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 still days ... by silvertabbi... di Lunadicarta
 
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"Le cose sono esattamente come appaiono e dietro di esse non c'è nulla."

Sartre
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/09/2010 @ 07:48:55, in Indagini, linkato 1321 volte)
L'Uaar è una associazione che nasce molti anni fa come costola scomoda del Grande Oriente d'Italia. Animati da un sempiterno lecchinismo nei confronti della Massoneria e da un radicato mangiapretismo, negli anni, morti i veri intellettuali tra i quali io vantavo anche amici carissimi, l'associazione ha radunato intorno a se soltanto violenti e faziosi di ogni genere.
Gli scritti pubblicati, sempre pieni di bestemmie al punto di disgustare un vero ateo, provengono da persone anche già indagate proprio per reati di molestia e stalking. Così è per il porno stalker viareggino, il prezzolato al soldo di Pirate Bay e dei circuiti della pornografia, la cui laurea facinorosa, violenta e priva di costrutto fu premiata dall'UAAR nel 2008.

Così, da una formazione ideologicamente violenta, nascono le censure istituzionali a tutela dell'ordine pubblico. Una certa corruzione ha senz'altro trattenuto le indagini e gli avvisi di garanzia tardano ad arrivare per i reati ai danni Morandi, ma è giusto che sappiate che il dossieraggio ai miei danni è conosciuto bene anche negli uffici della Questura di Roma e presso l'ufficio stampa del Prefetto Manganelli, che non hanno permesso ad una ciurma di pornodipendenti di gridare contro Napolitano e Bertone. Non ovunque attechisce la "corruzione", solo nelle stanze che coprono i reati connessi allo scandalo UNINA, il peculato ai danni dello Stato presso l'Università Federico II di Napoli.
L.M.


ROMA CAPITALE: UNIONE ATEI,

BLOCCATI E SCHEDATI DALLA DIGOS
 

(ASCA) - Roma, 20 set - Trattenuti, schedati e allontanati.

La delegazione dell'Unione Atei e Agnostici Razionalisti (Uaar) che stamani si e' presentata alle celebrazioni per la breccia di Porta Pia e' stata bloccata dalla Digos, che ha requisito i documenti di tutti e li ha restituiti solo alla fine della manifestazione.

A denunciarlo e' un comunicato della stessa associazione.

''Avevamo solo le nostre bandiere - racconta Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar - su cui e' scritto soltanto il nostro nome, non avevamo cartelloni ne' avevamo intenzione di gridare mezzo slogan''.

''Credo che, di fronte all'eliminazione di ogni forma possibile di dissenso e al completo abbandono dei principi costituzionali da parte delle autorita' italiane presenti, - conclude Carcano - si possa parlare tranquillamente di negazione del pluralismo e di fuoriuscita dalla democrazia con il solenne avallo del nostro presidente della Repubblica''.

red-uda/sam/rob
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Di Loredana Morandi (del 18/09/2010 @ 08:51:22, in Indagini, linkato 1932 volte)
Quella descritta nell'articolo che segue è la prima attività posta in essere dal circuito sardo del porno ai miei danni. E' nel corso dei primissimi mesi che furono prodotti i materiali attualmente distribuiti via facebook (anche da ATU e Aliberti Editore), comprensivi di fotomontaggi pornografici, circa quindici video a tema, blog, forum e molto altro a tutt'oggi. Infatti, non più di 5 minuti fa ho contattato la postale reatina per confrontare i nickname che operano su facebook  al dossieraggio contro Morandi con quello dell'indagato a piede libero. La rilevanza di questo caso, però, consolida la consapevolezza di un brutto accordo pre elettorale tra Tiscali e Pirate Bay perché materiale del medesimo tipo fu da me prodotto fin dal primissimo contatto con la postale di Cagliari. L.M.


Ricatti sessuali online, denunciato

Rieti, 28enne perseguitava donne


Un uomo è stato denunciato a Rieti per aver ordito, attraverso mail e un noto social network, una trama di ricatti a sfondo sessuale nei confronti di alcune donne. Il 28enne inviava fotomontaggi ottenuti con i volti delle vittime che venivano applicati su immagini, scaricate dal web, di corpi in pose oscene. L'uomo minacciava le donne di divulgare il materiale in rete se non avesse ottenuto filmati o foto che le ritraevano in atteggiamenti sessuali.

Dopo una decina di denunce presentate da altrettante donne residenti nella provicnia di Rieti, la polizia Postale e delle Comunicazioni ha perquisito l'abitazione dell'uomo. Il 28enne è stato denunciato ed attualmente è in stato di libertà. Dovrà rispondere di gravi reati fra i quali la tentata violenza sessuale, oltre che di intercettazione illecita di comunicazioni informatiche.

Gli investigatori stanno raccogliendo ulteriori elementi di prova nei confronti dell'indagato, anche sulla scorta di ulteriori denuncie di donne molestate, tutte gravitanti nella sfera delle amicizie dell'uomo, che comunque continuano a pervenire. A tal proposito, gli agenti invitano chiunque fosse a conoscenza di fatti simili a quelli descritti di contattare la Polizia Postale Sezione telefonando allo 0746/270114 o tramite posta elettronica all'indirizzo poltel.ri@poliziadistato.it.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo491095.shtml

La Rassegna


28enne perseguita donne con ricatti sessuali online

Julie News - ‎11 ore fa‎
RIETI - Ricattava le donne attraverso la posta elettronica ed un noto social network. L'uomo denunciato è un ventottenne di Rieti che inviava alle vittime fotomontaggi, creati con i loro volti applicati su immagini di corpi in atteggiamenti osceni. ...

Ricattava "amiche" di Facebook con fotomontaggi porno

Mainfatti.it - ‎13 ore fa‎
Un uomo è stato denunciato a Rieti per tentata violenza sessuale e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche perché attraverso e-mail e il social network Facebook creava dei fotomontaggi hard per ricattare sue conoscenti. ...

Ricatti sessuali online, denunciato

TGCOM - ‎21 ore fa‎
Un uomo è stato denunciato a Rieti per aver ordito, attraverso mail e un noto social network, una trama di ricatti a sfondo sessuale nei confronti di alcune donne. Il 28enne inviava fotomontaggi ottenuti con i volti delle vittime che venivano applicati ...

Molesta e ricatta donne attraverso internet

NotiziarioItaliano.IT - ‎13 ore fa‎
ROMA - Un uomo è stato denunciato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Rieti con l'accusa di tentata violenza sessuale e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. L'uomo molestava alcune donne, inviando loro dei fotomontaggi. ...

un 28enne denunciato dalle amiche

La Repubblica - ‎21 ore fa‎
Il giovane minacciava di divulgare fotomontaggi con corpi seminudi e in pose oscene. In cambio pretendeva dalle ragazze filmati o foto osée. Dovrà rispondere di tentata violenza sessuale e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche RIETI ...

RICATTAVA DONNE ATTRAVERSO FOTOMONTAGGI PORNO, DENUNCIATO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 set - Molestava pesantemente le alcune donne, inviando, attraverso comunicazioni telematiche (via mail e attraverso un noto e diffuso social network), fotomontaggi ottenuti con i loro volti che venivano applicati su immagini, ...

RICATTAVA DONNE CON FOTOMONTAGGI PORNO SU FACEBOOK, DENUNCIATO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎18 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 set - Fotomontaggi porno per ricattare le 'amiche' di Facebook. E' finito con una denuncia il grossolano tentativo di un uomo che inviando via mail foto hard su cui 'incollava' i visi di diverse donne, le minacciava di taggarle su ...

28enne denunciato per ricatti sessuali online

Newnotizie - ‎17 ore fa‎
Aveva organizzato una vasta e strutturata ragnatela di ricatti a sfondo sessuale che coinvolgevano alcune donne. Colpevole del comportamento criminale è un uomo della provincia di Rieti, di 28 anni, abilissimo nel creare verosimili fotomontaggi ...

