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 Shutoku .. Ryouko Yamagishi... di Admin
 
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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Questa sentenza è destinata ad essere discussa, la disparità di trattamento sembra quasi la resa del magistrato alle argomentazioni della "controparte". Ciò nonostante il risarcimento viene riconosciuto singolarmente ad ognuno dei genitori del lavoratore deceduto, questo dovrebbe sottintendere una duplice costituzione di parte nel procedimento civile, mentre sarebbe logico aspettarsi che sia la famiglia nel suo insieme a costituirsi. Si vede  così un certo manifesto interesse a spremere la "controparte".
Vero e contestuale scoperta dell'acqua calda quanto afferma la Gracis: gli imprenditori assumono da decenni gli stranieri perché costano di meno, accettano senza batter ciglio il "nero" e (probabilmente) perché  in ultimo costa meno risarcirli. E' così che in Italia non si trova più un posto da benzinaio, da barista o da muratore per gli italiani. Verosimile il paragone con i membri di paesi più ricchi dell'Italia.
Una domanda: premessa, il mercato assicurativo garantisce un risarcimento anche triplo rispetto al Capitale per il "caso morte" ed è facile intuire che l'azienda fosse sprovvista di questo genere di copertura. A mio avviso il quesito più annoso di fronte al quale si è trovato il giudice è stato tra il gettare in disgrazia l'azienda con tutti i lavoratori o risarcire la famiglia dell'albanese. Sotto questo profilo non credo che la giurisprudenza di merito possa venirci in aiuto, perché il problema ha carattere governativo e di sostegno alle piccole e medie industrie.  Oh no? L.M.

Update: questo è l'ennesimo caso del "salvate il giudice Ryan", solo che il salvataggio non concerne la sfera dell'influenza dei servizi sociali, ma il comparto Assicurativo e la Fondiaria S.p.A., ovvero l'organismo commerciale che ha difeso il proprio patrimonio contro la famiglia dell'albanese morto sul lavoro. La copertura assicurativa c'era e la società è una S.a.s. (società in accomandita semplice), impegnata per conto della Ponteggi Dalmine Spa.  L'infortunio è avvenuto perché la Dalmine non aveva inviato materiale sufficiente alla messa in sicurezza del cantiere allestito per il restauro di una nave da trasporto metano. Ovvero erano insufficienti i "piani" delle impalcature e l'albanese è caduto dall'altezza di 30 metri, durante il regolare orario di lavoro. Dalmine e Fondiaria possono pagare, si spera che l'auspicabile ricorso possa fare giustizia per la famiglia che ha perso il proprio congiunto.

Da leggere: il testo della sentenza dal sito di Repubblica.

end update.


"La vita di un operaio albanese
vale meno di quella di un italiano"


Torino, sentenza shock: morì sul lavoro, risarcimento ridotto. Ai familiari una somma dieci volte inferiore. All'uomo deceduto addebitato anche il 20% di concorso di colpa nella propria morte

di ALBERTO CUSTODERO

ROMA - L'operaio morto è albanese. Ma la sua vita vale meno di quella di un italiano. Ai suoi familiari, che vivono in Albania, "area ad economia depressa", va un risarcimento di dieci volte inferiore rispetto a quello che toccherebbe ai congiunti di un lavoratore in Italia. Altrimenti madre e padre albanesi otterrebbero "un ingiustificato arricchimento". Questa gabbia salariale della morte, ispirata al criterio del risarcimento a seconda del Paese di provenienza del deceduto sul lavoro, è contenuto in un sentenza shock del Tribunale di Torino.

Il giudice civile, Ombretta Salvetti, richiamandosi ad una sentenza della Cassazione di dieci anni fa, ha dunque deciso di "equilibrare il risarcimento al reale valore del denaro nell'economia del Paese ove risiedono i danneggiati". Dopo aver addebitato all'operaio deceduto il 20% di concorso di colpa nella propria morte, la dottoressa Salvetti ha riconosciuto a ciascun genitore residente in Albania la somma risarcitoria di soli 32mila euro. Se l'operaio fosse stato italiano, sarebbero state applicate le nuove tabelle in uso presso il Tribunale di Torino dal giugno 2009 in base alle quali a ogni congiunto dell'operaio morto sarebbero stati riconosciute somme fino a dieci volte superiori (fra 150 e 300 mila euro).

L'articolo prosegue su La Repubblica

Questa sentenza destinata a fare discutere in un mondo del lavoro nel quale la presenza di lavoratori stranieri è sempre più alta, è stata criticata da uno dei massimi esperti di diritto civile, l'avvocato Sandra Gracis. "In base a questo criterio del Tribunale torinese - spiega il legale - converrebbe agli imprenditori assumere lavoratori provenienti da Paesi poveri, perché, laddove muoiano nel cantiere, costa di meno risarcire i loro congiunti". "Ma ribaltando la situazione - aggiunge l'avvocato Gracis - che cosa sarebbe successo se il dipendente morto fosse stato del Principato di Monaco, oppure degli Emirati? Il risarcimento ai genitori sarebbe stato doppio o triplo rispetto a quello per un italiano?".

