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La giustizia fa onore ad una nazione, ma il peccato segna il destino dei popoli.

Proverbi, 14, 34
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Questo è il documento ufficiale.

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

LETTERA CIRCOLARE 
PER AIUTARE LE CONFERENZE EPISCOPALI
 NEL PREPARARE LINEE GUIDA
PER IL TRATTAMENTO DEI CASI DI ABUSO SESSUALE
NEI CONFRONTI DI MINORI DA PARTE DI CHIERICI


3 maggio 2011

Tra le importanti responsabilità del Vescovo diocesano al fine di assicurare il bene comune dei fedeli e, specialmente, la protezione dei bambini e dei giovani, c’è il dovere di dare una risposta adeguata ai casi eventuali di abuso sessuale su minori commesso da chierici nella sua diocesi. Tale risposta comporta l’istituzione di procedure adatte ad assistere le vittime di tali abusi, nonché la formazione della comunità ecclesiale in vista della protezione dei minori. Detta risposta dovrà provvedere all’applicazione del diritto canonico in materia, e, allo stesso tempo, tener conto delle disposizioni delle leggi civili.

I. Aspetti generali:

a) Le vittime dell’abuso sessuale:

La Chiesa, nella persona del Vescovo o di un suo delegato, deve mostrarsi pronta ad ascoltare le vittime ed i loro familiari e ad impegnarsi per la loro assistenza spirituale e psicologica. Nel corso dei suoi viaggi apostolici, il Santo Padre Benedetto XVI ha dato un esempio particolarmente importante con la sua disponibilità ad incontrare ed ascoltare le vittime di abuso sessuale. In occasione di questi incontri, il Santo Padre ha voluto rivolgersi alle vittime con parole di compassione e di sostegno, come quelle contenute nella sua Lettera Pastorale ai Cattolici d’Irlanda (n.6): "Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata."

b) La protezione dei minori:

In alcune nazioni sono stati iniziati in ambito ecclesiale programmi educativi di prevenzione, per assicurare "ambienti sicuri" per i minori. Tali programmi cercano di aiutare i genitori, nonché gli operatori pastorali o scolastici, a riconoscere i segni dell’abuso sessuale e ad adottare le misure adeguate. I suddetti programmi spesso hanno meritato un riconoscimento come modelli nell’impegno per eliminare i casi di abuso sessuale nei confronti di minori nelle società odierne.

c) La formazione di futuri sacerdoti e religiosi:

Nel 2002, Papa Giovanni Paolo II disse: "Non c’è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani" (n. 3, Discorso ai Cardinali Americani, 23 aprile 2002). Queste parole richiamano alla specifica responsabilità dei Vescovi, dei Superiori Maggiori e di coloro che sono responsabili della formazione dei futuri sacerdoti e religiosi. Le indicazioni fornite nell’Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis, nonché le istruzioni dei Dicasteri competenti della Santa Sede, acquistano una crescente importanza in vista di un corretto discernimento vocazionale e di una sana formazione umana e spirituale dei candidati. In particolare si farà in modo che essi apprezzino la castità e il celibato e le responsabilità della paternità spirituale da parte del chierico e possano approfondire la conoscenza della disciplina della Chiesa sull’argomento. Indicazioni più specifiche possono essere integrate nei programmi formativi dei seminari e delle case di formazione previste nella rispettiva Ratio institutionis sacerdotalis di ciascuna nazione e Istituto di vita consacrata e Società di vita apostolica.

Inoltre, una diligenza particolare dev’essere riservata al doveroso scambio d’informazioni in merito a quei candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono da un seminario all’altro, tra diocesi diverse o tra Istituti religiosi e diocesi.

 d) L’accompagnamento dei sacerdoti:

1. Il vescovo ha il dovere di trattare tutti i suoi sacerdoti come padre e fratello. Il vescovo curi, inoltre, con speciale attenzione la formazione permanente del clero, soprattutto nei primi anni dopo la sacra Ordinazione, valorizzando l’importanza della preghiera e del mutuo sostegno nella fraternità sacerdotale. Siano edotti i sacerdoti sul danno recato da un chierico alla vittima di abuso sessuale e sulla propria responsabilità di fronte alla normativa canonica e civile, come anche a riconoscere quelli che potrebbero essere i segni di eventuali abusi da chiunque compiuti nei confronti dei minori;

2. I vescovi assicurino ogni impegno nel trattare gli eventuali casi di abuso che fossero loro denunciati secondo la disciplina canonica e civile, nel rispetto dei diritti di tutte le parti;

3. Il chierico accusato gode della presunzione di innocenza, fino a prova contraria, anche se il vescovo può cautelativamente limitarne l’esercizio del ministero, in attesa che le accuse siano chiarite. Se del caso, si faccia di tutto per riabilitare la buona fama del chierico che sia stato accusato ingiustamente.

e) La cooperazione con le autorità civili:

L’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile. Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale. Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche.

II. Breve resoconto della legislazione canonica in vigore concernente il delitto di abuso sessuale di minori compiuto da un chierico:

Il 30 aprile 2001, Papa Giovanni Paolo II promulgò il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela [SST], con il quale l’abuso sessuale di un minore di 18 anni commesso da un chierico venne inserito nell'elenco dei delicta graviora riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede [CDF]. La prescrizione per questo delitto venne fissata in 10 anni a partire dal compimento del 18° anno di età della vittima. La normativa del motu proprio vale sia per i chierici Latini che per i chierici Orientali, sia per il clero diocesano che per il clero religioso.

Nel 2003, l’allora Prefetto della CDF, il Card. Ratzinger, ottenne da Giovanni Paolo II la concessione di alcune facoltà speciali per offrire maggiore flessibilità nelle procedure penali per i delicta graviora, fra cui l’uso del processo penale amministrativo e la richiesta della dimissione ex officio nei casi più gravi. Queste facoltà vennero integrate nella revisione del motu proprio approvata dal Santo Padre Benedetto XVI il 21 maggio 2010. Nelle nuove norme, la prescrizione è di 20 anni, che nel caso di abuso su minore, si calcolano a partire dal compimento del 18° anno di età della vittima. La CDF può eventualmente derogare alla prescrizione in casi particolari. Venne anche specificato il delitto canonico dell’acquisto, detenzione o divulgazione di materiale pedopornografico.

La responsabilità nel trattare i casi di abuso sessuale nei confronti di minori spetta in un primo momento ai Vescovi o ai Superiori Maggiori. Se l’accusa appare verosimile, il Vescovo, il Superiore Maggiore o il loro delegato devono condurre un’indagine preliminare secondo il can. 1717 CIC, il can. 1468 CCEO e l’art. 16 SST.

Se l’accusa è ritenuta credibile, si richiede che il caso venga deferito alla CDF. Una volta studiato il caso, la CDF indicherà al Vescovo o al Superiore Maggiore i passi ulteriori da compiere. Al contempo, la CDF offrirà una guida per assicurare le misure appropriate, sia garantendo una procedura giusta nei confronti dei chierici accusati, nel rispetto del loro diritto fondamentale per la difesa, sia tutelando il bene della Chiesa, incluso il bene delle vittime. E’ utile ricordare che normalmente l’imposizione di una pena perpetua, come la dimissio dallo stato clericale, richiede un processo penale giudiziale. Secondo il diritto canonico (cf. can. 1342 CIC) gli Ordinari non possono decretare pene perpetue per mezzo di decreti extragiudiziali; a questo scopo devono rivolgersi alla CDF, alla quale spetterà il giudizio definitivo circa la colpevolezza e l’eventuale inidoneità del chierico per il ministero, nonché la conseguente imposizione della pena perpetua (SST Art. 21, §2).

Le misure canoniche applicate nei confronti di un chierico riconosciuto colpevole dell’abuso sessuale di un minorenne sono generalmente di due tipi: 1) misure che restringono il ministero pubblico in modo completo o almeno escludendo i contatti con minori. Tali misure possono essere accompagnate da un precetto penale; 2) le pene ecclesiastiche, fra cui la più grave è la dimissio dallo stato clericale.

