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 summer & autumn ... Do Duy Tuan... di Lunadicarta
 
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Non cercare di seguire le orme dei savi di un tempo; cerca ciò che essi cercavano.

Basho
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 10/06/2011 @ 09:26:29, in Ambiente, linkato 1802 volte)
E' uno dei casi più controversi della storia della Repubblica in cui di comune accordo Militari, lobby del nucleare e falso Associazionismo ambientalista hanno addossato a Radio Vaticana le annose responsabilità della Centrale Nucleare sperimentale (e non) Ex Enea alla Casaccia situata all' ombra delle antenne e ricompresa nel perimetro dei 5 chilometri quadrati. Fra qualche anno la scienza farà giustizia delle bugie dette sull'elettromagnetismo, le cd "onde" elettromagnetiche che certamente e per definizione influiscono sulle parti elettriche del corpo umano, cioè sul cervello e sull'incidenza epidemiologica di malattie come l'Alzheimer e le altre sindromi invalidanti ad esso collegate. Le Leucemie derivanti da degenerazioni cellulari del midollo osseo, millantate dalle Associazioni, non possono che provenire dalla radioattività dell'Atomo, nonché dall'incidenza epidemiologica dell'inquinamento della centrale ex Enea e su scala europea dalla nube di Chernobyl, nonché dalle polveri dei bombardamenti all'uranio impoverito in Kossovo, Iraq e Afghanistan. Un inquinamento nucleare documentato e reale che nessuno ha voluto verificare. Da ciò si deduce che le associazioni avranno denaro per aver lavorato a favore della lobby italiana del nucleare.
Io sono una persona leale e dico sempre la verità, tutta la verità, niente altro che la verità.  L'inquinamento elettromagnetico è tale da provocare disturbi e malfunzionamenti ad ogni tipo di apparecchiatura elettronica o elettrica. Sono anni che il citofono di casa mia trasmette la programmazione di Rai Tre, diffusa dalla grande antenna dell'Hotel Hilton, ed è tanto forte da coprire il segnale di Rete 4. Il "fortino" ove risiede il ced di Cassazione, che così spesso soffre di malfunzionamenti da surriscaldamento, si trova a non più di 300 metri dalla mia abitazione ed è equidistante dalla grande antenna di Monte Mario. Pensiamoci... L.M.


Molestie permanenti
le emissioni di Radio Vaticana


Corte di Cassazione - Sezione IV - Sentenza 24 febbraio-9 giugno 2011 n. 23262

09 giugno 2011

Le emissioni di Radio Vaticana superavano ampiamente i limiti di cautela, traducendosi in molestie “permanenti e invasive”. E i responsabili dell’emittente non potevano non saperlo. La Corte di Cassazione ha depositato oggi le motivazioni della sentenza 23262 con cui ha confermato il reato, ormai prescritto, di “getto pericoloso di cose” a carico di due alti prelati responsabili dell’emittente, uno dei quali è deceduto nel 2009. Gli ermellini hanno dato il via libera al risarcimento delle associazioni ambientaliste e degli abitanti di Cesano e di alcune zone limitrofe che si erano costituiti parte civile. La quarta sezione ha sottolineato come i direttori di Radio Vaticana non potevano ignorare che l’eccezionale e ampliamente documentata potenza degli impianti era diventata una permanente fonte di disagio e di paura per gli abitanti di Roma Nord. Timori che gli stessi cittadini avevano espresso al Vaticano con tutti i mezzi possibili: dalle manifestazioni di piazza a una lettera indirizzata allo stesso Pontefice ed evasa dall’Ufficio Vaticano.

Contro i porporati ha giocato anche l’istituzione, nel 2000, di una commissione bilaterale tra la Repubblica Italiana e lo Stato città del Vaticano che ha verificato una “oggettiva idoneità al disturbo e alla produzione del percolo” dimostrata anche da un ordine di allontanamento, del 1987, per i mezzadri dai terreni della Santa Sede dato dal Collegio Pontificio Germanico e Ungarico. Una misura – spiega la Suprema Corte – motivata dal percolo derivante alle persone dall’aumento di intensità delle emissioni della Radio. A dimostrare la consapevolezza di cardinali e monsignori c’erano inoltre le numerose testimonianze di cittadini che lamentavano disturbi elettrici sugli apparecchi domestici e il crescente timore per i casi di leucemia che si erano verificati nella zona. Morti che sono oggetto di un uno specifico procedimento per accertare l’esistenza di un nesso causale tra l’insorgere della malattia e l’inquinamento elettromagnetico prodotto da Radio Vaticana.

