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 Cronaca Giudiziaria, novembre 2002 di L. Morandi... di Lunadicarta
 
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Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perchè la menzogna entra nella qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o dei manutengoli.

Antonio Gramsci
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/07/2010 @ 16:23:46, in Politica, linkato 1339 volte)
Brancher: pm chiede 2 anni per l'ex ministro


(ANSA) 28 luglio, 12:24 Il pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta.

Brancher è accusato di appropriazione indebita per una cifra di poco più di 400 mila euro e di ricettazione per altri 600 mila euro ricevuti in contanti dall'ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani o da qualche suo collaboratore tra il 2001 e il 2005.

Insieme all'ex ministro è imputata anche la moglie, ma solo per appropriazione indebita in concorso con il marito. Riguardo la posizione della donna, i difensori, gli avvocati Pier Maria Corso e Filippo Dinacci, hanno sollevato una questione di incompetenza territoriale sulla quale il giudice Anna Maria Gatto, davanti al quale si sta svolgendo il processo con rito abbreviato, dovrà esprimersi.

Ora la parola passerà al legale di parte civile, cioé di Banca Popolare Italiana. Poi parleranno le difese e infine il giudice entrerà in Camera di consiglio per emettere la sentenza.

La Rassegna

Brancher: pm chiede 2 anni per l'ex ministro

ANSA.it - ‎3 ore fa‎
Il pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. ...

Brancher: non ero presente in aula per tutela

L'Unione Sarda - ‎1 ora fa‎
L'ex ministro Aldo Brancher imputato a Milano oggi non è venuto in aula al processo anche per "tutelare da indebite divulgazioni" la sua famiglia. E' questo il senso di una lettera che Brancher ha depositato questa mattina al giudice della Quinta ...

Antonveneta, chiesti due anni per l'ex ministro Brancher

RomagnaOggi.it - ‎55 minuti fa‎
MILANO - Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. E' la condanna chiesta dal pm di Milano, Eugenio Fusco, nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. ...

Brancher/ Pm Milano chiede due anni di carcere per l'ex ministro

APCOM - ‎1 ora fa‎
Milano, 28 lug. (Apcom) - Due anni di carcere e seimila euro di multa. E' questa la richiesta del pm di Milano Eugenio Fusco a carico dell'ex ministro Aldo Brancher, accusato di appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta sul tentativo di ...

Antonveneta,pm: "2 anni a Brancher".Richiesta di condanna per le ...

TGCOM - ‎3 ore fa‎
Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto la condanna a due anni di carcere e una multa di 6mila euro per l'ex ministro Aldo Brancher, imputato nell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta. Il procedimento con rito abbreviato potrebbe arrivare a ...

Brancher, via al procedimento con rito abbreviato

La Voce d'Italia - ‎3 ore fa‎
Milano - Al via oggi il processo con rito abbreviato per la tentata scalata ad Antonveneta da parte dell'ex ministro Brancher. Presiede il giudice della quinta sezione penale Anna Maria Gatto; il processo, a porte chiuse, è cominciato a Milano. ...

Antonveneta, chiesti due anni per ex ministro Brancher

PUPIA - ‎3 ore fa‎
MILANO. Il pm Eugenio Fusco ha chiesto due anni per l'ex ministro Aldo Brancher nell'ambito del processo a Milano per la scalata ad Antonveneta. L'udienza si svolge con rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo delle pene) e riguarda uno ...

Il pm chiede due anni di reclusione per l'ex ministro Aldo Brancher

Il Sole 24 Ore - ‎3 ore fa‎
ll pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna a due anni di reclusione e 6mila euro di multa nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato per appropriazione indebita e ricettazione in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad ...

Caso Antonveneta, al via il processo a ex ministro Brancher. Il pm ...

Adnkronos/IGN - ‎3 ore fa‎
Caso Antonveneta, al via il processo a ex ministro Brancher. Il pm chiede due anni Milano - (Adnkronos/Ign) - E seimila euro di multa. La sentenza potrebbe arrivare già nel pomeriggio. E' accusato, insieme alla moglie, per appropriazione indebita e ...

Antonveneta, al via il processo Brancher

Libero-News.it - ‎4 ore fa‎
iniziata davanti al giudice monocratico della quinta sezione penale del tribunale di Milano, Annamaria Gatto, l'udienza del processo con rito abbreviato all'ex ministro Aldo Brancher accusato di appropriazione indebita e riciclaggio nell'ambito di uno ...

Il pm: 2 anni di carcere per Brancher

La Stampa - ‎4 ore fa‎
Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. È questa la richiesta di condanna avanzata oggi dal pm di Milano, Eugenio Fusco nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher accusato, in uno stralcio dell'inchiesta sulla mancata scalata ad Antonveneta, ...

Antonveneta, pm chiede 2 anni e multa per ex ministro Brancher

Reuters Italia - ‎4 ore fa‎
MILANO (Reuters) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto oggi una condanna a due anni di carcere e una multa di 6.000 euro per l'ex ministro leghista Aldo Brancher, imputato nel processo con rito abbreviato per appropriazione indebita nella vicenda ...

Brancher: pm chiede due anni reclusione

euronews - ‎3 ore fa‎
(ANSA) – MILANO, 28 LUG – La condanna a 2 anni per l'ex ministroAldo Brancher e' stata chiesta dal pm in un processo a Milanoper la scalata ad Antonveneta. Il processo si svolge con rito abbreviato e riguarda uno deitanti capitoli dell'inchiesta sulla ...

Antonveneta: chiesti 2 anni di carcere e 6mila euro di multa per ...

Il Tempo - ‎3 ore fa‎
Dopo la richiesta del pm, la parola passerà alla difesa e poi il giudice si chiuderà in camera di consiglio per emettere la sentenza. Al centro del caso 420mila euro, che per l'accusa sono frutto di appropriazione indebita. ...

A Milano processo a ex ministro Bracher

ANSA.it - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 28 LUG - Via al processo con rito abbreviato nei confronti dell'ex ministro Brancher nell'ambito dell'inchiesta sulla tentata scalata a Antonveneta. Il processo, a porte chiuse, e' cominciato a Milano davanti al giudice della quinta ...

ANTONVENETA: PM CHIEDE CONDANNA A 2 ANNI PER ALDO BRANCHER

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Milano, 28 lug - Due anni di reclusione e il pagamento di 6mila euro di multa. E' questa la condanna chiesta dal Pm di Milano, Eugenio Fusco, nei confronti di Aldo Brancher, l'ex ministro imputato in uno stralcio del processo Antonveneta con ...

Antonveneta, il pm chiede due anni per l'ex ministro Brancher

NanoPress (Blog) - ‎3 ore fa‎
Chiesti due anni di reclusione e 6000 euro di multa per l'ex ministro Aldo Brancher, imputato nel processo sul tentativo di scalata alla banca Antonveneta. Il dibattimento giudiziario si svolge a Milano con rito abbreviato e la conseguente riduzione di ...

ANTONVENETA: A MILANO PROCESSO ALL'EX MINISTRO BRANCHER

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Milano, 28 lug. - E' cominciata, davanti al giudice monocratico della quinta sezione penale del tribunale di Milano Annamaria Gatto, l'udienza del processo col rito abbreviato all'ex ministro Aldo Brancher, accusato di appropriazione indebita e ...

Brancher, oggi il processo

Radio Lombardia - ‎8 ore fa‎
Si apre oggi a Milano il processo con rito abbreviato nei confronti dell'ex ministro Aldo Brancher, imputato insieme alla moglie per un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. Brancher, che aveva tentato di far ...

Ultima ora da Reuters

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎39 minuti fa‎
MILANO (Reuters) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto oggi la condanna a due anni di carcere e una multa di 6.000 euro per l'ex ministro leghista Aldo Brancher, imputato di appropriazione indebita e ricettazione nel processo con rito abbreviato ...

Antonveneta: il Pm chiede due anni di reclusione per Brancher

Giornalettismo - ‎3 ore fa‎
Eugenio Fusco, ha chiesto la condanna al carcere e seimila euro di multa nei confronti dell'ex ministro, imputato in un filone dell'inchiesta sulla tentata scalata alla banca. Due anni di reclusione e 6mila euro di multa. ...

