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 shutoku - hi izuru tokoro no tenshi... di Lunadicarta
 
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Quando il più famoso Ricattatore del tuo Paese dichiara che la Pedofilia non esiste, sappi che ha parlato per conto della Lobby.

Loredana Morandi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 06:54:22, in Estero, linkato 1204 volte)
Mon Dieu, mon Dieu de la France, non è più buono quello dell'Italia ...


FRANCIA: SINDACATO MAGISTRATI QUERELA
IL MINISTRO GIUSTIZIA RACHIDA DATI


ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 15:39

Parigi, 9 giu. (Adnkronos/Dpa) - Il sindacato dell'Unione dei magistrati francesi (Usm) ha querelato il ministro della giustizia, Rachida Dati, per ''aver insultato un organo costituzionale'' quando lo scorso maggio, durante un pranzo ufficiale, aveva definito la categoria ''molto subdola''.

Secondo quanto anticipa il sito del settimanale Le Point, l'Usm ha depositato la causa nelle mani del procuratore capo del tribunale di Parigi.

A rivelare il contenuto di una conversazione di Dati, che il ministero aveva smentito, era stata la rivista Entreprendre.
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2009 @ 08:35:24, in Estero, linkato 1121 volte)
Ma come? Tanto chiasso intorno a Noemi e applausi incoscienti a questi qui, che smerciano anche pedo pornografia sul famoso portale della baia?

Non mi dite mai che i pedofili sono da ritenersi una minoranza vituperata per i gusti sessuali.

Non lo voglio sentire.

I Pirati all'Europarlamento "Difenderemo la libertà sul web"

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Il Partito Pirata, per la prima volta nella storia, entrerà nel Parlamento Europeo, avendo ottenuto in Svezia il 7,4 per cento dei voti. Una svolta che racconta come muta il sentimento popolare intorno ai temi del copyright in internet, perché scopo ...
TGCOM - Reuters Italia - Libero-News.it - La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 22:59:33, in Estero, linkato 1229 volte)
2009-06-08 07:25

EUROPEE: BENE SARKOZY IN FRANCIA, GIU' MERKEL E ZAPATERO


BRUXELLES - E' un'Europa che guarda decisamente verso il centro-destra del Partito popolare europeo (Ppe) quella rappresentata dal Parlamento europeo uscito dalle elezioni che si sono svolte in questi ultimi giorni nei 27 Paesi Ue. Elezioni che hanno fatto registrare un nuovo calo dell'affluenza alle urne. Sebbene non ci sia stato il temuto tracollo, la media dei votanti è comunque passata dal 44,4% del 2004-2007 (anno in cui si è votato in Romania e Bulgaria) al 43,39%, un nuovo minimo storico per una consultazione chiamata a scegliere questa volta 736 componenti del settimo Parlamento europeo eletto a suffragio universale. Il successo della destra non è però l'unico elemento che ha caratterizzato le elezioni europee 2009. I socialisti hanno accusato il colpo, ma la sorpresa maggiore, almeno rispetto alle previsioni, è venuta dal risultato conseguito dalle formazioni ecologiste. In Francia il movimento guidato da Daniel Cohn-Bendit ha più che raddoppiato i suoi consensi, così come accaduto anche in Danimarca e Grecia. Tanto che nel nuovo emiciclo di Strasburgo, il gruppo dei Verdi viene dato in crescita. E visto che il nuovo Parlamento Ue subirà una marcata cura dimagrante rispetto ai 785 componenti della passata legislatura, si tratta di un risultato tutt'altro che trascurabile. L'avanzata dell'estrema destra e dei movimenti euroscettici, preannunciata dalla travolgente vittoria registrata in Olanda dal movimento xenofobo e anti-islamico di Geert Wilders, c'é stata, ma in misura meno marcata di quanto avesse fatto temere il risultato olandese. La destra estrema ha comunque ottenuto il sostegno necessario per mandare suoi rappresentanti a Strasburgo in diversi Paesi. In Gran Bretagna con il Bnp, in Romania con il partito della Grande Romania (Prm), in Slovacchia con la formazione Sns, in Ungheria con il partito Jobbik e anche in Danimarca. Per non parlare dell'Austria, dove la formazione euroscettica di Hans Peter Martin è stata segnalata come la vera vincitrice delle elezioni raccogliendo ben il 18% dei consensi. "Il Ppe ha davvero stravinto", ha esultato Joseph Daul, capogruppo del Partito popolare europeo nella sesta legislatura. I successi registrati dai conservatori al governo in Germania, Francia e Italia sono lì a indicarlo. Ma anche i sorpassi realizzati dall'opposizione di destra ai danni dei socialisti al governo in Spagna e Portogallo e i progressi dei conservatori in Gran Bretagna, Slovenia, Ungheria e Austria sono altri elementi che hanno caratterizzato questa vittoria. A fronte di questa avanzata del centro-destra raccolto nel Ppe, i socialdemocratici, oltre alla sostanziale tenuta messa a segno in Italia, hanno conseguito risultati positivi in Grecia, Slovacchia e a Malta. Troppo poco per arginare un'emorragia di seggi a Strasburgo che si annuncia importante. In attesa di conoscere quale sarà l'assetto definitivo dei rapporti di forza all'interno dell'Europarlamento (dove figurano al momento oltre 80 'non iscritti'), grazie alla conferma delle leadership alla guida di Francia e Germania, appare comunque acquisita la riconferma di José Manuel Barroso a capo della Commissione europea per un nuovo quinquennio. Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi hanno già garantito il loro sostegno e salvo colpi di scena la designazione di Barroso sarà sancita dal prossimo vertice Ue in programma a Bruxelles il 18 e 19 giugno prossimi.


