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 .. due anime .. ... di Lunadicarta
 
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Se temi la solitudine non cercare di essere giusto.

Jules Renard
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:14:06, in Magistratura, linkato 1372 volte)

Palermo, giallo sull'incursione notturna nell'ufficio del pm Sava

 

E' giallo al Palazzo di giustizia di Palermo per l'incursione notturna negli uffici blindatissimi del Procuratore aggiunto Antonio Ingroia e del pm della Dda Lia Sava. A quanto apprende l'Adnkronos, ignoti sarebbero entrati, forse nottetempo, nelle stanze dei due magistrati ma senza portare via nulla.

Gli investigatori che si occupano del caso non escludono che qualcuno sia entrato nelle due stanze, al secondo piano del Palazzo di giustizia di Palermo e superblindate, per togliere o sistemare delle microspie. Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Proprio oggi il Csm ha aperto un fascicolo sul pm Ingroia per il suo intervento lo scorso 30 ottobre al congresso del Pdci.

La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti, e l'ha inviato, per competenza, alla Procura di Caltanissetta dopo l'incursione notturna nella stanza del pm antimafia Lia Sava, che fino a poco tempo fa era quella del procuratore aggiunto Antonio Ingroia.

Questa mattina, la donna delle pulizie, entrando nell'ufficio ha trovato dei fili tagliati a terra ma anche un congegno elettronico. Gli investigatori non escludono che si possa trattare del tentativo di installare una microspia oppure di rimuoverla. La stanza del pm, che si occupa di molte inchieste antimafia, e' stata ispezionata dai carabinieri del Ros che conducono l'indagine.

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/135641/palermo-giallo-sullincursione-notturna-negli-uffici-ingroia-sava.htm

La Rassegna

Scoperti fili in stanza Pm Dda Palermo, forse microspia

ANSA.it - ‎16/nov/2011‎
(ANSA) - PALERMO, 16 NOV - Fili tagliati e una centralina smontata sono stati trovati nell'ufficio del Pm della Dda di Palermo Lia Sava. Per gli investigatori potrebbe trattarsi di un tentativo non riuscito di piazzare una microspia nella stanza del ...

Palermo, tornano le talpe all'antimafia?

InfoOggi - ‎17/nov/2011‎
PALERMO, 17 NOVEMBRE 2011 – Brutto risveglio, ieri mattina, per Lia Sava (nella foto), pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia palermitana, che ha trovato fili tagliati ed una centralina smontata nel suo ufficio. ...

Sospetto di cimici in procura a Palermo

Il Fatto Quotidiano - ‎17/nov/2011‎
Attualmente la stanza è occupata dal sostituto procuratore Lia Sava, uno dei magistrati della Dda più esposti. Solo poche settimane fa in quell'ufficio lavorava Antonio Ingroia il magistrato che indaga sulla trattativa tra Stato e mafia La centralina ...

PALERMO: SCOPERTO CONGEGNO ELETTRONICO IN STANZA PM ANTIMAFIA

Sicilia Online - ‎16/nov/2011‎
PALERMO Incursione notturna nella stanza del pm della Dda, Lia Sava, nel Palazzo di Giustizia di Palermo. A lanciare l'allarme é stato il personale delle pulizie che ha trovato un congegno elettronico smontato, con dei fili elettrici tagliati, ...

Palermo, giallo sull'incursione notturna nell'ufficio del pm Sava

SiciliaInformazioni.com - ‎16/nov/2011‎
E' giallo al Palazzo di giustizia di Palermo per l'incursione notturna negli uffici blindatissimi del Procuratore aggiunto Antonio Ingroia e del pm della Dda Lia Sava. A quanto apprende l'Adnkronos, ignoti sarebbero entrati, forse nottetempo, ...

Sospetto di cimici in procura a Palermo Manomessa centralina negli ...

Il giornale di Pachino - ‎17/nov/2011‎
La centralina telefonica manomessa, il coperchio del congegno aperto, alcuni fili sul pavimento recisi di netto ei collegamenti interni ripristinati alla buona con il nastro adesivo. E' l'inquietante scoperta fatta ieri mattina al Palazzo di Giustizia ...

Palermo: aperto fascicolo su incursione stanza pm Sava

Antimafia Duemila - ‎16/nov/2011‎
Palermo. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti, e l'ha inviato, per competenza, alla Procura di Caltanissetta dopo l'incursione notturna nella stanza del pm antimafia Lia Sava, che fino a poco tempo fa era quella del procuratore ...
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:08:46, in Magistratura, linkato 1414 volte)

L'Anm lancia l'allarme
"I giudici fuggono da Gomorra"

Secondo il "sindacato" delle toghe: "Nessuno vuole sostituire quelli che se ne vanno, processi di camorra a rischio". A Santa Maria Capua Vetere lasciano in sette. "Minacciati e poco protetti"

 CONCHITA SANNINO

SANTA MARIA CAPUA VETERE - C'è un Palazzo di giustizia nel casertano che sembra la Caltanissetta dei primi anni Novanta. Dove i giudici lasciano, mentre gli imputati di Gomorra di ogni livello continuano ad aumentare: compresi colletti bianchi, imprese e politici. Dove sette toghe, cinque giudici e due pm, si lasciano l'agro-aversano alle spalle e nessuno colma quei vuoti. Il primo allarme, cronologicamente, che atterra sul tavolo del neo ministro alla Giustizia Paola Severino riguarda gli uffici di Santa Maria Capua Vetere, la "capitale" dei processi al gotha dei casalesi. È il Tribunale dove rischiano di arrestarsi clamorosamente, dopo gli ergastoli del maxiprocesso Spartacus e le catture degli stragisti come Giuseppe Setola, centinaia di procedimenti seguiti anche al lavoro d'intelligence del pool antimafia che ha colpito duramente, ma non sconfitto, il cuore dell'Antistato. Per questo, i magistrati scrivono a Roma.

