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 .. riflessi tra foglie rosse..... di Lunadicarta
 
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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/01/2011 @ 18:50:56, in Indagini, linkato 1447 volte)
Informatica Giudiziaria:
Minacciata ancora Loredana Morandi



Quando anche la magistratura si muove per organizzarsi in una protesta, allora anche la criminalità esegue il suo mandato. Il mandato in esecuzione è quello del mio bavaglio e dell'operazione di dossieraggio ai miei danni, naturalmente. Entrando nello specifico qui si tratta dei desiderata del quarto ed ultimo cliente della associazione ai miei danni e le minacce volute per impedirmi di zittire le grida sconclusionate di Di Pietro, perché fu la segreteria di Sonia Alfano a mettere in mano la vertenza ATU e il mio lavoro di mesi (comprensivo di una interrogazione parlamentare al Senato) agli esponenti delle Logge siciliane ex Cossiga e ad associazioni, che si rifanno alla memoria del Gran Maestro e Sindaco di Roma Ernesto Nathan. Nell'era della P3, che io sfidai anni fa in Perugia a tutela della libera giurisdizione della magistratura, in Italia dei Valori Sicilia troviamo le obsolescenze putride di ciò che rimane della P2.

Nelle ultime ore, infatti, è stato nuovamente divulgato il mio indirizzo e il telefono abitativo tramite il blog Biagioquotidiano. La modalità è la solita, perché anche questa volta come per mia figlia in ottobre e per mia suocera in estate la pubblicazione/reato aggiuntiva è passata attraverso i commenti. Tutto è stampato da web e salvato in formato immagine.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-01-05_124749_biagio_indirizzo.jpg

clicca per allargare l'immagine: Nota Bene le minacce di morte sono 20



Il più numeroso dei falsi gruppi facebook gestiti dal signor
Gianni Furlanetto,  la mistificazione denominata "No alla violenza sulle donne" con oltre 230.000 iscritti, cioè la clonazione del gruppo di una piccola associazione/centro antiviolenza, uno degli ormai circa 300 gruppi falsi promossi dalle associazioni Adiantum e Gesef:

nel corso della giornata di oggi ha distribuito uno scritto falso  e diffamatorio del Di Spirito.

Lo stesso scritto del Di Spirito, i cui colleghi siciliani contattavano la donna barese responsabile delle oltre 35 clonazioni ai miei danni, per oltre un anno ha ospitato il tag al pedofilo su facebook in violazione agli arresti domiciliari, ed attualmente in carcere con Ordinanza della Cassazione numero 39133 del 4 novembre 2010. Tutto è stampato da web e salvato in formato immagine.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-01-05_113816_cum_ATU.jpg

clicca qui per allargare l'immagine


Qui di seguito un ritaglio dalla copia cache da Google della pagina dello scritto del Di Spirito, dal quale è visibile il tag al pedofilo casertano.

http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TOy_FL96VxI/AAAAAAAABII/6kB3q16BTqA/s1600/2010-11-24_082134_sergiomurolo_mariagraziagentileschi_EVIDENZIATA.jpg
L'immagine che segue è tratta dal gruppo facebook nato in apologia dei reati di pedofilia commessi dall'uomo di Trentola Ducenta. Come visibile la foto è la stessa presente sullo scritto del Di Spirito.


http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TOzKgD6mgMI/AAAAAAAABIQ/NwFhvZ-YaaY/s1600/2010-11-24_091627_estrattodapdf.jpg


Qui una versione precedente alle modifiche delle pagine apportate al portale Facebook, decisamente più fruibile della nuova versione del portale. Sono infatti visibili tutti gli iscritti alla pagina web a cura del Di Spirito.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/LAVERASTORIAINFORMATICIATU.jpg

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Di Loredana Morandi (del 30/12/2010 @ 14:41:41, in Indagini, linkato 2828 volte)
I miei più sinceri complimenti alla dottoressa Pantano per l'ottimo lavoro svolto che ha reso chiaro il caso per il presidente della corte, il giudice Renato Poschi. Grazie per non essersi mai arresa, neppure di fronte alla diffamazione in forma di anonimato tramite i blog del circuito Falsi Abusi.
Un ringraziamento personale anche ai Carabinieri di Reggio Emilia, che con lei hanno collaborato, con i quali io conferivo nella stessa giornata e negli stessi minuti in cui avrei subito l'ennesima minaccia "telefonica" dai clienti di Falsi Abusi/Pirate Bay.
I capisaldi dei falsi abusologi stanno cadendo uno dopo l'altro: Valerio Apolloni il fondatore di Falsi Abusi - Adiantum, Sergio Murolo (condannato a 9 anni dalla Cassazione, che dai suoi arresti domiciliari calunniava i Carabinieri di Ospitaletto di Brescia e lavorava contro la Morandi) ed ora Pino La Monica, il cui "consulente" è indagato per la tentata subornazione dei consulenti di parte delle vittime ed in Roma per altro. Un ennesimo colpo ben assestato ad una delle maggiori organizzazioni che sostengono la pedofilia in Italia, che prosegue nell'opera nefasta di diffamare gli operatori anche con le clonazioni o la spendita dei nomi personali per i fini criminosi dell'associazione, stalkizzando le madri e le piccole vittime, minacciando ed infangando persone per bene con l'operato dei propri pregiudicati.  L.M.


Pino La Monica
«Le bimbe sedotte subdolamente»


Depositata la sentenza sul caso-La Monica: «Soggiogava le allieve». I giudici sono stati molto duri ritenendo che all'educatore e attore non fosse da riconoscere alcuna circostanza attenuante per l'atteggiamento tenuto con le bimbe.

REGGIO. Una sentenza dura, minuziosa, articolata: 122 pagine fitte - scritte dal giudice Renato Poschi, presidente della Corte - per spiegare perché l'educatore-attore 37enne Pino La Monica è stato condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi di reclusione per abusi su nove minorenni partecipanti ai suoi corsi di teatro (la più piccola aveva nove anni) e detenzione di 399 immagini pedopornografiche nei suoi tre computer.

VIOLENZE. In un anno e mezzo di udienze sono stati ricostruiti i tre corsi di teatro «incriminati» dalla complessa inchiesta del pm Maria Rita Pantani - a Quattro Castella (maggio-giugno 2007), Reggio (autunno 2007) e Correggio (dall'autunno 2007 al marzo 2008) - e dalle testimonianze raccolte «si delinea senz'altro un quadro di plurime e ripetute violenze sessuali - conclude la sentenza - e le vittime hanno denunciato di essere state costrette, durante le lezioni dell'imputato, e da parte di quest'ultimo, a compiere o, talora, a subire, atti senz'altro di natura sessuale».

