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La giustizia è l'insieme delle norme che perpetuano un tipo umano in una civiltà.

Antoine De Saint-Exupéry
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Di Loredana Morandi (del 21/10/2011 @ 08:44:41, in Politica, linkato 1971 volte)

Oh! L.M.

D'Alema indagato da Procura Roma

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/dalema.stupito.jpg

Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su velivoli della low cost Rotkopf Aviation


ROMA  - Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su velivoli della low cost Rotkopf Aviation, società coinvolta dalla più ampia inchiesta.

L'inchiesta nella quale è coinvolto D'Alema è quella che ruota intorno alla figura dell' intermediario Vincenzo Morichini, amico di vecchia data del presidente del Copasir. Gli accertamenti dei pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, hanno preso spunto da una tangente di 40 mila euro consegnata a Franco Pronzato, già componente del cda Enac, per avere agevolato la società low coast Rotkopf Aviation dell'imprenditore Viscardo Paganelli, ad ottenere il certificato di operatore aereo (Coa) per partecipare all'appalto Enac e la gestione dei voli di linea per l'isola d'Elba. Nel quadro degli accertamenti è emerso che D'Alema avrebbe volato cinque volte, per motivi di lavoro, su velivoli della low coast e lo stesso Paganelli avrebbe precisato che nella contabilità della sua società non risultano voli concessi a titolo gratuito. Lo stesso D'Alema, nel luglio scorso, aveva spiegato che i voli erano stati regolarmente pagati da Morichini.

AVVOCATO D'ALEMA, A PM DATO OGNI CHIARIMENTO - "Oramai diversi giorni fa abbiamo incontrato i pm Cascini e Ielo e abbiamo fornito loro ogni chiarimento sulla vicenda dei voli". E' quanto dichiara l'avvocato Gianluca Luongo, legale di Massimo D'Alema, a proposito della notizia dell'iscrizione dell'ex presidente del Consiglio nel registro degli indagati nell'inchiesta della Procura di Roma sugli appalti Enac.

Fonte: ANSA

La Rassegna

Appalti Enac: D'Alema indagato


Domenico Lusi

ROMA - Finanziamento illecito a un parlamentare. È il reato per il quale il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. L'accusa si riferisce a cinque passaggi aerei gratuiti che l'ex presidente del Consiglio avrebbe accettato a bordo dei Cessna della Rotkopf Aviation, la compagnia low cost di Viscardo e Riccardo Paganelli finita nell'occhio del ciclone la scorsa estate nell'ambito delle indagini sulla gara Enac per i voli per l'Isola d'Elba. Un filone della più ampia inchiesta su appalti e tangenti legati a Vincenzo Morichini, ex amministratore di agenzie Ina Assitalia e fundraiser della Fondazione Italiani Europei di D'Alema. L'esponente del Pd è già stato interrogato dai pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini una decina di giorni fa. «Abbiamo fornito ai magistrati ogni chiarimento sulla vicenda dei voli» si è limitato a dichiarare al riguardo l'avvocato Gianluca Luongo, difensore di D'Alema. Il presidente del Copasir avrebbe ribadito ai magistrati la versione dei fatti già fornita la scorsa estate dalla portavoce Daniela Reggiani: «Nel 2010 Morichini ci disse che aveva una partecipazione in una compagnia aerea e che avremmo potuto usufruirne qualora ci fosse stato bisogno. Dunque, in situazioni di emergenza e cioè quando non c'erano collegamenti diretti e immediati, abbiamo chiesto di poter salire su quei voli». I pm contestano a D'Alema un finanziamento illecito di poco meno di 7mila euro, vale a dire il valore dei biglietti aerei di cui avrebbe usufruito a titolo gratuito. Sono cinque voli concentrati tra luglio (uno), agosto (uno) e l'autunno (tre) del 2010. In tre casi i Cessna della Rotkopf decollarono da Roma (in due occasioni, a bordo anche Morichini, le destinazioni sono state Foligno, per partecipare alla campagna elettorale della governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini, e poi ad Asolo) e in due casi da Bari e Lamezia, destinazione Roma. Delegato le indagini, il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, guidato dal generale Leandro Cuzzocrea, nei giorni scorsi ha consegnato un'informativa sulla cui base i pm decideranno nei prossimi giorni il da farsi. L'orientamento sarebbe di chiedere l'archiviazione per D'Alema, a causa di due motivi. Dalle dichiarazioni del presidente del Copasir non emergerebbe la consapevolezza dei rapporti esistenti tra Morichini e i Paganelli sulla cui base gli vennero messi a disposizione i passaggi aerei. Per l'uso di beni e servizi, inoltre, è difficile configurare la dazione necessaria per ipotizzare il finanziamento illecito.
L'inchiesta costituisce un rivolo del filone d'indagine aperto dalla Procura di Roma sulla presunta tangente di 40mila euro pagata dai Paganelli all'ex consigliere di amministrazione dell'Enac, Franco Pronzato - che l'avrebbe divisa a metà con Morichini - per accelerare la pratica volta a ottenere il Coa (Certificato di operatore aereo), atto necessario alla Rotkopf per potere partecipare alla gara per i voli tra l'Isola d'Elba, Firenze e Pisa. La vicenda si è conclusa con le richieste di patteggiamento da parte di Pronzato, accusato di corruzione, e dei presunti corruttori, Viscardo Paganelli e il figlio Riccardo. Interrogato il 4 luglio scorso dal pm Ielo, Viscardo Paganelli, in relazione ai voli per i quali è indagato il presidente del Copasir, aveva detto che «nella contabilità della Rotkopf non risultano voli gratuiti, nessuno ha mai viaggiato gratis con la nostra compagnia, neanche D'Alema». L'imprenditore chiarì anche quale era stato il ruolo dell'esponente del Pd, ma sul punto non era stato possibile sapere di più perché il verbale venne secretato. L'inchiesta sugli appalti legati a Morichini nasce dalle dichiarazioni rese ai pm da Pio Piccini, l'imprenditore coinvolto dell'inchiesta sul fallimento Agile-Eutelia.

