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 .. riflessi tra i fiori ..... di Lunadicarta
 
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Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all’umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.

Voltaire
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 26/11/2011 @ 08:35:32, in Osservatorio Famiglia, linkato 1618 volte)
Il caso di Yara Gambirasio presenta alcune analogie con quello altrettanto famoso di Elisa Claps. Purtroppo forse occorrerà altro sangue, oppure un decennio di polvere e nuove tecnologie, per ottenere che le Autorità possano perseguire il titolare del cantiere di Mapello, il marocchino che sapeva e il proprietario del centro commerciale. I cani non hanno mai mentito... L.M.

Caso Yara, mistero un anno dopo

Diecimila Dna non svelano il killer


ultimo aggiornamento: 26 novembre, ore 08:07
Milano - (Adnkronos) - A un anno dalla scomparsa ci si interroga ancora su chi, il 26 novembre 2010, ha rapito e ucciso la giovane promessa della ginnastica ritmica di Brembate di Sopra. Pm: fatti tantissimi passi avanti ma presto per dire che siamo vicini a una svolta. La 13enne era era viva quando il suo assassino l'ha abbandonata in un campo a meno di 10 chilometri da casa. Le piste battute finora non hanno portato a nessuna svolta.

Milano, 24 nov. - (Adnkronos) - La morte di Yara Gambirasio e' ancora un mistero. Un anno dopo la scomparsa della 13enne ci si interroga su chi, il 26 novembre 2010, ha rapito e ucciso la giovane promessa della ginnastica ritmica. A Brembate di Sopra, paesino di 9mila anime in provincia di Bergamo, la speranza di dare un volto al suo assassino non svanisce, cosi' come le manifestazioni di vicinanza alla famiglia. Sabato verra' officiata una messa nella chiesa parrocchiale e per ricordarla le sara' intitolata la palestra della scuola delle suore Orsoline a Bergamo che lei frequentava. Non sara' pubblicato, invece, il volumetto con centinaia di messaggi raccolti dal parroco don Corinno, 'bocciata' perche' ritenuta prematura l'idea di dedicarle la palestra dove si allenava e dove e' stata vista l'ultima volta, prima di essere inghiottita dal buio. Prima degli omaggi la famiglia chiede di conoscere la verita' su chi ha ucciso e abbandonato Yara in un campo a Chignolo d'Isola, dove e' stata trovata il 26 febbraio. In via Rampinelli, mamma Maura e papa' Fulvio, restano lontani da telecamere e fotografi per proteggere i figli Keba, Gioele e Natan. Qui, da sempre, si preferisce silenzio e preghiera. Brembate e' l'anti-Avetrana: pochi sono disposti a parlare, nessuno lancia appelli o cerca le luci della ribalta. Nessuna voglia di sensazionalismo per un dolore privato dove la diretta tv non e' contemplata. Domani, come oggi, gli inquirenti continueranno a lavorare per dare un volto a chi, da un anno, sfugge alle indagini. "Siamo speranzosi" dice all'Adnkronos il pm Letizia Ruggeri. I numeri dell'inchiesta forniscono, piu' delle dichiarazioni, la cifra degli sforzi di inquirenti e forze dell'ordine. "Sono 10mila circa i Dna prelevati dagli investigatori -spiega- e 8mila quelli gia' confrontati" con le tracce trovate sui leggings e gli slip che indossava Yara. Comparazioni che, al momento, non hanno fornito la svolta tanto attesa. "Circa 12mila le telefonate intercettate" con il sistema di analisi investigativa Sfera, "centinaia le persone ascoltate" per verificare alibi, cercare presunti testimoni o spunti investigativi.

Nelle ultime settimane l'attenzione si e' concentrata su un ragazzo che frequenta la discoteca vicino a dove e' stato scoperto il corpo di Yara. Il suo profilo genetico presenta alcuni punti di contatto con la traccia isolata sugli indumenti della vittima. Somiglianze, ma non compatibilita' o corrispondenze piene. Il profilo genetico isolato, su cui lavora anche l'Fbi, appartiene probabilmente a un uomo riconducibile al ceppo lombardo, ma l'assassino per ora non ha ancora un nome. "Il campione di Dna che abbiamo e' molto ampio e non ci consente -sottolinea il pm Ruggeri- di circoscrivere i sospetti. Se statisticamente potrebbe essere un uomo italiano il killer, non possiamo escludere che sia una persona dell'Est Europa". Il magistrato e' fiducioso: "sono stati fatti tantissimi passi avanti, ma non possiamo dire che siamo vicini alla svolta. Prosegue la raccolta di campioni di Dna, speriamo di trovare domani l'assassino ma potrebbe volerci ancora tempo". Cosi' tra tabulati, audizioni, ricostruzioni del giorno della scomparsa si cerca di trovare la 'chiave' per risolvere un giallo che rischia di trasformarsi in un 'cold case'. E si riparte da quel venerdi' 26 novembre. Sono le 18.30 quando Yara esce dal centro sportivo dove e' andata a portare uno stereo per una gara prevista la domenica successiva. L'ultima a vederla e' una sua insegnante di ginnastica ritmica. Dei 700 metri che separano il centro sportivo da casa Gambirasio, Yara percorre solo pochi passi. Alle 18.49 il suo cellulare Lg nero viene spento per sempre. L'ultima cella che aggancia e' quella vicino al cantiere di Mapello dove oggi sorge un centro commerciale e dove lavorava Fikri. Un cantiere a cui porta anche il fiuto dei cani usati per le ricerche, mentre l'autopsia rivela che nei polmoni della giovane studentessa ci sono tracce di polvere tipica dei cantieri.

E' l'autopsia a fornire le prime risposte ai tanti dubbi degli inquirenti, mentre il ritrovamento della 13enne a non piu' di 300 metri dal comando dei vigili e sede del comando interforze per cercare di riportarla a casa suona quasi come una beffa. Per tre mesi l'hanno cercata ovunque, Yara e' rimasta sepolta dalle sterpaglie e dalla neve fino a quando un appassionato di aeromodellismo l'ha vista e ha dato l'allarme. La giovane era viva ma incosciente quando il suo assassino l'ha abbandonata in un campo in via Bedeschi a Chignolo d'Isola, a meno di dieci chilometri da casa. A ucciderla, secondo quanto contenuto nella relazione firmata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, un insieme di concause: la ferita alla testa provocata forse con un sasso, le coltellate (i quattro tagli alla schiena, quelli al collo e ai polsi) e l'insufficienza respiratoria dovuta a un probabile tentativo di strangolamento. Nessuna delle ferite e' stata mortale: l'assassino ha lasciato la 13enne in mezzo al campo incolto credendola morta, il decesso invece e' avvenuto in seguito, quando alle ferite si e' aggiunto il freddo. Yara era agonizzante, priva di sensi, incapace di spostarsi e chiedere aiuto, ma quando chi l'ha colpito le ha voltato le spalle lei era ancora viva. Sulla base dell'angolazione e della profondita' delle ferite, chi ha infierito e' alto piu' o meno un metro e settantacinque. Un'aggressione a scopo sessuale, l'ipotesi piu' accreditata, mentre l'idea che maggiormente serpeggia e' che la giovane promessa della ginnastica conosceva chi l'ha uccisa. Potrebbe essersi fidata dal suo aguzzino e aver accettato un passaggio in auto per arrivare a casa prima. Da spiegare resta perche' non indossasse i suoi guanti neri, trovati in una tasca del giubbotto, e perche', sempre in tasca, avesse la sim e il cellulare. Qualcuno l'ha costretta a disfarsi della batteria (mai trovata) del cellulare? Perche' non disfarsi anche del resto? Yara era una vittima casuale o prescelta? Dubbi che insieme ad altri affollano la mente di chi indaga.