FRANCIA: IN TESTA PARTITO SARKOZY
Arriva nettamente in testa il partito del presidente Nicolas Sarkozy al voto per le Europee, severa sconfitta per il partito socialista di Martine Aubry, grande successo dei Verdi di Daniel Cohn-Bendit. Secondo i primi exit poll, l' Ump è al 28%, un risultato "al di la' delle speranze", dice il segretario del partito Xavier Bertrand, mentre il premier Francois Fillon parla di "ottimo risultato della maggioranza". Crollo dei socialisti - dati fra il 16,4 e il 17,5% - sotto quella soglia del 20%, definita destabilizzante per il partito. I socialisti parlano di "delusione" per il voto, di un partito "indebolito" dalle tante divisioni, a partire da quella che ha visto a lungo l'una contro l'altra l' Aubry e l'ex candidata all'Eliseo Segolene Royal. Il partito socialista e la lista verde Europe Ecologie, guidata da Daniel Cohn-Bendit, avrebbero lo stesso numero di voti e di seggi, secondo gli ultimi exit poll sul voto per le Europee in Francia. I due partiti otterrebbero il 16% di voti, e 14 seggi ciascuno.

GERMANIA: SCENDE CDU/CSU, SPD AL MINIMO STORICO
L'Unione (Cdu/Csu) della cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) si conferma la prima formazione politica in Germania, ma perde 6,3 punti rispetto al 2004, e i socialdemocratici della Spd registrano un nuovo minimo storico al 21,1%: la Grande Coalizione soffre alle europee 2009, che vedono avanzare ancora i liberali della Fdp, con i quali la Merkel spera di formare una nuova alleanza dopo le politiche di settembre. Il voto, secondo le proiezioni diffuse dall'emittente Zdf, vede una Cdu/Csu indebolita con il 38,2% (44,5% nel 2004) e una Spd sempre più in basso, -0,4 punti in meno rispetto al 21,5% del 2004, mentre guadagnano terreno gli altri principali partiti: i Verdi si confermano al terzo posto con il 12,2% (+0,3 punti), i liberali volano al 10,3% (+4,2) e Linke sale di 1,2 punti al 7,3%. Secondo queste proiezioni, la Cdu/Csu avrebbe 43 seggi (-6), la Spd 23 (invariata), i Verdi 14 (+1), la Fdp 11 (+4) e la Linke 8 (+1).

La Merkel, che si aspettava lo scivolone della Cdu/Csu e l'ascesa della Fpd (le previsioni davano rispettivamente il 39% e il 10%), già pensa alle politiche del 27 settembre: "Siamo nel mezzo di una crisi economica mondiale - ha detto alla Bild am Sonntag prima del voto -. Da questa depressione, possiamo uscire al meglio con un governo di coalizione tra Unione ed Fdp". Un'eventuale futura coalizione, questa, che nei piani della Merkel dovrebbe sostituirsi a quella attuale con la Spd: "Unione ed Fdp vogliono dare nuovi impulsi alla crescita economica - ha sottolineato la cancelliera -. Mentre l'Spd presta troppo poca attenzione agli aspetti economici". Tuttavia, Cdu/Csu e Fdp si fermerebbero insieme al 48,5% e non avrebbero quindi i numeri per escludere la Spd. L'affluenza, inoltre, è stata del 42,5% (64,3 milioni di elettori aventi diritto), in lieve calo rispetto al 43% del 2004 (45,2% nel 1999) e il peggior risultato dal Dopoguerra. Per il momento, i liberali non commentano le parole della Merkel e si concentrano sul voto europeo: "La Fdp ha conseguito il miglior risultato di sempre nelle elezioni europee", ha detto Guido Westerwelle, segretario generale del Partito. "Con queste elezioni, i cittadini hanno rafforzato i partiti di centro - ha proseguito -: un segno per le prossime elezioni politiche e anche per la crescita della Fdp in Germania". La Spd, invece, si lecca le ferite: "I risultati sono peggiori di quello che ci aspettavamo", ha detto Franz Muentefering, segretario generale del Partito, commentando gli exip poll delle 18:00, che davano un dato molto simile a quello preliminare di questa sera. Con un'affluenza così bassa, gli analisti politici non si avventurano in previsioni per le politiche, ma sembra che la strada del vice cancelliere tedesco e candidato di punta della Spd - Frank-Walter Steinmeier - verso la cancelleria, sia sempre più in salita.

SPAGNA, ZAPATERO SCONFITTO
Il Partido Popular (opposizione) ha battuto il Psoe del premier José Luis Zapatero con il 42,03% contro il 38,66% in base ai risultati parziali (all'89%) letti dalla vicepremier Maria teresa de la Vega.
Il Partido Popular ottiene 23 seggi su 50 contro 21 al Psoe. La coalizione Ceu (nazionalisti moderati) conquista 2 seggi con il 4,88%, come pure la coalizione di sinistra Izquierda unida-Verdi, con il 3,78%. La coalizione nazionalista di sinistra Edp-V e il piccolo partito centrista Upyd ottengono un seggio con rispettivamente il 2,62% e il 2,86%. L'affluenza alle urne è stata del 45,81%, analoga a quella del 2004. Nel 2004 il Psoe aveva vinto le elezioni europee con il 43,46% davanti al Pp con il 41,21%.

GB, LABOUR A PICCO
Il Labour Party e' calato a terzo partito in Gran Bretagna. Questo il verdetto della tornata elettorale stando alle proiezioni del voto nazionale elaborate dalla Bbc. A trionfare sarebbero invece i Conservatori di David Cameron e il partito euroscettico UK Independent Party (UKip). Le proiezioni danno i Tory al 27%, l'UKip al 17%, il partito laburista al 16% e i Liberal Democratici al 14%. Chiudono i Verdi con il 9% e il British National Party con il 6%.

