Immagine
 ... bombardamento di Gaza ..... di Lunadicarta
 
"
La verità attraversa sempre tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata. Poi violentemente contestata. Infine accettata come una cosa ovvia.

Arthur Schopenhauer
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/09/2010 @ 07:18:26, in Politica, linkato 1545 volte)
Parole sante, per carità. Ma la mia impressione è che questo personaggio, in politica da più di 30 anni, apra le porte ad una nuova ventata di corruzioni al Paese. L.M.

Fini: no a leggi ad personam


Lavorare a processo breve senza chiedere retroattivita'

(ANSA) - MIRABELLO, 5 SET - 'Non ci vogliono leggi ad personam, ma che tutelino il premier, non la cancellazione dei processi, ma la sospensione', ha detto Fini. E ha aggiunto, 'La giustizia va fatta per garantire tutti gli onesti. Si deve lavorare per un processo breve ma non e' accettabile che si chieda la retroattivita' delle misure'. Inoltre:'Berlusconi ha diritto di governare senza il tentativo di metterlo fuori gioco'. Pero' se 'il garantismo e' sacrosanto, non puo' essere una sorta di immunita' permanente'.

La Rassegna

La stampa non ha dubbi: Silvio non apre a Fini

Giornalettismo - ‎3 minuti fa‎
Dure le reazioni della prima ora al discorso di Mirabello. Nonostante nessuna dichiarazione ufficiale pare il premier non sia disposto a fare ancora passi indietro. Dicono i giornali. “Non si capisce se Gianfranco Fini abbia offerto abbia offerto a ...

Il manifesto di Fini per un'altra destra

La Repubblica - ‎3 minuti fa‎
Forse è davvero finita un'epoca, per l'anomala destra italiana nata dalle macerie del popolarismo democristiano e forgiata nel fuoco del populismo berlusconiano. Con il Manifesto di Mirabello, Gianfranco Fini varca un confine e politico, ...

Fini: il Pdl non c'è più

Gazzetta di Parma - ‎4 minuti fa‎
Per Fini «il Pdl non c'è più». Per Maroni «è rinata An». Dalla festa tricolore a Mirabello, una decina di chilometri da Ferrara, il presidente della Camera e leader di «Futuro e Libertà» ha marcato i confini da Berlusconi tracciando la nuova rotta del ...

Da Mirabello la scelta di uscire dal recinto

La Stampa - ‎8 minuti fa‎
Diciamo la verità, è arduo credere che, dopo il discorso di Fini, il «patto di legislatura» che il presidente della Camera ha proposto ieri a Berlusconi, parlando ormai da leader del nuovo partito «Futuro e libertà», possa davvero realizzarsi. ...

L'ira di Berlusconi: "Non farò patti"

La Stampa - ‎8 minuti fa‎
A Mirabello è andato in scena «il festival delle ipocrisie e delle chiacchiere da Prima Repubblica». Ieri sera Berlusconi ha sentito Bossi al telefono (i due si vedranno oggi ad Arcore) per commentare il discorso di Fini. ...

Gli ex An rilanciano «È lui che ha tradito»

Il Tempo - ‎15 minuti fa‎
È stato un discorso duro, sferzante. La rottura è ormai consumata. Tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi c'è un fossato incolmabile ma se il Pdl «è morto e c'è solo il partito del predellino» (sono le parole del presidente della Camera), manca ancora ...

Fini propone nuovo patto a Berlusconi

RSI.ch Informazione - ‎18 minuti fa‎
Gianfranco Fini nonostante tutte le differenze emerse negli ultimi tempi continuerà a sostenere Silvio Berlusconi in parlamento. Nel suo discorso a Mirabello, in Emilia, il presidente della Camera ha proposto domenica al capo del governo a un nuovo ...

Discorso di Fini a Mirabello,

Il Secolo XIX - ‎24 minuti fa‎
Silvio Berlusconi tace. È stato forse l'unico esponente politico dell'intero arco istituzionale a non commentare pubblicamente le parole di Gianfranco Fini dal palco di Mirabello. Ma è facile intuire che il premier abbia accolto davvero male ...

Fini: il Pdl è finito, serve «un patto di governo»

Il Secolo XIX - ‎36 minuti fa‎
Gianfranco Fini ha lanciato un'Opa sul centrodestra, tracciando la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e Libertà: «Il Pdl - ha detto ieri nell'atteso discorso di Mirabello (Ferrara) - non c'è più, appartiene a una bella e affascinante ipotesi politica ...

«Il Pdl non c'è più ora un nuovo patto»

GD notizie - ‎46 minuti fa‎
Avanti senza ribaltoni e con spirito costruttivo anche se il Pdl non c'è più e va siglato un nuovo patto di legislatura per arrivare al 2013. Fini non ha annunciato un nuovo partito a Mirabello e ha promesso che voterà la fiducia sui 5 punti ...

Fini: "Il PDL non c'è più"

Corriere del Ticino - ‎56 minuti fa‎
FERRARA - Gianfranco Fini ha usato toni molto duri contro il Popolo della Libertà e non ha risparmiato critiche al Governo Berlusconi, ma ha escluso ribaltoni e cambi di maggioranza. Al contrario, ha assicurato che, con un nuovo «patto di legislatura», ...

Fini: ''Non possiamo rientrare nel Pdl, non c'è più, ma nessun ...

Il Salvagente - ‎1 ora fa‎
Il presidente della Camera propone un patto di legislatura con la Lega e Berlusconi. Irritato il premier. Il Pd: "La maggioranza non c'è". Il partito di Fini non c'è ancora, ma è come se ci fosse: quasi due ore di discorso a Mirabello e la frase chiave ...

LA PRUDENZA DEL PDL

Quotidiano Nazionale - ‎1 ora fa‎
CHI L'HA VISTO o sentito alla fine del discorso di Fini, descrive un Berlusconi irritato per le accuse, alcune velate, altre esplicite, che inviategli dal palco di Mirabello. Un Berlusconi che risponderà a Fini («Se ci saranno le solite indiscrezioni ...

SCENARIO/ Fini lancia il "patto a tre". Con un occhio alle elezioni...

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
Quali sono le vere novità dette da Gianfranco Fini a Mirabello? Non stanno nella sostanza, che era nell'aria. Il Pdl è finito, secondo l'ottica finiana: il sogno liberale è svanito, tradito da Silvio Berlusconi. Essendo una realtà morta, ...

05:16 Fini: Il Pdl è finito, ma la legislatura può continuare

APCOM - ‎1 ora fa‎
Mirabello (Ferrara), 6 set. (Apcom) - Sancisce la morte del Pdl, spiega che "non si può tornare in qualcosa che non c'è più", ma assicura lealtà agli elettori e dunque al Governo: un "nuovo patto", se ci sarà la volontà di cercarlo, potrà garantire ...

Fli/ Pdl attacca Fini: no logoramento. Opposizione: fase nuova

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 5 set. (Apcom) - No al logoramento 'futurista' in Parlamento, piuttosto il voto. Il Pdl contrattacca dopo l'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello e se Berlusconi non commenta è chiaro il disappunto verso l'ex compagno di partito, ...

Fini-Mirabello: PdL non esiste più

Mainfatti.it (Blog) - ‎3 ore fa‎
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini parla dal palco della Festa Tricolore a Mirabello (Ferrara) e dice tante cose, tranne quelle che alcuni suoi sostenitori avrebbero forse voluto sentire. Il PdL non esiste più ma nemmeno un nuovo partito. ...

Balboni: “Belle parole per un Fini sbagliato”

Estense.com - ‎4 ore fa‎
Mirabello. Quando a far notizia sono gli assenti. È il caso del senatore del Pdl Alberto Balboni che ieri, come annunciato, per la prima volta dopo 29 anni, non era presenta alla giornata conclusiva della Festa Tricolore. Balboni ha comunque rilasciato ...

Fini esce dal gruppo alla salita di Mirabello

Le Ragioni.it - ‎4 ore fa‎
Voglio tranquillizzare i lettori, Fini non esce da nessun gruppo politico o tantomeno parlamentare, già in altra sede si sono consumati gli strappi, ma si prenda per buona la metafora ciclistica: al Giro del Governo Fini ha deciso di prendere la testa. ...

Fini: “Il Pdl non esiste più”

Estense.com - ‎5 ore fa‎
“Il Pdl non esiste più. E sarebbe contro le leggi delle fisica cercare di rientrare all'interno di qualcosa che non c'è più”. Nessun passo indietro. Solo in avanti. Verso il superamento “di quello che il Popolo della libertà non è riuscito a fare”. ...

Mirabello: lo strappo di Fini

Panorama - ‎5 ore fa‎
Il tanto atteso discorso di Fini a Mirabello si è concluso con il botto. Con un attacco durissimo al presidente del Consiglio e al Popolo delle Libertà, il partito di cui lui stesso è fondatore. “Il Popolo della libertà non c'è più”, ha decretato ...

