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 .. il silenzio degli innocenti ..... di Loredana Morandi
 
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Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.

Luigi Einaudi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/02/2010 @ 10:30:11, in Estero, linkato 1638 volte)

In Italia il simbolismo contenuto in Avatar, il capolavoro di James Cameron, è stato ripreso dalle "proteste" della Associazione Nazionale Magistrati che, come il popolo Na'vi abitante di Pandora, subisce  e si batte contro l'ingiuria dei bulldozer della politica.

In terra di Palestina i bulldozer sono sempre al lavoro ed hanno ucciso.

 

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 Vedi la Gallery su Virgilio:

http://notizie.virgilio.it/gallery/avatar-pandora-palestina-proteste.html,zoom=390633.html

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Di Loredana Morandi (del 01/02/2010 @ 18:51:58, in Estero, linkato 1527 volte)
Nessuna sorpresa: in Italia su Facebook abbiamo reati che vanno dalla frode commerciale all'apologia dei reati di pedofilia e con tanto di "offerte" di incontro e/o di "assistenza legale", per non parlare poi della "subornazione di testimoni"  o delle campagne di "istigazione a delinquere". Purtroppo i "nostri" stanno tutti "fuori", speriamo ancora per poco...

Gb, gangster usava Facebook per comandare dal carcere

di Erica Orsini

Condannato a 35 anni, Colin Gunn sfruttava il suo "diritto" a tenersi in contatto con gli amici. Il ministero della Giustizia chiude il sito

Londra - Se ne stava rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, ma continuava a minacciare i nemici e a fare affari con gli amici grazie a Facebook. Colin Gunn, uno dei più pericolosi "padrini" britannici, condannato a 35 anni di prigione per omicidio, non è stato certo con le mani in mano una volta entrato nel carcere di Long Lartin. Per continuare a gestire il suo impero criminale ha pensato di servirsi del sito sociale più famoso del web. Alle autorità carcerarie ha detto che era un suo diritto poter comunicare con i familiari e con gli amici. Peccato che questi amici fossero più o meno del suo stesso calibro e la famiglia fosse soltanto una scusa per iscriversi a Facebook. Già la foto affiancata al suo profilo non è rassicurante. Lo immortala seduto sulla sua auto rossa fiammante con una maglietta che mette in mostra tutti i suoi muscoli e l'aspetto torvo e minaccioso. Un preludio perfetto alle minacce che giornalmente l'uomo scriveva sul sito e che sono state riportate ieri dal Sunday Times che ha scoperto la notizia.

«È bello potervi dire come sto - diceva per esempio Gunn - alcuni di voi devono attendersi delle vendette, alcuni mi hanno tradito malamente, i loro nomi verranno fuori e saranno umiliati per sempre gli infami». E ancora: «Un giorno me ne tornerò a casa e non vedo l'ora di guardare negli occhi certa gente e di leggervi la loro paura nel vedermi». Il maniaco quarantaduenne, grazie al quale la città di Nottingham si è guadagnata il soprannome di "assassination city", potrà uscire di galera soltanto quando avrà passato i 70 anni, ma la cosa non sembrava turbarlo affatto. Dalla sua postazione riusciva a tenersi piuttosto occupato. Per aggiornarsi sugli affari gli bastava accendere il computer e navigare un po'. E al suo confronto gli antichi sistemi tanto cari ai mafiosi della vecchia generazione, sembrano lontani anni luce. Adesso non c'è più bisogno del compagno di cella di fiducia e del contatto esterno per far arrivare a destinazione una minaccia o un ordine. Non servono le mogli e i fratelli che ti portano le notizie fresche di giornata durante gli orari di visita. Basta tenere aggiornato il proprio sito quotidianamente, leggere tutti i messaggi, rispondere ai nuovi amici.

