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 .. il poeta è immortale, dedicato a R.B.... di Lunadicarta
 
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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 27/12/2010 @ 10:33:25, in Politica, linkato 1447 volte)
Le parole "natalizie" del premier si commentano da sole, per questo condivido il titolo del taccuino di Marcello Sorgi per la Stampa: "E adesso tutti guardano alla Consulta", che potete leggere cliccando il link, e che rende bene il clima di attesa. Presenta un qualche interesse l'affermazione che B. non si candiderà nel 2013, ma come prevedibile sarà lui a designare il "delfino", rivedetelo su youtube. L.M.

Berlusconi: ingerenze magistratura

sono "emergenza democratica"


venerdì 24 dicembre 2010 10:32

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato oggi a dire che il governo attuerà la riforma della giustizia entro la legislatura, affermando che le "ingerenze" della magistratura sono una "emergenza democratica".

Dopo aver annunciato ieri l'intenzione di proporre una commissione parlamentare per indagare se tra i magistrati c'è una "associazione tesa all'eversione", oggi, intervenendo per telefono alla trasmissione tv Mattino 5 di Canale 5, il premier ha detto che la riforma del sistema giudiziario "è necessaria perché è un'emergenza grave, in quanto le indebite ingerenze della magistratura su altri poteri dello Stato costituiscono una vera emergenza democratica".

Sulla vicenda pesa l'attesa per metà gennaio 2011, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla costituzionalità del cosiddetto "legittimo impedimento" che il premier e i ministri possono invocare per non prendere parte ai processi in cui sono imputati.

Berlusconi ha detto che la riforma sarà completata "entro la fine della legislatura", la cui durata naturale si estende fino alla primavera del 2013. Ma ieri lo stesso premier ha detto, rivolgendo un appello al cosiddetto Terzo Polo, che se entro fine gennaio il governo non dovesse avere una maggioranza stabile, sarebbe meglio andare ad elezioni anticipate.

E parlando di centristi, che ieri col leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini hanno rifiutato l'offerta di allargare la maggioranza, Berlusconi oggi ha detto di sperare in un loro "ravvedimento".

"Quanto a Casini vedremo, anche se lui ha perso una grande occasione: quando (il presidente della Camera e leader del Fli Gianfranco) Fini se ne è andato, poteva sostituirsi a Futuro e Libertà, per aiutare il governo e la maggioranza dall'esterno, dando prova di un grande senso di responsabilità. Non lo ha fatto, spero che si ravveda".

Il leader centrista, che proprio con Fini e l'ex Pd Francesco Rutelli ha dato vita a un coordinamento parlamentare che dovrebbe trasformasi nel 20111 nel cosiddetto "Polo della Nazione", ha detto nei giorni scorsi che non intende "mettere i bastoni tra le ruote del governo", ma ieri ha precisato che il suo appoggio ci sarà solo caso per caso.

La Rassegna

Berlusconi: ingerenze magistratura sono "emergenza democratica"

Reuters Italia - ‎24/dic/2010‎
ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato oggi a dire che il governo attuerà la riforma della giustizia entro la legislatura, ...

GIUSTIZIA: BERLUSCONI, MAGISTRATURA E' UN'EMERGENZA DEMOCRATICA

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎24/dic/2010‎
(IRIS) - ROMA, 24 DIC - La giustizia è "un'emergenza grave" perché "le indebite ingerenze della magistratura su altri poteri dello Stato costituiscono una ...

MATTINO 5/ Video youtube, Berlusconi: “Magistrati emergenza ...

Il Sussidiario.net - ‎24/dic/2010‎
MATTINO 5 VIDEO BERLUSCONI – Il presidente del consiglio è intervenuto stamattina al programma Mattino 5 condotto dal direttore di Libero, ...

Berlusconi: "I magistrati sono una emergenza democratica"

Julie News - ‎24/dic/2010‎
MILANO - Non bastando evidentemente la conferenza stampa-fiume di ieri a Palazzo Madama, questa mattina il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi è ...

BERLUSCONI: ANDREMO AVANTI, CON FINI E' IMPOSSIBILE ACCORDO. E ...

Clandestinoweb - ‎24/dic/2010‎
''Sono convinto che andremo avanti. Dobbiamo ampliare i numeri della nostra maggioranza alla Camera e lo stiamo facendo. Abbiamo buone prospettive, credo ...

Berlusconi rilancia:Commissione su pm eversivi.E attacca Consulta

APCOM - ‎23/dic/2010‎
Roma, 23 dic. (Apcom) - Se la Corte costituzionale dovesse bocciare "con una sentenza politica" la legge sul legittimo impedimento, Silvio Berlusconi non ...

«Pm eversivi», Berlusconi vuole un'inchiesta

Il Secolo XIX - ‎23/dic/2010‎
Silvio Berlusconi rilancia l'idea di una commissione parlamentare d'inchiesta sui pm eversivi, in caso di condanna nel processo Mills per corruzione in atti ...

BERLUSCONI: SI AVVICINA SENTENZA L. IMPEDIMENTO E ATTACCA CONSULTA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎23/dic/2010‎
(ASCA) - Roma, 23 dic - La sentenza con la quale la Consulta dovra' pronunciarsi sulla costituzionalita' della norma sul legittimo impedimento si avvicina a ...

Berlusconi: Commissione per pm eversivi

ANSA.it - ‎23/dic/2010‎
(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Una commissione parlamentare ad hoc per valutare se ci sono pm eversivi: Berlusconi, parlando alla conferenza stampa di fine anno, ...

alla Consulta MARCELLO SORGI

La Stampa - ‎21/dic/2010‎
Visti ieri a poche ore di distanza per la prima volta dopo lo scontro alla Camera, che doveva essere - ma non è stato - finale, Berlusconi a Fini sono ...

L.impedimento/ Berlusconi: Se bocciato, continuerò a governare

APCOM - ‎21/dic/2010‎
Roma, 21 dic. (Apcom) - Se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il legittimo impedimento "io continuerò a governare, ma questa volta mi difenderò, ...

Berlusconi: Commissione parlamentare per magistrati eversivi

Iamm e-press - ‎23/dic/2010‎
(IAMM) Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di fine anno, ipotizza la presentazione di una proposta di legge che ...

L.Impedimento/ Berlusconi: Sentenza politica se Consulta lo boccia

Virgilio - ‎23/dic/2010‎
Roma, 23 dic. (Apcom) - Se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il legittimo impedimento "ci troveremmo di fronte a una ulteriore sentenza politica". ...

Berlusconi a Matrix attacca giudici e Corte Costituzionale

AgoraVox Italia - ‎23/dic/2010‎
Durante l'ultima puntata del programma di Alessio Vinci, il Premier alza i toni in caso di dichiarazione di incostituzionalità sul legittimo impedimento. ...

La Consulta:”Gravi le parole del premier, minaccia preventiva”

Newnotizie - ‎22/dic/2010‎
Secondo i giudici della Corte Costituzionale le parole pronunciate da Berlusconi nei giorni scorsi sono una vera e propria minaccia preventiva. ...

Berlusconi a Matrix duro sul legittimo impedimento

Ultime Notizie - ‎22/dic/2010‎
Silvio Berlusconi contro tutti. Il premier a Matrix, su Canale 5, rinnova i suoi attacchi. Contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini, anzitutto, ...

Berlusconi all'attacco dalla “sua” Matrix

Bolognanotizie.com - ‎22/dic/2010‎
MILANO, 22 DICEMBRE – Ieri sera a Matrix, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è partito all'attacco. Uno contro tutti, così è apparso nel lungo ...

Silvio Berlusconi a Matrix: 'Io sono io'

Excite Italia - ‎22/dic/2010‎
Silvio Berlusconi è stato l'ospite di una puntata speciale di Matrix. Durante la trasmissione ha parlato della situazione della politica italiana ...

Berlusconi a Matrix vende cara la pelle

Vita di Donna Community - ‎22/dic/2010‎
Berlusconi a Matrix dice che se la Consulta bocciasse il legittimo impedimento sarebbe un'indecenza, che lui resterebbe comunque al governo, ...

i miei accusatori"

TG3web - ‎22/dic/2010‎
E' un Berlusconi all'attacco quello visto ieri sera negli studi di Matrix. Il premier prende di mira la Corte Costituzionale, sostenendo che una bocciatura ...
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Di Loredana Morandi (del 27/12/2010 @ 10:19:23, in Politica, linkato 1346 volte)
Queste son notizie che invitano a considerare con prudenza quanto proviene da Wikileaks. L'interpretazione di Spogli è veritiera e riferita con tutta probabilità ai casi trattati dalla d.ssa Clementina Forleo. Ma è anche vero che D'Alema è un non sionista in seno al PD, nonché arcinoto sostenitore dei diritti dei palestinesi. E' di queste ore, infatti, la notizia pubblicata dal quotidiano Haaretz sugli accordi tra Assange e la Kessernet, il governo Israeliano. L.M.


Spogli: D’Alema, giudici?
Minacciano Stato


(ANSA) – ROMA, 24 DIC – In un dispaccio del 2008 pubblicato da Wikileaks l’ex ambasciatore Usa a Roma Spogli sottolinea che sebbene la magistratura italiana sia tradizionalmente considerata orientata a sinistra, l’ex premier ed ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha detto che la magistratura e’ la piu’ grande minaccia allo Stato italiano’.

