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 .. g.q. cat vintage ..... di Lunadicarta
 
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Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, quanto il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 09:49:34, in Indagini, linkato 1424 volte)
Facebook e Pedofili:
Caso Murolo, Attenzione a Vanilla




La vanilla, o vaniglia, è una vera e propria consuetudine tra i cultori del "gusto" del gelato. E' il gusto "basic" che viene legato di volta in volta con le creme o i gusti frutta. La conosciamo tutti.

Sono pochi ad essere informati che con il termine Vanilla nel lessico internazionale si identifica anche il "gradimento" e la "scelta sessuale", e ciò in tutte e tre le scelte di "genere". Ovvero con Vanilla si identifica la consuetudine delle performance sessuali della coppia (aperta e non).

Sono pochissimi invece a sapere, che negli oltre 25 mesi di stalking e minacce subiti, Vanilla è un nick name indossato da due donne diversissime: la prima poco più che ventenne usata dalla crew di post produzione illegale del file sharing come marionetta delle chat hard; la seconda più vecchia di oltre quarantanni  attualmente sconosciuta è una delle animatrici del sito commerciale SessoChannel  di Selargius (Cagliari) e quella il cui nickname contribuisce alla realizzazione dell'acronimo PVF (un cartello che attira i pedofili di scelta omosessuale, per questo ritenuti "effeminati").

Il caso Murolo non cessa di preoccupare il web e facebook, come è giusto che sia dato che è in corso una vera e propria "apologia" dei reati da lui commessi e sono nati alcuni gruppi a suo sostegno, stante egli si trovi "ristretto" presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il caso Murolo presenta una peculiarità tutta sua, che io definisco qui con linguaggio figurato e licenza poetica come Vanilla solo per la sua accezione di "consuetudine". Come il gelato, appunto.

Sergio Murolo, partner di Sessochannel e amministratore delle pagine web a questo sito collegate, aveva radunato intorno a se una Vanilla di tipo giudiziario.


Gli organi dello Stato interessati da questa "nuova" Vanilla sono: il Tribunale di Napoli, la Procura Generale di Cagliari, una Questura ed infine, probabilmente solo per conoscenza superficiale, il Ministero di Giustizia in via Arenula a Roma.

Si tratta evidentemente di dipendenti della pubblica amministrazione, informati dello status detentivo agli arresti domiciliari e degli addebiti della magistratura al Murolo, fin dall'estate 2009.

In merito ai sospetti e alle certezze "pubblicate dalla stampa nazionale" sui contenuti  dei gruppi contro Morandi è dimostrabile all'istante che sia stata io stessa ad informare il Ministero di Giustizia in Roma, ma senza ottenere l'esito cercato  di tutelare l'Istituzione.


In tutti i casi, ed essendo dimostrabili per lo status associativo la natura anche giuridica dei rapporti, codeste relazioni del pedofilo sono state intrattenute finanche a lui in danno. Ciò in quanto un nuovo procedimento nei confronti del Murolo, ed una nuova esigenza cautelare nei suoi confronti, sarebbe certamente inserita a "sospensione" della prima pena e non "in coda" alla pena stessa. Misura deterrente questa stabilita dalla Legge per contrastare lo sfruttamento delle braccia dei condannati per commettere altri reati dalle mafie.

Obbligo del cittadino: In tutti i casi in cui ricorrono reati ai danni dello Stato e contro l'Ordine pubblico vige, per Legge, l'obbligo di denuncia anche nei confronti del singolo cittadino, che vi è tenuto ai sensi dell'articolo 364 del codice penale.

In diritto: i reati concernenti i pubblici ufficiali e i membri della pubblica amministrazione della giustizia sono tutti iscritti nel Codice Penale, Libro II - Dei delitti in particolare, Titolo II - Dei delitti contro la pubblica amministrazione. Se non erro, a memoria, dovrebbe trattarsi dei reati descritti dall'articolo 317 c.p. in poi. Si tratta di reati nei confronti dei quali la procedibilità è d'ufficio e prevedono pene dai 4 ai 12 anni di reclusione.

Facebook - l'allarme: informo i miei lettori che sono numerose e tutte gravi o gravissime le minacce in corso ai danni di chi esprime il giusto gradimento per l'operato della Magistratura dei più gradi di giudizio, che ha condotto in carcere il cyberpedofilo Sergio Murolo.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/11/2010 @ 05:31:36, in Indagini, linkato 2635 volte)
Sergio  Murolo: la mistificazione
fatta dai pedofili vola su Facebook




ATTENZIONE: Sergio Murolo è in carcere perché ha subito - TRE CONDANNE - che senza errore lo hanno ritenuto colpevole di tutti i reati a lui ascritti e da lui commessi ai danni della moglie e dei tre figli minori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_073817_LA_VERITA.jpg

ATTENZIONE ECCO TUTTA LA VERITA': Sergio Murolo è REO CONFESSO degli abusi ai danni della moglie e dei tre figli. Egli ha infatti scelto il "rito abbreviato", che nella certezza della condanna garantisce lo sconto di 1 terzo della pena complessiva. Più chiaramente: gli anni a lui comminati dovevano essere dodici, non soltanto nove.

La mistificazione dei pedofili e dei loro sostenitori oggi "vola su Facebook". A porre in essere questo escamotage extragiudiziario sono in molti, tutti pregiudicati, uniti in branco con il medesimo intento socio culturale che hanno avuto gli ideatori delle giornate dell'orgoglio dei mostri.


Come se non bastassero i gruppi che mistificano l'informazione sulla violenza ai danni delle donne, 260 solo su Facebook retti con pugno di ferro da uomini tutti indagati, condannati e pluri pregiudicati, per la vicenda Sergio Murolo sono nati due gruppi:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_075107_ingiustizia_ritaglio.jpg

"sergio murolo" l'ingiustizia ha trionfato, di chiarissima impostazione in antitesi e apologia contro l'operato saggio della magistratura che ha giudicato nei tre differenti gradi il pedofilo Sergio Mutolo, sottoposto alla misura cautelare della detenzione presso il domicilio per la gravità dei reati commessi brutalmente in danno ai figli;

e il gruppo "Uomo Invisibile" in cui si intuisce una mano femminile. La mano femminile di una primigenia persona circuita dall'uomo violento sulla quale, per le scelte operate liberamente dal 2005 ad oggi, pendono i dispositivi a carattere economico disposti all'istante dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dalla Corte di Appello di Napoli e dalla Suprema Corte di Cassazione: il risarcimento per 90.000 euro a favore dei figli violentati, circa 5000 a favore della ex moglie del pedofilo e tutte le spese per la costituzione in giudizio della famiglia cui l'uomo ha distrutto la vita.

Una donna che certo ha bisogno di aiuto e di comprensione. Non è facile per nessuno assistere impotenti allo sbrandellamento di parti della propria vita. La consoli il fatto che altre donne, altrettanto circuite, hanno addirittura perso la vita e con loro i loro figli come per l'ultima mortale relazione di Izzo, il mostro seriale del Gargano. Il dolore prima o poi passerà e la donna se ne farà una ragione, rileggere gli atti e più volte le consentirà di capire, finalmente.

