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 Rickon ad 1 anno... di Lunadicarta
 
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Seminate per voi secondo giustizia | e mietete secondo bontà.

Osea, 10: 12
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 20/04/2010 @ 08:13:01, in Politica, linkato 1236 volte)
Spuntano nuove intercettazioni: il Palazzo trema


di Massimo Malpica

RomaUn altro terremoto giudiziario si prepara a far tremare il Paese. L’epicentro è Roma, precisamente piazzale Clodio, dove ha sede la procura della Capitale. Qui c’è un fascicolo d’indagine che rischia di far più rumore dell’inchiesta sui grandi eventi che ha toccato i vertici della Protezione civile.

Dentro quei faldoni ci sarebbero i nomi di numerosi politici di primo piano, ma anche funzionari di un importante dicastero, e diversi magistrati eccellenti. Tutti coinvolti via via in un’inchiesta che era cominciata analizzando i rapporti tra un politico di primo piano e un «faccendiere» già noto alle cronache giudiziarie. L’ipotesi di reato iniziale era corruzione. E quando sono partite le intercettazioni, gli inquirenti sono arrivati, a catena, ad ascoltare un «parterre» illustre. Che, come detto, oltre a un buon numero di parlamentari, comprenderebbe magistrati, alcuni dei quali con importanti incarichi «esterni», imprenditori e alti dirigenti pubblici e privati. Come capita sovente, le condotte «rilevate» dagli inquirenti nel corso del lavoro investigativo non incardinerebbero profili di rilevanza penale eclatante.

Dal contenuto delle intercettazioni emergerebbe però uno scenario fatto di scambi di favori e richieste, capace di colpire - negativamente, va da sé - l’opinione pubblica, e di alimentare i sentimenti di antipolitica già molto diffusi. «Se i brogliacci, o peggio ancora le trascrizioni, di alcune delle conversazioni intercettate finissero sui giornali, scoppierebbe il finimondo», dichiara nei corridoi di piazzale Clodio uno degli inquirenti. Ma di che si tratta?

Secondo le prime indiscrezioni, l’inchiesta verterebbe sulla liceità di alcuni «affari» pianificati in Sardegna dai primi protagonisti «puntati» dalla procura di Roma. Indagando su questo business ancora in fase iniziale, gli investigatori si sarebbero imbattuti in Flavio Carboni, l’imprenditore da poco assolto nel processo di primo grado per l’omicidio del banchiere Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, trovato appeso e privo di vita sotto il Blackfriars bridge, a Londra.

Il nome di Carboni sarebbe tra gli indagati in questo nuovo fascicolo, affidato al pm Giancarlo Capaldo, lo stesso che si sta occupando sia dell’affaire Marrazzo che dell’indagine su Fastweb e Telecom Sparkle. E monitorando le attività e l’entourage dell’imprenditore, i carabinieri di Roma sarebbero incappati in frequenti contatti «politici». Tra i nomi che compaiono in questa fase, perché direttamente o indirettamente «ascoltati» in fase di intercettazione, vi sarebbe anche il senatore Marcello Dell’Utri, nonché il coordinatore del Pdl Denis Verdini.

I due esponenti politici, però, non sarebbero indagati nel fascicolo assegnato a Capaldo. C’è chi fa notare, però, che per una curiosa coincidenza sia Dell’Utri che Verdini sono alle prese il primo con la sentenza d’appello per l’accusa di concorso esterno a Cosa nostra, il secondo con l’inchiesta sulle grandi opere, che lo vede indagato. Anche Carboni, dal canto suo, è in attesa della sentenza di appello sul caso Calvi.

Nell’inchiesta, come detto, sarebbe al vaglio anche l’operato di alcuni magistrati in servizio o distaccati presso altre amministrazioni. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si sarebbe soffermata su una «associazione» privata che annovera tra i suoi soci diverse toghe, alcune delle quali attive nel gestire o tessere rapporti relativamente ai «business» al centro delle indagini. Quale sia il nesso che lega i vari filoni è presto per dirlo. La procura ha da poco chiesto la proroga delle indagini. Segno che i magistrati romani intendono scavare più a fondo.

Il Giornale

Leggi anche..