In taluni casi, dietro richiesta dello stesso chierico, può essere concessa pro bono Ecclesiae la dispensa dagli obblighi inerenti allo stato clericale, incluso il celibato.

L’indagine preliminare e l’intero processo debbono essere svolti con il dovuto rispetto nel proteggere la riservatezza delle persone coinvolte e con la debita attenzione alla loro reputazione.

A meno che ci siano gravi ragioni in contrario, il chierico accusato deve essere informato dell’accusa presentata, per dargli la possibilità di rispondere ad essa, prima di deferire un caso alla CDF. La prudenza del Vescovo o del Superiore Maggiore deciderà quale informazione debba essere comunicata all’accusato durante l’indagine preliminare.

Compete al Vescovo o al Superiore Maggiore il dovere di provvedere al bene comune determinando quali misure precauzionali previste dal can. 1722 CIC e dal can. 1473 CCEO debbano essere imposte. Secondo l’art. 19 SST, ciò deve essere fatto una volta iniziata l’indagine preliminare.

Va infine ricordato che, qualora una Conferenza Episcopale, salva l’approvazione della Santa Sede, intenda darsi norme specifiche, tale normativa particolare deve essere intesa come complemento alla legislazione universale e non come sostituzione di quest’ultima. La normativa particolare deve perciò essere in armonia con il CIC / CCEO nonché con il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (30 aprile 2001) così come aggiornato il 21 maggio 2010. Nel caso in cui la Conferenza decidesse di stabilire norme vincolanti sarà necessario richiedere la recognitio ai competenti Dicasteri della Curia Romana.

III. Indicazioni agli Ordinari sul modo di procedere:

Le Linee guida preparate dalla Conferenza Episcopale dovrebbero fornire orientamenti ai Vescovi diocesani e ai Superiori Maggiori nel caso fossero informati di presunti abusi sessuali nei confronti di minori, compiuti da chierici presenti sul territorio di loro giurisdizione. Tali Linee guida tengano comunque conto delle seguenti osservazioni:

a.) il concetto di "abuso sessuale su minori" deve coincidere con la definizione del motu proprio SST art. 6 ("il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni") , nonché con la prassi interpretativa e la giurisprudenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, tenendo conto delle leggi civili del Paese;

b.) la persona che denuncia il delitto deve essere trattata con rispetto. Nei casi in cui l’abuso sessuale sia collegato con un altro delitto contro la dignità del sacramento della Penitenza (SST, art. 4), il denunciante ha diritto di esigere che il suo nome non sia comunicato al sacerdote denunciato (SST, art 24);

c.) le autorità ecclesiastiche si impegnino ad offrire assistenza spirituale e psicologica alle vittime;

d.) l’indagine sulle accuse sia fatta con il dovuto rispetto al principio della privacy e della buona fama delle persone;

e,) a meno che ci siano gravi ragioni in contrario, già in fase di indagine previa, il chierico accusato sia informato delle accuse con l’opportunità di rispondere alle medesime;

f.) gli organi consultivi di sorveglianza e di discernimento dei singoli casi, previsti in qualche luogo, non devono sostituire il discernimento e la potestas regiminis dei singoli vescovi;

g.) le Linee guida devono tener conto della legislazione del Paese della Conferenza, in particolare per quanto attiene all’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili;

h.) in ogni momento delle procedure disciplinari o penali sia assicurato al chierico accusato un sostentamento giusto e degno;

i.) si escluda il ritorno del chierico al ministero pubblico se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità.

Conclusione:

Le Linee guida preparate dalle Conferenze Episcopali mirano a proteggere i minori e ad aiutare le vittime nel trovare assistenza e riconciliazione. Esse dovranno indicare che la responsabilità nel trattare i delitti di abuso sessuale di minori da parte dei chierici appartiene in primo luogo al Vescovo diocesano. Infine, le Linee guida dovranno portare ad un orientamento comune all’interno di una Conferenza Episcopale aiutando ad armonizzare al meglio gli sforzi dei singoli Vescovi nel salvaguardare i minori .

Dal Palazzo del Sant’Uffizio, 3 maggio 2011

William Cardinale Levada
Prefetto

+ Luis F. Ladaria, S.I.
Arcivescovo tit. di Thibica
Segretario

Copyright Edizioni Vaticane

Tutti gli approfondimenti


ABUSO SUI MINORI: LA RISPOSTA DELLA CHIESA


Modifiche introdotte nelle Normae de gravioribus delictis

 

Documenti pontifici

 

Altri documenti di supporto

  • Nota di Padre Federico Lombardi sugli abusi. Dopo la Settimana Santa, tenere la rotta (9 aprile 2010)

  • [Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo]

  •  
  • "The New York Times and Pope Benedict XVI: how it looks to an American in the Vatican" - Intervista del Cardinale William J. Levada (26.03.10)

  • [Inglese]

  •  
  • Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede al  riguardo del "Caso Murphy" (25.03.10)

  • [Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo]

  •  
  • Padre Lombardi sulla Lettera ai cattolici Irlandesi (20 marzo 2010)

  • [Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo, Tedesco]

  •  
  • Sintesi della Lettera del Santo Padre ai Cattolici d'Irlanda

  • [Francese, Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

  •  
  • Comunicato dell'Arcidiocesi di Monaco (13.03.10)

  • [Francese, Italiano, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

  •  
  • Nota del Direttore di Radio Vaticana (13.03.10)

  • [Italiano, Spagnolo]

  •  
  • Comunicato del Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (12.03.10)

  • [Inglese, Italiano, Portoghese, Spagnolo]

  •  
  • Intervento di S.E. Mons. Tomasi (10.03.10)

  • [Inglese, Italiano, Portoghese]

  •  
  • Dichiarazione dei Vescovi Tedeschi (25.02.10)

  • [Inglese]

  •  
  • Articolo S.E. Mons. Versaldi (14.03.10)

  • [Italiano, Portoghese, Spagnolo]

  •  
  • Articolo di Mons. Scicluna (13.03.10)

  • [Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo, Tedesco]

  •  
  • "The Procedure and Praxis of the Congregation for the Doctrine of the Faith regarding Graviora Delicta" - Mons. Charles J. Scicluna, Promotore di Giustizia

  • [Inglese]

  •  
  • Articolo di Mons. J.P. Beal sulla Crimen Sollicitationis (2007) – © Studia Canonica

  • [Inglese]

  •  
  • Traduzione privata della Crimen Sollicitationis (1962)

  • [Inglese]
  •  
    Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Loredana Morandi (del 16/04/2011 @ 08:58:58, in Estero, linkato 2200 volte)

    Una vera e propria rassegna stampa sull'assassinio di Vittorio Arrigoni è impossibile, soprattutto perché ovunque possono annidarsi alcune falsità. Vero che la Palestina abbia perso l'unica voce libera italiana e costante, e dava fastidio a coloro che bombardano la popolazione civile inerme. Perché, come diceva Luigi Einaudi: "Non c'è Giustizia dove non c'è Libertà". La situazione politica generale a Gaza, e personale del volontario, è descritta con la piena consapevolezza del "vivere nei territori" anche sul sito Terra Santa Libera a questo link. Ne consiglio senz'altro la lettura. L.M.

    Ucciso a Gaza il pacifista italiano

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    R.Es.

