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 .. p.s. .. ... di Lunadicarta
 
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Il giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l'esperienza personale.

Platone
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:15:54, in Magistratura, linkato 1507 volte)
Fallimenti, indagini
su magistrati di Bari

di Giovanni Longo
per la Gazzetta del Mezzogiorno


BARI - C’è voluto un camion per trasportare tutte le carte da Bari a Lecce. E quando i faldoni sono giunti a destinazione, pare che nella stanza del procuratore di Lecce Cataldo Motta non ci fosse spazio sufficiente. L’inchiesta della Procura di Bari sulle procedure fallimentari si allarga e trasloca: oltre a curatori, consulenti, professionisti, bancari e cancellieri, nel mirino del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza sono finiti anche magistrati in servizio presso il Tribunale del capoluogo pugliese. E dunque il Pm ha passato la mano.

I primi particolari dell’inchiesta sono emersi nella scorsa primavera, con numerose perquisizioni e l’arresto dell’avvocato barese Marco Vignola (oggi libero). Ora che l’indagine ha toccato alcuni giudici le carte sono passate a Lecce, ufficio competente a indagare sui magistrati in servizio nel distretto di Corte d’Appello di Bari.

Quattro i filoni d’indagine. In tre sarebbero stati individuati comportamenti penalmente rilevanti da parte di toghe baresi, in merito, sembra, alle modalità con cui per anni sarebbero stati gestiti i mandati di pagamento delle curatele. È il tema toccato in due informative che gli investigatori hanno depositato a fine settembre e fine ottobre ipotizzando, sembra, anche la corruzione in atti giudiziari.

Che le indagini potessero allargarsi lo si era intuito leggendo la richiesta di misura cautelare nei confronti di Vignola, indagato per falso, peculato, truffa e omesso versamento delle imposte. «Occorre capire - scriveva tra l’altro il Pm barese Ciro Angelillis, ormai ex titolare di tutti i fascicoli - se e come sia stato possibile operare nel modo contestato senza che altri soggetti (cancellieri, creditori, giudici, bancari, ecc.) operanti all’interno di uffici in vario modo al controllo se non proprio alla gestione congiunta (col curatore) del patrimonio fallimentare se ne siano avveduti; occorre capire se vi siano state connivenze o, addirittura, forme di concorrenza nei reati commessi».

L’indagine era partita dalla presunta falsificazione dei mandati di pagamento per oltre sette milioni di euro che sarebbe stata commessa dall’avvocato Gaetano Vignola, padre di Marco, curatore fallimentare da almeno un ventennio. Ma ora l’inchiesta si è allargata: in uno solo dei quattro filoni passati a Lecce sarebbero analizzate otto procedure. Più recente invece il fascicolo su Marco Vignola, indagato nella veste di curatore della procedura fallimentare «Nova Tessile Srl». I fatti contestati al giovane legale - che ha assistito Alessandro Mannarini, uno dei tre «moschettieri» del caso Tarantini - si riferiscono agli anni 2000-2008 e riguardano presunti falsi mandati di pagamento e l’appropriazione di 1,6 milioni dai conti del fallimento. Soldi che il professionista sta restituendo alla nuova curatela.

Ma ora da Lecce inizia la fase degli accertamenti su alcuni magistrati baresi.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=471660&IDCategoria=1

La Rassegna

Fallimenti, indagati tre giudici

Corriere della Sera - ‎21/nov/2011‎
BARI - Tre magistrati e un altro curatore fallimentare sarebbero indagati nell'inchiesta sulla sezione Fallimentare del Tribunale di Bari. Il fascicolo che era nelle mani del sostituto procuratore del Tribunale di Bari Ciro Angelillis è stato ...

Fallimenti, tre giudici indagati il fascicolo al Csm

La Repubblica - ‎19/nov/2011‎
Denaro e favori, offerti dalle aziende sull'orlo della bancarotta e da una cerchia ristretta di curatori ai magistrati baresi. Rischia di travolgere anche la magistratura l'inchiesta nata sulle rivelazioni dell'avvocato Vignola. ...

Fallimenti, la procura di Lecce indaga su tre magistrati baresi

il Paese Nuovo - ‎20/nov/2011‎
LECCE - Tre i nomi iscritti nel registro degli indagati della Procura di Lecce che sta indagando sull'inchiesta nata dalle dichiarazione dell'Avvocato Vignola. Trema la magistratura barese su cui quella leccese dovrà esprimersi dopo aver fatto luce sul ...

Inchiesta sulla sezione Fallimentare di Bari, 3 magistrati indagati

Libero News - ‎20/nov/2011‎
Sono tre i magistrati indagati nell'inchiesta sulla presunta corruzione nella sezione Fallimentare di Bari. Si tratta di giudici che attualmente ricoprono posti di prestigio nella magistratura. Almeno stando ad alcune fonti investigative della Procura ...

Inchiesta sulla sezione Fallimentare di Bari, sono 3 i magistrati ...

BariSera - ‎19/nov/2011‎
BARI – Sono tre i magistrati indagati nell'inchiesta sulla presunta corruzione nella sezione Fallimentare di Bari. Si tratta di giudici non più operanti nella sezione Fallimentare, ma che attualmente ricoprono posti di prestigio nella magistratura. ...