Negli ultimi due mesi quel furbone di Gunn è riuscito a comunicare liberamente, senza censure di sorta, con i suoi 565 "amici", ha continuato a organizzare i suoi crimini e a coordinare i suoi sporchi traffici. Secondo il Times sembra che le autorità abbiano voluto chiudere un occhio, troppo spaventate che i legali di Gunn potessero denunciarle per violazioni dei diritti umani. Tuttavia venerdì scorso, quando il quotidiano le ha contattate per l'articolo, il sito è stato immediatamente chiuso. Inoltre il ministro della Giustizia Jack Straw, chiamato direttamente in causa, ha dichiarato che farà proibire l'utilizzo dei siti sociali tra i detenuti e il suo ministero ha aggiunto che in realtà Gunn non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da parte delle autorità della prigione.

Anche se si tratta di quella più eclatante e pericolosa, non è comunque la prima volta che l'uso criminale di Facebook rimbalza sulle cronache dei giornali. Proprio la scorsa settimana alcuni tabloid avevano rivelato come Jade Braithwaite, l'assassino del sedicenne Ben Kinsella, usasse Facebook per minacciare e terrorizzare la famiglia della sua vittima. E questa non è che l'ultimo aspetto oscuro dei siti sociali, già sotto accusa per istigazione al suicidio e al bullismo tra gli adolescenti. Adesso, a quanto pare, l'ha scoperto con entusiasmo anche la criminalità organizzata e i danni potrebbero essere irreparabili.

http://www.ilgiornale.it/esteri/gb_gangster_usava_facebook_per_comandare_carcere/01-02-2010/articolo-id=418288-page=0-comments=1
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Di Loredana Morandi (del 29/01/2010 @ 21:01:02, in Estero, linkato 2251 volte)
Nelle nullità matrimoniali,
carità e giustizia non strumentalizzazioni

Udienza di Benedetto XVI ai membri del Tribunale della Rota Romana


ROMA, venerdì, 29 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Il processo canonico di nullità del matrimonio deve essere portato avanti sempre ricercando la verità e accertando lo stato del vincolo coniugale, senza disgiungere la carità dalla giustizia o cedere a “richieste soggettive”.

E' quanto ha detto questo venerdì Benedetto XVI nel ricevere in udienza i membri del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell’inizio dell’Anno giudiziario.

Il Tribunale Apostolico della Rota Romana è un tribunale ordinario di appello della Santa Sede le cui origini sono da ricercare in quella Cappella Domini Papae a cui il Pontefice Innocenzo III, sin dal XII secolo, affidò il compito di istruire in suo nome le cause, inviate per la loro risoluzione a Roma.

Nel suo discorso il Papa ha parlato del compito giuridico-pastorale dei giudici a partire da una riflessione sul rapporto fra giustizia, carità e verità in cui ha richiamato quanto già affermato nella “Caritas in Veritate”.

“Occorre prendere atto – ha osservato il Santo Padre all'inizio – della diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l’altra”.

“Alcuni ritengono – ha continuato – che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare”.

“La stessa verità, pur invocata a parole, tenderebbe così ad essere vista in un'ottica strumentale, che l’adatterebbe di volta in volta alle diverse esigenze che si presentano”, ha commentato.

Poco prima, nel suo indirizzo di saluto al Santo Padre, mons. Antoni Stankiewicz, Decano della Rota Romana, aveva accennato a una “diffusa tendenza che relativizza la verità” avvertita soprattutto nelle dichiarazioni di nullità del matrimonio, tanto da tramutarle “in una facile via per la soluzione dei matrimoni falliti, svuotando così sia il senso della dichiarazione di nullità, sia il senso della stessa indissolubilità”.

Al Papa il Decano della Rota Romana - secondo quanto riferito da "L'Osservatore Romano" - aveva poi confessato che ogni “giudice sperimenta sovente la difficoltà di effettuare una giusta ed equa composizione tra le istanze legittime dei fedeli, che rivendicano i loro diritti presso il foro ecclesiale, e la forza vincolante dei sacri canones che disciplinano le esigenze dello ius divinum positivum et naturale sull'istituto matrimoniale”.

A questo proposito, Benedetto XVI ha ricordato nel suo discorso che l’azione di chi opera nel campo del Diritto deve essere guidata dalla giustizia e finalizzata alla “salvezza delle anime”.

