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Loredana Morandi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 14/05/2010 @ 18:29:11, in Politica, linkato 2144 volte)
A seguito del fallimento della società di vigilanza La Gazzella srl.

Bancarotta, chiesto a Napoli

arresto del senatore Pdl Vincenzo Nespoli


venerdì 14 maggio 2010 16:54
 
NAPOLI (Reuters) - Una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata chiesta dalla procura di Napoli per il senatore del Pdl e sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, per i reati di concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e per reimpiego di denaro di provenienza illecita.

L'ordinanza e la relativa richiesta di autorizzazione a procedere è stata depositata presso il Senato.

Lo ha riferito la Guardia di Finanza di Napoli, che ha effettuato l'indagine sul fallimento della società di vigilanza La Gazzella srl, dichiarata fallita nel maggio 2007 con un passivo di oltre 25 milioni di euro costituito prevalentemente da debiti nei confronti dell'Inps. Non è stato possibile contattare un legale del senatore.

Secondo gli inquirenti, l'indagine avrebbe evidenziato il ruolo di "dominus occulto" svolto da Nespoli nella gestione della società fallita, di cui sarebbe stato titolare di fatto attraverso un prestanome e dalla quale avrebbe tratto vantaggi per il consenso elettorale e fondi attraverso diverse distrazioni di somme raccolte dai clienti della società di vigilanza, con l'occultamento e la falsificazione dei documenti contabili e societari.

L'indagine è stata coordinata dai sostituti procuratori Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura di Napoli.

La Rassegna

Bancarotta, chiesto a Napoli arresto del senatore Pdl Nespoli

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
NAPOLI (Reuters) - Una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata chiesta dalla procura di Napoli per il senatore del Pdl e sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, per i reati di concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e ...

Arresti domiciliari per il senatore PdL Nespoli

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
n'altro senatore termina nella rete della Giustizia Italiana. Dopo che i pm John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno chiesto gli arresti domiciliari per il senatore del Pdl, nonché sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, oggi il gip Alessandro Buccino ...

17:30 Napoli, Gdf chiede arresti domiciliari per senatore Pdl Nespoli

APCOM - ‎59 minuti fa‎
Roma, 14 mag. (Apcom) - La Guardia di Finanza Napoli ha chiesto gli arresti domiciliari per il Sindaco di Afragola, Senatore Vincenzo Nespoli, per concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e reimpiego di denaro frutto di attività ...

Napoli: bancarotta fraudolenta, chiesto arresto senatore Pdl Nespoli

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Napoli, 14 mag. (Adnkronos) - La Procura di Napoli, sezione reati contro la criminalita' economica ha chiesto l'arresto del senatore del Pdl, Vincenzo Nespoli, attuale sindaco di Afragola, comune a nord di Napoli. Le indagini che coinvolgono ...

BANCAROTTA FRAUDOLENTA: ARRESTATO IL SENATORE NESPOLI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Napoli, 14 mag. - Il gip del tribunale di Napoli ha emesso un'ordine di custodia cautelare nei confronti del senatore Vincenzo Nespoli (Pdl), sindaco di Afragola, nel napoletano, per concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale ...

Pdl/ Richiesta domiciliari per Nespoli. Cicchitto: Solidarietà

Virgilio - ‎2 ore fa‎
Un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari è stata emessa nei confronti del senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola (Napoli). Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, esprime in una nota "solidarietà non facendoci ...

BANCAROTTA FRAUDOLENTA: OLTRE NESPOLI, ALTRI SETTE INDAGATI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎20 minuti fa‎
(AGI) - Napoli, 14 mag. - Sono altri 7 oltre al senatore Vincenzo Nespoli gli indagati nell'inchiesta di Napoli per la bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e reimpiego di denaro di provenienza illecita. Sono il nipote e l'autista di ...

Bancarotta e riciclaggio, chiesto l'arresto per il senatore Pdl ...

Informazione libera net1news - ‎10 minuti fa‎
NAPOLI - La Guardia di Finanza di Napoli ha chiesto l'arresto per il senatore del Pdl Salvatore Vincenzo Nespoli, contemporaneamente anche sindaco di Afragola, per bancarotta fraudolenta patrimoniale e riciclaggio di denaro proveniente da attività ...

RICICLAGGIO: GIP CHIEDE ARRESTI DOMICILIARI PER SENATORE NESPOLI (PDL)

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 14 mag - La Procura di Napoli, sezione reati contro la criminalita' economica, ha chiesto gli arresti domicialiari per il senatore del Pdl e sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, per concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale e ...

Chiesto l'arresto per senatore Pdl Nespoli: accusato di bancarotta ...