La Cassazione chiude ora un’annosa vicenda iniziata nel 2002, quando il Tribunale di Roma, Patti Lateranensi alla mano, dichiarò la sua incompetenza. Un difetto di giurisdizione annullato dai giudici di piazza Cavour.

Guida al Diritto
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2011 @ 18:01:30, in Ambiente, linkato 1454 volte)


Comune di Roma:
Sgomberi e Abbandono di Animali


Con interventi mal coordinati, il Comune di Roma porta avanti ormai da numerosi mesi una politica di sgombero dei campi nomadi della città. Si è scordato, però, che in quei campi vivono anche degli animali; cani e gatti, soprattutto.

Salvo pochi gatti recuperati dopo le lamentale, agli animali abbandonati tra macerie ed incendi, stanno pensando esclusivamente i volontari. Gatti morti bruciati o divorati dai cani affamati. Adozioni in tutta Italia ed un Comune che ha radicalmente mutato, per non dire cancellato, parecchi suoi interventi in favore degli animali.

Fonte Gea Press
www.geapress.org
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Combattimenti tra cani, giro d'affari
300 milioni di euro per la criminalità


05 giugno 2011, ore 17:21
Roma - (Adnkronos) - L'Enpa ha un centro per la riabilitazione di questi animali con l'obiettivo di cancellare un passato doloroso "e affidarli, a volte, a proprietari pronti a donargli qualche anno di serenità" spiega all'Adnkronos Giovanni Pallotti. Dei 15.000 cani coinvolti ogni anno, un terzo muore sul 'campo di battaglia'. Un fenomeno che non coinvolge solo camorra, 'ndrangheta e mafia, ma anche piccoli delinquenti

Roma, 5 giu. (Adnkronos) - Tenuti sospesi nel vuoto ore e ore, mascelle serrate e denti che stringono un pneumatico per non cadere giù, in una buca profonda metri. Lasciati senza cibo e al buio giorni e giorni, per incattivirli e tirarne fuori l'aggressività. "Queste e altre sevizie, tante, troppe, per trasformare un cane in un agguerrito animale da combattimento", spiega all'Adnkronos Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) per il Piemonte, a capo del centro torinese che riabilita questi animali, cancellando un passato doloroso "per affidarli, a volte, a proprietari pronti a donargli qualche anno di serenità".

"Parliamo di pochi anni perché - precisa Pallotti - quando riescono a salvarsi dall'inferno dei combattimenti questi animali non hanno comunque vita lunga. Hanno problemi ai reni, deambulatori, di circolazione. Sono animali che sono stati maltratti, drogati: un passato che lascia il segno, a livello fisico oltre che psicologico".

Un trascorso che il più delle volte costa la vita. Dei 15 mila cani che ogni anno vengono coinvolti in combattimenti, stando agli ultimi dati Enpa, 5.000 perdono la vita sul 'campo di battaglia'. Uno su tre, dunque, non ne esce vivo, vittime e protagonisti inconsapevoli di un mercato che frutta alla criminalità organizzata "300 milioni l'anno", stima Carla Rocchi, presidente Enpa.

Ad essere arruolati "cani con una grande potenza mascellare", precisa Rocchi, dunque pitbull, rottweiler, bullterrier, American bulldog, mastino e dogo argentino tra i più gettonati. "Ma anche meticci - spiega la presidente dell'Enpa - incroci nati da animali fatti accoppiare proprio con questo fine". E anche quando non vengono fuori dei 'campioni', "vengono utilizzati negli allenamenti, come fossero carne da macello. Per questo io raccomando sempre ai proprietari, anche chi possiede un innocuo e pacifico meticcio, di non perdere mai d'occhio il proprio cane".

Il giro d'affari sui combattimenti "non poggia solo su mafia, 'ndrangheta, camorra - spiega poi Rocchi - ci sono anche piccoli delinquentelli che lucrano su questi animali: li allevano, li incattiviscono, li preparano per i combattimenti, puntano su di loro".

E nonostante le pene si siano inasprite, grazie al provvedimento varato nel luglio 2004, "il mercato continua a fruttare". Con un ruolo di prim'ordine nel comparto, più ampio, delle cosiddette zoomafie, dove figurano corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, di fauna selvatica ed esotica.

