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Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 17:04:46, in Magistratura, linkato 1377 volte)

Mostro Firenze: Annullate condanne a pm Mignini e Giuttari

L'accusa era abuso di ufficio. Atti trasferiti a Torino


22 novembre, 19:21

La Corte d'Appello di Firenze ha dichiarato l'incompetenza territoriale fiorentina per quanto riguarda il procedimento a carico del pm di Perugia Giuliano Mignini e il poliziotto scrittore Michele Giuttari. La Corte d'Appello ha quindi annullato la sentenza di primo grado con cui nel gennaio del 2010 Mignini e Giuttari vennero condannati rispettivamente ad un anno e 4 mesi e a 6 mesi per abuso d'ufficio in concorso. La vicenda e' collegata alle indagini perugine legate al mostro di Firenze.

La Corte d'Appello ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Torino, competente perche' fra le persone offese nel procedimento fiorentino c'e' un magistrato di Genova. Mignini e' stato il magistrato titolare a Perugia dell'inchiesta sulla morte del medico Francesco Narducci, che la Procura umbra riteneva collegata alle vicende del mostro di Firenze. Giuttari era il poliziotto che si occupava delle indagini. L'abuso di ufficio per il quale erano stati condannati riguarda una serie di indagini su giornalisti e funzionari delle forze dell'ordine svolte, secondo l'accusa, per condizionarli, perche' avevano tenuto atteggiamenti critici riguardo l'inchiesta sulla morte di Narducci. Mignini e' stato il magistrato titolare a Perugia dell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher: la vicenda della studentessa inglese non ha niente a che fare con il procedimento in discussione oggi in Corte d'Appello a Firenze. Giuttari, andato in pensione dalla polizia, adesso svolge l'attivita' di avvocato-investigativo ed e' uno scrittore di gialli.

MIGNINI, ERA DECISIONE OBBLIGATA  - ''E' una decisione obbligata. Fin all'inizio non potevano trattare questo procedimento a Firenze. Questo trasferimento doveva esserci prima''. Lo ha detto il pm Giuliano Mignini commentando la sentenza d'appello che ha annullato la condanna del magistrato in primo grado e ha ordinato il trasferimento degli atti da Firenze a Torino. Mignini, rispondendo ai giornalisti, ha poi confermato che il reato (abuso d'ufficio) potrebbe cadere in prescrizione. Con lui e' imputato il poliziotto-scrittore Michele Giuttari. Anche per lui c'e' stato l'annullamento della condanna di primo grado e la dichiarazione di incompetenza territoriale. ''Da investigatore ho un'amarezza - ha detto Giuttari - Questa attivita' svolta da Firenze blocco' l'indagine perugina sulla morte del medico Francesco Narducci che si riteneva collegata al mostro di Firenze. Vennero sequestrati gli atti di quell'indagine, di fatto bloccandola''.

 
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 16:37:30, in Magistratura, linkato 1348 volte)
In merito rammento che De Gennaro aveva appena assunto l'incarico di Capo della Polizia e non poteva essere così radicato da prodursi in una performance del genere. Mi dispiace per l'avv. Romeo, che conosco bene e che piantò una mia causa per la vocazione genovese, ma ha torto. Anche politicamente parlando. Grazie alla Cassazione, perché qualcuno che stimavo molto e che ci guarda da lassù, ora, finalmente, riposa in pace. L.M.

G8 Genova, assolti De Gennaro e Mortola

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gianni_de_gennaro_ex_capo_polizia.jpg
Non istigarono alla falsa testimonianza. L'ex capo della Polizia: "Ristabilita la verità"


00:25 - L'ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato assolto dalla Cassazione dal reato di istigazione alla falsa testimonianza. Annullata anche la condanna per l'ex capo della Digos di Genova, Spartaco Mortola. Entrambi erano stati condannati in secondo grado con l'accusa di aver fatto pressioni sull'ex questore di Genova all'epoca del G8, Francesco Colucci. De Gennaro: "Ristabilita la verità".
Secondo la tesi accusatoria De Gennaro e Mortola avrebbero indotto a ritrattare le dichiarazioni che Colucci aveva fornito, attribuendo la responsabilità degli ordini alla catena di comando. Si è concluso così con una smentita delle conclusioni di colpevolezza cui erano arrivati i magistrati della Corte di Appello di Genova dopo il verdetto assolutorio emesso dal gip in primo grado, il primo filone processuale approdato al vaglio della Suprema Corte e nato dalle inchieste successive alle violenze del G8 del 2001.

