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 ... fotografie... di Lunadicarta
 
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Il processo alla donna è una prassi costante. La vera imputata è la donna, perché solo se la donna viene trasformata in un'imputata si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale

Tina Lagostena Bassi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 26/10/2010 @ 15:55:35, in Politica, linkato 1210 volte)
Vendola è l'apologia satirica del "buon governo", ex poeta progressista omosessuale ed ex disobbediente in area centri sociali, gli han appena rimesso in mano la Regione Puglia ma con tre quarti della giunta precedente indagata per lo scandalo della sanità e delle escort. Gli indagati poi arrivano fino alla vicepresidenza, quindi alla stanza accanto alla sua. Disapprovo ed ho disapprovato la posa da primo ministro nei confronti della pm e dei magistrati che hanno dato vita a quelle indagini. Comportamenti simili sono indice di "nessuna trasparenza" nell'agire. In Vendola l'indice inoltre è del "come si cambia". L.M.


Giustizia: Vendola,
Paese ha bisogno di voltare pagina


Roma, 26 ott. - (Adnkronos) - ''Il nostro Paese, dopo 15 anni di imprigionamento in dispute che non riguardano il servizio giustizia per i cittadini, ma riguardano la istituzionalizzazione di un codice di impunita' nei confronti del premier e dei suoi sodali e' un Paese che ha bisogno di voltare pagina''.

Cosi' il governatore della Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, al termine di una conferenza stampa al ministero della Giustizia, insieme al guardasigilli Alfano, per la presentazione di un progetto di informatizzazione delle Procure pugliesi.

Per Vendola, l'Italia e' ''un Paese che e' giustizialista con i giustiziati e garantista con i garantiti''.  
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E' stato presentato oggi in via Arenula. Oh Signur!!! E anche: O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d'ora e piscinina!!! Inoltre sarei propensa alla convocazione con notifica urgente di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, e di San Nicola patrono di Bari. L.M.

ORGANIZZARE LA GIUSTIZIA:


ALFANO E VENDOLA PRESENTANO CONVEGNO


(AGI) - Bari, 25 ott. - Saranno il ministro di Giustizia, Angelino Alfano, e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a presentare domani a Roma, nella sede del Ministero della Giustizia (via Arenula), alle 12, il convegno “Organizzare la Giustizia - Modelli di gestione delle Procure Distrettuali ed efficienza della giurisdizione - Bari laboratorio di Giustizia”, che si terra’ a Bari da giovedi’ 28 a sabato 30 presso il Teatro Piccinni.

Il convegno si snodera’ in sei sessioni tematiche sul ruolo di: Procure, Csm, Avvocatura, Magistratura internazionale, Politica ed Enti locali, e vedra’ protagonisti, oltre che allo stesso ministro Alfano e al governatore Vendola, esponenti nazionali e locali delle varie sessioni. Ma la conferenza stampa di domani a Roma sara’ anche l’occasione per presentare il Progetto Aurora, il sistema di informatizzazione delle due Procure Distrettuali pugliesi (Bari e Lecce) che ha visto - per la prima volta in Italia - in sinergia il Governo nazionale e il Governo pugliese.

L’informatizzazione consentira’ la digitalizzazione di tutti gli atti giudiziari che possono essere messi a disposizione di terzi, quindi, non piu’ coperti da segreto istruttorio.

Gli stessi saranno, per cosi’ dire, consultabili in rete attraverso “parole chiave(nome del pm o dell’indagato o il tipo di reato), in questo modo sara’ creato un archivio informatico che nel tempo potrebbe essere destinato a sostituire quello cartaceo. I benefici, poi, non potranno non prevedere anche l’organizzazione degli stessi uffici: gli operatori che vengono impegnati per fotocopiare migliaia di atti potranno essere utilizzati per servizi piu’ essenziali.

Soddisfazione per i risultati ottenuti sono stati espressi dal direttore generale Sistemi Informatici del Ministero della Giustizia, Stefano Aprile, che ha seguito da vicino il Progetto Aurora: “So che in Puglia sta nascendo un ‘Laboratorio di Giustizia’ al quale noi del Ministero guardiamo con grande attenzione e consideriamo la Regione Puglia un partner prezioso. Grande apprezzamento rivolgiamo anche alla struttura tecnica messa a disposizione del progetto, InnovaPuglia.

Non possiamo, poi, non sottolineare come la realizzazione di tutto questo sia la concreta dimostrazione di come un Governo di centrodestra puo’ collaborare con uno regionale di centrosinistra nell’interesse dei cittadini per realizzare servizi concreti e reali. In Italia e’ la prima volta che si realizza”.(AGI) Red
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Di Loredana Morandi (del 25/10/2010 @ 12:06:05, in Politica, linkato 1471 volte)
Questi fatti mi colpiscono profondamente, perché la Forleo ha come unica colpa quella di aver approfondito una parte dello sporco della sinistra. L'articolo che segue, tratto da il Giornale, è da approfondire con la lettura del blog di Vulpio, di cui disapprovo sinceramente l'attacco a Bruti Liberati e la violazione alla privacy delle email personali:

Imposimato ai giudici di Brescia: “Ecco come nell’ufficio della Finocchiaro si decise di “far fuori” Clementina Forleo”. Finocchiaro querela e Forleo la denuncia per calunnia: “A Milano mi hanno scippato il caso scalate bancarie”. Per i media non c’è notizia. C’è (sempre) chi fa la morale (agli altri)

L.M.

Finocchiaro vs Forleo
Anche la sinistra querela i magistrati


Roma Non è vero che solo la destra litiga con i magistrati, lo fa anche la sinistra. A condizione, però, che le inchieste riguardino loro. A quel punto è guerra, e a colpi di denunce. Lo ha appena fatto la capogruppo del Pd al Senato, Angela Finocchiaro, che tra le altre cose è anche un magistrato in aspettativa. La Finocchiaro ha querelato il gip Clementina Forleo, la quale ha risposto denunciandola per calunnia.

Il motivo? Lo racconta il giornalista Carlo Vulpio sul suo blog: «La vicenda riguarda un “summit” che si è tenuto il 6 giugno 2007 nell’ufficio della Finocchiaro. L’incontro è stato raccontato da Ferdinando Imposimato – ex senatore Ds ed ex magistrato – in due verbali ai magistrati di Brescia. Fu un incontro – dice Imposimato – in cui si decise di inviare un’ispezione ministeriale alla procura di Milano, il cui fine nemmeno tanto coperto era quello di mettere sotto procedimento disciplinare per “incompatibilità ambientale” l’allora gip di Milano, Forleo, che si stava occupando delle famose scalate bancarie dei “furbetti del quartierino”».

In quella inchiesta, allora seguita dalla Forleo, erano finite diverse telefonate tra politici - tra cui Fassino, D’Alema e Latorre - e personaggi legati alle scalate bancarie - tra cui Consorte, Ricucci, Fiorani. «A Roma sono molto preoccupati - racconta Vulpio, citando un suo libro, Roba nostra, del 2009 - Tanto che decidono di tenere un “summit” al volo in una qualche stanza del Parlamento.

Chi partecipa a questa riunione ristretta e di cosa si discute? Lo rivela ai giudici l’ex senatore Ds ed ex magistrato Ferdinando Imposimato». E cioè un gruppo di fedelissimi dalemiani, riuniti nell’ufficio della Finocchiaro, per sollecitare un’ispezione ministeriale a Milano. Questa la ricostruzione di Vulpio, sulla base di due verbali di Imposimato ai magistrati di Brescia.

La Finocchiaro ha querelato. Ma non Imposimato, solo la Forleo.