Pronta la replica del presidente del Copasir D’Alema: ‘giudizio mai pronunciato,che evidentemente all’epoca e’ stato frutto di un fraintendimento tra l’ambasciatore Spogli e me’.

La Rassegna

La missione impossibile di D'Alema: negare l'attacco ai giudici

il Giornale - ‎5 ore fa‎
RomaLa smentita è cauta e diplomatica: il colloquio c'è stato, ma il suo senso venne «frainteso» dall'ambasciatore Usa. Massimo D'Alema finisce nel mirino ...

WIKILEAKS: NAPOLI (PDL), CHISSA' CHE PENSA ANM DI D'ALEMA?

Agenzia di Stampa Asca - ‎24/dic/2010‎
(ASCA) - Roma, 24 dic - ''Sono passate oltre 11 ore dalla diffusione della notizia e ancora non leggo sulle agenzie l'allarme democratico di Luca Palamara e ...

WIKILEAKS: RONALD SPOGLI NEL 2008, BERLUSCONI RISCHIA CALO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎24/dic/2010‎
(ASCA) - Roma, 24 dic - ''Silvio Berlusconi affronta turbolenze a causa di almeno tre inchieste giudiziarie, e nelle prossime settimane, ha detto Gianni ...

WIKILEAKS: ''D'ALEMA DISSE MAGISTRATURA PIU' GRANDE MINACCIA PER ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎24/dic/2010‎
(ASCA) - Roma, 24 dic - ''La magistratura e' la minaccia piu' grande per lo Stato italiano'', parola di Massima D'Alema secondo quanto riporta il 3 luglio ...

WIKILEAKS: D'ALEMA, SU MAGISTRATURA FRAINTESO DA AMBASCIATORE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎24/dic/2010‎
(AGI) - Roma, 24 dic. - "Accanto a osservazioni ovvie su fughe di notizie e intercettazioni, viene riportato un giudizio abnorme sulla magistratura che non ...

L'ambasciatore Spogli: «Per D'Alema i giudici minacciano lo Stato»

il Giornale - ‎23/dic/2010‎
E adesso chi glielo dice a Massimo D'Alema (nella foto) che anche lui è finito nella rete di Wikileaks? Le accuse che gli vengono mosse non sono mica da ...

"La giustizia, minaccia per l'Italia" nel cablo il giudizio di D ...

La Repubblica - ‎23/dic/2010‎
Lo riferisce l'ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, in un cablogramma del 2008 e pubblicato da El Pais. "Berlusconi affrronta turbolenze a causa di ...

Questo o quello

pagina.to.it - ‎14 minuti fa‎
«Questo o quello per me pari son». In una cosa almeno. Il Grande Timoniere e il Sommo Conduttore la pensano nello stesso modo. ...

D'Alema e una sintesi

Giustizia Giusta ® - ‎15 ore fa‎
Ma sì, lo sappiamo: per Massimo D'Alema la magistratura ha sempre costituito un qualcosa di 'incontrollabile', un potere che è meglio avere amico che nemico ...

Massimo D'Alema tra minacce e bugie

Il Fatto Quotidiano - ‎26/dic/2010‎
Massimo D'Alema, esattamente come avevano fatto in casi analoghi Silvio Berlusconi ei suoi collaboratori, smentisce il contenuto dei cablogrammi ...

Io, Giudice, pericolo per la democrazia

Il Fatto Quotidiano - ‎24/dic/2010‎
Leggere il dispaccio dell'ambasciatore americano Spogli (che non è certo uno sprovveduto), relativo ad un colloquio in cui Massimo D'Alema avrebbe (il ...

D'Alema come il Cav. su Wikileaks: "I giudici una minaccia"

Il Legno Storto (Blog) - ‎24/dic/2010‎
l'Occidentale - Ne siamo stati convinti fin dall'inizio: se c'è un leader mondiale che ha poco da temere dalle rivelazioni di wikileaks questi è Silvio ...

Wikileaks/ Casoli (Pdl): D'Alema riferisca al Copasir

Virgilio - ‎24/dic/2010‎
Massimo D'Alema riferisca "con urgenza" al Copasir "sulle eventuali conseguenze per la sicurezza nazionale derivanti dalle rivelazioni di Wikileaks delle ...

"la magistratura è la più grande minaccia per lo Stato italiano ...

Collettivo Bellaciao - ‎24/dic/2010‎
“la magistratura è la più grande minaccia per lo Stato italiano” Berlusconi? No D'Alema di Paolo De Gregorio, 24 dicembre 2010 L'ambasciatore americano a ...

Wikileaks colpisce ancora

Notizie news (Blog) - ‎24/dic/2010‎
Wikileaks colpisce ancora: c'è un dispaccio dell'ex ambasciatore Usa a Roma Spogli del 3 luglio 2008 risulta che Silvio Berlusconi ''affronta turbolenze nei ...

Interni: Wikileaks-D'Alema:" la magistratura può danneggiare lo Stato"

InformazioneWeb - ‎24/dic/2010‎
Il problema dunque non sarebbe soltanto di una parte politica. Ma della politica in generale. D'altronde nel 2008 il governo Prodi, del quale faceva parte ...

La Repubblica disinforma anche su D'Alema e Wikileaks

Blogosfere (Blog) - ‎24/dic/2010‎
Davvero da Pimpa il comportamento di parte della stampa italiana sul fatto che D'Alema avrebbe detto all'ambasciatore USA Spogli "La magistratura italiana è ...

Wikileaks: D'Alema "Giudici sono minaccia per lo Stato"

Corrispondenti.net - ‎24/dic/2010‎
Per l'ex Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, i giudici costituiscono la più seria minaccia per lo Stato italiano. E' quanto si legge in un dispaccio ...

Spogli:D'Alema,giudici?minacciano Stato

euronews - ‎24/dic/2010‎
(ANSA) – ROMA, 24 DIC – In un dispaccio del 2008 pubblicato daWikileaks l'ex ambasciatore Usa a Roma Spogli sottolinea che'sebbene la magistratura italiana ...

Wikileaks: Spogli, Berlusconi rischia

euronews - ‎24/dic/2010‎
(ANSA) – ROMA, 24 DIC – Continuano le rivelazioni di Wikileaks.Cosi' in un dispaccio dell'ex ambasciatore Usa a Roma Spogli del3 luglio 2008 si dice che ...

Massimo D'Alema come Babbo Natale

onli.it - ‎23/dic/2010‎
Per l'ex ministro degli esteri: "la magistratura è la più grande minaccia per lo Stato Italiano". Il regalo di Natale di Massimo D'Alema a Silvio Berlusconi ...

Repubblica: Wikileaks Italia, D'Alema: “La giustizia è considerata ...

DirettaNews.it - ‎23/dic/2010‎
WIKILEAKS ITALIA – I cablogrammi del Dipartimento di Stato raccolti e poi diffusi goccia a goccia da WikiLeaks tornano ad occuparsi di Italia. ...

Wikileaks, l'ambasciatore Usa: "Berlusconi a rischio per le ...

Blitz quotidiano - ‎23/dic/2010‎
Silvio Berlusconi “affronta turbolenze” a causa di “almeno tre inchieste giudiziarie”, e nelle prossime settimane, “ha detto Gianni Letta che potrebbero ...

Wikileaks: D'Alema, la magistratura è la più grande minaccia allo ...

Blogosfere (Blog) - ‎23/dic/2010‎
Ieri, nella sua conferenza-fiume di fine anno, ad attaccare la magistratura era stato, come d'abitudine, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. ...

D'Alema: "Mai giudicata magistratura all'epoca l'ambasciatore ...

La Repubblica - ‎24/dic/2010‎
Il presidente del Copasir smentisce il dispaccio del 3 luglio 2008, diffuso dal sito di Assange e pubblicato da El Pais, scritto dall'allora rappresentante ...

“La magistratura? La più grande minaccia per l'Italia”. Così D ...

Il Fatto Quotidiano - ‎24/dic/2010‎
Le parole dell'ex premier ed ex ministro degli Esteri sono riportate dall'ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli in un dispaccio del 2008 pubblicato da ...
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PROCESSO MORI

«I carabinieri trovarono il "papello"
ma arrivò l'ordine di non sequestrarlo»

Un teste: il foglietto con le richieste di Riina allo Stato fu scoperto in una perquisizione a casa Ciancimino


MILANO - Già nel 2005, durante la perquisizione in casa di Massimo Ciancimino, i carabinieri trovarono il cosiddetto «papello» di Totò Riina ma non lo sequestrarono, su ordine di un colonnello, poichè l'Arma ne sarebbe stata già in possesso. La rivelazione è venuta dalla testimonianza del maresciallo Saverio Masi, sottufficiale dei carabinieri che sta deponendo al processo al generale dell'Arma Mario Mori, accusato di favoreggiamento alla mafia. «Il capitano Angeli - ha sostenuto il maresciallo - mi disse che, nel corso di una perquisizione a casa di Ciancimino, trovò il papello di Totò Riina, e informò della scoperta il suo superiore, il colonnello Sottili, ma che questi gli ordinò di non sequestrarlo sostenendo che già lo avevano». Il teste, prima in servizio al Reparto Operativo e ora nella scorta del pm Nino Di Matteo, pubblica accusa nello stesso dibattimento Mori, ha raccontato quanto appreso dall'allora capitano Antonello Angeli che effettuò una perquisizione a casa di Massimo Ciancimino, nel 2005 indagato per il riciclaggio del tesoro del padre, l'ex sindaco di Palermo Vito. In casa del superteste della trattativa, nascosto in un controsoffitto, ci sarebbe stato l'elenco con le richieste di Riina allo Stato.

