Immagine
 fatima ...... di Lunadicarta
 
"
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali!

Gesù Cristo
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/07/2010 @ 12:57:44, in Indagini, linkato 1219 volte)
Sos per Loredana Morandi


La mia giornata tipo di vittima di stalking è tutta scritta qui, nell'immagine che segue.

ATTENZIONE: tutto quanto avviene per aver io dato "notizia" alla stampa un reato di peculato ai danni del centro elettronico dell'Università Federico II di Napoli e ai danni della popolazione universitaria partenopea. Un reato ai danni dello Stato perpetrato onde servirsi dei computer server universitari per il file sharing illegale.

- nel riquadro rosso il delirante "prezzolato" che mi perseguita non lascia mai cadere l'ossessione per "i miei figli" di cui ha più volte e reiteratamente pubblicato anche le fotografie;

- nel riquadro verde il pedofilo ideologo pontifica se sia abuso o meno quello di un cinquantenne ai danni di una ragazzina di appena 12 anni,

- nel riquadro nero immancabili ad ogni scritto le più e più volte reiterate "minacce di morte";

- visibile a lato la mia foto personale, nel riquadro blu.

Il tutto su un sito che pubblica il mio indirizzo abitativo venti (-20-) volte e tutti i danneggiamenti e le relazioni intrattenute in 2 anni con i numerosi clienti + circa 15 video diffamatori creati appositamente con un tema adatto agli ambienti tipici della pornografia.

E ciò grazie ad un sito del porno commerciale sardo, in hosting presso Tiscali Spa, si indicizza con la pubblicazione del mio numero telefonico anche sul mio indirizzo di casa.

Associando la parola "Sesso" indissolubilmente al mio nome.


Nonostante il mio incontro con il Questore, dott. Salvatore Mulas, in Cagliari il 10 dicembre 2008.

No, non avevamo ancora una legge contro lo stalking, ma i reati erano già tutti lì e si sono moltiplicati grazie all'interessamento dei gestori italiani degli affari criminali di Pirate Bay..


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-05_125557_tutto_in_data.jpg

CLICCA QUI PER ALLARGARE L'IMMAGINE


Queste iniziative mirano all'ottenere i mille ed uno danneggiamenti alla vittima, a me augurano anche l'ischemia cerebrale, però prometto che se devo dar corso ad un "suicidio" pubblico o politico per ottenere "Giustizia" avrò cura di portar con me all'altro mondo alcuni souvenir dell'ipocrisia.

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 08:29:47, in Indagini, linkato 1274 volte)

Si, da ieri, le minacce di morte nei miei confronti sono state infine conclamate dal sito Biagioquotidiano, su piattaforma Blogspot (una proprietà di Google). In che modo? Con la "proclamazione" di un "meme", che istiga tutti gli psicopatici del web ad uccidermi.

Perché i pedofili? In primo luogo per l'acronimo sardo "PVF" indossato dai gestori delle chat hard sulla rete IRC che sfruttava i server di Uni Napoli. Secondo ma non ultimo: il primo tra i miei diffamatori e l'arma contro loro stessi è un ideologo della pedofilia, reo di sostituzione di persona ai sensi degli art 494/496 cp, che accende candele nelle date dell'orgoglio degli orchi e regala pedobear a Natale. E con lui sono arrivati da subito anche gli indagati al processo di Reggio Emilia e i fans dei condannati in Cassazione per gli abusi nell'asilo nido di Torino.

Dichiarazioni non ne ho, salvo una dedica col cuore al dottor Robledo, al dott. Cajani e al giudice Oscar Magi, i tre magistrati del mito dei "Santi precursori" del "Diritto in Rete" e della "Privacy" delle popolazioni italiche.  E sì, 

A I U T O !




L'articolo di Ansa pubblicato su Giornalistaonline.it sulle minacce di morte in data...

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Secondo i giudici della V  Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione il reato di stalking si caratterizza per la reiterazione nel tempo dei reati (con cadenza anche quotidiana) onde ottenere una alterazione dell'equilibrio e della serenità della vittima, forzandone addirittura l'attenzione. Potete vedere un efficace esempio dei reati ai miei danni qui (inoltre gli autori di questo sito hanno pubblicato ripetutamente le foto dei miei figli e ne pubblicano i nomi anche oggi nei commenti). L. Morandi


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
QUINTA SEZIONE PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.:
 
Dott. ANIELLO NAPPI
Presidente

Dott. ANTONIO BEVERE
Rel. Consigliere

Dott. PAOLO OLDI
Consigliere

Dott. VITO SCALERA
Consigliere

Dott. SILVANA DE BERARDINIS
Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

1) AAA N. IL XXX avverso l’ordinanza n. 640/2009 TRIB. LIBERTA’di MESSINA,
del 04/08/2009 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO BEVERE;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. Vito Monetti che ha chiesto il rigetto.
Udito il difensore Avv. Filippo Mangiapane

FATTO E DIRITTO

Con ordinanza emessa in sede di riesame il 4.8.2009, il tribunale di Messina ha confermato il provvedimento del g.i.p. del tribunale di Barcellona, con il quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti di AAA, in ordine al reato ex art. 612 bis c.p.
Il difensore ha presentato ricorso per violazione di legge in riferimento all’art. 612 bis c.p., agli artt. 273, 274, 275, 282 c.p.p., nonché per vizio di motivazione.

