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 forbici with red ... ... di Lunadicarta
 
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Pirate Bay non si nasconde bene dietro al dito del decreto legislativo 70/2003.

Loredana Morandi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
FaceBook, storie comuni
di criminalità diffusa

il blog Informare per Resistere

Face Book è un piccolo mondo virtuale, dove un gruppetto di bloggers può darsi il cambio h24 nel postare articoli tratti dai quotidiani su un qualsiasi blog di Blogger.com, ed aprire un profilo con un "nome importante" ed ottenere un discreto successo con l'utenza pigra del social network.

Così è per lo staff di Informare per Resistere, una piccola piaga editoriale perché hanno addirittura l'abitudine di postare senza linkare gli articoli, che attualmente cavalca la tigre del social network sull'onda della stupidità, dell'antiberlusconismo e di quegli articoli che "attizzano" il flame del commento violento.

Oggi, leggendo i commenti dati alla bravata di Saverio, l'artista fiorentino delle penose denunce contro una Legge dello Stato, ho notato la piega presa dai commenti e l'istigazione a terzi nel compiere una analoga bravata.

ATTENZIONE ! Le LEGGI dello Stato NON si denunciano in Procura, soprattutto quando sono state votate dal Parlamento e quando il Presidente della Repubblica le ha promulgate. +

Cosa questa che di per se giudica l'incultura del comico toscano, perché per contrastare il pacchetto sicurezza ci sono strumenti differenti, anche normativi, mentre l'atto di denuncia creerà solo noie giudiziarie all'artista, per aver mosso lo strumento della Giustizia e senza aver scritto un solo rigo utile alla magistratura per appellarsi alle Istituzioni del Diritto superiori alla Procura in quel di Firenze.

Che ben sappia l'ambiziosissimo Peppe Sini, del Centro per la pace finta di Viterbo: proporre due foglietti sgrammaticati alla Procura di Firenze è stato un atto inutile, perché se se ne fosse occupato un vero giurista e non un praticone, allora la Procura avrebbe potuto sollevare il dubbio dell'incostituzionalità dell'azione imposta dalla Legge.

STATE TRANQUILLI: Non sto difendendo l'indifendibile razzismo del pacchetto sicurezza, perché sono sicura che dozzine o centinaia di pubblici ministeri solleveranno il dubbio costituzionale NEI CASI DI APPLICAZIONE delle nuove leggi razziali. E lo faranno a tutela delle Madri, dei Minori a rischio di cadere preda dello sfruttamento e in tutti quei casi che richiederanno realmente un serio appellarsi alle tematiche del Diritto Umanitario.

Ma lo faranno senza esporre i cittadini al fuoco amico di una salva d'ufficio ai sensi dell'Art. 50 del Codice di Procedura Penale, che prevede la denuncia del cittadino che spende i soldi dello Stato, soprattutto in quei casi in cui si vede l'uso pro pubblicità personale.

Torno sul blog dei copia incollatori "Informare per resistere" e chiudo: Oggi, in 3 secondi e 2 decimi, la blogger Helene Benedetti, autrice di Informare per Resistere, pur di mettermi a tacere si sarebbe appropriata di una mia foto dal mio clone personale (il blog la ragazza ora guarita, che un anno fa fu circuita dal sito del porno commerciale di Selargius, il cartello filo pedofili omosessuali) e ha utilizzato materiale tratto da quel blog per minacciarmi attraverso il servizio postale di FaceBook.

Qui l'immagine cliccabile.

20090826142547heleneben.jpg

Belle storie, sì. Per carità: pur di mettere a tacere un dissidente, tutta una certa sinistra è disposta a minacciare, sputare, insultare, mobbizzare e simili atti di criminalità diffusa. Ma i peggiori sono sempre quelli che cercano il successo personale, anche a costo di impossessarsi di materiale filo pedofilo e usarlo per minacciare le persone per bene.

Io ho perdonato, ma il blog da cui viene il link alla mia fotografia rivendicò le minacce di morte ai miei danni e pubblica ancor oggi la foto di MIO FIGLIO.

Vergogna: questo è il clima di criminalità diffusa promosso dal mondo dell'Informazione italiano.

Così, mi sento di assicurarvi, che resisteremo tutti molto meglio senza trombettieri.

Infatti, solo l'Informazione Vera è Resistenza, da non scambiarsi mai con i copia incollatori di comodo, con i cavalcatori della tigre o con coloro che sono alla ricerca di facili successi.

Concludo per Peppe Sini, con il quale ho parlato al telefono: chi si prenderà cura di Saverio Tommasi? Una stupidella, che pur di far tacere una persona onesta impasta le mani nella pornografia per pedofili? Il suo è un errore madornale e non aspiri mai al perdono di chi ha ancora una coscienza e una morale.

Update: Saverio, consultandosi con Sini, ha pensato bene di proseguire con l'istigazione a commettere reati contro il buon funzionamento dell'Amministrazione Giudiziaria. Invito entrambi a cessare ogni ostilità e ogni forma di sfruttamento ai miei danni.

