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 Miuu piccina... di Lunadicarta
 
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La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Platone
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 13/04/2010 @ 08:27:28, in Estero, linkato 1393 volte)
Il giudice Eduard Ciuvashiov era in prima linea contro gli ultranazionalisti
Nei giorni scorsi il processo contro tre naziskin per tre tentati omicidi

Assassinato a Mosca
un magistrato antinaziskin

MOSCA - E' un giudice del tribunale di Mosca impegnato contro i naziskin, Eduard Ciuvashiov ucciso stamane con colpi d'arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata mentre stava uscendo dalla sua abitazione, in una zona centrale della capitale, a un chilometro dalla sede del governo e a poche centinaia di metri da Moscow City, la cittadella finanziaria. Ciuvashiov era un giudice in prima linea contro gli ultranazionalisti, in genere skinhead e naziskin, oltre 50 mila in tutto il Paese, di cui circa 20 mila a Mosca. Un triste primato a livello europeo, in un ex Paese comunista che ha sacrificato 27 milioni di uomini contro il nazismo ma che dopo il crollo dell'Urss si è scoperto sempre più nazionalista e xenofobo verso gli ex popoli "fratelli".

Il processo nel quale Ciuvashiov era stato impegnato nei giorni scorsi riguardava tre giovani naziskin tornati alla sbarra per tre tentati omicidi: uno degli imputati si è visto aumentare di due anni la pena precedente (20 anni), mentre per gli altri due è rimasta immutata essendo già stati condannati al massimo della pena in primo grado (10 anni in quanto minorenni).

Lo scorso febbraio, invece, aveva presieduto il collegio che aveva processato una banda di skinhead denominata 'Lupi Bianchi: dei 12 imputati, tre erano stati assolti, mentre altri nove erano stati condannati a pene da sei anni e mezzo a 23 anni di prigione, per sei degli undici omicidi a sfondo razzista contestati dall'accusa. La banda era guidata da un diciottenne, Alexiei Dziavakhishvili, che si considerava un russo doc benché di origini georgiane: i giudici gli hanno inflitto sette anni di reclusione. Il gruppo faceva spedizioni contro persone dall'aspetto non slavo: prima le picchiavano e poi le uccidevano a colpi di coltello e di cacciavite, gridando slogan come "La Russia ai russi, Mosca ai moscoviti". Gli assalitori filmavano i loro blitz e poi li diffondevano su internet insieme ai loro commenti. Nessuno degli imputati ha professato pentimento per i fatti commessi e ha abiurato le proprie idee ultranazionaliste.

Il giudice si era occupato anche delle indagini a carico di un gruppo ultranazionalista guidato da Artur Rinò and Pavel Skacevski, già condannati a fine 2008 a 10 anni - in quanto minorenni - per una ventina di atroci omicidi razzisti e per una dozzina di tentativi analoghi, filmati e diffusi su internet: un anno per ogni due omicidi, senza considerare quelli tentati. "Volevamo ripulire la città da coloro che non sono russi", si era giustificato al processo Rinò, senza mai pentirsi, al pari dei suoi compagni. Si erano conosciuti tutti su internet e durante comizi di gruppi di estrema destra. In 15 mesi, tra l'agosto 2006 e l'ottobre 2007, nella regione di Mosca, avevano dato la caccia con coltelli e mazze da baseball a persone dall'apparenza 'non slava', filmando le loro 'imprese' e scaricando le immagini su internet. Le loro vittime erano immigrati, prevalentemente di origine caucasica o centrasiatica: tagiki, azeri, ukbeki, armeni, anche cinesi, tutti rei di non avere sangue slavo e di "rubare lavoro" ai russi.

La Repubblica

Giudice freddato in pieno centro a Mosca

Corriere Canadese
MOSCA - Era stato minacciato ma non voleva la scorta perché, diceva, mi bastano la legge e la giustizia. Invece ieri mattina Eduard Ciuvashiov, ...

Mosca, ucciso un noto magistrato antinazista

Informazione libera net1news
MOSCA ( RUSSIA ) - Si chiamava Eduard Chuvashov ed è stato ucciso con dei colpi d'arma da fuoco al petto e alla testa. Il giudice, aveva condannato per ...

Naziskin russi e omicidio di un giudice

Newnotizie
Sangue a Mosca, un alto magistrato russo è stato ucciso stamani. Con ogni probabilità i mandanti dei sicari sono da ritenersi vicini alle frange estremiste ...

Russia, giudice ucciso nel centro di Mosca

Reuters Italia
MOSCA (Reuters) - Un giudice russo che aveva condannato per crimini razziali un gruppo di neonazionalisti russi è stato ucciso oggi sulle scale di casa ...

Mosca, ucciso un giudice

Giornale Radio Rai
Assassinato a colpi di arma da fuoco uno dei magistrati più in vista contro gli emergenti gruppi ultra-nazionalisti. A febbraio la vittima era riuscita ad ...

Mosca: assassinato giudice contro i naziskin

Newnotizie
Stamattina è stato assassinato un giudice russo del tribunale di Mosca, Eduard Ciuvashiov, fortemente impegnato contro gli ultranazionalisti, ...

10/4 Ucciso giudice a Mosca, Russia (Paolo Rossi)

Notizie news (Blog)
E' stato ucciso a Mosca il giudice Eduard Chuvashov, considerato il magistrato capofila nella lotta alla criminalità russa, in particolare contro i naziskin ...

Russia, giudice ucciso nel centro di Mosca

Reuters Italia
MOSCA (Reuters) - Un giudice russo è stato ucciso oggi sulle scale di casa sua mentre stava uscendo per andare a lavoro, ha riferito un portavoce del ...

Giudice anti-nazi ucciso a Mosca

Il Manifesto (Abbonamento)
Eduard Chuvashov, un giudice federale che si occupava di vari processi a carico di estremisti di destra, è stato ucciso questa mattina a colpi di pistola ...

Russia, ucciso giudice a Mosca: indagava sui naziskin

Barimia
Un giudice della Corte Cittadina di Mosca, impegnato contro i neonazisti è stato ucciso da un ignoto killer questa mattina nel pieno centro della capitale ...

Ucciso a Mosca magistrato anti naziskin

Panorama
(ANSA) - MOSCA, 12 APR - Un alto magistrato russo anti naziskin,Eduard Ciuvashiov, e' stato ucciso questa mattina mentre uscivada casa, nel centro di Mosca. ...

Russia, giudice ucciso a Mosca. Condannò i Lupi bianchi per ...

Adnkronos/IGN
Mosca, 12 apr. - (Adnkronos/Dpa) - Il giudice di un tribunale municipale di Mosca è stato ucciso a colpi di arma da fuoco davanti alla sua abitazione questa ...

Mosca, assassinato giudice anti-naziskin

RomagnaOggi.it
MOSCA - E' stato assassinato a Mosca a colpi d'arma da fuoco Eduard Ciuvashiov, un giudice del tribunale di Mosca impegnato contro i naziskin. ...

