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 Miuu, la mia panterina..... di Lunadicarta
 
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Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo e non iniziare.

Confucio
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/06/2010 @ 18:26:18, in Politica, linkato 1685 volte)
Intercettazioni: al Senato Governo pone la fiducia


Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - Il governo ha chiesto il voto di fiducia sul ddl intercettazioni, all'esame del Senato. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La richiesta di fiducia e' arrivata dopo il nulla di fatto in commissione Giustizia. Le opposizioni hanno fatto ostruzionismo e nessun emendamento o subemendamento e' stato votato.


La Rassegna

Intercettazioni, la maggioranza mette la fiducia Berlusconi ...

La Repubblica - ‎3 minuti fa‎
Il premier: "E' solo il primo passo". Opposizione compatta per il no. Attesa per le decisioni del Quirinale. Avvenire: "Blindare un testo non è pratica democratica". Bersani: "Ma Fini che ha trovato di migliorato nel testo?". ...

La fiducia imbavaglia le intercettazioni

Quomedia - ‎24 minuti fa‎
Il governo ha deciso di porre la fiducia al decreto legge sulle intercettazioni. Finisce così, tra le proteste dell'opposizione e le perplessità di giornalisti e magistrati, la breve discussione in Senato sulla bozza del ddl. ...

Intercettazioni, domani al Senato il voto di fiducia sul maxi ...

Tiscali Notizie - ‎27 minuti fa‎
Dichiarazioni di voto in diretta tv alle 11.30 di giovedì e poi il voto di fiducia: questo l'iter conclusivo del ddl intercettazioni, deciso dalla conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, come ha riferito il presidente dell'Idv, Felice Bellisario. ...

SENATO. GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL DDL INTERCETTAZIONI

AGO - Agenzia Giornalistica Online - ‎30 minuti fa‎
(AGO PRESS) Il Governo ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge recante norme in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali. La discussione generale proseguirà oggi in Senato. Le dichiarazioni di voto si svolgeranno domani mattina ...

Intercettazioni, il governo pone la fiducia Opposizioni in rivolta ...

Il Messaggero - ‎39 minuti fa‎
ROMA (9 giugno) - Il governo ha posto la questione di fiducia al Senato sul ddl intercettazioni: lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, tra le proteste dell' opposizione. La richiesta di fiducia - arrivata dopo il ...

Intercettazioni/ Finocchiaro: Questione di fiducia... -2-

Virgilio - ‎48 minuti fa‎
Roma, 9 giu. (Apcom) - Finocchiaro ha sollevato la questione anche in Aula al Senato: "Il ministro Vito è un uomo d'onore e quindi credo che la circostanza da lui riferita sia veritiera nonostante nel comunicato del Cdm del 25 maggio non appaia la ...

Intercettazioni/ Marino (Pd): Vito non sa quando decisa fiducia

Virgilio - ‎48 minuti fa‎
Roma, 9 giu. (Apcom) - "Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, o mente o non è neanche in grado di riferire al Senato della Repubblica in che giorno il Consiglio dei ministri ha posto la questione di fiducia. ...

Intercettazioni, governo pone la fiducia

Libero-News.it - ‎55 minuti fa‎
Giovedì mattina il voto che si preannuncia rovente. Di Pietro urla al referendum, la Finocchiaro invoca la Corte Costituzionale l governo ha posto la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Lo ha annunciato il ministro dei Rapporti con il ...

Intercettazioni, il governo pone la fiducia al Senato, Bossi ...

Il Salvagente - ‎1 ora fa‎
Alla fine il governo ha posto il voto di fiducia al Senato sul ddl intercettazioni. Si voterà domani mattina nell'aula di Palazzo Madama. La notizia era nell'aria: soprattutto dopo la blindatura del testo di Berlusconi, ieri nell'ufficio di presidenza ...

INFORMAZIONE. Ddl intercettazioni, al Senato posta la fiducia

Help Consumatori - ‎1 ora fa‎
Intercettazioni telefoniche, alla fine sul contestatissimo provvedimento arriva la fiducia. Il Governo ha infatti posto al Senato la questione di fiducia sul ddl 1611, recante norme in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali. ...

Intercettazioni/ Finocchiaro: Questione di fiducia illegittima

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Roma, 9 giu. (Apcom) - La questione di fiducia posta dal governo sul ddl intercettazioni in Aula al Senato "è illegittima". Lo sostiene il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. ...

INTERCETTAZIONI: FIDUCIA SENATO DOMANI MATTINA

Stato-oggi - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu - Il Senato votera' la fiducia al ddl intercettazioni nella tarda mattinata di domani. Le dichiarazioni di voto cominceranno ale 11,30. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo.(AGI) Mal Questo articole è stato pubblicato il ...

Intercettazioni, domani al Senato il voto di fiducia. Il Pd ...

Dire (Abbonamento) - ‎1 ora fa‎
ROMA - Il governo ha posto al Senato la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Lo ha comunicato in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Vito ha spiegato che "il governo mi ha autorizzato a porre la question di fiducia ...

Intercettazioni, le ultime modifiche al ddl

il Giornale - ‎1 ora fa‎
Roma - Una durata massima di 75 giorni, prorogabili di tre giorni in tre giorni in caso di imminenza di un nuovo reato o di necessità di formazione della prova; autorizzazione da parte del giudice collegiale; divieto di pubblicazione dello 'sbobinatò ...

Ddl intercettazioni verso l'ennesima fiducia

Cultumedia.it - ‎1 ora fa‎
Il ddl intercettazioni va in discussione al Senato e presto diventerà legge dello Stato. Il ritorno in Commissione giustizia di Palazzo Madama è servito a Berlusconi per ottenere il via libera dai finiani e ora l'iter dovrebbe essere abbastanza breve. ...

INTERCETTAZIONI: FINOCCHIARO, FIDUCIA COSI' NON E' LEGITTIMA

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 9 giu - Il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro contesta la legittimita' della fiducia posta dal governo sul ddl intercettazioni. ''Questo testo e' profondamente cambiato rispetto all'iniziale. Il consiglio dei ministri deve ...

Sulle intercettazioni il Governo porrà la fiducia al Senato

Giornale Radio Rai - ‎1 ora fa‎
Il Governo porrà la questione di fiducia sul disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, tra le proteste dell'opposizione nell'aula di Palazzo Madama. ...

Ddl intercettazioni, il testo non verrà modificato dalla Camera

Ultime Notizie - ‎1 ora fa‎
Limiti agli ascolti. Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con pene superiori ai cinque anni. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c'è necessità, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta ...

INTERCETTAZIONI: RUTELLI, DECISERO FIDUCIA UN MESE FA

Stato-oggi - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu - “Al Senato e' in corso una pantomima. Hanno deciso la fiducia sul ddl intercettazioni un mese fa”. Lo afferma il senatore Francesco Rutelli sulla decisione del Governo di porre la fiducia al ddl intercettazioni. ...

Ddl intercettazioni. Il Governo pone la fiducia

L'Occidentale - ‎1 ora fa‎
Il Governo ha appena posto la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Lo ha annunciato in Aula al Senato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito tra le proteste dell'opposizione. La richiesta di fiducia è arrivata dopo la mancata ...

Intercettazioni, limiti e nuove regole Ecco il testo del ddl del ...

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
ROMA - Il Governo ha posto la fiducia al Senato su un maxiemendamento che sostituisce, del tutto, il ddl intercettazioni. Un articolato che racchiude il testo base uscito dalla commissione Giustizia, i 12 emendamenti presentati la settimana scorsa dal ...

Ddl intercettazioni, posta fiducia.Autorizzata dal Cdm il 29 maggio

TGCOM - ‎2 ore fa‎
Il governo pone la fiducia sul disegno di legge per le intercettazioni. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, tra le proteste dell'opposizione, con i senatori che hanno intonato un coro di "vergogna, vergogna". ...

Intercettazioni: governo pone la fiducia

ANSA - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Il governo pone la questione di fiducia sul ddl intercettazioni, lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Le parole del ministro sono state accolte in Aula al Senato dalle proteste dell' ...

Governo pone fiducia su intercettazioni. Tensione in Senato

Virgilio - ‎2 ore fa‎
Roma, 9 giu. (Apcom) - Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl intercettazioni in Aula al Senato. Lo ha annunciato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, all'Assemblea di Palazzo Madama. Si profila così un durissimo muro ...

Intercettazioni: al Senato Governo pone la fiducia

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - Il governo ha chiesto il voto di fiducia sul ddl intercettazioni, all'esame del Senato. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La richiesta di fiducia e' arrivata dopo il nulla ...

INTERCETTAZIONI: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu - Il Governo pone la fiducia al Senato su un maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl intercettazioni. Lo annuncia in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Su richiesta della Presidente dei senatori Pd, ...

Intercettazioni, governo pone la fiducia al Senato

Reuters Italia - ‎2 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il governo ha posto oggi la questione di fiducia al Senato sul disegno di legge che limita l'uso delle intercettazioni da parte della magistratura e impedisce la loro pubblicazione sui media fino al termine delle inchieste. ...

Intercettazioni, in commissione nulla di fatto: al Senato si va ...

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Le opposizioni hanno fatto ostruzionismo e nessun emendamento o subemendamento è stato votato. Berlusconi: ''Gli ascolti li vogliono solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti''. Bersani: ''Battaglia dura''. ...

Intercettazioni, il governo pone la fiducia

Il Secolo XIX - ‎2 ore fa‎
Il governo pone la questione di fiducia sul ddl Intercettazioni. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, tra le proteste dell'opposizione, che ha rivolto un coro di `buu buu´. Alcuni senatori del Pd hanno anche battuto le ...

Intercettazioni/Commissione non vota emendamenti,ddl ora in Aula

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 9 giu. (Apcom) - Fumata nera per la commissione Giustizia del Senato, che ha concluso senza alcuna votazione l'esame degli ultimi 12 emendamenti presentati dal relatore al testo del ddl intercettazioni. A questo punto, quindi, il testo approderà ...

Intercettazioni, Pdl verso la fiducia Berlusconi: "Contro ddl solo ...

L'Espresso - ‎2 ore fa‎
Riparte la discussione a palazzo Madama. La maggioranza vuole stringere i tempi. Il premier: "E' solo il primo passo". Opposizione compatta per il no. Attesa per le decisioni del Quirinale. Avvenire: "Blindare un testo non è pratica democratica". ...

INTERCETTAZIONI: AULA SENATO COMINCIA DISCUSSIONE SU DDL

Stato-oggi - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu - L'aula del Senato ha cominciato la discussione sul ddl intercettazioni. Il Presidente della Commissione Giustizia ha reso noto che in commissione non si e' votato neppure un emendamento a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione. ...

INTERCETTAZIONI: DDL IN AULA SENZA VOTO COMM. - SCHIFANI, RAMMARICO

Agenzia di Stampa Asca - ‎3 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 9 giu - ''La presidenza prende atto con rammarico, avrebbe auspicato che la commissione Giustizia avesse potuto pronunciarsi nel merito delle proposte emendative''. Il presidente del Senato, Renato Schifani commenta con queste parole ...

INTERCETTAZIONI, PDL VERSO LA FIDUCIA. ORE DECISIVE IN SENATO

Bolognanotizie.com - ‎3 ore fa‎
ROMA, 9 GIU. – Si riparte alle 15 in Senato con il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. La maggioranza vuole stringere i tempi, in trincea le opposizioni. “Dobbiamo fare una battaglia con tutte le forze che abbiamo ...