Il Giornale
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Di Loredana Morandi (del 24/10/2010 @ 10:43:11, in Politica, linkato 1533 volte)

Ed ecco cosa ha fatto arrabbiare il procuratore facente funzioni di Imperia nei confronti della stampa: l'indagine su Scajola. Avevo detto bene: la procura era in stato di stalking (pazzesco? no, non lo è. perché lo scoop, il più delle volte "comprato" ora è addirittura preteso), ma il caso è già giunto a Roma. L.M.

Scajola, la piazza contro i giudici
"C'è chi distrugge a comando"

Con l'ex ministro a Imperia sfila anche Biasotti. In duecento manifestano a suo favore dopo l'avviso di garanzia 

di WANDA VALLI

Torna sulla scena pubblica, a Imperia, la sua città, l'ex ministro Claudio Scajola, che si è dimesso per la storia della casa con vista Colosseo. Lo fa ieri, in una manifestazione in suo sostegno, organizzata dal Pdl di Imperia, per la vicenda del porto di Imperia. Dopo mesi di silenzio, Scajola ieri, decide di non porgere, come un buon cattolico, l'altra guancia. La molla è l'avviso di garanzia della Procura di Imperia, per "associazione a delinquere finalizzata a illeciti guadagni" insieme con Francesco Caltagirone Bellavista, per l'affaire del nuovo porto, di chi doveva costruirlo e, soprattutto, con quali regole.

Secondo Scajola è arrivato il momento di farsi sentire. Di spiegare la sua verità, non ai magistrati, ma in pubblico. Un pubblico amico, certo, fatto di amministratori locali e no, di deputati, un pubblico che ha deciso di aderire all'invito del Pdl della sua città per sostenerlo e difenderlo, proprio di fronte al porto nuovo, a calata Anselmi, a un passo dal manufatto della Acqua Mare, costola operativa dell'Acqua Marcia, la holding di Bellavista Caltagirone. Un gesto d'attacco, quasi una provocazione, ma quella manifestazione, ufficialmente, non l'ha organizzata lui. In quasi un'ora di discorso, l'ex ministro si difende a tutto campo.

L'Articolo prosegue su La Repubblica



Parla di "clima brutto e quando è così si aprono tutti i verminai", si rivolge a chi indaga: "Guardate, valutate e risolvete al più presto". Dice: "Ho ancora abbastanza fiducia nelle istituzioni, ho ancora abbastanza fiducia nella magistratura", e, se quel passaggio sulle istituzioni fa pensare agli attacchi dei finiani, resta il dubbio che Scajola si riferisca anche alle voci di un fuoco amico che continuano a girare. Dicono, le voci, che il nuovo siluro potrebbe essere partito dall'interno del suo stesso partito, proprio adesso che sembrava che lui dovesse tornare a occuparsi dell'organizzazione nazionale del Pdl. Replica con un "no, comment", i dubbi restano tutti.

Tanto più che più tardi aggiunge: "Viviamo tempi difficili, un periodo oscuro con gente che lavora per distruggere a comando". Chi è questa gente? No comment, ancora. Scajola ribadisce che lui mantiene "la calma e il rispetto verso istituzioni e magistratura". Al suo fianco c'è tutta la famiglia, la moglie Maria Teresa Verda, la figlia, il nipote Marco. Intorno la gente. Duecento persone, dove spiccano Sandro Biasotti, ex nemico ora tra i più leali nel difenderlo, il coordinatore ligure Michele Scandroglio, deputato come il coordinatore di Genova, Roberto Cassinelli, ci sono consiglieri regionali, Alessio Saso, lo stesso Marco Scajola, sindaci, a partire dal giovane Strescino che guida Imperia. Manca, quasi del tutto, la pattuglia di ex An, per non parlare della Lega, alleata di governo e assente in toto, c'è un pullman arrivato da Savona, presente con il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza.

La sensazione, al di là dei discorsi che parlano di fiducia, di incoraggiamento, di voglia di lottare, è che anche a Imperia, la Vandea della Liguria, la roccaforte di Scajola, rimbalzino i malesseri di un partito squassato. C'è anche chi, come Christian Abbondanza, della Casa della Legalità, arriva a distribuire volantini che attaccano "la lievitazione dei costi del porto di Imperia da 29 milioni a 145, appalti e incarichi assegnati senza trasparenza anche se il Comune di Imperia detiene il 33 per cento delle quote della Porto di Imperia spa", e non viene minimamente disturbato. Claudio Scajola si presenta verso fine mattinata, a sorpresa e in silenzio si piazza in mezzo alla gente. Abito grigio, camicia azzurra, cravatta a piccoli disegni sul blu, l'ex ministro delle Attività Produttive ascolta chi lo difende. I più sinceri sembrano i sindaci dell'entroterra, "vai avanti Claudio, sei tutti noi", è focoso quello di Imperia che attacca: "In consiglio comunale nel 2005, dieci consiglieri del Pd votarono per far partire i lavori del porto e ora si rimangiano tutto", e poi Biasotti, Saso, Scandroglio, Cassinelli, Sappa.

La moglie sta dietro il palco, lui le affida la giacca, alle 12 e 40 quando sale sul palchetto. Da lì rivede la storia degli ultimi mesi, da quando è scoppiato l'affaire della casa con vista sul Colosseo in avanti, ricostruisce la vicenda del porto di Imperia, che definisce "il mio sogno quotidiano a cui non intendo rinunciare". Ringrazia chi è sulla calata "in questo bellissimo luogo, con tantissime barche di chi ha molti soldi e comprando le barche dà lavoro a altra gente". E' la mia filosofia, spiega Scajola, prima di ammettere di non dormire bene la notte "mi capita spesso in quest'ultimo periodo e allora a volte mi alzo, vado a rivedere le carte, ritrovo qualche nefandezza nei miei confronti".

A monte di tutto, secondo l'ex ministro, "c'è l'invidia, il peggiore dei sentimenti che porta a distruggere chi è più bravo di te". Sembra un altro messaggio ai presunti amici, Scajola va oltre, mette in guardia: "Attenzione a che questo atteggiamento non diventi maggioritario, attenzione perché in molti hanno giocato con il verosimile e sul verosimile si costruiscono tante brutte inchieste". Difende il progetto per il porto, difende se stesso: "Mi si dice che sono accusato di corruzione e di essere a capo di una cupola di affari. Si alzi uno al mondo a dire se mai una volta nella mia vita ho segnalato un'impresa per un lavoro pubblico, è vero invece che ho sempre cercato persone che venissero a investire". La colpa secondo lui è di quel clima "da verminai" che incombe, da qui l'invito a chiarire tutto al più presto. La sua difesa pubblica, dopo tanti mesi di silenzio, è finita. La gente comincia a andare via. La storia del porto di Imperia, continua.
(24 ottobre 2010)

La Rassegna

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"Il lettore milanese che si firma come GB ritengo abbia scritto senza sapere molto, per non dire nulla, sulla vicenda Scajola. L'affermazione che l'On. Scajolasi sia sottratto alla Magistratura e abbia trovato mille cavilli per non esporsi e ...

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Scajola: "danneggiato, quando sono ancora ferito, il clima è brutto".

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Imperia: caso Scajola, la mail di Roberto Barbaruolo

Sanremonews - ‎18 ore fa‎
"Caro Direttore, innanzitutto complimenti a Lei per l'equilibrio con cui conduce questa rubrica dei lettori. Posso testimoniare che le mie lettere vengono sempre pubblicate ed in modo integrale. Purtroppo come ho già segnalato molte lettere sono ...

Imperia: parlamentari liguri Pdl, c'e' chi vuole rovinare immagine ...

Libero-News.it - ‎22/ott/2010‎
Genova, 22 ott. - (Adnkronos) - ''Non stupisce questo nuovo attacco frontale: gli sviluppi dell'inchiesta di Perugia stanno confermando l'innocenza di Claudio Scajola, ma c'e' chi continua a volerne rovinare l'immagine ed ha quindi dovuto sferrare un ...