Rivolgendosi in particolare agli avvocati, il Pontefice li ha quindi invitati a “porre ogni attenzione al rispetto della verità delle prove” ma anche a “evitare con cura di assumere, come legali di fiducia, il patrocinio di cause che, secondo la loro coscienza, non siano oggettivamente sostenibili”.

In caso di dubbio, ha chiarito, è necessario tenere sempre per ferma l'indissolubilità del matrimonio, che “si deve intendere valido fino a che non sia stato provato il contrario. Altrimenti, si corre il grave rischio di rimanere senza un punto di riferimento oggettivo per le pronunce circa la nullità, trasformando ogni difficoltà coniugale in un sintomo di mancata attuazione di un'unione il cui nucleo essenziale di giustizia – il vincolo indissolubile – viene di fatto negato”.

Allo stesso tempo, ha continuato, “è importante adoperarsi fattivamente ogni qualvolta si intraveda una speranza di buon esito, per indurre i coniugi a convalidare eventualmente il matrimonio e a ristabilire la convivenza coniugale”.

Tuttavia, un errore da evitare è quello di mostrarsi accondiscendenti, sulla base di “richiami pseudopastorali”, verso le richieste dei contraenti che fanno pressione “per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l’altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia”.

“Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica dopo la riconciliazione sacramentale, esige invece di considerare l'autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica”, ha osservato il Papa.

“Sarebbe un bene fittizio – ha detto – , e una grave mancanza di giustizia e di amore, spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale”.

Infine il Papa ha sottolineato come “sia la giustizia, sia la carità postulino l'amore alla verità e comportino essenzialmente la ricerca del vero”.

“Senza verità la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente”, ha detto.

E' questo, ha concluso, il “fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario”.

http://www.zenit.org/article-21205?l=italian

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2010 @ 09:15:24, in Estero, linkato 1611 volte)

Gentili Lettori,

la situazione ad Haiti è gravissima, proprio in questo momento stanno arrivando le prime note delle organizzazioni italiane ed internazionali, che sono già presenti sul territorio.

Segnalo la possibilità di far pervenire un vostro contributo alla Associazione italiana SOS Villaggi dei Bambini Onlus, di seguito il loro comunicato e tutti i dati della Associazione.

Loredana Morandi

 

 http://www.emarsys.net/custloads/110052262/md_198591.gif

 

Terremoto ad Haiti:

comunicazioni interrotte,

migliaia di morti 

 

13/01/10 - Un terremoto di magnitudo 7 della scala Ritcher ha colpito ieri sera Haiti distruggendo molti edifici e causando centinaia di morti, forse addirittura migliaia. L’epicentro è stato a soli 10 km dalla capitale Port-au-Prince.

La potenza del terremoto ha distrutto i principali collegamenti e migliaia di persone si sono riversate nelle strade per la paura e la mancanza di luce elettrica che si è protratta per tutta la notte. Si sta tentando di estrarre le vittime dalle macerie con qualsiasi mezzo disponibile. Le linee di comunicazione con il paese sono interrotte e si può ricevere notizie solo tramite i telefoni satellitari. Anche l’edificio principale delle Nazioni Unite a Port-au Prince è crollato e, nonostante l’immediata mobilitazione da parte degli Stati Uniti, della Banca Mondiale e molti altri, non si sa al momento come sarà organizzata la ricostruzione.
Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo e ha una lunga storia di sofferenza sia a causa di disastri naturali che a tumulti politici. SOS Villaggi dei Bambini è attiva ad Haiti da molti anni e la nostra associazione internazionale farà tutto il possibile per portare assistenza immediata alle vittime del terremoto, soprattutto fra i bambini.

