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  ... ... di Loredana Morandi
 
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Chi spontaneamente, senz'esservi costretto, si comporta con giustizia, non sarà infelice, né mai lo coglierà totale rovina.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:59:50, in Magistratura, linkato 1225 volte)

Scontro sugli ispettori a Napoli e Bari
Csm valuta revoca Arcibaldo Miller

Il procuratore Lepore: vogliono delegittimarci

 

ROMA - Lo scontro sulla giustizia si riaccende dopo la decisione di ieri del ministro Nitto Palma di inviare gli ispettori nelle procure di Napoli e Bari, che hanno indagato sul caso escort e sul ricatto a Berlusconi. Oggi il procuratore di Napoli Lepore parla di tentativo di delegittimazione, mentre dal canto suo il Csm sta valutando l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller; un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori di Palma a rinunciare al suo incarico. Il nome di Miller compare nelle carte dell'inchiesta sulla P3 . 

«Stiano subendo attacchi concentrici, ingiustamente anche perchè non abbiamo più l'inchiesta madre. Vogliono depotenziare e delegittimare la procura di Napoli: forse qualcuno invidia i nostri risultati - ha detto il procuratore Giovandomenico Lepore - Dal ministero comunque potrebbe anche arrivare solo la richiesta di alcuni atti».

Gli ispettori arriveranno a Napoli tra qualche giorno. Tra loro non ci sarà Miller. In questi giorni sarà messa a punto anche l'altra squadra di ispettori che Palma ha deciso di inviare a Bari.

Martedì 11 Ottobre 2011
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166103&sez=HOME_INITALIA
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Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:49:07, in Politica, linkato 1460 volte)
Inchieste sulle escort, Nitto Palma
invia gli ispettori a Napoli e Bari


di Marco Ludovico

Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti! Valer Lavitola e l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, gli appalti di Finmeccanica, i finanziamenti all'editoria. Scatta - ma non troppo - la protesta dell'opposizione, Pd e Idv soprattutto, contro la scelta del guardasigilli.

Ora resta da vedere come si muoverà il pool degli ispettori guidati da Arcibaldo Miller. Un nome che, fanno notare Pina Picierno e Donatella Ferranti (Pd), «compare nell'inchiesta P3 della procura di Roma». E aggiungono: «La sua permanenza in carica rischia di compromettere, anche sotto il profilo dell'immagine, la garanzia di indipendenza e terzietà dell'organo ispettivo potendo addirittura arrivare a pregiudicare la trasparenza dell'azione del ministro».

Ferranti e Piciermo, però, precisano di non voler «entrare nel merito nella scelta del ministro di inviare gli ispettori».
Al di là del clamore politico, la scelta di Palma risulta orientata verso questioni specifiche da chiarire. Come quella all'esame al Csm sullo scontro tra il procuratore di Bari, Antonio Laudati, e l'ex pm Giuseppe Scelsi, che lo accusa di aver rallentato l'indagine sulle escort e Berlusconi. Il titolare di via Arenula sembra che abbia chiesto copia delle audizioni al Consiglio superiore della magistratura. L'azione di controllo sulla procura di Napoli deriva poi da una serie di interrogazioni Pdl: proprio oggi Palma risponderà in Parlamento.

I punti da accertare sono tre. Il fatto che siano stati i pm e non un giudice a emettere un decreto con cui è stato sollevato dal segreto professionale l'avvocato Nicola Quaranta, uno dei legali di Tarantini, episodio che ha suscitato anche un esposto dei penalisti di Bari. La fuga di notizie su un'intercettazione tra Lavitola e Berlusconi pubblicata dal settimanale L'Espresso prima ancora che venisse depositata.

La revoca, infine, della competenza a indagare, decisa dal tribunale di Napoli. Questioni senza dubbio importanti, ma se i punti critici rimanessero solo questi l'ispezione a Napoli - la più delicata, senza dubbio - non dovrebbe mettere in discussione il piano della correttezza generale dell'azione investigativa.

Ieri c'è stata una riunione nella capitale tra i vertici degli inquirenti napoletani e romani. La procura di Roma procederà per la presunta estorsione ai danni del premier, nel periodo marzo-luglio di quest'anno, attribuita a Tarantini e al direttore dell'Avanti! Valter Lavitola. Gli inquirenti del capoluogo pugliese accerteranno invece se, nel 2009, il presidente del Consiglio abbia indotto l'imprenditore a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria sul caso escort. Oggi il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago sarà sentito dal Csm. Mentre il senatore Alberto Maritati, chiamato in causa da Laudati su una sua presunta connessione con Scelsi per ottenere notizie sull'indagine escort (si veda Il Sole 24 Ore di domenica) replica: «Chiederò copia della relazione di Laudati e nel caso tutelerò la mia immagine e la mia integrità nelle sedi opportune».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-11/palma-invia-ispettori-napoli-082526.shtml?uuid=AacBGyBE

La Rassegna

BERLUSCONI: DI PIETRO, ISPEZIONI A NAPOLI E BARI SONO ATTO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 11 ott - ''Le ispezioni disposte dal ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, sono vere e proprie intimidazioni nei confronti dei magistrati di Napoli e Bari sia sul piano del metodo sia su quello del merito''. ...

"Così il senatore Pd intercettato chiedeva notizie su Tarantini"

L'Occidentale - ‎2 ore fa‎
L'attacco all'ex pm del caso D'Addario Pino Scelsi da parte del procuratore capo di Bari Antonio Laudati è durissimo. Ben più di quanto trapelato dalle indiscrezioni sulla sua audizione al Csm. In un memoriale che ricostruisce cronologicamente le ...

Maritati: mai fatte

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎2 ore fa‎
LECCE - «Sono stato un ingenuo, se tornassi indietro non lo rifarei, ma non è possibile che una persona estranea ai fatti dell'in - dagine, si chiami Roberto De Santis oppure no, finisca nel tritacarne degli scontri e dei media». ...

Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari

Il Salvagente - ‎2 ore fa‎
Il messagggio è chiaro, chi indaga su Berlusconi o altri esponenti di spicco della maggioranza si becca un'ispezione. Così il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha deciso ieri di inviare gli ispettori del ministero presso le procure di Bari ...

Ispettori del ministro dai pm del caso-escort

Il Giornale di Vicenza - ‎2 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha disposto un'ispezione alle procure di Bari e di Napoli a proposito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro - la cui azione ha sollevato critiche anche molto ...

E manda ispettori a Bari e Napoli

Libero-News.it - ‎2 ore fa‎
l ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Giampaolo Tarantini al premier, Silvio Berlusconi. Secondo quanto è trapelato da ...

Palma manda gli ispettori a Bari ea Napoli

Excite Italia - ‎3 ore fa‎
Controffensiva del Pdl contro le procure di Napoli e Bari nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha infatti accettato la richiesta dei parlamentari del partito di ...

Escort, il ministro invia gli ispettori nelle procure di Bari e Napoli

Il Messaggero - ‎3 ore fa‎
L'ispezione di Bari non è stata chiesta dal Pdl, ma dal Pd con un'interrogazione a firma Andrea Orlando, responsabile giustizia, e Donatella Ferranti, capogruppo in commissione giustizia. Già, ma non mi sembra che nessuno di quelli da Lei citati abbia ...

Escort e P4: stamane i pm a Bari e Napoli. Papa dal carcere: "Sono ...

InfoOggi - ‎3 ore fa‎
ROMA, 11 OTTOBRE 2011 – Nuovo giro di vite sull'inchiesta P4. Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto questa mattina l'invio di ispettori nelle procure di Napoli e Bari nell'ambito dell'inchiesta sul giro di escort e sulla presunta ...

Nitto Palma in Parlamento: risponderà sui controlli alla Procura ...