Minacciava donne con fotomontaggi osceni, denunciato

Tuscia Web - ‎17 ore fa‎
Da quanto si apprende, l'uomo avrebbe utilizzato uno dei più noti social network per molestare le sue vittime, inviando fotomontaggi ottenuti con i volti delle persone offese che sarebbero stati applicati su immagini, probabilmente scaricate da ...

Rieti, ricattava donne conosciute in chat per ottenere foto oscene ...

Il Messaggero - ‎20 ore fa‎
ROMA (17 settembre) - La Polizia Postale di Rieti ha denunciato un uomo di 28 anni per tentata violenza sessuale. L'uomo, attraverso mail e chat sui più conosciuti social network, molestava le sue vittime facendosi prima inviare delle foto del volto e ...

Minacciava donne con fotomontaggi osceni sul web, denunciato

SKY.it - ‎20 ore fa‎
Avrebbe utilizzato uno dei più noti social network per molestare pesantemente le sue vittime, inviando fotomontaggi ottenuti con i volti delle persone offese che venivano applicati su immagini, probabilmente scaricate da internet, di corpi seminudi in ...

RICATTAVA DONNE CON FOTOMONTAGGI OSCENI, DENUNCIATO 28ENNE A RIETI

NapoliSport.net - ‎16 ore fa‎
Un`estorsione in piena regola, questa volte non con armi ed intimidazioni fisiche, ma con l`ausilio di Pc, internet e programmi di fotoritocco. E` scattata la denuncia per un 28enne di Rieti, accusato di aver messo in atto una vera e propria trama di ...

Rieti: minacciava divulgare in rete fotomontaggi osceni ...

Libero-News.it - ‎21 ore fa‎
Rieti, 17 set. - (Adnkronos) - La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Rieti ha proceduto alla perquisizione locale e personale, e successivo sequestro, nei confronti di un uomo di 28 anni, residente nella provincia, che attraverso comunicazioni ...
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All'attenzione di Loredana Morandi
 

Si comunica in data odierna che tutte le comunicazioni e le posizioni ufficiali della Gesef passano solo esclusivamente attraverso il sito ufficiale di www.gesef.org.

Tutti i cloni dell'associazioni, non autorizzati e perciò a responsabilità esclusiva di chi li gestisce (gruppi in facebbook in particolare) sono da considerarsi non autorizzati e privi di ogni collegamento con l'Associazione Gesef, sebbene si utilizzano link alla medesima associazione.

Ogni abuso od appropriazione del logo e dei contenuti della GESEF sono passibili di segnalazione all'autorità competente, con tutti i rischi giudiziari che ne possono derivare.

 

Roma, 14 settembre 2010.

Vincenzo Spavone, Presidente Gesef.

 ***

Nota: il comunicato, di cui ringrazio personalmente Vincenzo Spavone, nasce proprio dall'avergli io segnalato l'inquietante proliferare di gruppi e pagine facebook, dichiaratamente uniformati ad un medesimo stile e agli stessi contenuti violenti, di cui non poteva essere responsabile l'associazione.

Ad iniziare con il gruppo FB "Contro la Violenza sulle donne", che conta ad oggi circa 200.000 iscritti, ma che è di fatto un falso proprio a causa dei contenuti violenti, per arrivare a quello dei "Falsi Abusi". 

Probabilmente c'è di più, anche oltre ad una miriade di blog del signor "neuro". Il dott. Spavone infatti non era neppure informato che il suo numero di cellulare e il telefono della Associazione fossero stati messi in rete via Facebook, dalla stessa persona e usati con gli stessi contenuti. Così anche la pagina del profilo associativo facebook della Gesef nazionale dovrebbe essere un falso.

Attenzione quindi.

La notizia, che io riporto esattamente come l'ho ricevuta, è pubblicata anche sul sito della associazione a questo link.

Nota 2 per lo stalker: io so, che tra ieri e oggi si è tenuta una conversazione tra te e il presidente della Gesef, dato che l'ho provocata io stessa formulando il tuo nome.

Se pensavi di sfuggirmi sei un pio illuso, in primo luogo per quell'ignorante che ti porti sempre dietro, in secondo luogo perché tutti i tuoi più recenti account hanno richiesto l'amicizia a dozzine e dozzine di donne che si chiamano "Loredana". Dammi retta, sei finito.

Nota 3: loro sanno già quanto basta, ed io sapevo del gruppo o non mi sarei pronunciata. Vi è una responsabilità per ognuno che ne assume una. L'operazione truffa via facebook deve cessare e anche lo stalking agli operatori dell'antipedofilia che non stanno simpatici a certa gente. Una associazione seria non ha nessuna ragione per mischiare il proprio nome ad un pregiudicato condannato per stalking e molestie. Soprattutto quando non è cambiato.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-15_061712_gruppo.jpg

L.M.

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Di Loredana Morandi (del 12/09/2010 @ 15:59:16, in Indagini, linkato 1216 volte)
Questa news mi era proprio sfuggita. Ormai, l'ideologo della pedofilia Maxi Fasso ed il suo brutto blog a sostegno degli orrori sono di dominio pubblico e pubblicati su L'Unico, giornale web di Roma, per la firma di Valerio Monti (omonimo di un mio amico bolognese).

clicca qui per leggere l'originale

clicca per allargare l'immagine

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-12_155104_L_UNICO_27giugno2010.jpg


Sono contenta di aver fatto "informazione" sullo stato reale della rete e sulle verità vere della libertà dei cittadini.  E' grazie a me, che questa notizia è pubblicabile ed è stata chiaramente compresa. Molto meno di aver avuto in ciò come non desiderato partner un Massimiliano Frassi, sul cui profilo facebook ancora campeggiano le persone che mi minacciano di morte da tempo e la mia clonatrice personale, nei confronti della quale l'avevo avvisato molti, molti mesi fa.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-12_161456.jpg

Non tutto il male vien per nuocere: a Frassi ho dovuto fare un esposto presso il Comando  Provinciale dei Carabinieri del Lazio, per ribadire la mia posizione e per indurlo ad avere una identità "vera" in rete perché un blog sulla piattaforma Splinder non identifica personalmente proprio nessuno. Un sito web si.

Finalmente una cosa giusta, quindi. Ma quante ne ha fatte di sbagliate fino ad oggi anche nei miei confronti? Considerate che in lista amici ha addirittura "Biagio Il Mistico", cioè l'inventore della minaccia di morte nei miei confronti che si consolida ogni giorno sulle pagine di Biagio Quotidiano.

Eh sì, io sono stata effettivamente sfruttata anche da Frassi in questi mesi. E ciò è deprecabile.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 29/08/2010 @ 07:24:50, in Indagini, linkato 2737 volte)

Commercio, non è possibile definire con altro termine  la "frode" in corso sui gruppi sedicenti "Contro la Violenza sulle Donne". Tutti gestiti da uomini, intenzionati, più o meno, a far girare quattrini, organizzare convegni o altro, fino alla "vendetta personale":

Onnipresente e tentacolare Sissimo Neuro, al secolo probabilmente Gianni Furlanetto e/o un suo partner o collaboratore,  anche a pagamento (probabilmente il webmaster), personaggio presente su Facebook e su web H24 con dozzine e dozzine di pagine e gruppi, finanche personali, tra i quali mi limito a mostrare il link di quelli con la medesima "grafica" ed impostazione.