GIOCHI PROIBITI. Ma cosa avveniva in quei corsi? Le bimbe hanno raccontato di giochi proibiti. «Col pretesto del nascondino a coppie (e al buio) - descrive analiticamente la sentenza - l'imputato infilava il capo di certe bambine sotto la maglia che lui indossava, coprendolo e nascondendolo; quindi, se necessario, lo spingeva in giù finché il viso delle stesse ragazzine non finiva a diretto contatto col proprio pube. Col pretesto del gioco del nascondino, o di altri giochi comunque al buio, l'imputato costringeva le ragazzine a toccare, con le loro mani, il suo pene (toccamenti perlopiù da sopra i pantaloni o, comunque, da sopra gli slip). Durante i giochi, posizionandosi in modo strategico, l'imputato prendeva le mani di certe bambine e le infilava nelle tasche dei propri pantaloni, interamente bucate, fino ad ottenere il contatto col pene coperto dagli slip e, se necessario, tratteneva e manteneva le mani delle bambine in quella posizione, o gliele rimetteva se cercavano di sottrarsi. Oppure, dopo essersi nascosto sotto ad una cattedra assieme alla vittima prescelta col pretesto del nascondino, o dopo avere essersi posizionato strategicamente nella fila indiana dei bambini in modo da ottenere una contiguità fisica con la vittima prescelta, prendeva le mani della bambina e le portava sul proprio pube in modo da farsi toccare il pene. Durante i medesimi giochi, o col pretesto di abbracci di saluto, palpeggiava il seno a certe ragazzine».

SUBDOLO. «In tutti i casi esaminati - tira le somme la Corte - vi è stata vera e propria sopraffazione, mediante il compimento, peraltro in modo non eclatante bensì in forme subdole, insidiose e camuffate, di diversi atti costrittivi ai danni delle minori».

SEDOTTE. Poi la sentenza si sposta sul comportamento delle bambine: «Non hanno reagito alle costrizioni sessuali in maniera ferma e vigorosa (se non in modi alquanto blandi e timidi), ma bisogna pur sempre considerare che le bambine sono state colte alla sprovvista, sono state sorprese e spiazzate dalle azioni, inserite in contesti presentati come ludici ed innocui, poste in essere subdolamente dal loro insegnante di teatro, dalla cui figura - amichevole, suadente e liberatoria - erano sedotte ed invaghite al punto da esserne quasi soggiogate; e sono state colte di sorpresa e spiazzate per di più in un ambito - la sfera della sessualità, per loro ancora agli albori ed immatura - che costituiva un terreno sostanzialmente inesplorato.

PEDOPORNO. Lapidario il giudizio sulle non poche foto trovate nei pc «indicative di una pregressa, ma non remota, detenzione, consapevole, di immagini pedopornografiche (poi cancellate prima dei sequestri) o, comunque, di una pregressa intensa, prolungata e senz'altro mirata navigazione su siti internet specializzati».

30 dicembre 2010
la Gazzetta di Reggio
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Di Loredana Morandi (del 26/12/2010 @ 09:58:05, in Indagini, linkato 1486 volte)
Il pedofilo di Natale



Puntuale come ad ogni ricorrenza dei pedofili di scelta omosessuale, il cd "boy love day", anche quest'anno Maxi Fasso gratifica il web di chi lo legge con la sua personalissima "apologia" della cultura pedofila del pianeta.

Leggete voi stessi, cliccando qui o direttamente sull'immagine screen shot per ingrandirla.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-26_095216_pedofilo_di_natale.jpg

L'originale, che io dedico a Tutti i Pubblici Ministeri d'Italia, è a questo Link.

Maxi Fasso, per chi ancora non lo conoscesse, è il clonatore ufficiale del presidente di una nota associazione bergamasca che si occupa di antipedofilia. La clonazione avviene in violazione di quanto descritto dall'art. 494 del codice penale e seguenti.

A Natale dello scorso anno, lo stesso sconosciuto personaggio (denunciato da: Morandi, Movimento Italiano Genitori - Moige e Prometeo Onlus) regalava l'orsetto pedobear.


Loredana Morandi
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Delegittimare chi falsifica i gruppi del "No alla violenza sulle donne", questa in estrema sintesi è la campagna.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-08_095137_stalking_in_associazione.jpg

Una campagna che, nasce qui, ed è stata "letteralmente" provata sulla pelle della Morandi in accordo tra alcune organizzazioni mosse da differenti interessi economici. Solo poi sono iniziate le clonazioni di gruppi e organizzazioni vere contro la violenza sulle donne.

La provenienza: Un opera nefasta organizzata da alcune associazioni e i loro inquietanti consulenti web e marketing, sociologi e psicologi, che con il falso e l'attuale divulgazione in false flag di teorie psicologiche, cioè facendosi pubblicità in forma ingannevole, rischiano tutti i giorni l'espulsione dall'Ordine dei Medici.

Gianni Furlanetto, l'autore tecnico di tutti i gruppi, è per sua stessa ammissione "televisiva" un pregiudicato per atti di violenza privata contro la ex moglie.

I suoi gruppi "per primi" ospitavano Sergio Murolo, il pedofiilo pregiudicato agli arresti domiciliari ed in violazione dei benefici concessi dal Giudice oggi e per i prossimi 9 anni recluso presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, collocato a fare da administrator della pagina sarda contro Morandi.

Ma la "prima donna" a subire l'onta dell'attacco vetero maschilista violento è stata l'Agente Lisa, lo staff dei giornalisti poliziotti dell'ufficio stampa del Prefetto Manganelli, per accreditare dozzine di account fasulli e rispettabilità da detenzione ai domiciliari.

La Morandi ne dava notizia alle agenzie con un suo comunicato alla stampa.

Questa che potete leggere è la risposta del Ministero dell'Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale - Redazione Sito Web della Polizia di Stato, clicca per allargare l'immagine.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-09-01_094302_lisa.jpg

UPDATE


Elementare Watson! Anche la campagna ha il suo clone, e come vedi io non ho neppure bisogno di cercare il link. Infatti ...