ABUSIVISMO, PDL BATTUTO ALLA CAMERA. BUFERA SI ABBATTE SU FINI

Bolognanotizie.com - ‎3 ore fa‎
ROMA, 9 GIU. – Il Senato con 135 voti a favore, 112 voti contrari e un astenuto approva il decreto legge che sospende fino a giugno 2011 le demolizioni in Campania di abitazioni abusive esclusivamente per le 600 famiglie considerate sfornite di ...

Il provvedimento arriverà in aula del Senato il prossimo 31 maggio

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎4 ore fa‎
La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che il ddl sulle intercettazioni arriverà in aula del Senato il prossimo 31 maggio. Si tratta in realtà di una mediazione perchè la maggioranza puntava all'immediata calendarizzazione dei lavori ...

Ddl intercettazioni, esame al Senato con l'ombra della fiducia

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎4 ore fa‎
Il provvedimento all'esame dell'Aula di Palazzo Madama nel pomeriggio, dopo l'ulteriore pasaggio in commissione Giustizia. Il relatore Centaro (Pdl) ha presentato 12 nuovi emendamenti, 50 i subemendamenti dell'opposizione. Dopo la blindatura del ddl da ...

Legge-bavaglio, il Pdl annuncia la fiducia

Il Secolo XIX - ‎4 ore fa‎
«Non sono sicuro al cento per cento, ma penso proprio di sì». Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, annuncia che il Governo porrà al Senato la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Nei giorni scorsi il ministro della Giustizia ...

Intercettazioni, la rabbia dei giornalisti

viaEmilianet - ‎4 ore fa‎
Dopo 45 sedute in Commissione giustizia al Senato e lo scontro tra Fini e Berlusconi, per il disegno di legge sulle intercettazioni è il giorno della verità. In aula al Senato, oggi pomeriggio, riprende la discussione e il Governo sembra pronto a porre ...

Intercettazioni, ddl oggi al Senato. Ipotesi fiducia, opposizione ...

Adnkronos/IGN - ‎5 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Berlusconi: ''Gli ascolti li vogliono solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti''. Bersani: ''Battaglia dura''. Casini: ''Senza dibattito ampio, voteremo no''. 'Avvenire': blindare testi non è consigliabile in ...

Intercettazioni telefoniche: fiducia per la legge bavaglio

NanoPress (Blog) - ‎5 ore fa‎
Nuovo stop per la legge sulle intercettazioni telefoniche: il Ddl soprannominato legge bavaglio, per le restrizioni previste sul metodo di ricavare le intercettazioni, e' arrivato in Senato. Qui, pero', la proposta del governo Berlusconi non sta ...

Verso la fiducia il ddl sulle intercettazioni. Pd e Udc contrari

RomagnaOggi.it - ‎5 ore fa‎
Potrebbe arrivare già oggi l'annuncio da parte del governo del voto di fiducia sul ddl intercettazioni. Il testo, dopo le modifiche di martedì del relatore Roberto Centaro, è riapprodato all'esame della commissione Giustizia e nel pomeriggio dovrebbe ...

Intercettazioni, battaglia finale

Vita - ‎5 ore fa‎
La maggioranza blinda il decreto. E anche sulla Manovra Tremonti chiude ai margini di intervento “Berlusconi all'attacco dei pm”. Apre così il CORRIERE DELLA SERA di oggi riassumendo in questo modo la giornata politica di ieri: «Il presidente del ...

Intercettazioni: riprende la Commissione

ANSA - ‎6 ore fa‎
(ANSA)- ROMA, 9 GIU -La Commissione Giustizia del Senato e' tornata a riunirsi per esaminare gli emendamenti presentati dal relatore Centaro al ddl intercettazioni. Non si votera' nessun sub-emendamento fino alle ore 13,30. ...

Giustizia, Berlusconi attacca E «blinda» le intercettazioni

Il Giornale di Vicenza - ‎6 ore fa‎
SCONTRO NEL PAESE. Accordo con Fini, arriva in Aula la legge che limita stampa e indagini: verso la fiducia in Senato «Ora basta. Sono due anni che stiamo lavorando. Gli emendamenti sono stati decisi insieme, ci sarà l'ok del Senato e il testo non sarà ...

Intercettazioni, battaglia in Senato Il governo va verso il voto ...

La Stampa - ‎6 ore fa‎
Riprende in Senato il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. Dopo le ennesime nuove modifiche presentate ieri dal relatore Roberto Centaro, il testo è tornato all'esame della commissione Giustizia e nel pomeriggio ...

Intercettazioni, governo verso la fiducia

RassegnaOnline - ‎8 ore fa‎
E' l'ipotesi più probabile per il passaggio del ddl a Palazzo Madama. Il ministro Alfano incontra Napolitano, ma non ottiene via libera sul testo. Intanto riprendono i lavori in Commissione Giustizia, poi il provvedimento torna in aula Arriva la ...

Il testo "blindato" delle intercettazioni

In dies (Blog) - ‎8 ore fa‎
I nuovi 13 emendamenti al ddl intercettazioni, che saranno esaminati a partire da oggi alle 15, fanno parte di un testo, che il presidente del Consiglio Berlusconi ha dichiarato "blindato", che cioè dovrà essere approvato alla Camera come uscirà dal ...

Intercettazioni, giornalisti pronti alla battaglia

Informa - ‎8 ore fa‎
No al silenzio di Stato. Con questo monito si è conclusa la conferenza nazionale dei Comitati di redazione riunitasi ieri per discutere dell'imminente approvazione del ddl che limiterà le intercettazioni telefoniche e la loro diffusione sui mezzi di ...

Intercettazioni, il testo “blindato” da Berlusconi va in Senato ...

Blitz quotidiano - ‎8 ore fa‎
Dopo un martedì intenso per quella che da più fronti viene definita legge bavaglio, siamo a un nuovo round. Il governo va verso la fiducia in Senato sul disegno di legge intercettazioni: l'Assemblea di Palazzo Madama è convocata per il pomeriggio di ...

Ddl intercettazioni: Schifani, emendamenti in Commissione, slitta Aula

Archivio Radiocor - ‎8 ore fa‎
Rinviati in Giustizia i nuovi emendamenti del relatore (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 08 giu - I 13 nuovi emendamenti presentati in Aula al Senato dal relatore del disegno di legge sulle intercettazioni, Roberto Centaro (Pdl), saranno rinviati dalla ...

Ddl intercettazioni: Schifani verso rinvio in Commissione emendamenti

Archivio Radiocor - ‎8 ore fa‎
Nuove proposte di modifica del relatore presentate in Aula (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 08 giu - Prosegue l'opera di mediazione del presidente del Senato sul disegno di legge sulle intercettazioni. A quanto si apprende da fonti vicine alla ...

Ddl intercettazioni: Berlusconi, trovato punto equilibrio, vincola ...

Archivio Radiocor - ‎8 ore fa‎
"Mi sono astenuto, legge non adempie a tutte le promesse" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 08 giu - Sul disegno di legge che riguarda le intercettazioni il Pdl "ha trovato un punto di equilibrio" che "e' vincolante per i nostri senatori ei nostri ...

Accordo sul ddl intercettazioni

Corriere della Sera - ‎8 ore fa‎
Il Quirinale: non entriamo nel merito, aspettiamo di ricevere la legge. Le proroghe salgono da due a tre giorni Il Quirinale: non entriamo nel merito, aspettiamo di ricevere la legge. Le proroghe salgono da due a tre giorni ROMA - Oggi, ...

INTERCETTAZIONI: DDL ALL'ESAME DEL SENATO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎9 ore fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu. - I nuovi emendamenti al ddl intercettazioni tornano questa mattina in Commissione Giustizia; l'aula tornera' ad esaminare il testo a partire da oggi pomeriggio alle 15. Come gli emendamenti del relatore, anche i subemendamenti ...

Legge-bavaglio, testo blindato Il governo verso la fiducia

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
«Sono due anni che stiamo lavorando su questo punto. Ora basta. Ci sono gli emendamenti studiati insieme, poi ci sarà l'ok del Senato ed il testo non sarà più modificato alla Camera. La decisione del Pdl è vincolante per i senatori e per i deputati». ...

L'Aquila e pm, show di Berlusconi

La Stampa - ‎10 ore fa‎
Gran teatro del Cavaliere. In pubblico ripudia l'accordo sulle intercettazioni, recita la parte dello sconfitto, svela di essersi astenuto (lui solo) nell'Ufficio di presidenza del Pdl, sputa fuoco e fiamme sui magistrati e sulla Consulta. ...

Intercettazioni, per Fini 'buon compromesso'

Giornale Radio Rai - ‎10 ore fa‎
Torna ritoccato e blindato al Senato il disegno di legge. Nella maggioranza. il Popolo della libertà ha trovato l'intesa al suo interno. Tra le modifiche introdotte spicca la proroga al limite dei 75 giorni che sale a tre giorni rinnovabili. ...

DDL INTERCETTAZIONI, BERLUSCONI: “CON QUESTA LEGGE COMINCIA IL ...

Bolognanotizie.com - ‎10 ore fa‎
(A cura di Antonio Del Prete) – Berlusconi, evidentemente stanco del tira e molla che ha visto protagoniste in questi giorni le Camere, blinda il ddl Intercettazioni. La sua, tuttavia, non è un'adesione convinta al testo, considerato distante dal ...

Governo appeso al filo

Terra - ‎10 ore fa‎
INTERCETTAZIONI. Alle battute finali, il ddl torna in Commissione per l'ultimo esame. Un passaggio necessario dopo l'avvertimento di Berlusconi: «Non deve subire altre modifiche». Nel pomeriggio inizia il voto in Senato. Dalla direzione del Pdl di ieri ...
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 20:52:23, in Politica, linkato 1649 volte)
Il problema qui da noi è che il Parlamento è divenuto un luogo veramente malfamato... L.M.

Respinta la richiesta

d'arresto per Nespoli


La giunta dell'immunità a maggioranza ha detto no ai domiciliari per il senatore del Pdl accusato dalla magistratura di Napoli di riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Così l'esito delle votazioni: 12 no della maggioranza e 9 sì del Pd

La giunta dell'immunità del Senato a maggioranza ha respinto la richiesta di concedere gli arresti domiciliari per il senatore del Pdl, Vincenzo Nespoli, accusato dalla magistratura di Napoli di riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

La richiesta era stata avanzata dal relatore, il senatore Francesco Sanna del Pd, secondo il quale non c'è "fumus persecutionis" ai danni del sindaco di Afragola. Di contrario avviso Pdl e Lega. Al momento delle votazioni, con i 12 no della maggioranza e 9 sì del Pd è stata rigettata la richiesta nei confronti di Nespoli.

Erano assenti i senatori dell'Udc e dell'Idv. Il relatore Sanna si è dimesso e al suo posto è stato nominato il senatore Francesco Mugnai del Pdl che riferirà in aula sul verdetto della giunta dell'immunità quando la richiesta della magistratura verrà esaminata dall'assemblea. Il sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, è accusato di riciclaggio e bancarotta fraudolenta per il fallimento della società 'La Gazzella' di Afragola.

(La Repubblica, 08 giugno 2010)

La Rassegna

Respinta la richiesta d'arresto per Nespoli

La Repubblica Napoli.it - ‎8 minuti fa‎
Il sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, è accusato di riciclaggio e bancarotta fraudolenta per il fallimento della società 'La Gazzella' di Afragola.

Caso Nespoli, disposto il sequestro di una villa del senatore ...