Fallimenti, indagini su magistrati di Bari

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎19/nov/2011‎
BARI - C'è voluto un camion per trasportare tutte le carte da Bari a Lecce. E quando i faldoni sono giunti a destinazione, pare che nella stanza del procuratore di Lecce Cataldo Motta non ci fosse spazio sufficiente. L'inchiesta della Procura di Bari ...
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:13:36, in Magistratura, linkato 1232 volte)

TENTA FURTO A PALAZZO DI GIUSTIZIA A TARANTO, ARRESTATO


(AGI) - Bari, 18 nov. - Stamani, a Taranto, all'interno del Palazzo di Giustizia di via Marche, i carabinieri hanno arrestato in flagranza per tentato furto aggravato, un 35enne del luogo.

Questi approfittando della momentanea assenza del personale di cancelleria della 1ˆ sezione penale, si e' introdotto all'interno degli uffici ed ha tentato di impadronirsi della borsa di una dipendente custodita in un armadio. I militari sono stati subito allertati dalla stessa dipendente che ha sorpreso l'uomo nascosto dietro la porta.

L'uomo ha anche tentato la fuga, ma e' stato bloccato da due militari. (AGI) Ta2
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:10:06, in Magistratura, linkato 1336 volte)
CONSULTA: CASSAZIONE ELEGGE
NUOVO GIUDICE MORELLI


venerdì 18 novembre 2011 14.55

(AGI) Roma - Mario Morelli, consigliere di Cassazione che ricopriva l'incarico di direttore dell'Ufficio del Massimario e' stato eletto dai suoi colleghi della Suprema Corte nuovo giudice della Consulta. Morelli prendera' il posto di Alfio Finocchiaro il cui mandato scade a dicembre. La Cassazione ha eletto Morelli con 152 voti ed ha sconfitto al ballottaggio Marco Pivetti, sostituto Pc della Cassazione al quale sono andate 98 preferenze .


La Rassegna

(AGI) CONSULTA: CASSAZIONE ELEGGE NUOVO GIUDICE MORELLI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎18/nov/2011‎
(AGI) Roma - Mario Morelli, consigliere di Cassazione che ricopriva l'incarico di direttore dell'Ufficio del Massimario e' stato eletto dai suoi colleghi della Suprema Corte nuovo giudice della Consulta. Morelli prendera' il posto di Alfio Finocchiaro ...

È giudice costituzionale il magistrato della sentenza Englaro

Il Fatto Quotidiano - ‎19/nov/2011‎
Èstato eletto giudice costituzionale dalla Cassazione Mario Morelli, il magistrato della Suprema Corte che ha scritto una delle sentenze che... Inviando questo form dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di ...

Consulta, eletto giudice sentenza Englaro

L'Unità - ‎18/nov/2011‎
Eletto giudice costituzionale Mario Morelli, il magistrato della Suprema Corte che ha scritto una delle sentenze che più hanno suscitato plauso e clamore negli ultimi anni: il verdetto che nel 2008 mise fine alla vicenda di Eluana Englaro dando il via ...

Cassazione: Morelli eletto nuovo giudice

Lettera43 - ‎18/nov/2011‎
Cassazione, tempo di elezioni. Dopo lo scrutinio delle schede per la votazione del magistrato in procinto di diventare giudice costituzionale al posto di Alfio Finocchiaro il cui mandato è in scadenza, i giudici della Cassazione hanno salutato il ...

Consulta, Cassazione vota nuovo giudice costituzionale: è Morelli

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
ROMA - Con 152 voti il consigliere di Cassazione Mario Morelli è stato eletto dai suoi colleghi giudice costituzionale. Ha sconfitto al ballottaggio il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Marco Pivetti, che ha ottenuto 98 voti. ...

Consulta: Morelli nuovo giudice

Wuz. Cultura&Spettacolo - ‎18/nov/2011‎
(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Con 152 voti la Cassazione ha eletto il magistrato Mario Morelli giudice costituzionale: l'altro candidato, Marco Pivetti, ha ottenuto 98 preferenze. Morelli subentrera' al posto del giudice Alfio Finocchiaro che e' prossimo ...
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:08:34, in Magistratura, linkato 1278 volte)
GOVERNO: GIUDICI DI PACE,
POSITIVA NOMINA SEVERINO

 

(ASCA) - Roma, 18 nov - L'Associazione nazionale giudici di pace esprime ''soddisfazione per la designazione a ministro della Giustizia di Paola Severino, uno dei massimi giuristi del nostro Paese ed alla quale sono unanimemente riconosciute altissime qualita' umane.

Siamo disponibili ad offrire al nuovo governo la nostra piena collaborazione al fine di contribuire a risolvere i problemi della Giustizia nel nostro Paese''.

L'Associazione nazionale giudici di pace dal 21 novembre iniziera' un'astensione fino al 2 dicembre al fine di vedere ''finalmente risolto il gravissimo vulnus dovuto al mancato rispetto delle norme costituzionali e comunitarie in tema di status dei magistrati di pace.