De Gennaro, dopo l'assoluzione, "è molto sollevato e soddisfatto: ci teneva molto al riconoscimento della correttezza del suo operato", ha detto il professor Franco Coppi che ha difeso anche in Cassazione l'attuale capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. "Le cose sono state rimesse a posto in modo molto perentorio ed è stata cancellata l'amarezza della sentenza di appello", ha aggiunto il legale.

La decisione è stata emessa dalla Sesta sezione penale - con la formula ampiamente liberatoria "perché i fatti non sussistono" - ed è stata aderente alla richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione Francesco Mauro Iacoviello che aveva chiesto di annullare senza rinvio la sentenza di secondo grado emessa il 17 giugno del 2010. Probabilmente i supremi giudici - ma questo lo si saprà con certezza entro un mese, quando saranno depositate le motivazioni estese dal consigliere Giacomo Paoloni - hanno ritenuto che i fatti addebitati a De Gennaro e Mortola non "avessero portata offensiva", ovvero non abbiano avuto alcuna incidenza sul corretto svolgimento del processo per le violenze alla Diaz.

Sia il Pg - che ha ricordato come a suo avviso al G8 siano stati ben altri gli avvenimenti di rilievo come i pestaqgi e la morte di Carlo Giuliani - sia le arringhe dei difensori, avevano battuto il tasto sulla non rilevanza delle diverse versioni inerenti, in definitiva, la catena di comando responsabile dell'irruzione delle forze dell'ordine alla Diaz. Coppi ha spiegato che "De Gennaro non ha assolutamente preso le distanze da quanto accaduto dal momento che ha autorizzato, per questa vicenda, l'intervento di un battaglione dei carabinieri: figuriamoci se voleva fare pressioni su Colucci per chiamarsi fuori!". Il legale ha poi aggiunto che l'addetto alle relazioni esterne Sgalla, "arriva alla Diaz quando tutto si era ormai consumato e c'erano le ambulanze e i feriti: arriva dopo aver cenato e sono circa le 23.30 di sera, con tutto comodo. Non è immaginabile che sia stato allertato da De Gennaro per poi arrivare quando tutto era concluso".

Di diverso parere sono stati gli avvocati delle parti civili che si sono battuti per la conferma delle condanna. "Il problema della falsa testimonianza non è irrilevante - ha detto l'avvocato Francesco Romeo, legale di uno dei giovani pestati alla Diaz dagli agenti - perché incide sul processo per le violenze alla Diaz. E ci sono le prove dirette sia a carico di De Gennaro che di Mortola: intercettazioni, interrogatori, la lettera dello stesso De Gennaro e la testimonianza del questore Andreassi".
 
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/liguria/articoli/1028849/g8-genova-assolti-de-gennaro-e-mortola.shtml
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Associazione Nazionale Magistrati

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Sezione  distrettuale di  Roma

 

I gravissimi fatti di Velletri – che hanno visto una cinquantina di persone assediare un Collegio giudicante sin nella camera di consiglio, dopo la lettura di una sentenza “sgradita” – impongono, oltre alla sentita ed affettuosa solidarietà ai colleghi da parte di tutti i magistrati del distretto, una riflessione ed una forte iniziativa.

Impongono una pubblica riflessione, innanzitutto alle forze politiche tutte, in ordine a quel clima di reiterata e pervicace denigrazione, quando non di aperto dileggio e di rivendicato insulto, di cui in questi anni si è voluto contornare il quotidiano e dovuto esercizio della giurisdizione, nella speranza di delegittimare l’operato ed il ruolo che la  Magistratura  svolge in adempimento dei suoi compiti istituzionali.

Impongono una forte e coordinata iniziativa delle Autorità deputate all’ordine pubblico perché operino una ricognizione dello stato attuale dei dispositivi di sicurezza degli Uffici Giudiziari del Lazio,  diretta a verificare la loro adeguatezza e la loro idoneità a tutelare, con le condizioni di esercizio della giurisdizione,  la sicurezza di quanti, magistrati e non, lavorano nei Tribunali di una regione ormai purtroppo attinta da livelli di criminalità, anche organizzata,  mai raggiunti.

 
La Giunta Distrettuale dell’Anm di Roma
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 13:17:20, in Magistratura, linkato 1398 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg



sui fatti di Velletri


La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati apprende con sgomento e indignazione la notizia del tentativo di aggressione ai danni dei giudici del Tribunale di Velletri, Sabrina Lorenzo, Bianca Ferramosca, Gilberto Muscolo, nonchè l'aggressione ad alcuni appartenenti alle forze dell'ordine che nel frattempo erano intervenuti e la conseguente devastazione dell'aula del Tribunale.