Il Messaggero - ‎31/mag/2010‎
... stato richiesta al Senato l'applicazione della misura degli arresti domiciliari nei riguardi del senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola, ...

«Bancarotta fraudolenta e riciclaggio» Chiesto arresto del ...

Il Messaggero - ‎14/mag/2010‎
NAPOLI (14 maggio) - Un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari è stata emessa nei confronti del senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, ...

Doppi incarichi, ultimatum di Fini a Mara Carfagna e Alessandra ...

Il Messaggero - ‎6 ore fa‎
Ma ci sono anche tre sindaci-senatori: Mario Stancanelli (Pdl, Catania), Antonio Azzolini (Pdl, Molfetta), Vincenzo Nespoli (Pdl, Afragola). ...

Napoli: giunta Senato inizia iter su richiesta arresto Nespoli

Libero-News.it - ‎18/mag/2010‎
(Adnkronos) - Si terra' giovedi' prossimo alle 11.30 nella Giunta delle immunita' l'audizione del senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, per il quale la procura ...

RICHIESTA ARRESTO PER NESPOLI PERVENUTA A SCHIFANI, 18/5 GIUNTA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14/mag/2010‎
(AGI) - Roma, 14 mag - La richiesta di arresti domiciliari per il senatore Vincenzo Nespoli (Pdl), emessa dal gip del tribunale di Napoli, e' pervenuta al ...

Immunità, Nespoli alla Giunta 'Non autorizzate il mio arresto'

La Repubblica Napoli.it - ‎25/mag/2010‎
Entro l'8 giunto il voto Il senatore del Pdl Vincenzo Nespoli si è presentato stamane alla Giunta per le immunità del Senato e ha chiesto che non sia ...

Giovedì l'audizione di Nespoli al Senato. E i pm convocano ...

Il Denaro - ‎18/mag/2010‎
Si terrà giovedì prossimo alle 11.30 davanti alla Giunta delle immunità l'audizione del senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, per il quale la procura di Napoli ...

Armato (Pd): “Interrogazione parlamentare per Commissione d'accesso”

Caserta News - ‎30/mag/2010‎
Bene farebbe il sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, a fare un gesto di responsabilita' e dimettersi" ha dichiarato Teresa Armato, senatrice del Partito ...

tv-programmi-rai-report-il-boccone-del-prete--domenica-su-raitre-a ...

UnoNotizie.it - ‎29/mag/2010‎
Il 21 marzo ci siamo occupati dei parlamentari che hanno doppio incarico, tra i quali Vincenzo Nespoli, senatore della Repubblica e sindaco di Afragola, ..
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 17:54:48, in Politica, linkato 1288 volte)
INTERCETTAZIONI: FINOCCHIARO, "TESTO BLINDATO? BELLA DEMOCRAZIA."

"72 ore? Per noi rimane obbrobrio. Vogliamo discutere in Commissione."


"Leggo che il vertice del PDL ha deciso la blindatura del nuovo testo prima ancora che arrivi in Senato. Bella prova di democrazia! Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
"Questi emendamenti - prosegue - non li abbiamo visti, mi auguro di vederli in Commissione Giustizia:  questo è il luogo in cui avremo conoscenza di
questi emendamenti, li discuteremo, li valuteremo, presenteremo gli emendamenti a questo testo. Dopo di che il Senato è sovrano, ma non so se a questo punto nella testa del Presidente del Consiglio ci sia addirittura un voto di fiducia sulle intercettazioni. Noi siamo qui e abbiamo intenzione di fare il nostro mestiere dentro al Parlamento.
Io voglio vedere i testi perchè qui hanno portato di tutto e il suo contrario e hanno votato con la stessa identica faccia tutto e il suo contrario. La grande rivoluzione è l'allungamento a 72 ore del termine di 48 di cui si era parlato? Mi pare un obbrobrio, continuo a ritenerlo un assoluto obbrobrio. Comunque vedremo i testi".
"La multa agli editori - spiega Finocchiaro - mi pare una cosa molto complessa perchè certo il problema è l'entità della multa ma anche il fatto che io non capisco come si costituisca questa responsabilità degli editori, nel senso che si attribuisce agli editori un onere di vigilanza sui contenuti dei giornali che è comprensibile quando c'è il piccolo editore e il piccolo editore che è anche direttore di giornale, ma non quando parliamo di grandi giornali. I grandi giornali hanno spesso la proprietà che è una società per azioni" conclude Anna Finocchiaro. Roma, 8 giugno 2010


INTERCETTAZIONI. FINOCCHIARO: "FINI SI ACCONTENTA? IO NO. QUESTA LEGGE NON VA BENE".

"La proroga a 72 è un pasticcio"

"Fini si dice abbastanza soddisfatto? Io, invece, non mi accontento. Noi non ci accontentiamo. Capisco che un pezzo della maggioranza ha esigenze di
mantenimento del proprio ruolo, ma noi facciamo l'opposizione e non ci accontentiamo.
Questa legge non va bene, continua a non andar bene". "Tra l'altro hanno previsto procedure differenti per le diverse ipotesi.
Per cui c'e' una procedura che prevede la trasmissione di tutti gli atti, un'altra che prevede la trasmissione soltanto di una parte... Insomma, un pasticcio".
Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori Pd, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama. a proposito della norma contenuta in un emendamento del relatore che modifica la proroga per le intercettazioni da 48 ore a 72 ore.  Roma, 8 giugno 2010


BERLUSCONI: FINOCCHIARO, "IGNORO DICHIARAZIONI FATTE APPOSTA PER SURRISCALDARE CLIMA".

"E intanto vanno verso fiducia intercettazioni".

"Testo blindato annunciato 'urbi et orbi'. Le dichiarazioni del presidente Berlusconi sulla magistratura, sul Parlamento e sul ruolo delle istituzioni sembrano fatte apposta per alzare la temperatura dello scontro politico, e per questa ragione io ritengo molto piu' saggio ignorarle del tutto anche perchè non c'e' materia di politica vera" ma si tratta "di affermazioni che stanno tra il surreale e il paradossale e il grottesco, e tutto questo probabilmente allude al fatto che vogliono mettere il voto di fiducia". Lo dice la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, spiegando che "di questa fiducia ormai si favoleggia da molte settimane".


INTERCETTAZIONI: LUMIA (PD), TESTO PIENO DI TAGLIOLE E BAVAGLI

Roma, 08 giugno 2010 – “Mi sembra proprio un gran pasticcio. È un testo pieno di tagliole per i magistrati e bavagli per i giornalisti che colpisce anche la lotta alle mafie. Berlusconi lo vuole blindare perché sa benissimo che incontrerebbe molte resistenze anche nella sua maggioranza”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, commentando le notizie del vertice del Pdl sulle intercettazioni.

Per Lumia “gli unici diritti da difendere sono quelli alla sicurezza dei cittadini e della libertà di informazione senza la quale non sapremmo nulla del marciume che si annida negli anfratti della vita economica e politica del nostro Paese”.


INTERCETTAZIONI: SERAFINI, GRAZIE A PRESSIONI OPPOSIZIONE  PDL RITIRA NORMA SU PEDOFILI

"Le ragioni dell'opposizione hanno costretto la maggioranza a ritirare il bieco provvedimento relativo alla violenza e agli atti sessuali verso minori introdotta precedentemente nel ddl intercettazioni". Lo afferma la senatrice Anna Serafini vicepresidente commissione parlamentare per l'infanzia e presidente del Forum infanzia e adolescenza del PD, a commento della notizia sul ritro annunciata dal relatore del ddl intercettazioni Roberto Centaro.
"L'emendamento presentato da  alcuni senatori della maggioranza - spiega la senatrice - nel ddl intercettazioni prevedeva la non obbligatorietà dell'arresto per chi veniva sorpreso a compiere violenze sessuali 'di lieve entità' verso minori. Tale proposta  ha suscitato la ferma reazione dell'opposizione e le giuste proteste di associazioni, organizzazioni e utenti del web, che lo avevano già ribattezzato "Tutela Pedofili".
"Il concetto di 'violenza sessuale di lieve entità' - ribadisce Anna Serafini - non deve assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali a danno di minori. Il rischio  immediato sarebbe infatti un inevitabile riflesso negativo di questa norma sull'esito dei procedimenti giudiziari, perchè impedirebbe l'arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili" conclude la senatrice.

 
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Carceri, Pd: ‘legislativa a costo zero’?
Governo e maggioranza sono allo sbando

Ferranti: minacciano opposizione per nascondere loro divisioni

 

“Sul ddl ‘svuota-carceri’ il Governo è allo sbando e per nascondere le proprie incapacità fa la voce grossa minacciando di far ricadere sull’opposizione le colpe di un ulteriore nulla di fatto”. Così la capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Donatella ferranti commenta i lavori della II commissione di Montecitorio dove oggi, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo ha chiesto ai gruppi parlamentari di approvare una ‘legislativa a costo zero’.

“La verità è che si sono infilati in un cul de sac: da una parte, il ministro Maroni che dice che il provvedimento sarà ‘peggio di  un indulto’ se non porterà a reali impegni di assunzione del personale di polizia, e dall’altra Tremonti che ribadisce che per le carceri le casse sono vuote. Questo è lo stato dell’esecutivo, ma anche la maggioranza non scherza: con il Pdl che vorrebbe accelerare pur di portare a casa un risultato, anche se solo apparente, e la Lega che chiede altro tempo.

Per il Pd il finanziamento del provvedimento e quindi il potenziamento del personale della polizia e degli uffici civili dell’amministrazione penitenziaria (educatori, psicologi, servizi sociali) è condizione necessaria per consentirne l’attuazione. Come può, infatti, il Governo pensare di aggravare gli uffici locali dell’esecuzione penale esterna (Uepe) anche del monitoraggio di tutte le incombenze derivanti dai nuovi provvedimenti di detenzioni domiciliari senza prevedere un minimo intervento di sostegno numerico e professionale”.

Roma, 8 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 17:44:53, in Politica, linkato 1778 volte)
Carceri: Pd , ritardi governo
gettano sanità penitenziaria al collasso

Presentata interrogazione a Sacconi e Alfano per sapere dove sono finiti i 150 milioni di euro


“Il mancato trasferimento alle Regioni delle risorse destinate alla medicina penitenziaria per gli anni 2009-2010 sta aggravando lo stato di emergenza delle carceri italiane. Le aziende sanitarie locali non possono infatti assicurare le funzioni assistenziali nei confronti dei detenuti, costretti a vivere in condizioni di drammatico e insalubre sovraffollamento. Siamo in emergenza umanitaria, come testimoniano i recenti casi di decessi in carcere e l'alta incidenza di malattie infettive e psichiatriche. La situazione è divenuta insostenibile”. Lo dichiara Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sottoscritta da tutti i componenti democratici della commissione giustizia della Camera che chiede ai ministri Sacconi ed Alfano di fare luce sui mancati trasferimenti della medicina penitenziaria.

“La legge del 2007 sul riordino della medicina penitenziaria – spiega Orlando - prevede un trasferimento di funzioni dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e da quello della giustizia minorile al servizio sanitario nazionale. Nessuna determinazione è stata però adottata dal governo per il trasferimento delle risorse per gli anni 2009-2010. La situazione è ancora più incerta  per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano per le quali il trasferimento delle funzioni sarebbe avvenuta invece solo a seguito dell’emanazione di norme di attuazione specifiche di cui però non si sa ancora nulla”.