“Il Pdl non esiste più”

ticinolibero.ch - ‎5 ore fa‎
Non ci saranno ribaltoni. Era attesissimo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, in provincia di Ferrara. E l'ex-leader di Alleanza Nazionale ha tracciato quella che sarà la via che intende percorrere. L'attuale governo potrà continuare fino al ...

GIANFRANCO FINI, MIRABELLO / Festa Tricolore di Futuro e Libertà ...

UnoNotizie.it - ‎5 ore fa‎
Parla dal palco della Festa Tricolore di Mirabello Gianfranco Fini e si rivolge a Silvio Berlusconi "siamo tutti grati per quel che ha fatto soprattutto quando, nel '94, ha contrastato la gioiosa macchina da guerra; ma la gratitudine non puo' ...

Fli: Fini, mia estromissione il 29 luglio degna di peggior stalinismo

Ultime Notizie - ‎6 ore fa‎
Mirabello (Ferrara), 5 set. (Adnkronos) – “Non c'e' stata nessuna fuoriuscita, o scissione ne' alcun atteggiamento demonitorio verso il Pdl, ma c'e' stata la mia estromissione dal partito con un atto illiberale e autoritario”. ...

Gianfranco Fini sul palco della festa Tricolore a Mirabello

Italiainformazioni - ‎6 ore fa‎
Alla festa Tricolore di Mirabello è cominciato l'intervento di Gianfranco Fini che al popolo di Fli ha rivolto un saluto commosso, ricordando "i momenti storici vissuti dalla destra in questa città che per un giorno è la capitale della politica ...

Il tormentato rapporto: 17 anni tra feeling e scintille

la voce d'italia - ‎6 ore fa‎
Dallo sdoganamento del 1993 alla rottura ormai pressoche' insanabile. Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, vecchio di 17 anni, ha conosciuto alti e bassi: dall'intesa dei primi tempi, al'insofferenza e all'ostilita' di questi ultimi ...

Mirabello, Fini sfida Berlusconi: "Andiamo avanti senza ribaltoni"

L'Unione Sarda - ‎6 ore fa‎
Dopo una giornata di attesa, nel pomeriggio l'intervento del presidente della Camera. "La mia espulsione un atto degno del peggiore stalinismo. Il Pdl non esiste più, vogliamo ricostruirlo senza tatticismi. E senza farci intimidire dal Metodo Boffo". ...

Fini: "Andiamo avanti senza ribaltoni ma serve un nuovo patto di ...

Il Tempo - ‎6 ore fa‎
A Mirabello il presidente della Camera chiude la manifestazione. "Il Pdl non c'è più: è Forza Italia allargato. La mia è stata un'estromissione stalinista". In platea anche Elisabetta Tulliani. "Infami attacchi alla mia famiglia". ...

Mirabello, Fini ha deciso: “Il PdL non c'è più, serve un nuovo patto”

Giornalettismo - ‎6 ore fa‎
Ad applaudirlo anche Elisabetta Tulliani: “Io cacciato, sono con la polizia e gli insegnanti che protestano”. Si va avanti per tener fede agli elettori e allo spirito delle origini, annuncia il presidente della Camera. “Ma gli attacchi vengono da ...

Fini: 'il sogno del Pdl vive in Futuro e Libertà'

Vivere Italia - ‎7 ore fa‎
Dopo l'atteso discorso di Gianfranco Fini alla festa di Futuro & Libertà a Mirabello (FE) il futuro della politica italiana sembra più chiaro. Nasce un nuovo partito, Futuro e Libertà, che per alcuni è la vecchia AN senza i suoi "colonnelli", ...

Fini liquida il Pdl

Altre Notizie - ‎7 ore fa‎
Di solito i partiti muoiono a Rimini, terra di balere, mare e discoteche per divertirsi e centro congressi a basso costo per officiare l'estrema unzione ai partiti. Stavolta, invece, è toccato a Mirabello, pochi chilometri distante, fungere da scenario ...

Berlusconi e Fini, come il serpente e la mangusta, tratteranno ...

Blitz quotidiano - ‎7 ore fa‎
Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire. Sarà una lunga agonia, dalla quale Fini è destinato a uscire comunque bene e Berlusconi comunque peggio. Il Pd, che nell'insieme, a parte le stramberie di Rosi Bindi, è stato prudentemente cauto sul ...

05/09/2010 - Fini critica il PDL e rilancia futuro e libertà

Il Nuovo Giornale di Modena - ‎7 ore fa‎
Nell'atteso appuntamento a Mirabello, Gianfranco Fini sembra avere allargato la rottura che lo divide da Berlusconi e dal PDL. Nel suo discorso ha tracciato di fatto la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e liberta'.'Il Pdl- dice- non c'e' piu', ...

Gianfranco Fini: il suo discorso a Mirabello – e Gheddafi?

Blog Notizie - ‎7 ore fa‎
“Non si può rientrare in un partito che non c'é più”: queste alcune tra le dichiarazioni che sta facendo il presidente della Camera Gianfranco Fini al discorso a Mirabello. Gianfranco Fini sta tenendo un discorso grandemente provocatorio dal palco di ...

FINI: MAI MAI MAI NEL MIO CUORE UN' EMOZIONE COSI' FORTE

Leggimi - Cronaca d'Abruzzo - ‎8 ore fa‎
Non nasconde l'emozione Gianfranco Fini per il suo atteso intervento alla festa Tricolore. Anzi, la confessa con candore. "L'emozione di ieri e dell'altro ieri e' nulla rispetto all'emozione che provo in questo momento", ha deto ricordando i tanti ...

Bossi: «Situazione difficile, così non dura: strada premier molto ...

Corriere della Sera - ‎8 ore fa‎
Al Senatùr fa eco Maroni: «Se si val al voto, elezioni pronte in pochi giorni». Bersani: «Distrutto il governo» Di Pietro: «Ha fatto il furbo». Gasparri: «Un frullatore» Al Senatùr fa eco Maroni: «Se si val al voto, elezioni pronte in pochi giorni». ...

Fini: "nuovo patto tra capitale e lavoro per rilanciare l'economia ...

Giornale di Montesilvano (Blog) - ‎8 ore fa‎
Festa di Futuro e Libertà a Mirabello. Per Fini serve un patto di legislatura. Il commento di Storace: vergogna per il paragone con lapidazione islamica" Accolto come una star di Hollywood Fini ha E' la ricetta di Gianfranco Fini contro la crisi, ...

BOSSI: "IL GOVERNO NON DURA, LA SITUAZIONE È DIFFICILE"

Leggo Online - ‎8 ore fa‎
Il leader della Lega Umberto Bossi vedrà domani il premier Silvio Berlusconi. Lo ha annunciato Bossi stesso a margine di una festa del Carroccio in Valcuvia. Ai cronisti che gli chiedevano che cosa succederà ora all'interno della maggioranza dopo il ...

22:00 Fli/ Alemanno: Oramai è fuori da Pdl, Fini chiarisca con chi sta

APCOM - ‎9 ore fa‎
Parigi, 5 set. (Apcom) - "Nel suo discorso Fini ha fatto parlare più il risentimento verso Berlusconi e il Pdl che la politica. Quello che c'è di politico è che è oramai irreversibile la fuoriuscita di Futuro e Libertà dal Pdl": lo ha detto il sindaco ...

La sfida di Fini: "Il Pdl non c'è più Serve un nuovo patto di ...

La Stampa - ‎9 ore fa‎
Gianfranco Fini lancia l'opa sul centrodestra tracciando la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e libertà. «Il Pdl- dice- non c'è più, appartiene ad una bella e affascinante ipotesi politica che non si è realizzata, è solo una Forza Italia allargata con ...

Berlusconi ora venga in Aula"

La Stampa - ‎9 ore fa‎
Dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello l'opposizione concorda: la maggioranza è finita e Berlusconi deve andare in Parlamento. Ad un patto di legislatura «non ci crede neanche lui», sostiene il leader del Pd Pierluigi Bersani, secondo cui Fini ...

Fini rilancia la sfida a Berlusconi "Pdl non c'è più, nuovo patto ...

La Repubblica - ‎9 ore fa‎
Nell'atteso discorso alla Festa Tricolore il presidente della Camera parla per ottanta minuti. Attacchi al premier, ma non c'è l'annuncio del nuovo partito. "Da noi niente ribaltoni, ma il partito deve rinascere". Scontro coi colonnelli. ...

Fini da Mirabello: il Popolo delle libertà non c'è più, ora un ...

Il Sole 24 Ore - ‎9 ore fa‎
Il Pdl non c'è più, è finito il 29 luglio in quella riunione di due ore dell'ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli che ha deciso la sua espulsione dal partito, che aveva contribuito a fondare. Gianfranco Fini però non si ritira "in convento". ...

