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 .. un isola nell'oceano ..... di Lunadicarta
 
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La giustizia è coscienza, non di un solo individuo, ma dell'umanità tutta. Coloro che sanno ascoltare la voce della coscienza sanno ascoltare anche la voce della giustizia.

Aleksandr Solzhenitsyn
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 12:08:12, in Magistratura, linkato 1293 volte)
il giurista italiano continuerà ad esercitare la sua funzione di giudice

Cassese lascia il tribunale speciale
per il Libano per motivi di salute

Gli subentra il neozelandese David Baragwanath


L'AJA - Antonio Cassese, già presidente del Tribunale speciale per il Libano (Tsl) ha lasciato l'incarico per motivi di salute. Lo ha reso noto lo stesso Tribunale sul proprio sito internet che ha anche annunciato che il neozelandese David Baragwanath sarà il nuovo presidente e che Cassese conserverà ad esercitare la sua funzione di giudice. «È un privilegio succedere a un giurista di grande prestigio come Antonio Cassese», ha dichiarato Baragwanath.

LA CARRIERA - Cassese, professore di Diritto internazionale alla facoltà di scienze politiche, è stato presidente del Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura e poi primo presidente del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, per il quale ha operato come giudice fino al 2000.


Corriere Sera - Redazione Online
10 ottobre 2011(ultima modifica: 11 ottobre 2011 07:41)
http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_10/cassese-lascia-tribunale-speciale_28b05eb4-f339-11e0-9003-e42e185dfd5a.shtml
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 10:06:03, in Osservatorio Famiglia, linkato 1438 volte)

Delitto Scazzi, 'no' della Cassazione

Il processo a Sabrina e Cosima resta a Taranto


Si allontana così la scarcerazione di Sabrina Misseri. La 23enne cugina di Sarah, accusata di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere con la madre Cosima Serrano, è in carcere dal 15 ottobre 2010



Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi si terrà a Taranto, sua sede naturale. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di rimessione del processo per incompatibilità ambientale avanzata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri.

A chiedere il trasferimento del processo era stato ieri il sostituto procuratore generale della Cassazione, Gabriele Mazzotta. "Si è creato un clima ambientale che si riverbera sulla serenità del procedimento -  aevva detto poi Coppi - tanto che in questo procedimento sono avvenuti dei fatti di obiettiva gravità come il lancio di pietre contro Michele Misseri e il tentativo di linciaggio, da parte della folla, nei confronti di Cosima Serrano durante l'arresto".

Ad opporsi alla richiesta di rimessione erano rimasti soltanto gli avvocati di parte civile.

Si allontana così la scarcerazione di Sabrina Misseri. La 23enne cugina di Sarah, accusata di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere con la madre Cosima Serrano, è in carcere dal 15 ottobre del 2010. Potrebbe tornare libera per decorrenza dei termini della custodia cautelare, il prossimo 28 novembre, se nel frattempo non arriverà il decreto che dispone il giudizio, oppure il rito abbreviato.

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=157366

Notizie collegate

Il 29 udienza del Gup

Cosima e Sabrina insieme in cella

Da oggi Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, accusate dell'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, sono detenute nella stessa cella del carcere di Taranto. Le due donne già da diversi giorni, nelle ore di socializzazione all'interno del carcere, avevano avuto modo di stare insieme. La decisione e' stata preso per il sovraffollamento del penitenziario.

Impianto accusatorio con problemi di "tenuta logica"

La Cassazione: ad Avetrana mancano gli indizi

La Cassazione fa sapere ai giudici di merito che si occupano del delitto di Avetrana che devono deciderese accusare Sabrina Misseri di aver ucciso la cuginetta Sarah Scazzi con la complicità del padre Michele, o con quella della madre Cosima Serrano

Annullate le ordinanze di custodia cautelare

Cassazione: nuovo riesame per Cosima e Sabrina

Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano avranno un nuovo processo davanti al Tribunale del Riesame di Taranto per l'uccisione di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana lo scorso anno. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione che, accogliendo la tesi difensiva, ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame di Taranto per un nuovo esame. Le due donne restano in carcere. L'avv. Coppi: è il secondo annullamento.



La Rassegna


SARAH: PROCESSO A TARANTO CASSAZIONE, NO A SPOSTAMENTO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎15 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 13 ott. - Il processo sulla morte di Sara Scazzi, uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, si terra' a Taranto. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Severo Chieffi, che ha respinto la richiesta dei ...

Il processo a Sabrina e Cosima resta a Taranto

RaiNews24 - ‎32 minuti fa‎
Si allontana così la scarcerazione di Sabrina Misseri. La 23enne cugina di Sarah, accusata di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere con la madre Cosima Serrano, è in carcere dal 15 ottobre 2010 Il processo per ...

Sarah, Cassazione ha deciso il processo si terrà a Taranto

La Repubblica - ‎14 minuti fa‎
Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi si terrà a Taranto, sua sede naturale. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di rimessione del processo per incompatibilità ambientale avanzata dagli avvocati Franco Coppi ...

«Spostate quel processo», richiesta a sorpresa del pg di Cassazione

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎1 ora fa‎
TARANTO - La decisione è attesa per stamattina e potrebbe costituire un precedente importante per la giurisprudenza italiana. Il presidente della prima sezione penale della corte di Cassazione Severo Chieffi depositerà attorno alle 9 di oggi il ...

Si sposta il processo su Sarah Scazzi? Sabrina potrebbe tornare libera

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎1 ora fa‎
TARANTO - Se oggi i giudici della Cassazione dovessero annunciare lo spostamento del processo per l'omicidio di Sarah da Taranto a Potenza, la prima conseguenza pratica potrebbe essere la scarcerazione di Sabrina Misseri. In carcere dal 15 ottobre del ...

Omicidio Scazzi: legale famiglia Sarah, giudici Taranto sono e ...

Adnkronos/IGN - ‎19 minuti fa‎
Roma, 13 ott. - (Adnkronos) - "I giudici di Taranto sono e saranno sereni nel giudicare" la vicenda relativa al delitto di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010. Lo rileva Valter Biscotti, l'avvocato che rappresenta la famiglia di Sarah ...

Sarah Scazzi, la Cassazione: ''Il processo resta Taranto''

Il Salvagente - ‎33 minuti fa‎
I Pm: "L'impianto accusatorio è solido". Il Pg aveva chiesto il trasferimento a Potenza. Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi resta a Taranto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, in difformità con la richiesta avanzata proprio ieri dal ...

Caso Scazzi, Cassazione "Processo resta a Taranto"

CronacaLive - ‎8 minuti fa‎
ROMA / E' stata depositata dal presidente della prima sezione penale della corte di Cassazione Severo Chieffi la decisione sulla richiesta di rimessione del processo sul delitto di Sarah Scazzi, presentata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia ...