Secondo Sandra Gracis, "il giudice torinese s'è rifatto al una sentenza della Cassazione del 2000 peraltro non risolutiva, ignorando che la Suprema Corte, appena un anno fa, ha affermato che la "tutela dei diritti dei lavoratori va assicurata senza alcuna disparità di trattamento a tutte le persone indipendentemente dalla cittadinanza, italiana, comunitaria o extracomunitaria". Già nel 2006 la Cassazione aveva stabilito che "dal punto di vista del danno parentale, non conta che il figlio sia morto a Messina o a Milano, a Roma in periferia o ai Parioli. Conta la morte in sé, ed una valutazione equa del danno morale che non discrimina la persona e le vittime né per lo stato sociale, né per il luogo occasionale della morte".

(25 ottobre 2010)
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:00:37, in Estero, linkato 1246 volte)
Giustizia Quotidiana ha riportato più volte la voce identica, che proviene dai francescani della Custodia di Terra Santa, picchiati, "sputati" e ingiuriati in strada solo in nome del sionismo. Loro sono religiosi, ma cosa accade ai civili cristiani in Palestina? E cosa accade agli arabi cristiani di Palestina? E' vero un sito web non può essere la posizione ufficiale della Chiesa, ma non trovo giusto sconfessare quello che altri Cristiani hanno scritto e ritengono giusto dichiarare in un appello. Neppure se è Israele a chiederlo. Ha ragione il Santo Padre: No alle nuove leggi razziali di Israele nel nostro ordinamento. L.M.

SINODO: DOCUMENTO CHIESE PALESTINA,

''LEGITTIMO RESISTERE A ISRAELE''
 

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 19 ott - Un ''grido'' di dolore dei cristiani di Palestina e di Israele; oppure un documento che contiene ''affermazioni false'' e che non giova alla causa dei palestinesi: il a dividere cosi' gli animi e' il documento Kairos Palesina, stilato e firmato da autorevoli rappresentanti delle Chiese cristiane di Terra Santa e presentato oggi a pochi passi dal Vaticano, a margine del Sinodo dei vescovi sul Medio Oriente, tra il malumore israeliano e le preoccupazioni della Segretaria di Stato vaticana.

Kairos - reperibile su internet in 13 lingue al sito www.kairospalestine.ps - e' stato lanciato l'11 dicembre 2009, in seguito ll'operazione israeliana Piombo Fuso a Gaza - e' firmato da numerosi leader, non solo cattolici, tra cui il patriarca latino emerito di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah, il vescovo luterano di Terra santa e Giordania, il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, p. Rafiq Khoury, parroco a Betlemme. Definito, ''Un momento di verita'. Una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese'', nel documento i ''Cristiani Palestinesi'' dichiarano che ''l'occupazione militare della nostra terra e' un peccato contro Dio e contro l'umanita', e che ogni teologia che legittima l'occupazione e' ben lungi dagli insegnamenti cristiani, perche' la vera teologia cristiana e' una teologia di amore e di solidarieta' con gli oppressi, un appello per la giustizia e l'uguaglianza tra i popoli''.

Kairos chiede ''alla comunita' internazionale di sostenere il popolo Palestinese, che ha affrontato oppressione, spostamenti forzati, sofferenza e l'apartheid chiara per oltre sei decenni'', facendo anche appello per ''l'avvio di un sistema di sanzioni economiche e di boicottaggio contro Israele''. Il documento condanna ''tutte le forme di razzismo, sia religioso sia etnico, compreso l'antisemitismo e l'islamofobia'' ma definisce la resistenza palestinese contro Israele ''legittima'': ''La resistenza e' un diritto e un dovere per il cristiano''. Per Kairos, ''la soluzione che portera' ad una pace giusta e duratura con la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Al-Quds (Gerusalemme, ndr) come sua capitale''.

Il documento, che per alcuni e' un testo ''estremista'', e' stato appoggiato, in un messaggio, anche dall'attuale Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal e dal custode di Terrasanta, p. Pierbattista Pizzaballa. ''Facciamo nostro il loro appello ai nostri fedeli'', si legge nel messaggio.

Tuttavia, durante una conferenza stampa durante il Sinodo, Pizzaballa ha sottolineato, rispondendo ad una domanda del Jerusalem Post, che ''nessuna firma e' stata apposta al documento'': ''Non si tratta di un documento ufficiale, e non e' stato sottoscritto dalle chiese cristiane di Terra Santa.

Non c'e' stata alcuna benedizione da parte delle Chiese di Terra santa, nessuno ha firmato, il segretariato ha solo mandato un messaggio di incoraggiamento a tutte queste iniziative''.

asp/mcc/ss

Il Documento in lingua italiana


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/KAIROS.Palestine.jpg


SINODO: P. LOMBARDI,
MEDIA PARLINO DI SITUAZIONE CRISTIANI IN M.O.
 