Fini: il Pdl non c'è più, Fli va avanti

Il Messaggero - ‎9 ore fa‎
«Infamie contro la mia famiglia. Io espulso come nel peggior stalinismo. Qualche colonnello ha cambiato generale, forse è pronto a cambiare ancora. Giudici caposaldo democrazia» ROMA (5 settembre) - Silenzio, parla Fini e presenta la svolta politica di ...

Italiani all'estero e Mirabello, Romagnoli (PdL) a ...

Italia chiama Italia - ‎9 ore fa‎
"Le parole pronunciate dal presidente della Camera Gianfranco Fini durante il suo intervento a Mirabello non mi hanno affatto stupito: l'ex leader di An ha dimostrato di volere continuare a pungolare il governo, per usare un eufemismo, su tutti i temi ...

Fini: Il Pdl non c'è più, stalinismo cacciarmi E propone un patto ...

L'Unità - ‎9 ore fa‎
Emozionato e affaticato da un discorso di oltre un'ora e mezza a braccio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, acclamato dai militanti di Futuro e Libertà, ha concluso la serata al ristorante della festa Tricolore di Mirabello. ...

I futuristi acclamano Fini: in diecimila dalle vuvuzelas ad Almirante

Il Messaggero - ‎9 ore fa‎
MIRABELLO (Ferrara) 5 settembre - Aspettando un partito che lo possa contenere, ospitare e organizzare, il popolo di Fini ha risposto alla chiamata del capo. Ad ascoltare il discorso del presidente della Camera erano alcune migliaia a Mirabello, ...

Fini. Il Pdl non c'è più: Berlusconi lo ha distrutto. E si candida ...

Dazebao l'informazione on line - ‎9 ore fa‎
MIRABELLO – Il Pdl non c'è più. Lo ha definitivamente distrutto Berlusconi quando ha deciso con i suoi, in due ore di cacciarmi votando un documento in cui si dichiarava che ero incompatibile con il Pdl nel segno del peggior stalinismo. ...

Fini:nuovo patto tra capitale e lavoro

euronews - ‎9 ore fa‎
(ANSA) – MIRABELLO, 5 SET – Serve un nuovo patto tra capitale elavoro per rilanciare l'economia italiana. E' la ricetta diGianfranco Fini contro la crisi.'Il governo ha operato bene perfermare la crisi – premette da Mirabello – ma oggi dobbiamo ...

Bonaiuti: Da Berlusconi nessun commento a discorso Fini

Diario del Web - ‎9 ore fa‎
ROMA, 5 set - Silvio Berlusconi non intende commentare il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello. Lo afferma il suo portavoce Polo Bonaiuti, interpellato telefonicamente: "Ho appena parlato con il Presidente, e non ha intenzione di fare alcun commento ...

Fli/ Di Pietro: Fini non faccia il furbo, opposizione o Governo

APCOM - ‎10 ore fa‎
Roma, 5 set. (Apcom) - "No caro Fini non puoi giocare a fare il furbo". Il leader Idv, Antonio Di Pietro, commenta così al Tg LA7 l'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello. "O fai l'opposizione o stai al Governo. Questo è un discorso uguale a quello ...

Fini: il Pdl non esiste più ma avanti senza ribaltoni

Sprintonline.com - ‎10 ore fa‎
NON SI PUO' RIENTRARE IN PARTITO CHE NON C'E' -"Non si può rientrare in un partito che non c'é più. Si va avanti senza farsi intimidire". Lo dice Gianfranco Fini liquidando, di fatto, il Pdl. "Il Pdl, così come l'avevamo concepito, è finito il 29 di ...

"Vogliamo capire come costruire un patto di legislatura"

Rainews24 - ‎10 ore fa‎
Il Presidente della Camera a Mirabello: governare non può significare comandare, la mia espulsione un atto stalinista. La magistratura è un caposaldo della democrazia. Garantismo sacrosanto, ma no impunita' permanente. Basta con Ghedini-Stranamore. ...

Fli/ Fini: Avanti con coraggio, per centrodestra liberale

APCOM - ‎10 ore fa‎
Mirabello (Ferrara), 5 set. (Apcom) - "Molti mi hanno chiesto 'chi te lo fa fare?'. Ma se vogliamo ridare all'Italia e al popolo del centrodestra la voglia di partecipare, la dobbiamo piantare col calcolo del farmacista: buttiamo il cuore oltre ...

E DA DOMANI L'ITALIA AVRA' DUE GOVERNI: QUELLO DI BERLUSCONI E ...

NewsBox - ‎10 ore fa‎
E da domani l'Italia avra' due governi di centrodestra: quello di Silvio Berlusconi e quello di Gianfranco Fini. L'uno del Partito delle Liberta' e l'altro di Futuro e Liberta'. Il primo governo continuera' ad occuparsi dei fatti personali del ...

Fini: il Pdl è finito il 29 luglio

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
Il presidente della Camera ha concluso alle 19.48 il suo attesissimo discorso alla festa di Futuro e Libertà. L'inviato del Secolo XIX, ha seguito l'evento in diretta. Finito il discorso di Fini: avanti con la lotta di Fli per un centrodestra ...

FINI: OLTRE I CINQUE PUNTI ANCHE L'ECONOMIA

Aziende-oggi - ‎10 ore fa‎
(AGI) – Mirabello (Ferrara), 5 set. – Oltre ai cinque punti indicati da Berlusconi occorre mettere in primo piano le questioni economiche. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Mirabello, sottolineando: “C'e' un'Italia preoccupata ...

Fini:infami verso la mia famiglia

ANSA.it - ‎10 ore fa‎
(ANSA)-ROMA 5 SET - 'C'e' stato il tentativo di dar vita ad un'autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia'. Ha detto Gianfranco Fini. Parlando alla festa di Mirabello ha indicato 'la campagna di giornali del centrodestra' contro di ...

FINI: IL PDL NON C'E' PIU'. AVANTI CON FLI PER PATTO LEGISLATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎10 ore fa‎
Il Pdl, lo stesso che aveva contribuito a fondare, ''non c'e' piu'''. Per Gianfranco Fini, quel Popolo della Liberta' ispirato ai principi liberali che dovrebbero caratterizzare il centrodestra, e' scomparso lo scorso 29 luglio. ...

Fini a Mirabello: 'Pdl non c'è più, avanti con legislatura'

Excite Italia - ‎10 ore fa‎
A Mirabello l'attesissimo discorso di Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà per l'Italia. Duri gli attacchi a Berlusconi e al Pdl, ma anche la ferma decisione di rispettare il voto degli elettori e andare avanti fino a fine legislatura. ...

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/09/2010 @ 09:33:19, in Politica, linkato 1463 volte)
La domanda stupida: Bocchino è napoletano, ma com'è che non lo indaga nessuno? LM


lo scontro

Giustizia, nuova lite nel centrodestra

La Russa: votare il processo breve del Senato.
No di Bocchino. Lo scoglio è la norma transitoria


ROMA - I finiani ribadiscono con forza il loro no a ogni forma di «amnistia mascherata», ma il governo è determinato ad andare avanti alla ricerca di uno scudo per il presidente del Consiglio. Il ministro Guardasigilli, Angelino Alfano, vorrebbe salire al Quirinale tra oggi e domani, per presentare al presidente della Repubblica gli sviluppi sulla riforma del processo.

È la norma transitoria il passaggio più controverso e osteggiato del provvedimento. Quello che estende le modifiche ai processi in corso per il capo del governo e riguardo al quale non solo molti esponenti del Pdl, ma anche i tecnici del Colle, nutrono i dubbi più forti. Per giunta il Quirinale ha abbandonato da tempo ogni forma di moral suasion, riservando il suo giudizio solo al momento della firma. Né in via Arenula c'è molto ottimismo sulla possibilità di ottenere lo stesso risultato per un'altra strada, quella cioè che allungherebbe i tempi dei processi in primo grado, avvicinando così la possibilità della prescrizione per i giudizi che riguardano il premier.

Franco Frattini intanto ha fatto sapere che «è pronta» la lettera con cui spiegare ai ministri degli Esteri dell'Unione europea le motivazioni del processo breve. «È giusto far conoscere la situazione italiana che provoca ritardi e ricorsi - motiva l'iniziativa il responsabile della Farnesina - Berlusconi valuterà se e quando potrò inviare la lettera». Ma chi sperava che la pace tra Berlusconi e Fini potesse scoppiare proprio sulla giustizia, potrebbe restare deluso. I finiani non accetteranno aut aut, né «amnistie mascherate». A sera Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e libertà alla Camera, ufficializza gli umori dei finiani meno dialoganti: «Non siamo disponibili a varare delle norme che facciano saltare un numero alto di processi. Tanto più se si tratta di reati che creano grande allarme, come la corruzione».