FOTOCOPIA DI NASCOSTO - Esterrefatto dall'ordine del superiore di non sequestrare il papello, Angeli lo fece fotocopiare di nascosto a un collega. Angeli informò della vicenda il maresciallo circa un anno dopo la perquisizione a casa di Massimo Ciancimino e gli raccontò di averne poi discusso animatamente con Sottili e con un altro ufficiale del Reparto Operativo, Francesco Gosciu. Il capitano scelse il sottufficiale per la confidenza sapendo che questi aveva avuto rapporti conflittuali sia con Sottili che con Gosciu, quindi essendo certo di trovare in lui un «alleato». Angeli e Masi, molto preoccupati per la decisione di non sequestrare il papello, decisero di far filtrare la notizia sulla stampa.

CONTATTI CON LA STAMPA - Una mossa che, secondo loro, avrebbe «costretto» i magistrati a convocarli e gli avrebbe consentito di rivelare all'autorità giudiziaria una circostanza che ritenevano inquietante. Nel giugno del 2006 Masi, insieme a un altro sottufficiale, contattò allora il giornalista dell'UnitàSaverio Lodato proponendogli un appuntamento con un collega, ma non facendogli il nome di Angeli, e dicendogli di essere intenzionati a dargli una notizia importante. Al cronista chiesero però la garanzia della pubblicazione del pezzo. Dopo la testimonianza di Masi, controesaminato dal legale di Mori, l'avvocato Basilio Milio, che ha messo in luce che il teste è sottoposto a un procedimento penale per falso materiale e che è stato «piu volte trasferito», ha cominciato a deporre Lodato. (Fonte Ansa)

Corriere della Sera
21 dicembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 22/12/2010 @ 07:07:10, in Politica, linkato 1472 volte)

Ciancimino jr intercettato: Quando mi becca la giustizia, i pm mi difendono

Il Corriere rivela le parole al telefono del figlio di don Vito Ciancimino: «Se io dico “mi vogliono fottere con una minchiata” e robe varie, [i pm della Procura di Palermo] dicono [ai giornalisti]: “Guardate che è il nostro teste principale d'accusa su quel che è successo negli ultimi vent'anni, non me lo screditate per una cazzata”». Leggi anche: La balla più grossa non l'ha detta Junior

di Chiara Rizzo
 
Massimo Ciancimino: «L'hai vista [l'ultima puntata di Annozero, ndr]? Sono un'icona per loro! Se io dico “mi vogliono fottere con una minchiata”, “mi vogliono coinvolgere” e robe varie, loro... in gioco c'ho molto più di un'inchiesta fiscale... E allora [i pm della Procura di Palermo, che lo interrogano, ndr] gli dicono a quelli [ai giornalisti]: “Guardate che è il nostro teste principale d'accusa su quel che è successo negli ultimi vent'anni, non me lo screditate per una cazzata”». Ecco cosa succede alla Procura di Palermo attorno alla “grande” inchiesta sulle stragi del '92-'93 e sulla trattativa Stato-mafia.

Lo si apprende direttamente da Junior, il «teste principale» appunto, intercettato mentre incontra di nascosto un presunto affiliato alla 'ndrangheta, per condurre un riciclaggio di denaro. L'intercettazione è stata pubblicata lo scorso 18 dicembre dal Corriere della Sera. L'autore dell'articolo, Giovanni Bianconi, premette che probabilmente ciò che dice nell'intercettazione Ciancimino non corrisponde a verità, perché Massimo starebbe millantando per fare affari. Probabilmente, invece, mai intercettazione ha più corrisposto alla verità di ciò che accade intorno a Junior: un circo mediatico le cui fila sono tenute dalla procura, e in cui proprio il Corriere è uno dei principali giocolieri. Quindi, inconsapevole di essere intercettato dalla procura di Reggio Calabria che indaga molto meticolosamente, Ciancimino svela gli inquietanti rapporti di favoritismo tra lui, i pm palermitani e i giornalisti. Ma non solo.

Il primo dicembre 2010, a Verona, dove si trova a visitare, senza scorta, Girolamo Strangi (l'uomo su cui si indaga da Reggio per associazione mafiosa), Junior rivela di poter informare Strangi di eventuali indagini a suo carico, perché «Io me la vado a vedere nel registro...». Il riferimento, esplicito, è alla banca dati dei magistrati di Palermo: un archivio di tutte le indagini contro la mafia condotte a livello nazionale, che ovviamente dovrebbe rimanere assolutamente segreto e riservato agli “addetti ai lavori”. Si vede che a Palermo, però, Junior è ritenuto tale: «Ti stampano [la banca dati online, ndr] tutto: se gli digito un nome mi dice se c'è l'iscrizione in un'indagine anche dei vigili urbani. È la banca dati del Ministero... della Dda, dell'antimafia, ce li ha tutti i dati... Se ti serve saperlo io... quando ho un attimo guardo». E ancora, dice Junior: «Io faccio quello che minchia voglio là dentro...». Bonjour finesse.

La banca dati della Dda (Direzione distrettuale antimafia), è ormai come un hobby per Junior: «L'altra volta mi sono andato a vedere un file dove c'erano le barche da sequestrare». Massimo, che è già stato condannato per il riciclaggio del “tesoro” accumulato dal padre Vito (negli anni in qualità di sindaco di Palermo, grazie alle sue amicizie mafiose), racconta che, alla faccia della sentenza d'appello che gli ha diminuito la condanna, lui di quel tesoro che i magistrati cercano inutilmente di sequestrargli da decenni, ha ancora piena disponibilità. Contante soprattutto in Francia, che lui cerca di re-“importare” in Italia: ecco appunto perché propone a Strangi uno scambio. Cento mila euro in contanti, contro 70 mila in assegni da Strangi: «Li porto in Italia i miei cento e poi li do a Paolo?», «Una volta che abbiamo messo questi 100 mi devi dare 70 di assegni, giusto» dice il figlio di don Vito. Cosa accadrà ora del “superteste” palermitano senza scrupoli e intrallazzato? Il 21 dicembre, all'udienza del processo al generale dell'Arma, Mario Mori, si potrebbeavere una prima risposta.

www.Tempi.it

La Rassegna

Mafia/ Ciancimino jr su presunto tesoro: Mi sono cacciato in guaio

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Due giorni dopo la pubblicazione sul Corriere della Sera di una intercettazione in cui fa riferimento all'esigenza di far rientrare in Italia dei soldi ...

“Stavolta ho sbagliato”

Live Sicilia - ‎19 ore fa‎
“Ho sbagliato e mi sono cacciato in questo guaio. Ho fatto una cazzata, non ho giustificazione”. Massimo Ciancimino non ci gira attorno. ...

Ciancimino intercettato: "Lasciamo stare Verona"

Verona Sera (Comunicati Stampa) (Blog) - ‎20/dic/2010‎
Era arrivato qui a Verona senza scorta. Per parlare con l'imprenditore Girolamo Strangi, accusato di essere affiliato alla mafia calabrese. ...

Ciancimino jr intercettato: Quando mi becca la giustizia, i pm mi ...

Tempi.it - ‎20/dic/2010‎
Il Corriere rivela le parole al telefono del figlio di don Vito Ciancimino: «Se io dico “mi vogliono fottere con una minchiata” e robe varie, ...

Ciancimino: Io icona antimafia, ho accesso a banche dati magistrati

Giustizia Giusta ® - ‎19/dic/2010‎
Racconta di aver accesso alle banche dati dei magistrati di Palermo. Si preoccupa di riciclare denaro, e si offre anche come “corriere” (“Io non ho problemi ...

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Di Loredana Morandi (del 20/12/2010 @ 15:45:47, in Politica, linkato 1530 volte)
Copio e incollo... L.M.