(ASCA) - Roma, 19 ott - ''I cristiani hanno bisogno di sentire la solidarieta' di tutte le Chiese e di far conoscere la loro reale situazione. Come comunicatori siamo, pertanto, chiamati a sostenere il loro impegno per la convivenza, la tolleranza ed il dialogo''. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana e portavoce vaticano, partecipando, questa mattina a ''Medio Oriente, la testimonianza cristiana al servizio della pace'', evento promosso dal Comune di Roma, in occasione del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente. ''Occorre solidarizzare per portare avanti una riflessione su qual e' il vero posto, in Medio Oriente, dell'esercizio della liberta' religiosa e della cittadinanza, in vista della costruzione di una societa' civile piu' giusta in cui vivere''. Padre Lombardi si e' detto colpito ''dalla vitalita', dalla speranza, dall'ottimismo'' mostrato dai padri sinodali nei loro interventi. ''I cristiani del Medio Oriente sono forti, vivi e dignitosi e guardano avanti con fiducia. Quello che ci inviano e' un grande messaggio - ha concluso - e ci incoraggiano nel proseguire l'impegno assunto nei confronti del dialogo''.

All'incontro ha partecipato anche padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa: ''Le chiese cristiane - ha detto - non sono ripiegate su se stesse, ma sono, nonostante le difficolta', impegnate a portare la loro testimonianza nel campo dell'istruzione, della sanita', dell'assistenza''. ''Siamo piccoli - ha aggiunto - ma radicati e convinti, vicini agli altri, alla maggioranza, con cui facciamo i conti in positivo.

In Terra Santa, dove vivo, non ci sono ostilita' reciproche, certo ci sono anche esperienze di dolore, ma vanno di pari passo con quelle di dialogo''. ''Ebrei e musulmani - ha sottolineato il Custode - attendono la testimonianza cristiana. Tra loro non ci sono solo estremisti ma anche moderati, che non fanno chiasso, ma che vogliono un incontro culturale''. La testimonianza di convivenza, di dialogo e di tolleranza dei cristiani, per quanto importante, ''da sola non puo' portare alla pace. Siamo un numero esiguo - ha dichiarato Pizzaballa - ma la testimonianza e' il nostro contributo alla pace, ad una visione di giustizia e di perdono''.

asp/mcc/bra
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 17:24:25, in Estero, linkato 1277 volte)
P2P SEQUESTRI IN 14 PAESI EUROPEI


Prendo la notizia un po' qua e là, perché non la trovo ancora sulle agenzie ed in particolare da un paio di articoli di Wired, che linkano ad un post da torrentfreek.

Questa mattina le polizie di mezza Europa hanno operato il sequestro di server dedicati al file sharing illegale in 14 stati europei.

L'operazione promossa dalla polizia Belga e annunciata oggi dal pubblico ministero svedese Frederick Ingblad ha colpito il p2p in Germania, Inghilterra, Olanda, Ungheria, Norvegia, Svezia e anche in Italia, tanto che sarei curiosa di sapere se han fatto visita al palazzo delle Generali a Milano. 

Raid e sequestri hanno colpito anche l'Università svedese di Umea e sembra siano stati chiusi diversi siti di Malmoe e Eslov.

A beneficio di quelli del Partito Pirata italiota dichiaro: "Soltanto in Italia poteva accadere che ci fosse necessità di un intervento di Loredana Morandi per ottenere il delink del server Unina, di proprietà dello Stato Italiano presso l'Università Federico II di Napoli.

Non mi sembra inoltre neppur confacente l'atto di nominare un eccellente magistrato, ferrato soprattutto nel campo dei diritti umani, come Gennaro Francione, che ha assolto 4 schiavi dello sfruttamento commerciale del peer to peer e non gli schiavisti.

Soprattutto perché la citazione viene dagli schiavisti e dai colletti bianchi della malavita del web, gente capace di denunciare la Guardia di Finanza e l'ottimo magistrato del sequestro Pirate Bay per la mera finalità economica dell'operazione.

Per la cronaca, ma il fatto è arcinoto basta googlare, io, gravata oggi da ben 24 mesi di stalking in associazione per delinquere a copertura dello scandalo UniNapoli, fui costretta a prendere per la collottola l'avvocato dei sequestrati della  Baia e a consegnarlo nelle mani  di un eccezionale magistrato ambientalista il cui nome era speso a titolo di millantato credito nelle chat hard di un sito sardo del porno commerciale.

Taccia Gualazzi sulla magistratura, per sempre. Perché sa perfettamente che in Italia il peer to peer è rappresentato soltanto da ex o attuali venditori di pornografia e dai loro avvocati dalle mani sporche.

Uno schifo che riguarda l'intero pianeta del p2p, non solo gli italioti del sedicente partito pirata, basta dare una occhiata ai server e ai nomi dei server: da Lunatic Fringe, alla dozzina di server che si spartiscono Sharing Kindom e Storm Share, salvo poi arrivare senza alcuna censura a nomi come Sex Free Sex. Informatevi su Peerates.net.