È severo ed argomentato l'sos lanciato dalla sottosezione dell'Associazione nazionale magistrati: presidente Anna Rita Motti, segretario Ilaria Sasso del Verme. Dodici pagine. Corredate di schede e statistiche. Documento indirizzato al Csm, al Ministro della Giustizia e alle giunte, centrale e distrettuale: per interventi "decisivi". "L'ultimo bollettino per i tramutamenti - scrivono Motti e Sasso del Verme - è andato del tutto deserto. E, davvero, occorre che su questo dato ci si ponga delle serie domande nel tentativo di fornire altrettanto
serie risposte. Il Tribunale perderà ulteriori cinque unità, e la Procura due: senza che alcuno venga a colmare i vuoti. D'altro canto, dalla lettura dei flussi degli uffici sammaritani emerge con evidenza come nel corso degli ultimi anni il numero degli affari, civili e penali, sia esponenzialmente cresciuto, anche sotto il profilo qualitativo, in maniera inversamente proporzionale allo stanziamento di risorse per la giustizia".

È l'altra faccia del "modello Caserta", il dispositivo che coordinava la prevenzione con il lavoro di repressione e di intelligence, predisposto dall'ex ministro Maroni con il capo della polizia Antonio Manganelli, in costante contatto con i vertici delle Procure di Napoli e Santa Maria. Un modello che aveva vibrato duri colpi. Innalzando, d'altro canto, il pericolo di attentati. È in questo clima che, solo negli ultimi mesi, polizia di Caserta e Dda hanno scoperto mitragliatori da guerra capaci di perforare auto blindate, un poligono di tiro segreto e due bunker, l'ultimo ieri. I magistrati, così come le forze dell'ordine sul terreno, sono esposti ad alto rischio. Anche questo è il nodo.

"Sotto il profilo della sicurezza dei magistrati - prosegue il dossier - appare assolutamente insufficiente, sia nelle sedi centrali sia in quelle distaccate, il personale delle forze dell'ordine impegnato nella sorveglianza delle udienze, che spesso si prolungano fino ad ora tarda per la celebrazione di processi anche di camorra, che espongono magistrati e testimoni ad atti intimidatori. Negli scorsi anni un magistrato addetto al settore dell'esecuzione civile ha subito gravi e odiose minacce. Analogo episodio nei confronti del giudice dell'esecuzione: la collega ha ricevuto una lettera di minacce direttamente sulla sua scrivania". La conclusione è perentoria: "La situazione allarmante che si è cercato di descrivere richiede interventi urgenti per assicurare una risposta adeguata alla crescente domanda di giustizia nel territorio sammaritano". Un tema che sarà affrontato, da domani, a Napoli, anche dinanzi al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, al seminario organizzato dall'Anm con la corrente Unicost. Titolo evocativo: "L'efficienza del "servizio giustizia" nel tempo dell'assunzione delle responsabilità nazionali". (17 novembre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/17/news/magistrati_via_gomorra-25136860/

La Rassegna

Tribunale di Gomorra, è fuga di giudici

Quotidiano.net - ‎17/nov/2011‎
Santa Maria Capua Vetere, 17 novembre - Subito un caso emblematico per il nuovo ministro della giustizia, Paola Severino. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si sta progressivamente svuotando e fare i processi ai criminali di Gomorra si annuncia ...

L'Anm lancia l'allarme "I giudici fuggono da Gomorra"

La Repubblica - ‎16/nov/2011‎
Secondo il "sindacato" delle toghe: "Nessuno vuole sostituire quelli che se ne vanno, processi di camorra a rischio". A Santa Maria Capua Vetere lasciano in sette. "Minacciati e poco protetti" SANTA MARIA CAPUA VETERE - C'è un Palazzo di giustizia nel ...

L'Anm: "Impossibile lavorare nella terra di Gomorra"

La Repubblica - ‎16/nov/2011‎
Cinque giudici lasciano il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Documento dei magistrati: "Nessuno verrà a sostituirli" Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella ...

"Nessuno vuole lavorare da noi". L'appello ad Affari del Tribunale ...

Libero News - ‎18/nov/2011‎
L'hanno definita "terra di Gomorra". E' la zona dove opera il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta. "E a Caserta uno non ce n'è, siamo noi il tribunale del capoluogo", spiega Anna Rita Motti, presidente della sottosezione locale ...

Santa Maria Capua Vetere: il tribunale è ridotto all'osso

Altopascio.info - ‎17/nov/2011‎
Il neo ministro della Giustizia, Paola Soverino, dovrà sicuramente occuparsi della problematica esistente nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A quanto pare in tale tribunale i magistrati sono pochi e risulta sempre più arduo sostenere i processi ...

Giustizia, Picierno (Pd): "Garantire funzionamento Tribunale”

Caserta News - ‎17/nov/2011‎
- "L'Associazione Nazionale Magistrati, come si apprende da numerosi organi di stampa in questi giorni, ha lanciato un allarme sulla carenza di organico nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha oltrepassato i limiti sostenibili e sta ...

Nessuno vuol fare il magistrato in terra di Gomorra. Alto rischio ...

Paperblog - ‎17/nov/2011‎
Poco più di un anno fa nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, Andrea Selva, presidente del tribunale fu costretto a ridurre il numero di udienze ordinarie al fine di evitare che si bloccasse il flusso dei processi contro la ...

Santa Maria Capua Vetere, lasciano in 7 magistrati in fuga dalla ...

Il Mattino - ‎17/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUTA VETERE - Molti stanno lasciando, nessuno vuole andarci: il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si svuota, fare i processi ai criminali di Gomorra diventa sempre più difficile. Proprio in un momento in cui sarebbe necessario il ...

GOMORRA resta senza magistrati

Il Fatto Quotidiano - ‎16/nov/2011‎
Nessuno vuole venire a fare il magistrato a Gomorra. Cinque giudici e due pm lasciano Santa Maria Capua Vetere (Caserta) mentre il Csm mette a... Inviando questo form dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di ...

Santa Maria Capua Vetere - Aperti altri due centri per la raccolta ...

AttivaMentenews.it - ‎16/nov/2011‎
Oltre a Palazzo Lucarelli, potranno essere consegnati in Via Galatina e in Piazza Coniugi Di Monaco. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha attivato altri due sportelli per la raccolta dei questionari del censimento ISTAT 2011. ...

Santa Maria Capua Vetere - Fuga di magistrati dal Tribunale.