Potete vedere e segnalare allo staff di Facebook il clone furlanettiano alla campagna, cliccando questo link.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-04_223333_clonazioni_facebook.jpg

Lasciate che i nichilisti vengano a voi, se dovete castigarli adeguatamente per i crimini del loro cyberbullismo. Questi, poi, hanno il primato di aver svelato tutte le mosse dei loro mandanti, giorno dopo giorno.

Vi dirò, l'operazione per sgominare questa banda vetero maschilista associatasi per profitto ed in primo luogo per stalkizzare le proprie ex mogli, unita insieme dal peggior esempio di pensiero xenofilo visto in Italia, avrà ben il titolo di fregiarsi così: "The pain of an Accountant", ovvero "i dolori di un ragioniere"..


Leggi l'elenco dei gruppi falsi creati da Furlanetto:


Tratto da: http://www.facebook.com/note.php?note_id=129131713780519&id=125594884132163&ref=mf

GRUPPI A FAVORE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE:

chi li conosce li evita!


Prima di affrontare l'argomento, per capire cos'è il femminismo, consiglio a tutt* di leggere: [QUI 1]; [QUI 2]; [QUI 3] e [QUI 4]. O almeno di dare un'occhiata.
Per capire il femminismo del passato (dalle suffragette al movimento femminista degli anni 60/70) [QUI 5].

FEMMINISMO: Dottrina e movimento che si propone di rivalutare il ruolo sociale e politico della donna e di ottenere la parità civile, politica, economica della donna rispetto all'uomo, nato e affermatosi con varia fortuna nel quadro della moderna società industriale.

MASCHILISMO: Atteggiamento mentale, pregiudizio culturale che si fonda sull'asserita superiorità dell'uomo rispetto alla donna.Comportamento sociale che ne deriva.

Per capire invece la situazione di Facebook, guardate [QUI 1]; QUI 2]; [QUI 3]; [QUI 4]; [QUI 5]; [QUI 6]; [QUI 7] e [QUI 8].

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Be ecco a voi una lista di pagine Facebook gestite da maschilisti. FORSE c'è lo zampino del Sig. Gianni Furlanetto (http://www.giannifurlanetto.it/), "fonte info".
Alcune pagine a primo impatto non sembrano collegate con l'argomento, ma sono gestite dalle stesse persone, inoltre condividono link dello stesso tipo per fare propaganda.

Trovate una serie di gruppi e pagine ancora più violenti verso le donne [QUI 1] e [QUI 2].

Potete togliervi dalla lista dei Fan cliccando su "Non mi piace più" (in fondo alle pagine a sinistra).
Potete segnalarle cliccando su "Segnala Pagina" (in fondo alle pagine a sinistra).

■ "Libere Donne"

■ Pagina clone "/Donne & Femminismo ( quello VERO!)/"
(pagina originale: "Donne & Femminismo ( quello VERO!)")

■ "Il Nazi-Femminismo SIA processato per CRIMINI contro l'umanità a Norimberga!"

■ "Se sei ANTI-FEMMINISTA, loro ti chiamano MISOGINO... AHAHAH ; - )))"

■ "BIGENITORIALITA' e AUTODETERMINAZIONE sono inconciliabili per il femminismo"

■ "No alla violenza delle donne sui BAMBINI - Foresta volutamente inesplorata"

■ "NO ALLA VIOLENZA DOMESTICA"

■ "LA MAGISTRATURA APRA INCHIESTA SU DATI ISTAT VIOLENZA DONNE"

■ "BASTA CON SPOT RAZZISTI E SESSISTI!"

■ "Associazione Donne - Unite nel Mondo"

■ "Riconosci la violenza"

■ "Le Clochard"

■ "Movimento per IL PADRE"

■ "STOP alle SEPARAZIONI PREDATORIE: le denunce strumentali sono atti criminali!"

■ "La Pasqua"

■ "Questo piccolo grande amore"

■ "La Barzelletta"

■ "Gianni Furlanetto"
■ "Gianni Furlanetto2"

■ "AFFIDAMENTO CONDIVISO = EQUE FREQUENTAZIONI"

■ "Papa' Separato"

■ "Vi incitano a denunciare il compagno perché maschilista? VOI RIDETENE!"

■ "Noi educhiamo, non denunciamo."

■ "Dormire fino a tardi..."

■ "Il Mare"

■ "A qualsiasi ingiustizia nel mondo.... No!"

■ "Il Bagno di Notte"

■ " Inversione dell'onere della prova. Come è potuto accadere?"

■ "DONNE CHE ODIANO GLI UOMINI : ALLARME MISANDRIA"

■ "Il desiderio ..."

■ "Eravamo stanche di sostituire i papa'. Viva la BIGENITORIALITA' !"

■ "Innamorarsi ancora..."

■ Pagina clone "/NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE/"
■ "/NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE2/"
(pagina originale: "NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE")

■ "NO ALLA VIOLENZA SUGLI UOMINI"

■ "STEFANO CUCCHI: NO alla violenza di Stato!"

■ "Padri Separati"

■ "Mamme single"

■ "BASTA ALLA VIOLENZA DELLE DONNE SU UOMINI E BAMBINI!"

■ "Affidamento Condiviso = Mantenimento Diretto dei Figli"

■ "Un Ministero Pari Opportunità "SESSISTA" che non ci rappresenta."

■ "Se una sola donna è sfruttata, tutti (uomini e donne) sono schiavi !"

■ "La Seduzione"

■ "Femmine violente"

■ "Tremate, tremate le streghe son tornate"

■ "Dormire abbracciati
"

■ "Pari Opportunità"

■ "Il mio primo amore"

■ "NO a qualsiasi RAZZISMO"

■ "GE.SE.F Associazione GEnitori SEparati dai Figli"

■ "Uomini e Donne"

■ "FARE L'AMORE"

■ "Regione Puglia e Interventi per i Padri Separati"

■ "Sono una DONNA e non diventerò mai un parassita del mio compagno"

■ "Nuovo Cinema Paradiso"

■ "L'Orgasmo"

■ "S.O.S. EMERGENZA SEPARAZIONI - Serve una legge che FERMI GLI AVVOLTOI!"

■ "Babbo Natale"

■ "Affido Condiviso: un diritto dei figli e non dei genitori"

■ Pagina clone "/Femminismo/")

■ "BIGENITORIALITA' E APPLICAZIONE REALE LEGGE 54/2006 AFFIDO CONDIVISO"

■ "L'aberrazione umana negli AFORISMI del femminismo. INCREDIBILE ... : - ("

■ "Fermiamo la INFIBULAZIONE !"