Scrivere una denuncia con i loro articoli già pubblicati è davvero una sciocchezza, perché è sporco quando stanno ponendo in essere e della notorietà di qualcuno a me non interessa affatto, soprattutto se in ballo ci sono le libertà personali di tante persone contattate tramite social network.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 03:05:40, in Indagini, linkato 1542 volte)
Un raggiro ai danni dell'Artista Saverio Tommasi

è opera di ex appartenenti a rifondazione comunista



Nessuno si sveglia la mattina e decide di "denunciare" il Governo e le sue Leggi, ma potrebbe farlo colui che è oggetto del raggiro di un avvocato o di un giurista al quale affida erroneamente la propria fiducia.

Così intitola il suo scritto l'artista Saverio Tommasi: "domani mattina denuncio il Governo" recando nell'articolo gli esposti a lui suggeriti con intento criminoso dal legale del Centro per la Pace di Viterbo. Oggi l'artista dichiara sul suo blog di aver "denunciato il Governo", ma dal racconto sembra essere oggetto di un vero colpo di "caldo".

Nella vicenda che attanaglia oggi l'ottimo Artista fiorentino Saverio Tommasi a monte c'è un delinquente avvocato, perché un atto di denuncia NON si scrive contro LEGGI che hanno generato addirittura il Regolamento in sede Ministeriale, come nel caso delle Ronde.

Tanto meno lo ringrazieranno gli extracomunitari se, come d'uso, sarà indagato per aver "scritto" una Notizia Criminis contro una Legge dello Stato.

L'unico contento sarà il solo avvocato del Centro per la pace (p minuscola) di Viterbo, che con cattiveria ha mandato una persona per bene al macello negli uffici giudiziari di Firenze per esclusivo e proprio tornaconto.

Io non lo vedo di persona l'avvocato e Saverio non lo cita, ma si tratta certamente di un delinquente di Rifondazione Comunista. Perché Il Manifesto continua pur a far scrivere il fior fiore della Magistratura sulle proprie pagine, ma un berluVendola qualsiasi, solo per questo, si sente in diritto di insultare e minacciare un magistrato donna di Magistratura Democratica e un avvocatucolo di quint'ultima categoria espone una persona per bene, pur di crescere nelle attenzioni dei media e dei partiti.

Alla luce dell'effetto DEVASTANTE e delle centinaia di fascicoli di REATO, che generarono gli esposti di denuncia a sostegno degli indagati per i processi del "SUD Ribelle", l'iniziativa del Centro per la pace di Viterbo appare in tutta la sua luce: si tratta di una TRUFFA.

Se Saverio, l'artista fiorentino, avesse letto o udito i lamenti sinceri della Magistratura di TUTTE le correnti (oltre ogni logica di correntismo) e dopo averli sentiti piangere per aver dovuto indagare d'ufficio anche 150 giovani e universitari per volta, allora oggi non avrebbe scritto e firmato nessun atto scritto e promosso da un avvocatucolo rifondarolo e truffatore.

Un documento a carattere giudiziario NON è un atto di opinione e non ha titolo per appellarsi all'Articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di espressione. Così, nonostante io conti sulla squisita saggezza giuridica della Procura di Firenze, che probabilmente archivierà quei due pezzi di carta pieni di sciocchezze, il mio amico Saverio Tommasi rischia di essere indagato d'ufficio.

La Notizia Criminis è la comunicazione dell'avvenuto reato, ma la legge e gli articoli che sanciscono l'obbligatorietà della azione penale del cittadino nei confronti dello Stato e/o delle istituzioni non prevedono la stesura di un testo in forma di "esposto". E' infatti duplice responsabilità del cittadino sia la denuncia, che l'omissione/reato. I due pezzi di carta sono infatti e nell'esattezza due denunce, mentre l'esposto è un tentativo di riconciliazione tra le parti e non sussiste alcuna possibilità che il Tommasi possa riconciliarsi con il Ministro dell'Interno, che ha scritto il regolamento sulle Ronde, come da mandato legiferato dal testo del governo.

Ogni denuncia è una notizia criminis, ma per farvi ben comprendere l'efficacia delle parole Vi informo che io son ricorsa a questa formula di rito soltanto quando sono stata minacciata di morte da una società del porno commerciale, da me sorpresa in flagranza di peculato d'uso ai danni dello Stato, e con la pubblicazione via blog di un video di 9 secondi in cui una donna veniva uccisa a colpi di pistola.

Rifondazione con la strage degli innocenti per il Sud Ribelle voleva far cassetta, oggi è lo stesso per l'avvocatucolo rifondarolo che scrive per l'artista Saverio Tommasi. La logica politica con la quale nascono queste azioni è quella del voler giustificare a tutti i costi assassini, ladri, terroristi o trafficanti di armi come Anna Cotone, l'assassina brigatista che dopo pochi anni di carcere è stata premiata con lo stipendio da porta borse europarlamentare. Solo se anche le persone per bene avranno la fedina penale sporcata da azioni inconsulte i veri criminali potranno passare per uomini e donne comuni, anche nel caso in cui questi ultimi siano stati membri attivi degli anni di piombo italiani.