A causa dell’interruzione completa delle linee di comunicazione, non sappiamo ancora in che misura i Villaggi SOS di Haiti siano stati colpiti dal terremoto, ma non ci sono dubbi sul fatto che sia per gli aiuti immediati che per quelli a lungo termine, saranno necessarie ingenti risorse economiche. Al momento queste sono le uniche notizie disponibili, ma vi terremo aggiornati dal nostro sito appena saranno arrivate ulteriori informazioni riguardo le strutture SOS nel paese ed i bambini che vi sono accolti. L’Associazione Nazionale di SOS Villaggi dei Bambini ad Haiti è stata fondata nel 1979: il primo Villaggio SOS a Petite Place Cazeau, a 8 km da Port-au-Prince, è stato completato nel 1982. Al momento nel paese ci sono 2 Villaggi SOS, 2 Case del Giovane SOS, 2 Scuole Elementari SOS, 1 Centro di Formazione Professionale e 4 Centri Sociali SOS. Ogni giorno vengono assistiti circa 570 tra bambini e giovani tramite le nostre strutture e più di 2.600 persone ricevono aiuto tramite il nostro supporto con programmi di rafforzamento familiare e prevenzione all’abbandono.

Per maggiori informazioni: le Attività SOS ad Haiti.

 

Emergenza Terremoto: dona ora per aiutare i bambini di Haiti:

 

  • Online Tramite Carta di Credito o PostePayLe donazioni online sono protette da un server sicuro e viaggiano criptate, non consentono cioè intrusioni dall'esterno.
  • Donazione su C/C postale n.304386 IBAN: IT 14 B 07601 01800 000000304386 Intestato a Associazione Villaggi SOS Italia Onlus, Corso Tre Novembre 112, 38100 Trento. INDICANDO COME CAUSALE "HAIWEB"
  • Donazione su C/C bancario n.000005555554IBAN: IT 82 H 03240 01801 000005555554Intestato a Associazione Villaggi SOS Italia Onlus Banca di Trento e Bolzano, Sede di Trento. INDICANDO COME CAUSALE "HAIWEB"

 
 

 

 

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2010 @ 09:03:44, in Estero, linkato 1352 volte)
13/1/2010 (12:0)  - DOPO IL TERREMOTO

Appello del Papa per Haiti
"Preghiamo e inviamo aiuti"
   
Il Pontefice invita alla generosità e promette il sostegno della Chiesa


ROMA «Mi appello alla generosità di tutti: non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della comunità internazionale». A poche ore dal terribile sisma che ha colpito Haiti, il Papa «rivolge un pensiero» alla popolazione e alle vittime e invita il mondo a unirsi a lui. Non solo nelle preghiera. Ma anche nella solidarietà concreta, fatta di aiuti e sostegno. E annuncia che la Chiesa sarà in prima linea: «non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni più immediati». Con la Cei che ha già annunciato fondi per due milioni di euro.

Un appello che arriva mentre dal vecchio continente all’altra parte dell’oceano si è messa in moto la macchina della solidarietà. L’Ue ha deliberato oggi un coordinamento europeo degli aiuti e messo sul tavolo 3 milioni di euro mentre già molti paesi europei - Italia in prima linea - hanno annunciato stanziamenti in denaro, voli umanitari e supporto logistico. Dall’America lo stesso presidente Barack Obama, è sceso in campo invitando la sua amministrazione al massimo sforzo per «aiuti coordinati e rapidi» e annunciando prime «squadre di soccorso in poche ore». Gli aiuti ad Haiti «devono essere uno sforzo internazionale»: uno sforzo - ha rimarcato - che deve essere «rapido, coordinato ed energico».

L'appello del Papa
«Il mio pensiero va, in particolare, alla popolazione duramente colpita«, ha detto stamattina Ratzinger al termine dell’udienza generale invitando »tutti ad unirsi alla preghiera al Signore per le vittime». «Assicuro la mia vicinanza spirituale a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità». «Mi appello alla generosità di tutti»

Le mosse dell'Europa
Il consiglio informale dei ministri per l’Europa ha deciso oggi »un’iniziativa di coordinamento« per i soccorsi al popolo haitiano e deciso uno stanziamento di tre milioni di euro