AttivaMentenews.it - ‎16/nov/2011‎
Vi è ormai una fuga dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Cinque giudici e due pubblici ministeri lasceranno il Tribunale, mentre nessun magistrato ha fatto richiesta di essere trasferito a Santa Maria Capua Vetere. Negli ultimi anni, il carico di ...

Si svuota il tribunale di S. Maria Capua Vetere

Lettera43 - ‎16/nov/2011‎
Nella giornata in cui è venuto alla luce un altro bunker utilizzato dai latitanti del clan dei casalesi è arrivata la notizia dell'addio di sette magistrati al tribunale di Santa Maria Capua Vetere: si tratta di di cinque giudici e due pubblici ...

5 giudici e 2 pm lasciano il Tribunale: allarme Anm

Caserta News - ‎16/nov/2011‎
- Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella terra di Gomorra. L'Anm lancia l'allarme: diventa impossibile garantire lo svolgimento dei processi. ...

Fuga dei magistrati da Gomorra. I processi sono a rischio

Linkiesta.it - ‎16/nov/2011‎
Cinque giudici e due pubblici ministeri lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Zero, invece, le domande di trasferimento lì. Lo denuncia l'associazione nazionale magistrati che sottolinea, in un documento, le difficoltà di far fronte agli ...

Giustizia - Processi a rischio nel napoletano

OggiNotizie (Comunicati Stampa) (Blog) - ‎16/nov/2011‎
Sono ben cinque i magistrati e due pm che hanno deciso di lasciare il tribunale di S.Maria Capua Vetere (Caserta), ma il problema è che non è stato comunicato nessun rimpiazzo o sostituzione. A comunicare la notizia ea lanciare l'allarme è la ...

Giustizia: Anm casertana, in troppi lasciano Tribunale e nessuno ...

La Repubblica Napoli.it - ‎16/nov/2011‎
Napoli, 16 nov. - (Adnkronos) - Organico ridotto e carico di lavoro aumentato, in un Tribunale impegnato in processi contro la criminalita' organizzata come quello di Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta. E' l'allarme lanciato dalla ...

Allarme Anm. A rischio i processi in terra di Gomorra.

MNews.IT - ‎16/nov/2011‎
NAPOLI, 16 Novembre 2011 – Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella terra di Gomorra. L'Anm lancia l'allarme: diventa impossibile garantire lo ...

Santa Maria Capua Vetere - avviata la raccolta delle firme contro ...

AttivaMentenews.it - ‎14/nov/2011‎
Santa Maria Capua Vetere - avviata la raccolta delle firme contro la realizzazione del Digestore Anaerobico. Sabato c'è stato il primo incontro della Consulta per l'Ambiente con la cittadinanza. Sabato 13 novembre, vi è stato il primo incontro con la ...

CAMERA PENALE S. MARIA CV (CASERTA): DA OGGI SCIOPERO PER 5 GIORNI

CasertaSette.com - ‎14/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta), 14 novembre 2011 (Casertasette) - Aderirà anche la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere allo sciopero nazionale indetto per cinque giorni, dal 14 al 18 novembre prossimi, dall'Unione Camere Penali Italiane che ...

Santa Maria Capua Vetere, al via i corsi presso l'università delle ...

l'eco di caserta (Blog) - ‎13/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) – Voi lo sapete che a Santa Maria Capua Vetere c'è l'Università delle Tre Età? Proprio così. Si chiama Unitre, in questi giorni ha inaugurato il sesto anno di attività e rappresenta un momento di incontro tra la ...

LiberoReporter - ‎17/nov/2011‎
Si assottiglia sempre di più la schiera di magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata nel casertano. In un lungo ed articolato documento la sottosezione di S. Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dell'Associazione nazionale ...


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Nuove tabelle degli uffici giudiziari, l’Avvocatura è pronta a dire la sua. Il 19 novembre incontro a Roma dei rappresentanti nei Consigli giudiziari

Riunione plenaria a Roma, il 19 novembre, dei rappresentanti avvocati nei Consigli giudiziari, aperta anche ai componenti del Consiglio superiore della magistratura.
L’ha convocata la commissione Consigli giudiziari del Cnf, coordinata da Ettore Tacchini, con la circolare 27-C- 2011, con l’obiettivo di analizzare la nuova circolare tabelle del Csm (prot. N. 19199/2011 del 27 luglio 2011) per la organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari per il triennio 2012-2014 e studiare le novità in tema, introdotte dal decreto legge 98/2011 (manovra di luglio) convertito in legge n. 111/2011.
In particolare, quest’ultimo provvedimento all’art. 37 (commi 1-4) , prevede la definizione da parte dei capi degli uffici giudiziari di Programmi annuali per la gestione dei procedimenti civili, amministrativi e penali pendenti, per la cui redazione sarà necessaria una nuova tipologia di interlocuzione obbligatoria tra Capi degli Uffici Giudiziari e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Tali Programmi diventeranno parte integrante della proposta tabellare. Dunque, rileva il Cnf “all’ Avvocatura è offerta un’ulteriore possibilità di intervenire direttamente e in modo concreto nella gestione ed organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari”.
La circolare 27-C-2011 segnala che con riferimento alla formazione delle nuove tabelle degli uffici del giudice di pace, il CSM non ha reso obbligatoria l’interlocuzione tra i dirigenti degli Uffici del Giudice di Pace ed i Consigli dell’Ordine prima della formazione delle proposte tabellari, cosicché le proposte tabellari perverranno (in molti distretti risulta che siano già pervenute) attraverso il Presidente della Corte per consentire ai Consigli degli Ordini di far pervenire eventuali osservazioni prima dell’esame delle proposte in seno ai Consigli Giudiziari.
Alcune novità sono state introdotte in materia di formazione delle proposte tabellari degli uffici giudicanti ordinari. Tra tutte se ne segnalano due, di particolare rilievo. La prima stabilisce l’obbligatorietà per i Dirigenti degli Uffici di interpellare la Commissione Flussi prima della redazione del Documento Organizzativo Generale (DOG) e della conseguente proposta tabellare. “Ciò comporterà un aggravio di lavoro per le Commissioni Flussi (e per tutti i Consiglieri Giudiziari che ne fanno parte) ma costituirà, attraverso la radiografia dei flussi degli affari, un importantissimo strumento per “tentare” di riequilibrare il lavoro dei singoli uffici giudicanti”, rileva il Cnf.
La seconda elimina, nell’adozione della variazione tabellare urgente immediatamente esecutiva relativa all’assegnazione degli affari, la condizione ostativa costituita dalla presentazione di osservazioni da parte degli interessati, ferma mantenendo tuttavia la necessità del parere favorevole unanime del Consiglio Giudiziario.
Con riferimento poi alla sezioni distaccate, la circolare Csm ribadisce che le proposte tabellari devono indicare i criteri ai quali il Presidente del Tribunale si attiene nell’adozione del provvedimento in cui sposta la trattazione di una o più udienze civili o penali da distaccata a centrale o altra distaccata e viceversa. Il provvedimento, se relativo a singoli procedimenti, va adottato successivamente all’instaurazione del procedimento, dopo avere sentito il giudice designato per la trattazione.
Il termine per il deposito delle proposte tabellari (ordinarie) è stato unificato per tutti gli uffici e fissato al 31.12.2011, salva possibilità di differimento motivato al 31.03.2012. Il termine per eventuali osservazioni alla proposta tabellare da parte dei Consigli dell’Ordine rimane fissato in giorni 10, decorrenti dal giorno di comunicazione della proposta tabellare in forma cartacea da parte del Presidente della Corte d’Appello.
Altra scadenza importante è il rinnovo della composizione dei Consigli giudiziari: il quadriennio di durata in carica degli attuali Consiglieri Giudiziari scadrà il prossimo aprile 2012. Il Cnf ha invitato dunque i Consigli dell’Ordine a individuare tempestivamente i nominativi degli Avvocati da sottoporre al Consiglio Nazionale Forense per la designazione nei Consigli Giudiziari, attesa la non rinnovabilità immediata del mandato.
Vai alla Circolare 25-C-2011