LA VICENDA

Soldi per il certificato di volo
L'inchiesta che vede coinvolto Massimo D'Alema è un rivolo del filone d'indagine aperto dalla Procura di Roma sulla presunta tangente di 40mila euro pagata da Viscardo e Riccardo Paganelli all'ex consigliere di amministrazione dell'Enac, Franco Pronzato (che l'avrebbe divisa a metà con Vincenzo Morichini, fundraiser della Fondazione Italiani Europei di D'Alema), per accelerare la pratica necessaria ad ottenere il Certificato di operatore aereo alla Rotkopf per potere partecipare alla gara per i voli tra l'Isola d'Elba, Firenze e Pisa. La vicenda si è conclusa con le richieste di patteggiamento da parte di Pronzato e dei Paganelli

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-21/appalti-enac-alema-indagato-063945.shtml?uuid=AaM6ejEE

Appalti Enac: D'Alema indagato

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
Finanziamento illecito a un parlamentare. È il reato per il quale il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. L'accusa si riferisce a cinque passaggi aerei gratuiti che l'ex presidente ...

Voli a scrocco e tangenti Indagato Massimo D'Alema

Libero-News.it - ‎30 minuti fa‎
L'ex premier interrogato dai pm di Roma. L'inchiesta riguarda i voli sugli aerei di un imprenditore che avrebbe pagato tangenti al Pd arà anche un atto dovuto, come si dice. E però la notizia è fragorosa, altroché: Massimo D'Alema indagato. ...

Appalti Enac, D'Alema indagato dai Pm romani

DiariodelWeb.it - ‎8 minuti fa‎
Il Legale: Abbiamo fornito ogni chiarimento ai PM. Cicchitto: Avviso a D'Alema, motivazioni forzate. Gasparri: Non condivido le parole di Cicchitto ROMA - Massimo D'Alema è stato indagato dalla Procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli ...

Appalti Enac: indagato D'Alema per alcuni viaggi aerei gratis

Julie News - ‎30 minuti fa‎
ROMA - La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l'ex Presidente del Consiglio Massimo D'Alema. I fatti per cui è indagato sono quelli relativi ad alcuni voli gratuiti che D'Alema avrebbe fatto con gli aerei della società Rotkopf, ...

Massimo D'Alema indagato per i voli gratis sulla Rotkopf Aviation

Il Sole 24 Ore - ‎11 ore fa‎
Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su velivoli della low cost Rotkopf Aviation, ...

*** Appalti: vicenda Enac, D'Alema indagato a Roma

Corriere della Sera - ‎11 ore fa‎
Gia' interrogato dai magistrati Roma, 20 ott - Massimo D'Alema e' indagato dalla Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta tangente pagata dai titolari della compagnia low cost Rotkopf Aviation, all'ex consigliere di amministrazione ...

Appalti Enac, indagato D'Alema

TGCOM - ‎7 ore fa‎
00:14 - L'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il suo coinvolgimento sarebbe legato ad alcuni voli su aerei della low cost Rotkopf ...

Appalti/ D'Alema indagato da pm Roma per 5 voli low-cost

TM News - ‎10 ore fa‎
Roma, 20 ott. (TMNews) - Massimo D'Alema è stato indagato dalla Procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli dell'inchiesta sulla presunta tangente pagata dai titolari della compagnia low cost Rotkopf Aviation, all'ex consigliere di amministrazione ...

Appalti Enac, D'Alema indagato Indagine legata a voli gratis

La Repubblica - ‎10 ore fa‎
Il parlamentare Pd avrebbe usufruito di passaggi aerei gratuito, che l'interessato definisce "offerti a titolo di cortesia". I legali: "Già tutto chiarito". A giugno era stato arrestato Pronzato, componente del cda dell'ente per l'aviazione civile. ...

INCHIESTA ENAC: D'ALEMA INDAGATO PER FINANZIAMENTO ILLECITO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎9 ore fa‎
(AGI) - Roma, 20 ott. - D'Alema avrebbe beneficiato di cinque voli gratuiti della Rotkopf Aviation (rispetto a un costo complessivo intorno ai 6mila euro) che gli sarebbero stati messi a disposizione da Vincenzo Morichini, ex amministratore della Ina ...

Appalti Enac e voli gratis D'Alema indagato dalla Procura di Roma

Il Fatto Quotidiano - ‎11 ore fa‎
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Massimo D'Alema nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. In particolare il coinvolgimento dell'ex Presidente del Consiglio è legato ad alcuni voli da lui fatti su ...

Roma, appalti Enac: indagato D'Alema Massimo

Libero-News.it - ‎10 ore fa‎
La Procura iscrive nel fascicolo degli indagati l'onorevole Pd. Voli gratis tramite l'amico Vincenzo Morichini. Il legale: "Abbiamo detto tutto ai pm" li appalti Enac mettono nei guai Massimo D'Alema. Il parlamentare del Pd è indagato dalla Procura di ...

07 POLITICA & SOCIETÀ

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎59 minuti fa‎
ROMAIl sì definitivo di tutte le anime del Pd del Lazio su Enrico Gasbarra sembrava raggiunto, ma causa i metodi un po' spicci di alcuni fautori torna in alto mare. Dovrebbe comunque arrivare il 26 novembre, quand'è fissata l'assemblea... segue Massimo ...

INCHIESTA ENAC: D'ALEMA INDAGATO PER FINANZIAMENTO ILLECITO

La Repubblica - ‎9 ore fa‎
Finanziamento illecito a un singolo parlamentare: e' il reato per il quale e' stato iscritto sul registro degli indagati Massimo D'Alema, dopo una informativa della Guardia di Finanza che sta indagando sull'appalto per i voli Enac tra l'isola d'Elba, ...

Le amicizie pericolose di Baffino e Pd

Libero-News.it - ‎11 ore fa‎
Le chiavi dell'inchiesta Enac: mazzette al braccio destro di Bersani, Pronzato. E sospetti su Morichini, collaboratore di D'Alema guai di Massimo D'Alema e del Pd, prima della bufera Penati, iniziano lo scorso 28 giugno con l'arresto di Franco Pronzato ...