Disobbedire non è peccato, perché stante il millantato laicismo di rifondazione la Chiesa e tutte le altre assolvono il singolo dalla collettività e dal raggiro politico, ma proprio trattandosi di un raggiro la Disobbedienza è Reato. Soprattutto quando si fregia di ignoranza. E a Viterbo in quel del centro per la pace lo sono, senza ombra di dubbio.

I tre gradi di giudizio e la magistratura, che ne esercita la giurisdizione, possono essere aiutati anche dal cittadino e anche contro una legiferazione razzista e contraria alle norme universali del diritto umanitario, come quella attuale. Ma cum grano salis...

Invece di un foglietto di carta straccia, se l'amico Saverio Tommasi si fosse informato e consigliato con altri invece che con un avvocatuccio arranfone, la Procura di Firenze avrebbe potuto ricevere un atto dettagliato e documentato, con il quale aprire una finestra di dialogo con le Istituzioni superiori del Diritto.

Così, invece, si è trattato di una bravata di nessun conto.

Ma se il Centro per la finzione della pace di Viterbo intende promulgare l'azione ed indurre altri nell'errore, allora la denuncia la scrivo io e lo farò molto meglio della brutta carta straccia fatta firmare a Tommasi, perché il reato di Truffa è più facile da descrivere in un atto giudiziario anche senza mai scrivere il nome del reato e senza citare l'articolo del codice.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 04/08/2009 @ 00:16:11, in Indagini, linkato 1368 volte)
Un identico reato può essere contestato sulle azioni della animatrice di chat Mitsuru, che mi disturba in continuazione sul canale che ho lasciato aperto per dialogare con chi potrebbe aver bisogno di me. L'intento della donna è farmi retrocedere dalla ferma intenzione di offrire protezione ai giovani che furono circuiti da una società del porno commerciale. Tanto è vero che, dopo la vendita di Pirate Bay, io ho ricevuto dozzine di attestati di stima ad indicarmi, che quanto ho sempre sostenuto era verità sacrosanta.

Gli sms indesiderati?
Possono essere "una vera e propria violenza privata"

Data: 31/07/2009 14:56

Condannabile in base al reato punito dall'art. 61 c.p

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - Gli sms indesiderati? Possono essere condannabili come vera e propria violenza privata. Il giro di vite viene applicato dalla Cassazione che sottolinea come un messaggino inviato a un coniuge tradito per indurlo magari a tirarsi indietro dal tentativo di riconciliazione con la moglie sia qualcosa di più di una semplice molestia, una vera e propria ''violenza morale'' condannabile in base al reato punito dall'art. 61 c.p. In questo modo la quinta sezione penale (sentenza 31758) ha confermato la condanna per violenza privata nei confronti di un napoletano di 55 anni, Carmine S., per avere inviato sms al marito della sua amante affinché recedesse dall'intento di riconciliarsi con la moglie Ester.

L'uomo, inoltre, è stato pure condannato per reato di minaccia avendo tentato di indurre l'amante a riprendere la loro relazione, minacciandola di diffondere materiale audiovisivo con i rapporti sessuali avuti con la stessa. Inutilmente Carmine S. ha tentato di alleggerire la sua posizione in Cassazione (la condanna per violenza privata e per minaccia era stata inflitta sia dal gup di Santa Maria Capua Vetere che dalla Corte d'Appello di Napoli, nel maggio 2007) sostenendo che i messaggini spediti al marito della sua amante non potevano essere condannati per violenza privata. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha rilevato che ''i messaggi inviati al marito adombrano chiaramente una condotta di violenza privata ai danni del marito di Ester C. e denotano la conferma solare della violenza morale attuata nei confronti della donna''.

Insomma, conclude Piazza Cavour, i messaggini inviati al marito e le minacce rivolte all'amante non escludono ''il dolo dell'illecito contestato che consiste nella finalità di costringere la donna a riprendere la relazione extraconiugale''. Il ricorso di Carmine S. è stato dichiarato così inammissibile e, oltre a dover pagare le spese processuali, l'uomo dovrà pure versare 1.500 euro alla cassa delle ammende.