■ "Bollettino delle violenze femminili contro uomini e bambini"

■ "Del vecchio FEMMINISMO è rimasto solo l'OPPORTUNISMO !"

■ "Il papa' è sempre il papa'!"

■ "La vera storia della Passera predatoria..."

Altri gruppi/pagine (Importante: [[[FONTE]]]):

Benvengano gli stupratori,le donne non sono altro ke carne da macello
http://www.facebook.com/pages/Benvengano-gli-stupratorile-donne-non-sono-altro-ke-carne-da-macello/129601893731277

COMBATTIAMO CONTRO QUESTE VAKKE MISANDRICHE NAZI-FEMMINISTE
http://www.facebook.com/pages/COMBATTIAMO-CONTRO-QUESTE-VAKKE-MISANDRICHE-NAZI-FEMMINISTE/134611243217423?ref=search

Le femmine? buone solo per i loro orifizzi !
http://www.facebook.com/pages/Le-femmine-buone-solo-per-i-loro-orifizzi-/134561363221683

LE FEMMINISTE DEVONO MORIRE
http://www.facebook.com/pages/LE-FEMMINISTE-DEVONO-MORIRE/124979447542587

LE FEMMINE? ESSERI IMMONDI
http://www.facebook.com/pages/LE-FEMMINE-ESSERI-IMMONDI/129863263708434

Sei femminista? speriamo che ti venga un tumore e CREPI!
http://www.facebook.com/pages/Sei-femminista-speriamo-che-ti-venga-un-tumore-e-CREPI/108069969240366

Le donne sono INFERIORI,dovete mettervelo in testa,slgualddrine!
http://www.facebook.com/pages/Le-donne-sono-INFERIORIdovete-mettervelo-in-testaslgualddrine/107996562581183

Facciamo chiudere tutti i gruppi MISANDRICHI delle NAZI- FEMMINISTE
http://www.facebook.com/pages/Facciamo-chiudere-tutti-i-gruppi-MISANDRICHI-delle-NAZI-FEMMINISTE/130724180280207

Donne? SOLO DA STUPRARE
http://www.facebook.com/pages/Donne-SOLO-DA-STUPRARE/107913685923607

La femminista buona è quella MORTA
http://www.facebook.com/pages/La-femminista-buona-e-quella-MORTA/134914953185222

La vera donna è colei che si SOTTOMETTE all' Uomo!
http://www.facebook.com/pages/La-vera-donna-e-colei-che-si-SOTTOMETTE-all-Uomo/100974346620396

Le donne non dovessero parlare,la bocca dovrebbero usarla per altro
http://www.facebook.com/pages/Le-donne-non-dovessero-parlarela-bocca-dovrebbero-usarla-per-altro/121360124572902

Le donne sono fatte per essere CHIAVATE non capite.
http://www.facebook.com/pages/Le-donne-sono-fatte-per-essere-CHIAVATE-non-capite/135161736497640

LE DONNE SONO FIGLIE DI SATANA
http://www.facebook.com/pages/LE-DONNE-SONO-FIGLIE-DI-SATANA/134548496558015

Evviva la violenza sulle donne
http://www.facebook.com/pages/Evviva-la-violenza-sulle-donne/126657674033832

Salvatore Marino : Maschio 100%
http://www.facebook.com/pages/Salvatore-Marino-Maschio-100/46577686351

MASCHILISMO (questo è un sito esterno a Facebook e pertanto può essere segnalato solo alla PolPost)
http://www.maschilismo.it/

Grazie per l'attenzione,
condividete questa pagina e segnalate i gruppi.
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Di Loredana Morandi (del 27/11/2010 @ 17:19:08, in Indagini, linkato 1548 volte)
I prossimi a cadere sono il politic bureau sardo della multinazionale ...


Condannati in Appello i fondatori di Pirate Bay


Peter Sunde, Fredrik Neij e Carl Lundström, il trio dei fondatori del sito "The Pirate Bay" sono stati condannati dalla Corte d'Appello svedese a pene detentive in carcere rispettivamente per 10, 8 e 6 mesi di reclusione. Grande assente il quarto pirata, l'imprenditore Gottfrid Svartholm , il cui caso sarà discusso in sede successiva.

Il risarcimento per i danneggiamenti all'indotto professionale dell'industria audiovisiva stabilito dalla Corte si aggira intorno ai 6.5 milioni di dollari, da dividere tra i tre fondatori.

Le major festeggiano, naturalmente, ma i media ancora non forniscono il dato fondamentale alla popolazione sulla baia e il suo gioco delle scatole cinesi: il file sharing solleva volumi di scambio illegale tali da ottenere nel pur piccolo pianeta Italia il fallimento di società come Blockbuster e la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Nonostante la campagna mediatica, simile in tutto a quella della Maria Antonietta decapitata per l'uso sconsiderato delle brioshes che ha portato il partito "pirata" dal 7% delle europee al tonfo dell' 1.4% delle recenti politiche in Svezia, il file sharing in quanto anti- mercato ha spessissimo mostrato il suo vero volto di "mercato".

Quanto valgono in pubblicità i siti del file sharing illegale?

L'esempio internazionale più eclatante è certamente quello della tentata vendita dell'intero archivio di Pirate Bay alla Global Gaming Factory (GGF), una trattativa economica stimata 60 milioni di corone svedesi, 7.7 milioni di dollari. Un accordo saltato per l'apparente mancanza di fondi per l'acquisizione, che avrebbe originato una spregiudicata operazione fortemente sospettabile di inside trading.

Infatti, la Corte svedese ha condannato Pirate Bay nelle persone di  tre uomini il cui libero pensiero sullo sviluppo sostenibile si è esplicato berlusconianamente nella realtà con la fondazione della società Reservella Ltd, ubicata alle isole Seychelles, al fine di tutelare il pacchetto clienti e i propri interessi economici.

Esatto: una società off-shore. La pirateria informatica come la P3.