Scajola indagato/Rosso: "Abbiamo bisogno di lui"

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Genova - “Chiediamo all'On. Claudio Scajola, della cui estraneità dai fatti non abbiamo dubbi, di voler continuare ancora con più determinazione il suo impegno nel partito.” Questo dichiara Matteo Rosso a nome di tutto il Gruppo regionale del Popolo ...
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 11:16:09, in Politica, linkato 1438 volte)
E' strano che questo articolo sia stato scritto da Il Giornale, in fondo il governo caduto era il nostro. L.M.

L’inchiesta Why not?
Un fiasco da 9 milioni firmato De Magistris


di Gian Marco Chiocci

La sentenza del gup demolisce i metodi dell’ex pm: "Ha cercato il clamore dei media senza avere prove"

La madre di tutte le inchieste ha partorito un’inchiesta senza capo né coda, «un’affascinante rappresentazione di inquietanti realtà occulte di poteri superiori». É la celeberrima «Why Not», istruita dall’ex pm catanzerese Luigi De Magistris, oggi parlamentare Idv, immaginata per abbattere il malaffare calabrese costituito da una sorta di Spectre sovrastrutturale - per dirla con l’ex portavoce della Marcegaglia - collegata a politici corrotti, avidi imprenditori, servizi deviati, massoneria occulta, toghe colluse. Un flop investigativo che portò alle dimissioni dell’allora Guardasigilli Clemente Mastella, alla caduta del governo Prodi, allo scontro fra le procure di Salerno e Catanzaro, alla carriera politica della toga che non voleva fare politica. Un procedimento che stando alle 944 pagine di motivazioni della sentenza emessa dal gup Abigail Mellace ha cercato solo la pubblicità dei media puntando sempre più in alto senza perseguire, dal basso, quei reati addebitabili al consorzio Brutium e alla società Why Not che risultavano solari sin dalle primissime fasi delle indagini preliminari. Un fiasco, insomma, che è costato all’erario decine di milioni di euro (9 solo in consulenze) e che ha procurato danni gravi a oltre 150 persone indagate e sputtanate a mezzo stampa, alle 34 al dunque rinviate a giudizio, alle 26 assolte. Tanto rumore per nulla: 8 condanne, e basta.

IL CLAMORE DEI MEDIA  E LA VERITA’ TELEVISIVA
Leggiamole, dunque, le pagine che disintegrano l’operato di Luigi De Magistris. Per il gup Mellace l’inchiesta Why Not è figlia dell’enorme «risalto mediatico che il procedimento ha avuto soprattutto nella fase delle indagini preliminari e che ha portato alla ribalta nazionale i suoi principali protagonisti divenuti nel frattempo veri e propri personaggi pubblici televisivi di grande notorietà». Ciò ha condotto, inevitabilmente, «a una distorta e infedele rappresentazione dall’esterno delle reali e obiettive risultanze delle fonti di prova». Un clamore che ha offuscato le finalità di un’inchiesta giustamente «salutata come la prima condanna di un sistema politico che mirava alla realizzazione dei propri interessi» collegati all’accaparramento illecito di fondi regionali. L’obiettivo iniziale, insiste il gup, «nel corso delle indagini è stato abilmente seppellito da chi aveva interesse a farlo, sotto una miriade di dichiarazioni, propalazioni, coraggiose rivelazioni volte a rappresentare la molto più avvincente, inquietante “televisiva” realtà di associazioni segrete, logge deviate, congiure di palazzo, accordi clandestini che dapprima operavano occultamente per monopolizzare la gestione degli appalti e delle risorse e che poi, a indagine avviata, tramavano per distruggere ed annientare da un punto di vista economico e di credibilità chi aveva avuto invece il coraggio di denunciare la realtà del malaffare».

LA SPECTRE SOVRASTRUTTURALE
L’ipotesi investigativa, tirate le somme, «non ha trovato alcun conforto probatorio essendo stato sconfessata già nella fase delle indagini preliminari» ed anzi «ha impedito di analizzare con la necessaria obiettività i vari e inconfutabili elementi di prova che emergevano sin da subito» nei confronti degli appalti e dei progetti concessi a Brutium e Why Not «in palese violazione di legge». Il panorama della Spectre transnazionale immaginato dall’ex pm «dopo anni di lunghe e costose indagini» non ha trovato «alcun conforto probatorio essendo stato sconfessato già nella fase preliminare».

DUE SUPERTESTIMONI «INCREDIBILI» E INATTENDIBILI
E che dire, poi, del testimone Giuseppe Tursi Prato i cui racconti appaiono «incredibili», «inconsistenti», finalizzati «a ottenere un beneficio personale», indirizzati a colpire alcuni magistrati che avevano redatto la sua condanna. E di Caterina Merante, supertestimone e architrave dell’inchiesta Why Not, indagata al contempo dalla procura di Paola?

PSICOFARMACI AI DIPENDENTI E L’ASSE COL MARESCIALLO
Il gup ha trasmesso gli atti alla procura generale per il mendacio e per l’«incredibile rapporto personale e confidenziale» col maresciallo che le è stato sempre vicino. «Un rapporto che ha inciso pesantemente sulla modalità di conduzione delle prime indagini, inquinando in modo irreversibile la genuinità di importanti risultanze investigative, rendendole radicalmente inutilizzabili». La signora voleva passare per debole «e soggiogata», quand’invece al telefono (intercettato) «coltivava una serie di rapporti con tutti quei soggetti che potevano, anche inconsapevolmente, coadiuvarla nel suo progetto».

VERBALI SCOMPARSI MAI REDATTI O MODIFICATI
Soggetti come il sottufficiale dell’Arma che per «gli atti più delicati» si affidava completamente a lei «attenendosi in primo luogo agli ordini della testimone e cercando, a tutti i costi, di trovare elementi di conferma della credibilità del suo narrato (...)». Di più. «La informava pedissequamente sugli sviluppi delle indagini», e la stessa «indicava al maresciallo i nominativi e gli indirizzi dei soggetti nei cui confronti dovevano essere dirette le investigazioni». In un caso un verbale della Merante non risulta mai redatto. In un altro «è stato completamente modificato, con l’aggiunta di fatti, dichiarazioni, precisazioni che spesso modificano completamente il significato delle prime dichiarazioni». Concludendo: «L’intero castello accusatorio della Merante è crollato in toto», ed è crollato anche il riferimento alla suggestiva loggia segreta di San Marina piena di «fratelli» politici. «Le dichiarazioni della Merante sono state ritenute inattendibili, non solo in quanto intrinsecamente incredibili, ma perché smentite dagli esiti delle attività investigative di riscontro compiute dagli inquirenti». Come quelle che attribuivano al feroce Saladino, al secolo Antonio Saldino, superiore gerarchico della Merante in Why Not, considerato da De Magistris il vero dominus dell’inchiesta, il ruolo di procacciatore di psicofarmaci da somministrare ai dipendenti. I quali, presi a verbale, hanno ovviamente smentito.

LE INTERCETTAZIONI INUTILI PER IL REATO «ASSOCIATIVO»
Come se non bastasse anche la contestazione del reato associativo cavalcata da De Magistris, basata su migliaia di intercettazioni telefoniche, è miseramente crollata: «Le risultanze captative - chiosa il gip - non forniscono alcuna prova dell’esistenza del sodalizio descritto al capo uno (riferito, appunto, all’associazione per delinquere, ndr) non ricavandosi dai colloqui intercettati la dimostrazione degli elementi costitutivi oggettivi di una qualsivoglia associazione dotata dei requisiti minimi strutturali previsti dall’articolo 416 bis». Se è vero che Saladino aveva rapporti coi politici che gli chiedevano posti di lavoro, è anche vero che ognuno di loro sollecitava assunzioni a titolo personale, senza dare nulla in cambio e soprattutto senza far parte del medesimo gruppo di potere ipotizzato e perseguito dal pm Luigi De Magistris.