Secondo il ricorrente, il tribunale ha ridotto la parte motiva relativa alla qualificazione giuridica del fatto a poche espressioni con cui esprime giudizio positivo sulle argomentazioni contenute nell’ordinanza cautelare, senza specificare per quali ragioni i comportamenti dell’imputato avrebbero integrato l’ipotesi di molestia o avrebbero il carattere di abitualità.

Quanto all’elemento psicologico il tribunale esprime la sussistenza del dolo generico, senza fornire alcun elemento a sua giustificazione.
A giudizio del ricorrente, il giudice del riesame ha complessivamente omesso di effettuare un’analitica dimostrazione della sussistenza di tutti gli elementi legittimanti il riconoscimento della base indiziaria del provvedimento coercitivo e delle esigenze cautelari.
Altra censura riguarda l’assenza di valutazione sull’adeguatezza e proporzionalità della misura degli arresti domiciliari, valutazione sollecitata dai rilievi critici della difesa.

I motivi del ricorso sono manifestamente infondati.

II tribunale del riesame, ha delineato il quadro indiziario grazie a un’accurata analisi delle principali fonti conoscitive, attivate nel corso delle indagini preliminari. Ha fondato così il suo convincimento sulle dichiarazioni della minore nonché su quelle della nonna, BBB, e della madre CCC, con le quali la fanciulla si era confidata. Dalle loro deposizioni è emerso che, in più giorni, compresi tra fine marzo e fine aprile dell’anno allora in corso, spesso quotidianamente, la minore, dell’età di 12 anni, mentre era in attesa dell’autobus di linea, alla fermata posta nei pressi della propria abitazione, era stata avvicinata da un uomo, alla guida di un furgone, che le aveva rivolto apprezzamenti, mandandole dei baci e l’aveva invitata a salire sul veicolo. Il giorno 3 aprile, l’uomo si era recato alla scuola della minore, rimanendo dinanzi all’istituto, rivolgendole sguardi insistenti e minacciosi.
Questi fatti avevano fortemente turbato la minore, tanto da indurla a chiedere ai familiari di non recarsi più a scuola per timore per la propria incolumità fisica.

Grazie ad operazioni di osservazione, effettuate dai carabinieri è risultato che effettivamente il conducente del furgone - identificato con certezza nell’attuale indagato - era più volte, anche a brevi intervalli, passato dinanzi all’abitazione della minore rivolgendovi lo sguardo con insistenza. Sulla base di questa ricostruzione dei fatti, l’ordinanza del tribunale del riesame - esaminata adeguatamente la piena credibilità delle principale fonte conoscitiva - ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, in ordine al reato ex art. 612 bis c.p., esponendo argomentazioni tecnicamente corrette, in ordine alla collocazione dei comportamenti del AAA nell’ipotesi criminosa (cd stalking, letteralmente “atto di fare la posta alla preda”) introdotta con l’art. 7 del decreto legge 23.2.2009 n. 11, convertito in legge 23.4.2009 n. 38.

Come è noto, la norma sul reato di “atti persecutori”è stato inserita nel nostro ordinamento a tutela della libertà morale della persona e ha ad oggetto condotte reiterate di minaccia e molestia che determinano nella vittima, alternativamente:

-   un perdurante e grave stato di ansia o paura,
-   un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persona comunque affettivamente legata,
-   la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.

Č evidente la precisa conformità alla norma in esame, della qualificazione giuridica delle condotte del AAA contenuta nella motivazione dell’ordinanza impugnata, laddove pone in evidenza i caratteri di reiterazione nel tempo delle illecite condotte del AAA, che si sono succedute per un ampio arco di tempo, con cadenza anche quotidiana, tanto da giustificare, nel corso delle indagini preliminare, l’accertamento del perdurante stato patologico da esse causato nella vittima. Pienamente corretta è la definizione di tali atti come molesti, cioè forieri di alterazione della serenità e dell’equilibrio della minore, in quanto diretti a forzare la sua attenzione e a stringere con lei un rapporto, percepito evidentemente come anomalo e pericoloso dalla destinataria. L’ordinanza ha poi analizzato la realizzazione di uno dei tre tipici eventi, delineati dalla norma in esame e cioè il perdurante e grave stato di ansia e di paura, in quanto ha compiutamente descritto il destabilizzante turbamento psicologico della minore, che ripetutamente ha manifestato il suo stato nei racconti alla nonna e alla madre, giungendo fino a esprimere l’intento di rinunciare a recarsi a scuola. La non realizzazione di questo intento ha evitato che la condotta del AAA determinasse anche un altro evento previsto dalla norma (l’alterazione delle proprie abitudini di vita). Sul dolo generico ravvisabile in questi comportamenti seriali del AAA, l’ordinanza si è ugualmente espressa in maniera del tutto adeguata e completa, avendo messo in risalto come l’indagato, passando ripetutamente nei luoghi frequentati dalla minore, proprio negli orari in cui ella era solita ivi trovarsi, abbia dimostrato di rappresentarsi gli effetti psicologici concretamente realizzati.