Omicidio Sarah Scazzi: il processo resta a Taranto

Libero-News.it - ‎4 minuti fa‎
l processo sul delitto di Sarah Scazzi resta a Taranto. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione respingendo la richiesta di remissione del processo avanzata dai difensori di Sabrina Misseri, accusata con la madre Cosima Serrano, ...

Sarah Scazzi, oggi il responso sullo spostamento del processo

TM News - ‎2 ore fa‎
La prima conseguenza potrebbe essere la scarcerazione di Sabrina Misseri. La decisione della Cassazione è attesa in giornata Taranto, 13 ott. (TMNews) - La decisione è attesa per questa mattina. Il presidente della prima sezione penale della corte di ...

Sarah Scazzi, Per la Cassazione il processo resta a Taranto

Tiscali Europa - ‎8 minuti fa‎
Taranto, 13 ott. (TMNews) - Il processo sull'omicidio di Sarah Scazzi resta a Taranto. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato l'istanza di rimessione del processo sul delitto di Avetrana. Il ricorso era stato presentato il 29 agosto scorso dai ...

OMICIDIO SCAZZI, IL PROCESSO RESTA A TARANTO

La7 - ‎14 minuti fa‎
Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi rimane a Taranto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione rigettando la richiesta di rimessione del processo per incompatibilità ambientale avanzata dagli avvocati di Sabrina Misseri. Ieri anche il procuratore ...

Il processo di Sarah Scazzi resta a Taranto

Sudnews - ‎27 minuti fa‎
La Prima Sezione Penale della Cassazione ha rigettato la richiesta del sostituto procuratore generale Gabriele Mazzottadi spostare il processo di Sarah Scazzi da Taranto a Potenza. Confermata anche questa volta la regola secondo cui il processo non ...

Delitto Scazzi, la riscossa di Sabrina Indizi insussistenti per ...

La Stampa - ‎10/ott/2011‎
Non ci sono gravi indizi contro Cosima e Sabrina. La corte di Cassazione nell'annullare l'ordinanza di custodia cautelare contro le due donne Misseri motiva in maniera netta, e ancora una volta bacchetta la Procura di Taranto. ...

Sarah, la Procura non demorde

Corriere della Sera - ‎22 ore fa‎
TARANTO - Le motivazioni con cui la Cassazione definisce «irrisori» gli indizi di colpevolezza a carico di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, accusate entrambe dell'omicidio di Sarah Scazzi, non sembrano aver turbato gli animi della pubblica accusa che ...

Sarah Scazzi, Cosima e Sabrina Misseri colpevoli o innocenti?

Vita Da Mamma - ‎1 ora fa‎
Era il 6 ottobre 2010 quando venne ritrovato in un pozzo nei pressi di Avetrana, il corpicino ormai senza vita della quindicenne Sarah Scazzi, della quale non si avevano più notizie da circa due mesi. Fu Michele Misseri, zio della vittima, ...

Omicidio Sarah Scazzi, il processo resta a Taranto nonostante le ...

GQ.com - ‎6 minuti fa‎
La Cassazione ha deciso di non spostare il processo sul delitto di Avetrana da Taranto a Potenza, rifiutando la richiesta fatta ieri dal procuratore generale. Bocciata dunque la teoria della "emotività ambientale": "le minacce ei tentativi di ...

La Cassazione: ad Avetrana mancano gli indizi

RaiNews24 - ‎11/ott/2011‎
della madre Cosima Serrano. E soprattutto li avvertono che tenere in piedi due ordinanze di custodia cautelare (quelle del riesame del 20 giugno e del 24 agosto), con due versioni alternative dell'esecuzione dello stesso delitto, crea un problema di ...

La Cassazione sposta il processo Scazzi

RaiNews24 - ‎19 ore fa‎
La procura della Suprema Corte, comunicano i legali di Sabrina Misseri, ha chiesto di trasferire l'inchiesta a Potenza prendendo atto delle intimidazioni che ci sono state nei confronti di persone coinvolte in questo procedimento. ...

Delitto Scazzi: "Trasferire il processo a Potenza"

Il Tempo - ‎20 ore fa‎
A chiederlo è stato il sostituto procuratore generale Mazzotta ai giudici della prima sezione penale della Cassazione. Entro domani la decisione. Il processo sul delitto di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, ...

"Processo di Avetrana a Potenza", decide la Cassazione

La Voce di Manduria - ‎2 ore fa‎
TARANTO — Solo oggi si saprà se il processo sull'uccisione di Sarah Scazzi si dovrà fare a Taranto, dove per un anno si sono svolte le indagini, o in altra sede come chiede la difesa della sospettata principale, Sabrina Misseri. ...

Sarah, il processo verso Potenza«Clima ostile contro i Misseri»

Quotidiano.net - ‎3 ore fa‎
L'ARIA è viziata e perciò il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la ragazzina strangolata e gettata in un pozzo di campagna il 26 agosto 2010 ad Avetrana, deve essere trasferito da Taranto a Potenza. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale ...

sarah-scazzi-ricorso-cosima-sabrina-misseri-prove-deboli-su-cosima ...

UnoNotizie.it - ‎1 ora fa‎
Omicidio Sarah Scazzi, indizi inconsistenti su Sabrina Misseri e Cosima, ultime notizie caso Sarah Scazzi, Avetrana - Taranto - La Cassazione ha accolto una parte consistente del ricorso degli avvocati difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano ...

Sarah, la Cassazione bacchetta i giudici

La Repubblica - ‎20 ore fa‎
Depositate le motivazioni: per Sabrina e la madre Cosima "insussistenza del quadro di gravità indiziaria". In buona parte accolto il ricorso dei difensori delle due donne TARANTO - "Insussistenza del quadro di gravità indiziaria in ordine ai delitti, ...

Sarah, per Cassazione 'indizi carenti'

Il Secolo XIX - ‎10/ott/2011‎
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Per Sabrina Misseri e per la madre Cosima Serrano, ad avviso della Cassazione, c'è "insussistenza del quadro di gravità indiziaria in ordine ai delitti, loro contestati in concorso, di omicidio volontario e sequestro di persona" ...

Sabrina: io come Amanda, in carcere innocente

La Repubblica - ‎12/ott/2011‎
La cugina di Sarah dopo la Cassazione: liberate me e mia madre. I pm: le accuse reggono. E oggi un nuovo round: la Suprema corte deciderà sulla richiesta di spostare il processo TARANTO - "Mi sento come Amanda, sono in carcere da innocente. ...

La Cassazione decide oggi sullo spostamento del processo Scazzi

TM News - ‎11/ott/2011‎
Taranto, 12 ott. (TMNews) - Oggi la Corte di Cassazione deciderà se spostare o meno da Taranto il processo sul delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana. In caso di responso favorevole, la stessa Cassazione ...