La corsa agli aiuti
E' corsa agli aiuti anche dai singoli paesi europei. Roma ha stanziato 1 milione di euro e deciso una missione italiana per valutare le priorità: la Farnesina ha disposto 2 contributi a favore delle Agenzie Internazionali che operano sul terreno (500.000 euro al Programma Alimentare Mondiale per le esigenze alimentari d’urgenza, e 500.000 euro nel quadro del programma d’emergenza che la Federazione Internazionale delle Croci Rosse e delle Mezze Lune Rosse sta predisponendo per l’assistenza sanitaria). Stasera decollerà invece da Roma un volo dell’aeronautica militare con un team ’multiforze»: un ’advanced team Italià con funzionari della Farnesina, delle forze armate, della Guardia di Finanza, della Protezione Civile e della Croce Rossa che arriverà già domani mattina a Haiti. Dalla Caritas Italiana ci sono poi sul tappeto 100 mila euro per le vittime haitiane mentre anche l’Aquila - colpita il 6 aprile scorso da un tremendo sisma - ha annunciato una raccolta di fondi per Haiti.

La Spagna ha annunciato invece 3 mln di euro e tre aerei di aiuti pronti a partire mentre la Germania ha annunciato aiuti umanitarie per 1 mln di euro e la Francia - paese Ue che ha la maggior comunità nell’isola - invierà sabato il proprio segretario di Stato alla Cooperazione, Alain Joyandet. - USA: Il presidente Obama ha assicurato «il pieno sostegno» americano, annunciando tutte le «risorse civili e militari» possibili - con prime squadre di soccorso in arrivo «entro poche orè. Obama ha poi riferito di aver invitato la sua amministrazione al massimo sforzo per »aiuti coordinati e rapidi«, invitando la comunità internazionale ad uno sforzo congiunto.

La Stampa

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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:14:00, in Estero, linkato 1249 volte)
Notizia del 08/10/2009 - 17:07     

SVIZZERA Inchiesta su Mediaset,
quattro manager nei guai

La Confederazione sta per aprire un'inchiesta per riciclaggio di denaro

BERNA - Quattro manager Mediaset saranno indagati per il reato di riciclaggio di denaro. È quanto si legge sull'edizione online de Il Corriere della Sera, che cita l'agenzia stampa Ap.

Sembra che la magistratura federale stia per aprire un procedimento a carico dei quattro funzionari dell'azienda italiana, in relazione alla sovravalutazione di film e diritti tv.

L'inchiesta elvetica sarebbe dunque un filone di quella aperta dalla procura milanese: Mediaset avrebbe acquistato per sette anni (dal 1992 al 1999) diritti tv di film americani a prezzo gonfiato. Le accuse, in Italia, sono di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio. I fondi in oggetto sono di Mediatrade spa, la società che nel 1999 sostituì Mediaset e la maltese Ims nell'acquisto dei diritti tv. Diritti che venivano convogliati da Los Angeles a Lugano, nel periodo tra il 2000 e il 2002.

La Confederazione ha congelato, nel 2005, conti bancari per oltre 150 milioni di franchi, e ora annuncia l'indagine sui manager Mediaset.

AP Luca Bruno
TicinOnline
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Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:56:06, in Estero, linkato 1341 volte)

Ma il titolare della cultura aveva sempre negato di aver avuto rapporti con minori

«Pedofilia»: attacco a Mitterrand

Il Fronte Nazionale ripesca un'autobiografia di 4 anni fa, in cui parlava di incontri con ragazzi thailandesi

MILANO - «Sfruttamento sessuale dei minori». È la durissima accusa che negli ultimi giorni, esponenti dell'estrema destra e della sinistra transalpina, hanno contestato a Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e della Comunicazione in Francia e nipote del defunto presidente socialista François Mitterrand. A inchiodare l'attuale esponente del governo Fillon sarebbe «La Mauvaise Vie» (La cattiva vita), autobiografia del ministro, pubblicata 4 anni fa nelle librerie francesi. In alcuni passaggi del libro dedicato alla propria vita, il sessantaduenne, omosessuale dichiarato, che prima di diventare ministro aveva avuto una brillante carriera di regista e aveva tra l’altro collaborato con l'emittente televisiva gay francese Pink Tv, avrebbe ricordato alcune sue avventure sessuali all'estero e soprattutto in Thailandia dove amava «pagare i ragazzi per fare sesso».