PORTOGALLO, BENE IL CENTRODESTRA
Il principale partito di opposizione di centrodestra in Portogallo è in leggero vantaggio nelle elezioni europee secondo i primi exit poll sul Ps del premier José Socrates. Per il sondaggio all'uscita dalle urne per la Tv privata Sic il Psd otterrebbe il 30-31% contro il 29-30% per il Ps. L'exit poll della Tvi assegna al Psd una forchetta dal 30,4% al 34,4% e del 24,1% al 28,1% al Ps, quello della Tv pubblica Rtp prevede per il Psd fra il 29 e il 34% e per il Ps fra il 28 e il 33%.

IRLANDA, CROLLA PARTITO DI GOVERNO
La crisi economica e il risentimento dei cittadini irlandesi verso il modo in cui il governo ha deciso di affrontarla hanno assestato un colpo largamente pronosticato al Fianna Fail, il partito conservatore al governo dal 1997, che secondo i dati provvisori pubblicati sul sito dell'Europarlamento, crolla dal 30 al 24% dei voti circa e scivola al secondo posto, facendosi sorpassare dal centrista Fine Gael, che ha intorno al 29%. Terzo partito, con il 13%, il Labour, che si conferma terzo partito. Buon risultato, a sinistra, per lo Sinn Fein (oltre 11%) e per gli euroscettici di Libertas (5,6% circa), una "new entry". Non dovrebbe farcela a ottenere un euroseggio il milionario euroscettico Declan Ganley, animatore della vittoria del no nel referendum sulla ratifica del Trattato di Lisbona nel 2008. Insomma, un risultato che, se confermato, è coerente con quello delle concomitanti elezioni amministrative, un voto contro il governo che non sembra però tradursi stavolta in un voto contro l'Europa. Secondo un sondaggio pubblicato oggi, il 54% degli elettori irlandesi oggi sarebbe disposto a votare a favore del Trattato di Lisbona, dopo la bocciatura al referendum dello scorso anno, quando il 53,5% si era pronunciato contro e il 46,6% a favore. A fare cambiare idea agli irlandesi, tentati comunque alle europee a dare il loro voto ai partiti anti-Trattato, sarebbe stata secondo il sondaggio soprattutto l'economia e la realizzazione che una ripresa dipenderà anche molto dal rapporto tra Irlanda e Ue. Per quanto riguarda le consultazioni elettorali, a pesare sul Fianna Fail del premier Brian Cowen non è soltanto la perdita di uno o più dei 12 europarlamentari che Dublino elegge, ma anche il risultato disastroso ottenuto dal partito alle ultime elezioni locali dove la sua coalizione ha ottenuto soltanto il 23% dei voti contro il 31% incassato dal Fine Gael. Da un exit poll condotto dall'emittente statale Rte e dal domenicale Sunday Independent emerge che il 55% degli elettori sarebbe addirittura pronto ad andare alle urne già quest'anno mentre il Fine Gael, ha annunciato che martedì presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del governo.

GRECIA, EXIT POLL: SI PROFILA VITTORIA SOCIALISTI
Netta vittoria in Grecia, secondo i primi exit polls, del partito socialista di opposizione Pasok che avrebbe tra il 37% e il 39% alle elezioni per il Parlamento europeo. Il partito conservatore Nuova Democrazia (Nd) del premier Costas Karamanlis avrebbe tra il 30,5% e il 33%.

DANIMARCA, EXIT POLL: AVANTI ESTREMA DESTRA-SINISTRA
In Danimarca, paese con 13 seggi al parlamento europeo, avanzano, secondo gli exit poll, due partiti agli estremi degli schieramenti di destra e di sinistra: il partito del Popolo Danese, nazionalista e xenofobo, e il Partito del Popolo Socialista. Entrambi conquisterebbero un seggio in piu' ottenendone rispettivamente 2, con il 15,1% dei voti il primo e il 15% il secondo.
I socialdemocratici sono in forte calo ma resterebbero il primo partito del paese con il 22,3% e 4 seggi. La coalizione di governo liberali-conservatori otterrebbero il primo il 20,8% e il secondo l'11,6% mantenendo il primo tre seggi e il secondo uno.
Il Movimento del Popolo contro l'UE manterrebbe il suo unico seggio, con un 7% di voti.
Nessun seggio verrebbe assegnato, secondo gli exit poll, ai radicali, al Movimento di Giugno e ad Alleanza liberale.