Tutti gli articoli che ho letto recano l'intervista a Mikael Viberg della società provider PRQ, che narra di aver visto giungere alla sua porta la polizia di buon mattino. "Volevano sapere a chi appartenessero due particolari indirizzi IP, dal 2009 in poi. Il punto è che noi non raccogliamo dati sui nostri clienti: l'unica cosa che abbiamo sono indirizzi email e raramente si tratta di indirizzi tracciabili".

Affermazioni che danno adito alla domanda: "Ma che mestiere fa questo tizio?" Probabilmente solo l'elettricista, perché è intollerabile che detenga in casa propria i computer server senza sapere di che roba si tratti. Evidentemente il tizio deve essere stato credibile altrimenti sarebbe stato arrestato.

Wired infatti riporta la voce di 4 arresti e contestuali sequestri di computer personali.

Peculiare ai giorni precedenti al maxi sequestro su questo sito la rilettura di articoli vecchissimi che narrano la vicenda di UNINA, lo scandalo italiano per eccellenza.

I conti si fanno sulla punta delle dita: la polizia belga ha monitorato i server di 14 paesi per due anni prima dell'odierno sequestro.

In Italia, dopo un anomalo sonno lungo 4 anni 4, sono stati necessari 45 giorni di sciopero della fame di Loredana Morandi e l'articolo del 10 settembre 2010 sul quotidiano Epolis, per fare quel che non aveva fatto Domenico Vulpiani in precedenza. E quella gente è stata talmente tranquilla da creare una società a responsabilità limitata del settore hosting, che conta ben 40.000 domini e un capitale (derubato ai contribuenti) interamente versato.

In quale parte non è chiara la frase: "quattro anni di peculato d'uso ai danni di beni di proprietà dello Stato Italiano e in danno alla popolazione studentesta partenopea"?

Per perdere un bel titolo a 4 colonne sui quotidiani locali e nazionali, considerato che si trattava di dottorandi e altri a stipendio universitario, vuol dire che: A) la magistratura non è mai stata informata dalla postale; B) che qualcuno tra Roma e Napoli intrattiene rapporti di natura economica con la delinquenza comune del web.

Come mai dalla ferita aperta il Ministero dell'Istruzione, che non ha fondi da destinare all'impiego degli insegnanti precari, fuoriescono migliaia di euro per mantenere FTP Unina e costringere dozzine di società cinematografiche e musicali internazionali a scaricarsi ogni settimana l'intero database?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 05/09/2010 @ 12:26:30, in Estero, linkato 1202 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sakineh-mohammadi-ashtiani.jpg

SAVE SAKINEH !

Caro Presidente Ahmadinejad,

non si faccia fregare dai suoi clerici. La lapidazione di questa donna e delle altre che potrebbero seguirla saranno usate per giustificare ogni azione violenta e di sopraffazione ai danni del popolo iraniano.

Difenda il suo paese e l'antico retaggio culturale e civile dei popoli persiani.
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Di Loredana Morandi (del 15/08/2010 @ 15:53:27, in Estero, linkato 13206 volte)
Viviamo in un mondo inaccettabile... L.M.

Santuario Lourdes evacuato per allarme bomba


Evacuati e messi in sicurezza 30mila pellegrini. Gli italiani stanno tutti bene


LOURDES (FRANCIA) 15 agosto 2010, 15:37 - Circa 30 mila pellegrini stanno lasciando il santuario di Lourdes a causa di un allarme bomba. Lo si e' appreso all'Ufficio stampa del santuario francese.

Anche al santuario si celebra oggi la festivita' dell'Assunzione. ''L'allarme bomba e' stato ricevuto dal commissariato'' di polizia del luogo di culto sui Pirenei ''e vi e' stato annunciato che quattro bombe esploderanno alle 15 sul sito del santuario'', ha riferito il responsabile dell'Ufficio stampa, Pierre Adias. ''Stiamo evacuando il santuario'', ha detto ancora il funzionario aggiungendo che ''tutto si svolge nella calma''.

TUTTI I PELLEGRINI IN SICUREZZA - Tutti i pellegrini presenti a Lourdes sono stati allontanati dall'area del santuario e sono in sicurezza. E' quanto ha detto il responsabile dell'Unitalsi di Lourdes, Emanuele Boero, spiegando che si tratta della prima volta nella storia che si verifica un allarme del genere a Lourdes. "Ci hanno avvisato dalla gendarmeria e poi mi ha convocato il sindaco per dire che c'era l'allarme bomba - ha detto Boero a Skytg24 - e dopo un primo stupore tutti ci siamo allontanati. Forse nell'area del santuario, che è molto vasta, c'erano anche più di 30 mila persone, anche perché in questi giorni c'é il pellegrinaggio francese. Sono presenti anche degli italiani, in particolare un gruppo dalla Sicilia. Tutti stanno bene". Boero ha detto che si è in attesa ora delle attività di bonifica della basilica, anche se il termine delle 15 per l'esplosione delle bombe è scaduto senza alcun problema.