Per farli crescere aggressivi e pronti alla lotta, gli animali "sono sottoposti fin da cuccioli a un'estenuante allenamento - spiega Pallotti - costretti a correre per molte ore consecutive, picchiati, lasciati per giorni al buio, legati e senza cibo". I luoghi per i combattimenti sono "discariche abusive, cave, terreni abbandonati, comunque zone isolate alla periferia delle città".

"Città che spaziano da un estremo all'altro del paese - precisa Pallotti - questo non è, come molti credono, un fenomeno meridionale, ma riguarda anche il Nord Italia". E, fuori dai confini nazionali, "interessa soprattutto Gran Bretagna, Spagna ed ex Jugoslavia".

Nel nostro Paese, "la scommessa varia da 250 a 50 mila euro per i combattimenti tra campioni, mentre la partecipazione alla gara frutta al padrone/addestratore decine di migliaia di euro".

Riportare i cani da combattimento ad una vita normale, quando nel combattimento non ci lasciano la pelle, "è difficile ma non una mission impossible", assicura Pallotti.

"Si tratta di cani - spiega l'esperto - che non sono aggressivi con l'uomo, bensì con gli altri animali. Per loro inizia un percorso di riabilitazione messo a punto da un team in cui figura anche un veterinario comportamentalista".

Quando la riabilitazione termina, "alcuni cani vengono dati in affidamento. I padroni, chiaramente, vengono scelti con estrema oculatezza. Questi animali - assicura Pallotti - cessano di essere pericolosi, ma è giusto scegliere con cura le persone che li accoglieranno in casa".
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Di Loredana Morandi (del 05/06/2011 @ 10:49:05, in Ambiente, linkato 1548 volte)

Una notizia ambientalista/giudiziaria dalla Gazzetta di Parma: molestare il cane del vicino con il laser per denunciarne l'abbaiare notturno. La pratica della molestie con il laser è diffusissima. A Roma ne è stata vittima la popolazione dei bambini di una scuola... L.M.

Cani accecati da laser di notte:

a Parma 46 casi

Sono oltre 600 le segnalazioni giunte allo sportello online dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) di proprietari di cani presi di mira con il laser per farli abbaiare di notte. Si tratta, spiega l'associazione animalista, di una specie di nuovo 'giocò, in realtà «una vera e propria forma di maltrattamento degli animali», che starebbe prendendo piede in Italia. La maggior frequenza dei casi segnalati, informa l’Aidaa, proviene dalle province di Venezia (77), Milano (68), Reggio Emilia (54), Parma (46) e Roma (43). Occorre scendere fino al dodicesimo e tredicesimo posto per trovare le prime due province del sud Italia e vale a dire Napoli (31) e Foggia (24) fino a chiudere con Aosta , Gorizia e Catania dove non si sono segnalati casi.

Tra le regioni quella con il maggior numero di segnalazioni è l’Emilia Romagna, con 139, seguita a ruota dal Veneto, 91, e dalla Lombardia, 87. «Da quanto si è riusciti a capire – si legge nella nota – gli autori del puntamento del laser sono nella maggior parte dei casi i vicini stessi che utilizzano questo sistema per indurre il cane ad abbaiare e potersene così lamentare con il vicino proprietario di fido. Molti invece i sospetti che si annidano sui giovani ed in particolare sui ragazzi che imitano coloro che usano il laser negli stadi contro portieri e calciatori».

L'uso del laser sui cani ha provocato una valanga dei segnalazioni da parte di vicini indispettiti dall’abbaio notturno dell’animale. «Tra marzo e maggio le cause trattate in sede di tribunale degli animali relativi a liti condominiali dovute all’abbaio notturno sono state 1.743: di queste ben 634 sono da far risalire ad animali che abbaiavano in quanto infastiditi appunto dal laser ed in alcuni casi sono stati individuati i vicini che hanno provocato questo maltrattamento e Aida ha invitato i proprietari degli animali a sporgere denuncia penale».