SORPRESE E AVANZATA DESTRA IN CENTRO EUROPA
Parecchie sorprese dall'Europa centro-orientale alle europee oggi, con trend comuni nella maggior parte dei Paesi: bassa affluenza e, in generale,avanzata della destra e estrema destra, in primo luogo in Ungheria.
AUSTRIA - Il primo posto e' stato a sorpresa conquistato dal partito junior nella grande coalizione al governo a Vienna, la Oevp (popolari), col 29,7% davanti ai socialdemocratici (Spoe) del cancelliere Werner Faymann al 23,8%, il peggior risultato dal 1945. Al terzo posto e' arrivato l'eurodeputato ribelle Hans-Peter Martin col 17,9% e al quarto l'estrema destra Fpoe che ha raddoppiato il risultato con il 13,1%. Verdi al quinto in calo al 9,5% e estrema destra Bzoe al 4,7% sotto la soglia del 5%. L' affluenza e' stata del 42,42%.
UNGHERIA - Affermazione plebiscitaria dell'opposizione di destra Fidesz, dell'ex premier Viktor Orban che con ogni probabilita' riconquistera' l'incarico alle prossime politiche, arrivata al 56,37% e con 14 dei 22 deputati ungheresi al Pe. Forte successo anche del partito xenofobo di estrema destra Jobbik che dal nulla conquista il 14,77% dei voti e tre seggi. Batosta invece per i socialisti Mszp al governo che ottengono il 17,38% e quattro seggi a Strasburgo. Il Foro democratico Mdf arriva al 5,3% e un seggio. L'affluenza era 36,3%.
ROMANIA - Le ultime proiezioni indicano un testa a testa dei due partiti della coalizione di governo: il partito democratico liberale Pdl (Ppe) al 30,5% e i socialdemocratici al 30,8%. Al contempo viene registrata un'avanzata della destra, col partito nazionalista Grande Romania (Prm) che ha conquistato i 7,2% e almeno due seggi. Record negativo di affluenza al 27,21%. Chance di farcela a strappare un seggio anche la bella figlia del presidente Traian Basescu, Elena Basescu, ex modella, 29 anni, che ha conquistato come indipendente il 3,5%.
BULGARIA - Nessuna sorpresa dal Paese balcanico: come nelle previsioni ha vinto il partito Gerb del sindaco di Sofia Boyko Borissov con il 25,26% e cinque dei 17 seggi in quota bulgara. Al secondo posto i socialisti del premier Serghei Stanishev col 18% e quattro seggi, seguiti dal partito della minoranza turca Mdl col 17,2% e 3-4 seggi. Il partito nazionalista Ataka si conferma al 10,1% e due seggi mentre la Coalizione azzurra, di destra, arriva al 7,4% ed conquista per la prima volta con un seggio. Il partito dell'er Re Simeone Ndsv (centro destra) ottiene il 7,1% e un seggio. L'affluenza era del 37,73%. In margine al voto ci sono stati peraltro arresti per compravendita di voti.
REPUBBLICA CECA - In dirittura d'arrivo del suo turbolento semestre di presidenza dell'Ue, ha vinto il partito conservatore Ods (Civici democratici) dell'ex premier silurato Mirek Topolanek col 28,82%. Al secondo i socialdemocraitci (Cssd) col 24,59%, seguiti da comunisti (Kscm) col 15,5% e i popolari (Kdu-Csl) con l'8%. I seggi sono 22, l'affluenza era 26,3%.
SLOVACCHIA - Vincitore e' il partito socialdemocratico Smer del premier Robert Fico con il 32,02% e cinque seggi su 13 in tutto. Seguono lo Sdku (cristiano democratici) col 16,99% e due seggi, il Smk (minoranza magiara) col 11,34% e due seggi, il Kdh (cristiano democratici) col 10,87% e due seggi, l'Hzds (movimento per la Slovacchia democratica)con l'8,98% e un seggio e lo Sms (nazionalisti) 5,55% e un seggio. L'affluenza era del 19.64%.
POLONIA - Nel maggiore dei nuovi membri Ue si conferma una vittoria del partito liberale del premier Donald Tusk Po con il 45,3%, seguito da quello conservatore all'opposizione Pis dei gemelli Kaczynski al 29,5%, dall'Alleanza della sinistra democratica con l'Unione del pavoro (Sld-Up) col 12% e il Partito dei contadini Psl col 7,9%. Affluenza: 27,4%.

PAESI BALTICI, DOPO CRISI VOTO ANTI-GOVERNO
Dopo una campagna elettorale dominata dalla pesante crisi economica, i Paesi baltici maggiormente colpiti hanno mandato un segnale forte ai propri governanti, preferendogli l'opposizione. Di seguito i risultati di ognuno dei tre Paesi, indipendenti dal 1991 dopo 50 anni di dominazione sovietica.
ESTONIA. Gli 1,08 milioni di elettori hanno accordato la vittoria al più grande partito di opposizione, il liberale Eesti Keskerakond (26%, 3 seggi), che trionfano sui liberali al governo e sui socialdemocratici in caduta libera. Dei sei seggi estoni, 3 vanno quindi al Keskerakond, uno ai liberali, uno ai socialdemocratici e uno ad un candidato indipendente, Indrek Tarand, ex viceministro degli esteri ora anchorman tv.
LETTONIA. Con un'affluenza record per il Paese (53%, ovvero +11,6% del 2004) vince la destra del Pilsoniska Savienibas con il 24,3% dei voti, ma per la prima volta nella storia della Lettonia indipendente è un partito russo a fare incetta di seggi arrivando secondo. A Saskanias Centrs, coalizione di partiti che rappresentano la minoranza russa, è andato il 16,7% dei voti, espressione di quei cittadini delusi dal Governo e dalle sue leggi restrittive sulla cittadinanza ai russi. Grazie a tale risultato, Alfreds Rubiks, l'ultimo leader della Lettonia sovietica, incarcerato per aver tentato di rovesciare il primo governo democratico, e Ivars Godmanis, leader dell'indipendenza del Paese, siederanno insieme al Parlamento europeo. Il partito del premier popolare Valdis Dombrovskis, Jaunais Laiks, è solo sesto.
LITUANIA. Bassa l'affluenza alle urne: solo il 20,57% dei cittadini lituani si è presentato ai seggi. Primo è il partito conservatore del premier Andrius Kubilius, con il 26% dei voti che gli valgono 4 dei 12 seggi del Parlamento Ue. Al secondo posto i socialdemocratici con il 18,99% dei voti e tre seggi. Seguono i partiti più piccoli: Ordine e giustizia, con il 12,55%, e due seggi, mentre si sono aggiudicati un seggio ciascuno il partito della minoranza polacca, il Labor Party e i liberali.

