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 .. encounter ...... di Lunadicarta
 
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L’ingiustizia in un luogo qualunque è una minaccia per la giustizia ovunque.

Martin Luther King
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/09/2009 @ 00:07:09, in Estero, linkato 2493 volte)
Una mossa astuta quella del governo rumeno e solidarietà per la vertenza sindacale ai magistrati, certo, ma con la riserva di chi vive nel paese ove si è trasferita una larga fetta percentuale della criminalità rumena.




ROMANIA: LA MAGISTRATURA INCROCIA LE BRACCIA E CHIEDE PIU' RISORSE
 

(ASCA-AFP) - Bucarest, 2 set - Migliaia di giudici romeni hanno incrociato le braccia oggi per chiedere piu' risorse da destinare al malandato sistema giudiziario del paese. ''L'80% dei tribunali romeni partecipa alla protesta'', afferma in una nota l'Assemblea generale dei giudici, secondo la quale le toghe stanno lavorando solo sui casi piu' urgenti e anche molti pubblici ministeri hanno sospeso le attivita' unendosi alla protesta per solidarieta'. Altri tribunali sciopereranno lunedi'.

I giudici stanno protestando contro la carenza di personale e contro una proposta di legge mirata ad armonizzare i salari nel settore pubblico. Se verra' approvata dal Parlamento, la legge potrebbe ridurre il salario dei giudici del 60%, affermano gli interessati.

Il ministro della Giustizia romeno ha definito lo sciopero ''illegale'', negando quanto affermato dai giudici sull'impatto della legge sui loro salari.

red-sam/mcc/ss 02-09-09
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Di Loredana Morandi (del 20/08/2009 @ 02:01:07, in Estero, linkato 1251 volte)
A riprova di questo vi dirò: Google smaschera sempre le persone cattive. Ad esempio io non conosco ancora il cognome di Lauraleye, la soubrette del porno, una dei tanti che si divertirono la scorsa estate, ma per identificarla io ho la data e il luogo di nascita, la città di residenza, la tipologia di azienda dove lavora e il nome della banca utilizzata, in più ho le sue foto..

Google smaschera blogger
Aveva insultato una modella

19/08/2009

Mai fare commenti a una donna sulla forma fisica o l’età: se una volta si rischiava una scarpata tacco 12 in faccia, oggi ci si mettono pure gli avvocati. Lo sa bene un blogger americano colpevole di aver dato dello “scorfano” a Liskula Cohen (nella foto), modella che può vantare una copertina sulla prestigiosa rivista Vogue. Miss Cohen, 37enne, si è infatti rivolta ad una corte di Manhattan perché venisse resa pubblica l’identità dell’autore dei commenti per accusarlo di diffamazione.
“Poteva essere hot 10 anni fa”, aveva scritto l’autore coperto dall’anonimato, aggiungendo che la Cohen è pure una “donna di facili costumi” e “psicopatica”. Pensava di farla franca, dato che il suo nome non appariva nel blog, ma la legge si è messa dalla parte della modella.
Joan Madden, giudice della corte suprema di New York, ha infatti rigettato la richiesta della difesa per la quale i blog sono “un forum moderno” nel quale vengono pubblicati opinioni personali, incluse le invettive, senza che vengano considerate delle “affermazioni veritiere”.
Il giudice si è basato su una sentenza di un tribunale della Virginia secondo la quale i commentatori anonimi on-line devono essere resi rintracciabili qualora vadano troppo oltre con la dose di insulti e commenti negativi. A quel punto è partita la richiesta a Google perché l’autore del blog incriminato venisse rintracciato attraverso l’indirizzo IP e la mail da consegnare ai legali della Cohen per procedere all’azione.
Da parte loro, gli avvocati dell’internauta beccato si sono lamentati con il potente motore di ricerca per aver ceduto alle richieste, mettendo a rischio il diritto dei blogger di esprimersi liberamente. La società si è limitata a dichiarare di voler tutelare i suoi clienti, m anche chi rimane vittima di “bullismo cibernetico”. Da qui la decisione di fornire i dati personali quando richiesto dai tribunali.