Barimia - ‎54 minuti fa‎
E' stato chiesto l'arresto per il sindaco di Afragola (nel napoletano) Vincenzo Nespoli. Per l'esponente del Pdl e primo cittadino i pm John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno richiesto gli arresti domiciliari. Ora si attende l'autorizzazione del ...

Arresti per il senatore Vincenzo Nespoli: riciclaggio e bancarotta ...

NotiziarioItaliano.IT - ‎2 ore fa‎
NAPOLI - Woodcock e Piscitelli, i due PM autori di varie inchieste, dalle grosse matrici, hanno chiesto gli arresti domiciliari per il senatore della Repubblica Vincenzo Nespoli. Eletto nella lista PDL, ricopre anche il ruolo di sindaco di Afragola. ...

Fallimento istituto di vigilanza, chiesti gli arresti domiciliari ...

RomagnaOggi.it - ‎1 ora fa‎
I pm John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno chiesto gli arresti domiciliari per il sindaco di Afragola E senatore del Pdl, Vincenzo Nespoli. Il gip Alessandro Buccino Grimaldi ha emesso l'ordinanza e ha chiesto l'autorizzazione agli arresti al ...

Riciclaggio e bancarotta fraudolenta: il gip chiede i domiciliari ...

www.lunaset.it - ‎2 ore fa‎
(14 maggio) Concorso in bancarotta fraudolenta e riciclaggio: è l'accusa che la Procura di Napoli ha contestato al senatore del Pdl, nonché sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli. L'ordinanza, che prevede la custodia agli arresti domiciliari, ..
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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 08:25:42, in Politica, linkato 1317 volte)
Una scelta coerente con l'ultimo documento del CSM su magistratura e incarichi amministrativi..

Giustizia/ Napolitano riceve Bergamo, si è dimesso dal Csm

Ora è assessore Venezia. Presidente lo ringrazia per sensibilità


Roma, 12 mag (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto oggi al Quirinale l'avvocato Ugo Bergamo che gli ha rappresentato i motivi che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni da componente del Csm a seguito della sua nomina ad assessore al Comune di Venezia. Lo riferisce un comunicato stampa della presidenza della Repubblica. Il Presidente Napolitano lo ha ringraziato per la sensibilità istituzionale che ha ispirato la sua scelta e per l'impegno con il quale ha concorso all'attività dell'organo di autogoverno della magistratura.


Giustizia/ Bergamo: Per senso di responsabilità mi dimetto da Csm
Lettera a Napolitano: Massimo impegno per riqualificazione Venezia


Roma, 12 mag (Apcom) - Per "senso di responsabilità istituzionale" Ugo Bergamo ha deciso di dimettersi da consigliere del Csm. Una scelta che il neo-assessore comunale di Venezia, eletto a Palazzo dei Marescialli su indicazione dell'Udc, ha spiegato in una lettera inviata al capo dello Stato Giorgio Napolitano, che dell'organo di autogoverno delle toghe è presidente.

Nessuna incompatibilità tra i due incarichi, ha chiarito, ma sulla decisione ha pesato anche la volontà di dare il "massimo impegno" nel nuovo incarico che gli è stato affidato. "La mia recente nomina a componente la giunta comunale di Venezia conferitami dal sindaco Giorgio Orsoni - scrive Bergamo a Napolitano - mi impone di valutare con la massima serietà e senso di responsabilità istituzionale la delicatezza della situazione che si è venuta con ciò a creare in riferimento al mio attuale incarico di componente del Csm".

"Ritengo di aver sempre svolto con piena lealtà al dettato costituzionale - rivendica - il mio delicato compito, ispirando ogni mia scelta alla più rigorosa valutazione di coscienza perseguendo sempre tenacemente e con coerenza la più determinata affermazione della effettiva autonomia ed indipendenza della magistratura".

Bergamo rileva "la mancanza di una specifica previsione costituzionale o legislativa che preveda la incompatibilità formale dei due incarichi", ma spiega di considerare "coerente con il mio modo di interpretare i ruoli pubblici di responsabilità che mi sono stati nel tempo affidati evitare il protrarsi del mantenimento contestuale degli incarichi che attualmente ricopro". "L'importanza e la rilevanza dell'incarico amministrativo affidatomi dal sindaco di Venezia, comporta per me l'esigenza di profondere il mio massimo impegno per contribuire a raggiungere gli obiettivi della riqualificazione e rilancio della città lagunare". Per questo, Bergamo annuncia che domani formalizzerà le dimissioni da componente del Csm "ritenendo che ciò non comporti scompensi nell'attività dello stesso, vista l'imminente convocazione del Parlamento in seduta congiunta per la nomina dei nuovi consiglieri. Infine, Bergamo ringrazia Napolitano "per l'autorevolezza con cui ha esercitato il Suo compito istituzionale di presidente del Consiglio superiore della magistratura costituendo sempre il più alto senso di riferimento morale e civile per tutto il Consiglio e per l'intero Paese".

