piu' breve (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Rimini, 24 ago - La giustizia "e' un capitolo del grande libro dell'economia" e occorre quindi inserire alcuni provvedimenti nel Dl manovra per velocizzare il processo ...

Dl manovra: Vietti, inserire provvedimenti urgenti per giustizia

Archivio Radiocor - ‎25/ago/2011‎
Come razionalizzazione uffici e rito civile piu' breve (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Rimini, 24 ago - La giustizia "e' un capitolo del grande libro dell'economia" e occorre quindi inserire alcuni provvedimenti nel Dl manovra per velocizzare il processo ...

Carceri: Vietti, si ricorra molto di piu' a pene alternative

Libero-News.it - ‎24/ago/2011‎
E' l'esigenza sottolineata dal vicepresidente del Csm Michele Vietti, intervenuto al Meeting di Rimini sul tema della giustizia e delle carceri. "Bisogna trovare misure strutturali e non che durino lo spazio di un mattino, come purtroppo talora e' ...

Giustizia, Vietti: moratoria su introduzione nuovi reati

Adnkronos/IGN - ‎24/ago/2011‎
E' quanto propone il vicepresidente del Csm Michele Vietti che, intervenendo al Meeting di Rimini, osserva: "Abbiamo un sistema sanzionatorio penale molto farraginoso e pesante, che finisce per intasare completamente il sistema processuale". ...

Giustizia: Vietti, moratoria su introduzione nuovi reati

University.it (Comunicati Stampa) - ‎24/ago/2011‎
E' quanto propone il vicepresidente del Csm Michele Vietti che, intervenendo al Meeting di Rimini, osserva: "abbiamo un sistema sanzionatorio penale molto farraginoso e pesante, che finisce per intasare completamente il sistema processuale". ...

Manovra: Vietti, si occupi di Giustizia

ANSA.it - ‎24/ago/2011‎
Se si perdesse questo treno sarebbe un male, e non possiamo permettercelo'': lo ha detto il vice presidente del Csm Michele Vietti al Meeting di Cl. Secondo Vietti, bisogna innanzitutto intervenire sulla scenografia giudiziaria dell' Italia, ...

Carceri: Vietti, si ricorra molto di piu' a pene alternative (2)

La Repubblica Parma.it - ‎24/ago/2011‎
Il vicepresidente del Csm resta convinto che "il problema delle carceri non si risolve con interventi occasionali: ci vogliono interventi strutturali, tra cui credo vada posto anzitutto il tema del ricorso a misure alternative alla detenzione, ...

Carceri: Vietti, si ricorra molto di piu' a pene alternative

La Repubblica Parma.it - ‎24/ago/2011‎
E' l'esigenza sottolineata dal vicepresidente del Csm Michele Vietti, intervenuto al Meeting di Rimini sul tema della giustizia e delle carceri. "Bisogna trovare misure strutturali e non che durino lo spazio di un mattino, come purtroppo talora e' ...

Giustizia: Vietti, moratoria su introduzione nuovi reati (2)

La Repubblica Parma.it - ‎24/ago/2011‎
Per il vicepresidente del Csm occorre "uscire da questo circuito perverso, per cui ogni problema si risolve introducendo un nuovo reato, per di piu' in un sistema ad azione penale obbligatoria, facendo cosi' scattare piu' procedimenti penali e ...

Manovra: Vietti, agganciare al treno anche il vagone giustizia

Libero-News.it - ‎24/ago/2011‎
E' quanto chiede il vicepresidente del Csm Michele Vietti, intervenendo al Meeting di Rimini, sul sistema giustizia, a proposito del decreto sulla manovra anti-crisi predisposta dal governo e ora in sede di conversione in Parlamento. ...

Giustizia: Vietti, moratoria su introduzione nuovi reati

Libero-News.it - ‎24/ago/2011‎
E' quanto propone il vicepresidente del Csm Michele Vietti che, intervenendo al Meeting di Rimini, osserva: "abbiamo un sistema sanzionatorio penale molto farraginoso e pesante, che finisce per intasare completamente il sistema processuale". ...

Manovra: Vietti, si occupi di Giustizia

Corriere della Sera - ‎24/ago/2011‎
Se si perdesse questo treno sarebbe un male, e non possiamo permettercelo'': lo ha detto il vice presidente del Csm Michele Vietti al Meeting di Cl. Secondo Vietti, bisogna innanzitutto intervenire sulla scenografia giudiziaria dell' Italia, ...

La Repubblica Parma.it - ‎24/ago/2011‎
Il vicepresidente del Csm sottolinea infatti che "le risorse per la giustizia sono limitate e non possiamo distribuirle in modo irrazionale sul territorio". In particolare, Vietti parla della necessita' di una "revisione delle circoscrizioni ...

Manovra: Vietti, agganciare al treno anche il vagone giustizia

La Repubblica Bologna.it - ‎24/ago/2011‎
E' quanto chiede il vicepresidente del Csm Michele Vietti, intervenendo al Meeting di Rimini, sul sistema giustizia, a proposito del decreto sulla manovra anti-crisi predisposta dal governo e ora in sede di conversione in Parlamento. ...

Giustizia: Vietti (Csm) occorre includerla in treno Manovra

Borsa Italiana - ‎24/ago/2011‎
Lo ha spiegato il vice presidente del Csm, Michele Vietti, durante una conferenza stampa al Meeting di Rimini. "Serve un documento che contempli interventi urgenti, ad iniziare dal tema della geografia giudiziaria", ha spiegato ancora Vietti. ...

MANOVRA, CSM: SI PENSI A GIUSTIZIA.Carceri, "trovare pene alternative"

TGCOM - ‎24/ago/2011‎
19:12 - Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, chiede che nella manovra economica vengano inseriti provvedimenti urgenti per la giustizia. "Se si perdesse questo treno sarebbe un male, e non possiamo permettercelo", ha detto parlanto al Meeting di ...

MANOVRA BIS: VIETTI, INTRODURRE NORME PER RIFORMA GIUSTIZIA

eMutuo.it - ‎24/ago/2011‎
(ASCA) – Rimini, 24 ago – La riforma della giustizia valepiu' di tanti tagli. E' quanto afferma il vice presidente delCsm, Michele Vietti, in una intervista a Ilsussidiario.net,anticipando il suo intervento in programma oggi al Meeting diRimini. ...

GIUSTIZIA: VIETTI, LA POLITICA SI DIA UN CODICE ETICO MA NO A ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎24/ago/2011‎
E' quanto sostiene il vice presidente del Csm, Michele Vietti, in una intervista a Ilsussidiario.net anticipando i temi del suo intervento oggi al Meeting di Rimini. Sull'immunita' ai parlamentari, Vietti ritiene che l'opinione pubblica in questa fase ...