Caso Enac, indagato D'Alema

DellEconomia.it - ‎7 ore fa‎
Il presidente del Copasir è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma ed è già stato sentito una prima volta dai pm. L'ipotesi accusatoria riguarda cinque voli di cui D'Alema avrebbe usufruito a titolo gratuito Il presidente del ...

Massimo D'Alema indagato a Roma

Leggilo.net - ‎5 ore fa‎
Dopo la vicenda Penati, ennesima tegola sulla testa del Partito Democratico: Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito dell'indagine sugli appalti Enac. Il coinvolgimento del senatore sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su ...

Affare Enac, indagato Massimo D'Alema

Lettera43 - ‎12 ore fa‎
Massimo D'Alema è indagato nell'inchiesta sulle tangenti Enac della procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti dell'ente nazionale per l'aviazione civile. Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad ...

Il presidente del Copasir è indagato dalla procura di Roma nell ...

Lettera43 - ‎10 ore fa‎
Massimo D'Alema è indagato nell'inchiesta della procura di Roma sugli appalti Enac. I pm stanno cercando di capire se il presidente del Copasir, e dirigente dei democratici abbia volato gratuitamente - e soprattutto per quale motivo - cinque volte con ...

Appalti Enac, Massimo D'Alema indagato: botta e risposta Cicchitto ...

Italia chiama Italia - ‎10 ore fa‎
Massimo D'Alema è stato indagato dalla Procura di Roma in relazione a cinque passaggi aerei, a lui offerti in occasione di viaggi di lavoro, dai titolari della Rotkopf, Viscardo e Riccardo Paganelli. L'esponente del Pd ne avrebbe usufruito in occasione ...

Indagine Enac: dopo Pronzato, i pm arrivano a D'Alema

Linkiesta.it - ‎11 ore fa‎
Indagato Massimo D'Alema: il presidente del Copasir sarebbe coinvolto nelle inchiesta della Procura di Roma sulle tangenti della compagnia low cost Rotkopf Aviation destinate a Franco Pronzato, ex consigliere di Enac. L'avvocato dell'ex-presidente del ...

Secondo il modello Bersani D'Alema deve dimettersi

Il Foglio (Abbonamento) - ‎11 ore fa‎
Qualche minuto fa le agenzie hanno battuto la notizia che Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta tangente pagata dai titolari della compagnia low cost Rotkopf Aviation, all'ex consigliere di ...
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Di Loredana Morandi (del 21/10/2011 @ 06:03:12, in Redazionale, linkato 2203 volte)
#OpDarknet pubblicati i nomi di 1589 pedofili

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anonymouslogo.jpg

#OpDarknet, dal nome del chan IRC riconoscibile dal carattere "cancelletto" prima del nome, ha mietuto un altro successo contro la pedofilia in rete. La performance della crew si è rivolta ad un sito pedopornofrafico allocato negli states, LolitaCity, dal quale sono stati estratti e pubblicati i nickname di 1589 pedofili.

Nel comunicato gli Anonymous spiegano le difficoltà di accedere alla "trading darknet", letteralmente una oscura rete commerciale, e le tempistiche per rintracciare l'IP fisico del sito che tecnicamente rimbalza tra Europa, Asia e Sud Africa, ma si trova allocato negli states. Il sito, dichiara sempre il comunicato, è su un server NGNIX (il termine shared significa che il server è condiviso da più utenti e che vi sono allocati più siti web), e adesso ha due gatti tostapane (sono certamente virus che distruggeranno il database) mentre nella fuga cioè in uscita è stato "rovinato" il php, ovvero il "programma di ambiente" che consente a tutti i siti allocati sul server di funzionare.

Ma non è finita qui, perché l'azione di hacking è stata disturbata da un amministratore del server (personale della società Freedom Hosting), che ha ripristinato una parte dei link e delle foto contenute dal sito web costruito con un programma simile a quello opensource di Wikipedia, reinstallando i backup e ripristinando le funzioni di accesso per gli utenti. Compresa l'implicazione della società di hosting, gli hacker hanno "attenzionato" il gestore intimandogli di rimuovere i contenuti illegali. All'evidenza di un rifiuto della società, gli hacker hanno provocato lo shutdown del server.

Quest'ultima performance è discussa da diversi quotidiani, con intento più o meno commercial e forse poca comprensione della meccanica dell'operazione anche in Italia, in quanto #OpDarknet sembrerebbe essere stata infiltrata da alcuni utenti che hanno attivato dei propri account  anche sul sito pedopornografico.  Cosa questa in corso di accertamento. Sempre, quando appare il volto commerciale e societario della pedopornografia, apparentemente sembra che si divida il popolo della rete,  spesso in realtà le voci contro sono quelle di persone "prezzolate" se non addirittura la "gerenza" sotto falso nome e falsa reputazione nel mondo degli hacker. La crew di OpDarknet, infatti, si ripropone di non consentire mai più la collaborazione di persone nuove. Una attenzione doverosa, perché anche tra i pedofili di genere e non si annidano alcuni hacker.

Attualmente risulta che il dominio freedom-hosting.com sia scaduto ad agosto, ed allocato in "sospeso" presso gli stessi server, quindi è da considerare che questa organizzazione per il commercio di audiovideo pedopornografici sia in fase di restyling per riapparire con altro nome e veste grafica.

Spaventa inoltre il fatto che siti apparentemente innocui offrano l'accesso a queste darknet criptate e che per la loro realizzazione si usino programmi di facile fruizione identici a quello di Wikipedia, Wikia et simili che sono il frutto  del lavoro disinteressato di tanti giovani programmatori.

I nick del lungo elenco estratto dal sito Lolita City non lasciano alcun dubbio sulla natura del personaggio reale celato. Vi appaiono infatti: Baby Lover, Pedosito, pedoxperience, rawboyseeder (le raw sono file audiovideo originali, la parola Boy non lascia dubbi sui contenuti di genere pedofilo omosessuale, seeder significa che il pedofilo nella filiera commerciale si occupa della distribuzione) e, tra tanti, c'è anche un gianluigi italianissimo... 