Ciò che accade invece nel web per il pedofilo Sergio Murolo, condannato in via definitiva e senza repliche dalla Suprema Corte di Cassazione VII Sezione Penale a nove anni di reclusione, è troppo e violento. Una apologia del reato di pedofilia, che certo non merita il secondo genito di Sergio, un innocente che dopo le sevizie non tratteneva più "gli escrementi" e che indossava il pannolino come unica difesa "nello sporco" per trattenere la violenza del padre.

Chi era Sergio Murolo allora, chi era mentre si trovava attaccato alla tastiera di un computer in cerca dell'occasione che avrebbe consentito a lui di "sfangare" le responsabilità oggettive dei suoi reati?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-12-05_113522_murolosufalsiabusi.jpg

Sergio Murolo era un pedofilo e un cyberstalker. Qui sopra mentre pubblica, sui gruppi Facebook in apologia dei reati di pedofilia, e divulga per i suoi soci le fotografie che mi raffigurano e dimostrano il mio impegno sociale e di donna.

Alle domande di cui sopra posso rispondere anche io, visto e considerato come entrambi i due gruppi stiano attaccando Marta Crotti, la moglie e madre delle vittime di Gianluca Falduto, un altro pericolosissimo padre pedofilo che aveva scelto la via di Facebook per adescare ancora e per nascondersi in una popolarità ottenuta illegalmente, ed indotta con il raggiro.

Marta Crotti è una donna del "coraggio di vivere", e ha vinto la propria battaglia contro il "pedofilo". Presso di lei non ci può essere alcun perdono per il pedofilo.

La "madre coraggio, artista e personalità pubblica" al secolo Loredana Morandi, invece, denuncia casi di pedofilia e di apologia dei reati di pedofilia fin dal 2004 (e ancor prima agli albori del Boy Love Day) e vince oggi, perché quegli stessi pedofili e hacker raccolti sul sito maculato si sono tutti palesati via Facebook, ed oggi predicano la violenza e il bavaglio degli operatori dell'antipedofilia e l'iper violenza della "pedofilia dolce".


Io, e qui lo ribadisco ancora, sono divenuta l'oggetto di una violentissima azione di dossieraggio, diffamazione, stalking e minaccia per aver strappato un bene dello Stato dalle mani della criminalità organizzata del file sharing. Cioè 3 società commerciali, di cui una esercente nella pornografia commerciale ed una "di fatto", che sfruttavano il server UNINA di proprietà dello Stato presso l'Università Federico II di Napoli. Su tutto e a guardia dei proventi che hanno consentito la fondazione di una Società a Responsabilità Limitata (capitale sociale minimo 10.000 euro) in Roma: Pirate Bay nella solatia Selargius, provincia di Cagliari - Sardegna.

Nella foto che segue potete vedere il pedofilo Sergio Murolo, mentre socializza con altri pedofili.  Il riconoscimento di "specie" tra pedofili è implicito nel commento del Murolo: "Finalmente una pagina adatta...". Lo screen è stato scattato da una delle pagine contro Loredana Morandi di cui  Murolo diverrà amministratore, grazie a Simone Sissimo Neuro. Murolo sarà amministratore anche della nuova pagina pubblicata dopo la chiusura della prima, insieme con altri reiterati delinquenti. La pagina di cui Murolo è stato amministratore è quella identica nei testi e nei contenuti alla pagina sul sito della società commerciale di pornografia: SessoChannel.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-11-14_184910_cyberbullismo_2_ritaglio.jpg

Chi ha paura di Sergio Murolo? Tutte noi abbiamo paura di Sergio Murolo. Io stessa, oggetto di moltissime minacce riguardanti la mia persona e la mia famiglia ho paura. Minacce tutte confermate platealmente dalla presenza stessa del Murolo.

Così, qui potrei iniziare l'ennesima filippica contro i pedofili, e la meritano tutta per carità, ma non mi interessa fomentare l'ira popolare bensì spaventare i pedofili ed informarli sul ruolo svolto dai loro consulenti, soci e padroni. Coraggio vuol dire essere saldi nella propria rettitudine e perseguire senza tentennamenti gli obiettivi di civiltà e di libertà, che sono dovuti per primi a coloro che molto hanno combattuto.


Il mio obiettivo primario è infatti quello di stroncare l'escalation dei molti avvocati, sociologi, associazioni o semplici gruppettari, che agiscono nel web per fomentare l'odio contro le donne, coprire i reati dei pedofili e ricavarne guadagno.

Io, infatti, sono odiata e temuta perché preferisco perseguire e smascherare i reati professionali che vedo con chiarezza. L'agire di questo genere di personaggi è aberrante tanto quanto i reati del pedofilo. Si tratta di veri avvoltoi, capaci di istigare alla violenza e al reato pur di fare quattrini.


Uno come Sergio Murolo è stato pesato ed usato da questi come "braccia da lavoro". Infatti, istigare a commettere altri reati un detenuto agli arresti domiciliari, sottintende che "la pena" sarà sospesa per la durata del nuovo procedimento giudiziario e in presenza di altre esigenze cautelari. 

Da come mi è stato spiegato la nuova misura cautelare non si aggiunge in coda, bensì in mezzo, durante lo sconto della prima pena comminata. Una misura che nasce per contrastare le mafie, perché è stato sempre facile ai "capibastone" ingaggiare qualcuno già condannato, in primo o in secondo grado di giudizio, per commettere reati uguali dietro false promesse.


In ogni caso: il pedofilo Sergio Murolo NON ha amici, men che mai fraterni, e nessuna delle sue azioni  reato  compiute fino ad oggi lo renderà migliore.

Come è giusto egli Non troverà giustificazioni tra noi donne e madri del "coraggio". Tutte le donne che si trovano in quei gruppi facebook, se non sono parenti o reali conoscenti, sono state "circuite".


Sissimo e Maxi avete il mio fiato sul collo.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 04/11/2010 @ 10:12:11, in Indagini, linkato 3643 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Sergio_Murolo.jpg

Sergio Murolo: condannato
in via definitiva a 9 anni di reclusione


Trentola Ducenta (Caserta) - Il commissariato di Aversa ha eseguito nei giorni scorsi  l'arresto di Sergio Murolo, nato a Napoli nel 1964, condannato per le violenze alla moglie e per abusi sessuali ai danni dei 3 figli. Quello che potete vedere in fotografia è il suo vero volto. Diverso, molto diverso, dai colorati avatar che in molti ed io tra loro hanno conosciuto con il cyberpedofilo via Facebook.

http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/Sxo3uFFAyzI/AAAAAAAAAGU/YPXwFLsGe00/s1600/2009-12-05_113522_murolosufalsiabusi.jpg

La Questura di Caserta, tramite il commissariato di Aversa, con l'arresto di Murolo ha eseguito infatti il dispositivo della Sentenza Definitiva della Suprema di Corte di Cassazione, il cui giudicato detto "terzo grado di giudizio" non ammette repliche. Il pedofilo si trova oggi recluso nel nuovo complesso - Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, presso il quale il Murolo sconterà 9 anni di reclusione per abusi sessuali ai danni dei suoi stessi figli e per le violenze, anche sessuali, ai danni della ex moglie.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Murolo_dispositivo_primogrado.jpg

Il suo primo arresto, gup M. Castaldi su richiesta del pm G. Arlomede,  cui io applaudo grata, è avvenuto nel 2007. Ma con tutta probabilità gli utenti di Facebook lo hanno conosciuto perché l'uomo chattava impunemente via socialnetwork dagli "arresti domiciliari" a lui concessi, forse, con un escamotage a carattere sanitario e/o giudiziario.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-04_120415_cassare_morandi.jpg
clicca sull'immagine per ingrandire

Negli atti del Tribunale del Riesame di Napoli, inoltre, il giudice rileva che la condotta violenta più volte reiterata  (art. 81 la prosecuzione di un medesimo disegno criminoso) e dedita alla pornografia e alla pedopornografia dell'uomo (art. 81 di art. 609 ter,ecc..), inducevano a ritenerne grave la pericolosità sociale. Sono del medesimo indirizzo le sentenze di primo grado e di Corte d'Appello.