Sabrina e Cosima, mancano gli indizi

Corriere della Sera - ‎11/ott/2011‎
Svolta nelle indagini sull' omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010. I giudici della Cassazione bacchettano i pubblici ministeri. Per loro ci sarebbero «troppe versioni» dei fatti. ...
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Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg


da ispezioni Ministro possibile interferenza su indagini



La Giunta Esecutiva Centrale dell’ANM esprime preoccupazione e perplessità per l’iniziativa del Ministro della Giustizia di disporre un’ispezione presso le Procure di Napoli e di Bari, in quanto l’inchiesta amministrativa affidata agli ispettori ministeriali può interferire sullo svolgimento dell’attività giudiziaria.

Si tratta di un’iniziativa certamente rientrante tra i poteri del Ministro, ma che per le modalità e i tempi in cui è stata avviata rischia di alterare il corretto rapporto tra le attività di indagine degli uffici di Procura e il potere ispettivo del Ministro.

 

Roma, 12 ottobre 2011
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INTERCETTAZIONI,
LIBERTA’ D’INFORMAZIONE,
DEMOCRAZIA



COMUNICATO DEL PRESIDENTE E DEL SEGRETARIO GENERALE


Le nuove norme in tema di intercettazioni, di informazione sugli atti giudiziari e di gestione dei blog costituiscono il frutto di politiche di stretti orizzonti, piegate a interessi parziali e dettate da urgenze fuori da ogni logica. Si tratta, invece, di temi complessi e centrali per la democrazia, che vengono da lontano e che richiederebbero equilibrio e rispetto.

Il 18 febbraio scorso, Magistratura Democratica ha organizzato un convegno,  presso la Corte Suprema di Cassazione, (v.nota che segue) che parlava di internet e diritti. I lavori hanno ribadito che solo lo sviluppo di un’informazione non controllata può dare oggi sostanza alla democrazia in un mondo globalizzato che favorisce le concentrazioni di potere, assoggetta la politica all’economia e sta trasformando i cittadini in consumatori indifferenti ai beni comuni.

Depotenziare lo strumento delle intercettazioni è un regalo alla criminalità, e in particolare  ai poteri capaci di nascondersi, e limitare la stampa e la Rete è un regalo a chi pretende di regolare il mondo senza temere controlli.

Luigi Marini e Piergiorgio Morosini -


***
 

Internet, libertà e diritti: a partire dal caso Wikileaks”


Il Convegno dal titolo “Internet, libertà e diritti: a partire dal caso Wikileaks” del 18 febbraio 2011, presieduto da Franco Ippolito, con l’introduzione del Presidente di MD Luigi Marini, vedeva la partecipazione dei Professori Gaetano AZZARITI, Arturo DI CORINTO, Elena FALLETTI, Stefano RODOTÀ, e del Consigliere Giuseppe SALME’ .
Partendo dalla considerazione che, oggi, chi si interessa del mondo globale non può prescindere dalla conoscenza di ciò che ruota intorno a internet, l’incontro incentrava la propria attenzione sul più grande spazio pubblico che sia mai esistito, un soggetto che cresce quotidianamente, ha raggiunto i cento milioni di siti e, coinvolgendo l’intero pianeta, non può non dar luogo a conflitti che incidono sui diritti sia dell’individuo che della collettività.

Il Convegno nasceva, quindi, dall’esigenza di scandagliare la significativa questione del rapporto fra tutela dei diritti fondamentali e Internet,  in una fase di massima espansione del linguaggio mediatico, prendendo spunto dal caso Wikileaks che in quei giorni diventava dirompente.

L’occasione era volta ad approfondire i complessi aspetti afferenti la necessità e l’opportunità di disciplinare e regolamentare il pianeta Internet, salvaguardando i diritti e le libertà nella rete, ma al tempo stesso impedendo indebite ingerenze nella sfera privata e lesioni di interessi fondamentali dei singoli.

Fondamentale sembrava agli organizzatori stabilire quale organo istituzionale potesse farsi portatore di tali esigenze e di una eventuale organizzazione della materia, se l’ONU o gli Stati nazionali, e con quale coinvolgimento della sfera pubblica e dei soggetti privati.

Si è voluto verificare, in una occasione pubblica, nella significativa cornice della Suprema Corte di Cassazione quali indicazioni ci vengono dalla giurisprudenza interna e sovranazionale sul bilanciamento tra libertà di espressione e di comunicazione e protezione dei fundamental rights.

Proprio i più recenti casi giurisprudenziali e le code polemiche che li avevano accompagnati erano una chiara dimostrazione, per Magistratura Democratica, del carattere aperto ed urgente oltre che estremamente problematico di questi interrogativi sui quali solo negli ultimi anni gli studiosi di diritto, ma anche i teorici del cyberspazio, hanno cominciato un importante lavoro di riflessione a largo raggio ed in progress che ha condotto anche alla proposta di una Carta mondiale dei diritti su internet.

La tutela dei diritti emergenti e delle nuove dimensioni dell’informazione costituiscono per Magistratura Democratica un terreno cui dedicare il massimo dell’attenzione e un impegno costante.
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 09:01:03, in Magistratura, linkato 1532 volte)
CASERTA - Nei giorni scorsi, l’ Anm (Associazione nazionale magistrati) si è schierata a sostegno del magistrato che ha trattato i vari contenziosi del Comune, pignorandone i beni e i conti in banca.

"Spiace rilevare - e’ scritto nel documento a firma del segretario, Ilaria Sasso del Verme, e del presidente, Anna Rita Motti - e addolora doverlo sottolineare, che in uno degli articoli dei quotidiani locali esaminati vi sia stata un’evidente commistione - a tratti anche poco comprensibile - tra i fatti e la cronaca degli stessi e quelli che, cosi’ come riportati, risultano dei meri pettegolezzi finalizzati a generare ingiustificate ombre sull’operato del giudice dell’esecuzione Rosaria Dello Stritto, cosi’ ledendo la professionalita’ e l’immagine della stessa e, con lei, di tutta la magistratura sammaritana".

"L’ANM di Santa Maria Capua Vetere - e’ scritto ancora nel documento - ribadisce che tutti i provvedimenti emessi, pur criticabili ed impugnabili nelle sedi e nelle forme opportune, non perseguono altra finalita’ che non sia quella di giustizia. La magistratura sammaritana, pertanto, manifesta stima e solidarieta’ alla collega Rosaria
Dello Stritto, il cui operato, in un ufficio giudiziario gravato da carichi di lavoro ormai insostenibili, e’ stato sempre ispirato a principi di assoluta legalita’, trasparenza e indipendenza".

CASERTA - Dalla mancata mensa alla scuola materna De Amicis di corso Giannone, alla mancata raccolta dei rifiuti in città  che, giunta al quinto giorno, sfiora l’ emergenza.