IL CASO

Affari con politici e magistrati
Carboni sotto accusa a Roma



Nelle intercettazioni i nomi di Dell'Utri e Verdini. Al vaglio della magistratura tra l'altro l'attività di un giudice tributario di FRANCESCO VIVIANO
ROMA - Ancora una volta l'ipotesi di reato è quella di corruzione. È quanto emerge in un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma che, partendo da grandi affari immobiliari, arriva in Sardegna e ritorna nella capitale. Una rete di affari che investe i palazzi della politica, della magistratura e dell'imprenditoria, non soltanto romana. Secondo gli inquirenti, al centro di questa indagine - che preoccupa personaggi eccellenti e sfiora esponenti parlamentari del centrodestra - c'è il "faccendiere" Flavio Carboni che, coinvolto nelle indagini sulla morte del banchiere Roberto Calvi trovato impiccato sotto il ponte dei "Frati Neri" a Londra nel 1982, ora riaffiora nel dossier elaborato a Roma.

Carboni è infatti indagato dalla Procura romana: sull'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, sono stati accesi i riflettori per l'invio dell'ordinanza di conclusione delle indagini ad alcuni dei personaggi coinvolti in questa vicenda. Nelle intercettazioni di alcuni indagati spuntano anche alcuni nomi eccellenti. Tra questi il senatore Marcello Dell'Utri, il coordinatore del Pdl Denis Verdini, e altri esponenti politici del centrodestra che, allo stato, non sarebbero indagati.

Ma i loro nomi ricorrono spessissimo nelle conversazioni telefoniche tra Flavio Carboni ed un magistrato, Pasquale Lombardi, che guida associazioni nelle quali figurano tra gli iscritti altri giudici e avvocati di grido. Lombardi sarebbe promotore di molti convegni su economia e attività societaria in Italia ed in Europa. Sarebbe stato Lombardi, secondo le indagini, a creare una sorta di rete di cui farebbero parte magistrati, politici ed imprenditori: tutti indirettamente intercettati dai carabinieri di Roma che da qualche anno monitoravano gli affari di Flavio Carboni. Dalle intercettazioni emergono molti contatti tra lo stesso Carboni e il senatore Dell'Utri.

L'ex "faccendiere" attende una sentenza di secondo grado per il caso Calvi. Assolto in primo grado per insufficienza di prove, l'otto maggio prossimo conoscerà la sentenza d'appello.

Il coordinatore del Pdl Verdini, il cui nome ricorre spesso nelle intercettazioni telefoniche degli indagati, ha avuto in questi ultimi mesi guai giudiziari perché coinvolto ed indagato dalla Procura di Firenze nell'inchiesta sul G8 e per i "Grandi Eventi" di Roma e Firenze. Mentre queste indagini e questi processi sono ancora in corso ecco spuntare quest'altra inchiesta che, per il contenuto delle intercettazioni telefoniche, rischia di provocare un vero e proprio terremoto in molti palazzi romani. Tra i nomi che vengono tirati in ballo nelle intercettazioni telefoniche ( ma al momento nessuno conferma la presenza negli atti di esponenti politici) ci sarebbero anche quelli di funzionari di primo piano di vari ministeri, in particolare del ministero della Giustizia e del Dap, la Direzione dell'amministrazione penitenziaria.

È questo lo scenario sul quale si muove la nuova inchiesta della Procura di Roma che vuole accertare se ci sono responsabilità penali dei personaggi "eccellenti" coinvolti nelle conversazioni telefoniche degli indagati. Alcuni di questi farebbero parte di associazioni o fondazioni che hanno tra i soci, magistrati in servizio o distaccati presso altre amministrazioni, politici ed imprenditori.

(20 aprile 2010) La Repubblica
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IL RETROSCENA (dite tutti grazie a Santoro)

Intercettazioni, linea dura del Pdl
nella legge bavaglio per i giornalisti

Il nuovo testo sarà depositato oggi alle 14 in commissione Giustizia al Senato. La durata degli ascolti sarà di 60 giorni, necessaria la prova che un reato è in corso. Vietata la pubblicazione anche di un riassunto fino alla conclusione delle indagini preliminari. La conferma di Schifani in un incontro con l'Anm 

di LIANA MILELLA

ROMA - Contro i giornalisti, e quindi contro gli editori, la maggioranza compatta non molla di un millimetro. Anzi, se potesse, inasprirebbe ancora di più la riforma delle intercettazioni. Resterà rigida la regola per cui delle telefonate sbobinate non si potrà più pubblicare una riga, neppure per riassunto, fino alla chiusura delle indagini preliminari. Cioè, magari, per anni. Addio diritto di cronaca su inchieste come quelle di Firenze, di Trani o di Calciopoli, solo per citare le ultime raccontate dai giornali. Sul resto il governo qualcosa è disposto a cedere, ma sul bavaglio alla stampa no.