SESSO A PAGAMENTO – Nei passi più controversi dell'autobiografia Mitterrand racconta della sua attrazione per «i giovani che si prostituiscono nelle strade thailandesi» e dichiara di conoscere «gli sporchi dettagli» che regolano il mercato sessuale. «Tutti questi rituali del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitavano enormemente - scrive Mitterrand nell'autobiografia -. L'abbondanza di ragazzi molto attraenti e immediatamente disponibili mi mettono in uno stato di desiderio». E infine la confessione: «Ho preso l'abitudine di pagare i ragazzi». Quando il libro fu pubblicato, alcuni giornalisti chiesero a Mitterrand cosa intendesse per "ragazzi" e il futuro ministro della Cultura sottolineò di riferirsi con quel termine agli uomini in generale e di non aver avuto alcuna esperienza sessuale con bambini.

LE CRITICHE - Sebbene Mitterrand sia ministro dallo scorso giugno, la storia dello sfruttamento sessuale è stata riesumata solo adesso dai suoi avversari politici. Questi ultimi non hanno apprezzato le severe critiche che il sessantaduenne ha rivolto alla polizia svizzera, colpevole di aver incarcerato Roman Polanski, il regista polacco arrestato per uno stupro commesso su una tredicenne 32 anni fa. Le dure parole di Mitterrand non sono piaciute all'estrema destra di Le Pen che l’ha accusato di non essere adatto al proprio ruolo e ha promosso una petizione online per chiedere le dimissioni del ministro. La figlia di Len Pen, Marine, deputata per il Fronte Nazionale, ha definito Mitterrand «una macchia indelebile per il governo francese». Ma i più duri sono stati alcuni esponenti socialisti, che hanno lanciato un durissimo attacco attraverso il portavoce Benoît Hamon: «Come ministro della Cultura si è fatto notare per aver difeso un regista accusato di stupro su un minore e per aver scritto un libro dove racconta di aver fatto turismo sessuale». Hamon poi ha continuato: «Nel momento in cui la Francia decide di lottare assieme alla Thailandia contro lo sfruttamento sessuale dei minori, ecco un ministro della Repubblica che spiega di essere stato uno sfruttatore. Non si può sempre relativizzare. Mi sembra tutto molto scioccante».

LA DIFESA IN TV – Il governo francese ha fatto quadrato attorno a Mitterrand e attraverso Herni Guaino, consigliere del Presidente della Repubblica Sarkozy, ha espresso la solidarietà al ministro: «È una polemica infima» ha dichiarato Guaino. «Non vi è alcuna prova contro di lui». Neppure la risposta del ministro si è fatta attendere. Dopo aver dichiarato che giovedì alle 20 si farà intervistare da Laurence Ferrari sull'emittente TF1 per spiegare la verità agli elettori francesi, ha così risposto ai denigratori: «Farsi trascinare nel fango dall'estrema destra è un onore» ha sentenziato Mitterrand. «Ma è un peccato che gli esponenti di sinistra appoggino il Fronte Popolare per attaccarmi. Mi cadono davvero le braccia. Ripeto: se il Fronte popolare mi trascina nel fango, è un onore per me. Se un deputato di sinistra fa la stessa cosa, è una vergogna per lui».

Francesco Tortora
Corriere della Sera 8 ottobre 2008
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:13:13, in Estero, linkato 1242 volte)
Il mio personale applauso a Gianni Alemanno, il sindaco di Roma che ha fatto ciò, che "nessun" altro aveva mai fatto prima per la Palestina: "donarle" una Ambasciata. Si è vero, Abu Mazen in questo momento usurpa il titolo di presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, perché il suo mandato è decaduto e non sono state fatte elezioni in Palestina. Nonostante questo "bravo Alemanno".
Peccato non esser potuta andare.. L.M.


Alemanno consegna ad Abu Mazen
la nuova sede diplomatica Anp


L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Il palazzo ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno «Siamo assolutamente convinti che il concetto 'due Popoli e due Statì sia la chiave di volta per una pace giusta e duratura nel Mediterraneo. E la scelta di mettere questa nuova sede a disposizione dei nostri amici palestinesi si iscrive in questa nostra profonda convinzione».