Mediterranews - ‎3 ore fa‎
Il guardasigilli Nitto Palma, manderà gli ispettori del ministero nelle procure di Napoli e Bari, da tempo occupate, insieme a quella di Roma, a indagare sulle vicende riguardanti il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le escort, ...

Caso Tarantini, Nitto Palma manda ispettori a Napoli e Bari

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, manda gli ispettori del ministero alle procure di Napoli e Bari nell'ambito del cosiddetto caso Tarantini. Secondo delle notizie che arrivano dagli ambienti del Csm, il ministro Nitto Palma avrebbe ...

Papa denuncia i pm: "mi scarcerano solo se accuso Berlusconi"

Wakeupnews - ‎3 ore fa‎
Napoli – “Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola o almeno su Finmeccanica”. E' quanto scrive il parlamentare del ...

Caso escort, il Ministro Palma invia gli ispettori a Napoli e a Bari

fanpage - ‎3 ore fa‎
Il Guardasigilli ha disposto l'invio degli ispettori nelle Procure di Napoli e Bari per accertare eventuali mancanze durante l'inchiesta sulle escort nelle ville di Berlusconi e sui filoni di indagine collegati, come il presunto ricatto da parte di ...

Caso Tarantini: ministro invia ispettori a Bari e Napoli

Corrispondenti.net - ‎4 ore fa‎
Il guardasigilli, Francesco Nitto Palma, avrebbe inviato gli ispettori del ministero alle procure di Bari e Napoli. Lo riferisce la stampa italiana precisando che il ministro intenderebbe verificare se a Bari vi siano stati ritardi nella chiusura ...

Ispezione a Napoli e Bari sull'inchiesta escort

Universy.it - ‎4 ore fa‎
Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto un'ispezione alla Procura di Napoli ea quella di Bari in merito all'inchiesta sul giro di escort nelle residenze del Presidente del Consiglio. La richiesta di una ispezione era stata avanzata dagli ...

Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure ...

Oggi (Blog) - ‎4 ore fa‎
Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure. E Papa accusa i pm Il parlamentare detenuto denuncia: "Libero se accuso il premier”. Il Guardasigilli indaga sui magistrati di Napoli e Bari Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti! è ...

Inchiesta escort: Palma manda ispettori a Bari e Napoli

L'Impronta L'Aquila - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Nitto Palma ha deciso di inviare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort, iniziativa sollecitata nei giorni scorsi dal Pdl e che ha sollevato la protesta delle opposizioni. ...

Inchiesta escort, il ministro Palma manda gli ispettori a Bari e ...

NotizieItaliane.it - ‎4 ore fa‎
INCHIESTA ESCORT PALMA ISPETTORI NAPOLI BARI / ROMA – Secondo quanto si apprende in ambienti vicini al Csm il Ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, avrebbe deciso di inviare degli ispettori presso le Procure della Repubblica di Napoli e Bari ...

Inchieste sulle escort, Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e ...

Il Sole 24 Ore - ‎4 ore fa‎
Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti ...

ESCORT/ Ispettori del ministero a Napoli e Bari, le motivazioni

Il Sussidiario.net - ‎4 ore fa‎
Il ministero di grazia e giustizia per ordine del suo responsabile Nitto Palma, ha deciso di inviare ispettori nelle procure di Napoli e Bari, dove si indaga e si detiene il materiale relativo alle inchieste sul capo del governo, le escort, ...

Inchiesta escort: il ministero della Giustizia dispone ispezioni ...

DirettaNews.it - ‎4 ore fa‎
CASO ESCORT: ISPEZIONI IN PROCURE BARI E NAPOLI – Tra le numerose vicende giudiziarie che in questo periodo interessano Silvio Berlusconi figura l'inchiesta sul giro di escort che Gianpaolo Tarantini portava alle feste organizzate presso le residenze ...

Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e Bari

GQ.com - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari per l'inchiesta sulle Escort, Tarantini, Lavitola e Berlusconi. Secondo quanto si è appreso il ministro avrebbe chiesto anche gli atti delle audizioni di Laudati e ...

Al via audizioni al Csm ea sorpresa si presenta il procuratore di ...

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎4 ore fa‎
ROMA - Non era tra i convocati almeno ufficialmente, ecco perchè la sua presenza ha sollevato qualche stupore: l'ex procuratore di Bari ed ora a Brindisi, Marco Di Napoli è arrivato a Roma e si è presentato alle audizioni in corso presso il Consiglio ...

Scelsi-Laudati, arrivano gli ispettori bufera sull'ordine del ministro

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
Nitto Palma ha deciso di verificare cosa è accaduto negli anni 2009-2011 nella procura barese. Al Csm la ricostruzione dei tre pm Angelillis, Pontassuglia e Nitti, ascoltati per cinque ore La guerra tra il procuratore Antonio Laudati e il suo ex ...

Ministro Palma invia ispettori in procura a Napoli e Bari

TM News - ‎5 ore fa‎
Roma, 11 ott. (TMNews) - Il ministro della Giustizia Nitto Palma si prepara a ordinare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort che ruota attorno al premier, come più volte gli è stato richiesto dalle interrogazioni ...

Inchiesta escort, il ministro manda ispettori a Bari e Napoli

RomagnaOggi.it - ‎5 ore fa‎
Continua a fare discutere l'inchiesta sulle escort che sarebbero state procurate dall'imprenditore Tarantini nelle varie residente del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E questa volta a scendere in campo è direttamente il ministro della ...

Tarantini: Palma dispone ispezione presso procure di Bari e Napoli

ViViCooL - ‎5 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le prucure di Bari e Napoli in merito alla vicenda delle escort che Tarantini portò a Silvio Berlusconi. A quanto pare Palma avrebbe richiesto anche tutti gli atti ...

Palma ordina controlli per le indagini su Tarantini e il Cav.

Lettera43 - ‎6 ore fa‎
Giro di vite presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. A disporre un'ispezione sarrebbe stato proprio il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma. ...

Ispettori del governo alla procura di Bari e Maritati si giustifica

La Voce di Manduria - ‎6 ore fa‎
ROMA — Non sarà elegante, come si osserva negli ambienti legali, ma la decisione del ministro Francesco Nitto Palma di inviare gli ispettori negli uffici della procura barese – oltre che in quelli della procura napoletana – è tecnicamente «neutra», ...

Per i PM baresi cinque ore di audizioni al CSM

DiariodelWeb.it - ‎7 ore fa‎
Domani saranno ascoltati i due aggiunti e il Capo dei Gip. Probabile chiusura dell'istruttoria. Sul conflitto nella Procura di Bari è aperta un'inchiesta penale a Lecce nella quale il procurato ROMA - Sono durate oltre cinque ore le audizioni dei ...
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In Italia uccisa una donna ogni 3 giorni

Omicidi commessi da persone conosciute

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Roma - (Adnkronos) - I numeri presentati oggi nel corso della conferenza stampa tenutasi alla vigilia della 'tre giorni' che aprirà i battenti domani a Roma contro la violenza di genere. Trend in crescita ininterrotta, solo il 4% ammazzata da sconosciuti . Mancano centri anti-violenza e alcuni rischiano chiusura per mancanza risorse.

Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Nei primi 9 mesi del 2011 una donna ogni tre giorni ha perso la vita in Italia vittima di violenza. Da gennaio a settembre ne sono state uccise 92, mentre nel 2010 le vittime, "ammazzate perché donne", sono state 127, in aumento del 6% rispetto all'anno precedente. I numeri, da brivido, sono stati presentati oggi nel corso della conferenza stampa tenutasi alla vigilia della 'tre giorni' che aprirà i battenti domani nella Capitale contro la violenza di genere. Si tratta di un appuntamento internazionale, organizzato da Women Against Violence Europe (Wave), che si tiene per la prima volta in Italia e che per la prima volta darà voce anche ai Paesi arabi del Mediterraneo.