Russia: ucciso magistrato che indagava sui "Lupi bianchi"

Sabato Sera Online
Russia. Eduard Chuvashov giudice della Corte cittadina di Mosca, è stato assassinato oggi davanti al suo appartamento a Mosca. Il giudice si trovava sulle ...

Mosca, ucciso il giudice anti-naziskin

Libero-News.it
' stato ucciso in pieno centro a Mosca un giudice impegnato contro i neonazisti. Eduard Ciuvashiov stava uscendo dalla sua abitazione, in una zona centrale ...

GIUDICE UCCISO A MOSCA, INDAGAVA SUI NAZISKIN

AGI - Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) - Mosca, 12 apr. - Eduard Chuvashov, il magistrato ucciso a Mosca stamani era incaricato di numerosi dossier scottanti. In particolare gli ambienti ...

Russia/ Assassinato un giudice della corte cittadina di Mosca

Virgilio - ‎12/apr/2010‎
Roma, 12 apr. (Apcom-Nuova Europa) - Un giudice della Corte cittadina di Mosca, Eduard Chuvashov, è stato assassinato oggi sulle scale del suo appartamento ...

Ucciso a Mosca magistrato impegnato contro la mafia

Rainews24 - ‎12/apr/2010‎
Secondo fonti della polizia un killer gli ha sparato sulle scale mente usciva dal suo appartamento nel centro della capitale intorno alle 9 locali. ...

Mosca, ucciso il magistrato capofila nella lotta alla criminalità

La Stampa - ‎11/apr/2010‎
Un alto magistrato russo, Eduard Chuvashiov, è stato ucciso questa mattina mentre usciva da casa, nel centro di Mosca. Lo scrivono le agenzie russe citando ...

un magistrato antinaziskin

La Repubblica - ‎11/apr/2010‎
MOSCA - E' un giudice del tribunale di Mosca impegnato contro i naziskin, Eduard Ciuvashiov ucciso stamane con colpi d'arma da fuoco sparati a distanza ...
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Storie di ordinaria follia in Iraq ...

'Wikileaks.org' ha pubblicato il filmato


Scambiano teleobiettivi per lanciarazzi
e fanno fuoco, uccisi reporter

Roma - (Ign) - Il 12 luglio 2007 i piloti di un elicottero Apache in volo su Baghdad hanno scambiato i teleobiettivi delle macchine fotografiche dei giornalisti per armi e hanno aperto il fuoco.

Roma, 6 apr. (Ign) - Reporter scambiati per terroristi e uccisi in un raid americano in Iraq. E' quanto accaduto il 12 luglio 2007, quando i piloti di un elicottero Apache in volo su Baghdad hanno scambiato i teleobiettivi delle macchine fotografiche dei reporter per lanciarazzi e, secondo le regole di ingaggio in guerra, hanno aperto il fuoco. Quel giorno sono morti Namir Noor Eldeen, reporter dell'agenzia Reuters a Bagdad, il suo autista Said Chmagh e altre 10 persone.

Tre anni dopo, l'episodio è venuto alla luce grazie al sito 'Wikileaks.org' che ha diffuso una copia del video registrato da una telecamera a bordo del velivolo dopo averlo ricevuto da una fonte. Nel filmato si vede un gruppo di persone che cammina, tra cui Noor Eldeen e Said Chmagh che hanno le macchine fotografiche in spalla. Quando uno di loro si abbassa per controllare cosa accade dietro l'angolo di un muro, il teleobiettivo viene identificato come un'arma e sul gruppo di persone viene aperto il fuoco.

Secondo quanto diffuso dalla versione ufficiale, i due elicotteri sono intervenuti per proteggere una pattuglia statunitense: il comando Usa ha diffuso un breve rapporto nel quale precisa che gli uomini della Reuters non avrebbero fatto nulla per farsi riconoscere come giornalisti.
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Di Loredana Morandi (del 03/04/2010 @ 09:13:20, in Estero, linkato 1380 volte)
In effetti non c'è nessun paragone... ma a Gaza è genocidio, perché i missili kassam  negli anni sono divenuti complementi d'arredo per i giardini israeliani. E non si tratta di un fatto limitato al territorio, ma stiamo osservando un lungo e violento braccio di ferro contro gli Stati Uniti.. L.



PEDOFILIA: VATICANO, "NO A PARAGONI CON ANTISEMITISMO"

(AGI) - Roma, 2 apr. - E' di nuovo tensione tra il Vaticano e il mondo ebraico, dopo il paragone fatto dal predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, tra l'antisemitismo e le accuse alla chiesa cattolica per lo scandalo dei preti pedofili. Cantalamessa aveva letto una missiva a lui inviata da un amico ebreo. "Non credo sia un paragone appropriato", sono le parole del portavoce vaticano, Federico Lombardi, "ecco perche' la lettera va intesa come la solidarieta' espressa da un ebreo". Lombardi ha escluso un coinvolgimento del papa nella redazione del sermone di Cantalamessa.

PEDOFILIA: MONDO EBRAICO, "NO A PARAGONI CON ANTISEMITISMO"

(AGI) - Roma, 2 apr. - Il mondo ebraico si indigna al paragone tra antisemitismo e accuse alla chiesa per lo scandalo dei preti pedofili, fatto dal predicatore pontificio Raniero Cantalamessa. Il Centro Simon Wiesenthal ha affermato: "Queste affermazioni ingiuriose sono state fatte in presenza del Papa e il Papa stesso deve chiedere scusa". Il Consiglio ebraico della Germania ha trovato il sermone di Cantalamessa "insolente, osceno e offensivo verso le vittime degli abusi e verso le vittime dell'Olocausto" .

***
Sette raid solo ieri.

Gaza, rappresaglia israeliana contro razzi:
feriti 3 bimbi. Scontri in Cisgiordania

Hamas invita gruppi armati alla cautela. Tel Aviv avverte: operazione su larga scala se non cessano gli attacchi

ROMA (2 aprile) - Sono almeno sette i raid aerei israeliani condotti ieri sera nella Striscia di Gaza. Tra i feriti anche tre bambini di due, quattro e undici anni. A provocare la reazione l'intensificarsi dei lanci di razzi contro Israele da parte dei miliziani islamici che operano nella Striscia di Gaza in uno schema di botta e risposta che richiama la genesi della campagna militare contro gli estremisti islamici di Hamas a Gaza condotta da Israele nell'ambito dell'operazione Piombo fuso all'inizio dell'anno scorso. Un nuovo razzo in mattinata è stato lanciato della striscia di Gaza nella città israeliana di Ashqelon, senza provocare vittime né danni. Intanto la Gran Bretagna invita le parti a negoziare, mentre gli Usa invitano palestinesi e israeliani a privilegiare il dialogo, non la violenza

In uno dei raid condotti da caccia ed elicotteri israeliani a Gaza sono stati distrutti quelli che le forze armate israeliane descrivono come depositi di munizioni. Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz sono stati sparati almeno 7 missili, quattro dei quali nei pressi di Khan Younis. Un quinto missile è stato esploso contro un edificio che ospita un'industria casearia, secondo quanto riportano fonti di Hamas. Fonti mediche hanno precisato che schegge delle bombe israeliane hanno ferito tre bambini: Malak al-Arabid di un anno, il fratello Saad di 4 e Abdul Rahm Sarsur di 11. Colpito anche il campo profughi di Nusseirat.