MANOVRA BIS: VIETTI, INTRODURRE NORME PER RIFORMA GIUSTIZIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎24/ago/2011‎
E' quanto afferma il vice presidente del Csm, Michele Vietti, in una intervista a Ilsussidiario.net, anticipando il suo intervento in programma oggi al Meeting di Rimini. ''La giustizia - afferma - e' un elemento fondamentale della competitivita' di un ...

ANTICIPAZIONE/ Vietti (Csm): la riforma della giustizia? Vale più ...

Il Sussidiario.net - ‎23/ago/2011‎
Lo ribadisce a IlSussidiario.net il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, quest'oggi ospite del Meeting di Rimini. «La competizione infatti non riguarda soltanto le imprese, ma anche gli ordinamenti. Laddove saranno lenti e con una scarsa efficacia ...
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Di Loredana Morandi (del 01/09/2011 @ 19:23:16, in Magistratura, linkato 1765 volte)
Tutto è bene, quel che finisce bene...


"Estorsione al premier Berlusconi",
arrestati Tarantini e la moglie


ultimo aggiornamento: 01 settembre, ore 17:03
Napoli - (Adnkronos/Ign) - Operazione della Digos della Questura di Napoli, in collaborazione con quella di Roma. L'arresto eseguito in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli. Ricercato Valter Lavitola, direttore dell'Avanti!. Lui precisa: ''Non sono latitante, chiarirò la mia posizione''. La Procura avrebbe raccolto "gravi e consistenti indizi in ordine alla ripetuta dazione, da parte di Berlusconi e a favore dei coniugi Tarantini di somme di denaro contante e di altri benefici di carattere economico". Si parla di un versamento di circa 500mila euro.

Napoli, 1 set. (Adnkronos/Ign) - La Digos della Questura di Napoli, in collaborazione con quella di Roma, ha arrestato Gianpaolo Tarantini, 36enne, e la moglie Angela Devenuto, 34enne, per estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Come fa sapere la Questura di Napoli, l'arresto è stato eseguito in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli.

L'imprenditore pugliese è stato condotto in Questura a Napoli, poco dopo le 12, per essere fotosegnalato e poi condotto nel carcere napoletano di Poggioreale. L'estorsione ai danni del presidente del Consiglio sarebbe consistita in un versamento di circa 500mila euro all'imprenditore barese .

L'attività investigativa che ha portato all'emissione dei provvedimenti cautelari trae origini da più ampie e diversificate indagini coordinate dai magistrati della Sezione criminalità economica della Procura di Napoli. E si è basata su servizi di intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura ed eseguite dalla Digos della Questura di Napoli su alcune società "dove Valter Lavitola sembra svolgere non meglio definite attività di consulenza", spiega il procuratore aggiunto Francesco Greco coordinatore della Sezione criminalità economica.

Nell'ambito di tali indagini la Procura avrebbe raccolto "gravi e consistenti indizi - spiegano in Procura - in ordine alla ripetuta dazione, con modalità dissimulate o comunque non trasparenti e con l'intervento e la mediazione del Lavitola, da parte dell'onorevole Silvio Berlusconi e a favore dei coniugi Tarantini di somme di denaro contante e di altri benefici di carattere economico".

Benefici che sarebbero consistiti tra l'altro in pagamento di spese legali, canone di locazione di una casa, impieghi ed altri incarichi di lavoro. Sarebbe emerso inoltre, secondo gli inquirenti, che Lavitola tratteneva per sé parti consistenti delle somme ricevute dal presidente del Consiglio impiegandole in diverse società a lui direttamente riferibili e concertava con Gianpaolo Tarantini le iniziative processuali più idonee per costringere l'onorevole Berlusconi a disporre il pagamento di ulteriori somme. "Tali iniziative - spiegano in Procura - in particolare dovevano essere prese da Tarantini nell'ambito dei procedimenti in cui lo stesso risulta tuttora indagato dall'autorità giudiziaria di Bari".

Spiega ancora il procuratore aggiunto Greco che "gli esiti delle investigazioni predette venivano poi a confluire con quelli delle parallele investigazioni condotte dalla sezione reati contro la pubblica amministrazione aventi ad oggetto lo stesso Lavitola ed altri soggetti nell'ambito del procedimento a carico di Alfonso Papa (parlamentare del Pdl arrestato il 20 luglio scorso, ndr), Luigi Bisignani ed altri". Gli agenti della Digos di Napoli hanno eseguito sei perquisizioni in abitazioni e uffici mentre Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online dell'Avanti!, è ricercato.

"E' passata sui media la notizia che sono latitante. Non è vero - precisa lui in una nota - Sono all'estero per lavoro da prima che 'Panorama' consentisse di esercitare i diritti di informazione dell'indagato mediante la pubblicazione del suo scoop. Come è noto alla Procura, buona parte della mia attività lavorativa si svolge all'estero ormai da qualche anno. Attendo di definire con il mio avvocato le decisioni da prendere".

"E' mia intenzione collaborare pienamente con la giustizia per chiarire la questione. Infine, ribadisco con forza che non mi è mai neppure passato per la testa di raggirare il presidente Berlusconi, né di impossessarmi di presunte somme - conclude Lavitola - destinate a una famiglia in difficoltà".
 
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Di Loredana Morandi (del 01/09/2011 @ 19:27:09, in Magistratura, linkato 1483 volte)
Inchiesta P4: in Procura
atti su generale Adinolfi



Roma, 1 set. (Adnkronos) - Sono all'esame del procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna gli atti che, nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 in corso a Napoli e riguardanti il generale della Guardia di finanza Michele Adinolfi, sono stati trasferiti per competenza all'esame del pubblico ministero della Capitale.

La decisione e' stata della Cassazione.
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Il più caloroso incoraggiamento alla d.ssa Minutillo Turtur, la cui altissima professionalità in nulla è sminuita dalla riassegnazione al processo di Rignano Flaminio. Con stima, L.M.

Caso Rignano: processo va avanti,

Tar Lazio conferma riassegnazione giudice


Roma, 1 set. - (Adnkronos) - Non dovra' ripartire da zero il processo per i presunti abusi sui bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Il Tar del Lazio ha infatti confermato quanto gia' indicato dal Csm il 7 luglio scorso: il giudice Marzia Minutillo Turtur, che era stata assegnata con il ruolo di esaminatore alla commissione per il concorso in magistratura, dovra' rientrare nel collegio.

"Prendiamo atto che anche il Tar ha confermato la gravita' dei fatti e la necessita' di svolgere accertamenti nel tempo piu' rapido possibile, cosi' come da sempre richiesto dalle famiglie - dice all'ADNKRONOS l'avvocato di parte civile Antonio Cardamone - Le famiglie e i bambini, dopo due anni di perizie medico legali e psichiatriche e tre anni di processo sono i primi a voler arrivare al piu' presto all'accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilita'".