Libero News
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Di Loredana Morandi (del 20/08/2009 @ 01:58:09, in Estero, linkato 1240 volte)
20/8/2009 (9:56)  - LA STORIA (ma che tristezza !!!)

Murray, il medico di Jacko
sarà arrestato per omicidio

   
Dopo le dichiarazioni su YouTube, il «thriller» sulla morte del cantante giunge ad una svolta. E la madre del re del pop chiede un risarcimento milionario al cardiologo

S. M. P. NEW YORK

Le indagini sulla morte di Michael Jackson sono a un punto di svolta. Il cardiologo Conrad Murray, il medico che somministrò a Jackson un potente anestetico poche ore prima della sua morte, sarà arrestato la settimana prossima, o al massimo entro la fine di agosto, con l’accusa di omicidio colposo. Per il dermatologo Arnold Klein si prospetta invece un’incriminazione per negligenza nell’esercizio della professione medica, ma anche per lui si prospetterebbe l’arresto. A rivelarlo è stata Fox News, che ha citato fonti giudiziarie.

Murray, medico privato di Michael Jackson, martedì aveva rilasciato la sua prima dichiarazione pubblica: «Ho fatto tutto ciò che potevo - ha affermato Murray nel suo video di circa un minuto diffuso su YouTube -. Ho detto la verità, e sono fiducioso che questa verità prevarrà». Nel video, tuttavia, il medico non ha fatto riferimento alla morte dell’artista limitandosi a ringraziare i suoi amici e pazienti per il sostegno ricevuto, e spiegando di non poterlo fare di persona per il timore di utilizzare il telefono e le mail. La procura di Los Angeles sta concordando con gli investigatori se chiedere a Murray di consegnarsi spontaneamente alla polizia di Los Angeles o se eseguire l’arresto a Houston, dove il medico risiede.

La madre del re del pop, intanto, sarebbe pronta a chiedere al dottor Murray almeno 100 milioni di dollari come risarcimento per la morte del figlio. Secondo il britannico The Sun, Katherine e il suo avvocato Burt Levitch starebbero valutando una richiesta di risarcimento per i mancati guadagni dovuti alla morte improvvisa di Jackson, oltre che per i danni morali subiti dalla donna. Una galleria di New York, nel frattempo, ha venduto all’asta a un collezionista privato anonimo un ritratto di Michael Jackson firmato da Andy Warhol per più di un milione di dollari. Il ritratto mostra un Jackson sorridente con la giubba rossa del suo successo degli Anni 80, Thriller.

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 12/08/2009 @ 08:59:45, in Estero, linkato 1452 volte)
ERGASTOLO AL BOIA

"Giustizia è fatta per Falzano"
Applauso alla lettura della sentenza



Una sentenza storica: "Ergastolo al boia di Falzano". E' la prima volta in Germania. Mai era successo che in patria fosse condannato a vita un criminale nazista. "E' colpevole dell'omicidio di quattordici civili", e alla lettura  del verdetto in aula scoppia un applauso liberatorio

Josef Scheungraber, ex ufficiale degli alpini tedeschi, condannato per il massacro di civili a Falzano di Cortona (Arezzo) il 26 giugno del 1944 (Ap/Lapresse) Arezzo, 12 agosto 2009 - Ergastolo. «E per noi è una grande soddisfazione» commenta il sindaco di Cortona Andrea Vignini. «Quella ferita non si è mai rimarginata ma finalmente questa sentenza ha fatto giustizia». Vignini, in aula a Monaco di Baviera, parla di getto. Ha appena ascoltato in viva voce la sentenza di condanna per Joseph Scheungraber (nella foto), 91 anni, ex ufficiale della Wermacht condannato ieri alla pena a vita dal tribunale di Monaco. E mai era successo che un criminale nazista subisse in Germania una condanna così pesante.