La tensione è di nuovo alta. Ignazio La Russa ricorda che la maggioranza «si è impegnata» e che dunque il processo breve «sarà votato alla Camera come è uscito dal Senato». Al ministro della Difesa replica Bocchino, per nulla conciliante: «La Camera non è il notaio del Senato, il testo è da modificare. Non può essere votato a scatola chiusa, noi non accettiamo aut aut». Ma i finiani sono divisi. L'onorevole Souad Sbai, berlusconiana dichiarata, voterà «serenamente e senza dubbi» il processo breve, convinta com'è che fondare un nuovo partito «sarebbe un errore». Gianfranco Fini svelerà i suoi piani domenica, dal palco di Mirabello. Ieri intanto il presidente è salito nel suo studio di Montecitorio per alcune scadenze istituzionali e ha ricevuto la visita di Bocchino e Giulia Bongiorno. E poiché la presidente della commissione Giustizia starebbe trattando col legale del premier Niccolò Ghedini, alla ricerca di una soluzione tecnica che garantisca uno scudo a Berlusconi senza mandare al macero migliaia di processi, la sua presenza nell'ufficio di Fini fa ben sperare l'ala dialogante. «I segnali dicono che si è aperto un confronto positivo», confida in un accordo Pasquale Viespoli. Ma Carmelo Briguglio smentisce: «Non c'è alcuna trattativa in corso».

Monica Guerzoni per Corriere Sera
02 settembre 2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 01/09/2010 @ 04:40:06, in Politica, linkato 1446 volte)
I finiani in Procura
Scintille con il Pdl



Reggio Calabria: Incontro coi magistrati per "avere suggerimenti". Bocchino e Granata in tour nei tribunali. E sul processo breve intesa più lontana.

I finiani fanno il tour delle Procure, frenano sul processo breve e col Pdl sono scintille. Bocchino e altri ieri sono andati a Reggio Calabria per incontrare il procuratore Giuseppe Pignatone e il procuratore generale Salvatore Di Landro, contro il quale, la scorsa settimana, è stata fatta esplodere una bomba. «Abbiamo ascoltato le esigenze dell'ufficio giudiziario - ha detto il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino - e ci siamo impegnati a farci portavoce di queste esigenze in Parlamento. Significa più mezzi, più risorse, più strutture per uffici giudiziari come quelli di Reggio Calabria ma anche una normativa complessiva che renda più semplice il lavoro della magistratura».

«Ripartiamo da Reggio Calabria - ha aggiunto - perché la 'ndrangheta oggi è una delle mafie più pericolose, in grado di espandersi nel nord Italia e all'estero. Una delle mafie che riesce a essere più impenetrabile al proprio interno e a penetrare meglio di altre nel sistema economico e spesso nelle collusioni della politica». Ma il tema principale resta la norma sul processo breve, su cui si gioca la vera partita tra Pdl e finiani. Il provvedimento, già approvato al Senato, è il punto cardine della riforma della giustizia e parte integrante dei cinque punti sui quali l'esecutivo, a metà settembre, chiederà la fiducia alle Camere. In Futuro e Libertà sulla questione si sono manifestate sensibilità differenti. Bocchino ha inserito il provvedimento in quel 5 per cento di programma che «va discusso».
 
«La Camera dei deputati non è l'ufficio notarile dei testi approvati dal Senato. Noi riteniamo - ha detto Bocchino - che una legge sui tempi giusti del processo sia utile, ma che vada approfondito il testo uscito dal Senato per due ragioni: una, perché servono mezzi, risorse e strumenti perché una cosa è dire facciamo i processi in tempi più brevi e una cosa è farli. Tra la teoria e la pratica ci vogliono gli investimenti. L'altra ragione è la cosiddetta norma transitoria. Noi siamo favorevoli ad uno scudo giudiziario per Berlusconi, che è vittima di un'aggressione, ma non si può fare venire meno, dalla sera alla mattina, quattro-cinquecentomila processi». Infine, ha concluso Bocchino: «Noi nei processi siamo sempre dalla parte delle vittime e non consentiremo che ci siano centinaia di migliaia di vittime che possano restare con l'amaro in bocca».

Gli ha fatto eco il vicepresidente della Commissione antimafia ed esponente di Fli, Fabio Granata: «L'attacco alle Procure è intimidatorio ed eversivo», ha detto riferendosi agli attentati contro i magistrati reggini. Mentre sul processo breve non mancano i distinguo anche nella formazione vicina al presidente della Camera. Il «falco» Carmelo Briguglio - anche lui impegnato nel tour nelle procure italiane per raccogliere suggerimenti - ha detto a chiare lettere che non voterà il provvedimento così com'è. Ma il portavoce Silvano Moffa e Giuseppe Consolo si sono mostrati più aperti, specie dopo le rassicurazioni del Guardasigilli Angelino Alfano sull'intenzione del governo di stanziare investimenti straordinari nel sistema giustizia per adeguare la macchina alle nuove esigenze del processo breve. Alfano si è anche detto pronto a incontrare i magistrati dei principali uffici giudiziari «per concordare le scelte organizzative più efficaci».

Ma dall'Anm è arrivato un secco no al provvedimento, giudicato «non una priorità» per il sistema giustizia. Contro il provvedimento si è schierato anche il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gratteri: «Per come è stato concepito - ha detto il procuratore intervistato da Klaus Davi - è un grande regalo a tutti, alla mafia e non solo, per coerenza dovrebbe farsi sentire il ministro Maroni, visto che complessivamente ha dimostrato di essere un buon ministro». Il no delle toghe non favorisce certo la delicata trattativa in corso nella maggioranza sul processo breve - e più in generale sul tema della giustizia - che si conferma il primo ostacolo da superare per la prosecuzione della legislatura. Lo dice chiaramente il vicecapogruppo alla Camera Osvaldo Napoli: «Se i finiani vorranno fare dei distinguo porranno un macigno sul prosieguo della legislatura».


Alberto Di Majo Il Tempo - 31/08/2010
http://www.iltempo.it/politica/2010/08/31/1195239-finiani_procura.shtml?
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/08/2010 @ 11:26:58, in Politica, linkato 1984 volte)
Processo breve: ecco il testo su cui punta governo

Alfano, uno 5 punti qualificanti verifica; Anm, non è priorità

Ansa di Paolo Cucchiarelli
28 agosto, 18:21


(ANSA) ROMA - Sono passati oltre sette mesi dal primo varo in Senato, tra molte polemiche, del processo breve. Ora il ministro della Giustizia Angelino Alfano fa proprio il testo su cui Palazzo Madama ha detto si' e lo inserisce, nel quadro del pacchetto giustizia, tra i punti qualificanti della verifica nella maggioranza. L'Anm promette una dura battaglia perche' il provvedimento non e' una priorita' - dice Luca Palamara - dato che ''nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare piu' efficacemente la criminalita' organizzata''.

Il responsabile del dicastero di via Arenula prepara anche un piano straordinario di spesa da concordare con la magistratura. Un piano che mira a rendere attuabile lo ''sfoltimento'' previsto dal testo che mette dei ''paletti'' alla durata dei processi. Il cuore del provvedimento e' infatti questo: i processi 'lumaca' saranno rimborsati (anche se poi l'ultima parola spettera' al ministero dell'Economia) e potranno estinguersi dopo un periodo ben preciso che sara' di tre anni in primo grado, due in appello e un anno e sei mesi per la Cassazione. La 'tagliola' scatta pero' - secondo il testo approvato a palazzo Madama - dopo due anni per i processi in corso su reati commessi prima del maggio 2006. Ecco in dettaglio i punti qualificanti del provvedimento.

- EQUA RIPARAZIONE - La domanda di equa riparazione per il ritardo 'subito' con il processo dovra' essere presentata dalla parte interessata al presidente della Corte d'Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente. Ed entro quattro mesi, la Corte D'Appello dovra' pronunciarsi sul ricorso con decreto motivato. Se viene accolto il pagamento del rimborso questo dovra' avvenire entro 120 giorni. L'opposizione contro il ricorso dovra' essere presentata entro 60 giorni. La Corte d'Appello puo' sospendere il pagamento ''per gravi motivi''.

- PRESCRIZIONE PROCESSUALE ANCHE PER PROCEDIMENTI DAVANTI CORTE CONTI - Il processo dovra' considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sara' concluso entro tre anni (dall'esercizio dell'azione penale da parte del Pm); entro due per l'appello ed entro un anno e sei mesi per il giudizio in Cassazione. Ma questo riguardera' solo i processi relativi a reati con pene inferiori nel massimo a 10 anni. In caso di annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ogni grado di giudizio che dovra' celebrarsi di nuovo non dovra' durare piu' di un anno.

I termini si allungano in presenza di reati piu' gravi: 4 anni per il primo grado; due per l'Appello; un anno e sei mesi per il giudizio di merito. Fino ad arrivare ai reati di mafia e terrorismo per i quali il primo grado dovra' durare cinque anni: tre per l'appello e due per la Cassazione. Il giudice puo' poi aumentare tali termini fino ad un terzo se il processo e' particolarmente complesso o se ci sono molti imputati. Il Pm deve esercitare l'azione penale entro tre mesi dalla fine delle indagini preliminari. Il corso dei termini e' sospeso in caso di autorizzazione a procedere; se c'e' impedimento dell'imputato o del difensore; per conseguire la presenza dell'imputato che deve essere estradato. Dal giorno in cui cessa la causa di sospensione i termini tornano a decorrere. Se si estingue il processo la parte civile trasferisce l'azione in sede civile e la sua azione dovra' avere priorita'. L'imputato puo' anche non avvalersi del cosiddetto processo breve. Le norme saranno applicabili anche ai processi in corso davanti alla Corte dei Conti.