Gianni FurlanettoIl papa' è sempre il papa'! , Orfani di Stato  ; Riconosci la violenza , IL CORAGGIO DI ESSERE ONESTI , Gianni Furlanetto, Il Bagno di Notte , NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE , L'origine della vita non ha sesso.Affido Condiviso: un diritto dei figli e non dei genitori , ... A FARSI LE StrEGHE (femministe) SI DIVENTA CIECHI! ahahah )) , S.O.S. EMERGENZA SEPARAZIONI - Serve una legge che FERMI GLI AVVOLTOI! , BASTA ALLA VIOLENZA DELLE DONNE SU UOMINI E BAMBINI! ,

Non mancano gli autori pro pedofilia come la pagina al testo Presunto Colpevole e i gruppi falsamente intitolati all'antipedofilia e quelli che mirano a mostrare come "pedofile" solo le donne, come questo:  Chi NEGA la PAS opera con la STESSA MENTALITA’ DEL PEDOFILO: COMBATTIAMOLO! , No alla violenza delle donne sui BAMBINI - Foresta volutamente inesplorata Bollettino delle violenze femminili contro uomini e bambini 

L'odio più grande è poi riservato alla Giustizia e ai Magistrati dove questi sgradevoli personaggi si esprimono con simili gruppi:  Violenza Giudiziaria......... NO!COSTITUZIONE stravolta dalle LEGGI per L'INVERSIONE DELL'ONERE DELLA PROVA! , Inversione dell'onere della prova. Come è potuto accadere? , LA MAGISTRATURA APRA INCHIESTA SU DATI ISTAT VIOLENZA DONNE  , STOP alle SEPARAZIONI PREDATORIE: le denunce strumentali sono atti criminali! , Garanzie costituzionali violate da prassi giudiziarie "femministe" Affidamento Condiviso = Mantenimento Diretto dei Figli ,

Onnipresente il gruppo criminale noto come la versione facebook del famigerato I Falsi Abusi e Le False Accuse .

Tutti questi gruppi sono gestiti dalla GESEF (ass. genitori separati e figli http://www.gesef.org/) e sono un ampio stralcio della cd "campagna del fiocco azzurro". E devo dire che molti anni fa, io stessa firmai un documento di queste organizzazioni a me proposto dalla squisita persona dell'avv. Massimiliano Fiorin di Bologna. Oggi ho fondatissimi dubbi che lo stesso Fiorin possa tollerare una tale rivoltante deriva, ed il modus operandi predatorio di questi signori. Tutta la mia solidarietà alla ex signora Furlanetto sofferente perché, visto il cyberstalking, non aveva il reato di stalking cui appellarsi.

Poi c'è l'ultimo gruppo fondato dalla Strada per la vendita del libro dei tipi della Aliberti Editore (Gruppo Informativo su Loredana Morandi), che però nasce solo dopo il primo e più numeroso gruppo ancora esistente ma svuotato degli iscritti e dei contenuti a questo LINK e la pagina che fu proprio di Sissimo dai contenuti a ricalco del sito SessoChannel.it (tra i moderatori Sergio Murolo).

In ultimo su Facebook sono presenti organizzazioni nazionali ed internazionali che creano "contatti" per lo scambio di materiale pedopornografico ed incontri. Per primi i gruppi di Massimo Piscopo (già visto su Macchianera.net anno 2004 ed attivo sui gruppi contro Morandi) ed il suo amico Andrea Andy Vita. Poi i famosissimi italiani - internazionali dei gruppi del gay child.

Certamente io avevo tutti i requisiti per essere odiata da questi inquietanti personaggi: a) sono donna; b) combatto contro la pedopornografia in rete; c) sostengo la magistratura; d) sono una persona valida e capace di "scavalcare" le carenze anche gravi di Polizia Postale come nel caso del de-link di UNINA che non poteva essere sconosciuto al corpo amministrato da Domenico Vulpiani per otto lunghi anni e che, grazie a me, non ha rischiato di girare negli studios romani la propria pubblicità con Giannini e le chat da adescamento via brigde IRC unina.azzurra.org.

Naturalmente a questo personaggio non poteva che piacere l'iniziativa promossa dalla società Promotux in nome collettivo di Selargius Cagliari, titolare del dominio SessoChannel.it e la pagina falsa sul cyberbullismo della sottoscritta, che ritiene a ragione di avere ineludibili doti di investigatrice della rete.

Per delineare l'incontro tra l'organizzazione sarda del porno, nata per la distribuzione web del materiale prodotto a Campidano (Questura anno 2006 - stessa data di tutti i domini della Promotux), e questi signori la cui attività web ho appena illuminato è necessario ritornare indietro nel passato.

Precisamente è necessario ritornare indietro all'agosto 2008, quando l'interessamento del clone del prof. Massimiliano Frassi (MaxiFasso - http://maxifasso.wordpress.com) favorì l'incontro tra le "porno chat" di Pirate Bay e il gruppo Falsi Abusi, cioè gli inquilini stabili dei blog "il-giustiziere-lafabbricadeimostri" di Stefano Zanetti e "giustiziaintelligente" il blog di Ugo, al secolo Miraglia avv. Francesco.

(qui nella foto sono tutti insieme sul blog del clone di Frassi della Prometeo Onlus - da notare la mia foto e quella di Don Fortunato Di Noto sul blog filo pedofilo)



Questo è certamente lavoro per la Guardia di Finanza, per via dei molti volti noti del file sharing illegale (GdF sequestro ItaliaZip - anno 2004) e il fatto che personaggi come Sissimo Neuro siano di fatto anche sulla scrivania di pubblici ministeri del calibro del dott. Mancusi e della d.ssa Pantano aiuterà certamente me nel collaborare con la magistratura romana incaricata delle indagini.

Sono e resto sempre a disposizione come testimone per le indagini seguite dai due stimatissimi pubblici ministeri, in particolar modo per i reati accessori alle vicende della baia.

Gli avvocati e i consulenti tecnici abilitati presso i Tribunali denunciati nel caso Morandi. La loro posizione è gravissima, perché sono i responsabili nei miei confronti anche dell'istigazione e "procurato allarme"  a discapito della buona amministrazione della Giustizia suscitato nelle fasce psicologicamente e culturalmente deboli dell'utenza del web. Spiego il tecnicismo: per ogni denuncia ricevuta da animatrici di chat hard e user della pornografia, io scriverò una integrazione di denuncia nei confronti di questi consulenti da consegnare solo nella stanza del pm, con richiesta di inoltro alle Procure interessate, fornendo lumi e documenti provanti sui denuncianti le cui figure hanno allertato la mia attenzione.

E giusto qui ribadire che io e la mia famiglia tutta, allargata agli anziani, viviamo costantemente sotto minaccia e oggetti di violenza privata e stalking. Alla pubblicazione del nome di mia madre sul blog di Duna, corrisponde con esattezza un duplice intervento della PS a causa di un italiano con pronuncia del nord e di un rumeno (identificato Questura di Roma).

Dato che le minacce, tutte reali, e le molestie anche telefoniche hanno origine da oltre trenta clonazioni del mio nome e dalle attuali attività criminose poste in essere dal "gruppo dei prezzolati del Porno" e dall'ATU responsabile della appropriazione indebita del database email del Ministero di Giustizia (un totale di altri 5 o 6 blog su piattaforma Google):

SONO su WEB: parte delle indagini cui sono costretta da 24 mesi. Si trovano sul blog che è divenuto la mia Agenda ANTI - Stalking, a seguito del più recente orientamento promosso da illustrissimi membri uscenti del Consiglio Superiore della Magistratura, e tutti i dati ivi pubblicati sono a completa disposizione della A.G.

Avviso e modi d'uso per i pm: "Protestate sensibilmente, se un mio articolo dovesse esservi presentato senza gli allegati documenti", avete appena subito un raggiro. Loredana Morandi è, soprattutto, la scoperta dei reati sul Centro Elettronico dell'Università di Napoli, e tutti sanno che ha fatto lei il de-link del server universitario e chi sono coloro che invece hanno tollerato per quattro anni quattro.

Io, qui a Roma, devo già pulire una bocca e chiedere la punizione di un infedele dello Stato. Perché alla magistratura impegnata si scrive con maggiore rispetto, ed io sono intenzionata a far valere le mie ragioni anche a tutela della libertà di giurisdizione.