Il Giornale
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Primo sì al lodo Alfano retroattivo (con i finiani).
Napolitano: non entro nel merito


di Donatella Stasio
20 ottobre 2010


ROMA - Gianfranco Fini prende tempo sulla riforma della giustizia e congeda il ministro Angelino Alfano dandogli appuntamento a quando avrà messo nero su bianco il testo, per verificare che nelle nuove norme costituzionali non vi sia alcuna «ingerenza» del governo sulla magistratura, altrimenti quelle norme sarebbero «inaccettabili». Testi alla mano, i finiani diranno sì o no, come hanno fatto con il lodo Alfano bis, di cui ieri hanno votato, nonostante le polemiche dell'opposizione, il primo punto cruciale, ovvero l'applicazione dello scudo giudiziario "ristretto" al presidente della Repubblica e al presidente del consiglio anche nei processi su fatti «antecedenti» l'assunzione della carica.

Una norma «assurda, indecorosa e vergognosa», secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che preannuncia «barricate» e accusa i finiani di incoerenza; una «scelta sbagliata», dice Pierferdinando Casini, che poi aggiusta il tiro spiegando che «la retroattività è un errore, ma giustificato dall'anomalia italiana», per cui l'Udc «non metterà veti» ma si asterrà sul provvedimento; una «norma scellerata» sostiene l'Idv, chiedendo al Quirinale di «starne fuori» e puntando il dito contro il «finto ritorno alla legalità» di Fli. In serata, una nota del Colle ribadisce (lo aveva già detto il 7 luglio) la propria «estraneità» al dibattito parlamentare su proposte di legge, o su singole norme, specialmente se sono proposte di legge costituzionale o di iniziativa parlamentare: il lodo Alfano bis è l'una e l'altra cosa e, fra l'altro, arriverà nelle mani di Giorgio Napolitano soltanto dopo il referendum confermativo, necessario qualora il testo non raggiunga (com'è assai probabile) la maggioranza dei 2/3.
Il voto del senato sul lodo ha rotto la magia tra i finiani e l'opposizione, rimasta gelida sui paletti del presidente della camera alla riforma della giustizia.

La norma della discordia
L'emendamento approvato in commissione è del presidente e relatore Carlo Vizzini (Pdl) e risale a fine settembre. Prevede che i processi al premier e al capo dello stato, «anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica», possano essere sospesi con deliberazione parlamentare. I voti a favore sono stati 15 (13 di Pdl e Lega, più il finiano Maurizio Saia e il senatore dell'Mpa), 7 i contrari. Un «mostro giuridico», dice l'opposizione. Ma anche il popolo della rete vicino a Fli si è scatenato contro la retroattività dello scudo, esprimendo delusione, sorpresa, preoccupazione, sebbene Filippo Rossi, direttore di Farefuturo web magazine, avesse spiegato che «sul lodo i finiani hanno fatto quel che hanno sempre detto».

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore


La Rassegna

I finiani spiegano
A difesa della «coerenza», è scesa in campo direttamente Giulia Bongiorno, plenipotenziaria di Fini, definendo «insensate» le polemiche. Prima di lei, Saia aveva spiegato che «già venti giorni fa» si era deciso che la linea di Fli sarebbe stato il sì alla retroattività, confermata dal voto di ieri. Il capogruppo a Montecitorio, Italo Bocchino, però, aveva preferito non sbilanciarsi, dicendo che della questione si occuperà «quando verrà alla camera», mentre Adolfo Urso sottoscriveva le parole di Saia e preannunciava il voto favorevole anche alla camera. «La finalità del lodo - chiarisce la Bongiorno - è salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa se non venissero sospesi i processi per fatti antecedenti all'assunzione della carica». Ergo: «le polemiche non sono condivisibili». E Fini, da quanto è filtrato, le ha prese come attacco personale, e una pressione a puntare ancora di più i piedi sulla riforma della giustizia.

La riforma della giustizia
Prima di incontrare il presidente della camera, Alfano aveva visto quello del senato Renato Schifani: a entrambi ha illustrato solo le «linee guida» della riforma, rinviando a un giro successivo la presentazione dei testi. Fini gli ha ribadito che Fli si muove in uno «spirito costruttivo» ma che non accetterà (lo ha scritto in una nota dopo l'incontro) «ingerenze del potere esecutivo su quello giudiziario». L'enunciazione dei principi è una cosa, scrivere le norme, un'altra. Dunque, è essenziale leggere il testo della separazione tra giudici e pm, ma soprattutto del nuovo Csm (e dell'Alta Corte di disciplina) nonché le norme sul ruolo che si vuole attribuire al ministro. Di toccare la Consulta, poi, non se ne parla proprio. Né a Fini è piaciuta l'idea di inserire nella riforma l'elezione dei magistrati onorari con funzioni di pm. Insomma, no a un testo dal sapore «punitivo». Giudizio sospeso, quindi. E questo ha riferito Alfano, in serata, a Silvio Berlusconi, nell'incontro serale a palazzo Grazioli con Niccolò Ghedini. La strada della riforma, quindi, è tutta in salita.

Il Sole 24 ore

Primo sì al lodo Alfano retroattivo

Il Sole 24 Ore - ‎54 minuti fa‎
ROMA - Gianfranco Fini prende tempo sulla riforma della giustizia e congeda il ministro Angelino Alfano dandogli appuntamento a quando avrà messo nero su bianco il testo, per verificare che nelle nuove norme costituzionali non vi sia alcuna «ingerenza» ...

Lodo Alfano retroattivo. Fini aiuta Berlusconi

Il Secolo XIX - ‎3 ore fa‎
Una giornata ad altissima tensione: a metà pomeriggio, la commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato un emendamento al “Lodo Alfano” (lo scudo giudiziario per il Presidente della Repubblica e del Consiglio) estendendo in maniera ...

Blitz sul lodo Alfano retroattivo: c'è il sì anche dei finiani

Il Salvagente - ‎2 ore fa‎
Lo ha deciso ieri la commissione Affari costituzionali, approvando l'emendamento del relatore Carlo Vizzini in base al quale "i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti ...

Ma ora la maggioranza pensa a ritoccare il legittimo impedimento

La Stampa - ‎2 ore fa‎
È ripartita la marcia del lodo Alfano in forma di ddl costituzionale. Al Senato da ieri la maggioranza ha cominciato a votare compatta una raffica di emendamenti; passa anche il principio che lo scudo al premier avrà validità per tutti i procedimenti, ...

Lodo Alfano, via libera di FiniPremier protetto da tutti i processi

Quotidiano.net - ‎3 ore fa‎
«BUONO, buono», si lascia andare Silvio Berlusconi. La tensione si scioglie sul suo volto quando gli comunicano che la commissione affari costituzionali del Senato ha approvato la cosiddetta retroattività del Lodo Alfano, che così gli potrà fare da ...

Lodo Alfano retroattivo con il sì dei finiani

SKY.it - ‎1 ora fa‎
La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento per cui la sospensione dei processi si applica anche per fatti antecedenti all'assunzione della carica. Forti critiche dall'opposizione. GUARDA LA RASSEGNA STAMPA Insieme a Pdl ...

Lodo Alfano retroattivo: il si' di tutta la maggioranza

NanoPress - ‎37 minuti fa‎
Il Lodo Alfano, che prende il nome da Angelino Alfano, Ministro della Giustizia italiano, ha un nuovo emendamento, che e' stato approvato da ieri da tutta la maggioranza. Si tratta della proposta Vizzini, una proposta osteggiata caldamente ...

