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 .. i racconti di un albero ..... di Lunadicarta
 
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La spada della giustizia non ha fodero.

Joseph de Maistre
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:44:59, in Estero, linkato 1318 volte)
Bagdad, 18 ago - Moqtada al-Sadr ha inviato una lettera alla Conferenza Nazionale irachena accettando ufficialmente le condizioni di pace poste dalla delegazione che ieri ha raggiunto Najaf. Lo ha detto Safia al-Suhair, uno degli organizzatori della Conferenza. ''Abbiamo appena ricevuto una lettera dall'ufficio di Moqtada al-Sadr a Bagdad - ha spiegato - che conferma 'nel nome di Dio'...l'accettazione da parte di al-Sadr delle condizioni imposte dalla Conferenza''. Il leader sciita, ha proseguito, ''ha accettato i tre punti dell'accordo per porre fine allo spargimento di sangue iracheno e ha mostrato la sua intezione di assumere un ruolo attivo nel nuovo Iraq''. La delegazione della Conferenza nazionale si e' recata ieri a Najaf, anche se non ha incontrato il leader sciita, per chiedere ad al-Sadr di trasformare la sua milizia in un partito politico, di lasciare i luoghi santi di Najaf e di partecipare al processo di trasformazione politica del Paese. L'annuncio giunge poche ore dopo l'ultimatum lanciato dal ministro della difesa Hazem al-Shaalan che aveva intimato all'esercito di Mahdi di arrendersi o di prepararsi ad essere distrutto. Fonte Asca - Afp
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Di Loredana Morandi (del 20/08/2004 @ 18:13:23, in Estero, linkato 1530 volte)

Il fallimento dell'UE
L'Unione Europea rinuncia ad una propria politica per le minoranze

Bolzano, 20 agosto 2004

Egregio Signor Presidente,

la decisione della Commissione UE di non finanziare più l'European Bureau for lesser used languages ci lascia molto amareggiati. In questo modo è stato reso impossibile un importante lavoro a favore delle minoranze linguistiche. Di fatto, l'UE rinuncia così ad una propria politica per le minoranze. Nonostante le molte dichiarazioni, i diritti linguistici non sono stati accolti né nella carta dei Diritti Fondamentali né nella nuova Costituzione europea. Si tratta di una posizione assurda, tanto più che l'UE aveva chiesto ai nuovi paesi membri dell'Europa orientale l'osservanza dei diritti delle minoranze. Nella casa Europa però pare che non ci sia posto per le le minoranze linguistiche. L'UE ha delegato la scomoda questione dei diritti umani al Consiglio Europeo. Fondamentalmente si tratta di un'ammissione di mancanza d'interesse.

Con il mancato finanziamento dell'Eblul a Bruxelles è stata eliminata un'istituzione che, lontana da posizioni nazionalistiche, era riuscita in modo assiduo e diplomatico a porre questioni e richieste delle minoranze nell'apparato dell'UE. Gli otto collaboratori impiegati presso l'ufficio sono già stati licenziati; anche il Segretario generale Markus Warasin ha annunciato le proprie dimissioni. In questo modo i gruppi linguistici minoritari perdono la loro lobby di rappresentanza nella capitale dell'UE. Con la scusa che l'ufficio per le lingue minoritarie è indebitato, la Commissione ha rifiutato quattro richieste di contributo consegnate dall'Eblul. A causa dell'informazione sbagliata sui termini di consegna forniti dalla funzionaria competente, le richieste sono state in parte consegnate in ritardo.

L'Ufficio per le minoranze riceveva ormai scarsi mezzi finanziari, e che non sono mai stati creati i presupposti legali per un proprio portafoglio. In questo modo l'Eblul è stato completamente abbandonato dalla Commissione. Solo l'anno scorso, il lavoro dell'Eblul era stato aspramente criticato da un parlamentare conservatore greco che non aveva digerito l'organizzazione di un congresso sulle minoranze ad Atene. L'accusa di intromissione in questioni interne era stata solo una delle critiche rivolte all'Eblul. Anche l'attuale Assossore alla cultura della regione autonoma spagnola della Navarra ha accusato l'Eblul, a causa del suo impegno a favore della lingua basca in Navarra, di sostenere il terrorismo.

Un altro esempio per l'esistenza di una volontà premeditata di chiudere l'Eblul? Insieme all'Eblul ha perso i finanziamenti anche l'agenzia di informazione sulle minoranze Eurolang. I collaboratori continuano a lavorare a titolo volontario, ma è prevedibile che Eurolang dovrà presto chiudere. Grazie ai propri rapporti sulla situazione delle minoranze il Parlamento Europeo era riuscito ad ottenere l'istituzione dell'Eblul. Forse ora la Commissione dell'UE agisce in disaccordo con il proprio parlamento, ma su pressione dei governi europei per i quali l'Eblul è diventata un'istituzione scomoda?