Il Comune di Caserta ha chiesto, così, all’azienda Caserta Ambiente di anticipare una mensilità delle due non ancora pagate ai 180 lavoratori del servizio di raccolta dei rifiuti, ma successivamente ha dato mandato di pagamento pari a 400 mila euro indirizzato proprio a Caserta Ambiente. Si tratta di denaro entrato nelle ultime ore nelle casse del Comune attraverso la riscossione eseguita dalla concessionaria dei tributi Publiservizi.

Ma è solo una parte del debito vantato dalla società (la cifra complessiva sfiora i cinque milioni di euro), mentre per la mensa scolastica il Comune, sull’orlo del dissesto, non è riuscito a pagare la ditta erogatrice del servizio e, quindi, i genitori si autotasseranno per finanziare un servizio di mensa privato riservato ai soli bambini della scuola.

Intanto, in strada, si contano oltre 650 tonnellate di rifiuti e fuori ai cancelli delle isole ecologiche sono stati depositati dai cittadini rifiuti speciali di ogni genere. I creditori del Comune, forti di una sentenza di pignoramento, a inizio ottobre hanno bloccato la somma di 3 milioni e 400 mila euro.

Così, i 570 dipendenti della casa comunale, ad ottobre si sono ritrovati senza stipendio. Il Comune di Caserta ha debiti, infatti, per 180 milioni di euro. Nella seduta di giunta di giovedì, potrebbe arrivare la dichiarazione del dissesto.

Intanto, nei giorni scorsi, l’ Anm si è schierata a sostegno del magistrato che ha trattato i vari contenziosi del comune. “Spiace rilevare – è scritto nel documento a firma del segretario, Ilaria Sasso del Verme, e del presidente, Anna Rita Motti - e addolora doverlo sottolineare, che in uno degli articoli dei quotidiani locali esaminati vi sia stata un’evidente commistione – a tratti anche poco comprensibile – tra i fatti e la cronaca degli stessi e quelli che, così come riportati, risultano dei meri pettegolezzi finalizzati a generare ingiustificate ombre sull’operato del giudice dell’esecuzione Rosaria Dello Stritto, così ledendo la professionalità e l’immagine della stessa e, con lei, di tutta la magistratura sammaritana“.

“L’ANM di Santa Maria Capua Vetere – è scritto ancora nel documento - ribadisce che tutti i provvedimenti emessi, pur criticabili ed impugnabili nelle sedi e nelle forme opportune, non perseguono altra finalità che non sia quella di giustizia. La magistratura sammaritana, pertanto, manifesta stima e solidarietà alla collega Rosaria Dello Stritto, il cui operato, in un ufficio giudiziario gravato da carichi di lavoro ormai insostenibili, è stato sempre ispirato a principi di assoluta legalità, trasparenza e indipendenza“.

Fonte:  Cuore Normanno
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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 08:51:22, in Politica, linkato 1395 volte)
E' la politica contro la magistratura, non il contrario. L.M.

Interrogazione di Berselli (Pdl):
"Ispettori alla Procura Parma:
via Laguardia e i pm"



Mandare gli ispettori alla Procura di Parma, trasferire il procuratore Gerardo Laguardia e indagare sull’operato dei pubblici ministeri. Sono  queste le richieste che il senatore del Pdl Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, ha inoltrato al ministro della Giustizia Nitto Palma attraverso una interrogazione.

In pratica - stando alle parole di Berselli - la procura parmigiana indagherebbe solamente nei confronti di esponenti dle Pdl tralasciando quelli legati alla Provincia. In pratica secondo il senatore azzurro le inchieste avrebbero una natura politica e per questo andrebbero immediatamente trasferiti sia il procuratore capo Laguardia sia il pubblico ministero - Paola Dal Monte - che sta portando avanti le inchieste Easy Money (oggi è stato interrogato Bernini LEGGI) e Green Money.

Il senatore chiede direttamente al ministro "se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici". Nell’interrogazione Berselli fa riferimento anche a presunte fughe di notizie sulla indagini avviate dalla Procura nei confronti di esponenti del centrodestra.

LA REPLICA DELLA SOLIANI: ASSURDO - La senatrice del Pd Albertina Soliani replica duramente alle richieste di trasferimento di Berselli. "Si lasci lavorare la magistratura - scrive la senatrice -  con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?". Una polemica che di certo non finierà presto.

L'articolo prosegue su Parma Sera




IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DI BERSELLI

 Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

il 19 luglio 2011 il Procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo Laguardia, intervistato da una troupe di Mediaset sulle vicende di corruzione a livello locale avrebbe dichiarato che il Sostituto Procuratore Paola Dal Monte aveva intenzione di ascoltare nel merito dell’inchiesta anche il Sindaco di Parma Pietro Vignali;

poco dopo che la notizia era uscita sul sito parma.repubblica.it, lo stesso Laguardia ha smentito la predetta circostanza ai microfoni dell’emittente televisiva locale "Tv Parma". L’intervista raccolta da Mediaset non è poi stata trasmessa, ma i giornalisti hanno confermato e confermano che Laguardia aveva fatto quelle dichiarazioni;

il 22 settembre 2011 sul sito Internet parma.repubblica.it veniva pubblicato un articolo riguardante un retroscena che getta ombre sulla inchiesta delle mazzette sul verde pubblico denominata Green Money che portò a due diverse ondate di arresti, la prima il 10 giugno 2010 e la seconda il 24 giugno 2011, nel contesto della quale sono stati arrestati funzionari e imprenditori molto vicini al sindaco di Parma. Secondo tale articolo il Sostituto Procuratore della Repubblica Paola Dal Monte avrebbe ottenuto, con la copertura del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, il trasferimento a Reggio Emilia del maresciallo Giampiero Ferri e del luogotenente Roberto Furnari, due esperti sottufficiali dei Carabinieri nei ruoli della polizia giudiziaria, perché avrebbero intralciato le indagini consentendo ad uno degli indagati di trovare l’appiglio giuridico che l’avrebbe poi portato ad ottenere la scarcerazione dal Tribunale del riesame, provvedimento poi confermato dalla Cassazione. La scarcerazione fu disposta ritenendosi l’indagato Alessandro Forni, imprenditore del verde, non colpevole di corruzione, come invece sosteneva la Procura, bensì vittima di concussione. L’impianto accusatorio della Procura veniva quindi smontato e la Dal Monte, sempre con l’avallo del Procuratore della Repubblica Laguardia, cercò di scaricare le proprie evidenti responsabilità sui due poveri sottufficiali dell’Arma. Lo smacco era sotto gli occhi di tutti e la Dal Monte dichiarò ai giornalisti di voler chiedere una sanzione disciplinare per i due carabinieri. L’apposita Commissione presso la quale fu poi avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei due carabinieri, a seguito delle contestazioni della Procura, si legge nel citato articolo che così concluse: «La Commissione - si legge nella sentenza - non aderisce all’asserzione che i comportamenti, consapevolmente irrituali tenuti dagli incolpati, abbiano avuto significativi riflessi sul lamentato ’infortunio cautelare e sull’immagine pubblica esterna, ad opera dei mezzi di comunicazione’. Per la Corte d’appello, dunque, la colpa dei carabinieri non è aver causato la scarcerazione» degli indagati, ma solo di aver tenuto «"comportamenti pervicacemente irriguardosi delle disposizioni in materia di coordinamento e di subordinazione della polizia giudiziaria all’autorità giudiziaria". "I due incolpati, esperti e capaci ispettori, (...) non potevano non capire che, andando oltre, senza attivare il necessario coordinamento investigativo, accettavano il rischio di sovrapposizioni e di ingerenze in altra attività investigativa"»;