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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 06:59:03, in Politica, linkato 1418 volte)
Il disegno di legge costituzionale

Lodo Alfano, la maggioranza presenta
lo «scudo» per le alte cariche

Anche la Lega Nord ha deciso di sottoscriverlo dopo un incontro con il gruppo del Pdl

MILANO - Il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà al Senato ha presentato un disegno di legge costituzionale recante disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato.

I FIRMATARI - Dopo un incontro con il gruppo del Pdl, anche la Lega Nord ha deciso di sottoscrivere il ddl. Pertanto, primi firmatari sono i senatori Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Federico Bricolo, Roberto Centaro, Domenico Benedetti Valentini. Il testo del disegno di legge è consultabile dal portale internet del gruppo Pdl al Senato all'indirizzo www.pdlsenato.it. (Fonte: Dire - Corriere Sera)

Il Testo

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SOSPENSIONE DEL PROCESSO PENALE NEI CONFRONTI DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO

Art. 1.

1. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 90 della Costituzione, quando l’autorità giudiziaria esercita l’azione penale nei confronti del Presidente della Repubblica, anche in relazione a fatti antecedenti alla assunzione della carica, ne dà immediata comunicazione al Senato della Repubblica, trasmettendo gli atti del procedimento.
Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il procedimento è sospeso, il Parlamento in seduta comune dei suoi membri può disporre la sospensione del processo.
2. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione, quando l’autorità giudiziaria esercita l’azione penale nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri, ne dà immediata comunicazione alla Camera di appartenenza, trasmettendo gli atti del procedimento. La comunicazione è data al Senato della Repubblica se si deve procedere nei confronti di soggetti che non sono membri delle Camere. Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il procedimento è sospeso, la Camera di appartenenza o il Senato della Repubblica possono disporre la sospensione del processo.
3. La sospensione del processo opera per l'intera durata della carica o della funzione e si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.
4. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale per l'assunzione delle prove non rinviabili.
5. In casi di sospensione del processo, non si applica la disposizione dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l'azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

Art. 2

1. La disposizioni della presente legge si applicano ai processi in corso alla data della sua entrata in vigore.
2. Nei casi di cui al comma 1, il giudice ne dà immediata comunicazione alla Camera di appartenenza o al Senato della Repubblica, trasmettendo gli atti ad essi relativi.
Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il processo è sospeso, la Camera di appartenenza, il Senato della Repubblica o il Parlamento in seduta comune dei suoi membri decidono se disporre la sospensione del processo per la durata della carica o del mandato.

Art. 3
(Entrata in vigore).

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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Di Loredana Morandi (del 13/05/2010 @ 06:54:48, in Politica, linkato 1321 volte)
Secondo il nuovo lodo Alfano Scajola è l'ultimo dei "dimessi".

Scajola non deporrà a Perugia,
avvocato: non ci sono garanzie


mercoledì 12 maggio 2010 19:28

ROMA (Reuters) - L'ex ministro dello Sviluppo Scajola non si presenterà ai pm di Perugia che indagano sull'inchiesta dei cosiddetti Grandi Appalti, annuncia questa sera il suo legale, perché le notizie pubblicate stampa sulla vicenda lo dipingerebbero non come testimone, ma come indagato.

"Questo pomeriggio ho deciso di non far presentare il mio assistito... all'audizione come persona informata sui fatti per il 14 maggio p.v., dandone comunicazione ai magistrati", ha scritto in una nota l'avvocato Giorgio Perroni.

"Oramai da giorni la stampa nazionale riporta quel che viene presentato come il contenuto di atti di indagine.... concernenti la compravendita di un immobile sito a Roma... di proprietà del ministro Scajola ed oggetto di investigazione da parte della Procura di Perugia".

La vicenda che coinvolge l'ex ministro del Pdl è quella dell'acquisto di un appartamento alcuni anni fa nel centro di Roma, che sarebbe stato pagato non solo con denaro dello stesso Scajola, ma anche con assegni circolari per circa 900mila euro provenienti dal costruttore Guido Anemone.

I media riferiscono poi che i pm indagherebbero anche su presunti favori concessi da Scajola al costruttore, ha detto l'avvocato.

Anemone - scarcerato nel weekend per decorrenza dei termini - è uno dei principali indagati nell'inchiesta sugli appalti per le Grandi opere, divisa in tre filoni in mano alle procure di Perugia, Roma e Firenze. Tra gli altri compaiono anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, e - ancora in carcere - Angelo Balducci, all'epoca dei fatti presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici del ministero delle Infrastrutture.