Lui, Scheungraber, ha assistito a tutto il processo e ha accolto il verdetto senza battere ciglio, a differenza del suo difensore che è stato quasi colto da malore. La sentenza mette dunque la parola fine al massacro di Falzano, giudicando l’ex ufficiale colpevole dell’omicidio, per averne ordinato l’esecuzione, di 14 civili dai 16 ai 74 anni. Oggi l’ anziano vive a Ottobrunn, in Baviera, dove è stato anche consigliere comunale. E’ sordo e cammina appoggiandosi a un bastone, ma al processo è apparso in buona salute. Non è il primo ergastolo che subisce, identica sentenza era stata infatti emessa dal tribunale della Spezia nel 2006.

La sentenza precede il processo a un altro ex nazista, John Demjanjuk, accusato di essere il boia di Sobibor, estradato lo scorso maggio dagli Stati Uniti per rispondere dell’accusa di aver contribuito all’uccisione di 28 persone in un campo di sterminio. All’udienza, oltre al sindaco Vignini, erano presenti alcuni arenti delle vittime e l’assessore al personale Diego Angori. «Appena letta la sentenza — racconta Vignini — dal pubblico si è levato un lungo applauso. Oggi dopo 65 anni di attesa è stata fatta giustizia. Si è scritto la parola verità, che non ha solo un valore simbolico. Ma soprattutto è la prima volta che un crimine di guerra viene punito da parte di un Tribunale tedesco, per di più in una città che ha visto la nascita del partito nazista».

La Procura di Monaco aveva chiesto la condanna all’ergastolo per il comandante del reparto della Wermacht Panzergranadierdivision dell’esercito tedesco, ribattezzato come il boia di Falzano, ritenuto responsabile di quattordici omicidi e un tentato omicidio. Ma all’apertura del processo l’imputato, tramite il suo avvocato difensore, aveva respinto tutte le accuse sostendno che non si trovava sul luogo del massacro. Condannato in contumacia all’ergastolo a La Spezia, non era stato estradato perché la Germania, non procede con i propri cittadini contro la loro volontà applicare la condanna.
 
Così aveva proseguito tranquillamente la sua vita in Baviera, nella città natale di Ottobrunn, dove è diventato dopo la guerra un personaggio rispettato, gestore di una azienda di falegnameria e consigliere municipale, partecipando regolarmente a commemorazioni con i suoi compagni d’armi.

Riprende Vignini: «Il verdetto mi rende felice non per spirito di vendetta ma perché sancisce la verità storica di quello che ebbero a subire i miei concittadini, anche se non ripaga le grandi sofferenze patite».
Il tribunale tedesco aveva avviato il processo il 15 settembre 2008 sulla base degli atti e documenti del procedimento italiano al termine del quale era stato condannato all’ergastolo anche Herbert Stommel, diretto superiore di Scheungraber, nel frattempo deceduto. La strage era avvenuta la mattina del 27 giugno del ’44, come rappresaglia per un episodio avvenuto il giorno prima quando un gruppo di soldati tedeschi era stato attaccato dai partigiani della «Pio Borri». Due tedeschi morirono, un terzo, ferito, riuscì a raggiungere i commilitoni. E la risposta fu morte e terrore.

Giancarlo Sbardellati

Leggi altro:

Strage di Falzano di Cortona. ergastolo all'ex ufficiale nazista
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Lettera al governo su clandestinità e neonati: il provvedimento può compromettere
anche il diritto alla privacy. Colf, Giovanardi contro il reddito minimo

Sicurezza, la legge nel mirino della Ue
Bruxelles vuole chiarimenti dall'Italia

dal nostro inviato ALBERTO D'ARGENIO

BRUXELLES - Dopo le osservazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e le critiche di Onu e Consiglio d'Europa, il pacchetto sicurezza entra nel mirino della Commissione Ue, unico organismo internazionale in grado di imporre modifiche qualora la norma violasse le regole comunitarie. Le critiche di Bruxelles saranno contenute in una lettera al governo italiano che dovrebbe partire con ogni probabilità già questa settimana.