"Speriamo che questa vicenda sia conclusa - aggiunge il legale - Non entriamo nel merito del diritto del singolo magistrato a svolgere una o un'altra funzione: cio' che a noi interessa e' che il processo arrivi al piu' presto al termine. Confidiamo che questa vicenda non abbia minato la serneita' del collegio che giudichera' i fatti di Rignano". La prossima udienza del processo, che si svolge davanti al Tribunale di Tivoli, e' stata fissata per il 3 ottobre prossimo. Sul banco degli imputati, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Candida Magalotti, la bidella Cristina Lunerti e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello.

http://www.libero-news.it/news/812736/Caso-Rignano-processo-va-avanti-Tar-Lazio-conferma-riassegnazione-giudice.html
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Caso Tarantini: procuratore Lecce, indagini su magistrati? No comment

Lecce, 2 set. (Adnkronos) - ''Non do notizie di procedimenti in corso''. Cosi' all'ADNKRONOS il procuratore capo del Tribunale di Lecce, Cataldo Motta, circa la presunta apertura di indagini sull'operato di magistrati della Procura di Bari in relazione all'inchiesta sull'imprenditore del capoluogo pugliese Giampaolo Tarantini. Quest'ultimo e' indagato ormai da oltre due anni dalla Procura di Bari per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La Procura del capoluogo salentino e' competente per territorio a indagare sui magistrati in servizio nella Corte di Appello di Bari.  (02 settembre 2011 ore 12.48)

NUOVO FILONE


Tarantini, indagine della procura di Lecce
sui magistrati baresi dell'inchiesta escort

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/daddario.jpg

L'obiettivo è capire se l'imprenditore di Bari avesse sponde tra le toghe. I pm salentini hanno ricevuto documenti e intercettazioni telefoniche dai colleghi di Napoli che si occupano dell'estorsione al premier. In questura a Roma vengono interrogati gli avvocati del faccendiere agli arresti da ieri a Poggioreale: c'è anche il pubblico ministero leccese De Donno

LECCE - La Procura di Lecce ha avviato un'indagine per verificare eventuali responsabilità penali dei magistrati di Bari nell'inchiesta che riguarda Giampaolo Tarantini. L'imprenditore pugliese è stato arrestato ieri - su ordine del gip di Napoli - per estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ma era già indagato proprio a Bari con l'accusa di aver procurato prestazioni sessuali di giovani escort al premier: un'inchiesta - quella barese per sfruttamento della prostituzione - molto lenta, con un fascicolo preliminare aperto ormai da più di due anni. E l'obiettivo dell'inchiesta leccese è capire se, come Tarantini millantava al telefono, davvero l'imprenditore avesse sponde all'interno della procura.

I magistrati salentini sono competenti a indagare per fatti che riguardano i colleghi in servizio nel distretto della Corte d'appello di Bari, ma non si sa ancora se siano già state fatte iscrizioni nel registro degli indagati. L'inchiesta è affidata al pm Antonio De Donno: secondo indiscrezioni, il magistrato oggi si troverebbe a Roma proprio per occuparsi di questo caso. Nei giorni scorsi la Procura di Lecce avrebbe ricevuto documenti e intercettazioni telefoniche dai pm di Napoli Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock che indagano sull'estorsione al premier, reato per il quale hanno chiesto ed ottenuto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere contro Giampaolo Tarantini, la moglie Angela De Venuto e Valter Lavitola. Secondo i pm napoletani, il premier doveva pagare proprio per il silenzio sulla vicenda delle escort.

Lavitola non è stato arrestato perché si trova all'estero ("per motivi di lavoro", ha fatto sapere il direttore dell'Avanti). I coniugi Tarantini sono invece da ieri nel carcere napoletano di Poggioreale - dopo l'arresto da parte della Digos di Roma - in regime di isolamento e con divieto di colloqui con i difensori fino all'interrogatorio di garanzia: appuntamento fissato per domani mattina. Intanto, negli uffici della Questura di Roma sono in corso gli interrogatori, come persone informate dei fatti, degli avvocati Giorgio Perroni e Nicola Quaranta, difensori di fiducia di Giampalo Tarantini nell'inchiesta in corso a Bari sulle escort procurate dallo stesso Tarantini a Silvio Berlusconi. Ci sono alcuni dei magistrati napoletani che hanno chiesto e ottenuto l'arresto di Tarantini per la presunta estorsione ai danni del premier e anche il pm di Lecce Antonio De Donno, titolare dell'indagine avviata dalla magistratura salentina su quella barese.

Nelle carte dei pm napoletani, ci sono d'altra parte intercettazioni che riguardano proprio la condotta della procura barese. Ecco uno stralcio di una conversazione telefonica tra Giampaolo Tarantini e Valter Lavitola.

Parlano della riapertura dell'inchiesta a Bari.


"È per darci un vantaggio", dice Gianpi.

GT: "È stato fatto per per non chiudere le indagini, per non mandare l'avviso di conclusione, così non escono intercettazioni".

VL: "Embè, e che vantaggio ha il pm a riaprire le indagini, scusa"

GT: "No, il vantaggio ce l'abbiamo noi; l'ha fatto apposta Laudati (ndr, capo della procura di Bari) questo, perché, si sono messi d'accordo, nel momento in cui riaprono l'indagine e non mandano l'avviso di conclusione, non diventano pubbliche, le intercettazioni".
 
Il ruolo degli avvocati di Tarantini viene ritenuto importante dai magistrati napoletani perché - stando alle intercettazioni - erano al corrente delle somme versate da Berlusconi all'imprenditore barese ma soprattutto per la strategia processuale scelta dal loro assistito. Tarantini - secondo l'ordinanza del gip di Napoli - voleva andare al dibattimento nelle indagine sulle escort fornite al premier, mentre "l'opzione del patteggiamento sembra suggerita 'ab externo' al Tarantini nell'interesse sostanziale di Berlusconi". Perchè? Perchè - si legge ancora nelle carte - "essendo Tarantini l'unico indagato, il procedimento finirebbe in archivio, insieme a tutte le trascrizioni delle conversazioni, senza possibilità quindi di circolazione sulla stampa".
 

(La Repubblica 02 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/02/news/caso_tarantini_i_pm_di_napoli_indagate_sulla_procura_di_bari-21143709/

Rassegna anche dal Sole 24 ore


Tutti i guai giudiziari di Tarantini: l'imprenditore è al centro di 7 inchieste della procura barese

L'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, arrestato oggi per ordine della magistratura napoletana, è da anni al centro di numerose inchieste nel capoluogo pugliese. Sono infatti sette i fascicoli aperti nei suoi confronti dalla Procura di Bari. L'indagine più nota e non ancora conclusa, riguarda il favoreggiamento della prostituzione ...