Loredana Morandi





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Di Loredana Morandi (del 19/08/2010 @ 16:14:01, in Indagini, linkato 1484 volte)

Aliberti è un falso


Alla Aliberti editore son pronti a tutto, anche a pubblicare il falso trascritto dall'hacker del Tribunale di Napoli, cioé colui che, forte di un contratto a termine con una società in subappalto Telecom in qualità di assistente tecnico agli uffici giudiziari partenopei, si appropriò illecitamente del database delle email del Ministero di Giustizia.

Ovvero il personaggio, che accordandosi con un altro collega e lo studio legale di lui, mi fornì un falso documentabile da lanciare alla stampa con 24 ore di embargo.

Così appare la pubblicazione (salvato e stampato ad uso processuale):




Ed ecco il falso su Triolo e la tempistica di pubblicazione con la stampa:





Tant'è e alla Aliberti sono abituati a falsi, violazioni in danno all'amministrazione giudiziaria e anche alla prostituzione.

Lo dico qui: se la Bindi e Bersani pensano che si possa votare il PD con questo schifo si sbagliano.

Questa gente esce proprio dalla questione morale e c'è perché paga il prezzo politico di una operazione evidentemente orchestrata.

Fuori i fautori della pornografia dal parlamento.

Loredana Morandi


Update: dal blog dei prezzolati a favore del terzo cliente
dell'affaire dossieraggio ai danni Morandi





Quanto pubblicato da Aliberti sulla pagina ufficiale della Editrice via Facebook è la prova documentale del come non abbiano avuto MAI scrupoli nell'utilizzare un servizio di dossieraggio ai miei danni, anche se proposto in rete da pluripregiudicati come quelli della crew di post produzione illegale, dal circuito del porno sardo che sfruttava il centro elettronico di Università Federico II di Napoli (la distribuzione delle produzioni cinepornografiche illegali a Campidano anno 2006)  e dai pedofili della prima agenzia legale per pedofili in Italia: "Falsi Abusi" (condanne fino a 9 anni e 9 mesi, o confermate con sentenza di Cassazione).

Matta? Io presento soltanto denunce documentate al real time e allo storico di anche 4 anni. Tutto è provato.

Osservazione politica: l'autrice di Giustizia Quotidiana rifugge tutti i falsi giustizialismi. Il caso D'Addario, che ricalca ancora le pagine per un incidente occorso alla donna nell'ambito della "professione", è stato costruito e fornito alla popolazione ignorante nonostante le famosissime registrazioni fossero, di fatto, coperte da segreto istruttorio.

A me le notti al viagra del premier Berlusconi non interessano a prescindere dalla coloritura politica. Ma  proprio per questo, in quanto elettrice cattolica, non intendo tollerare che per un leader smidollato di sinistra si smantelli la Giustizia, si offenda la Magistratura e si trascini la Popolazione nel baratro dell'ignoranza più cieca.

Tanto meno intendo tollerare che per raccogliere fondi (incontrollati e senza alcuna garanzia) si derubi un disabile e grande invalido o si danneggi una persona per bene come sono io, anche tormentando la sua famiglia e tutte le associazioni che rappresenta per mesi e mesi.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/banlula_pro_blog.jpg

Sappiate che TUTTI, e ribadisco Tutti, avranno il giusto.

L.M.

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Ogni bambino è una stella,
un pedofilo invece no...


Sottotitolo: quanti danni per mettere un bambino nel letto di un leghista...


Dopo la chiusura del blog del Giustiziere ha ripreso vita anche giustiziaintelligente, il blog di Ugo, al secolo Miraglia avvocato Francesco, l'ex legale di Pino Lamonica recentemente condannato a 9 anni e 9 mesi per abusi ai danni di minori.

Questo signore, dopo l'avviso 415 ccp nei confronti del Zanetti, indagato in Reggio Emilia per tentata subornazione e per aver fatto in sostanza l'apologia dei reati di pedofilia infangando tanti magistrati anche pubblicandone le fotografie personali, prese gran fuga abbandonando il suo cliente e dichiarando le sue profonde scuse alla dottoressa Pantano, la pm impegnata sul processo per reati di pedofilia e su quello per detenzione di materiale audiovideo pedopornografico, che si tengono presso il Tribunale di Reggio Emilia a carico del Lamonica.

Ugo è un personaggio che doveva probabilmente essere indagato allora, insieme con il partner di scorribande telematiche ai danni degli operatori dell'antipedofilia e della magistratura Tutta  impegnata su questo genere di casi.

Invece no, non è andata così, purtroppo. Grazie alla provvidenziale retromarcia.

Un vero peccato che questo Ugo, ormai conosciuto al punto da potersi nominare, sia stato adottato da un ottimo professore di criminologia, nonostante non abbiano proprio nulla in comune o da condividere. Ciò purtroppo ha evidentemente dato adito ad una riabilitazione della figura professionale dell'esimio, che nel giugno scorso ha addirittura ricevuto il premio "Ogni Bambino è una Stella", organizzato dalla associazione Cittadini per i diritti umani onlus e dalla Provincia di Verona.

Gravissimo che personaggi di tal fatta, che hanno condiviso saperi immondi con i propri clienti e veri depravati, siano premiati per la mera apparenza del proprio lavoro e siano così pubblicamente resi riabilitati e  pubblicamente stimati, quando invece "per denaro" l'animo è pesante e nero della vita rubata ad un bambino seviziato.

Ma soprattutto, dato che evidentemente non ha un briciolo di classe, è giusto dire che il lupo perde il pelo e non il vizio. Ed è così che il Miraglia vedendo chiuso il blog dell'amico e collega di prodezze del circuito "Falsi Abusi", i cui Abusi Veri sono stati Tutti condannati anche in via definitiva in Terzo Grado di Giudizio, ha approfittato per dare un bel repulisti al proprio blog di quei fastidiosi orpelli del meaculpa  con la signora Pantano, ed ha ripreso ad usare lo strumento della piattaforma internazionale per blog di Google (Blogger.com) onde  proseguire di sua sponte nell'opera di diffamare magistrati seri ed impegnati.

La storia recente di questo genere di avvocati narra che l'ottimo lavoro del dott. Mancusi, l'ottimo magistrato che ha oscurato il blog degli orrori, è stato premiato con una memorabile sentenza della Corte di Cassazione. L'avvocatuccio sardo ha visto la propria parabola discendente (dal pd, a rifondazione, ai radicali e non ci sarà alcun ritorno a destra nonostante papà) anche e soprattutto dopo l'esposto alla Guardia di Finanza e al pubblico ministero  su Procura di Venezia, che campeggia sul brutto sito orpello italiano del Monopolio commerciale di Pirate Bay sul file sharing illegale in Europa.

Mi si perdoni la "licenza poetica". La giurisdizione del nord italia ci ha già dato la "leggenda" dei Tre Santi Precursori del Diritto alla Privacy in rete.

Ebbene il Dott. Giancarlo Mancusi autore del sequestro merita il bel titolo di "Santo Patrono d'Italia", perché come San Francesco ha le stimmate, ricevute per aver combattuto il file sharing illegale di materiale necrofilo per pedofili via bridge  monopolio europeo The Pirate Pay, ops volevo dire Bay.


Per chi non fosse informato: Pirate Bay è una operazione di investimento dei pedofili nazifascisti del nord europa. Il sequestro italiano è avvenuto inoltre sulla scia dei procedimenti a carico del trio dei pirati a seguito della distribuzione di materiale necrofilo per pedofili. Idem la vecchia Drunken Donkey, già Italia Zip, ecc.. oggi DDUniverse, che è l'investimento di un gay inglese arricchitosi con la pornografia per omofili e chissà cos'altro.

All'avvocato Francesco Miraglia, in merito alle faccende personali del suo cliente, doveva bastare la risposta del Procuratore Italo Materia e la stima da questi espressa nei confronti della signora pubblico ministero, invece a quanto pare non è stato così e l'astio mai caduto verso la magistratura impegnata contro la pedofilia riprende oggi con la forza di prima.