Aldo Brancher: oggi comincia il processo a Milano

PolisBlog.it (Blog) - ‎5 ore fa‎
Una meteora: Aldo Brancher è passato in un lampo da essere un dimissionario ministro pietra dello scandalo, a essere banalmente un imputato. Quanto sarà passato? Un mesetto o poco più? Stamane è infatti cominciato davanti al giudice della quinta ..
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P3: dimissioni in blocco cda Credito Coop fiorentino

Dopo comunicazione del presidente di lasciare

26 luglio, 19:25

CAMPI BISENZIO (FIRENZE) , - Tutto il Consiglio di amministrazione del Credito cooperativo fiorentino, la banca presieduta fino ad oggi da Denis Verdini, ha rassegnato "le proprie dimissioni irrevocabili". E' quanto si legge in una breve nota dell'Istituto diffusa al termine della riunione odierna, e dove si spiega che il Cda, "ribadendo di aver condiviso, fin dalle modalità di elezione, la gestione ordinaria e la totalità delle scelte, operate nell'esclusivo interesse della Banca e dei suoi soci", esprime "la propria solidarietà al presidente dimissionario".
 
Il coordinatore del Pdl Denis Verdini è arrivato in Procura a Roma accompagnato dai suoi avvocati Franco Coppi e Marco Rocchi. Verdini sarà ascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. Rispondendo ad una domanda di un cronista che gli aveva chiesto cosa aveva intenzione di dire ai pm Verdini ha semplicemente detto: "Voglio usare bene la mia voce".
 
FINI: INOPPORTUNO CHE INDAGATO MANTENGA INCARICHI - ''La difesa della legalita' deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perche' si e' innocenti fino al terzo grado, dall'opportunita', in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si e' indagati''. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, in collegamento telefonico con la convention campana dei circoli di Generazione Italia.

L'articolo prosegue su ANSA

 
COMMISSIONE CSM PER TRASFERIMENTO MARRA, FINE ISTRUTTORIA - Oggi Marra doveva essere ascoltato dalla Prima Commissione del Csm, ma già nei giorni scorsi aveva annunciato tramite il suo difensore, l'ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo, l'intenzione di non presentarsi. "L'audizione era un atto a garanzia dell'interessato, non serviva ai fini dell'istruttoria" dice uno dei componenti della Commissione Mario Fresa, spiegando così la decisione presa oggi all'unanimità (ma erano assenti il laico del Pdl Gianfranco Anedda e il togato di Unicost Giuseppe Maria Berruti) di chiudere l'indagine su Marra, che ora avrà comunque venti giorni di tempo per presentare al Csm le sue memorie difensive ed eventuali richieste istruttorie. La Commissione aveva già acquisito l'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Roma nei confronti dell'associazione segreta che sarebbe stata messa in piedi da Flavio Carboni, Lombardi e dall'imprenditore Arcangelo Martino e in cui si parla della nomina di Marra.
 
E un'intervista rilasciata da Marra al Fatto Quotidiano, e che riguardava il secondo addebito che gli muove il Csm: e cioé il fatto che una volta nominato al vertice della Corte d'appello di Milano gli sia stato chiesto da amici di Lombardi di verificare al meglio il ricorso del presidente dlela regione Lombardia Roberto Formigoni contro l'esclusione della sua lista dalle elezioni regionali. In quell'intervista il magistrato aveva detto di aver messo alla porta i suoi interlocutori. Ma evidentemente non ha convinto i consiglieri di Palazzo dei marescialli. "Proprio questa vicenda dà l'idea di un esercizio della giurisdizione non più indipendente e imparziale sotto il profilo dell'immagine esterna, visto che qualcuno si è sentito legittimato a bussare alla porta del presidente della Corte d'appello di Milano per chiedere un favore", osserva ancora Fresa. Ed è lo stesso consigliere a spiegare che il deposito degli atti ha come conseguenza la richiesta di un trasferimento d'ufficio per incompatibilità . "Per una proposta di archiviazione non sarebbe stato necessario il deposito degli atti, un'incombenza che prelude inevitabilmente invece a una richiesta di trasferimento d'ufficio".
Ma sulla strada del trasferimento d'ufficio da parte del Csm c'é un ostacolo pesante: l'iniziativa disciplinare assunta nei confronti di Marra dal procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito per le stesse vicende che gli vengono contestate da Palazzo dei marescialli. Le due procedure non potrebbero procedere parallelamente, visto che con la riforma dell'ordinamento giudiziario il Csm può disporre il trasferimento d'ufficio solo per fatti che non costituiscono illeciti disciplinari.
 
 VERDINI SI DIMETTE DA PRESIDENZA CREDITO COOPERATIVO - L'on. Denis Verdini ''ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili'' da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino e da componente del Cda. Lo ha annunciato lui stesso in una lettera inviata il 23 luglio ai vertici dell'istituto e resa nota stamani.
"In questi mesi - scrive Verdini - si è abbattuta sulla mia persona e, indirettamente, sul Credito cooperativo fiorentino, una tempesta mediatica e giudiziaria di ampie proporzioni rese certamente più eclatanti dal ruolo politico che rivesto. Sono assolutamente certo di poter dimostrare, e lo farò nelle sedi opportune, la mia estraneità da ogni illecito che mi viene in questa fase addebitato. Tuttavia devo prendere atto che la rilevanza assunta dai fatti che mi vengono imputati - rilevanza che va bene al di là del merito stesso dei problemi - rischia di gettare un ombra sulla banca". Verdini ricorda che "in questi 20 anni il Credito cooperativo fiorentino ha conosciuto una significativa espansione ritagliandosi uno spazio importante nell'area metropolitana fiorentina, crescendo in soci e patrimonio e contribuendo fattivamente allo sviluppo della nostra comunità".

"Sono risultati - scrive ancora Verdini nella lettera ai vertici dell'istituto - che nessuna tempesta mediatica o giudiziaria può cancellare, come è confermato dalla fiducia che anche in questi mesi soci e clienti non ci hanno fatto mancare. Proprio per questo e per l'impegno che ho profuso in questi anni, per tutelare la Banca ed assicurarne la crescita, non posso assistere passivamente al tentativo di coinvolgerla in vicende che potrebbero danneggiarla". "Per questo motivo, con enorme rammarico - conclude - ho assunto la decisione di dimettermi irrevocabilmente dalla carica di Presidente e di componente del Consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino. Desidero esprimere anche attraverso questa lettera, i miei sentimenti di gratitudine ai soci - che in tutti questi anni ci hanno sempre confermato la loro fiducia - al personale dipendente, e a tutti voi, che avete supportato la mia azione e contribuito alla crescita di questa banca". Nella lettera si precisa che il Consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino è convocato per oggi pomeriggio per le determinazioni del caso.
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Di Loredana Morandi (del 22/07/2010 @ 13:37:42, in Politica, linkato 1354 volte)
Intercettazioni,
Sì della commissione Giustizia
all'emendamento del governo


Roma - (Adnkronos) - La proposta di modifica prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini. Pd e Udc votano a favore, contrario l'Idv. Manca l'ok del Quirinale, slitta il parere del Csm sul ddl. Alfano conferma la fiducia a Caliendo e chiede il voto entro l'estate. L'ira del premier: "Paese incivile"

Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - La commissione Giustizia della Camera ha approvato l'emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni. La proposta di modifica dell'esecutivo, che prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini, è passata anche con i voti del Pd e dell'Udc.

''L'emendamento del governo è stato frutto di una lunga mediazione che ha tenuto conto anche dei nostri rilievi'', ha commentato Roberto Rao, deputato Udc. ''C'è stato uno stravolgimento del testo come era stato proposto al Senato -rimarca l'esponente centrista- e questa è una vittoria''. ''Tuttavia -sottolinea- nonostante il testo arriverà in Aula con il cosiddetto bavaglio allentato, ci sono tutta una serie di altri punti non risolti su cui stiamo discutendo. Abbiamo mantenuto 25 emendamenti e su questi daremo battaglia soprattutto in Aula ad agosto, e speriamo fino a settembre''.