- NORMA TRANSITORIA - L'estinzione processuale si applica ai processi in corso solo se sono relativi a reati indultati o indultabili, commessi cioe' prima del maggio 2006, e se hanno pene inferiori a 10 anni. Ma sara' piu' breve di quella per i processi futuri: la 'tagliola' scattera' dopo due anni e non dopo tre. In questo modo, aveva ricordato l'opposizione lo scorso gennaio, salteranno i processi Mediaset e Mills in cui e' imputato il premier. Il tetto dei due anni varra' anche per i processi in corso davanti alla magistratura contabile purche' siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso in cinque anni. Non varra' invece se il giudizio contabile e' gia' in appello.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
.. una lunga estate calda.

Il processo breve agita
maggioranza e opposizione.
No dai finiani e da Casini



di Celestina Dominelli
29 agosto 2010

Nella maggioranza non si spengono le polemiche dopo la durissima contrapposizione registrata ieri sul processo breve tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm. Contro cui oggi si è scagliato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha definito «inaccettabile» la posizione dei magistrati. «A fronte dell'impegno preso dal ministro Alfano per mobilitare risorse allo scopo di dare sostanza alla legge impropriamente detta del "processo breve", o meglio sulla ragionevole durata del processo, adesso l'Anm fa le barricate confermando la sua politicizzazione e la volontà di essere la controparte del governo e del Parlamento senza il cui assenso nulla si potrebbe fare sul terreno della giustizia».

Cicchitto ha quindi riassunto la linea del Pdl e la volontà di non fare passi indietro rispetto all'annuncio dato ieri da Alfano. Che ha indicato il processo breve come una delle priorità dell'esecutivo. «È indispensabile che, all'interno dei 5 punti programmatici, sul terreno della giustizia e del cosiddetto "processo breve" - avverte Cicchitto - vengano assunti impegni precisi e non si giochi a ripetere ciò che è avvenuto per il disegno di legge sulle intercettazioni. L'eccesso di furbizia può provocare disastri». Mentre il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha chiamato in causa anche il Quirinale ricordando come nel 2006 il Pd, di cui Giorgio Napolitano era un esponente, «propose un'ampia amnistia a causa della quale si rischia di celebrare molti processi che poi non porteranno a condanne». Quindi, aggiunge, «sicuramente il presidente Napolitano ricorderà quelle scelte e saprà valutare con equilibrio le decisioni del Parlamento di oggi».

Un riferimento nemmeno troppo velato ai fedelissimi di Gianfranco Fini che hanno già fatto sapere di non essere disponibili ad accettare aut aut sul provvedimento. Il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà, Italo Bocchino, lo aveva detto ieri (ricordando le perplessità del Colle sul ddl) e lo ha ribadito anche oggi dalle pagine di Repubblica. «Il testo approvato dal Senato è un'amnistia mascherata e dovrà essere corretto a Montecitorio». Affermazioni puntellate oggi anche da un altro falco finiano, Carmelo Briguglio, che ha confermato il suo no al provvedimento. «Così come è formulato, io non lo voto», ha detto l'esponente di Fli. «Il ministro Alfano, voglio sperare in buona fede, al tempo del voto in aula al Senato ci fornì delle cifre sui processi che sarebbero andati in prescrizione con l'approvazione del processo breve. Dati che si sono poi rivelati fortemente inesatti».

Lo stop dei finiani agita naturalmente il Pdl che risponde ai legionari dell'ex leader di An. Per il vicepresidente dei deputati, Osvaldo Napoli, «Bocchino sa che su questo terreno non ci sono riflessioni o approfondimenti da fare. Insistetre su questo punto significa sbarrare la strada alla legislatura». Mentre il ministro Gianfranco Rotondi prova a riportare la calma. «Più che di processo breve si potrebbe parlare di processo giusto cioè di una legge che punta a una durata ragionevole dell'iter processuale. L'auspicio è che la tensione di questi giorni tra politica e magistratura trovi un punto di equilibrio in una mediazione possibile».

Ma sul processo breve si appuntano anche le critiche dell'opposizione. A cominciare da quelle di Pierferdinando Casini che, in una intervista al Corriere della sera, ha ribadito il no dei centristi al ddl. «L'Udc non voterà quel testo. Se vogliamo pensare a una tutela per le alte cariche, siamo disponibili. Ma cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un'amnistia». E anche il Pd è tornato a ribadire oggi, con il vicepresidente dei deputati Alessandro Maran, la sua netta contrarietà al provvedimento. Ieri era stato il segretario dei democratici, Pierluigi Bersani, a promettere una durissima battaglia parlamentare aprendo la festa democratica a Torino. Mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si dice pronto a occupare il Parlamento per impedire il via libera al ddl. «Sarà la nostra rivoluzione d'autunno - scrive l'ex pm sul suo blog - per la cacciata del Re Sola».

Il Sole 24 ore

Leggi anche:

È scontro tra il guardasigilli Alfano e l'Anm sul processo breve

È di nuovo polemica tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm, il sindacato delle toghe.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 27/08/2010 @ 10:06:02, in Politica, linkato 1433 volte)
Probabilmente l'intervento riminese di Alfano è stato scritto prima dell'attentato al PG di Reggio Calabria, però, leggendo oggi gli stralci della propaganda alcune frasi fanno un brutto effetto. I fatti insegnano che il "Giudice Scomodo", di questi tempi come nel passato, potrebbe anche essere ed apparire "morto"! L.M.

GIUSTIZIA: ALFANO, GIUDICE

SIA E APPAIA EQUO E IMPARZIALE


Rimini, 26 ago. (Adnkronos) - Il giudice non solo deve essere equo e imparziale ma anche apparire tale. A sostenerlo nel corso del suo intervento oggi al Meeting di Rimini, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, riprendendo, in particolare, una battuta di Luciano Violante, anche lui al tavolo del convegno, che aveva citato Ehud Olmert quando, indagato, aveva elogiato la democrazia israeliana. "Non mi risulta -ha fatto presente Alfano- che in Israele ci siano giudici politicizzati, che indagano sempre sullo stesso soggetto; che firmano appelli contro le leggi approvate dal Parlamento; che scrivono libri su progetti di legge pendenti in Parlamento; che si candidano contro la parte politica che fino a ieri avevano indagato". "Tutto questo non attiene alle leggi, ma ai comportamenti: uno viene giudicato -ha concluso- nella quotidianita' per come indossa l'abito che ha scelto di indossare".


GIUSTIZIA: ALFANO, RIFORMA
NON SI FA SOTTO DETTATURA ANM


(AGI) - Rimini, 26 ago. - "La riforma della giustizia non si fa sotto dettatura dell'Anm ma secondo il principio della sovranita' del popolo". E' quanto ha tenuto a sottolineare il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, durante un incontro al Meeting di Rimini. Il Guardasigilli ha ricordato che esistono "le condizioni per produrre una grande riforma della giustizia. Crediamo - ha detto - si possa intervenire sulla seconda parte della Costituzione" non con una "finalita' ritorsiva" ma per garantire "un processo piu' giusto", una "giustizia piu' efficiente" e una "magistratura piu' credibile". Il ministro della Giustizia ha parlato della necessita' di cambiare il sistema giustizia pensando al cittadino altrimenti si mettono "soldi senza produrre efficienza". Un sistema giustizia ancora "molto prigioniero delle lobby" e che deve essere modificato mettendo "al centro l'uomo". Inoltre, secondo Alfano, e' opportuno che il giudice "sia ma anche appaia equo ed imparziale". Citando poi l'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert che, da indagato, si dichiaro' fiero di appartenere al suo Paese Alfano ha ricordato: "Non mi risulta che in Israele ci sia una parte politicizzata della magistratura che indaga sempre lo stesso personaggio politico; che i giudici firmino appelli contro leggi votate dal Parlamento; che scrivano libri su progetti di legge ancora pendenti in Parlamento".