Lo ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presentando la nuova sede diplomatica dell'Anp e rivolgendosi direttamente al Presidente Abu Mazen presente alla cerimonia. L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla e alla cerimonia di consegna dell'edificio di proprietà del Comune hanno partecipato anche il sottosegretario agi Esteri, Stefania Craxi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.

«Vediamo questa vostra bandiera sventolare nel cuore di Roma - ha continuato Alemanno - in questo momento memorabile. Questa amicizia ci riempie di una nuova speranza e sappiamo bene che nel simbolo di una sede diplomatica c'è infatti qualcosa di più che il suo valore pratico ed operativo».

Il Tempo - 07/10/2009
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Di Loredana Morandi (del 21/09/2009 @ 02:25:41, in Estero, linkato 1264 volte)

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La Rete degli Artisti contro le guerre

 

 

- si stringe in affettuoso cordoglio ai familiari dei sei militari italiani caduti in Afghanistan, ai genitori, alle spose e fidanzate, ma soprattutto ai figli lasciati soli dai propri padri in tenerissima età.

 

- denuncia la falsità delle logiche politico affaristiche bipartisan che inducono tutti i più recenti Governi italiani a violare sistematicamente i valori espressi dalla Costituzione della Repubblica.

 

- invita i cittadini italiani ad osservare questo momento di lutto nazionale, tenendo ben alta la Bandiera della Pace nei propri cuori e saldo l'Art. 11 della Costituzione italiana nella propria mente.

 

"L'Italia ripudia la guerra..."

 

Artists Against War Italia

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Di Loredana Morandi (del 15/09/2009 @ 03:30:13, in Estero, linkato 1233 volte)
ere rispettato', ha detto ancora Barrot.

STUDIAMO ATTENTAMENTE RISPOSTA ITALIA
''Stiamo studiando in modo accurato" la risposta ricevuta dall'Italia alla richiesta di chiarimenti inviata a luglio a proposito dei respingimenti di immigrati verso la Libia. Lo ha detto il commissario europeo per la Libertà Giustizia e Sicurezza Jacques Barrot, nel corso del dibattito svoltosi al Parlamento Europeo sul tema dell'immigrazione e sul ruolo di Frontex, l'agenzia Ue che si occupa della cooperazione e del coordinamento tra i paesi dell'Unione in materia di sorveglianza delle frontiere esterne.

Ansa 2009-09-15 11:57
ento per la Giustizia - Art 3.

La costituzione e lo straniero

Di seguito le news di agenzia ...

Onu: no a respingimenti,

stop a discriminazioni


GINEVRA -  Attacco dell'Onu alla strategia dei respingimenti di migranti. L'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale". Mentre la maggioranza respinge le accuse e l'opposizione critica, la Farnesina sottolinea che il richiamo non è rivolto all'Italia. Intanto, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, invita a non aver paura dell'immigrazione.

ONU, MIGRANTI TRATTATI COME RIFIUTI PERICOLOSI - L'Alto commissario cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto. E spiega che "in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi". Oggi, aggiunge, "partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale".

FARNESINA, RICHIAMO ONU NON RIVOLTO A ITALIA - Le parole della rappresentante delle Nazioni Unite infiammano la polemica tra maggioranza ed opposizione e la Farnesina interviene per precisare. "Il richiamo alle violazioni del diritto internazionale - si legge in una nota - non è evidentemente rivolto all'Italia". Infatti, sottolinea il ministero degli Esteri, "le regole del diritto internazionale costituiscono il caposaldo dell'azione del Governo italiano, che promuove ed auspica un impegno comune affinché vengano da tutti rispettate e tutti facciano la loro parte". Si ricorda quindi che "l'Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo". E anche l'ambasciatore italiano presso le organizzazioni internazionali di Ginevra, Laura Mirachian,

MARONI, ITALIA IN REGOLA - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sceglie di non replicare, ma nei giorni scorsi aveva definito la linea del Governo di contrasto all'immigrazione clandestina "conforme a tutti i trattati internazionali, a tutte le regole europee e dell'Onu", auspicando un maggiore aiuto da parte di Europa e Onu. E dal Viminale è arrivata sul tavolo del commissario europeo per la Giustizia, Libertà e Sicurezza, Jacques Barrot, una lettera di risposta alla richiesta di informazioni partita da Bruxelles sui casi delle imbarcazioni soccorse nel Mediterraneo tra il 6 maggio ed il 30 agosto scorsi. Nel documento vengono ricostruiti gli episodi di respingimenti di migranti, avvenuti - si spiega - nel rispetto delle norme. Il 21 settembre il ministro incontrerà l'Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres: si punta ad aiutare la Libia a gestire i richiedenti asilo sul suo territorio.