Soddisfazione è stata espressa da Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione Giustizia della Camera. ''E' chiaro che l'opposizione, nonostante le critiche e l'ostruzionismo non poteva sottrarsi all'approvazione di questo emendamento che conteneva molte delle loro richieste di modifica'', ha detto Costa che ai cronisti spiega: ''Auspichiamo adesso di andare avanti nel dibattito e di toccare le altre tematiche oggetto di miglioramento in commissione. Ci auguriamo ci sia un atteggiamento responsabile da parte dell'opposizione per rimanere sui contenuti''. Ma assicura l'esponente del Pdl ''quanto ai tempi per il 29 luglio ce la faremo sicuramente''.

Slitta invece la discussione sul nuovo parere redatto dalla VI commissione del Csm sul ddl che il plenum avrebbe dovuto affrontare questa mattina. Motivo: il fatto che il Quirinale non ha avuto ''tempo per esprimersi'' sull'ordine del giorno aggiunto e ''in 24 ore non è arrivato l'assenso'' a discutere la pratica. A riferirlo in aula è stato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino sottolineando una ''distrazione della burocrazia interna'', in base alla quale c'era la convinzione che il Quirinale avesse dato il via libera a quell'ordine del giorno aggiunto.

Mancino ha quindi invitato il Csm a ''usare la ragione piuttosto che la legittimazione'', rinviando la discussione del parere al nuovo Csm (l'attuale consiliatura scade a fine luglio). Il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli ha sollecitato l'attuale plenum ad occuparsi solo di pratiche gestionali senza affrontare ''impegni che hanno influenza sul futuro''.

Alle parole di Mancino ha replicato il togato di Md Livio Pepino che ha fatto notare: ''Non siamo consiglieri dimezzati e mi ritengo legittimato a discutere il parere sulle intercettazioni'' e altre pratiche rimaste sospese.
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Di Loredana Morandi (del 19/07/2010 @ 08:14:39, in Politica, linkato 1199 volte)
Due titoli, due diversi modi di vedere quello che le agenzie hanno scritto. Le agenzie di stampa sono impietose, anche se qualcuno cerca di far sembrare oro ciò che neppure riluce. La gente sa ed i magistrati siciliani in cuor loro sanno che, pochi o tanti, tra le file dei manifestanti ci sono anche i germi malati delle nuove frange mafiose. Si, il movimento che si raccoglie intorno alla figura di Di Pietro non è sano, lui non è uomo che possa rappresentare un qualche "giustizialismo" di popolo e il "blogger delfino" ha già fatto le scarpe a troppa gente per essere credibile. Peccato solo che qualcuno abbia deciso di fargli prendere una sporca tessera da giornalista, anche a costo di taglieggiare e affamare una buona mezza dozzina di lavoratori e truffare lo Stato con l'emissione di fatture false. Sono amara, lo so. Ma ci son passata di persona e quello che vedo non mi piace. Per me il "delfino" è stato un "pacifista" e me lo sono ritrovata di persona "sior padrun" e sfruttatore. Tanto inqualificabile che lo attendo trombato dalla sua stessa base elettorale, insieme a quell'altra. Volete accertare ciò di persona? Domandate a Sonia Alfano dov'è l'Agenda Rossa di Loredana Morandi.  L.M.

"La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità." (PAOLO BORSELLINO)


Antimafia duemila

Palermo. Un'ovazione ha accolto i magistrati che sono entrati nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo...
  
...per partecipare alla cerimonia di commemorazione organizzata dall'Anm per ricordare Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio del '92 nella strage di Via D'amelio.
Commentando l'accoglienza calorosa da parte dei manifestanti, che hanno agitato le «agende rosse» divenute ormai il simbolo dei misteri che avvolgono l'eccidio, il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha detto: «È molto confortante che nell'opinione pubblica ci sia questa fiducia nella magistratura e l'esortazione ad andare avanti, però non bisogna dimenticare che lavoriamo tra molte difficoltà, sia per mancanza di risorse sia per una legislazione che non sempre ci aiuta o ci agevola nelle indagini». ANSA


Corriere Sera

Il 18mo anniversario della strage di via D'Amelio

Palermo volta le spalle a Borsellino: meno di cento persone al corteo
Pochi siciliani, pochissimi palermitani. Il fratello Salvatore: «Siamo a una svolta nelle indagini»

PALERMO - Sarà stato il gran caldo, sarà stata la voglia di mare, sarà stato che alle 9 del mattino di una domenica di metà luglio non si possono ipotizzare folle oceaniche, fatto sta che c'erano meno di cento persone al corteo in memoria della strage di via D'Amelio, che il 19 luglio 1992 uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Meno di cento persone - molte non siciliane, pochissime di Palermo - con in mano un'agenda rossa (quella di Borsellino, sparita a mai più ritrovata dopo l'esplosione) cantando Bella Ciao hanno chiesto che si arrivi alla verità sulla strage di via D'Amelio. Il corteo, partito dal luogo dell'esplosione dell'autobomba, è giunto al castello Utveggio che avrebbe ospitato una sede riservata del Sisde.


ANSA

... CONCLUSA MANIFESTAZIONE POPOLO AGENDE ROSSE - Sono arrivati al castello Utveggio di Palermo cantando Bella ciao. Meno di 100 persone - molte non siciliane, pochissime di Palermo - che rappresentano il popolo delle Agende rosse e hanno marciato, alla vigilia dell'anniversario della strage di via D'Amelio, per commemorare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, uccisi il 19 luglio di 18 anni fa, e per chiedere che si arrivi alla verita' sulla strage di via D'Amelio. Il corteo, partito dal luogo dell'esplosione dell'autobomba, e' giunto al castello Utveggio che avrebbe ospitato una sede riservata del Sisde. Gli inquirenti, da tempo, hanno avanzato l'ipotesi di un coinvolgimento di esponenti dei servizi nella strage: per questo il popolo delle Agende rosse, movimento voluto da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, ha scelto il castello come meta finale del corteo. I manifestanti hanno marciato con in mano il simbolo della loro organizzazione: l'agenda rossa, in riferimento al diario in cui Borsellino scriveva appunti e riflessioni, sparito dopo l'esplosione dell'autobomba, e diventato simbolo della verita' negata sulla strage.

Due statue in gesso, raffiguranti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che erano state installate ieri pomeriggio a Palermo, nella centrale via Liberta', alla vigilia dell'anniversario della strage di via D'Amelio, sono state danneggiate la notte scorsa. A scoprirlo sono stati i carabinieri, che stanno indagando per identificare i responsabili del gesto.
Sul posto e' intervenuto il personale della Sezione investigazioni scientifiche per compiere i necessari rilievi tecnici. Le statue, realizzate dallo scultore palermitano Tommaso Domina, erano state posizionate su una panchina del marciapiede, a pochi passi da Piazza Politeama, con la scritta ''Giovanni e Paolo, due uomini liberi con le loro idee, nel sole, nell'allegria, nell'amicizia, fra la loro gente''. ANSA
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Di Loredana Morandi (del 18/07/2010 @ 06:53:52, in Politica, linkato 1428 volte)

18 anni fa, nel giorno dell'omicidio di Paolo Borsellino e nei giorni successivi, io mi trovavo a Monasterace (Calabria) ospite della vedova di un onoratissimo presidente di Corte di Cassazione insieme con le mie figlie. Solo io potevo uscire a comprare "il pane" da sola, ma per ogni spostamento della mia "Amica" avevamo l'auto blindata e un anziano amico poliziotto a farci da scorta. Anche per andare alla Messa. Io li ricordo ancora i volti di quei ragazzi di ritorno da Palermo, sudati, stanchi e spaventati. Una invasione di autoblindo in giardino ed in casa una invasione di cuori in cerca di ristoro. La ricetta per tutti: "limonata calabrese". Vedere le registrazioni video dei carabinieri precedenti all'arresto milanese dei 300 mi ha fatto una certa impressione anche oggi, perché anche noi, la mia amica ed io, eravamo costrette a dialogare al centro del "giardino" per non far ascoltare nessuno dall'esterno. Voglio ricercare la mia traccia di quei giorni, perché sono sicura di essere tra le persone segnalate come "a rischio" a Reggio in Questura e forse scriverò ancora di quei pomeriggi in una casa, vicino alla dimora di un camorrista. Oggi, francamente, vedo che quei giorni sono sempre più strumentalizzati. Specie in Sicilia. Non chiedete a me perché non si è più ritrovata l'agenda di Borsellino, vi risponderei che ieri in piazza c'era anche chi con la divisa di Bertolaso si è avvalso di questo, ai miei danni. LM.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/auto_borsellino.jpg