GIUSTIZIA: ALFANO, RIFORMA
NON SI FA SOTTO DETTATURA ANM


(ANSA) - RIMINI, 26 AGO - ''La riforma della giustizia non si puo' fare sotto dettatura dell'Anm, come non si fa sotto la dettatura di altre componenti come l'Avvocatura, ma seguendo la sovranita' del Parlamento''. E' quanto sostiene il ministro della giustizia Angelino Alfano, che ne ha parlato al Meeting di Cl a Rimini, in un confronto sulla giustizia con l'ex presidente della Camera Luciano Violante. ''E' possibile - si e' retoricamente chiesto Alfano - che i magistrati che sbagliano non possano essere ritenuti responsabili? E' possibile che non vadano avanti i giudici che lavorano meglio, ma quelli che vanno di piu' in tv? E' possibile che il Csm non possa fare i trasferimenti d'ufficio? Noi vogliamo fare si' che il processo sia piu' giusto, la giustizia piu' efficiente e la magistratura piu' credibile''


GIUSTIZIA: ALFANO, NOI EVERSIVI
SE CRITICHIAMO UN GIUDICE, OBAMA NO

VIOLANTE, UN CONTO E' CRITICARE UN CONTO E' OFFENDERE


Rimini, 26 ago. - (Adnkronos) - Se in Italia la maggioranza critica le decisioni di un giudice, si fa eversione, se in America lo fa, invece, il presidente Obama, questo non avviene. A farlo presente il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo al Meeting di Rimini. "Bisogna mettere in moto -osserva- una dialettica rispettosa dei poteri e degli ordini dello Stato" osserva il ministro, facendo presente che "sulle cellule staminali Obama ha contestato la decisione della Corte" senza conseguenze, "se lo facciamo noi e' eversione". "Un doppio pesismo -sottolinea- che non funziona". A stretto giro di posta gli risponde Luciano Violante, presente al tavolo della discussione: "Obama non ha detto che il giudice e' comunista ed e' conto di lui. Un conto e' criticare e un conto e' offendere".

 
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/08/2010 @ 07:02:30, in Politica, linkato 1362 volte)
Lettera minaccia a Lumia e Liarda

Messaggi morte e foto Falcone-Borsellino, finirete come loro


(ANSA) - PALERMO, 24 AGO - Lettera di minacce e bossoli sono state recapitate al sen del Pd Beppe Lumia e al sindacalista della Cgil Vincenzo Liarda.Le buste, non timbrate, sono state recuperate alla Camera del lavoro di Petralia Sottana (Pa).

Nella missiva compaiono anche 3 scritte: in una di queste si fa riferimento ai bossoli con a fianco le foto di Falcone e Borsellino. E' la 3/a lettera minatoria recapitata in 3 mesi al sindacalista, che con il sen e' impegnato nel riutilizzo del feudo Verbumcaudo.


Lettera minacce e bossoli a sen. Lumia e a sindacalista Cgil
Messaggi morte e foto di Falcone e Borsellino: 'finirete peggio'


(ANSA) - PALERMO, 24 AGO - Una lettera di minacce al senatore del Pd Beppe Lumia e al sindacalista Vincenzo Liarda e' stata recapitata alla Cgil Petralia Sottana.

La busta non era timbrata. Nella missiva sono attaccati ritagli di giornali sulla vicenda del feudo Verbumcaudo e due bossoli P38. Nella lettera compaiono anche tre scritte. In una si legge: ''Non siete cosi' importanti ma solo mezze cannucce, ma vi finira' peggio di loro'', con a fianco le foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I nomi del senatore e del sindacalista sono coperti con delle croci. (ANSA).
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/08/2010 @ 07:58:18, in Politica, linkato 1349 volte)
Ottimo il commento, ma bisogna dire a Scalfari che manca sempre l'alternativa di sinistra..  Così loro pedono e noi non vinciamo. Soprattutto basta "puttane", se andiamo ad elezioni anticipate vedrete il tonfo della Bindi sui voti cattolici. L.M.

Il partito della P3

può perdere le elezioni


di EUGENIO SCALFARI

SARANNO presentati in Parlamento nei prossimi giorni i cinque dossier programmatici sui quali il governo è intenzionato a chiedere la fiducia: la riforma della giustizia, il federalismo, il fisco, il Mezzogiorno, la sicurezza. Si aspettava questo annuncio dopo l'ennesimo "consiglio della Corona" svoltosi venerdì scorso a Palazzo Grazioli.

Nella conferenza stampa tenuta subito dopo da un Berlusconi palesemente stanco e incattivito nonostante il consueto trucco di scena, il documento scaturito dal vertice è stato presentato come una sorta di ultimatum all'ala dissidente dei finiani, un pugno sul tavolo del premier di nuovo sicuro di sé: o mi date la fiducia senza cambiare una virgola o si vota a dicembre. Ma le cose non stanno esattamente così.

La mozione di fiducia verrà posta sul documento uscito dal vertice o su una sua parafrasi e i finiani hanno già dichiarato che lo voteranno senza problemi. Ma poi le varie leggi sui cinque punti in programma dovranno essere presentate, discusse e approvate dal Parlamento con le procedure previste dai regolamenti. Il voto di fiducia preliminare non lega le mani di nessuno, fa soltanto slittare la crisi dall'inverno alla primavera 2011. I motivi di questo sostanziale rinvio - anche se parzialmente smentito da Berlusconi nel secondo atto del vertice tenutosi ieri - sono svariati. Fini ha bisogno di tempo per organizzare le sue forze e la sua strategia, tuttora piuttosto incerta.

Berlusconi dal canto suo teme uno smottamento massiccio del consenso in suo favore. Le attuali intenzioni di voto registrate da numerosi sondaggi fino all'inizio di agosto danno il Pdl tra il 26 e il 28 per cento, di fatto alla pari con il Pd e il sorpasso leghista in tutte le tre regioni padane, Piemonte, Lombardia, Veneto. Di qui la tregua provvisoria con Fini e il rinvio della crisi. Ma la situazione politica non cambia, la scissione finiana non rientra, la "golden share" della coalizione di centrodestra resta saldamente nelle mani della Lega.

A Bossi importa poco dei programmi sul fisco e sul Mezzogiorno; li considera secondari rispetto al federalismo e del resto rientrano entrambi nella competenza di Tremonti che ha con Lega un legame ormai consolidato. Quanto alla sicurezza, è materia di Maroni che ieri ha dichiarato di voler essere molto più duro di Sarkozy per quanto riguarda i rimpatri degli immigrati e dei Rom.
Il vero scambio sotteso al programma dei cinque punti si verifica dunque tra il federalismo di cui Bossi reclama l'esclusiva e la riforma della giustizia che interessa Berlusconi e l'"inner circle" dei suoi accoliti.

In cambio della mano libera sul federalismo Bossi darà il suo appoggio incondizionato a Berlusconi sul tema della giustizia e su quello strettamente connesso dei conflitti di interesse che ormai, penetrando dalla persona e dall'azienda del premier, avvolgono in una fittissima rete l'intera cupola del Pdl ed ora, proprio sul fronte della giustizia, se ne profila un altro: dietro l'annuncio del premier, che dichiara di voler snellire il contenzioso delle cause civili, potrebbe celarsi l'ennesimo colpo di spugna. Stavolta sulla causa che vede contrapposte la Cir e la Finivest, già condannata in primo grado al pagamento di 750 milioni di euro come risarcimento dei danni subiti dal gruppo De Benedetti ai tempi del Lodo Mondadori.

Siamo dunque in presenza di uno scambio di grandi proporzioni: l'assetto federale dello Stato dato in appalto ad un partito territoriale che nel Paese raccoglie tra il 10 e il 12 per cento dei consensi e, dall'altro lato, il salvacondotto giudiziario al premier e al suo gruppo insieme ad un mutamento radicale dei rapporti tra la giurisdizione e l'autorità politica e, più in generale, tra la sovranità del potere politico e le istituzioni di controllo e di garanzia. Questo è il vero contenuto dello scontro politico in atto.

Ma il quadro sarebbe incompleto se non segnalassimo altri due aspetti della situazione.
Il primo riguarda il Pd. Messo alla frusta dalla gravità della crisi, Bersani ha deciso un rilancio in grande stile mobilitando i 3 milioni e mezzo di elettori delle primarie per una campagna capillare per riportare in linea quella parte dell'elettorato democratico - riformista che si è rifugiata nell'area dell'astensionismo. Se questa mobilitazione verrà condotta con efficacia e passione il risultato potrebbe addirittura consentire il sorpasso del Pd rispetto al Pdl, che avrebbe effetti clamorosi sull'intero quadro politico.

Il secondo aspetto della situazione riguarda il presidente della Repubblica ed è altrettanto essenziale. Ho scritto in un articolo dell'11 aprile scorso intitolato "L'ultima sfida del Cavaliere al Quirinale" una frase che voglio qui riportare perché ha acquistato in questi giorni un'inquietante attualità: "Sta emergendo con sempre maggiore chiarezza la volontà berlusconiana di dare una spallata definitiva alla Costituzione repubblicana sostituendola con un regime autoritario, un Parlamento di "cloni" plebiscitati, un potere giudiziario frantumato e subordinato all'esecutivo.
"In uno degli angoli del ring c'è Silvio Berlusconi, nell'altro, almeno per il momento, non c'è nessuno o meglio c'è un capannello di persone discordi tra loro dalle quali sembra difficile estrarre un valido competitore. "Giorgio Napolitano dovrebbe arbitrare la partita, dalla quale dovrebbe uscire una Repubblica ammodernata ma fedele ai principi dello Stato di diritto e alla libertà oppure un autoritarismo plebiscitario.