La storia del pedofilo Sergio Murolo è abberrante, perché tutti e tre i gradi di giudizio hanno ribadito le violenze sessuali imposte alla moglie sotto gli occhi innocenti dei tre figli, tutti violentati a turno dall'uomo. I bambini, di 14, 10 e 4 anni, all'epoca dei fatti nel 2005, sono stati tutti oggetto di violenze inenarrabili e percosse. Anche la bambina piccola di soli 4 anni, nonostante sia stata la testimonianza e i referti medici sul maschietto di 10 anni a portare in carcere il padre pedofilo.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Murolo_documenti_e_sentenze.jpg

Gli atti giudiziari potete leggerli con i vostri stessi occhi, qui al link sotto, dove Sergio Murolo dopo due condanne si preparava a pubblicare anche la sentenza di Cassazione la cui cartella web è rimasta vuota.

http://sergio22murolo.interfree.it/Documentazione.htm

Agli atti della vita del socialnetwork Facebook di lui invece resteranno la falsità di un "attivismo specialistico e di comodo" con i gruppi dei "maschi violenti" e "contro le donne", inoltre le azioni di stalking ai danni di Loredana Morandi e la tentata circuizione, con tanto di documentabile falsa attribuzione di merito,  a lui riconosciuta anche dagli amici di chat, ai danni della ex moglie di un altro famoso padre pedofilo, recentemente arrestato: il "Gianluca Falduto".

[2010-01-13_162321_NUOVO_GRUPPO.jpg]

Ai danni della Morandi il cyberpedofilo Sergio Murolo, di comune accordo con il criminale anonimo Sissimo Neuro e altri, è stato uno degli amministratori della prima pagina facebook intitolata al manifesto di Sessochannel.it, quella sul Cyberbullismo e anche della seconda.

Il mio ricordo personale dell'uomo è quello di aver accertato in lui la verità di una psiche violenta, gretta e falsa. Egli poté circuirmi per meno di 24 ore, quando iniziò a pubblicare i falsi prodotti dal sito del porno commerciale di Selargius e i video della crew di post produzione illegale del peer to peer sul proprio profilo facebook, contestualmente all'intrattenere con me una normale conversazione. La mia soglia di allarme sui violenti e i pedofili scatta a livello di sopportazione pari a "zero" e, come largamente dimostrato, io ho sempre ragione. Nonostante i molti danni, anche economici a me cagionati dall'uomo in associazione con numerosi partner TUTTI criminali, anche ai danni dello Stato, io lo ritengo un trofeo al mio personale fiuto investigativo nell'accertare appartenenze e comportamenti sempre rei, in coloro che scelgono di vivere la vita depravata e contro la umana natura del pedofilo.

Ai fini della pura e semplice criminalistica sul caso: il Murolo è un pedofilo bisex, diverso dai cultori dell'Alice Day, interessati alle bambine, e diverso anche dai pedofili di scelta omosessuale del Boy Love Day, i cultori della violenta sopraffazione dei bambini maschi, quelli cioè che tra i pedofili dei circuiti web internazionali passano per "effeminati"  e sono scherniti con l'acronimo "PVF" (plain vanilla faggot).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-09-08_001817_unannofa_1.jpg

La casistica criminologica iscrive il cyberpedofilo Sergio Murolo alla specie più aberrante tra i pedofili: quella del " - bruto - ". Ovvero colui che, per l'appagamento delle proprie turpitudini morali e sessuali, usa violenza contro la propria stirpe e il frutto del proprio seme. Cioè colui che violenta sessualmente i propri figli.


Allo stato e oltre l'eccellente lavoro della magistratura dei tre diversi gradi di giudizio subiti dall'uomo, io ritengo perfettamente confutata la perizia psicologica di parte. Sussistendo nell'uomo gravissime ragioni per ritenerne efficace la pericolosità sociale e la possibilità di reiterare la propria violenza anche all'esterno con ampia e plateale esposizione "pubblica" dell'odio marcescente nella mente malata.

Ed è con una certa soddisfazione che, assommati ad oggi rei per reati puniti per oltre 20 anni di reclusione, posso dire e ribadire ancorché "io lo avevo già detto": "perché siete finiti in quel "branco di pedofili""?

Oggi, come in precedenza, è scattata per me l'operazione "salvare il magistrato Ryan", poi mi riprometto di scrivere molto seriamente su questi fatti alla Gesef ed in merito alla loro presenza su oltre 260 gruppi facebook , la cui utenza è rappresentata con esattezza da questo genere di fauna predatoria maschile.

Sissimo e Maxi avete il mio fiato sul collo.

Loredana Morandi

Update storico: la foto che compare nel profilo è quella di un agente penitenziario, non la sua.

clicca per ingrandire l'immagine

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-09-13_114013_sergio_murolo_profilo_in_data_lgt.jpg
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Di Loredana Morandi (del 26/10/2010 @ 07:31:34, in Indagini, linkato 1388 volte)
La pubblicazione dell'Apologia
dei reati di pedofilia sul caso Scazzi



In questi giorni tutti parlano di Sarah, dalle tv ai socialnetwork. E all'opinionismo su questo caso non mancano all'appello neppure gli apologi della pedofilia in rete.

Il blog di cui narro, conosciutissimo e stradenunciato sia da me che da Frassi della Prometeo onlus, non è un "blog satirico", ma un vero e proprio strumento intellettuale di apologia dei reati di pedofilia.

L'analisi a cui mi accingo sarà semplicissima e solo descrittiva, per realizzarla userò la forma dell'immagine con l'aiuto del codice penale per darvi conto dell'ideologia della pedofilia espressa da quel sito.

Le immagini sono tutte estrapolate da testi pubblici e pubblicati online.


L'età del consenso sessuale per i minori:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-26_07.10_bambina.JPG

La prima impresa dell'ideologo è la negazione. Sarah non era una bambina, ma una giovane donna. La legge non ammette ignoranza, ma l'apologia del reato è ricompresa nella inammissibilità del comportamento in chi contesta la Legge e finge di "non conoscerla".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-26_084313_pedofilia_dolce.jpg

L'articolo 609 del Codice Penale:

Art. 609-ter.
Circostanze aggravanti.

La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all'articolo 609-bis sono commessi:
1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
2) con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio;
4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;
5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore.
5 bis) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa. (1)
La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci.

(1) Numero aggiunto dall’art. 3, comma 23, della L. 15 luglio 2009, n. 94

_______________

Cfr. Cassazione penale, sez. I, sentenza 7 febbraio 2008, n. 6072 e Tribunale di Enna, sentenza 21 maggio 2008 in Altalex Massimario.