L'Eblul sta cercando ora di lavorare su base volontaria. La comunità francofona del Belgio mette a disposizione la sede dell'Eblul a Bruxelles gratuitamente. I membri dell'Eblul stanno riducendo l'organizzazione per poter presentare nuovamente l'anno prossimo la domanda di finanziamento: i tentativi di risparmiare si spera che vengano apprezzati dall'UE. Le richieste delle minoranze dell'UE valgono davvero così poco?

Associazione per i popoli minacciati
Gesellschaft fuer bedrohte Voelker

www.gfbv.it
www.eblul.org

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Di Loredana Morandi (del 24/08/2004 @ 19:17:41, in Estero, linkato 1423 volte)
L'autorità europea per la sicurezza alimentare (Aesa) ha nominato 13 nuovi esperti che andranno a rafforzare cinque importanti gruppi scientifici di ricerca in Europa. Con l'approvazione della loro nomine da parte del consiglio d'amministrazione, sale ormai a 168 il numero di scienziati che operano per l'authority, la cui sede è a Parma. Soddisfatto il responsabile esecutivo e direttore scientifico dell'Aesa, Herman Koeter, secondo cui il "primo criterio della selezione è stata la scelta dei migliori esperti in base alle competenze scientifiche anche se - ha aggiunto - ci siamo impegnati al massimo per assicurare la migliore rappresentanza a livello geografico e l'equilibrio tra gli uomini e le donne". I 13 nuovi esperti, che sono stati scelti tra 241 candidati, apporteranno - sostiene l'agenzia
- "conoscenze specifiche che allargheranno e rinforzeranno il ventaglio di competenze dei gruppi scientifici, permettendogli così di far fronte al numero sempre crescente di questioni che sono chiamati ad affrontare". I tredici lavoreranno in cinque equipe differenti che si occupano rispettivamente di: "additivi alimentari, aromi, tecnologie ausiliarie e materiali a contatto con gli alimenti", "additivi e sostanze utilizzate nell'alimentazione animale", "salute delle piante e prodotti fito-farmaceutici", "prodotti dietetici, alimentazione e allergie" e infine "salute e benessere degli animali". Le nuove nomine rafforzeranno soprattutto il numero di esperti nel settore della chimica alimentare,
della tossicologia per i mammiferi e l'ambiente, dell'epidemiologia, della microbiologia, dell'immunologia, dell'alimentazione per uomini e animali oltre che della salute delle piante. I gruppi scientifici responsabili dei rischi biologici, delle contaminazioni nella catena alimentare, o ancora degli organismi geneticamente modificati (ogm) sono già composti - fa sapere l'Aesa - di 21 esperti ciascuno e non hanno bisogno di allargare il loro staff.(Ansa)
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Di Loredana Morandi (del 25/08/2004 @ 10:52:48, in Estero, linkato 1407 volte)

Appello agli attivisti di internet per lo sciopero della fame in solidarieta' con i Prigionieri Palestinesi nella giornata di giovedi' 26 agosto.  

Agli attivisti di internet:

I membri della lista dei Nazionalisti Arabi hanno deliberato diversi suggerimenti  per portare avanti un'azione di solidarieta' con piu' di ottomila prigionieri palestinesi in sciopero della fame nella prigioni sioniste.

Essi hanno concordato di compiere lo sciopero della fame nella giornata di giovedi' 26 agosto, cosi' da supportare la causa dei prigionieri palestinesi. Richiamiamo tutti quanti a partecipare per rendere questo evento un successo memorabile.

Nella giornata di giovedi' 26 agosto vi chiediamo dunque di mostrare la bostra solidarieta' ai prigionieri palestinesi facendo almeno il seguente:

1) Digiunare

2) Comunicare a coloro che conoscete e coloro che chiedono, che voi vi state astenendo dalla consumazione del cibo in solidarieta' con lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi.

3) Spedire un messaggio e-mail per comunicare ai vostri amici che state partecipando allo sciopero della fame in solidarieta' con i prigionieri palestinesi.

Altrimenti vi incoraggiamo a partecipare in attivita' supplementari nel luogo dove vivete o con il vostro gruppo, in supporto ai prigionieri palestinesi.