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=43874
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2011 @ 16:11:25, in Indagini, linkato 1652 volte)
Padri separati: Falso "Caritas"
la nuova "affittopoli" romana




E' più di un anno che l'utenza del web e il popolo televisivo da casa ascoltano la bufala sugli "uomini separati" in fila alle mense dei poveri e della Caritas.

LEGGI IL RAPPORTO CARITAS

E' un fatto, invece, che il rapporto Caritas 2010 e l'ultimo, pubblicato nel 2011, abbiano smentito categoricamente la bufala, dichiarando "Veri Poveri" soltanto le Donne e i Giovani. Inoltre, per tema di essere in errore, facendo una ricerca sul sito della Caritas italiana non c'è nessuna menzione al capitolo "padri separati", anche considerando che la parola "padri" in ambito cattolico può essere destinata ad identificare qualsiasi ordine monastico maschile (i padri comboniani, ad esempio).


Nonostante l'evidente mistificazione, spiegata in tutte le salse da Caritas perché il dato "padri separati dalle famiglie" si riferisce "solo" agli internazionali e agli extracomunitari che tentano la sorte in Italia, che si trovano nel nostro paese e sono di fatto separati fisicamente dai figli, il solito gruppetto di associazioni ha monopolizzato fondi pubblici per confezionare una "affittopoli" di partito per uomini separati.

Le donne, stante venga affidata a loro in giudizio la cd "casa coniugale" (la quale spesso è solo in affitto), non hanno mai visto affitti calmierati a 200 euro/mese o il diritto ad accedere alle case popolari.

Sto parlando di una affittopoli grave e già in cancrena, come quella in Roma dove il sindaco di destra premia lo "scenografo" televisivo (ex Rai) con villetta premio a soli 200 euro al mese, in un grazioso residence della capitale. Così, dopo l'affittopoli come finanziamento illecito agli esponenti di partito, il traffico di escort pro parlamentari e la casa alle Olgettine, la destra ci ha regalato "le villette a schiera" per la residenza dei quadri di partito.


Casualmente ho appena scoperto che l'account Youtube "matrimonialisti", che viste anche le pubblicazioni è immediatamente riconducibile alla Associazione Matrimonialisti italiani, è sempre gestito dalla Geobox.IT Srl di Firenze. Lo scopro perché l'amministratore del profilo youtube linka l'intervento dell'avvocato Gassani, presidente AMI, al sito mobbing.giudiziario.info.  (vedere in immagine qui sopra)
Il sito è registrato dalla medesima società che gestisce l'intero pacchetto delle oltre 500 pagine facebook, che mistificano i contenuti sulla violenza alle donne, in cui il dominio è "giudiziario.info", mentre la parola mobbing prima del punto rappresenta il dominio di terzo livello. (già visto...)

La domanda, lecita a mio avviso, è come mai l'Associazione Matrimonialisti, il cui Presidente sovente è stato ascoltato perorare la "triste" causa degli uomini separati, si avvalga della collaborazione di questa società responsabile di numerosi casi di abuso della credulità popolare, di falso e di centinaia di clonazioni personali o associative. Si veda per tutti:  Feminazi Leaks e relative pagine facebook (No alla violenza sulle donne, Diario di una femminista + 500), tutte, immancabilmente, gestite da uomini.

Di seguito la rassegna in merito alla nuova affittopoli capitolina.

Loredana Morandi

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LA PRIMA è IN VIA DI TORRE DI PRATO LUNGO

Un'altra casa per i padri separati

Inaugurata all'Infernetto: 10 appartamenti dove i papà in difficoltà economiche potranno accogliere i figli


ROMA - Si chiama «Casa dei papà 2» e accoglierà, per ulteriori 12 mesi, quei padri che non sono riusciti a riconquistare l'autonomia economica e sociale dopo il primo anno di soggiorno nella casa dei papà di Torre di Prato Lungo. Obiettivo è quello di dare la possibilità, anche ai genitori separati che non vivono con i figli, di poterli ospitare in un clima familiare.

LA NUOVA STRUTTURA - Ad inaugurare la struttura e consegnare le prime case a 10 papà è stata il vice sindaco Sveva Belviso che ha visitato la casa gestita dalla cooperativa 'Un sorrisò che si trova all'Infernetto in via degli Strauss. All'interno del comprensorio ci sono 10 appartamenti di circa 65 metri quadri dotati di ogni confort: dal terrazzo alla lavatrice, impianto di condizionamento, forno a microonde e scalda salviette. Ogni appartamento è composto da soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale e divano letto in salotto, bagno e terrazzo. Inoltre a disposizione degli ospiti c'è un giardino interno e una villa adibita a spazio comune per attività ludico-ricreative per i bambini e di supporto familiare, legale e psicologico.