Come in molti altri casi di attacchi personali, intimidazioni, minacce rivolte a magistrati impegnati nel loro lavoro, anche in questo ennesimo, intollerabile atto di aggressione a magistrati non è difficile individuare gli effetti di una lunga e irresponsabile campagna di delegittimazione della magistratura e delle sue decisioni.

L'episodio, che addirittura ha visto il tentativo da parte dei facinorosi di entrare nella camera di consiglio dopo la pronuncia di una sentenza di condanna, dove ha dovuto rifugiarsi per evitare danni fisici anche il pubblico ministero di udienza Giuseppe Patrone, non ha avuto conseguenze ancora più gravi solo per il pronto intervento delle forze dell'ordine, pone con forza ancora una volta il problema delle misure di sicurezza degli uffici giudiziari e della presenza delle forze dell'ordine nelle aule, non di rado sguarnite o presidiate in modo del tutto insufficiente.

Roma, 22 novembre 2011
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 13:08:58, in Magistratura, linkato 1518 volte)
Raid al Tribunale di  Velletri,
gli arrestati ai giudici: "Vi diamo fuoco"

Parenti e amici dei tre condannati per stupro si sono infuriati al pronunciamento della sentenza. Minacce ai giudici e corridoi del tribunale a soqquadro: in venti arrestati, dodici uomini e sei donne

di Redazione 23/11/2011

Rissa nel tribunale di Velletri, parenti e amici dei condannati ai giudici: "Vi diamo fuoco"
Otto anni e sei mesi per lo stupro di una minorenne avvenuto nel 2010 a Torvajanica. Al pronunciamento del verdetto il tribunale si è trasformato in un 'arena: urla, vetri rotti, lancio di oggetti contro i militari e corridoi messi a soqquadro. "Uscite fuori, tanto vi troviamo. Vi diamo fuoco". Così urlavano, rivolti ai magistrati, parenti e amici dei tre giovani condannati, imbufaliti per una sentenza ritenuta "eccessiva" e finiti subito in manette. Sono venti, dodici uomini e otto donne tra i 19 ai 60 anni, arrestati con le accuse di minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Un vero assedio quello avvenuto all'interno del tribunale di Velletri, ieri sera intorno alle 21, quando i tre imputati sono usciti dall'aula in manette. Lì la rabbia si è scatenata come una furia fino a che non sono arrivati i rinforzi: venti pattuglie dei carabinieri da Castel Gandolfo, Palestrina, Anzio, Colleferro e alcune della polizia da Albano e Colleferro. Tra i carabinieri sono rimasti feriti sei militari, mentre anche una loro pattuglia è stata danneggiata.

"In quarant'anni di carriera non ho mai assistito ad una cosa del genere, giudici asserragliati nella camera di consiglio, l'aula assediata: una cosa fuori da ogni immaginazione", ha commentato Francesco Monastero, presidente del Tribunale di Velletri. "Non nascondo che sono stati momenti di panico assoluto - ha proseguito Monastero - .Io ho lasciato tribunale intorno alle 19 ma poi è arrivata la telefonata dei miei colleghi bloccati in camera di consiglio mentre si scatenava la rabbia folle degli amici e parenti dei condannati". Duro anche il commento dell'Associazione nazionale magistrati. "Come in molti altri casi di attacchi personali, intimidazioni, minacce rivolti a magistrati impegnati nel loro lavoro, anche in questo ennesimo, intollerabile atto - ha detto l'Anm - non è difficile individuare gli effetti di una lunga e irresponsabile campagna di delegittimazione della magistratura e delle sue decisioni. L'episodio non ha avuto conseguenze ancora più gravi solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell'ordine. La vicenda ripropone con forza il problema delle misure di sicurezza degli uffici giudiziari e della presenza delle forze dell'ordine nelle aule, troppe volte sguarnite o presidiate in modo del tutto insufficiente".


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Rissa nel tribunale di Velletri, parenti e amici dei condannati ai giudici: "Vi diamo fuoco"
LO STUPRO -
Lo stupro per il quale sono stati condannati ieri sera tre ragazzi dal Tribunale di Velletri avvenne nell'aprile del 2010 a Torvajanica, nel giorno di Pasquetta. A finire condannati due gemelli ventenni con origine argentine e rom e appartenenti ad una famiglia nomade, e un 21enne di Torre Annunziata. Per loro la condanna è stata di otto anni e sei mesi per avere violentato una ragazza che all'epoca aveva 16 anni.