Concludo con il mio personalissimo plauso agli autori della performance di hacking. Anche io, con il mio hunger strike contro lo sfruttamento commerciale di Unina, ho compiuto una azione di hacking. Sì, ma delle ipocrisie del sistema. Pedofili? Sì, da poterne vedere in 38 mesi di stalking subito almeno uno in carcere con condanna definitiva.

Loredana Morandi
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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/camera_penale_roma.jpg

La Camera Penale di Roma


sulle dichiarazioni del dott. Pezzuto, portavoce del ministro Brunetta, circa l’impegno che la CPR non avrebbe onorato nel fornire “le postazioni per la consultazione degli atti digitali presso il Tribunale di Roma”

osserva

la preziosa partecipazione della CPR, riconosciuta ed apprezzata per la qualità e competenza degli interventi all’interno del gruppo di lavoro sulla digitalizzazione degli atti processuali, è stata prestata nella fase di sperimentazione del sistema informatizzato.

Nella fase di elaborazione della proposta di sperimentazione, gli avvocati della Camera Penale di Roma si sono impegnati a contribuire al progetto, peraltro senza indicazioni precise, a condizione che il sistema fosse a regime.

La condizione tuttora non si è verificata, anzi, la sperimentazione è da tempo interrotta, certamente non per la insinuata inadempienza della CPR ma per ragioni che vanno cercate altrove.

Attualmente, permangono le difficoltà operative che, in sede di lavori preparatori, gli avvocati della Camera Penale di Roma hanno evidenziato quali insuperabili ostacoli alla consultazione informatica degli atti, primo tra tutti la navigabilità, sperimentata per qualche tempo all’ufficio GIP, ma non replicata in altri uffici secondo la prevista progressione della sperimentazione.

Si invita pertanto il portavoce del ministro Brunetta, dott. Pezzuto, a rettificare in tal senso le sue dichiarazioni.


Roma, 20 ottobre 2011

La Camera Penale di Roma

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SVOLTA NEL PROCESSO RIGNANO,
LA DOMESTICA DI CASA SCANCARELLO:

”HO VISTO LA DEL MEGLIO PORTARE DUE ALUNNI A CASA SUA”



di  Simona Boenzi
il 18 ott, 2011

Porte chiuse ieri mattina al secondo piano della sezione penale di via Arnaldi a Tivoli. dalle 9 alle 15 il collegio presieduto da Mario Frigenti, Marzia Minutillo Turtur, Barbara Callari, ha ascoltato alcuni testimoni “chiave” del caso Rignano Flaminio.

Fra tutti spicca la testimonianza della domestica di casa Scancarello che ha giurato di aver visto la maestra Patrizia Del Meglio, rincasare in orario scolastico, con due alunni della sua scuola, la materna Olga Rovere.

Non solo, secondo quanto riferisce la donna, pare che la Del Meglio sia entrata con i bambini da una entrata secondaria dell’abitazione, una porta – finestra, descritta anche dagli stessi alunni, così come i giocattoli ritrovati nel giardino di casa, gli stessi che ricordano i piccoli.

Chiamato a deporre inoltre, anche il medico curante della Del Meglio il quale avrebbe confermato la prescrizione di farmaci contenenti benzodiazepine alla paziente, componente sedativa ritrovata anche nei capelli di alcuni alunni.

Oltre a loro, è stata sentita l’ultima coppia di genitori, oggi residente in Francia insieme al figlio, “fuggita” dalla cittadina per permettere al piccolo di ricominciare una nuova vita.

Infine l’ultima domestica sentita avrebbe confermato di aver visto in uno dei computer di casa Scancarello, alcune foto di bambini in divisa scolastica. “Sono quelli dello Zecchino d’Oro” avrebbe risposto l’autore televisivo, autore fra l’altro anche di quello spettacolo. “Siamo vicini alla verità – ha detto soddisfatto l’avvocato Carlo Taormina,  legale di parte civile di alcuni genitori”.

http://www.eventienews.it/2011/10/18/svolta-nel-processo-rignano-la-domestica-di-casa-scancarelloho-visto-la-del-meglio-portare-due-alunni-a-casa-sua/
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2011 @ 14:50:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 1621 volte)
Immoralità dalla Rete:
Una taglia per ritrovare Anna Giulia




La gestione strumentale della vicenda umana dei coniugi Camparini e della sottrazione giudiziaria della loro figlioletta ha raggiunto e superato la soglia dell'immoralità.

Ventimila euro per la "pelle" della piccola Anna Giulia, ormai fagocitata dal suo avvocato e dall'entourage associativo di uomini indagati, condannati o sotto processo per reati ai danni di minori o nei confronti di donne che hanno avuto la sfortuna di divenire le loro consorti.

La rassegna dalle persone che contano nel gruppo "Insieme per Stella", la bimba ribattezzata dalla redazione della trasmissione "Chi l'ha visto?", è da museo degli orrori.

Così, per non tediarvi troppo, sorvolo i casi dei parlamentari o politici amministrativi coinvolti in scandalosi festini con cocaina e transessuali e/o con denunce per il bunga bunga barese personale. A dirla tutta ci sarebbero anche i politici con storie personali di cattiva amministrazione: dal broglio elettorale, alla sanitopoli, affittopoli, parentopoli ecc.. marcatamente di destra o fuoriusciti di sinistra, ma non hanno storie particolari che interessino direttamente i costumi morali o più in generale il diritto di famiglia.

Il gruppo "Insieme per Stella" è soltanto una delle ormai circa 500 pagine false, che infestano facebook italiano. Un oscuro e psicotico pacchetto promozionale, mirato alla finzione scenografica di un associazionismo realmente inesistente, ottenuto con il credito millantato e l'abuso della credulità popolare e che, dopo i fasti di Falsi Abusi, ora è il paladino dell'import internazionale delle politiche di Nambla (North American Man Boy Love Association, gli orchi del Boy Love Day) in Italia. Colui che gestisce l'intero pacchetto è l'amministratore di una società di web hosting, già attiva nel commercio di pornografia online. Un uomo, attualmente sotto processo per maltrattamenti familiari, con la condanna già scritta e un iter giudiziario predeterminato da una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, per mezzo della quale l'alta corte ha determinato l'esattezza del reato iscritto a suo capo dal pubblico ministero accertandola su dati di fatto. 