Complice certamente lo Scorza, citato da Ugo nell'articolo "E adesso sequestrateci tutti", personaggio già visto su queste pagine per l'operazione marketing e immagine con gli ebrei di Avaz (attesa la venuta di un Rabbino rivoluzionario e messianico che ponga veto sulle liceità pedofile degli ebrei contro i bambini dei "gentili", così come attualmente perdonate e giustificate dai testi Sanhedrin, Yebamoth, Kerithoth e seguenti nel Talmud, perché grazie al nostro e alle ristrettezze della mentalità kosher come minimo non hanno neppur capito il concetto di libertà e di legalità necessario in Italia dove il bavaglio e il monopolio dell'informazione non sono appannaggio del solo premier).

Lo Scorza è edito da Punto Informatico e oggi anche da "Il Fatto" per gli articoli a sostegno del Giustiziere e l'apologia dell'apologia ai reati di pedofilia. Insomma, un personaggio così  "istituzionalmente innovativo" da far sembrare Brunetta un gigante e contestualmente il "piccolo angelo" della legalità della rete per il divieto di scaricare pornografia  via edonkey/torrent con le connessioni dei Ministeri.


Che altro dire oltre al sottotitolo?

Sì, su Il Fatto un fatto è certo: l'editrice pubblica soltanto quegli autori che in tema di pedofilia insultano neppur nascostamente la magistratura impegnata e consigliano sul come subornare le vittime innocenti nel fiore dell'infanzia e le loro famiglie. il target di acquirenti di codesti testi è quello dei pedofili e dei loro legali, ferratissimi tutti sulla pedofilia dei preti che registra a livello planetario un misero uno per cento contro il 99% degli orchi laici e delle violenze scolastiche o familiari.  Anche perché alla resa statistica dei fatti basta un solo adulto per creare dozzine di vittime tra i minori, ma necessita di tutto il supporto di una società civile inesistente o addirittura acquiescente.

Ad oggi tutti i blog degli autori pro pedofilia de Il Fatto sono ricettacolo di ogni nefandezza e registrano quotidianamente gli IP di centinaia di esibizionisti, porno malati e, per primi, "i pedofili". Grazie a codesta linea editoriale i blog de Il Cannocchiale si sono sostituiti ai gettonatissimi blog di "Falsi Abusi" e devono essere attentamente monitorati per la possibilità di una novella fenomenologia criminale: l'istigazione a delinquere.

Neppure quelli de Il Fatto brillano per modernità o innovazione, perché gratta gratta la sinistra paga sempre i propri debiti. Infatti se Rifondazione ha pagato i propri debiti con gli anni di piombo conducendo una assassina ex brigatista al parlamento europeo, altri legati alla sinistra lobby Rai pagano i propri debiti di notorietà ancora con la prima P2 e la vecchia generazione del Grande Oriente d'Italia sotto Virgilio Gaito, ove i DS spedivano a sdirozzare gli eletti non appena giunti a Roma (per le memorie vi rimando al cd "mostro di Firenze", ove la persona gretta utilizzava il bisturi con la dovizia di un chirurgo di grido).

Rammento di aver fatto i miei personali auguri a Padellaro molti anni fa, quando era alla guida de L'Unità, oggi stento a credere che si sia calato nell'abisso più nero e più politicamente trasversale del pianeta:  appoggiando indiscriminatamente i pedofili finanziatori di Pirate Bay cui tutti questi signori si rifanno, che per la cronaca sono  violenti nazifascisti e più neri di così non si può.

Ma proprio per questa sempre più ambivalente convergenza tra sinistra e destra nella geopolitica del commercio di servizi per il sesso, l'attuale situazione sexopolitica nazionale lascia prevedere che un giorno o l'altro uno  qualunque di sinistra metterà un bambino nel letto di un leghista. Apriti cielo allora, anche se di fatto il servizio fosse erogato via web direttamente dall'editore de L'Unità. "Il leghista è un pedofilo" strillerebbero tutti i quotidiani. Peccato per le mire de Il Fatto perché non egualierebbe comunque i fasti delle escort baresi de L'Espresso e non potrebbero essere pubblicate le registrazioni audiovideo abusive prodotte dal mezzano . Non dal bambino escort, ovvio! , perché in Italia ancora non ce ne sono.

Sempre che Padellaro e Travaglio non siano di diverso avviso.

E tutto può essere nei vecchi circoli del PD. Dopo Bianchini. E nonostante ci si sia appena liberati dell'incubo orrendo Grillini, spedendo lui e i suoi gusti sessuali efebofili in IdV a far colonna portante della "moralità" del sedicente partito degli ex giudici.

Rammentate: l' ILGA, la potente organizzazione americana gay & lesbo, dovette capitolare e contestualmente cessare i propri rapporti con NAMBLA, l'associazione dei pedofili con la quale aveva collaborato per decenni  nel 1993.  E se in Italia è vero e sacrosanto che il Movimento omosessuale non abbia mai  e ribadisco mai preso posizione nei confronti dell'area dei pedofili, pure un metodo per spezzare queste collusioni c'è: tagliare tutti i fondi all'editoria e quelli per il "social". E' il metodo americano: l'ILGA cedette vedendosi letteralmente "affamare" da Clinton.

Per tutti: la chiusura del blog de "ilgiustiziere-lafabbricadeimostri" rappresenta un successo per la civiltà giuridica internazionale in tema di antipedofilia. Infatti soltanto Blogger.com, la piattaforma per blog acquistata da Google, pubblica i "diari personali" dei pedofili e l'orrore del racconto anche fotografico delle loro relazioni con i minori (il cui consenso è sancito dalle leggi in materia dell'intero pianeta).

Gli avvocati in Italia sono circa 150.000, se a questa popolazione uniamo i numeri dei consulenti tecnici raggiungeremo e supereremo la quota di 200.000 unità. Da questo momento sta a questi professionisti la scelta di divenire "principi del foro" oppure rimanere nello status di comuni avvoltoi. Questa scelta sottintende una legalità nell'agire e il "rifiuto" dei canoni della "subornazione del minore e della sua famiglia", così come istituita dal circuito dei legali e dei consulenti di "Falsi Abusi": la prima agenzia per pedofili italiana.

Vero: in Italia non funziona affatto l'istituto della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni,  a meno che non sia gestita da un Don Di Noto di turno o da un pm esperto in nuove tecnologie, ciò nonostante l'impegno dell'eccezionale ufficio stampa del Prefetto Manganelli e le ottime pubbliche relazioni del dott. Maurizio Masciopinto (il papà ideologico di Agente Lisa) tanto che ogni operazione efficace o indagine di impulso viene svolta dai comparti investigativi tecnologici di Guardia di Finanza e Carabinieri.

Ed è così, altrimenti la Federico II di Napoli non avrebbe avuto bisogno di Loredana Morandi per il de-link del server Unina (un reato di peculato d'uso per il file sharing illegale e chat commerciali ai danni dello Stato presso una Università italiana della durata di 4 anni) e certamente non leggeremmo più le performance degli hacker sui forum de Il Punto Informatico.

L.M.


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Copio e incollo perché questo articolo tratto da Facebook illumina i signori avvocati e i signori consulenti del circuito criminale denominato "Falsi Abusi". Cosa c'entrano i pedofili con la violenza contro le donne? Il concetto è di una chiarezza allucinante. Sono migliaia i pedofili nel mondo che circuiscono una madre di famiglia (nubile o separata) per poter avvicinare il minore di cui si sono invaghiti. Un comportamento predatorio che non può che ingenerare odio verso la genitrice del minore nella psiche corrotta e malata del pedofilo. Quella madre, infatti, è la donna con la quale essi si "prostituiscono".  Il sito FB di cui si narra è gestito dall'unico personaggio del web italiano che abbia il fegato per "taggare" il signor Vittorio Apolloni, con il suo account personale vero.  Delle stesse persone è la pagina intitolata Falsi Abusi e False Accuse e la pagina "Registro pubblico per gli autori accertati di false accuse e falsi abusi". LM

False pagine contro la violenza sulle donne:
prove di malafede.