I numeri presentati questa mattina sono ufficiosi ma non ufficiali, "il sommerso - assicura Titti Carrano, presidente dell'associazione nazionale Donne in rete contro la violenza (Dire) - è enorme e resta sconosciuto, perché i dati del ministero dell'Interno sugli omicidi non sono accompagnati dal movente". I numeri presentati oggi sono stati fotografati "da una ricerca della Casa delle donne di Bologna - spiega Carrano - che ha censito tutti i femminicidi apparsi sulla stampa". Delitti ai danni delle donne "che dal 2005 ad oggi - assicura - hanno registrato una crescita ininterrotta". E che vedono "solo il 4% degli omicidi messo a segno da sconosciuti: le vittime sono state uccise nella quasi totalità dei casi da persone note o conosciute, ad esempio mariti, partner, vicini di casa, ecc.".

Nel corso della 'tre giorni', al via da domani, gli addetti ai lavori in arrivo da tutta Europa chiederanno più centri antiviolenza, in Italia e più in generale nel Vecchio Continente. "Dovremmo assicurare un posto letto ogni 10 mila abitanti - spiega, numeri alla mano, Rosa Logar, coordinatrice della Rete europea Wave - eppure solo 6 Paesi su 44 rispettano questa raccomandazione europea: Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Malta, Spagna e Slovenia". Tutti gli altri, Italia compresa, mostrano numeri al ribasso, tant'è che all'appello in Europa "mancano 54 mila posti letto".

Per sintetizzare la gravità della situazione Logar cita un esempio che la dice lunga: "In Austria una sera non siamo riuscite ad accogliere un'egiziana che aveva bussato alla nostra porta - spiega - mancavano posti letto, così la donna è tornata a casa. Quella stessa notte è stata ammazzata".

In Italia "i posti letto sono 500 - prosegue Logar - ne mancano ben 5.200". Mentre i centri esistenti fanno i conti con tagli e 'sforbiciate' che ne minano la sopravvivenza. "Molti sono a rischio chiusura - dice Carrano lanciando l'allarme - al Nord e al Sud indistintamente. Ma la crisi attuale con la quale facciamo i conti non può mettere a repentaglio la vita delle donne, eppure di giorno in giorno si fa più manifesta l'insensibilità rispetto a un problema enorme che le investe".

E il problema, a detta di Carrano, sta anche nella mancanza di conoscenza. "In Italia non ci sono dati ufficiali sulle violenze perpetrate ai danni delle donne né tantomeno sui femminicidi, su procedimenti in corso, denunce o ordini di protezione", fa notare. Domani al ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna "chiederemo come intende rendere operativo il piano antiviolenze - aggiunge Emanuela Moroli, presidente Differenza Donna - e se i 20mila euro che fece stanziare sono ancora disponibili".

Del resto il pianeta violenza investe in pieno il mondo delle donne. In Italia e più in generale in ogni angolo del mondo. "Tutti i giorni - denuncia Logar - le donne fuggono dalle violenze, spesso tirandosi dietro i loro figli. Scappano e corrono forte, a volte fuggono anche senza scarpe pur di liberarsi della violenza che abita le loro case". I numeri dicono più di tante parole. "Nel 2010 - racconta Marcella Pirrone, componente del Coordination Commitee di Wave - abbiamo preso un giorno a caso e abbiamo deciso di censire tutte le richieste di aiuto che arrivavano. Ebbene, in quel singolo giorno - sottolinea - i nostri 2.774 centri nel mondo sono stati contattati da ben 57.754 donne, con 41.900 figli coinvolti nella loro richiesta d'aiuto. Ma per 11.460 donne - conclude con amarezza - non c'era un posto letto".
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Parmalat, a giudizio Geronzi e Cragnotti per presunta estorsione a Tanzi



Roma - (Adnkronos) - L'imprenditore nella vesti di ad della Cirio e il presidente della Banca di Roma a processo il 25 gennaio prossimo per la vicenda della cessione di Eurolat al gruppo Collecchio. Con loro Riccardo Riccardi Bianchini. A deciderlo è stato il gup di Roma Tommaso Picazio.

Roma, 10 ott. (Adnkronos) - L'imprenditore Sergio Cragnotti, nella sua veste di ad della Cirio, Riccardo Riccardi Bianchini, quale componente del consiglio di amministrazione della società, e Cesare Geronzi, quale presidente della Banca di Roma, sono stati rinviati a giudizio per le accuse di estorsione e bancarotta in relazione alla cessione di Eurolat a Parmalat.

Il processo si svolgerà il 25 gennaio prossimo. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup di Roma Tommaso Picazio su richiesta della procura di Roma.

Il rinvio a giudizio trae origine dall'invio a Roma per competenza di una parte dell'indagine svolta dai giudici di Parma sul dissesto dell'azienda di Calisto Tanzi. Ai tre imputati, per quanto riguarda l'accusa di estorsione si contesta in sostanza d'aver costretto Parmalat ad acquisire Eurolat della Cirio ad un prezzo superiore al suo reale valore. E ciò con la minaccia, secondo l'accusa, che altrimenti sarebbero stati ritirati alla Parmalat i finanzimenti a lei concessi dalla Banca di Roma all'epoca presieduta da Cesare Geronzi.

Nella vicenda quest'ultimo viene indicato coma parte sostanziale della trattativa in quanto "garante della riservatezza". Per questo suo ruolo, a parere dei pm, avrebbe ricevuto il compenso di 3 miliardi di lire. I finanziamenti al gruppo Parmalat, secondo l'accusa, ammontavano complessivamente a 400 miliardi di lire e anche Tanzi aveva ottenuto finanziamenti personali.
 
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Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:23:50, in Economia, linkato 2032 volte)
L'eliminazione dell'Irap è di ''ardua realizzazione'' ed è in contrasto con il federalismo fiscale

Corte dei Conti boccia la riforma fiscale: esiti e copertura incerti


Roma - (Adnkronos) - Per il presidente della Corte dei Conti è "necessario esplorare fonti di gettito nuove, in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano sul lavoro e sulle imprese". Giampaolino avverte: ''Il concordato preventivo biennale rischia di trasformarsi, in concreto, in una sorta di mero condono preventivo''. Crisi, Trichet: agire in fretta. Ue a Frattini: da Francia e Germania contributo al summit.

Roma, 11 ott. (Adnkronos) - Gli esiti della riforma fiscale sono ''incerti'' perché oggi i suoi obiettivi devono ''coesistere con più ristretti spazi di manovra". E' il giudizio del presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino.

Il giudizio del presidente della Corte dei Conti arriva nel corso dell'audizione sul ddl delega per la riforma fiscale, in commissione Finanze alla Camera. In particolare, spiega Giampaolino, le incertezze derivano dalle decisioni ''assunte d'urgenza per fronteggiare le recenti turbolenza economiche'' che hanno comportato ''un'ulteriore restrizione degli spazi utilizzabili dal riformatore fiscale''.

Il presidente evidenzia poi come i nuovi assetti disegnati dal ddl delega prefigurano ''più che una generalizzata riduzione del prelievo fiscale, un'estesa operazione redistributiva''. Inoltre la ''molteplicità e la rilevanza'' degli obiettivi perseguiti dal ddl rendono, secondo la magistratura contabile, ''doveroso interrogarsi sia sull'idoneità dei mezzi di copertura sia sul rischio di un conflitto nella destinazione delle risorse acquisibili''.