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La Rassegna

Rissa in aula, arrestate 20 persone

Corriere della Sera - ‎5 ore fa‎
Venti persone sono state arrestate ieri pomeriggio nel tribunale di Velletri per aver devastato l' aula in cui era appena stato celebrato un processo per stupro a tre ragazzi romani accusati di aver violentato una sedicenne romena nell' aprile 2010 a ...

Condannati a otto anni per stupro parenti devastano il tribunale ...

La Repubblica - ‎17 ore fa‎
I familiari hanno reagito con violenza. Feriti agenti e funzionari. Messi in salvo i giudici. Ai fermati contestati i reati di minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. ...

Velletri, condannati per stupro I parenti distruggono l'Aula ...

il Giornale - ‎22 ore fa‎
Due ragazzi rom e un italiano condannati per lo stupro di una 16enne. I parenti assediano il tribunale di Velletri: è guerriglia. Venti persone arrestate e sei agenti feriti Guerriglia al tribunale di Velletri. La condanna di tre ragazzi per stupro ha ...

CONDANNATI PER STUPRO, PARENTI DEVASTANO TRIBUNALE; 20 ARRESTI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎22 ore fa‎
(AGI) - Roma, 22 nov. - Momenti di tensione ieri sera al tribunale di Velletri a seguito di una condanna per violenza sessuale a otto anni e sei mesi nei confronti di tre ragazzi ritenuti autori di uno stupro ai danni di una 14enne avvenuto il 5 aprile ...

Non gli piace la sentenza e distruggono il tribunale, 20 arresti

TM News - ‎22/nov/2011‎
Roma, 22 nov. (TMNews) - La sentenza non gli è piaciuta così, per protesta, hanno messo a soqquadro il tribunale. E' successo a Velletri dove sono finite in manette 20 persone, tutti italiani, 12 uomini e 8 donne familiari e amici di tre persone ...

Maxirissa in aula a Velletri: venti arresti e diversi feriti tra ...

TGCOM - ‎22/nov/2011‎
12:17 - Botte da orbi, sedie rotte, banchi distrutti, feriti tra le forze dell'ordine e venti arresti. Non in scontri di piazza, ma all'interno di un'aula del tribunale di Velletri, nel Lazio, dove i parenti di tre giovani condannati per stupro hanno ...

Condannati per stupro, i parenti distruggono il tribunale

La Voce d'Italia - ‎22/nov/2011‎
Roma - Se non gradisco la condanna comminata al mio congiunto, posso sempre farla pagare al giudice e già che ci sono distruggo anche l'aula del tribunale. Evidentemente i parenti dei tre giovani condannati ieri a 8 anni e 6 mesi di carcere. ...

Sentenza stupro,parenti condannati devastano aula,20 arresti

ANSA.it - ‎22/nov/2011‎
(ANSA) - ROMA, 22 NOV - Hanno devastato l'aula tentando di aggredire i giudici. Questo quanto accaduto ieri al Tribunale di Velletri, dopo la lettura della sentenza di condanna a carico di tre giovani per lo stupro di una 16enne avvenuto a Torvajanica ...

Velletri, dopo condanna parenti stupratori

Il Messaggero - ‎22/nov/2011‎
ROMA - Assalto nella notte al tribunale di Velletri, devastato dai parenti di tre giovani condannati a 8 anni e 6 mesi per stupro di una minorenne. Una battaglia durata più di un'ora senza precedenti nella zona dei Castelli e terminata con un bilancio ...


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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 10:58:28, in Magistratura, linkato 1404 volte)

Tribunale, riorganizzazione giudici di nuovo nel caos? Tar accoglie ricorso sulle tabelle, ma il Csm le aveva approvate



Savona. Ennesimo colpo di scena nella questione “trasferimenti” nel tribunale di Savona. Il Tar del Lazio infatti con la sentenza del 12 ottobre (resa pubblica però soltanto ieri) ha dato ragione al giudice Rosario Ammendolia, annullando il trasferimento di quest’ultimo ad Albenga deciso il 19 aprile scorso dal presidente del tribunale, Giuseppe La Mattina. Nei giorni scorsi, però, il plenum del Consiglio superiore della Magistratura aveva invece approvato le “tabelle” del tribunale, con la modifica che comprendeva anche il trasferimento di Ammendolia.

Visti questi provvedimenti si apre una nuova sottile questione giuridica: la decisione del Tar che annulla il trasferimento e la conseguente proposta di modifica tabellare può cancellare l’ok alle modifiche disposte dal presidente La Mattina da parte del Csm? o invece la decisione del Csm è “superiore”, o comunque diversa, e come tale dev’essere oggetto di un ulteriore ricorso? Sulla possibile risposta nessuno si vuole sbilanciare: anche nei corridoi di palazzo di giustizia c’è perplessità e nessuno sa dare con certezza una risposta sulla questione.