Lodo Alfano: «Retroattivo lo scudo al premier»

Avvenire.it - ‎56 minuti fa‎
Via libera della commissione Affari costituzionali del Senato alla "retroattività" del lodo Alfano. Sulla giustizia, ieri, c'era attesa soprattutto per l'accelerazione sulla riforma da parte del Guardasigilli, che ha incontrato i vertici di Camera e ...

Lodo Alfano, via libera alla retroattività. Il Quirinale si sfila ...

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎12 minuti fa‎
La prova della verità si avrà a novembre quando, in Senato, si voterà la prima lettura del testo sul Lodo Alfano che ieri è stato licenziato dalla commissione Affari costituzionali. La norma è stata emendata dall'esponente del Pdl Carlo Vizzini e ...

Lodo Alfano/ Quirinale: Sempre estraneo a proposte... -2-

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Già qualche mese fa il Quirinale aveva precisato con una nota ufficiale la propria estraneità al dibattito sul cosiddetto Lodo Alfano 'costituzionalizzato' e alle soluzioni individuate. "Il presidente della Repubblica ...

Sul Lodo Alfano il Colle si chiama fuori

Giornale Radio Rai - ‎41 minuti fa‎
Primo via libera in commissione, al Senato, all'emendamento del Popolo della libertà sullo 'scudo giudiziario' per le alte cariche dello Stato, anche retroattivo, col via libera dei finiani. Il Pd: daremo battaglia; l'Idv attacca Futuro e Libertà. ...

Lodo Alfano, si punta all'immunità

Terra - ‎1 ora fa‎
GIUSTIZIA. Con il voto favorevole di tredici senatori del Pdl e Lega più il licet del membro finiano Maurizio Saia e del senatore dell'Mpa, è passato l'ultimo emendamento al progetto di legge ormai noto come Lodo Alfano. Si preannunciava tranquilla la ...

Dalla Commissione l'ok al Lodo Alfano retroattivo

RomagnaOggi.it - ‎12 ore fa‎
ROMA - Via libera della commissione Affari costituzionali alla "retroattività" del lodo Alfano. L'emendamento del relatore Carlo Vizzini è stato approvato con 15 voti a favore e 7 contrari. Hanno votato a favore del provvedimento i 13 senatori di Pdl e ...

Fini: su Lodo Alfano Fli coerente

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Giudizio sospeso sulla bozza di riforma della giustizia fino a che non sarà riempita di contenuti: i “titoli” non bastano se poi verranno stravolti da emendamenti o norme «controverse o addirittura inaccettabili». Sarebbe la posizione di Gianfranco ...

Lodo: Colle non entra merito Camere

ANSA.it - ‎12 ore fa‎
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«Stop retroattivo ai processi»

GD notizie - ‎2 ore fa‎
Il lodo Alfano che sospende i processi per il premier e per il Capo dello Stato avrà effetto retroattivo. Varrà cioè anche per fatti precedenti il conferimento del mandato. Il primo sì è arrivato dalla commissione Affari costituzionali al Senato anche ...

Il retroscena L'aria è cambiata: spiragli anche sulla Consulta

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RomaIl messaggio è stato recapitato al Cavaliere qualche giorno fa, quand'era ancora in quel di Villa Certosa. Niente di definitivo, certo. Perché la materia è delicata e soprattutto perché anche la forma vuole la sua parte. ...

Lodo Alfano: Bersani, "non passerà". Dal PD pronte barricate

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Roma, 20 ottobre 2010 - Promette battaglia il PD sul Lodo Alfano; Bersani si scaglia contro avvertendo che saranno alzate vere e propri barricate in Parlamento, poi dichiara: "Viaggiamo ai limiti dell'assurdo. Credo che sia indecoroso e vergognoso ...

Sì della commissione Affari costituzionali alla retroattività del ...

In dies - ‎2 ore fa‎
Dal Quirinale è stato subito chiarito di essere "estranei alla discussione" parlamentare dell'uno o dell'altro ramo del Parlamento. Bersani ha detto che si tratta di un provvedimento "scandaloso" e ha promesso le "barricate". Antonio Di Pietro ha tira ...

Lodo Alfano/ Davigo: E' prematuro preoccuparsi, l'iter è lungo

Virgilio - ‎12 ore fa‎
"E' prematuro preoccuparsi, perché la riforma costituzionale prevede una doppia approvazione da ciascuna delle due Camere e se non c'è la maggioranza dei due terzi la legge è sospesa fino a referendum confermativo". Così il consigliere di Cassazione ...

Lodo Alfano può essere retroattivo blitz della maggioranza in ...

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L'opposizione ha definito l'emendamento, presentato dal relatore Vizzini, "un mostro giuridico". Bersani: "E' una vergogna, faremo le barricate". Bongiorno conferma il via libera Fli: "Non condivido le polemiche". Alfano incontra Fini: "Spirito ...

Lodo Alfano, arriva il 'sì' dei finiani L'opposizione: "E' un ...

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La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato con 15 voti a favore e 7 contrari l'emendamento del Pdl al lodo Alfano, che sancisce la retroattività delle norme contenute nel provvedimento sulla sospensione dei processi al presidente del ...

Il Lodo Alfano sarà retroattivo. Sì dei finiani

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Nuovo Lodo Alfano, Bersani: “Viaggiamo ai limiti dell'assurdo”

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"Una vergogna": è senza mezze misura la critica del Partito Democratico alla riformulazione del Lodo Alfano, costituzionale, retroattivo, uscito dalla Commissione Giustizia e appoggiato da Pdl, Lega, e Fli e Mpa - l'intero arco di maggioranza, dunque. ...

Lodo Alfano/ Bersani: Da Fli grosso deficit di coerenza

APCOM - ‎12 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Il voto da parte di Fli della norma sulla retroattività del Lodo Alfano dimostra "un grosso deficit di coerenza". E' questo il commento del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che osserva: "Loro hanno sempre detto che ...

Lodo Alfano retroattivo, sì anche dai finiani a Senato

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Lodo Alfano/ Orlando: Odiosa impunità, grave responsabilità Fli

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - "L'emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato fa cadere ogni ipocrisia a proposito del cosiddetto lodo Alfano. Questa modifica rende ancor più evidente che il lodo non è concepito per tutelare il ...

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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:40:07, in Politica, linkato 1518 volte)
Corruzione: no della Camera
all’autorizzazione a procedere contro Lunardi


19 ottobre 2010

La maggioranza alla Camera salva l’ex ministro del Pdl Pietro Lunardi dal processo per corruzione nato dall’inchiesta sulla “cricca”, ma la partita che lo riguarda non è ancora del tutto chiusa. Per ora la Camera ha rispedito al mittente, in quanto «carente», la richiesta di autorizzazione a procedere contro Lunardi formulata dal tribunale dei ministri di Perugia: 292 voti favorevoli al rinvio delle carte, venuti dai banchi di Pdl, Lega e anche da quelli dei finiani che però fanno capire di essere pronti a votare in modo diverso se la questione dovesse tornare all’attenzione della Camera.

La vicenda per la quale l’ex ministro è finito nel mirino dei magistrati riguarda l’acquisto a prezzo di favore di un palazzetto di via dei Prefetti, in una zona centralissima di Roma alle spalle della Camera: 960 metri quadrati di proprietà di Propaganda Fide, la congregazione del Vaticano per l’evangelizzazione, che diventarono di Lunardi per la cifra di 4,16 milioni di euro. Indagando sulla «cricca», i magistrati di Perugia sono arrivati alla convinzione che Lunardi avesse ottenuto il palazzo grazie a un accordo con l’allora prefetto della congregazione, l’attuale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe: in cambio del «megasconto», Lunardi, nella sua qualità di ministro, avrebbe concesso due milioni e mezzo di finanziamento per la ristrutturazione della sede di Propaganda Fide a piazza di Spagna. Di qui l’indagine su Lunardi e Sepe, entrambi accusati del reato di corruzione.