Mafia/ Diciotto anni fa la strage di via D'Amelio

Resta il mistero dietro attentato a Borsellino e 5 agenti scorta

Palermo, 18 lug. (Apcom) - Alle 16.58 del 19 luglio 1992 un'auto imbottita con cento chili di tritolo, posteggiata in via D'Amelio, fece tremare ancora una volta Palermo, dopo appena 57 giorni dalla strage di Capaci. Una vera e propria carneficina che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai suoi cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Le immagini trasmesse dai tg quel giorno mostrarono i palazzi sventrati da un'esplosione che in una frazione di secondo, tra le alte colonne di fumo, aveva trasformato Palermo in una città come Beirut. Dietro quella strage, che rappresenta una delle pagine più nere della storia recente del Paese, i contorni nebulosi e sfumati di una realtà capace di celare ancora oggi i nomi di quelli che furono i reali mandanti ed esecutori di un attentato destinato a segnare per sempre le coscienze della società civile italiana.

A differenza della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, infatti, riguardo le responsabilità sull'eccidio di via D'Amelio si è sempre sospettato un maggior coinvolgimento di un'entità che andasse oltre la sola Cosa nostra, arrivando piuttosto a lambire ambienti attigui a quelli istituzionali: in particolare il sistema deviato del Sisde. Un episodio ancora lontano dall'essere chiarito e in cui l'ingorgo di verità ha inesorabilmente impantanato il delicato lavoro dei magistrati della Procura di Caltanissetta che indagano ancora oggi sulla strage. Su via D'Amelio ci sono le verità dei politici di allora come l'ex ministro degli Interni Nicola Mancino che non ricorda d'aver incontrato il giudice Borsellino pochi giorni prima della strage; e le verità dei collaboratori di giustizia, e di un capomafia storico come Totò Riina che dalla sua cella ha rimarcato l'estraneità di Cosa nostra rispetto a questo episodio. Ci sono poi le parole di Massimo Ciancimino, che negli ultimi anni ha deciso di raccontare agli inquirenti quelle verità rivelategli dal padre Vito, e relative alla presunta trattativa fra Stato e mafia avviata già all'indomani dell'attentato. Ci sono infine le verità scritte dallo stesso giudice Borsellino sulla sua agenda rossa, sparita misteriosamente da via D'Amelio pochi minuti dopo l'agguato e mai più recuperata.

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Intercettazioni, Pd a Bongiorno e finiani:
è ora di passare dalle parole ai fatti


Ferranti: nostri emendamenti coerenti con loro critiche, li votino in commissione


“Al presidente Bongiorno e ai finiani della commissione Giustizia chiediamo un atto di coerenza e quindi di votare i nostri emendamenti al ddl intercettazioni”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti sottolineando come la proposta del presidente Dario Franceschini sia ‘assolutamente ragionevole, anche perché i 7 emendamenti concretizzano le critiche che i finiani hanno rivolto al provvedimento in più sedi. E’ ora di passare dalle parole ai fatti. Noi continueremo nella nostra battaglia parlamentare per evitare che il ddl Alfano possa avere  effetti nefasti sull’efficienza delle indagini e sulla libertà di stampa. I nostri emendamenti raccolgono le  preoccupazioni emerse nel corso delle audizioni e le osservazioni dei rappresentanti dei giornalisti e degli editori, della magistratura, dell’avvocatura e delle forze di polizia e dei pocessual-penalisti. Nello specifico i sette emendamenti riguardano:


1)  I presupposti per le intercettazioni;

2)  la durata e il regime di proroga;

3)  l’autorizzazione affidata ad un giudice monocratico;

4)  le ambientali;

5)  le video riprese;

6)  il ripristino della legge Falcone per la lotta alla criminalità organizzata;

7)  l’abolizione delle sanzioni agli editori e il regime di pubblicità delle intercettazioni telefoniche conseguente allo svolgimento dell’udienza filtro”.

 
Roma, 16 luglio 2010

 


I SETTE EMENDAMENTI

 

1) I PRESUPPOSTI PER L’EFFETTUAZIONE DELLE OPERAZIONI DI INTERCETTAZIONE TELEFONICA: RIPRISTINO DELL’ATTUALE DISCIPLINA
 
Al comma 11,  lettera a), al comma 1 dell’articolo 267, sostituire le lettere a), b), c), d), e) con le seguenti:

«a) sussistono gravi indizi di reato; b) l’intercettazione di una determinata utenza ovvero la ripresa visiva di comportamenti comunicativi in un determinato luogo è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini».

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Il nostro emendamento va nel senso di eliminare le lettere b), c) e d) del comma 11 dell’art. 1, ritenendo che si possa assicurare il rigoroso controllo sulla sussistenza dei presupposti mediante la previsione dei gravi indizi di reato e l’ulteriore requisito che l’intercettazione di una determinata utenza o la ripresa visiva di comportamenti comunicativi in un determinato luogo è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.


2) PROROGHE DELLE INTERCETTAZIONI

Al comma 11, lett. d), all’art. 267 comma 3, sostituire il quinto periodo con il seguente: «Ulteriori proroghe di quindici giorni possono essere concesse qualora l’intercettazione stia raccogliendo elementi essenziali ai fini dell’accertamento e la sua interruzione cagionerebbe pregiudizio alle esigenze investigative».

Conseguentemente, sopprimere il comma 3-bis.

-------------------------------------------------

Si ritorna alla disciplina attualmente in vigore con un rafforzamento dell’onere di motivazione per la proroga in relazione alle effettive esigenze investigative.

 
3) COMPETENZA DEL TRIBUNALE

Al comma 11,  lettera a), al comma 1 dell’articolo 267, sostituire le parole «al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale» con le seguenti «al giudice per le indagini preliminari».

--------------------------------------------------

La previsione della competenza del tribunale del distretto in composizione collegiale (per ogni intercettazione telefonica, per ogni utenza, per ogni richiesta di tabulato, per ogni proroga, per ogni ambientale, per ogni convalida di atto urgente adottato dal pm) è assolutamente irragionevole e avrà un impatto organizzativo disastroso sul sistema giustizia.
 

4) INTERCETTAZIONI AMBIENTALI

All’art. 1, comma 10, capoverso articolo 266, comma 2,  sopprimere le parole «solo se vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta si stia svolgendo l’attività criminosa».

e sostituire il secondo periodo con il seguente:

“Se queste avvengano in uno dei luoghi indicati dall’art. 614 del codice penale, l’intercettazione è consentita solo qualora dalle indagini svolte emerga che l’intercettazione potrebbe consentire l’acquisizione di elementi fondamentali per l’accertamento del reato per cui si procede o che dall’intercettazione possano emergere indicazioni rilevanti per impedire la commissione di taluno dei reati indicati nel comma 1”.
 
---------------------------------------------------

Le intercettazioni ambientali extra-domiciliari debbono essere parificate nei presupposti alle intercettazioni telefoniche: solo per quelle domiciliari è previsto un requisito più stringente, finalizzato all’acquisizione di elementi fondamentali per l’accertamento reato o all’obiettivo di prevenire la commissione di uno dei reati intercettabili.


5) RIPRESE VISIVE

Al comma 10, capoverso articolo 266, al comma 1, sopprimere le parole «, di immagini mediante riprese visive» conseguentemente, dopo il comma 10 aggiungere il seguente:

“10.bis. Dopo l’articolo 266-bis del codice di procedura penale è aggiunto il seguente:: “Articolo 266-ter (Riprese visive) 1. Nei procedimenti relativi ai reati indicati nell’articolo 266, comma 1, si applicano le disposizioni relative alle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche:

a)      alle operazioni di ripresa visiva a contenuto captativo di conversazioni;

b)     alle operazioni di ripresa visiva a contenuto non captativo di conversazioni che si svolgono nei luoghi di cui all’articolo 614 del codice penale.