Massimo Ciancimino, ma che faceva da giovane?


di Marco Ottanelli  

«Massimo Ciancimino che l’eredità del padre ha senza riserve accettato, custodendone (all’estero) l’archivio e godendo di una quantità di denaro tanto enorme e sospetta dal consigliarlo di tenerla nascosta, non può (neppure nel nostro disastrato paese) pretendere che lo si consideri estraneo alle colpe paterne. Delle due l’una: o accetta di essere valutato anche in base alla sua eredità o questa (anche se tardivamente) rifiuti in toto consegnandoci tutta la verità senza trucchi né ammiccamenti e soprattutto restituisca il maltolto»

Michele Costa (figlio del procuratore Gaetano Costa, ucciso dalla mafia)

"L'incontestabile progressione accusatoria che caratterizza con ogni evidenza le dichiarazioni sul conto dell'imputato non può che irrimediabilmente influire in maniera oltremodo negativa sull'attendibilità e sulla credibilità di Massimo Ciancimino. La corte dubita fortemente della credibilità ed affidabilità di un soggetto come Massimo Ciancimino finora rivelatosi, sulla base degli atti esaminati dalla Corte e con riferimento a quanto riferito sul conto dell' imputato, autore di altalenanti dichiarazioni che non ha esitato a rettificare o ribaltare nel tempo con estrema disinvoltura

Corte d'Appello di Palermo (dalla sentenza di condanna di Marcello Dell'Utri)

«Massimo Ciancimino? Ho come l'impressione che stia coltivando un pensiero di Provenzano»

sen. Luigi Li Gotti, (IDV, ex avvocato di Buscetta, 4 dicembre 2010)

«Comprendo il disagio di qualsiasi cittadino rispetto alla disinvoltura con la quale Massimo Ciancimino utilizza le sue dichiarazioni, ma quel che appare come una guerra tra le procure di Palermo e Caltanissetta può in realtà essere segno del limite della giustizia stessa. La giustizia si trova nella condizione di dover valutare le parole di chi non fornisce prove ma elementi, mentre dietro tali elementi si svolge un lavoro a tutela di propri interessi»

Raffaele Cantone, (noto magistrato anticamorra)

«Quando mi senti in televisione, tu fottitene»

Massimo Ciancimino (intercettato mentre tratta l'acquisto di assegni sporchi, novembre 2010)


Un figlio modello

Massimo Ciancimino è il figlio del noto boss mafioso Vito. Sì, possiamo chiamarlo così, in fondo: un boss, uno che contava, che riceveva e distribuiva potere, denaro, controllo del territorio. Il grande cementificatore di Palermo e della conca d'oro, lo speculatore per eccellenza, quello che ha guidato il “sacco di Palermo” da Palazzo delle Aquile, quello che è andato, tardivamente, in prigione, a danno fatto, nel 1984 e che la Cassazione ha condannato definitivamente per associazione mafiosa: era un mafioso, a tutti gli effetti. Un delinquente, dunque, che era contemporaneamente la Mafia e lo Stato, essendo sia un appartenente a Cosa Nostra, sia un alto esponente della DC (partito di governo per 60 anni) e sindaco di Palermo. Altro che trattativa: Vito Ciancimino era la sintesi di Mafia e Stato.

Massimo Ciancimino, è lui stesso che lo racconta, è stato accanto a suo padre mentre questi faceva affari con tutti i più feroci padrini. Mentre gestiva la cosa pubblica e la cosa mafiosa. Lui era presente, era sempre lì. In altre parole, andava a pranzo e cena con Provenzano e tutto il clan dei corleonesi. Era con loro, parlava con loro, cresceva con loro. Era uno di loro.

Per le strane leggi del popolo italiano, mentre i figli di Riina sono additati come appestati (il figlio è stato in carcere, la figlia vive in semiclausura, tutti i loro beni sono stati confiscati, come d'altronde quelli dei parenti di Provenzano), il nostro Massimo, anche dopo l'arresto e le condanne di suo padre, ha continuato a godere degli immensi proventi del malaffare criminale di don Vito, ci si è comprato case principesche in Italia e all'estero (delle quali dispone liberamente ancor oggi, e presso le quali alloggia a suo piacimento), auto di lusso, e tutto quanto fa spettacolo.

Però da bravo caruso, si era pure trovato un lavoro, a suo tempo. E che lavoro faceva, Massimo Ciancimino, figlio del potente politico e potente mafioso? Strano a dirsi: nessuno pare saperlo.


L'omino del gas.

Nessuno, nelle trasmissioni televisive alle quali viene amabilmente invitato come ospite, o presso i giornali che gli offrono spazi cartacei amplissimi e spazi virtuali pressochè infiniti tramite interviste e blog, nessuno insomma ha mai chiesto a Massimo Ciancimino quale sia la sua occupazione. Dice: va bhe, ora di lavoro fa lo scrittore di libri che trasudano verità. Ok, ma prima? Che diavolo faceva, prima?

Nessuno lo sa, ma la cosa è pubblica, lo ha raccontato lui in una sua intervista del 2006 a Rainews 24. Lui, signori, era l'omino del gas. Quello con la chiavetta del contatore, che apre e chiude i tubi, che ci fa pagare la bolletta, quello che, nonostante non sia mai citato nei files di Wikileaks, che parlano solo di Berlusconi e di Putin, reggeva i destini dei gasdotti europei.

Per riassumere in poche righe: Junior era il mediatore tra il gigante russo dell'energia Gazprom e le compagnie di distribuzione del metano in Europa. ENI compresa, ovviamente.

Il figlio del mafioso don Vito, il figlio di quel boss arrestato e condannato in via definitiva, l'erede dell'immane patrimonio immobiliare e mobiliare accumulato in tanti decenni di malaffare, è stato per molto tempo, portato a quel ruolo chissà da chi e chissà come e chissà perché, il tramite tra tutte le nostre necessità energetiche ed i produttori di gas siberiano.

Quando suo padre era ancora in vita (siamo nei primi mesi del 2002) avendo “sempre avuto il pallino del metano”, assieme ad un amico, il professor Lapis (avvocato di don Vito), si mette in contatto con la Gazprom. Gianni Lapis ha una piccola rete di distribuzione metanifera in Sicilia (terra dove le attività altrove pubbliche spessissimo sono di proprietà strettamente privata), è quindi il socio giusto. L'aggangio con Russia e Kazakistan avviene prima grazie a comuni frequentazioni con ricconi ex sovietici in vacanza all'Hotel Cristallo di Cortina (dove il Ciancimino passa le meritate vacanze), poi tramite Ottavio Angotti, oggi scomparso, ma che era il vicepresidente della Bank of America, responsabile delle Università del Caucaso, e , incidentalmente, compagno della figlia dell'ex Presidente della Cina comunista, Deng Xiao Ping.

Insomma, i contatti ci sono e l'affare comincia a girare bene. Lapis, Ciancimino, Angotti, più Romano Tronci, altro imprenditore dai mille contatti, riescono ad intrufolarsi nei salotti buoni moscoviti e nella macchina dell'ENI, e poi ancora in quelli delle società metanifere ucraine, e in quelli di mezza Europa. Ciancimino tratta partite di milioni di metri cubi di gas metano, senza sborsare una sola lira, come si vanta nella suddetta intervista, ma scommettendo e lucrando sulla differenza di prezzo del gas comprato in Kazakistan e Siberia e rivenduto, tramite le compagnie nazionali, a noi europei, che pagavamo la differenza in bolletta.

Un affare tutto basato su triangolazioni bancarie in Svizzera, Francia, Hong Kong, e tutto costruito sulla rendita futura scaturita dai differenti prezzi di partenza e di arrivo, e che quindi non necessitava alcun capitale sostanziale: “ il gas si paga coi soldi dei clienti. Non si paga coi propri. Perché ce ne vogliono troppi”.

Hanno guadagnato l'inverosimile, in quel periodo, Ciancimino e soci. Per una sola fornitura di metano alla British Gas, fornitura di 1 miliardo di metri cubi, hanno incassato, nel 2004, ben 10 miliardi di dollari.

Come e perchè le compagnie europee si affidassero ad un personaggio come lui come unico tramite per i contatti con la Gazprom di Putin, sarebbe bello saperlo. Ma non lo sapremo mai, se nessuno glielo chiede.

Tutto andava bene per Massimino, finchè un bel giorno lui ed il suo socio, amico e commercialista, il dott. Lapis, non vollero “far gli splendidi”, investendo una grossissima somma di denaro in un ente benefico. E quale era questo ente? Incredibilmente, il Centro Paolo Borsellino, voluto dalla famiglia del giudice ucciso in via D'Amelio e "gestito", però, praticamente, da un sacerdote, Giuseppe Bucaro, che pare si occupasse di tutta l'amministrazione.

Lapis e Ciancimino mandano quindi quattrini, tanti quattrini, al Centro Borsellino, per acquisti di banchi per asili infantili e cose così, dice, e insieme a quel prete gestiscono, di fatto, il Centro.

Troppi soldi, troppi movimenti, troppi passaggi, troppi conti correnti. Su richiesta dei pm dalla Dda, Roberta Buzzolani, Lia Sava e Michele Prestipino, coordinati dai procuratori aggiunti Giuseppe Pignatone e Sergio Lari, Ciancimino, il suo avvocato Ghiron e Gianni Lapis vengono indagati e rinviati a giudizio.

Nel frattempo, a causa di tutto questo, il Centro Borsellino viene sciolto, messo in liquidazione, smantellato.

Si apre il processo per riciclaggio di denaro sporco a carico di Junior. Processo nel quale salta fuori la misura pariziale, ma non l'ammontare esatto, del suo capitale illecito: infatti gli vengono sequestrati beni per 50 milioni di euro. È un processo che, parlando del patrimonio di Vito Ciancimino, potrebbe ricostruire una buona parte della storia della commistione politico-economica tra Cosa Nostra, ambienti imprenditoriali e affaristici siciliani, e la DC.

Ma questo non è un caso che è destinato ad attrarre il circo mediatico, non è un processo-spettacolo, la DC non interessa più nessuno dei grandi giornali e dei grandi giornalisti, anzi, si tende a farla dimenticare, o a ridarle una verginità storica improbabile ma non del tutto irraggiungibile. Il dibattimento si svolge sobriamente, quasi sommessamente, e si incentra unicamente non sull'origine ma sull'uso che Massimo fa di quei soldi di provenienza illecita. Il processo si conclude con una sentenza di colpevolezza, ed una condanna a cinque anni e otto mesi di reclusione. Assieme a lui, condannati anche la madre, Lapis, e Ghion.