Art. 609-quater.
Atti sessuali con minorenne.

Soggiace alla pena stabilita dall'articolo 609-bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:
1) non ha compiuto gli anni quattordici;
2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza. (1)
Al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 609-bis, l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, o il tutore che, con l'abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni. (2)
Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.
Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.
Si applica la pena di cui all'articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.

(1) Numero così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. a) della L. 6 febbraio 2006, n. 38
(2) Comma inserito dall’art. 6, comma 1, lett. b) della L. 6 febbraio 2006, n. 38

_______________

Cfr. Cassazione penale, sez. III, sentenza 4 ottobre 2007, n. 36389 e Tribunale di Enna, sentenza 21 maggio 2008 in Altalex Massimario.


La Necrofilia:

E' il reato accessorio del "pedofilo", tipico del meta programma intellettuale di tale devianza, qui  di seguito in immagine ancora esposto in apologia  del reato, ovvero nella forma di "negazione interrogativa" e rivolto alla platea dei lettori del web.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10.26_07.04_necrofilia.JPG

Sotto un profilo meramente tecnico con questa affermazione dell'ideologo dei reati di pedofilia si passa dall'apologia dei reati contro "la persona" del caso "minori" all'apologia dei reati contro "la pietà per i defunti". Infatti, per la "tutela penale del cadavere" il nostro codice penale prevede ben quattro articoli.


Art. 410. Vilipendio di cadavere.


Chiunque commette atti di vilipendio sopra un cadavere o sulle sue ceneri è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Se il colpevole deturpa o mutila il cadavere, o commette, comunque, su questo atti di brutalità o di oscenità, è punito con la reclusione da tre a sei anni.

Art. 411.
Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere.

Chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni.
La pena è aumentata se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia.
Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall'ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.
La dispersione delle ceneri non autorizzata dall'ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da euro 2.582 a euro 12.911.

Art. 412.
Occultamento di cadavere.

Chiunque occulta un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne nasconde le ceneri, è punito con la reclusione fino a tre anni.

Art. 413.
Uso illegittimo di cadavere.

Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.
La pena è aumentata se il fatto è commesso su un cadavere, o su una parte di esso, che il colpevole sappia essere stato da altri mutilato, occultato o sottratto.

Corte di Cassazione – Penale, Sentenza 21 febbraio 2003, n.17050:

“Il reato di vilipendio di cadavere è integrato da qualunque manipolazione di resti umani che consista in comportamenti idonei ad offendere il sentimento di pietà verso i defunti, non resi necessari da prescrizioni tecniche dettate dal tipo di intervento o addirittura vietati, con la consapevolezza del loro carattere ultroneo o incompatibile con le prescrizioni proprie del tipo di attività svolto. Infatti, secondo consolidato indirizzo interpretativo della giurisprudenza di legittimità che, seppur risalente nel tempo, non è stato mai contrastato da pronunce di segno opposto, il dolo del reato di cui all’art. 410 c.p. è generico, di talché l’elemento psicologico di detto delitto è integrato dalla consapevolezza del fatto che, come nel caso di specie, l’azione posta in essere non è conforme alle prescrizioni o esigenze tecniche afferenti al tipo attività espletata ed è idonea ad offendere il sentimento di pietà verso i defunti”.

Conclusioni:

Ora, i problemi cagionati a tutti da questo signore, che rammento essere amico del "giustiziere", amico dell'agenzia di porno stalking che mi perseguita dopo l'aver strappato un bene dello Stato alla criminalità del file sharing illegale (il server UniNa - Federico II di Napoli) e amico di tanti altri che esprimono i medesimi concetti in rete, si risolveranno con il "benedetto" sequestro del computer e con la chiusura definitiva del blog osceno.

Per tutti gli altri: ditemi con chi andate e vi dirò chi siete.


Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 24/10/2010 @ 11:07:11, in Indagini, linkato 1983 volte)

Riporto questo articolo di "denuncia" sullo stato dei diritti nella città di Siena. Ribadisco che non entro nel merito delle sentenze della magistratura, perché non le ho lette e non ritengo di doverle discutere affatto. Le sentenze non possono essere legate alla massoneria. Vero invece è che non solo Siena, ma l'intera Toscana ed altre regioni italiane abbiano visto il proprio tessuto sociale infettarsi di Massoneria. Non conosco bene il caso TdG, ma posso senz'altro dire che tutte le comunioni "protestanti" e alcune delle principali congreghe "millenariste" in Italia hanno profondissimi legami con la Massoneria, dai Valdesi in poi. Il primato in ciò spetta sempre all'ebraismo, che già strutturato in comunità fortemente legate alla tradizione (kosher) trovano sfogo in potentissime logge, di cui la più famosa e colta è la Monte Sion del Grande Oriente d'Italia in Roma.

E' recentissima la dichiarazione del tiranno del GOI, avv. Gustavo Raffi (tiranno per la sua terza rielezione a G.M. fuori dallo Statuto che ne consente solo 2 sul modello presidenziale statunitense, non perché sia per forza un cattivo personaggio), che ha dato i numeri degli iscritti nei partiti e nelle amministrazioni dello stato: più di 4500 persone. Ed è così anche nell'associazionismo, ad esempio anni fa la massoneria degli ALAM aveva posto ben due massone a far da portavoce alla presidente di Italia Nostra contessa Pasolini dall'Onda. Il caso più recente accade a me con gli Artisti e la Fondazione Basso, in cui l'illustre magistrato che la presiede (sui miei tabulati telefonici abitativi, a disposizione su richiesta all'istante perché già in possesso) è stato letteralmente camminato (e noi con lui) per la prosopopea della promoter di una irriducibile delle Brigate Rosse. In tema di laicità e scuola c'è da piangere, perché addirittura i leader delle organizzazioni sindacali di base si sono esposti al fianco di antiche organizzazioni paramassoniche, legate dalla "catena aurea" e vive solo per tale legame, il cui obiettivo è sempre e solo anti cattolico e mai pro laicità dello Stato. Un pensiero che degli studenti non si interessa affatto. E ribadisco che non si interessa in generale dei giovani o dei diritti della popolazione.  

Popolarità o non popolarità vi sono altri segnali che in Italia la libertà e i diritti della cittadinanza possano essere offesi dagli interessi massonici. Ad esempio uno dei più recenti errori logistici di Antonio Di Pietro è la novella in politica Sonia Alfano, che dopo una eminente esposizione delle proprie valigie sioniste pronte alla fuga  verso il PD ed esclusa tale possibilità, dalla padella è caduta nella brace di offrire "tappeti rossi" alle Logge siciliane ex Cossiga.
E' giusto qui rilevare come l'opera della negazione dei valori cristiani sia fondamentalmente un opera di distruzione della cultura, estesa dalla high society al popolino. Una operazione chirurgica che ricomprende gli effetti di una legge matematica, in base alla quale io posso dire che il blogger de Magistris non abbia mai incontrato la massoneria in tutta la sua carriera. Lo deduco dal fatto che abbia potuto traslare la salma dell'antica tradizione arrampicatrice massonica in un aula di giustizia e sedervisi accanto in un convegno dello scorso anno. Chi vede la massoneria acquisisce la capacità del "bacio" contro la corruzione, di contro o non la si vede o la si iscrive direttamente in quota alla personale corruzione. A me l'hanno passata sotto il naso, ma non ho mai detto che gliela perdono.