OPPOSIZIONE ATTACCA, MAGGIORANZA REPLICA - L'intervento di Navi Pillay scatena le critiche dell'opposizione al Governo, "L'immagine e il prestigio dell'Italia - afferma Rosy Bindi (Pd) - sono irrimediabilmente sfigurati. Contro il governo parlano i fatti che non si possono nascondere o manipolare con la propaganda. O qualcuno pensa di tappare la bocca anche all'Onu con ricatti morali, come si è fatto con la Chiesa e si vorrebbe fare con il presidente della Camera?". Secondo il candidato segretario Pd, Pierluigi Bersani, il Governo rischia "figuracce internazionali". Ma per il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, "l'Italia sta attuando una politica di controllo dell'immigrazione clandestina che rispetta pienamente tutti i principi e le norme del diritto internazionale. L'Italia, anzi, è un paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo anche quest'anno". Margherita Boniver (Pdl), presidente del Comitato Schengen, definisce "gravissime" le affermazioni dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani, mentre per il portavoce del Pdl Daniele Capezzone "le ormai troppo frequenti esternazioni di rappresentanti dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani contro l'Italia sono politicamente irricevibili". FINI, NON

AVER PAURA DI IMMIGRAZIONE - Fini, intanto, continua nelle sue aperture ai migranti. "Pensare alla storia di Nancy Pelosi (l'italo-americana speaker della Camera dei rappresentanti Usa) - spiega il presidente della Camera - dimostra che non solo si può essere orgogliosi delle radici italiane, ma anche che non occorre avere paura dell'immigrazione, né dubitare sulla possibilità di una vera integrazione" degli immigrati.

Ansa 2009-09-15 11:16

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IMMIGRAZIONE, UE: SOLIDARIETA' DA TUTTI PAESI


STRASBURGO - Per affrontare il problema dell'immigrazione clandestina "serve la solidarietà di tutti i Paesi". Lo ha sottolineato il commissario europeo per la giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, intervenendo al dibattito sull'immigrazione nel corso della sessione plenaria del Parlamento Ue.

Barrot e il ministro della Giustizia svedese Tobias Billstrom, in rappresentanza della presidenza Ue, hanno evidenziato la necessità di rafforzare Frontex, l'agenzia europea che si occupa del controllo delle frontiere esterne dell'Unione. E hanno annunciato che all'inizio dell'anno prossimo la Commissione Ue presenterà proposte per ampliare le attività di Frontex alla cooperazione con i Paesi terzi e ai rimpatri dei clandestini. Barrot ha anche evidenziato tra l'altro che il principio del non respingimento non viene applicato da tutti i Paesi in maniera uniforme ed è quindi necessario approfondire la questione. Quanto alla cooperazione con la Libia, il commissario ha detto di attendere "con ansia" le risposte di Tripoli alle proposte avanzate già da tempo dall'Ue.

RISPETTARE PRINCIPIO NON RESPINGIMENTO
La necessita' di rispettare il 'principio di non respingimento fissato dalla legislazione comunitaria nei confronti di chi vuole varcare le frontiere esterne dell'Ue e' stata sottolineata oggi dal commissario europeo per la Liberta', la Giustizia e la Sicurezza Jacques Barrot a conclusione del dibattito sull'immigrazione svoltosi al Parlamento Europeo. Questo principio, ha spiegato Barrot, prevede che 'i rinvii non avvengano verso paesi dove le persone rischiano di essere soggette a trattamenti degradanti o inumani'. Cosi' come occorre salvaguardare, ha aggiunto il commissario, la sicurezza di chi vuole chiedere asilo. 'Questo dovere di protezione deve ess
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