"Alla luce di tali notizie, che si dimostreranno non conformi al vero, non riesco obiettivamente a comprendere come la Procura di Perugia possa valutare di sentire l'Onorevole Scajola in una veste che parebbe oramai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti".

Secondo il legale, questa situazione "non è corretta su un piano tecnico processuale" e rischia di fare in modo che "la richiesta audizione avvenga... senza il rispetto delle garanzie difensive normativamente previste".

Inoltre, l'avvocato Perroni si dice convinto, nella nota, che la procura perugina non sia competente a indagare, e che a farlo debba essere "eventualmente" il tribunale dei ministri.
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Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 10:30:03, in Politica, linkato 1406 volte)
Italia dei Valori e il Lavoro delle Madri di Famiglia


Copio e incollo parte di un articolo di Valeria Braghieri de Il Giornale per fare un commento domenicale ad un suo articolo sui modi e sui costumi sociali di Italia del Valori, che tutto è fuorché partito attento ai valori civili.


Per l’Idv una mamma non può fare l’assessore di Valeria Braghieri

Bufera sul partito dopo che la Mura, braccio destro di Di Pietro, ha sostituito con un uomo Maura Pozzati, la responsabile alla Cultura in giunta provinciale a Bologna: "Non ha più tempo per le deleghe". Ecco le pari opportunità secondo i seguaci di Tonino. L'esclusa protesta: "Metodi da vecchio Pci"

Per carità, voi de Il Giornale, se proprio volete attaccare Di Pietro almeno non gli fate complimenti. Ma quale vecchio Pci? Per carità, in questo modo fate sembrare più annacquata la destra attuale di quanto non abbia fatto Fini a tutt'oggi. I dipietristi in quanto composti di una fauna eterogenea di estromessi, cacciati e riciclati di ogni "colore" non esprimono alcuno dei valori storici attribuibili alla politica.

Racconto. Io ho conosciuto Silvana Mura ad una tre giorni in Cgil del Tavolo della Pace, esattamente quel tavolo che affidò a me l'incarico di scrivere il testo sull'attacco unilaterale all'Iraq da sottoporre alla Associazione Magistrati (in rappresentanza dei Giuristi Democratici, non ancora associazione, qui taccia per sempre il buon Antetomaso, perché allora nel lontano 2003 egli non era neppur sfiorato dall'esigenza di rendere associazione un pensiero politico nell'avvocatura, mentre l'OUA monda di ogni appalto pseudo politico muoveva i primi passi per prendere "coscienza" solo in seguito).

Rammento che mi fece tenerezza e anche un po' pena questa bella donna, Silvana Mura  una estromessa proveniente dalle frange spurie di Alleanza Nazionale, priva di parola in Cgil perché non si era prenotata, che apostrofava le persone (così come le trovava, a gruppetti appollaiate sulle gradinate del parlamentino sindacale) ricordando loro che "Di Pietro è di sinistra", per la sufficienza dei "si, si" raccolti nella completa indifferenza della gente.

Sfoderai allora un mio molto compassionevole "Ah, si! Davvero?" (la mia famosissima domanda stupida) tanto per sollevarle il morale e consentirle di dare la "news" in modo percettibile agli astanti in un fremito di non dovuto interesse, cosa per la quale fui gratificata con un biglietto da visita appena stampato. Io non amo apparire e non scrivo libri di politica, ma quel biglietto lo conservo ancora per ricordo.

Sulla questione femminile Italia dei Valori segue una logica rigidamente legata al fabisogno dell'immediatezza, cioè dell'oggi cieco al futuro, e per questo legata al NON rispetto delle tematiche sociali, economiche e morali della società. Per loro i diritti della Donna semplicemente non esistono.

In particolare io sono un caso in cui il lavoro dato non solo NON è stato premiato, ma è stato finanche rubato per attribuirlo ad una trentenne palermitana sconosciuta. E i signori Sonia Alfano, cui occorrevano delle stampelle regionali in Sicilia rifiutate le valigie sioniste, e il signor de Magistris, l'uomo dalla campagna elettorale  a spese degli elettori (a me, invitato a Firenze, chiese vitto e alloggio per se e per la moglie), hanno ampiamente dimostrato di mancare al rispetto che si deve nei confronti di una donna che lavora ed è madre "nubile" di 4 ragazzi.

Al confronto dell'attuale dipietrismo Mussolini è stato un "santo" governatore, per aver legiferato l'assistenza sociale per le ragazze "madri" e le prime "case famiglia" per l'accoglienza dei casi più bisognosi.