CIPRO; VINCE CENTRO-DESTRA, COMUNISTI SECONDI
Con il 35,65% delle preferenze il partito Adunata Democratica (Disy, centro-destra) si e' aggiudicato la vittoria alle elezioni europee svoltesi a Cipro, rinnovando il successo delle consultazioni del 2004 in cui ottenne il 28.23%. Dei sei eurodeputati ciprioti (quattro uomini e due donne), due sono del Disy, due del partito al governo Akel (Partito dei lavoratori, comunista), uno del Partito Democratico (Diko, centro) e uno del Partito Edek (socialdemocratico). Per il Disy si e' riconfermato Ioannis Kassoulides, 61 anni, ex ministro degli Esteri, e con lui e' stata eletta Eleni Theocharus, 56 anni, medico e parlamentare. Per l'Akel, che ha ottenuto il 34.90 delle preferenze (27.89% nel 2004), andranno a Bruxelles Kyriakos Triantaphillides, 65 anni - al secondo mandato - e Takis Chatzigeorgiou, 53 anni, deputato. L'europarlamentare del Diko (che ha avuto il 12.28% contro il 17.09% del 2004) e' Antigoni Pericleous Papadopoulou, 55 anni, chimica e deputata, e quello dell'Edek (9.85% delle preferenze contro il 10.79% del 2004) e' Kyriacos Mavronicolaos, 54 anni, oftalmologo e vice presidente del partito. Gli aventi diritto al voto erano 526.060 (di cui circa 1.300 turco-ciprioti) e 6.458 cittadini europei da 23 Paesi. Insolitamente molto bassa l'affluenza alle urne che e' stata solo del 41.12% contro il 71.19% del 2004.
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 00:24:09, in Estero, linkato 960 volte)
sabato 6 giugno 2009, ore 08.36

Volo Air France: sanzioni contro gli avvocati "avvoltoi"

Oltre al dolore i familiari e i parenti delle vittime del volo Air France AF477 Rio-Parigi devono sopportare anche l’assalto degli avvocati, che da giorni li assillano offrendo le loro prestazioni professionali in previsione di future battaglie legali per i risarcimenti.

L’attività dei legali brasiliani (ma non solo) deve essere stata particolarmente intensa e fastidiosa, tanto da provocare l’intervento del presidente dell' Ordine Brasiliano degli avvocati Wadih Damous, che si è detto pronto a sanzionare pesantemente i legali che da giorni continuano a telefonare e a bussare alle porte dei familiari dei passeggeri dell' Airbus dell' Air France.

Il monito non riguarda però i soli avvocati brasiliani. Damous precisa infatti che è pronto a deferire agli ordini professionali dei rispettivi paesi gli avvocati che superassero i limiti della deontologia professionale.


NB: quella gente ha urgentissimo bisogno di affidarsi ad un esercito di avvocati, ma anche di una forte azione di governo. Perché il Brasile si tiene il nostro ex Brigatista, salvandolo da una condanna per reati comuni quali l'omicidio e la rapina, ma dato che le ricerche sono dispendiose non farà quel che deve per il volo Air France.
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Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 03:05:50, in Estero, linkato 2150 volte)



الجمعيات الإيطالية للفنانين الرافضين للحرب

جمعية أرغون

اتحاد أساتذة القانون من أجل فلسطين

تندد شبكة الفنانين:

باستغلال مؤسسة باصّو و لويزا مورغانتيني -لأهداف انتخابية- للمشروع الذي ترعاه الشبكة، ألا وهو الإبلاغ عن جرائم الحرب الإسرائيلية أمام المحكمة الجنائية الدولية والمبادرة الإيطالية الخاصة بمحاكم القانون <الوطني دفاعا عن الفلسطينيين.

إن العمل غير اللائق وغير الشعبي لنائبة برلمانية أوروبية، التي تسيء استخدام الأموال والسلطة، من أجل حرمان المجتمع المدني من أسمى أعماله، لهو عار حقيقي أمام حركة المجتمع الدولي بأسره.

إن فرض رمز حزبي بالقوة عمل يثير الاستنكار لاسيما عندما يتعلق الأمر بحقوق الشعب الفلسطيني نفسه.

إنه عرض عام للفساد الايطالي الخالص الذي يلهث وراء مقعد في البرلمان الأوروبي، لنفسها أو لمرشحين آخرين، بينما هناك شعب يعاني من إبادة جماعية منذ 60 عاما ومن بناء جدار ارتفاعه 8 أمتار ومن كل الهجمات الحربية أحادية الجانب من قبل قوة استعمارية أجنبية.

إن تجريد المجتمع المدني من مبادراته عمل غير شعبي إذا جاء من محكمة الشعوب، ويتنافى مع الجذور الثقافية والأخلاقية والنظام الأساسي لمؤسسة ليليو باصّو.

والآثار العتيقة لمحكمة رسل Russel لن تقدم لفلسطين سوى الكلمات، كما حدث مع العراق، الأمر الذي سيؤدي إلى حدوث انقسامات بديهية في المجتمع المدني.

إن حق الشعب الفلسطيني، الذي ينبغي أن يمارس داخل قاعات العدالة الوطنية والدولية، يتطلب بدءا من اليوم أوسع مشاركة سياسية وثقافية ممكنة في إيطاليا والخارج. فهنالك حاجة لمشاركة اجتماعية تتضافر فيها التشكيلات السياسية لليسار والوسط واليمين، وإن اختزالها داخل رمز حزب واحد خطأ أخلاقي غير مقبول.