La vicenda Ammendolia continua così a tenere banco in tribunale. Già il trasferimento del 19 aprile scorso era stato un colpo di scena: infatti il giudice era stato trasferito ad Albenga già nel 2009 – insieme alla collega Barbara Romano – ed aveva fatto ricorso, vincendolo, davanti a Tar e Csm, tanto che il 10 novembre 2010 (sentenza pubblicata a gennaio 2011) il Tar Lazio aveva annullato il suo trasferimento. Era stato poi indetto un concorso interno per la posizione “C”,vinto proprio da Ammendolia. Tutto sembrava ormai definito, quando il presidente La Mattina, vista la necessità di trasferire a Savona i giudici Princiotta e Atzeni, aveva rispedito Ammendolia ad Albenga. Un provvedimento che aveva ricevuto a giugno l’ok del Consiglio giudiziario di Genova e, pochi giorni fa, del Csm. Adesso come un fulmine a ciel sereno è arrivato però il verdetto del Tar Lazio che (forse) rimetterà tutto in discussione.

Olivia Stevanin per IVG

http://www.ivg.it/2011/11/tribunale-riorganizzazione-giudici-di-nuovo-nel-caos-tar-accoglie-ricorso-sulle-tabelle-ma-il-csm-le-aveva-approvate/

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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 10:56:52, in Magistratura, linkato 1203 volte)
Morbegno, la conferma da Milano
il tribunale chiuderà


22 novembre 2011

MORBEGNO - La Corte di appello di Milano prende atto della situazione in cui versa il tribunale morbegnese. Stop. È a dir poco telegrafica la risposta arrivata al Comune di Morbegno dalla sede giudiziaria milanese a proposito della paventata chiusura della sezione cittadina del tribunale. Per questo motivo non solamente il sindaco, Alba Rapella, che ne ha dato notizia, ma l'intero consiglio comunale è rimasto ammutolito dall'asettica replica giunta dalla Corte D'Appello. Tanto più che l'intera amministrazione comunale si è mossa compatta per tentare di salvaguardare un servizio «indispensabile» per la città e per i trentotto Comuni che vi fanno riferimento.

Proprio su questo scottante tema il documento approvato all'unanimità dall'assemblea consiliare inviato da Morbegno ai 38 sindaci dei 38 Comuni che rientrano nella sezione del tribunale morbegnese, al presidente del Tribunale di Sondrio, al presidente della Corte di Appello di Milano, al Prefetto di Sondrio, al ministro di Grazia e giustizia e al Consiglio superiore della magistratura per denunciare «l'attuale situazione di emergenza in cui vengono svolte le funzioni giurisdizionali» e per chiedere di «ristabilire il numero originario del personale amministrativo e di riassegnare un magistrato togato alla sezione distaccata del Tribunale di Sondrio di Morbegno, con presenza in almeno un giorno settimanale, garantendo in tale modo il funzionamento del servizio». Un appello che resterà inascoltato.

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/249210_morbegno_la_conferma_da_milano_il_tribunale_chiuder/
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 10:51:31, in Magistratura, linkato 1465 volte)

Opera della setta?

Melania Rea: incendiata l'auto del magistrato coinvolto nelle indagini


di Roberta Calò.