In ogi caso la giornata di giovedi' 26 agosto e' un' occasione speciale per la solidarieta' degli attivisti di internet. Lasciate che sia il giorno in cui l'internet diventi un'arma della coscienza nei confronti dei prigionieri palestinesi presenti nella prigioni sioniste! Lasciamo che che i terminali dei nostri computer si uniscano al network gigante che fa l'orgoglio dei prigionieri.

Possiamo farlo funzionare insieme....

Membri della Lista Nazionalista Araba

Prime Adesioni di Bloggersperlapace
www.bloggersperlapace.org

Loredana Morandi aka Lunadicarta
Bloggersperlapace - Romacittapertallapace

Agnese Ginocchio, cantautrice pacifista
Movimento internazionale per la Pace - Presidente Pax Christi Caserta

Tiziano aka Sidnapoorsocapo
Bloggersperlapace - Amici del Madagascar

Riccardo aka Bimbobello
Bloggersperlapace
 

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Di Loredana Morandi (del 26/08/2004 @ 17:05:39, in Estero, linkato 1425 volte)
L'Unità on line dedica la prima pagina al Solidarity Hunger Strike

Esteri

Anche i bloggers digiunano: la solidarietà per i detenuti palestinesi passa per il web
di ma.ta.

La solidarietà per lo sciopero della fame intrapreso dai detenuti palestinesi, che va avanti dal 15 agosto, passa anche per il web. E si esprime con lo stesso strumento: il digiuno. La mailing list Arab Nationalist ha indetto per oggi uno sciopero della fame di ventiquattro ore. L’appello non è caduto nel vuoto. La web community italiana Bloggersperlapace ha aderito all’iniziativa. Ma si stanno mobilitando anche altre associazioni, per contestare la politica del pugno di ferro nelle carceri portata avanti dalle autorità israeliane.

Leggi l'articolo su L'Unità www.unita.it

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Di Loredana Morandi (del 02/09/2004 @ 13:09:19, in Estero, linkato 1444 volte)

Da venerdì scorso 27 agosto Giordano Tommasi, di Soave (VR), è in stato di arresto in Israele. L'arresto è avvenuto a Gerusalemme al termine della manifestazione internazionale contro la costruzione da parte di Israele del muro di separazione con i Territori Palestinesi. La motivazione dell'arresto sarebbe dovuta al suo diniego di consegnare le riprese effettuate per documentare il comportamento dell'esercito israeliano. Le riprese, effettuate presso la Porta di Damasco, hanno condotto ad un'accusa - per il ventitreenne veronese - addirittura di "spionaggio".
Con lui è stato arrestato un ragazzo americano, Peter L. Giordano è stato sottoposto a pesanti maltrattamenti e interrogatori da parte della polizia israeliana e processato con conseguente assoluzione.
Contrariamente alla sentenza del giudice che ne ordinava l'immediata scarcerazione, è stato trattenuto dalla polizia per "motivi di sicurezza" ed è stato tradotto al carcere di Tel Aviv.
Tutto questo senza che i famigliari fossero messi al corrente di alcunché, se non da una telefonata nel pomeriggio di domenica, da parte di una cittadina italiana occasionale testimone dell'accaduto. Il Consolato Italiano a Gerusalemme, interpellato dal padre di Giordano, non era in grado di fornire alcuna notizia, ma prometteva interessamento. Alla vigilia della seduta fissata per il ricorso alla Corte Suprema, l'Ambasciata Italiana a Tel Aviv si dichiara all'oscuro di tutto ciò, come delle inumane condizioni della detenzione. Ogni condizione di rispetto del diritto della persona è disattesa. Da quattro giorni Giordano Tommasi sta protestando con lo sciopero della fame.
Anche l'Unità di Crisi di Roma non ha fornito alcun supporto. La famiglia lancia un appello ai mezzi di comunicazione, perché questa situazione insostenibile venga resa pubblica, perché il Governo Italiano si attivi per la tutela della persona e il suo immediato rimpatrio e venga espressa formale protesta alle Autorità Israeliane per questo comportamento lesivo del Diritto Internazionale, dei diritti dei Popoli e delle persone, oltreché per affermare la libertà di manifestazione e di informazione.

Ora la famiglia attente che liberandolo lo rimandino a casa.