وحتى يكون هناك قاض حقيقي للشعب الفلسطيني فمن الضروري، إضافة إلى ذلك، أن يكون هناك مجتمعا مدنيا نظيفا حقا يضفي المسئولية المعنوية على جميع نوابه البرلمانيين وكذلك أبرز ممثلي الديانات الكبرى.

إن شبكة جمعيات الفنانين، التي تضم فناني إيطاليا الرافضين للحرب، شاهد واقعي داخل الوطن وخارجه على تضامنها المتواصل مع الشعوب وعلى الاحترام والدفاع عن الحريات السياسية والاجتماعية والدينية لكل إنسان.

لقد كنا أول من تحدث عن حق الشعوب في المقاومة الذي تنص عليه المعاهدات الدولية وقتما كان هذا المفهوم مجهولا في إيطاليا، غير أننا لا نرغب في أن نوصف بالحزبيين المناوئين للاكليروس: صونا لاحترام وكرامة جميع ممثلينا في إيطاليا وفي العالم ممن ينتمون لأديان مختلفة: المسلمون، واليهود الإسرائيليون، والبوذيون، والمسيحيون الكاثوليك، والبروتستانت والمورمون.

>بالنسبة لنا كل امرئ متساو مع غيره، ويتم الحكم عليه فقط على أساس أعماله ضد الآخرين.

ولا بد أن يكون الجميع سواسية أمام القانون.

موني اوفاديا: مساواة زائفة في النفاذية إلى الاعلام

إن توجيه الدعوة لذلك الفنان يعتبر استبدال شخص بشخص آخر، باسم مبدأ المساواة -غير الموجودة- في النفاذية إلى الإعلام، لم يكن متاحا للمدنيين الفلسطينيين في غزة، وذلك بغرض التغطية على استبعاد الفنانين الإيطاليين، رغم وجود علاقات سابقة وموثقة لهم مع أمانة القسم الدولي في مؤسسة باصّو.

إضافة إلى ذلك، فإن موني أوفاديا لم يوقع مطلقا على أي نداء من النداءات الكثيرة للفنانين الرافضين للحرب والتي ترجمت إلى 9 لغات، على عكس فنانين أمثال باولو بيللي، مانو تشاو و آخرين من مجموعة داريو فو.

وهو لا يمثلنا.

استبدال شخص بآخر يبدو وكأنه ذرا للرماد في العيون لخداع المحامي الفرنسي ديفرز، الممثل القانوني لجمعيتنا ولـ 430 جمعية أخرى في العالم، ولاستغلال مردود الصحافة المحايدة الذي حققته مبادرة الفنانين المناوئين للحرب في ايطاليا أمام المحكمة الجنائية الدولية.

لقد أضربت لوريدانا موراندي، المتحدثة باسم شبكة الفنانين عن الطعام.

إضراب عن الطعام سينتهي فقط من خلال توضيح عام ومتفق عليه واستعادة نهج العمل السليم من جانب مؤسسة باصّو، التي نأمل ألا تكون راغبة في أن تضع نفسها – بغير اسم الثقافة فقط- قبل الجمعيات والمنظمات غير الحكومية التي أقامت دعوى أمام المحكمة الجنائية الدولية من أجل الشعب الفلسطيني.

Network of Artists Against War Italia

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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 04:09:56, in Estero, linkato 2245 volte)
Mentre le grandi società di informatica, IBM e compagni, propongono contratti miliardari agli hacker più famosi del pianeta a seguito delle loro performance; e mentre il Presidente degli Stati Uniti dichiara che anche il suo sito web è attaccato dagli hacker...

L'Italia, questa sprovveduta, sembra in perfetta controtendenza mentre affronta il difficile processo dell'informatizzazione della Giustizia ed è coadiuvata da aziende, che assumono personale usa e getta imponendo la passerella dei volti nuovi negli uffici giudiziari.

L'informatizzazione è una cosa seria, anzi serissima, da gestire oculatamente e da affidare a personale realmente preparato e affidabile, meglio se consolidato e già conosciuto, oppure piangeremo successivamente. Al primo hacker di passaggio ...

Di seguito uno stralcio dell'articolo contenente le dichiarazioni di Obama.

L.M.


Obama lancia la cyberguerra.
Sfida agli hackers planetari


Uno 'zar' della sicurezza digitale coordinerà dalla Casa Bianca la controffensiva contro gli hackers planetari, per proteggere in particolare l'economia americana. E uno specifico comando militare presto sarà pronto a lanciare dal Pentagono guerre su campi di battaglia informatici. È il doppio fronte per la difesa del cyberspazio che il presidente Barack Obama ha deciso di spingere più in alto tra le priorità della sua amministrazione.

Gli attacchi di cyberterrorismo alle reti digitali sono «una delle minacce più serie alla sicurezza nazionale americana», ha detto Obama, in un discorso alla Casa Bianca nel quale ha rivelato tra l'altro che i network militari e della sicurezza statunitensi

«sono costantemente sotto attacco».

Ma non sono solo le grandi infrastrutture e le reti top secret a essere minacciate. Milioni di americani sono vittime di furti di indentità e fenomeni di hackerismo, e Obama ha raccontato, per la prima volta nei dettagli, come anche il sito della sua campagna elettorale lo scorso anno sia finito per mesi sotto attacco. Tra agosto e ottobre i pirati informatici hanno messo le mani su documenti politici e piani di viaggio.
Ricordando l'importanza che Internet ha avuto nella sua campagna elettorale, Obama ha sottolineato che l'episodio è stato «un potente promemoria del fatto che uno dei nostri maggiori punti di forza, cioè l'abilità a comunicare, poteva essere anche una delle nostre maggiori vulnerabilità».