L’ordinanza ha dato una giustificazione pienamente corretta alla prognosi negativa, ex art. 274 lett. c) c.p.p. sui futuri comportamenti del AAA, mediante

a) il richiamo alla gravità dei fatti e alle modalità di esecuzione in danno della persona offesa,
b) il richiamo ad altro gravissimo comportamento del AAA, tenuto il 2 luglio successivo, in danno di altra minore.

Ugualmente è aderente alla disciplina sui requisiti di adeguatezza e proporzione della coercizione personale in atto, il rilievo dato dall’ordinanza alla capacità a delinquere del AAA e all’inidoneità di altra misura meno gravosa a far fronte a esigenze di prevenzione speciale di così alto spessore. La manifesta infondatezza dei motivi del ricorso comporta la declaratoria della sua inammissibilità, cui consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1.000 alla cassa delle ammende.
 
P.Q.M.
 
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1.000 in favore della cassa delle ammende.
 
Roma, 12.1.2010
Depositato in cancelleria il 26 marzo 2010.
 
Il Consigliere estensore
Dott. Antonio Bevere     

Il Presidente
Dott. Aniello Nappi
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 10:17:51, in Indagini, linkato 1868 volte)
Arriva l'Expo del porno nella Rossa Toscana


Mentre impazza la campagna contro i cd "preti pedofili", quei poveri cristi presi a soggetto per il ricatto economico alla Chiesa Cattolica, la Rossa Toscana, ultimo baluardo della sinistra in Italia, si veste da "Escort" ed ospita l'Expo commerciale della pornografia.


Siamo stati noi, gridano in coro i compagni comunisti toscani da Pisa e dalle sue provincie! Siamo stati noi rispondono a loro i pugliesi di Vendola! Siamo stati noi!, rispondono dalla falsamente morigerata Cagliari, quando uno degli avvocati della Baia e il suo pornografico cliente sono qui su questo sito, un giorno dopo l'altro, per valutare se io ho realizzato o no che la donna accusata di segregare i figli per mettersi in vendita via chat è a collegata alle loro chat hard. Si lo è, io non ho alcun dubbio e chissà come veniva ricattata la poveretta dai signori del porno di Selargius, ma la risposta è facile, a buon conto mostrandole cosa stanno facendo a me  in ricatto da 18 mesi e il placet di Tiscali e di "patron Soru".


Esatto, il mio è un mea culpa politico, nonostante il fatto che io non abbia colpa alcuna o personale delle escort nel letto del premier, del libro pubblicato alla compagna D'Addario  con la storia del coito di una notte, della compagna Francesca nel letto di Bertolaso o della prostituzione con ricatto delle transessuali di Marrazzo.

Di codesta politica esulterebbe Bianchini, lo stupratore seriale di Roma, se solo non fosse finito nelle maglie della giustizia. E forse è stato ben nascosto per anni da tutto quel che bolliva nella pentola...

Il Programma della Rossa Pisa: ogni giorno Animazione XXXXL con Lulù Angel, sadomaso con Golem Low, 100 sexygirls, “La Città per le Donne”, telefono erotico, doccia erotica, palestra erotica, tunnel dell’amore, talk erotik e in più seducenti sfilate di moda, colorati spettacoli di drag queens diretti da Regina (proprietaria del Priscilla Caffè e leader del movimento transgender), cioccolateria erotica e il sexy ristorante “Herotika” presso cui cenare in ottima compagnia.

La finale di Miss Trans Erotik invece sarà in scena a Lucca, domenica 11, dove la fiera maschilista dell'industria della chirurgia plastica sarà presentata addirittura dal signor Vladimiro Luxuria, di ritorno dalle ormai troppe esperienze televisive, dai reality e dal nostro povero senato dove, come unico contributo alla società civile  italiana, trascorrendo l'intero mandato in giro per i gay pride del pianeta,  egli ha tiranneggiato le donne per l'uso della toilette come navigato maschilista.

Non mancherà Tinto Brass, candidato per il c**o e la Bonino alla Regione Lazio, nell'ultima tornata elettorale per le amministrative.