Le "incertezze" che gravano sulla copertura del ddl delega per la riforma fiscale rendono "necessario esplorare fonti di gettito nuove, in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano sul lavoro e sulle imprese", osserva Giampaolino il quale, senza parlare direttamente di patrimoniale, lancia comunque dei messaggi che possono essere letti in quella direzione. In particolare vengono sottolineate le incertezze legate alla "praticabilità di una riforma complessiva del sistema di prelievo, in assenza di una concreta identificazione dei necessari mezzi di copertura". Secondo la magistratura contabile il ddl "pur nella genericità e nell'indeterminatezza di gran parte dei criteri direttivi, conserva la sua attualità negli obiettivi di riforma del sistema tributario, in linea con le esigenze di ripresa". Giampaolino ricorda quindi gli effetti finanziari che sono legati alla delega (la clausola di salvaguardia). E sottolinea l'esigenza di approvare "in tempi stringenti" il ddl delega e i relativi decreti attuativi "per impedire che risulti inevitabile l'attivazione della clausola di salvaguardia del taglio automatico e lineare delle agevolazioni".

L'eliminazione dell'Irap, continua Giampaolino, è di ''ardua realizzazione'' ed è in contrasto con il federalismo fiscale, che ''attribuisce alle regioni, nell'ambito della loro autonomia impositiva, la potestà di ridurre l'aliquota Irap''.

Non solo. Il concordato preventivo biennale, previsto dalla riforma fiscale, rischia di ''trasformarsi, in concreto, in una sorta di mero condono preventivo''. La magistratura contabile lancia quindi un altro allarme, legato al concordato preventivo, e le differenze che verrebbero a nascere tra i lavoratori con partita Iva (a cui è destinato il concordato) e gli altri lavoratori come i dipendenti (che non potranno beneficiare dell'imposizione 'scontata'). In particolare Giampaolino sottolinea i possibili effetti di ''discriminazione, costituzionalmente rilevanti, che tale particolare regime impositivo potrebbe provocare nei confronti delle restanti categorie di contribuenti che continueranno a essere assoggettate invece all'imposizione analitica''.

I risparmi che potrebbero arrivare dalla riduzione della spesa, osserva ancora il presidente della Corte dei Conti, rischiano di essere ''in larga parte controbilanciati'' dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati a una prevedibile impennata del fenomeno della non autosufficienza. La riduzione della spesa sociale, secondo la Corte dei conti, rischia di ''produrre effetti non diversi da quelli derivanti da un prelievo eccessivo e distorto''. ''La strada di una riduzione del perimetro della spesa sociale risulta difficile da percorrere'', spiega il presidente. Ed è difficile prevedere gli effetti delle misure che il ddl prefigura. Inoltre i risparmi effettivamente conseguibili ''dovrebbero risultare effettivamente limitati rispetto alle complessive esigenze poste dal ddl''.

Per quanto riguarda il quadro generale, il presidente punta il dito contro ''le forti incertezze che dominano la situazione economica e che rischiano di aggravare gli squilibri di finanza pubblica''. Inoltre la magistratura contabile sottolinea ''il perdurare di asfittici ritmi di crescita dell'economie'' accompagnati anche da ''crescenti vincoli derivanti dall'impennata del debito pubblico''.
 
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2011 @ 22:37:48, in Magistratura, linkato 1208 volte)
Attesa la pratica a tutela del CSM per i 3 pubblici ministeri napoletani e per i loro colleghi baresi. L.M.

Accusa del parlamentare Pdl


Papa: mi scarcerano se parlo di Berlusconi

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/lettera_alfonso_papa.jpg

"Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola, o almeno su Finmeccanica".

Roma, 10-10-2011

Parole pesanti, messe nero su bianco in una lettera autografa. Alfonso Papa, parlamentare del Pdl in cella da luglio per l'inchiesta P4, sostiene di essere sottoposto a "pressioni e minacce" dai pm, li chiama "estorsori": il loro obiettivo, afferma, e' "farmi parlare di Berlusconi e Lavitola", "li ho denunciati alla procura di Roma", vorrebbero "farmi barattare la liberta' con compiacenti confessioni di cose false".

Lapidaria la risposta del procuratore capo, Giovandomenico Lepore: "Questa lettera, se e' vera, non merita commenti".

A riaccendere i riflettori sul caso Papa e' stata, oggi, la visita in carcere di quattro parlamentari di Popolo e Territorio: il capogruppo Silvano Moffa, Giancarlo Lehner, Arturo Iannaccone e Vincenzo D'Anna. Dopo l'incontro, i tre tengono una conferenza stampa: per Moffa, Papa e' "prigioniero politico", e viene tenuto in cella per motivi "inaccettabili in un Paese civile". Gravi, avvertono i parlamentari, le sue condizioni di salute: "Ha la barba lunga, non esce per l'ora d'aria, ha perso dieci chili. Abbiamo incontrato il suo fantasma".

Dalla conferenza stampa emergono le accuse rivolte da Papa, gia' magistrato in servizio a Napoli, ai suoi ex colleghi: "Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola, o almeno su Finmeccanica". Papa - scrive nella lettera indirizzata a Moffa - dichiara di essere vittima "di estorsioni", mentre "dovrebbe ripugnare a un magistrato serio la sola idea di attuare minacce o pressioni". Su tutto cio' Moffa annuncia una mozione parlamentare per riportare alla Camera la vicenda "dopo il vergognoso voto del 20 luglio che ha autorizzato l'arresto di Papa".

Dal 26 ottobre Alfonso Papa sara' sotto processo a Napoli assieme al consulente d'affari Luigi Bisignani, ai domiciliari dall'inizio dell'inchiesta sulla P4, un sistema di intelligence parallelo messo in piedi, secondo l'accusa, per condizionare la vita della pubblica amministrazione. I due saranno giudicati, a vario titolo, per concussione, corruzione, falso e rivelazione di segreto d'ufficio: secondo i pm Papa - "che ha svolto con continuita' attivita' finalizzate a varie forme di abuso per ottenere denaro e prestazioni" - aveva notizie riservate dal carabiniere Enrico La Monica (latitante in Senegal, ndr) e da altri appartenenti alle forze di polizia e le girava a Bisignani, che a sua volta le metteva a disposizione dei "potenti". Accuse rispetto alle quali i due si professano del tutto innocenti, ma che hanno portato il gip Luigi Giordano a decidere il giudizio immediato, accogliendo la richiesta della procura. Lo stesso Giordano ha respinto, una settimana fa, l'ultima delle richieste di scarcerazione presentate dai legali di Papa.

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=157284

(foto Ansa)

La Rassegna

Alfonso Papa accusa Woodcock "Se parlo del Cav mi scarcera"

Libero-News.it - ‎3 ore fa‎
al carcere di Poggioreale parla Alfonso Papa, il parlamentare del Pdl in carcere dal 20 luglio scorso per l'inchiesta P4. E i pm napoletani iniziano a tremare. Perché le accuse che il politico muove, soprattutto nei confronti del magistrato napoletano ...

Papa: mi scarcerano se parlo di Berlusconi

RaiNews24 - ‎2 ore fa‎
Alfonso Papa, parlamentare del Pdl in cella da luglio per l'inchiesta P4, sostiene di essere sottoposto a "pressioni e minacce" dai pm, li chiama "estorsori": il loro obiettivo, afferma, e' "farmi parlare di Berlusconi e Lavitola", "li ho denunciati ...

Papa denuncia le minacce di Woodcock

Lettera43 - ‎3 ore fa‎
Alfonso Papa sarebbe ormai un prigioniero politico secondo Silvano Moffa, presidente del gruppo Popolo e territori. «Le condizioni che lo trattengono in carcere sono inaccettabili in un Paese civile», ha dichiarato dopo aver incontrato, ...

Delegazione di parlamentari visita Papa in carcere: c'è Iannaccone

ilCiriaco.it - ‎1 ora fa‎
Nel pomeriggio di oggi una delegazione di parlamentari si è recata a Poggioreale per fare visita al deputato Alfonso Papa, rinchiuso nel carcere napoletano per l'inchiesta P4. Si tratta di quattro rappresentati di Popolo e Territorio: il capogruppo ...