Siamo certi che il ministro non potra' non affrontare un quadro gravissimo, che rischia di portare alla paralisi di una giustizia efficiente, che, unica in Italia, assicura la ragionevole durata dei giudizi (in media meno di un anno)''.

com-rus
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:03:55, in Magistratura, linkato 1196 volte)
Cisterna consegna memoria scritta al Csm,
rinviata la decisione



E' durata meno di un'ora l'audizione, innanzi alla Prima Commissione del Csm, del Procuratore nazionale antimafia aggiunto Alberto Cisterna che - ai consiglieri - ha consegnato una "corposa" memoria scritta nella quale ha risposto alle "segnalazioni" evidenziategli da Palazzo dei Marescialli in seguito all'indagine penale per corruzione in atti giudiziari.
Cisterna è stato assistito da Marcello Maddalena, il Procuratore generale di Torino, e nei suoi confronti non è stata presa "assolutamente" nessuna decisione, pertanto il magistrato continua ad esercitare le sue funzioni. Lo si è appreso da fonti del Consiglio Superiore della Magistratura.
La Prima Commissione non ha preso ancora nessuna decisione, e tornerà a riunirsi per valutare questa vicenda, nella quale Cisterna rischia il trasferimento:  potrebbe riconvocarsi il 30 novembre o il cinque dicembre dopo la lettura delle carte. A Cisterna sono state rivolte poche domande "ma niente di particolare" anche perchè - fanno notare le fonti del Csm - il numero due della procura nazionale antimafia "era già stato sentito in sede di procedimento penale".
L'indagine a carico di Cisterna nasce dalle dichiarazioni di Antonio Lo Giudice, che si è autoaccusato degli attentati del 2010 alla procura generale di Reggio e al Procuratore Pignatone. Lo Giudice avrebbe sostenuto che il magistrato avrebbe avuto un regalo, probabilmente dei soldi, per far uscire dal carcere e far ottenere gli arresti domiciliari a suo fratello Maurizio, anch'egli collaboratore di giustizia. E che questo glielo avrebbe riferito un altro dei suoi fratelli, Luciano, condannato per usura, estorsione e altri reati. Proprio con Luciano Lo Giudice il magistrato Cisterna avrebbe avuto una settantina di contatti telefonici tra il 2005 e il 2007: un rapporto cominciato - avrebbe spiegato il magistrato nel suo interrogatorio davanti ai pm di Reggio - per ottenere informazioni utili alla cattura del boss della 'ndrangheta Pasquale Condello e dietro il quale non ci sarebbe nulla di illecito. Solo quando la Commissione terminera' la propria indagine presenterà al plenum la sua richiesta di trasferimento: se riterrà che Cisterna non possa più svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità", o, in alternativa di archiviazione. Ma sarà l'assemblea di Palazzo dei Marescialli ad avere l'ultima parola.

http://www.telereggiocalabria.it/news/1-cronaca/43827-cisterna-consegna-memoria-scritta-al-csm-rinviata-la-decisione.html
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:55:02, in Magistratura, linkato 1508 volte)

È l'ora dell'amnistia/1. «Il governo tecnico può darci una chance»


Giro di opinioni sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. Ecco le adesioni entusiaste, i suggerimenti e le perplessità di Calvi, Boato, Nordio, Manconi, Nello Rossi, Armeni, Macaluso, Sansonetti, Introvigne, Loquenzi, Bellasio, Cascioli

«Sono d'accordo con questa proposta» dice a tempi.it Guido Calvi, membro del Consiglio superiore della magistratura. «L'amnistia per i reati minori alleggerisce la sofferenza delle persone detenute in carceri disumane e può servire per organizzare meglio le carceri. Non solo, alleggerisce anche il carico di lavoro dei magistrati che così possono concentrarsi sui processi più importanti».

Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, chiederanno che venga votata dal Parlamento l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".

«Non so come faccia la gente a non spaventarsi davanti ai dati delle carceri, ai numeri di detenuti, messi in ultima pagina dai giornali, relegati nelle stesse celle in situazioni disumane, per cui la gente si uccide. Oggi, di certo, tra le cose più gravi in Italia c'è questa e se davvero questo governo non vuole disattendere le speranze che ha suscitato serve che dia un segnale importante». La giornalista e opinionista Ritanna Armeni coglie subito il cuore del problema. Rincara la dose il giornalista del Sole 24 Ore Daniele Bellasio: «Quella delle carceri è un'emergenze nazionale, sociale e di giustizia. Come dice il capo dello Stato è di "prepotente urgenza". È sicuramente tra quelle cinque riforme che il nuovo governo, ora che ci dovrebbero essere un nuovo clima e una nuova maggioranza, deve fare partendo dagli ultimi». «In fondo» insiste Giancarlo Loquenzi, direttore dell'Occidentale, «se Monti può servire ai partiti per chiedere lacrime e sangue senza metterci la faccia, perché non affidargli anche il compito di risolvere il problema delle carceri salvando i partiti dalle pressioni delle loro componenti più forcaiole?».

«Sono entusiasta, favorevolissimo, anche se ho qualche dubbio sul fatto che si possa realizzare perché ho una pessima idea del governo che si è appena insediato. L'idea che sta dietro alla battaglia per l'amnistia è fondamentale, è quella del garantismo, volto a favorire quel principio di libertà su cui si deve basare la giustizia. Bisogna smetterla di pensare alla pena come soluzione di tutti i problemi sociali» commenta l'iniziativa il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti. È d'accordo anche Emanuele Macaluso, direttore de Il Riformista: «Sono favorevolissimo all'amnistia più che all'indulto. E mi pare che sia oggi l'unica soluzione per svuotare le carceri applicandola ai reati minori». «Ho constatato personalmente e in più occasioni» interviene il docente di Economia Michele Boato, «la situazione in cui versano le carceri italiane e nella maggior parte dei casi la parola migliore per identificarle è lager. Una soluzione come l’amnistia potrebbe prima di tutto salvaguardare la vita delle persone detenute, ridurre i suicidi ed evitare che la prigione rimanga la scuola di delinquenza che è oggi, priva di attività lavorative volte al reinserimento. Sono assolutamente d’accordo con l’iniziativa». Anche un esperto in materia come Luigi Manconi, del Pd, appoggia l'amnistia: «Sono incondizionatamente d’accordo. Nel 2006 sono stato coinvolto fino in fondo nell’indulto, un provvedimento sacrosanto, dai risultati positivi, ma avrei voluto anche l'amnistia. Un gesto così poi consentirebbe di porre mano a riforme strutturali. L'iniziativa è bella, opportuna e saggia».

