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 Kaito con i suoi fratellini (sgami, obama, pupa, ilario, microbo)... di Lunadicarta
 
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Affinché il nostro desiderio infinito di giustizia possa essere colmato, occorre un giudice che adempia a queste tre condizioni: essere il signore della Storia; conoscere il segreto dei cuori; e operare per la riconciliazione e non per la distruzione.

Fabrice Hadjadj
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/12/2010 @ 18:54:48, in Politica, linkato 1353 volte)
Decisamente le proteste studentesche e le altre proteste di piazza a Roma sono finite in appalto ai centri sociali e agli ex rifondazione. Ma... dove sono i sindacati? I compagni dei Cobas e di RdB dove sono? May Day !!!



Battaglia in piazza a Roma: 40 feriti
Barricate e incendi, isolato il Tridente

Bomba carta contro Del Turco. Incidenti davanti a Camera e Senato. Assalto alla sede della Protezione civile. A fuoco cassonetti e moto. Un finanziere impugna la pistola

ROMA (14 dicembre) - Studenti in piazza, scontri, cortei e manifestazioni in tutta Italia nel giorno della fiducia al governo. A Roma scontri fra forze dell'ordine e manifestanti con feriti e momenti di grave tensione in centro. Oltre agli studenti, partecipa alla manifestazione il coordinamento Uniti contro la crisi, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.

Venti feriti. Il bilancio è di 20 feriti fra manifestanti e forze dell'ordine. Durante la manifestazione sono stati dati alle fiamme mezzi dell'Ama, distrutti bancomat e vetrine, bruciata una Mercedes su Lungotevere, divelti sanpietrini. Feriti anche tre carabinieri.

Assalto ai finanzieri. In via del Corso Guardia di Finanza assaltata con fumogeni, pietre, bastoni. Un gruppo di manifestanti si è scagliato contro i blindati con dentro i finanzieri che sono stati picchiati con mazze. Le camionette della Guardia di finanza sono riuscite a sfuggire all'assalto e sono state oggetto del lancio di pietre e bastoni. Contro i mezzi i teppisti hanno scagliato anche cassonetti. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni. Il gruppo è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo, lanciando pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, dopo aver tentato di costruire una barricata con qualunque cosa alla loro portata, anche panchine e cassonetti di ghisa. Lungo il percorso molti atti di vandalismo, danneggiati anche alcuni motorini. Un teppista mostra anche lo scudo di un poliziotto come un trofeo. Uno dei finanzieri, aggredito, ha impugnato la pistola (nella foto gallery).

Petardi e lanci di vernice al Senato. Le esplosioni sono state almeno sei. Cariche della polizia nei pressi di Palazzo Madama quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato a corso Rinascimento. Il bilancio è di quattro feriti in modo lieve: uno studente e 3 carabinieri.

Scontri anche alla Camera. Scontri anche vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell'ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova.

Bomba carta contro Del Turco. Una bomba carta è stata lanciata contro Ottaviano Del Turco, che lasciava il Senato da alcuni manifestanti.

Assalto alla Protezione Civile. Un gruppo di manifestanti staccatisi dal corteo in corso per le vie di Roma ha assaltato la sede del dipartimento della Protezione Civile, in via Ulpiano. I manifestanti hanno rotto alcune vetrate e lanciato all'interno uova, fumogeni e bombe carta. Nell'assalto nessuno sarebbe rimasto ferito.

Piazza Augusto Imperatore. Scenario da guerriglia urbana in Piazza Augusto Imperatore a Roma. Mentre carabinieri e polizia sono schierati, con tanto di scudi e manganelli, per bloccare l'ingresso della piazza verso via del Corso, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a insegne, cassonetti dei rifiuti e pancali di legno, bloccando così a metà la piazza. Hanno divelto anche alcuni sanpietrini che ora sono in mezzo alla strada, mentre al lato della piazza i vigili del fuoco continuano a lavorare per spegnere l'incendio provocato dai manifestanti ad un mezzo della raccolta differenziata dell'Ama.

I manifestanti sono stati respinti a piazzale Flaminio dalle forze dell'ordine che hanno posizionato dei blindati per chiudere la storica porta d'accesso a piazza del Popolo. Da piazzale Flaminio continua il lancio di oggetti verso le forze dell'ordine mentre i vigili del fuoco stanno spegnendo i due incendi, quello in via del Corso e in via del Babuino dove erano andati in fiamme rispettivamente vari oggetti e un blindato: intanto un'altra colonna di fumo nero si alza da via Maria di Savoia, dove i manifestanti hanno incendiato tre cassonetti e svariati motorini.

I blindati delle forze dell'ordine hanno chiuso con i blindati Porta del Popolo, ovvero la porta che accede su piazza del Popolo, per impedire ai black bloc di muoversi verso via del Corso. I teppisti si trovano ora dalle parte di Piazzale Flaminio dove hanno dato alle fiamme cassonetti e sacchetti della spazzatura. Il Tridente, ovvero via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta, risulta ora isolato: via del Babuino è bloccata dall' incendio di un blindato e di alcune auto, via di Ripetta chiusa da agenti e blindati e via del Corso 'chiusà dalla barricata in fiamme creata dai teppisti. Inoltre alcuni black bloc sono asserragliati sul Pincio.

Agenti della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza caricano i manifestanti in piazzale Flaminio. Un agente della polizia in assetto antisommossa preparandosi a caricare ha esclamato: «annamo che mo se divertimo».

Sono 40 circa i manifestanti medicati finora dagli operatori dell'Ares 118 in seguito agli scontri avvenuti su via del Corso e nelle strade limitrofe. A quanto si apprende, al momento nessuno è stato trasportato in ospedale. Numerose le ambulanze che hanno raggiunto il centro storico della città per soccorrere i feriti.

Traffico in tilt nel centro di Roma, a causa della protesta degli studenti, insegnanti e precari contro il governo nel giorno di voto di fiducia e per i numerosi atti di vandalismo da parte di teppisti. In particolare la circolazione è paralizzata Lungotevere e sul Muro Torto, ma si registrano rallentamenti in molte strade a ridosso del centro storico.

«Erano anni che Roma non subiva una violenza simile, gratuita, vergognosa e senza giustificazioni». Č quanto ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno arrivando in Piazza del Popolo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è arrivato in piazza del Popolo per verificare la situazione dopo gli scontri dei manifestanti con le forze dell'ordine. Al suo arrivo è stato contestato da alcuni manifestanti ancora presenti sul luogo. Qualcuno gli ha gridato fascista e gli ha chiesto conto della giornata di oggi e degli scontri e atti vandalici che si sono verificati in molte zone del centro della Capitale.