La memoria di Monica Da Boit, calpestata!!!

Premessa.

Casomai non fossero bastate le prove di malafede a proposito di pagine false in cui si proclama contrarietà alla violenza contro le donne, ma a patto che:

1) Nessuno ne parli (e infatti loro di violenza sulle donne non parlano praticamente mai);

2) Non lo si definisca un fenomeno di genere (infatti parlano solo della violenza del genere femminile) ma stanno bene attenti a sostenere che il genere maschile è puro ed innocente e che gli uomini vengono uccisi da entità astrali e non da altri uomini;

3) Le donne in questione non siano femministe (infatti c'è un commento in cui uno degli amministratori della pagina principale sostiene di essere contrario alla violenza sulle donne, eccetto le femministe);

4) Le donne in questione non siano divorziate o divorziande (piovono anatemi sulle donne che divorziano, come se il divorzio facesse di ogni donna automaticamente una femminista);

5) Le donne in questione non abbiano mai denunciato violenze nè intendano farlo (perché il messaggio trasmesso da costoro è che le denunce per violenze siano tutte false e strumentali, fatte per martirizzare poveri uomini innocenti e quindi fatte da femministe) e che la donna ideale è dolce e remissiva e non accusa mai alcun uomo di essere un violento;

6) Le donne non contraddicano mai gli uomini e, soprattutto, non contraddicano mai gli amministratori, che sono tutti intenti a diffondere un concetto con studiatissimi metodi di marketing aziendale ( e, si sa, sotto un manifesto pubblicitario non si puà mica scrivere che le qualità del prodotto pubblicizzato sono false!).

ecco ulteriori prove a supporto:

Nelle loro pagine contro la violenza sulle donne, come questa http://www.facebook.com/noviolenzadonne?ref=search (in realtà sono pagine contrarie al concetto stesso di violenza sulle donne, cioè vorrebbero abolire il concetto, non farlo esistere, farlo cadere nell'indifferenza, togliergli il valore) non è consentito ad altre donne od altri uomini di notare che tutti i links postati non hanno LA MINIMA ATTINENZA con il fine proclamato nel titolo ma, anzi, fomentino all'odio di genere contro le donne tutte (eccetto le poche che si piegano senza obiettare).
Ogni individuo che abbia finora osato far notare che in queste pagine tutto si fa fuorché difendere le donne, è stato bannato senza neppure una replica.

Per contro, fioccano i commenti da parte di un ristretto numero di individui, sempre gli stessi. Individui che infestano anche altre pagine pubbliche con lo scopo di diffondere il verbo della misoginia e del revisionismo antifemminista.

Individui che non si sprecano negli epiteti, nelle minacce, perché ogni profilo che sparga odio contro le donne in quelle pagine FA BRODO.

Individui che attaccano pubblicamente e privatamente le pagine che fanno difesa del genere femminile.

Ecco, loro possono commentare sotto queste pagine i cui amministratori nella loro descrizione sostengono di intervenire per moderare i commenti offensivi, inutili, ma soprattutto FUORVIANTI.

La chiave di tutto è proprio in quel "FUORVIANTI" : chi osa fuoriviare la pagina dal suo scopo di mero specchietto per ben oltre 200 mila allodole indirizzato alla pura e semplice istigazione alla misoginia, è messo fuori dalla pagina.

Invece, i più violenti, i più bestiali, commentano con il beneplacito e la simpatia degli amministratori e si affiancano ad essi nelle loro incursioni mascherate punitive verso le pagine non allineate.
Avete capito bene. Lo scrivo in termini più immediati:

amministratori e volgarissimi picchiatori virtuali vanno insieme in squadra, usando profili falsi (spesso femminili), a commentare articoli a favore delle donne, pagine a favore delle donne o anche, semplicemente, ad insultare donne che scrivono a favore delle donne.
Ma dovremmo quasi ringraziarli perché la presenza di questi esemplari rende più chiara la falsità di quelle pagine.


Ieri siamo arrivati al fondo:

Tal Marco Porto , ha commentato in una pagina VERA contro la violenza sulle donne (una delle tante clonate vilmente da questi signori e che essi tentano di far chiudere onde rimanere essi stessi l'unica voce e diffondere solo la versione misogina dei fatti) sotto un articolo che parlava della tremenda morte di Monica Da Boit, una donna uccisa selvaggiamente a botte ( a sangue freddo) dal compagno violento e alcolizzato.
Io sono arrivata tardi, per cui ho fotografato solo le reazioni inorridite al commento di costui.
Una mia amica era presente e mi ha passato il commento del suddetto, per cui il puzzle è completo.
Ma il colmo è che questo idiota ha insultato mostruosamente la memoria di questa donna uccisa dal compagno ALLA PRESENZA DELLA MADRE DI LEI, OVVERO PAOLA CAIO, PRESIDENTESSA DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DELLA VIOLENZA.


Lo ringrazierei pubblicamente. Se non ci fossero imbecilli come questo "signore" (nei suoi vari travestimenti) ed altri suoi simili, avremmo più difficoltà a dimostrare come le pagine amministrate dal signor Gianni Furlanetto e dal signor Gaetano Giordano siano create con uno scopo diverso dal difendere le donne colpite da violenza maschile.

E non ci interessa la dinstinzione tra "donne" e "femministe". Forse ai signori in questione sfugge la teoria degli insiemi e dei sottoinsiemi per cui le "femministe" non sono altro che una parte dell'insieme delle "donne" e la violenza è RIPROVEVOLE, CONDANNABILE, SPREGEVOLE sulle une e sulle altre.

Costoro non hanno alcuna "licenza di uccidere" femministe, anche virtualmente. Non c'è una convenzione che consenta loro atti di violenza o che classifichi le femministe sotto gli animali da cortile.

Per cui, la piantassero. Se hanno avuto divorzi conflittuali, la colpa è loro, non di gente che ha avuto la disgrazia di incrociarli su Facebook per la prima volta, nè tantomeno la colpa è di donne uccise dai loro uomini.

Non sarà dando amplissime prove della loro prevaricazione, della loro violenza, che dimostreranno, questi poveri paparini bistrattati, di essere innocenti e vittime.

Se questi amministratori sono in buona fede, allora, LI INVITIAMO A PRENDERE LE DISTANZE ED A BANNARE DALLE LORO PAGINE QUALSIASI MISOGINO SI SIA ESIBITO IN INSULTI E MINACCE, COSì COME HANNO BANNATO PERSONE CHE CON GRANDE CIVILTà HANNO OSATO OBIETTARE SULLA GENUINITà DEI CONTENUTI DA LORO DIFFUSI.

No, mi spiace, il femminicidio esiste e non mi pare proprio il momento di scherzare sui cadaveri di donne innocenti private della loro vita da criminali assassini che voi non stigmatizzate ma, piuttosto, sembrate difendere!

Qui c'è la signora Paola Caio che racconta la storia della figlia, Monica
http://www.facebook.com/note.php?note_id=171313654179

Qui la signora Caio a La Vita in Diretta insieme ai genitori di Veronica Abbate
http://www.youtube.com/watch?v=nP5pA118AEQ

Qui l'audio della tremenda telefonata di Monica al 113, l'ultima telefonata di Veronica prima di essere assassinata a botte dal compagno
http://www.youtube.com/watch?v=u-WscZhEjTg&feature=related

Qui altri particolari sul femminicidio di Monica
http://www.paolinoavella.it/forum/viewtopic.php?p=389


Ogni tanto qualcuno si accorge che le false pagine contro la violenza in realtà fanno istigazione all'odio in maniera subdola ma tangibile per chi abbia un minimo di senso critico



Costui è verosimilmente un certo Pasquale Baudaffi, Pasquale qualcosa (forse Nuccio Gualano). Riconoscibile dallo "stile" e dall'uso smodato di K. Berlusconiano convinto. Misogino spinto.