Da quel momento, siamo nel marzo 2007, per Massimo inizia una corsa contro il tempo per raggiungere un solo obiettivo: salvarsi dalla galera.

Attende qualche mese, poi comincia a far trapelare indiscrezioni, dice di voler parlare di fatti importanti, fa sapere che gli rimorde la coscienza.

Ciancimino insomma “collabora”, racconta, dice perlomeno di essere in grado di farlo. Viene ascoltato. La mossa ha successo, perché nel processo d'appello gli vengono riconosciute le attenuanti generiche proprio in virtù della sua collaborazione, e la pena è ridotta a tre anni e quatto mesi. È la fine del 2009. Più o meno da allora, Ciancimino è un fiume in piena: non c'è fatto o circostanza criminale, politica o investigativa accaduto negli ultimi trenta anni sul quale egli non abbia qualcosa da dire, da rivelare, da far scoprire. Accusa, indica, allude, fa capire di sapere, lancia segnali, centellina dati e nomi, con studiatissima pazienza.

E così comincia la sua inusitata ed originalissima nuova vita di "testimone protetto" (una figura giudiziaria che pare essere stata ideata apposta per lui. Forse ha dei precedenti, ma non riusciamo a ricordare quali), di coimputato (coimputato! Non collaboratore!!) in vari processi a carico di presunti mafiosi, e di guest star dell'apparato mediatico-politico rappresentato da Anno Zero, il Fatto Quotidiano, nonché di numerose iniziative elettorali (elettorali!!!) e feste di partito di IDV, PD, persino della SEL.

In queste vesti, assolutamente libero, nonostante le condanne penali, di circolare sul territorio nazionale e persino all'estero, e, essendo imputato, non avendo l'obbligo di dire la verità (lo riscrivo: essendo imputato, quando parla nei processi, non ha l'obbligo di dire la verità, può impunemente mentire), ha cominciato a sfornare, a puntate, in un crescendo di colpi di scena, fotocopie (non originali: mere fotocopie) di [presunti] documenti bomba, e a svelare, a singhiozzo e come e quando pare a lui, [presunte] clamorose verità, trovando ampia diffusione delle sue esternazioni, quasi fossero assolute ed indiscutibili verità. Non essendo un collaboratore di giustizia, non ha neanchel'obbligo di dire tutto quel che sa in 180 giorni, come stabilisce la legge; e può disporre, come detto, dei suoi beni: se al contrario fosse un vero e riconosciuto collaboratore, un cosiddetto “pentito”, quei beni gli sarebbero stati tutti sequestrati.

Non perde occasione per piagnucolare di essere in pericolo di vita, di essere nel mirino per quanto “svela”. Viaggia con la scorta, a spese nostre, e veleggia da uno studio televisivo e una presentazione del suo libro. Anche se ha combinato quel che ha combinato al Centro Borsellino, gode della incredibile amicizia di Salvatore Borsellino, amicizia che suscita in effetti qualche scandalo.

Le storie che racconta, per adesso del tutto senza prove, del "signor Franco", di "Faccia da Mostro", di politici vecchi e nuovi si intrecciano, nelle parole di Junior, con la vicenda della “trattativa”, una vicenda però piena di incongruenze, di contraddizioni, di assurdità spazio-temporali. Non è questo il luogo per parlarne approfonditamente. Ma una prossima volta lo faremo.

Tra una fotocopia e l'altra, tra un pezzo di memoria ritrovata e l'altro, Ciancimino Massimo comincia a non essere considerato più tanto attendibile, perlomeno presso alcune procure. Ultime in ordine di tempo, quella di Caltanissetta, e quella di Firenze. La prima lo ha pure indagato per calunnia nei confronti di De Gennaro. La seconda ha respinto la richiesta di ascoltarlo nel nuovo processo sulle stragi del '93 con la seguente motivazione: "le dichiarazioni rese da Ciancimino in sede giudiziale, appaiono come dilatate e spazianti su un panorama criminoso assai ampio, generiche, declinate de relato e in gran parte attinenti a fatti diversi o che allo stato non appaiono riconottersi con quelli giudicabili".

Insomma, a credere al nostro omino del gas rimane solo Ingroia, e parte della procura di Palermo, nonostante la forte affermazione della Corte d'Appello di quella città contenuta nella sentenza Dell'Utri, e riportata in capo a questo articolo. Ma forse questo si può spiegare, ci verrà spiegato, con una abile strategia investigativa. Rimane inspiegabile invece la totale fiducia di certi organi di stampa ed opionion makers nei confronti di un personaggio il cui bruciante passato sembra non contare, mentre quello assai più neutro di altri, magari intesi però come avversari politici, li fa additare come “muffe e lombrichi” al pubblico ludibrio.

Recentemente, si parla dell'ottobre scorso, gli stessi PM di Palermo hanno dovuto, a seguito proprio delle parole del loro testimone, che raccontava di frequentazioni strette e continuate con Riina e Provenzano, procedere nei suoi confronti , e lo hanno indagato per "concorso esterno", il più blando dei reati relativi alla criminalità organizzata.

E ancor più recentemente, a Massimo Ciancimino è stata tolta la scorta, visto che ha dimostrato di poterne fare comodamente a meno, quando ha intenzione di andare a sbrigare affari poco chiari.

Tutto questo lo ridisegna come una figura un po' diversa rispetto a quanti hanno voluto e vogliono ancora farcelo passare per il Salvatore della Patria.

Democrazia e Legalità
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Dopo i fatti di Roma hanno iniziato a circolare comunicati, testi e documenti di sostegno agli indagati, come era ovvio che fosse dato che nelle violenze di piazza la responsabilità è sempre anche condivisa. Purtroppo si tratta di testi che proseguono con il ribadire la fantomatica presenza degli agitatori infiltrati dalla Questura nei cortei. Per carità, i pestaggi di polizia li abbiam visti e gli agenti in borghese ci sono sempre con funzione di controllo, ma al fatto che gli infiltrati abbiano istigato alla violenza gli studenti non ci credo neppure se me lo dice Manganelli in persona. Intanto siamo sotto Natale e nessuno si diverte a passare le feste da lacero contuso, poi i sindacati di polizia avevano manifestato solo il giorno prima. Un po' di rispetto reciproco nelle comuni corporazioni sindacali non farebbe male all'Italia dei lavoratori. Io, che non posso nascondere reati e non lo farò per "nessuno", non posso firmare nessun testo tra quelli che mi sono pervenuti perché rappresentano fumo negli occhi della popolazione e il rifiuto degli organizzatori ad assumere le responsabilità sui fatti accaduti. I professionisti del microfono li abbiamo visti e sentiti tutti, nello stesso identico modo in cui furono  certe le incriminazioni della "spesa proletaria" a Roma, quando cioè i sedicenti disobbedienti si portarono dietro i giornalisti e le telecamere. L.M.

Scontri a Roma, 81 denunciati

 

Mantovano, ipotesi Daspo per piazze

18 dicembre, 15:31

ROMA - E' di 81 denunciati il bilancio delle indagini della Digos in relazione alle manifestazioni studentesche che nelle ultime settimane hanno interessato il centro della Capitale. Per tutti è stato contestato il reato di manifestazione non preavvisata, oltre al blocco stradale, interruzione di pubblico servizio, oltraggio e resistenza pubblico ufficiale. Per 41 degli 81 indagati è scattata anche la denuncia per blocco ferroviario poiché in occasione della manifestazione del 30 novembre scorso hanno occupato alcuni binari della Stazione Termini creando disagi alla circolazione ferroviaria, oltre che ai viaggiatori.
 
MARONI, DASPO PIAZZE PUO' ESSERE DA SUBITO - Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza ''e' interessante'' e potrebbe essere inserita da subito nel ddl sicurezza che ha iniziato l'iter al Senato. ''Valuteremo - ha detto Maroni - se c'e' una maggioranza che sostiene questa proposta''. ''Mi sembra una proposta interessante quella di Mantovano - ha aggiunto Maroni, parlando a margine di un pranzo con gli altri big della Lega a Vicenza -, perche' il Daspo sta funzionando molto bene dentro gli stadi. Riteniamo che questo modello sia esportabile. C'e' la possibilita' di inserirlo gia' nel ddl sicurezza''. Quanto alle scarcerazioni dei giovani arresti dopo gli scontri dio piazza a Roma il 14 dicembre, il responsabile del Viminale ha osservato che ''la scarcerazione e' stata un errore, anche perche' c'e' un rischio di reiterazione del reato''. ''Non voglio fare polemica, e' un'opinione e non una critica nei confronti della decisione dei magistrati'', ha precisato Maroni, che ha annunciato adesso misure piu' stringenti in vista della prossima manifestazione degli studenti, il 22 dicembre. ''Adesso - ha detto - vigileremo soprattutto in vista della nuova manifestazione di mercoledi'. Visto quanto e' successo a Roma, la macchina sara' ulteriormente organizzata per evitare che si ripeta quanto e' successo pochi giorni fa''.