A differenza dei parlamentari, che possono essere indagati e mandati sotto processo senza che le Camere debbano concedere l’autorizzazione, per i reati ministeriali è ancora necessario il voto del Parlamento. Il tribunale dei ministri di Perugia ha mandato tutte le carte riguardanti Lunardi con la convinzione che le prove fossero così schiaccianti da «costringere» la giunta per le autorizzazioni e l’aula della Camera a dire di sì. Ma la maggioranza si è appigliata al fatto che nel plico arrivato a Montecitorio non c’erano gli atti riguardanti il cardinale Sepe. Secondo l’interpretazione proposta dalla maggioranza (ma respinta dal tribunale dei ministri) le Camere devono infatti pronunciarsi anche sulla posizione dei coimputati di un procedimento che riguarda un ministro. E per questo ha deciso di rimandare indietro tutto il materiale.

Ora bisognerà aspettare la nuova decisone del tribunale dei ministri, anche se sembra difficile che si pieghino al volere della Camera dopo aver esplicitamente detto di essere contrari alla tesi della maggioranza; per questo, tra le strade possibili per uscire dall’impasse si profila quella del sollevamento del conflitto di attribuzioni presso la Corte Costituzionale, che sarebbe chiamata a dirimere l’intricata questione.

I finiani, nel frattempo, fanno sapere di non aver voluto salvare l’ex ministro. Come spiega il `futurista´ Nino Lo Presti, «la questione è soltanto rinviata: Fli con il voto di oggi ha solo chiesto il rispetto della legge e non ha pronunciato un giudizio di assoluzione nei confronti di Lunardi». Certo che se oggi avessero votato con l’opposizione, le carte su Lunardi non avrebbero preso la via di Perugia. Ma l’opposizione non si fida e teme che alla fine la maggioranza toglierà Lunardi dai guai. «È un brutto giorno per la giustizia», si indigna la democratica Donatella Ferranti, secondo la quale la maggioranza «vuole bloccare tutta l’indagine». Protesta anche l’Idv: «L’aula della Camera - dice il capogruppo Massimo Donadi - ormai è l’aula delle impunità».

Il Secolo XIX

La Rassegna

Appalti G8 Salvo Lunardi, la Camera ferma i giudici

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La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere contro il deputato Pdl ed ex ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi. Indagato per corruzione insieme ...

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Roma, 19 ott. (Apcom) - Viene concluso a fine ottobre il restauro del palazzo di Propaganda fide, a Roma, costato oltre 15 milioni di euro e destinato ad ...

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Lunardi: atti tornano a Perugia

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(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Tornano al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti relativi all'inchiesta sull'ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, ...

Inchiesta su corruzione la Camera salva …

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Grandi Eventi, Camera nega autorizzazione procedere per Lunardi

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ROMA (Reuters) - La Camera dei deputati ha negato oggi pomeriggio l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro del centrodestra Pietro ...

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Roma - (Adnkronos/Ign) - Secondo la Giunta delle Autorizzazioni i magistrati non hanno offerto "una completa prospettazione dell'episodio corruttivo". ...

La Camera nega l'autorizzazione a procedere per l'ex ministro ...

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L'Aula della Camera salva l'ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato - nell'ambito dell'inchiesta sugli ...

Camera: tornano a giudici Perugia atti su Lunardi

ANSA.it - ‎14 ore fa‎
ROMA - Tornano al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti relativi all'inchiesta sull'ex ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi al Tribunale dei ...

LUNARDI: ATTI RINVIATI A TRIBUNALE MINISTRI

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(AGI) Roma - La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere contro Pietro Lunardi e rinviato gli atti al tribunale dei ministri. ...

Camera nega autorizzazione a procedere per Lunardi

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CAMERA: RESTITUITI A TRIBUNALE MINISTRI ATTI INCHIESTA SU LUNARDI

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(ASCA) - Roma, 19 ott - La Camera dei deputati ha deciso di restituire al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti giudiziari, con la richiesta di ...

CAMERA: NO ALL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER LUNARDI

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AGI) - Roma, 19 ott. - La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi. Gli atti dell'indagine sull'acquisto di un ...

Indagini su Lunardi, la Camera dice no

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ROMA - L 'Aula della Camera «salva» l'ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato per corruzione insieme ...

La Camera salva Lunardi dalle indagini

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La maggioranza di Pdl, Lega e Fli si compatta in Aula alla Camera per salvare l'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, indagato per corruzione ...

Lunardi: “Negata l'autorizzazione a procedere”

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Lunardi, la Camera dice no all'autorizzazione a procedere

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Corruzione, Lunardi salvato alla Camera. Anche dai finiani

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A Montecitorio la maggioranza l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro delle Infrastrutture. Ma tra le fila di FLI non tutti votano. ...

Inchiesta G8/ Maggioranza salva Lunardi, ma 10 finiani non... -2-

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Roma, 19 ott. (Apcom) - La posizione ufficiale di Fli tuttavia è quella illustrata in Aula da Nino Lo Presti che condivide quello che alcuni all'opposizione ...

Ex ministro Lunardi indagato: la Camera si oppone

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Torna il sereno sopra la testa dell'ex ministro Pietro Lunardi, titolare del dicastero delle Infrastrutture all'epoca del secondo Governo Berlusconi. ...

Fli, Pdl e Lega. La maggioranza si ricompatta e la Camera salva l ...

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Montecitorio rimanda gli atti al tribunale dei Ministri. Decisivi i voti dei finiani che parlano di un atto formale, perché mancano le carte del coindagato ...

Corruzione: la Camera nega autorizzazione a procedere per Pietro ...

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Corruzione, Lunardi 'salvato' dalla Camera. E il palazzetto di ...

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Ricordate il palazzetto di Propaganda Fide venduto ad un prezzo di favore con l'intercessione del cardinale Crescenzio Sepe? E la conseguente accusa di ...

Fli, Pdl e Lega. La maggioranza si ricompatta e salva Lunardi

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Il Fatto Quotidiano – Con 292 voti a favore, 254 contrari e due astenuti su 548 presenti, la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere ...

CAMERA: NEGATA AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE NEI CONFRONTI ON ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎14 ore fa‎
(AGENPARL) - Roma, 19 ott - La Camera nega l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi, oggi deputato Pdl. La proposta della ...

Inchiesta G8/ Lunardi: Oggi passo importante per fare chiarezza

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Roma, 19 ott. (Apcom) - "Oggi è stato fatto un primo passo importante per fare chiarezza". Lo ha detto il deputato del Pdl Pietro Lunardi, commentando il ...

CORRUZIONE: CAMERA RESPINGE AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER LUNARDI

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(IRIS) - ROMA, 19 OTT - La Camera ha respinto l'autorizzazione a procedere verso il deputato del Pdl, Pietro Lunardi, ex ministro delle Infrastrutture. ...

Inchiesta G8/ Fli: No ad autorizzazione a procedere per Lunardi

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Futuro e Libertà voterà a favore della decisione della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio di restituire al tribunale di Perugia gli atti che ...

Appalti G8, la Camera salva Lunardi "Niente autorizzazione a ...