ARTIFICIERI SETACCIANO SANTUARI EVACUATI - Artificieri, con l'ausilio di cani specializzati nella ricerca di esplosivi, stanno esaminando i santuari di Lourdes evacuati in seguito alla chiamata anonima che ha segnalato la presunta presenza di quattro bombe. Lo ha riferito un portavoce del luogo di pellegrinaggio. Le cancellate della basilica dell'Immacolata concezione, la Basilica del rosario, la chiesa sotterranea di San Pio X e altre parti dei santuari compresa la grotta sono chiuse e numerosi pellegrini attendono nei pressi. Alcuni intonano canti.

ALLARME BOMBA ANCHE NEL 2002 - Non è il primo allarme bomba quello lanciato oggi nel santuario cattolico di Lourdes: il 27 ottobre del 2002 una allerta provocò l'evacuazione della chiesa di San Pio X. Lo ricorda il responsabile dell'Ufficio stampa, Pierre Adias, intervistato da La Depeche. Sulla riapertura del santuario, Adias non ha dubbi: "Non c'é alcun motivo per rimanere chiusi, una volta che verranno date tutte le garanzie di sicurezza".
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2010 @ 18:37:10, in Estero, linkato 1594 volte)

Intercettazioni, Onu: rivedere ddl.

Frattini: sconcertato

 

GINEVRA/MILANO martedì 13 luglio 2010 15:49 (Reuters) - Il ddl intercettazioni, che arriverà in aula alla Camera alla fine del mese, mette a rischio la libertà di espressione e le indagini sulla corruzione. Lo ha detto oggi Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, chiedendo che venga accantonato o rivisto.

La dichiarazione ha lasciato "sorpreso e sconcertato" il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha detto che prima di fare "interventi del genere" le proposte legislative andrebbero lette.

"Queste disposizioni potrebbero impedire ai giornalisti di fare giornalismo investigativo in campi di interesse pubblico, come la corruzione, data l'eccessiva durata dei processi in Italia", ha detto La Rue in una nota, definendo sproporzionate le pene per i giornalisti e gli editori che pubblicano fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative prima dell'inizio dei processi. "Se adottato nella corrente forma, (il ddl) potrebbe minare l'esercizio del diritto di libertà d'espressione in Italia".

Il ddl dovrebbe essere approvato entro l'estate, anche se il governo ha detto che la sua ratifica dipenderà dagli emendamenti e che il testo è aperto a modifiche.

"In tutti i Paesi liberali e democratici del mondo non è consentito alla pubblica accusa divulgare prima della sentenza definitiva elementi di indagine che devono restare segreti: questo per la semplice ragione che in democrazia si tutelano anche i diritti degli indagati", ha detto oggi Frattini ai giornalisti a margine di un convegno a Milano, aggiungendo che "il processo mediatico è una barbarie, non un principio di diritto".

"In uno stato democratico e liberale quale è l'Italia, il parlamento sovrano decide, e sulle proposte in itinere nessuno deve e può interferire".

Secondo La Rue, il fatto che il ddl preveda che qualsiasi persona non giornalista professionista, che registri e pubblichi conversazioni senza il consenso delle persone coinvolte possa essere condannata ad un massimo di quattro anni di carcere, violerebbe un trattato internazionale che tutela i diritti civili e politici, che l'Italia ha ratificato.

La Rue ha detto poi di essere pronto a consigliare il governo italiano su come rendere il disegno di legge conforme agli standard internazionali sulla libertà d'espressione, e ha anche aggiunto che spera possa avere l'autorizzazione per fare un viaggio in Italia per esaminare lo stato della libertà di stampa.


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Intercettazioni/ Craxi: Inaccettabili interferenze Onu su ddl

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Roma, 13 lug. (Apcom) - "Sono inaccettabili le condanne preventive di chi, a nome di organismi internazionali, si arroga il diritto di interferire su di un ...

Intercettazioni: Frattini, sconcertato da posizione Onu

Primaonline.it - ‎3 ore fa‎
MILANO (MF-DJ)–”Sono profondamente sorpreso e sconcertato” dalla presa di posizione del relatore speciale dell'Onu per la liberta' di espressione, ...

Intercettazioni: l'Onu “Modificare o abolire il ddl”

NanoPress (Blog) - ‎3 ore fa‎
L'Onu interviene nella vicenda del ddl intercettazioni, ribattezzato dall'opposizione e da parte dell'opinione pubblica “legge bavaglio“. ...

Anche l'Onu dice "no" alla legge bavaglio

In dies (Blog) - ‎3 ore fa‎
Anche l'Onu ha detto "no" al ddl anti intercettazioni, la cosiddetta legge-bavaglio. Anzi, le Nazioni Unite si propongono anche una missione Italia, ...

Intercettazioni:Onu,Frattini sconcertato

Wuz. Cultura&Spettacolo - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 13 LUG - Il ministro degli esteri Frattini e' 'sconcertato' dalla posizione dell'Onu che ha chiesto l'abolizione del ddl intercettazioni. ...