MANTOVANO, DASPO CORTEI DOPO STUDIO ADEGUATO Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano la possibilita' di impedire ai soggetti violenti la partecipazione alle manifestazioni di piazza, con un provvedimento simile al Daspo usato per allontanare i tifosi facinorosi dagli stadi, ''e' una ipotesi di lavoro che dev'essere vagliata da parte di tutti gli uffici tecnici competenti e per la quale serve uno studio tecnico adeguato''. Lo ha spiegato oggi a Bari parlando con i giornalisti. ''Il meccanismo e' questo: si punta - ha detto Mantovano - a prevenire gli atti di violenza cosi' come si e' fatto per gli stadi. E questa prevenzione individua, sulla base di elementi obiettivi e dati di fatto, i soggetti violenti che quindi gia' si sono resi responsabili di devastazioni e danneggiamenti''. ''Nel calcio - ha ricordato - funziona che per un periodo, che puo' andare da pochi mesi a qualche anno, si interdice il loro accesso allo stadio e in questo modo si fa venire meno l'occasione per esercitare la violenza''. ''Una cosa simile - ha rilevato Mantovano - con tutti gli adeguamenti e per questo ci deve essere uno studio tecnico adeguato, puo' valere per le manifestazioni'' in piazza. Nel senso che chi ha gia' dato prova di compiere determinati reati di lesioni, di devastazioni e cosi' via, viene interdetto per un congruo tempo dalla partecipazione a qualsiasi manifestazione di piazza''. ''Ed e' chiaro - ha concluso il sottosegretario - che la partecipazione poi comporta l'intervento sanzionatorio penale. Quindi c'e' una misura di prevenzione come primo passo e una misura sanzionatoria in caso di violazione delle prescrizioni in chiave di prevenzione''.
 
INDAGINE PUNTA A INDIVIDUARE POSSIBILE REGIA - Individuare l'esistenza di una ''cabina di regia'' degli scontri. E' a questo che punta l'inchiesta della Procura di Roma, coordinata dall'aggiunto Pietro Saviotti e dal procuratore capo Giovanni Ferrara sui tafferugli nella capitale il 14 dicembre scorso. Secondo le prime testimonianze di chi ha operato in piazza, gli assalti e i blitz contro le forze dell'ordine sono sembrati ''studiati a tavolino'' e in qualche modo preordinati al fine di aumentare la violenza. Gli uomini della Digos e i Carabinieri del Ros stanno lavorando su foto e filmati girati il 14: agenti dell' Antiterrorismo avrebbero effettuato anche riprese da alcuni terrazzi delle abitazioni del centro. Questo materiale sara' poi inviato, al termine dell'attivita' di indagine, ai magistrati della Procura di Roma.
 
ALEMANNO, ZONA ROSSA SARA' RAFFORZATA - "Il centro storico è già zona rossa e sarà rafforzato con la massima mobilitazione delle forze dell'ordine". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenuto in merito alle eventuali manifestazioni studentesche che si svolgeranno la prossima settimana a Roma in occasione della votazione in Parlamento del Ddl Gelmini sulla scuola. Alemanno, che si è espresso subito dopo una riunione in questura assieme al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e al questore Francesco Tagliente, ha spiegato che "la questura e il prefetto hanno garantito la massima attenzione affinché il centro storico non venga più investito da incidenti o avvengano episodi come quelli della settimana scorsa. Si disporranno tutte le misure di ordine pubblico necessarie a tenere lontano dal centro le manifestazioni".
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Di Loredana Morandi (del 17/12/2010 @ 17:33:15, in Politica, linkato 1351 volte)

Napoli, l'ex-magistrato Mancuso candidato alle primarie del Pd


Gli avvocati napoletani l’avevano soprannominato ‘il governatore della libera repubblica di Barra’, perché il magistrato Libero Mancuso, alla fine degli anni Settanta, amministrava la giustizia nel rione ad Est del capoluogo campano senza preoccuparsi dei formalismi di legge. Oggi, a distanza di quasi quarant’anni, ritorna ad aleggiare.

L’ex magistrato che ha condotto inchieste importanti come quella sulla strage di Bologna e sull’Italicus, con alle spalle un’esperienza da amministratore nella città più rossa d’Italia, Bologna, come assessore agli affari istituzionali, oggi scendi in campo per la sua Napoli. Sarà lui, infatti, il candidato alle primarie di coalizione che il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, su invito del Governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha mandato in campo al fianco di altre nomi importanti nel panorama politico locale: il riformista Umberto Ranieri e i bassoliniani Nicola Oddati e Andrea Cozzolino.

Da candidato ufficiale, Mancuso ha già iniziato a condannare le scelte politiche dei suoi avversari bocciando, a pieno, il ritorno di Antonio Bassolino nei Palazzi della città. Mancuso lascia la magistratura per accedere alla pensione dopo una lunga carriera, conclusa con la carica di Presidente della Corte d’assise di Bologna, sezione unica, nonché di Presidente della Sezione del Riesame. Si è occupato di eversione e terrorismo di sinistra, del sequestro dell’onorevole Ciro Cirillo e di criminalità organizzata. Durante la sua attività, ha indagato sugli intrecci tra politica e affari e sui reati di mafia. E’ stato impegnato, tra gli altri, nei processi alla banda della Uno Bianca e per l’omicidio del professor Marco Biagi. Autore di numerose pubblicazioni, alcune delle quali strumenti indispensabili di studio e lavoro, è stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e l’eversione, e della Commissione sui problemi e sul sostegno delle vittime dei reati.

Quando aveva la carica di assessore a Bologna, gli viene assegnata la sovrintendenza dei programmi di intervento afferenti alle aree di propria competenza, con particolare riferimento alle tematiche del decentramento e della Città metropolitana, dei diritti di partecipazione e di cittadinanza nonché della tutela della privacy e le Politiche per la sicurezza. Un uomo non qualunque: un personaggio politico formato e che potrebbe portare la città di Napoli di nuovo in auge. L’ex pretore, invocato anche da oltre cinquecento tra intellettuali, professionisti, studenti e precari che hanno firmato un documento di sostegno, si è presentato alla città pochi giorni fa. La Federazione della Sinistra ha espresso soddisfazione per la decisione di Libero Mancuso di accettare la proposta di candidarsi a sindaco di Napoli “per evitare - si legge in una nota - che anche Napoli, dopo Provincia e Regione, venga consegnata ad una destra inaffidabile”. “Una candidatura, quella di Mancuso - si è sottolineato - caratterizzata dai temi della legalità e della moralità nella Pubblica Amministrazione, in grado di esprimere la discontinuità necessaria rispetto alla attuale amministrazione comunale ed in grado di suscitare entusiasmo e partecipazione anche in settori sociali oggi delusi e ai margini della vicenda politica locale”.

Tante le ragioni del suo ‘si’ frutto soprattutto di una “riflessione innescata dagli appelli rivolti da cittadini, intellettuali, uomini del lavoro”. Lui che si sente “il candidato di tutto il centro sinistra”, Mancuso si dice anche pronto, “ad affrontare le grandi sfide della modernità, per ripensare il modello di sviluppo della città e riportare Napoli ad essere una grande città europea”.

Flora Pirocini per Il Levante online

La Rassegna

Napoli, l'ex-magistrato Mancuso candidato alle primarie del Pd

Levante online - ‎14/dic/2010‎
Gli avvocati napoletani l'avevano soprannominato 'il governatore della libera repubblica di Barra', perché il magistrato Libero Mancuso, alla fine degli ...

Ecco perché Mancuso mi ha deluso

Corriere del Mezzogiorno - ‎14/dic/2010‎
NAPOLI - Ho conosciuto Libero Mancuso molti anni fa, quando era ancora uno dei magistrati punta della Procura napoletana. L'ho conosciuto a casa di un amico ...

Libero Mancuso: tu vuo' fa' 'o candidato

Panorama - ‎14/dic/2010‎
Gli avvocati napoletani l'avevano soprannominato «il governatore della libera repubblica di Barra», perché il pretore Libero Mancuso, alla fine degli anni ...
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Di Loredana Morandi (del 17/12/2010 @ 16:49:50, in Politica, linkato 1437 volte)
Mi permetto di suggerire: la prossima parentopoli andrebbe orientata verso l'agenzia che si occupa di nucleare...L.M.

Parentopoli, Atac nel mirino
sequestrate le liste degli assunti

Blitz dei carabinieri negli uffici dell'azienda di trasporto della capitale. Nuovo esposto in procura. Alemanno pensa ad un rimpasto della giunta

di FEDERICA ANGELI

ROMA - La lista degli assunti degli ultimi sei anni, i requisiti richiesti dall'Atac per ogni incarico aziendale e i curricula degli assunti e di chi invece ha provato ad entrare nella municipalizzata capitolina ma alla fine è stato scartato. Sono questi i documenti acquisiti dai carabinieri del nucleo operativo romano che hanno ricevuto la delega dalla procura per indagare sulla Parentopoli capitolina.

Gli inquirenti parlano di "tonnellate di carte" che ora devono essere studiate attentamente per accertare irregolarità ed eventuali casi di abuso d'ufficio. Verificare violazioni di legge non sarà facile. L'accostamento del nome dell'assunto a quello di un parente, amico o conoscente di politici, sul fronte investigativo non dice nulla. "La legge non impedisce che venga assunta in un'azienda una moglie, un cognato o un amico di qualche personaggio importante", dicono gli inquirenti.