La Stampa - ‎11 ore fa‎
È ormai scontro tra la Camera dei Deputati e il Tribunale dei Ministri di Perugia sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ...
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Di Loredana Morandi (del 06/10/2010 @ 08:19:20, in Politica, linkato 1342 volte)
PIGNATONE; SERVE MESSAGGIO
DI SOSTEGNO DALLO STATO FORTE E CHIARO

 
Dichiarazione deI senatori PD in Commissione Antimafia



"Solo la scorsa settimana il Procuratore di Reggio Calabria Pignatone nell'audizione in Commissione Antimafia aveva lanciato l'allarme per la situazione calabrese e per il pericolo di destabilizzazione per le istituzioni. Il ritrovamento oggi di un bazooka, un atto chiaramente intimidatorio conferma tutto questo, così come avvalora la fortissima preoccupazione per l'incolumità di coloro che sono impegnati in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata". Lo dichiara la senatrice Silvia della Monica a nome di tutti i senatori del PD in Commissione Antimafia (Teresa Armato, Carlo Chiurazzi, Luigi De Sena, Costantino Garraffa, Maria Leddi, Giuseppe Lumia, Alberto Maritati).
"Lo Stato - proseguono i parlamentari PD - deve dare una risposta forte, concreta e unitaria alle continue e persistenti minacce ai magistrati calabresi, senza indulgenze né nei confronti della criminalità organizzata, né verso chi è connivente, nè tanto meno nei confronti di eventuali compromissioni politiche e istituzionali".
"Occorre che il segnale che lo Stato deve dare - concludono gli esponenti democratici - sia chiaro. Per questo, bisogna evitare di indebolire gli strumenti di indagine e essere accanto ai magistrati che ogni giorno compiono con determinazione il proprio dovere. In quest'ottica, anche l'intervento dell'esercito a presidio degli uffici giudiziari di Reggio Calabria, invocato dal Procuratore Pignatone, assume una valenza sia effettiva che simbolica". Roma 5 ottobre 2010


INTERCETTAZIONI; CASSON A MANTOVANO:
SALVANO VITA A MAGISTRATI
E LE DISPONGONO I GIUDICI, NON I PM



Dichiarazione del vice presidente dei senatori del PD Felice Casson. "Il rinvenimento di un bazooka che sarebbe dovuto servire per compiere un attentato nei confronti del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone è un ulteriore fatto inquietante che dovrebbe allarmare tutte le forze politiche. Nei giorni scorsi, grazie a provvidenziali intercettazioni, erano stati compiuti arresti che sembravano aver sventato la minaccia, ma forse, come dimostra quanto avvenuto oggi, chi voleva colpire è ancora in grado di agire. In questo contesto, lasciano veramente perplessi le dichiarazioni di chi, come il sottosegretario Mantovano, dichiara che i pm abusano delle intercettazioni e, cosa ancor più grave, non riceverebbero per questo alcuna sanzione. Ricordo al sottosegretario Mantovano, che è stato magistrato, che le intercettazioni le dispongono i giudici, non i pm, e che in molti casi, come a Reggio Calabria, esse sono indispensabili per salvaguardare magistrati e forze di polizia che, nonostante le accuse alla magistratura d'interventismo in politica e la minaccia d'istituzione di una commissione d'inchiesta, rischiano la vita per servire lo Stato". Roma 5 ottobre 2010


Antimafia: Garavini (Pd), subito le audizioni

 

"Oggi in Commissione Antimafia il Pd ha ottenuto la chiusura in breve tempo del dibattito sulle comunicazoni del Presidente Pisanu sulla stagione delle stragi e la predisposizione, già dalla prossima settimana, di un calendario di audizioni dei responsabili politici ed istituzionali negli anni 1992-93. Queste prime audizioni possono portare elementi di approfondimento sul tema della trattativa a cui dovrà fare seguito ogni altra audizione utile a definire lo scenario in cui si è realizzata la trattativa e le sue reali finalità."
Lo ha dichiarato Laura Garavini, capogruppo del PD in Commissione Antimafia, al termine della discussione della relazione del Presidente Pisanu sulle stragi di mafia del 92-93.
"Malgrado il tentativo di allungare i tempi con un dibattito che nulla avrebbe aggiunto alle conoscenze attuali della Commissione, tentativo portato avanti dal PDL e sostenuto in Commissione anche da Antonio Di Pietro, lo svolgimento degli interventi ha evidenziato la correttezza della posizione del PD. Ora siamo sicuri che il Presidente Pisanu saprà valutare adeguatamente le diverse posizioni e proporrà alla Commissione un percorso che consenta, in tempi brevi, di poter sentire i protagonisti di quella stagione, verificando anche il ruolo di appartenenti alle forze di polizia ed ai servizi di sicurezza. Il nostro impegno è finalizzato a far sì che la Commissione possa dare un vero contributo alla ricerca della verità su quegli anni, una verità che pesa ancora anche sulla nostra vita democratica attuale." Roma, 5 ottobre 2010


‘Ndrangheta, minacce Pignatone, Picierno (Pd), non lasciare solo chi è in prima linea. Attacchi a magistratura indeboliscono azione contrasto criminalità



“Le minacce al Procuratore Pignatone sono l’ennesimo atto intimidatorio che dimostra come la ‘ndrangheta stia alzando il tiro in reazione allo straordinario lavoro che la magistratura e le forze di polizia stanno svolgendo, con la solidarietà e l’appoggio concreto di tanti cittadini calabresi che hanno trovato la forza di reagire e di manifestare pubblicamente per la legalità. Occorre mantenere alta l’attenzione e fare tutto il possibile per non lasciare solo chi s’impegna in prima linea con grandi risultati: non è certo il momento di fare polemiche o sferrare attacchi contro la magistratura. Mi auguro che la solidarietà espressa oggi dal Governo vada proprio in questa direzione”. Lo dichiara la deputata del Pd, Pina Picierno.  Roma, 5 ottobre 2010


‘NDRANGHETA: LUMIA (PD), SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO A PIGNATONE




Roma, 05 ottobre 2010 – “La ‘ndrangheta sta alzando il livello dello scontro. L’escalation di attentati e atti intimidatori è una risposta alla riscossa repressiva dello Stato e al risveglio della società civile calabrese. Al procuratore Pignatone e a tutti colori che sono in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta esprimo la mia solidarietà e il mio pieno sostegno. La politica e le istituzioni a tutti i livelli dimostrino, con atti e provvedimenti concreti, che esiste un fronte unito e compatto contro la criminalità organizzata”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.


‘NDRANGHETA: CALIPARI (PD): “Solidarietà a Pignatone, non lasciamolo solo”



Dichiarazione della vicepresidente dei deputati e parlamentare calabrese “Ancora minacce a Reggio Calabria. Mentre  polizia, carabinieri e guardia di finanza eseguono, da questa mattina, 250 perquisizioni in tutta la provincia, un bazooka viene trovato dagli agenti della squadra mobile, dopo una segnalazione anonima, nei pressi del Palazzo di Giustizia. Un’arma che doveva servire per compiere un attentato nei confronti del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone.
La mia solidarietà al magistrato e la mia vicinanza alle forze dell’ordine e alla Calabria onesta che combattono la ‘ndrangheta col vivere quotidiano. Non lasciamoli soli”.  Così Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati PD e parlamentare calabrese. Roma, 5 ottobre 2010

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Belpietro, Pd: Spataro autorevole e imparziale,
da Gasparri strumentale ingerenza

Ferrranti: vogliono giustizia sottoposta a volere esecutivo




“Le parole di Gasparri confermano che la maggioranza continua nella sua strategia per la delegittimazione delle istituzioni con attacchi gratuiti e con insinuazioni aberranti sulla indiscussa autorevolezza e imparzialità di Spataro”.

Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta le parole del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri che intervistato da Sky.24 ha detto di essere preoccupato dal fatto che l’inchiesta sul presunto attentato a Maurizio Belpietro è stata affidata al procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro chiedendo alla procura di sostituirlo con un altro magistrato ‘imparziale ed autorevole’.

“Non ne ha bisogno e non sta a me a prendere le difese di un indiscusso servitore dello Stato, ma è molto grave che un autorevole rappresentante della maggioranza non rispetti i principi fondamentali della costituzione ed entri a gamba tesa in scelte che non gli appartengono e non gli competono.