Una poveraccia è picchiata a sangue e rifiuta persino di denunciare chi le ha usato violenza e lui presenta un sunto del contenuto fisso delle pagine misogine che frequenta. Quelle che sostengono, con statistiche fantasiose, che le donne si picchino da sole.



Classica esibizione nel numero dei sondaggi sparati a caxxo di cane



Questo è il link dove si è svolto il fattaccio dell'insulto a Monica Da Boit, fotografato da me



Qui cominciate ad osservare i commenti sdegnati verso un certo "Marco" che risulta bannato e quindi invisibile.



Qui la reazione indignata di Paola Caio, la madre di Monica da Boit.



Ed ecco, finalmente, il messaggio di Marco Porto, fotografato da altra persona.
Chi può scrivere una cosa simile di una donna uccisa così indegnamente? SOLO UN MOSTRO.


Con questo, hanno toccato il fondo. Sono riusciti ad andare oltre le diffamazioni sfacciate contro le oppositrici (come me), contro politici come Paola Concia. Sono andati oltre la segnalazione, la clonazione di pagine, atto che rivela la loro totale mancanza di democrazia, la loro volontà di prevaricare con tutti i mezzi possibili.
Sono andati oltre gli insulti e le minacce di Eros Intuaidumeda ed i suoi "voglio fare marmellata di microcefala dimmerda" documentati.
Siamo andati otre l'invio di foto di peni mandate a ragazze colpevoli di essere iscritte a pagine femministe.
Siamo andati oltre le minacce di morte verso le famiglie degli uomini che osano supportare le femministe nelle loro battaglie.
Siamo andati un bel po' oltre, insomma.
Siamo al fondo.
Ma io, che ben li conosco, non dubito che, arrivati a questo punto, prenderanno il badile e cominceranno a scavare.

Ma voi vi iscrivereste ad una pagina antimafia se sapeste che questa è stata creata da persone rinviate a giudizio per lo stesso reato? La situazione che riguarda queste pagine che sostengono di difendere le donne ed invece le attaccano, è analoga.

Viviana Hammill


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Di Loredana Morandi (del 25/07/2010 @ 07:28:07, in Indagini, linkato 1427 volte)
Guido Scorza e la Libertà dei Criminali in Rete


de "la Libertà di molestia ai cittadini per le finalità della Cricca"?


Guido Scorza è un avvocato che scrive con Punto Informatico, la testata giornalistica in rete famosa per aver dato corso in questi anni alla pubblicazione di centinaia di eventi dannosi occorsi ai siti web dell'associazionismo italiano, specie se seriamente impegnato sul fronte dell'antipedofilia, tramite i propri forum e i propri articoli.

Guido Scorza è anche un blogger della rete che ha contattato una associazione ebraica internazionale come Avaz e si è fatto pubblicizzare "nome e cognome" con i potenti mezzi del socialnetwork sulla presunta libertà della rete in Italia.

Ciò senza nessun altra rappresentanza che quella di un recente convegno a Roma, dove hanno partecipato alcuni "radicali emo" (membri delle associazioni radicali, dediti alla sofferenza e cultori del suicidio), più quella dei trombati e dei futuri trombati della politica italiota, più i Grandi Nomi di ogni nefandezza o reato per la produzione e distribuzione nostrana di pornografia mascherati dall'abito social di esponenti di spicco del peer to peer. I servi padroni del Monopolio di Pirate Bay in Europa, gentile omaggio economico dei pedofili nazifascisti che sostengono i tre della baia.

Avrei potuto intervenire presso Avaz con una solenne cazziata in forma di comunicato data in 4 - 5 - 6 lingue e sparata verso l'intero associazionismo internazionale, ma non l'ho fatto e dite grazie per questo. Ma la mia pazienza ha un limite.

Guido Scorza è un blogger avvocato e giornalista con mezzo metro di pelo sullo stomaco e si può battere perché è "forte di carattere", si veda la recente sentenza di Cassazione sulla moglie "forte" e non "intimorita" dalle violenze familiari, che nella fattispecie del personaggio corrispondono all'ambiente socio economico sopra descritto.

Alla luce di ciò l'ultimo articolo di Guido Scorza si adatta addirittura a quell'antico detto: "Batti tua moglie rientrando a casa, lei sa di averlo meritato". E chi c'è dietro.

Eh si, perché a nessun giornalista o giornalaro del web è permesso di manipolare l'informazione, come in quell'articolo in cui si definisce solo "blogger" il sociologo consulente di parte del pedofilo condannato per abusi  ai danni di minori a 9 anni di reclusione del processo di Reggio Emilia.

Il Giustiziere, infatti, non è un blogger comune ed è bene che Google non riattivi mai più il suo scrittoio telematico, ovvero una collezione di nefandezze scritte contro centinaia di magistrati, pubblici ministeri, giudici, gip, procuratori della repubblica, ufficiali di Finanza o Carabinieri che hanno lavorato a casi TUTTI VERI di pedofilia inneggiando al fior fior dei criminali psicopatici condannati fino al terzo grado di giudizio.

Allo stato mi risulta che egli sia indagato e non prosciolto per la tentata subornazione dei minori vittime di abusi sessuali, la cui testimonianza ha condotto alla sentenza dei 9 anni.

Così, in quell'articolo si tratta di una libertà che è indifferente alla libertà della rete, anzi che ne rappresenta la più grave, violenta e volgare sopraffazione.

Chi scrive, minacciata efficacemente di morte da un blog di Google aderente al circuito del porno peer to peer che sfruttava Unina, ha denunciato quell'uomo in quanto vittima dei reati "accessori" e dell'esperimentazione posta in essere dal noto sociologo in rete, che si trovò come partner dei "commerciali" esperti in "clonazioni",  avendo già istigato la clonazione di Frassi e rendendosi partecipe della operazione di dossieraggio ai danni di Morandi, onde contribuire alla subornazione della sua testimonianza sullo scandalo del Server Unina, di proprietà dello Stato presso Università Federico II di Napoli utilizzato per la creazione dei gruppi di power share delle reti edonkey e torrent.

Così domando: vogliamo parlare di libertà o di commercio e mero clientelismo?

E' per questo e per evitare ogni tipo di futuro rapporto clientelare con il porno stalker collocato sulle mie spalle da un avvocatuccio sardo del porno, che ho avvisato il "giurista telematico". L'omesso controllo è un reato e certo lo Scorza, con le conoscenze che ha, ne è perfettamente informato. Mentre io, per perfezionare l'identificazione dello stalker violento, consegnerò all'Autorità Giudiziaria lo scritto presente sul sito di Scorza come quello presente sul sito di Mantellini con i dovuti riscontri sul blog delle minacce di morte rivolte alla mia persona.

Avviso: Scorza, per le affermazioni dello stalker criminale, lei è già efficace testimone della mia tentata subornazione in merito ai reati connessi con lo sfruttamento del Centro Elettronico di Università di Napoli ad opera di 3 società commerciali.

E' con grande delusione che devo dire come negli anni, io abbia dovuto vedere quanto di più volgare e violento sia divenuto ciò che è reale prodotto di una antica "netiquette" gestita da giuristi, durante la conversione  degli stessi al web  2.porno (si legge: due punto porno).

Non sono l'unica a dire che di Libertà si parla troppo,  c'è una ammissione storica della Federazione Nazionale della Stampa a supportarmi, ma quelli che gridano più forte e in modo più volgare hanno a cuore il soldo per il soldo e non la democrazia o la civiltà.