Nessuna sorpresa, quindi, che in Italia l'identica espressione di ciò, ovvero lo sfruttamento in peculato dei server del centro elettronico dell'Università Federico II di Napoli durato 4 anni fino all'intervento della Morandi e del quotidiano Epolis, abbia di fatto partorito una società di capitali a responsabilità limitata (una SRL l'equivalente italiano della limited - ltd) con sede in Roma, piazza della Libertà. (sfido chiunque a dimostrare che io non l'abbia detto o scritto in modo intellegibile e fruibile a chiunque, a meno che il lettore non fosse dotato di orecchie e occhi coperti da "prosciutto" illegale).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sequestro_piratebay.jpg

Le vicende italiane le rammentiamo tutti, dal sequestro operato dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza su richiesta del pubblico ministero Giancarlo Mancusi e ordine del Tribunale di Bergamo (R.G.n.r. 3277/08) alla la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha dato ragione all'eccezionale pm (Cass. sez. III pen., 23 dicembre 2009, n. 49437/09).

Ma la strada dei tre svedesi condannati è ancora lunga. Infatti non si arrendono ed intervistati replicano dichiarando l'intenzione di fare ricorso presso la Corte Suprema. Poi fuggiranno fisicamente all'estero, naturalmente, probabilmente prima della celebrazione della sentenza in terzo grado di giudizio.

Anche i pirati italiani non si arrendono e hanno già annunciato la prossima grande festa del "Partito Pirata"  che non si terrà più a Roma ma a Cagliari, in Sardegna, presso il grande salone da ballo del complesso di Buoncammino. Ospite d'eccezione il fantastico stalkerista telematico Sergio Murolo e la sua band, in permesso premio direttamente dal palco circondariale di Santa Maria Capua Vetere, che ha promesso per i prossimi nove anni ai suoi fan di non voler mai più violare i domiciliari con partner istituzionali d'eccezione e l'ausilio di linee telefoniche, sistemi informatici e social network.


Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2010 @ 05:59:32, in Indagini, linkato 1345 volte)

Cartoon su Facebook:
un monito antibufala
alla antibufala poco corretta



(***)  Ritorno in argomento per chiarire alcuni punti sul flame innestato su Facebook dalla questione Cartoni animati. Dico già che mi son presa la briga di telefonare all'autore della pagina CheckBlackList, che in un suo scritto ha correttamente evidenziato la potenziale violazione del copyright di tale operazione di viral marketing.

E fin qui è ok, ma sulla questione pedofili in rete l'autore di checkblacklist ha scritto un commento estremamente superficiale. Un consulente informatico, come lo è il pur ottimo Claudio Cerroni di Hunch.it,  NON è MAI competente su argomenti di grave allarme sociale come la Pedofilia in rete, neppure e forse soprattutto quando la consulenza è allargata al marketing.

Altri invece, già patrocinanti clamorose sviste equiparabili ad insuccessi, dovrebbero fare più attenzione a quello che dichiarano. Mi riferisco al circuito Protezione Account, che ricomprende anche Facebook Inside e altre pagine, che pur diede un contributo sensibile al furto subito da Franceschetti ereditando, di fatto, il pacchetto dei 27.000 utenti del gruppo a favore delle cellule staminali restituito dopo un mese intero di "sequestro" al legittimo proprietario.

Perché parlo di insuccessi, allora? Perché evidentemente gli autori del circuito Protezione Account intrattengono con i loro utenti un rapporto superficiale, caratterizzato dal mero elemento di calcolo sul campione di popolazione interessato a questa o quella notizia. Anche se la notizia stessa è gestita decorosamente, come nel caso delle staminali, gruppo cui io sono iscritta da allora.

Superficiale. Così è per la pagina "giustizialista" del circuito, ispirata alle Forze dell'Ordine, se l'autore non è in grado di rilevare l'elemento rischio nella operazione di viralmarketing proposta in Italia dalla agenzia fotografica per modelle PhotoLab di Quartu, per la firma di Daniele Ugone, anche suggerendo loro una adeguata ponderatezza nell'agire come ho fatto io.

Superficiale per chi, come me, ha appena finito il giro per stampare e salvare in immagine e html tutte le pagine e i profili, che sta monitorando per necessità e a seguito di gravissime minacce. 25 mesi di stalking  ai miei danni, cui corrispondono circa 15 mesi di adescamento telematico ai danni della utenza minorile di Facebook.

Loro, i pedofili, la foto con i cartoon ce l'hanno - T U T T I - e quelli che non l'avevano l'han messa per l'occasione. Ma per capire dovreste vedere Topolino, Pippo & Co. con tutti i Sette Nani e anche Biancaneve con i coniglietti e Cenerentola con i topolini fare adescamento sulle pagine web di Facebook gestite da minori.  Così per la Walt Disney, tra gli ultra cinquantenni, e vi risparmio i trentenni e l'elenco degli Anime e dei Manga giapponesi.
 
L'esempio di superficialità del non vedere il rischio calzante nei ragazzi di Protezione Account è proprio il caso Sergio Murolo, un detenuto agli arresti domiciliari con divieto assoluto di avere contatti con minori, cioè sotto misura cautelare per le violenze sessuali perpetrate ai danni dei minori suoi figli, sdoganato attraverso la catena di sant'antonio degli account tra altre centinaia di persone. E per gestirle tutte Sergio Murolo aveva ben 3 account "ufficiali", con nome e cognome.

Nel caso Sergio Murolo, Protezione Account non poté quindi affatto essere una reale "protezione delle persone", perché quell'account con la foto di Sergio detenuto fu proprio il primo, che richiedeva l'amicizia a seguito della   segnalazione dei ritorni dagli account disabilitati.

Si, siamo stati usati. Alcuni sono stati usati, ma non tutti. Io mi interesso da anni di vertenze sindacali della magistratura e dei lavoratori del comparto giustizia, ma evidentemente non avevo mai visto una divisa da carcerato italiana. Altri invece, specie le associazioni a favore dei detenuti, non possono neppur dichiarare di non conoscerle come dicevamo con il Nicola Trisciuolo del movimento cattolico Uomo Nuovo.

Tra gli autori di Protezione Account addirittura non c'è neppure un avvocato, e per questo non ritengo appropriato assegnar loro una qualsiasi credibilità in merito al cosa fanno e al cosa non fanno le aggregazioni di pedofili su Facebook.

La richiesta di "aiuto" proveniente da Sabrina Misseri risulta ancor oggi  tra i loro "post più letti", un falso mediatico accettato senza possibilità di verifica che invitava l'utenza a "cercare Sarah", mentre il suo povero corpo di bambina già marciva in una tomba d'acqua.