Così mi e vi domando: li votate? Perché li votate?

L.M.

Siena una città senza diritti?

Pare proprio che a Siena debba ancora arrivare l’onda e l’eco della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino che Stati Uniti e Francia emisero nella seconda parte del 18° secolo.
Quasi 200 anni dopo detti principi sono stati ripresi dalla nostra Costituzione che all’articolo 3 non ammette discriminazioni di sorta basate su sesso, idee religiose e politiche, ceto o censo sociale. Vi sembra la mia un’affermazione incredibile? No, del tutto supportata da fatti inconfutabili. Addirittura da Sentenze ed Ordinanze di Giudici del Tribunale di Siena di un Palazzo di “Giustizia” che da tanti, troppi anni è uno dei più chiacchierati d’Italia.

Le donne  a Siena non possono ancora votare.

In una sentenza del Tribunale Civile (n° 24/2010 depositata il 19-1-2010) il Giudice Ugo Bellini, “in nome del popolo italiano” ha respinto il ricorso delle donne della Contrada dell’Oca (la più ricca, potente e blasonata delle 17 contrade senesi: la “Juventus” delle contrade) che volevano acquisire il diritto a votare nelle assemblee interne. Bellini ha respinto il loro ricorso per acquisire un diritto umano fondamentale con il pretesto che non tutte le donne della contrada lo avevano sottoscritto (“solo” 118), anzi, alcune si erano dissociate dal ricorso (106) all’Autorità Giudiziaria. Così, secondo Bellini, non si poteva estendere l’acquisizione di un diritto a chi non lo voleva. Ma le stesse ricorrenti avevano chiesto in subordine che se non per tutte il diritto di voto fosse concesso almeno solo a loro. Perché non concederlo almeno alle richiedenti? Appare chiara in questa sconcertante sentenza la sudditanza ad uno dei tanti potentati senesi, le Contrade del Palio appunto, prima ancora che alla Costituzione ed alle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo. Quando i giornali parlarono di questa sentenza si levò alta dalla sua residenza londinese la voce sdegnata della senese più famosa nel mondo, Gianna Nannini. Che sa benissimo come per una persona libera quale lei è impossibile vivere in una simile “retrograda” città.

Gli insegnanti delle Scuole Pubbliche a Siena possono essere ricusati ed addirittura cacciati per pregiudizi ed odi religiosi esplicitamente dichiarati.

Ben tre Ordinanze di archiviazione del GIP di Siena Francesco Bagnai (2123/2007 del 10-4-2008, 494/2009  e 322/2009 entrambe del 12-8-2009) hanno clamorosamente calpestato l’articolo 3 della Costituzione – peraltro andando del tutto “fuori tema” rispetto all’oggetto della denuncia che erano ben altre solide e documentate ipotesi di reato – nella vicenda che ha visto protagonisti i Testimoni di Geova (TdG) chiedere ed ottenere prontamente dalla Scuola Pubblica e laica  prima la ricusazione come insegnante dei propri figli e poi addirittura la cacciata (pressioni in tal senso da parte del Capo locale dei TdG presso la Scuola risultano documentalmente) dalla sua Scuola contro l’esecrato ed infame fuoriuscito apostata-eretico Maestro Adriano Fontani, insegnante di Scuola Pubblica Primaria. Come è ben noto i TdG devono odiare, “uccidere” civilmente, isolare nel modo più totale e considerare morti (rammaricandosi di essere impediti dalle leggi ad eliminarci fisicamente) tutti coloro che sono stati espulsi o si dissociano spontaneamente dalla loro setta. La mia colpa? Scrive Bagnai che ho osato addirittura “fondare un’associazione per aiutare le vittime di questa Setta”. Non posso fare opere buone neppure in orario extrascolastico secondo il Bagnai, che forse neppure si è reso conto della portata devastante delle sue incivili ordinanze che si fanno beffe in fondamentale diritto sancito da 250 anni. Capite che Bagnai in pratica e come se scrivesse che tutti i genitori berlusconiani possono chiedere ed ottenere la ricusazione dei docenti di sinistra per il solo fatto che vanno a manifestare in piazza per la CGIL o viceversa. Bagnai ha aperto un varco che porterebbe a distruggere la Scuola Pubblica basata proprio sul pluralismo delle idee e la convivenza civile. Ma ci sono 2 piccoli dettagli che forse ci aiutano a capire come a Siena, ben lungi dall’essere soggetti solo alla Legge così come dovrebbe essere, Giudici e PM forse lo sono prima a ben altre entità, qui onnipotenti. Primo, da oltre un quarto di secolo la ricca e potente setta dei Testimoni di Geova in Italia è uno dei migliori clienti del Monte dei Paschi di Siena visto che da tutta Italia i loro soldi finiscono guardacaso nei forzieri MPS, il vero dominus locale. Secondo, questa potente setta (assai temuta negli ambienti giudiziari e forensi di tutta Italia) fin dalla sua nascita in USA intorno al 1870 è appoggiata in tutto il mondo dalla Massoneria, cioè quella Entità che da molto tempo è la vera incontrastata padrona della gelatinosa città di Siena.
Chissà se e quanto questi 2 fattori hanno influito su 3 sconcertanti pronunce del Giudice Bagnai che calpestano l’articolo 3 della Costituzione. E chissà se lui se ne sia ancora reso conto.

”Una testa un voto”? Non all’Università di Siena, una delle più antiche del mondo.

E’ emerso, ma va avanti da secoli, nelle recentissime e contestatissime elezioni del nuovo Rettore di luglio 2010 (su cui è stata aperta un’inchiesta della Magistratura ma per presunti brogli o indebite pressioni). A Siena ci vogliono 10 impiegati amministrativi per fare un voto, 2 ricercatori per fare un voto mentre solo i docenti valgono 1 voto a testa. Immaginate di applicare il metodo alle elezioni politiche: 1 voto a testa per i liberi professionisti, giornalisti, medici, avvocati,…mentre ci vogliono 2 insegnanti o impiegati ed addirittura ben 10 contadini o operai per fare 1 voto.

Questa è Siena, Signori, una città fuori dai diritti umani ed ancora priva di una Giustizia degna di questo nome che sia soggetta solo e soltanto alla Legge ed alla Costituzione. Dove da sempre (1945) dominano PCI e suoi derivati, quella sinistra insomma che di diritti umani e “uguaglianza” si riempie la bocca, addirittura rivendicandone l’esclusiva.

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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 08:43:40, in Indagini, linkato 1206 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_212353.jpg



Natura non facit saltus, Gioacchino.




Mostrami dove guardi e ti dirò chi sei.



[2010-01-31_104159_istigazione_delinquere.jpg]


Fomenta coloro che usi e lo sarai.




Natura non facit saltus, Gioacchino.





fatto vero da contatto telefonico, inizio 28 settembre 2010




fatto vero, contatto solo telefonico




Naturalmente. Unica differenza dal resto d'Italia è che  io non sono ricattabile, perché non ho niente da nascondere. Infatti sono minacciata, anche di morte, insieme ai miei Figli, alla mia Famiglia Tutta allargata a quella di mio Marito e agli Artisti della mia Associazione.