Il menù del diletto per i pornomilitanti è presto detto, sesso commerciale a 360 gradi per dimenticare la crisi, per dimenticare che si pagheranno le tasse "federali" per finanziare la coca, i festini e gli svaghi dei politici amministratori e i loro acquisti sconsiderati o sessuali.

Col senno di poi, in una conversazione email con l'ufficio stampa della associazione contro la pedofilia Caramella Buona sulle questioni dei "preti", ho recentemente potuto rivedere Marrazzo, quando ancora non immaginavamo la corruzione a lui intorno, nella visita del verde Angelo Bonelli al regista Giancarlo Scancarello presso il carcere di Rebibbia su incarico della Regione Lazio a pochissime ore dall'arresto sul caso Rignano Flaminio. Vien da domandare: "cos'altro c'era nella vita dell'ex amministratore regionale?"

L'agente da me intervistato a piazza Navona durante l'evento organizzato dalla Polizia delle Telecomunicazioni per la prevenzione del crimine in rete è stato perentorio: "Il target del pedofilo in rete è socialmente e culturalmente molto elevato". Io gli credo e come me gli crede la magistratura che ha indagato sul Mostro di Firenze. Ma nella "rossa Pisa" quegli amministratori che permettono l'evento commerciale del porno sono addirittura immemori di tutti i fenomeni legati alle devianze determinate dalla pornografia ad iniziare con il caso,  trattato anche su queste pagine, della ragazza "seviziata e ricattata per 10 mesi" dalla sua comitiva/branco in Lucca, patria del Lucca Comics.

In questo clima caliente dove è tutto sacrosanto il commercio, ma un sessantenne e un omosessuale dichiarato sono liberi di mentire alla stampa solo per soldi o pubblicità, diviene istruttiva la lettura de L'Antefatto, il blog de Il Fatto, quando riprende una intervista a Massimiliano Frassi che dichiara:

“Gran parte della società è impreparata, incapace di fronteggiare l’abisso oscuro della pedofilia. Certo, si affronta come tematica astratta, ma quando si ‘incarna’ nel vicino di casa, nel collega di lavoro o nel proprio parroco non si riesce più a coniugare l’immagine pubblica di quella persona con le accuse. E’ uno dei motivi per cui la società si schiera spesso al fianco dell’accusato, non della vittima, emarginando chi, con grande difficoltà, è riuscito a denunciare quanto subito”.

La società è preparata, eccome se lo è in questi eventi e nella costruzione sinergica del nuovo oppio dei popoli planetario. Falso quanto afferma Frassi. Lui stesso è la riprova di come il successo e il personale tornaconto inducano tutti gli sfruttatori a farsi paladini del "carrozzone", anche solidarmente a dichiarazioni in apologia della Pedofilia, quelle proferite al convegno di Palermo e diffuse via Facebook dal gruppo dei pedofili a me intitolato, dal quale il Frassi pur lieto di avere un "clonatore ufficiale" si ritrasse fin tentando senza  esito la censura ai miei danni. Io ho denunciato, convinta, principalmente, proprio dal comportamento di Frassi il cui clone oggi imperversa "letteralmente"su Facebook, sapendo lui niente affatto belligerante.

Cosi... Quohelet (Ecclesiate) 1, 14: Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità ed inseguire il vento..

L.M.

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Messaggi offensivi su Facebook:
scatta la condanna al risarcimento del danno
Tribunale Monza, sez. IV civile, sentenza 02.03.2010 n° 770 (Simone Marani)



(Nel mio caso ricorrono anche la violenza privata, le minacce, gli insulti, i danneggiamenti volontari ai miei figli minori, l'istigazione di una azione di neuro-marketing e altri reati in associazione per delinquere, per la partecipazione di fatto di società commerciali. La cosa più penosa è che per tenerli a debita distanza sono anche costretta a rispondere, quando eviterei il se pur minimo pensiero).

E’ tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio per il tramite del social network “Facebook”.

Lo ha deciso il Tribunale di Monza, Sezione Quarta Civile, con la sentenza 2 marzo 2010, che segnaliamo per essere stata la prima, in Italia, a trattare di uno dei siti di condivisione più popolari al mondo.

Il caso

Tizia, portatrice di una particolare tipologia di strabismo, definita “esotropia congenita”, conosce Caio, tramite “Facebook”, con il quale incomincia una vera e propria relazione sentimentale.

Il ragazzo, evidentemente assillato dalle continue e pressanti attenzioni della donna, decide di inviare a quest’ultima, sempre mediante l’utilizzo del social network in questione, un messaggio, ben visibile da altri utenti, con il quale, oltre ad intimarle di cessare ogni rapporto con il medesimo, non solo infieriva sull’aspetto fisico della giovane, ma rendeva palesi determinati gusti sessuali di quest’ultima, ledendo, in tal modo, la reputazione, l’onore ed il decoro della ragazza.

Per tale motivo, Caia decide di adire le vie legali, chiedendo al magistrato il risarcimento del danno morale soggettivo o, comunque, del danno non patrimoniale, conseguente alla lesione subita.