L'oggi di IdV è il solito carrozzone raffazzonato, che ruba il motto storico di una delle più attive correnti della Magistratura Associata per farne una "associazione" e consolidare il falso pensiero che si tratti del partito dei giudici. In nulla si sono risparmiati, dal riciclaggio dell'efebofilo Grillini nella rossa terra santa dell'Emilia Romagna, alla plateale partecipazione ai convegni pro pedofili di Pirate Bay.

Il ruolo di tutti quelli che "restano" tra i fregati e i feriti è solo quello di ricordar loro, che una volta lasciata la magistratura si  deve cessare anche di fregiarsi del "bel titolo" di "giudice" e sottoporsi al "giudizio" del Popolo Sovrano.

I miei complimenti alla neo mamma Mariastella Gelmini. Io, per mantenere i miei 4 ragazzi, sono andata in ferie a 4 - 5 giorni dal mio quarto parto cesareo, una gravidanza gemellare con cartella clinica in "patologia ostetrica" e "neonatologia", e sono tornata al lavoro dopo meno di 30 giorni.

Chissà se il mio può essere definito anche oggi stakanovismo oppure la pura e semplice verità.


Loredana Morandi
una del popolo
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Di Loredana Morandi (del 09/05/2010 @ 10:18:44, in Politica, linkato 1312 volte)
La Giustizia si snellisce grazie al web


Per iniziativa del ministro Alfano viene aperto un sito internet per velocizzare le tante cause presentate di fronte al Giudice di pace. Sarà possibile compilare i ricorsi, verificare lo stato del procedimento e la data dell’udienza. GUARDA IL VIDEO



08 maggio, 2010 - Il tentativo è quello di eliminare le code negli uffici del giudice di pace e di rendere più rapidi processi e sentenze, aprendo su Internet un sito sul quale sarà possibile non solo compilare i ricorsi, ma anche verificare lo stato del proprio procedimento e il giorno in cui ci si dovrà presentare in udienza. L'iniziativa è del ministro della Giustizia Angelino Alfano ed è lui stesso a pubblicizzarla in uno spot sul web.
   
Basta cliccare su www.angelinoalfano.it per vedere il ministro che spiega come utilizzare al meglio il sito e dunque evitare code inutili negli uffici.


Tg 24 Sky Tv
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 20:01:56, in Politica, linkato 1284 volte)

Tutta questione di carattere...

Corriere della Sera
MILANO - Un incontro di circa quaranta minuti, durante il quale Giorgio Napolitano ha firmato il decreto in cui si accettano le dimissioni di Claudio Scajola da ministro dello Sviluppo economico e si affida l'interim al premier, Silvio Berlusconi. ...
ANSA -
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 17:11:58, in Politica, linkato 2379 volte)
Verdini (PdL) indagato per corruzione
Nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti in Sardegna


ROMA - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull'eolico in Sardegna.

Ieri, a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini. Gli investigatori inviati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò (aggiungo il nome della pm dalla breve di MF Dow Jones) erano alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali gli inquirenti intendono accertare la provenienza e la destinazione. In procura c'é un grande riserbo sulla natura delle indagini in corso.

Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un'altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia. Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l'uomo d'affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il direttore generale dell'Arpa della Sardegna Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi. (Ansa)

Perquisita la banca di Verdini

La Rassegna

Appalti in Sardegna, Verdini indagato per corruzione

Reuters Italia
ROMA (Reuters) - Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per corruzione dalla procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie d'appalti in Sardegna. ...

Pdl: Verdini indagato per corruzione, nessun interrogatorio in vista

Borsa Italiana
ROMA (MF-DJ)--E' indagato per corruzione dalla Procura di Roma uno dei coordinatori del Pdl, Denis Verdini, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto comitato d'affari interessato a una serie di appalti in varie citta' italiane, tra cui quelli per la ...

Perquisita la banca di Verdini

La Repubblica
Dopo Scajola, spuntano altri nomi eccellenti dalle intercettazioni: nel mirino ancora acquisti e mutui. Un filo rosso collega i fascicoli su Carboni ei Grandi eventi FIRENZE - La bufera giudiziaria che ha travolto il ministro Claudio Scajola è soltanto ...

Pdl, Verdini indagato per corruzione

Corriere della Sera
ROMA - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, ...

Appalti G8, indagato coordinatore Pdl Denis Verdini

Rainews24
L'inchiesta riguarda appalti per carceri e impianti eolici in Sardegna. Gli accertamenti su quello che si ritiene possa essere stato un giro per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008, nel quadro di un'altra indagine avviata dalla ...