"Questo scontro comincerà tra meno di un mese e si concluderà nel 2011. Credo di sapere che Napolitano deve e vuole restare al di sopra delle parti anche perché il capitale di fiducia che riscuote nel Paese è il solo elemento che può far inclinare il piatto della bilancia dalla parte giusta e non da quella terribilmente sbagliata. "Credo di sapere che contro le sue intenzioni sul ring, a contrastare un vero e proprio "golpe bianco" ci sarà lui. "Non in veste di giocatore ma in veste di arbitro di fronte a chi contesta gli arbitri, i soli che possono richiamarlo a rispettare le regole del gioco. Credo di sapere e prevedo che sarà una durissima battaglia per la democrazia italiana".
È esattamente questa la piega che hanno preso le cose.

* * *
La riforma della giustizia è impostata su due punti che nel loro insieme costituiscono la concezione che il berlusconismo ha dello Stato e della democrazia. Il primo punto riguarda il rapporto tra il potere esecutivo e le istituzioni di controllo e di garanzia, prima tra tutte la magistratura. Il secondo punto si dà carico  -  così suona la motivazione  -  delle carenze del servizio, della estenuante lunghezza dei suoi percorsi che causano costi altissimi ai cittadini e al Paese. E quindi: processo breve, possibilità di rendere esecutive e inappellabili le decisioni dopo uno o almeno due ordini di giurisdizione, terzietà del giudice rispetto alla pubblica accusa, separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti, diluizione o addirittura abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale.

In questo quadro va da sé che vi sia una specialissima attenzione all'improcedibilità nei confronti dei membri del governo e la protezione assoluta del premier e delle altre massime cariche istituzionali per ogni tipo di reato, non importa quando commesso. Quest'aspetto del problema figura come un codicillo ma sappiamo che per gli estensori della riforma ne costituisce invece un punto capitale. Quale sia la concezione liberal-democratica dell'intera questione della giustizia è fin troppo noto perché sia necessario entrare nei dettagli anche se il tema dei disservizi della giurisdizione si impone oggettivamente ad ogni cittadino e ad ogni legislatore e va dunque affrontato con il massimo impegno e la massima concretezza. Ho la fondata sensazione che le cause principali di quei disservizi non siano minimamente presenti agli estensori della riforma in questione. Perciò mi propongo qui di formulare alcune riflessioni su questa delicatissima materia.

* * *
1. Esiste un assoluto caos nei rapporti tra le magistrature amministrative, le magistrature contabili e la giurisdizione ordinaria. Il Tar può aprire un processo a carico di un soggetto; la sua ordinanza o sentenza è appellabile al Consiglio di Stato. Nel frattempo sullo stesso soggetto e sullo stesso reato la Corte dei Conti può aprire un processo ed emettere sentenza. Sul medesimo imputato e presunto reato possono procedere in pari tempo il giudice penale e quello civile. Le sentenze di queste diverse giurisdizioni nei loro diversi gradi possono essere in totale contrasto le une con le altre dando luogo ad una situazione che definire caotica è un eufemismo e la cui lunghezza è infinita.

2. Di questo tema mi sono occupato alcuni anni fa segnalando altresì la situazione abnorme del Consiglio di Stato che è al tempo stesso collegio giudicante nei confronti del potere esecutivo ma anche consigliere autorevole e molto ascoltato del governo stesso: situazione abnorme a cui dovrebbe esser messo riparo. Questo ed altri temi sono stati ora risollevati dall'avvocato Giovanni Pellegrino che fu anche senatore e presidente della Commissione stragi, in un libro intitolato "Il morbo giustizialista". Merita d'esser letto e attentamente meditato.

3. Scrisse più volte Paolo Barile, il grande giurista erede spirituale di Piero Calamandrei, che l'obbligatorietà dell'azione penale è la norma che presidia l'indipendenza del Pubblico ministero. La sua abolizione determinerebbe la degradazione del magistrato inquirente al rango di un pubblico funzionario. Si può anche scegliere questa strada e imboccare quella dell'avvocato di pubblica accusa, sapendo però che l'indipendenza della magistratura diventa in questo caso una lugubre barzelletta della quale abbiamo fatto esperimento in cent'anni di monarchia e in vent'anni di fascismo. In altri paesi esistono contrappesi politici, culturali e professionali che in Italia sono sconosciuti. Perciò è bene si sappia che abolire l'obbligo dell'azione penale significa la cancellazione dell'indipendenza giurisdizionale.

4. Ciò non significa che l'obbligatorietà dell'azione penale non possa essere meglio organizzata. Per esempio concentrandola nelle mani del capo della Procura e bilanciando questo centralismo con la deroga per i reati in flagranza e con incontri frequenti e obbligatori tra il Procuratore capo ed i suoi sostituti su come orientare e specializzare l'azione penale in quel distretto giudiziario.

5. La giurisdizione antimafia ha creato un modello di organizzazione nazionale con un Procuratore unico alla guida del sistema. Probabilmente per alcuni reati non necessariamente mafiosi ma con analoghe caratteristiche, quel modello andrebbe esteso. Un Procuratore nazionale per tutti i reati di corruzione e concussione nei quali sia coinvolta la Pubblica amministrazione potrebbe essere una proposta di rilevante interesse.

6. Esiste infine una serie di comportamenti gravemente illeciti ai quali non corrisponde la definizione di un preciso reato. La magistratura e la giurisprudenza hanno creato in questi casi nuove formule di incolpazione come per esempio il reato di associazione per delinquere che spesso tuttavia serve soltanto a colmare un vuoto legislativo favorendo conflitti di giurisdizione tra Corti di merito e Corte di Cassazione che sono tra le cause più importanti dell'estenuante lunghezza dei processi. Molte altre cose potrebbero esser dette su questi temi. Li ho qui segnalati proprio per stimolare un dibattito e mettere in evidenza che la cosiddetta generale riforma della giustizia che sta per essere presentata alle Camere si riduce ad una pagliacciata messa in scena per proteggere gli interessi di una casta politica, come temo stia per avvenire.

(La Repubblica - 22 agosto 2010)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
G8: chiesta autorizzazione per Lunardi

Tribunale ministri accoglie istanza Procura, decidera' la Camera

G8: chiesta autorizzazione per Lunardi (ANSA) - PERUGIA, 21 AGO-Il tribunale dei ministri di Perugia invia alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere per Lunardi,indagato nell'inchiesta G8.Accolta cosi' l'istanza della Procura perugina. L'ex ministro e' indagato per corruzione assieme al card. Sepe nell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. Per la precisione nell'inchiesta sulla vendita (2004) di un palazzo di Propaganda Fide. Sia Lunardi che il cardinale Sepe hanno respinto le accuse.
 
***

A Camera richiesta autorizzazione procedere per Lunardi
Lo ha deciso il tribunale dei ministri di Perugia


(ANSA) - PERUGIA, 21 AGO - Approda alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi accusato di corruzione dai pm di Perugia.
Lo ha deciso il tribunale dei ministri del capoluogo umbro nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. I giudici hanno cosi' accolto l'istanza avanzata dalla dalla procura perugina.
Lunardi e' indagato insieme al cardinale Crescenzio Sepe ed entrambi si sono comunque sempre proclamati estranei a ogni addebito. (ANSA).

***

Appalti: Tribunale Ministri chiede
autorizzazione a procedere su Lunardi


Perugia, 21 ago. - (Adnkronos) - E' arrivato il via libera da parte del tribunale dei ministri di Perugia alla trasmissione alla Camera della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi, indagato per corruzione dalla Procura della repubblica perugina nell'inchiesta sugli appalti per i ''grandi eventi''. Erano stati i pubblici ministeri titolari dell'indagine, Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, a chiederne l'autorizzazione lo scorso 19 giugno, contestualmente all'emissione degli avvisi di garanzia. I giudici hanno quindi accolto l'istanza presentata dai magistrati.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/08/2010 @ 07:43:10, in Politica, linkato 1549 volte)
Conclusione: le riforme possibili


Abbiamo cercato, nel corso del nostro dialogo sulla giustizia, non solo di elencare dati, fornire elementi di valutazione, porre critiche, ma anche di avanzare proposte concrete, condivise e realizzabili. Perché con il muro contro muro non si va da nessuna parte e l'unica concreta alternativa è il perdurare di una situazione non più sostenibile. Per cominciare, è indispensabile separare i problemi organizzativi, più facilmente risolvibili, dalle riforme vere e proprie; e quindi, tra queste, individuare quelle che è possibile approvare con legge ordinaria e quelle che necessitano di modifiche costituzionali.

È opinione comune che si debba porre fine a una legislazione schizofrenica, che lievita su se stessa con misure estemporanee: non sono più procrastinabili interventi organici, di sistema, inseriti in un progetto complessivo.