Cisgiordania, proteste e raduni sfociano in scontri. Oggi, intanto, sono sfociati in scontri e sassaiole con le forze di sicurezza israeliane alcuni raduni e proteste organizzati in Cisgiordania da dimostranti palestinesi e - sul fronte opposto della barricata - da coloni ebrei e militanti dell'estrema destra. Tensioni particolarmente vive si sono registrate a margine delle manifestazioni promosse nell'ambito delle tradizionali proteste del venerdì nei dintorni di Ramallah e lungo il tratto della barriera di separazione che corre vicino a Betlemme, dove le forze israeliane hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma alle pietre. Alla fine si sono contati alcuni contusi su entrambi i fronti, mentre un dimostrante, colpito in pieno da un proiettile di gomma, ha riportato una ferita di media entità. Arrestato, inoltre, un attivista americano che protestava al fianco dei palestinesi. Nelle vicinanze dell'insediamento ebraico di Yitzhar a scontrarsi con pattuglie di militari israeliani sono state invece alcune decine di coloni. Secondo un portavoce del ministero della Difesa, i militari sono stati obbligati a intervenire con la forza dopo essere stati fatti bersaglio di lanci di pietre e oggetti da parte dei coloni, che protestavano contro il ferimento avvenuto ieri di uno di loro, colpito lungo la strada da una sassata tirata da un palestinese. Nella stessa zona, oggi, una giovane donna palestinese è morta dopo essere stata investita da un'automobile guidata da un colono sospettato dall'agenzia Maan di averla presa di mira deliberatamente per vendetta. A Gerusalemme Est, infine, cariche di polizia e alcuni fermi hanno messo fine stasera al consueto raduno settimanale di protesta di un drappello di pacifisti e attivisti della sinistra israeliana contro l'espansione edilizia di insediamenti ebraici nello storico quartiere arabo di Sheikh Jarrah.

Hamas invita gruppi armati alla cautela. Di fronte al graduale inasprimento della tensione militare con Israele Hamas ha intrapreso contatti con le altre fazioni armate palestinesi per concordare una unica linea di comportamento di fronte all'inasprirsi della situazione. Secondo la agenzia di stampa Maan, Hamas da un lato vorrebbe tenere alta la bandiera della «lotta ad oltranza» contro Israele, ma al tempo stesso vorrebbe anche evitare di andare ad un confronto generale. In Israele si avanza una distinzione diversa: Hamas, viene spiegato, si oppone solo al lancio di razzi dalla Striscia verso il Neghev, mentre ritiene legittimi i continui attacchi alle pattuglie di confine e i tentativi di infiltrazione armata in Israele.

Israele minaccia Hamas: se i razzi non si fermano, operazione più ampia. Fonti militari israeliane replicano che in ogni caso, Hamas sarà ritenuto responsabile di ogni nuovo attacco. Il vice primo ministro israeliano Silvan Shalom ha minacciato una nuova operazione militare su larga scala se il movimento islamico non metterà fine al lancio di razzi contro il territorio ebraico.

«L'anno prossimo l'umanità intera festeggerà la nascita dello Stato palestinese»: lo afferma il premier dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Salam Fayad, in una intervista al quotidiano Haaretz, secondo il quale la data prevedibile della proclamazione è l'agosto 2011. Fayad ha precisato che si tratterà «di uno Stato sovrano, non controllato da altri. Non vogliamo uno Stato 'Mickey Mousè (Topolino), uno Stato a brandelli».

Il premier ha aggiunto di essere stato molto incoraggiato nella realizzazione dei suoi progetti dalle recenti prese di posizione del Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) e ha precisato che è necessario che la proclamazione del nuovo Stato avvenga durante la presidenza di Barack Obama. Fayad si dice sicuro che per l'Anp sarà possibile superare i dissensi con Hamas (che dal 2007 controlla la striscia di Gaza), ma non entra nei dettagli.

Usa: serve dialogo, non violenza. Gli Stati Uniti, dopo gli incidenti di Gaza, hanno invitato oggi israeliani e palestinesi a privilegiare il dialogo sulla violenza.

Il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=96712

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Di Loredana Morandi (del 03/04/2010 @ 08:38:16, in Estero, linkato 1282 volte)
Repubblica Democratica del Congo:
Magistrati in Sciopero contro le Riforme



(AGIAFRO) - Kinshsasa, 2 apr. - I magistrati del tribunale delle grandi istanze e quelli di pace della giurisdizione della citta' di Lubumbashi, nelle Repubblica democratica del Congo, hanno dichiarato una giornata di sciopero contro la revisione dello statuto dei magistrati.

L'agitazione e' stata proclamata dal Sindacato nazionale dei magistrati e il suo segretario, Lusenge, ha spiegato che la categoria rifiuta la decisione del governo di affidare ai due rami del Parlamento la riforma dello statuto.

Secondo il sindacato, la revisione e' controversa e in particolare viene contestata una norma secondo la quale scatta l'automatismo di revoca di un magistrato nel caso, questi sia perseguito giudiziariamente, senza che ne sia stata accertata la responssbilita'.

Per Lusenge questo significa sottomettere i magistrati al potere del governo. Il ministero della Giustizia, da parte sua ha fatto sapere che la revisione dello statuto e' finalizzata a eliminare dalla giustizia congolese i magistrati corrotti. (AGIAFRO) -
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Due iniziative eccezionali, tipiche del papato telematico di Benedetto XVI, l'uomo che ha aperto la Chiesa al web a cominciare da JP II.. L.

Internet: nasce il nuovo spazio web di Rai Vaticano


ultimo aggiornamento: 31 marzo, ore 17:13

Roma, 31 mar. (Adnkronos) - Nasce il nuovo spazio web di Rai Vaticano consultabile all'indirizzo www.raivaticano.rai.it. Il nuovo spazio web - che partira' da dopodomani in occasione del Venerdi' Santo e del quinto anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo II - presenta, come prima iniziativa, 'La Bibbia Giorno e Notte', la lettura ininterrotta di Antico e Nuovo Testamento che si e' svolta nell'ottobre del 2008 nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme in Roma e che e' stata seguita da Raiuno e, soprattutto, da Rai Educational in diretta per oltre 137 ore. L'iniziativa valorizza e rende disponibile a tutti il patrimonio multimediale della struttura diretta da Giuseppe De Carli.