il 27 settembre 2011 vengono arrestati l’Assessore ai servizi educativi Bernini (Popolo della libertà), il suo assistente e due imprenditori con l’accusa di corruzione e tentata concussione per aver chiesto e ottenuto tangenti per l’assegnazione di appalti per le mense di alcuni asili e scuole elementari;

il Procuratore Laguardia organizza una conferenza stampa nel corso della quale si lascia andare a giudizi a parere dell’interrogante inopportuni e che esorbitano dalle sue funzioni; le parole del Procuratore sono riportate su un articolo pubblicato su "Il Messaggero" del 26 settembre 2011: "È grave, per non dire indecente, che si lucri anche sui pasti dei bambini delle materne e delle elementari proprio da parte di chi dovrebbe invece assicurare massima equità e controllo (…) Sarebbe opportuno che la politica e gli stessi partiti scegliessero con più attenzione le persone chiamate ad amministrare la cosa pubblica (…) Se è vero che i contatti tra Bernini e i casalesi non portarono ad alcuna conseguenza giudiziaria, è anche vero che questi erano stati accertati da un’inchiesta condotta dall’Antimafia di Napoli";

il 1° ottobre 2011 la stampa dà notizia che la Procura della Repubblica di Parma ha aperto una indagine sulla riqualificazione del locale "Ospedale Vecchio" chiedendone il sequestro preventivo. Le ipotesi di reato contestate sono l’abuso di ufficio e la violazione dell’art. 170 del codice Urbani sugli immobili di interesse storico ed artistico. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare, sarebbe stata favorita la Ditta Pizzarotti nell’aggiudicazione dei lavori e sarebbe stata poi prevista la ristrutturazione dell’edificio invece del restauro. Indagati il vicesindaco Paolo Buzzi, gli assessori ai lavori pubblici Giorgio Aiello, al bilancio Gianluca Broglia, alla viabilità Davide Mora, alla sicurezza Fabio Fecci e al commercio Paolo Zoni. Con loro, gli allora delegati al welfare Lorenzo Lasagna, all’ambiente Cristina Sassi, all’urbanistica Francesco Manfredi, alla cultura Luca Sommi e al patrimonio immobiliare Giuseppe Pellacini;

dell’apertura dell’indagine nei confronti dei predetti assessori, in data 1° ottobre 2011, come già detto sopra, davano enorme risalto alla notizia le seguenti testate: "Alice non lo sa", "Av", "Corriere della Sera", "Gazzetta di Modena", "Gazzetta di Parma", "Il resto del Carlino", "Parma Qui", "La Repubblica", "La Sera", "La Stampa", "Polis Quotidiano" (che riportava le foto di tutti gli indagati) "L’Unità", "Parma Oggi";

ad oggi però nessuno degli indagati ha ancora ricevuto la prescritta informazione di garanzia mentre tutti i loro nomi sono stati resi pubblici, non casualmente, dopo una conferenza stampa del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia;

è gravissima la fuga di notizie di cui è con tutta evidenza responsabile la Procura della Repubblica di Parma;

in Emilia-Romagna, quella di Parma è l’unica Procura attiva nelle inchieste sui reati tipici degli amministratori pubblici (corruzione, concussione, abuso di ufficio). Solo però nei confronti del Comune, unico capoluogo di provincia della regione governato dal centrodestra, la Procura di Parma ha finora profuso impegno e zelo. Non così negli altri casi. Basti pensare che il consigliere regionale e coordinatore provinciale Popolo della libertà Luigi Villani presentò alla Procura della Repubblica di Parma in data 29 marzo un circostanziato esposto con cui, riprendendo il contenuto di una interpellanza presentata l’anno scorso dal consigliere provinciale Simone Orlandini, denunciava un grave danno per la Provincia conseguente alla stipulazione di un contratto di appalto per il servizio di noleggio a lungo termine di autoveicoli per lo stesso Ente, intervenuto con una società di cui l’attuale capo di gabinetto del Presidente della Provincia è stato Presidente e collaboratore. Dell’esito di tale esposto non si sa assolutamente nulla, mentre ci si domanda per quale motivo la Procura di Parma non si fosse già autonomamente attivata lo scorso anno a seguito della interpellanza del consigliere Orlandini,

si chiede di sapere:

quale sia il giudizio del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra e se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici in funzione delle numerose esternazioni a parere dell’interrogante improprie di cui sono stati protagonisti, della clamorosa fuga di notizie riservate da parte della stessa Procura e della totale inerzia a fronte dei gravi fatti denunciati nel 2010 nella interpellanza Orlandini, poi ripresa nell’esposto presentato dal consigliere regionale Luigi Villani nei confronti dell’amministrazione provinciale di Parma;

se risulti che sulla citata vicenda sia pendente un procedimento penale e, in caso affermativo, a quale fase sia giunto, nonché chi siano gli indagati;

quali ulteriori iniziative di competenza intenda intraprendere con urgenza per tutelare l’immagine della magistratura di Parma, ad avviso dell’interrogante gravemente compromessa dai censurabili comportamenti della locale Procura.


LA REPLICA DELLA SOLIANI: NON C'È RISPETTO PER PARMA


Manca al PdL il senso di responsabilità nei confronti di Parma. Ci mancava l’interrogazione parlamentare del senatore Filippo Berselli che chiede al Ministro della Giustizia “se non ritenga di disporre un’indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari” nei confronti del Procuratore di Parma Gerardo La Guardia e del sostituto Paola Dal Monte, che stanno indagando sul comune di Parma.

Anche la magistratura di Parma è entrata nel mirino della maggioranza di governo. In Italia va così: se tocchi esponenti del PdL dal capo in giù parte la richiesta di indagini sulla magistratura. Se poi il senatore interrogante è anche Presidente della Commissione Giustizia del Senato, ricoprendo un ruolo di garanzia in una delle istituzioni della Repubblica, quella legislativa, del tutto separata da quella del governo e da quella della magistratura, la cosa è evidentemente inopportuna. Se poi lo stesso senatore è anche coordinatore Regionale del PdL, con evidenti interessi di parte, la cosa è doppiamente inopportuna. Ma soprattutto è la città di Parma che non merita questo ulteriore spargimento di sale sulle ferite ricevute dalle forze politiche che hanno sostenuto sindaco e giunta senza vedere, senza sentire, senza capire. Conniventi. Ci voleva l’intervento della magistratura, avendo notizie di reato. Parma è stata esposta alla vergogna e persino al ridicolo di fronte all’Italia e al mondo. Occorrerebbe almeno rispetto. Se è possibile, l’attacco del PdL alla magistratura di Parma è il segno della indifferenza e della irresponsabilità di questa forza politica di fronte alla stagione dolorosa che sta vivendo la città

Verrà presto il Commissario e si aprirà una fase nuova nella storia di Parma. Si lasci lavorare la magistratura con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?