Nessuno nasconde che l'amnistia sia un provvedimento destinato a far discutere e difficile da approvare. Come spiega il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi: «Conosco bene quanto sia complicata la situazione delle carceri italiane ma un provvedimento del genere richiede uno studio attento e accurato, un’analisi dei pregi e dei difetti. Non mi sento né di appoggiare né di criticare questa iniziativa». Anche l'opinionista, sociologo e storico Massimo Introvigne espone i suoi dubbi, pur infine avvallando la bontà di un provvedimento del genere: «Qui ci sono una serie di problemi di carattere pratico. Da sociologo dico che le amnistie non sono una buona cosa, perché danno l'idea che l'effetto penale sia inesistente. In questo momento, tuttavia, la teoria deve cedere il passo alla realtà: c'è un sovraffollamento delle carceri disumano, quindi penso che sia il momento di discutere di provvedimenti di sconto di pene per alcuni reati».

Alcuni non si fermano a questo provvedimento, ma chiedono di andare oltre: «Condivido l’idea dell’amnistia, però solo se inserita in un contesto più ampio. Deve passare attraverso la riforma del codice penale» spiega il magistrato Carlo Nordio. «Il carcere deve essere la soluzione estrema della pena, mentre dovrebbe esserci spazio per pene alternative. Più che svuotare le carceri, dobbiamo rendere più difficile l’ingresso. Ci vogliono pene più miti ma più certe». D'accordo Ritanna Armeni: «L'amnistia va bene ma non è sufficiente se i processi restano lenti e non si fa una riforma seria del sistema giudiziario. La riforma della giustizia sarebbe un passo da gigante». «È chiaro il problema carceri è da risolvere» spiega Riccardo Cascioli, direttore della Bussola Quotidiana. «Ma mi sembra difficile sia possibile risolverlo con l'amnistia. Il problema vero è la riforma della giustizia. Anche perché la carcerazione preventiva e il carcere in attesa di giudizio non fanno che alzare i numeri. Il sovraffollamento è tale che l'amnistia risolverebbe per qualche mese la questione, ma non nel lungo periodo».

Resta il problema dei due terzi dei consensi da trovare in Parlamento. È realistico? Risponde Manconi: «Certo non sarà facile, anzi è davvero difficile. Però c’è una chance: un governo tecnico può essere meno condizionabile dal clima ostile che forze giustizialiste potrebbero attizzare nella società».

http://www.tempi.it/lora-dellamnistia1-il-governo-tecnico-pu-darci-una-chance

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È l'ora dell'amnistia/2 «Tutti consapevoli della crisi delle carceri. Forse è la volta buona»


Ancora interventi sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. I pareri positivi, i dubbi e le critiche di Lucia Annunziata, Antonio Polito, Guido Brambilla, don Virginio Rigoldi, Franca Fossati, Yasha Reibman, Marco Follini, Giuseppe Cruciani, Riccardo Barenghi e Giuseppe Caldarola

Don Virginio Rigoldi, educatore e cappellano del carcere minorile Beccaria, accoglie con favore l'iniziativa di Tempi e Radio Radicale. Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, faranno al Parlamento perché voti l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".
Il sostegno di don Rigoldi non si limita a un "sì" all'iniziativa, ma guarda più in là, puntando sul reinserimento: «Un’amnistia ha il grande valore di togliere da situazioni francamente bestiali tanti detenuti, ma per non riportarli dentro altrettanto velocemente occorre affiancarla ad altre misure, a un paracadute. Svuotare le carceri è un dovere morale. Bisognerebbe accompagnare questa liberazione con un po’ di risorse, finalizzate al reinserimento sociale. Mi piacerebbe che sotto il cappello dell’amnistia si cominciassero a fare dei passaggi di traghettamento». 

Sullo stesso versante si trovano Franca Fossati, giornalista e storica voce dei movimenti femministi, e Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica di Milano. Secondo la prima, «nelle nostre carceri si verifica ogni giorno una gravissima violazione dei più basilari diritti: i detenuti, oltre alla pena, patiscono la tortura di condizioni disumane. Per avviare una qualsiasi riforma bisogna prima snellire i tribunali. E l’unico modo è l’amnistia». Il secondo afferma di essere «favorevolissimo a un’amnistia. Mi sembra vada incontro a varie necessità, sia a livello umano, sia rispetto alla legge del nostro paese. Le carceri sno in condizioni disumane, non assolvono al loro compito, e bisogna urgentemente tornare a un sistema penitenziario che possa permettere alle persone di cambiare. Iniziamo a fare un primo passo».