P4:Papa,da pm Napoli ricatti e minacce

Corriere della Sera - ‎3 ore fa‎
Lo scrive il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, in carcere per l'inchiesta P4, in una lettera all'on. Silvano Moffa."Questa lettera, se è vera, non merita commenti", ha replicato il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore.

Papa: i pm mi estorcono confessioni false E intanto il ministro ...

Corriere del Mezzogiorno - ‎3 ore fa‎
NAPOLI - Alfonso Papa, deputato Pdl detenuto a Poggioreale per l'inchiesta P4, affida ad un parlamentare Moffa una lettera in cui lancia una dura accusa ai magistrati partenopei: «Estorsioni, queste sì, vere e proprie nei confronti di un parlamentare ...

Inchiesta P4: Lehner visita Papa, ridotto malissimo in soli 2 mesi

La Repubblica Napoli.it - ‎2 ore fa‎
Il deputato di Popolo e territorio Giancarlo Lehner racconta all'Adnkronos di essere rimasto impressionato dalle pessime condizioni fisiche ma soprattutto psicologiche di Alfonso Papa, dopo avergli fatto visita questo pomeriggio al carcere di ...

P4, Papa: "Pressioni e ricatti dai pm".

Giornale di Montesilvano (Blog) - ‎2 ore fa‎
Lo scrive il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, in carcere per l'inchiesta P4, in una lettera consegnata oggi al capogruppo al Senato di Popolo e Territorio, Silvano Moffa. Papa rende noto inoltre di aver denunciato alla procura di Roma i pm napoletani ...

P4,PAPA:LIBERO SE PARLO DEL PREMIER.Deputato Pdl scrive a Moffa ...

TGCOM - ‎2 ore fa‎
Lo ha scritto il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, in carcere per l'inchiesta P4, in una lettera consegnata al senatore Silvano Moffa. Papa ha denunciato alla procura di Roma i pm napoletani che indagano su di lui. ''L'obiettivo dei giudici - scrive ...

INCHIESTA P4: IN UNA LETTERA PAPA ACCUSA PM NAPOLI DI PRESSIONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Napoli, 10 ott - Un grave atto d'accusa nei confronti dei Pm di Napoli da parte di Alfonso Papa, il deputato Pdl detenuto a Poggioreale per l'inchiesta P4. Secondo quanto riferisce il sito on-line del Corriere del Mezzogiorno, il parlamentare ...

P4/ Papa dal carcere: io in cella in quanto parlamentare

TM News - ‎2 ore fa‎
(TMNews) - "In quanto parlamentare sono costretto a restare in galera" scrive Alfonso Papa in una lettera di quattro pagine e mezzo consegnata al capogruppo di Popolo e Territorio, Silvano Moffa, che questa mattina gli ha fatto visita nel carcere di ...

Inchiesta P4: i compagni di cella di Papa, non reggera' piu' di un ...

La Repubblica Napoli.it - ‎3 ore fa‎
Anche i compagni di cella di Alfonso Papa, arrestato lo scorso 20 luglio nell'ambito dell'inchiesta P4 e ora detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli, sono preoccupati per le condizioni fisiche e psicologiche dell'ex magistrato e deputato Pdl. A ...

Inchiesta P4: Moffa, Papa distrutto, per dormire prende farmaci

La Repubblica Napoli.it - ‎3 ore fa‎
(Adnkronos) - Alfonso Papa si trova in uno stato di ''assoluta prostrazione'' e ''dal punto di vista fisico e' distrutto''. Lo dice a SkyTg24 Silvano Moffa, che oggi e' stato in carcere a Poggioreale per una visita al parlamentare del Pdl agli arresti. ...

Delegazione di parlamentari visitano in carcere Papa

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Lo ha detto Silvano Moffa, presidente del gruppo Popolo e territorio, dopo aver visitato - con una delegazione di altri parlamentari - stamattina, nel carcere napoletano di Poggioreale dove è detenuto, il parlamentare del Pdl Alfonso Papa. ...

P4, Papa accusa i pm di Napoli: «Mi scarcerano se parlo di Berlusconi»

Il Messaggero - ‎1 ora fa‎
Tu bestemmi tanto sol perchè in causa è il tuo simulacro politico, se di politica si vuol parlare! Poi, lo dico ad altri, perchè tu tanto non lo capirai ugualmente,...... Io non ho simulacri, a me di Berlusconi importa meno di nulla, ...

Inchiesta P4: Papa, non so se usciro' vivo da Poggioreale (2)

La Repubblica Napoli.it - ‎3 ore fa‎
(Adnkronos) - Con Lehner a fare visita questo pomeriggio a Papa c'erano il capogruppo al Senato di Popolo e Territorio, Silvano Moffa, e il deputato Arturo Iannaccone. A quanto riferisce Lehner all'Adnkronos, l'ex magistrato e deputato del Pdl, ...
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E' una mia impressione, oppure siamo appena entrati nel momento tutti contro Woodcock? L.M.

P4, Papa: "Pressioni e ricatti dai pm".

Escort, ispettori a Napoli e Bari

Lettera del parlamentare del Pdl detenuto: Woodcock mi scarcera se parlo di Berlusconi


Ansa 10 ottobre, 19:56


''Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola o almeno su Finmeccanica''. Lo scrive il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, in carcere per l'inchiesta P4, in una lettera consegnata oggi al capogruppo al Senato di Popolo e Territorio, Silvano Moffa. Papa rende noto inoltre di aver denunciato alla procura di Roma i pm napoletani che indagano su di lui.
 
''Estorsioni, queste si', vere e proprie nei confronti di un parlamentare sottoposto a custodia cautelare, presunto innocente, che si protesta innocente e rispetto al quale dovrebbe ripugnare a un magistrato serio la sola idea di attuare minacce o pressioni''. E' l'accusa che Papa muove ai pm napoletani. Minacce e pressioni, aggiunge, ''tendenti a barattare la liberta' con compiacenti confessioni di cose false''.
 
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. Secondo quanto si e' appreso in ambienti del Csm il ministro avrebbe chiesto gli atti delle audizioni di Laudati e Scelsci.

I pm di Roma indagheranno sulla presunta estorsione ai danni del premier Berlusconi, avvenuta nel marzo-luglio 2011; quelli di Bari dovranno accertare se il presidente del Consiglio, nel 2009, abbia indotto Tarantini a rendere false dichiarazioni. Nel corso del vertice di oggi sono state cosi' definite le competenze tra le due procure.

La Rassegna

Inchiesta escort, si muove Palma "Ispettori a Napoli e Bari"

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Il ministro della Giustizia avrebbe accolto la richiesta dei parlamentari PdL di avere accertamenti su alcuni punti chiave dell'inchiesta escort che coinvolge Lavitola e Tarantini. Nel mirino la decisione dei pm di sollevare l'avvocato Quaranta dal ...

Berlusconi/ Pm baresi, cinque ore di audizioni al Csm

TM News - ‎31 minuti fa‎
Roma, 10 ott. (TMNews) - Sono durate oltre cinque ore le audizioni dei magistrati baresi di fronte alla Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, che sta indagando sull'esposto presentato contro il procuratore di Bari Antonio ...

Cinque ore di audizioni davanti al Csm per i pm che indagano su ...

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Cinque ore di audizioni davanti al Csm per i pm di Bari che si occupano dell'indagine sulle escort che Gianpaolo Tarantini portava nelle residenze del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ad ascoltarli è stata la prima commissione di Palazzo dei ...

Escort: invio ispettori a Napoli e Bari 10-10-2011 - 19:39

Il Secolo XIX - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto ispezioni presso le procure di Bari e Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. Per quanto riguarda Bari, ...