DIFFICOLTA' ECONOMICHE - Per poter accedere alla casa i papà devono possedere una serie di requisiti: essere separati avere uno o più figli e un reddito Isee non superiore ai 7 mila euro nel primo caso e ai 9 mila con due o più figli. Dopo un primo colloquio nel municipio di residenza sarà il dipartimento per le politiche sociali ad effettuare un'ulteriore verifica: il papà entrerà prima nella struttura in via della Torre di Prato Lungo dove potrà rimanere per 12 mesi pagando un affitto di 200 euro e poi, se non riesce a riacquistare l'autonomia economica, sarà ospitato per un altro anno nella casa di Papà 2 pagando 300 euro al mese. «Grazie a questa nuova struttura - ha spiegato Belviso - offriamo un ulteriore aiuto a quei padri separati che, anche a causa della grave crisi economica mondiale, non riescono in un anno a ricostruire la propria autonomia economica e sociale. Inoltre, all'interno del nuovo piano regolatore sociale, abbiamo modificato la delibera numero 163 che regola l'emergenza abitativa equiparando a questa situazione il coniuge separato non affidatario». (fonte Ansa)

18 novembre 2011 (modifica il 20 novembre 2011)
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_novembre_18/casa-padri-divorziati-2-1902226437669.shtml

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Di Loredana Morandi (del 17/11/2011 @ 20:22:03, in Giuristi, linkato 2344 volte)
La conversazione tra Ucpi e Anm ha raggiunto il punto di incomunicabilità. Il comunicato di ucpi ripreso da Agi sembra in alcuni punti una richiesta di impunità, quando probabilmente vuol essere una richiesta di riconoscimento in clima di reprocità. Una richiesta che purtroppo perde a monte il requisito di reciprocità proprio nella enorme massa totale degli avvocati in Italia. L.M.

GIUSTIZIA: PENALISTI, ANM FINGE

DI NON CAPIRE MOTIVI SCIOPERO


(AGI) - Roma, 16 nov. - L’Anm “fa finta di non capire e interpreta le ragioni dell’astensione dei penalisti sul piano dei rapporti personali tra pm e giudici, mentre invece la questione che poniamo attiene all’equilibrio tra poteri e all’attuazione del precetto costituzionale della terzieta’ del giudice. Cio’ fa torto alla intelligenza nostra quanto a quella di chi critica il manifesto che abbiamo rivolto ai cittadini”.

L’Unione delle camere penali replica cosi’ alle critiche dell’Associazione nazionale magistrati sullo ’sciopero’ attualmente in corso: “La mancata separazione delle carriere e del relativo Csm - insiste l’Ucpi in una nota - fa si’ che il giudice condivida la carriera con il pm, e questo sia in termini di progressione sia in termini di disciplina. Se cio’ e’ offensivo, lo e’ per la terzieta’ del giudice, non altro”.

Dunque, avvertono i penalisti, “smetta l’Anm di assumere contegni sdegnati, espressione di una demagogia cui purtroppo sempre piu’ spesso quel sindacato indulge, e si confronti con la serieta’ che l’importanza del tema merita. E visto che ci siamo, risponda qualcosa sui temi oggetto dell’astensione: niente da dire sulle intercettazioni tra assistiti e avvocati? E sugli arresti nello studio di un avvocato di un assistito che si poteva fermare anche al portone? E sul segreto professionale?”.

Conclude l’Unione delle camere penali: “Chi difende la giurisdizione e la legalita’ dovrebbe essere in prima linea quando viene compulsato il diritto di difesa, perche’ dovrebbe sapere che soltanto nel pieno e libero esercizio di tale diritto puo’ celebrarsi un processo giusto e puo’ giungersi a un accertamento del fatto corretto. Strano che non ci sia nulla da dire”. (AGI) Pgi
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Di Loredana Morandi (del 17/11/2011 @ 20:14:10, in Magistratura, linkato 1391 volte)
Cascini: Spero con Monti cambi clima,
no Anm a amnistia

Emergenza carceri priorità ma le soluzioni sono altre


R/oma, 17 nov. (TMNews) - "Non diamo giudizi in maniera generica su un governo. Abbiamo vissuto negli ultimi tre anni e mezzo una certa tensione per i continui attacchi che esponenti del governo hanno fatto alla Magistratura e abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". Lo ha affermato il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini sul nuovo Governo Monti che ha portato alla guida del dicastero di via Arenula l'avvocato Paola Severino, prima donna Guardasigilli nella storia della Repubblica.

"Con Berlusconi - ha affermato Cascini ad Affariitaliani. it abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". Mentre ora, "ci aspettiamo quello che aspettiamo da tutti i governi: riforme che facciano funzionare la Giustizia. Abbiamo indicato da tempo una serie di interventi necessari per assicurare una Giustizia che funzioni e continuiamo ad augurarci che governo e Parlamento si occupino di questa questione che è essenziale per i diritti dei cittadini e anche per l'economia del Paese. Senza una Giustizia che funzioni non vanno bene nemmeno l'economia, le imprese e gli investimenti".

In queste riforme Cascini inserisce l'emergenza carceri, che la stessa Severino ha indicato come esigenza prioritaria, ma con un secco e ribadito no dell'Anm all'amnistia. " "Ne sono state fatte una ogni quattro anni negli ultimi cinquant'anni e non hanno mai risolto il problema. Se il sistema penale è orientato in una direzione la situazione delle carceri si riproduce identitica nel giro di pochi mesi. I provvedimenti di clemenza servono nella misura in cui il Parlamento ritiene che siano necessari. Ma utilizzarli come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile", ha detto.