 

Tarantini e la moglie arrestati per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Lavitola latitante

all'interno articoli di Vincenzo Del Giudice e Guido De Franceschi

Secondo le tesi degli inquirenti, Tarantini avrebbe ricevuto un compenso per mentire circa la consapevolezza del premier sul fatto che a Palazzo Grazioli venissero portate escort. Tarantini, a sua volta, sarebbe vittima di un raggiro del direttore dell' Avanti, Valter Lavitola - L'IMPREnDITORE AL CENTRO DI 7 INCHIESTE


Tutti i principali Articoli della Rassegna

Estorsione a Berlusconi, domani interrogati coniugi Tarantini

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
NAPOLI (Reuters) - E' previsto per domani l'interrogatorio di garanzia a Napoli per Giampaolo Tarantini e la moglie Angela Devenuto, arrestati ieri con l'accusa di estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. ...

Caso Tarantini: la procura di Lecce indaga sui pm di Bari

Il Sole 24 Ore - ‎53 minuti fa‎
L'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, arrestato oggi per ordine della magistratura napoletana, è da anni al centro di numerose inchieste nel capoluogo pugliese. Sono infatti sette i fascicoli aperti nei suoi confronti dalla Procura di Bari. ...

Sul caso Tarantini la procura di Lecce indaga sui pm di Napoli

TM News - ‎28 minuti fa‎
"Dubbi sulla regolarità dell'inchiesta". Berlusconi: estorsione ai miei danni? Fantasie. E poi precisa: io non lascio l'Italia Bari, 2 set. (TMNews) - Un nuovo fascicolo si apre sul caso Tarantini ma questa volta oggetto dell'indagine sono gli stessi ...

Inchiesta escort, i giudici Lecce aprono indagine sulla procura di ...

Il Messaggero - ‎2 ore fa‎
ROMA - Il giorno dopo l'arresto di Giampaolo Tarantini e della moglie Angela De Venuto, su ordine della magistratura di Napoli, per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, giunge la notizia che la Procura di Lecce ha avviato indagini preliminari ...

ESTORSIONE A BERLUSCONI E CASO TARANTINI: PM DI LECCE INDAGANO SU ...

Leggo Online - ‎46 minuti fa‎
LECCE - I magistrati della Procura di Bari sono nel mirino della Procura competente a verificare il loro operato, quella di Lecce, in relazione alle inchieste che riguardano Gianpaolo Tarantini, arrestato ieri per ordine del gip di Napoli per ...

BERLUSCONI: INDAGINI PROCURA LECCE SU OPERATO MAGISTRATI BARI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Lecce, 2 set. - La Procura di Lecce ha avviato indagini preliminari sull'operato dei magistrati della procura di Bari, in merito a un'inchiesta che riguarda l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Questi e' coinvolto in sette inchieste nel ...

La procura arresta Tarantini ma il vero obiettivo è Berlusconi

il Giornale - ‎4 ore fa‎
I pm sapevano che l'imprenditore era pronto a collaborare, ma hanno scelto di arrestarlo. In cella anche la moglie, ricercato Lavitola. Nuova trappola per gettare fango sul Cav. Anticipato il fermo per "costringerlo" a cambiare versione? ...

Berlusconi “Vado via da questo paese di m…”

aciclicoMagazine - ‎1 ora fa‎
L'Italia gli darebbe anche un senso di “nausea„. È ciò che avrebbe detto il premier Silvio Berlusconi a Valter Lavitola. Il capo di governo avrebbe inoltre qualificato l'Italia, lo scorso mese di luglio “un paese di merda„, secondo le intercettazioni ...

«Ricatti e affari, il sistema Lavitola»

Corriere della Sera - ‎5 ore fa‎
Berlusconi: «Io tra qualche mese me ne vado... vado via da questo Paese di cui sono nauseato...» Berlusconi: «Io tra qualche mese me ne vado... vado via da questo Paese di cui sono nauseato...» ROMA - Giocava su tanti tavoli, il quarantacinquenne ...

Caso Tarantini: procuratore Lecce, indagini su magistrati? No comment

La Repubblica Bari.it - ‎50 minuti fa‎
Lecce, 2 set. (Adnkronos) - ''Non do notizie di procedimenti in corso''. Cosi' all'ADNKRONOS il procuratore capo del Tribunale di Lecce, Cataldo Motta, circa la presunta apertura di indagini sull'operato di magistrati della Procura di Bari in relazione ...

ESTORSIONE A BERLUSCONI: PROCURA LECCE INDAGA SU PM BARI

La7 - ‎56 minuti fa‎
La procura di Lecce ha avviato indagini preliminari sull'operato dei magistrati in relazione all'inchiesta che riguarda Giampaolo Tarantini. Al momento non si sa se qualcuno sia già stato iscritto ne registro degli indagati. I pm salentini avrebbero ...

Sentiti in Questura i legali di Tarantini

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎2 ore fa‎
ROMA – Negli uffici della Questura di Roma sono previsti per questa mattina gli interrogatori, in qualità di persone informate dei fatti, degli avvocati Giorgio Perroni e Nicola Quaranta, difensori di fiducia di Giampalo Tarantini nell'inchiesta in ...

Berlusconi ricattato Arrestato Tarantini Silvio: "Fantasie"

Il Tempo - ‎4 ore fa‎
Estorsione ai danni di Silvio Berlusconi: con questa ipotesi di reato la Procura di Napoli ha dato il via libera all'arresto dell'imprenditore barese Giampaolo Tarantini e di sua moglie Angela Nicla Devenuto, i quali, insieme all'editore del quotidiano ...

E Silvio disse: «Lascerò questo Paese di m...»

Il Giornale di Vicenza - ‎1 ora fa‎
INTERCETTAZIONI. Berlusconi chiama Lavitola su un'utenza panamense e si sfoga sul caso P4. L'Idv: si scusi con l'Italia «Tra qualche mese me ne vado ...vado via da questo Paese di merda...di cui...sono nauseato...». È lo sfogo del presidente del ...

«Ecco la mia verità: nessuna estorsione»

il Giornale - ‎5 ore fa‎
Ecco la verità di Gianpaolo Tarantini. Scritta dodici ore prima dell'arresto, consegnata all'avvocato che ieri mattina l'avrebbe dovuta trasmettere al gip e alla procura di Napoli per concordare un incontro chiarificatore. Quattordici pagine vergate di ...