“Considerata l’urgenza evidenziata dalla proclamazione dello stato di emergenza, - conclude Orlando - è assolutamente necessario che il governo assicuri l’effettivo trasferimento delle risorse alle Regioni a statuto ordinario e che intervenga per consentire alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di recepire le norme relative al trasferimento delle funzioni. Sono inammissibili ulteriori inadempienze”.

Roma, 8 giugno 2010

 Segue testo interrogazione


ANDREA ORLANDO, FERRANTI, MELIS, ROSSOMANDO, TIDEI, BERNARDINI, SAMPERI, TOUADI, CIRIELLO, TENAGLIA, CAPANO, CONCIA, CUPERLO, CAVALLARO, GIANNI FARINA, VACCARO e PEDOTO.

- Al Presidente del Consiglio dei ministri
e ai Ministri della salute, della giustizia, dell'economia e delle finanze e per i rapporti con le regioni.

- Per sapere

- premesso che:


l'articolo 2, comma 283, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), prevede che, al fine di dare attuazione al riordino della medicina penitenziaria comprensivo dell'assistenza sanitaria negli istituti penali minorili, nei centri di prima accoglienza, nella comunità e negli ospedali psichiatrici giudiziari, sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, le modalità e i criteri per il trasferimento dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal dipartimento della giustizia minorile del ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria;

l'articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008 prevede che, ai fini dell'esercizio da parte del servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria, le risorse finanziarie trasferite nelle disponibilità del servizio sanitario nazionale sono quantificate complessivamente in 157,8 milioni di euro per l'anno 2008, in 162,8 milioni di euro per l'anno 2009 e in 167,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010;

l'articolo 6, comma 3, del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri prevede che, nelle more del trasferimento alle aziende sanitarie locali, per il tramite delle regioni, delle risorse finanziarie di cui al comma 1 e, comunque non oltre il 30 settembre 2008, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il dipartimento della giustizia minorile del ministero della giustizia continuassero a svolgere le funzioni di uffici erogatori dei trattamenti economici in godimento per il personale trasferito;

l'articolo 8 del richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri stabilisce che il trasferimento delle funzioni dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano avverrà solo a seguito dell'emanazione delle norme di attuazione secondo i loro rispettivi statuti e che, pertanto, l'onere del personale dipendente di tali regioni e province autonome resta a carico del ministero della giustizia;

l'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, demanda al Cipe, su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, l'assegnazione annuale delle quote del fondo sanitario nazionale di parte corrente alle regioni e province autonome;

il Cipe, con deliberazione n. 9 del 6 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 20 maggio 2009), ha destinato le risorse del fondo sanitario nazionale ai fini dell'esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria per l'importo di 32.323.602 euro, ripartendole fra le regioni a statuto ordinario, mentre l'importo di 125.476.398 euro costituiva il finanziamento delle spese sostenute dal ministero della giustizia dal 1o gennaio al 30 settembre 2008;

il predetto importo di euro 32.323.602 è stato effettivamente trasferito alle regioni a statuto ordinario solo in prossimità della fine dell'anno 2009;

in data 26 novembre 2009, è intervenuta l'intesa della conferenza unificata per i rapporti fra lo Stato, le regioni, le città e le autonomie locali sulla proposta del 26 ottobre 2009 del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di cui alla deliberazione del Cipe concernente il riparto per l'anno 2009 delle risorse finanziarie, per l'importo complessivo di euro 135.452.00, nelle disponibilità del servizio sanitario nazionale, ai fini dell'esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria da parte delle regioni a statuto ordinario, mentre l'importo di 25.137.000 euro costituisce il finanziamento delle spese sostenute dal ministero della giustizia per le regioni a statuto speciale e per le province autonome;

nessuna determinazione è stata adottata dal Governo per il trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle risorse del fondo sanitario nazionale sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria per gli anni 2009 e 2010 (queste ultime quantificabili in ulteriori 143 milioni di euro, al netto delle spese a carico del ministero della giustizia per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, fino all'adozione dei regolamenti di attuazione del trasferimento delle funzioni medesime);

in conseguenza del mancato trasferimento delle predette risorse finanziarie del fondo sanitario nazionale, si stanno producendo forti difficoltà da parte delle aziende sanitarie locali ad assicurare le funzioni assistenziali nei confronti della popolazione ristretta negli istituti penitenziari in condizioni di drammatico sovraffollamento, tali da indurre il Governo a deliberare lo stato di emergenza e da determinare evidente pregiudizio alla salubrità e all'igiene degli ambienti di vita e alla tutela della vita e della salute delle persone detenute, come testimoniano recenti casi di decessi in carcere, l'elevato ricorso a strutture sanitarie esterne agli istituti penitenziari e l'alta incidenza di malattie infettive e psichiatriche;

risultano fortemente in ritardo le procedure attinenti al trasferimento alle regioni a statuto speciale delle funzioni, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e strumentali in materia di sanità penitenziaria, non avendo il Governo provveduto tempestivamente alla nomina dei propri rappresentanti in seno alle commissioni paritetiche per le norme di attuazione dei relativi statuti; circostanza che determina anche in quelle regioni enormi difficoltà di programmazione e di organizzazione degli interventi di prevenzione, di assistenza e di tutela della vita e della salute delle persone detenute ed internate -:

quali determinazioni il Governo intenda assumere per assicurare l'effettivo trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle risorse finanziarie del fondo sanitario nazionale afferenti alle funzioni ad esse trasferite in materia di sanità penitenziaria, considerata anche l'urgenza evidenziata con la dichiarazione dello stato di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, deliberata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2010;

quali iniziative il Governo intenda assumere, per la parte di propria competenza, in particolare, con riferimento alla nomina dei propri rappresentanti nelle commissioni paritetiche, per consentire alle regioni a statuto speciale e alle province autonome il recepimento delle norme concernenti il trasferimento delle funzioni, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008;

quale sia l'operatività degli organismi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008 deputati al monitoraggio e alla valutazione degli interventi attuativi del trasferimento di competenze in questione e quali siano le relative risultanze, anche tenuto conto di quanto eventualmente comunicato dagli analoghi organismi attivabili (e non ovunque attivati) a livello delle singole regioni (osservatori permanenti sulla sanità penitenziaria). (3-00910)
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 16:26:03, in Politica, linkato 1516 volte)
.. come non detto... grazie ai manifestanti della associazione "Un Patto per la Vita" di fronte alla Prefettura di Napoli.


INTERCETTAZIONI: PDL, NORME SUBITO EFFETTIVE.
VIA QUELLE SU PEDOFILI
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Stralciata la parte relativa alle intercettazioni ed al segreto di Stato per quelle relative alle attivita' dei servizi segreti; eliminate dal provvedimento le norme relative alla violenza ed agli atti sessuali con minori; mentre le intercettazioni ambientali potranno essere disposte per acquisire elementi fondamentali per l'accertamento di un reato o nel caso possano emergere 'indicazioni rilevanti' per impedire un altro reato intercettabile, ma non potranno mai riguardare ''luoghi privati''. Sono queste le novita' introdotte dai nuovi emendamenti della maggioranza al ddl intercettazioni a nome del relatore Roberto Centaro, che saranno presentate in Aula alla ripresa dei lavori assembleari alle 16,30.

Ma tra le modifiche volute dal Pdl c'e' anche l'eliminazione della vacatio legis, il termine cioe' di 30 giorni per l'applicabilita' delle norme stesse, inizialmente prevista a partire dalla pubblicazione in Gazzetta, ora cancellata. Il che comporta che le disposizioni contenute nel provvedimento potranno essere applicate immediatamente ai procedimenti in corso. In base agli emendamenti introdotti anche in caso di intercettazioni gia' autorizzate, per la loro proroga ci si dovra' attenere ai tempi indicati dal ddl intercettazioni. 08-06-10 njb/mcc/alf


.. la modifica seguente l'avevo immaginata anche io, per la parentela iconologica tra 75 (giorni) e 72 (ore), ma la soluzione é egualmente disastrosa.


INTERCETTAZIONI: EMENDAMENTI PDL,
PROROGA E' DI TRE GIORNI IN TRE GIORNI
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Non piu' 48 ore, ma 72. La proroga prevista dal ddl intercettazioni per il prolungamento delle stesse dopo i 75 giorni massimi fissati dalla norma, si allunga di un giorno nella nuova formulazione degli emendamenti della maggioranza messi a punto dall'ufficio di presidenza del Pdl. La proposta di modifica porta la firma del relatore, Roberto Centaro e sara' presentata, insieme ad un'altra dozzina di emendamenti, tutti a sua firma, in Aula alla ripresa dei lavori assembleari.  08-06-10  njb/did/bra


.. il nuovo reato punisce gli alti introiti degli editori, resta oscuro il significato della sanzione sulle "dichiarazioni" a meno che non si voglia punire direttamente alla fonte "la notizia" sulle "dichiarazioni sconvenienti" rilasciate da ogni politico italiano, che vengono riportate da agenzie e quotidiani. Un caloroso benvenuto alle Agenzie nell'era della tecnologia e dei mini registratori di cui dovranno essere dotati tutti i giornalisti...


INTERCETTAZIONI: NUOVO REATO PER EDITORI,
SANZIONE DA 450 MILA EURO
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Il ddl intercettazioni introduce un nuovo reato a carico degli editori, la pubblicazione delle intercettazioni per le quali era stata disposta la distruzione. Le sanzioni previste arrivano fino a 450 mila euro (il tetto raggiungibile sara' per l'esattezza 464.700 euro). E' quanto contenuto in un emendamento a firma del relatore Roberto Centaro a nome della maggioranza e che sara' presentato in Aula.

La stessa proposta di modifica inasprisce le sanzioni gia' previste per la pubblicazione delle intercettazioni non pubblicabili fino alla fine delle indagini preliminari. La pena iniziale indicava una sanzione corrispondente a 100 fino a 150 quote che la nuova versione innalza a 200. In base alla legislazione vigente il valore di una quota oscilla tra i 258 e i circa 1.500 euro; di conseguenza la pena apicale potra' sfiorare i 310.000 euro.

E' infine prevista una sanzione fino a 774.500 euro per coloro i quali inducono a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni non veritiere all'autorita' giudiziaria. 08-06-10  njb/sam/rob

La Rassegna

Intercettazioni:Pdl,prorogabili 3 giorni

ANSA - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Le intercettazioni potranno essere prorogate di tre giorni in tre giorni, invece che di 48 ore in 48 ore. Lo prevede un emendamento del relatore Roberto Centaro, appena presentato al ddl intercettazioni. ...

INTERCETTAZIONI: PDL, NORME SUBITO EFFETTIVE. VIA QUELLE SU PEDOFILI

Agenzia di Stampa Asca - ‎53 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Stralciata la parte relativa alle intercettazioni ed al segreto di Stato per quelle relative alle attivita' dei servizi segreti; eliminate dal provvedimento le norme relative alla violenza ed agli atti sessuali con minori; ...

INTERCETTAZIONI: NUOVO REATO PER EDITORI, SANZIONE DA 450 MILA EURO

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Il ddl intercettazioni introduce un nuovo reato a carico degli editori, la pubblicazione delle intercettazioni per le quali era stato disposta la distruzione. Le sanzioni previste arrivano fino a 450 mila euro (il tetto ...

Intercettazioni: multe a editori se infrangono divieto ...

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma, 8 giu. - (Adnkronos) - Restano le multe a carico degli editori in caso di pubblicazione di contenuti di intercettazioni destinati alla distruzione. Lo stabilisce l'emendamento del relatore Roberto Centaro (Pdl), al ddl intercettazioni. ...