La missiva fa il bis con quella già spedita mercoledì scorso con i dubbi Ue sui respingimenti nel canale di Sicilia firmata da Jonathan Faull, direttore generale del commissario alla Giustizia Jacques Barrot. Un questionario per capire se lo stop dei barconi sia in linea con le regole comunitarie sul diritto d'asilo. In poche parole, la partita si gioca intorno ad una domanda: "Come fa il governo italiano a garantire di non aver violato gli obblighi sul diritto d'asilo? Come avete fatto a valutare che a bordo non ci fossero persone idonee a essere protette nel nostro Paese, come richiedono le regole europee?".

Ma la vera offensiva Ue deve ancora arrivare e toccherà appunto la legge sulla sicurezza, setacciata punto per punto dai tecnici di Bruxelles. Non è ancora stato deciso se la richiesta di chiarimenti sulle nuove norme italiane sarà firmata direttamente dal commissario Barrot o ancora una volta dal suo direttore generale.

Sono invece già stati individuati i rilievi e le domande da rivolgere a Berlusconi. Secondo quanto riferiscono fonti Ue, tra i dubbi di Bruxelles c'è anche il reato di immigrazione clandestina: l'Italia è in grado di garantire che la nuova fattispecie toccherà solo gli extracomunitari? La seconda norma che non convince la Ue riguarda l'iscrizione all'anagrafe dei figli dei clandestini, che secondo i contestatori della legge sarà impossibile e secondo il governo è invece consentita. In terzo luogo i sospetti di Bruxelles sono rivolti all'aggravio dei costi per il permesso di soggiorno. Infine i riflettori della Ue si accenderanno sulle nuove regole per il trasferimento del denaro da parte degli immigrati, i cosiddetti money transfer. La legge prevede che i dati sui versamenti verso il paese d'origine vengano raccolti e immagazzinati dalle autorità, con il timore da parte di Bruxelles di una violazione delle regole sulla tutela dei dati personali.

Ma non finisce qui, perché la Commissione è intenzionata a non fare sconti e si prepara a esaminare a fondo i decreti d'attuazione delle varie disposizioni previste dal dl sicurezza. E se l'Italia non convincerà la Ue, il commissario Barrot potrebbe ingiungere delle modifiche.

Intanto ieri il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che aveva già chiesto con successo la "sanatoria" per le badanti, ha chiesto l'abolizione del reddito minimo per la regolarizzazione delle collaboratrici domestiche: "La proposta del limite di 20 mila euro di reddito per il single e di 25 mila per i nuclei familiari, senza il quale il datore di lavoro non può mettere in regola una colf, crea più problemi di quanti ne risolva. Impone per legge un principio di classe e non tiene conto dei risparmi che spesso generano reddito non imponibile o degli aiuti di familiari che non fanno parte del nucleo".

(20 luglio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 16/07/2009 @ 22:37:30, in Estero, linkato 1276 volte)
Questo ragazzo non lo ricorda più nessuno. La giustizia ha fatto il suo corso contestando agli assassini il reato di omicidio volontario aggravato da futili motivi, ciò nonostante la vita umana vale sempre di meno.


Giustizia per Abba, condannati i colpevoli del suo omicidio


Anche se a distanza di quasi un anno, finalmente è stata fatta giustizia per l’omicidio di Abdoul Salam Guibre (detto Abba); il giudice Nicola Clivio ha preso la sua decisione: i due baristi di Milano, Fausto e Daniele Cristofoli, sono stati condannati entrambi a 15 anni e 4 mesi di reclusione.

L’episodio risale al 14 settembre 2008 quando, in seguito a un furto di alcuni biscotti da parte del giovane nero e dei suoi amici, si generò una rissa al di fuori del bar. La situazione degenerò quando i due titolari dell’attività iniziarono a prendere a bastonate Abba fino ad ucciderlo.