I numeri delle risorse umane? Una ventina di persone di punta, tutti presidenti e presidentesse di associazioni vuote create con statuti copia - incolla.  Poi un pugno di associati uso truppe cammellate tra ndagati, condannati o attualmente sotto processo. Personcine raccomandabili con imputazioni per stalking, percosse e altre violenze private ai danni delle donne e/o che sono rei di abusi ai danni di minori (in carcere: Sergio Murolo di Trentola Ducenta, il napoletano Enrico Perillo e i suoi due mandatari responsabili di omicidio, ed altri di famosi scandali a Torino o con condanne in primo grado fino a 9 anni e 9 mesi nella Reggio del nord).

Tra tutti spicca proprio l'avvocato dei Camparini, colui che si rende materialmente portavoce della offerta di una "taglia" per ritrovare la bambina, protetta attualmente dalle Istituzioni e da un tutore legale.

Cosa saranno mai 20.000 euro in bocca all'avvocato del pedofilo Enrico Perillo, un uomo finito in carcere  con una sentenza a 15 anni di reclusione per aver seviziato una bambina come Anna Giulia, nonché il mandante dei due che hanno assassinato brutalmente la madre della piccola vittima, "Teresa Buonocore", a colpi di pistola, condannati rispettivamente a 21 e 18 anni di reclusione in primo grado di giudizio.

Cosa saranno mai 20.000 euro nella bocca dello stesso avvocato, che tempestava presso il capo della Procura contro la pubblico ministero del processo a La Monica, condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi per aver molestato altre bambine come Anna Giulia Camparini e reo accertato della detenzione di 399 file pedopornografici estremi sul suo computer, probabilmente soltanto perché l'ottima pm è donna.

Certo questi 20.000 euro avranno un ritorno milionario in pubblicità personale e associativa. Quindi, se è vero che la pecunia non olet, dobbiamo pur credere che questo denaro abbia una fonte reale.

Chi sarà mai il magnifico "finanziatore"? E ancora, a quale "specie" apparterrà?

I Camparini hanno già la difficile situazione di chi ha già tentato due volte contro la sorte. Ed entrambi hanno già riportato delle condanne per i due rapimenti della figlioletta, sottratta alla custodia stabilita dal Tribunale. Quale allora il progetto di offrire una taglia di 20.000 euro per rintracciare (ed ovviamente rapire per la terza volta) la bambina?

Quali e di quale entità sono gli interessi economici nel gettare al rogo questi due genitori esagitati?

Dagli articoli della stampa quotidiana online si evince che vi sia anche una donna ad amministrare il fantomatico "sostegno ai Camparini" del gruppo facebook, intitolato "Insieme per Stella". Di questa persona sappiamo soltanto che, pur essendo donna, ha sposato le politiche dei pedofili eterosessuali dell'Alice Day (il pride dell'orgoglio di questi orchi ricorre il 25 aprile e recentemente viene coperto a ricalco dalla giornata della "contro l'alienazione genitoriale") e la PAS. La stessa attuale generalessa del Diritto Familiare che pochi anni orsono, senza pensare un attimo ai suoi figli, avrebbe sposato in Comune una lesbica transessuale, salvo poi chiudere in pochi mesi ed a pubblicità esaurita la burrascosa relazione.

Questi sono gli interrogativi legati al caso Camparini. Sono fatti reali quelli ai quali io mi attengo.

Al candido lettore le preoccupanti conclusioni...

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:17:24, in Politica, linkato 1182 volte)
Prescrizione breve, stop in commissione Senato


mercoledì 19 ottobre 2011

ROMA (Reuters) - Il presidente della commissione Giustizia del Senato ha detto oggi di aveva accantonato il disegno di legge sulla prescrizione breve a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione, lasciando ai leader della maggioranza la scelta se portarlo comunque in aula per il voto finale.

"Ho accantonato il ddl sulla prescrizione breve, ora se ne occupi la conferenza dei capigruppo", ha detto Filippo Berselli ai giornalisti.

"E' una situazione insostenibile e non intendo procedere oltre con questo provvedimento paralizzato dall'ostruzionismo, visto che anche oggi abbiamo esaminato un solo emendamento dei 150 presentati dalle opposizioni", ha aggiunto.

Il centrosinistra avversa il ddl, che accorcia i tempi di prescrizione dei reati per gli incensurati, perché impedirebbe al processo Mills a Silvio Berlusconi di arrivare a sentenza di primo grado.

"A questo punto la maggioranza in sede di capigruppo dovrebbe chiederne la calendarizzazione per l'aula senza il mandato al relatore", ha concluso Berselli.

Il processo Mills di primo grado, dove il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari, riprenderà lunedì a Milano ed è molto probabile che la sentenza giunga prima del gennaio-febbraio 2012, quando scatterà la prescrizione, secondo la legge attuale.

Il ddl avrebbe invece l'effetto di rendere già prescritto il reato per il premier.

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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:09:40, in Giuristi, linkato 2251 volte)
Giustizia: Ucpi a portavoce Brunetta,
su digitalizzazione cifre diverse da realtà dei fatti


Spigarelli, manca effettiva dematerializzazione atti processuali




"Dietro i numeri citati dal portavoce del ministro Brunetta, resta la realtà dei tribunali e delle procure, come quella di Roma, dove si è ancora in attesa delle postazioni per la consultazione dei fascicoli informatici". Il presidente dell'Unione Camere penali italiane Valerio Spigarelli, rispedisce al mittente l'ammonimento del portavoce del ministro Renato Brunetta, che venerdì scorso, "con perfetto tempismo rispetto ai lanci delle agenzie" in occasione del Congresso straordinario di Rimini dell'Ucpi, aveva "rimproverato" il leader dei penalisti di essere stato "incauto, e peggio, disinformato, nel dichiarare come le più volte preannunciate novità in tema di informatizzazione dei fascicoli o di notifiche elettroniche rimangano lettera morta'".