Gazzetta di Parma

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Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 10:47:38, in Ambiente, linkato 2229 volte)
Roma: Giustizia per gli Animali
negli sgomberi dei Campi Rom


Roma è la città dei Gatti, sono sulle più belle cartoline di genere archeologico e ce ne sono ovunque, in ogni quartiere. Tanto, che proprio per i piccoli amici pelosi è nato un fitto associazionismo, che va dalle antiche colonie della Piramide Cestia e all'area Sacra di Torre Argentina, fino al piccolo giardinetto di quartiere dove mani amorose accudiscono le tante piccole creature che accorrono al desco.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/riparo_fortuna.jpg

Ho conosciuto bene il mondo dell'associazionismo, ma solo qui ho trovato vero volontariato. Vi siete mai chiesti come si possano salvare 4 gattini trovati in una busta di plastica dentro ad un cassonetto? E' semplice: i micro micetti devono essere trattati proprio come i neonati, devono essere allattati con il biberon ed un latte adatto, e le poppate devono essere date ogni 3 ore. Grazie a queste persone meravigliose, prevalentemente donne, ho appreso che essere "animalisti" significa centuplicare la propria capacità materna di amare. Gli uomini sono dotati della stessa identica abnegazione. Un paradiso di buone intenzioni, certo, ma le difficoltà sono molteplici, in primo luogo economiche, solo poi umane ed in periodi come la primavera con le nuove nascite occorrerebbero tante mani in più.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_martora.jpg

I problemi non finiscono qui. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto ad esempio alcuni principi fondamentali per la salvaguardia di tutte le creature animali e l'obbligatorietà del soccorso, nel malcapitato caso in cui un cane, un gatto o un altro animale sia coinvolto in un incidente d'auto. Recentemente i diritti animali sono stati trattati dalla Suprema Corte di Cassazione, che ha deliberato in merito alle libertà personali dei singoli condomini di uno stabile, cui non può essere proibito di tenere presso di se un amico peloso neppure dal voto assembleare, perché è sufficente il voto del gattofilo ad apporre il veto alla delibera di allontanamento degli animali.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_martora_2.jpg

Stante il grande impegno istituzionale i problemi veri si manifestano sul territorio, come a Roma negli sgomberi dei campi Rom. Le foto che pubblico in questo articolo trovate da me su Facebook valgono più di mille parole. E' giusto però spiegare che il campo nomade, in tutta la sua povertà e abbandono, riproduce fedelmente l'ecosistema di un piccolo villaggio. Così, da che mondo è mondo, dove ci saranno bambini, anziani e donne lì ci sarà un cane o un gatto. Lo "sfratto" delle persone amate, cui è vietato portare con se gli animali, è uno colpo durissimo per tutte le creature pelose. Poi arriva il vero terrore con le ruspe, che spianano il terreno incuranti dell'esistenza stessa di una mamma gatta con tutti i suoi piccini da traslocare. Forse anche perché nessuno guarda dentro le baracche.

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Lo scenario che si para di fronte agli occhi dei volontari animalisti dopo lo sgombero di un campo Rom è quello di un villaggio appena bombardato. Essi sanno che dietro ad ogni asse divelta può nascondersi il corpo di una creatura innocente morta o moribonda, a causa dell'incuria dell'uomo. E che sono dozzine le creature terrorizzate, abbandonate a se stesse senza cibo o acqua dagli addetti dell'amministrazione Comunale.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_morselli.jpg

Tutto questo, al confronto con l'impegno istituzionale visto poc'anzi, sembra il medioevo. Invece accade a Roma, dove il Comune ha a disposizione strutture e personale per assolvere tutti i propri doveri istituzionali. Pure, ciò che è un dovere istituzionale fin "sociale" nella "Città dei Gatti", non avviene affatto a beneficio di queste creature del tutto abbandonate a se stesse.

E' necessario responsabilizzare il Comune di Roma, per questo alcuni animalisti hanno predisposto una lettera da inviare alle autorità, io ve la propongo. Voi speditela.