Milano. Una cinquantina di studenti ha fatto irruzione in piazza Affari, all'interno della sede della borsa, dove hanno esposto uno striscione con scritto: «Siete un'accozzaglia di affaristi razzisti, dovete darci il denaro». Ricacciati fuori dall'edificio, gli studenti sono rimasti in piazza lanciando numerosi petardi contro gli ingressi della borsa e scandendo slogan.

Torino. Gli studenti che da questa mattina in corteo stanno sfilando per le vie del centro città per protestare contro il governo e la riforma della scuola hanno raggiunto poco fa la sede del Pdl piemontese. I manifestanti hanno lanciato uova e fumogeni contro il palazzo che è presidiato dalle forze dell'ordine.

Palermo. Un gruppo di studenti ha bloccato l'aeroporto di Palermo, un altro lunghissimo corteo, formato da circa diecimila ragazzi, il traffico nel sottopassaggio che congiunge la zona della Cala con il porto di Palermo. Gli studenti sembrano intenzionati ad entrare anche al porto, dove sono stati chiusi i cancelli d'accesso. Tantissimi gli striscioni e i cori contro il governo Berlusconi e il ministro Gelmini.

Genova. Un corteo di circa 500 studenti ha occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa. Gli studenti hanno steso lo striscione studenti e lavoratori uniti verso lo sciopero generale e hanno letto al megafono l'articolo 9 della Costituzione e la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
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Di Loredana Morandi (del 12/12/2010 @ 13:35:24, in Politica, linkato 1246 volte)
... senza commento. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/schieramenti_2010.jpg

Lo speciale Ansa

Richiamo di Napolitano, ora allentare la tensione

Mediazione colombe Fli:Berlusconi apre,Fini no


-- Politica --

Mancano 48 ore per conoscere le sorti del governo con il voto di fiducia di martedì. E da ieri sono scese in campo le colombe di Fli e Pdl che tentano una mediazione: si punta ad un 'patto' senza dimissioni del premier ma con l'impegno a cambiare la legge elettorale

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Di Loredana Morandi (del 10/12/2010 @ 11:54:20, in Politica, linkato 1353 volte)
Ciancimino alle corde    

Indagato a Caltanissetta, la prefettura gli toglie la scorta e a Palermo si scopre un’utenza clonata del Signor Franco


di Silvia Cordella - 8 dicembre 2010

Calunnia, favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio. Sono questi i reati per i quali la Procura di Caltanissetta ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati Massimo Ciancimino, il supertestimone della Trattativa fra mafia e Stato che a Palermo ha contribuito all’apertura di un’inchiesta relativa proprio a quel dialogo fra istituzioni e Cosa Nostra, avvenuto nel periodo delle stragi del ‘92.

Le accuse per il figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino arrivano dopo aver indicato l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro come uomo “vicino” al Signor Franco, lo 007 che avrebbe appoggiato suo padre nella mediazione fra i carabinieri del Ros e Riina. Una dichiarazione che Ciancimino jr. avrebbe rilasciato durante un incontro informale con un funzionario della Dia (il quale avrebbe poi stilato un verbale) ma che al momento di confermarla ai magistrati l’avrebbe invece ridimensionata, ipotizzando che potesse essere frutto di opinioni del padre. Per questo i magistrati di Caltanissetta lo hanno iscritto nel registro degli indagati per calunnia. Un trattamento che i pm nisseni gli hanno riservato anche in riferimento alle sue dichiarazioni su Lorenzo Narracci, l’agente segreto che secondo quanto avrebbe riferito Ciancimino jr. sarebbe stato agli ordini del Signor Franco. In questo caso le sue rivelazioni si sarebbero arenate nel momento in cui, durante il riconoscimento, il testimone non avrebbe saputo indicare in Narracci l’uomo in contatto con il padre inducendo per questo gli inquirenti a formalizzare una nuova accusa di calunnia contro di lui.

Ma c’è di più, perchè sono mesi che le Procure di Palermo e di Caltanissetta aspettano che Massimo Ciancimino riveli l’identità del famigerato “Carlo – Franco”, il personaggio che insieme a Bernardo Provenzano avrebbe costituito nella vita dell’ex sindaco di Palermo un ruolo di costante equilibrio nel suo rapporto fra mafia e politica. 
Ciancimino jr. aveva affermato di averlo visto l’ultima volta a novembre del 2002 al cimitero dei Capuccini in occasione della morte di suo padre, quando gli consegnò un messaggio di condoglianze da parte del superboss ma poi l’indagato ha sostenuto di non conoscere la sua identità. Una asserzione inverosimile per i magistrati che per questo hanno deciso di accusarlo ancora per favoreggiamento nei confronti dell’agente segreto oltre che di rivelazione di segreto istruttorio, per aver rivelato circostanze ancora coperte dal riserbo investigativo ad alcuni giornalisti.

Insomma che la Procura di Caltanissetta guardasse con sospetto l’atteggiamento di Massimo Ciancimino non è mai stata una novità, ma l’azione di indagarlo per calunnia e favoreggiamento ha spiazzato questa volta anche lo stesso testimone che di rimando, convocato dalla Dda nissena per un interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Le mie dichiarazioni  - ha affermato Ciancimino insieme al suo avvocato Francesca Russo - sono state prese come fondamento di un’ipotesi di reato (…) Dovrò difendermi da una Procura con cui pensavo di collaborare”.