Spigarelli, ricorda che il portavoce del Ministro "ha esposto un lungo elenco di cifre che dimostrerebbero la consegna già avvenuta di scanner ed altro materiale nei tribunali italiani, concludendo poi in maniera un po' iattante che un buon avvocato dovrebbe leggere le carte prima di parlare". Lasciando da parte il "tono, giacchè la buona educazione è notoriamente un requisito non richiesto in politica e dunque neppure ai portavoce - risponde Spigarelli - resta il fatto che l'ammonimento non può che essere rispedito al mittente, visto che se il solerte addetto avesse aspettato un pò, e si fosse letto quello che commentava, avrebbe scoperto che nelle righe e nelle pagine successive della sua relazione, il Presidente Spigarelli aveva letteralmente dato atto di quel - poco- che si è fatto in tema, che peraltro quasi per nulla riguarda la giustizia penale, che è quella di cui si occupa l'Unione delle Camere Penali".

I numeri citati dal portavoce, replica ancora Spigarelli, "nel campo penale hanno, infatti, ben poco significato visto che non si specifica quanti dei citati macchinari siano stati effettivamente consegnati ai Tribunali Penali e quanti a quelli civili; quanti degli stessi siano stati consegnati agli uffici di Procura e quanti alle sezioni di Tribunale; quanti infine - fa notare - siano effettivamente messi a disposizione dell’avvocatura per la consultazione del fascicolo informatizzato". E soprattutto, non si chiarisce "in che modo sarebbe garantita la fruibilità del fascicolo processuale, requisito necessario per un' effettiva dematerializzazione degli atti processuali; fruibilità del tutto negata attualmente agli avvocati, poichè anche nei Tribunali dove è possibile ottenere le copie su supporto informatico - aggiunge ancora - i difensori sono di fatto costretti a ristampare il contenuto digitalizzato su carta".

Troppo spesso infatti, rileva il leader dei penalisti, la versione digitale dei fascicoli dei pm, relativi ad indagini prolungate nel tempo, "viene realizzata in maniera tale da creare, semmai, difficoltà di consultazione degli atti e scarsa conoscenza dei medesimi da parte dei difensori. Al punto che, processi nei quali il fascicolo delle indagini è costituito da centinaia di migliaia di pagine processuali vengono svolti senza che i difensori abbiano, realmente, disposto del 'tempo e delle condizioni necessari per preparare' una difesa effettiva come recita il precetto costituzionale".

Sulle notifiche elettroniche infine, il presidente Ucpi conclude che"nel campo penale sono sconosciute, per il semplice motivo che il ministero della giustizia non è neppure in possesso, allo stato, degli indirizzi di posta elettronica certificata degli avvocati. Tutte cose che un buon portavoce dovrebbe sapere".


Roma, 19 ottobre 2011

***

Giustizia: Spigarelli, portavoce Brunetta
continua a commentare ciò che non conosce




"Il portavoce del Ministro Brunetta continua ad essere tanto tempestivo quanto assai poco preciso ed informato, ed allora valga il vero". Il presidente dell'Unione camere penali italiane, Valerio Spigarelli, replica ancora una volta al portavoce del ministro Renato Brunetta, rispetto ai dati sulla digitalizzazione. "Il portavoce continua a non leggere quello che commenta", incalza il leader dell'Ucpi, "tant'è che non risponde al rilievo di non aver letto la relazione del Presidente Spigarelli, nella quale si indicava tutto quello che era stato fatto (seppur delineando una realtà ben lontana dai magniloquenti proclami del dottor Pezzuto, che chi frequenta i tribunali sa bene non essere corrispondenti al vero)".

Spigarelli fa notare come "la sperimentazione presso il tribunale di Roma è stata da tempo interrotta, e qualsiasi cosa che gli avvocati della Camera Penale locale si sarebbero impegnati a fare, era condizionata dalla messa a regime del sistema, cosa mai avvenuta, il che rende surreale l'affermazione sul punto del portavoce”. Non solo. Lo "scarica barile" sulla posta elettronica che emerge nell'ultima nota del portavoce, risponde il presidente dei penalisti, "non riguarda certo le Camere Penali, che infatti non vengono citate; il risultato però è chiaro, ed in linea con quel che era stato detto nella relazione di Spigarelli: le notifiche attraverso la posta elettronica non esistono in campo penale, nè a Roma nè altrove".

E ancora, quanto al fatto che i sistemi di digitalizzazione si risolvono spesso in una "complicazione per la consultazione dei fascicoli, sopratutto per quelli di grandi dimensioni - aggiunge - il portavoce nulla dice, perchè evidentemente non maneggia la materia". Ma “su di una cosa il portavoce del Ministro ha ragione”, conclude il leader dell'Ucpi: "la sua nota non è stata all'attenzione dell'Unione delle Camere Penali nei giorni del congresso ed in quelli immediatamente successivi, ma questo solo perchè c'erano cose più serie da commentare".


Roma, 19 ottobre 2011
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:04:22, in Politica, linkato 1221 volte)

Giudice cancella sedi ministeri al Nord
Calderoli: non chiuderanno

Tribunale: condotta antisindacale. Zingaretti: bloccato attacco Lega-Pdl a Roma. Alemanno: confermato ruolo Capitale


ROMA - Il Tribunale di Roma ha annullato gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri nella Villa Reale di Monza, a conclusione di una battaglia portata avanti dalla Lega Nord. Il colpo di spugna del giudice Anna Baroncini, della III sezione Lavoro, arriva per condotta antisindacale. Ne danno notizia i sindacati autonomi Snaprecom e Sipre che avevano fatto ricorso, secondo i quali «la Presidenza del Consiglio dovrà chiudere le sedi periferiche delle strutture affidate ai ministri Bossi e Calderoli». Il ricorso era stato proposto per mancato coinvolgimento dei sindacati nella decisione.