Per completezza: Gioacchino Genchi non è il primo massone di cui divulgo le "appartenenze", ma soprattutto non è affatto il primo nella mia vicenda di stalking in associazione per delinquere, bensì il terzo che scopro da Cagliari a Palermo, passando per una tentata vendita alla P3 su Napoli.

In corso di consegna alla Procura della Repubblica di Roma.

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 09:11:09, in Indagini, linkato 1499 volte)
Facebook e lo sfruttamento
commerciale dei nomi famosi


La vicenda di cui mi accingo a narrare è un "antibufala" ed ha evidenti riscontri penalistici, non intendo farne mistero, perché coinvolge gli ATU per i quali il mio lavoro ha prodotto l'interrogazione parlamentare dei senatori campani Armato, Incostante e De Luca nel febbraio 2009.

Premessa:  personalmente aborro ogni tipo di pubblicità e non ne troverete su queste pagine. A meno che non si voglia considerare pubblicità il link al feed rss del blog di Bruno Tinti (che conservo per uso personale) e i link al blog "Uguale per Tutti" e all'associazione contro la mafia "Ammazzateci tutti".

Altri, ed entro nel vivo del contendere, come il professor Fabio Bravo sembrano cultori del mio medesimo pensiero e contrari alla pubblicità fine a se stessa.

Oggi, dalla mia rapidissima navigazione del socialnetwork Facebook, è uscito questo strano orpello:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085454_COPIONE.jpg

clicca sull'immagine per ingrandire

Così ho voluto approfondire e, sorpresa, l'articolo è pubblicato su un sito gratuito, installato in un circuito altrettanto gratuito quanto commerciale su Altervista. E, rullo di tamburi, il sito che ripubblica lo scritto del prof. Bravo è pieno di pubblicità: dalla adsl Fastweb ai viaggi Alpitour.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_090207_COPIA.jpg

clicca sull'immagine per ingrandire

Per completezza pubblico il link all'articolo originale, che come potete vedere appare ordinato, professionalmente composto e soprattutto privo di pubblicità. Il link per leggere il commento del prof Fabio Bravo, che investiga con occhi nuovi lo strumento di morte e stalking denominato Facebook, è QUI. Niente link ai siti dello sfruttamento commerciale e nessuna citazione leggibile ai motori di ricerca su questo sito per certa gente.

Peculiare al voler far quattrini sulla pelle di un giurista è che il copia incollatore ricopi il reato e anche la punizione. Scrive infatti il professor Bravo:

Va tenuto presente che:

a) tecnicamente è relativamente facile risalire all’identità del soggetto che ha posto in essere tale condotta, salvo l’uso di accorgimenti tecnici volti ad anonimizzare la navigazione in rete o, come in caso di utilizzo di server proxy, a far apparire un ip diverso da quello effettivamente usato;

b) la condotta, ove effettivamente sia stata posta in essere da un soggetto diverso da Sabrina Misseri, potrebbe ricadere nel reato previsto e punito dall’art. 494 c.p., rubricato “Sostituzione di persona”:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085840_PUNIZIONE.jpg

clicca il link o l'immagine per allargare

Sorge d'obbligo l'invito al professor Fabio Bravo, ad approfondire le sue investigazioni sul mondo dei media gratuiti e dei socialnetwork, con il conoscere alcuni elementi del suo essere in corso di commercializzazione.

In merito all'articolo 494 del Codice Penale, caro professore, ella può seduta stante visionare quanto è pubblicato nel corso di ben 25 mesi ai miei danni su "biagioquotidiano" il blog che mi minaccia di morte, o sui blog della clonatrice dell'unico soprannome che uso nel web cioè "Lunadicarta"  (link 1 e link 2). La invito inoltre a visionare, Sessochannel.it,  un sito del porno commerciale sardo che si indicizza sul mio "buon nome". Una volta sul sito riceverà l'invito "Hai già visto il nostro blog ?", accetti e avrà idea di come la Legge sulla Privacy è rispettata in Italia.

Tranquillo. Io con questi non ho nulla a che fare, sono cattolica e non frequento siti pornografici. L'unica colpa e contestuale successo è stato l'aver strappato i server dell'Università Federico II di Napoli dalle mani della criminalità organizzata del file sharing illegale (articolo).  Tutto quello che vede è l'operazione di dossieraggio, stalking, minaccia e diffamazione a mezzo pubblicazione su web, posta in essere per imbavagliarmi.

L'avverto però che l'imposizione e lo sfruttamento commerciale che ella subisce è intimamente legata a questo circuito. L'autore del sito pieno di pubblicità è anche autore di due cloni "malefici" del mio sito: questo e quest'altro.

Avrà inoltre agio di notare che lo scritto "La vera storia dei rapporti tra Loredana Morandi e il comitato Atu", reca i link alle violazioni art. 494 cp di cui sopra. Segno questo degli affettuosi e solidali rapporti personali con gli autori di un sito che mi minaccia di morte dal 23 ottobre 2008.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-01-05_070713_RITAGLIO.jpg


clicca sull'immagine per ingrandire

Come giustamente rilevava ella stesso: "è relativamente facile risalire all'identità del soggetto". Infatti nel caso che le sottopongo non sussiste il minimo dubbio: colui che sfrutta commercialmente lei e colui che diffama e stalkizza me sono la stessa identica persona. Questo nel web, ma certo più evidente quanto accaduto su Facebook. Un consiglio, se ne liberi! Nella foto l'oggetto del presente studio con  il suo account principale.

Concludendo. E' complesso stabilire un proprio giudizio sui fenomeni che accadono nel web, io avevo predetto con esattezza un subitaneo trasloco di certe manovalanze alle schiere della criminalità comune del web. Nonostante ciò non potevo neppur lontanamente immaginare allora, che la prima vittima sarei stata proprio io, dopo aver lavorato tanto, per tutti, inoltre vedendomi sottrarre il minimo frutto del lavoro da una  ragazzetta bionda sbucata dal nulla e nota solo per i miei comunicati alla stampa.

Cordialmente

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2010 @ 21:24:00, in Indagini, linkato 12976 volte)
Minacciata la figlia di Loredana Morandi


Affinché nessun ipotetico dubbio "corra su web" in merito al fatto se io abbia o no denunciato chi mi fa oggetto di stalking e minacce tutte gravissime da oltre 24 mesi, pubblico per estratto e in forma adeguatamente censurata la "ricezione primi atti" e "il depositato" (su altro procedimento in corso di indagine) della denuncia per le minacce, lo stalking e le molestie nei confronti di mia figlia del 6 ottobre 2010.

Abbiate così contezza certa di essere stati tutti denunciati, da Viareggio a Vasto, da Cagliari a Caltanissetta, da Genova a Napoli, da Trieste a Roma, da Cameri a Bari fin giù a Palermo.

I figli della Morandi non si toccano.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_073104_denuncia.censurata.jpg

Nell'immagine sono censurati i numeri del Rege e il numero Primi Atti onde non facilitare nulla a nessun personaggio sospetto, che si aggirasse nei pressi della Procura di Roma, nel procurare insabbiamenti.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_073704_depositato.6.10.2010.jpg

In questa immagine del depositato sono censurati: lo scritto (per le ovvie ragioni di impedire ad un delinquente comune di scrivere il falso in atto pubblico prima di vedere l'autore di un reato ricevere il fatto suo), la mia firma, i dati del mio documento, la firma del cancelliere e il suo nome per la privacy.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_074917_denu.6.10.2010_testo_pag2.jpg

Io scrivo e scrivo di fatti immediatamente documentabili. Tutti pubblicati in rete e su Facebook. Tutti inequivocabilmente rei di apologia e istigazione a commettere atti contrari al buon funzionamento della amministrazione giudiziaria. Tutti, indistintamente, volti al danno e alla minaccia nei miei confronti e nei confronti della mia famiglia. Qui sotto i rapporti con la brigatista all'europarlamento pubblicati facebook dai gruppi contro Morandi.