"Dall'inizio dell'inchiesta abbiamo fatto tantissimi passi in avanti e spero -aggiunge il pm Ruggeri- che tutto questo lavoro non sia vano. Le forze dell'ordine continuano a raccogliere campioni di Dna, continuiamo ad ascoltare persone, verifichiamo segnalazioni 'strampalate', indicazioni fornite da alcuni sensitivi e riceviamo ancora lettere con informazioni destituite da ogni fondamento". Indagini, dunque, che non tralasciano nulla. Il tutto senza dimenticare la prudenza, dopo il passo falso dell'arresto di Fikri. Le testimonianze di un ragazzo, l'ipotesi di un furgone bianco, il racconto di una donna che dice di aver visto due auto, non hanno portato a nulla. La pista di un operaio polacco, allontanatosi da Brembate subito dopo la morte di Yara, e' stata presto scartata: il telefonino dell'uomo 'catturava' altre celle rispetto al telefonino della 13enne. Un buco nell'acqua anche la ricerca negli affari della famiglia Gambirasio: dalla criminalita' organizzata alla vendetta nei confronti del padre, tutte le ipotesi sono state scartate. Inutile scavare nella vita della vittima: nessun fidanzatino, ne' doppia vita in chat. Per lei che sognava di diventare una ginnasta c'era solo la scuola e la palestra dove, il 28 maggio scorso, sono stati celebrati i suoi funerali. A pochi passi da quella palestra, non lontano da casa, anche oggi la foto sorridente di Yara continua a dare forza a mamma Maura che sulla sua tomba non smette di pregare e di chiedere chi ha portato via la sua bambina.
La Rassegna

Caso Yara, mistero un anno dopo Diecimila Dna non svelano il killer

Adnkronos/IGN - ‎34 minuti fa‎
Milano - (Adnkronos) - A un anno dalla scomparsa ci si interroga ancora su chi, il 26 novembre 2010, ha rapito e ucciso la giovane promessa della ginnastica ritmica di Brembate di Sopra. Pm: fatti tantissimi passi avanti ma presto per dire che siamo ...

YARA,DON SCOTTI: ASSASSINO CONFESSI.Parroco Brembate: dovrebbe ...

TGCOM - ‎10 ore fa‎
21:46 - "L'assassino di Yara si costituisca". E' l'appello che don Corinno Scotti, parroco di Brembate, lancia in un'intervista a "Quarto Grado". "Spero - ha detto don Scotti - che abbia una coscienza, che si renda conto di quello che ha fatto e della ...

Un anno fa la scomparsa di Yara il parroco: l'assassino si consegni

La Repubblica - ‎10 ore fa‎
della palestra e fu trovata uccisa tre mesi dopo. I dna sui suoi abiti al vaglio dell'Fbi E' trascorso un anno esatto dalla scomparsa di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra sparita nel nulla il 26 novembre 2010 mentre tornava a casa dal ...

Appello del parroco di Brembate ad assassino di Yara: si consegni

TM News - ‎11 ore fa‎
Roma, 25 nov. (TMNews) - "Spero che abbia una coscienza, che da un certo punto si renda conto di quello che ha fatto, della sofferenza che ha generato. Prima di tutto in questa bambina, in Yara, poi in tutti gli altri, cominciando dal papà e dalla ...

Dedicata a Yara Gambirasio la palestra della sua scuola

ANSA.it - ‎13 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 25 NOV - A un anno esatto dalla sua scomparsa, a Yara Gambirasio sara' intitolata domani la palestra dell' istituto delle suore Orsoline di Somasca di Bergamo, la scuola che la tredicenne frequentava, con una cerimonia riservata solo ...

BREMBATE DI SOPRA COMMEMORATES YARA GAMBIRASIO'S LOSS

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎13 ore fa‎
(AGI) Bergamo - One year on from her kidnapping and murder, Yara Gambirasio is to have a school gym named in her memory. Between 0830 and 1230 CET, the school formerly attended by Yara is to host a sports showcase tiled 'Sport che passione' (Sports ...

YARA: DOMANI INTITOLAZIONE PALESTRA E MESSA SUFFRAGIO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) Bergamo - Due iniziative sono state scelte per ricordare Yara Gambirasio a un anno dal suo rapimento: intitolarle la palestra della scuola che frequentava e una messa di suffragio. Domattina alla scuola di Yara, quella delle Suore Orsoline di ...

YARA: IL SINDACO, L'HO CERCATA TUTTI I GIORNI POI L'ORRORE...

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Bergamo, 25 nov. - Ha cominciato a cercare Yara Gambirasio due giorni dopo la sua scomparsa e ha smesso solo quando il corpo e' stato ritrovato tra le sterpaglie di un campo. "Io l'avrei cercata gia' il giorno dopo, ma mi hanno spiegato che per ...

YARA: INDAGINI CONCENTRATE SU DNA, 10 MILA QUELLI 'MAPPATI'

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Bergamo, 25 nov. - Le indagini per trovare l'assassino di Yara Gambirasio stanno da sempre seguendo un'unica pista: quella del Dna. Cioe' la comparazione delle due tracce genetiche attribuite all'assassino e rilevate sulle mutandine e sui ...

YARA: UN ANNO FA IL SEQUESTRO A 200 METRI DA CASA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Bergamo, 25 nov. - Il sorriso con l'apparecchio ai denti. E' l'immagine che resta nella memoria di Yara Gambirasio. La stessa immagine che si trova sulla sua lapide al cimitero di Brembate Sopra, circondata di girandole, angioletti, ...
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Di Loredana Morandi (del 26/11/2011 @ 08:18:15, in Estero, linkato 2632 volte)
La sentenza Ue C-379/10 imporrebbe un correttivo alla legge 117 del 1988 con la condanna dell'Italia sul tema del risarcimento danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e sugli errori nell'applicazione del Diritto Europeo. Così, dopo la schiavitù nei confronti delle Banche d'Affari e la parziale estromissione dai rapporti internazionali per il gas libico, il rapporto dell'Italia con l'Unione Europea si tinge di rosso con una sentenza mirata a destabilizzare ulteriormente il sistema giudiziario italiano, anche post B. A mio avviso la strada potrebbe essere quella di lasciare l'Europa, dal cui sistema capitalistico si esce soltanto debitori in miseria, divenendo un paradiso fiscale per attirare investimenti internazionali e attivando un immediato + + Michelangelo e Tintoretto a favore del sistema turistico nazionale. L.M.  