***


Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno

All'Assessore all'Ambiente Comune di Roma
Marco Visconi

Al Direttore Ufficio Tutela e Benessere Animali Comune di Roma
Marcello Visca



Egregi Signori,


vi scrivo in merito alla grave situazione in cui versano gli animali a seguito dei recenti sgomberi dei campi nomadi nella capitale.
E' incivile lasciarli al loro destino, senza cibo né acqua, ma soprattutto non trovare per loro una collocazione adeguata.
Solo i volontari si stanno adoperando per salvarli e non possono essere lasciati da soli ad affrontare una tale emergenza!
Il Comune non interviene e ciò non è degno di un paese civile quale questo paese si fregia, vantandosi tra i più industrializzati dell'Occidente.
Roma si è sempre distinta come una città civile e solidale, i suoi gatti sono rinomati in tutto il mondo e grazie a loro Roma è riconosciuta la Capitale Europea dei Gatti. I nostri mici campeggiano sulle cartoline destinate ai turisti e sulle fotografie diffuse in tutto il mondo.
Cosa succederebbe se girassero cartoline con le foto (allegate) dei mici morti sotto le ruspe oppure abbandonati tra i rifiuti?
Quindi non possiamo credere che proprio l'Amministrazione della città venga meno al suo dovere di tutela.
Distinti saluti.

nome, cognome e città


A chi inviare

Qui un elenco di email a cui inviare la petizione:



giovanni.alemanno@comune.roma.it
sindaco@comune.roma.it
segreteria.particolare@comune.roma.it
assessorato.ambiente@comune.roma.it,
viscontipresidente@libero.it
marcello.visca@comune.roma.it,
tutela.animale@sanita.it,
urp.rm@poliziadistato.it,
ld.ambiente@comune.roma.it
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Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 17:29:34, in Ambiente, linkato 1478 volte)
Solidarietà al dott. Celletti. L.M.

Investì un gatto e non lo soccorse,
il caso arriva in Cassazione

         

MILANO (10 settembre) - Investire un gatto e non prestargli i necessari soccorsi è reato. Lo sostiene il sostituto procuratore generale di Milano Sandro Celletti nel ricorso presentato alla Corte di cassazione contro il proscioglimento, disposto dal gup di Busto Arsizio (Varese) nei confronti di una donna che investì un gatto e poi impedì che venisse soccorso.

La parola ora passerà alla Corte di cassazione. La vicenda risale al 17 agosto del 2008. La donna, Maria Rosa C., 42 anni stava uscendo dal cortile di un'abitazione a Carate, quando investì accidentalmente un gatto. Due amiche che si trovavano in auto con lei volevano soccorrere l'animale agonizzante e portarlo da un veterinario. Ma Maria Rosa non ne volle sapere e il gatto morì due giorni dopo. Nei suoi confronti venne presentata una denuncia per maltrattamento di animali, finita al Gup di Busto Arsizio che dispose il proscioglimento. Contro questa decisione si è espresso il sostituto procuratore Celletti che ha deciso di ricorrere in Cassazione. Secondo il magistrato ricorrente infatti non ci sarebbe solo un maltrattamento di animali come contestato in primo grado ma un reato maggiore, avendo la mancanza di soccorsi portato alla morte del gatto.

Il Messaggero


... e dai commenti una nota d'interesse:

Dal 13 agosto è entrata in vigore con il nuovo codice della strada la norma per cui chi investe un animale da affezione o selvatico ha l'obbligo di soccorrerlo o chiederne il soccorso. In caso contrario l'ammenda va dai 389 ai 1.559 euro. Se non si è direttamente responsabili ma coinvolti nell'incidente, sempre in caso di negligenza, l'ammenda scende da 78 a 311 euro.
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Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 08:45:13, in Ambiente, linkato 1574 volte)
Questo signore si è reso conto di aver appena minacciato l'interruzione di un pubblico servizio? Che a capo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ci sia un personaggio tanto sottomesso al potere esecutivo è addirittura pericoloso per la sicurezza pubblica. Rassegni le sue dimissioni. L.M.


TERREMOTI: BOSCHI, STOP AI DATI
SE NON FINISCONO SPECULAZIONI


(AGI) - Roma, 6 set - "Sono d'accordissimo con Bertolaso in Italia c'e' troppa gente che fa chiacchiere sui terremoti".

  Così il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi, che avanza anche un forte sospetto che potrebbe avere risvolti giudiziari: nel nostro Paese si aggirerebbe qualche "falso profeta di terremoti che utilizza dati falsati a scopo di lucro". In che senso? "Li venderebbe - taglia corto Boschi . Stiamo verificando questa informazione e nel caso trovassimo riscontri siamo pronti a procedere legalmente contro questi mercanti". Il presidente dell'Ingv proprio per stroncare i falsi allarmi di terremoto e i "falsi profeti" (cosi' definiti dal capo della protezione civile Guido Bertolaso) sta valutando di non divulgare piu' via web (cosa che avviene ancora oggi da parte del suo istituto) i dati sulle zone a rischio terremoto, sulle scosse che vengono registrate dai loro sistemi e rese note quasi in tempo reale. "Noi in passato abbiamo deciso di informare attraverso il sito web sulle scosse in tempo reale, ma queste cose vengono interpretate in maniera assurda. Stiamo valutando - ribadisce Boschi - quindi di interrompere questo flusso di informazioni.