Mancano ormai pochi giorni alla data decisiva per Salvatore Parolisi, l'uomo accusato di uxoricidio ai danni della giovane Melania Rea, la madre di Summa Vesuviana scomparsa il 18 Aprile e ritrovata accoltellata nel Bosco delle Casermette in zona Ripe di Civitella.
Il verdetto spetta ai giudici della Corte Suprema a cui il collegio difensivo del caporalmaggiore si è rivolto dopo il rigetto dell'istanza di scarcerazione sia in fase preliminare che in fase di Ricorso. Si spalancheranno le porte della Cassazione il 28 Novembre, giorno in cui i magistrati dovranno rendere giustizia all'improvvisa e cruenta morte di Melania Rea.
Gli ultimi accertamenti hanno isolato tracce di Dna sia femminile che maschile sotto le unghie del cadavere; per tale motivo sono stati prelevati campioni di dna da trenta donne che potrebbero aver avuto un contatto il giorno della scomparsa con la vittima. Per quanto concerne le tracce maschili, non è stata confermata alcuna connessione con il marito.
Al momento contro l'imputato sembrano non esserci prove schiaccianti, ma una serie di testimonianze e di intercettazioni ambientali hanno dato ampia prova della invalidità di molte versioni fornite dall'imputato. Il caporalmaggiore, secondo gli inquirenti, sarebbe stato costretto a commettere l'efferato delitto perchè spinto da un imbuto emotivo che vedeva l'uomo costretto tra le pressioni dell'amante Ludovica Perrone che lo spingeva ad abbandonare la famiglia e le eventuali responsabilità economiche a cui avrebbe dovuto far fronte in caso di separazione. I presupposti per un movente passionale viaggiano di pari passo con un recidivo comportamento fedifrago assunto dal caporalmaggiore sia negli anni antecedenti sia in quelli successivi al matrimonio.
L'unica che probabilmente confida nella innocenza dell'uomo è la madre la quale sostiene che il figlio ha tradito Melania ma non sarebbe mai stato capace di commettere un simile gesto. Intanto un particolare evento ha attirato l'attenzione degli inquirenti soprattutto in merito al rapido sopraggiungere di una data cruciale per il caso di cronaca. Pochi giorni fa sarebbe stata incendiata la macchina di Marina Tommolini, il gip che dovrebbe occuparsi del caso di Melania Rea se il caporalmaggiore dovesse arrivare in fase preliminare. Alle 5.35 è stata incendiata l'Audi A6 bianca della donna parcheggiata in via Colombo. La vettura cosparsa di benzina sarebbe stata bersaglio preciso, "roba da professionisti", secondo quanto sostenuto dagli investigatori. Anche se sono ancora numerose le strade aperte dalle indagini, si esclude un casuale atto di vandalismo. Probabilmente si pensa possa sussistere una connessione tra l'evento e i casi di cronaca affrontati dalla giudice in tutti gli anni della sua brillante carriera come magistrato nella zona di Giulianova e Teramo.

http://www.giornaledipuglia.com/2011/11/melania-rea-incendiata-lauto-del.html
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Dopo gli incendi alle auto sono ora attive anche le misure di protezione per la magistrato Marina Tommolini e per il CC Spartaco De Cicco. A loro tutta la solidarietà di Giustizia Quotidiana. L.M.

Martinsicuro
Ennesima incursione in casa del giudice,
scatta il sit di protesta

Nottata di sit-in solidale per il mondo giuridico, politico, amministrativo e militare del Teramano. Decine e decine di esponenti dell’Arma dei carabinieri, ma anche giudici della provincia più a nord d’Abruzzo e volti noti nel panorama politico locale, si sono dati appuntamento ieri sera in via Colombo 109. Sotto casa del gip Marina Tommolini vittima, poche ore prima, di un’altra incursione nella sua proprietà privata.

Alle 18 e 20 due individui sono entrati nel cortile della casa privata, scavalcando il cancello, ma sono subito stati notati da un anziano vicino che, operatosi da poco alla cataratta, non ha potuto però distinguerne i volti né descriverli. L’ennesimo atto intimidatorio consumato in pieno giorno e fallito solo per il coraggio dell’anziano che ha allontanato i malviventi.

Al sit-in pacifico ha partecipato tutto il mondo della magistratura, giunto in massa a Martinsicuro per testimoniare la vicinanza alla Tommolini già vittima sabato notte assieme al maresciallo dei carabinieri Spartaco De Cicco di un vile atto intimidatorio: è stata, infatti, bruciata l’auto di entrambi.

Presenti sul posto anche il presidente del Tribunale di Teramo Giovanni Spinosa e il presidente dell’ordine degli avvocati di Teramo Divinangelo D’Alesio. Ma anche il giudice di Corte d’Appello Aldo Manfredi e tanti altri colleghi magistrati che hanno voluto manifestare la loro solidarietà al gip e al maresciallo, provati da questo attentato incendiario e dal fatto che ancora oggi non sia stata prevista per loro alcuna misura di sorveglianza e tutela. Il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza ha emanato ieri mattina un provvedimento, ma di fatti ieri sera non c’erano volanti della Questura in via Colombo. Presente anche il sindaco, Abramo Di Salvatore, che ha rimarcato come le sue dimissioni continueranno ad essere valide se non saranno messe in campo azioni concrete come la nascita di un posto di polizia a Martinsicuro o comunque in Val Vibrata, vittima di questi brutali attentati.