Un caso quello di Avetrana, che durante l'intera pantomima su Facebook mi ha provocato una vera e propria repulsione, inducendomi a darne la notizia per ultima in Italia. I miei timori, certo.  E le minacce ai miei figli, nelle stesse date in cui Sergio Murolo subiva l'arresto pubblicato dalla stampa per l'ordinanza di Cassazione e in concomitanza con la data di un convegno della ANM cui ho partecipato comunque. Sicuro! Ma anche la consapevolezza viscerale, conclamata dai fatti, di una pesante strumentalizzazione in corso.

[2010-01-13_163159_5_fan_rit.jpg]


Io sono stata una vittima "desiderata" e "pre-ordinata" di Sergio Murolo, lo dichiarano platealmente le sue frequentazioni non solo telematiche con Cagliari, patria di SessoChannel e Pirate Bay. Un napoletano con due condanne per reati di pedofilia e la misura cautelare degli arresti domiciliari con espresso divieto di frequentare minori è stato solo "braccia da lavoro criminale", una volta messo a capo della pagina Facebook del commerciante in servizi per il "sesso", ed ivi sobillato proprio da cagliaritani, anche orribilmente donne.

Pagine quelle denunciate da me e denunciate con Protocollo del Ministero dell'Interno Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, cioè l'ufficio stampa del Prefetto Manganelli, quando io dovetti ricorrere all'ANSA per proteggere l'immagine di "Agente Lisa", che appariva tra le pagine preferite onde accreditare certi account.

La questione morale a Cagliari è ormai improcrastinabile, ed io provvederò al mio dovere di dar vita ad indagini ed ipotesi di reato che si concluderanno con arresti illustri, diversi dal mio singolo caso illustre di per se, a buon conto tra anni.

Ma su Facebook il caso Sergio Murolo deve insegnare a TUTTI che la presunzione di "sapienze" solo millantate è sbagliata, ed alla resa dei fatti codesti crediti millantati costituiscono un comportamento fin omertoso, che favorisce la criminalità al 100%.


A tutt'oggi nessuno ha fatto un vero mea culpa sul caso Sergio Murolo, anche sapendo che erano centinaia le persone da lui raggirate e dozzine quelle che appaiono dai tabulati telefonici della sua utenza in uscita ed in entrata, Cagliari più utenze compresa. Ciò favorisce oggi l'apologia dei suoi reati. Ma c'è di più...

Ad onor di cronaca: soltando io e Lara Cardella ne abbiamo parlato del Murolo in forma scritta, ma solo io ho avuto il coraggio di fare i nomi e di spezzare il clima omertoso intorno all'uomo. Altri invece non lo faranno mai, perché non c'erano come Marinella Saiu e perché ella è testimone di una discussione sul suo profilo  in cui io avvisavo a ragione e in forma scritta della presenza di personaggi tali e quali a Sergio Murolo (tutto salvato). Sui danneggiamenti è stampato, salvato e pubblicato: la Aliberti. E che certa gente si faccia processare!

Già visto su Facebook: i soliti gruppi del mobbing account hanno bruciato immediatamente quello di una donna coraggiosissima che fermò un pedofilo. Volete vedere che sappiamo chi sono?

E' arrivata l'ora della verità. Non tardate oltre a fare ammenda nei confronti dell'utenza.

Loredana Morandi

(***) la foto in alto è quella dell'avatar di un apologo della pedofilia.
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 13:40:24, in Indagini, linkato 1864 volte)

Sergio Murolo: i dispositivi delle Sentenze




Attualmente è ancora in corso via facebook e tramite alcuni blog su web l'apologia dei reati commessi dal  pedofilo Sergio Murolo, che rammento è reo di aver seviziato i propri figli e detenuto presso il Carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Pubblico, a beneficio dei miei lettori e di quelli che capitano qui casualmente, i dispositivi delle sentenze comminate dai giudici al Sergio Murolo, già admin della pagina facebook intitolata al sito cagliaritano SessoChannel.

FACEBOOK: alcune pagine, gruppi e/o profili privati proseguono con l'opera gravissima di apologia dei reati di quest'uomo, condannato per ben 3 volte e senza replica per i reati di abuso ai danni dei tre figli minori.

Sergio Murolo ha avuto molti complici, ma per la pura e semplice carità nei suoi confronti devo dire che almeno egli agiva con il suo vero nome. I complici, che vi hanno negato l'informazione primaria sul suo status di detenuto ai domiciliari e sul genere di reato di cui l'uomo si era macchiato, sono TUTTI di gran lunga peggiori di lui e animati certo da cattive intenzioni e motivi personalistici.

I complici di Sergio Murolo, in quanto scandalo di grave allarme sociale, NON sono persone da frequentare neppure via socialnetwork.

Loredana Morandi

Nota: la cosa che rilevo come "allucinante" è che all'epoca del primo arresto (anno 2007) il Murolo facesse uso di tintura per capelli, come si evince dalla foto sopra al confronto della foto più attuale diffusa in occasione dell'arresto. Particolare questo che non può non accentuare la visione della miseria morale e sociale in cui si sono celebrati tutti gli abusi.


SENTENZA DI PRIMO GRADO

RG Sent 1950 del 14 luglio 2008

R.G. PM 59345/2005 - + - R.G. GIP 1721/2007




http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Murolo_dispositivo_primogrado.jpg


SENTENZA DI SECONDO GRADO (APPELLO)

R.G. App. 6777 del 14 ottobre 2009 - deposito 5 novembre 2009


http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_I4uL1ZuI/AAAAAAAABFA/ArscrwIGQ6I/s1600/rg.app.1.jpg

http://2.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_JCBaEqbI/AAAAAAAABFI/fArqD5pDwk4/s1600/rg.app.2.jpg


Il beneficio della detenzione domiciliare

Il magistrato

http://2.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_QxuUWjsI/AAAAAAAABFY/zr4yLLCdeKE/s1600/prot.domiciliari.jpg



La Direzione della Casa Circondariale
(verbale di diffida e accettazione obblighi degli arresti domiciliari)

http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_OYP6badI/AAAAAAAABFQ/5n3z1cTQXHI/s1600/accettazione_domiciliari.jpg

I precedenti da Giustizia Quotidiana:

FaceBook: La psicosi collettiva, da una vecchia diffamazione


Qui sotto lo screen shot dall'originale (clicca per allargare l'immagine)
che allego per evitare inutili azioni di hacking.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-20_140458_GQ_originale_foto_murolo.jpg
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 08:28:58, in Indagini, linkato 2072 volte)
Chi c'è dietro ai cartoni animati sui profili Facebook?