'La Bibbia Giorno e Notte' sara' scaricabile in modalita' podcast, ossia con la possibilita' per gli utenti di salvarla e conservarla sul proprio computer. Si comincia dal libro della Genesi per poi proseguire, di settimana in settimana, con gli altri 72 libri del testo sacro. Suddivise in specifiche sezioni, verranno poi pubblicate immagini e interviste esclusive, relative anche ai pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, come l'ultima intervista rilasciata prima di diventare Papa dal cardinale Joseph Ratzinger.Nella sezione 'Berrette Rosse' ci sara' la serie piu' completa di interviste esclusive ai cardinali della Chiesa cattolica. Porporati intervistati, sopra e sotto gli ottant'anni, di oltre 40 paesi, cardinali della Curia Vaticana e titolari di grandi diocesi del mondo. Alla voce 'Dirette televisive' i piu' importanti eventi religiosi su Rai Uno, curati dal Tg1 e da Rai Vaticano.

***

La Biblioteca Apostolica Vaticana
digitalizza i suoi preziosi manoscritti


Il progetto illustrato dal prefetto, mons. Cesare Pasini


La Biblioteca Apostolica Vaticana ha avviato, da alcune settimane, un percorso di eccezionale importanza culturale e scientifica che mira alla digitalizzazione completa degli ottantamila manoscritti appartenenti ai suoi fondi. Il progetto tecnico innovativo, che potrà partire effettivamente quando saranno reperiti i finanziamenti necessari, è stato già ampiamente studiato, ma è entrato ora in una fase di vero e proprio collaudo. Sull’importanza storica del progetto, Fabio Colagrande ha intervistato mons. Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana:

R. – Un progetto ormai perfezionato, che, speriamo, dovrà iniziare presto. Quando ci saranno i fondi adeguati dovrà iniziare la sua fase operativa. Certo possiamo chiamarlo storico, perché è la prima volta in cui tutto il posseduto manoscritto della Biblioteca potrà essere fotografato e quindi conservato e poi utilizzato per le mille maniere che servono agli studiosi o che servono in biblioteca, sempre a loro servizio.
 
D. – Vuole darci qualche cifra per capire la vastità di quest’operazione?
 
R. – Si prevede che le pagine da fotografare, digitalizzare siano 40 milioni. Poiché le fotografie sono ad alta definizione, tutto l’insieme informatico che ne verrà, si è calcolato possa aggirarsi sui 45 petabyte. L’unità petabyte consisterebbe in 45 milioni di miliardi di byte.
 
D. – La durata di massima prevista?
 
R. – Dieci anni, non necessariamente in sequenza: sono tre anni, più altri tre, più quattro. Se motivi di vario genere, anche eventualmente motivi di raccolta di fondi, richiedessero di procedere a tappe, dopo i primi tre anni il lavoro avrebbe già una sua consistenza e compiutezza e potrebbe quindi essere temporaneamente interrotto per riprendere gli altri tre anni e poi gli altri quattro.
 
D. – In cosa consiste questa fase di collaudo che avete già avviato?
 
R. – Noi la chiamiamo "testbet", quindi collaudo, e consiste nel testare tutto in miniatura: quindi, fare le fotografie dei manoscritti, vedere come vengono raccolte in un formato particolare di conservazione, il formato “fits”, che è un formato elementare, semplice, ma di garantita durevolezza. E' quello che usa la Nasa per conservare le proprie fotografie delle missioni spaziali; controllare che il software, che deve analizzare i dati, lo faccia in maniera adeguata, così che poi sia pronta tutta la filiera, non solo a livello di progetto teorico, ma anche a livello di verifica concreta di un certo numero, pur limitato di casi.
 
D. – Questa fase di collaudo è stata possibile anche grazie alla collaborazione di alcune società che vi hanno offerto il loro aiuto?

R. – E’ stato finanziato da Autonomy, una società inglese leader del settore informatico nel mondo, per controllarne l’efficienza, visto che si lavora anche con un software di loro produzione. In più una macchina di scanner ci è stata concessa a prestito gratuito dalla Metis. Si tratta di scanner preparati, affinché permettano la scannerizzazione delle immagini, senza rovinare i manoscritti, che sono collocati in maniera adeguata.
 
D. – Vuole farci qualche esempio dei vantaggi pratici che scaturiranno grazie a questa digitalizzazione dei preziosi e antichi documenti della Vaticana?
 
R. – Il primo vantaggio, che rimane a fondamento, è che noi conserviamo questi materiali e li conserviamo in una definizione di fotografia altissima e quindi sicura per il futuro. Vuol dire anche che non dovrò accedere sempre, continuamente, ai manoscritti, ma come primo approccio potrò guardare queste fotografie che avrò degli 80 mila manoscritti. Questo significa anche che potrò avere accesso a queste immagini da casa mia, tramite collegamenti in rete, on-line. C’è anche la possibilità di utilizzare un particolare software proprio per indagare nelle immagini. Potrei anche imbattermi in una certa scrittura o in una certa immagine. Ebbene, c’è un software che permette la ricerca di queste immagini, all’interno dell’intero posseduto della Biblioteca, in maniera estremamente agile ed estremamente intelligente. Immaginarsi, se lavorando sulla scrittura di un tale autore, metto dentro questo testo e dico: “Mi ritrovi qualcosa di simile?” Oppure lavorando su uno stemma di una famiglia nobile, di un Papa, di un qualcosa che storicamente è rilevante, dico: “Scusa, dove lo trovi, più o meno analogo?” Quando sarà attuabile sull’intero posseduto di 80 mila manoscritti, immaginatevi quali ulteriori conoscenze e scoperte si potranno fare, che invece ora sono più faticose.

Radio Vaticana
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Di Loredana Morandi (del 24/03/2010 @ 15:03:23, in Estero, linkato 1297 volte)
... per fare la fine di Kennedy. L.

Le colonie dividono USA e Israele


Netanyahu da Obama,
niente conferenza stampa e bombe su Gaza

Washington, 24-03-2010

"Il primo ministro e il presidente americano hanno avuto un incontro faccia a faccia di un'ora e mezza che si è svolto in un buon clima". Algido, secco e perentorio il comunicato del governo israeliano valuta così l'incontro fra Benyamin Netanyahu e Barack Obama alla Casa Bianca. Che non ha visto, al termine, nessuna conferenza stampa congiunta dei due leader.

"Le delegazioni dei due paesi continueranno oggi ad esaminare le idee discusse durante l'incontro", dice la nota del governo israeliano. Funzionari della Casa Bianca si sono rifiutati di commentare l'incontro, che si è svolto sullo sfondo di forti tensioni fra Usa e Israele sulla questione degli insediamenti ebraici a Gerusalemme est, la parte araba della città santa.