La conferma arriva dal presidente del Senato Renato Schifani che incontra le toghe dell'Anm giusto mentre, in via Arenula, politici e tecnici mettono a punto le modifiche alla legge sugli ascolti. C'è il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, il relatore Roberto Centaro, il direttore dell'ufficio legislativo Augusta Iannini. Il Guardasigilli Angelino Alfano fa capolino. Il nuovo testo dovrà essere pronto per oggi alle 14 per essere depositato in commissione Giustizia a palazzo Madama. Da Schifani, come dalla riunione, ecco la netta conferma del pugno duro contro la stampa: niente telefonate sui giornali o recitate in tv, nemmeno per sintesi. Un totale black out. Multe agli editori, fino a 500mila euro, se ne consentono la pubblicazione.

Almeno su questo Berlusconi ha imposto il divieto di trattative o cedimenti. Passi sugli "evidenti indizi di colpevolezza" che diventano "gravi indizi di reato", per via di Napolitano che minaccia di rimandare la legge alle Camere se il testo resta identico. Ma sulla pubblicazione degli ascolti il Cavaliere ha un "alleato" nello stesso presidente della Repubblica, cui le paginate di verbali non sono mai piaciute. E dunque avanti, multe più salate di oggi, fino a 10mila euro per una telefonata finita in pagina ("solo" 5mila per un altro atto del procedimento), carcere fino a un anno se si pubblicano ascolti destinati alla distruzione.

Sul resto il premier qualcosa molla. Il presidente dell'Anm Luca Palamara, fuori dallo studio di Schifani, parla di "apertura positiva". Si riferisce ai "gravi indizi di reato", la formula già presente oggi nel codice di procedura penale, che per le toghe fa venir meno l'incubo degli "evidenti indizi di colpevolezza", formula che avrebbe bloccato qualsiasi indagine. Il presidente del Senato non anticipa di più, ma il resto delle modifiche non copre di certo la mole di critiche di giudici e giuristi alla riforma. A cominciare dai paletti rigidi che circonderanno i "gravi indizi di colpevolezza". Come la stretta sulle utenze che dovranno essere "intestate" agli indagati o comunque da essi "utilizzate" o dai limiti rigidi ad allargare, pur di poco, la sfera degli intercettati.

Per il resto le maglie si allargano di poco. Di certo si ampliano per i parlamentari, attuando subito un paio di recenti sentenze della Consulta (113 e 114): quando qualcuno di loro ricadrà per caso in un ascolto, il magistrato avrà il dovere di chiedere subito l'autorizzazione (e quindi mettere nel nulla l'ascolto medesimo visto che con la richiesta cade anche qualsiasi segreto). Ma su norma transitoria, durata, microspie, tabulati, autorizzazione del tribunale collegiale, le modifiche sono minimali. In alcuni casi inesistenti. Alla fine i falchi hanno vinto sulle colombe. Ad esempio la legge entrerà in vigore sì solo per i processi futuri, ma quelli attuali avranno solo tre mesi di tempo per mettersi in regola. La durata rimane di 60 giorni al massimo (salvo casi eccezionalissimi). Per mettere le microspie ci vorrà la prova che in quel luogo si sta commettendo un reato. La richiesta dei tabulati telefonici dovrà obbedire alle stesse regole delle telefonate. E toccherà a un tribunale di tre persone autorizzare quello che prima passava per le mani di un solo giudice. Con quale dispendio di tempo e di energie si può immaginare fin d'ora.

Buonanotte, intercettazioni.

(20 aprile 2010) La Repubblica


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Di Loredana Morandi (del 16/04/2010 @ 15:52:10, in Politica, linkato 1323 volte)
Roma - dalla newsletter de Il Velino alle ore 9

Pd, sospetti di inciucio sulla giustizia dividono partito

“’Su una materia tanto delicata ci vuole più spirito di partito e una condivisione maggiore’. Rosy Bindi stavolta usa i piedi di piombo, le parole felpate del politichese. La sua infatti è una critica alla bozza di Andrea Orlando sulla giustizia che arriva dall´interno della maggioranza del Pd, dal presidente del partito addirittura, scrive Goffredo De Marchis su REPUBBLICA a pagina 6.

‘Penso sia un problema soprattutto di metodo’. Orlando, cioè, non doveva fare il passo più lungo della gamba, non doveva anticipare un progetto mai discusso e soprattutto non avrebbe dovuto mettere tutto nero su bianco affidando i suoi pensieri al Foglio, un giornale vicino alle posizioni del Cavaliere. Perché è questo ad aver allarmato la minoranza di Area democratica, il partito degli ex pm e anche la Bindi, evidentemente. ‘Qualcuno può aver sospettato l´avvio di una trattativa con il centrodestra - dice la presidente del Pd -. Per fortuna la fermezza di Bersani dimostra che ogni ipotesi di intesa con il Pdl è infondata’.