La mossa dei pm: sentire Berlusconi come parte offesa

Corriere della Sera - ‎5 ore fa‎
ROMA - Prossimamente, forse già la settimana ventura, i pubblici ministeri di Napoli che indagano sulla presunta estorsione a Silvio Berlusconi chiederanno di ascoltare il presidente del Consiglio come «parte offesa». Potrà scegliere data e luogo ...

Il premier: «Su Tarantini solo fantasie dei Pm»

il Giornale - ‎5 ore fa‎
Una giornata a Parigi, alle prese con la Conferenza internazionale sulla «nuova» Libia che si tiene all'Eliseo. Ma con un occhio anche alle vicende italiane, tra la manovra che pare ormai in dirittura d'arrivo e l'arresto di Gianpaolo Tarantini e della ...

Ricatto al premier: in carcere l'uomo del caso D'Addario

La Stampa - ‎5 ore fa‎
Mezzo milione di euro, dicono i magistrati della Procura di Napoli che hanno condotto l'inchiesta, estorti al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e intascati, in diversa misura, dal direttore ed editore dell'Avanti!, Valter Lavitola, ...

L'imbarazzo della procura barese lunedì chiederanno le carte a Napoli

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
Gli inquirenti aspetteranno l'interrogatorio di garanzia di Tarantini prima di avviare l'iter. "Drago: "Al momento Bari non ha chiesto nulla" Una dozzina di indagati e soprattutto una diversa impostazione dell'inchiesta. ...

Estorsioni a Berlusconi arrestati Tarantini e moglie

La Repubblica - ‎31/ago/2011‎
Fermento anche nella procura di Bari per gli arresti eccellenti. L'ex imprenditore della sanità, indagato nel capoluogo per la storia delle escort portate a palazzo Grazioli, è accusato di avere preteso soldi dal presidente del Consiglio. ...

Tarantini e sua moglie arrestati

Corriere della Sera - ‎31/ago/2011‎
MILANO - Gianpaolo Tarantini, 36 anni, e sua moglie Angela Devenuto, 34ennne, arrestati a Roma. È invece all'estero l'ex direttore dell'Avanti! Valter Lavitola, 38 anni, per il quale era stata emessa una terza misura cautelare. ...

"Sono disperato", lo sfogo del "mantenuto" del premier

La Repubblica - ‎17 ore fa‎
Centocinque pagine per dimostrare la necessità dell'arresto di Giampaolo Tarantini e di sua moglie Angela Devenuto. E nelle intercettazioni telefoniche con Valter Lavitola, che ha materialmente incassato mezzo milione di euro da Berlusconi, ...

"Tarantini pagato per tacere" Nelle carte del gip il ricatto a ...

La Repubblica - ‎21 ore fa‎
Secondo il capo di imputazione, l'imprenditore pugliese minacciava di cambiare strategia davanti ai magistrati baresi. Fino a quel momento aveva sempre escluso che il presidente del Consiglio sapesse di aver incontrato delle escort. ...

Ricatti al premier, arrestato Tarantini

Il Sole 24 Ore - ‎6 ore fa‎
Hanno ricattato il presidente del Consiglio per ottenere contanti e benefit per almeno 500mila euro. Lo hanno tenuto «con le spalle al muro», sotto la minaccia di cambiare la strategia processuale e di parlare in tribunale, a Bari, dei suoi incontri ...

Il caso Tarantini si complica Lecce indaga sui pm di Bari

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
a Procura di Lecce ha avviato delle indagini preliminari per verificare eventuali responsabilità penali dei magistrati della procura di Bari circa l'inchiesta che rugarda Giampaolo Tarantini, il faccendiere pugliese arretato giovedì su ordine del gip ...

Tarantini a Lavitola: 'Senza soldi, le bambine come fanno!'

ANSA.it - ‎14 ore fa‎
BARI - "Voi state avendo un tenore di vita troppo elevato per il reddito... e questi hanno sgamato tutto, che il lavoro è finito... che la cosa è così... hanno sgamato tutto". "Dì a Nicla di non andare con la borsa Cartier... di andare una volta in ...

Berlusconi a Lavitola: "Vado via da questo paese di m..."

Adnkronos/IGN - ‎15 ore fa‎
Napoli - (Adnkronos/Ign) - La telefonata è stata intercettata dai pm della Procura di Napoli il 13 luglio scorso. Il premier: "Rimango per cambiare il Paese che ho definito in un certo modo" Napoli, 1 set. (Adnkronos/Ign) - "Io, sono assolutamente ...

L'esilio dorato dei coniugi Tarantini e quei 20mila euro al mese ...

La Repubblica - ‎01/set/2011‎
Quattordicimila euro mensili oltre all'affitto della casa a Roma e le spese 'legali' e straordinarie. Dieci giorni da il ricorso in Cassazione contro il fallimento della sua Thecnohospital, travolta dalla scandalo della Sanità pugliese A Giampaolo ...

Estorsione a Berlusconi, i magistrati di Lecce indagano su quelli ...

4minuti.it - ‎1 ora fa‎
LECCE (2 settembre 2011) - La Procura di Lecce ha avviato delle indagini preliminari per verificare eventuali reati nell'operato dei magistrati di Bari in relazione all'inchiesta che riguarda Giampaolo Tarantini, l'imprenditore di 34 anni arrestato ...

Tarantini, l'imprenditore al centro di sette inchieste

Adnkronos/IGN - ‎01/set/2011‎
Napoli, 1 set. (Adnkronos) - Nuovi guai giudiziari per l'imprenditore pugliese, Gianpaolo Tarantini, finito finora al centro di sette inchieste. Ultima quella della Procura di Napoli, che ha portato questa mattina all'arresto insieme alla moglie Angela ...


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Di Loredana Morandi (del 02/09/2011 @ 13:51:48, in Magistratura, linkato 1815 volte)

Tarantini, la procura di Napoli sul caso escort
"Indagate sull'operato dei
magistrati di Bari "

Giampi-Lavitola: "Intercettazioni col premier catastrofiche"
"Nicla dovrà vendere le borse" - Foto - Video/Il megaparty

Indagini preliminari sono in corso a Lecce per verificare eventuali profili di rilievo penale. Le convesazioni tra i due spesso fanno riferimento all'inchiesta barese (nella foto il procuratore Antonio Laudati): "Nicola poi dice che queste informative sono bruttissime, quella sulle donne e quella sulla bancarotta. Hanno trascritto tutto. Le mie e le sue, il capo stava terrorizzato". "Le rivelazioni della D'Addario? Un piano per allungare i tempi" di G.FOSCHINI e F.RUSSI

***

Veleni, corvi, esposti al Csm
la procura di Bari nella bufera

 