Il punto di partenza per dipanare la matassa è dunque l'analisi delle carte acquisite negli uffici amministrativi dell'Atac. Primo passo dell'indagine: la comparazione dei requisiti di professionalità richiesti dall'azienda per il trasporto pubblico con i nominativi degli assunti. Se il regolamento interno dell'Atac prevedeva l'assegnazione di un incarico dirigenziale sulla base di particolari caratteristiche e se attualmente chi ricopre quell'incarico non le possiede, allora potrebbe esserci un abuso d'ufficio. E la
Parentopoli inizierebbe a sgretolarsi.

Ieri mattina i vertici dell'azienda capitolina nel mirino della procura insieme ad altre due municipalizzate romane - l'Ama e l'Acea - hanno già ricevuto "l'ordine di esibizione degli atti". In settimana dovranno consegnare ai carabinieri altri importanti documenti, cruciali per l'indagine. Si tratta dei nominativi di chi ha partecipato a selezioni per entrare in Atac, di chi ha materialmente eseguito le selezioni. Ma i guai per Atac sembrano non finire, un nuovo esposto è stato depositato in procura. A presentarlo il Codacons e l'Associazione Utenti del trasporto Aereo, Marittimo e Ferroviario, che hanno chiesto "ai magistrati che indagano sulla Parentopoli di fare luce su un aspetto di particolare rilevanza per gli utenti: il nesso tra la qualità del trasporto pubblico capitolino, gli incidenti e i disservizi, e le assunzioni clientelari". Come a dire che, l'assunzione senza meriti, potrebbe essere a causa di disservizi e incidenti.

Nuove accuse piovono da tre sindacati di base - Atac, Usb e Sul. "C'erano i soldi per assumere i manager ma non per mettere sotto contratto autisti che in azienda mancano, in particolare 139 potenziali conducenti già preselezionati ma mai presi dall'Atac per "scadenza dei termini". "Le assunzioni di personale conducente - spiega il sindacalista - non sono a chiamata diretta come per gli altri, ma si svolgono tramite selezione. Funziona cosi: l'agenzia esterna Praxi preseleziona per conto dell'Atac il personale e lo inserisce in liste, l'Atac poi procede a fare le prove di guida e le visite mediche al San Giovanni. Queste 139 persone non hanno mai potuto sostenere queste prove di idoneità e sono rimasti in una lista che peraltro è scaduta".

E mentre il gruppo capitolino del Pd chiede un consiglio straordinario sulla gestione delle aziende capitoline entro Natale, "per aprire, dice Umberto Marroni, capogruppo del Pd in Campidoglio - una discussione relativa alle responsabilità del sindaco nella questione parentopoli", in molti ora all'Atac temono per il posto di lavoro. Dopo le parole del sindaco, "gli assunti illegalmente andranno via", nelle pause caffè negli uffici non si parla d'altro. Possibili conseguenze anche per la giunta comunale. "Rimpasto? Stiamo riflettendo sul da farsi - ha detto il sindaco Gianni Alemanno - ma la questione è politica. Perché se la magistratura accerterà responsabilità è una cosa, ma se queste non dovessero emergere allora si tratterebbe solo di trovare capri espiatori. Ecco perché è una questione politica che riguarda il funzionamento della giunta".

(14 dicembre 2010)

La Rassegna

Parentopoli, carabinieri nella sede Atac

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Atac, l'inchiesta parte dai libri paga

La Repubblica - ‎13/dic/2010‎
Innanzitutto i libri paga. Non contratti, curriculum o fantomatiche liste. Gli inquirenti sono convinti che sia quella la chiave di volta dell'inchiesta ...

Alemanno: "Via i raccomandati di Parentopoli"

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Il sindaco di Roma al contrattacco sulle assunzioni familiari all'Atac: "Se c'è stato qualcuno che ha violato le regole, pagherà". ...

Roma: Miccoli (Pd), su assunzioni scandalo nazionale, desolante ...

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oma, 12 dic. - (Adnkronos) - ''E' desolante come il Sindaco Alemanno tenti di minimizzare questo scandalo nazionale delle assunzioni in Campidoglio. ...

Alemanno: "Gli assunti illegalmente lascino il posto di lavoro"

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Non è compito del sindaco seguire le assunzioni nelle municipalizzate, e chi ha sbagliato pagherà, ma 'parentopoli' resta, per il sindaco di Roma Gianni ...

Alemanno, sindaco non fa assunzioni

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Acea: 600 assunzioni? «È falso, sono 352». Il Pd: è uno scandalo ...

Il Messaggero - ‎12/dic/2010‎
ROMA (12 dicembre) - Il Pd attacca Alemanno sulla gestione Acea. Marco Miccoli, segretario del partito per Roma, è categorico. «E' uno scandalo: 600 assunti ...

Parentopoli, Alemanno: «Assunti illegalmente dovranno andare via»

Il Messaggero - ‎12/dic/2010‎
ROMA (12 dicembre) - Non si placa la bufera sulla parentopoli romana, mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, annuncia: chi è stato assunto illegalmente ...

Alemanno: "Chi è assunto illegalmente dovrà lasciare il posto di ...

La Repubblica - ‎12/dic/2010‎
Il sindaco di Roma al Centro Congressi dell'Eur, dove si è tenuta la manifestazione 'Tutti con Berlusconi per l'Italia'. "Se c'è qualcuno che ha violato le ...

Parentopoli, "no a capri espiatori" Alemanno: "Chi ha sbagliato paghi"

TGCOM - ‎12/dic/2010‎
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, torna a respingere le accuse che gli sono state rivolte per il caso "parentopoli" e, intervenendo durante la ...

Parentopoli, inchiesta anche sul 2004

Corriere della Sera - ‎12/dic/2010‎
ROMA - Alemanno torna sul caso Parentopoli e assicura: chi è stato assunto illegalmente dovrà lasciare il posto di lavoro. Intanto proseguono le prove ...

Roma: Alemanno, chi e' stato assunto illegalmente dovra' lasciare ...

Adnkronos/IGN - ‎12/dic/2010‎
Roma, 12 dic. - (Adnkronos) - "Se c'e' stato qualcuno che ha violato le regole, dovra' pagare. E chi e' stato assunto illegalmente dovra' lasciare il posto ...

PARENTOPOLI: ALEMANNO, CHI ASSUNTO ILLEGALMENTE LASCERA' POSTO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎12/dic/2010‎
(AGI) - Roma, 12 dic. - "Se qualcuno ha violato le regole dovra' pagare. Se qualcuno e' stato assunto illegalmente dovra' lasciare il suo posto". ...

Parentopoli, i contratti all'esame della procura

La Repubblica - ‎12/dic/2010‎
I magistrati acquisiranno i documenti Atac. Indagine interna sulle "chiamate dirette". Il sindaco Alemanno torna a minimizzare e parla di una campagna ...

Il Pd insiste: verifiche su Acea

Il Sole 24 Ore - ‎11/dic/2010‎
Dopo lo scandalo parentopoli su Atac e Ama, monta la polemica anche sull'Acea. L'utility capitolina è finita negli ultimi giorni sotto i riflettori perché ...

Parentopoli: CC acquisiranno carte Atac

ANSA.it - ‎11/dic/2010‎
(ANSA)- ROMA, 11 DIC- Iniziera' la prossima settimana da parte dei Carabinieri di Roma l'acquisizione di atti e documenti per far luce sulla Parentopoli ...

Parentopoli: prossima settimana cc acquisiranno carte Atac

ANSA.it - ‎11/dic/2010‎
(ANSA) - ROMA, 11 DIC - Iniziera' la prossima settimana da parte dei carabinieri del Nucleo operativo di Roma l'acquisizione di atti e documenti per fare ...

Parentopoli a Roma, le liste degli assunti e degli scartati al ...

Il Salvagente - ‎14/dic/2010‎
Alemanno è sempre più nei guai. E il Campidoglio trema. La lista degli assunti e degli scartati di Atac degli ultimi sei anni è infatti al momento al vaglio ...

Alemanno, boom di assunzioni in piena campagna elettorale

L'Unità - ‎14/dic/2010‎
C'è un tempo per ogni cosa. E anche nella cosiddetta Parentopoli Atac i tempi hanno una loro importanza. Termine riduttivo «Parentopoli», come indicare la ...

Parentopoli romana

Partito Democratico - ‎13/dic/2010‎
Scandalo delle assunzioni facili nelle amministrazioni capitoline. Alemanno nel caos. Il PD presenta un'interrogazione al governo e chiede le dimissioni del ...

Da parentopoli a fascistopoli. La Nuova Italia di Alemanno

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎13/dic/2010‎
Lo scandalo sulle assunzioni facili al Comune di Roma, la cosiddetta parentopoli, ha messo in luce un sistema complesso di relazioni familistiche, ...

Parentopoli, Causi attacca: “Alemanno la smetta di autossolversi”

RomaToday - ‎13/dic/2010‎
L'ex assessore della giunta Veltroni, Marco Causi contro Alemanno: "Duemila assunzioni costano 70 milioni di euro". I radicali: "Causi e Alemanno non ...

Parentopoli, Alemanno rassicura: 'Imporremo concorsi trasparenti'

Excite Italia - ‎13/dic/2010‎
Continua la bufera parentopoli che ha investito il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dopo l'inchiesta del quotidiano La Repubblica che ha fatto emergere le ...