Quella di Gasparri è una strumentale ed inutile ingerenza che serve solo ad avvelenare il dibattito politico. E’ in ogni caso un piccolo, ma significativo assaggio del modello di giustizia con un ‘pm separato e inevitabilmente sottoposto all’esecutivo’ che si profila all’orizzonte delle riforme della maggioranza”.

Roma, 2 ottobre 2010
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Di Loredana Morandi (del 02/10/2010 @ 08:53:35, in Politica, linkato 1499 volte)
Giustizia, Ferranti (Pd):  Berlusconi ha passato il segno,
parole vergognose e ingiustificabili

Alfano prenda immediatamente distanze


“Le parole di Berlusconi sono vergognose, inaccettabili e ingiustificabili: il premier ha passato il segno”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta le parole del presidente del consiglio riportate nel video pubblicato su Repubblica.it. “Sostenere che la magistratura è una associazione a delinquere vuol dire non aver alcun senso delle istituzioni. Le parole di Berlusconi ai giovani del Pdl sono prive di senso civico e diseducative. In altri paesi, per molto meno, un premier sarebbe costretto alle dimissioni e questo dovrebbe far riflettere chi, nella maggioranza gli ha dato la fiducia. Non è certo così che le istituzioni possono sostenere i magistrati e le forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità, come ha ribadito solo pochi giorni fa il presidente della Repubblica. Il ministro Alfano dovrebbe immediatamente prendere le distanze da queste parole vergognose”.  Roma, 1 ottobre 2010


GOVERNO: FINOCCHIARO, RIECCO IL SOLITO BERLUSCONI,
VERSO LA CAMPAGNA ELETTORALE

Inaccettabili parole su magistratura.


"Dopo aver cercato in Parlamento di rappattumare la sua maggioranza che oggi è solo somma di tante debolezze e dopo aver cercato in modo ridicolo di convincerci che è l'uomo  più potente del mondo, il Presidente del Consiglio è tornato a dimostrare la sua vera indole. Il centro del mondo sono i suoi problemi e i suoi affari e per questo attacca la magistratura, sbeffeggia la politica di cui si nutre da ormai quindici anni condendo il tutto con barzellette e altre amenità. Quelle sulla magistratura sono dichiarazioni inaccettabili e ci auguriamo che anche dalla maggioranza di governo vengano parole di critica alle affermazioni del premier. Il suo scarso rispetto per la democrazia parlamentare, per le istituzioni e per gli avversari politici emerge ancora una volta. Ritornano i toni soliti del Berlusconi da campagna elettorale, segno che nemmeno lui crede più nella tenuta del suo governo. Sotto il vestito buono che ha provato, a fatica, a indossare in Parlamento per tenere buoni i suoi, c'è sempre il solito personaggio. Chi gli ha dato la fiducia ieri concorda con quanto Berlusconi afferma nel video?". Dichiarazione di Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.


Berlusconi: Bressa (Pd), Vuole la privacy? Si dimetta


“Per un uomo pubblico il concetto di privacy è più esigente che per un normale cittadino. Se la passione per le battute e le barzellette per Silvio Berlusconi è così incontenibile, c’è una strada perfetta per consentirglielo: si dimetta. Avremo anche, come effetto collaterale, un beneficio importante per il paese e i suoi cittadini”. Lo ha detto Gianclaudio Bressa, capogruppo Pd nella commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Roma 01 ottobre 2010


BERLUSCONI; ANZIANO GUITTO
CHE SENTE SFUGGIRE IL SUO PUBBLICO


Dichiarazione del senatore Vincenzo Vita (PD) - "Di fronte all'ennesima esternazione del premier su politica, magistratura e informazione verrebbe spontaneo di ribattere punto su punto come fossimo davanti a un leader politico che, seppure in modo populistico e demagogico, cerca di fare propaganda per la propria causa. Ma ormai purtroppo siamo oltre e Berlusconi pare avere perso la lucidità necessaria a ricoprire, secondo decenza, un ruolo istituzionale. I suoi attacchi ad Annozero, le barzellette antisemite o contro Rosy Bindi costituiscono da una parte l'incontenibile istinto di un 'guitto' che teme di aver perso il proprio pubblico, dall'altra la frustrazione di un uomo non più giovane che non si rassegna a vivere da comune mortale, come i milioni di cittadini che sostiene sempre di voler rappresentare". Roma 1 ottobre 2010


BERLUSCONI; INDECENZA
IN SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO



Dichiarazione della senatrice Mariapia Garavaglia (PD) - "Dal premier Berlusconi, negli ultimi giorni, pensavamo di aver sentito di tutto: il salvataggio dell'economia mondiale, il mantenimento della pace, la difesa di Gheddafi, gli attacchi a politici, magistrati e giornalisti rei solo di non riconoscere la sua grandezza, gli annunci da playboy di provincia e infine la storiella antisemita. Pensavamo di aver fatto il pieno per parecchio tempo e invece ci sbagliavamo. Il presidente Berlusconi è in servizio permanente effettivo e non ci ha risparmiato neppure l'ultima indecenza: la barzelletta su Rosy Bindi che, per non correre il rischio di edulcorarla, ha chiuso con una sonora, nel senso reale del termine, bestemmia. Insomma, ha superato ogni limite. Mi domando se sia possibile continuare su questa china o se sia troppo chiedere che il capo del governo s'astenga da ulteriori vergognose affermazioni, complice magari l'approssimarsi della domenica, giorno assegnato, fin dalla Creazione, al riposo".  Roma 1° ottobre 2010


BERLUSCONI: CALIPARI (PD),
 “Offende Bindi, i cattolici, il buon gusto. Vada via”


La vicepresidente dei deputati dopo il video de l’Espresso: “Continui pure a ridere delle sue barzellette, delle sue volgarità. Neanche quelli di cui si fida  lo sopportano più se in un giorno solo due video girati  tra quelli che gli sembrano  fans o amici, arrivano a tutti gli italiani che possono sentire e vedere chi li governa”. Così Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati PD commenta il video apparso sul sito de l’Espresso.  “Ogni sua offesa alla vicepresidente della Camera, è un punto in più per la nostra Bindi – continua -  Solidarietà e vicinanza a Rosy. Condanna ferma per Berlusconi che, alla volgarità aggiunge una bestemmia che offende tutti i cattolici. Vada via”.  Roma, 1 ottobre 2010


BERLUSCONI: VENTURA  (PD),
“Attacco ai giudici e barzellette, vive per questo”


Il vicepresidente vicario dei deputati commenta il video online di  Repubblica.it.  “Non mi stupisco, ma gli italiani che hanno votato Berlusconi e che non arrivano a fine mese, sono sommersi dai rifiuti, vivono a l’Aquila, perdono il lavoro, pagano la carta igienica delle scuole dei loro figli…dovrebbero guardare il video online di Repubblica.it. Attacchi ai giudici, barzellette anti-semite, pavoneggiamenti sulla propria prestanza fisica. Gli interessa soltanto questo, con buona pace del Paese e e dei suoi problemi”.  Così Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati PD dopo aver guardato il video online su Repubblica.it che si riferisce a un improvvisato comizio di Berlusconi sotto palazzo Grazioli a beneficio di alcuni simpatizzanti PDL che mercoledì sera  volevano festeggiare il compleanno del premier. “Alla sua gente, al Paese,  Berlusconi ha parlato di una associazione a delinquere nella Magistratura pronta a sovvertire il voto, ha spiegato che per questo serve una commissione d’inchiesta,  ha raccontato una barzelletta sugli ebrei e ha  confidato che lui ha una ragazza al giorno. L’Italia guardi il video e decida se è questo quello che si merita”.  Roma, 1 ottobre 2010
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