Il social network quale strumento di diffusione dell’espressione lesiva della reputazione

Facebook è, attualmente, di sicuro uno dei più noti social network ad accesso gratuito, sorto nel 2004 ad opera del giovane studente di Harvard Mark Zuckerberg, all’interno del quale gli utenti possono creare dei propri “profili personali” contenenti fotografie, video, informazioni personali e liste di interessi, oppure scambiarsi messaggi, sia pubblici che privati, ed aderire a gruppi di amici.

In altre parole, Facebook consente agli utenti di fruire di alcuni servizi tra i quali l’invio e la ricezione di messaggi, fino alla possibilità di scrivere sulla bacheca di altri amici, decidendo di impostare diversi livelli di condivisione di tali informazioni. E’ evidente di come gli utenti del social network siano consapevoli del fatto che altre persone possano prendere visione delle informazioni scambiate in rete, anche indipendentemente dal loro consenso. E’ quello che accade mediante lo strumento del “tagging”, il quale permette al soggetto “taggato” di copiare fotografie, video e messaggi pubblicati all’interno delle bacheche o profili altrui.

Come rilevato dal Tribunale di Monza, sebbene il sito offra ai soggetti iscritti grandi possibilità di relazionarsi con gli altri, molti sono i rischi delle “potenziali esondazioni dei contenuti che vi si inseriscono”, contenuti il più delle volte sottratti alla disponibilità dell’autore per effetto della procedura appena accennata.

La soluzione accolta dalla giurisprudenza di merito

L’istituto del danno non patrimoniale è, probabilmente, quello che più di ogni altro, negli ultimi anni ha visto un progressivo innalzamento dell’attenzione da parte della giurisprudenza, in particolare di legittimità. A tal proposito si ricorda come, secondo l’orientamento tradizionale di tipo restrittivo, si rinvenisse la risarcibilità del danno non patrimoniale solo nei casi in cui il fatto costituisse reato, interpretando limitatamente il disposto dell’art. 2059 c.c., il quale restringe la risarcibilità di tale voce di danno ai “soli casi determinati dalla legge”. Com’è risaputo, la Corte Costituzionale, con la sentenza 30 giugno - 11 luglio 2003, n. 233 disattese tale impostazione, affermando il principio secondo il quale il risarcimento del danno non patrimoniale doveva essere concesso in caso di lesione di qualsiasi “valore” di rilievo costituzionale.

Il danno non patrimoniale è sì risarcibile nei soli casi previsti dalla legge, ma questi si dividono in due gruppi: a) le ipotesi in cui la risarcibilità è prevista in modo espresso (fatto illecito integrante reato); b) quelle in cui la risarcibilità, pur non essendo prevista da norma di legge, deve ammettersi sulla base di un’interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., per avere il fatto illecito vulnerato, in modo grave, un diritto della persona direttamente tutelato dalla legge (Cass., Sez. Un., sentenza 16 febbraio 2009, n. 3677).

Sul punto, il Tribunale di Monza, richiamando la recente giurisprudenza di legittimità, precisa come “nell’ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la formula danno morale non individua una autonoma sottocategoria di danno, ma descrive – tra i vari pregiudizi non patrimoniali – un tipo di pregiudizio, costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata: sofferenza la cui intensità e durata nel tempo non assumono rilevanza ai fini della esistenza del danno, ma solo della quantificazione del risarcimento” (Cass. Sez. Un., sentenza 11 novembre 2008, n. 26972 e n. 26975).

Secondo il giudice territoriale, nella specie deve essere affermata la risarcibilità del danno morale soggettivo, quest’ultimo inteso cometranseunte turbamento dello stato d’animo della vittima del fatto illecito, ovvero come insieme delle sofferenze inflitte alla danneggiata dall’evento dannoso, del tutto indipendentemente dalla rilevanza penalistica del fatto.

Rilevanza che, secondo il giudice, si potrebbe ravvisare nel fatto sussumibile nell’ambito della previsione normativa di cui all’art. 594 (ingiuria) e, soprattutto all’art. 595 (diffamazione) c.p. “alla luce del cennato carattere pubblico del contesto che ebbe ad ospitare il messaggio de quo, della sua conoscenza da parte di più persone e della possibile sua incontrollata diffusione a seguito di tagging”.

(Altalex, 30 marzo 2010. Nota di Simone Marani)

 

Tribunale di Monza

Sezione IV Civile

Sentenza 2 marzo 2010, n. 770

Massima e Testo Integrale

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Di Loredana Morandi (del 26/03/2010 @ 17:35:27, in Indagini, linkato 1294 volte)
Il metodo è il solito.

L'hacking delle immagini. Hanno già fatto parecchie prove su questo sito, dilettandosi con il logo di Uguale per tutti, il blog del magistrato Felice Lima.