Loredana Morandi

Allegato: la pagina contenente il commento dello stalker

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-25_072511_guido_scorza.jpg

Alle 7:14 di oggi 26 luglio 2010 il post sul sito del dott. Scorza ha assunto codesta peculiare caratteristica:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_070510_guido_scorza_5.jpg

E contiene di fatto:

a) una parte cospicua del dossieraggio ai miei danni;
b) il porno attore che si presta come stalker ufficiale ai miei danni e ai danni della mia famiglia e degli Artisti che rappresento:
c) il clone in violazione art. 494 cp e seguenti del dott. Massimiliano Frassi;
d) l'ennesima diffamazione nei confronti di un pubblico ministero che personalmente ritengo essere una persona eccezionale;
e) la violenta e volgare violazione delle mie libertà personali ad opera della Editrice De Andreis Srl, come visibile in immagine.

Si tratta di 5 anni di violazioni al DL 196/2003 e alla mia privacy, date a mezzo efficace pubblicazione su testata giornalistica registrata al numero 31/96 Tribunale di Roma in violazione Legge 47 - 8 febbraio 1948 (sue modifiche ed integrazioni) e, trattandosi di esercizio commerciale in rete, sono evidenti le violazioni DL 70/2003 ai danni di un cittadino privato.

E' stata Ri - richiesta l'immediata cancellazione al giornalista referente per la testata Punto Informatico a titolo esecutivo con forza di Legge in forma scritta.

L'uso fatto di quello scritto dalla criminalità ad opera della quale sono da 2 anni oggetto di stalking, a seguito dell'aver io sottratto il server Unina da un uso in peculato ai danni dello Stato a settembre 2008, in caso di mancata cancellazione evidenzierà una precisa volontà al dolo da parte della editrice.

Per la cronaca: i banner realizzati da Neri oggi campeggiano sul sito di un pedofilo dichiarato. Alcuni dei pedofili tra i commentatori di quei post si sono palesati tramite facebook ove gestiscono siti e gruppi inneggianti contro la Legge che innalza l'età del consenso per i minori. Il materiale pubblicato dal blogger è stato giudicato falso e non attendibile dal Tribunale di Milano.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-25_181107_deandreis.jpg


L'evidenza dell'utilizzo ai fini del dossieraggio e dell'istigazione a delinquere degli scritti risalenti al 2005 è nella rinnovata distribuzione del link al sito facebook fondato dal gruppo porno peer to peer. L'autrice della pubblicazione è nota e mi risulta iscritta fin dalla creazione del primo gruppo FB.

Quello attualmente utilizzato è stato fondato dalla  Maria Strada per la Cinzia Lacalamita, entrambe le donne sono denunciate a Roma ed è attivo il fascicolo cui è confluita la denuncia  di Pescara a seguito della sottrazione del pacchetto dei 27.000 utenti del Gruppo Staminali.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_075346_helene_benedetti.jpg

Update alle ore 13:39 : l'organizzazione si completa con il "raccomandato della "Cricca", sedicente "Comitato Informatici ATU". Esatto: la "Cricca" sulla quale sta indagando il Procuratore Aggiunto in Roma dott. Giancarlo Capaldo.

.http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_131629_guido_scorza_dispirito.jpg
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Di Loredana Morandi (del 21/07/2010 @ 14:49:30, in Indagini, linkato 2044 volte)
E' morto il blog de Il Giustiziere - la Fabbrica dei Mostri



Ne danno il felice annuncio le vittime e le famiglie delle vittime di reati di pedofilia.

Ne danno il felice annuncio i pubblici ministeri italiani impegnati sui casi di pedofilia che sono stati sbeffeggiati e calunniati per anni.

E perché no, anche la Morandi e lo stesso Frassi hanno di che rallegrarsi. Io, personalmente, anche subito. Visto che sul blog filo pedofilo, redatto in violazione art. 494 del Codice Penale e seguenti, denominato "Maxi Fasso" (clona il nome di Frassi) è pubblicato uno stralcio significativo dei rapporti del "giustiziere" con i rappresentanti dell'associazione per delinquere che mi minaccia di morte.

Sfortunatamente per loro son tutti in errore, compreso il nuovo blogger de L'Unità. Infatti l'oscuramento del blog non è operato della pur eccezionale dottoressa Pantano del processo a Pino Lamonica in Reggio Emilia, ma dalla Procura di Bergamo meglio nota al secolo come l'acerrimo nemico di Pirate Bay e vittima dei luttuosi comportamenti del sardo commerciante in pornografia, che perseguita e istiga a delinquere e a commettere atti contrari alla buona amministrazione della Giustizia contro la Morandi.

Purtroppo, per tutti, sono ormai molti mesi che l'operato nefasto del gruppetto di agitatori pro pedofilia si è spostato su Facebook, dove ha addirittura una propria pagina. Un mezzo che utilizzano con le sole finalità dello stalking ai danni delle persone per bene e/o delle associazioni a favore delle vittime, oppure direttamente ai danni delle vittime.

Esattamente come è in queste ore che mia figlia sta subendo molestie provenienti "sempre" dal medesimo circuito delinquente. Molestie che saranno tutte denunciate, come già in precedenza ho fatto io e altri membri della mia famiglia.

Da notare. Sul blog contro Frassi sono pubblicati i volti dei due personaggi più temuti dal mondo dei sostenitori della pedofilia: il mio volto e quello di Don Fortunato di Noto.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-21_143908_MORTO_GIUSTIZIERE_evidenziata.jpg


Di cosa sono responsabili moralmente i blog del circuito Falsi Abusi: Non mi pronuncio su quello che non è palesemente reato, già data la clonazione del nome di Frassi, ma su quel che è della morale e della comune netiquette del web.
E' al circuito Falsi Abusi che si può attribuire moralmente l'aver inventato le "clonazioni", pur di creare il caso Frassi. Il caso Morandi viene in data successiva, ma è attribuibile alla frequentazione telematica del Giustiziere con Duna, autrice dell'intera produzione settembre/dicembre 2008 (oltre 35 clonazioni del nome e dei nomi associativi tra blog e forum), vittima e carnefice anche per i dictat del pubblicitario ed esperto in neuromarketing Third_Eye (identificato Questura di Viareggio il 14 settembre 2008). Il materiale prodotto in quelle date , produzione per altro mai cessata, avrebbe facilitato l'operazione di dossieraggio in corso da agosto 2009 a copertura di una truffa con sfruttamento delle mie prestazioni professionali e altro, anche ai danni di terze persone.


Ovvero lo stalker al soldo di un sito del porno commerciale, che mi minaccia di morte  tramite un sito redatto in associazione con altre 5 o 6 persone:




Uno stalker e porno attore la cui attenzione maniacale, perfettamente integrata all'ambiente dei sostenitori della pedofilia e dei pedofili più famosi in Italia, è sempre rivolta ai miei figli minori onde mantenere alto l'interesse nella clientela.  Per la cronaca i miei figli sono tutti promossi con la media dell'otto, fatto questo immediatamente e personalmente verificabile ad un noto pubblico ministero della Capitale, senza avvalersi della PG.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-21_173537_144minaccemorte.jpg

Questa comunicazione è rilasciata a seguito di personale adesione al più recente indirizzo psicologico e operativo per la PG in tema di reati già DL 11/2009, convertito in Legge 38/2009 - art. 612 bis c.p., anche come reazione indotta dallo spavento per la reiterazione dei medesimi reati dall'agosto 2008 ad oggi dati nel contesto di un unico disegno criminoso (persecuzioni a copertura della mia denuncia a mezzo stampa sul caso di  sfruttamento e peculato in Uni Napoli) come sancito dalla Massima contenuta dalla sentenza della Corte di Cassazione, sezione Terza Penale  Presidente Aniello Nappi, PG Vito Monetti  numero 11945 del 12 gennaio 2010.

Tutta la persecuzione ai miei danni è pubblicata a mezzo stampa via web, anche in forma anonima, così l'agenda antistalking a beneficio delle autorità inquirenti è pubblica.

Nella fattispecie del reato: il blog che mi minaccia di morte
è quotato per un valore di 6.519 US Dollar.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-21_182015_quotazione_google.jpg


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