L'iniziativa nasce via Facebook come "ricordo/ritorno" all'infanzia, in nome della Giornata Mondiale del Diritto dei Bambini.

Come nei molti casi dolosi subiti personalmente, già visti in rete o attualmente in corso via Facebook, l'occasione della odierna giornata dedicata al Diritto dei "Bambini" si macchia forse anche con intenti benevoli di "commercio". Purtroppo lo fa lasciando fuori le vere organizzazioni dei volontari che si occupano della tutela dei minori e senza la loro consulenza, perché come leggerete poi un gruppo fb "amico" non basta a tutelare gli organizzatori, stante la loro buona volontà, figuriamoci i bambini.


Dal primigenio evento a larghissima diffusione via socialnetwork (88.500 partecipanti, 5.700 in forse e 230.000 in attesa di risposta) è già nata l' "Official Fans Page", che conta ad oggi poco più di 14.000 iscritti.

L'operazione di viral marketing nasce come già detto forse anche a fin di bene, ma cosa ne faranno di circa 250.000 contatti il buon Daniele Ugone, al "secolo di Facebook" Hitch Daniel titolare della agenzia per modelle e modelli PhotoLab di Quartu, ed i cagliaritani avvocato Daniele Condemi (rappresentante legale per l'agenzia) e l'anonimo Alessandro Donald Luz Loi?

Nulla di male, almeno fino ad ora. Però attenzione al non fare agli altri quello che non vorreste mai accadesse a voi, o anche solo "accanto" a voi.

Il mondo dei cartoon, ed in particolare quello della editoria e della cinematografia di animazione giapponese (Anime & Manga) è tra i più gettonati argomenti tra i pedofili, che via socialnetwork e più in generale via web fanno adescamento ai danni dei minori.

Il mio è veramente solo un avvertimento e l'idea accattivante dell'organizzazione marketing di Quartu, in provincia di Cagliari, può aver innestato una reazione a catena per loro stessi davvero incontrollabile, dato che sono attualmente oltre 260 i gruppi e le pagine italiane su Facebook che fomentano e lavorano la rete in apologia di tutti i reati connessi con la pedofilia.

Un pasto luculliano per un certo tipo di criminalità del web, da monitorare con estrema attenzione per l'agenzia dei book fotografici. Perché, purtroppo, centinaia di nuovi account  di falsi teenagers potranno essere accreditati tra i minori tramite le loro pagine.

Occhio così ai vostri primi contatti. Finanche i primi "arrampicatori sociali", che busseranno alla vostra porta  attirati dalla popolarità dell'iniziativa, potrebbero essere personaggi interessati a vario titolo, finanche illegale.

Niente paura, quello che probabilmente accade a voi è proprio la prassi. Lo hanno fatto anche con il profilo di Agente Lisa e sono stata io a dare l'allarme tramite Ansa, come fu per la distribuzione delle password del sito hackerato del MOIGE in occasione del lancio della campagna contro gli SMS pedopornografici.

Augurandovi un buon lavoro, mi permetto un ultimo consiglio: interessate la Polizia Postale e consegnate loro tutti gli elenchi, stampati e in formato cliccabile html. Potrebbero rivelarsi eccezionalmente utili in seguito, per lo storico dei nuovi account.
 

Loredana Morandi

PS: googlando Loredana Morandi troverete per prime le pagine del sito cagliaritano SessoChannel, poi i blog dei pornoattori prezzolati su Blogspot. Niente di quanto affermano è vero. Ad oggi quelle pagine che nascono dagli insuccessi in Cassazione di un leguleio del file sharing illegale che tentava di coprire un reato di peculato ai danni dello Stato imbavagliando me, hanno già partorito un detenuto definito a 9 anni di reclusione presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere per gli abusi sessuali ai danni dei figli minori che, in violazione degli obblighi domiciliari, chattava su Facebook.

Calcisticamente: Morandi vs Criminalità = Due a Zero. (la stima è un saldo buonistico, perché conto "uno" per il server generale di una Università dello Stato)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 14/11/2010 @ 09:06:05, in Indagini, linkato 1320 volte)
Domenica 14 novembre 2010:
44 Minacce di Morte per Lory



Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. (Bertolt Brecht)

AVVERTENZA: NON ACCETTATE SCRITTI MIEI PRIVI DEI RELATIVI ALLEGATI


Questa mattina le minacce di morte a me rivolte sono già 44. il numero non dice molto perché hanno fatto sicuramente di peggio e con lo stesso metodo hanno minacciato mia figlia quindicenne,  occasione questa nella quale sono stati da me denunciati.



La ragione del mio scritto deriva dalla necessità di disvelare la mistificazione di una apparente new entry, che invece è la re-entry di una persona legata al pedofilo definito in carcere Sergio Murolo, il cyberstalking che agiva ai miei danni anche con il raggiro di persone innocenti e inconsapevoli del suo stato di recluso agli arresti domiciliari.

La persona che appare nello screenshot invece appartiene alla classificazione delle persone che: sapevano tutto allora. E ancora oggi, stante siano visibili ad occhio nudo i reati contro la mia persona, proseguono nell'opera di ingannare le persone con la mistificazione cui hanno lavorato fin dall'estate 2009 ad oggi:

Quando l'uomo, pur definito in Cassazione e in carcere il pedofilo, ha intrapreso l'opera di mistificazione e apologia per celare agli occhi della popolazione di Facebook la reale entità dei danneggiamenti prodotti dal cyberpedofilo Sergio Murolo, di cui attraverso queste pagine finalmente conoscete la vera storia.

Da questo screen shot si può rilevare quello che l'uomo pubblica e "come legge" in tempo reale il mistificatore. Da notare: il consueto template verde del blog Biagioquotidiano, già documentato alla Autorità Giudiziaria:




clicca per allargare l'immagine


Lo screenshot che segue, invece, è l'originale. Cioè la fotografia della pagina intera, esattamente come si trova in rete a questo indirizzo url.

Ironia della sorte, in questi ambienti si "amano" tutti, per questo infatti gli scritti che potete leggere  al link sopra e di seguito  in immagine resteranno lì a dimostrare il passaggio di questa re-entry, "per sempre". Un po' come i pizzini "fotocopiati" del Ciancimino, solo che qui è il porno stalker assoldato da SessoChannel a copertura dello scandalo UniNapoli, che reiterando il reato tenta di legare a lui per sempre gli altri rei di peso sociale più rilevante.