  Troppo profeti di sventura utilizzano i dati per scopi piu' strani - ribadisce - qualcuno che li utilizza e li rivende". A chi? "Si dice a qualche organo di informazione. Ma non chiedetemi di piu' perche' e' una storia su cui stiamo ancora indagando". Ma qual'e' la reale situazione sulle zone sismiche in Italia? "La reale situzione - afferma Boschi - e' la seguente: l'istituti di Geofisica, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha prodotto la mappa della pericolosita' sismica in Italia che e' stata pubblicata sulla G.U. Su questa mappa abbiamo indicato le zone piu' pericolose. A questo punto non c'e' da discutere: ci sono zone a rischio, bisogna verificare se gli edifici gia' costruiti possono reggere ad un'attivita' sismica. Il problema del terremoto va risolto una volta per tutte in Italia. In questo modo si rilancia anche l'occupazione e l'attivita' edilizia costruendo nove abitazioni a prova di terremoto o ristrutturando quelle che si possono ristrutturare e renderle sicure. Magari al posto delle sagre della salciccia". "Leggo come segno negativo l'affermarsi di profeti di sventura al posto di chi ha scelto la scienza della terra come ragione di vita - scrive Bertolaso nell'intervento inviato all'85esimo congresso della Societa' geologica italiana - il prevalere dell'urlo sul ragionamento, il sovrabbondare dell'emozione suscitata con i metodi mediatici contemporanei rispetto all'affievolirsi delle voci che ragionano, studiano, analizzano e apprestano soluzioni". Per il capo della Protezione divile, "in questa storia recente del nostro Paese si sono create condizioni ottimali per dare origine a una sorta di sentimento di inutilita' in coloro che, professionalmente, non hanno mai smesso di studiare, analizzare, valutare i luoghi destinati a diventare sedi di attivita' umane importanti, a studiare i fenomeni naturali, il suolo, il sottosuolo, le dinamiche della nostra terra sotto il profilo idraulico ed idrogeologico, le grandi fonti di rischio come i terremoti e i vulcani attivi.

  Hanno avuto piu' successo altri mestieri, hanno avuto migliori vetrine attivita' meno faticose e rigorose dell'attivita' scientifica che sceglie per oggetto la terra e i suoi processi dinamici. Parte almeno dello spazio di attenzione e di interesse che comunque una societa' deve riservare alla conoscenza dei fenomeni naturali, a partire da quelli piu' gravidi di conseguenze negative, e' stato sottratto ai geologi dai teosofi, una categoria non riconosciuta dalla comunita' scientifica ma di forte impatto mediatico, costituita da quanti hanno preteso di sostituire alla pazienza del lavoro di ricerca e di condivisione e verifica proprio del mondo scientifico un loro 'sapere' quasi iniziatico, posseduto da pochi eletti, scarsamente verificato ma di forte impatto mediatico". Per fortuna, "la societa' dello spettacolo non ha spento ne' le tradizioni scientifiche, ne' l'interesse dei giovani verso le forme specifiche della conoscenza prodotte dalla scienza. Credo sia indispensabile che il fascino di questo sapere trovi nuove forme di socializzazione, che non significano l'adozione generalizzata di tempi televisivi nel parlare o il ricorso obbligato a mezzi di comunicazione 'moderni'. Mentre e' evidente a tutti lo strapotere culturale di media come la televisione e l'efficacia di tecniche come quelle della comunicazione via internet o via cellulare, credo sia ingenuo nascondersi il bisogno crescente di comunicazioni ed informazioni che abbiamo altri tempi ed altre modalita', che non soffochino il desiderio di conoscere e di imparare al mito dei tempi televisivi, alla superficialita' imposta dall'obbligo di condensare ogni messaggio in poche righe". (AGI) .
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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 08:11:58, in Ambiente, linkato 1415 volte)
Ok, non ci vogliono spaventare. Ma un terremoto che ha per epicentro una zona che ricomprende l'intero, buon vecchio e vulcanico Lazio preoccupa eccome. Neppure la scossa della notte precedente a Reggio è da sottovalutare.