"Da un lato - ha argomentato invece sul dramma delle carceri italiane- si devono eliminare tutte quelle norme che impediscono l'utilizzo delle misure alternative al carcere, che si sono ridotte a un decimo rispetto a dieci anni fa. E' uno strumento di reinserimento che aveva dato buoni frutti, quindi bisogna ripristinare la legge Gozzini che è stata cancellata. Dall'altro lato ci vuole un ripensamento complessivo sul modo di punire e di utilizzare la sanzione carceraria".

http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20111117_00076.shtml



Giustizia/ Cascini (Anm) ad Affaritaliani.it: no all'amnistia

Giovedì, 17 novembre 2011 - 10:36:19


"Riforme che facciano funzionare la Giustizia e ripristinare la legge Gozzini". Giuseppe Cascini, segretario d/ell'Associazione nazionale magistrati, sceglie Affaritaliani.it per la prima intervista dopo l'insediamento del governo Monti e del Guardasigilli Severino. "Con Berlusconi abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". E poi arriva un no secco all'ipotesi di amnistia: "Non ha mai risolto il problema. Utilizzarla come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile".

Che cosa vi aspettate dal nuovo governo Monti e in particolare dal ministro della Giustizia Severino?
"E' una domanda da un milione di dollari... Quello che ci aspettiamo da tutti i governi: riforme che facciano funzionare la Giustizia. Abbiamo indicato da tempo una serie di interventi necessari per assicurare una Giustizia che funzioni e continuiamo ad augurarci che governo e Parlamento si occupino di questa questione che è essenziale per i diritti dei cittadini e anche per l'economia del Paese. Senza una Giustizia che funzioni non vanno bene nemmeno l'economia, le imprese e gli investimenti".

Come pensa si possa risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri?
"Da un lato si devono eliminare tutte quelle norme che impediscono l'utilizzo delle misure alternative al carcere, che si sono ridotte a un decimo rispetto a dieci anni fa. E' uno strumento di reinserimento che aveva dato buoni frutti, quindi bisogna ripristinare la legge Gozzini che è stata cancellata. Dall'altro lato ci vuole un ripensamento complessivo sul modo di punire e di utilizzare la sanzione carceraria".
 
L'Anm sarebbe favorevole all'amnistia?
"Ne sono state fatte una ogni quattro anni negli ultimi cinquant'anni e non hanno mai risolto il problema. Se il sistema penale è orientato in una direzione la situazione delle carceri si riproduce identitica nel giro di pochi mesi. I provvedimenti di clemenza servono nella misura in cui il Parlamento ritiene che siano necessari. Ma utilizzarli come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile".
 
Con Monti le cose andranno meglio rispetto a quando c'era Berlusconi?
"Non diamo giudizi in maniera generica su un governo. Abbiamo vissuto negli ultimi tre anni e mezzo una certa tensione per i continui attacchi che esponenti del governo hanno fatto alla Magistratura e abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano".

http://affaritaliani.libero.it/politica/cascini_anm171111.html
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 18:43:22, in Magistratura, linkato 1370 volte)

Quando una italiana si reca in un paese mediorientale è costretta ad indossare il velo. Lo abbiamo visto centinaia di volte indosso alle inviate dei telegiornali. Il magistrato ha perfettamente ragione: integrazione significa reciproco rispetto. L.M.

"Si tolga il velo o esca dal tribunale"
il giudice contro l'interprete araba

Polemica a Torino. Il magistrato: la legge prevede che alle udienze si partecipi a capo scoperto. La donna ha preferito lasciare l'aula
TORINO - È andata via dall'aula perché non ha accettato di togliersi il velo. È accaduto al tribunale di Torino, dove un giudice ha invitato un'interprete di fede musulmana a levare il foulard perché in contrasto con la legge che prevede che si assista alle udienze "a capo scoperto". La donna, pur di non venire meno alle proprie convinzioni religiose, ha preferito allontanarsi.

La vicenda risale al 14 ottobre. Nell'aula 45 sta per iniziare un'udienza davanti alla prima sezione penale. La corte è presieduta da Giuseppe Casalbore, che è anche a capo anche di quella sezione, nonché presidente nel maxiprocesso Eternit. C'è una divergenza tra le parti riguardo a una traduzione e il pm Andrea Bascheri incarica un'interprete dall'arabo di dirimere la controversia. In aula si presenta Fatima M. È poco più che una ragazza, ha i capelli raccolti sotto un velo che le lascia completamente scoperto il volto. Lavora da qualche mese al palazzo di giustizia come fonica incaricata delle registrazioni delle udienze, ma non si sottrae a qualche traduzione per arrotondare il compenso di poche centinaia di euro al mese che le garantisce quella collaborazione precaria.

Ancora prima che l'udienza avesse inizio, però, il giudice la invita pubblicamente a scoprirsi perché il suo comportamento sarebbe in contrasto con la legge. Tuttavia lei preferisce lasciare l'aula e lasciare l'incarico. "Per tutti gli altri giudici questo non è un problema", si è sfogata con i colleghi.
Di per sé il processo è poca cosa: una tentata estorsione di 250 euro tra due soci magrebini. Ma potrebbe diventare un caso da manuale. Episodi come quello di Torino sono rari, quasi unici. Era accaduto a marzo al tribunale di Mantova: un'avvocatessa leghista aveva chiesto l'allontanamento di una donna velata in nome della legge antiterrorismo. Ed era accaduto nel 2006 a Londra, dove era un'avvocatessa a indossare il niquab. Il giudice le chiese di levarlo perché gli impediva di capire quel che diceva e al suo rifiuto sospese l'udienza. Ma in entrambe le circostanze il velo era integrale e copriva anche il volto, oltre i capelli.

"Non è una questione di integrazione - afferma il Giuseppe Casalbore - Ho applicato la legge, che per le udienze pubbliche prevede che si stia in aula a capo scoperto. La legge è uguale per tutti". L'obbligo di legge di assistere "a capo scoperto" deriverebbe dall'articolo 129 del codice di procedura civile, dopo l'abrogazione dell'articolo 434 del codice di procedura penale. E comunque "il rispetto dell'obbligo di assistere all'udienza a capo scoperto non è mai stato totale - è il parere del presidente del tribunale di Torino, Luciano Panzani - Nessun magistrato ha mai chiesto ad una suora di togliersi il velo o a un ebreo ortodosso la kippah e nemmeno è mai stato chiesto di scoprire il capo a una persona sottoposta a chemioterapia che abbia perso i capelli. La norma impone il capo scoperto soltanto per sottolineare il dovere di assistere all'udienza con rispetto, non per altri fini". Il presidente del tribunale torinese sull'argomento ha posto anche un quesito al Consiglio superiore della magistratura "data la difficoltà e delicatezza della materia, perché precisi a quali regole debba attenersi il magistrato che dirige l'udienza, sia civile che penale, onde poter fornire ai giudici del Tribunale indicazioni per una condotta uniforme e rispettosa dei diritti individuali della persona".