Berlusconi/ Palma invia ispettori a Napoli, su Bari prende tempo

TM News - ‎2 ore fa‎
Roma, 10 ott. (TMNews) - Il ministro della Giustizia Nitto Palma si prepara a ordinare un'ispezione alla Procura di Napoli, come più volte gli è stato richiesto dalle interrogazioni parlamentari del Pdl. L'ispezione, secondo quanto si è appreso in ...

Caso escort, Palma invia gli ispettori a Napoli e su Bari attende ...

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma - (Adnkronos) - Probabile anche un'ispezione alla procura pugliese, il Guardasigilli aspetta però le carte delle audizioni di Laudati e Scelsi. L'intervento del ministro della Giustizia sollecitato dal Pdl e dalle Camere penali di Bari. ...

Caso Tarantini: magistrati Bari ascoltati per oltre 5 ore da Csm

La Repubblica Bari.it - ‎9 minuti fa‎
Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - Sono andate avanti per oltre 5 ore le audizioni davanti alla prima Commissione del Csm dei magistrati baresi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, titolari con l'ex sostituto Giuseppe Scelsi, del fascicolo sul presuto ...

CASO TARANTINI: PALMA DISPONE ISPEZIONI A NAPOLI E BARI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 10 ott. - L'ispezione disposta dal ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, mira a verificare l'operato dei magistrati sia di Bari che di Napoli nel corso delle indagini che vedono coinvolto l'imprenditore varese Giampaolo ...

La brutta fine di Nitto

La Repubblica - ‎3 minuti fa‎
Ci sono tanti modi per finire una carriera. Nitto Palma, il Guardasigilli, ha scelto la peggiore. Lui, magistrato appena uscito dalla carriera per fare il ministro, va contro i suoi ex colleghi magistrati. Lo fa per ordine del suo padrone, il Cavaliere ...

Escort, fonte: Nitto Palma invierà ispettori a Napoli, Bari

Reuters Italia - ‎2 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto l'invio di ispettori del ministero alla procura di Napoli e quella di Bari, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di prostitute e sulla presunta estorsione ai ...

(AGI) CASO TARANTINI: PALMA DISPONE ISPEZIONI A NAPOLI E BARI =

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 10 ott. - Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha disposto due ispezioni sul caso Tarantini alle procure di Bari e Napoli. Stando a quanto si apprende il Guardasigilli ha dato mandato ai suoi ispettori di recarsi nei due ...

La mossa di Nitto Palma: "Ispezione a Bari e Napoli"

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
l ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Giampaolo Tarantini al premier, Silvio Berlusconi. Secondo quanto è trapelato da ...

Maritati (Pd): chiesi notizie solo per De Santis

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎2 ore fa‎
BARI – “Chiederò copia della relazione di Laudati e nel caso tutelerò la mia immagine e la mia integrità nelle sedi opportune”. E' quanto ha annunciato il senatore del Pd Alberto Maritati in una conferenza stampa indetta in relazione all'accostamento ...

Escort, Palma invia ispettori nelle Procure di Napoli e Bari

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
Il ministro ha chiesto gli atti delle audizioni di Laudati e Scelsi. Domani l'annuncio ufficiale alla Camera Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle ...

Inchieste escort: Nitto Palma manda gli ispettori a Napolie e Bari

Il Fatto Quotidiano - ‎2 ore fa‎
Ispettori alle procure di Napoli e Bari. E' quanto ha deciso il ministro della Giustizia Nitto Palma, che ha dato mandato ai suoi ispettori di recarsi nei due uffici giudiziari, oltre a chiedere l'acquisizione al Csm delle audizioni del procuratore ...

Bufera nella Giustizia Scontro Laudati-Scelsi altri sei magistrati ...

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎12 ore fa‎
BARI - Dopo le anticipazioni sulle dichiarazioni messe a verbale dal Procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati davanti al Csm, tra oggi e domani sei dei suoi colleghi baresi (cinque Pm, oltre il capo dell'ufficio Gip-Gup), saranno sentiti a ...

CASO TARANTINI, IL MINISTRO NITTO PALMA DISPONE ISPEZIONI NELLE ...

Clandestinoweb - ‎1 ora fa‎
Un'ispezione nelle Procure di Bari e Napoli. E' quanto ha disposto il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma per far luce sulla conduzione delle inchieste riguardanti il caso escort ei ricatti al premier da parte dell'imprenditore barese ...

CASO TARANTINI, IL MINISTRO PALMA CHIEDE ISPEZIONI NELLE PROCURE

Roma Capitale News - ‎20 minuti fa‎
Il ministro della Giustizia, Nitto Palma, chiede un'ispezione nelle Procure di Bari e Napoli per far luce sulle indagini condotte sul caso Tarantini ei ricatti al premier. Martedì il Guardasigilli potrebbe fare la richiesta ufficiale dinnanzi alla ...

Caso escort, linea dura di Palazzo Chigi: Palma manda gli ...

Online-News - ‎1 ora fa‎
Palazzo Chigi sceglie la linea dura contro le procure che indagano sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. Stasera il guardasigilli Francesco Nitto Palma ha disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli. ...

Escort, gli ispettori inviati a Napoli e Bari

Momento-sera - ‎2 ore fa‎
Il ministro Nitto Palma dispone verifiche nelle due procure che indagano sul caso Tarantini. Papa dal carcere: «Se parlo di Silvio e Lavitola Woodcock mi fa uscire» Stando a fonti di stampa, il responsabile della Giustizia intende verificare se, ...

Inchiesta escort, il guardasigilli invia ispettori a Napoli ea Bari

T-mag - ‎1 ora fa‎
Il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha disposto, secondo quanto si apprende, un'ispezione alle procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sui casi riguardanti Tarantini, Lavitola e il premier Berlusconi. ...

Caso Tarantini/Maritati spiega «Mai chiesto informazioni sulle ...

Quotidiano di Puglia - ‎2 ore fa‎
LECCE - Dopo le ultime indiscrezioni a margine del caso Tarantini, il senatore Pd Alberto maritati ha convocato una conferenza stampa per raccontare le sue verità circa quel dialogo con Giuseppe Scelsi, pm dell'inchiesta su escort e politica che vede ...

Maritati si difende: “Mai chiesto a Scelsi notizie di Tarantini”

BariSera - ‎5 ore fa‎
BARI – “Non ho mai chiesto al procuratore Giuseppe Scelsi informazioni sulle indagini del caso Tarantini”. Lo ha detto il senatore del Pd Alberto Maritati, durante un incontro con i giornalisti tenuto nella sede della sua segreteria a Lecce, ...

Tarantini, Maritati: “Non ho mai cercato di indagare”

Lecceprima.it - ‎7 ore fa‎
LECCE - “L'ultimo contatto che ho avuto con Scelsi? Un messaggio in cui gli ho esternato un dubbio: come mai con me tanta blindatura sulle indagini, mentre a giornali e mass-media un delirio di notizie?”. L'ex pm gli avrebbe risposto laconicamente: “Se ...

Caso Laudati, Csm: 6 magistrati interrogati tra oggi e domani

Il Quotidiano Italiano - ‎8 ore fa‎
(10 ottobre 2011) BARI – Continuano le audizioni da parte della Prima Commissione del Csm, in merito al caso Laudati, che vede il capo della Procura di Bari accusato dal suo ex sottoposto, Pino Scelsi, di aver volontariamente ritardato l'inchiesta ...

Il ministro Nitto Palma invia ispettori a Napoli e Bari

Avvenire.it - ‎2 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, secondo quanto riferito dall'Agenzia Ansa, avrebbe disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Giampaolo Tarantini al premier ...

Caso Tarantini. Alberto Maritati: "Pretendo verità, mai chieste ...