Ad ulteriore titolo di esempio sulla diffamazione di alcuni magistrati, che probabilmente io non incontrerò mai di persona, si veda parte dell'elenco degli "iscritti" a tale pratica sul blog de "il giustiziere", finalmente oscurati dall'opera incessante della magistratura volta al progresso della civiltà del Diritto in quel del piccolo ed efficiente Tribunale di Bergamo, anche sulla scia del Tempio milanese della Giustizia:


[2010-02-05_231616_zanetti_i_gip.jpg]

[2010-02-05_231732_zanetti_magistrati.jpg]

[2010-02-05_231852_zanetti_pm_procuratori.jpg]

Così, sappia chi anelava alla "perfezione" di aver sparato e ucciso brutalmente la "ragazza dei telegrammi", che si trattava di stalking e questa "ragazza" non ha più tempo da perdere e  scrive e deposita denunce.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_211520_laragazzatelegrammisufacebook.jpg

Concludendo: le minacce di morte nei miei confronti oggi sono già 46. Vedere per credere.

clicca qui per allargare l'immagine


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_222459_46_minacce.jpg


E se per caso vi fosse ancora qualcuno con dei dubbi sul proprietario del nome storpiato e reso osceno insulto, non manca la mia foto personale.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-07_222840_luridona_mutanti.jpg


Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 27/09/2010 @ 07:22:13, in Indagini, linkato 1301 volte)
Copio e incollo un corposo stralcio di un articolo in cui si descrive ancora la violenza espressa dagli esponenti dei gruppi sedicenti e falsi contro la "Violenza sulle Donne". E' rilevante la dichiarazione del violento già sotto osservazione, "Eros" ma forse il nome è falso, che rivendica l'azione di aver fatto chiudere il profilo di una deputata.
Per il mio bavaglio sono stati più di cinque gli account perduti a causa dello stalking, più la pagina personale di GQ e il gruppo a sostegno del giudice Mesiano. Poi ci sarebbero i gruppi amministrati, come quello contro la "bestemmia" ad esempio. Però attenzione: il manipolo criminale che ha lavorato me poteva contare su uno o due di questi facinorosi, i capi invitati dal circuito "falsi abusi", non i supporters perché l'organizzazione e il metodo sono stati quelli del furto del gruppo facebook "a favore delle cellule staminali per malattie gravi", sottratto al disabile emiplegico e grande invalido civile Marco Franceschetti. Quella gente ha insegnato il modus operandi per tutti, anche per i sedicenti "padri separati".
In merito al cessate il fuoco in corso, naturalmente, la mia telefonata con il presidente della Gesef è stata decisiva. Tanto, che il blog di Biagioquotidiano ha fatto sparire buona parte del materiale prodotto da Sissimo. Ma non vi preoccupate: per i danni economici e di immagine e per gli scritti della assassina a stipendio europarlamentare è già tutto salvato da mesi.

ATTENZIONE: il gruppo principale del raggiro via socialnetwork si chiama "No alla violenza sulle donne" e conta circa 200 mila iscritti. A questo gruppo sono collegati dozzine e dozzine di account e circa un centinaio di pagine dagli identici contenuti. La procedibilità su casi di istigazione di massa alla violenza etnica, sociale e sessuale è d'ufficio. Anche perché ce n'è per tutti, anche e soprattutto per la Magistratura che si vuole "riformare"...

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-27_075942.jpg

La "questione familiare" e l´ordinamento giudiziario. Ecco come riformare la Magistratura



L.M.

Estratto da:

I dolori del giovane padre separato


Non inventiamo niente e vi mostriamo un esempio (ne abbiamo documentati molti altri su altre fonti online) di questo modo di pensare. E’ un estratto delle scorribande serali del solito animatore antifemminista di facebook.


Abbiamo sintetizzato i commenti che in ogni caso “esortavano” Iacona ad occuparsi di padri separati e lo “illuminavano” circa la opportunità di dare lavoro SOLO ai padri separati perchè così potrebbero fare fronte ai mantenimenti da dare alle ex.

Posto che è da cafoni introdurre il proprio pensiero con le su-scritte parole, posto che è da dimostrare che gli ex mariti realmente concedano mantenimento alle ex, giacchè per ciò che sappiamo il mantenimento è un obbligo per i figli e la maggior parte delle volte i padri non scuciono neppure un euro salvo poi lamentarsi che i figli li vedano come estranei… posto tutto ciò, chiediamo: ma se davvero l’obiettivo dei padri separati è quello di scrollarsi di dosso la dipendenza economica favorita dalla cattiva organizzazione del welfare e dalla discriminazione che le donne soffrono nel lavoro, non sarebbe più logico che i padri separati chiedessero pari opportunità per le donne nella vita e nel lavoro? Se la donna lavora è autonoma e questi santi uomini non avrebbero più alcun motivo per piangere miseria ottenendo il monopolio del business degli affidi e appartamenti mantenuti a spese delle pubbliche amministrazioni. No?

L’altro illuminante intervento del signor eros odioledonne, è diretto contro le donne dell’idv toscana.

Sono quelle che hanno lanciato sostanzialmente la petizione del “Mai affido ai genitori violenti“. Sono quelle che stanno ascoltando le madri disperate che vengono estromesse dalla vita dei figli a colpi di perizie della presunta sindrome (Pas) che non esiste. Sindrome rigettata da chiunque in ambito scientifico internazionale e in ambito giuridico laddove la faccenda è stata già ampiamente sperimentata (canada, stati uniti, spagna) e che viene periziata perfino a distanza, senza vedere la bambina/bambino, cosa che in alcuni paesi viene denunciata come calunnia, già lo fanno in spagna (lo fanno anche negli stati uniti, con tanto di richiesta di risarcimento,  i bambini oramai diventati adulti che grazie ad una perizia irresponsabile sono stati affidati a padri abusanti), per perizia basata su una sindrome inesistente e perdipiù basata su un pregiudizio privo di riscontro oggettivo.

Sono quelle che concordano circa la battaglia che stanno facendo in lazio dove un senatore, un uomo, ha deciso di occuparsi concretamente di quelle sentenze del tribunale dei minori che favoriscono la sottrazione dei bambini alla madre destinati poi alle case famiglia solo perchè i bambini non vogliono stare con i padri.


Questa è una estremizzazione delle diffamazioni, illazioni e degli insulti che in ogni caso taluni padri separati sottoscrivono e pubblicano contro le donne dell’idv toscana alle quali ovviamente rivolgiamo la più totale solidarietà.