Gli Usa, secondo il presidente, hanno bisogno di migliorare le loro difese in questo campo, per proteggere le infrastrutture civili e militari, i canali sui quali avvengono le maggiori operazioni economiche, ma anche gli strumenti di comunicazione della gente comune. «Il cyberspazio - ha affermato Obama - è un mondo da cui dipendiamo ogni giorno. È fatto dei nostri computer, del software, dei cellulari, dei Blackberry che sono diventati parte del tessuto della nostra quotidianità».

segue su L'Unità online
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2009 @ 02:15:48, in Estero, linkato 1068 volte)
Rammento ai miei lettori che, nonostante io stia visibilmente lavorando tanto come volontario nel mondo della Giustizia, sono in sciopero della fame per protesta contro le strumentalizzazioni operate sulla denuncia internazionale contro i crimini di Israele a Gaza durante il bombardamento di 22 giorni.

Chi mi conosce sa che io dico sempre la verità, tutta la verità. Stante la Fondazione Basso abbia ricevuto via fax la lettera in lingua italiana (26 maggio ore 10:17), da me anticipata nei contenuti al presidente della sezione internazionale al telefono, nessuna risposta ci è pervenuta.

Il dott. Senesi probabilmente non è stato neppure informato dalla segreteria, della scelta all'ultimora di un hunger strike. Idem la Paciotti. Responsabilità di Tognoni, con il quale, inoltre, avevamo avuto rapporti in precedenza e che non ci ha degnati neppure di una telefonata, durante l'organizzazione del convegno pre-elettorale.

Oggi sarà trasmesso via fax il testo in lingua araba.

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Di Loredana Morandi (del 26/05/2009 @ 02:58:40, in Estero, linkato 1217 volte)
2009-05-19 08:31

Studio, deputati Italia i più pagati e assenteisti

ROMA - Tra i membri del parlamento europeo, i rappresentanti italiani sono i più pagati ma anche i più assenteisti. E' quanto sostiene una ricerca condotta dalla London School of Economics (Lse) e pubblicata oggi dal Times nella sua versione online.

Secondo lo studio, ognuno degli attuali 78 eurodeputati italiani (saranno 72 dopo le elezioni europee del prossimo giugno) guadagna 134.291 euro all'anno e sono così i meglio pagati tra tutti i rappresentati espressi dai 27 paesi membri dell'Ue.

Gli italiani risultano tuttavia ultimi in classifica per presenze: alle sessioni dell'assemblea a Bruxelles e Strasburgo hanno partecipato in media al 72% delle sedute negli ultimi cinque anni, marcando un distacco di oltre 20 punti dai primi della lista, gli austriaci, che nel quinquennio che sta per concludersi hanno avuto una partecipazione del 93%, seguiti da estoni, finlandesi, slovacchi e polacchi presenti al 92% delle sessioni. Gli austriaci sono anche gli eurodeputati al secondo posto per compenso, con 110.670 euro all'anno.


L'Articolo citato

From The Times - May 16, 2009

Italian MEPs top Eurolist of representatives best paid for least work

David Charter in Brussels

Throwing cash at elected representatives will not make them behave any better, the European experience suggests. The worst attendance record at the European Parliament has gone to the highest-paid MEPs - the Italians - research showed yesterday.

The 78 Italians each earn €134,291 (£120,000) a year but came bottom of the 27 EU nations for turning up in Brussels and Strasbourg, appearing at 72 per cent of sittings over the past five years.

This was more than 20 percentage points worse than the best attenders - the Austrian MEPs - who attended an average of 93 per cent of parliamentary sessions each, followed by 92 per cent for the Estonians, Finns, Slovaks and Poles. Austrian MEPs are the second-best paid in the EU, on €110,670 a year.

British MEPs had an 86 per cent appearance record, 17th out of 27 over the course of the 2004-09 European Parliament, according to an analysis by VoteWatch.eu, run by the London School of Economics and other European academics.

MEPs earned the same as their national MPs in the last parliament, a practice that will change after the European elections, when new members will earn €88,952, although existing members can continue on their old pay deal.

Attendance in the European Parliament is encouraged by a per diem allowance for MEPs who sign in for €287 a day. This is intended to cover meals and hotels, but over the 298 days in the last annual session could boost an MEP's income by €85,526.

The worst attendance record of any British MEP was held by Robert Kilroy-Silk, the former television presenter who was elected for the UK Independence Party in 2004 but left to form his own party, Veritas, and then left that to become an Independent. He went to 54 per cent of sittings, placing him 774th out of the 777 MEPs.

He came top for the number of written questions with 1,921, including his memorable allegation that Marks & Spencer used mirrors to distort women's body shapes to make them look slimmer. M&S rejected the allegation. Mr Kilroy-Silk will not be standing again.

The statistics also record voting trends, showing that Conservative MEPs voted against the line of the main centre-right grouping 25 per cent of the time, while Labour MEPs defied the Party of European Socialists in just 8 per cent of votes.
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Di Loredana Morandi (del 24/05/2009 @ 11:54:35, in Estero, linkato 1712 volte)


Riunione Ministeriale G8 Giustizia e Interno

Roma 29 - 30 maggio 2009



Ai lavori, che si svolgeranno a Roma il 29-30 maggio, si discuterà di criminalità organizzata, temi migratori, sicurezza urbana e lotta al terrorismo


Venerdì 29 e sabato 30 maggio, si svolgerà a Roma, presso il Centro Conferenze Internazionali “Alcide De Gasperi” (sito in via Pier della Francesca, n. 3) la riunione dei Ministri G8 della Giustizia e dell’Interno, che sarà presieduta dai Ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni.