Verdini indagato per corruzione

Il Tempo
Il coordinatore nazionale del Pdl è stato iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sull'aggiudicazione di appalti per la realizzazione di carceri e impianti eolici in Sardegna. Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per ...

Appalti in Sardegna, Denis Verdini indagato per corruzione dai pm ...

Adnkronos/IGN
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il nome del coordinatore nazionale del Pdl appare nell'inchiesta riguardante l'attività di un presunto comitato d'affari che coinvolge anche l'imprenditore Flavio Carboni e altre quattro persone. L'indagine riguarderebbe tra ...

Appalti in Sardegna, Verdini indagato

ANSA
(ANSA)- ROMA, 5 MAG -Denis Verdini, uno dei coordinatori del Pdl,e' indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta per appalti in Sardegna. L'inchiesta riguarda presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato in maniera ...

Eolico in Sardegna, indagato Verdini

Alguer.it
ROMA - Un'altra botta per il Governo all'indomani delle dimissioni del ministro Scajola. Ieri (martedì), a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Denis Verdini. Il coordinatore nazionale del Pdl è ...

DENIS VERDINI INDAGATO PER CORRUZIONE

Agenzia di Stampa Asca
Il coordinatore del Pdl Denis Verdini e' indagato per corruzione dalla Procura di Roma. L'indagine, partita dagli appalti per l'eolico nella regione Sardegna, ha portato i magistrati a effettuare verifiche sui soldi transitati per il Credito ...

Indagato il coordinatore del Pdl Denis Verdini

Nove da Firenze
E' fissata per il 15 giugno prossimo la data d'apertura del processo sull'appalto della scuola marescialli dei carabinieri a Firenze. La vicenda rientra nel filone toscano dell'inchiesta sui grandi eventi e vede coinvolti Angelo Balducci, ...

APPALTI: INDAGATO A ROMA PER CORRUZIONE DENIS VERDINI (PDL)

AGI - Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) - Roma, 5 mag. - C'e' anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, tra gli indagati a Roma nell'ambito dell'inchiesta su un comitato di affari interessato a una serie di appalti in varie citta' italiane, tra cui quelli per la realizzazione di ...

Denis Verdini indagato per corruzione

SKY.it
Il coordinatore del Pdl sotto inchiesta a Roma. Avrebbe fatto parte di un comitato d'affari che si è occupato di appalti pubblici Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito ...

Verdini viene indagato dalla Procura di Roma per corruzione

4minuti.it
ROMA (5 maggio 2010) - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Popolo delle libertà, è stato indagato dalla Procura di Roma per corruzione. L'indagine nasce su un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato di appalti pubblici in modo ...

CORRUZIONE: COORDINATORE DEL PDL VERDINI INDAGATO PER APPALTI IN ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale
(IRIS) - ROMA, 5 MAG - Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione, in riferimento a degli appalti per la costruzione di impianti eolici in Sardegna. La decisione è stata presa dai pm Ilaria Calò, ...

Denis Verdini indagato per corruzione a Roma

NanoPress (Blog)
Denis Verdini è finito nei guai. L'esponente del Popolo della Libertà risulta infatti indagato per corruzione a Roma. Prima il caso che ha riguardato Claudio Scajola, il ministro dello Sviluppo Economico che si è dimesso dal suo incarico istituzionale. ...

Cronaca: Denis Verdini indagato per corruzione

Corrispondenti.net
Denis Verdini è stato iscritto nel registro degli indagati in relazione a un'inchiesta della procura di Roma relativa agli appalti pubblici per i progetti sull'energia eolica in Sardegna. Sul coordinatore del PDL peserebbe l'accusa di corruzione. ...

Appalti in Sardegna, Verdini indagato

euronews
Grecia: tre morti nelle sommosse durante lo sciopero generale. Una ventina di persone intrappolate in un incendio in una banca. Almeno 25 mila in piazza ad Atene contro il piano di austerity (ANSA)- ROMA, 5 MAG -Denis Verdini, uno dei coordinatori ...

Indagato Denis Verdini

ItalyNews.it
Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del PdL, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione. E' stato iscritto nel registro degli indagati per l'inchiesta sull'aggiudicazione di appalti, per la realizzazione di carceri e impianti eolici in ...

I pm di Roma a caccia di politici: nel mirino altri 10 parlamentari

il Giornale
L'inchiesta punta a una presunta associazione interessata agli appalti sull'eolico. Intercettato e pedinato il coordinatore pdl Verdini, perquisita la sua banca Inchiesta top secret su politica e affari, atto secondo. Occhio a questi nomi su cui sta ...

Dopo Scajola, anche Verdini è nei guai: perquisita di nuovo la sua ...