“Continuo a lavorare normalmente – ha detto la Tommolini -. L’unica cosa che ho cambiato è stata l’auto: ora giro con quella di mio padre che me l’ha consegnata dicendomi: non so se questa ha la polizza contro gli atti vandalici”. Al di là di questa battuta il magistrato è parso piuttosto teso e preoccupato per una situazione che non fa dormire sonni tranquilli alla sua famiglia e anche ai suoi vicini, testimoni delle numerose incursioni in casa Tommolini.

http://www.tvpitalia.it/notizia/2011/11/22/0004251/Martinsicuro_-_Ennesima_incursione_in_casa_del_giudice,_scatta_il_sit_di_protesta.aspx

La Rassegna

AUTO GIUDICE INCENDIATA: DISPOSTA VIGILANZA A MAGISTRATO E CC

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) - Teramo, 22 nov. - Confermata la protezione per il gip di Teramo Marina Tommolini e per il maresciallo dei carabinieri, Spartaco De Cicco. Il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ha deciso di proteggere le due personalita' le cui ...

Attentato auto gip: giudici protestano, assegnata vigilanza

ANSA.it - ‎16 ore fa‎
(ANSA) - TERAMO, 22 NOV - Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza di Teramo ha deciso di porre sotto vigilanza fissa e di tutela con radiocollegamento con macchine di servizio, il gip di Teramo, Marina Tommolini, che nei giorni scorsi era ...

Attentato Giudice: intimidazione mafiosa?

TV Sei - ‎20 ore fa‎
Ieri sera due ignoti individui hanno cercato di introdursi nell'abitazione del Giudice Marina Tommolini a Martinsicuro. Tutto questo a distanza di due giorni dall'attentato incendiario subito dallo stesso magistrato e dal carabiniere De Cicco. ...

AUTO GIUDICE INCENDIATA, SIT IN DI PROTESTA MAGISTRATI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎22/nov/2011‎
(AGI) - Martinsicuro (Teramo), 22 nov. - Il giudice del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, era ancora nel suo ufficio quando due individui, passando per il cancelletto di un'abitazione confinante con il cortile del magistrato, sono penetrati nella ...

CRIMINALITA': GARANTITA PROTEZIONE A GIP TERAMO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎21/nov/2011‎
(AGI) - Teramo, 21 nov. - Il gip di Teramo Marina Tommolini resta sotto sorveglianza dei carabinieri. Il magistrato che nella notte tra venerdi' e sabato ha subito il rogo doloso della sua vettura posteggiata sotto casa a Martinsicuro e' sotto ...

Martinsicuro, a fuoco auto di un giudice e di un maresciallo

TV Sei - ‎19/nov/2011‎
Due incendi hanno svegliato questa mattina la città di Martisicuro. I due roghi, indubbiamente di origine dolosa, hanno interessato altrettante autovetture di un Gip del Tribunale di Teramo e del maresciallo del Reparto Operativo dei Carabinieri di ...

Auto magistrato e maresciallo cc incendiate nel teramano

ANSA.it - ‎19/nov/2011‎
(ANSA) - MARTINSICURO (TERAMO), 19 NOV - Due attentati incendiari nella notte a Martinsicuro. Ignoti hanno bruciato le macchine del magistrato Marina Tommolini e di un maresciallo del Reparto operativo di Teramo, Spartaco De Cicco. ...

Attentato al giudice Tommolini, Pagano: "Le Istituzioni diano ...

abruzzo24ore.tv - ‎16 ore fa‎
"Il clima del nostro Paese e della nostra regione è pessimo, le Istituzioni devo rispondere con fermezza." A dichiararlo ai microfoni di Abruzzo24ore è il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che commenta i fatti gravi riguardanti il ...

Teramo, nuovo attacco al giudice Tommolini Sit-in dei magistrati ...

Il Centro - ‎18 ore fa‎
Dopo l'attentato incendiario, rue uomini scavalcano la recinzione di casa. sotto accusa la mancata protezione. I magistrati del tribunale accorrono per darle solidarietà. Lei dice: "Sono scossa" TERAMO. Nuovo attacco al gip Marina Tommolini. ...

Il Gip Marina Tommolini: "Hanno colpito le istituzioni che ...

abruzzo24ore.tv - ‎22/nov/2011‎
"Hanno colpito me ed il maresciallo De Cicco per colpire le Istituzioni che rappresentiamo". Poche ma significative le parole pronunciate dal giudice Marina Tommolini "scortata" fino a poco prima dell'una dai colleghi sotto la sua abitazione a ...

Scorta per il gip Tommolini. Due balordi entrano nel giardino di casa

PrimaDaNoi.it - ‎22/nov/2011‎
L' auto del giudice sabato mattina è state incendiata da ignoti. Stessa sorte per la vettura della moglie del maresciallo dei carabinieri Spartaco De Cicco, negli stessi minuti, a pochi chilometri di distanza, sempre a Martinsicuro. ...