A luglio l'attacco del titolare delle indagini sul caso escort, il pm Scelsi, che lamentava gli ostacoli e i ritardi alla conclusione delle indagini, oltre a una serie di anomalie nella gestione del caso da parte del procuratore Laudati

di FRANCESCA RUSSI

Il 9 luglio l'ex sostituto procuratore di Bari Giuseppe Scelsi mette tutto nero su bianco. In una lunga lettera indirizzata al Consiglio superiore della magistratura l'ex titolare dell'inchiesta sul giro di prostituzione organizzato da Gianpaolo Tarantini a casa del presidente Silvio Berlusconi lancia accuse gravissime. L'obiettivo dell'attacco è il procuratore capo della Repubblica di Bari Antonio Laudati. È la miccia che accende il fuoco che da mesi covava sotto la cenere negli uffici giudiziari baresi. Gli scontri dai corridoi di via Nazariantz arrivano a Palazzo dei marescialli. "Non mi hanno fatto concludere l'inchiesta sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini a casa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi". L'esposto al Csm inviato da Scelsi, trasferito a luglio dalla procura di Bari alla procura generale, segnala una serie di situazioni secondo lui illegittime delle quali sarebbe stato vittima nella gestione dell'inchiesta più delicata della procura di Bari. Nata nell'estate del 2008 e non ancora conclusa.

Il pm denuncia il ritardo cronico da parte della Guardia di finanza nel presentare l'informativa finale. Scelsi racconta di aver sollecitato più volte ma di aver ricevuto le carte soltanto mentre stava per andare via. Carte che, racconta, non ha mai potuto vedere. Laudati avrebbe chiesto alla Finanza di riceverle personalmente e non avrebbe dato la possibilità
ai sostituti, o per lo meno a Scelsi, di conoscere il lavoro della polizia giudiziaria. L'ex pm antimafia se la prende poi con il ministero reo di aver anticipato il suo trasferimento alla procura generale. Un anticipo di un mese che avrebbe impedito di fatto al magistrato di vedere l'informativa. Non solo. Racconta come a luglio del 2009, in pieno scandalo escort, Laudati - nominato procuratore da qualche mese ma che si sarebbe dovuto insediare poi a settembre - lo avrebbe incontrato alla presenza di una serie di ufficiali della Guardia di finanza chiedendogli una relazione sullo stato delle indagini. Un comportamento anomalo secondo il sostituto ma legittimo per il ministero. A quell'incontro, ricostruisce Scelsi, c'era anche il generale Vito Bardi, comandante interregionale dell'Italia Meridionale, indagato a Napoli con l'accusa di aver passato informazioni riservate a Bisignani.

Il procuratore Laudati replica subito alle accuse. "Attacchi strumentali alla mia persona. Scelsi ha lasciato la procura di Bari a seguito di una sua espressa domanda di trasferimento e tempi e modalità non dipendono in nessun modo dalla volontà del procuratore". Il falò, intanto, divampa. E l'inchiesta di Napoli non getta acqua sul fuoco. "Troppi veleni" dicono preoccupati i magistrati. Ma questa non è l'unica grana che il Csm ha su Bari. Da mesi è aperto un fascicolo, nato da un esposto anonimo, sull'organizzazione del convegno "Organizzare la giustizia" finanziato dalla Regione Puglia. All'epoca dei fatti il presidente Nichi Vendola era indagato per concussione nell'ambito dell'indagine sulla gestione della sanità. Per Vendola la procura aveva chiesto l'archiviazione diverso tempo prima del convegno ma il gip l'ha disposta solo il 24 febbraio 2011.

 (02 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/02/news/veleni_corvi_esposti_al_csm_la_procura_nella_bufera-21147093/



Caso Tarantini, i pm di Napoli
"Indagate sulla procura di Bari"

Indagini preliminari sono in corso a Lecce per verificare eventuali profili di rilievo penale legati all'operato dei magistrati in servizio alla procura di Bari

La procura salentina è competente a indagare per fatti che riguardano magistrati in servizio nel distretto della Corte d'appello di Bari. Non è noto se siano già state fatte iscrizioni nel registro degli indagati. 

L'inchiesta è affidata al pm Antonio De Donno, il quale oggi si troverebbe a Roma proprio per lo svolgimento di attività legate all'indagine. Dovrebbe assistere negli uffici della questura agli interrogatori, in qualità di persone informate dei fatti, degli avvocati Giorgio Perroni e Nicola Quaranta, difensori di fiducia di Tarantini nell'inchiesta di Bari sulle escort per Berlusconi. Lì anche alcuni dei magistrati napoletani che hanno chiesto e ottenuto l'arresto di Tarantini per la presunta estorsione ai danni di Berlusconi.

Nei giorni scorsi la Procura di Lecce avrebbe ricevuto documenti ed intercettazioni telefoniche dai pm di
Napoli Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock che indagano sull'estorsione al premier, reato per il quale hanno chiesto ed ottenuto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere contro Tarantini, la moglie Angela Devenuto e Valter Lavitola. I primi due sono stati arrestati ieri a Roma dalla Digos di Napoli e sono ora detenuti nel carcere di Poggioreale in regime di isolamento e con divieto di colloqui con i difensori fino all'interrogatorio di garanzia. La misura cautelare nei confronti di Lavitola non è stata eseguita perché quest'ultimo - secondo quanto egli stesso ha fatto sapere - si trova all'estero per motivi di lavoro.

I nomi dei due legali ricorrono nell'ordinanza di custodia cautelare sulla presunta estorsione a Berlusconi, un'inchiesta nella quale Tarantini ha tuttavia nominato come suo difensore di fiducia un penalista romano, e non gli avvocati Perroni e Quaranta, che lo assistono per le vicende baresi. I magistrati di Napoli sostengono che Berlusconi sarebbe stato indotto a pagare per mettersi al riparo dai 'rischi' che sarebbero potuti derivare da un possibile "cambio di strategia processuale" da parte di Tarantini nell'inchiesta sulle escort. In particolare, quei rischi "connessi al clamore mediatico della vicenda e resi più avvertiti in considerazione del previsto deposito di una serie di conversazioni intercettate in quel procedimento, dai contenuti scabrosi".E' dunque verosimile che gli inquirenti intendano ascoltare i due avvocati anche - e forse proprio - su questo 'minacciato' cambio di strategia processuale di Tarantini.

Nell'ordinanza del gip di Napoli si legge che del "prossimo deposito da parte della Gdf delle trascrizioni delle conversazioni telefoniche intercettate" nell'inchiesta di Bari, Tarantini viene "informato da uno dei suoi difensori di fiducia (avvocati Nicola Quaranta e Giorgio Perroni, difensore anche di Silvio Berlusconi in alcuni processi)". E' a questo punto che tra Tarantini e Lavitola si intrecciano una serie di telefonate volte a mettere a punto le prossime iniziative processuali con lo scopo di "ottenere (ancora), nella misura massima possibile, consistenti somme di denaro da Berlusconi".