L'ombra di Parentopoli su Atac, Ama e Acea...I carabinieri ...

Kayenna schegge metropolitane - ‎13/dic/2010‎
Roma. La bufera sull'azienda per il trasporto pubblico Atac e su quella per la raccolta dei rifiuti Ama, avanza. Sarebbero circa 400 i casi di assunzioni ...

Alemanno: “Via i raccomandati”

TG3web - ‎13/dic/2010‎
Roma travolta dallo scandalo “parentopoli”. Gli inquirenti avrebbero scoperto che, dopo l'elezione a sindaco di Gianni Alemanno, il Campidoglio avrebbe ...

ROMA: PARENTOPOLI, L'INDAGINE PARTE DAI LIBRI PAGA DELL'ATAC

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎13/dic/2010‎
(IRIS) - ROMA, 13 DIC - Il punto di partenza dell'indagine sulle assunzioni pilotate nell'azienda per i trasporti pubblici della capitale è l'analisi ...

Alemanno: «A casa gli assunti illegalmente»

Il Giornale di Vicenza - ‎13/dic/2010‎
PARENTOPOLI. Il sindaco di Roma annuncia reazioni dure allo scandalo e regole ferree da gennaio per i concorsi Ma minimizza: «È solo un polverone». ...

Alemanno raccoglie la sfida "Via gli assunti illegalmente"

Il Tempo - ‎13/dic/2010‎
Il sindaco incassa il sostegno del popolo del Pdl e assicura: "Da gennaio regole ferree. Ma nessuna accusa da una sinistra che non ha dignità morale". ...

Parentopoli: Alemanno annuncia regole ferree e concorsi ...

PolisBlog.it (Blog) - ‎13/dic/2010‎
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cerca di partire al contrattacco dopo aver subito per giorni gli effetti negativi dell'inchiesta (prima giornalistica e ...
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Di Loredana Morandi (del 17/12/2010 @ 16:44:52, in Politica, linkato 1376 volte)

«Parentopoli» al Comune di Napoli
Dieci nomi nel mirino dei magistrati


di Leandro Del Gaudio

NAPOLI (14 dicembre) - Le dissero che era cosa fatta, c’era riuscita, aveva tutte le carte in regola per coronare il sogno di una vita. Le comunicarono che aveva raggiunto il sospirato posto fisso, con l’inclusione nella graduatoria di «Napoli sociale», tanto che le chiesero di andare a Caserta per le visite mediche, di preparare documenti per la definitiva nomina professionale.

Poi, nel giro di poche ore, dalla gioia alla delusione. Una telefonata, «niente da fare: deve attendere ancora un po’, ci risentiamo a presto, non perda la speranza». È l’esperienza toccata a una donna, una professionista nel campo dell’assistenza ai disabili, che ha dato la stura al primo passo dell’inchiesta sulle presunte corsie privilegiate per l’accesso a posti di lavoro e (altro filone investigativo) a case di proprietà del Comune. Parentopoli napoletana, atto primo. Da qui sono nati accertamenti e verifiche, che ruotano attorno alla graduatoria di professionisti nel campo dell’assistenza dei disabili, la graduatoria per gli operatori socio assistenziali.

C’è un dato numerico, prima di tutto. Ci sono dieci titoli «osa» ritenuti quantomeno sospetti. Ci sono dieci posizioni al vaglio della Procura, che dallo scorso agosto sta svolgendo accertamenti sulla partecipata di Palazzo San Giacomo. Dubbi che nascono dallo spulcio di nomi e curriculum professionali: tra i dieci nomi sospetti ci sono parenti di ex presidenti delle cooperative impegnate nel welfare, ma anche soggetti legati a quello che nell’informativa trasmessa in Procura viene bollato come «sottobosco comunale».

Amici e parenti, dunque, di sindacalisti, vigili, esponenti istituzionali, con l’ipotesi che qualcuno abbia goduto di scorciatoie. Inchiesta condotta dal pool mani pulite del procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Ida Frongillo, che segue un doppio binario: il lavoro, l’inserimento di 215 operatori nelle politiche sociali di Palazzo Sam Giacomo; e le case.

Sul primo punto, in queste settimane sono stati ascoltati anche due consiglieri comunali, come potenziali testimoni d’accusa: è toccato al consigliere Idv Franco Moxedano, mentre lo scorso ottobre, per circa sette ore, è stato ascoltato il leader della sinistra Raffaele Carotenuto, per dieci anni presidente della commissione politiche sociali del Comune, che ora si dice pronto a fornire nuove testimonianze in Procura.

Intanto, continuano verifiche e sopralluoghi da parte del nucleo di pg in campo. È di ieri una nuova sortita in Regione degli uomini della polizia municipale agli ordini del comandante Luigi Sementa. Certificati «osa» sempre più nel mirino, c’è l’ipotesi che i documenti presentati da alcuni operatori siano addirittura falsi. Indagini in corso, si lavora sul triangolo Comune-Regione-ex cooperative, per accertare se tutti gli addetti ai lavori, nel campo dell’assistenza dei diversamenti abili, hanno le carte in regola per compiti tanto delicati.

Si parte dal dato storico: dalle liste di operatori di ex consorzi o cooperative («punto H», «Magnifica uno», «Icaro»), alla formazione della graduatoria di Napoli sociale. Lavoro complesso, tanto da spingere la Procura a firmare una doppia delega investigativa: accanto agli uomini della polizia municipale, in campo anche la Finanza, che da tempo svolge accertamenti sul mondo delle partecipate.

Intanto, fioccano reazioni dai vertici del Palazzo, che si apprestano a ribadire concetti che nulla aggiungono e nulla tolgono agli accertamenti condotti in questi giorni dalla Procura di Napoli su presunti favoritismi per l’accesso a graduatorie comunali. Spiega Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali del Comune: «Ben vengano le verifiche della Procura, anche se qui non c’è alcuna parentopoli, ma un’assonanza solo mediatica con il caso romano. In Napoli sociale nessuna assunzione a chiamata diretta».

Stesso ragionamento di Pasquale Orlando, presidente di «Napoli sociale»: «Nessuna anomalia nelle assunzioni dei circa 400 dipendenti della Napoli Sociale, tutte le assunzioni sono avvenute dopo delibere del Comune di Napoli». Infine, Antonio Simeone, presidente della Anm, altra partecipata da due anni sotto inchiesta: «In quattro anni abbiamo fatto una sola assunzione». Che poi è il punto di partenza dell’inchiesta sui massicci trasferimenti di personale all’interno dell’Anm.

Il Mattino


La Rassegna
 
 
 
 

Parentopoli investe anche Napoli Inchiesta su spa del Comune

TGCOM - ‎14/dic/2010‎
Assunzioni di cui avrebbero beneficiato illecitamente amici e parenti di politici locali. Anche nel capoluogo campano finisce all'attenzione della ...

«Parentopoli» al Comune di Napoli Dieci nomi nel mirino dei magistrati

Il Mattino - ‎14/dic/2010‎
NAPOLI (14 dicembre) - Le dissero che era cosa fatta, c'era riuscita, aveva tutte le carte in regola per coronare il sogno di una vita. ...

Parentopoli a Napoli, le reazioni

NapoliToday - ‎14/dic/2010‎
Il presidente di Napoli Sociale Pasquale Orlando. "Non c'è mai stata un'assunzione diretta. Le liste utilizzate sono state fornite dall'amministrazione per ...

Parentopoli anche a Napoli, assunzioni facili di amici e familiari

NapoliToday - ‎14/dic/2010‎
Dopo i casi nella Capitale, finisce ora all'attenzione della magistratura una spa che ha come socio unico il Comune. Occhi puntati sulle assegnazioni di ...
 
 

Parentopoli Napoli, assunzioni "facili" di amici e familiari ...

Il Mattino - ‎13/dic/2010‎
 
 
NAPOLI (13 dicembre) - La procura di Napoli indaga su un'ipotesi di «Parentopoli» al Comune di Napoli. L'inchiesta, avviata da tempo, punta ad accertare ...
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Di Loredana Morandi (del 14/12/2010 @ 19:00:00, in Politica, linkato 1310 volte)

A mio personalissimo avviso l'uomo della GdF la pistola l'ha impugnata per non farsela "togliere", infatti nelle foto successive ne copre la canna con la mano sinistra. L.M.

Roma sconvolta dagli scontri / tutti i video
In fiamme blindati, 90 feriti, fermi - Foto 1 - 2 - 3

Condanna e polemiche - Piazze piene di studenti
La sequenza: finanziere aggredito impugna la pistola

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gdf_pistola_14.12.2010.jpg


DIRETTA. Come nel '77: dopo il sì al governo, assediato il centro, blindato fin dalla mattinata. Black bloc attaccano la polizia per cercare di arrivare vicino al Parlamento, poi devastano la zona di via del Corso. In mattinata la protesta pacifica di universitari, studenti medi, Fiom, comitati dell'Aquila. Manifestazioni in molte città: occupato l'aeroporto di Palermo (video). A Milano irruzione alla Borsa (foto). Cittadini contestano Alemanno per parentopoli di PAOLO GALLORI  /  SPECIALE Le proteste città per città

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