Intercettazioni, interviene l'Onu "Legge da abolire o modificare"

La Repubblica - ‎4 ore fa‎
Le Nazioni Unite chiedono al governo di intervenire sul ddl perché "può minare il diritto alla libertà di espressione" e annunciano missione nel 2011 per ...

Ddl intercettazioni: l'Onu consiglia modifiche

NotiziarioItaliano.IT - ‎4 ore fa‎
GINEVRA - Il relatore speciale sulla libertà d'espressione dell' ONU, Frank La Rue, ha bacchettato l'Italia sull'adozione del ddl intercettazioni. ...

Onu: "abolite la legge sulle intercettazioni"

Sabato Sera Online - ‎4 ore fa‎
"Se adottata nella formulazione attuale, potrebbe minare la fruizione dei diritti sulla libertà di espressione in Italia". Italia. Dopo l'Osce, l'Onu. ...

Dubbi Onu, Frattini "sconcertato".Intercettazioni, "decide il ...

TGCOM - ‎4 ore fa‎
Il ministro degli Esteri Franco Frattini dice di essere "sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell'Onu" sul disegno di legge delle ...

Intercettazioni: Frattini, sconcertato da posizione Onu (2)

Libero-News.it - ‎4 ore fa‎
(Adnkronos) - A margine del Forum Euromediterraneo che si e' appena concluso a Milano, Frattini ha sottolineato che "in tutti i Paesi liberali e democratici ...

INTERCETTAZIONI: S. CRAXI, INACCETTABILE CONDANNA PREVENTIVA ONU

Diritto-oggi - ‎4 ore fa‎
(AGI) - Roma, 13 lug. - Stefania Craxi ha stigmatizzato le critiche al ddl intercettazioni arrivate dal relatore speciale dell'Onu sulla liberta' di ...

Legge bavaglio, esperto dell'Onu in libertà di espressione ...

Barimia - ‎4 ore fa‎
La libertà di espressione in Italia è ancora al centro delle polemiche e, questa volta, a esprimersi in merito non sono esponenti dell'opposizione di ...

L'Onu: il ddl sulle intercettazioni va abolito o rivisto

4minuti.it - ‎4 ore fa‎
BRUXELLES (13 luglio 2010) - L'Onu ha bocciato il ddl sulle intercettazioni. Lo ha fatto tramite il relatore speciale Frank La Rue con un comunicato. ...

L'Onu: “Modificare o abolire la legge sulle intercettazioni”

Varese News - ‎4 ore fa‎
Modificare o abolire il progetto di legge sulle intercettazioni. Questa volte ad intervenire è direttamente l'Organizzazione delle nazioni unite che critica ...

Intercettazioni/ Onu a Italia: Abolire o modificare disegno -2-

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 13 lug. (Apcom) - "La durezza delle pene previste potrebbe minare seriamente i diritti soggettivi di coloro che cercano e diffondono informazioni, ...

Ddl intercettazioni: Onu, minaccia a liberta' di espressione

Primaonline.it - ‎4 ore fa‎
GINEVRA (MF-DJ)–Il disegno di legge sulle intercettazioni, nella sua attuale formulazione, metterebbe a repentaglio la liberta' di espressione. ...

Onu avvisa l'Italia: il ddl intercettazioni va abolito

Julie News - ‎4 ore fa‎
NEW YORK - Si tratta di un intervento che non ha molti precedenti, nel mondo occidentale: l'Onu interviene nel processo di formazione di una legge, ...

Intercettazioni/Onu a Italia: Abolire o modificare disegno legge

APCOM - ‎4 ore fa‎
Roma, 13 lug. (Apcom) - Il disegno di legge 1415 sulle intercettazioni "va abolito o rivisto". Sono le conclusioni cui giunge il rapporto stilato da Frank ...

Ddl intercettazioni, l'Onu: Cambiate il progetto di legge

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎5 ore fa‎
Il relatore speciale sulla libertà d'espressione preoccupato dalle sanzioni contro i giornalisti e gli editori. Il ddl intrcettazioni, la cui discussione è ...

INTERCETTAZIONI: ONU, GOVERNO RITIRI O MODIFICHI TESTO

Diritto-oggi - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Ginevra, 13 lug. - Il governo italiano deve “ritirare o modificare” il progetto di legge sulle intercettazioni perche', se approvato nel testo ...

Intercettazioni: Onu, ddl va abolito

ANSA.it - ‎5 ore fa‎
(ANSA) - GINEVRA, 12 LUG - Il governo italiano deve 'abolire o modificare' il progetto di legge sulle intercettazioni, afferma l'Onu. ...

Ultima ora da Reuters

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎5 ore fa‎
GINEVRA (Reuters) - Il disegno di legge italiano per limitare la pubblicazione delle intercettazioni potrebbe limitare la libertà di espressione e limitare ...