    Era un uomo umile, ricorda la madre, Egidia Beretta: «Sono orgogliosa di lui. Pensava a fare del bene a quella gente, si sentiva palestinese e viveva come loro. Non so perché abbiano scelto Vittorio, non riesco a spiegarmelo». È la stessa cosa che a Gaza si chiedono gli amici di Vittorio Arrigoni, il pacifista 36enne di Bulciago in Brianza rapito e poi ucciso da un gruppo di estremisti salafiti. «È venuto dall'altra parte del mondo - racconta alla Bbc un palestinese davanti all'ospedale di Gaza - ha lasciato il suo Paese e la sua famiglia e la sua vita, è venuto qui per spezzare l'assedio, e noi lo uccidiamo? Perché?».
    Un portavoce di Hamas, il movimento militante che di fatto governa la Striscia di Gaza, parla di «un crimine contro l'umanità e contro i valori del popolo palestinese». L'uccisione di Arrigoni è una sfida dei radicali che hanno soffocato il loro prigioniero senza neppure aspettare la scadenza dell'ultimatum, le 16 di ieri pomeriggio - la liberazione di Vittorio in cambio di quella di alcuni loro militanti e di un loro leader, arrestato il mese scorso. Gli uomini di Hamas lo hanno trovato nella notte tra giovedì e venerdì dopo aver fatto irruzione in un appartamento nel Nord di Gaza City: «Un barbaro assassinio», commenta la Farnesina. Vittorio Arrigoni è il primo ostaggio straniero che viene ucciso a Gaza.
    Era soprannominato «Utopia»: può forse bastare questo per inquadrare Vittorio Arrigoni, pacifista convinto pronto a rischiare tutto in nome del proprio ideale. Faceva parte dell'International Solidarity Movement ed era arrivato a Gaza nell'agosto 2008. Da qui aveva raccontato per "Il Manifesto" l'offensiva israeliana su Gaza e attraverso un blog, "Guerrilla Radio", aveva dato voce alle sofferenze quotidiane dei palestinesi. In tre anni si era dunque conquistato l'affetto della popolazione di Gaza, di cui aveva sposato la causa e che sosteneva facendo anche da scudo umano ai contadini al confine con Israele o ai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano.
    Ma si era guadagnato anche molte minacce, tanto dall'estrema destra israeliana che dai salafiti islamici, che lo consideravano troppo vicino al Governo nemico di Hamas. I compagni che hanno riconosciuto il suo corpo hanno detto che perdeva sangue dalla nuca, e che «sui polsi aveva i segni delle manette». Vittorio sembrava già senza vita nel video trasmesso dai suoi rapitori, che lo hanno mostrato bendato e sanguinante: lo hanno torturato, sostiene Debka, sito di informazione vicino all'intelligence israeliana, probabilmente sospettavano che Arrigoni li spiasse per conto di agenzie occidentali. Due dei miliziani sono stati arrestati durante il raid: i salafiti sono simpatizzanti di al-Qaeda che un rappresentante di Hamas ha definito «una banda di degenerati fuorilegge che vogliono seminare anarchia e caos a Gaza». L'Autorità nazionale palestinese manderà una propria delegazione in Italia. «L'orrendo crimine impone che si accertino la verità e le responsabilità per quello che è accaduto», ha scritto il presidente Giorgio Napolitano alla madre di Vittorio.

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    La morte di Arrigoni smacco per Hamas. La Casa Bianca: atto vigliacco


    di Elysa Fazzino

    Italiano, attivista, cooperante, pro-palestinese, pacifista, giornalista. L'assassinio di Vittorio Arrigoni, condannato anche dalla Casa Bianca («nei termini più forti possibili, un atto di terrore senza senso e vigliacco», ha dichiarato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Tommy Vietor), è sulle prime pagine di molti siti web della stampa internazionale e risveglia nel mondo l'inquietudine per la questione palestinese. Molti siti hanno il drammatico video caricato su You Tube, dove l'ostaggio ha il volto contuso e gli occhi bendati e una scritta in arabo definisce l'Italia "lo stato infedele". Immagini d'archivio mostrano il militante sorridente, un pacco in spalla, la mano che fa il segno della V della vittoria.

    I media britannici ricordano che è stato il primo straniero rapito a Gaza dal rapimento, quattro anni fa, del giornalista della Bbc Alan Johnston, liberato subito dopo che Hamas ha preso il controllo della striscia di Gaza nel giugno 2007. Gli organi d'informazione francesi notano che nessun ostaggio straniero era stato finora ucciso nel territorio dal suo "accesso all'autonomia" nel 1994. I salafiti che hanno rapito e ucciso Arrigoni "considerano Hamas, anch'esso un movimento islamico, troppo moderato", spiega il corrispondente della Bbc Jon Donnison. Fino al suo rapimento, aggiunge, si pensava che Hamas avesse eliminato la minaccia dei rapimenti a Gaza.

    Hamas appoggia una versione "meno estrema" dell'Islam politico rispetto ai salafiti e di recente ha rafforzato la repressione sugli attivisti salafiti nella striscia di Gaza, scrive il corrispondente del Financial Times da Gerusalemme, Tobias Buck. Da quando Hamas ha preso il controllo della striscia, nel giugno 2007, "Gaza è stata considerata una destinazione sicura per giornalisti stranieri, lavoratori della cooperazione, diplomatici", osserva il Ft. Una valutazione che molto probabilmente – aggiunge - sarà sottoposta ad attento scrutinio, così come le precedenti supposizioni sul "grado di controllo esercitato da Hamas sulle frange estreme che operano a Gaza".

    Il Guardian mette nel titolo il fatto che l'italiano ucciso era un attivista "per la pace". "Pacifista e blogger" lo definisce la notizia Reuters pubblicata sul sito web del quotidiano. "Attivista italiano rapito e assassinato a Gaza", titola il Times. La notizia è pubblicata con grande rilievo, e suscita numerose reazioni, sul sito del giornale francese Le Nouvel Observateur: "Gaza: militante pacifista italiano rapito e ucciso da un gruppo di salafiti". Roma condanna il "barbaro crimine" e il governo di Hamas promette di "braccare" i membri del gruppo.

    Analogo rilievo su Le Figaro: "Un militante italiano, ostaggio dei salafiti, assassinato a Gaza". Il sommario sulla homepage del sito recita: "Questo giornalista, militante di un movimento pacifista pro-palestinese, era stato catturato giovedì da un gruppo salafita. Hamas promette di braccare gli autori di questo ‘crimine atroce'. Roma denuncia un gesto ‘vile e insensato' ". Le Figaro riferisce per esteso le dichiarazioni del portavoce del ministero dell'Interno di Hamas dopo il ritrovamento del corpo di Arrigoni. Le forze di sicurezza hanno trovato l'ostaggio ucciso da molte ore in modo atroce, secondo il rapporto del medico legale. "Le prime constatazioni indicano l'intenzione dei rapitori di uccidere, dato che è stato assassinato poco tempo dopo il rapimento". E molte ore prima della scadenza dell'ultimatum.

    "Un militante pro-palestinese italiano assassinato a Gaza" titola Le Monde sulla homepage. Il quotidiano ha messo sul sito il comunicato con cui l'International Solidarity Mouvement (Ism) conferma la morte del suo militante. "Vik" era "un'anima generosa", scrive l'Ism, "scioccato e profondamente rattristato". "Non c'era stato nessun assassinio di stranieri a Gaza dal 1994", ricorda ancora Le Monde nella corrispondenza di Laurent Zecchini da Gerusalemme.

    Per Hamas, accusato da Israele di collaborare con gruppi islamici radicali vicini ad Al Qaida, questo assassinio rappresenta un "serio rovescio politico". E questo - continua Le Monde - spiega la rapidità con cui il ministero dell'Interno di Hamas ha preso le distanze da questa azione, condannandola come "crimine atroce".

    In un blog, Le Monde evoca la "sindrome libanese". Il dramma, osserva, "illustra le tensioni a Gaza tra l'istituzione rappresentata da Hamas…. e la nebulosa jihadista che si affranca da ogni riferimento a uno Stato palestinese per inserirsi in una prospettiva globalizzante e transnazionale". "Queste tensioni sono state messe a nudo in Libano, nei campi dei profughi palestinesi, dallo studioso Bernard Rougier… L'esaurimento di ogni prospettiva politica è il principale motore di questa tentazione jihadista, a Gaza come in Libano. Il confinamento di Gaza costituisce un terreno particolarmente fertile".