Giustizia: responsabilita' giudici,

corte Ue condanna Italia


LA SENTENZA UE


(ANSA) - BRUXELLES, 24 NOV - La Corte di giustizia dell'Unione europea ha bocciato la legge italiana che limita la responsabilita' civile dello stato in caso di errori dei giudici nell'applicazione del diritto europeo. In particolare, secondo la sentenza resa nota oggi, e' illegittimo che tale responsabilita' sia riconosciuta solo nei casi di 'dolo o colpa grave', deve invece esserlo anche per semplice 'violazione manifesta del diritto europeo'. In pratica, non sono ammessi 'sconti': i giudici devono conoscere bene le leggi Ue.

La Corte in una nota ''rammenta che uno stato membro e' tenuto al risarcimento dei danni arrecati ai singoli per violazione del diritto dell'Unione da parte dei propri organi''.

Inoltre osserva che ''il diritto nazionale puo' precisare la natura o il grado di una violazione che implichi la responsabilita' dello Stato ma non puo' in nessun caso imporre requisiti piu' rigorosi'' rispetto a quelli del diritto europeo.

A far scattare la condanna e' stata quindi la constatazione che la legge italiana, cosi' come interpretata dalla Cassazione, quando richiede la ''colpa grave'' dei giudici, di fatto impone un regime restrittivo per riconoscere la responsabilita' civile.

Secondo la Corte Ue ''l'Italia non e' stata in grado di provare che l'interpretazione di tale legge ad opera dei giudici italiani sia conforme alla giurisprudenza alla Corte di giustizia''. (ANSA).

La Rassegna

L' Ue: si paghi per gli errori delle toghe

Corriere della Sera - ‎43 minuti fa‎
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - La Corte europea di giustizia ha emesso ieri una sentenza, 8 paginette in tutto, che probabilmente farà un certo rumore in Italia. Perché «seziona» la legge italiana sulla responsabilità civile dello Stato, ...

Giustizia: responsabilita' giudici, corte Ue condanna Italia

ANSA.it - ‎24/nov/2011‎
(ANSA) - BRUXELLES, 24 NOV - La Corte di giustizia dell'Unione europea ha bocciato la legge italiana che limita la responsabilita' civile dello stato in caso di errori dei giudici nell'applicazione del diritto europeo. In particolare, secondo la ...

Responsabilità dei giudici, la Corte Ue condanna l'Italia: lo ...

Il Messaggero - ‎24/nov/2011‎
ROMA - La Corte di giustizia dell'Unione europea ha bocciato la legge italiana che limita la responsabilità civile dello Stato in caso di errori dei giudici nell'applicazione del diritto europeo. In particolare, secondo la sentenza resa nota oggi, ...

Corte di Giustizia Ue: legge italiana troppo tenera con i ...

Il Sole 24 Ore - ‎24/nov/2011‎
L'Italia è troppo tenera con i magistrati che sbagliano. Con una sentenza (causa C-379/10, resa nota oggi) la Corte di Giustizia Ue ha bacchettato la legge italiana 117/88 sul risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e ...

Corte Ue:legge su responsabilità civile magistrati da modificare

Reuters Italia - ‎24/nov/2011‎
ROMA (Reuters) - E' contraria al diritto dell'Unione europea la legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati per i danni arrecati ai singoli in seguito a violazioni del diritto europeo. Lo ha stabilito la Corte di giustizia della Ue in una ...

CGUE: RESPONSABILITA' GIUDICI, BOCCIATA LEGGE ITALIANA

JusticeTV - ‎13 ore fa‎
Niente sconti per i giudici che commettono degli errori nell'applicazione del diritto europeo. La Corte di Giustizia Europea ha bocciato la legge italiana che limita la responsabilità civile dello Stato, per i danni causati ai cittadini in caso di ...

La Corte UE striglia la magistratura italiana

Teleborsa - ‎19 ore fa‎
Regole troppo permissive sulle violazioni comunitarie. E' questa la sentenza decisa ieri dalla Corte europea di giustizia in merito alla responsabilità della magistratura nel nostro Paese. In una nota emessa ieri, la Corte UE rileva che "la normativa ...

La legge sulla responsabilità civile dei magistrati è contraria al ...

Leggi Oggi - Quotidiano di Informazione Giuridica - ‎20 ore fa‎
È contraria al diritto dell'Unione la legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati per i danni arrecati ai singoli a seguito di violazione del diritto medesimo. L'esclusione ovvero la limitazione della responsabilità dello Stato ai casi di ...

Responsabilità Civile Magistrati: l'UE torna a condannare l'Italia

Notizie Radicali - ‎20 ore fa‎
Per la terza volta la Corte di Giustizia europea torna ad affermare che non è compatibile con il diritto comunitario l'esclusione della responsabilità civile nel caso in cui l'errore del magistrato sia dovuto ad una errata interpretazione di norme di ...

Chi sbaglia paga, anche se e' un magistrato

IPSOA Editore - ‎22 ore fa‎
La Repubblica italiana non ha confutato in termini sufficientemente sostanziali e dettagliati l'addebito contestatole dalla Commissione, secondo cui la normativa italiana limita, in casi diversi dall'interpretazione di norme di diritto o dalla ...

Corte Ue: legge Italia su responsabilita' giudici contraria a ...

Archivio Radiocor - ‎22 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 24 nov - Il diritto dell'Unione, indica la Corte, impone agli Stati membri di risarcire i danni arrecati ai singoli a seguito di violazioni del diritto dell'Unione ad essi imputabili, principio che vale nel caso ...

Corte Ue: legge Italia su responsabilita' giudici contraria a diritto

Archivio Radiocor - ‎22 ore fa‎
E' limitata a dolo o colpa grave per violazione diritto Ue (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 24 nov - La legge italiana sulla responsabilita' civile dei magistrati per i danni arrecati ai singoli a seguito dalla violazione del diritto Ue e' ...

Corte europea: sentenze su provider e giudici

inviatospeciale - ‎24/nov/2011‎
Il tribunale ha stabilito che i singoli Paesi non possono limitare la libertà di download e che l'Italia deve cambiare la sua legge sulla responsabilità civile dei magistrati. La Corte Ue ha stabilito che i giudici nazionali non possono imporre alle ...
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Di Loredana Morandi (del 26/11/2011 @ 08:09:29, in Estero, linkato 2415 volte)
.. o dell'inutilità reale delle corti superiori o sovranazionali. La corte Ue è in possesso della sola legge sul commercio elettronico, frutto di lobbismi e mafioserie varie, così appare dimentica della sovranità della legislatura nazionale e del fatto di essere essa stessa carente in origine perché nulla nel web è stato regolamentato. L.M.