L'Italia è una "faglia con gli occhielli", in cui gli occhielli sono 47 vulcani, e può tremare Tutta e tutta insieme a seconda della gravità del sisma.

L.M.

Terremoti: sisma tra aquilano e reatino

Altra scossa magnitudo 2.4 nel reggino. Nessun danno.

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 e' stata registrata alle 3:45 tra le provincie dell'Aquila e Rieti. Il sisma ha avuto epicentro in prossimita' dei comuni di Capitignano e Montereale (L'Aquila), e Amatrice e Cittareale (Rieti). Non si hanno notizie di danni o feriti.

La scorsa notte, alle 23.24, un'altra scossa di terremoto di magnitudo 2.4 era stata avvertita anche nella  provincia di Reggio Calabria,in prossimita' dei comuni di Giffone, Galatro e Maropati.

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Di Loredana Morandi (del 01/03/2010 @ 08:22:52, in Ambiente, linkato 1454 volte)
Dai terremotati de L'Aquila sono pervenute le istanze più svariate e di incomprensibile superbia, dalla protesta per la carne e le bevande negli alberghi all'odierna protesta per le macerie.
La "normativa" che i manifestanti chiedono di cambiare dovrebbe essere quella del vincolo paesaggistico, che obbliga la ricostruzione / restauro con gli stessi materiali originali.
In pratica queste teste vuote chiedono una modifica che avrebbe consentito o forse obbligato  a ricostruire la chiesa di San Francesco in Assisi dopo i crolli del terremoto con due travi di metallo e una mano di cemento, invece che con le pietre originali.

Vai a far del bene agli asini, dice il proverbio! Ed è giusto di ieri l'intervista a Birritteri del Ministero di Giustizia, che giustificava i tagli alla spesa pubblica per la destinazione dei fondi del governo alla ricostruzione aquilana. E pensare che nell'Irpinia di oggi, molti anni dopo il terremoto, c'è ancora chi vive nei container...
L.M.


L'Aquila: in 6.000 a 'rivolta carriole'
Cialente: serve cambiare normativa su macerie

(ANSA) - L'AQUILA, 28 FEB - Con una ventina di carriole manifestanti hanno scaricato davanti alla sede del Consiglio d'Abruzzo, detriti raccolti a piazza Palazzo. E' la 'rivolta delle carriole', alla quale hanno partecipato seimila persone.
Tra queste, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il deputato Pd Giovanni Lolli. Portati davanti all'Emiciclo anche 5 cassonetti di rifiuti. 'Il problema vero e' cambiare la normativa sulle macerie', ha commentato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
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Di Loredana Morandi (del 28/02/2010 @ 11:13:49, in Ambiente, linkato 2018 volte)
Terremoto in Cile, Tsunami in Giappone


Il famigerato 2012 inizia già nel 2010? Con una affermazione simile non saremmo affatto lontani dal vero, perché il nostro pianeta ha iniziato lentamente ed inesorabilmente a farci pagar caro l'inquinamento e i troppi bombardamenti, con armi non convenzionali degli ultimi anni.

Uno tzunami in Giappone non è una novità, mentre ciò che deve destare apprensione è il nuovo modus degli spostamenti delle placche tettoniche sulla linea delle faglie, cioè sulle linee originali delle spaccature della crosta terrestre.

I terremoti conseguenti a questi spostamenti, oggi si presentano tutti in forma di violentissimo sciame sismico, a L'Aquila come in Cile. Immaginate allora un enorme cane, che gratti con violenza le proprie ferite senza trovare alcun sollievo.

Un particolare che non può sfuggire ai geologi, ma neppure a coloro che rammentano bene la storia recente.

Non appena mi arriveranno gli aggiornamenti dalle Onlus, mi ripropongo di darne pronta notizia su queste pagine.

L.M.

Update: qualcuno la pensa come me sul Corriere della Sera...

Il dubbio: ora la terra trema di più?

18:42  SCIENZE - Haiti, il Giappone e ora il Cile: gli scienziati registrano e guardano disarmati la violenza improvvisa della Terra senza la capacità di cogliere qualche segno di Giovanni Caprara
- Uno scontro di rocce sotto il Sudamerica G. C.   - Il grafico

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