    Libération pubblica una foto di Arrigoni il 29 ottobre 2008, nel porto di Gaza. La storia è in copertina anche sui siti spagnoli. El Mundo, nella corrispondenza da Gerusalemme di Sal Ermegui, racconta che "lo shock tra i palestinesi è grande perché la vittima era considerata uno dei loro". Arrivato a Gaza nel 2008, era conosciuto "per le sue posizioni anti-israeliane e il suo lavoro a favore della causa del popolo palestinese". Da Gaza partecipava all'organizzazione di flotte per spezzare l'embargo marittimo di Israele.

    "Un gruppo islamista di Gaza sequestra e ammazza un cooperante italiano pro-palestinese" è il titolo sulla homepage Abc.es. "Trovato cadavere del cooperante italiano sequestrato a Gaza", titola El Pais, in un pezzo scritto a quattro mani da Enric Gonzalez a Gerusalemme e Miguel Mora a Roma. El Pais riferisce che il gruppo dei sequestratori, nel video su You Tube, accusa Arrigoni di diffondere i "vizi occidentali", il Governo italiano di combattere i musulmani e Hamas di opporsi alla sharia, la legge religiosa musulmana.

    In Italia, la notizia ha "accaparrato" tutti i siti web e i telegiornali, scrive El Pais. Arrigoni era "un cooperante e un attivista per i diritti umani" e collaborava con vari media italiani, era stato inviato speciale del Manifesto e teneva un blog sulla situazione nella striscia di Gaza da cui è stato tratto il libro "Restiamo umani". Il video dei sequestratori e la pagina di Facebook di Arrigoni "hanno ricevuto migliaia di visite e messaggi di sostegno". Arrigoni, anche se non giornalista professionista, "era diventato celebre in Italia per le sue cronache dell'attacco dell'esercito israeliano contro i civili palestinesi".

    I lanci dell'Associated Press informano la maggior parte dei siti Usa, mentre il New York Times ha una corrispondenza da Gaza di Fares Akram. Il rapimento e l'uccisione di Arrigoni – scrive il Nyt - imbarazzano Hamas, che sosteneva di avere "riportato la sicurezza e di avere posto fine ad anni di caos armato a Gaza".

    Arrigoni era "un volto familiare" a Gaza, dove lo chiamavano "Victor". Era stato – si legge sul Nyt – un attivo partecipante alle manifestazioni contro l'embargo imposto da Israele con l'aiuto dell'Egitto. Il Nyt ricorda che Hamas, che ha vinto le elezioni nel 2006, è essa stessa designata come organizzazione terroristica da Israele, dagli Stati Uniti e dall'Unione europea. Da quando ha preso il controllo di Gaza nel 2007, ha represso gruppi islamici più piccoli e più radicali, dopo una breve guerra contro Fatah.

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    Di Loredana Morandi (del 15/04/2011 @ 14:38:37, in Estero, linkato 1428 volte)
     
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     Gaza, impiccato Vittorio Arrigoni

    Al Qaeda: criminale chi l'ha ucciso

     

    Roma - (Adnkronos) - Il cooperante era nelle mani di un gruppo salafita. E' stato ritrovato in una casa abbandonata a Gaza City poco dopo il rapimento. Arrestati due uomini, un terzo è fuggito durante il blitz di Hamas. I sequestratori chiedevano di liberare alcuni detenuti entro 30 ore (VIDEO) ma non hanno rispettato la scadenza. Napolitano: "Barbarie terroristica che suscita repulsione". Sui forum dell'associazione terroristica banner pro Arrigoni. Salafiti a Gaza, la spina nel fianco di Hamas. International Solidarity Movement, il gruppo a cui aderisce Arrigoni: "Scioccati e tristi". "Quando arrivai a Gaza, il giorno più bello della mia vita (VIDEO)"

    Roma, 15 apr. (Adnkronos) - E' stato ucciso Vittorio Arrigoni, l'italiano attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement rapito ieri a Gaza.

    E' stato ritrovato impiccato in una casa abbandonata di Gaza City. E' quanto ha riferito la polizia di Hamas, che ha rinvenuto il corpo nella notte in seguito a una segnalazione anonima. L'esecuzione è avvenuta ore prima dello scadere dell'ultimatum dal gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad, che aveva dato a Hamas trenta ore per scarcerare i suoi leader in cambio del rilascio di Arrigoni. Due uomini sono stati arrestati e un terzo, riuscito a fuggire mentre le forze di Hamas facevano irruzione nella casa, è attualmente ricercato.
     
    I rapitori del volontario italiano Vittorio Arrigoni lo ritenevano un infiltrato dei servizi segreti occidentali che raccoglieva informazioni sul loro conto. E' l'ipotesi che avanza il sito israeliano di intelligence Debka, spiegando che per questo, il gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad lo ha interrogato per estorcergli una confessione, prima di ucciderlo. Secondo il sito israeliano, è stata una telefonata anonima alla polizia di Hamas poco dopo la mezzanotte a indicare il luogo in cui l'uomo si trovava prigioniero. Quando la polizia è arrivata sul posto, tuttavia, Arrigoni era già stato ucciso.
     
    La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo aggravato dalla morte dell'ostaggio. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Saviotti e al pubblico ministreo Francesco Scavo.
     
    La Farnesina esprime "forte sgomento per il barbaro assassinio" nella nota in cui conferma il decesso di Arrigoni, diffusa attraverso il proprio Consolato Generale a Gerusalemme. Il corpo di Arrigoni, riferisce la nota, è stato da poco riconosciuto presso l'obitorio dello Shifa Hospital a Gaza City.
     
    Esprimendo il più sincero cordoglio alla famiglia del connazionale, il ministero degli Esteri "condanna nei termini più fermi il vile e irragionevole gesto di violenza da parte di estremisti indifferenti al valore della vita umana compiuto ai danni di una persona innocente che si trovava da tempo in quella zona per seguire da vicino e raccontare con forte impegno personale la situazione dei palestinesi della striscia di Gaza".

    L'International Solidarity Movement (Ism), il gruppo cui faceva parte Arrigoni, si è detto "scioccato e profondamente rattristato per l'uccisione del nostro amico e collega".

    Il sito web dell'organizzazione mostra in apertura la foto del 36enne pacifista che dal 2008 viveva a Gaza e nella breve dichiarazione si legge che "Vik è stato un attivista ispiratore e anima generosa. Per favore, tenete nei vostri pensieri la sua famiglia e i suoi amici".
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    Di Loredana Morandi (del 10/04/2011 @ 16:43:40, in Estero, linkato 1662 volte)
    Save Liam McCarty (by his father)


    Oggi ho risposto ad un "blog" di Maurizio Molinari, giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, sul caso del piccolo Liam, il bimbo di Manuela Antonelli. Ritenendo gli argomenti da me trattati di un certo interesse, ripubblico il mio intervento con la traduzione in inglese del testo.

    L'articolo di Molinari per La Stampa è a questo link.

    Il fatto principale da conoscere sulla vicenda processuale e sulla vita di Liam è che il bimbo è nato fuori dal matrimonio, quando i due genitori erano già separati. Deve la vita, certamente, solo a sua madre e probabilmente alla formazione cattolica italiana di lei. Lui,  il padre, Michael McCarty, non ha mai vissuto con suo figlio, se non per brevi e brutali vacanze dalle quali Liam tornava sconvolto, e mai ha contribuito alle spese del mantenimento del bambino nei confronti della madre. Un esempio di padre da cancellare. McCarty quel bambino non lo voleva, non lo ha atteso e non lo ha riconosciuto alla nascita, ma oggi lo vuole con il potere dei soldi e degli appoggi politici per toglierlo a sua madre.