«Grazie al ricorso per condotta antinsindacale (art. 28 dello Statuto dei lavoratori) promosso dalle organizzazioni sindacali autonome difese dall'avvocato Dorangela Di Stefano - si legge in un comunicato congiunto delle due organizzazioni - la presidenza del consiglio dei ministri dovrà chiudere le sedi periferiche delle strutture della pcm (presidenza del Consiglio dei ministri) affidati ai ministri Bossi e Calderoli (rispettivamente, un dipartimento ed una struttura di missione); nella specie dovrà essere chiusa l'unica sede distaccata finora istituita presso la città di Monza».

«Il decreto del giudice del lavoro del 14 ottobre 2011 dichiara l'antisindacalità della condotta della presidenza del consiglio dei ministri che avrebbe dovuto coinvolgere le organizzazioni sindacali operanti nel relativo comparto, attivando le prescritte forme di partecipazione sindacale (informazione preventiva e concertazione), prima di procedere all'istituzione delle anzidette sedi».

«Come è noto, invece, i ministri Bossi e Calderoli hanno provveduto con proprio decreto alla istituzione di dette sedi - prosegue il comunicato - e con enorme risalto sui mezzi di informazione suscitando, tra l'altro, le legittime perplessità del Quirinale anche rispetto alla procedura adottata. Il Tribunale di Roma ha, quindi, ristabilito il rispetto del principio di legalità, ordinando la rimozione degli effetti della condotta lesiva delle prerogative sindacali, il che comporta l'immediata chiusura delle sedi in questione, pena in difetto l'applicazione delle sanzioni penali previste dall'art. 650 c.p. Le associazioni sindacali esprimono viva soddisfazione per il risultato ottenuto in un periodo in cui tutto il pubblico impiego è fatto oggetto di provvedimenti legislativi discriminatori e di svariati attacchi denigratori anche da parte di autorevoli membri del governo».

I sindacati avevano appreso «dell'istituzione delle sedi a Monza - spiega il presidente del Sipre (Sindacato indipendente della Presidenza del Consiglio dei ministri) Alfredo Macrì - dai giornali e dai tg. La decisione era stata adottata e portata avanti senza coinvolgere le organizzazioni sindacali o attivando, come previsto dalla legge, informazione preventiva e concertazione prima di procedere» al taglio del nastro, trasformatosi l'estate scorsa in una vera e propria festa leghista. Il decreto condanna per di più la presidenza del Consiglio al pagamento di un terzo delle spese legali.

La sentenza si limita ad annullare gli effetti dei provvedimenti. «Di fatto - precisa Macrì - le sedi periferiche cessano di essere strutture della presidenza del Consiglio. Noi ci eravamo spinti più in là, chiedendo l'annullamento dei decreti istitutivi. Ma questo tipo di decisione è stato rinviato al giudice amministrativo. Tuttavia, la sentenza depositata oggi ci dà ragione e rende inagibili le sedi di Monza».

«Se decideranno di ignorare questa pronuncia e continueranno ad avvalersene - avverte Macrì - siamo pronti a ricorrere anche al giudice amministrativo. Siamo stufi di regole che vengono puntualmente disattese, non ne possiamo più».

«No, non chiudono», risponde il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, a chi chiede se saranno chiuse le sedi a Monza dopo la sentenza del tribunale. «Ci consulteremo con la Presidenza del Consiglio ma per me quel che deve essere affrontato e rimosso sono gli eventuali problemi sindacali».

Zingaretti: «La decisione del Tribunale di Roma è una nuova, l'ennesima, sconfitta per il governo Bossi-Berlusconi. Il ricorso promosso dai sindacati è riuscito a sventare uno dei tanti attacchi che il governo Pdl-Lega ha lanciato in questi anni alla Capitale. Lo spostamento dei ministeri a Nord non era solo una folle idea, ma si è trasformata ben presto in un atto governativo inutile e antieconomico grazie alla caparbietà e alla cecità della Lega, decisa a portare avanti il progetto per indebolire la Capitale e per racimolare qualche consenso in più. Ringraziamo i sindacati che hanno promosso il ricorso e che hanno ottenuto l'annullamento di un provvedimento iniquo e insensato, specchio di un governo paralizzato e incapace di portare fuori il Paese dalla crisi».

Alemanno: «La decisione del Tribunale di Roma non può non essere salutata con grande soddisfazione da tutti coloro che hanno a cuore Roma Capitale e la nostra unità nazionale. Non era necessaria una sentenza del Tribunale per capire come l'apertura di sedi a Monza fosse incongrua e illegittima. Anche questo risultato dimostra che è sbagliato e perdente tentare di mettere in discussione il ruolo di Roma Capitale che in ogni caso noi difenderemo fino in fondo».

«Ho letto la notizia con dispiacere, anzitutto voglio capire che cosa vuol dire comportamento antisindacale: mi sembra comunque una cosa molto ad effetto più che una decisione concreta - dice il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni - Avere i ministeri a portata di mano sul territorio è utile e interessante per tutti. Serve per interloquire con il territorio, molti altri paesi lo hanno fatto con successo. Qui ci sono saltati addosso subito». Quanto al comportamento antisindacale, Boni sostiene che «con questa logica allora anche una sede territoriale della Regione» potrebbe essere a rischio.

Mercoledì 19 Ottobre 2011
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166999&sez=HOME_INITALIA
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Calabria, indagato il governatore Scopelliti
Falso in atto pubblico nei bilanci comunali


I fatti si riferiscono a quando era in carica come sindaco di Reggio Calabria nell'ambito delle indagini sul "caso Fallara", la dirigente comunale del settore bilancio suicidatasi nei mesi scorsi. Una recente ispezione del ministero delle FInanze ha rilevato un buco da 170 milioni nelle casse del comune. "Chiarirò la mia estraneità" dice il presidente

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA -  Falso in bilancio. E' questa l'accusa che la Procura della Repubblica di Reggio contesta al governatore Giuseppe Scopelliti. Il Presidente della Regione Calabria nella tarda serata di ieri ha infatti ricevuto un invito a comparire per essere interrogato dal pool di magistrati che indaga sul "caso Fallara", la maxi inchiesta che sta tentando di far luce sul buco nelle finanze del Comune, quantificato proprio nelle scorse ore in 170 milioni di euro. La notizia è stata diffusa dallo stesso Scopelliti, finito nel vortice giudiziario nella qualità di sindaco, ruolo che ha ricoperto in riva allo Stretto dal 2002 fino alle regionali del 2010.