Niente foto
'Nessuna conferenza stampa', titola a caratteri cubitali Fox News sul web sottolineando un fatto assolutamente irrituale nella storia delle realzioni Usa-Israele. Il Washington Post sottolinea come non siano nemmeno state diffuse foto della stretta dei mano dei due leader e cita un funzionario americano secondo il quale Obama e Netanyahu hanno avuto un primo incontro fra le 17.30 e le 19.00 nell'Ufficio ovale.
Netanyahu si è poi riunito con i suoi collaboratori nella sala Roosevelt e ha successivamente chiesto un nuovo incontro con Obama. Il secondo colloquio si è svolto fra le 20.20 e le 20.50. il funzionario non ha spiegato le ragioni del secondo incontro.

La linea dura di Netanyahu
Alcune ore prima, il primo ministro israeliano aveva illustrato lo scenario della riunione con il leader del principale alleato di Israele. "Se gli americani sostengono le richieste irragionevoli presentate dai palestinesi in merito a un congelamento degli insediamenti a Gerusalemme, il processo di pace rischia di essere bloccato per un anno", aveva avvertito parlando ai giornalisti.

Avanti con le colonie
Proprio nel momento in cui si svolgeva la riunione, molti mass media israeliani annunciavano che la municipalità israeliana di Gerusalemme ha dato il via libera finale alla costruzione di venti alloggi al posto di un albergo palestinese a Gerusalemme est. Un annuncio che, se confermato, rischia di gettare "benzina sul fuoco" sull'incidente che ha innescato due settimane fa la crisi attuale tra Israele e Stati Uniti: l'annuncio di 1.600 nuove unita' abitative a Gerusalemme est, nel pieno della visita del vicepresidente americano Joe Biden.

Washington aveva fermamente condannato l'iniziativa, sostenendo che non era soltanto nociva per la pace, ma anche per la credibilità degli sforzi americani per riacquistare la fiducia del mondo arabo e isolare l'Iran.

Avanti con le bombe
Due palestinesi sono rimasti feriti nella sesta nottata consecutiva di bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, scatenati dal lancio dei razzi verso Israele (uno dei quali giorni fa ha ucciso un immigrante thailandese). Lo hanno riferito fonti mediche.
L'attacco e' avvenuto poco dopo la mezzanotte a nord di Gaza, vicino al campo profughi di Jabaliya. Secondo gli israeliani, nel mirino c'era un hangar contenete armi.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=139195

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Netanyahu sfida Obama, scontri in Cisgiordania

"Dissensi fra amici". Il segretario del governo israeliano Zvi Hauser definisce così, ad una radio israeliana, le divergenze di opinione su Gerusalemme est emerse anche ieri con l'amministrazione americana ai margini della visita a Washington di Benyamin Netanyahu. Ma a poche ore dall'incontro con il presidente Barack Obama le parole del primo ministro israeliano sulle colonie e su Gerusalemme causano nuova irritazione alla Casa Bianca e provocano un'eco enorme sui media internazionali.

Ma sui nuovi insediamenti va avanti

Netanyahu in crisi con Washington

Benjamin Netanyahu esprime rammarico per la crisi con Washington, la piu' grave da quando conquisto' la carica di premier, ma non fa marcia indietro sulla decisione di costruire 1.600 nuovi alloggi nella parte araba di Gerusalemme.

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Crisi Usa-Israele

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Incurante degli avvertimenti e dell'irritazione degli Stati Uniri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il piano per costruire 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme est andranno avanti come programmato.

Il colloquio tra i due nello Studio Ovale e a porte chiuse

Faccia a faccia Obama Netanyahu

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha detto oggi a Washington che se i palestinesi non ritireranno la richiesta di un pieno congelamento degli insediamenti israeliani, i colloqui per la pace in Medio Oriente potranno essere ritardati di un anno.

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Di Loredana Morandi (del 24/03/2010 @ 08:23:20, in Estero, linkato 1334 volte)
Reggetevi forte perché i prossimi passaporti falsificati saranno italiani... L.

E Londra presenta il conto al Mossad



di Gian Micalessin

Intollerabile. La dichiarazione di guerra è racchiusa in quella parola, semplice ed inflessibile. Intollerabile falsificare i passaporti di un alleato. Intollerabile usarli per un’operazione clandestina in un altro Paese. Intollerabile sfruttarli come copertura per uccidere un dirigente di Hamas. In quell’intollerabile ripetuto dal Segretario agli Esteri David Miliband davanti alla Camera dei Comuni risuona tutta l’indignazione per la falsificazione di 15 passaporti britannici utilizzati dal Mossad per uccidere un capo di Hamas in un albergo di Dubai. Ma in quell’«intollerabile» - seguito dalla promessa d’espulsione per rappresaglia di un diplomatico israeliano responsabile della cellula londinese del Mossad - si cela tutta la complessità del rapporto tra Gran Bretagna e Israele.

Un rapporto già turbato dall’embargo sui prodotti alimentari delle colonie israeliane e dai mandati di cattura della magistratura di Sua Maestà ai danni di esponenti del governo o dell’esercito israeliano in arrivo a Londra. Ma stavolta è peggio. Stavolta la voglia di rappresaglia di Miliband, che prima convoca l’ambasciatore d’Israele al ministero degli esteri e poi corre alla camera dei Comuni per annunciare l’imminente ritorsione, ha pochi precedenti. E forse anche altre finalità. Ieri era, senza dubbio, il giorno giusto per colpire duro. Ieri sera il premier israeliano Bibì Netanyahu era atteso alla Casa Bianca per discutere il nodo dei nuovi negoziati con i palestinesi richiesti dal Quartetto diplomatico e per chiudere il contenzioso sugli insediamenti nella zona Est di Gerusalemme. Ma ieri era anche il giorno in cui il segretario agli esteri David Miliband era atteso all’inaugurazione della nuova sede diplomatica israeliana nell’elegante quartiere londinese di Kensington.

Era il giorno perfetto, insomma, per aprire una guerra diplomatica senza esclusione di colpi. Una guerra che rischia di lasciare il governo di Bibì ancor più isolato e spiazzato sulla scena internazionale. Una guerra che rischia di far rivivere a Netanyahu i giorni amari del lontano 1997 quando il fallito tentativo del Mossad di avvelenare il capo di Hamas Khaled Meshal si trasformò in un’umiliazione per lui e tutto il suo primo governo. Stavolta forse è anche peggio. Miliband poteva temporeggiare. Invece ha deciso di denunciare immediatamente l’“intollerabile” falsificazione di passaporti inglesi messa in atto tra i banconi dell’aeroporto di Tel Aviv, mentre alcuni cittadini britannici attendevano pazientemente di entrare in Israele. Certo le ragioni di forma imponevano di agire, ma si sa la forma in politica e in guerra non sempre conta. In fondo, si chiedono molti israeliani, che bisogno c’era di metterla giù così dura. Il morto, quel signor Mahmoud al-Mabhouh stecchito con un elettroshock cutaneo, non era solo un nemico d’Israele: era anche un capo militare di un’organizzazione come Hamas inserita nelle liste del terrorismo europee ed alleata degli iraniani.