Adnkronos da Studio Cataldi
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Di Loredana Morandi (del 26/04/2009 @ 12:23:20, in Indagini, linkato 12072 volte)
Questo è il prossimo oggetto delle mie attenzioni. Devo liberare una ragazza dalle grinfie dell'ultra sessantenne titolare del locale. E... io non credo che sia stato assolto, nonostante la ragazza lo sostenga, ma neppure processato con i tempi e le lungaggini del Tribunale di Roma.
E fino al vecchio sfruttatore si tratta di delinquenza comune, ma la vera pentola da scoperchiare è lo scandalo della gestione delle Case Famiglie del Comune di Roma, affidate alla gerenza delle associazioni e degli operatori della ASL Roma E. La ragazza, iscritta al Sert e documentabile per aver contratto per 2 volte consecutive una malattia venerea, usciva proprio da una di queste case, quella di via Oslavia, per andare a fare la spogliarellista nel locale. A proposito, io non temo gli avvocati ...


Questi articoli sono dell'Aprile e dell'ottobre dello scorso anno.

04-04-2008 | ore 11:53 - CRONACA

Tiburtino, sequestrato il "Pussycat" locale a luci rosse

Denunciati per sfruttamento della prostituzione i titolari

La squadra mobile ha sottoposto a sequestro preventivo il locale "Pussycat", sede dell'associazione culturale "Le pecore nere" in piazza delle Crociate 19, al Tiburtino. Gli investigatori hanno potuto accertare che la notevole affluenza di clienti si sarebbe determinata per la diffusione della notizia della presenza, nel locale, di una bellissima prostituta, soprannominata "Angelica la siberiana". I clienti del club oltre ad assistere agli spogliarelli potevano appartarsi con le prostitute e consumare rapporti completi. I tre gestori dell'associazione, tre italiani di 40, 46 e 63 anni sono stati denunciati per prostituzione.

www.roma-citta.it

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Cronaca - 04 aprile 2008 11:11

Omniroma-TIBURTINO, SQUADRA MOBILE SEQUESTRA LOCALE A LUCI ROSSE

(OMNIROMA) Roma, 04 apr - Sequestrato il locale "Pussycat", sede dell'associazione culturale "Le Pecore Nere" in piazza delle Crociate 19, al Tiburtino. L'operazione è stata messa a segno dagli agenti della polizia di Stato della squadra mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi, finalizzata al contrasto dello sfruttamento della prostituzione. Gli agenti della sezione antiprostituzione, diretti da Giovanna Petrocca, al termine di indagini e servizi di appostamento, hanno fatto irruzione nel locale dove era stato notato un continuo via vai di uomini di tutte le età e ceto sociale. Al momento dell'irruzione gli agenti hanno trovato 30 prostitute tra i 20 e i 30 anni russe, tra le quali spiccava per bellezza una ragazza conosciuta come "Angelica la Siberiana" che al momento dei controlli indossava solo una lunga pelliccia bianca.

OmniRoma

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TIBURTINO, SQUADRA MOBILE SEQUESTRA LOCALE A LUCI ROSSE

Sequestrato il locale "Pussycat", sede dell'associazione culturale "Le Pecore Nere" in piazza delle Crociate 19, al Tiburtino. L'operazione è stata messa a segno dagli agenti della polizia di Stato della squadra mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi, finalizzata al contrasto dello sfruttamento della prostituzione. Gli agenti della sezione antiprostituzione, diretti da Giovanna Petrocca, al termine di indagini e servizi di appostamento, hanno fatto irruzione nel locale dove era stato notato un continuo via vai di uomini di tutte le età e ceto sociale. Al momento dell'irruzione gli agenti hanno trovato 30 prostitute tra i 20 e i 30 anni russe, tra le quali spiccava per bellezza una ragazza conosciuta come "Angelica la Siberiana" che al momento dei controlli indossava solo una lunga pelliccia bianca.(omniroma.it)


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Il night club poteva ...

Il night club poteva ospitare 80 persone: dentro i poliziotti ne hanno contate 160, comprese venti ballerine romene di lap dance e sei dipendenti. Le "artiste" si spogliavano in un locale che l'Azienda sanitaria locale aveva autorizzato come deposito, e al piano superiore erano stati ricavati ambienti "privati" dove le giovani (ne sono state trovate tre) incontravano i loro clienti.

L'altra notte gli agenti della Divisione polizia amministrativa, diretta da Edoardo Calabria, hanno messo i sigilli al «Paradise», a Ponte Mammolo, in via Lanciano 52, sulla Tiburtina. Stando agli accertamenti, nell'ambiente gestito dalla Società Paradise - intestata a C.G. ma diretta dal padre F.G. - alcuni spazi era destinati a un uso diverso da quello autorizzato dalla Asl. Le maggiori irregolarità denunciate riguardano il primo piano: mancavano le certificazioni degli impianti elettrici, del materiale ignifugo per tutti gli arredamenti, non c'erano vie di fuga ed era accesa l'illuminazione d'emergenza. Il «Paradise» non è nuovo a provvedimenti di questo genere. I primi di aprile i carabinieri di San Basilio, in collaborazione coi colleghi del Nas, dell'Ispettorato del lavoro e del Nucleo cinofili, avevano posto il locale sotto sequestro perché 29 dei 31 dipendenti lavoravono in "nero". Di questi ben 25 erano ragazze tra romene, ucraine e cubane, impiegate come ballerine e figuranti di sala. Il 16 marzo, inoltre, l'esterno del locale era stato teatro di una sparatoria.
Prima del «Paradise» la polizia amministrativa ha chiuso altri locali. Il 27 settembre, a Porta Maggiore, chiuso il ritrovo abituale di molti giovani, tra cui minori, che non andavano a scuola e trascorrevano la mattina nel pub. Quel giorno poliziotti hanno trovato circa 100 ragazzi, tra cui 25 minori. 4 aprile: la Squadra mobile sequestra il «Pussycat», sede dell'associazione culturale «Le pecore nere». Gli investigatori notano uno strano viavai. Il motivo si chiama «Angelica siberiana», una avvenente prostituta.