Nuove sanzioni per intercettazioni

TGCOM - ‎19 ore fa‎
La maggioranza starebbe pensando di introdurre nel ddl intercettazioni una nuova fattispecie di reato per gli editori, punibile quindi non più solo con una sanzione amministrativa, ma anche con conseguenze penali. Se pubblicano intercettazioni di cui è ...

"Sanzioni penali agli editori" Giallo sull'emendamento Pdl

La Stampa - ‎8 ore fa‎
L'allarme torna alto. Il tema è quello delle intercettazioni. E riguarda un presunto emendamento al disegno di legge in discussione alla Commissione giustizia e che potrebbe riguardare eventuali sanzioni penali per gli editori e quei giornali che ...

INTERCETTAZIONI: EMENDAMENTI PDL, PROROGA E' DI TRE GIORNI IN TRE ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Non piu' 48 ore, ma 72. La proroga prevista dal ddl intercettazioni per il prolungamento delle stesse dopo i 75 giorni massimi fissati dalla norma, si allunga di un giorno nella nuova formulazione degli emendamenti della ...

Intercettazioni, addio segreto di Stato

Blitz quotidiano - ‎1 ora fa‎
Nel disegno di legge sulle intercettazioni non si parlerà più della possibilità o meno di opporre il segreto di Stato alle conversazioni tra agenti dei servizi o tra terzi che parlano di attività legate agli 007. Il relatore del ddl Roberto Centaro ha ...

Intercettazioni, sanzioni fino a 450 mila euro per gli editori che ...

Blitz quotidiano - ‎1 ora fa‎
Nessun giallo, nessuna smentita. Il relatore al ddl intercettazioni, Roberto Centaro, ha presentato un nuovo emendamento nel quale si prevede che gli editori rispondano di un nuovo reato sanzionabile fino a oltre 450 mila euro. ...

Intercettazioni, Multe fino 450mila euro per chi pubblica testi

Diario del Web - ‎2 ore fa‎
Roma, 8 giu - Il Pdl, con un emendamento al ddl intercettazioni presentato dal relatore Roberto Centaro, ha confermato il reato e le sanzioni per gli editori che pubblicheranno i testi delle intercettazioni. Nell'emendamento si prevedono multe fino a ...

Intercettazioni/ Relatore presenta in Aula 13 emendamenti

Affaritaliani.it - ‎2 ore fa‎
Il relatore al ddl intercettazioni,Roberto Centaro, ha presentato per l'aula 13 nuovi emendamenti.Restano le maximulte per gli editori: per chi pubblichera'intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione e'prevista una multa da 25.800 a ...

Intercettazioni:nuove sanzioni a editori

ANSA - ‎19 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 7 GIU - In arrivo nuove sanzioni per gli editori: la maggioranza penserebbe di introdurre nel ddl Intercettazioni, una nuova fattispecie di reato. Non saranno puniti solo con sanzione amministrativa, ma gli editori potrebbero essere ...

Ddl intercettazioni: in arrivo sanzioni penali per gli editori?

Newnotizie - ‎7 ore fa‎
Il testo del ddl sulle intercettazioni non conosce “requie”. Secondo quanto trapelato fino a ieri sarebbe in arrivo una serie di emendamenti, volti (tra l'altro) a inasprire le sanzioni previste per gli editori “disobbedienti. ...

Intercettazioni: multe fino a 450mila euro per gli editori

Trentinoweb - ‎16 ore fa‎
Arrivano nuove sanzioni per chi pubblica intercettazioni desinate alla distruzione: infatti la maggioranza starebbe pensando di introdurre nel ddl Intercettazioni, una nuova fattispecie di reato per gli editori; non saranno puniti solo con una sanzione ...

Intercettazioni:nuove sanzioni a editori

euronews - ‎19 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 7 GIU – In arrivo nuove sanzioni per glieditori: la maggioranza penserebbe di introdurre nel ddlIntercettazioni, una nuova fattispecie di reato. Non sarannopuniti solo con sanzione amministrativa, ma gli editoripotrebbero essere chiamati ...
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 06:55:35, in Politica, linkato 2162 volte)


Anche questo è un aggiornamento. Scelgo per i lettori di GQ alcuni articoli riassuntivi, sicuramente caustici o lontani nel tempo, tratti da fonti diverse per dare la notizia piena e fruibile. Sto cercando il video contenente il racconto di Veltri... (trovato), vedi sotto. L.M.

G8 CASE APPALTI. ZAMPOLINI METTE NEL SACCO DI PIETRO PRODI VELTRONI ...

Corsera.it - ‎02/giu/2010‎
E i conti tornarno,non era infatti la Carbone moglie di Lusetti,che prima dello scandalo della ROMEO cercava casa per sette otto milioni,dichiarando agli ...

Di Pietro contro Zampolini: dice il falso

Corriere della Sera - ‎02/giu/2010‎
L'ex pm sul suo blog: voglio essere sentito dai giudici. Prodi, Rutelli e Veltroni annunciano querela L'ex pm sul suo blog: voglio essere sentito dai ...

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S’è incazzato…!!!!

Vi ricordate Benigni e la banana e Jonny Stecchino? “In Italia l’informazione viene decisa dalle lobby e pagata in parte, con l’ammirevole eccezione di qualche quotidiano tra cui il Fatto quotidiano, dalle tasse dei cittadini. La domanda da porsi è quindi: A chi dà fastidio la politica dell’Italia dei Valori? Quali interessi colpisce l’attività di denuncia continua dell’Italia dei valori?
E quali interessi colpisce il nostro contro programma di eliminazione degli sprechi al posto dei tagli da macelleria sociale del governo? Se si risponde a queste domande si capisce chi ha dettato ai maggiori quotidiani nazionali titoli e editoriali falsi e perchè sono stati pubblicati senza nessun tipo di verifica preventiva.
Sarebbe, infatti, bastata una banale misura camerale per accorgersi che l’Italia dei Valori non ha mai avuto immobili in locazione in via della Vite. In Italia il problema della libera informazione è ben più complesso delle reti televisive di Silvio Berlusconi e dei suoi giornali di propaganda.
Investe tutto il mondo dell’informazione, a iniziare dai collegamenti tra azionisti, consigli di amministrazione e direttori di giornale, nominati quando è utile e rimossi quando serve.
Quando Berlusconi finirà, e finirà, bisognerà riscrivere le regole dell’informazione, degli operatori dell’informazione, dei finanziamenti dell’informazione, dei conflitti d’interessi del mondo dell’informazione. Gli azionisti dei giornali -conclude Di Pietro- devono essere i lettori, non i gruppi immobiliari, bancari, industriali, come avviene per i più blasonati e noti quotidiani nazionali”

E infatti Di Pietro si era fatto editore con un bel giornale e gli aveva trovato financo una sede. Anzi gliela aveva trovata la cricca di Balducci.

ps A proposito del Fatto. Sempre giù, con Travaglio, a menare le mani, ma non a Di Pietro. E no, oggi l’amor nostro (ue Travaglio, è un modo di dire) è indulgente.

http://blog.ilgiornale.it/porro/2010/06/04/se-incazzato/

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Alberico Giostra 30 Maggio 2010

SCOPPIA IL BUBBONE SVELATO DA IL TRIBUNO.COM.

Riproponiamo l'articolo con cui domenica scorsa abbiamo svelato che la tesoriera Idv abita in una casa di Propaganda Fide in via delle quattro fontane a Roma. La Mura ci ha detto che paga 1800 euro al mese ma poi ieri si è rifiutata di farci vedere il contratto e le ricevute come aveva promesso, annunciando querela. "Dov'è lo scandalo?" chiedeva. Adesso lo sappiamo.

Silvana Mura a Roma abita in un appartamento in affitto in via delle quattro fontane. L'immobile è di proprietà di Propaganda Fide, la potente congregazione vaticana al centro di una bufera giudiziaria e mediatica in seguito all'inchiesta sugli appalti del G8 e dei grandi eventi. A confermarlo al telefono è la stessa parlamentare dipietrista che precisa di alloggiare nell'immobile dall'autunno del 2006, quando dovette lasciare un'altra abitazione di Via in Arcione visitata nottetempo dai ladri. In quel periodo il responsabile della gestione degli immobili della congregazione era Angelo Balducci, attualmente in carcere, dominus della Cricca che si spartiva la ricca torta degli affari che ruotavano attorno alla Protezione civile. A trovare l'appartamento è stato il senatore Idv, Stefano Pedica, che sostiene di esserci riuscito grazie all'intervento di un suo zio, alto prelato vaticano. Una versione confermata dalla stessa Mura. D'altra parte anche Pedica, fino al 2007 ha abitato in affitto un altro alloggio della Propaganda Fide, nel quartiere Prati a Roma. Inizialmente la casa di via delle quattro fontane era destinata alla figlia di Antonio Di Pietro, appena diventato Ministro delle Infrastrutture del governo Prodi, ma poi la ragazza ha deciso di iscriversi alla Bocconi di Milano e allora è subentrata Silvana Mura, la quale dice di non sapere che dal 2004 e fino al 10 marzo scorso a gestire gli immobili di Propaganda Fide sia stato Angelo Balducci. In quell'estate in cui l'immobile di via delle quattro fontane è entrato nelle disponibilità dei parlamentari IdV, l'allora Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Balducci, non fu confermato nell'incarico (che è cosa diversa dall'essere rimosso) e il 31 agosto 2006 fu nominato dal Consiglio dei Ministri a capo del Dipartimento per le infrastrutture statali, l'edilizia e la regolazione dei lavori pubblici del Ministero delle Infrastrutture. Si è scritto che il ministro Di Pietro avrebbe favorito un suo demansionamento perchè da un incarico in cui gestiva somme enormi di denaro è passato ad uno privo di portafogli, ma non è vero: il Consiglio Superiore non gestisce ma svolge attività consultiva e il Dipartimento delle Infrastrutture viceversa gestisce molto denaro. D'altra parte Di Pietro ha dichiarato: "io non avevo nulla contro Balducci". A questo punto però, dopo il caso Pedica e il caso Mura, è lecito chiedersi: Balducci ha avuto un ruolo nell'assegnare quest'appartamento destinato inizialmente alla famiglia Di Pietro? Silvana Mura sostiene di pagare 1800 euro al mese di affitto in base ad un regolare contratto e lamenta anche che il prezzo sia troppo alto rispetto ai prezzi di mercato, che l'immobile non sia certo lussuoso, che anzi sia molto piccolo, che dorme a fatica per i troppi rumori e che sopporta persino delle perdite d'acqua dei vicini. Alla domanda sul perchè insista nell'abitare in una casa con così tanti disagi risponde che a Roma è difficile trovarne un'altra, cosa alla quale è molto difficile credere. Poi, incalzata sull'argomento, con una certa ingenuità ammette che è, sì, difficile trovarne un'altra, "ma a quel prezzo".  Naturalmente la tesoriera Idv nega di godere di un privilegio e si avventura a sostenere che tutti possono ottenere una casa in affitto dalla Propaganda Fide, quando è notorio che ci riescono solo vip e "raccomandati". C'è poi un'altra questione. L'onorevole dipietrista dice di abitare al primo piano del civico 29. Secondo la visure catastali che possediamo, (V. allegato) al primo piano insistono solo due appartamenti (come la Mura conferma) e in seguito ad una ristrutturazione del 1995 sono entrambi accatastati A10, ovvero come uffici. E in effetti nell'altro appartamento del primo piano si trova una società di brevetti. La tesoriera IdV dichiara di ignorare che l'appartamento nel quale abita sia accatastato come ufficio e ribadisce di aver sottoscritto un contratto d'affitto regolarmente registrato come civile abitazione e di usare l'alloggio come tale. Se è davvero così, il contratto però potrebbe non essere regolare perchè, tutti gli esperti lo confermano, non si può utilizzare un immobile destinato ad ufficio come civile abitazione. "Io ho firmato il contratto in perfetta buona fede", si difende Silvana Mura.  E naturalmente di tutto possiamo dubitare meno che della buona fede dell'onorevole Mura.