Tarantini, scrive il gip, sarebbe orientato ad andare al dibattimento, ma "l'opzione processuale del patteggiamento sembra però suggerita 'ab externo' al Tarantini nell'interesse sostanziale di Berlusconi (che non è parte di quel procedimento)". Perché? Perché così, "essendo Tarantini l'unico indagato, il procedimento finirebbe in archivio, unitamente a tutte le trascrizioni delle conversazioni, senza possibilità quindi di circolazione sulla stampa". Il contenuto "scabroso" delle trascrizioni "è stato in qualche modo anticipato al difensore del Tarantini - scrive il gip - e viene ritenuto 'catastrofico' soprattutto per l'immagine di Berlusconi, di volta in volta interlocutore o riferimento di quelle telefonate".

In questo contesto, "Lavitola suggerisce e di fatto concorda con il Tarantini di tener ferma - di fronte ai suoi avvocati e a quelli di Berlusconi che sembrano 'premere' per la soluzione del patteggiamento - la decisione di voler affrontare il dibattimento, salvo che in extremis non sia lo stesso Berlusconi a chiedergli 'in ginocchio', in un incontro che dovrà essere rigorosamente ristretto a quattro persone di optare per il patteggiamento". Le quattro persone sarebbero: Berlusconi, Lavitola, Tarantini e, appunto, l'avvocato Perroni. Sempre secondo il gip, i difensori di Tarantini, al pari di quello della persona offesa, Niccolò Ghedini, sono "obiettivamente coinvolti" nella vicenda essendo stati "chiamati in causa" da Tarantini nelle intercettazioni "come soggetti a conoscenza dei cospicui, ingiustificati e illeciti trasferimenti di danaro da Berlusconi a Tarantini".

(02 settembre 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/02/news/caso_tarantini_i_pm_di_napoli_indagate_sulla_procura_di_bari-21143709/
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2011 @ 10:08:45, in Magistratura, linkato 1485 volte)
Palma esterrefatto da comportamento Csm


Si dice "esterrefatto" il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma dai rilievi mossi dall' Associazione nazionale magistrati ai criteri della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie inserite nella manovra, e anche "dispiaciuto" del fatto che il sindacato delle 'toghe' non abbia voluto indicare alcun nome di magistrato per la commissione di esperti istituita al ministero con il compito di avviare uno studio sulla depenalizzazione dei reati minori.

"Se si vuole abbassare la tensione non è sufficiente una sola parte", afferma il Guardasigilli nel corso di un' intervista a Teleluna Napoli, che sarà trasmessa stasera. "L'Anm ritiene di doversi lamentare di alcuni punti di questa riforma" in particolare quando "sostiene di trovare anomala la presenza di tre tribunali in un distretto". "Ma si vuole rendere conto l'Anm - Nitto Palma - che una riforma di questo genere è particolarmente complessa? Nel fare questo tipo di riforma dobbiamo sì privilegiare l'efficienza ma non dobbiamo mai sacrificare l'esigenza del bacino di utenza della giustizia". Secondo il Guardasigilli, infatti, "bisogna verificare se nei vari distretti le situazioni geografiche e infrastrutturali non impongano di privilegiare le esigenze della gente, in taluni casi eccezionali, rispetto ad altre esigente'". Nitto Palma fa l'esempio di paesini di montagna i cui abitanti, per recarsi al tribunale del capoluogo, sono costretti a fare diverse ore di macchina: "dovrei forse togliere lì il tribunale?". Tra i punti della delega su cui l'Anm si è dichiarata contraria c'è anche la prevista possibilità per il governo di ridefinire l'assetto territoriale degli uffici requirenti con l'accorpamento in un unico ufficio di procura della competenza allo svolgimento di funzioni requirenti in pi tribunali. Palma lascia intendere che su questo punto non vuole fare marcia indietro, sia perché già esistono procure distrettuali che lavorano con giudici di altri territori, sia perché di fronte a particolari esigenze geografiche ("faccio sempre il caso dei paesini di montagna") non si può chiedere al cittadino di fare diverse ore di auto per raggiungere il tribunale del capoluogo. Così si spiega - secondo il ministro - il motivo di mantenere alcuni tribunali e di accorpare invece le procure. "Mi è dispiaciuto molto il comunicato dell'Anm - aggiunge Palma -. Quando mi sono insediato ho detto che volevo allentare la tensione". E ricorda che nell'incontro avuto con i vertici del sindacato delle 'toghe' subito dopo il suo insediamento al ministero "sin l'Anm si è parlato anche della revisione delle circoscrizioni e hanno manifestato il loro accordo. Nel momento in cui dopo 60 anni qualcosa viene in vita immediatamente viene meno". Il "dispiacere" del ministro è anche per il fatto che il tavolo tecnico sulla depenalizzazione dei reati non abbia avuto da parte dell'Anm alcuna indicazione di nomi di magistrati componenti della commissione, seppure il sindacato delle 'toghe' abbia ribadito - ammette Nitto Palma - "la sua disponibilità a collaborare ove richiesta" . "Se si vuole abbassare la tensione - conclude - non è sufficiente una sola parte".

Martedì 06 settembre 2011 16.06
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/234310
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2011 @ 10:15:00, in Magistratura, linkato 1456 volte)

Csm avvia l'istruttoria
sentirà Laudati e Scelsi

Da Palazzo dei Marescialli la richiesta ai pm di Lecce che indagano sull'operato dei colleghi di notizie sui procedimenti in corso. Laudati sarà sentito il 22 settembre, Scelsi il 19. Dal 15 saranno pubblici gli atti dell'inchiesta e le intercettazioni con il premier

di MARA CHIARELLI

La prima commissione del Csm, presieduta dal laico del Pdl Nicolò Zanon, ascolterà nei prossimi giorni il capo della procura di Bari Antonio Laudati e il suo ex sostituto (ora alla procura generale del capoluogo) Giuseppe Scelsi. Il Csm ha convocato per il 22 settembre il procuratore Laudati; mentre tre giorni prima, il 19, ascolterà Scelsi. Le date scelte indicano la volontà del Csm di procedere celermente, ma comunque dopo aver acquisito le informazioni chieste proprio oggi alla procura di Lecce, che sta accertando se i magistrati hanno commesso reati nella conduzione dell'inchiesta su Tarantini allo scopo di favorirlo.