La giustizia divide il Pd, è un nodo che sarà protagonista della direzione di domani. Parlerà anche il responsabile del settore Orlando. Per spiegare che ‘il suo è il punto di partenza di una piattaforma’, per ricordare che anche Magistratura democratica ha letto senza paraocchi il piano. ‘Alla fine si vedrà che le convergenze sono superiori ai dissensi’. Ma il sospetto di un´intesa con gli avversari? ‘Stupidaggini. Però lo dico chiaro: non accetto l´idea che se c´è Berlusconi dall´altra parte allora la giustizia non si tocca, anzi funziona benissimo. Sappiamo che non è così’. Bersani continua a difendere Orlando, considera la bozza un ‘inizio di discussione’.

Mercoledì sera il segretario ha riunito la sua maggioranza, c´erano D´Alema, Letta, Bindi, Migliavacca. Nelle sue parole si è avvertita una certa irritazione per le reazioni, anche personali, nei confronti di Orlando. Ma anche un altro membro del gruppo che ha vinto il congresso, Giovanni Bachelet, attacca il progetto giustizia. ‘Ha spaccato il partito. Se ci sono 100 deputati che sostengono Orlando, altri 100 tra i quali non hanno firmato il documento di sostegno. Così si divide in due il partito’. Anche a Beppe Fioroni non è piaciuto il metodo né le proposte. ‘Non sono quelle le riforme di cui dobbiamo parlare’.

Nella direzione di domani Bersani si prepara ad aprire anche un nuovo fronte delicato: le primarie. Ne ha parlato l´altra sera ai dirigenti della sua mozione. ‘Sono la medicina per risolvere molti problemi. Ma come tutte le medicine è il medico a dirti come vanno usate’. Ha fatto l´esempio della Calabria. Primarie chieste da Loiero, vinte e poi elezioni perse rovinosamente. L´esempio di Gela dove i candidati del Pd alle primarie poi si sono presentati entrambi alle elezioni. Con un danno evidente. Insomma, senza volerle abolire Bersani rivendica l´ultima parola al partito. Soprattutto in vista del voto a Milano, Napoli e Torino del 2011. Letta invece ha lanciato l´allarme per un futuro più lontano: ‘Il Pd ha bisogno di discontinuità totale. Di programmi, di alleanze, di strategia. Altrimenti nel 2013 sicuramente si perde’. La soluzione indicata dalla minoranza di Area democratica ha messo ieri d´accordo Veltroni e Franceschini.

‘Recuperare lo spirito del Lingotto, cioè la fonte originaria del Pd’. ‘Va bene la gestione unitaria, ma la minoranza deve dire la sua’, ha spiegato il capogruppo. Antonello Soro ha sintetizzato la linea degli sconfitti: ‘Abbiamo perso il congresso, ma la maggioranza ha perso le elezioni. Dunque la loro linea è sbagliata’. Area democratica chiede perciò la luna a Bersani. Tornare indietro rispetto alla battaglia congressuale, recuperare un indirizzo non suo, gestire il partito su una piattaforma diversa dalla sua. ‘La missione del Pd - dice Franceschini - non è costruire le alleanze ma tornare alle origini’. ‘Senza criminalizzare il dissenso perché il partito è di tutti’, aggiunge Soro. Nella riunione della minoranza non si è evocato il fantasma scissione e non si è messa in discussione la figura del segretario. Ma Bersani teme che la direzione possa prendere la strada della spaccatura: ‘Chi ha voglia di fare la guerra la faccia da solo - avverte -. Qui non c´è alcuna voglia di fare la guerra. Abbiamo di fronte l´Italia e di questo dobbiamo occuparci’”.

 (red)
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Irrefrenabile il déjà vu: "Lassù qualcuno mi legge.." L


Napolitano: donna oggetto porta violenza
Porre argine a disprezzo dignita' femminile

(ANSA) - ROMA, 15 APR - 'Uno stile di comunicazione che offende le donne ne puo' offrire un contesto favorevole per atti di violenza', ha detto Napolitano. Il presidente della Repubblica e' intervenuto con un messaggio al convegno 'Donne in Tv e nei media'.