Il Tempo 26/10/2008

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Indovinate con Chi io parlerò al telefono domattina?

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 19/04/2009 @ 00:34:06, in Indagini, linkato 1445 volte)
Sì, sono stata citata dal siculo nativo di Milano, Davide Rizzo.



Pertanto, ritengo necessario sottolineare che, cito testualmente, sono ricominciate le "*luridate*" ai danni della ventiduenne Noemi di Catania, che forse sarà sciocchina di suo, ma non merita certo di essere oggetto dell'altrui *onanismo*. E, a mio avviso, la ragazza nella sua pochezza tanto meno merita di essere oggetto del plauso della navigata animatrice della chat del sito *porno*, cioè la ultra quarantenne che le scrive sotto lo pseudonimo Mitsuru. (vedi screen)



Da notare: la specificità del secondo commento, che appare determinato e non casuale a circa 10 ore di distanza dall'altro, pur nella stessa giornata di domenica 12 aprile 2009. (vanilla/noemi alle 12:11:12 e Mitsuru alle 22:12:43).

Io ne parlerò oggi stesso con le uniche amicizie a me note, che la ragazza catanese ha su quel forum preso di mira dai venditori di pornografia. Ma mi riservo di contattare gli ambienti professionali e sociali catanesi a me noti, per raggiungere la famiglia e tirarla fuori da questa situazione. Anche fosse necessario prenderla per i capelli o procurare, seduta stante, "bionde" calvizie a registi e soubrette metalmeccaniche.

Loredana Morandi

Nota Bene 11:20 ora italiana:
questo avviso è stato già letto da 3 persone provenienti dal referal a questo link, sul quale è inutile cliccare perché la diffamazione ai miei danni è riservata solo ai vecchi membri e alla società commerciale del porno, mentre un quarto è entrato da *hentaiforum* come di suo solito.
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Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 09:09:11, in Indagini, linkato 1069 volte)
Interessante, ma alcuni articoli sono da aggiornare. Questo ad esempio:

Mafia albanese e crimine organizzato albanese sono i termini usati per designare varie organizzazioni criminali attive in Albania o composte da persone di etnia albanese. Le loro attività, nei Paesi dell'Unione Europea e negli Stati Uniti, sono principalmente: traffico di uomini e prostitute, narcotraffico e traffico di armi. Il termine "mafia", tuttavia, è spesso usato in senso descrittivo e non implica un reale coordinamento delle attività criminali, né segue che queste siano regolate da un corpo governativo. Malgrado i mezzi di informazione suggeriscano l'emergere di un movimento mafioso albanese a livello globale o a mo' di rete, questa interpretazione non è al momento confermata.

Opterei senz'altro per la "rete", perché è appannaggio degli albanesi la gestione degli internet point e  più rete di così ...

Le altre mafie:

Manca: la mafia rumena, che assomiglia a quella albanese e molto alla camorra napoletana, ma i cui legami sono solidissimi per appartenenza e nazionalità.

E' possibile contribuire alla realizzazione del portale con testi, foto e video da questa pagina.

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Di Loredana Morandi (del 16/02/2009 @ 12:15:51, in Indagini, linkato 1305 volte)

Sono contenta che anche Gaia Bottà faccia citazione delle "donazioni", perché quali siano il genere di finanziamenti ottenuti da Pirate Bay è anche ben conosciuto dalla Rete.

Ora speriamo che la magistratura svedese non faccia ridere di se tutto il web conosciuto, perché delegittimerebbe se stessa a favore del partito dei pedofili, e non converrà a nessuno che ciò accada. A meno che ... non funzioni in quel tribunale l'antico proverbio: "l'abito non fa il monaco".

The Pirate Bay, inizio alle danze


PI - News di Gaia Bottà
lunedì 16 febbraio 2009

Roma - Spettacolarizzazione e trasparenza, ironia e dissenso: il processo a The Pirate Bay sarà un'udienza pubblica, sarà un'udienza aperta alla rete. Vedrà opporsi rappresentanti dei netizen e rappresentanti dell'industria, le istanze della circolazione della cultura e le istanze di coloro che traggono profitto dalla merce culturale.