Il Salvagente
Il coordinatore del Pdl è già indagato a Firenze per i rapporti con la "cricca". Le colonne portanti del Pdl continuano a tremare. Dopo Claudio Scajola, ora anche un altro pezzo da 90 del partito rischia grosso. Denis Verdini, uno dei tre coordinatori ...

Indagato anche Denis Verdini per l'eolico in Sardegna

PolisBlog.it (Blog)
Non si fa in tempo a registrare un'indagine o una condanna che ne segue un'altra. Questa volta tocca al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, indagato per corruzione nell'inchiesta su illeciti negli appalti pubblici in Sardegna. ...

Inchiesta su mutui e favori: dopo Scajola spunta il nome di ...

Tiscali Notizie
Non c'è solo il nome dell'ormai ex ministro Claudio Scajola nell'inchiesta partita dalla "cricca" dei Grandi Eventi, degli appalti del G8 e della Maddalena. Un'altra indagine, partita da Roma e che si incrocia con la prima, minaccia di fare passare ...

Inchiesta sugli appalti, perquisita la banca di Verdini

Blitz quotidiano -
Dopo Claudio Scajola, la bufera giudiziaria sui Grandi eventi per gli appalti del G8 alla Maddalena colpisce un altro esponente del Popolo della Libertà: Denis Verdini. Già indagato nell'inchiesta della Procura di Firenze sull'appalto della scuola ..
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Di Loredana Morandi (del 05/05/2010 @ 16:50:20, in Politica, linkato 1435 volte)
In corso un pesante scambio di battute tra Storace e la Mussolini..

Laziogate: Storace condannato a 1 anno e 6 mesi

Condannate anche altre sette persone


ROMA - L'ex governatore della Regione Lazio, Francesco Storace, è stato condannato ad 1 anno e sei mesi di reclusione, assieme ad altre sette persone, nell'ambito del processo nel cosiddetto Laziogate. La sentenza è stata letta questa mattina dal giudice monocratico Maria Buonaventura, della quarta sezione del Tribunale di Roma. Oltre Storace sono stati condannati a 2 anni di reclusione il suo ex portavoce Nicolo' Accame, ad un anno di reclusione per Mirko Maceri, l'ex direttore tecnico della societa' Laziomatica, Nicola Santoro e Romolo Reboa e Pierpaolo Pasqua. Ad otto mesi di reclusione sono stati, inoltre, condannati l'ex vicepresidente del consiglio comunale, Vincenzo Piso, (per il quale il pm aveva chiesto l'assoluzione) e Tiziana Perreca.

Assolto invece Daniele Caliciotti per il quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad uno anno di reclusione. Per tutti la pena e' sospesa e il presidente ha concesso le attenuanti generiche. Maceri, Reboa, Storace, Accame e Santori sono stati condannati a risarcire la Lait in sede civile. Inoltre Accame e Pasqua dovranno liquidare in separata sede anche Alternativa sociale. Oggetto del processo, durato tre anni, sono le presunte interferenze al corretto svolgimento delle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, nel marzo del 2007, patteggiarono la pena davanti al gup del Tribunale di Roma, il collaboratore dell'ex presidente della Regione, Dario Pettinelli (tre mesi di reclusione poi convertita in sanzione pecuniaria) e l' investigatore privato Gaspare Gallo (dieci mesi di reclusione). Fabio Sabbatani Schiuma, predecessore di Piso alla vicepresidenza del consiglio comunale, fu invece prosciolto dalle accuse in sede di udienza preliminare.

"Ho parlato con i miei avvocati: ho deciso di non avvalermi di alcun beneficio o dell'indulto". Lo ha detto il leader de La Destra Francesco Storace, nel corso di un conferenza stampa nella sede del partito convocata a seguito della sua condanna nell'ambito del caso Laziogate. "Se alla fine del giudizio questa sentenza sarà confermata - ha proseguito - me ne vado tranquillamente in carcere, perché gli italiani devono sapere com'é la giustizia. Il carcere - ha aggiunto Storace - è la prospettiva che mi spaventa di meno".
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Di Loredana Morandi (del 04/05/2010 @ 20:24:43, in Politica, linkato 1297 volte)
MAFIA: NANIA (PDL): CONDANNA SENZA SE E SENZA MA


"I messaggi intimidatori vanno sempre condannati senza se e senza ma. L'idea che si possa arrivare a minacciare e ad intimidire dei pubblici ministeri, dei giornalisti o quanti lavorano e si espongono in prima persona è inaccettabile. A loro va tutta la mia solidarietà".  Lo dichiara il vice Presidente del Senato, Domenico Nania, in riferimento alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviata alla  'Repubblica' di Palermo contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, al procuratore Lari, a Ciancimino, al pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.