Napolitano ha sottolineato che bisogna 'porre argine all'immagine di una donna ornamentale, vista come un bene di consumo, che ha alla base un evidente disprezzo della dignita' femminile'.
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Di Loredana Morandi (del 13/04/2010 @ 18:26:33, in Politica, linkato 1279 volte)
BOCCHINO (PDL): SE GLI UOMINI VANNO CON I TRANS
E' ANCHE COLPA DEL FEMMINISMO
 

(IRIS) - ROMA, 13 APR - “Io non sono esperto in materia e azzardo qui un’ipotesi, ma credo che il fatto che gli uomini vadano sempre più spesso con i trans e sempre meno con le donne sia in parte da addebitare a certe trasformazioni della donna, a una sua eccessiva ‘maschilizzazione’, forse dovuta anche a certi  eccessi del femminismo”.

Lo ha detto Italo Bocchino, ospite del talk show di Klaus Davi in onda su You Tube, a proposito del boom della prostituzione trans. Il leader Pdl azzarda altre ipostesi nel corso di KlausCondicio:

“Da un lato - ha detto - credo ci sia un’esaltazione della trasgressione e dall’altro un cambiamento dei rapporti tra uomo e donna anche dal punto di vista sessuale negli ultimi decenni. La donna è diventata più aggressiva, c’è un rapporto diverso rispetto a quello che c’era una volta".

"L’emancipazione della donna è stato un fatto straordinario per il paese e per lo sviluppo della famiglia, tuttavia l’estremizzazione del movimento femminista ha portato la donna ad avere un ruolo dominante nella coppia fino a colpirne la stabilità”, ha concluso Bocchino.


GIUSTIZIA: BOCCHINO (PDL),
MAGISTRATI SMETTANO DI SENTIRSI INTOCCABILI

 

(IRIS) - ROMA, 13 APR - “I magistrati smettano di sentirsi intoccabili. Quando si fa una legge ci sono luoghi atti al confronto, le audizioni, dove l’Anm può legittimamente difendere le istanze della magistratura. Sono contrario a una riforma della giustizia concepita contro i magistrati. C’è bisogno di una riforma della giustizia che porti celerità, equità e terzietà del giudice”.

Incalzato da Klaus Davi nel corso del programma KlausCondicio, il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino si è detto “contrario a una riforma della giustizia sul modello francese", ha aggiunto.

"Il problema è un altro: io non voglio andare in tribunale dove sono imputato in un processo, e vedere arrivare sulla stessa auto il pubblico ministero che mi accusa, con il suo collega giudice che mi deve giudicare. Questo non è possibile - ha ribadito Bocchino -  io non sono garantito"

"Bisogna fare in modo che ci siano due ordini diversi: da una parte l’accusa, dall’altra la difesa e poi un terzo, il giudice che deve giudicare. Credo che sia una cosa ragionevole, così come è ragionevole, che il CSM debba cominciare a fare il suo lavoro, perché oggi tutela i giudici anziché comportarsi come organismo disciplinare”, ha concluso.
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Di Loredana Morandi (del 13/04/2010 @ 07:51:35, in Politica, linkato 1409 volte)
Sinistra, che cosa stai facendo? La gente è stufa dei tuoi "quadri" di partito e scalcia forte anche Tonino, per il riciclaggio dei tuoi "trombati". La questione morale non è più da rimandare, perché se non lo avete ancora capito tutto questo si chiama "stavamo meglio, quando stavamo peggio". E voi avete distrutto "la speranza". L.M.

Il Pdl rovescia il risultato a Vibo Valentia. Macerata e Matera al centrosinistra

Ballottaggi, sorpresa a Mantova: il Pd perde la roccaforte lombarda

Ribaltato il dato del primo turno, il capoluogo lombardo passa al centrodestra dopo 65 anni

Nonostante l'impegno in prima persona del segretario Bersani, di D'Alema e Fassino il Pd non riesce a difendere il capoluogo lombardo. Ribaltato il dato del primo turno, Pdl e Lega irrompono anche nella storica roccaforte del centrosinistra, su cui il leader democratico puntava come simbolo della resistenza allo strapotere del centrodestra nella regione. Rovesciamento anche a Vibo Valentia, Nicola D'Agostino del Pdl guadagna il 30% dei consensi in più grazie alla confluenza dei voti dall'Udc e la città calabrese vira a destra. Testa a testa a Macerata e Matera, che rimangono al centrosinistra con più fatica che in passato. Tra gli altri comuni, Pomigliano D'Arco passa al centrodestra, a Gioia Tauro vincono le liste civiche e non sfonda il Pdl. Tornata elettorale segnata dall'astensionismo: affluenza al 58,77%, crollo del 15,5% rispetto al primo turno di due settimane fa