La Rassegna

Giustizia: Berselli chiede invio ispettori in Procura Parma

ANSA.it - ‎12 ore fa‎
(ANSA) - PARMA, 12 OTT - Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli (Pdl), ha chiesto al ministro Nitto Palma ''un'indagine ispettiva'' alla Procura di Parma per ''accertare eventuali responsabilita' disciplinari'' e ...

"Trasferite Laguardia e i pm indagano solo su Comune e Pdl

La Repubblica - ‎15 ore fa‎
L'accusa è chiara: la Procura di Parma si starebbe concentrando solo sugli abusi del Comune di Parma, unico capoluogo regionale in forza al Pdl. Tralascerebbe così le questioni della Provincia, guidata dal Pd, e oltretutto entrerebbe "in politica" con ...

Il senatore berlusconiano Berselli “Trasferire i pm di Parma ...

Il Fatto Quotidiano - ‎1 ora fa‎
Ha già presentato un'interrogazione al ministro della giustizia: "C'è stato un accanimento giudiziario, solo perché la città è l'unica in Emilia Romagna governata dal centrodestra". Chiesta un'ispezione Trasferite i magistrati di Parma, indagano solo ...

"Manca il rispetto per la cittā"

ParmaDaily.it - ‎8 ore fa‎
Interrogazione di Berselli, le critiche di Motta, Soliani, Garbi (PD), Popolo Viola e Altra Politica. Soliani (PD): Il PdL all'attacco della magistratura di Parma. Non c'č rispetto per la nostra cittā Manca al PdL il senso di responsabilitā nei ...

La Procura indaga solo sul Pdl, il senatore Berselli: "Inviate gli ...

ParmaToday - ‎15 ore fa‎
"in Emilia-Romagna, quella di Parma è l'unica Procura attiva nelle inchieste sui reati tipici degli amministratori pubblici (corruzione, concussione, abuso di ufficio). Solo però nei confronti del Comune, unico capoluogo di provincia della regione ...

Interrogazione di Berselli (Pdl): "Ispettori alla Procura Parma ...

ParmaSera - ‎16 ore fa‎
Mandare gli ispettori alla Procura di Parma, trasferire il procuratore Gerardo Laguardia e indagare sull'operato dei pubblici ministeri. Sono queste le richieste che il senatore del Pdl Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, ...

“Fuga di notizie e dichiarazioni inopportune”, Berselli (Pdl ...

ParmaOggi - ‎17 ore fa‎
In una interrogazione al Ministro della Giustizia presentata ieri sul comportamento della Procura della Repubblica di Parma in relazione alle indagini che hanno coinvolto gli amministratori locali di Parma, il Sen. Filippo Berselli (Pdl), Presidente ...

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 20:39:45, in Magistratura, linkato 1654 volte)
Ora.. c'è chi intitola alla "guerra" tra le Procure con alcune ragioni, ma è anche contestualmente guerra "alle Procure".. L.M.

Csm, Vietti bacchetta Trani
"Perché indaga su Moody's?"


Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura sulla guerra tra procure e la questione della competenza: "E' difficile spiegare perché deve essere Trani a occuparsi dei mercati internazionali"

Csm, Vietti bacchetta Trani "Perché indaga su Moody's?" Michele Vietti
"E' difficile spiegare perché Trani debba occuparsi di agenzie di rating internazionali e turbative dei mercati finanziari solo perché ha iscritto per prima". Stoccata del vicepresidente del Csm Michele Vietti alla procura di Trani che indaga su Moody's e Standard & Poor's. Vietti, in una intervista a Panorama, interviene sulla guerra tra le procure che - dice - va fermata cambiando le norme. In particolare, modificando la norma residuale prevista dal codice di procedura penale per cui, in mancanza di altri criteri, è competente la procura che iscrive per prima nel registro degli indagati.

Altra cosa da risolvere, secondo Vietti, è bloccare i continui ricorsi al giudice per i conflitti di competenza: "Le procure - spiega - dovrebbero invece rivolgersi alla procura generale, come prevede il nostro ordinamento, ma non lo fanno perché ciascuna è gelosa della sua inchiesta e se la tiene fino a che non decide un giudice".

Quanto all'inchiesta sulle escort di Tarantini e l'invio degli ispettori disposto dal Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, nelle procure di Napoli e Bari, Vietti rassicura: "Sono contro le teorie complottiste, da qualunque parte vengano. Il potere ispettivo appartiene alle attribuzioni del ministro e quindi non mi scandalizza che venga esercitato. Gli ispettori sono magistrati e quindi sono certo che sapranno rispettare l'autonomia e l'indipendenza dell'attività giuridizionale dei propri colleghi".
 

(12 ottobre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/trani_vietti-23118153/

***

Non avvisò il capo, Csm processa pm Trani


ROMA– E' finito sotto processo disciplinare davanti al Csm il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma, dove una parte è ancora pendente) sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, al commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, per la chiusura di Annozero. Il magistrato fu oggetto di un’ispezione che fece clamore perchè disposta dall’allora Guardasigilli Angelino Alfano all’indomani della pubblicazione da parte del “Fatto quotidiano” della notizia e del contenuto di alcune intercettazioni in cui il premier conversando con Innocenzi e il direttore del Tg1 Minzolini manifestava la sua intolleranza per la trasmissione di Santoro.Ora davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei marescialli deve rispondere dell’accusa di non aver informato n‚ prima n‚ subito dopo il procuratore Carlo Maria Capristo dell’iscrizione del premier, di Innocenzi e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini nel registro degli indagati.

“C'è un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio”,disse Alfano quando annunciò l’ispezione a Trani. Ma i suoi 007, guidati dal capo Arcibaldo Miller, e che comunque non ebbero la possibilità di visionare le carte dell’inchiesta, ancora coperta dal segreto, alla fine riscontrarono che non c'erano state nè intercettazioni a strascico, nè violazioni della competenza territoriale (gli atti su Berlusconi furono infatti trasferiti a Roma) o illeciti nella trattazione di dati sensibili. Rimase in piedi una sola accusa minore: quella di cui ora è chiamato a rispondere Ruggiero di non aver informato per tempo il suo capo.