(15 novembre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/news/velo_tribunale-25018074/
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 14:24:37, in Politica, linkato 2246 volte)
L'articolo è datato marzo 2010, ve lo ripropongo per una visione d'insieme del curriculum della neo ministro della Giustizia. L.M.

Paola Severino: avvocato,
professoressa e perché no?
Anche attrice

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/severino_paola.jpg

.. ed ora Ministro


Vanta un lunghissimo elenco di incarichi e competenze e nel 2001 ha vinto anche la classifica dei manager pubblici più ricchi. Prima donna della storia ad essere eletta vicepresidente del Consiglio della magistratura militare

Si  chiama Paola Severino, è napoletana e, tra le altre cose, penalista. Il suo curriculum, infatti, è un lunghissimo elenco di cattedre di diritto penale pubbliche e private, compresa quella presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.

Nel 2001 ha vinto la classifica dei manager pubblici più ricchi. Nell'elenco era finita in quanto vicepresidente (e donna, per la prima volta nella storia), del Consiglio della magistratura militare. Il reddito allora dichiarato? Ben 3,3 miliardi di lire nel 1998.

La cifra dell'epoca non deve tuttavia stupire. Del resto la Severino avvocato è uno dei più noti penalisti della Penisola. Ha lavorato nell'entourage di Giovanni Maria Flick, che sarà poi nominato ministro della Giustizia nel governo di Romano Prodi. Ha difeso lo stesso Prodi nel processo Cirio. Ma anche Giovanni Acampora, legale della Fininvest coinvolto nel processo Imi-Sir. Fra i suoi importanti clienti figurano quindi l'Eni e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. E, perfino, l' Unione delle comunità ebraiche, che ha rappresentato contro Erich Priebke.

Come candidata dell'Udc ha addirittura sfiorato la nomina alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura. Nel 2007 è stata membro della Commissione, istituita dal Ministero della Giustizia, per la riforma della legge sulla responsabilità degli enti. E così via discorrendo.

Paola Severino professoressa vanta una carriera altrettanto prestigiosa. È stata infatti Preside della Facoltà di Giurisprudenza alla LUISS fino al 2007, dove attualmente ricopre l'incarico di Pro-rettore, oltre ad essere ordinario di Diritto penale e direttore del Master in Diritto penale di impresa.

Quest'anno, in virtù dei suoi innumerevoli incarichi, svolti tutti con passione ed entusiasmo, ha ricevuto, all'Auditorium della tecnica, il Premio Marisa Bellisario 2009, dedicato al tema delle "Donne per una giustizia giusta". L'importante riconoscimento della mela d'oro, dedicato alle donne che si sono distinte per capacità professionali e doti umane eccellenti, le è stato tributato anche per essere stata la prima donna ad essere nominata Ordinario di Diritto penale in Italia e a ricoprire la carica di vice presidente del Consiglio della Magistratura Militare.

Ed infine, Paola Severino è anche attrice. Nell'estate 2003 ha recitato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel processo a Charlotte Corday, l'assassina di Jean Paul Marat. Lei era l'avvocato difensore mentre Antonio Di Pietro la pubblica accusa. L'anno successivo, sul medesimo palcoscenico ha preso la difesa di Galeazzo Ciano. L'ultimo ruolo da lei interpretato è stato presso l'Auditorium di Roma, nello scorso maggio. Qui ha addirittura vestito i panni del difensore di Galileo Galilei nel famoso processo che lo ha visto protagonista.

Simona Tenentini per Manager online16 Marzo 2010
http://www.manageronline.it/articoli/vedi/2033/paola-severino-avvocato-professoressa-e-perche-no-anche-attrice/
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 10:21:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1308 volte)
Il Consiglio adotta la direttiva. Diventa crimine anche il turismo sessuale

Dall'Ue pene più severe contro la pedofilia

Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. Nasce il nuovo reato di adescamento online


MILANO - È stato formalmente adottato dal Consiglio, che rappresenta i 27 governi della Ue, il giro di vite dell'Europa contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità (541 sì, 2 no, 31 astenuti) il 27 ottobre scorso dalla plenaria del Parlamento europeo. Impone di punire con il carcere una ventina di tipologie di crimini. In particolare costringere un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi dovrà essere punito con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno 3 anni ed i siti web dovranno essere cancellati. Oltre all'inasprimento delle pene, la direttiva si preoccupa di definire nuove categorie di reati, come l'adescamento online ed il turismo sessuale, che nei 27 paesi della Ue potrà essere punito dai tribunali nazionali anche quando il reato viene commesso all'estero.

AGGRAVANTI - Una particolare aggravante è prevista quando gli abusi sui minori vengono compiuti da persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d'influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (per dipendenze da alcol o droghe, o per disabilità fisiche o mentali). Per quanto riguarda i siti web pedopornografici (dove, secondo le stime, ogni giorno vengono pubblicate 200 nuove immagini), se i server che li ospitano saranno sul suolo dell'Ue le autorità giudiziarie dovranno disporne la cancellazione delle pagine. Se invece il server sono fisicamente in paesi esterni alla Ue, le polizie postali dovranno agire per bloccare l'accesso ai siti. Gli Stati membri avranno due anni di tempo per adeguare le loro legislazioni (fonte: Ansa).

http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_15/direttiva-ue-antipedofilia_c3b7661a-0f9e-11e1-a19b-d568c0d63dd6.shtml

La Rassegna

Dall'Ue pene più severe contro la pedofilia

Corriere della Sera - ‎17 ore fa‎
Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. Nasce il nuovo reato di adescamento online Consiglio adotta la direttiva. Diventa crimine anche il turismo sessuale Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. ...