Internet: Corte Ue, vietato imporre filtri anti-pirateria

I giudici nazionali non possono agire su fornitori accesso web


24 novembre, 14:40

BRUXELLES - Sentenza della Corte Ue pro-pirateria: i giudici nazionali non possono imporre alle societa' che forniscono accesso ad internet di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. ''Il diritto dell'Unione vieta un'ingiunzione di un giudice nazionale diretta ad imporre ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio per prevenire gli scaricamenti illegali di file'', si legge nella sentenza della Corte di giustizia Ue pubblicata oggi.

Per la Corte, ''un'ingiunzione di tale genere non rispetta il divieto di imporre a siffatto prestatore un obbligo generale di sorveglianza ne' l'esigenza di garantire un giusto equilibrio tra il diritto di proprieta' intellettuale, da un lato, e la liberta' d'impresa, il diritto alla tutela dei dati personali e la liberta' di ricevere o di comunicare informazioni, dall'altro''.

In pratica, secondo i giudici di Lussemburgo, obbligare i fornitori di accesso a internet a 'filtrare' i contenuti contrasta con il divieto - presente nel diritto europeo - di imporre una sorveglianza sulle comunicazioni che transitano sulla sua rete. In particolare, l'imposizione di un filtro ad un internet provider sarebbe incompatibile con la direttiva sul commercio elettronico e con i diritti fondamentali, spiega la Corte.

La causa e' nata da una controversia tra la Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM, una societa' di gestione belga incaricata di autorizzare l'utilizzo da parte di terzi delle opere musicali degli autori, dei compositori e degli editori.

Nel 2004 la SABAM ha scoperto che alcuni utenti che si avvalevano dei servizi della Scarlet scaricavano da internet, senza autorizzazione e senza pagarne i diritti, opere contenute nel suo catalogo, utilizzando reti peer-to-peer. Su istanza della SABAM, il Tribunale di Bruxelles ha ordinato alla Scarlet, in qualita' di fornitore di accesso ad Internet, di far cessare tali violazioni del diritto d'autore, rendendo impossibile ai suoi clienti qualsiasi forma di invio o di ricezione tramite peer to peer di file che contenessero un'opera musicale appartenente al repertorio della SABAM.

La Scarlet ha fatto appello alla Corte di secondo grado, la quale ha chiesto l'intervento della Corte di giustizia Ue che oggi ha dichiarato incompatibile con il diritto Ue la sentenza del Tribunale di Bruxelles perche' ''l'ingiunzione imporrebbe une sorveglianza generalizzata, incompatibile con la direttiva sul commercio elettronico''.

La Rassegna


La Corte di Giustizia Europea vieta i filtri sui contenuti Internet

Il Sole 24 Ore - ‎20 ore fa‎
La sentenza vieta ai giudici dei singoli stati dell'Unione di imporre l'introduzione a carico dei provider Internet di qualsiasi filtro per prevenire il download di determinati contenuti attraverso la rete Internet, compreso materiale soggetto a ...

Sabam/Scarlet: una sentenza quasi rivoluzionaria

WebNews - ‎21 ore fa‎
La sentenza Sabam/Scarlet ha fatto molto discutere nelle ultime ore. Chi la considera storica, chi la considera una pistola a salve, chi ne guarda all'applicazione concreta senza intravedere proiezioni di particolare portata sulla giurisprudenza ...

Una sentenza sopravvalutata

Il Sole 24 Ore - ‎21 ore fa‎
L'oggetto di causa era un singolare ordine giudiziale richiesto dalla Sabam (l'equivalente della nostra SIAE) nei confronti di un fornitore di accesso ad internet. Il provider avrebbe dovuto: i) filtrare tutto il traffico dei propri clienti per ...

Confindustria commenta la sentenza Ue su filtri P2P

PMI.it - ‎15 ore fa‎
Confindustria Cultura Italia commenta la sentenza della Corte di Giustizia Ue: no a filtri P2P preventivi per proteggere il Copyright in Rete ma garanzie di intervento in caso di infrazione reiterata. Confindustria risponde alla sentenza della Corte di ...

L'UE boccia i filtri antipirateria

Zeus News - ‎13 ore fa‎
Corte di Giustizia Europea: i filtri imposti dai provider non sono conformi al diritto dell'Unione. La Corte di Giustizia, in una sentenza, ha stabilito che i giudici nazionali non possono imporre ai provider di applicare filtri alle connessioni allo ...

Filtri P2P negli ISP, un no perentorio dall'Unione Europea

HWfiles - ‎16 ore fa‎
Nell'anno 2004 la SABAM (ente che possiamo immaginare come la SIAE belga), dopo aver scoperto che alcuni utenti abbonati all'ISP (Internet Service Proveder) belga Scarlet scaricavano dal web contenuti protetti dal copyright senza pagarne i diritti, ...

Internet: vietato usare i filtri, anche contro la pirateria

DiariodelWeb.it - ‎10 minuti fa‎
Le Autorità non possono imporlo ai fornitori di servizi. Duro colpo per le società di gestione dei diritti d'autore, per i produttori di film, musica e software e in generale per gli interessi economici dell'industria culturale BRUXELLES - La Corte di ...

La Corte di Giustizia Europea vieta il filtraggio delle ...

Milano Web - ‎12 ore fa‎
Arriva addirittura dalla Corte di Giustizia Europea il divieto di imporre sistemi che realizzino attività di “intercettazione” dei contenuti che viaggiano sulla rete internet. Il caso è stato integrato dalla richiesta che la Sabam (società belga che ...

Filtri P2P: stop dalla Corte Europea, sentenza storica

PianetaTech - ‎20 ore fa‎
La Corte di giustizia europea, attraverso una ”storica” sentenza, ha vietato ai fornitori di accesso alla Rete l'adozione di filtri al web per contrastare la pirateria online, in quanto tale pratica è da ritenersi contraria al diritto comunitario. ...

Pirateria, l'Europa vieta i filtri "Contrari alle leggi della Ue"

La Repubblica - ‎24/nov/2011‎
Storica decisione della Corte di giustizia europea: non possono essere rivolte ingiunzioni per oscurare a titolo preventivo siti che contengano materiale che viola il copyright. Esultano le associazioni di consumatori e provider di ALESSANDRO LONGO ...

La Corte europea rimuove l'obbligo di 'filtri' agli internet provider

RomagnaOggi.it - ‎21 ore fa‎
No ai filtri informatici per impedire il download di file musicali o altri prodotti illegali. E' la decisione della Corte di giustizia europea che ha rimosso la possibilità di richiedere agli internet provider di installare dei 'firewall' che ...

L'UE dice no ai filtri sul p2p: ma cosa cambia per gli utenti?

Panorama (Blog) - ‎14 ore fa‎
La sentenza è da più parti definita storica: la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che nessuno - nemmeno un tribunale - può imporre ai provider di adottare filtri per prevenire la pirateria. Il diritto dell'Unione vieta un'ingiunzione di un ...

La Corte Ue: «Su Internet vietati i "filtri" per impedire i ...

Corriere della Sera - ‎24/nov/2011‎
MILANO - Agli Internet provider non può essere richiesto di installare "filtri" che impediscano il download illegale di file o lo rendano disagevole. È quanto stabilisce una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. IL CASO - La Sabam, ...