2. Fuori dei casi di cui al comma 1 lettera a), le riprese visive che si svolgono al di fuori di luoghi pubblici sono autorizzate dal pubblico ministero con decreto motivato

3. Fuori dei casi di cui al comma 1 lettera a), le riprese visive che si svolgono in luoghi pubblici possono essere eseguite di propria iniziativa dalla polizia giudiziaria”.

-------------------------------------------------

 Sono sottoposti ai presupposti delle intercettazioni solo le riprese a contenuto captativo di conversazioni e quelli effettuati nei luoghi di privata dimora, in attuazione delle pronunce delle Corte Costituzionale
 

6) INTERCETTAZIONE PER REATI GRAVI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Al comma 11, lett. d), all’art. 267 sostituire il comma 3-ter con i  seguenti:

 “3. ter. In deroga a quanto disposto dal presente articolo, l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 è data, con decreto motivato, quando l'intercettazione è necessaria per lo svolgimento delle indagini in relazione ad un delitto di criminalità organizzata o di minaccia col mezzo del telefono in ordine ai quali sussistano sufficienti indizi. Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l'articolo 203 del codice di procedura penale. Quando si tratta di intercettazione di comunicazioni tra presenti disposta in un procedimento relativo a un delitto di criminalità organizzata e che avvenga nei luoghi indicati dall'articolo 614 del codice penale, l'intercettazione è consentita anche se non vi è motivo di ritenere che nei luoghi predetti si stia svolgendo l'attività criminosa.

3. ter. 1. Nei casi di cui al comma 3. ter, la durata delle operazioni non può superare i quaranta giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano i presupposti indicati nel comma 3. ter. Nei casi di urgenza, alla proroga provvede direttamente il pubblico ministero; in tal caso si osservano le disposizioni del comma 2.

3. ter. 2. Negli stessi casi di cui al comma 3.ter il pubblico ministero e l'ufficiale di polizia giudiziaria possono farsi coadiuvare da agenti di polizia giudiziaria”.

Conseguentemente, sopprimere il comma 36.

-------------------------------------------

La nostra proposta emendativa è, molto semplicemente, quella di mantenere in vigore la disciplina prevista dall’art. 13 del d.l. n. 152 del 1991 (c.d. legge Falcone), che ha sin qui dato ottimi frutti.

L’emendamento Costa, infatti, introduce l’articolo 407 comma 2 lettera a), ma continua a tener fuori la previsione dell’associazione a delinquere (cioè della stabile organizzazione criminale non di stampo mafioso) finalizzata alla commissione di reati comuni come rapine, violenze carnali, usura, reati economici e di corruzione in senso ampio, bancarotta, truffe aggravate e non, sfruttamento della manodopera agricola e in genere tutti i reati commessi da delinquenti organizzati.


7) SANZIONI PECUNIARIE AGLI EDITORI E PUBBLICABILITA’ DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
 

Al comma 28, al capoverso art. 25-undecies, sopprimere  i  commi 1 e 2.

-------------------------------------

Si sopprimono le sanzioni pecuniarie per gli editori previste dal testo del Senato salvaguardando la libertà dei direttori e delle intere redazioni dei giornali.

conseguentemente

Al comma 5,  capoverso comma 2-bis, sostituire le parole “fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare” con le seguenti «prima che si sia proceduto alla selezione delle registrazioni e dei verbali, ai sensi dell’art. 268, comma 6-ter. E’ sempre vietata la pubblicazione di intercettazioni dichiarate manifestamente irrilevanti dal giudice”.

E

Al comma 12 lett. d), all’art. 268 comma 6-ter, dopo le parole «il quale fissa» aggiungere le seguenti «entro trenta giorni».

---------------------------------

Il regime del segreto investigativo, che scaturisce dall’approvazione dei nostri emendamenti può essere sintetizzato nei termini seguenti:

-   le intercettazioni restano coperte dal segreto fino al momento della notifica ai difensori dell'avviso che le intercettazioni sono state depositate in segreteria (art. 268 comma 6);

-   dopo l'udienza di selezione delle conversazioni acquisiscono il carattere della segretezza le sole comunicazioni che siano state stralciate in quanto manifestamente irrilevanti rispetto al procedimento o invalide (contrarie alla legge, ossia non utilizzabili)

-   sono sempre coperte da segreto le intercettazioni illecite.
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Di Loredana Morandi (del 16/07/2010 @ 00:03:59, in Politica, linkato 1243 volte)
Articolo interessante...

Un avvocato speciale

 

di Claudio Forleo

Nino Mormino è l'avvocato di Marcello Dell'Utri. Dopo la sentenza di secondo grado che ha condannato il suo assistito a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha rilasciato una dichiarazione molto netta: "L'alone di mafiosita' complessiva del sistema politico-istituzionale del nostro Paese, dal 1992 in poi, cioe' dall'entrata in campo di Berlusconi e Forza Italia, è assolutamente superato attraverso questa sentenza che taglia netto il rapporto presunto tra mafia e politica".

Parole da avvocato difensore, niente di particolarmente strano. Ad essere "speciale" è però la storia di Mormino. "Principe del Foro siciliano", già deputato di Forza Italia per due legislature (2001-2006, 2006-2008), siede anche nel collegio che difende Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, condannato nel gennaio 2010 dalla Corte d'Appello di Palermo a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Non solo, a scegliere il "principe del Foro" come difensore è stato anche il gotha di Cosa Nostra: Totò Riina, Leoluca Bagarella, Ciccio Madonia e Pino Lipari, prestanome di Bernardo Provenzano.

Nel 2003 Mormino venne anche nominato vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera.

Il pentito Nino Giuffrè, capo del mandamento di Caccamo e boss di prima grandezza arrestato nel 2002, sostiene che l'elezione di Mormino nel 2001 è tutto merito di Cosa Nostra. L'avvocato sarebbe stato scelto direttamente da Provenzano in persona perchè "persona abbastanza preparata da risolvere determinati argomenti giuridici in Parlamento". Giuffrè dice di aver ricevuto un messaggio direttamente da Mormino: "State tranquilli. Io nel momento in cui sarò a Roma mi adopererò a fare i vostri interessi, a fare le cose giuste per venirvi incontro". Il pentito racconta come ad un mese e mezzo dalle elezioni in Sicilia girasse la voce che la candidatura di Mormino fosse sul punto di saltare, ma che fu Provenzano a rassicurarlo: "Non ti preoccupare, si candiderà in un collegio sicuro". In quei giorni duecento avvocati della Camera Penale di Palermo, di cui l'avvocato è presidente, manifestano contro la possibile esclusione del loro collega. Alla fine l'avvocato viene candidato nel collegio Cefalù-Madonie ed eletto con il 48 per cento dei voti.

Nel gennaio del 2002 Mormino presenta in Parlamento un disegno di legge assieme ad altri due firmatari: Giancarlo Pittelli di Forza Italia, avvocato calabrese difensore di alcuni 'ndranghetisti, e Sergio Cola, deputato di Alleanza Nazionale e avvocato campano difensore di alcuni presunti camorristi.

Il disegno di legge modificherebbe nelle fondamenta il codice di procedura penale: avviso di garanzia non appena l'indagato viene iscritto nel registro delle notizie di reato, inutilizzabilità delle sentenze passate in giudicato, possibilità di arresto solo nel caso di reati gravissimi e inutilizzabilità delle dichiarazioni dei pentiti se non in presenza di riscontri di "diversa natura".

Il ddl provoca polemiche incendiarie perchè una legge siffatta costringerebbe il giudice ad assolvere chiunque, anche se accusato da più persone contemporaneamente, in mancaza di un altro riscontro di "diversa natura", vale a dire un documento o un'intercettazione. Inoltre l'inutilizzabilità delle sentenze passate in giudicato costringerebbe ogni Pubblico ministero che porta alla sbarra un presunto mafioso a dimostrare l'esistenza di un'organizzazione chiamata Cosa Nostra. E', oggettivamente, una legge che farebbe felice le organizzazioni criminali.