    ANTIPEDOFILIA E ESTERO: La vicenda del piccolo Liam suscita realmente le morbose attenzioni delle lobby nazionali ed internazionali dei pedofili, quasi alla stregua di un onanismo intellettuale. Altrettanto morbose appaiono le attenzioni della Hillary Clinton, espressione di Obama, un presidente eletto dalla minoranza nera che, pur guerrafondaio come i suoi predecessori, è e resta pur sempre la porta aperta alle minoranze. Grazie ad Obama e alla Clinton potremmo assistere addirittura ad una ri-fioritura dell'orrendo mostro denominato Nambla. Se le pressioni non provenissero dalle minoranze di scelta sessuale, l'amministrazione statunitense non si interesserebbe così tanto ad efferati assassini e alle strazianti attività giudiziarie di strappare un bambino biondo a sua madre.

    http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-10_165854_save_liam.jpg


    Caro Maurizio,

    la vicenda del piccolo Liam non cessa di preoccuparmi, nonostante io esprima piena fiducia nell'intelligenza della magistratura perugina. Anche oltre agli accordi bilaterali e lo status permanente della sudditanza italiana nei confronti degli Stati Uniti, è giusto interrogarsi sugli aspetti assurdi di questa vicenda a partire dal dato di fatto che: Manuela Antonelli è italiana e Liam è suo figlio, nato dal suo grembo italiano dopo una gestazione di 9 mesi. In questi anni abbiamo assistito a tutta la follia americana, fino all'ingiusta iscrizione del suo nome di Madre nell'elenco dei criminali ricercati della città di New York, subito dopo Ben Laden. Iscritta in quanto MADRE del suo bambino. Un po' di dignità tutta italiana non guasterebbe santo cielo!

    Hillary Clinton ha cose più importanti da fare nel suo paese, che disturbare la nostra eccezionale giurisdizione e i nostri magistrati: ad esempio chiedere ed ottenere stato per stato, fino alla più piccola "riserva indiana", una normativa che consenta la chiusura immediata dei siti dell'Orgoglio Pedofilo e dello scambio pedopornografico di cui gli statunitensi sono i principali consumatori al mondo. Inoltre, nonostante alcuni passi importanti della amministrazione statunitense, Nambla, la grande organizzazione americana dei pedofili, non cessa mai la sua ingerenza lobbistica nelle politiche internazionali in tema minori e famiglia. Ed è giusto dire che le richieste sono le medesime.

    Liam è italiano ed ha una mamma che lo ama, quale sequestro? Il caso Liam, come quello dei bambini contesi con la Germania e tutti gli altri, mette in gioco la dignità del popolo italiano. Facciamoci valere, almeno moralmente. O saremo solo il paese del bunga bunga.

    scritto da Loredana Morandi 10/4/2011 11:3

    ***

    http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-10_165733_save_liam.jpg

    Dear Maurizio,

    the story of the little Liam does not cease to worry about, although I express full confidence in the intelligence of the judiciary Perugia. Beyond bilateral agreements and the status of permanent Italian allegiance to the United States, it's just absurd to question aspects of this story from the fact that: Manuela Antonelli is Italian and his son Liam, born from her italian womb after a gestation of 9 months. In recent years we have witnessed throughout the American folly, up to the unequal inclusion of his name "the Mother" in the list of wanted criminals of  City of New York, shortly after Ben Laden. Registered as the mother of his child. A little 'dignity of all Italian would not hurt my goodness!

    Hillary Clinton has more important things to do in his country, which disturb our unique jurisdiction and our judges: for example, to request and obtain state by state, to the smallest "Indian reserve" legislation that allows for the immediate closure of the sites of 'Pedophile Pride and exchange child pornography in the U.S. are the main consumers in the world. Moreover, despite some important steps of the U.S. administration, NAMBLA, the largest U.S. organization of pedophiles, it never ceases its interference in lobbying international policies regarding children and family. And it is fair to say that the demands are the same.

    Liam is Italian and has a mother who loves him as a seizure? Liam's case, like that of children fought with Germany and all the others, brings into play the dignity of the Italian people. Let us rely, at least morally. Or we will be only the country of bunga bunga.

    written by Loredana Morandi 10/04/2011 11:3
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    Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 16:00:34, in Estero, linkato 3465 volte)
    Appello Italiani in Giappone

    - la rassegna -


    Sono contenta di leggere che anche i ragazzi di Giappone Forum sono soddisfatti di aver sollevato un polverone sui costi Alitalia in una mezza giornata. Ne approfitto per ringraziare Adamo Lussana, che in video è simpaticissimo, per avermi coinvolta in questa battaglia per il ritorno a casa dei nostri connazionali in Giappone.

    Aggiungo solo un personalissimo ".. e per fortuna che ci sono le femministe", compreso certamente soltanto dai miei più cari amici e da coloro che conoscono i 30 mesi della mia battaglia per la "vita".  L.M.

    http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-03-16_160405_REPUBBLICA.jpg

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    Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 12:01:18, in Estero, linkato 3454 volte)
    Aggiornamento:  Il consolato scrive: "Alitalia comunica che domani 17 marzo 2011 c'e' disponibilita' di posti su due voli per l'Italia con partenza da Osaka alle ore 14 e alle ore 17.  Gli interessati possono presentarsi ai banchi accettazioni Alitalia al quarto piano del Kansai International Airport.  Per informazioni tel. 072 456.5216."  Ma per partire occorrono oltre 5000 euro per due persone con bagaglio minimo consentito. L.M.


    ALITALIA E I CITTADINI ITALIANI
    IN GIAPPONE
     
     
     
    Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,
     
     
    ho appena ricevuto un appello del gruppo di concittadini in Giappone, circa 120 persone e le loro famiglie residenti in modo stabile nel paese del grave disastro, che fa riferimento alla community web Giappone Forum su facebook: 
     
     
    L'appello divulgato da Adamo Lussana, addetto stampa del forum, si rivolge ai giornalisti italiani per segnalare l'inqualificabile trattamento commerciale riservato ai connazionali residenti da ALITALIA, la nostra compagnia aerea di bandiera, che sta applicando prezzi eccezionali gravati di tutti i rincari possibili sulla base dell'urgenza a persone e intere famiglie, che partono sapendo di dover lasciare anche una vita intera alle proprie spalle.
     
    L'ambasciata italiana in Giappone ha divulgato il consiglio agli italiani residenti di partire, ed effettivamente dalle testimonianze su Facebook presso gli aereoporti principali c'è un addetto della nostra Ambasciata. Il quale però non ha alcun indirizzo nazionale e non può agire se ad una famiglia di 4 - 5 persone (ad esempio: madre, padre, 2 figli e un anziano) mancasse il denaro per rimpatriare.
     
     
    Dov'è il Ministro Frattini ???? (domando io)
     
    A quanto risulta dal comunicato del Lussana, inoltre, i voli diretti in Italia sono stati tutti spostati da Tokio ad Osaka, con ulteriore aggravio di costi e difficoltà per gli italiani, che per raggiungere la nuova destinazione di partenza devono percorrere circa 450/500 chilometri con mezzi e costi propri (il biglietto costa circa 100 euro a persona).
     
    I sottoscrittori, un piccolo gruppo di circa 120 persone e tra questi i firmatari del comunicato che hanno dato la propria disponibilità ad essere intervistati dalla stampa italiana, sono tutti residenti abituali del paese del sol levante, e famiglie composte da marito/moglie di nazionalità giapponese. 
     
    In almeno un caso (una donna) mi è stata segnalata apprensione per il visto di ingresso in Italia del partner giapponese.
     
    Alcuni lamentano inoltre gli altissimi costi per trasportare l'amico per tutta la vita, il proprio cane/gatto, che abbandonato morirebbe di stenti e temono la diversa normativa italiana in tema di vaccinazioni, pur assicurando di voler espletare tutte le formalità richieste dal nostro paese.
     
    http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/14103_380339721962_370621716962_4794431_7674890_n.jpg
     
    IL COMUNICATO:: in corso di continuo aggiornamento di firme e recapiti, può essere scaricato a questo link: 
     
     
     
    LA RICHIESTA DEI CONNAZIONALI:: la facoltà di rientrare in Italia in tempi brevi a prezzi popolari e non con le attuali tariffe.
     