In quella occasione ho salvato in immagine tutti i danneggiamenti e gli IP degli hacker.

Sto facendo la stessa cosa anche ora.

Le manine ve le appiccico al computer cari signori di Yumeshima.


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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 09:10:44, in Indagini, linkato 1236 volte)
Fotografia e Pedofili
l'errore umano della Terza Penale di Cassazione


La sentenza pubblicata ieri dalle agenzie è sbagliata. Purtroppo lo Stato non ordina aggiornamenti per il personale dipendente o per la magistratura, quindi la cecità è determinata soprattutto dalla "non conoscenza" dei fatti.


Coloro che invece conoscono la storia del boy love day sono anche informati dell'esistenza di una data alternativa, legata alle tematiche del girl love, intitolata Alice Day nell'aprile di ogni anno. Questa data non ha la stessa diffusione del doppio evento omosex (a giugno e a Natale), perché quest'ultimo è statutariamente promosso dai movimenti omosessuali internazionali e neppur nascostamente da quello italiano.

Come lo conosco io? E' semplice, perché vi sto parlando dell'atavico nemico di Don Fortunato Di Noto,  l'autore del sito mostro fotografico tradotto in circa sette lingue, contenente gli interessi morbosi e necrofili di un pedofilo verso le bambine. Un pedofilo fotografo, che nel corso della sua oscena carriera ha rubato centinaia e centinaia di scatti illegali ai danni di minori e delle loro famiglie (i bimbi sono fotografati anche per mano ai genitori) e li ha pubblicati tra la fine degli anni '90 e il 2007 sul suo sito.

L'afghano della sentenza assolutoria romana alla luce delle realtà della rete e della lobby  è un pedofilo oppure, ed è più grave, egli è la longa manu di una organizzazione di pedofili scelta a caso tra gli "esibizionisti pedofili" della fauna ostiense.

La fotografia "ricordo" è costume fisiologico dei pedofili ed antica, oscena, documentabile, tradizione. La fotografia per un pedofilo è la partecipazione diretta al reato predatorio, anche quando non consumato, e contestualmente l'atto del conclamare l'apologia del reato stesso, anche oltre il "così fan tutti". La fotografia è così  la "seconda pelle" del pedofilo, quella che puzza di carogna, tanto per esser chiari.

Gli operatori seri sanno che alla Cassazione son mancati "gli strumenti" per perseguire il reato commesso dall'uomo sulla spiaggia di Ostia, ma piuttosto che accettare passivamente il "sospetto giornalistico" sulla cd "frenata ammazza sentenze", a mio avviso, la Terza Penale dovrebbe piangere, coprire la testa di cenere, battersi il petto e a gran voce richiedere "gli strumenti" al Governo.

Il bene di un tal gesto avrebbe un ritorno addirittura "politico", perché tra il cd "processo breve" e il "legittimo impedimento" questo governo conserva nel cassetto delle cose dimenticate la migliore proposta di Legge sui reati di pedofilia, mai prodotta prima in un parlamento aderente alla Unione Europea. "Lo strumento", appunto.

A dimostrazione integrale di quanto dico sulla storicità ideologica della "fotografia" ecco le foto dei "bimbi in spiaggia" in rete più "famose" cui io, don Di Noto e tutti gli operatori seri contro la pedofilia, compresa la Polizia delle Telecomunicazioni,  si possa ricorrere al più puro titolo di "documentazione". 

Nel ritaglio sono oscurati il nome, il link e ogni altro riferimento che induca "chiunque" alla visitazione di questo sito.






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Di Loredana Morandi (del 18/03/2010 @ 13:37:30, in Indagini, linkato 1592 volte)
Wolfram & Hart, Specialize in representing Demons:
Riunione Aziendale a Roma



La Wolfram & Hart, Attorneys at Law, Specialize in representing Demons (letteralmente: il Lupo/Capro ed il cervo, Esperti in Legge specializzati nella difesa dei Demoni) organizza un incontro aziendale a Roma.

Val la pena di andare a sbirciare sul chi siano gli pseudo politici saliti sul carrozzone del crimine, per essere sicuri di non votarli la prossima volta che si candidano. Dalla più recente attitudine  politica direi che ci sarà  anche qualche aspirante e sinistro "pappa digitale".

In Italia, cari signori, basta prostituzione e pornografia a qualsiasi titolo, anche e soprattutto al titolo delle falsità sullo sviluppo sostenibile, che in certi ambienti si legge solo "soldi facili". Infatti, come sovente si pensa per la politica, così è certamente per il file sharing illegale:

Deve bruciare una intera generazione di corrotti venditori di pornografia (e con loro gli studi legali demoniaci), per poter anche solo parlare di sviluppo sostenibile. 

L.M.

I pirati del web si incontrano a Roma
Ed è polemica: «Chi tutela gli autori?»