Allora, il pm Roberta Brera chiese una condanna a 16 anni e 8 mesi; tuttavia anche se con un anno in meno, oggi il giudice ha dato il verdetto. Il processo si è tenuto con il rito abbreviato a porte chiuse al settimo piano del Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo. Presenti i genitori di Abba e i due imputati; Fausto e Daniele, padre e figlio di 53 e 31 anni, sono stati ritenuti colpevoli di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Inoltre è stato previsto un risarcimento di 100 mila euro per i genitore di Abba, mentre 25 mila per le sue sorelle. Ma i loro legali, Elisabetta Radici e Marco Bolchini, non hanno intenzione di mollare: “Insisteremo perché l'accusa di omicidio volontario venga derubricata in quella di omicidio preterintenzionale”.

Nessuna soddisfazione invece da parte dei familiari di Abba: "E' stata fatta giustizia, ma solo in parte, perché la pena poteva e doveva essere più alta", ha dichiarato Hassane Guiebre, padre della vittima, dopo la lettura della sentenza. “Mi aspettavo una pena più severa ma sarebbe stata la stessa cosa. Il perdente sono io. Loro sono stati condannati ma io ho perso mio figlio”.

BariMia Elisabetta Paladini
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 23:31:28, in Estero, linkato 1114 volte)
I nostri grattacapi nazionali li conosciamo, ma Tutto il mondo è paese e tanto per la cronaca Murdoch, che non è affatto uno stinco di santo ma un grande mecenate dei media, ha sposato in terze nozze una nordcoreana di 35 anni più giovane di lui, che gli ha dato 2 figlie delle quali lui potrebbe essere agevolmente il bisnonno.
Secondo me, si dovrebbe tornare repentinamente ad un giornalismo serio e d'indagine, accantonando per sempre il gossip disastroso di oggi, che vede la Regione Puglia con giunta di centro sinistra indagata per le Escort e la Sanità.


Morale: il giornalismo gestito da Murdoch fa addirittura schifo! Grazie a lui, anche l'Inghilterra scenderà posizioni nella classifica internazionale delle libertà di stampa.

Polizia Gb indaga su presunto "spionaggio" da giornale Murdoch

giovedì 9 luglio 2009 13:54


LONDRA (Reuters) - La polizia britannica sta indagando su alcune notizie secondo cui i giornalisti del quotidiano britannico più venduto di Rupert Murdoch si sarebbero organizzati per intercettare i telefoni di celebrità, parlamentari e personaggi pubblici.

Il capo della polizia di Londra Paul Stephenson ha detto che un alto funzionario indagherà sulle accuse fatte dal Guardian ai giornalisti di News of the World, che avrebbero lavorato con investigatori privati per accedere a "due o tremila" telefonini privati.

L'editore di News of the World, Sun e Times non ha fatto commenti.

Tra gli intercettati, ci sarebbero l'ex-vice primo ministro britannico John Prescott, l'attrice Usa Gwyneth Paltrow e la modella australiana Elle Macpherson.

Secondo il Guardian, investigatori privati avrebbero lavorato per il News of the World intecettando messaggi in segreteria telefonica e ottenendo accesso a dati personali come bollette ed estratti conto bancari.

I politici del partito laburista hanno chiesto un'indagine sul ruolo della polizia, sui giornali di Murdoch e sul partito Conservatore all'opposizione, che hanno assunto l'ex-direttore del News of the World Andy Coulson come capo della comunicazione nel maggio 2007.

News International, il ramo britannico di News Corp, ha già pagato un milione di sterline per chiudere casi in tribunale con tre persone i cui telefoni erano stati violati, scrive il Guardian.

L'ex-ministro dell'Interno Charles Clarke ha detto che il leader dei conservatori David Cameron, in testa ai sondaggi in vista delle elezioni del prossimo anno, dovrebbe licenziare Coulson.

"Penso che sia oltraggioso. Dobbiamo agire immediatamente", ha detto Clarke alla radio Bbc, aggiungendo che il ministro dell'Interno Alan Johnson deve chiedere un rapporto sul comportamento della polizia.