Salento Web Tv - ‎7 ore fa‎
"Non ho mai chiesto informazioni sul caso Tarantini, forse ho solo peccato di ingenuità, ma non ho paura di nulla". Il senatore Alberto Maritati ribadisce che durante il suo incontro a Bari con il Sostituto Procuratore Giuseppe Scelsi non ha mai ...
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2011 @ 22:10:03, in Magistratura, linkato 1275 volte)

Berlusconi, vertice tra le procure
Bari indagherà sull'induzione a mentire

Il procuratore aggiunto Drago si è incontrato con il procuratore capo di Roma Ferrara per definire gli ambiti di competenza dei due tronconi dell'inchiesta


Non sarà una sola procura ad indagare sulle natura delle dazioni di danaro di Silvio Berlusconi all'imprenditore Giampaolo Tarantini. Nel vertice tenutosi oggi a piazzale Clodio i magistrati di Roma e Bari hanno infatti definito le reciproche competenze.

In particolare, la procura di Roma procederà per la presunta estorsione ai danni del premier, nel periodo marzo-luglio di quest'anno, attribuita a Tarantini ed al direttore dell'Avanti Valter Lavitola. Gli inquirenti del capoluogo pugliese accerteranno se, nel 2009, il presidente del Consiglio abbia indotto l'imprenditore a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria in merito al caso escort. In sostanza, i due uffici giudiziari indagheranno per due episodi diversi, e con protagonisti diversi. Per la vicenda del 2009, a Bari, è indagato Lavitola, mentre Tarantini è parte lesa. Per la vicenda della presunta estorsione sono coinvolti Lavitola, Tarantini, la moglie di quest'ultimo Angela Devenuto e due suoi collaboratori. La vicenda giudiziaria, di fatto, è sdoppiata.

Intanto il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi.
Le linee dell'iter procedurale sono state definite oggi nel vertice tenutosi alla procura di Roma nell'ufficio del procuratore Giovanni Ferrara alla presenza dell'aggiunto Pietro Saviotti, del pm Simona Marazza e dell'aggiunto di Bari Pasquale Drago. Quest'ultimo sarà sentito domani dal Csm nel quadro degli accertamenti sulla gestione del fascicolo escort da parte del procuratore Antonio Laudati.

Quello di oggi è stato un primo contatto alla luce delle decisioni, prima del gup di Napoli Amelia Primavera e poi del tribunale del riesame del capoluogo campano, sul caso. Decisioni che hanno investito dapprima la procura di Roma (in relazione alla presunta estorsione) e, in seguito, la magistratura barese a proposito dei fatti risalenti al 2009. I contatti, ed il coordinamento tra i due uffici giudiziari, proseguiranno nelle prossime settimane. Nel frattempo saranno approfonditi i rispettivi accertamenti, anche con audizioni di testimoni ed indagati. A proposito di una possibile convocazione di Berlusconi a piazzale Clodio come testimone è stato detto oggi che, allo stato, non ci sono i presupposti anche perché il premier, con una memoria depositata nei giorni scorsi tramite il suo legale Nicolò Ghedini, ha già fornito la sua versione dei fatti.
 

(10 ottobre 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/10/news/il_pm_di_bari_in_procura_a_roma_accordo_per_scambio_di_atti-22990643/
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2011 @ 22:04:12, in Magistratura, linkato 1500 volte)
Caso Tarantini: magistrati Bari
ascoltati per oltre 5 ore da Csm


Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - Sono andate avanti per oltre 5 ore le audizioni davanti alla prima Commissione del Csm dei magistrati baresi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, titolari con l'ex sostituto Giuseppe Scelsi, del fascicolo sul presuto giro di escort che l'imprenditore Giampaolo Tarantini avrebbe portato alle feste private del premier, e di Renato Nitti, che coordina le inchieste sulla sanita' pugliese, nell'ambito dell'istruttoria aperta in seguito alle accuse di anomalie e ritardi nella gestione dell'inchiesta rivolte dallo stesso Scelsi al procuratore capo Antonio Laudati.

Per tre ore e mezza e' stato ascoltato Nitti, nel tempo restante gli altri due pm. Gli argomenti toccati, a quanto si apprende, sarebbero sempre gli stessi, gia' affrontati durante le precedenti audizioni di Scelsi e Laudati. In particolare, la vicenda del gruppo della Guardia di Finanza creato da Laudati al suo insediamento a Bari e che, secondo le accuse di Scelsi, avrebbe avuto lo scopo di esercitare un controllo sulle inchieste, mentre per Laudati doveva servire per creare un coordinamento tra le indagini. E le reciproche accuse a Laudati, di avere interferito nella conduzione delle indagini, e a Scelsi di avere commesso errori e leggerezze. Domani la prima commissione di Palazzo dei Marescialli ascoltera' i procuratori aggiunti Pasquale Drago e Annamaria Tosto, e il presidente della sezione gip-gup del Tribunale, Antonio Lovecchio, che concluderanno il giro delle audizioni.

(10 ottobre 2011 ore 21.51)


Veleni in procura, le accuse di Laudati

"I due pm s'intercettavano a vicenda"

La deposizione del procuratore capo davanti al Csm sulla gestione dell'inchiesta escort-TarantiniNel mirino Scelsi e la Digeronimo: "Così ho raddrizzato la barca". Nel dettaglio i movimenti sull'indagine

di GIULIANO FOSCHINI e FRANCESCA RUSSI
"Ho cercato di raddrizzare una barca che affondava e di portarla gloriosamente in porto. Ho sacrificato me stesso per tutelare la qualità delle indagini e il nome della procura di Bari e sto pagando adesso questo". Sono le parole del procuratore capo Antonio Laudati davanti al Consiglio superiore della magistratura. Nel corso della sua audizione lo scorso 22 settembre il numero uno di via Nazariantz non si è limitato a difendersi. Ma ha sferrato un duro attacco. "Nelle inchieste su Tarantini sono stati commessi gravi errori. Come la perquisizione nella casa dell'imprenditore che bruciò l'intercettazione del secolo. I domiciliari di Tarantini mi sembravano gli arresti di Panariello, la pubblicità della Wind con i domestici". Poi Laudati ha parlato della situazione della procura barese quando si è insediato. "Una barca che affondava". Agli atti portati al Csm ha allegato infatti una lunga relazione che ripercorre tutte le tappe delle indagini sulla sanità. La cronistoria si sofferma sull'estate del 2009. È in questo periodo che all'interno della procura si apre uno scontro tra pm. A colpi di intercettazioni.

Da un lato la pm Desireè Digeronimo ascolta le conversazioni tra l'assessore alla sanità regionale Alberto Tedesco e il primario Michele Scelsi, fratello del pm Giuseppe. Dall'altro il pm Giuseppe Scelsi sente le telefonate tra il primario dell'ospedale Di Venere Paola D'Aprile e la pm Desireè Digeronimo. Praticamente i colleghi si intercettano tra loro.

È
luglio 2009. "In altro procedimento assegnato alla Digeronimo l'assessore Alberto Tedesco è stato sottoposto ad attività di intercettazione in cui emergevano n. 14 contatti che quest'ultimo e il suo collaboratore, Malcangi Mario, avevano intrattenuto con Michele Scelsi (fratello del pm Giuseppe Scelsi)". Le conversazioni però riguardavano normali rapporti lavorativi. La stessa Digeronimo in una relazione a Laudati datata 9 novembre 2009 evidenziava che "le intercettazioni sembrano prive di rilevanza penale, pur evidenziando un rapporto confidenziale e di collaborazione tra lo Scelsi e il Tedesco che verte su tematiche gestionali della ASL di Bari e fa riferimento alla redazione del piano della salute da parte dell'assessorato alla Sanità. Ma, in considerazione del fatto che emergeva senza ombra di dubbio un'accesa rivalità tra Tedesco e i fratelli Tarantini e che gli stessi fratelli Tarantini, in concorso con il dirigente ASL di Bari, Lea Cosentino, risultavano sottoposti a indagini per la gestione di appalti e servizi in materia di sanità pubblica, delegate al collega Scelsi, la circostanza venne da me rappresentata verbalmente al Procuratore Marzano, il quale, ritenendo che fosse opportuno informare il collega, convocò una riunione, nel mese di luglio 2009, al fine di consentire a Scelsi, se, nonostante l'irrilevanza processuale delle conversazioni, ritenesse sussistere motivi di opportunità ostativi alla prosecuzione da parte sua delle predette indagini in corso". Scelsi però conserva l'inchiesta.