Festa del partito pirata sabato al cinema di Roma Capranica
Proteste del Centro Studi per la difesa dei diritti degli autori    

ROMA (16 marzo) - Cosa complottano i pirati del web?. Per scoprirlo è sufficiente andare sabato 20 marzo al cinema Capranica di Roma, dove dalle ore 11 si svolgerà La festa del partito pirata, un'intera giornata dedicata alla libertà della rete», come spiega un comunicato degli organizzatori. Ma non mancano le polemiche.

File sharing (condivisione di video, audio e altri materiali) come «alternativa ai grandi monopoli mediatici», «leggi repressive ma di fatto aggirabili», e presentazione di software sviluppati dalle comunità di hacktivisti per garantire l’anonimato libertà di navigazione degli utenti che vivono in paesi dove internet viene censurato. Questi alcuni dei temi che verranno affrontati al cinema Capranica insieme a personalità politiche, rappresentanti del Partito pirata svedese e di The Pirate Bay.

Ma non mancano le polemiche. La festa del partito pirata prevista «lascia sbigottiti» commenta Tullio Camiglieri, Coordinatore del Centro Studi per la difesa dei diritti degli autori e della libertà di informazione. «A quando - chiede - il partito dei furti con destrezza o l'associazione degli amici dello sballo legalizzato?». Camiglieri, è stupito dal fatto che alla manifestazione abbiano aderito «anche Deputati del nostro Parlamento, sarebbe più utile se questi nostri rappresentanti pensassero a tutelare responsabilmente l'industria culturale italiana saccheggiata quotidianamente dalla pirateria online. Centinaia di migliaia di persone impiegate nel cinema, nell'editoria, nei giornali e nell'industria musicale rischiano il loro posto di lavoro. Senza i ricavi non ci saranno più investimenti e non avrà più senso destinare risorse economiche alla realizzazione di un film, di un documentario, di un nuovo giornale o di una produzione musicale».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94907&sez=HOME_SCIENZA
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Di Loredana Morandi (del 16/03/2010 @ 08:40:11, in Indagini, linkato 1499 volte)


Luigi de Magistris: La Vergogna

" E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali! "  Gesù Cristo

Questo signore, ormai sfuggito al "giudizio" del Consiglio Superiore della Magistratura e che oggi si permette di insultare Sua Santità Benedetto XVI, è stato "filmato" presenziare ad una apologia del reato di pedofilia in data 28 settembre 2009 in Palermo.

L'omino dei Marshmellow con una battuta collaudata, informata e consapevole ha provocato il "plauso solidale" del signor de Magistris e della signora Sonia Alfano sui seguenti processi per pedofilia:

Asilo Nido di Torino, condannati in Cassazione Apolloni e Bellario per abusi ai danni di minori;

Reggio Emilia, abusi ai danni di minori e detenzione di materiale pedopornografico, indagati i consulenti per tentata subornazione dei testimoni minori (oggi reato di intralcio alla Giustizia);

Rignano Flaminio, in corso il processo alle maestre e al regista Rai, dopo l'ammissione delle testimonianze dei minori e nonostante le fiaccolate contro le famiglie;

I casi di Facebook: tutti i gruppi che motteggiano all'abbassamento dell'età del "consenso" al sesso per i minori; tra questi sono 3 + 1 donna i pedofili dichiarati che mostrano il volto, più tutti coloro che agiscono in anonimo.

I clonatori: Maxi Fasso, ovvero il clone (denunciato Associazione Prometeo Onlus, Movimento Genitori, ecc..) ai danni del presidente di una associazione onlus che si occupa del contrasto al fenomeno della pedofilia. Da notare sul blog pro pedofilia: le foto di Don Di Noto e Loredana Morandi.

L'acronimo PVF, la società sarda del porno commerciale protetta da Pirate Bay, da me individuata quando fui costretta a fronteggiare l'esistenza di un reato di peculato d'uso della durata di 4 anni ai danni dell'Università italiana Federico II di Napoli.

Le società commerciali interessate allo sfruttamento del centro elettronico universitario partenopeo: TRE. Azzurra.org (che del reato reca intatta l'intera "apologia storica"), Top Host Srl (i tecnici universitari), Promotux snc (la pornografia).

Gli istigatori "del metodo" nato come copertura dei reati di violenza contro i minori, omnicomprensivo della diffamazione ai danni delle famiglie dei  minori abusati.

Si legga il signor Gianni Perfetti, edito con Marco Travaglio da ChiareLettere, sul blog de ILGIUSTIZIERE (il consulente indagato a Reggio Emilia) insieme al "clonatore" Maxi Fasso. Dal tenore dello scritto si evince che siano consolidati i rapporti tra gli attori e finalizzati alla diffamazione e alla molestia degli operatori dell'antipedofilia.

Il fondatore del "centro di documentazione Falsi Abusi", su facebook con la sua vera identità e chissà cos'altro.