Agli inglesi i dettagli dei traffici del signor Mahmoud - responsabile dei rapporti con i pasdaran e del traffico di armi verso Gaza - stavolta non interessano. A Londra stavolta interessano molto di più i rapporti con Washington. E così quei 15 passaporti clonati, quella morte in un hotel di Dubai s’inseriscono in un contenzioso assai più ampio. Il contenzioso con un governo israeliano poco disponibile a scendere a patti. Il fastidio di un esecutivo considerato un intralcio alla diplomazia internazionale. L’impiccio di un governo a cui a Londra e Washington hanno deciso di presentare il conto.

Il Giornale
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Di Loredana Morandi (del 14/03/2010 @ 20:44:02, in Estero, linkato 1310 volte)
Un fenomeno mediatico nato per la copertura dei crimini di guerra israeliani e per l'espoliazione delle risorse della Chiesa Cattolica. Stante il fatto che "l'abito non fa il monaco", l'abito talare non vuol dire pedofilo. I pedofili sono numerosissimi, hanno una età ricompresa tra i 25 e i 50 anni, sono uomini e donne (anche tra i giovanissimi) e soprattutto sono laici, il più delle volte nascosti in ambienti ateistici e/o dichiaratamente anticlericali.

Chiesa: il 'pm' del Vaticano,

fenomeno pedofilia non e' cosi' esteso come si vuol far credere



Citta' del Vaticano, 13 mar. - (Adnkronos) - ''Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa 3000 casi di sacerdoti diocesani e religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta anni''.

Lo ha detto in un'intervista ad 'Avvenire' monsignor Charles J. Scicluna, promotore di Giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, equivalente al pubblico ministero dell'ex Sant'Uffizio, che indaga sui cosiddetti 'delicta graviora'.

''Possiamo dire - ha precisato - che grosso modo nel 60% di questi casi si tratta piu' che altro di atti di efebofilia, cioe' dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro 30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria pedofilia, cioe' determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi.

I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi, per carita', ma bisogna riconoscere che il fenomeno non e' cosi' esteso come si vorrebbe far credere''.

La Rassegna

Il pm del Vaticano: il fenomeno pedofilia non è così esteso come ...

Il Messaggero - ‎13/mar/2010‎
CITTA' DEL VATICANO (13 marzo) – In Italia si fa ancora fatica a parlare del fenomeno pedofilia. In Vaticano che chi è preoccupato. ...

PEDOFILIA: P. LOMBARDI, LINEA PAPA E' SEMPRE STATA DI RIGORE E ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - La linea di papa Benedetto XVI di fronte ai casi di pedofilia dei preti, sia da pontefice che quando era alla guida ...

PEDOFILIA: PROCURATORE VATICANO,ABOLIRE PRESCRIZIONE PER ABUSI SU ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Il 'procuratore vaticano' responsabile di investigare i casi di pedofilia dei preti e' favorevole all'abolizione ...

PEDOFILIA: PROCURATORE VATICANO, 3000 CASI IN 9 ANNI,SOLO 300 SU ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Dal 2001 al 2010 sono state complessivamente 3000 le segnalazioni di 'delicta graviora' commessi negli ultimi 50 anni ...

Pedofilia/ S. Sede, vescovi denuncino a giustizia civile

Affaritaliani.it - ‎13/mar/2010‎
"Non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui ...

PEDOFILIA: PROCURATORE VATICANO, A S.UFFIZIO TEAM 8 PERSONE INDAGA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Presso la Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede c'e' un team di otto persone, ''sette ecclesiastici ed un ...

PEDOFILIA: PROCURATORE VATICANO, CONTRO RATZINGER ACCUSE CALUNNIOSE

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Quella secondo cui il card. Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, e' stato il responsabile oggettivo di una ...

PEDOFILIA: PROCURATORE VATICANO, DA CHIESA NO GIUSTIZIA-SPETTACOLO

Agenzia di Stampa Asca - ‎13/mar/2010‎
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Alla Chiesa ''non piace la giustizia spettacolo'' ed e' per questo che la normativa per le indagini sui cosiddetti ...

Chiesa: il 'pm' del Vaticano, fenomeno pedofilia non e' cosi ...

Adnkronos/IGN - ‎13/mar/2010‎
Citta' del Vaticano, 13 mar. - (Adnkronos) - ''Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa 3000 ...

PEDOFILIA: S. SEDE, FALSO ACCUSARE IL PAPA DI OCCULTAMENTO

La Repubblica - ‎13/mar/2010‎
Da prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, 'il cardinale Ratzinger ha mostrato saggezza e fermezza nel gestire questi casi e ha mostrato ...

PEDOFILIA: S. SEDE, RIMUOVEREMO TERMINI PRESCRIZIONE

La Repubblica - ‎13/mar/2010‎
La Santa Sede si prepara a rimuovere i termini della prescrizione relativi agli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, anche se da da essi normalmente gia' ...

Se trecento vi sembran pochi

Terra - ‎6 ore fa‎
PEDOFILIA. Per parare il fuoco di fila di notizie relative alle denunce di presunte violenze commesse negli istituti scolastici cattolici di mezza Europa ai ...

Il Vaticano: "Falso e calunnioso accusare il Papa di occultamento"

Quotidiano Nazionale - ‎13/mar/2010‎
Lo afferma mons. Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede in un'intervista pubblicata da Avvenire. ...

Messaggi del forum: 3

La Voce di Fiore - ‎20 ore fa‎
COME SE AUSCHWITZ NON FOSSE MAI AVVENUTO, PER LA CHIESA DI PAPA RATZINGER. Si continuano a "concedere a Hitler delle vittorie postume" (Emil L. Fackenheim: ...

Chiesa: calunniose accuse a Ratzinger

Swissinfo - ‎13/mar/2010‎
ROMA - "In passato, forse anche per un malinteso senso di difesa del buon nome dell'istituzione, alcuni vescovi, nella prassi, sono stati troppo indulgenti ...
 
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Di Loredana Morandi (del 02/03/2010 @ 17:53:10, in Estero, linkato 1092 volte)
Crocifisso in aula,
Corte europea accoglie ricorso Italia

martedì 2 marzo 2010 15:46
 
ROMA (Reuters) - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso che l'Italia ha presentato contro la sentenza che stabiliva che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche fosse una violazione della libertà di religione. Il caso sarà ora esaminato dalla Grande Camera della Corte.

Lo si apprende da una nota del ministro degli Esteri Franco Frattini, che si è detto compiaciuto della notizia.

"E' con soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte", si legge nella nota.

Nel novembre scorso, la Corte europea aveva stabilito che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni della libertà di religione.