Leggi l'articolo su Antimafia 2000

Pareri e controversie
Un fatto strano, farebbero notare anche i magistrati di Palermo, è che prima di svolgere indagini sulla persona indicata da Ciancimino si indaghi lo stesso dichiarante per calunnia e per favoreggiamento. E se si indaga Ciancimino per favoreggiamento nei confronti del fantomatico “signor Franco” vuol dire che è stata ammessa l'esistenza dello 007 e dato credito al testimone per aver riferito un fatto vero. Di certo la differenza di metodo fra le Dda di Caltanissetta e Palermo nella gestione di un personaggio che, seppur eclettico e particolare, ha consegnato valida documentazione a riscontro di delicate indagini antimafia rischia di inasprire il conflitto fra i due uffici giudiziari che presto invece dovrebbero definire un unico parametro di giudizio sull'attendibilità del “collaboratore”. Ma è il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo a cercare di smorzare il clima di tensione. “Nelle indagini collegate – ha dichiarato Messineo - è normale che vi siano delle divergenze fra le Procure, o meglio che siano fatte delle valutazioni non perfettamente sovrapponibili. In questo senso va letta l'indagine per calunnia su Massimo Ciancimino della Procura nissena”. “Del resto – ha continuato il Procuratore - non seguiamo la stessa indagine”. Per cui “le valutazioni sugli apporti probatori o investigativi forniti da Ciancimino devono essere messe in relazione ai riscontri concreti che dobbiamo acquisire”. “

Nessuno ha mai parlato di fiducia nei confronti di Ciancimino. - ha infine osservato Messineo - Siamo sempre stati molto prudenti e procederemo in questa strada”. Di clima “non più sereno” parla invece l'avvocato Francesca Russo. “Anche a Palermo – ha spiegato il legale - Ciancimino è indagato, ma lì si trattava di un atto dovuto ed atteso, viste le dichiarazioni autoaccusatorie che il mio cliente aveva reso”. “L'avviso di garanzia della Procura di Caltanissetta, invece – ha  aggiunto la Russo - denota una totale mancanza di fiducia dei magistrati in quello che Ciancimino ha detto, nonostante i tanti elementi utili da lui forniti”. “Ad esempio – ha concluso - la Procura ipotizza l'accusa di favoreggiamento nei confronti del signor Franco. Questo prova che i magistrati sono certi che Ciancimino sa chi è il signor Franco e non vuole rivelarne l'identità. Una considerazione che non tiene conto del fatto che il mio cliente ha fornito il numero di cellulare dell'agente, riscontri sui luoghi in cui l'avrebbe incontrato e tanti altri elementi utili alle indagini”.

Il 337 del Signor Franco, la pista del cellulare clonato
Ciancimino proprio in merito all’identificazione del Signor Franco continua invece a collaborare con la Procura di Palermo dove ieri mattina è stato sentito sul ruolo svolto dallo 007 nella trattativa del ‘92 e sui presunti rapporti che, secondo il padre, lo avrebbero legato a De Gennaro. Durante l’interrogatorio sarebbero state esaminate alcune intercettazioni telefoniche del 2004 relative al periodo in cui il misterioso agente segreto si sarebbe prodigato per il rilascio del passaporto del piccolo Vito Andrea, il figlio all’epoca neonato di Massimo Ciancimino, e per un  passaggio “protetto” a Fiumicino di una somma di denaro proveniente dall’estero. Tutto ciò mentre emerge il primo riscontro sull’utenza 337 che il testimone avrebbe attribuito al signor Franco. Un numero che se la Telecom avrebbe dichiarato in un primo momento inesistente, dopo un’ulteriore verifica della Dia, sarebbe poi risultato attivo nei primi anni Novanta acquistato da un autotrasportatore che aveva sporto denuncia un paio di volte per clonazione del suo cellulare. “Arrivavano bollette con cifre esorbitanti” avrebbe spiegato l’uomo, sostenendo che all’epoca insieme agli esposti avrebbe allegato anche i tabulati delle chiamate tra le quali comparivano quelle relative a numeri americani e altri intestati a stazioni di carabinieri di Roma.

Niente più scorta per Ciancimino
Una scoperta che riduce le distanze dall’imprendibile Mister X proprio nel momento in cui al figlio dell’ex sindaco potrebbero togliere la scorta. Una decisione scrive Repubblica che potrebbe essere ratificata nel prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza poiché Ciancimino avrebbe violato gli obblighi previsti per chi è sottoposto a protezione. Il motivo della decisione sta nel viaggio che Massimo avrebbe fatto a Verona senza scorta per andare ad incontrare un commercialista che risulterebbe essere indagato dalla Procura di Reggio Calabria perché ritenuto vicino alla potente famiglia di ‘Ndrangheta dei Piromalli. Una faccenda da cui il figlio dell’ex sindaco si tira fuori affermando di essere stato all’oscuro dei retroscena di tale commercialista e di essere a disposizione della Procura reggina per tutti i chiarimenti del caso, ma che il Prefetto Giuseppe Caruso discuterà in sede di riunione quando dichiarerà la revoca della sua protezione.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/31996/78/
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 18:49:32, in Politica, linkato 1301 volte)
Thyssenkrupp, tre anni fa il rogo
a Torino e la morte di 7 operai


(Adnkronos) Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre morirono 7 operai. Il ministro Sacconi: "Reazione istituzioni e forze sociali per migliorare le leggi".

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Ricorre oggi, 6 dicembre, l'anniversario della tragedia della Thyssenkrupp di Torino, che esattamente tre anni fa, nella notte tra il 6 e il 7 dicrembre 2007, costò la vita a sette operai della fabbrica che rimasero ustionati a causa del rogo che investì la linea 5 sulla quale stavano lavorando.

Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "la memoria di quanto accaduto tre anni fa deve costituire un ammonimento costante per rendere più intensa ed incisiva l'opera di prevenzione e la repressione di condotte illecite che pongono a rischio la sicurezza dei lavoratori".

Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, "a tre anni dalla tragedia della Thyssen, mentre giustizia deve essere fatta, possiamo constatare che la reazione delle istituzioni e delle forze sociali è stata operosa per migliorare l'impianto normativo e diffondere buone pratiche di collaborazione bilaterale. Il Testo unico è stato largamente attuato e gli ultimi atti sono destinati  a perfezionarsi nei primi mesi del prossimo anno".

Per Sacconi, "può essere utile aprire una riflessione circa l'opportunità di una procura nazionale 'esperta' e dedicata per la salute e sicurezza nel lavoro, data la complessità della materia e l'utilità di far convergere in un punto dello stesso sistema giudiziario tutte le conoscenze utili a giudicare i comportamenti patologici".


La Rassegna

L'eredità Thyssen: "Oggi di lavoro

La Stampa - ‎07/dic/2010‎
Mia figlia si voleva bene, aveva una gran voglia di vivere. Aveva appena aperto un'agenzia immobiliare. E invece è morta». Daniela, madre di una delle ...

Morire di lavoro, la strage continua "Inutile la lezione della ...

La Repubblica - ‎06/dic/2010‎
Settantasei morti nel 2008, 53 nel 2009, 36 quest'anno. I numeri degli infortuni sul lavoro descrivono una strage continua, un calo lento ma insufficiente. ...