    Loredana Morandi
    Presidente di Artists Against War Italia
    Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Loredana Morandi (del 11/03/2011 @ 17:07:08, in Estero, linkato 1283 volte)

     

    art_200 

     

    我々は、津波の犠牲者に心から哀悼の意を表明する。
    日本のすべての人々のための私たちの友情

    イタリアでの戦争に反対するアーティスト

     

     

    Esprimiamo vivo cordoglio per le vittime dello tsunami.
    La nostra amicizia per tutte le persone in Giappone

    Artisti contro le guerre Italia

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    Di Loredana Morandi (del 11/02/2011 @ 19:36:41, in Estero, linkato 1559 volte)

    "Sarkozy a plus de mépris que de peur envers les juges"

     

    http://www.giustiziaquotidiana.it/public/francesi_magistrati_2011-02-11.jpg

    Par LEXPRESS.fr, publié le 11/02/2011 à 16:36

     

    François Koch, spécialiste justice de L'Express a répondu à vos questions sur la colère des magistrats.

    Le rebel: Pourquoi Sarkozy a-t-il si peur des juges?

    François Koch: C'est moins de la peur que du mépris, malgré les déclarations qu'il a faites hier soir sur TF1. Ce qui dérange le président de la République depuis toujours, c'est l'indépendance de ce corps. Il l'a montré dans son discours devant la Cour de cassation en janvier 2009 en parlant de "petits pois" avant de lancer un projet de suppression des juges d'instruction sans changement du statut du parquet. La désastreuse gestion de l'affaire Woerth à Nanterre a vite sonné le glas de ce projet bancal. 

    Rico: Puisque le problème, comme très souvent, est le manque de moyens, pourquoi les magistrats sont-ils hostiles à tout changement pour simplifier les procès?

    Les magistrats ne semblent pas du tout hostiles à des réformes de simplification des procédures. Les juges sont même souvent critiques vis-à-vis de l'accumulation de lois nouvelles votées par les parlementaires, notamment au pénal, qui complexifient le droit. Par ailleurs, je ne crois pas que des simplifications résoudraient le manque énorme de moyens. 

    Thierry: Les magistrats sont-ils intouchables?

    Ils peuvent être traduits devant la formation disciplinaire du CSM... et ce dernier peut être saisi par chaque justiciable depuis la réforme entrée en vigueur depuis le 1er janvier 2011. Pour le passé, force est de constater que les sanctions sont rares.  

    YANN.BZH: La suppression des tribunaux d'instance est-elle réversible?

    En théorie oui. Mais c'est peu probable. L'évolution actuelle traduit plutôt une concentration des moyens. 

    HOPITAL: Avec les trop nombreuses lois, beaucoup de condamnés sont orientés in fine vers la psychiatrie, en bout de chaîne pénale (obligation et injonction de soins). Les politiques ont-ils bien conscience du manque de moyens aussi en psychiatrie face à ces demandes nouvelles?

    Les politiques n'en ont manifestement pas conscience. L'obligation de soins s'est beaucoup développée et c'est devenu la réponse facile quand les magistrats se sentent impuissants. Ce sont des soins sous contrainte, qui mettent mal à l'aise les médecins... et ne sont pas toujours efficaces. 

    Boby: Nicolas Sarkozy doit-il dire "présumé innocent" ou "présumé coupable"?

    Ni l'un ni l'autre. La présomption d'innocence est une garantie légale, un droit fondamental renforcé en 2000. Il devrait parler d'une personne mise en cause... Et ne pas affirmer qu'il y a eu viol, alors que, pour l'instant, rien ne l'établit de manière certaine.  

    toucan28: Est-il vrai que la magistrature en général ainsi que l'école de formation de ses cadres se situent à gauche dans la composition de la représentation politique française?

    A ma connaissance, l'Ecole nationale de la magistrature (ENM) n'est pas du tout un repaire de gauchistes. Le Conseil supérieur de la magistrature (CSM) a émis un avis négatif à la nomination d'une chargée de formation membre du Syndicat de la magistrature (DM), syndicat de gauche... Ce qui a été invalidé par le Conseil d'Etat jugeant qu'il y avait eu discrimination syndicale. Rien ne prouve que le corps des magistrats soit plus à gauche que la moyenne des Français... mais c'est possible, comme bien des fonctionnaires.  

    Peaudane: Les statuts de la magistrature, définis par une ordonnance de 1958 n'autorisent pas la grève aux magistrats. Sur ce point, l'article 10 est clair: "Toute manifestation d'hostilité au principe ou à la forme du gouvernement de la République est interdite aux magistrats, de même que toute démonstration de nature politique incompatible avec la réserve que leur imposent leurs fonctions. Est également interdite toute action concertée de nature à arrêter ou entraver le fonctionnement des juridictions." Les Magistrats sont en infraction avec la loi (ordonnance=loi), hors-la-loi peuvent-ils être sanctionnés?

    D'une part, le fait de renvoyer les dossiers d'une audience, qui est un pouvoir discrétionnaire du juge, n'est pas à proprement parler considéré comme une grève: l'audience se tient néanmoins, et on procède aux renvois. Il s'agit en réalité d'une grève déguisée, pratique qui est acceptée depuis des années et qui n'a jamais donné lieu à des sanctions.
    Par ailleurs, certains soutiennent que le texte de 1958, qui n'a jamais été soumis au Conseil constitutionel, serait inconstitutionnel.  

    abc31450 : Bonjour, je viens de lire que le budget de la justice a augmenté de 55% depuis 2002? Et que le nombre de postes a diminué! Où va cet argent?

    Le nombre de postes a en fait légèrement augmenté. Et si le budget s'accroît, c'est essentiellement sur le versant pénitentiaire: la construction de prisons et le recrutement de surveillants... même s'il y a toujours trop de détenus par rapport au nombre de places.  

    marin: à quoi peut "bien servir" aujourd'hui, un "garde des Sceaux", selon la constitution de la Ve République, s'il est constamment "shunté" [court-circuité, ndlr] par le président en exercice?

    La réponse est dans la question. Depuis que Nicolas Sarkozy est élu, beaucoup de décisions se prennent à l'Elysée, et plus encore sur les questions de justice. Son ancien conseiller justice, Patrick Ouart, était considéré comme le vrai garde des Sceaux. Nombre de magistrats ont le sentiment que la Chancellerie est à l'Elysée... ou place Beauvau. 

    lokler : Est-ce que les magistrats et hommes de loi se rendent compte de l'image négative qu'ils donnent aux gens qui devraient avoir confiance dans la justice? Ne sont-ils pas trop politisés?

    Le sondage qui indique un soutien de 65% de l'opinion publique a été ressenti comme une divine surprise. Leur image n'est donc pas si négative. Pourtant, le discours démagogique du président de la République, exploitant encore hier soir outrancièrement le dramatique fait divers de Pornic, rend leur situation délicate. Quand c'est une profession unanime qui se mobilise, cela ne peut pas être un mouvement politique.  

    ceecee : Bonjour,
    est-ce la première fois qu'un président réussit à se mettre à dos la magistrature? Je n'ai pas l'impression que cette profession descende souvent crier son mécontentement dans la rue...

    C'est sûrement la première fois qu'un président de la République affronte aussi violemment les juges. Il a commencé très fort en installant Place Vendôme une garde des Sceaux (Dati) qui a surtout réussi à unir les magistrats contre le pouvoir. C'est vrai que cette profession n'a pas pour habitude de manifester dans la rue: le syndicalisme y est généralement plutôt courtois. Pour autant, avec les précédents présidents de la République, la justice n'a pas été très favorisée, sinon elle ne serait pas dans une telle misère.  

    raylh: Ne craignez vous pas que le gouvernement se montre aussi sourd que pour la réforme des retraites?