L'attore del processo di Reggio Emilia, i cui abusi sono in discussione, mentre è consolidata dal sequestro la detenzione di materiale pedopornografico sui computer.

Personalmente mi ritengo derubata dal signor de Magistris e dalla signora Alfano di ben 7 mesi  della mia vita, spesi in lavoro  per la vertenza sindacale ATU, di cui essi devono a me la piena informazione.

Per appropriarsi del mio lavoro hanno fatto pubblicare le fotografie dei miei figli sui blog finanziati da Pirate Bay  (gli interessi internazionali allo sfruttamento di una Università Italiana) al solo titolo di minaccia e violenza privata.

E coinvolto 2 magistrati siciliani.

Vergogna

N.B. Gioacchino Genchi è stato denunciato.
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Di Loredana Morandi (del 27/02/2010 @ 19:47:04, in Indagini, linkato 1448 volte)
Egregio Signore mandato dalla Ragioniera da Cameri,


mi creda, io non le sono nemica a priori, ma desidero qui informarla delle condizioni in cui ella è chiamato/a a svolgere il proprio ruolo, in quella che io definisco una operazione strumentale anche un po' sporca.

In primo  luogo La invito senz'altro a farsi ben pagare dalla sua cliente, poi l'avverto che la sua cliente è da anni ed anni impegnata nel file sharing illegale ed inoltre frequenta molte comunità del porno virtuale e non solo. Dove il "non solo" è rappresentato da una società in nome collettivo di Cagliari, che mi perseguita da ben  oltre 18 mesi e della quale io individuai il concorso nei reati di danneggiamento dei computer server del Centro Elettronico dell'Università Federico II di Napoli.

Gli animatori di codesta società utilizzavano un acronimo, equiparabile in criminologia ad un "cartello pubblicitario" pro pedofili omosessuali. Il famosissimo PVF di Selargius, ove solo la F è nota e corrisponde con esattezza al titolare della Società in Nome Collettivo.

Io studio, mio malgrado, i comportamenti della Ragioniera da Cameri da quasi 2 anni, ovvero dal luglio/agosto 2008 ad oggi, cioè l'esatto periodo in cui io ho subito persecuzioni di ogni tipo e attraverso il web tramite ogni portale conosciuto, sia esso piattaforma per blog o forum, o semplice aggregatore di notizie, oppure servizio da me acquistato.

La sua bizzarra quanto pericolosa cliente, esclusivamente ai miei danni, si è recentemente inoltre fatta portavoce di una truffa molto grave e nei mesi di gravi danneggiamenti economici e di immagine.



La firma della Ragioniera da Cameri risulta tra quelli degli autori del blog pirata Biagioquotidiano (su piattaforma Blogger.com - estensione blogspot.com), gli stessi che divulgarono alcune minacce di morte ai miei danni in data 23 ottobre 2008, che in forza di un momentaneo appoggio di Pirate Bay millantavano la corruzione di un magistrato e che oggi ripetono all'infinito una identica tiritera (meme) sulla figura istituzionale di un  paio di magistrati siciliani.

Quello stesso blog "pirata" in accordo tra tutti gli autori e i partner criminali esterni ha pubblicato e minacciato anche i miei figli minori.

Sono sincera: non mi spaventa o preoccupa minimamente l'operazione strumentale a Lei proposta da questo inquietante personaggio. Consideri che io sono attenta da sempre ad ogni minimo particolare e della donna in questione, nel corso dei molti mesi sono in possesso anche dei dati concernenti la "navigazione illegale" in Kanji, i caratteri della lingua giapponese.

La invito senz'altro a prendere maggiori informazioni per se stesso/a e a non tentare alcuna operazione extragiudiziaria di bavaglio ai miei danni. Come Le dicevo non le sono nemica, ma la informo che io denuncio  anche gli avvocati senza alcun timore, ed in virtù della illuminante conoscenza sui loro clienti.

Mi creda, non io non faccio l'investigatore privato neppure per me stessa, anche se mi dicono che ne avrei la stoffa, bensì penso e archivio come un buon carabiniere di antico stampo. Lo stampo del "buon padre di famiglia".



Le mostro così il primo collegamento, seguito a ruota "liberissima" proprio dalla Ragioniera in Cameri su browser "Opera 9.8". Non me ne voglia: il sabato è una giornata estremamente tranquilla e 3 utenti, tutti dalla Lombardia (Novara, Prarolo e Cameri), brillano come stelle del firmamento. Naturalmente ho conservato copia degli IP e li consegnerò alla Autorità Giudiziaria.

Ai delinquenti comuni del circoletto del pedo e porno: attenti a quel che fate.

Le vostre mani resteranno certamente appiccicate alla tastiera. Ed io, che non devo occuparmi più di lavoratori, faccio solo questo per mestiere: mandarvi in galera.

Capito bene signorinella?

Distintamente

Loredana Morandi
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