È stato allestito un sito presso il quale convergeranno tutti gli aggiornamenti che si avvicenderanno durante le ore del processo, flussi di parole trasmessi dall'emittente pubblica svedese, fiotti di post e di cinguettii si dirameranno in rete sospinti dai netizen. Sarà un processo, sarà uno spettacolo, promettono gli amministratori della Baia: parte del copione è già stato scritto come una sceneggiatura, ma si anticipano sconfinamenti di genere, fino a sfiorare il talk show con interviste e opinionisti chiamati a raccolta.

Fulcro dell'evento non sarà semplicemente l'aula del tribunale di Stoccolma in cui si celebrerà il processo, ma il centro stampa motorizzato che verrà parcheggiato fuori dal tribunale: il verbo di The Pirate Bay ha già solcato l'Europa a bordo del bus che raggiungerà in queste ore la capitale svedese e che ospiterà cittadini della rete, eventi, spettacoli. Tutti foraggiati da donatori disposti a sostenere la causa di una più libera circolazione dei contenuti.

Alla sbarra saranno in quattro: Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom. Hanno promesso scintille e la competenza di testimoni esperti, hanno ribadito che The Pirate Bay, raccoglitore di link, non viola in alcun modo la legge. Hanno assicurato che l'industria dei contenuti non caverà un centesimo dal processo, né riuscirà ad arginare lo scorrere dei contenuti online: "Hanno già fallito nel tentativo di buttar giù il sito - ha provocato Warg nel corso della conferenza stampa organizzata ieri - lasciamo che falliscano un'altra volta". Gli amministratori di The Pirate Bay difenderanno in ogni modo le proprie istanze, non permetteranno che i tracker che ospita si inabissino sotto il peso di utenti affamati di condivisione.

Ma anche l'industria del copyright, in cerca di milioni di euro di risarcimento danni e di una punizione esemplare per gli admin, si mostra combattiva: "Gli operatori di The Pirate Bay - questa la denuncia di Ludvig Werner, a capo della divisione svedese di IFPI - hanno violato i diritti degli autori e, come dimostreranno le prove in tribunale, lo hanno fatto per trarne profitto". L'accusa che l'industria scaglia contro la Baia fin dal raid del 2006 è quella di racimolare denaro agevolando la violazione del diritto d'autore, accusa da cui la Baia si è sempre difesa. "Non si può permettere che si continui a perpetrare questo tipo di abusi - minaccia Werner - e questo è il motivo per cui questi procedimenti penali sono così importanti per il benessere della comunità creativa".

Se l'industria intende brandire il caso come un deterrente per gli emuli della Baia, Sunde, altresì noto come BrokeP, auspica di scagionare sé stesso quanto il modello di circolazione della cultura su cui si fonda The Pirate Bay: si tratta, ha spiegato nel corso della conferenza stampa, di "difendere le motivazioni politiche per cui la tecnologia deve essere libera e non controllata da entità che non sanno apprezzare la tecnologia".

Gaia Bottà
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Di Loredana Morandi (del 31/01/2009 @ 02:24:29, in Indagini, linkato 1136 volte)
Cari Lettori,

quello che vi mostro è l'effetto più sensibile e reale della normalizzazione nichilista in corso sul forum del fansub, che in agosto fu assorbito dalla società del porno.

A voi giudicare, senza alcun altro commento da parte mia, quale tipo di professionista abbia esercitato la propria influenza malefica e abbia fatto istigazione a delinquere, nei confronti di questi ragazzi dal cervello spappolato.



Il link al post originale.

Una noticina per l'autore della prodezza grafica: "Si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta. Però nel tuo caso si vede una certa recidiva a carattere personale. Infatti, mi par giusto di ricordare di averti già collezionato per l'oggetto dello shop dedicato alle prodezze *sadomaso*, cioè la cintura *fallica*.(1)"

Ti domando: quello che tu credi un gioco, non è simile a questo muro?

isrgraff6

Leggi la storia del muro.


(1) NB: le parole sono *asteriscate* per inibirne la lettura dei motori di ricerca.

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Di Loredana Morandi (del 13/01/2009 @ 04:14:57, in Indagini, linkato 1212 volte)
La Rete Artisti di fronte ha gente che calibra il proprio lavoro e la propria pubblicistica da web da ben 8 oltre anni. E' logico, quindi, che io scopra la peculiare pubblicistica dell'acronimo PVF con successive "illuminazioni".

Chi è P? Nel nostro caso è un certo Princo-src, dalla nota marca dei CD e DVD masterizzabili.

Ma esiste un signor "P" la cui fama è planetaria, proprio come i significati non occulti dell'acronimo alla vanilla, che superficialmente "sembra" un prodotto di largo consumo "il gay effeminato", ma che dal portale del boy love day letto solo su Google identifica il fruitore di pornografia pedofila omosessuale.

Dopo l'articolo serissimo di Criminologia.IT, sarà un articolo di Luca Volontè a ribadire: "chi sia "P".