La decisione è stata presa questa mattina al termine di una riunione durata un’ora convocata a seguito del nuovo scandalo che ha coinvolto lo stesso procuratore barese, travolto dall'inchiesta sulle escort a Palazzo Grazioli per il quale poi l'ex imprenditore d'oro della Sanità è finito in carcere a Napoli con l'accusa di estorsione. Con lui, la moglie Angela Devenuto (ora ai domiciliari a Roma) e il direttore dell'Avanti, Valter Lavitola. "Presto rientrerò a casa e mi farò arrestare. Contro di me accuse infondate", fa sapere Lavitola da Panama, dove di ce di trovarsi.

Il memoriale di Lavitola - "Sono stanco di passare per l'uomo nero (LEGGI). Vi pare - spiega - che dati i miei rapporti con Berlusconi sarebbe stato mio interesse mettere insieme una truffa del genere? Ovvero spillargli 500mila euro per dividerli con Gianpaolo Tarantini? Se avessi avuto bisogno di denaro lo avrei chiesto direttamente al Cavaliere. Ci ho rimesso 173mila euro", lamenta a proposito dei pagamenti a beneficio di Tarantini. "Sono pronto a documentare tutto, ci sono le prove - assicura - io di soldi non ne ho intascati". Sul motivo per cui non sia ancora rientrato in Italia: "Avevo lavori da sbrigare in Brasile. Dovevo vendere due barche".

L'indage disciplinare del Csm - Da Palazzo dei Marescialli è partita la richiesta ai pm di Lecce, che indagano sull'operato dei colleghi nella gestione dell'inchiesta che coinvolge il premier, di notizie sui procedimenti in corso. Nel capoluogo partenopeo hanno ipotizzato i reati di abuso d'ufficio e rivelazione del segreto di ufficio. In alcune intercettazioni tra l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e il direttore dell’Avanti Valter Lavitola Laudati viene indicato come colui che avrebbe in qualche modo agevolato lo stesso Tarantini nell’ambito dell’inchiesta sulle escort a Palazzo Grazioli. Il Csm, che aveva già aperto un fascicolo sul “caso Laudati” a seguito di un esposto anonimo e di una lettera di Scelsi, doveva decidere se avviare un’istruttoria parziale ascoltando solo il procuratore o completa ascoltando anche l’ex pm.

FOTO I PROTAGONISTI

Il "caso Laudati" - Scelsi, che fu il primo ad indagare su Gianpaolo Tarantini, nell’esposto al Csm lamenta i tempi lunghi dell'indagine barese sulle escort che l'imprenditore barese portò a feste organizzate nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Afferma anche che Laudati, a luglio scorso, gli avrebbe impedito di leggere l'informativa conclusiva appena depositata dalla Guardia di finanza nel fascicolo assegnato fino ad allora a lui e ai colleghi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis. Il Csm si è occupato di Laudati anche a seguito di un esposto anonimo nel quale si afferma che avrebbe creato un database sulle intercettazioni e avrebbe gestito in modo non appropriato finanzieri che fanno parte della sua segreteria particolare.

LEGGI Escort per Berlusconi, l'ex pm al Csm: "Le trame del palazzo per farmi fuori"

Le intercettazioni che scottano- L'avviso di conclusione delle indagini preliminari dell'inchiesta di Bari sarà notificato dopo il 15 settembre. Quel giorno partiranno - spiegano fonti giudiziarie - gli avvisi previsti dall'articolo 415 bis del Codice di procedura penale, a carico di una dozzina di indagati, tra cui lo stesso Tarantini, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al favoreggiamento della prostituzione. Con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini, saranno a disposizione dei difensori tutti gli atti dell'inchiesta, dai verbali di interrogatorio delle ragazze portate alle feste alle intercettazioni, molte delle quali sono contenute nell'informativa finale della Guardia di Finanza, depositata nel luglio scorso dopo quasi tre anni di indagini.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/06/news/csm_laudati-21293823/
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2011 @ 10:18:34, in Magistratura, linkato 1749 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie



La revisione delle circoscrizioni giudiziarie è una riforma più volte richiesta dall’Anm per migliorare l'efficienza del servizio giustizia.

E', dunque, apprezzabile l'iniziativa del Governo, anche se la scelta dello strumento della legge-delega inserita con un emendamento all'interno della manovra finanziaria rischia di impedire un’adeguata riflessione sui contenuti dell'intervento.

Nel merito dell’iniziativa del Governo, pur condividendo i criteri di massima indicati nella lettera a) della norma proposta, alcuni punti suscitano perplessità e presentano evidenti criticità.

In particolare:

- non appare razionale escludere dalla possibilità di accorpamento i tribunali aventi sede nei comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011 e, dunque, senza un coordinamento con la contemporanea scelta di soppressione di alcune province e senza tenere in considerazione le caratteristiche dei tribunali presenti secondo i criteri indicati nella  lett.a;

- allo stesso modo appare irrazionale la previsione diretta a garantire comunque la presenza di tre tribunali in ogni distretto, a prescindere dalle dimensioni del distretto e dei tribunali.

In entrambi i casi si rischia il mantenimento di tribunali di dimensioni ridotte o ridottissime.

L'Associazione nazionale magistrati ritiene che siano necessarie scelte coraggiose da adottare già in sede di legge-delega. In particolare, l’Anm, anche richiamandosi alle conclusioni della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (CTFP) istituita presso il Ministero del Tesoro, ha  individuato in 20 magistrati in organico (tra procura e tribunale) la dimensione minima assolutamente inderogabile di un ufficio giudiziario. Sarebbe auspicabile che tale indicazione fosse assunta come criterio direttivo della legge-delega.

Del tutto fuori del sistema e foriera di gravi disfunzioni sul piano organizzativo è, altresì, la previsione di poter dar corso alla ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici requirenti anche mediante ricorso ad accorpamento in un unico ufficio di procura della competenza allo svolgimento di funzioni requirenti in più tribunali (lett. c). La previsione, infatti, introduce una centralizzazione dell’esercizio dell’azione penale senza considerare i profili di carattere organizzativo connessi alla molteplicità delle esigenze dei diversi tribunali. Al riguardo, l'Anm reputa che sarebbe preferibile trasformare i tribunali interessati in sezioni distaccate del tribunale accorpante o, in subordine, prevedere che le funzioni di gip e di giudice collegiale siano comunque assegnate al tribunale presso il quale si trova la Procura.

La finalità di razionalizzare l’allocazione delle risorse, e la urgente necessità di interventi di riforma per garantire ai cittadini un processo in tempi ragionevoli, non può non considerare che il contenimento dei costi è obiettivo di carattere strutturale, quindi di recupero e risparmio nel lungo periodo, che però, non può omettere di considerare gli effetti di gravosità, anche economica, che si riverbera nel breve periodo sul personale già sottoposto a ben altri effetti negativi derivanti da altre disposizioni finanziarie della manovra.

La Giunta Esecutiva Centrale

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