Thyssen: a tre anni dalla tragedia Torino ricorda le 7 vittime

Libero-News.it - ‎06/dic/2010‎
orino, 6 dic. - (Adnkronos) - A tre anni dalla tragedia della ThyssenKrupp, costata la vita a sette operai che nella notte tra il 6 e il 7 dicembre si ...

SICUREZZA LAVORO: SACCONI, TESTO UNICO ATTUATO; ORA PROCURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎06/dic/2010‎
(AGI) - Roma, 6 dic. - "Puo' essere utile aprire una riflessione circa l'opportunita' di una procura nazionale 'esperta' e dedicata per la salute e ...

Thyssenkrupp, tre anni fa il rogo a Torino e la morte di 7 operai

Adnkronos/IGN - ‎06/dic/2010‎
Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre morirono 7 operai. Il ministro Sacconi: "Reazione istituzioni e forze sociali per migliorare le leggi". Roma, 6 dic. ...

Rogo Thyssen, Fini: "Tragedia assurda, sia monito per il futuro"

La Stampa - ‎06/dic/2010‎
Una «tragedia assurda» che «deve costituire un ammonimento costante per rendere più intesa e incisiva l'opera di prevenzione e la repressione di condotte ...

THYSSEN: CATTANEO, IMPEGNO ASSEMBLEA PIEMONTE PER PREVENIRE INCIDENTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎06/dic/2010‎
(ASCA) - Torino, 6 dic - Nel terzo anniversario della tragedia alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino, costata la vita a sette operai, il presidente del ...

Infortuni: Fini, tragedia Thyssen sia monito per costante prevenzione

Libero-News.it - ‎06/dic/2010‎
orino, 6 dic. - (Adnkronos) - "La memoria di quanto accaduto tre anni fa deve costituire un ammonimento costante per rendere piu' intensa ed incisiva ...

ThyssenKrupp non dimenticare

La Stampa - ‎05/dic/2010‎
Sono passati tre anni esatti dalla notte che ha cambiato Torino. Nella città dove è nato il movimento operaio e dove ancora oggi si detta la politica ...

ThyssenKrupp, il racconto dell'operaio ora deputato

Ultime Notizie - ‎07/dic/2010‎
«Nessuno di noi vuole e può dimenticare: dobbiamo imparare a convivere con il dolore. La tragedia è viva in noi e, quando arriva il 6 dicembre, ...

"Finisce la legislatura? Io sono disoccupato"

Quotidiano.net - ‎06/dic/2010‎
Roma, 7 dicembre 2010 - «Io, veramente, sarei disoccupato... se finisce di colpo la legislatura e il Pd non mi ricandida, sto in mezzo a una strada». ...

Tre anni fa il disastro della Thyssenkrupp

Corriere Canadese - ‎06/dic/2010‎
Cortei per ricordare i sette operai morti nel 2007. Il 14 dicembre dai pm le proposte di condanna TORINO - Sono passati tre anni ma Torino cerca di non ...

Thyssen, mai più

Europaquotidiano.it - ‎06/dic/2010‎
Ricordo come fosse oggi quel giorno di tre anni fa, il giorno della strage alla ThyssenKrupp. Ricordo il dolore che ho provato. Un dolore grande. ...

'Contro le morti bianche, rimettere il lavoratore al centro della ...

Il tacco d'Italia - ‎06/dic/2010‎
La notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 si consumò, alla linea 5 dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, l'incidente che meglio rappresenta il dramma ...

Thyssen: non solo anniversario

ZipNews - ‎06/dic/2010‎
Celebrazioni per l'anniversario della tragedia Thyssen, anno terzo. E, per la prima volta, la commemorazione dei sette operai bruciati vivi in corso Regina ...

Tre anni fa l'incendio alla ThyssenKrupp. Ora il tempo della giustizia

Il Pane e le Rose - ‎06/dic/2010‎
l'incidente che è costato la via ad Antonio Schiavone, 36 anni, Rosario Rodinò (26 anni), Rocco Marzo (54 anni), Roberto Scola (32 anni), Angelo Laurino (43 ...

Thyssen/ Oggi elmetti gialli su statue Torino, l'8... -2-

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Torino, 6 dic. (Apcom) - E ancora la Regione,in collaborazione con 'Sicurezza e Lavoro', il periodico per la promozione della salute nei luoghi di lavoro ...

Thyssen/ Oggi elmetti gialli su statue Torino, l'8 manifestazione

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Fu come l'incendio di un pozzo di petrolio. Così il pm Laura Longo ha rievocato a fine novembre, nell'ultima udienza del processo per l'incendio ...

Morti bianche/ Boccuzzi: Ricordare tragedia Thyssen per cambiare

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Roma, 6 dic. (Apcom) - "Il ricordo è vivo come se fosse accaduto ieri. Stiamo cercando di imparare tutti insieme, io come i familiari, a convivere con il ...

Thyssen: tre anni fa la tragedia

ZipNews - ‎06/dic/2010‎
Il 6 dicembre del 2007 ci fu il rogo alla Thyssenkrupp. Torino ricorda le sette vittime con una corona al cimitero monumentale e, alle 11, con una targa in ...

Thyssen, a 3 anni dal rogo di Torino

L'Essenziale - ‎06/dic/2010‎
Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2008 un rogo scoppiato all'interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino ha ucciso 7 persone, tutti operai ...

Thyssen, tempo di giustizia

NewsInter.it - ‎05/dic/2010‎
«Venite, sono tutti morti». Correva a chiamare aiuto Antonio Boccuzzi su una sgangherata bicicletta la notte del sei dicembre 2007. Aveva appena visto sette ...
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''Grave inconveniente'' le ''improprie anticipazioni di stampa su procedure consiliari non ancora definite''

Napolitano al Csm: ''Fase delicatissima,
invito a evitare inopportune tensioni''


Roma - (Adnkronos) - Lettera del capo dello Stato al vicepresidente Vietti: ''La mia responsabilità deve prevalere rispetto a interventi su questioni che riguardano la dialettica interna al Csm". ''Perplessità'' su pratiche a tutela: "Si risolve in una dichiarazione unilaterale, esposta al rischio di una ulteriore spirale polemica". Anm, ''la giustizia in Italia è al collasso''

Roma, 1 dic. (Adnkronos) - Il Paese vive una fase politicamente e istituzionalmente delicata ed è quindi opportuno che si eviti di creare tensioni e soprattutto di coinvolgere il Capo dello Stato in temi che attengono la vita interna del Csm. Così si può sintetizzare il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invia al Consiglio superiore della magistratura, attraverso una lettera indirizzata al suo vicepresidente Michele Vietti, letta in apertura della seduta pomeridiana del plenum di Palazzo dei Marescialli.