Lucia Annunziata
, giornalista e conduttrice di In mezz'ora, accoglie così l'idea di Amicone e Pannella: «Credo che il presente clima politico potrebbe accogliere e favorire un’amnistia. Però, poiché non ha a che fare solamente con le carceri, occorre capire come in questo governo verrà gestita la più generale questione giustizia. Il vero problema dell'amnistia è che oggi, più che essere vista come una salvaguardia dei diritti dei più deboli, viene percepita come una scappatoia per la classe dirigente corrotta».

Guido Brambilla, 
magistrato di sorveglianza presso il Tribunale di Milano, articola così il suo ragionamento: «Certamente siamo di fronte a una situazione disovraffollamento carceraio, e tutti, dai magistrati alle forze politiche, ne sono consapevoli. O si costruiscono più carceri, ma tocca capire se le risorse necessarie ci sono, oppure occorre affrontare il problema con l’amnistia. Che ha dei limiti: è una risposta al problema sintomatica, ma non risolutiva. E va necessariamente accompagnata da provvedimenti di inclusione sociale reinserimento lavorativo. Ora il sistema sanzionatorio si basa sulla reclusione e sulla pena pecuniaria, ma esistono delle misure alternative, come ad esempio gli strumenti di mediazione penale. Bisogna concepire il carcere come extrema ratio. Non so che durata avrà questo governo, però l’emergenza c’è. Forse è la volta buona».

Riccardo Barenghi,
giornalista della Stampa, si dichiara assolutamente a favore e aggiunge: «Credo che sia una buona idea da suggerire al premier Monti, visto che il suo è un governo sostenuto da tutti e in cui nessuno ha paura di perdere il consenso con una proposta così delicata».

Giuseppe Caldarola
, ex direttore dell'Unità, da anni appoggia la campagna di Pannella perché pone l'accento su due drammatici problemi della giustizia italiana: «La situazione penosa in cui versano le carceri e gli innumerevoli procedimenti in corso, che aggravano il sistema giudiziario italiano. Credo che i tempi siano maturi per una proposta di questo tipo, dato che il governo tecnico nasce anche con l’intento di modificare il clima politico del paese. È una battaglia di civiltà a cui accordo il mio pieno appoggio».

Antonio Polito
, editorialista del Corriere della Sera, pur non essendo «contrario di principio all'amnistia», ritiene che «l'argomento sia complicato e il momento estremamente delicato, troppo per un'iniziativa del genere che potrebbe far pensare a una scappatoia per i "colletti bianchi"».
Restano dubbiosi sull'utilità di un intervento di questo tipo il senatore Pd Marco Follini, secondo cui «ci sono priorità diverse in questo momento. Il governo dovrà affrontare altri problemi».
Anche il giornalista Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico La zanzara, pur concordando sul fatto che «le condizioni delle carceri sono assurde», ritiene che «un’amnistia certifichi il fallimento di uno Stato e che sia più urgente un intervento legislativo che limiti l’ingresso in carcere delle persone».

http://www.tempi.it/e-lora-dellamnistia2-tutti-consapevoli-della-crisi-delle-carceri-forse-la-volta-buona

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Giovanna Di Rosa (Csm): «Sì all'amnistia, e poi non lasciamoli in mezzo a una strada»

La responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura Giovanna Di Rosa aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella in favore dell'amnistia e dichiara a Tempi.it: «Questa misura va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, in mezzo a una strada, senza un soldo»

«È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare». Giovanna di Rosa, responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura, aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella, che lunedì 21 alle 12 lanceranno in diretta video su Radio Tempi e Radio Radicale un appello a favore dell'amnistia.

Di Rosa ha dichiarato a Tempi.it: «Sono assolutamente a favore dell'amnistia, perché l’emergenza è sotto gli occhi di tutti gli operatori tecnici e la situazione non è all’altezza delle nostre disposizioni costituzionali. È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare. Credo che potrebbe aiutare a decomprimere la fortissima pressione che i detenuti vivono quotidianamente. Certo, va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, improvvisamente, in mezzo a una strada, senza un soldo. Occorre accompagnare questo provvedimento immediato alla messa in piedi di una rete, altrettanto immediata. Un’azione che si ispira alla pacificazione nazionale ha il dovere di preparare anche questo percorso, allertando gli enti del territorio e le associazioni di volontariato. E ognuno dovrà fare la sua parte, proprio perché la solidarietà è un valore nazionale».

http://www.tempi.it/giovanna-di-rosa-csm-s-allamnistia-e-poi-non-lasciamoli-mezzo-una-strada
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:43:26, in Magistratura, linkato 1468 volte)

CSM, CAOS SU NOMINE. PIGNATONE A ROMA, INCERTEZZA SU NAPOLI

Napoli - Raffica di incontri per decidere gli equilibri del sistema giudiziario italiano. In ballo 4 Procure mentre per il post Lepore si fa strada uno dei suoi “vice”