L'avvocato viene sottoposto ad indagine ma la Procura di Palermo chiede l'archiviazione che viene accettata dal Gip. Nelle 166 pagine del decreto di archiviazione i magistrati palermitani giudicano certo l'appoggio elettorale di Cosa Nostra a Mormino ma precisano: "La controprestazione di Mormino sarebbe dovuto consistere 'esclusivamente' nel contribuire, una volta eletto, ad attenuare gli effetti della così detta "legislazione antimafia"...Senonchè, a ben vedere, per assolvere a questo specifico onere probatorio, non appare giuridicamente corretto ipotizzare che rientri tra i poteri dell'autorità giudiziaria quello di anaizzare e sindacare le opinioni e le scelte di voto espresse ed effettuate da un parlamentare nell'ambito del suo alto mandato". E' la Costituzione ad impedire alla Procura di indagare più a fondo Mormino che però, sempre secondo i magistrati, "ha intrattenuto rapporti chiaramente ai limiti della deontologia professionale" con Cosa Nostra.

Ad ammetterlo è stato lo stesso Mormino nel 1983. In quel periodo era imputato in un processo per favoreggiamento nei confronti di Tommaso Spadaro, cliente dell'avvocato e capoclan della Kalsa. Interrogato dai giudici Mormino ammise di aver tenuto "un comportamento inopportuno dal punto di vista deontologico". Spadaro andava spesso a casa dell'avvocato, anche nei giorni festivi. Dalle intercettazioni risulta che il boss chiese a Mormino di "contattare terze persone tramite le quali avvicinare per vie traverse i membri del Tribunale che dovevano decidere sulla confisca dei beni dei familiari dello Spadaro". A queste richieste l'avvocato avrebbe risposto "la cosa è difficile". Mormino verrà assolto per "difetto di dolo" anche se verrà redarguito nella sentenza per "aver esulato dai doveri inerenti la qualità di difensore".
http://www.nuovasocieta.it/inchieste/6766-un-avvocato-speciale.html
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2010 @ 18:51:32, in Politica, linkato 1327 volte)

Il problema è che non è il solo! In questo momento il nostro paese dovrebbe essere commissariato dalla UE, a patto che fosse estromesso De Magistris naturalmente, perché quasi l'intero corpo della maggioranza di Governo è indagato e altri vertici della Sicurezza Pubblica sono nelle medesime condizioni.

In Italia si condanna il capo dei Ros

 

Quattordici anni al generale Ganzer per traffico di droga, il pm ne aveva chiesti 27. L'ufficiale dei carabinieri: "Le sentenze si rispettano. Sul mio futuro decideranno i vertici dell'Arma".

Condannato a 14 anni Giampaolo Ganzer per traffico di droga. Non si tratta di un narcos qualsiasi, bensì di un generale dei carabinieri, comandante del Ros. Il cacciatore di trafficanti trattato alla stregua dei criminali ai quali dava la caccia. Quattordici anni di carcere, 65 mila euro di multa e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici è la sentenza dei giudici di Milano. Tutto di un pezzo il commento a caldo del generale: «Le sentenze non si possono che rispettare. Aspettiamo le motivazioni». «Questa è una sentenza eccezionalmente complessa, con una chiave di lettura sofisticata da parte dei giudici», ha poi dichiarato lapidario. Quanto al suo futuro, «quelle sono decisioni che spettano esclusivamente, come sempre, ai miei superiori», ha risposto il generale dell'Arma. Il generale Ganzer è stato condannato in relazione all'operazione «Cobra» iniziata nel febbraio 1994 e terminata nel novembre 1994 e all'operazione «Cedro uno», iniziata nell'ottobre 1995 e finita nel settembre 1997.

Dell'operazione Cobra Ganzer parlò al pm Spataro - lo stesso che ha chiamato in giudizio i vertici dei servizi segreti - e da essa scaturirono i primi sospetti del pm nei suoi confronti. L'operazione «Cedro Uno» è collegata alla vicenda di una raffineria per la pasta di cocaina a Rosciano, nel Pescarese, che in alcune occasioni, nella ricostruzione dell'accusa, un maresciallo del Ros avrebbe rifornito. In entrambe le operazioni, Ganzer avrebbe avuto un ruolo «organizzativo, direttivo e operativo».

La sentenza pronunciata dai giudici del Tribunale di Milano, dopo oltre 5 anni di processo e quasi 200 udienze, racconta che il Comandante del Ros dei Carabinieri Giampaolo Ganzer, per trent'anni uomo dell'Arma e delle istituzioni, per fare carriera, per guadagnare più prestigio e visibilità, ha forzato le norme della legge, trasformando la caccia ai narcos in una partita dove, in nome del risultato, si potevano importare, raffinare, vendere chili di droga. Una partita che lui avrebbe giocato da battitore libero e non, come ha sostenuto l'accusa rappresentata dal pm Luisa Zanetti, come colui che «dirigeva e organizzava i traffici». «Nel rispetto della sentenza - ha commentato il comandante generale Leonardo Gallitelli - sono fiducioso nel favorevole esodo nei prossimi gradi di giudizio e confermo la piena affidabilità del generale Ganzer e del Ros».

La loro affidabilità, ha proseguito il comandante generale «è il rigoroso impegno quiotidiano contro la criminalità e l'eversione» come dimostrano anche le operazioni portate a segno ieri. «Naturalmente ho pieno rispetto e fiducia nella magistratura, ma altrettanta fiducia ho nell'operato dei carabinieri, del Ros e del suo comandante». È stato il commento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «La conclusione del processo al generale Ganzer rappresenta uno dei punti più bui della storia repubblicana - ha detto il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto (Pdl) che, si dice - offeso da come è stato trattato l'ufficiale dalla Giustizia italiana».

Il Tempo - Maurizio Piccirilli
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2010 @ 18:42:58, in Politica, linkato 1575 volte)
Intercettazioni: Bongiorno, meno sanzioni per gli editori

Si mira a limitarne la responsabilità e quindi anche i controlli sul contenuto giornalistico

13 luglio ROMA (Ansa) 13 luglio - Gli editori saranno responsabili solo per la pubblicazione delle intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione e cioé quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. E' quanto prevede uno degli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dal presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno. Per questo tipo di responsabilità gli editori dovranno pagare "da cento a trecento quote", cioè una sanzione massima di circa 450 mila euro.

Con questo emendamento si mira a limitare la responsabilità degli editori e quindi anche i controlli che questi possono fare sul contenuto giornalistico. Per tutto ciò che riguarda le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini, insomma, gli editori non dovranno più rispondere giuridicamente. Nel testo licenziato dal Senato si prevedeva, invece, che gli editori venissero considerati responsabili sia della pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o l'espunzione, sia della pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Nell'emendamento presentato da Giulia Bongiorno si propone di non considerarli responsabili per quest'ultima fattispecie.

OK NOVITA' MA MIGLIORABILE - ''Sono apprezzabili le proposte emendative della maggioranza nelle parti relative ai presupposti e alle limitazioni temporali delle intercettazioni''. E' quanto afferma il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, in una nota. ''Cerchero' di contribuire a questi innegabili miglioramenti - aggiunge - con alcuni emendamenti in tema di: responsabilita' giuridica dell'editore; intercettazioni dei parlamentari; intercettazioni ambientali e intercettazioni dei reati che riguardano ignoti''.

No a "luogo privato" generico, si reintroduca nel codice il concetto di "privata dimora". E' questo l'obiettivo che si prefigge uno degli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dal presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno. A palazzo Madama, infatti, il testo era stato modificato sostituendo il concetto di "privata dimora" con il più generico "luogo privato".

Gli editori saranno responsabili solo per la pubblicazione delle intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione e cioé quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. E' quanto prevede uno degli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dal presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno. Per questo tipo di responsabilità gli editori dovranno pagare "da cento a trecento quote", cioé, una sanzione massima di circa 450 mila euro.


INTERCETTAZIONI: PDL FIRMA 6 MODIFICHE E ATTENDE SI' FINI

di Anna Laura Bussa e Silvia Barocci

ROMA - I cosiddetti 'reati spia', ad eccezione dell'usura, potranno essere intercettati perche' per loro verra' fatta valere la disciplina prevista per i reati di mafia e terrorismo; le proroghe degli 'ascolti' potranno durare di 15 giorni in 15 giorni (ora sono di tre in tre) anche fino alla conclusione delle indagini preliminari.