MAFIA: FINOCCHIARO, FERMA CONDANNA E SI FACCIA PIENA LUCE


"E' da condannare con fermezza il grave messaggio intimidatorio recapitato alle sedi palermitane de La Repubblica e de Il Giornale di Sicilia e che rivolge gravissime minacce a magistrati, collaboranti, testimoni e giornalisti evidentemente ritenuti 'scomodi' dalla mafia". Lo dichiara la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro in merito alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviato ai due quotidiani contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, il procuratore Lari, il collaboratore di giustizia Ciancimino ed il pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.
"E' chiaro che messaggi tanto meschini mascherano una grande debolezza da parte di chi li pensa. Si tratta però pur sempre di fatti molto gravi di cui spero vengano al più presto svelati gli autori".


Mafia: Calipari, “Silenzio e indifferenza rendono forti i criminali”

La vicepresidente dei deputati PD: solidarietà ai giornalisti e ai pm minacciati

“Due buste con proiettili e con nuove minacce a magistrati, giornalisti e collaboratori di giustizia sono state recapitate al "Giornale di Sicilia" e alla redazione palermitana di "Repubblica". Nelle lettere contenute nei plichi si fa cenno, secondo le informazioni stampa, a operazioni a sostegno della nostra democrazia" e vengono presi di mira i magistrati Antonio Ingroia, Sergio Lari e Nino Di Matteo,e i giornalisti Michele Santoro e Sandro Ruotolo. Vengono citati anche Massimo Ciancimino ed il pentito Gaspare Spatuzza. E’ un segnale grave che ci porta a dire come sia importante anche una scorta mediatica verso chi fa antimafia anche nel mondo della comunicazione come succede alla giornalista del Mattino Rosaria Capacchione più volte vittima di intimidazioni da parte della Camorra. E’ il silenzio e l’indifferenza a rendere più forti i criminali, non le fiction o i libri che non piacciono a Berlusconi”.

Lo dice Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del PD.

Roma, 4 maggio 2010


Mafia: Garavini (Pd), vigliacca intimidazione contro magistrati e giornalisti


''E’ una vigliacca intimidazione contro chi afferma con il proprio esempio la cultura dell’antimafia e della legalità”.  Lo ha detto Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia, dopo aver appreso dell’invio di proiettili e messaggi intimidatori alle redazioni di Palermo de Il Giornale di Sicilia e La Repubblica, contro Michele Santoro e Sandro Ruotolo, i magistrati Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e Sergio Lari, e anche contro Massimo Ciancimino ed il pentito Gaspare Spatuzza.

“Esprimo la solidarietà dei componenti Democratici dell’Antimafia alle redazioni e ai magistrati colpiti da questo gesto di vile prepotenza da parte di chi teme l'azione repressiva dello Stato e la libera informazione sulla mafia e i suoi rapporti con la politica e l'economia''.

Roma, 4 maggio 2010


MAFIA: PROIETTILI A QUOTIDIANI; GARRAFFA (PD), GESTI DI MATRICE MAFIOSA


"Ai magistrati e ai giornalisti va la mia solidarietà nella consapevolezza che sapranno rispondere con la loro eccellente professionalità, con il loro continuo impegno a questi ulteriori gesti di viltà di matrice mafiosa".  Lo dichiara il senatore Pd Costantino Garraffa, della  commissione parlamentare antimafia, commentando la notizia dell'invio di proiettili a magistrati e ai giornalisti di Repubblica, Giornale di Sicilia e Annozero.

Roma, 4 maggio 2010


MAFIA: LUMIA (PD), VILE TENTATIVO DI INTIMIDIRE MAGISTRATI E GIORNALISTI


Palermo, 04 maggio 2010 – “È il vile tentativo di intimidire l’azione repressiva dello Stato, che in questi anni ha ottenuto grandi risultati e il giornalismo libero, che informa l’opinione pubblica sui fatti di mafia, sulle collusioni con la politica e l’economia. Ai giornalisti e ai magistrati va la mia piena solidarietà per l’importante lavoro antimafia che svolgono con professionalità e senso civile”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia in riferimento alla busta con proiettile e messaggio intimidatorio inviato a due quotidiani (Giornale di Sicilia e la Repubblica) contro i pm antimafia Ingroia, Di Matteo, il procuratore Lari, il collaboratore di giustizia Ciancimino ed il pentito Spatuzza e ai giornalisti Santoro e Ruotolo.
“È evidente – aggiunge Lumia – che la mafia ha i nervi scoperti e lancia messaggi intimidatori perché ha paura che magistrati, collaboratori di giustizia e giornalisti possano svelare verità scomode ed eclatanti”.

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