Corte Ue: internet provider non possono imporre filtri contro ...

Il Sole 24 Ore - ‎24/nov/2011‎
UPDATE: Il commento della Vicepresidente Neelie Kroes responsabile per l'Agenda Digitale è in accordo con quello della Commissione: "Accogliamo favorevolmente quello che chiarisce la Corte sull'interpretazione delle ingiunzioni e la loro applicazione ...

Corte Ue: chi fornisce l'accesso a internet non ha l'obbligo di ...

Il Sole 24 Ore - ‎24/nov/2011‎
Il fornitore dell'accesso a Internet non è tenuto a vigilare sui download illegali dei suoi utenti e un giudice che imponga un simile obbligo contravviene al diritto dell'Unione. Lo ha deciso la Corte Ue (causa C-70/10) risolvendo una controversia ...

Internet: Corte Ue, vietato imporre filtri anti-pirateria

ANSA.it - ‎24/nov/2011‎
BRUXELLES - Sentenza della Corte Ue pro-pirateria: i giudici nazionali non possono imporre alle societa' che forniscono accesso ad internet di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. ''Il diritto dell'Unione vieta ...

UE: la liberta' vince sui filtri antipirateria

Punto Informatico - ‎24/nov/2011‎
L'imposizione di tecnologie di monitoraggio e filtraggio costituirebbe una violazione della Direttiva sul Commercio Elettronico. Oltre che dei diritti fondamentali. La Corte di Giustizia del Vecchio Continente sul caso SABAM vs. ...

Corte di Giustizia UE dice no ai filtri P2P indiscriminati

Tom's Hardware Guide - ‎24/nov/2011‎
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha ribadito che i service provider non possono essere obbligati ad adottare filtri P2P in modo generalizzato, a titolo preventivo, senza limiti nel tempo per identificare gli scaricamenti illegali di file. ...

La CURIA vieta i filtri preventivi alla Rete

WebNews - ‎24/nov/2011‎
La Corte di Giustizia Europea respinge la richiesta di imporre un filtro preventivo anti-pirateria a tutti gli Internet Service Provider. «Sebbene la tutela del diritto di proprietà intellettuale sia sancita dall'art. 17, n. 2, della Carta dei diritti ...

Pirateria informatica: stop ai filtri, lo dice la Corte di ...

Blogosfere (Blog) - ‎17 ore fa‎
Nonostante qualche isolato neo-troglodita affermi ancora, alle soglie del 2012, che l'accesso ad Internet non debba essere riconosciuto come diritto, almeno per quanto riguarda l'aspetto legato l'informazione (ma non solo), una decisione della Corte di ...

Copyright, la Corte di Giustizia Europea vieta di imporre filtri ...

oipa magazine - ‎22 ore fa‎
La sentenza ha risolto la controversia originata tra la Scarlet (il provider) e la Sabam (la Siae belga). Chi fornisce l'accesso al web non ha l'obbligo di sorvegliare i download illegali dei singoli utenti Una sentenza destinata a far discutere. ...

Filtri anti pirateria: illegali per la corte di Giustizia Europea

PcTuner.net - ‎24/nov/2011‎
Con la pubblicazione di una sentenza, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea sancisce, una volta per tutte, l'impossibilità di obbligare i service provider ad applicare filtri anti filesharing (P2P) in maniera generalizzata, a titolo preventivo, ...

La UE vieta i filtri per il file sharing illegale

Mr.Webmaster - ‎24/nov/2011‎
Secondo quanto stabilito da una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, gli Internet Provider non possono effettuare procedure atte ad impedire agli utenti di accedere ai canali per la condivisione di file, anche se queste ...

Sentenza UE: No ai filtri P2p. La parola agli esperti

ITespresso.it - ‎24/nov/2011‎
Filtrare la Rete limita la libertà dei cittadini digitali. “Le direttive Ue [in materia di copyright, privacy e e-commerce, ndr] lette in combinato disposto e interpretate tenendo presenti le condizioni derivanti dalla tutela dei diritti fondamentali ...

Corte Ue, sentenza storica: "Vietato installare filtri per ...

InfoOggi - ‎19 ore fa‎
BRUXELLES, 25 NOVEMBRE 2011 - Quella di imporre filtri al web volti ad impedire agli utenti di scaricare file pirata, è una pratica contraria al diritto comunitario, la sentenza, definita dagli esperti storica, è stata presa ieri dalla Corte di ...

Siae belga sconfitta: Filtri agli Isp bocciati dalla Corte di ...

ITespresso.it - ‎24/nov/2011‎
La Corte di Giustizia UE vieta ai fornitori di accesso alla Rete di adottare filtri per contrastare la pirateria online. La UE promuove la Net neutrality Le varie SIAE europee non hanno un alleato nella UE, anzi. La SIAE belga (la Sabam) deve incassare ...

Pirateria, la UE vieta filtri preventivi sul web

MyTech - ‎24/nov/2011‎
Sentenza storica della Corte di Giustizia Europea: nessuno, nemmeno un tribunale, può obbligare i provider a sorvegliare utenti e contenuti in nome del copyright. Vediamo che significa per gli utenti Quella di oggi, della Corte di Giustizia Europea, ...

Il caso Sabam/Scarlet, vietato filtrare la rete

Techzilla.it - ‎16 ore fa‎
La corte di giustizia europea ha depositato ieri la sentenza del caso Sabam/Scarlet, che nelle ultime ore ha fatto molto discutere. I protagonisti della sentenza sono Sabam, che è il corrispettivo belga della nostra SIAE, e Scarlet, che invece è un ...

Vietato imporre ai provider di filtrare per “pirateria”, l'UE ha ...

The New Blog Times (Blog) - ‎24/nov/2011‎
Roma – Non si può imporre ai provider Internet di attuare meccanismi di filtraggio, qualunque essi siano, nemmeno di fronte a ordini emanati dalle autorità sulla base della constatazione di pirateria. Questa la recente decisione (PDF) dell'Unione ...

La Ue: su Internet è vietato usare filtri, anche contro pirateria

TM News - ‎24/nov/2011‎
Bruxelles, 24 nov. (TMNews) - La Corte di Giustizia dell'Ue ha stabilito, con una sentenza emessa oggi a Lussemburgo, che i fornitori di accesso ad Internet non possono filtrare o bloccare le comunicazioni elettroniche fra gli utenti, neanche quando ..
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Di Loredana Morandi (del 25/11/2011 @ 18:45:45, in Osservatorio, linkato 2219 volte)
E noi, francamente, le crediamo perché la PAS è l'invenzione di un pedofilo. Le crediamo soprattutto perché la cosa è pervenuta immediatamente nelle mani di Timperi, un ennesimo giornalista di Rai 1 che usa il serviizio pubblico per gli affari propri, primo trombettiere del regime di Nambla - Italia (il nome vero è quello latino del "capelvenere", un nome un programma: mettere le donne sotto i piedi anche ad integrale beneficio dei pedofili italiani), cioé le dodici associazioni sorelle di Falsi Abusi, promosse inoltre dall'abusante per fondazione Chiesa di Scientology. L.M.