alberico giostra

Allegato Primo Piano int. 2.pdf

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Di Pietro gioca a Monopoli: ha case in tutt’Italia

Di Gian Marco Chiocci
Radio Radicale - 4 agosto 2008

Roma - Ma quante case ha l’onorevole Antonio Di Pietro? E con quali soldi le ha comprate? Prima di scoprirlo ci corre l’obbligo di ricordare come del suo conflitto di interessi in campo immobiliare si è già occupato, in parte, il gip di Roma che lo ha prosciolto nell’inchiesta sulla gestione allegra dei rimborsi elettorali. Restando in tema la procura capitolina ha però stigmatizzato l’operato di Tonino allorché vennero affrontate le accuse di un suo ex socio a proposito della società immobiliare Antocri (acronimo di Anna, Toto, Cristiano, i figli di Di Pietro) e delle presunte commistioni con i patrimoni dell’Italia dei Valori. Secondo l’ipotesi iniziale, Di Pietro avrebbe utilizzato i soldi del partito per acquistare appartamenti arrivandone ad affittare alcuni all’Idv, di cui era presidente. Un modo di fare penalmente irrilevante, secondo l’accusa.

Casa con lo sconto

Quel conflitto d’interessi torna ora d’attualità per gli approfondimenti operati dal mensile «la Voce delle voci» in contemporanea al reportage del Giornale. Si scopre così che il 16 marzo 2006, in quel di Bergamo, il padre-padrone dell’Idv si aggiudica alle buste, in condizioni burrascose e rocambolesche, un signor appartamento (vedi articolo sotto) a un prezzo scontatissimo dovuto alle cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare dell’Inail. Roba da Svendopoli per vip. Lui non appare mai, fa tutto l’amministratore della sua società immobiliare Antocri (che però non agisce in questa veste), nonché compagno di Silvana Mura, deputata Idv, tesoriera del partito e socia dell’Associazione IdV. Visti i precedenti, le confusioni di ruoli, le ambiguità fra «movimento» e «associazione», le locazioni degli immobili di proprietà di Di Pietro al partito dello stesso Di Pietro (gli appartamenti di cui parleremo dopo in via Casati a Milano e in via Principe Eugenio a Roma) non è stata una sorpresa scoprire che anche su quest’ultimo immobile qualcosa non quadra: l’ha comprato Di Pietro, attraverso il convivente della Mura, la quale ha intestate le utenze di casa che corrispondono perfettamente a quelle un tempo in uso all’ex sede della tesoreria nazionale di via Taramelli 28.

Posto che l’ex pm di Mani Pulite nega di aver mai usato un euro del partito per reinvestirlo nell’acquisto di un appartamento a suo nome, posto che la società An.to.cri è nata con un capitale sociale assai modesto (appena 50mila euro), posto ancora che nel 2005 Di Pietro ha dichiarato un imponibile di 175mila euro e nel 2006 di 189mila, l’interrogativo sulla provenienza dei capitali per l’acquisto degli appartamenti, è dovuto per una personalità pubblica del suo calibro. Specie se ci si sofferma a sbirciare nel patrimonio immobiliare di quest’uomo che anche quando indossava la toga, non sembrava contenersi nello shopping edilizio: una villa con giardino a Curno, e di lì a poco, nel 1994, una nuova villetta, attaccata alla precedente, di otto vani. L’anno appresso Di Pietro compra un’abitazione da 300 metri quadri a Busto Arsizio, che gira prontamente al partito dopo aver acceso un mutuo agevolato per l’80 per cento del totale. Tempo qualche annetto e, una volta eletto al Parlamento europeo, fa il bis con un bilocale nel centro di Bruxelles: quanto l’abbia pagato non è noto. Arriviamo così al 2002 allorché l’ex ministro delle Infrastrutture si accasa in un elegante quarto piano in via Merulana, a Roma: altri otto vani, per un totale di 180 metri quadrati, pagato intorno ai 650mila euro grazie anche a un mutuo di 400mila euro acceso con la Bnl. L’anno dopo, nella natia Montenero di Bisaccia, Di Pietro cede al figlio Cristiano un attico di 173 metri quadrati: «Sei vani e mezzo poi ampliati a otto e a 186 metri quadrati (più 16 di garage) - analizza la Voce - grazie al condono edilizio del 2003. La spesa sostenuta è all’incirca di 300mila euro».

Gli alloggi per i figli

Non passano due mesi e alla fine di marzo, l’ex pm compra a Bergamo un bel quarto piano, per i figli Anna e Toto: 190 metri quadri in un signorile palazzetto liberty in via dei Partigiani. Lo stesso giorno, con lo stesso notaio, la moglie di Tonino fa suo un appartamento di 48 metri quadrati, sempre al quarto piano, oltre a due cantine e a un garage: si parla di una cifra oscillante intorno agli 800mila euro, ma non c’è conferma nemmeno su chi abbia provveduto all’esborso e in quale misura. Il 2004 è alle porte, e il nuovo appartamento di 190 metri quadri acquistato per 620mila euro in via Felice Casati a Milano - come da rogito stipulato in aprile - Di Pietro lo intesta alla Srl Antocri. Poi per un milione e 50mila euro la medesima società immobiliare fa suoi dieci vani (190 metri quadri) in via Principe Eugenio a Roma, dove - stando al bilancio 2005 dell’Idv - trasloca la sede nazionale di rappresentanza politica del partito, fino al giorno prima ubicata in via dei Prefetti 17». Per i due locali Tonino si rivolge alla Bnl e si carica due mutui sulle spalle: 276mila euro da saldare entro il 2015 per la casa milanese, 385mila per quella romana (scadenza 2019). Le pesanti rate Di Pietro inizialmente le ricaverà (salvo poi ripensarci quando scoppia lo scandalo) dal pagamento dei canoni d’affitto versati all’Antocri da un inquilino eccellente: la sua Italia dei Valori.

Mattone a Bergamo

Non è finita. Alla vigilia di Natale del 2005, Susanna Mazzoleni, moglie di Di Pietro e madre dei tre figli, compra un piccolo appartamento in via del Pradello a Bergamo. Poche ore dopo acquista anche un ufficio di quattro vani nella stessa palazzina. Spesa approssimativa? Tra i 400 e 500mila euro. L’anno successivo, come detto, Tonino compra all’asta con offerte segrete la casa di via Locatelli, sempre nella città orobica. Mentre l’anno dopo ancora, per una spesa-lavori consistente (decine, se non centinaia, di migliaia di euro) inizia a ristrutturare la masseria di famiglia in quella Montenero di Bisaccia dove l’ex ministro delle Infrastrutture, a dar retta al «catasto dei terreni» possiede 33 «frazionamenti» pari a 16 ettari di proprietà, in parte ereditati, in altra parte acquistati da parenti e familiari. Secondo la Voce (ma ancora non c’è traccia nelle visure camerali) Di Pietro avrebbe acquistato anche un altro appartamento per la figlia, 60 metri in piazza Dergano a Milano.

La società bulgara

Di Pietro in aula ha spiegato d’essersi dato al mattone dopo aver venduto l’ufficio di Busto Arsizio (a 400mila euro, 100mila li ha dovuti restituire alla banca per il mutuo) e con il ricavato ha acquistato gli appartamenti affittati all’IdV: quello di via Felice Casati a Milano - acquistato dalla Iniziative Immobiliari di Gavirano, Gruppo Pirelli Re - e l’altro, in via Principe Eugenio a Roma (alienato nel 2007). Ha detto che se tornasse indietro non rifarebbe quello che ha fatto, anche se la sua passione per gli affari immobiliari ha travalicato i confini nazionali: Tonino possiede infatti il 50% della Suko, una srl bulgara con sede a Varna. A fronte di quattro milioni di euro spesi per comperare immobili fra il 2002 e il 2008, l’ex pm ha incassato dalle vendite all’incirca un milione di euro, scremati dalle rimanenze calcolate per i mutui. Niente di penalmente rilevante, come dicono gli ex colleghi di Tonino. Ma i conti non tornano.


Leggi la Rassegna

Di Pietro si difende: "Solo calunnie"
Ma sul blog esplode la rabbia dei fan

Il popolo dell'ex pm: "Sei come gli altri. Devi darci spiegazioni". E qualcuno chiede le dimissioni

GABRIELE MARTINI

TORINO 2/6/2010 (16:48) - «Oggi mi è crollato un mito». «Di Pietro è come tutti gli altri». Incredulità, stupore e amarezza. Sono queste le reazioni del popolo dipietrista alle notizie di un presunto coinvolgimento del leader dell’Italia dei Valori nell'inchiesta di Perugia sulla "cricca" e le grandi opere.

Di Pietro è stato tirato in ballo da Zampolini. Il braccio destro del costruttore Anemone accusa l'ex pm di aver usufruito di due appartamenti messi a disposizione da Balducci. La reazione di Di Pietro arriva nel primo pomeriggio: «Mi ha fatto piacere leggere stamattina sui giornali le dichiarazioni di Zampolini, così ho saputo esattamente di cosa mi si accusa, cioè di aver preso due case in affitto: una per me e l’altra per il partito. Non è vero nel senso materiale del termine ed ho la prova documentale di quanto affermo». Il leader dell’Italia dei Valori sottolinea di essere «ben felice di consegnare» questa «prova alla magistratura e all’opinione pubblica. Così - conclude - i commentatori da strapazzo dovranno pagare le spese per le gravi calunnie che mi hanno rivolto».

Ma le spiegazioni di Di Pietro per ora non sembrano far breccia nel suo "popolo" che si sfoga sul blog. L'ultimo post parla di manovra finanziaria ma i fan già dal primo mattino hanno dirottato la discussione sulle accuse che arrivano da Perugia. L'internauta che si firma "picconatore" la riassume così: «Oltre che ad aver accumulato immobili, terreni, e rimborsi elettorali, voleva anche essere introdotto in Vaticano». Oreste Mori si rivolge direttamente all'ex pm: «La pregherei di chiarire la sua posizione rispetto a quanto asserisce Zampolini per lo scandalo delle abitazioni per Silvana Mura e sua figli Anna. Cordialmente, la saluto ed attendo una sua risposta». Geronimo si sente tradito: «Di Pietro è come tutti gli altri». Anche sul blog di Beppe Grillo il ritornelo non cambia. Giorgio parla di «crollo di un mito»: «Spero che Di Pietro riesca a giustificare queste dichiarazioni, per ora - concede - sospendiamo il giudizio».