Si arriva ad agosto. Scelsi nella sua indagine intercetta Lea Cosentino e la sua amica, il primario del Di Venere Paola D'Aprile, a cui lady Asl chiedeva qualche volta il telefono in prestito. "Le intercettazioni - prosegue la relazione di Laudati - avviate in data 19 agosto 2009, terminavano in data 3 settembre 2009. Le intercettazioni esperite rilevavano la realizzazione di colloqui telefonici e di incontri avvenuti tra la D'Aprile e la dott. ssa Digeronimo, sua amica".
 
(08 ottobre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/08/news/veleni_in_procura_le_accuse_di_laudati_i_due_pm_s_intercettavano_a_vicenda-22889593/
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2011 @ 13:05:51, in Magistratura, linkato 1362 volte)
Così dicon tutti ... L.M.

Penati 9 ore dai pm: “Mai preso soldi”


PAOLO COLONNELLO

MILANO - Chiarito tutto, parola di Filippo Penati. Ma si è mai visto un indagato dichiarare il contrario dopo un lungo interrogatorio? Così anche l'ex presidente della Provincia di Milano, forzatamente sorridente al termine di quasi 9 ore di confronto davanti ai pm monzesi Mapelli e Macchia, non sfugge alla regola.

Aggiungendo però un paio di cose molto precise: mai preso tangenti per l’affare Serravalle e nemmeno un euro dagli altri imprenditori. «Ho riferito quanto a mia conoscenza e credo di aver dato un contributo che ritengo comunque importante», spiega il politico in un breve comunicato che riassume il lungo confronto. Ma ieri, l’esponente diessino, si è giocato ben più di un semplice «chiarimento» rispetto alle accuse che gli sono piovute sulla testa in questi mesi (dalla corruzione, alla concussione, al finanziamento illecito): precisamente la propria libertà personale, visto che tra meno di due settimane il tribunale del riesame dovrà decidere se accogliere il ricorso dei magistrati sul suo mancato arresto. Così il verbale di ieri e gli accertamenti che ne scaturiranno, saranno fondamentali per capire quanto «la verità di Penati» sia assoluta o molto relativa.

Un verbale che i magistrati hanno deciso di secretare e che non è escluso possa essere riaperto tra breve: o per un nuovo interrogatorio o addirittura per dei confronti con altri coimputati. Segno che ieri Penati non è andato a trattare una resa ma, munito di un trolley zeppo di documenti, si è presentato per contrattaccare, tentando di smantellare quelle che i suoi legali nei giorni scorsi hanno definito «suggestioni» accusatorie.

«Ho risposto a tutte le domande - scrive Penati - ricostruendo nel dettaglio i rapporti da me intrattenuti sia con i coimputati sia, soprattutto, con gli imprenditori che mi hanno accusato». Ai quali, sembra di capire, ha rigettato la palla sostenendo in pratica che i rapporti di denaro intercorsi tra gli imprenditori Piero di Caterina e Giuseppe Pasini nei loro incroci sulle lottizzazioni prima dell’area ex Marelli e poi dell’area Falck, erano cose che riguardavano più i loro affari che la sua ascesa politica. Non a caso, la nota di Penati conclude con queste parole: «Desidero precisare che, all’esito della decisione giudiziaria, mi riterrò libero di chiedere alla magistratura di accertare se coloro che mi hanno accusato, lo abbiano fatto ingiustamente». Penati non si è sottratto nemmeno alle domande sul ruolo svolto dalle coop emiliane e dal presidente di queste, Omer degli Esposti, finito sul registro degli indagati per corruzione insieme ad altri due «consulenti» per aver ricevuto, tra il 2001 e il 2003, dall’imprenditore Pasini due milioni e mezzo di euro in cambio di «prestazioni inesistenti». Penati, che avrebbe sostenuto di non essere stato lui a coinvolgere le Coop, non avrebbe comunque chiamato in causa i vertici nazionali del partito e tanto meno fatto il nome del segretario Bersani.

E’ ovvio che di fronte a una secretazione, che prelude a indagini più approfondite, certe domande possano rimanere senza risposta. Ma che il «sistema Sesto», ovvero un sistema che legava gli affari alla politica in un incessante scorrere di denaro e favori, sia stato una realtà, forse nemmeno Penati ha potuto negarlo. Per questo ha dovuto precisare anche il ruolo svolto dal suo ex braccio destro Vimercati, la cui figura finora è rimasta sempre sottotraccia, pur condividendo tutte le imputazioni di Penati. E qualcosa di più ha detto anche sul ruolo di Pasini, candidato sindaco per il centrodestra nelle ultime elezioni comunali a Sesto San Giovanni ma rimasto silenzioso sulle tangenti che avrebbe versato a Penati (4 miliardi di lire, prima tranche di una somma complessiva di 20 miliardi) fino a quando non è stato chiamato in causa dal pirotecnico Di Caterina. Va aggiunto che sul pagamento dei 4 miliardi, presi in consegna da Di Caterina, è in corso una nuova rogatoria in Lussemburgo.

I pm hanno infatti scoperto che il debito contratto da Pasini con Banca Intesa, che si occupò dell’operazione anticipando i 4 miliardi sulla filiale lussemburghese, venne ripianato da un conto di Antonveneta Luxemburg di cui l’imprenditore dice di non sapere nulla. Un benefattore a sua insaputa, insomma. Chi si nasconde dietro questo nuovo conto? Mistero. Uno dei tanti che contribuiscono a rendere talvolta nebulosa la catena di accuse contro Penati. Stesso discorso per la vicenda Serravalle: nessuna mazzetta da Gavio nè dal suo braccio destro Binasco, ha sostenuto il politico. Sebbene i magistrati gli abbiano contestato il fatto che la storia delle azioni pagate al gruppo di Tortona ben più del prezzo di mercato in nome del cosiddetto “premio di maggioranza”, non stava in piedi. Perché, ritiene l’accusa, Penati quando trattò l’acquisto di quel pacchetto azionario nel 2005, consentendo a Gavio una plusvalenza di 179 milioni di euro e alla Provincia di Milano la maggioranza assoluta, sapeva già che in realtà una parte di quel tesoretto avrebbe dovuto spartirlo con la nascente provincia di Monza-Brianza (istituita con una legge fin dal 2004 ma diventata operativa solo dal 2006), annullando perciò lo sbandierato controllo assoluto sull’autostrada e dunque il valore stratosferico delle azioni appena acquistate. Ciò nonostante, Penati ha negato su tutta la linea: nessuna tangente, nemmeno attraverso le consulenze al suo amico architetto Renato Sarno.

E se rimane il sospetto che il successivo acquisto da parte di Gavio per 50 milioni di euro di azioni Bnl deciso per favorire la scalata di Unipol, possa aver fatto parte di un accordo corruttivo a livello nazionale, dimostrarlo sarà molto difficile. Resta il famoso pagamento di 2 milioni di euro a Di Caterina attraverso il versamento di una caparra per l’acquisto, mai avvenuto, di un immobile. Soldi versati da Bruno Binasco, amministratore delegato del gruppo Gavio, e certificati da una minacciosa e mail di Di Caterina che li qualificava come «anticipi» di ben altri pagamenti «per le notevoli somme già versate a Penati». Un finanziamento illecito, secondo i pm. Una fandonia di Di Caterina, secondo Penati.

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/424050/

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