Sono queste alcune delle principali novita' contenute nei sei emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa presentera' domani. Nelle sei proposte di modifica si prevede tra l'altro che per acquisire i tabulati telefonici basti il via libera del Gip normale e non di quello in composizione collegiale.

E che ci siano meno 'paletti' per le intercettazioni ambientali: nei luoghi non privati, cioe', si potranno fare anche senza avere la certezza che nel perimetro che si intende controllare si stia svolgendo un reato. Bastera' che servano come prova ai fini dell'indagine. I sei emendamenti che in questi giorni sono stati oggetto di confronti continui tra i tecnici di Via Arenula e i componenti della Consulta della Giustizia del Pdl, presieduta dal legale del premier Niccolo' Ghedini, saranno al centro di una riunione di finiani convocata per domani mattina dal presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Giulia Bongiorno. Solo domani, spiegano alcuni parlamentari vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini, si sapra' infatti se l'intesa tra le due 'fazioni' del Pdl e' stata davvero raggiunta. ''Molte delle nostre richieste sono state accolte - spiega uno di loro - ma dobbiamo ancora esaminarli tutti insieme per capire quale posizione prendere...''. Il fatto pero' che le sei proposte di modifica porteranno la firma di Costa per loro non semplifica le cose: se a presentarle e' il capogruppo significa che sono, a tutti gli effetti, l'espressione del partito e, come si sa dall'ormai celebre Ufficio di presidenza del Pdl nel quale Fini e Berlusconi arrivarono ai ferri corti, chiunque voti in dissenso dovra' essere considerato 'fuori'.

In attesa di capire meglio cosa accadra' domani, tra i berlusconiani si da' per scontato il 'si' di Fini e si pensa che si potra' andare benissimo al voto, almeno per quanto riguarda la Camera, entro la prima settimana di agosto. Governo e berlusconiani hanno deciso di presentare domani alle 15 i propri emendamenti per evitare che l'opposizione possa chiedere piu' tempo per la presentazione dei sub-emendamenti. Molti di loro, infatti, puntano a licenziare il testo in tempi rapidi. Quindi inutile fare 'melina'. Il centrosinistra pero' annuncia la presentazione di numerose proposte di modifica e l'intenzione, come annuncia il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, e' quella di fare ostruzionismo in commissione. Essendo stato calendarizzato in prima battuta il 29 luglio, infatti, il provvedimento, come da Regolamento, dovra' essere esaminato per la prima settimana di agosto con i tempi contingentati. Quindi l'ostruzionismo sara' possibile solo in commissione. Ma se cio' dovesse avvenire, avvertono nel Pdl, il rischio e' che si vada in Aula con il testo nella versione licenziata dal Senato. ''E non so quanto gli convenga'', argomenta un deputato del Popolo della liberta'. Al Pd, comunque, queste 'modifiche' piacciono poco. ''Con riferimento ai presupposti - spiega il capogruppo del partito in commissione Donatella Ferranti - rimane un concreto pericolo per l'accertamento dei reati contro ignoti. Si richiede sempre uno stadio di investigazione troppo avanzato''. ''L'altra cosa importante - conclude - e' che si sconfessa comunque la legge Falcone perche' rimangono fuori dal doppio binario i delitti di criminalita' organizzata, anche quelli dei 'colletti bianchi' o finalizzati a episodi di corruzione''.

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INTERCETTAZIONI: OPPOSIZIONE PRESENTA OLTRE 600 EMENDAMENTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 13 lug - L'opposizione ha presentato in commissione Giustizia oltre 600 emendamenti al ddl intercettazioni. Obiettivo, non far approdare il provvedimento in aula il 29 luglio. La maggior parte degli emendamenti sono a firma del Pd, ...

INTERCETTAZIONI: OGGI GLI EMENDAMENTI DEL PDL, FINIANI IN ATTESA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
E' stata rinviata a oggi la riunione della Consulta del Pdl sulla giustizia per esaminare gli emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni. Salvo sorprese, Enrico Costa, capogruppo del partito in Commissione giustizia alla Camera, ...

INTERCETTAZIONI: SEI EMENDAMENTI DEL PDL IN COMMISSIONE ALLA CAMERA

GD notizie - ‎6 ore fa‎
Nuovo capitolo nella saga del disegno di legge sulle intercettazioni. Il Pdl ci riprova e con sei nuovi emendamenti, che oggi verranno presentati in Commissione Giustizia della Camera, cerca di ricucire lo strappo con i finiani e riuscire, così, ...

DDL INTERCETTAZIONI/ Messi a punto 6 emendamenti. Meno limitazioni ...

Il Sussidiario.net - ‎6 ore fa‎
I SEI EMENDAMENTI AL DDL INTERCETTAZIONI - Niccolò Ghedini ha messo a punto 6 emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, presenterà domani. Nei 6 emendamenti al ddl intercettazioni ...

Legge bavaglio, il Pdl presenta sei modifiche

Brescia Oggi - ‎6 ore fa‎
I cosiddetti «reati spia», ad eccezione dell'usura, potranno essere intercettati perché per loro verrà fatta valere la disciplina prevista per i reati di mafia e terrorismo; le proroghe degli «ascolti» potranno durare di 15 giorni in 15 giorni (ora ...

Magistrati contro il ddl intercettazioni: "Proposte inutili"

RomagnaOggi.it - ‎6 ore fa‎
L'Associazione nazionale magistrati (Anm) boccia senza mezzi termini le proposte di variazione al ddl sulle intercettazioni, definendole "inutili" e incapaci di migliorare il provvedimento. Per l'Anm il ddl rimane "fortemente limitativo dello strumento ...

Anm: inutili gli emendamenti al ddl intercettazioni

Newnotizie - ‎8 ore fa‎
L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) torna a farsi sentire ribadendo il suo giudizio negativo nei confronti del Disegno di Legge volto a riformare lo strumento delle intercettazioni telefoniche. Il provvedimento governativo è stato bollato come ...

Intercettazioni, nei nuovi emendamenti l'aumento delle proproghe ...

Tiscali - ‎9 ore fa‎
Intercettazioni che potranno durare fino a 75 giorni prorogabili di 15 in 15 (nel testo originario di tre in tre) anche fino alla conclusione delle indagini preliminari. La possibilità di disporre le intercettazioni da parte dell'autorità giudiziaria ...

Bavaglio, Anm: ritocchi inutili Proroghe di 15 giorni, rebus Fini

L'Unità - ‎9 ore fa‎
Nel giorno in cui il Pdl partorisce finalmente le correzioni al ddl intercettazioni, dall'Associazione nazionale magistrati arriva una nuova bocciatura senza appello del disegno di legge. Mentre resta il giallo sui finiani, che potrebbero ritenere i ...

Intercettazioni telefoniche: le modifiche al Ddl

NanoPress (Blog) - ‎9 ore fa‎
Il Ddl sulle intercettazioni telefoniche e' cambiato. Continue modifiche vengono infatti apportate a questo testo, criticato da piu' parti e gia' ribattezzato da chi non lo gradisce come Legge Bavaglio. Sei emendamenti sono stati proposti dal ...

Intercettazioni, il Pdl presenta i sei emendamenti di modifica al ddl

DirettaNews.it (Blog) - ‎9 ore fa‎
Oggi il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa presenterà sei emendamenti al ddl intercettazioni contenenti varie modifiche al tanto discusso provvedimento. Tra le modifiche previste ci sono quelle riguardanti i 'reati ...

Intercettazioni, oggi lo scontro finale

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
Tre sole modifiche per il governo; almeno una mezza dozzina, e molto più incisive, per la Commissione Giustizia della Camera: maggioranza e minoranza finiana hanno tempo fino alle 14 di oggi per trovare un'intesa, altrimenti, la sorte del disegno di ...

Intercettazioni: resta il gelo dei finiani

Il Sole 24 Ore - ‎10 ore fa‎
ROMA - Un pacchetto di sei emendamenti. Li ha messi a punto il ministro della giustizia Angelino Alfano al ddl intercettazioni e ieri il capogruppo in commissione giustizia Enrico Costa li ha depositati alla Camera. Nel frattempo, da via Arenula ...