Napoli - Telefoni di fuoco. Incontri veloci e riservati. Appuntamenti sull’asse Roma-Napoli. Lunghi colloqui con Reggio Calabria. Sono giorni roventi per la magistratura italiana, soprattutto per alcuni che presto potrebbero andare ad occupare posti di peso nelle gerarchie giudiziarie. Tra pochi mesi verranno infatti rinnovati i vertici giudiziari di Roma e Napoli. Nomine che daranno vita a un go down di altri incarichi. Partiamo dalla Capitale. Fonti accreditate riferiscono che viene oramai considerata come “quasi certa” la nomina a capo dei pm romani di Francesco Pignatone. Il nemico numero uno della 'ndrangheta aveva fatto richiesta anche per Napoli, ma per ora (al Csm tutto può sempre cambiare in pochi minuti) è destinato alla Procura di Roma. Lascerà libera dunque la poltrona a Reggio Calabria. Sarà questo un altro posto da mettere a concorso nei prossimi mesi, ma già oggi si tratta di una casella da occupare idealmente nel corso delle estenuanti trattative gestite dalle correnti della magistratura in queste settimane. Se infatti per Roma sembra chiara la designazione di Francesco Pignatone, alla luce della rinuncia di Piero Grasso che resterà alla guida della Direzione Nazionale Antimafia, è tutt’altro che in discesa la strada per scegliere il successore di Giandomenico Lepore a Napoli dove deve essere nominato tra l’altro anche un nuovo Procuratore Aggiunto. Il quadro è il seguente. Magistratura Democratica vuole valutare ogni posto singolarmente. Unicost, altra corrente di peso, preferisce mettere tutte le carte sul tavolo e discutere. A questo punto le soluzioni differiscono. Se si adottasse il metodo proposto da Md, tutto può succedere. Le alleanze sarebbero sottobanco e trasversali. Potrebbero non mancare dissidi tra i singoli e tra le varie componenti. Se si preferisse il metodo proposto da Unicost, allora ci sarebbe “una valutazione più generale che cercherebbe di accontentare tutti” dicono da Palazzo dei Marescialli. Del resto in ballo non ci sono solo Napoli e Roma, ma anche Reggio Calabria e infine ma non subito Palermo.

Il Pg Croce ha scelto di andare in pensione prima dei termini ed è pronto a sostituirlo il capo dei pm palermitani Francesco Messineo che lascerebbe Palazzo di Giustizia per il trasloco in Procura Generale. Alla luce di tutti questi elementi, la magistratura italiana è pronta a definire gli asset strategici del suo futuro Roma, Napoli, Reggio Calabria e Palermo. Più una serie di altri posti di rilievo, non ultimo l’Aggiunto nel capoluogo campano. La discussione inizierà la prossima settimana in quinta commissione Csm. Ma all’interno e fuori dal palazzo si discute, si tratta, si media. Nulla è scontato. Per la successione romana a Giovanni Ferrara in scadenza ad aprile, oltre a Pignatone, hanno presentato domanda anche Guido Lo Forte procuratore di Messina, Raffaele Guariniello capo dei pm di Torino (in corsa anche per Napoli). L’aggiunto di Milano Armando Spataro. Gli aggiunti capitolini Laviani e Capaldo. Per Napoli circola in queste ore, insistentemente, il profilo di uno degli attuali “vice” di Giandomenico Lepore. “Non dipende dall’età, ma dai meriti e da quale parametro di valutazione sarà adottato” riferisce un ben informato. In corsa ci sono tra gli altri Corrado Lembo, oggi procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere Luigi Mastrominico avvocato generale a Napoli, un nome che nessuno immaginava di leggere nell'elenco così come quello dell’attuale Procuratore a Salerno Franco Roberti. Gli aggiunti Aldo De Chiara, Alessandro Pennasilico (recentemente nominato vicario) Federico Cafiero de Raho, Rosario Cantelmo, Franco Greco. E ancora Vincenzo Russo procuratore della repubblica a Foggia, Armando D’Alterio numero uno a Campobasso, Giovanni Colangelo da Potenza, Francesco De Leo procuratore a Livorno, Franco Dettori da Busto Arsizio, Amato Barile capo dei pm di Sala Consilina e Giuseppe Amato Procuratore a Pinerolo. “E’ presto per decidere, ma se si valutasse caso per caso, le prossime nomine, c’è da aspettarsi di tutto”. Con i relativi ricorsi alla Giustizia amministrativa.   (ilVelino/AGV)

http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1480350t=Csm__caos_su_nomine__Pignatone_a_Roma__incertezza_su_Napoli
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:34:02, in Politica, linkato 2385 volte)
Dal convegno Unicost...

Giustizia: Vietti, troppi tre gradi di giudizio



Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Per ridurre i tempi della giustizia "ci sono due alternative: modificare i criteri oggi vigenti per il ricorso in Cassazione, restringendo le fattispecie che lo consentono, oppure introdurre un filtro di ammissibilita' per gli appelli". Lo dichiara il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che ipotizza anche "un'ipotesi piu' delicata, cioe' eliminare direttamente l'appello". Vietti, a Napoli per partecipare al secondo giorno del convegno organizzato da Unicost, ribadisce che "tre gradi di giudizio, indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia, sono un lusso che non ci possiamo piu' permettere". Nell'ipotesi di filtro, sottolinea, "uno degli elementi potrebbe essere il valore della controversia cosi' come avviene in tutti i Paesi in cui c'e' un filtro". "Non tutte le controversie - prosegue - meritano di essere valutate in tre gradi. Noi, anche per una contravvenzione stradale, facciamo tre gradi di giudizio". (19 novembre 2011 ore 13.32)


Giustizia: Vietti, scelte procuratori Roma Napoli e Genova vanno fatte rapidamente

Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Le nomine dei capi degli uffici giudiziari di Roma, Napoli e Genova "sono scelte che vanno fatte rapidamente". Cosi' il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che aggiunge: "Una delle criticita' del sistema giudiziario e' proprio quella dell'eccesso di durata delle scoperture dei capi degli uffici giudiziari, tra chi lascia e chi subentra". L'ideale, sostiene Vietti, "sarebbe l'avvicendamento pressoche' contestuale, che permetta anche un passaggio di consegne come avviene in tutte le altre amministrazioni dello Stato". "Il mio impegno - prosegue - e quello di tutto il Csm e' ridurre il piu' possibile i tempi degli avvicendamenti", scegliendo personalita' che "come dice il nuovo ordinamento giudiziario, abbiano un profilo di bravi giuristi e bravi organizzatori". Vietti, a Napoli per partecipare a un convegno organizzato dalla corrente della magistratura Unicost, 'saluta' cosi' il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, che a breve lascera' l'incarico: "Un magistrato esperto che si e' impegnato fattivamente nella gestione di un ufficio molto delicato", spiega Vietti, aggiungendo che "un magistrato non si giudica mai sulla notorieta' delle indagini che segue". (19 novembre 2011 ore 14.32)


Giustizia: Vietti, impensabili 1.500 uffici giudiziari con risorse limitate

Napoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Sulla riforma della geografia giudiziaria si giochera' gran parte dello sforzo di razionalizzazione del sistema". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, intervenuto all'incontro 'I cambiamenti nella giustizia civile' organizzato dall'Universita' Federico II di Napoli.
"Le risorse - ha aggiunto Vietti - sono limitate ed e' impensabile usarle cosi', allo stesso modo e' impossibile mantenere 1.500 uffici giudiziari". I tribunali, ha ribadito, "sono sotto il minimo della sopravvivenza, con numeri risibili che contribuiscono all'inefficienza complessiva del sistema". Su questo, ha spiegato il vicepresidente del Csm, "il Governo e' chiamato a una prima prova".
Ai fini dell'elaborazione delle riforme necessarie al sistema giudiziario, ha spiegato Vietti, "il Csm puo' contribuire al fianco del Parlamento, del Governo e del ministro della Giustizia. Non e' stravagante che il Consiglio si occupi dell'efficacia del sistema ed e' tempo di finirla con le sterili polemiche secondo le quali deve parlare solo se interpellato". Il Csm, ha concluso Vietti, "non pretende di essere ascoltato quando parla, ma pretende di parlare nello spirito di collaborazione con gli altri poteri, in ragione delle proprie cognizioni". 18/11/2011

La Rassegna sulle dichiarazioni

GIUSTIZIA: VIETTI, CSM PROVVEDA A NOMINA CAPI PROCURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19/nov/2011‎
(AGI) Napoli - "Il Csm deve provvedere alla nomina di una serie di capi di uffici molto rilevanti, da Genova a Roma a Napoli. Sono personalmente convinto che queste scelte vadano fatte rapidamente". Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti ...

Vietti, Csm: tre gradi di giudizio sono troppi

RaiNews24 - ‎19/nov/2011‎
"Tre gradi di giudizio indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia, sono un lusso che non ci possiamo piu' permettere". Lo ha ribadito a Napoli, Michele Vietti, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ...

Intercettazioni, Csm: "Basta parlare senza far nulla"

Quotidiano.net - ‎18/nov/2011‎
Napoli, 18 novembre 2011 - Governo e Parlamento valuteranno "se mettere mano alla riforma" della normativa sulle intercettazioni, ma "importante è che si smetta di parlarne ciclicamente senza fare nulla". E' questo il pensiero del vicepresidente del ...

Giustizia: Vietti, con accorpamento uffici piu' risorse

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - "Con l'accorpamento degli uffici e la revisione delle circoscrizioni giudiziarie si potranno recuperare risorse materiali e umane". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, a Napoli per un convegno ...

Giustizia: Vietti, scelte procuratori Roma Napoli e Genova vanno ...

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Le nomine dei capi degli uffici giudiziari di Roma, Napoli e Genova "sono scelte che vanno fatte rapidamente". Cosi' il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che aggiunge: "Una delle criticita' del sistema giudiziario ...

Giustizia: Vietti, troppi tre gradi di giudizio

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Per ridurre i tempi della giustizia "ci sono due alternative: modificare i criteri oggi vigenti per il ricorso in Cassazione, restringendo le fattispecie che lo consentono, oppure introdurre un filtro di ammissibilita' ...

Giustizia, Vietti: Ingroia?Da capo Stato invito a riservatezza Pm

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - Non entrando nel merito del caso del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il vicepresidente del CSM Michele Vietti ha però ricordato che il capo dello Stato ha più volte richiamato i giudici alla discrezione. ...

Crisi, Vietti: Anche i magistrati faranno propria parte sacrifici

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - In questo momento di crisi anche i magistrati sapranno fare la propria parte di sacrifici. E' quanto ha affermato il vicepresidente del CSM Michele Vietti, rispondendo a una domanda sul nuovo governo e sui possibili tagli al comparto della ...

LiveSicilia >> Politica > "Ingroia? Anche il Capo dello Stato ha ...

Live Sicilia - ‎18/nov/2011‎
“Ingroia ? Non parlo del caso specifico, perché quando il Consiglio lavora nelle sue articolazioni il vicepresidente tace, in quanto il CSM è un organo collegiale, ma certamente non posso non ricordare che il Presidente della Repubblica ha raccomandato ...