Onu su ddl intercettazioni: «Da abolire o modificare»

Libero-News.it - ‎5 ore fa‎
print finale e ultime modifiche per il ddl intercettazioni, giunto in prossimità del traguardo in Commissione Giustizia alla Camera. ...

INTERCETTAZIONI: ONU, LEGGE ITALIANA MINACCIA LIBERTA' ESPRESSIONE

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 13 lug - La nuova legge sulle intercettazioni che il governo italiano intende far approvare e' una minaccia per la liberta' di espressione. ...

Intercettazioni, scontro Onu-Italia

La Stampa - ‎5 ore fa‎
Il governo italiano «deve abolire o modificare» il ddl perchè «se il testo fosse approvato nella forma attuale, minerebbe il diritto alla libertà di ...

Intercettazioni: Onu, ddl va o soppresso o rivisto

Libero-News.it - ‎5 ore fa‎
Ginevra, 13 lug. - (Adnkronos) - La legge sulle intercettazioni deve essere "o eliminata o rivista". Lo afferma in un comunicato il relatore speciale Onu ...

Intercettazioni, l'Onu: “Il Ddl va abolito o rivisto”

Giornalettismo - ‎5 ore fa‎
Si muovono addirittura le Nazioni Unite: “Il governo Italiano deve lasciar perdere la legge sulle intercettazioni: se approvata, rischia di minare il ..
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Di Loredana Morandi (del 18/06/2010 @ 06:49:25, in Estero, linkato 1395 volte)
Mafia, Falcone ricordato all'Onu

Commemorato all'Assemblea generale

La figura di Giovanni Falcone è stata ricordata nel corso dell'Assemblea generale dell'Onu a New York. Aprendo i lavori della riunione dedicata al crimine organizzato transnazionale, il presidente dell'Assemblea, Ali Abdussalam Treki, ha commemorato "quanti hanno perso la vita difendendo i valori della giustizia e della libertà. Tra questi - ha aggiunto - c'è Giovanni Falcone". Hanno partecipato all'Assemblea anche i ministri Maroni e Alfano.

"Il suo lavoro e il sacrificio hanno gettato le basi per l'adozione della Convenzione di Palermo sul crimine organizzato transnazionale. Il miglior modo per ricordare le vittime è proprio quello di rafforzare le ratifiche della Convenzione e dei suoi protocolli", ha detto Abdussalam Treki riferendosi al giudice ucciso dalla mafia nella strage di Capaci con moglie e scorta il 23 maggio 1992.

La Convenzione è stata ratificata da circa 150 Paesi. Nella delegazione italiana oltre ai ministri dell'Interno e della Giustizia italiani, è presente anche il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso.
Voto:

Ultimo aggiornamento ore 19:20
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo484295.shtml
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 19:56:08, in Estero, linkato 1401 volte)
Sono convinta che l'economia britannica non possa farne a meno, ma continuo a sentirmi sempre più infelice di essere cittadina europea e non condivido nessuna ipocrisia con quel parlamento o con i suoi membri...

Gran Bretagna, esplusione
per migliaia di bambini afghani
richiedenti asilo



PEACE REPORTER La decisione è stata presa dopo una riunione dei ministri dell'Interno e della Giustizia dell'Unione Europea. Associazioni per i diritti umani fortemente critiche - Il Guardian ha rivelato oggi che le autorità britanniche per il controllo delle frontiere sono pronte ad espellere migliaia di bambini afghani arrivati nel Paese senza accompagnatori e in cerca di asilo. 

Secondo il giornale britannico, le autorità vorrebbero riuscire ad espellere ogni mese 12 ragazzi minorenni e ad assistere al loro re-inserimento direttamente a Kabul, dove a questo scopo sarà costruito un centro da quattro milioni di sterline per la loro reintegrazione. Stando ai dati del ministero dell'Interno, sarebbero oltre 4.200 i minorenni arrivati in Gran Bretagna senza essere accompagnati da un adulto. Di questi, gli afghani sono il gruppo più numeroso. Nei primi tre mesi del 2010, sono già 400 i minorenni che hanno fatto richiesta per ottenere asilo nel Regno, quasi la metà di questi erano afghani.

La decisione di espellere i minori segna un importante cambio di direzione nelle politiche del governo britannico, ma è parte di un piano europeo delineatosi nel corso di una riunione dei ministri dell'Interno e della Giustizia che si è tenuta giovedì scorso in Lussemburgo. Anche la Norvegia ha annunciato l'apertura di un suo centro per l'accoglienza dei minorenni a Kabul, così come Svezia, Danimarca e Olanda si starebbero preparando ad espellere i ragazzi. Questo piano è già stato criticato dalle associazioni per i diritti umani.

Simone Troller di Human Rights Watch ha dichiarato al Guardian: "Prima di espellere bambini vulnerabili in posti come l'Afghanistan i governi dell'Unione dovrebbero accertarsi che la cosa venga fatta nei migliori interessi di questi minori".