    Même si Nicolas Sarkozy a tenu à consacrer le début de son émission aux manifestations des magistrats, il n'a rien dit qui soit susceptible de calmer leur révolte. Aucun moyen supplémentaire et il a confirmé son discours d'Orléans affirmant qu'il y a faute, avant la publication des rapports d'inspection et toute procédure disciplinaire. 

    alicegirardot: La colère des magistrats est-elle la conséquence des propos de Nicolas Sarkozy en eux-mêmes ou ceux-ci sont ils seulement une traduction du malaise de la justice française d'aujourd'hui ?

    C'est la cruche d'eau qui fait déborder la bassine. Depuis 3 ans, il y a une accumulation d'exaspérations, liées à la fois au manque réel de moyens et aux déclarations du président de la République et du ministre de l'Intérieur critiquant les juges soit-disant laxistes (sauf lorsqu'ils condamnent des policiers).  

    alicegirardot: La formation d'un plus grand nombre de juge de l'application des peines vous semble-t-elle être la solution afin de pallier les carences de la justice ?

    Comme la France manque cruellement de magistrats, en comparaison de nos voisins européens, il manque en particulier des juges d'application des peines (JAP) et singulièrement à Nantes où 1 poste sur 4 est vacant. 

     

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    Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 09:51:35, in Estero, linkato 1698 volte)
    Purtroppo, a mio personalissimo avviso, la decisione di Lula è stata determinata dall'isolamento sociale e culturale reale di cui soffrono i paesi del Latino America. I nostri, quando si recano lì in visita, fanno grandi proclami di solidarietà e compagnonaggio di fronte a boccali d'alcool e sigari cubani. Eternamente dimenticando che gli anni di piombo in Italia son stati celebrati nello spargimento di sangue dei dissidenti democratici di sinistra. Poi, nell'emergenza e nonostante gli appelli del PD, la parte da leone la fanno a destra. Ma le condanne di quei giorni sono state scritte da eminenti esponenti della cd "fazione" delle Toghe Rosse e Battisti è un criminale condannato per reati comuni. L.M.


    Caso Battisti. Dossier al tribunale.
    Pronto il ricorso contro il Brasile


    4 gennaio 2011

    Dopo il no deciso dall'ex capo dello stato brasiliano Inacio Luis Lula da Silva e ribadito domenica dal nuovo ministro della giustizia di Brasilia, il governo italiano è pronto a rilanciare la richiesta di estradizione per il terrorista Cesare Battisti: è ormai pronto il ricorso urgente da presentare al tribunale federale brasiliano. Intanto oggi in tutta Italia si terranno sit-in e manifestazioni di protesta bipartisan davanti alle rappresentanze diplomatiche del paese sudamericano.

    Contro quella «pugnalata alle spalle, un regalo ai radical-chic francesi e all'ultra sinistra brasiliana», come Ignazio La Russa ha definito la mancata estradizione dell'ex terrorista, che «non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime». Nel frattempo in Brasile i legali di Battisti hanno presentato un'istanza per ottenere la «scarcerazione immediata» del loro assistito, spiegando che deve essere «contestuale alla pubblicazione della decisione presidenziale». Pubblicazione avvenuta ieri sulla Gazzetta ufficiale brasiliana.

    Il ministro della Difesa italiano ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il suo omologo brasiliano, nel corso del quale questi gli aveva parlato «informalmente di una previsione positiva» per l'estradizione di Battisti. Il ministro, ha ricordato La Russa, allora «non aveva manifestato dubbi sul rispetto del trattato di estradizione italo-brasiliano» nella vicenda dell'ex terrorista dei Pac e, allo stesso modo, aveva parlato della «sentenza della Suprema corte che era già intervenuta», dando «per certa l'estradizione».

    Una mozione parlamentare per condannare la «vergognosa» decisione del Brasile sull'estradizione di Battisti e «per dare forza alle iniziative del governo», è stata annunciata dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, con il pieno sostegno della Lega Nord, che ha definito la decisione del presidente Lula «indegna di un paese civile». Nel frattempo, in Brasile il dossier Battisti non sembra essere una priorità per la neo presidente Dilma Rousseff. Secondo un portavoce del Supremo tribunale federale brasiliano, massimo organo del potere giudiziario a Brasilia, «la posizione di non dare trattamento urgente al caso Battisti», presa venerdì dal presidente del Tribunale, Cezar Peluso, «continua uguale».

    Intanto, con tempi e modi tutti da definire, si sta preparando un'iniziativa di solidarietà dei paesi Ue a favore dell'Italia. Ne avrebbero parlato gli ambasciatori di Spagna, Portogallo e Regno Unito in occasione della cerimonia di insediamento della nuova presidente Dilma Rousseff, avvenuta l'altro ieri a Brasilia.

    Oggi si svolgeranno comunque mobilitazione e sit in davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. A Roma, davanti all'ambasciata di Brasilia a Piazza Navona saranno in molti, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Il segretario Lorenzo Cesa guiderà la delegazione dell'Udc, ma ci saranno anche esponenti del Pd, Da Enrico Gasbarra a Paolo Gentiloni. A Milano, presidio organizzato dal Pdl, che ha risposto all'appello lanciato da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso da Battisti, e dalla Lega.

    Sempre a Milano, il premier Silvio Berlusconi incontrerà insieme a Daniela Santanchè, Alberto Torreggiani prima dei presidi organizzati davanti al consolato del Brasile.

    L. Os. per Il Sole 24 ore

    La Rassegna

    Battisti, tensione alta. Proteste a Roma e Milano

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    Scende in campo «la banda degli smemorati». Quelli che «spezzeremo le reni ai protettori di Battisti», quelli che, col Cavaliere silente, dichiarano la «guerra commerciale» al Brasile. La «banda degli smemorati »: quella di chi fa finta di non capire, ...

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    Resta alta la tensione tra Italia e Brasile per il "no" del presidente uscente Lula all'estradizione del terrorista Cesare Battisti. Oggi sono in programma sit-in davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. ...

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    Il mondo politico italiano si compatta per protestare contro la decisione del Brasile di non estradare Cesare Battisti, ma si divide nelle manifestazioni di piazza. Il centrodestra senza la Destra ma con l'Udc manifesterà alle ore 16 davanti ...

    Battisti/ Brasile, avvocati ex membro Pac chiedono scarcerazione

    Virgilio - ‎12 ore fa‎
    Gli avvocati dell'ex attivista italiano di estrema sinistra Cesare Battisti, del quale l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha respinto l'estradizione verso l'Italia, hanno richiesto la sua scarcerazione alla Corte suprema. ...

    Battisti, la tensione resta alta

    Giornale Radio Rai - ‎1 ora fa‎
    Continua a far discutere la mancata estradizione dal Brasile dell'ex terrorista Cesare Battisti. Il premier Berlusconi incontrerà oggi Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dall'organizzazione eversiva di cui Battisti faceva parte. ...

    Torregiani: d'ora in poi la spada

    L'Unità - ‎1 ora fa‎
    ''Ora lasciamo il fioretto e impugniamo la spada, perche' se il rispetto delle regole porta a questo, d'ora in poi useremo il pugno di ferro''. Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dai Pac (Proletari armati per il comunismo) nel 1979, ...

    Battisti, presto ricorso Italia

    ANSA.it - ‎10 ore fa‎
    (ANSA) - BRASILIA, 3 GEN - Sara' presentato entro la settimana, forse gia' domani, il ricorso del governo italiano al Tribunale supremo del Brasile contro la decisione di rifiutare l'estradizione di Cesare Battisti. Lo affermano gli avvocati che ...

    Frattini scrive a Dilma Rousseff

    La Repubblica - ‎01/gen/2011‎
    Il ministro degli Esteri si rivolge al neo-presidente brasiliano: "Ferma determinazione del governo italiano ad ottenere l'estradizione". La Farnesina auspica che ci si uniformi alla sentenza del Tribunale supremo, pronunciatosi a favore della consegna ...

    Battisti, governo al contrattacco "Congelato il Trattato strategico"

    La Repubblica - ‎02/gen/2011‎
    Farnesina: no alla ratifica della partnership militare. Un accordo da 5 miliardi per la fornitura a Brasilia di navi, missili e radar ROMA - "È un atto evidentemente illegale e abusivo, sono d'accordo con il nostro avvocato Nabor Bulhoes: andiamo ...