L'inchiesta partì a novembre dello scorso anno dopo la denuncia di due esponenti del Pd (Demetrio Naccari e Sebi Romeo) che documentarono come la dirigente del settore Finanze, Orsola Fallara, negli anni precedenti si era indebitamente liquidata parcelle per centinaia di migliaia di euro, quale componente (per conto del Comune) della Commissione Tributaria. Una denuncia che ebbe un epilogo tragico. La Fallara infatti un mese dopo si tolse la vita ingerendo dell'acido muriatico. Dal lavoro successivo affiorarono le responsabilità dell'allora sindaco, che nella scorsa primavera venne iscritto una prima volta (e interrogato) con l'accusa di abuso d'ufficio in concorso con la dirigente comunale. Successivamente i magistrati (il pool è guidato dal Procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e dai sostituti Sara Ombra e Francesco Tripodi) incaricarono tre periti
di verificare eventuali altre anomalie relative alla gestione delle casse comunali. Perizia a cui seguì un'ispezione del governo, il cui esito è stato reso pubblico lunedì scorso. Gli ispettori del ministero delle Finanze hanno concluso con una relazione in cui si segnalano 22 irregolarità ed un disavanzo di almeno 170 milioni. Una voragine, si legge nella relazione "approssimata per difetto".

"Per ciò che riguarda la situazione contabile dell'ente - scrivono gli ispettori ministeriali - sono state rilevate pesanti irregolarità, consistenti nella mancata imputazione di oneri agli esercizi di competenza e nella conservazione tra i residui attivi di crediti non supportati da titolo giuridico". Per giustificare il tutto "sono stati adottati artifici contabili al fine di occultare la reale situazione finanziaria dell'ente". Non solo, quindi, un cattivo Bilancio, ma anche un Bilancio falsificato.

In sostanza quando il Comune approntava la propria contabilità di previsione la riempiva di crediti. Scriveva cioè che avrebbe incassato somme che in realtà "o non gli erano dovute o erano inesigibili". Tanto per fare alcuni esempi nel 2007 Palazzo San Giorgio affermava che sarebbero stati incassati 358 milioni e 537 mila euro. In realtà ne arrivarono 278 e 170 (ossia il 22% in meno). L'anno successivo in Bilancio c'erano entrate per 589 milioni e 400 mila euro. Ne arrivarono solo 402 milioni (il 31% in meno). L'anno terribile è però il 2010, l'amministrazione approva un Bilancio nel quale dovevano arrivare 736 e 712 mila euro, ma ne incassa solo 297 milioni (la metà). Una differenza sostanziale. Dichiarare che si incassava molto, significava stare dentro il Patto di Stabilità, condizione necessaria per poter spendere, assumere, contrarre mutui, pagare consulenze e progettazioni. Quando poi i conti non tornavano più, l'amministrazione comunale cancellava i debiti con un colpo di penna. Sparivano i debiti (con fornitori, altri enti e società miste) e i conti tornavano in equilibrio.

Ora di questi falsi l'ex sindaco sarà chiamato a rispondere. E secondo quanto afferma lo stesso Scopelliti "mi viene contestato, unitamente ai revisori contabili all'epoca nominati dal consiglio comunale, il reato di falso in atto pubblico a causa di irregolarità contabili presenti nei bilanci comunali approvati negli anni 2008-2010. Tengo a precisare  -  continua il governatore  -  come le responsabilità che mi vengono addebitate riguardino, esclusivamente, aspetti tecnico-amministrativi, che esulano dalle mie competenze politiche, e per i quali vengo coinvolto a cagione del mio ruolo di sindaco del Comune di Reggio Calabria all'epoca dei fatti oggetto di indagine. Sono fermamente convinto che, nel corso dell'esame richiesto dai pubblici ministeri, potrò chiarire la mia totale estraneità ai fatti che oggi mi vengono contestati". (19 ottobre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/19/news/scopelliti_indagato-23484221/
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 18:39:52, in Economia, linkato 2137 volte)

Unicredit, Profumo indagato per frode fiscale.

Sequestrati 245 mln

Milano - (Adnkronos) Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale, messa in atto dall'Istituto con l'aiuto di Barclays, nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008. In tutto sono una ventina gli indagati, tra cui l'ex ad del Gruppo. Portavoce di piazza Cordusio: ''Molto sorpresi per iniziativa della Procura''

Milano, 18 ott. - (Adnkronos) - Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha disposto il sequestro di 245 milioni di euro a Unicredit. Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale di vaste proporzioni messa in atto dall'istituto di credito attraverso una operazione finanziaria che le era stata proposta da Barclays. Nell'indagine sono stati iscritti nel registro degli indagati una ventina di persone tra le quali il banchiere Alessandro Profumo.

Ad autorizzare il maxi sequestro preventivo è stato il gip di Milano Luigi Varanelli. Secondo l'inchiesta condotta dalla procura Unicredit avrebbe sottratto al fisco italiano 745 mln di euro di imponibile nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008 di Unicredit Corporate Banking Spa e Unicredit Banca Spa, e in quelle del 2008 di Unicredit Banca di Roma Spa.

Da piazza Cordusio si commenta con sorpresa la notizia. "Unicredit è molto sorpresa per questa iniziativa, che non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quella dei propri dipendenti", ha affermato un portavoce di Unicredit.

Secondo gli inquirenti l'istituto di credito avrebbe 'concordato' a tavolino con Barclays l'operazione finanziaria in base alla quale l'istituto bancario italiano avrebbe dovuto pagare le tasse sul 100% degli interessi di un deposito interbancario e invece ha potuto pagare solo il 5% sui dividendi dell'operazione apparentemente presentata, secondo l'accusa, come 'pronti contro termine', che per legge sono deducibili al 95%. In questa inchiesta Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit all'epoca dei fatti risponde di dichiarazione fiscale fraudolenta mediante altri artifici.
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