***

Gb/ Londra dà il via a piano espulsione minori verso Afghanistan

Stanziati 4 mln sterline per "centro reintegrazione" a Kabul

Roma, 8 giu. (Apcom) - L'Agenzia per l'Immigrazione britannica dispone di 4 milioni di sterline per creare un "centro reintegrazione" in Afghanistan dove accogliere i minori espulsi dalla Gran Bretagna. Il nuovo governo conservatore non intende infatti - rivela oggi il Guardian - fare favori a nessuno e vuole rispedire a Kabul i minori non accompagnati richiedenti asilo.

Il progetto iniziale prevede l'espulsione verso l'Afghanistan di 12 ragazzi sotto i 18 anni ai quali viene assicurata una "assistenza alla reintegrazione" oltre che di 120 adulti ogni mese. In totale saranno circa 150 i teenager "riallocati" in Afghanistan in un anno, che resteranno nel centro fino al raggiungimento della maggiore età.

I dati dell'Agenzia registrano 4.200 minori non accompagnati richiedenti asilo in Gran Bretagna, in gran parte sostenuti dai servizi sociali. Quelli provenienti dall'Afghanistan costituiscono il gruppo più numeroso.

Il piano britannico rientra nel quadro più ampio di quello europeo, ricorda il Guardian. La Norvegia ha da poco annunciato un centro accoglienza a Kabul; Svezia, Danimarca e Norvegia stanno anche loro preparando il rientro di decine di ragazzini nella capitale afgana. I ministri degli Interni e della Giustizia Ue hanno da poco approvato un piano per la creazione di centri di accoglienza "che possano assicurare l'assistenza dei minori per i quali non è stato possibile ritrovare la famiglia".
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 15:59:27, in Estero, linkato 1320 volte)
Suscita spavento il pensiero che l'italia si disfi dell'arresto in flagranza di reato (l'emendamento è nel ddl delle intercettazioni) mentre il paese a frontiere aperte rischia di accogliere i "comunitari" ricercati dalla polizia polacca per reati contro minori... L.M.

chi ha stuprato un minore di 15 anni ora rischia fino a 15 anni di reclusione


Polonia: per pedofili e autori di incesto
potrà scattare la castrazione chimica


Al via la nuova legge che prevede che dopo la pena il condannato possa essere sottoposto al trattamento

MILANO - Una decisione che riaprirà il dibattito sulle pene applicabili ai condannati. D'ora in poi in Polonia un tribunale potrà ordinare la castrazione chimica per i condannati per pedofilia e incesto. Sono infatti entrate in vigore nuove norme, votate dal parlamento di Varsavia lo scorso settembre, in base alle quali una persona condannata per stupro su un minore di età inferiore ai 15 anni o su un familiare «può essere sottoposto obbligatoriamente, su decisione di un tribunale, ad una terapia farmacologica e una psicoterapia, mirata a diminuire le pulsioni sessuali», una volta scontata la pena in carcere.

NUOVE DISPOSIZIONI - Le nuove disposizioni legali sono volute lo scorso anno dal premier Donald Tusk, sull’onda del caso di un uomo di 45 anni che aveva sequestrato e violentato per sei anni la figlia, oggi 21enne. Sino a lunedì scorso, le pene previste per stupro di minore o di un membro della famiglia andavano dai 2 ai 12 anni di prigione, ora passano da 3 a 15 anni. Sino a tre anni per le persone che cercano di adescare minori via internet. Prima di disporre il trattamento chimico per uno specifico caso, il tribunale dovrà ascoltare l’opinione di psichiatri, sessuologi e psicologi, che dovranno indicare la terapia più adatta.

Redazione online
Corriere Sera 08 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 11:50:38, in Estero, linkato 1343 volte)
Kosovo/ Eulex boccia sistema giudiziario:
debole e inconsistente

Centinaia di migliaia i giudizi pendenti da smaltire


Belgrado, 4 giu. (Apcom-Nuova Europa) - Il sistema giudiziario kosovaro "mostra segni di debolezza" e la sua capacità "di procedere nel calendario delle riforme è molto fragile e inconsistente". Un giudizio molto severo quello che arriva dal rapporto odierno pubblicato dalla missione dell'Ue in Kosovo, Eulex, sul sistema giudiziario di Pristina. . La valutazione è in linea con quella emessa di recente dall'International Crisis Group (Icg) che ha valutato tra i 200.000 e i 300.000 i giudizi pendenti in Kosovo, con tempi di smaltimento, ai ritmi attuali delle giustizia kosovara, di almeno otto anni. Il business e la politica affliggono il sistema giudiziario dell'autoproclamato stato "a livelli diversi e sotto varie forme" si legge nel rapporto Eulex.

Il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia il 17 Febbraio 2008. A oggi - riconosciuto internazionalmente da 69 dei 192 Paesi Onu e 22dei 27 Paesi UE- resta sotto la supervisione internazionale di Eulex, della missione Onu, Unmik, di quella Nato, Kfor, e della Cancelleria civile internazionale (Ico).
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