“L'informativa al capo non deve essere preventiva o immediatamente successiva ma avvenire in tempi ragionevoli” ed è quello che è avvenuto in questo caso, si è difeso il magistrato in una memoria e nella prima udienza del processo, che riprenderà a marzo con l’esame testimoniale di Capristo.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=461882

***

Dopo Bari è bufera
nella Procura di Trani


dal nostro inviato RINO DALOISO

TRANI - «Sono certo di aver fatto semplicemente il mio dovere. E sono altrettanto certo che chi dovrà valutare il mio comportamento lo farà col giusto equilibrio». Lo sottolinea con voce tranquilla il sostituto procuratore Michele Ruggiero, il pm che nel marzo 2010 mise sotto inchiesta (poi trasmigrata a Roma) Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri. Il magistrato contestò al premier l’accusa di concussione e violenza e minacce nei confronti dell’Agenzia garante delle comunicazioni per le sue ripetute pressioni (una vera e propria ossessione, la sua, si direbbe) per far chiudere i battenti alla trasmissione tv «Annozero» di Michele Santoro. Le «insistenti sollecitazioni» erano rivolte a Giancarlo Innocenzi, allora componente di quell’Agenzia. Ora, però, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura contesta al pm tranese di non aver tempestivamente informato il suo capo, il procuratore Carlo Maria Capristo, proprio dell’iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati.

«Niente di più falso - replica Ruggiero -. Il procuratore l’ho informato, oltre che per una questione interna di organizzazione degli uffici, anche e soprattutto per una questione di lealtà. Andai io stesso a casa sua, quando mi accorsi che quanto era stato rilevato nelle indagini portava dritto alla iscrizione del presidente del Consiglio nel registro degli indagati». E poi: «L’informativa al capo non deve essere preventiva o immediatamente successiva - si è difeso Ruggiero davanti alla sezione del Csm il 22 settembre scorso - ma deve avvenire in tempi ragionevoli».

L’«atto di incolpazione» nei confronti del magistrato parla di violazione delle «norme tabellari», quelle, cioè, di organizzazione interna della Procura. Prevedono, quelle norme, che il sostituto informi il capo, allorquando vi siano «sviluppi rilevanti» di un’inchie - sta, vuoi per l’oggetto dell’i n ch i e s t a stessa, vuoi per le persone coinvolte. «Io - aggiunge Ruggiero - mi sono scrupolosamente attenuto a quanto prevede l’articolo 335 del codice di procedura penale, che impone al pm l’immediata iscrizione nel registro di ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa». «Mi conforta d’altra parte - ha aggiunto - che l’azione disciplinare sia stata esercitata dall’allora ministro di giustizia Angelino Alfano e non dal procuratore generale presso la Cassazione».
Una contestazione «residuale», se si pensa che il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller, e l’ispettrice Monica Tarchi, incontrarono il 16 marzo scorso, a Bari, il procuratore Carlo Maria Capristo e il sostituto Michele Ruggiero. Il mandato conferito loro dal ministro Alfano prevedeva «la contestazione di almeno tre gravi patologie: un problema di competenza territoriale, uno di abuso delle intercettazioni e un terzo in merito alla rivelazione del segreto d’ufficio».

Rivelatesi inconsistenti le tre ipotesi, è rimasta quella della tempestiva informazione o meno al procuratore. Che sarà ascoltato il 27 gennaio dal Csm. Insomma, nell’anno di grazia 2011 si fa presto a passare dal banco degli accusatori a quello degli accusati. Specie se si conducono inchieste che incrociano i rappresentanti della politica. Ma ormai non si può dire che questa sia una grande novità.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=1&IDNotizia=461922

Indagò premier senza avvertire il capo, il Csm processa il pm di ...

Corriere della Sera - ‎11/ott/2011‎
TRANI - Il 27 gennaio prossimo il Csm si esprimerà sul caso del pm di Trani, Michele Ruggiero, che nel marzo 2010 iscrisse il premier Berlusconi nel registro degli indagati per le presunte pressioni su Agcom allo scopo di bloccare la trasmissione ...

Indago' premier senza avvertire capo, Csm processa pm Trani

ANSA.it - ‎11/ott/2011‎
(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Mentre il ministro della Giustizia manda i suoi ispettori nelle procure di Napoli e Bari, la sezione disciplinare del Csm processa il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma) sulle presunte ...

Dopo Bari è bufera nella Procura di Trani

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎7 ore fa‎
TRANI - «Sono certo di aver fatto semplicemente il mio dovere. E sono altrettanto certo che chi dovrà valutare il mio comportamento lo farà col giusto equilibrio». Lo sottolinea con voce tranquilla il sostituto procuratore Michele Ruggiero, ...

Trani, il sostituto procuratore Ruggiero sottoposto a processo ...

Il Quotidiano Italiano - ‎11/ott/2011‎
(11 ottobre 2011) BARI – Il sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta sulle presunte pressioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi sul commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi, perché favorisse la chiusura di ...

Indagò Berlusconi: Ruggiero finisce sotto processo disciplinare

TraniWeb - ‎11/ott/2011‎
E' finito sotto processo disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura il pm di Trani Michele Ruggiero che avviò l'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al commissario ...

Non avvisò il capo, Csm processa pm Trani

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎11/ott/2011‎
ROMA– E' finito sotto processo disciplinare davanti al Csm il pm di Trani Michele Ruggiero, che avviò l'inchiesta (poi trasmessa a Roma, dove una parte è ancora pendente) sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, al commissario Agcom ...

CSM - Pm sotto esame per caso Rai-AgCom

Edizioni Oggi - ‎11/ott/2011‎
La Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto un procedimento di esame nei confronti del pm di Trani, Michele Ruggiero (foto), titolare dell'inchiesta sulle presunte pressioni del presidente del Consiglio, Berlusconi, ...
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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 16:08:14, in Politica, linkato 1386 volte)

SENATO

Prescrizione breve, il centrodestra accelera
Il gip Villoni: "Quanti reati senza giustizia"

Domani il via libera in commissione giustizia di Palazzo Madama. E già in settimana sarà fissato il calendario dell'aula. Parla un giudice del tribunale di Roma: "Mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, con le nuove norme sarebbe già tutto prescritto. Stiamo minando la fiducia dei cittadini nel sistema giustizia"

di TIZIANA TESTA

ROMA - Avanti tutta sulla prescrizione breve. Neppure un emendamento da parte del centrodestra rispetto al testo approvato alla Camera. Entro stasera saranno esaminate le 150 proposte di modifica dell'opposizione, domani ci sarà il via libera in commissione giustizia. Poi via di corsa verso il voto dell'aula, per il sì definitivo che fulminerà il processo Mills prima di una possibile condanna per Silvio Berlusconi. A metà novembre potrebbe già arrivare la sentenza ma, con la prescrizione per gli incensurati che si accorcia da un quarto a un sesto della pena, il procedimento è già praticamente chiuso.