Abbiamo anche attinto, senza attribuirci meriti che non abbiamo, alla nostra esperienza quali Presidenti delle Commissioni — l'una insediata dal centrodestra, l'altra dal centrosinistra — per la riforma del Codice penale e proprio su questa base crediamo sia possibile, oltreché necessario, raggiungere un ampio consenso. La giustizia non è di parte, né le ricette sul come farla funzionare sono appannaggio di qualche categoria. In più occasioni il Presidente Napolitano, preoccupato non solo della situazione ma anche del clima di scontro che si è creato sui temi della giustizia, ha invitato il Parlamento a lavorare su ipotesi di riforme «né occasionali né di corto respiro» e ha invitato gli schieramenti politici a intervenire «al servizio del cittadino e dei suoi diritti, nel rispetto reciproco e nella leale collaborazione tra istituzioni».

Il Presidente ha rivolto un monito chiaro anche all'Associazione Nazionale Magistrati per invitarla a «guardare a tutti i motivi e gli aspetti della crisi del sistema giustizia, offrendo con vigore e con misura, senza scendere sul terreno dello scontro, la sua disponibilità a concreti contributi propositivi, come un interlocutore attento e credibile, ma sempre aperto al dialogo e all'ascolto».
Nella ricerca ormai quasi disperata di qualche soluzione che riporti l'Italia in Europa per quanto riguarda il sistema giudiziario, varie proposte continuano a essere studiate dagli operatori del diritto, dall'avvocatura, dalla magistratura, dall'accademia. Si tratta di smettere di discutere a vuoto, sprecando preziose energie, e di porre la questione giustizia tra le priorità.
Noi ci permettiamo di riassumere qui i nostri suggerimenti, che a loro volta costituiscono la sintesi delle fatiche di tanti nostri colleghi.

Le indicazioni sono sia di metodo che di merito.

Il metodo potrebbe essere quello di prevedere l'apertura di una conferenza nazionale sulla giustizia, che analizzi indicazioni concrete in un ampio, ma non più solo teorico dibattito; avviare immediatamente le procedure parlamentari per il confronto, scandito da tempi certi; mettere in calendario una sessione parlamentare giustizia che impegni i due rami del Parlamento, affrontando contemporaneamente le questioni più urgenti e le riforme più organiche. Sul merito va fatta una sola assoluta raccomandazione: rifiutare i preconcetti irragionevoli e strumentali. Per facilitare la lettura agli addetti ai lavori, dividiamo le riforme possibili in tre settori, riguardanti il diritto processuale, quello sostanziale e quello che più genericamente potremmo definire ordinamentale.

Diritto processuale

Ecco un elenco di proposte condivise — e condivisibili — di facile attuazione.

1) Stabilire che, in caso di imputato irreperibile, il processo sia sospeso, con conseguente sospensione della prescrizione.
2) Incentivare, da parte dei PM, il tentativo di conciliazione in presenza di procedimenti per reati perseguibili a querela.
3) Prevedere, in presenza di una richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere, che la decisione venga presa da un organo collegiale.
4) Prevedere che la motivazione della sentenza sia contestuale alla decisione, con possibili deroghe autorizzate dal Capo dell'Ufficio Giudiziario solo nei casi più complessi. Salvo questi casi, dopo la discussione delle parti, il giudice o entrerà in Camera di consiglio uscendo con la motivazione o fisserà un'apposita udienza, entro 15 giorni, nella quale sarà letto il dispositivo e depositata la motivazione.
5) Prevedere che l'impugnazione da parte del difensore sia depositata entro 30 giorni e gli atti immediatamente inviati in Corte d'Appello o in Corte di Cassazione (i difensori potranno depositare motivi aggiunti, come già previsto dal Codice).
6) Attuare effettivamente il principio che le udienze di convalida del fermo e dell'arresto, salvo validi motivi, si tengano in aule di Tribunale distaccate presso l'istituto penitenziario (evitando il trasferimento dei detenuti con le necessarie, e costose, misure di sicurezza).
7) Modificare il testo sulle intercettazioni telefoniche attualmente all'esame del Parlamento, tenendo conto delle indicazioni emerse.
8) Eliminare il deposito degli atti ex art. 415 bis nei procedimenti in cui è prevista l'udienza preliminare.
9) Innalzare il tetto attualmente previsto per il patrocinio dei non abbienti.
10) Ripristinare l'art. 599 c.p.p.
11) Prevedere che, nei reati con pena fino a 4 anni, i giudici d'Appello siano due e che, in caso di divergenze sia in tema di responsabilità che in tema di commisurazione della pena, prevalga la tesi più favorevole all'imputato.
12) In caso di eccezione di incompetenza non accolta, prevedere l'immediato ricorso per Cassazione. La Cassazione dovrà decidere entro 30 giorni. Il giudice potrà proseguire le udienze o sospendere il processo interrompendo i termini di prescrizione. Si eviterà, come avviene non raramente con l'attuale normativa, che si arrivi in Cassazione dopo due gradi di giudizio e venga dichiarata l'incompetenza avendo sprecato energie, denaro e spesso raggiunto la prescrizione.
13) Rendere di norma le notifiche per via telematica, con posta certificata, ai difensori, agli imputati e alle parti offese che hanno un indirizzo di posta elettronica.
14) Incentivare nei casi di diffamazione, anche non a mezzo stampa, o in altri casi di reati perseguibili a querela, la possibilità che a decidere sia un «Giuri».
15) Rivedere la disciplina del legittimo impedimento del difensore bilanciando concretamente l'interesse del rapporto fiduciario e quello della speditezza del processo.
16) Eliminare il ricorso per Cassazione in caso di patteggia-mento.
17) Rivedere la disciplina dell'archiviazione quando siano ignoti gli autori del reato, limitando l'intervento del PM e del GIP ai soli reati di grave allarme sociale.

Diritto penale sostanziale

1) Procedere a un'ampia depenalizzazione sulla base della proposta elaborata dalla Commissione Nordio.
2) Eliminare l'anacronistica distinzione tra delitti e contravvenzioni, prevedendo che la gran parte di queste ultime siano depenalizzate e sanzionate in via amministrativa.
3) Aumentare il numero di reati perseguibili a querela e rafforzare la norma che prevede una sanzione in caso di querela temeraria o palesemente infondata.
4) Introdurre, quali misure deflattive in attesa di un nuovo codice penale, istituti quali la non punibilità per irrilevanza del fatto e la messa in prova per imputati adulti (per i reati con pena massima di anni 4).
5) In attesa di una riforma complessiva del Codice penale, approvare una legge delega di modifica del sistema sanziona- torio, con la possibilità, già per il giudice di cognizione, di irrogare, in caso di condanna, pene diverse da quelle detentive.

Settore ordinamentale

1) Introdurre in ogni tribunale un «manager» che coordini, sotto il controllo del Capo dell'Ufficio, tutto il personale e gli uffici. La finalità è quella di migliorare il servizio notifiche, evitare la perdita dei fascicoli, limitare i rinvii delle udienze, scadenzare le convocazioni dei testimoni.
2) Rivedere le circoscrizioni giudiziarie e arrivare a individuare i tribunali metropolitani.
3) Limitare il numero dei magistrati ordinari che possono avere funzioni diverse da quelle giudiziarie, anche riprendendo, con le opportune modifiche, il disegno di legge già approvato dal Senato nella XIII legislatura.
4) Prevedere che gli avvocati possano diventare cassazionisti non per anzianità, ma previo superamento di un esame.
5) Disporre che le indicazioni dei protocolli di intesa che hanno dato buoni frutti diventino, attraverso una circolare del ministro della Giustizia, obbligatori, salvo motivate esigenze diverse.
6) Istituire un'Alta Corte di Giustizia per i provvedimenti disciplinari a carico di avvocati e magistrati.
Contemporaneamente si dovrà avviare in Parlamento una rivisitazione tesa a restituire organicità all'attuale Codice di procedura penale e la riforma complessiva del Codice penale sulla base di un testo che sia la sintesi delle proposte delle Commissioni ministeriali (per la riforma del Codice sarebbe auspicabile l'istituzione di un comitato ristretto in Commissione Giustizia della Camera o del Senato). In attesa di tali riforme, e per un limitato periodo di tempo, si potranno prevedere direttive di priorità dell'esercizio dell'azione penale che dovranno essere elaborate dai Consigli giudiziari, integrati da avvocati e giudici di Pace, previo parere del Questore e del Prefetto.

Tutte queste proposte non comportano alcun aggravio di spesa. Al contrario, consentono risparmi e un sostanziale recupero di risorse tra i magistrati e tra il personale amministrativo.

Affari Italiani, Martedí 17.08.2010 11:33
http://www.affaritaliani.it/conclusione_riforme_possibili.html
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono  persone collegate

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










21/09/2019 @ 4.42.33
script eseguito in 296 ms