"In una delicatissima fase della vita istituzionale - sottolinea Napolitano - la mia responsabilità di Capo dello Stato deve prevalere rispetto a interventi su questioni che riguardano la dialettica interna al Csm". Il presidente della Repubblica, dunque, si appella "al senso di responsabilità di tutti, invitando al riserbo, ad evitare il verificarsi di situazioni che - avverte significativamente Napolitano - possono creare inopportune tensioni".

E ancora. "Il ripetersi di improprie anticipazioni di stampa, su procedure consiliari non ancora definite, potrebbe rendere opportuna l'introduzione, nel regolamento interno, di ulteriori e specifiche previsioni, che modifichino l'attuale disciplina, al fine di scongiurare questo grave inconveniente", sottolinea il capo dello Stato.

Il presidente della Repubblica esprime poi "perplessità sulla natura e sulla efficacia" delle pratiche a tutela; "un istituto - spiega nella lettera - che si risolve in una dichiarazione unilaterale, esposta al rischio di una ulteriore spirale polemica".

La lettera arriva dal Quirinale in risposta alla nota dei consiglieri del Csm Marini, Brigandì, Palumbo, Romano e Zanon, indirizzata a Vietti e dal vicepresidente trasmessa al presidente Napolitano.

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"WikiLeaks rivela i segreti del mondo
e l'Italia chiude gli archivi sulle stragi"

Il senatore Casson, ex magistrato, spiega l'adesione all'appello contro il segreto di Stato. "Le rivelazioni sul web sono risorse da usare con intelligenza, ma magari ci fossero state quando indagavo sugli attentati" 

di VALERIO GUALERZI

ROMA - Felice Casson, un quarto di secolo trascorso in magistratura, è stato uno dei pochissimi pubblici ministeri italiani ad aver avuto il privilegio di vedere un'inchiesta per strage (Peteano) concludersi con la condanna definitiva dei colpevoli. Forte di questa esperienza, ora che siede a Palazzo Madama da senatore del Pd, Casson è tra i promotori dell'appello 1 per l'apertura degli archivi di Stato e per l'abolizione della segretezza su tutti i documenti.

VAI ALL'APPELLO E FIRMA 2

LO SPECIALE 3

Senatore Casson, quale è la motivazione principale di questa iniziativa?
Alcune vicende storiche fondamentali per la storia della nostra Repubblica si avviano verso il dimenticatoio e questo rappresenta un'enorme ingiustizia. Innanzitutto verso i familiari delle vittime, ma anche verso chi pretende e ha il diritto di conoscere la verità. Dalla strage di piazza Fontana in poi, di molti avvenimenti - ma non di tutti - conosciamo la verità storica. Sappiamo che lo stragismo era un tassello della strategia della tensione volta a influenzare la politica interna ed estera italiana. La verità storica non sempre coincide però
con la verità giudiziaria e ora si sta cercando di impedire ancora una volta questa possibilità.

L'articolo prosegue su La Repubblica

Può ricordare qual è il punto contestato dai promotori dell'appello?
Nel 2007 è stata approvata una sofferta legge che limitava in maniera inequivocabile la possibilità di opporre il segreto di Stato alla magistratura ad un massimo di 30 anni. Ora la commissione consultiva istituita dal governo pretende di interpretare quella norma in maniera estensiva, allungando ulteriormente il periodo, andando oltre le intenzioni del legislatore. Possibilità alla quale sono fermamente contrario, ma che eventualmente va fatta alla luce del sole, con una nuova legge e non aggirando il Parlamento.

Ma lei crede che a distanza di tanti anni negli archivi si possa ancora trovare qualche indicazione utile a fare luce sulle stragi?
Impedire questo colpo di mano è innanzitutto una questione di principio. Il tentativo di allungare i tempi del segreto di Stato lascia intendere però che ci sia ancora bisogno di coprire qualcuno, persone coinvolte nelle trame oscure di quagli anni presenti tutt'oggi ai vertici delle istituzioni. Non credo comunque negli archivi si possa trovare un documento nel quale è scritto "tizio ha fatto la strage tal dei tali". A me però ad esempio piacerebbe sapere cosa pensava l'ambasciata americana della strage di Peteano, così come credo ci siano ancora molte cose da sapere sui rapporti tra la Cia e gli estremisti di destra.

Le informative delle ambasciate sono appunto al centro dell'ultimo scandalo sollevato dal sito WikiLeaks. Le avrebbe fatto comodo un alleato del genere ai tempi dell'inchiesta sui tre carabinieri uccisi dall'autobomba-trappola piazzata a Peteano nel maggio del 1973?
Certo, inutile fare le verginelle come sta accadendo ora. Tutti sanno che le ambasciate scambiano con le capitali informative e pareri di vario genere. Conoscere cosa dicevano gli americani sulla strage mi avrebbe potuto aiutare.

Giudica quindi WikiLeaks una risorsa piuttosto che una minaccia.
Sì, una risorsa, ma da utilizzare con intelligenza.

(29 novembre 2010)
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Di Loredana Morandi (del 27/11/2010 @ 19:59:29, in Politica, linkato 1920 volte)
Voglio dissentire "totalmente" nei confronti del concetto che non esista la "cultura pedofila", quando basta googlare per rinvenire una cultura addirittura "pop" sulla pedofilia, con tanto di socialnetwork, gadget e negozi online. Lato storico poi, la civiltà umana subisce da almeno 30 anni la politicizzazione di siffatti movimenti che proclamano la turpitudine della propria sessualità come un diritto. E pure "che vergogna" per le dichiarazioni pubbliche a sinistra di Vendola e a destra di Giovannardi. L'orrore, purtroppo, è sempre trasversale e bipartisan. L.M.

MINORI: DOPO TRE ANNI

ANCORA IN CORSO RATIFICA
CONVENZIONE LANZAROTE


E' ancora in corso l'iter che portera' l'Italia a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, sottoscritta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, esattamente tre anni fa. L'assemblea del Senato, il 27 ottobre scorso, l'ha ratificata con 246 voti a favore e un astenuto, ma il provvedimento, modificato da palazzo Madama, e' tornato alla Camera.