La moglie del calciatore scrive ai giornali:

"Sono una madre disperata"


(AGI) - Genova, 24 nov. - “Sono una madre disperata…”. Inizia con queste parole la lettera che la moglie del calciatore trentaseienne indagato per presunti abusi sulla figlia ha inviato oggi agli organi di stampa. “A luglio del 2009 ho denunciato al tribunale civile - prosegue la missiva - in fase di udienza presidenziale che mia figlia mi aveva rivelato confidenze circa condotte di natura sessuale abusante del padre nei suoi confronti. Il tribunale civile su richiesta del Presidente, ha istruito una perizia per rilevarne lo stato di fondatezza”. Secondo i difensori del calciatore, Massimo Boggio e Gianni Trombetta, la consulenza avrebbe dato esito negativo, dunque totalmente a discarico del loro cliente.

Scrive invece la donna (assistita dagli avvocati Stefano Corsini e Maurizio Tonnarelli): “La perizia civile ha rilevato degli elementi abusanti, tanto e’ vero che la giudice del civile ne ha chiesto un approfondimento in sede penale, adita dalla sottoscritta - si legge - La conflittualita’ di cui mi si accusa e’ inesistente, sebbene i maggiori studiosi in materia, dicano che i contatti padre-figli debbano essere sospesi fino ad accertamento dell’abuso, io quelle visite protette, previste precauzionalmente a tutela dei minori, che (omissis, omettiamo il nome del marito della donna) rivendica come suo diritto attraverso i mass-media, affermando che la sottoscritta gliele negherebbe ed indicandole come motivo di conflittulita’, io le ho sempre permesse senza che mi si possa accusare del contrario”. (AGI) Ge1/Sep (Segue)




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Di Loredana Morandi (del 25/11/2011 @ 18:28:28, in Osservatorio Famiglia, linkato 1282 volte)
Non è horror ma una sentenza del Tribunale


Il 13 luglio 2011 il Tribunale di Belluno ha pronunciato la seguente sentenza, depositata l’11/10/2011.

Il Tribunale ha condannato un uomo perché “per motivi abbietti, costringeva.. gravemente minacciandola con un’ascia che teneva sul letto durante lo stupro al fine di eseguire il delitto di violenza sessuale, con violenza consistita nel tenerla ferma, a subire atti sessuali consistiti in un rapporto vaginale completo con eiaculazione”.

Si legge nella sentenza che  l’imputato “sotto minaccia di una accetta, ebbe a costringere.. ad avere con lui ben due rapporti sessuali completi; e ciò nonostante la donna continuasse a piangere mentre il.. esaudiva i suoi istinti sessuali, incurante dello stato d’animo della stessa (tanto da leccarle le lacrime)”.

Si legge inoltre che la parte offesa “..pur essendo stata talvolta contraddetta e smentita in alcune parti della propria deposizione dibattimentale dalle risultanze investigative compiute, è da ritenersi del tutto attendibile e credibile in relazione a quello che è il nucleo essenziale delle proprie dichiarazioni, ossia il racconto reso dalla stessa in merito alla violenza subita”. Questa in sintesi la vicenda: la donna, che svolge un’attività di commercio e vendita di automobili, un giorno, mentre serve al tavolo di un locale, conosce l’uomo, che successivamente la contatta più volte e le “fa la corte”, riferendole anche della sua intenzione di acquistare un’auto. Le propone quindi di andare a pranzo con lui e altri signori per discutere di un nuovo lavoro( in tale occasione la donna  inoltre spera di vendergli un’auto). Giunta all’appuntamento , poiché le altre persone ritardano, viene invitata a salire a casa sua a prendere un thè: dopo aver atteso chiacchierando alcune ore, l’uomo la minaccia con l’accetta e la stupra.

Il PM chiede una condanna a 7 anni, il Tribunale lo condanna a 2 anni con la sospensione condizionale della pena, riconoscendogli l’attenuante  ”di cui all’ultimo comma dell’art.609 bis c.p. ritenuta prevalente sulla contestata aggravante di cui all’art. 609 ter n.2 c.p.” perché: “La donna, del resto, era consapevole del debole che il.. nutriva per lei; è la stessa ad aver riferito in aula che il. già da tempo, si era mostrato “galante” nei suoi confronti telefonandole anche con insistenza pur sempre con la scusa di trovarle dei clienti per la vendita delle auto; inoltre, era stato generoso negli apprezzamenti personali nei suoi confronti quando l’aveva conosciuta la prima volta.Pertanto , sotto il profilo della concreta offesa arrecata, si deve desumere che verosimilmente vi fu all’inizio dell’incontro una accettazione da parte della donna della possibilità che la situazione con il.. potesse andare oltre.

La.. per quanto dalla stessa riferito, non ebbe alcuna remora ad entrare in casa del., che ben sapeva avere un debole per lei avendola corteggiata per tutto il tempo in cui era stata in..” (viene riportato il luogo in cui la donna aveva temporaneamente lavorato come cameriera)” ed anche successivamente né a rimanere in cucina a chiacchierare con lui per molto tempo (circa 2 ore), senza pranzare. D’altro canto la.. non poteva nemmeno dirsi una donna sprovveduta in merito alle relazioni uomo-donna, e ciò sia per il ruolo familiare ricoperto, quale madre di famiglia, sia per il lavoro che svolgeva nell’ambito del commercio e che la portava  ad avere necessariamente maggiori contatti con il genere maschile (vendeva autovetture)”.

di Luisa Betti
pubblicato il 21 novembre 2011
http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2011/11/21/non-e-horror-ma-una-sentenza-del-tribunale/
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:46:13, in Magistratura, linkato 1279 volte)

Maltempo:procura Messina apre inchiesta


(ANSA) - MESSINA, 23 NOV - La Procura di Messina ha aperto un fascicolo sulla frana che ha colpito il Comune di Saponara, provocando tre vittime. L'inchiesta e' a carico di ignoti; i reati ipotizzati sono quelli di disastro colposo e omicidio colposo. Lo ha confermato il procuratore di Messina Guido Lo Forte, che stamani ha compiuto un sopralluogo nelle zone colpite dal disastro.

Maltempo: Procura Messina apre inchiesta per disastro e omicidio colposi

Messina, 23 nov. (Adnkronos)- La Procura di Messina ha aperto un'inchiesta contro ignoti con ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo sulla frana che ha ucciso tre persone ieri sera a Saponara. Il capo della Procura Guido Lo Forte ha effettuato stamattina un sopralluogo insieme al sostituto procuratore Camillo Falvo. Si attende una prima relazione che i carabinieri depositeranno per avere gli elementi per far 'decollare' le indagini.  (23 novembre 2011 ore 14.32)

***

MALTEMPO/TOSCANA: PROCURATORE MASSA,
ENTRO ANNO CONCLUSIONI CONSULENTI
 

(ASCA) - Firenze, 22 nov - Entro la fine dell'anno, o al piu' tardi all'inizio del 2012, saranno consegnate le conclusioni dei consulenti incaricati dalla Provincia di Massa nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione che ha colpito la Lunigiana nelle scorse settimane.