L'ORIGINALE - clicca per allargare l'immagine (*)




(* legenda: ho evidenziato nel riquadro nero lo screen ritagliato contenente il numero delle minacce di morte che potete vedere sopra, nei riquadri rossi sono evidenziati gli scritti e i link appartenenti all'uomo).

Nota Bene: dallo scritto si evince che all'uomo non sfugga affatto la peculiarità dell'utilizzo ai miei danni del nomignolo "Lury", ovvero la deturpazione del mio diminutivo "Lory" associata all'insulto "lurida" diretto alla sottoscritta. Segno evidente questo dei "ritrovati rapporti" con la crew di post produzione illegale del peer to peer capitanata dal porno attore prezzolato.

Ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana e per i diritti e i doveri in esso ricompresi , nonché a mia (figli, famiglia, amici e artisti anche quanto magistrati) e vostra tutela, informo TUTTI i miei lettori che:

L'uomo è un agente di Polizia.

Per i pubblici uffici e per i poteri a LUI conferiti dallo Stato, nel cittadino sorge l'obbligatorietà alla denuncia come previsto e descritto ai sensi dell'articolo 364 del codice penale.

E' fatto certo che l'uomo, a me totalmente sconosciuto e avente già espresso il desiderio di usarmi violenza con le percosse nel novembre 2009 (clicca qui per vedere il documento in immagine), sia dotato di armi.

Tutto in Milano, addì 14 novembre 2010.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 09/11/2010 @ 16:30:32, in Indagini, linkato 1391 volte)
Il caso Murolo imperversa su Facebook, volano le minacce, ed è dalla fine di settembre 2010 che la storia prosegue. A quanto leggo, alcune versioni dichiarano che l'arresto definitivo dell'uomo è avvenuto un giorno prima della sentenza della Cassazione. Altre subito dopo.
E' cosa certa che l'uomo abbia tentato di "sporcare le mani" a destra e a manca aggrappandosi alle persone disperato, ottenendo finanche di essere "chiamato" al telefono in casa propria da persone tutte circuite.  Azioni queste prodotte dal più che probabile spavento per la prospettiva del carcere definitivo, stante avesse tentato fin dal primo grado di giudizio la via dello "sconto di pena" con il "rito abbreviato", che contestualizza una reale ammissione di colpevolezza (a quanto mi dicono lui spiegava un po' a tutti che era stato mal consigliato dall'avvocato).

In ultimo, l'uomo inveiva "letteralmente" anche contro coloro che lo hanno usato, associandolo al sito del porno commerciale di Cagliari e alla sua pagina Facebook contro Morandi. Perché Cagliari è una cittadina dove tutti si conoscono. E tutti conoscono Pirate Bay, le cui lunghe mani non possono dimostrare in alcun modo di non conoscere la Legge, anche oggi mentre minacciano.

Solo la vera Carità è Giustizia.

Per completezza dedico la Sentenza 37151 della seconda sezione penale della Suprema Corte di Cassazione. depositata il 18 ottobre 2010, in merito alla revoca dei domiciliari per le attività su Facebook a tutti coloro che si battono contro l'omertà nei confronti del pedofilo e che hanno subito un vero e proprio raggiro dall'uomo, che scriveva dagli arresti domiciliari ed in aperta violazione alle disposizioni della magistratura.


Corte di Cassazione Penale
- sezione seconda -
Sentenza n. 37151 del 18/10/2010


- Misure cautelari personali - Arresti domiciliari - Violazione delle prescrizioni -

Qualora dimostrata, la comunicazione con terzi attraverso "Facebook" viola la generica prescrizione di "non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi". Difatti questa va intesa nella accezione di divieto non solo di parlare con persone non della famiglia e non conviventi, ma anche di entrare in contatto con altri soggetti, dovendosi ritenere estesa, pur in assenza di prescrizioni dettagliate e specifiche, anche alle comunicazioni, sia vocali che scritte attraverso internet.


IN FATTO

Il G.I.P. dei Tribunale di (OMISSIS), con ordinanza in data 10 maggio 2010, rigettava la richiesta del PM di sostituzione, nei confronti di P. R. e M. G., della misura degli arresti domiciliari con la custodia in carcere per avere gli stessi violato la prescrizione loro imposta di non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, comunicando via internet, sui sito "Facebook", con altre persone.

Proponeva ricorso per cassazione il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di (OMISSIS) ritenendo integrata la violazione della prescrizione di non comunicare con altre persone, imposte in sede di concessione della misura cautelare, stante i contatti intrattenuti con altre persone dagli imputati attraverso la rete.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è fondato.

La generica prescrizione di "non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi" prevista dall'articolo 276, comma uno, c.p.p., va intesa nella accezione di divieto non solo di parlare con persone non della famiglia e non conviventi, ma anche di entrare in contatto con altri soggetti, dovendosi ritenere estesa, pur in assenza di prescrizioni dettagliate e specifiche, anche alle comunicazioni, sia vocali che scritte attraverso internet. L'uso di internet non può essere vietato tout court ove non si risolva in una comunicazione con terzi, comunque, attuata, ma abbia solamente funzione conoscitiva o di ricerca, senza di entrare in contatto, tramite il web, con altre persone.

La moderna tecnologia consente oggi un agevole scambio di informazioni anche con mezzi diversi dalla parola, tramite Web, e anche tale trasmissione di informazioni deve ritenersi ricompresa nel concetto di "comunicazione", pur se non espressamente vietata dal giudice, dovendo ritenersi previsto nel generico "divieto di comunicare", il divieto non solo di parlare direttamente, ma anche di comunicare, attraverso altri strumenti, compresi quelli informatici, sia in forma verbale che scritta o con qualsiasi altra modalità che ponga in contatto l'indagato con terzi ("pizzini", gesti, comunicazioni televisive anche mediate, etc.).
 
L'eventuale violazione di tale divieto va, comunque, provato dall'accusa e non può ritenersi presunto, nella fattispecie, dall'uso dello strumento informatico.

Non risulta, nella specie, alcuna motivazione da parte del G.I.P., in ordine all'eventuale comunicazione con terzi, posta in essere dall'indagato attraverso Facebook.

Va, quindi, annullato il provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale di (OMISSIS) per nuovo esame.

P.Q.M.

Annulla l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di (OMISSIS) per nuovo esame.
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