"Mi aspetto che il calendario venga fissato da una conferenza dei capigruppo venerdì prossimo", avverte Filippo Berselli, del Pdl, presidente della commissione giustizia del Senato. Il provvedimento può essere legge in un paio di settimane. Anche imponendo un ennesimo voto di fiducia, in caso di ostruzionismo.

Il mondo della giustizia si interroga sugli effetti dell'ennesima modifica. Orlando Villoni è giudice al tribunale di Roma da 10 anni. Ed è in magistratura da 25. "Ho lavorato un po' in tutti i ruoli: da pretore, a pm, a giudice monocratico", spiega. Villoni ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul lodo Alfano, ma ha anche archiviato l'inchiesta sulla compravendita dei senatori che
coinvolgeva Silvio Berlusconi. Insomma, non è un giudice sospettabile di pregiudizi  nei confronti del premier. Ma, dinanzi alle nuove norme appare, scoraggiato. "E' l'ennesimo colpetto a un sistema già duramente provato", premette. "Un sistema che già deve scontare l'effetto pesantissimo, sulla prescrizione, della legge Cirielli.

AUDIOINTERVISTA/ CASCINI: UN MILIONE DI PROCESSI A RISCHIO

Qual è il suo giudizio su questa legge e sulla volontà del centrodestra di approvarla a ogni costo?
"Non ci sono dubbi, è un intervento callido, mirato, studiato per un singolo caso, una vera legge ad personam. Non posso dire che sia devastante per il sistema. Ma certo aggrava una situazione già drammatica. Le faccio un esempio, in questo momento mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, articolo 642 del Codice penale. E' iniziato tutto nel 2004, con sequestri e perquisizioni, ma il caso è arrivato in udienza preliminare solo nel 2010. E' già quasi tutto prescritto, sono rimasti in piedi solo 3 reati su 28. Con la legge che è oggi al Senato, sarebbero cancellati anche questi. Cadrebbe perfino il reato associativo. Posso solo dire che stiamo scherzando col fuoco, stiamo minando la fiducia dei cittadini".

Altri reati a rischio?
"Quelli in materia tributaria: pena massima 6 anni. Il tempo per l'azione penale, attualmente, è 7 anni e mezzo.  E può sembrare molto. Ma bisogna tenere presente che per questi reati servono accertamenti, da parte della guardia di finanza, molto complessi. Che in genere si concludono a quattro anni dal fatto. Normalmente si arriva davanti al gip dopo 4-5 anni, e spesso ci sono anche problemi di competenza. Con il taglio imposto dalla prescrizione breve perderemo 6 mesi. Insomma, capiterà ancora più spesso che mi arrivino processi già morti".

Le è successo di sentirsi umanamente a disagio nel dichiarare un reato prescritto?  
"Ho visto anche degli omicidi colposi prescritti. Mi occupo spesso di denunce per colpa professionale medica, anche questi casi possono richiedere molti anni. La denuncia magari non scatta subito, poi occorre tempo per le consulenze degli specialisti. A volte mi sono sfogato con gli stessi pm, ho detto che conveniva seguire la strada del risarcimento in sede civile, vista l'impossibilità di arrivare a sentenza. Ma d'altra parte il nostro è un sistema anomalo. Le dico solo che i miei colleghi all'estero si mettono a ridere quando sentono che in Italia la prescrizione può intervenire anche dopo una sentenza di primo grado".  (11 ottobre 2011)

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/11/news/prescrizione_breve-23049272/

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 16:04:27, in Magistratura, linkato 1292 volte)
Escort, procura Bari chiede
revoca arresti per Lavitola


mercoledì 12 ottobre 2011 14:08

BARI (Reuters) - La procura di Bari oggi ha chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del faccendiere ed ex giornalista Valter Lavitola - attualmente latitante - indagato per il reato di induzione a dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta su una presunta estorsione ai danni dei premier. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago ha inoltrato la richiesta al gip Sergio Di Paola, che dovrà decidere entro sabato se accoglierla e annullare il provvedimento restrittivo. Il 16 ottobre, infatti, scade l'ordinanza di arresto emessa dalla procura di Napoli nei confronti di Lavitola.

Nella richiesta - dicono le fonti - la procura scrive che non ci sono "i gravi indizi di colpevolezza sulla consumazione del reato di induzione a mentire all'autorità giudiziaria" nei confronti dell'imprenditore Gianpaolo Tarantini.

Drago aggiunge che la richiesta di revoca degli arresti è stata decisa dopo "matura e sofferta decisione". Nel frattempo, però, vanno avanti le indagini affidate ai carabinieri per "capire esattamente come si sono svolti i fatti".

Il reato di induzione a dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria è stato ipotizzato dal Tribunale del riesame di Napoli, che ha ribaltato una prima ipotesi d'indagine della procura partenopea, secondo cui Lavitola e Tarantini avrebbero estorto denaro a Silvio Berlusconi in cambio del loro silenzio sulla vicenda delle escort nelle case del presidente.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE79B07P20111012

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 15:37:54, in Magistratura, linkato 1539 volte)

La Cassazione certo ha le sue ragioni, ma a mio avviso la magistratura tarantina ha fatto un buon lavoro, nonostante l'attacco sconsiderato dei vampiri della stampa e quello congiunto dei necrofili da rotocalco. L.M.

Da Taranto a Potenza

La Cassazione sposta il processo Scazzi

La procura della Suprema Corte, comunicano i legali di Sabrina Misseri, ha chiesto di trasferire l'inchiesta a Potenza prendendo atto delle intimidazioni che ci sono state nei confronti di persone coinvolte in questo procedimento. Coppi: soddisfatti per la richiesta del Pg.

Roma, 12-10-2011

La procura della Cassazione ha detto 'si" allo spostamento del processo per il delitto di Avetrana da Taranto a Potenza. Secondo la procura c'e' troppa "emotivita' ambientale" nella sede processuale di Taranto.

La procura della Suprema corte, rappresentata dal sostituto procuratore Gabriele Mazzotta, rendono noto i legali di Sabrina Misseri al termine dell'udienza a porte chiuse, ha chiesto di trasferire l'inchiesta a Potenza prendendo atto delle intimidazioni che ci sono state nei confronti di persone coinvolte in questo procedimento, del lancio di pietre durante l'arresto di Cosima Serrano e di intimidazioni nei confronti di Michele Misseri che si e' dovuto anche chiudere in casa.

Coppi: soddisfatti per la richiesta del Pg
Soddisfazione e' stata espressa dai legali di Sabrina Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, al termine dell'udienza a porte chiuse, innanzi alla prima sezione penale, nella quale la procura ha dato il via libera alla richiesta di trasferire il processo per l'omicidio di Avetrana da Taranto a Potenza. "Si e' creato un clima ambientale che si riverbera sulla serenita' del procedimento - ha fatto presente Coppi nella sua requisitoria - e il codice tutela questa preoccupazione".

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=157336
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