Luigi Vitali, deputato del Pdl, presidente della delegazione parlamentare presso l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e componente della Commissione Giustizia, ne ha parlato con l'ASCA auspicando che ''prima del 15 dicembre possa esser approvata anche a Montecitorio''. Il 14 infatti il parlamento votera' la fiducia al Governo. La ratifica, ha spiegato, ''era gia' stata votata in prima lettura alla Camera, in questi giorni la stiamo discutendo in Commissione Giustizia e non credo che, dopo quelle del Senato, ci sara' bisogno di altre modifiche''.

Il testo, infatti, durante l'iter al Senato, ha subito ''importanti modifiche''. La relatrice del provvedimento, Laura Allegrini, ha spiegato che a Palazzo Madama ''e' stato cambiato moltissimo. In primis, alla Camera era stata fatta una rubrica 'pedofilia e pedopornografia culturale' che noi abbiamo cambiato chimandola 'istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia' perche' non esiste nessuna 'cultura' legata alla pedofilia''. Il provvedimento e' formato da 10 articoli e interviene anche sulle norme di codice penale relative ai delitti contro la liberta' individuale e contro la liberta' sessuale.

In primo luogo, ha aggiunto Allegrini, ''si e' intervenuti modificando il testo approvato dalla Camera, sull'articolo 157 del codice penale, prevedendo un aumento dei termini di prescrizione per i delitti contro la liberta' individuale, nonche' per i reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, di corruzione di minorenne e di violenza sessuale di gruppo, ad eccezione dei casi di minore gravita'.

Significativa e' proprio l'introduzione della nuova fattispecie di reato di istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia. L'emendamento in oggetto ha inserito due nuovi commi con i quali, da un lato, si esclude la possibilita' per il reo di invocare a propria scusa ragioni o finalita' di carattere artistico, letterario, storico o di costume, e, dall'altro, si prevede un aumento di pena per i casi in cui il fatto sia compiuto avvalendosi del mezzo della stampa, anche telematica''.

E ancora: ''L'approvazione dell'emendamento Li Gotti ha arricchito il testo del ddl con la riscrittura dell'articolo 572 del codice penale in materia di maltrattamenti contro familiari e conviventi. Oltre ad un generale inasprimento del quadro sanzionatorio per la condotta tipica, si prevede un aumento della pena detentiva massima, da otto a nove anni, nel caso in cui dal fatto derivino lesioni personali gravi''.

Rispetto poi al testo licenziato dalla Camera dei deputati, il disegno di legge interviene anche sul reato di cui all' articolo 583-bis (pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili). A seguito dell'approvazione di tre distinte proposte emendative e' stato anche riscritto l'articolo 600-bis, in materia di prostituzione minorile.

''Oltre ad un inasprimento del quadro sanzionatorio - ha spiegato Allegrini - e' stata soppressa la circostanza attenuante rappresentata dalla minore eta' dell'autore del fatto, e cio' per significare che una violenza commessa da un minore su un minore non diminuisce certo il disvalore del fatto''.

Il testo licenziato dalle Commissioni, poi, ''oltre a prevedere un aumento dei termini di durata massima delle indagini preliminari anche per i reati di prostituzione minorile e di pornografia minorile e l'estensione dell'istituto dell'incidente probatorio per l'assunzione della testimonianza di persona minorenne nei procedimenti per i delitti in questione, ha introdotto, attraverso modifiche agli articoli 351, 362 e 391-bis, nel procedimento penale la figura del consulente tecnico esperto in psicologia e psichiatria infantile''.

Dunque, con la ratifica della Convenzione si inseriscono nel nostro ordinamento i reati di istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia e di adescamento di minore anche via internet nell'ottica di promuovere azioni che precedano l'abuso. ''Un passaggio importante - ha spiegato Vitali - perche' per la prima volta si parla di reati come l'adescamento dei minori anche tramite internet''.

Inoltre, si inaspriscono le sanzioni per i reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenni, spettacoli pornografici in cui sono coinvolti minori e il ddl interviene introducendo norme restrittive in relazione ai detenuti per reati in danno di minori in tema di concessione di benefici, trattamento psicoterapeutico, gratuito patrocinio e confisca di beni.

In questo caso, ha detto ancora Vitali, ''i responsabili di reati contro i bambini non potranno beneficiare degli arresti domiciliari e sempre grazie al provvedimento si colpisce il turismo sessuale''.

Insomma, molte novita'. Allora perche' non farlo prima? ''Bisogna tenere conto - ha concluso il presidente della delegazione parlamentare presso l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa - che abbiamo fatto tre passaggi parlamentari che hanno richiesto tempo. Il provvedimento e' stato presentato dal Consiglio dei ministri nel gennaio del 2009 e i problemi nel paese non sono mancati. E poi non bisogna dimenticare che nel frattempo avevamo introdotto il reato contro lo stalking, la legge contro le infibulazioni.

La nostra sensibilita' e' stata dimostrata anche attraverso questi provvedimenti''.
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2010 @ 20:46:37, in Politica, linkato 1225 volte)
Minacce a Bindi e D'Alema
recapitate all' Agenzia Ansa di Bari


- commento semi serio -

Una lettera contenente le minacce per Rosy Bindi, presidente del PD, e a Massimo D'Alema, presidente del Copasir, è stata recapitata in mattinata all'agenzia Ansa sede di Bari. Immediato il monito del Presidente Giorgio Napolitano, preoccupato dal dilagare del "fenomeno".

La lettera è firmata da un sedicente gruppo denominato "Nuclei Rossi Armati", se non erro, mai sentito prima di una identica lettera rivolta a Pierluigi Bersani. I "rossi", per carità, son resistenti, persistenti ed efficaci nelle loro minacce. In base a ciò esprimo la mia solidarietà ai due politici minacciati, perché la solidarietà non si rifiuta a nessuno.

Mi è però impossibile imbrigliare il somaro intellettuale del mio cuore, che raglia e palpita sempre per libera associazione di idee. E, anche dopo aver visto certa gente indossare abiti in tutto simili a quelli dell'omnipotens "mercoledì" cineaudiotelevisivo nazionale, mi domando: "Correrà loro al capezzale la D'Addario, in un anelito sublime di santità?"

Speriamo proprio di no. Perché, ammesso e non concesso che il "rosso" le doni, sono in molti a credere che se  proprio dobbiamo scegliere la "croce" (.. non sparate sulla) della compagna "prostituta", la preferiamo tutti salvata dal marciapiede e non dal lettone di Putin e dalle perversioni  del bunga bunga africano e delle  mille ed una notte speziate al Viagra, sotto la luna del grande oriente di Al Hard-core.