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Denuncia di un europarlamentare: pedofilia dialaga nell'Ue

L’Ue latita sulla pedofilia.
Il Professore batta un colpo


di Luca Volontè* *Capogruppo Udc alla Camera dei deputati

Il Giornale n. 282 del 29-11-06 pagina 10

In una recente intervista a un noto settimanale femminile, l'europarlamentare di An Cristiana Muscardini tuona contro l'ascesa del partito dei pedofili in Europa. Con una coraggiosa presa di posizione, la deputata Ue spiega che la realtà è inquietante non solo per il fatto in sé, ma perché si tratta di una pratica in uso anche da alcuni colleghi a Bruxelles. Nomi non ne fa. Ma un paio di accuse, ben precise, sì: le troppe omissioni da parte dei componenti del Parlamento europeo, l'assenza di impegno dei partiti.
Il Pnvd del signor Ad van den Berg, sigla del movimento politico che sta per «Amore per il prossimo, libertà e diversità», non si è presentato alle elezioni olandesi di novembre. Bene. Ma il problema non è risolto. Anzi. Con la sua denuncia, Moscardini aggiunge un elemento nuovo: quello che vede la pedofilia europea talmente «ben» radicata e infiltrata da aver ormai raggiunto le più alte sfere dell'intellighenzia Ue. Altrimenti, come si spiega l'inerzia di fronte a un'emergenza che al solo pensiero ti fa venire la pelle d'oca?
Il partito pedofilo vuole abbassare l'età legale per consumare rapporti sessuali a dodici anni, legalizzare quelli tra adulti e bambini, depenalizzare il possesso di materiale pedopornografico, la liberalizzazione delle fasce orarie per la messa in onda di film vietati ai minori di 18 anni.
Chissà quanti visi sgomenti, dopo aver letto queste poche righe. Eppure è così. Possibile si tratti solo di ignoranza del problema? O, peggio, di una valutazione superficiale, della serie «Bah, in fin dei conti, non ci vedo niente di così scandaloso...»?
Marcinelle è già dimenticata? Dal 1996, i siti pro-pedofilia nel mondo, sia individuali che collettivi, sono aumentati del 300 per cento: basti considerare che il suo portale contiene 1.413 siti (rilevazione del 31 maggio 2006). Anche l'organizzazione Save the children ha denunciato l'iniziativa dei pedofili olandesi come in totale contrasto coi princìpi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
In piena estate il governo Prodi, rispondendo a un'interpellanza urgente in cui chiedevo se, quali e quanti fossero i collegamenti tra gruppi pedofili italiani e il Pnvd, mi garantiva l'assenza di collegamenti tra l'Italia e il partito pedofilo olandese.
«Tranquillo - mi assicurava in pratica il ministro Amato -. Non abbiamo condotto alcuna indagine straordinaria su questo famigerato partito pedofilo, ma non c'è pericolo in Italia...».
Sarà. Ma intanto, pochi giorni prima, a chi conduce da anni la battaglia contro la pedofilia insieme a Don Di Noto, si è gelato il sangue quando ha assistito al ritorno del pedofilo cibernetico più ricercato dalla polizia, il signor «P.». «Il forum italiano continua a trovare difficoltà ad avere uno spazio definitivo - ha scritto -. Per questo motivo mi rivolgo a tutti gli interessati: per promuovere una richiesta da parte di tutta la comunità pedofila italiana affinché venga al più presto aperto su Boylover.net un forum per noi. In alto i calici, il mitico P. è tornato!».

Caro Governo, almeno su questo fronte, possiamo davvero dormire sonni tranquilli?

http://vandeano2005.splinder.com/post/10122145
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Di Loredana Morandi (del 06/01/2009 @ 10:03:40, in Indagini, linkato 1812 volte)
Il governo cinese lancia campagna contro la pornografia online

Google e altri motori ricerca rischiano la chiusura

PECHINO Le autorità cinesi hanno lanciato una campagna morale contro i contenuti volgari e pornografici che si trovano su internet. Pechino ha già pubblicato una lista con i nomi di 19 siti, tra cui motori di ricerca famosi come Google, Baidu, Sohu e Sina, che avendo finora ignorato i richiami - la pornografia è vietata in Cina - rischiano di essere chiusi se non cancelleranno tutto il materiale disdicevole.

La Cctv, emittente televisiva che ha dato la notizia, ha spiegato che il ministero della Pubblica sicurezza e altri sei «uffici governativi» si sono riuniti per mettere a punto la campagna. Nella riunione si è deciso di «lanciare una campagna in tutto il Paese per eliminare da internet le tendenze volgari». Inoltre, ha aggiunto l’ emittente, sono stati «fatti i nomi» di siti che hanno «violato la legge, minando così la salute mentale della gioventù» cinese.