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Di Loredana Morandi (del 03/09/2004 @ 18:18:16, in Estero, linkato 1166 volte)

Baghdad, 3 settembre 2004

COMUNICATO STAMPA

Ieri sera un razzo ha accidentalmente colpito la casa adiacente agli uffici di Un Ponte Per, Intersos e ICS a Baghdad. L'esplosione non ha causato feriti: ha colpito il giardino della casa vicina e ha danneggiato parzialmente un muro divisorio. Il razzo e' stato solo uno di una raffica che ha colpito varie zone del quartiere.
Secondo i primi accertamenti, il lancio di almeno tre razzi non era diretto assolutamente a colpire gli uffici delle organizzazioni italiane.
Sono pertanto destituite di fondamento le notizie su un presunto attaco alle Ong italiane.
Nei mesi e nei giorni passati, incidenti di questo tipo sono accaduti in tutte le zone del Paese, colpendo abitazioni civili da tutti considerati luoghi non target.
Un Ponte Per, Intersos e ICS continueranno con serenita' il lavoro nel paese, prestando come sempre la massima attenzione per la sicurezza degli operatori italiani e iracheni.

 

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Di Loredana Morandi (del 05/09/2004 @ 10:30:25, in Estero, linkato 1226 volte)







Tutti i bloggersperlapace

partecipano all'infinito dolore delle famiglie dei bambini della scuola russa.

Se altri bloggers desiderano unirsi a noi nell'esprimere il proprio cordoglio possono copia incollare la foto collage e la candelina dal nostro sito www.bloggersperlapace.org .

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Di Loredana Morandi (del 07/09/2004 @ 18:06:17, in Estero, linkato 1167 volte)

BAGDAD - Due pacifiste italiane sono state rapite a Bagdad. Appartengono all'organizzazione "Un Ponte per...", operativa nella capitale irachena da molti anni per il trasporto dell'acqua nei luoghi di conflitto e con programmi culturali per l'infanzia. Le due pacifiste rapite si chiamano Simona Torretta e Simona Pari, rispettivamente di 27 e 29 anni. Con loro, nella sede dell'organizzazione non governativa, sono stati sequestrati anche tre iracheni che lavoravano nell'ufficio. La notizia è stata Al Jazeera. Il ministero degli Esteri ha fatto sapere di aver avviato accertamenti sulla notizia. L'Associazione Un Ponte Per ... ha confermato la notizia. In questo momento si stà creando un coordinamento spontaneo di cittadini e pacifisti romani presso la sede della associazione pacifista Un Ponte Per ...

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Di Loredana Morandi (del 08/09/2004 @ 12:21:02, in Estero, linkato 1240 volte)

Appello per la liberazione degli attivisti per la Pace rapiti in Iraq


"Noi, movimento italiano per la pace, fratelli e sorelle di Simona Pari e di Simona Torretta, operatrici di pace in Iraq, chiediamo alle persone che le detengono insieme ai due operatori iracheni, Ra'ad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz Bassam, di liberarli subito. Vi chiediamo di considerare quanto danno state provocando alla causa della pace e a
quella del popolo iracheno.

Come ha scritto l'Unione delle comunità islamiche in Italia, "testimoniate coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza".

Vi chiediamo di non spezzare il filo di solidarietà che, nonostante e contro l'embargo prima e la guerra poi, nonostante e contro le scelte del nostro governo, persone come le nostre sorelle hanno mantenuto tenacemente e coraggiosamente, ad esempio rifornendo di acqua la popolazione assediata di Falluja e Najaf.

"Un ponte per", la loro Ong, insieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche del nostro paese, ha organizzato gigantesche manifestazioni a favore della pace e per il ritiro delle truppe straniere dall'Iraq, e ha cercato di non abbandonare gli iracheni all'arbitrio dell'occupazione militare.

In nome di questa lotta e della verità, vi scongiuriamo: liberateli subito. Al popolo iracheno e a tutti gli amanti della pace nel mondo, e in Italia, chiediamo di aiutarci nel tentativo di salvare la vita  di Simona Pari, di Simona Torretta, di Ra'ad Alì Abdul-Aziz, di Mahnaz
Bassam.

Erano a Baghdad a nome di tutti noi. Nella loro prigione siamo anche noi, oggi. La loro liberazione sarebbe uno spiraglio di luce nel buio della violenza. Ancora in queste ore, in molte città irachene, la guerra miete vittime innocenti. Perciò continuiamo a chiedere con fermezza che tacciano le armi, che termini l'occupazione.

Ogni forma di mobilitazione, di pressione, gli appelli e le fiaccolate, i messaggi ai rispettivi governi sono i mezzi di cui disponiamo, noi popolo della pace. Usiamoli tutti, adesso. Al
movimento italiano chiediamo di scendere in piazza, in ogni città, da subito, con i colori dell'arcobaleno e nel nome delle nostre sorelle e dei nostri fratelli sequestrati in Iraq.

Il Comitato italiano Fermiamo la guerra
organizzatore delle marce del 15 febbraio 2003 e del 20 marzo 2004

Un ponte per Baghdad



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