Mantova al centrodestra. E' questo il risultato più eclatante del secondo turno delle elezioni amministrative, caratterizzato soprattutto dall'astensionismo. L'affluenza è stata del 58,77%, con un crollo di 15,55 punti rispetto al 74,32% di due settimane fa. Un fattore forse determinante anche nel capoluogo lombardo, roccaforte del centrosinistra che Pdl e Lega hanno conquistato dopo 65 anni grazie a un ribaltone del risultato del primo turno. Su Mantova il Pd aveva puntato molto, Bersani lo aveva dipinto come simbolo della resistenza al regno di Formigoni e all'avanzata leghista, ma le diverse apparizioni sul posto dello stesso segretario democratico, di Massimo D'Alema e Piero Fassino non hanno sortito l'effetto sperato. Così al ballottaggio il vento è girato, cancellando il vantaggio iniziale del sindaco uscente Fiorenza Brioni, pur sostenuta da una vasta coalizione che andava dal Pd all'Udc. Cinque i punti di distacco dopo il primo turno, che il candidato del centrodestra Nicola Sodano ha saputo recuperare passando dal 35,74% al 52,18% – contro il 47,81% della Brioni –,  per una vittoria già definita «storica» in ambienti Pdl.

Vibo Valentia, un altro ribaltone

Sorpresa anche a Vibo Valentia. Anche qui il centrosinistra subisce un rovesciamento: il candidato del Pdl Nicola D'Agostino ha cancellato il divario dallo sfidante Michele Soriano, sostenuto da Pd, Idv e partiti della sinistra, grazie soprattutto all'aggregazione dei voti dell'Udc che lo hanno spinto dal 28,70% del primo turno al 59,25% finale.

Matera, capitale dell'astensionismo

A Matera, in una tornata profondamente segnata dall'astensionismo – 20,91% in meno rispetto al primo turno –, il centrosinistra conquista la poltrona dopo un estenuante testa a testa. La città lucana tornava al voto dopo soli tre anni a causa delle dimissione del precedente sindaco di centrodestra, Nicola Buccico, le cui dimissioni avevano portato al commissariamento del comune. Con il 50,31% Salvatore Adduce, sostenuto da Pd, Idv, forze della sinistra e Udc, vince su Angelo Tosto fermo al 49,68%, sul quale sono confluiti anche i voti del Pdl, che al primo turno aveva appoggiato un altro candidato.

Macerata al fotofinish

Battaglia all'ultimo voto anche a Macerata. Appena 126 i voti di distacco che hanno permesso a Romano Carancini (50,29%) di diventare sindaco e alla città di restare nelle mani del centrosinistra, ai danni del candidato del centrodestra Fabio Pistarelli (49,70%), comunque autore di una emozionante rimonta.

Altri comuni

Passando ai comuni non capoluogo, il più popoloso al voto era Lamezia Terme (Cz), dove il sindaco uscente di centrosinistra Giovanni Speranza viene riconfermato con il 65,38% dei voti, contro il 34,61% della sfidante di centrodestra Ida D'Ippolito. Tra gli altri comuni, a Gioia Tauro (Rc) Renato Bellofiore, sostenuto da liste civiche, vince con il 51,53% contro il candidato del Pdl Umberto Pirilli. Il centrodestra conquista invece Pomigliano d'Arco (Na), sede di uno degli stabilimenti Fiat al centro di una complessa trattativa per la sopravvivenza: con il 55,54% Lello Russo, spinto da Pdl e Udc sconfigge Onofrio Piccolo fermo al 44,45%, e segna un cambio di orientamento della città.

(ami)2010-04-12 18:50:41

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Colleghi in Giunta per quasi un decennio, i due sfidanti al ballotaggio erano separati da poco più di 1600 voti. MANTOVA - Il centrodestra strappa Mantova ...

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Da ieri, e per la prima volta nel dopoguerra, Mantova è governata dal ... No, la classe moderata delle nostre città, di destra come di sinistra, ...

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E' quella di Mantova. A MATERA Salvatore Adduce (Pd) soffia di poco il comune (50,3% dei voti) a Angelo Tosto (Lista Civ.) che raggiunge un risultato del 49 ...

I ballottaggi nel Milanese

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Oltre alla caduta della rossa Mantova, del tutto particolare il caso di Vigevano (Pavia). Lì il ballottaggio era tutto interno al centrodestra. ...

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Insieme a Macerata, si è andati al bollattaggio nelle città capoluogo di provincia anche Mantova, Matera e Vibo Valentia. A Mantova ha vinto Nicola Sodano ...

Ballottaggi: il centrodestra vince sul centrosinistra

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Altro ribaltone si verifica al nord; con la città di Mantova che elegge primo cittadino Nicola Sodano. Il candidato del Pdl era in svantaggio di circa 5 ...