Reuters
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Di Loredana Morandi (del 08/07/2009 @ 09:13:40, in Estero, linkato 1091 volte)
Il G8 delle First Ladies
in visita al Campidoglio




L'onere e l'onore di sostenere il G8 più "galante" è toccato ad Alemanno, sindaco di Roma, che appare nella foto circondato dalle gentili signore degli uomini più potenti della terra.

La foto del Bertozzi è stata scattata nella sala ove è ospitato il Marco Aurelio, quello vero, restaurato pochi anni or sono, al cui posto fu collocato un identico falso d'autore onde non rovinare irreparabilmente la scenografia architettonica ed alchemica della piazza capitolina.

Perché le First Ladies? Perché sono convinta che ognuna di loro potrebbe far meglio dei rispettivi potenti consorti, alla guida dei propri Paesi. In un mondo ipotetico, governato dalle donne, non esisterebbero più la fame, la violenza e l'abbandono. Per i capitani d'industria, invece, sì.

A riprova dell'impegno italiano per i paesi in stato di sottosviluppo o vittime delle emergenze umanitarie tra guerre e carestie, mi permetto di chiedere a Gianni Alemanno di rammentare la promessa donazione per la sede dell'Ambasciata Palestinese in Roma.

Una promessa del Sindaco molto, molto concreta, in quanto la Giunta ha già deliberato in tal senso.

Quindi, cari amici della Comunità Palestinese in Italia, orsù! E' ora di muoverci!

Loredana Morandi
Network of Artists Against War Italia


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Di Loredana Morandi (del 21/06/2009 @ 15:13:01, in Estero, linkato 1626 volte)
Francamente a me dispiace di vedere la figura di un giurista del calibro di Lelio Basso dato in pasto alla spazzatura, ma dato che è la spazzatura brigatista che risponde da anni dalle email di Luisa Morgantini, salvando il salvabile e la storia, NON è mia responsabilità se Fondazione Basso scende al punto di rispondere agli esponenti delle chat hard di un sito pornografico a pagamento.



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-06-22_024527.jpg

clicca per allargare l'immagine


Questa è però la ragione politica per la quale Rifondazione Comunista ha pienamente meritato l'estromissione completa dal Parlamento italiano e da quello Europeo.

Il peccato è l'enorme presunzione e la cecità popolare dell'infettare la Magistratura, nella destabilizzazione dell'Italia di oggi, con comuni esponenti del crimine organizzato.

Qui il link alle risposte tristissime, date a terzi commerciali interessati, finché durano già chiesta la cancellazione, a firma di Fondazione Basso e della ex irriducibile delle brigate rosse Anna Cotone, per Luisa Morgantini, a quanto si legge dalla pubblicazione "contro Loredana Morandi".

Inciso: gli illustri giuristi internazionali citati a sproposito erano a quel convegno né più, né meno l'avvocato scelto dalle Associazioni degli Artisti a rappresentarli di fronte alla Corte Penale Internazionale sui crimini di guerra a Gaza, usato e strumentalizzato per fini politici e con la mala creanza di negarci addirittura l'invito.

Chi fosse interessato a conoscere la pornografia di cui narro da circa 10 mesi e gli autori della bella letterina cui si risponde con tanto garbo, può sostituire l'estensione italiana e raggiungere il dominio e clone commerciale del sito: www.sessochannel.com (vedere: *sessochannel.it*)

Ovvero la vergogna del voto di scambio tra la multinazionale italiana Tiscali Spa e piccoli esponenti politici di Selargius, provincia di Cagliari, società che, stante l'aver perduto il seggio alla Regione Sardegna, non risponde alle violazioni articolo 7 Legge Privacy e neppure all'articolo 8 Legge sulla Stampa.

Che quella comunità pornografica abbia cooptato una comunità giovanile che si interessa di cartoni animati, oggi frequentata anche da ideologi della pedofilia online (indagati Brescia, Bergamo e Milano), soltanto nell'agosto dello scorso anno, è un optional.