Il turismo sessuale diventerà un crimine

GuidaViaggi - ‎23 minuti fa‎
È stato formalmente adottato dal Consiglio europeo il giro di vite della Ue contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità il 27 ottobre scorso dalla plenaria del Parlamento europeo. ...

Pedofilia, da Unione europea pene più severe

Lettera43 - ‎11 ore fa‎
È stato formalmente adottato dal Consiglio, che rappresenta i 27 governi della Ue, il giro di vite dell'Europa contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità (541 'sì', due no, 31 astenuti) il 27 ...
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 09:50:53, in Magistratura, linkato 1238 volte)
Questo sito solitamente condanna la pubblicizzazione di fatti che sono concernenti la vita privata della magistratura. Però i numerosissimi casi di omicidi e stalking ai danni delle donne danno il quadro "Italia". Che cosa potrà mai averle detto di insultante lo 007 per meritare una reazione sì violenta? Le borse da donna sono leggere e morbide, proprio per non stancare chi le trasporterà nel corso della giornata. E la donna, nonostante sia un magistrato e di questi tempi tacciabile quindi di ogni nefandezza, non è certo un lottatore di Sumo. Sarà nota a Trani, aspra terra di mafia, l'esistenza di medici compiacenti? L.M.

Insulti e gossip a luci rosse:
a Trani le toghe fanno a botte

di - Ristorante di Sassari. Luglio 2011. Scena, atto primo: un alto magistrato della città e un ispettore del ministero della Giustizia, già in servizio a Trani, degustano un piatto di pesce quando nel locale irrompe una donna che non sembra aver voglia di pranzare. È abbastanza su di giri, decisa a farsi giustizia di un qualche torto subito da uno dei due commensali. Il tempo di individuare il tavolo giusto e la borsa della signora finisce violentemente in faccia allo 007 di via Arenula, che crolla a terra, semisvenuto, una maschera di sangue. Seguono insulti e accuse. La toga padrona di casa prova a separare l'aggredito dall'aggressore. Intervengono i camerieri, mentre un cliente seduto vicino chiama l'ambulanza perché l'ispettore è conciato male. La rissa finisce lì: la signora, soddisfatta, se ne va. L'ispettore finisce immediatamente sotto i ferri dell'ospedale cittadino: 17 punti di sutura e interventi di chirurgia plastica a ricomporre il viso. Così, almeno, la racconta la vittima dell'aggressione in un esposto in procura e al Csm.
Lecce, atto secondo. Scena: di lì a poco l'aggredito prende carta e penna e denuncia l'aggressore, una signora magistrato di Trani, con la quale già da tempo è in attrito per varie questioni legate a complicati rapporti personali. L'esposto è dettagliato e agghiacciante. Le accuse sono incredibili quanto allucinanti. La procura leccese, competente sui magistrati del distretto tranese, apre immediatamente un fascicolo, altrettanto fa il Consiglio superiore della magistratura. Lei reagisce denunciando lui per stalking dando così vita a un altro fascicolo e non si capisce più se sia solo lei indagata, se lo sia anche lui, e se entrambi ricoprano pure la figura di parti offese. Un casino.
Un groviglio di accuse via sms, mail, telefonate, piazzate sotto casa, urla, schiaffi, liti furibonde, danneggiamenti di auto, addirittura un video, per non parlare delle minacce di morte a familiari e parenti. Per capire chi abbia cominciato prima e/o continuato poi, i pm di Lecce dispongono una perizia tecnica affidata a un consulente esperto di telefonia e computer chiamato a riesumare la memoria dei 5 telefonini sequestrati a lei e del pc sequestrato a lui.
La procura, intanto, interroga lei e interroga lui. A lui vengono fatti vedere documenti e chieste delucidazioni su alcuni fatti gravi: l'esistenza di filmini a luci rosse, alcune decisioni favorevoli adottate dal magistrato donna nei confronti di persone da lei conosciute, l'acquisto di autovetture e di case, i rapporti con uomini dell'Arma. Esce fuori di tutto, e tanto di più. Uno spaccato indescrivibile della realtà tranese che ruota intorno al tribunale. Anche storie pruriginose, oltre che di ripicche e di vendette con altri appartenenti all'ordine giudiziario, con avvocati, ufficiali dei carabinieri.
Il Csm, caso rarissimo nella sua storia, si muove alla velocità della luce. La donna ha chiesto, invano, di essere spostata a Lucera. Il procuratore generale presso la Cassazione ha invece sollecitato il provvedimento della sospensione dalla funzione e dallo stipendio tanto sarebbe grave, a suo avviso, il comportamento tenuto dal magistrato di Trani. Addirittura si vocifera di un intervento del Quirinale. Alla fine la sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli reputa la richiesta del pg esagerata ma prende comunque una decisione dura, senza se e senza ma: trasferimento d'urgenza, immediato, per la signora magistrato da Trani a Matera.
Ma non è tutto. Sullo sfondo, stando alle carte depositate, vi sarebbe anche una traccia che porterebbe a retroscena inquietanti sulla genesi dell'inchiesta della procura di Trani nei confronti di Berlusconi, quella nota come Agcom-Minzolini, sulle pressioni per bloccare la trasmissione televisiva di Michele Santoro, Annozero. Protagonista indiretta, anche qui, la signora in toga e un altro magistrato col quale la donna avrebbe avuto rapporti diventati col tempo più che conflittuali.
All'ufficialità della notizia dell'inchiesta e del provvedimento del Csm corrisponde l'ufficiosità del vortice di pettegolezzi che da mesi tiene banco negli uffici giudiziari di Trani e Lecce, per non dire dei commenti increduli al Csm a Roma. Gossip allo stato puro alimentato dalle voci sull'esistenza di esposti anonimi con gravi notizie di reato snocciolate con dovizia di particolari, video a luci rosse girati col telefonino, lettere, appunti, memorie, diari. Siamo all'inizio della «guerra dei Roses» fra toghe, all'inizio della verità dell'inchiesta che voleva colpire Berlusconi attraverso Minzolini e l'Agcom.

http://www.ilgiornale.it/interni/insulti_e_gossip_luci_rosse_trani_toghe_fanno_botte/16-11-2011/articolo-id=557143-page=0-comments=1
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