La Lega Nord deve accendere due ceri

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L'insediamento del parlamento della Lega Nord nella città di Mantova fu per me – ne sono ancora convinto – un atto di secessione, e la colpa di Scalfaro ...
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Di Loredana Morandi (del 11/04/2010 @ 10:31:59, in Politica, linkato 1331 volte)
.. uno dei problemi maggiori della nostra Italia è che al dibattito politico manchino i "contenuti"..


Giustizia/ Orlando: Dialogo? Via processo breve e intercettazioni
"Bisogna togliere di mezzo le 'tegole'"

Roma, 10 apr. (Apcom) - Se la maggioranza vuole il contributo dell'opposizione sulla riforma della giustizia deve togliere di mezzo le "tegole", ovvero mettere da parte i provvedimenti sul processo breve e sulle intercettazioni. Lo dice il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando: "Sono lieto che il ministro Alfano abbia colto il senso del mio ragionamento. Se però vogliamo dare un contributo serio affinchè il parlamento sia messo nelle condizioni di affrontare i problemi del servizio giustizia è necessario che la maggioranza tolga di mezzo le tegole che rischiano di cadere su qualsiasi vera intenzione riformatrice. Si dica con chiarezza che la legge sul cosiddetto processo breve è morta, si accantoni quella sulle intercettazioni e si stabilisca il principio che il settore della giustizia non sarà oggetto di interventi legislativi di rango costituzionale".

Giustizia/ Alfano: Da Orlando (Pd) proposta positiva
"Da lui sforzo che coincide con nostri propositi"


Roma, 10 apr. (Apcom) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano accoglie la proposta del Pd in materia di giustizia. Parlando al Tg1, Alfano commenta positivamente l'apertura fatta ieri dal responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando dalle pagine del Foglio: "Andrea Orlando - dice Alfano - ha fatto sforzo che in termini di proposta coincide con quanto noi andiamo facendo e intendiamo fare".

Giustizia/ E.Letta: Fuori luogo polemiche su proposte Orlando
"Siamo credibili se mettiamo in campo proposte equilibrate"


Roma, 10 apr. (Apcom) - Le polemiche verso la proposta del Pd in materia di giustizia sono "fuori luogo", secondo il vice-segretario democratico Enrico Letta. "Sono fuori luogo le polemiche sulle proposte sulla giustizia che ha presentato a nome del Pd Andrea Orlando. Siamo credibili nei nostri 'no' a Berlusconi se mettiamo in campo proposte credibili ed equilibrate come quelle che hanno elaborato Orlando e gli altri parlamentari che si occupano di giustizia per il Pd".
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Di Loredana Morandi (del 08/04/2010 @ 13:07:40, in Politica, linkato 1574 volte)

Che tristezza... L.

Frisullo, otto ore di udienza
Oggi la decisione sul carcere

L’ex vicepresidente della giunta è accusato di aver agevolato Tarantini.

BARI— Un’udienza durata otto ore. Iniziata con la richiesta della difesa ai giudici del Riesame di annullare il provvedimento di arresto dell’ex vicepresidente della Regione Sandro Frisullo (Pd). La discussione (nei corridoi del Tribunale c’era anche la moglie di Frisullo visibilmente preoccupata per le condizioni di salute del marito) è terminata alle 19,30 circa di ieri sera e la decisione dei giudici è attesa questa mattina. Frisullo (era presente in aula) è in carcere dal 18 marzo scorso con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta. È invece indagato per corruzione per aver intascato - secondo l’accusa - tangenti per 200-250 mila euro dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini allo scopo di fargli vincere appalti per 5 milioni di euro nella Asl di Lecce.

Leggi l'articolo su Corriere Sera

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Oggi il riesame si prununcia sulla richiesta di scarcerazione. La difesa: non ci sono prove Per l'accusa la prova delle tangenti sono in alcuni prelievi effettuati da uno dei suoi conti correnti da Gianpaolo Tarantini, per la difesa invece il pagamento ...

Sanitopoli: concluso il riesame del caso di Sandro Frisullo

Newnotizie - ‎48 minuti fa‎
Sandro Frisullo, ex vicepresidente della giunta regionale pugliese, era stato arrestato il 17 marzo scorso e condotto in carcere secondo quanto disposto dalla magistratura barese in merito alle indagini sulla gestione della sanità in Puglia. ...

Frisullo, otto ore di udienza Oggi la decisione sul carcere

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
L'ex vicepresidente della giunta è accusato di aver agevolato Tarantini. «Il mio sangue deve scorrere» BARI— Un'udienza durata otto ore. Iniziata con la richiesta della difesa ai giudici del Riesame di annullare il provvedimento di arresto dell'ex ...