Un optional, certo, ma indicativo delle scelte politiche per le ultime candidature in Sinistra e Libertà, già Rifondazione, e l'iscrizione nelle liste di un esponente italiano del Partito Pirata svedese, ovvero Pirate Bay che, circa 2 anni fa, ha subappaltato la più grande delle board italiane del file sharing: Drunken Donkey.

Una sola parola in difesa del file sharing italiano: sulla vecchia Drunken Donkey, grazie alla buona volontà dei gestori, non c'è la pornografia per pedofili o l'hard violento che abita su Pirate Bay. E questo non è certo merito degli svedesi o della pornografia sarda.

Pirate Bay è famosa in Italia per il sequestro della Procura di Bergamo, ma c'è tanto di altro. Anche oltre la vergogna politica di un avvocato, sedicente di sinistra, che denuncia un magistrato e uomo integerrimo alla Procura di Venezia in nome e per conto di criminali comuni. Purtroppo, infatti, Pirate Bay non è perseguibile in Italia per il male già compiuto all'estero. Non tutti sanno che nella storia dei tre pirati sotto processo, osannati anche dalla stampa italiota, ci sono: la distribuzione di foto necrofile per pedofili e ogni altro luridume proveniente dalla cinematografia amatoriale; l'ospitalità sui propri server di una delle più grandi board degli Orchi e, udite, udite... una cassa economica fatta con i fondi più neri, politicamente parlando, che si siano mai visti in Europa.

Il mio invito alla Fondazione Basso e al comitato di presidenza della Sezione Internazionale è a dare adeguata e decorosa risposta alle Associazioni degli Artisti, per non coprire la propria storia di altra vergogna e corruzione da reati comuni, perché purtroppo, anche umanamente parlando, la vetusta cecità sociale e politica si vede proprio in questi fenomeni.

Responsabilità sociale, vuol dire responsabilizzarsi.

Irriducibilmente una persona per bene.

Loredana Morandi
Presidente Associazione ARGON - Network of Artists Against War Italia
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 07:47:50, in Estero, linkato 1086 volte)
Publié le 09/06/2009 à 15:03 - Modifié le 09/06/2009 à 15:42 Le Point.fr

"INJURE"

L'Union syndicale des magistrats porte plainte contre Rachida Dati

Par Chloé Durand-Parenti

L'Union syndicale des magistrats a annoncé mardi avoir déposé plainte pour "injure contre un corps constitué" contre la ministre de la Justice Rachida Dati. Cette plainte a été déposée "entre les mains du procureur de la République de Paris", a précisé l'USM. La polémique remonte à la mi-mai. Lors d'un "déjeuner-débat" organisé au Fouquet's à Paris, la ministre aurait qualifié les corps de la magistrature et des avocats de "très sournois", selon la retranscription des discussions faite par le magazine Entreprendre. Des propos perçus comme insultants par les magistrats.

La Chancellerie avait alors démenti ces propos mais le journaliste du magazine les avait maintenus. Deux convives, Roland Dumas et Jacques Vergès, ont également soutenu la version de Rachida Dati. Depuis, l'USM demandait sans succès la publication de la transcription "intégrale" du déjeuner-débat pour "lever toute ambiguďté". Le président de l'USM, Christophe Régnard, a expliqué au point.fr l'objectif du recours en justice fait par son syndicat.

Selon Christophe Régnard, les propos prętés à Rachida Dati tombent sous le coup de l'article 29 de la loi sur la presse du 29 juillet 1881. Ils sont d'après l'USM passibles de 12.000 euros d'amende.

In video su Le Point.fr

Dal sito dell'Union Syndacale del Magistrats alcuni precedenti:


Quand la ministre de la Justice prend les procureurs généraux pour des valets de la République


Quand l’intranet du Ministère se transforme en tribune politique ...

La proposition de nomination de Marc Robert, Procureur général près la Cour d’Appel de Riom, retirée de l’ordre du jour du CSM.
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