Alla riunione parteciperanno le 16 rappresentanze degli Stati membri e, come invitati, anche:

il Commissario Europeo, Jacques Barrot, il Segretario Generale di Interpol, Ronald Noble, il Direttore esecutivo UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) Antonio Maria Costa, il Direttore UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) Sandro Calvani, e i Ministri dell’Interno e della Giustizia della Repubblica Ceca, (Paese Presidente di turno dell’Unione Europea).

I lavori saranno articolati in tre sessioni.

Venerdì 29 maggio, alle ore 10.00, dopo il saluto di benvenuto del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni e del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inizierà la prima sessione: ”Criminalità organizzata”, nel corso della quale si discuterà di lotta alle consorterie criminali transnazionali, con una particolare attenzione all’aggressione ai patrimoni criminali e alle prospettive della cooperazione internazionale.

Si parlerà anche dei diversi aspetti del cybercrime e di come combattere il fenomeno della pedopornografia on line.

Alle ore 15,00, nella seconda sessione: ”Temi migratori”, verranno affrontate le problematiche legate all’immigrazione illegale, alla tratta di esseri umani e all’integrazione degli immigrati nelle società di destinazione.

Alle ore 17.30, presso l’Aula Magna della Cassazione, in piazza Cavour, sarà dedicato uno specifico spazio di riflessione alla memoria di Giovanni Falcone, nel decennale dell’avvio dei negoziati che portarono all’adozione della Convenzione di Palermo, primo e unico strumento a carattere universale di cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale.

Sabato 30 maggio si terrà la terza sessione articolata in due momenti:

il primo, alle ore 9.30, dedicato al tema: ”Sicurezza urbana”, problema affrontato per la prima volta dal G8 in considerazione della crescente sensibilità internazionale verso le tematiche del rapporto tra dimensione urbana, sicurezza e qualità della vita dei cittadini;

il secondo, alle ore alle 10.45, dedicato al tema: ”Lotta al terrorismo”, con particolare riferimento alla sua evoluzione su scala internazionale e ai possibili sviluppi della cooperazione antiterrorismo.

Alle ore 13.00, a conclusione dei lavori, si terrà una conferenza stampa.

Fonte comunicato stampa
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Di Loredana Morandi (del 24/05/2009 @ 09:52:46, in Estero, linkato 1209 volte)
English version


The Italian Associations joining to Artists Against War

Association Argon

Union of Lawyers for Palestine

The Net of Artists declares:


The instrumentalization for electoral aims by the Foundation Basso and  Luisa Morgantini of her project,  the complaint of the war crimes of Israel in front of the International Penal Court and the Italian initiative about the courts of national rights for the defense of Palestineans.
 
The unfair behaviour of an European parlamentarian, who makes misuse of money and power, to defraud the civil society of its highest actions. A real shame in front of the international movement.
 
Scorn arises against the imposing a single political party when the matter is the defense of the rights of the Palestinean people.
 
A public exposure of the peculiar Italian corruption in trying to get a seat in the European Parliament, for herself or for other candidates, while a population is suffering for the genocide since 60 years, a wall 8 meters high and for unilateral attacks of a foreign colonialistic power.
 
An antipopular action coming from the Tribunal of the Peoples, the action of cutting out civil society from its initiatives, which repudiates the cultural, moral and statutarian roots of the Foundation Lelio Basso.
 
The old traces of the Russel's Tribunal will make only words for Palestine, producing, like in Iraq, deep splits in the civil society.
 
The rights of the Palestinean people to demand in national and international courts, requires immediately the largest cultural and political participation in Italy and abroad. A social unity involving parties of the left, the centre and the right is necessary, and it's not acceptable to restrict it in a single party.
 
In order to have a real judge for the Palestinean people, it's necessary to have a really honest civil society, which makes every parlamentarian embrace moral responsibility and interesting the representatives of the main religions too.
 
The net of the associations of artists forming Artists Against War Italy, is the witness, in Italy and abroad, of solidarity to peoples, of the respect and the defense of the political, social and religious freeedom of every human beeing.
 
We have been the first who talked about the right of resistance of the peoples, as sanctioned by the international agreements, when this concept was unknown in Italy, but we don't want to be labeled as the anticlericals of the party: for the respect and the dignity of our representatives in Italy and in the rest of the world embracing different religions: muslims, yewish, buddhists, christians-catholics, protestants and mormones.
 
For us every human beeing is equal and must be judged only for his actions against other human beeings.
 
The law must be equal for all citizens.
 
Moni Ovadia: the false parcondicio.
 
The invitation of the artist is litterally a substitution of person, in the name of an unexisting parcondicio which the Palestineans of Gaza couldn't have, to cover the eviction of Italian artists basing on the previous reports of the secretarial of international section of the Basso Foundation.
 
Also, Moni Ovadia has never joined the appeals of Artists Against War, translated into 9 languages, while artists like Paolo Belli, Manu Chao and Dario Fo have done it.
 
And he doesn' t represent us.
 
A substitution of person which is like smoke in the eyes to deceive the French lawyer Devers, legal representative of our association and of other 430 associations in the world, and exploit the results of the  impartial press obtained by the initiative of Artists Against War Italy concerning the International Penal Court.
 
Loredana Morandi, spokeswoman of the Net of Artists,  is in hunger strike, also as consequence of actions of mobbing by the secretary's office of Luisa Morgantini, well known to Senesi, the president of the international section of the Basso Foundation.
 
The hunger strike will finish exclusively stop obtaining a public agreed explanation (or clarification) and regaining correctness in the acting coming from Foundation Basso, that we hope doesn't want to push itself toward, in name of the mere culture, to the Associations and the Ongs constituted in Right in front of the International Penal Court for the Palestinian People.

Network of Artists Against War Italia

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