    Caso Battisti, l'Italia ora punta su Dilma

    Corriere della Sera - ‎01/gen/2011‎
    «RIVEDERE LA DECISIONE» - L'ambasciatore italiano in Brasile, Gherardo La Francesca, è presente oggi a Brasilia alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Dilma Rousseff. Ma il diplomatico rientrerà già domani a Roma dove è stato richiamato ...

    Italia spera in Dilma, corregga no di Lula

    ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
    ROMA- Addio Lula, alla guida del Brasile si e' insediata Dilma Rousseff: in questo cambio della guardia sono depositate le speranze dell'Italia, precisate in una lettera trasmessa oggi alla nuova presidente, per una ''revisione'' dell'annuncio con il ...

    Dilma Rousseff

    ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
    SAN PAOLO - Dilma Rousseff, l'ex guerrigliera uscita vincitrice dalle elezioni dello scorso ottobre, dal primo gennaio è la prima presidente donna del Brasile. Il suo passato di militante contro la dittatura militare brasiliana (1964-85), torturata in ...

    Battisti, Frattini: "Ricorreremo a Corte dell'Aja"

    Libero-News.it - ‎03/gen/2011‎
    Governo contro il Brasile per riavere il terrorista. Il Ministro: "Precedente grave" /DITE LA VOSTRA 'Italia va in pressing su Dilma Rousseff e il Brasile per riavere Cesare Battisti. Sabato il ministro degli Esteri Franco Frattini ha spedito una ...

    Battisti, Frattini scrive alla Rousseff

    La Stampa - ‎01/gen/2011‎
    Con una lettera del ministro Frattini al neo presidente brasiliano Dilma Rousseff l'Italia prova a riaprire il caso Battisti, dopo lo schiaffo di Lula che ha negato l'estradizione all'ex terrorista rosso. Nella lettera, che è stata consegnata nelle ...

    Rousseff presidente, ''lotta alla povertà''

    ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
    BRASILIA -Dilma Rousseff, da oggi presidente del Brasile, puntera' sullo stesso grande obiettivo del suo predecessore, l'iper-popolare Luiz Inacio Lula da Silva: ''La lotta contro la poverta' estrema'', ha sottolineto la stessa nuova presidente nel suo ...

    Battisti, la voce dei lettori di Libero

    Libero-News.it - ‎01/gen/2011‎
    a un Paese in cui "se un giornalista rivela che c'è un progetto di attentato, vero o falso che sia, anziché indagare serenamente su ciò che il giornalista ha rivelato, indaga sul giornalista stesso", spiega il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ...

    Lettera di Frattini alla Rousseff: "Riveda la decisione di Lula"

    RaiNews24 - ‎01/gen/2011‎
    Franco Frattini ha scritto al neopresidente brasiliano Dilma Rousseff una lettera in cui ha espresso l'auspicio che possa rivedere la decisione assunta ieri dal suo predecessore Lula, che non ha concesso l'estradizione in Italia dell'ex terrorista ...

    Caso Battisti: Frattini, pronti a ricorso Corte Aja

    Libero-News.it - ‎02/gen/2011‎
    oma, 2 gen. - (Adnkronos) - "Il Governo rispondera' con ogni mezzo possibile" alla decisione del Brasile di non estradare Cesare Battisti e "fedeli all'impegno che tutte le istituzioni hanno sempre dimostrato per risolvere questo caso - da quello anche ...

    Frattini scrive a Dilma Rousseff

    Il Sole 24 Ore - ‎02/gen/2011‎
    Da oggi l'ambasciata italiana a Brasilia, disegnata da Pier Luigi Nervi come sfida alle rivoluzionarie geometrie di Niemeyer, sarà priva del suo capomissione. L'ambasciatore Gherardo la Francesca, lunga esperienza diplomatica alle spalle e promotore, ...

    Battisti,La Russa:pugnalata da Lula

    TGCOM - ‎16 ore fa‎
    "Il presidente Lula ha dato all'Italia un colpo alla nuca, una pugnalata alle spalle". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando la decisione del presidente brasiliano uscente di non concedere l'estradizione a Cesare ...

    Brasilia insiste: decisione sovrana ora il dossier alla neopresidente

    Il Sole 24 Ore - ‎02/gen/2011‎
    È finita come previsto. Il Brasile non ha concesso l'estradizione in Italia dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. L'ultima parola è stata quella del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva: «No». L'annuncio è stato dato venerdì dal ministro ...

    Brasile/ Il giorno di Dilma: Rousseff si insedia alla presidenza

    Virgilio - ‎01/gen/2011‎
    Dilma Rousseff si insedia oggi alla presidenza del Brasile. Alla cerimonia che sancirà il passaggio di consegne con Luiz Inacio Lula da Silva ci saranno anche 11 donne con le quali la neo presidente eletta brasiliana condivise la cella del carcere nei ...

    Luiz Inacio Lula da Silva

    ANSA.it - ‎19 ore fa‎
    Il presidente piu' popolare della storia del Brasile. Otto anni di governo nel segno della speranza ROMA - Luiz Inacio Lula da Silva e' il presidente piu' popolare della storia del Brasile. E' stato lo sponsor e il principale artefice dell'elezione del ...

    Le colpe della Sinistra su Battisti

    Il Tempo - ‎02/gen/2011‎
    Il terrorista italiano è stato praticamente graziato dall'ormai (fortunatamente) ex presidente del Brasile Lula, incoraggiato proprio dalla sinistra italiana a credere alle baggianate del pluricondannato all'ergastolo. Sullo scandaloso epilogo della ...

    Battisti/ Italo Ormanni: "Decisione Brasile non attesa"

    Virgilio - ‎14 ore fa‎
    Roma, 3 gen. (TMNews) - "E' una decisione fuori dall'aspettabile... Resto perplesso quanto meno e di sicuro molto deluso". Il procuratore Italo Ormanni, già inviato del governo italiano in Brasile per perorare l'estradizione di Cesare Battisti, ...

    Lula si tiene stretto Battisti Ora l'Italia punta su Dilma

    Il Tempo - ‎02/gen/2011‎
    Il presidente brasiliano chiude il suo mandato negando l'estradizione del terrorista. Frattini scrive al successore: "Riveda la decisione". Lo schiaffo è stato forte. Lula ha confermato tutte le più fosche previsioni pronunciando un no secco ...

    Battisti, Frattini: no di Lula brutta fine di mandato importante

    Reuters Italia - ‎02/gen/2011‎
    ROMA (Reuters) - La decisione del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva di non estradare l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti è stata la "brutta fine di un mandato importante di un grande presidente". ...

    Estradizione Cesare Battisti: per Jose' Cardozo è giusto il no all ...

    Italia News - ‎4 ore fa‎
    (IAMM) Sale la tensione sul caso della estradizione dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Ieri il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto al neo-presidente brasiliano Dilma Rousseff per chiederle di rivedere la decisione del suo ...

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    Di Loredana Morandi (del 01/01/2011 @ 09:34:29, in Estero, linkato 1628 volte)
    http://www.bloggersperlapace.net/bloggersperlapace/upload/dl/screenshots/8.jpg
     
     
    Buon 2011 da
     
    Artists Against War Italia
     
    POESIE
     
    PER UN MONDO
    SENZA GUERRE
     
    - il calendario -
     
     
     
    Le poesie per un mondo di pace, il calendario 2011 degli Artisti contro le guerre, é una autoproduzione della Associazione Penombre a cura del poeta triestino ed ambasciatore della Rete AAW Italia  Edvino Ugolini.

    Le Poesie sono di: Franco Castelli, Arturo Cannarozzo, Franco Santamaria, Loredana Morandi, Franco Piri Focardi, Alberto Ciani, Pino de March, Edvino Ugolini, Tusio De Iuliis, Stella Cappellini, Tito Truglia e Anonimo.

     

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