Cosicché questi poveri terroristi, a dirla tutta, sembrano di più i compagni terroni baresi dei circoli che son stufi di prenderla con le pive nel sacco, invece che dei veri esponenti dell'azione sovversiva.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:58:49, in Politica, linkato 1398 volte)
Solidarietà al pm Luigi Persico. L.M.

Cinzia-gate, Garagnani chiede

un'ispezione in Procura


Il deputato Pdl ha presentato un'interrogazione al Governo "per accertare se vi siano state violazioni di legge o regolamenti"

Bologna, 16 novembre 2010 - Il deputato del Pdl Fabio Garagnani torna all’attacco e chiede al Governo (con un’interrogazione) di mandare i suoi ispettori alla Procura di Bologna “per accertare se vi siano state violazioni di legge o regolamenti”.

Lo spunto per l’affondo del deputato azzurro (non nuovo a invettive nei confronti dei magistrati inquirenti bolognesi) arriva dall’autobiografia di Alfredo Cazzola, presentata oggi sotto le Due Torri, e in particolare dal capitolo dedicato alla vicenda del Cinzia-gate, l’inchiesta giudiziaria che dieci mesi fa ha fatto cadere il sindaco Flavio Delbono. A questa conclusione, pero’, si arrivo’ solo in un secondo momento della storia giudiziaria di questo caso, perche’ nella prima fase la denuncia veicolata da Cazzola venne gestita in altro modo dalla Procura, che arrivo’ a chiederne l’archiviazione.

Garagnani, in una nota, si rifa’ alle parole di Cazzola sul “comportamento che la Procura di Bologna, ed in particolare il pm Persico, ha avuto nell’intera storia culminata nella richiesta di archiviazione dell’indagine contro ignoti su Cracchi- Delbono”. Ma non e’ tutto. Il deputato del Pdl ricorda infatti altri casi precedenti, gia’ portati all’attenzione del Governo, “riguardanti comportamenti ‘anomali’ di singoli magistrati, particolarmente esposti politicamente”. In quei casi, pero’, sottolinea Garagnani “non c’erano chiamate esplicite di responsabilita’ come nel caso in questione da parte di Alfredo Cazzola”.

Ora, secondo Garagnani, il Governo dovrebbe “prendere in seria considerazione quanto affermato dall’imprenditore” perche’ dalle sue parole emerge “un quadro particolarmente preoccupante per le garanzie di liberta’ e di uguaglianza di fronte alla legge dei cittadini bolognesi”.

Il Resto del Carlino

La Rassegna

Il telefonino 'rovente' di Flavio 400 sms e chiamate in due mesi

Il Resto del Carlino - ‎17/nov/2010‎
BOLOGNA, 17 NOVEMBRE 2010 - MAURO MORUZZI, direttore generale di Cup 2000, ai magistrati ha detto senza mezzi termini che l'ex sindaco Flavio Delbono «è un ...

"A sinistra polli, a destra improbabili" Il veleno di Cazzola ...

La Repubblica - ‎16/nov/2010‎
La versione di Cazzola è il racconto di un'epopea imprenditoriale, di molte scommesse vinte sul piano sportivo e di una cocente sconfitta elettorale. ...

Cinzia-gate, Garagnani chiede un'ispezione in Procura

Il Resto del Carlino - ‎16/nov/2010‎
Bologna, 16 novembre 2010 - Il deputato del Pdl Fabio Garagnani torna all'attacco e chiede al Governo (con un'interrogazione) di mandare i suoi ispettori ...

Cazzola presenta 'A modo mio' e parla di calcio,

Il Resto del Carlino - ‎16/nov/2010‎
L'ex patron della Virtus e del Bologna, lancia la sua autobiografia spaziando tra tutti i temi più caldi. Senza lesinare frecciatine, soprattutto sulla ...

Alfredo Cazzola torna con un libro:«A modo mio» dall'impresa alla ...

Corriere della Sera - ‎16/nov/2010‎
Alfredo Cazzola ritorna sulla scena con un libro in cui ripercorre la propria vita: «A modo mio - Autobiografia di un libero imprenditore», ...

Cazzola, pagine di attacchi alla Procura

La Repubblica - ‎16/nov/2010‎
L'uomo che sfidò alle comunali Flavio Delbono ha pubblicato un'autobiografia, "A modo mio", in cui riserva un capitolo al Cinzia-gate. ...

SINDACO BOLOGNA: ALFREDO CAZZOLA, CANDIDATI PD 'POLLI ALLEVAMENTO'

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎16/nov/2010‎
(AGI) - Bologna, 16 nov. - Nessuna intenzione di scendere in campo una seconda volta; e per il rilancio della citta' l'auspicio e' rivolto ad un finora non ...
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Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:20:55, in Politica, linkato 1292 volte)
Carboni e Lombardi restano in carcere


Domenico Lusi

Restano in carcere Flavio Carboni e l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta P3. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Roma, ritenendo che la presunta organizzazione segreta «era ed è in grado di interferire, spesso determinandole, sulle scelte di organi costituzionali e di pubblica amministrazione». Dagli atti emergerebbe infatti «un concreto, attuale, e molto allarmante pericolo di reiterazione» del reato. «In un paese borbonico come l'Italia la pena viene prima del processo» ha commentato Renato Borzone, legale di Carboni.

Lo scorso 9 settembre la Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente decisione del Riesame che aveva negato la scarcerazione, giudicando carenti le motivazioni sull'uso, ai fini delle indagini, delle intercettazioni che coinvolgono parlamentari. Nell'ordinanza pubblicata ieri il Riesame ritiene le intercettazioni legittime: «Al momento in cui sono stati emessi i decreti di autorizzazione e proroga delle intercettazioni difettava qualunque elemento per ritenere che il fine fosse quello di acquisire elementi indiziari a carico dei parlamentari Lusetti (che non è indagato, ndr), Cosentino, Caliendo, Dell'Utri e Verdini».