Le camere della Corte possono rimettere un caso alla Grande Camera quando il caso solleva una grave questione relativa all'interpretazione della Convenzione, oppure quando la soluzione di un dato problema può portare a una contraddizione con una sentenza resa anteriormente dalla Corte.
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Di Loredana Morandi (del 25/02/2010 @ 12:43:22, in Estero, linkato 1471 volte)

Roberto Galullo:

Rogatoria-bis, Forlì incalza San Marino

[Guardie o Ladri/ilsole24ORE.com] Chissà se saranno fischiate le orecchie a Vittorio Ceccarini, l’italiano commissario della legge sammarinese che il 12 febbraio ha abbandonato il consiglio giudiziario con una lettera di una fermezza che fa onore a chi indossa una toga. Lo ha fatto pochi giorni dopo le dimissioni di massa dei vertici della Banca centrale di San Marino, piena zeppa di altri maledetten italianen! Dimissioni a catena nella magistratura. Prima di lui altri due commissari (italiani) della legge sammarinesi, nel giro di un anno, hanno presentato le dimissioni Alberto Buriani (che poi le ha fatte rientrare) e Rita Vannucci(che ha tenuto duro fino a che non l’ha spuntata).

Il motivo di tante dimissioni? Io un’idea ce l’ho: pressioni, l’indipendenza messa quotidianamente a rischio e un carico di lavoro (penale) insopportabile. Ma in fin dei conti le cose si sposano. Come in Italia. Ceccarini avrebbe avuto circa 300 fascicoli sulla sua scrivania a fronte di una media di 70. Vannucci non ne parliamo: nelle lettere di fuoco scambiate con il magistrato dirigente Valeria Pierfelici, le rinfaccia di arrivare all’alba in ufficio e saltare pranzi e feste comandate!

Impossibile, in questo modo, svolgere il proprio ruolo. Non a caso, dopo le uscite di Vannucci, ci fu una nuova suddivisione del lavoro che, evidentemente, per alcuni non è sufficiente. Ma tanto Moneyval torna a settembre, i risultati si conosceranno dopo un anno circa e dunque in questi 18 mesi…toda vida toda beleza! Ma il Fondo monetario internazionale ha il fucile spianato e sfidare la sorte può essere rischioso. E Tre-Monti ha le truppe della Gdf schierate alla frontiera-colabrodo…

Senza tener conto di altre coincidenze. Come quella per il quale fascicolo “Popi-Bossone & c” dimissionari arrabbiatissimi dalla Banca centrale, è finito nelle mani di Laura Di Bona il nuovo commissario della legge in forza presso il Tribunale della Repubblica di San Marino a conclusione del concorso effettuato con procedura d’urgenza a seguito della crisi creatasi con le vicende Buriani e Ceccarini.

Di Bona ricopre l’incarico dal 20 luglio 2009 ma il suo incarico è a termine. Il terminale naturale, se non fosse accaduto tutto il putiferio che è accaduto nei mesi scorsi, sarebbe stato Buriani. Si proprio colui il quale è stato attaccato a San Marino perché…troppo rapido nel rispondere alle rogatorie (guarda caso c’era di mezzo un politico) e attaccato dagli stessi avvocati sammarinesi in compagnia del collega Ceccarini. Di Bona, ne sono tutti certi, lavorerà con saggezza ma certo la bomba che le è capitata tra le mani è di quelle che valgono la riconferma (che arrivera nel 2012, se non erro, dopo la verifica del consiglio giudiziario e del consiglio generale grande). Chi la stima ancor di più, dice che De Bona è una pupilla del magistrato dirigente Valeria Piefelici, che dopo la modifica alla legge che rende più agevole il quorum nelle votazioni, ha la strada spianata alla riconferma nel ruolo dopo circa 7 anni di permanenza. Viva il ricambio: come in Italia!

LE ORECCHIE DI CECCARINI

Chissà se gli saranno fischiate le orecchie a Ceccarini perché mentre lui sbatteva la porta con eleganza tutta italiana in una nazione (San Marino) in cui l’odio nei confronti degli italiani è crescente e palpabile, altri due magistrati che fanno onore alla toga, Fabio Di Vizio e Marco Forte, il 10 febbraio, vale a dire due giorni prima delle dimissioni di Ceccarini e nel pieno della bolgia che investiva la Banca centrale sammarinese, ha spedito proprio a Vannucci una nuova rogatoria dopo quella presentata il 10 agosto 2009 e le tre integrazioni del 15 settembre, del 2 e del 10 ottobre.

RICHIESTA OBBLIGATA

Una nuova rogatoria resa indispensabile dopo che la Giustizia sammarinese ha blindato il segreto bancario e ha sgambettato Forlì che indaga su ipotesi di riciclaggio, abusivismo bancario e finanziario, evasione fiscale, appropriazione indebita e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.
Il 9 dicembre il giudice per la terza istanza penale della Repubblica di San Marino, Lamberto Emiliani – come ho scritto sul Sole-24 Ore del 13 dicembre 2009 – ha infatti riavvolto il nastro della rogatoria presentata il 10 agosto 2009 dalla Procura di Forlì titolare dell’inchiesta Varano, che ai primi di maggio ha portato all’arresto dei vertici della Cassa di Risparmio di San Marino e del gruppo italiano Delta, proprio con l’accusa che la prima (banca extracomunitaria) controllasse illecitamente il secondo. La terza istanza penale della Repubblica, nella sentenza sul caso Asset, si era espressa in maniera sostanzialmente opposta, affermando che non toccava a San Marino sindacare le tecniche di indagine delle procure italiane.
I pm forlivesi Fabio Di Vizio e Marco Forte hanno incassato un colpo destinato a rendere di fatto inutile la richiesta – scrissi sul Sole il 13 dicembre – nonostante il Commissario per la legge sammarinese, Rita Vannucci , il 21 ottobre l’avesse ammessa.

IL NO DI SAN MARINO

Vale la pena di riportare integralmente quell’articolo perché non tutti quelli che leggono il Sole leggono il mio blog ma, soprattutto, la Rete ha una vita “eterna” che la carta stampata non ha. Ed è giusto dunque che quanti più lettori sappiano e leggano.

Al via libera del Commissario Vannucci si è opposto il Procuratore del Fisco sammarinese, Roberto Cesarini, che si è rivolto alla “Consulta” sammarinese.
Quest’ultima – con una sentenza articolata in 24 pagine – si è esercitata in un esercizio di equilibrismo sul filo del diritto sammarinese. Ha dapprima respinto la seconda articolazione della richiesta di rogatoria, per la quale la Procura di Forlì avrebbe potuto direttamente ascoltare, in regime di segretezza, persone informate dei fatti. Il giudice per la terza istanza ha però concluso che la procedura eluderebbe garanzie individuali ineludibili, attuando un procedimento probatorio improprio, e sarebbe contraria a diritti di difesa riconosciuti da principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese e garantiti da norme costituzionali e da leggi ordinarie.
Dopo aver sconfessato il Commissario Vannucci, che aveva autorizzato la procedura per tutte le ipotesi di reato riconoscendo per la prima volta la punibilità dei reati in ambo i Paesi, il giudice per la terza istanza è andato oltre, invitando Vannucci a concordare con i pm forlivesi l’eventuale ritorno alla prima procedura di rogatoria, sospesa per esperire la seconda, poi bocciata.
Qui la sentenza compie un capolavoro. In prima battuta infatti la Procura italiana aveva chiesto assistenza giudiziaria a San Marino per acquisire in copia tutta la documentazione necessaria. Per il diritto sammarinese, però, l’acquisizione di documentazione bancaria equivale a un sequestro e dunque obbliga non solo a fornire agli indagati (prima che ai Pm) la notizia, ma anche la presa visione degli atti richiesti.