Lo ha detto il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro, parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Firenze.

''Le indagini - ha detto - vanno avanti e i consulenti stanno lavorando con molta celerita' e serieta'. Il cittadino oggi ha bisogno di certezze, siano esse positive o negative, e quindi le indagini proseguono''.

L'indagine, condotta dal sostituto procuratore Rossella Soffio, ipotizza il reato di omicidio colposo (le vittime sono state due) ma al momento non ci sono indagati.

''I consulenti mi hanno assicurato che presenteranno le conclusioni entro la fine dell'anno o i primi del 2012.

Questa e' una prima tappa e poi tireremo le prime somme'', spiega Giubilaro. Intanto, pero', ''basta vedere come l'assetto urbanistico si e' sviluppato negli anni per rendersi conto, senza essere dei Leonardo Da Vinci, che qualcosa la mano dell'uomo ha certamente fatto. Non c'e' bisogno di tre lauree in ingegneria per capire che il controllo del territorio non e' stato quello che sarebbe dovuto essere''.

Tempi brevi, inoltre, anche per l'inchiesta sulla Asl di Massa: ''Prima della fine dell'anno ci sara' un primo step poi vedremo.

Siamo alle prime conclusioni - conclude Giubilaro - e stavamo attendendo gli accertamenti dei fatti dai consulenti. Le consulenze sono gia' state depositate e siamo a un primo passo''.

afe/
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:37:00, in Magistratura, linkato 1138 volte)
Questa sì che è informatizzazione... L.M.

TOSCANA: PER CITTADINI ACCESSO ONLINE
A PROPRIO FASCICOLO GIUDIZIARIO


(ASCA) - Firenze, 23 nov - Da oggi i cittadini toscani possono consultare il proprio fascicolo giudiziario direttamente attraverso la Carta sanitaria elettronica.

Il servizio, che si inserisce nel progetto regionale di cancelleria telematica, e' stato presentato oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi, dal presidente della Corte d'Appello di Firenze Fabio Massimo Drago e dal giudice Giulio De Simone.

''E' un contributo importante e unico in Italia - ha detto tra l'altro il presidente Rossi - al buon funzionamento della giustizia civile, che rappresenta un fattore di competitivita' per il territorio''.

Questo progetto nasce con l'obiettivo di aiutare i cittadini che hanno procedimenti civili a seguire l'iter dei fascicoli a loro intestati. Puo' accedere al servizio qualsiasi cittadino toscano che abbia attivato la Carta sanitaria elettronica (in questo momento 964mila persone). Notevoli i vantaggi, in termini di risparmio di tempo e anche di denaro.

Infatti ogni copia di atto giudiziario comporta il pagamento di un'imposta di bollo. Lo stesso documento visibile attraverso la tessera sanitaria e' consultabile invece gratuitamente, anche se non ha valore legale.

La tessera sanitaria si utilizza come una smart card: introducendola in un lettore collegato al computer (viene fornito anche dalle sedi delle Asl in fase di attivazione della tessera sanitaria al costo di 4,20 euro) i cittadini possono accedere non soltanto ai propri dati sanitari personali, se hanno attivato anche il fascicolo sanitario personale, ma anche agli atti, sentenze comprese, dei giudizi che li riguardano. In futuro, sempre attraverso lo stesso sistema, sara' possibile ad accedere ai propri dati relativi all'Isee e ad altri servizi.

afe/
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:17:19, in Magistratura, linkato 1501 volte)
Senza nulla togliere al merito del neo eletto, questa sembra una mossa del ministro avvocato, che farà contenti i colleghi della difesa... L.M.

IL GIUDICE VIENE TRASFERITO,

RIPARTE DA ZERO PROCESSO
PER UCCISIONE PENTITA


15:58 23 NOV 2011

(AGI) - Milano, 23 nov. - Ripartira' da zero il processo per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell'acido, e nel quale sono imputati il suo ex convivente Carlo Cosco, i fratelli dell'uomo e altre persone. Motivo dell''azzeramento' il fatto che la Corte d'Assise e' rimasta senza il presidente Filippo Grisolia, nominato capo di gabinetto del neo ministro della Giustizia Paola Severino.

Le difese non hanno dato il consenso per mantenere valide le prove finora raccolte in dibattimento, tra cui la testimonianza di Denise, la figlia che la collaboratrice di giustizia uccisa ha avuto con Cosco. Il processo e' stato aggiornato al primo dicembre per la nomina di un nuovo presidente della Corte.

La Rassegna

PENTITA SCIOLTA IN ACIDO: GIUDICE VA MINISTERO, PROCESSO AZZERATO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Milano, 23 nov. - Ripartira' da zero il processo per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell'acido, e nel quale sono imputati il suo ex convivente Carlo Cosco, i fratelli dell'uomo e altre ...

Sciolta in acido, processo azzerato

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO - Dovrà ripartire da zero il processo in corso da qualche mese a Milano per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell' acido nel milanese, e nel quale sono imputati il suo ex convivente ...

Milano: donna sciolta nell'acido, processo da rifare

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Milano, 23 nov. (Adnkronos) - Tutto da rifare per il processo in corso da qualche mese a Milano sull'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell'acido nel milanese, nel quale sono imputati il suo ex ...

Caso Garofalo - Processo invalidato, si ricomincia da zero. Vergogna

OggiNotizie - ‎1 ora fa‎
Il processo che era in corso presso la Procura di Milano, per l'efferato delitto in cui è stata uccisa e disciolta nell'acido Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia scomparsa nel 2009, è stato sostanzialmente azzerato tutto dovrà ripartire da zero. ...
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:12:29, in Magistratura, linkato 1325 volte)
CORRUZIONE: DIRETTORE CARCERE
TESTE DIFESA CONTRO GIUDICE


16:55 23 NOV 2011

(AGI) - Sanremo, 23 nov. - Per dimostrare che i suoi rapporti con i detenuti erano dettati da ragioni umanitarie e non da interessi personali, oggi, l'avvocato Alessandro Moroni, difensore del giudice Gianfranco Boccalatte, accusato di corruzione in atti giudiziari e millantato credito, all'apertura del rito abbreviato ha chiesto di poter ascoltare due testi, uno dei quali è il direttore del carcere di Imperia, Nicolò Mangraviti.

Boccalatte, nella sua qualita' di ex presidente del Tribunale di Imperia e Sanremo, e' accusato di aver praticato dei favori, in cambio di denaro, ad alcuni detenuti, con il suo ex autista Giuseppe Fasolo che avrebbe avuto il ruolo di intermediario. Oggi, davanti al gup del tribunale di Torino, il legale ha chiesto e ottenuto l'audizione dei due testi (l'altro è un medico), in programma il prossimo 7 dicembre.