Ciro tira in ballo «quella carezza di Di Pietro sulla gamba di Bertolaso vista a Ballarò: si era capito che erano amici di cricca». Davide carica a testa bassa: «Di Pietro adesso che fa... Si dimette e va dal "suo magistrato" come ha sempre chiesto di fare a gli altri coinvolti negli scandali? O rimane col culo ben attaccato alla poltrona come tutti?». Altri si scoprono garantisti: «Partire in quarta parlando come se fosse già in galera, mi sembra un atteggiamento in malafede». «A Di Pietro credo a quell'altro no», scrive Anna. Angela fiuta il complotto: «E' scattata l'ora x. Cioè l'ora in cui lo sputtanamento deve essere totale e riguardare soprattutto "i nemici". Di Pietro è il primo, of course. Questo per intorbidare le acque e, alla fine, nell'opinione pubblica si possa creare l'immagine di una "cricca", di cui tutti facevano parte». L'internauta che si firma "io spero di esseci" pone un quesito: «Perchè se Zampolini accusa Bertolaso è credibilissimo, ma diventa inattendibile quando accusa Di Pietro?».

In serata Di Pietro prova a chiarire con un nuovo post dal titolo "Male non fare, paura non avere". «Non ho mai preso in affitto appartamenti da Propaganda Fide (né per me o mia figlia né per la sede dell’Italia dei Valori) e lo voglio dimostrare», scrive l'ex pm che pubblica una serie di documenti sugli affitti contestati delle case. Enzo si convince: «Apprezzo la sua pronta risposta che chiarisce ogni cosa. Cosa che tutti gli altri suoi colleghi antagonisti non sanno neanche cosa sia». Silvia si dice convinta che il leader dell’Idv «ne uscirà pulitissimo». «Io mi fido di lei , ma rimetto comunque il giudizio alla magistratura», sentenzia Alessio. Piero esagera con i paragoni: «Pure Gesù, mentre camminava verso il calvario, venne insultato e preso a sputi».

La Stampa


si faceva pagare l'affitto»

Il Secolo XIX - ‎04/giu/2010‎
«I soldi dell'affitto? Me li ha dati Zampolini, era lui a pagare»: Raffaele Curi, proprietario dell'appartamento di via Giulia 189, a Roma, dove nel 2003, ...

"Bertolaso, quattro anni nella casa di via Giulia" Zampolini ...

La Repubblica - ‎03/giu/2010‎
Nuovi interrogatori: Di Pietro sarà ascoltato martedì. L'architetto rivela come fu trovato l'alloggio: "Risposi a un annuncio sui giornali" dal nostro ...

L'ombra di Balducci su Tonino

il Giornale - ‎03/giu/2010‎
L'ex magistrato, chiamato in causa nei verbali dell'architetto Zampolini, nega tutto: "Calunnie, ho le prove". Ma la "sua" casa è nella lista Anemone. ...

Appaltopoli, primi riscontri "L'affitto lo pagava Zampolini"

La Nazione - ‎03/giu/2010‎
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno ...

Due o tre case che so di Di Pietro

il Giornale - ‎03/giu/2010‎
Contrordine compagni: pubblicare gli atti di una inchiesta giudiziaria in corso è una vigliaccata da evitarsi. Lo dice Antonio Di Pietro (ei suoi amici gli ...

Di Pietro contro Zampolini: dice il falso

Corriere della Sera - ‎02/giu/2010‎
L'ex pm sul suo blog: voglio essere sentito dai giudici. Prodi, Rutelli e Veltroni annunciano querela L'ex pm sul suo blog: voglio essere sentito dai ...

Il vescovo e il palazzo

Corriere della Sera - ‎02/giu/2010‎
Parla Zampolini: Sepe convinto da Balducci. «Un altro monsignore diede le case a Di Pietro» L'inchiesta - L'attuale vertice della curia di Napoli nel 2004 ...

La cricca inguaia ancora Bertolaso

Libero-News.it - ‎02/giu/2010‎
"La casa di via Giulia è di un mio amico - si difende il capo della Protezione civile - Non fu Anemone a pagare l'affitto". ...

INCHIESTA G8: DI PIETRO, MAI AVUTI APPARTAMENTI FIDE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎02/giu/2010‎
(AGI) - Roma, 2 giu - "Ieri sera, all'ora di cena, mi e' arrivata una notizia che - li' per li' - mi ha fatto sorridere perche' non potevo crederci. ...

Di Pietro sul blog: mai avuto case in affitto dalla cricca

Libero-News.it - ‎02/giu/2010‎
mi sembra il solito polverone qualunquista, e mi fa piacere che di pietro abbia smentito portando do ... Di Pietro deve sparire. MA, se e' falso, ...

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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 16:14:43, in Politica, linkato 1280 volte)

Intercettazioni, Gasparri: ''Accantonare i pregiudizi''.

Il 'no' di giornalisti e poliziotti


Roma - (Adnkronos/Ign) - Il capogruppo Pdl al Senato: ''Spazi più ampi per il diritto di cronaca''. Fnsi: verso il ricorso alla Corte europea dei diritti. Associazione dei funzionari di Polizia: ''Duro colpo alla sicurezza''. Le modifiche del Pdl. Il testo all'esame di Palazzo Madama da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia'' (FOTO)

Roma, 29 mag. (Adnkronos/Ign) - "Gli emendamenti che abbiamo presentato al disegno di legge sulle intercettazioni in vista dell'esame dell'Aula garantiscono spazi più ampi per il diritto di cronaca, evitando comunque la gogna mediatica e la pubblicazione indiscriminata di intercettazioni". E' quanto afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, tra i firmatari degli 11 emendamenti presentati ieri dalla maggioranza.

"Abbiamo valutato le proposte giunte dal mondo della stampa e abbiamo quindi - sottolinea - garantito ai giornalisti l'attività più ampia. Abbiamo anche ridotto in maniera significativa le sanzioni per gli editori. Riteniamo quindi di aver dato un contributo positivo al prosieguo dell'esame di questo provvedimento. Chi resta contrario vuole continuare in un uso indiscriminato delle intercettazioni e in una pubblicazione di materiali che non hanno il più delle volte nessuna rilevanza penale". "Ribadiamo che per quanto riguarda terrorismo e mafia nulla è cambiato e quindi le attività investigative potranno proseguire con grande intensità. Speriamo che vengano accantonati i pretesti e i pregiudizi e si guardi alla sostanze delle cose", conclude.

L'opposizione al testo resta però forte. Lunedì prossimo, il gruppo dei legali della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, insieme all'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, e all'associazione Articolo21, si riuniranno in audioconferenza con la Federazione nazionale della Stampa per fare il punto sulla stesura del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo nel caso in cui il Parlamento decidesse di trasformare in legge il ddl Alfano.

No anche dall'Anfp, l'Associazione dei funzionari di Polizia. "Il ddl intercettazioni è un duro colpo per la sicurezza, infatti, mentre l'indice di delittuosità risulta costantemente oltre i 4mila crimini ogni 100mila abitanti nell'ultimo decennio, al Senato ci si ostina a proporre un sistema che riduce severamente la possibilità di intercettare", dichiara in una nota il segretario nazionale dell'Anfp Enzo Marco Letizia. "Si insiste, poi, a prevedere che le microspie vadano messe nei luoghi ove vi è fondato motivo di ritenere che si stia commettendo un reato - aggiunge - e non si vuol capire che se l'investigatore ha questa convinzione deve intervenire per arrestare gli autori del crimine nella flagranza di reato".

Cancellata la parte relativa alle riprese visive

Intercettazioni, ecco le modifiche del Pdl:

sì alla pubblicazione del riassunto degli atti

Roma - (Adnkronos) - Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilità di applicarne di nuove ai procedimenti in corso. Il testo all'esame dell'Aula del Senato da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia''. Maroni, legge non limiterà lotta alla mafia. (FOTO) 'Metti meno cemento e più sabbia', ecco le telefonate dei boss dell'ecomafia
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos) - Si' alla pubblicazione per riassunto degli atti relativi ad indagini in corso. E' la principale modifica al disegno di legge sulle intercettazioni, all'esame dell'Aula del Senato da lunedi' prossimo, contenuta negli undici emendamenti presentati dal Pdl, firmati dal capogruppo Maurizio Gasparri, dal vice Gaetano Quagliariello, dal presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli e dal relatore Roberto Centaro.

Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilita' di applicare le nuove norme ai procedimenti in corso.

Viene poi cancellata la parte relativa alle riprese visive, che verra' inserita in un altro provvedimento, e si parlera' di "intercettazioni di immagini mediante riprese visive". Possibile pubblicare l'ordinanza di custodia cautelare fatta eccezione per le intercettazioni telefoniche e i giornalisti iscritti all'Ordine, sia professionisti che pubblicisti, potranno compiere registrazioni non autorizzate o riprese con telecamere nascoste.

Infine diminuiscono le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare.
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Di Loredana Morandi (del 25/05/2010 @ 17:41:47, in Politica, linkato 1290 volte)
«Ma i pm non pagano?»

di Ettore Colombo - Il Riformista


Intervista. «Serve una legge di garanzia per tutti, centrata su un concetto: quando le intercettazioni sono coperte dal segreto istruttorio la responsabilità della loro diffusione sta in capo al magistrato che le ha». Le colpe dei giornalisti? «Se pubblicano, fanno il loro mestiere, ma serve un'etica professionale. Da direttore dell'Unità ho tolto dalla pagina molte notizie. Chi ha pubblicato le conversazioni sui gusti sessuali di Balducci dovrebbe vergognarsi».

Emanuele Macaluso, già senatore del Pci e direttore dell’Unità, ha appena “chiuso” in tipografia l’ultimo numero della sua rivista, Le ragioni del socialismo. Ma l’attualità incombe e Macaluso, in questa conversazione con Il Riformista, parte proprio dall’attualità.

La crisi europea, però, non il ddl sulle intercettazioni: «La prima cosa che mi viene in mente è che l’Italia è l’unico Paese europeo dove si discute di questo, sui giornali, invece che della drammatica crisi economica e sociale che attraversa il continente. In Germania, Francia, Spagna e sulla loro stampa si discute della crisi. Solo in Italia i problemi sembrano il ddl intercettazioni e la vittoria dell’Inter in Champions League. È una cosa assurda.

Volendone parlare, però, cosa pensa del ddl intercettazioni?
Una legge sulle intercettazioni bisogna farla ma senza agitazione e con equilibrio. Serve una legge di garanzia per i magistrati, i cittadini, i giornalisti e gli editori. Il punto di caduta va trovato, ma senza forzature. Il punto che mi pare più delicato è questo: quando le intercettazioni ancora non sono pubbliche e sono ancora coperte dal segreto istruttorio la responsabilità della loro diffusione sta in capo al magistrato che le ha in mano ed è lui, il magistrato, che ne deve rispondere. Invece, il giornalista che le pubblica fa solo il suo mestiere. Quando si aprono le indagini sulla fuga di notizie - indagini che, chi sa come mai, si aprono e poi non vengono mai chiuse - non si trova mai il responsabile della fuga di notizie. Per me invece c’è ed è, appunto, il magistrato. Possibile che l'Italia sia l'unico paese dove i magistrati che sbagliano non pagano?

E i giornalisti, non hanno nessuna responsabilità? Quante volte sono state pubblicate conversazioni prive di qualunque rilievo penale...
Ma anche qui la colpa primaria è di chi con quelle conversazioni costruisce gli atti ufficiali dell'indagine. Il giornalista, se trova la notizia, ha il dovere di darla. Certo, dovrebbe sempre essere guidato da una etica professionale. Il collega o i colleghi che hanno avuto in mano la “notizia” sui gusti sessuali di Balducci e l’hanno pubblicata se ne dovrebbero solo vergognare. I gusti sessuali di Balducci come di chicchessia sono un problema solo e soltanto suo. Servirebbe, da parte dei giornalisti e dei giornali, autocontrollo e autoresponsabilità. Io, da direttore dell’Unità, ho bloccato titoli e articoli per molto meno. Ne ricordo uno: «Arrestato il cugino dell’onorevole Gioia». Lo feci togliere subito dalla pagina. I direttori dei giornali dovrebbero stare molto attenti, cercando di educare il pubblico nel senso migliore del termine. In ogni caso, sono nettamente contrario alla punibilità di editori e giornalisti.