Di fronte a questa procedura i Pm avevano risposto duramente: «Sussiste esigenza di assoluta riservatezza con riferimento a tutti i dati per i quali sono state domandate acquisizioni documentali nell’ambito della richiesta di assistenza giudiziaria, esigenza allo stato ostativa rispetto alla ostensibilità di essa (nelle sue diverse articolazioni) agli interessati ad eventuali reclami». Motivo per il quale questa prima modalità di rogatoria era stata sospesa e la Procura di Forlì, sperando in un miglior esito, aveva avviato la proposta di interrogare teste e indagati.

L’IMPOSSIBILE QUADRATURA DEL CERCHIO

Il cerchio – dunque – non può chiudersi, scrivevo sul mio giornale, in quanto la Procura non ha alcun interesse a chiedere atti che sarebbero mostrati innanzitutto agli indagati e a tutti coloro che potrebbero entrare successivamente nell’inchiesta, come a esempio i mafiosi e i prestanome delle mafie ai quali la Procura di Forlì sta dando la caccia. A maggior ragione dopo che – con una nota riservata inviata il 28 ottobre alla Procura nazionale antimafia – il Procuratore Piero Grasso è stato informato che un numero enorme di flussi finanziari sarebbe riconducibile a persone legate direttamente o indirettamente alla Camorra campana e alla ‘ndrangheta calabrese. Del resto la stessa rogatoria era stata spedita a San Marino d’intesa con la Procura antimafia che, alla luce degli ultimi sviluppi, non riesce a trattenere la rabbia per una decisione che di fatto rende inutili i passi di collaborazione fatti verso San Marino.

NUOVA ROGATORIA A SORPRESA

Questo è quanto scrissi.

E invece, a sorpresa, Di Vizio e Forte mi smentiscono e spediscono una nuova richiesta. Bella sorpresa!
La smentita, però, è apparente perché in realtà la nuova richiesta è dimezzata. Incredibilmente dimezzata.
Fuori dalla rogatoria resta infatti la parte più importante: quella che riguarda la possibilità di indagare sui reati di mafia e su conti e personaggi mafiosi. Nella rogatoria, insomma, restano solo gli altri “reati”, quelli che, nonostante l’importanza, potrei definire “bagatellari” rispetto a quelli che riguardano la pervasività della mafia nelle economie (poi vedremo di cosa si tratta).

Ma questo vuol dire che la Procura di Forlì si è arresa? Tutt’altro siori e siore. Vuol dire che le prove che sta assumendo e raccogliendo, prescindono dalla gentile concessione di San Marino.

Nella nuova richiesta di rogatoria, spedita a Rita Vannucci, fresca e riposata dopo un viaggio di piacere in Brasile, il tono dei due pm mette a nudo il vero scandalo sammarinese: la pervicacia di un segreto bancario che viene prima di ogni altra cosa.

AD OGNI MODO…

“…A ogni modo – si legge nella rogatoria-bis – anche in esito alla riunione di coordinamento (omissis..) tra la Procura di Forlì e la Procura nazionale antimafia, tenuto conto degli sviluppi investigativi intervenuti che riducono gli ambiti di necessaria assoluta riservatezza dell’azione investigativa, si chiede, pertanto, a codesta Autorità giudiziaria – qualora gli atti necessari allo scopo rientrino tra i poteri e le attribuzioni di codesta Autorità giudiziaria – di…”

E su quello e su altri omissis leggerete nel prossimo psto, fra qualche giorno

STRALCI DEL NUOVO TESTO DELLA ROGATORIA

E che cosa c’è dopo quei puntini di sospensione (si chiede pertanto di…)?

C’è la richiesta di quel che segue:

1) …accertare l’identità e la residenza anagrafica delle persone nominativamente indicate (omissis ma i nomi e i cognomi li ho gelosamente conservati nella cassaforte perché magari ne appare qualcuno nuovo e a sorpresa ndr) e accertare e acquisire la documentazione dalla quale risulti la data di assunzione dell’incarico o della carica assunto/indicata a fianco dei loro nomi;

2) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare tutti i verbali dei Cda della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino-Sums, della Crrsm e della Carifin dall’1.1.2004 sino al 5.5.2009

3) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale (dossier intero, necessariamente estratti di conto corrente, assegni versati ed emessi, distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) relativa ad ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e fiduciario intrattenuto con la Crrsm e con la Carifin dalle persone fisiche e giuridiche dappresso indicate, nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009 (i nomi e i cognomi, come sopra, li tengo gelosamente custoditi a prova di bomba ndr);

4) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero titolari effettivi dei conti, rapporti e delle posizioni fiduciarie intestati/e fiduciariamente a Carifin, accesi/in essere presso quest’ultima impresa, presso la Crrsm e presso Agata Fid (omissis); acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/conti/posizioni fiduciarie (dossier intero, mandato fiduciario, estratti di conto corrente ovvero note riepilogative della movimentazione delle relative posizioni fiduciarie, degli assegni versati ed emessi, delle distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009;

5) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero titolari effettivi della posizione “conto terzi” (ammontante a circa 70 milioni di €) accesa a favore della Crrsm presso Eunice Sim, gestita secondo logica fiduciaria direttamente presso Crrsm, e della posizione dei titoli intestati ad Agata Fid (ammontante a circa € 98 milioni), con posizione accesa presso (omissis) ma con titoli subdepositati presso Crrsm e con pegno irregolare a favore di quest’ultimo istituto (come emerge dal rapporto della Vigilanza della Banca d’Italia in esito all’ispezione eseguita presso il gruppo Delta…omissis… e l’audizione del dott….omissis il…omissis…; acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancarie, finanziarie e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

6) accertare se …omissis…ovvero le persone o le imprese indicate…omissis… sia/no titolare/i di rapporti bancari, finanziari con Crrsm con Carifin; in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009;

7) accertare se i fiducianti di Agata Fid (persone o le imprese indicate…omissis…) siano titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin aperti presso queste realtà sammarinesi, oltre a quanto indicato …omissis…; acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

8) accertare se (seguono nomi di persone e società che ometto ma che sono nella solita cassaforte) siano titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin; in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009

Bene cari amici italiani e sammarinesi. Finisco qui ma tra qualche giorno leggete il seguito, a partire da molti omissis. Perchè non è finita qui…ne leggerete delle belle sul fronte mafia & zone limitrofe.

Io, nel frattempo, leggerò gli insulti che i sammarinesi mi riverseranno…Tranquilli. Nella prossima puntata commenterò anche quelle. Ho le spalle enormi.

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