Intercettazioni, arrivano i ritocchi del Pdl

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎17 ore fa‎
Sei le modifiche che saranno presentate oggi dal capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa. Tra le proposte, ascolti fino a 75 giorni prorogabili di 15 in 15, ed esclusione della flagranza di reato come presupposto per le ...

Intercettazioni: il Governo cede, e fa marcia indietro?

Giornalettismo - ‎20 ore fa‎
Il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia annuncia gli emendamenti al DDL: via le limitazioni per i “reati spia”, abbassata la pena per il “comma D'Addario” e per gli editori. Scompare il bavaglio? La partita sulle intercettazioni forse è finita, ...

Intercettazioni, nuove proroghe

ANSA.it - ‎21 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 12 LUG - Cambia il regime delle proroghe, ei reati spia saranno equiparati a quelli di mafia. La maggioranza modifica il ddl intercettazioni. Sei gli emendamenti del capogruppo Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa: gli ...

La maggioranza trova la quadratura del cerchio. Gli emendamenti ...

Il Sole 24 Ore - ‎21 ore fa‎
Comincia a delinearsi il quadro degli emendamenti al ddl intercettazioni che sarà presentato domani, alla scadenza, dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa. Sei modifiche su cui la maggioranza sembrerebbe aver trovato ...

Anm, emendamenti non miglioreranno testo

ANSA.it - ‎21 ore fa‎
ROMA - ''Aspettiamo di leggere quali saranno gli emendamenti, non corriamo dietro agli annunci, ma non possiamo che ribadire un giudizio negativo sul disegno di legge sulle intercettazioni''. Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, ...

Intercettazioni, nuove proroghe e pene ridotte per editori

SKY.it - ‎21 ore fa‎
Sono alcuni dei cambiamenti inseriti in un emendamento del Pdl. Le intercettazioni inoltre potranno durare 75 giorni prorogabili di 15 in 15 e per ottenerle basterà il via libera del Gip. I magistrati: "Emendamenti rischiano di non sortire alcun ...

Intercettazioni. Per il “comma D'Addario” pena ridotta a 3 anni

Blitz quotidiano - ‎21 ore fa‎
La pena massima per le registrazioni fraudolente viene ridotta da quattro a tre anni. Lo prevede uno degli emendamenti che martedì il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, presenterà al ddl intercettazioni. ...

Intercettazioni/ Emendamenti Pdl: Durata sale da 75 a 90 giorni

APCOM - ‎21 ore fa‎
Roma, 12 lug. (Apcom) - Sarà possibile intercettare per un tempo massimo di 90 giorni e non più di 75. E' questa, a quanto si apprende, una delle modifiche che il Pdl dovrebbe proporre domani al ddl intercettazioni. Il termine per la presentazione ...

Intercettazioni per 75 giorni prorogabili

Rainews24 - ‎21 ore fa‎
Le intercettazioni potranno durare 75 giorni prorogabili di 15 in 15, anche fino alla conclusione delle indagini preliminari. E' una delle principali novità contenute nei sei emendamenti al ddl intercettazioni che verranno presentati in commissione ...

Intercettazioni/ Per Anm emendamenti inutili, Csm prepara parere

APCOM - ‎22 ore fa‎
Roma, 12 lug. (Apcom) - E' tutto l'impianto della norma ad essere sbagliato, quindi ogni tentativo di emendare il ddl intercettazioni è destinato al fallimento: questa legge, sia nella parte in cui "limita l'attività investigativa" che in quella in cui ...

Intercettazioni, nuovo monito dell'Anm: «Gli emendamenti non ...

Corriere della Sera - ‎12/lug/2010‎
ROMA - La riforma delle intercettazioni è «fortemente limitativa per lo strumento investigativo e del diritto di cronaca». Lo ribadisce il presidente dell'Anm, Luca Palamara, che critica ancora una volta il provvedimento, a margine del convegno al Csm ...

INTERCETTAZIONI: ANM, LEGGE INACCETTABILE ANCHE SE EMENDATA

Agenzia di Stampa Asca - ‎12/lug/2010‎
''Non abbiamo ancora letto gli emendamenti al ddl Alfano di cui si discute e aspettiamo di leggerli. Il nostro giudizio pero' resta negativo sul complesso della legge. Ne' riteniamo che le proposte di modifica, da questo punto di vista, ...

L'Anm scettica sugli emendamenti al ddl intercettazioni

Il Sole 24 Ore - ‎12/lug/2010‎
Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, boccia senza appello, un'altra volta, il ddl di riforma delle intercettazioni. «Aspettiamo di leggere quali saranno gli emendamenti, non corriamo dietro agli annunci - dice Palamara al Csm - ma non possiamo che ...

Intercettazioni, Anm: "Gli emendamenti non miglioreranno il testo"

Libero-News.it - ‎12/lug/2010‎
Il presidente Palamara ribadisce il giudizio negativo dei magistrati sul ddl. Domani termine ultimo per le proposte di modifica meno di 24 ore dal termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al ddl intercettazioni alla Commissione giustizia ...

INTERCETTAZIONI: MERCOLEDI' ALLE 14.10 COM. GIUSTIZIA VOTA EMENDAMENTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎12/lug/2010‎
(ASCA) - Roma, 12 lug - Gli emendamenti al ddl intercettazioni verranno votati in Commissione Giustizia della Camera mercoledi', alle ore 14:10. Lo riferisce all'Asca una fonte interna alla seconda commissione di Montecitorio, confermando che il ...

Anm: "Emendamenti inutili non possono migliorare il ddl"

La Repubblica - ‎12/lug/2010‎
Palamara: "La riforma limita lo strumento investigativo e il diritto di cronaca". La VI commissione del Csm vuole produrre un nuovo parere sulla versione "emendata". Ma secondo Alfano e la Bongiorno "la soluzione è vicina" ROMA - L'Associazione ...

INTERCETTAZIONI: ANM, EMENDAMENTI NON POSSONO MIGLIORARE DDL

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎12/lug/2010‎
(AGI) - Roma, 12 lug. - L'Associazione Nazionale Magistrati ribadisce il suo "giudizio negativo" sulla riforma delle intercettazioni che e' "fortemente limitativa per lo strumento investigativo e del diritto di cronaca". ...

Ddl intercettazioni, l'intesa nel Pdl ancora non c'è

Ultime Notizie - ‎12/lug/2010‎
Emendamenti riservati, riservatissimi. Al punto da non esserci ancora. Al punto da dover probabilmente richiedere domani un altro giorno di proroga per la loro presentazione in commissione Giustizia. Al punto da far rischiare un rinvio a settembre a ...

INTERCETTAZIONI: CALIENDO, RESTA NODO POLITICO MA SOLUZIONE VICINA

Agenzia di Stampa Asca - ‎12/lug/2010‎
(ASCA) - Roma, 12 lug - Si va verso una soluzione politica sul ddl intercettazioni, che tante critiche e proteste aveva sollevato nei giorni scorsi. Una soluzione che dovrebbe mettere d'accordo i berlusconiani e l'ala piu' critica del Pdl, ...

Ddl intercettazioni, trattativa alla stretta finale

Ultime Notizie - ‎11/lug/2010‎
Arriveranno domani a Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, le modifiche della maggioranza al ddl-intercettazioni. Sotto forma di nuovi emendamenti di maggioranza, il testo è quindi destinato a cambiare per la terza .
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Di Loredana Morandi (del 12/07/2010 @ 18:00:06, in Politica, linkato 1153 volte)
EOLICO: DELL'UTRI E COSENTINO
INDAGATI PER COSTITUZIONE LOGGIA SEGRETA
 


(ASCA) - Roma, 12 lug - La procura di Roma ha iscritto al registro degli indagati anche Marcello Dell'Utri e il sottosegretario Nicola Cosentino nell'ambito dell'inchiesta per gli appalti sull'eolico che ha gia' portato nei giorni scorsi in carcere Flavio Carboni, Pasquale Lomardi e Arcangelo Martino.

I due sarebbero responsabili di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi che vieta la costituzione di logge ''segrete'' (la cosiddetta legge anti P2). sar/cam/ss
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