Da notare il fatto che gli insulti non vengono diretti al senatore che pure è il protagonista della azione politica che provoca l’indignazione dell’antifemminista. Vengono diretti comunque contro le donne che pubblicano il comunicato. Da notare anche la signorilità di questo signore che finge casualità (stavo facendo una ricerca…LoL), si dichiara elettore offeso (le minacce di sottrazione di voti da chi voti dubitiamo ne abbia dati all’idv è comunque ripetuta anche in forme più “serie” su altre pagine… LoL again) e poi si autodenuncia mentre dichiara di aver partecipato agli atti di squadrismo che hanno portato alla clonazione di un fake e hanno favorito la chiusura della vera pagina facebook della campagna di Paolo Concia “Riconosci la violenza”.

QUI potete ovviamente prendere visione di altri esempi di miracolosa volgarità, di istigazione alla violenza contro le donne e di apologia di femminicidio scritti e sottoscritti dallo stesso profilo facebook.

Ve ne facciamo rileggere giusto uno che riguarda Stefania Cantatore dell’Udi di Napoli, la quale ha scritto una lettera ai padri separati davvero conciliante, mai fuori tono, nella quale rilevava il diritto di ciascuno di lottare per le cause in cui si crede e il diritto di chi non condivide quelle cause di non ricevere messaggi, mail, altre comunicazioni di tipo intimidatorio, minaccioso, offensivo. Dal modo in cui il signor Eros ha accolto la lettera ci sembra di capire che non l’abbia molto gradita.

Resta da comunicare a Eros qualche passaggio delle ultime decisioni diffuse da alcuni gruppi con i quali egli solidarizza che forse gli sono sfuggite.

Alla necessità di fare un distinguo tra padri separati che usano toni civili ed altri che si servono dell’argomento per istigare odio contro le donne, insultare, diffamare, minacciare, intimidire, alcuni interventi sul forum maschile rispondono dicendo che ciascuno per se’ e dio per tutti. Nel senso che ciascuno si assume la responsabilità di quello che fa e che la squadra è compatta, si muove insieme, fintanto che qualcuno inciampa. In quel caso resta indietro. Capito Eros? E’ affar tuo!

La cosa, se non fosse sufficientemente chiara viene ulteriormente chiarita in un passaggio in cui si precisa il nuovo corso dei sostenitori della causa dei padri separati che potrebbe essere sintetizzata così. Dato che i grandi parlano con maggiore garbo e profitto, prendono le distanze e la manovalanza della diffusione in web può congedarsi dalla trincea.

Se per Eros non fosse ancora chiaro gli sottoponiamo un altro screenshot che precisa peraltro che qualcuno ha ordinato la cessazione del fuoco su facebook.

Capisci Eros? Qualcuno ha ordinato il “ritiro delle truppe associative”. Prendi un po’ di riposo perchè ti vediamo davvero parecchio affaticato.

A proposito: complimenti per la tua conoscenza della lingua italiana. Il messaggio di insulto contro le donne dell’idv toscana è veramente un capolavoro di analfabetismo.

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/09/27/i-dolori-del-giovane-padre-separato/

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Di Loredana Morandi (del 24/09/2010 @ 13:47:36, in Indagini, linkato 1483 volte)
E' proprio nella cittadina di Terzigno, che è avvenuto anni fa l'attentato ai miei danni, alcuni degli autori dei danneggiamenti ai mezzi del l'azienda municipale per la nettezza urbana sono probabilmente gli stessi che aggredivano me. Un ricordo spiacevole ma eroico il mio, perché venni aggredita da una quindicina di persone che presero a calci e pugni la mia auto, dove io mi ero  chiusa  nell'assenza della polizia  (distante a piedi 3 minuti) e discutendo di questo al telefono per 40 minuti con il piantone della Direzione Investigativa Antimafia di Roma (gli atti e i tabulati del mio cellulare sono depositati a Roma). Sulle mie deposizioni relative a quel periodo sono stati molti gli arresti: i primi, circa sei mesi dopo la mia partenza, furono 25 cinesi per i reati di immigrazione clandestina, sfruttamento del lavoro nero e riduzione in schiavitù. L'intera assise della mafia cinese era tanto potente da sparpagliare ed indurre a soggezione le frange ex Cutolo della NCO (nuova camorra organizzata).  Io avevo casualmente assistito ad una conversazione tra la corte cinese e i camorristi che chiedevano di dirimere le liti e i propri affari contro i prepotenti rumeni. Mi ero recata a pranzo ad un ristorante cinese sulla "Panoramica", fuori, nel parcheggio, una mezza dozzina di macchinoni tirati a lucido. Avevo pensato ad un matrimonio, invece no era un "impegno privato" mi disse la titolare e loro non potevano servirmi.  Il problema di Terzigno? Le fabbriche di abbigliamento dove lavorano gli schiavi cinesi, che producono ogni giorno dozzine e dozzine di sacconi neri pieni di ritagli di stoffa e gli abiti che possiamo vedere sui carrettini agli angoli di tuttte le città italiane. A mio avviso sono da arrestare i sindaci dell'ultimo decennio, compreso quello attuale, commissariando il Comune. Tra l'altro quel paese esprime soltanto giunte di destra e non vi si muove paglia che il "Camorrista" non voglia. E sì, si tratta del camorrista che scriveva al "Caro Giacomo", un ex finiano doc che raccomandava un napoletano di mia conoscenza...  L.M.

Un centinaio di camion scortati riesce a scaricare


Rifiuti, emergenza e scontri
Caos a Terzigno: bruciati 2 tir



Notte di tensione nel Napoletano tra manifestanti antidiscarica e poliziotti. Ferito vice questore

NAPOLI - Nuovi disordini nella notte alla periferia di Napoli per la raccolta dei rifiuti. A Terzigno, la località alle falde del Vesuvio dove sorge una delle discariche più grandi della provincia, alcuni cittadini hanno fermato due mezzi compattatori che stavano uscendo dalla discarica, tra Via Panoramica e Via Zabatta, e li hanno dati alle fiamme. Sul posto è intervenuta la polizia: gli agenti hanno anche effettuato una carica di alleggerimento e hanno usato cariche e lacrimogeni per disperdere la folla.

Si sono verificati momenti di tensione tra gli agenti e i manifestanti anti-discarica e un vice questore aggiunto è rimasto ferito dal lancio di un sasso che lo ha colpito al labbro. Il poliziotto è stato medicato all’ospedale (dieci punti di sutura) e ha avuto una prognosi di 10 giorni. Sulla vicenda indaga la Digos. Malgrado gli scontri, un centinaio di camion, scortati dalle forze dell'ordine ha comunque scaricato nell'ex cava Sari, uno dei due sversatoi del Napoletano su cui si accentra la protesta dei comitati civici. Questa mattina il presidio della rotonda di Bosco Reale è più tranquillo, ma ci sono ancora 40 manifestanti.

SCORTA DINAMICA - In città, invece, la situazione si è mantenuta tranquilla e nella notte la raccolta dei rifiuti è proceduta in maniera quasi regolare, anche grazie alla scorta dinamica decisa giovedì dal questore Santi Giuffrè. Una misura che verrà ripetuta anche venerdì sera. In diverse zone del capoluogo campano e in particolare in alcune zone del centro si vedono cumuli di rifiuti. In mattinata si farà il punto della situazione in Comune, con il sindaco Rosa Russo Iervolino e l’assessore all’Igiene della città Paolo Gaetano Giacomelli.

Corriere Sera - Redazione online
24 settembre 2010
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