L'articolo prosegue su Il Riformista


Altro punto delicato del ddl intercettazioni?
Quando i magistrati emettono atti che non hanno attinenza con i reati. Dovrebbero stare molto attenti. Vanno perseguiti i reati, non i comportamenti, anche gravi, dei politici o di chiunque. Questi ultimi, i comportamenti, vanno sanciti e condannati dal punto di vista della moralità pubblica e di quella politica, ma non possono esserlo sotto il punto di vista della responsabilità penale, anche se a volte rasentano o possono prefigurare reati: in tal caso è il magistrato che deve decidere se lo sono. Ecco anche perché penso sia giusto che a giudicare sia un collegio di magistrati e non uno singolo: la collegialità, oltre che il controllo del procuratore capo, serve ad evitare errori o fraintendimenti.

Come contemperare il diritto alla libertà di stampa e il diritto alla segretezza della corrispondenza?
L’intercettazione interviene sempre in una conversazione a due: se erigi sempre e comunque il diritto alla segretezza della corrispondenza, come prevede l’articolo 15 della nostra Costituzione, di fatto non hai più l’intercettazione. Il diritto alla privacy non può, dunque, essere posto in assoluto.

Pigi Battista, sul Corriere della Sera, descrive una vera e propria caccia all’untore, quella che ormai si fa tutti i giorni, e su molti giornali, contro il garantismo. “Non è una parolaccia”, scrive Battista.
Sono d’accordo con lui. Garantismo non è una parolaccia né dovrebbe esserlo. Il problema è l’abuso che ne hanno fatto personaggi che ne hanno travisato il senso, di chi usa la parola ‘garantismo’ solo perché c’è un magistrato che lo indaga. Per me le garanzie vanno date a tutti, anche ai delinquenti che commettono reati e ai carcerati, figurarsi agli incensurati. Nell’ambito del rispetto delle leggi, la Costituzione va rispettata sempre, a partire dal diritto alla difesa.

E della posizione del Pd sulla questione giustizia cosa ne dici?
Il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, ha scritto un documento davvero ben fatto, sulla giustizia, e io lo condivido pienamente. Quella è la strada. Ora, finalmente, il Pd ha una posizione. Che non è quella dell’Anm né quella di Di Pietro. Ad entrambe il Pd non deve affatto correre dietro.

Come finirà il braccio di ferro sul ddl?
Spero che si arrivi a una mediazione. Leggo che Gaetano Pecorella chiede di tornare al testo della Camera, superando quello del Senato, che ha causato tante polemiche. Con le forzature non si governa, si va verso l’avventura istituzionale.
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Di Loredana Morandi (del 25/05/2010 @ 07:28:27, in Politica, linkato 1228 volte)
Intercettazioni/ Ok commissione:ora ddl in aula.

Testo cambierà


Roma, 25 mag. (Apcom) - Alla fine, ce l'hanno fatta i senatori della maggioranza, dopo una maratona notturna di sei ore, ad approvare alle tre del mattino il testo del ddl di riforma delle intercettazioni - che nell'attuale versione impedisce ai giornalisti di pubblicare ogni atto d'indagine - con un provcvedimento che comunque dovrà cambiare prima del suo approdo in Aula. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, è infatti arrivato ieri sera in Senato annunciando che "il testo della Camera è ancora il compromesso migliore sui punti più controversi della riforma" e che è su quello e non su altro che a Montecitorio, oltre un anno fa, il governo incassò la fiducia.

"Questa sera - sono state le parole del Guardasigilli di ieri a palazzo Madama - concluderemo i lavori in commissione. Ribadisco che il testo su cui il governo ha posto la fiducia è il testo della Camera, che ha rappresentato un compromesso alto tra i tre principi costituzionali in gioco: privacy, diritto di cronaca e quello relativo alle indagini". Una presa di posizione da parte di Alfano che in pochi, nel pomeriggio di ieri, si azzardavano a ipotizzare, ma che ha fugato ogni dubbio sulle intenzioni della maggioranza. Il ministro è infatti piovuto in commissione e ha difeso il testo varato l'anno scorso alla Camera con tanto di fiducia, bollandolo come "il miglior compromesso possibile" e sostenendo che, a parte la modifica dei presupposti per intercettare (dai 'gravi indizi di colpevolezza' ai 'gravi indizi di reato'), il resto "è frutto di iniziative parlamentari" e non dell'azione di governo.

Come a dire: per il governo il testo della Camera, più stringente di quello in discussione al Senato, è migliore. Per quanto riguarda "la pubblicazione degli atti dei processi e l'inasprimento delle sanzioni - ha promesso Alfano - rifletteremo ulteriormente nel passaggio tra commissione e Aula. Ciò detto - ha però aggiunto Alfano - il testo della Camera rappresenta ancor oggi per il governo un punto di compromesso molto significativo ed equilibrato". La parola, quindi, va ora ai tecnici di palazzo Grazioli e di via Arenula che, di concerto con i commissari di maggioranza, dovranno approntare le modifiche necessarie a superare le perplessità di Quirinale e società civile, in attesa che il testo approdi in Aula, probabilmente nella settimana tra il 7 e il 13 giugno.

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Intercettazioni/Rush finale Senato.
Alfano:Tornare a testo Camera

Ma l'opposizione tira dritto. Il Pd: ritirare il testo di legge

Roma, 24 mag. (Apcom) - La maggioranza avrebbe voluto chiudere in nottata, ma l'opposizione sembrava tirar dritto con l'ostruzionismo, tanto che il Pd nel pomeriggio era tornato a chiedere per l'ennesima volta il ritiro del ddl. E' con questi presupposti che i senatori membri della commissione Giustizia del senato si apprestavano ad affrontare l'ultima volata per approvare il testo del ddl di riforma delle intercettazioni. Sulla porta della commissione, però, i senatori, stasera, hanno trovato una sorpresa: ad attenderli c'era il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha annunciato che "questa sera concluderemo i lavori in commissione.

Ribadisco - ha detto Alfano - che il testo su cui il governo ha posto la fiducia è il testo della Camera, che ha rappresentato un compromesso alto tra i tre principi costituzionali in gioco: privacy, diritto di cronaca e quello relativo alle indagini". Una presa di posizione da parte del GUardasigilli che in pochi, nel pomeriggio, si azzardavano a ipotizzare, ma che ha fugato ogni dubbio sulle intenzioni della maggioranza. Il ministro è infatti piovuto in commissione e ha difeso il testo varato l'anno scorso alla Camera con tanto di fiducia, bollandolo come "il miglior compromesso possibile" e sostenendo che, a parte la modifica dei presupposti per intercettare (dai 'gravi indizi di colpevolezza' ai 'gravi indizi di reato'), il resto "è frutto di iniziative parlamentari" e non dell'azione di governo.

Come a dire: per il governo il testo della Camera, più stringente di quello in discussione al Senato, è migliore. Per quanto riguarda "la pubblicazione degli atti dei processi e l'inasprimento delle sanzioni - ha promesso Alfano - rifletteremo ulteriormente nel passaggio tra commissione e Aula. Ciò detto - ha però aggiunto Alfano - il testo della Camera rappresenta ancor oggi per il governo un punto di compromesso molto significativo ed equilibrato". "Noi - ha aggiunto il Guardasigilli - non intendiamo imbavagliare nessuno, ma far sì che tutti i cittadini abbiano la possibilità di sperare di non essere intercettare senza motivo. Se l'opposizione immagina che il principio della tutela della privacy non venga più difeso perchè siamo diventati dell'idea che si può intercettare tutti i e tutto sempre, come una certa parte della sinistra ritiene, sarà delusa. Se invece l'opposizione si rende conto che è indispensabile intervenire sul tema delle intercettazioni non solo per quanto riguarda la pubblicazione degli atti, ma anche per quanto riguarda i presupposti necessari per intercettare, allora si potrà trovare un punto di compromesso".

Il Pdl è quindi chiamato ad accelerare l'esame del testo in Commissione per rimandare le modifiche dei punti più contestati all'Aula. "Su di essi - ha infatti spiegato nel pomeriggio il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri - la Commissione si è già pronunciata e quindi il testo resta a aperto a modifiche in Aula. Ora prima finisce l'esame in Commissione meglio è". Dello stesso avviso anche Filippo Berselli, presidente della Commissione, che per parte sua ha invitato i senatori a chiudere in serata. "Cercheremo di poter arrivare in Aula senza forzature nella settimana che comincia il 7 giugno. Due settimane - ha detto - sono una spazio temporale sufficiente per fare quelle modifiche utili ad evitare incognite alla Camera e di conseguenza un ritorno in quarta lettura al Senato".

"Se vogliono fare delle modifiche al testo, assolutamente inaccettabile, lo facciano in commissione Giustizia senza accelerare in maniera incomprensibile il passaggio in Aula", è stata però la replica della capogruppo dei Democratici in Commissione Silvia Della Monica, mentre l'atteggiamento dell'Idv è ancora di chiusura totale. "Discutere con maggioranza e governo del ddl sulle intercettazioni - ha detto il senaotre dipietrista Luigi Li Gotti - è purtroppo tempo perso, al Senato il centrodestra sta riuscendo nell'impresa di peggiorare un testo che già era indecente". In serata poi, il Pd ha chiesto di nuovo, con la capogruppo Anna Finocchiaro e il suo vice Luigi Zanda, il ritiro del provvedimento. Insomma, niente lascia presagire che l'opposizione possa rinunciare al proprio 'ostruzionismo costruttivo' e spianare la strada a un testo che nascerebbe comunque morto, vista l'annunciata volontà di cambiarlo poi in Aula. Un'apertura, questa, che è stata guardata con un po' di soddisfazione solo dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino: "Ad apprezzare si apprezza, ma poi bisogna vedere quale sarà il seguito. Mi auguro - ha detto - che le disposizioni siano non solo rivedute ma anche in maniera condivisa".

Dai deputati finiani del Pdl, invece, è di nuovo arrivata la richiesta di tornare al testo uscito dalla Camera l'anno scorso, testo che prevedeva la possibilità di pubblicare le intercettazioni per riassunto, norma che "garantiva - secondo Fabio Granata - il diritto di informare". E proprio a tutela di tale diritto oggi è stata un'altra giornata di mobilitazione: stamattina le associazioni Articolo 21, Popolo Viola, Micromega hanno tenuto un'assemblea pubblica al Teatro dell'Angelo infiammata soprattutto dalle parole del garante della privacy, Stefano Rodotà ("Su questo tema si assiste finalmente ad un risveglio civile dettato dalla consapevolezza del rischio che stiamo correndo", ha detto). Nel pomeriggio, infine, nuyovo incontro di tutti i direttori delle maggiori testate, i quali hanno sottoscritto un documento, da pubblicare domani, nel quale si ribadisce che è giusto e doveroso difendere il diritto alla privacy dei cittadini ma il ddl sulle intercettazioni va fermato perchè si spinge ben oltre minando i pilastri della democrazia, cioè la libertà di stampa e il diritto all'informazione.
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