Intercettazioni: Vietti, basta parlarne senza fare nulla

La Repubblica Napoli.it - ‎18/nov/2011‎
Napoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Il governo e il Parlamento valuteranno se mettere mano alla riforma della legge sulle intercettazioni, l'importante e' che si smetta di parlarne ciclicamente senza fare nulla". Cosi' il vicepresidente del Csm, ...

INTERCETTAZIONI: VIETTI, VALUTEREMO SE FARE RIFORMA

Primaonline.it - ‎18/nov/2011‎
(AGI) - Napoli, 18 nov. - Governo e Parlamento valuteranno “se mettere mano alla riforma” della normativa sulle intercettazioni. A sottolinearlo, a Napoli, a margine di un'iniziativa sulla giustizia dell'ateneo Federico II, il vice presidente del Csm, ...

Intercettazioni, Vietti: Basta parole senza fare nulla

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - Qualora la riforma sulle intercettazioni venisse inserita nell'agenda di Parlamento e governo, si smetta di parlare ma si agisca. Questo il monito del vicepresidente del CSM Michele Vietti interpellato dai giornalisti a Napoli a margine del ...

Giustizia: Vietti, impensabili 1.500 uffici giudiziari con risorse ...

Libero-News.it - ‎18/nov/2011‎
apoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Sulla riforma della geografia giudiziaria si giochera' gran parte dello sforzo di razionalizzazione del sistema". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, intervenuto all'incontro 'I cambiamenti nella ...
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Toghe Lucane (già de Magistris):
Chiamava i cartomanti dal telefono di servizio:
magistrato condannato per peculato

Si tratta di Claudia De Luca ex sostituto procuratore a Potenza. La sentenza emanata dal tribunale di Catanzaro.


Giovedì 17 Novembre 2011 - 19:57

Claudia De Luca, ex sostituto procuratore della Repubblica a Potenza ed ora in servizio in un'altra sede giudiziaria, e' stata condannata a un anno e sei mesi di reclusione per l'accusa di peculato, che gli era stata mossa nell'ambito dell'inchiesta conosciuta come "Toghe lucane". La sentenza e' stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro, Antonio Rizzuti, al termine del giudizio abbreviato che e' valso alla De Luca lo sconto di pena di un terzo, e nell'ambito del quale il pubblico ministero Gerardo Dominijanni aveva chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi.

La contestazione di peculato fu mossa all'imputata dall'allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris, titolare di "Toghe lucane", perche' lei avrebbe utilizzato il telefono di servizio per scopi personali. La De Luca, in particolare, secondo le accuse - del 2009 la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Vincenzo Capomolla che ha ereditato Toghe lucane dal collega de Magistris - avrebbe effettuato con il cellulare di servizio 65 telefonate, nel periodo tra maggio e ottobre del 2003, al numero telefonico 899 a pagamento per un servizio di cartomanzia.

Nell'inchiesta sarebbero emerse anche diverse telefonate effettuate dal magistrato allora in servizio a Potenza, sempre con il telefono del turno, su numeri strettamente personali e, in particolare, oltre 16.000 contatti nel periodo tra il 20 aprile 2005 e il 22 aprile 2007 sul numero di cellulare del marito. A queste, si aggiungerebbero altre telefonate, effettuate sempre con il cellulare del turno, ad altre persone vicine all'imputata. La De Luca e' attualmente tra le persone indagate nell'inchiesta denominata "Toghe lucane bis", e destinataria di uno degli avvisi a comparire emessi dalla Procura di Catanzaro che sta conducendo l'inchiesta, relativa a presunti gravi illeciti commessi tra gli altri da alcuni magistrati in servizio in Basilicata.

L'ex pm avrebbe dovuto essere sentita dai magistrati catanzaresi lo scorso 3 novembre, ma impegni del suo difensore, l'avvocato Salvatore Staiano, hanno reso necessario un rinvio dell'interrogatorio. Nell'inchiesta "Toghe lucane bis" sono ipotizzati, complessivamente, la violazione della legge sulle associazioni segrete, l'associazione a delinquere, la corruzione in atti giudiziari, l'abuso di ufficio. "Toghe lucane bis" ha preso le mosse da un presunto complotto finalizzato a calunniare l'allora sostituto procuratore di Potenza Henry John Woodcock (oggi pm a Napoli) che, insieme al suo collega Vincenzo Montemurro, ora in servizio alla Procura di Salerno, indagavano sugli intrecci tra politici e criminalita' lucana.

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.php?id=36671
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:19:26, in Magistratura, linkato 1150 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg


Solidarietà alla collega Lia Sava


La Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati esprime una forte solidarietà alla collega Lia Sava, impegnata con coraggiosa determinazione nel contrasto delle attività delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, la quale è stata destinataria di un grave episodio di intrusione nel suo ufficio presso la Procura di Palermo.

All'inquietante vicenda verificatasi deve fare seguito l'adozione di efficaci misure volte ad elevare i livelli di sicurezza degli uffici giudiziari, spesso vistosamente inadeguati anche nelle realtà più esposte all'intervento della criminalità organizzata. Su questo, l'ANM sollecita con forza un impegno comune di tutte le istituzioni.

Roma, 17 novembre 2011

La Giunta esecutiva centrale
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