Dal provvedimento emergono particolari inediti. I giudici citano un'intercettazione in cui Lombardi dice all'ex sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, che gli «stanno spianando la strada per essere nominato ministro». Quanto alla causa per evasione fiscale in Cassazione tra la Mondadori e l'Agenzia delle Entrate, i giudici scrivono che Lombardi, d'accordo con Carboni e Arcangelo Martino, altro presunto esponente della P3, «grazie alla buona conoscenza» con l'ex avvocato generale dello Stato, Oscar Fiumara, con l'ex avvocato generale della Cassazione, Antonio Martone, e con l'ex presidente della Suprema Corte, Vincenzo Carbone, «è stato in grado di concordare con tali vertici e fornire ai difensori (della Mondadori, ndr) la soluzione per evitare la celebrazione della causa» il 28 ottobre 2009 davanti alle Sezione Tributaria temporaneamente presieduta da Enrico Altieri, con un rinvio sine die alle Sezioni Unite. Sentito come teste, Altieri ha detto «di avere saputo con stupore, cinque o sei giorni prima dell'udienza, che il ricorso era stato ritirato dal ruolo» aggiungendo che «l'allora presidente delle Sezione Tributaria Giovanni Prestipino gli aveva spiegato che la Mondadori aveva presentato istanza di remissione alle Sezioni Unite e che l'Avvocatura dello Stato, pur non associandosi, non si era opposta». Prestipino gli aveva detto «di avere ritenuto di dovere necessariamente trasmettere l'istanza a Carbone, che gliene aveva fatto richiesta». Della vicenda, ha raccontato Martino, «si era parlato in occasione di due riunioni a casa di Verdini e di un pranzo al ristorante Tullio, a Roma» durante il quale Lombardi si sarebbe vantato «di avere trovato una soluzione e di avere fatto risparmiare un sacco di soldi a Berlusconi».

Il Sole 24 ore

La Rassegna

Carboni e Lombardi restano in carcere

Il Sole 24 Ore - ‎3 ore fa‎
Restano in carcere Flavio Carboni e l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta P3. Lo ha stabilito il Tribunale ...

P3:Carboni e Lombardi restano in carcere

ANSA.it - ‎22 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 NOV - L'uomo d'affari Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, 2 dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla ...

Carboni e Lombardi restano in carcere

La Repubblica - ‎17/nov/2010‎
La decisione del Tribunale del Resame sull'uomo d'affari e l'ex giudice tributario, due dei principali indagati nell'inchiesta sulla P3. ...

Inchiesta P3, restano in carcere Flavio Carboni e il magistrato ...

Adnkronos/IGN - ‎17/nov/2010‎
Roma, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - Restano in carcere Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, indagati nell'inchiesta cosiddetta 'P3'. Lo ha deciso il Tribunale ...

Il Tribunale del Riesame conferma la custodia cautelare in carcere ...

Il Sole 24 Ore - ‎17/nov/2010‎
Il Tribunale del Riesame di Roma, presieduto da Guglielmo Muntoni, ha confermato la custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, ...

P3: RIESAME, RESTANO IN CARCERE CARBONI E LOMBARDI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17/nov/2010‎
(AGI) Roma - Restano in carcere il finanziere sardo Flavio Carboni e il giudice-geometra Pasquale Lombardi, due degli indagati dell'inchiesta sulla ...

P3, Riesame: restano in carcere Carboni e Lombardi

Reuters Italia - ‎17/nov/2010‎
ROMA (Reuters) - Il Tribunale del riesame di Roma oggi ha respinto la richiesta di scarcerazione di Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, ...

P3: Riesame, allarmante pericolo di nuove interferenze

Archivio Radiocor - ‎9 minuti fa‎
Per Carboni e Lombardi rischio di reiterazione del reato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 17 nov - L'imprenditore Flavio Carboni e l'ex giudice tributario, ...

Carboni e Lombardi restano in carcere, per ora

Il Post - ‎2 ore fa‎
Il tribunale del riesame di Roma ha diffuso ieri un'ordinanza allo scopo di difendere l'impianto accusatorio della procura nei confronti di Flavio Carboni e ...

Roma, l'inchiesta su P3e Eolico: Flavio Carboni resterà in carcere

L'Unione Sarda - ‎2 ore fa‎
Il faccendiere sardo arrestato sei mesi fa assieme a Lombardi e Martino. A settembre la Cassazione decise di annullare l'ordinanza di custodia cautelare, ...

Flavio Carboni resta in carcere

Sardies (Blog) - ‎18 ore fa‎
Roma - Flavio Carboni, l'uomo d'affari di Torralba, e il geometra-magistrato tributario Pasquale Lombardi, indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, ...

INCHIESTA P3: RESTANO IN CARCERE CARBONI E LOMBARDI

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎18 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 17 NOV - Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla P3, restano in carcere. La decisione è stata assunta dal ...

P3: RIESAME, PERICOLO DI NUOVE INTERFERENZE SU ISTITUZIONI

Diritto-oggi - ‎19 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 nov. - I componenti della cosiddetta P3 possono ancora svolgere interferenze sulle istituzioni. Per questo il tribunale del Riesame di Roma ...

P3: Il Tribunale del Riesame conferma arresti di Carboni e ...

DirettaNews.it - ‎19 ore fa‎
TRIBUNALE DEL RIESAME CONFERMA INTERCETTAZIONI LECITE NEL CASO DELL P3 – Il tribunale del Riesame di Roma ha confermato gli arresti per Flavio Carboni e ...

P3, Riesame: Carboni e Lombardi restano in carcere

Il Quotidiano Italiano - ‎20 ore fa‎
I ricorsi presentati dai legali dell'imprenditore Flavio Carboni e del magistrato tributario Pasquale Lombardi sono stati respinti: i due principali ...

INCHIESTA P3: LOMBARDI E CARBONI RIMANGONO IN CARCERE

We-News - ‎22 ore fa‎
Sembra infatti che il Tribunale del riesame, presieduto da Guglielmo Muntoni, nel respingere i ricorsi dell'affarista - faccendiere Flavio Carboni e del ...

Inchiesta P3, Carboni resta in carcere

RomagnaOggi.it - ‎22 ore fa‎
ROMA - Il faccendiere Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla cosidetta P3, ...

P3: Carboni e Lombardi restano in carcere

Nuova Società - ‎22 ore fa‎
Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione per l'affarista Flavio Carboni ed il magistrato tributario Pasquale Lombardi, ...

Carboni e Lombardi restano in carcere

ANSA.it - ‎17/nov/2010‎
ROMA - L'uomo d'affari Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla cosiddetta P3, ...

P3: Tribunale del Riesame, Flavio Carboni e Pasquale Lombardi ...

Iamm e-press - ‎17/nov/2010‎
(IAMM) Non usciranno dal carcere Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. A decidelrlo è stato il tribunale del ...
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