Non è chiaro cosa il governo intenda fare contro questi siti e se intenda in qualche modo intervenire sui motori di ricerca. Nessuno dei siti chiamati in causa ha finora commentato la notizia. Baidu è il motore di ricerca più usato dagli utenti cinesi e si ritiene che controlli due terzi del mercato della pubblicità online. Cai Mingzhao, vicedirettore dell’Ufficio per l’informazione del governo, ha detto che «alcuni siti web hanno sfruttato le imprecisioni delle leggi e dei regolamenti» per diffondere sulla rete «materiale di bassa lega, rozzo e anche volgare, danneggiando gravemente la moralità su internet».

Nelle scorse settimane, una serie di siti di informazione che erano stati sbloccati nel corso delle Olimpiadi di Pechino sono stati nuovamente resi inaccessibili dai poliziotti addetti a controllare la rete. I frequenti interventi dei censori, che in genere usano un sistema di parole-chiave che spesso colpiscono dei siti innocenti, rendono spesso lenta e macchinosa la navigazione su internet ai circa 300 milioni di utenti registrati nel Paese.

La Stampa

***
Nota del 6 gennaio 2009

Questa è una buona notizia. Infatti, dopo Londra, anche la Cina intraprende una campagna per moderare il rampantismo del mercato pornografico. Si tratta di una battaglia per la civiltà, perché se fosse per le donnette simili a quella che clona il mio nome Tutte Noi Donne ci ritroveremmo a far da scendiletto ad uomini, che ci insulterebbero chiamandoci "Puttane". Povera figlia (la mia mitomane da passeggio) in fondo la capisco. Perché lei un uomo, così brutta, non lo trova.

La poveretta si affanna, ma lo fa a suo stesso discapito. Sto infatti scrivendo al forum della Nintendo per chiedere la rimozione della mia foto, perché contenente insulti a me rivolti, nonostante l'utenza si sia addirittura dichiarata d'accordo e cauta sugli argomenti trattati dalla mia posizione verso Azzurra. Gli admin di Newsboard io non li ho mai contattati, ma hanno assunto autonomamente l'iniziativa di cancellare la mia fotografia. Ovviamente questi forum, istigati da gente adulta interessata a "soldi", hanno male interpretato il mio pensiero: su Azzurra.org hanno fatto una propaganda ipocrita ai miei danni ben sapendo di avere le mani sporche di un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano.

Prendere una cosa che non ti appartiene: vuol dire rubare.
PVF invece è un organizzazione che vende materiale pedopornografico.

Segnalerò alla Polizia Postale il sito dove si maneggiano gli
Hentai. Perché? Perché tutti coloro che si occupano di contrastare il fenomeno della pedofilia sanno che su questi siti sono sempre parecchi i pedofili e coloro che fanno scambio di materiale pedopornografico. E se lo utilizzano e lo frequentano personcine come la barese Nina e i suoi amichetti del porno, allora i pedofili ci sono già approdati.

Si tratta di veri e propri bacini di utenza giovanile, dedita alla militanza onalistica. Gente criminale come quelli del sito di Selargius, con annesso pedofilo clone del presidente della Prometeo Onlus (l'autoreferenzialissimo pedofilo ideologo) e con il clone femminile della portavoce nazionale di Artists Against War (cioè io), sono sempre pronti a fagocitare interi gruppi e forum come hanno fatto con Yumeshima (sito che militava di suo all'adescamento) nel corso dell'estate.

Quanto alla mailing list del Linux Club, che ha ospitato una edizione di Artists Against War, e con i quali io non ho nessun problema, se fossi in "loro" non la citerei neppure. L'unica cosa che si vede bene infatti è la voluta ipocrisia e la deriva morale assunta da almeno 1 persona in diretta relazione (e/o associazione) con l'attuale reggenza dei Giuristi Telematici. E questo non depone affatto a loro favore, perché pur di scrivere gratuità e vere falsità "sono scoperti nei loro difetti".

E' mia opinione consolidata da anni, opinione confermata anche dai più recenti fatti, che al mondo del file sharing e dell'open source si accosti fin troppa gente attirata dal "soldo subito". Tra questi, purtroppo, ci sono schiere di avvocatucci di periferia scaltri e delinquenti a tal punto, ad esempio, da attaccare Giustizia Quotidiana, la storia della Magistratura Italiana degli ultimi anni, pur di accreditarsi presso la malavita o, contestualmente alla difesa del colosso Pirate Bay, capaci di torturare a sangue comunità del file sharing su Torrent gestite da persone oneste, procacciandosi lavoro presso le Major.

Il livello della decadenza morale, deontologica e professionale ha così raggiunto l'orlo dell'abisso. Grazie alle nuove leggi ed al pacchetto sicurezza in tema pedopornografia, finalmente, potremo vedere sequestri e perquisizioni anche presso gli studi legali, che favoriscono i pedofili o che censurano gli operatori dell'anti pedofilia a suon di pesanti e volgari minacce. Qualcuno arriva a compiere veri reati di inquinamento probatorio.
Io ne conosco uno ...


Loredana Morandi
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