Martinsicuro - Sotto tutela gip e carabiniere, vittime dell ...

TVP ITALIA canale televisivo - ‎21/nov/2011‎
Spunta una pista per i due attentati incendiari di Martinsicuro. Nel mirino i filmati delle telecamere di sorveglianza di banche ed attività commerciali di via Colombo. La strada lungo la quale risiede Marina Tommolini. Il giudice al quale ignoti hanno ...

Martinsicuro - Ennesima incursione in casa del giudice, scatta il ...

TVP ITALIA canale televisivo - ‎21/nov/2011‎
Nottata di sit-in solidale per il mondo giuridico, politico, amministrativo e militare del Teramano. Decine e decine di esponenti dell'Arma dei carabinieri, ma anche giudici della provincia più a nord d'Abruzzo e volti noti nel panorama politico locale ...

Teramo, incendiate le auto al giudice Marina Tommolini ed al ...

2duerighe - ‎21/nov/2011‎
Per le strade e per i centri commerciali e' gia' Natale. Pensate sia un male per la societa' e per il natale stesso anticipare a tal punto i festeggiamenti? sono state prese di mira due colonne della magistratura e delle forze dell'ordine teramane. ...

Foto scattate prima dell'attentato

Il Centro - ‎21/nov/2011‎
MARTINSICURO. Un primo fascio di luce illumina la scena del crimine, ma le zone d'ombra restano ancora tante. Il giorno dopo il doppio attentato a giudice e carabiniere a Martinsicuro, le indagini premono sull'acceleratore per dare un nome a chi ...

Teramo, attentato incendiario contro il giudice delle inchieste ...

Il Centro - ‎20/nov/2011‎
Bruciate le macchine private del gip del tribunale di Teramo Marina Tommolini e del maresciallo dei carabinieri, Spartaco De Cicco. "Roba da professionisti", ripetono gli investigatori. Non a caso le vittime sono due colonne della magistratura e delle ...

Martinsicuro - Rogo nella notte, a fuoco due auto

TVP ITALIA canale televisivo - ‎20/nov/2011‎
Notte di paura nella città truentina, dopo che ben due attentati incendiari hanno sconvolto la quiete notturna dei residenti. Due roghi di entità rilevante sono divampati a poca distanza l'uno dall'altro, in due diversi punti di Martinsicuro. ...

«Avanti senza paura»

Il Tempo - ‎19/nov/2011‎
Nè la dottoressa Tommolini nè i giudici del Tribunale di Teramo si lasceranno intimorire o anche solo condizionare da episodi di questo genere e continueranno, nelle regole, a spiegare il torto di chi riterranno che lo abbia e, nelle regole, ...

Attentati incendiari a Martinsicuro contro le auto di un ...

Abruzzo Tv News - ‎19/nov/2011‎
Due attentati incendiari la scorsa notte a Martinsicuro(Te) hanno provocato la distruzione di due auto, una appartenente ad un magistrato l'altra ad un maresciallo dei Carabinieri. Gli incendi sono scoppiati quasi contemporaneamente e secondo i primi ...

TERAMO: ATTENTATO INCENDIARIO NELLA NOTTE

Abruzzoweb.it - ‎19/nov/2011‎
TERAMO - A fuoco l'auto del giudice per le indagini preliminari di Teramo, Marina Tommolini e di un investigatore del comando provinciale dei carabinieri, Spartaco De Cicco. I due roghi di origine dolosa sono scoppiati, a breve distanza l'uno ...

Ignoti si intrufolano nel cortile di casa del Gip Tommolini ...

abruzzo24ore.tv - ‎22/nov/2011‎
Il giudice del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, era ancora nel suo ufficio quando due individui, passando per il cancelletto di un'abitazione confinante con il cortile del magistrato, sono penetrati nella proprieta' privata. ...

Teramo: incendiate le auto di un magistrato e di un maresciallo di ...

Libero-News.it - ‎19/nov/2011‎
eramo, 19 nov. - (Adnkronos) - Continuano le indagini di carabinieri e poliza per accertare i responsabili di due attentati incendiari di natura dolosa che nella notte hanno sconvolto Martinsicuro, in provincia di Teramo. Ignoti hanno bruciato le ...

Teramo: incendiate le auto di un magistrato e di un maresciallo di ...

Libero-News.it - ‎19/nov/2011‎
(Adnkronos) - Non e' escluso che si tratti di una ritorsione per un'inchiesta in cui entrambi hanno avuto parte attiva La giunta distrettuale dell'Anm esprime solidarieta' nei confronti della collega Marina Tommolini, gip presso il Tribunale di Teramo, ...
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