Oltre a Boccalatte e Fasolo sono coimputati nello stesso procedimento anche: Nicola Sansalone e Michele Andreacchio, i due presunti beneficiari dei favori.

  (AGI) Im1/Sep
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:08:39, in Magistratura, linkato 1411 volte)
UNICREDIT: PROCURA ROMA
CHIEDE TRASMISSIONE ATTI DA MILANO


(ASCA) - Milano, 22 nov - La procura di Roma ha chiesto ai magistrati di Milano la trasmissione degli atti relativi all'inchiesta su Unicredit che ha portato al sequestro di 245 milioni di euro nei confronti della banca di piazza Cordusio accusata di dichiarazione fraudolenta dei redditi. Secondo i pm della Capitale, tocca a loro la competenza territoriale di un'inchiesta relativa ai presunti illeciti di un gruppo bancario che ha sede legale proprio a Roma. Nel frattempo, a Milano, si e' tenuta l'udienza del tribunale del riesame sul ricorso presentato dal pool di legali di Unciredit contro il sequestro di 245 milioni disposto nelle scorse settimane dal pm Alfredo Robledo. Anche Alberto Alessandri, avvocato di Unicredit, e' infatti convinto che la procura di Milano non sia competente a condurre le indagini.

A suo giudizio, l'inchiesta sulla frode fiscale di Unicredit andrebbe trasferita o a Roma, dove si trova la sede legale della banca, o a Verona e Bologna, citta' dove hanno sede le filiali di Unicredit dove sarebbero state compiute le operaizoni illecite all'esame degli inquirenti. Inoltre, secondo, il difensore di Unicredit, il reato ipotizzato dalla procura di Milano, quello di dichiarazione fraudolenta dei redditi, non prevede la responsabilita' oggettiva di persone giuridiche ai sensi della legge 231.

Nessuna decisione, tuttavia, dal tribunale del riesame che si e' riservato: il verdetto, stando a quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, arrivera' entro lunedi' prossimo.

fcz/cam/rob

La Rassegna

Unicredit: Pm Roma chiedono atti di Brontos (MF)

Borsa Italiana - ‎8 ore fa‎
MILANO (MF-DJ)--Il sequestro a Unicredit dei 245 milioni di euro, chiesto dalla Procura di Milano e convalidato dal giudice per le indagini preliminari nell'ambito dell'inchiesta Brontos, non sarebbe legittimo. E' quanto sostenuto, spiega MF, ...

Unicredit, Roma chiede le carte per il sequestro da 245 milioni

La Repubblica - ‎22/nov/2011‎
I magistrati romani hanno chiesto alla procura di Milano di trasmettere loro i documenti dell'inchiesta sulla presunta falsa dichiarazione fiscale che ha portato al sequestro di 245 milioni di euro. In bilico la competenza territoriale L'ex ...

Sequestro Unicredit, Riesame si riserva, Roma chiede competenza

Reuters Italia - ‎22/nov/2011‎
MILANO (Reuters) - I giudici del Tribunale del Riesame di Milano si sono riservati oggi di decidere sul sequestro preventivo da 245 milioni di euro, disposto nei confronti di Unicredit nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano su una presunta ...

Unicredit: ricorso su sequestro 245 mln, per legali competenza a Roma

Corriere della Sera - ‎22/nov/2011‎
Milano, 22 nov - Il tribunale del Riesame di Milano si e' riservato di decidere sul ricorso presentato da Unicredit contro il sequestro disposto dalla procura di Milano di 245 milioni di euro. L'avvocato della banca, Alberto Alessandri, ha presentato ...

UNICREDIT: PROCURA ROMA CHIEDE TRASMISSIONE ATTI DA MILANO

Agenzia di Stampa Asca - ‎22/nov/2011‎
(ASCA) - Milano, 22 nov - La procura di Roma ha chiesto ai magistrati di Milano la trasmissione degli atti relativi all'inchiesta su Unicredit che ha portato al sequestro di 245 milioni di euro nei confronti della banca di piazza Cordusio accusata di ...

UNICREDIT: DOMANI UDIENZA A TRIBUNALE RIESAME SU SEQUESTRO 245 MILIONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎21/nov/2011‎
(ASCA) - Milano, 21 nov - E' fissata per domani davanti al Tribunale del riesame di Milano l'udienza dedicata alla discussione sul ricorso presentato dai legali di Unicredit contro il sequestro di 245 milioni disposto dal Tribunale di Milano nei ...

Unicredit: pm Roma chiedono atti a Milano per competenza

Archivio Radiocor - ‎4 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 nov - I magistrati della procura di Roma hanno chiesto a quelli di Milano la trasmissione degli atti dell'inchiesta su Unicredit per dichiarazione fraudolenta dei redditi che coinvolge l'ex ad, Alessandro Profumo, ...

Unicredit: pm Roma chiedono atti a Milano per competenza -2-

Archivio Radiocor - ‎4 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 nov - L'inchiesta della procura di Milano, soprannominata "Brontos", vede indagati 17 tra manager ed ex manager di Unicredit (tra i quali l'ex ad Alessandro Profumo), e tre dirigenti della banca inglese Barclays. ...

Unicredit frode fiscale: Procura Roma chiede atti

Investire Oggi - ‎5 ore fa‎
ILLEGITTIMO IL SEQUESTRO DI 245 MILIONI DA PARTE DEL TRIBUNALE DI MILANO, SECONDO PROCURA ROMA E DIFESA UNICREDIT - Il Professore Alberto Alessandri, difensore di Unicredit nell'inchiesta che vede il colosso bancario indagato per frode fiscale, ...

Processo Unicredit per evasione fiscale: Pm Roma chiedono ...

Corriere Informazione - ‎7 ore fa‎
Processo Unicredit da Milano a Roma? Tutto è possibile. I giudici della capitale hanno avanzato ai Pm della procura di Milano un'esplicita richiesta per trasferire tutti gli atti riguardanti il procedimento per frode fiscale nei confronti del gruppo ...

In ribasso Unicredit

Trend-online.com - ‎22/nov/2011‎
In ribasso Unicredit (-2,12%) che attende entro venerdì la decisione del tribunale del riesame di Milano in merito al ricorso presentato da Piazza Cordusio contro il sequestro preventivo deciso dalla procura di Milano di 245 milioni di euro. ...

Unicredit: procura Roma chiede atti inchiesta a Milano

University.it (Comunicati Stampa) - ‎22/nov/2011‎
Milano, 22 nov. (Adnkronos) - La procura di Roma rivendica la competenza territoriale a indagare su Unicredit per dichiarazione fraudolenta dei redditi e chiede ai colleghi di Milano la trasmissione degli atti dell'inchiesta che aveva portato al ...

Unicredit: domani l'udienza sul sequestro preventivo dei 245 ...

Investire Oggi - ‎21/nov/2011‎
Si terrà domani l'udienza presso il tribunale del riesame di Milano per il sequestro preventivo dei 245 milioni di euro a Unicredit. Sotto inchiesta anche Alessandro Profumo Si terrà domani l'udienza presso il tribunale del riesame di Milano per il ...

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