Frisullo. Oggi il Riesame decide sulla scarcerazione

Il tacco d'Italia - ‎3 ore fa‎
Dovrebbe arrivare oggi la decisione del Tribunale del Riesame di Bari sulla scarcerazione di Sandro Frisullo. Per convincere i giudici, ieri gli avvocati del politico salentino, Michele Laforgia e Federico Massa, hanno presentato una difesa lunga 58 ...

Inchiesta Bari/ Scarcerazione Frisullo, conclusa udienza Riesame

Virgilio - ‎16 ore fa‎
Si è conclusa soltanto poco prima delle 20 l'udienza presso il Tribunale del riesame di Bari chiamato a decidere sull'eventuale scarcerazione di Sandro Frisullo, l'ex vicepresidente della Regione Puglia, coinvolto nell'inchiesta sulla sanità pugliese. ...

INCHIESTE SANITA': ATTESA DECISIONE SU SCARCERAZIONE FRISULLO

La Repubblica - ‎17 ore fa‎
'I tempi non li sappiamo, il termine scade dopodomani. I giudici sono in camera di consiglio'. Lo ha dichiarato l'avvocato Michele Laforgia, difensore dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, al termine dell'udienza davanti ai ...

I fatti del giorno | Il primo aborto, Gazzi e la patente di Tarantini

Per Città (Blog) - ‎17 ore fa‎
BARI - Se la giornata era iniziata con la pillola abortiva su tutti i giornali, così è continuata. Nel segno della Ru486 che in mattinata è arrivata a Bari e all'ora di pranzo è stata somministrata. Aborto Fuori qualcuno protestava mentre dentro il ...

Bari, legali Frisullo al Riesame: tangenti non dimostrate

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎17 ore fa‎
BARI – Con la richiesta della difesa di annullare il provvedimento di arresto, è cominciata dinanzi al tribunale del Riesame di Bari l'udienza per decidere sull'eventuale scarcerazione dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd). ...

Frisullo dinanzi Tribunale Riesame Bari

ANSA - ‎20 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 7 APR - E' cominciata al tribunale del Riesame di Bari l'udienza sull'eventuale scarcerazione dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Frisullo. Il politico e' detenuto dal 18 marzo con le accuse di associazione per delinquere e ...

FRISULLO AL RIESAME. EI PM FANNO ACCERTAMENTI BANCARI

Lecceprima.it - ‎07/apr/2010‎
Questa mattina gli avvocati difensori dell'ex vicepresidente della Regione hanno ribadito: "Non ci sono gravi indizi di colpevolezza". Ieri la Procura ha giocato una carta, depositando nuovi atti BARI – Questa mattina uno dei banchi prova più ...

Inchiesta Sanità: Frisullo non parla e oggi il Riesame

il Paese Nuovo - ‎07/apr/2010‎
Lecce (salento) - L'ex-assessore regionale si avvale della facoltà di non rispondere. Domani la decisione dei giudici sulla scarcerazione. Sandro Frisullo non parla. Le sue condizioni fisiche non gli consentono di sostenere un interrogatorio. ...

Inchiesta Sanità: al Riesame la scarcerazione di Frisullo

il Paese Nuovo - ‎07/apr/2010‎
Bari (Puglia) - E' cominciata da pochi minuti l'udienza davanti ai giudici del tribunale del riesame di Bari, che devono esaminare la richiesta di scarcerazione dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, arrestato il 18 marzo scorso ...

Frisullo. Scena muta davanti ai pm

Il tacco d'Italia - ‎07/apr/2010‎
E' saltato l'interrogatorio a Sandro Frisullo previsto ieri davanti ai pm della Procura di Bari. Il politico si è avvalso della facoltà di non rispondere Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Così ieri Sandro Frisullo, ex vicepresidente della ...

Frisullo ai magistrati: “Non posso sostenere l'interrogatorio”

Newnotizie - ‎06/apr/2010‎
L'ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo si è è avvalso della facoltà di non rispondere perchè ha detto di non essere nelle condizioni per sostenere un interrogatorio. Domani il Riesame si pronuncerà sul ricorso contro l'arresto. ...

I fatti del giorno | Frisullo interrogato e aborto al Policlinico

Per Città (Blog) - ‎06/apr/2010‎
BARI - La città si è mossa lenta oggi, forse appesantita dai pranzi di Pasqua e Pasquetta. A farla da padrona è stata senza dubbio la sanità, tra pillola abortiva e inchiesta Frisullo. L'interrogatorio In carcere dal 18 marzo, Sandro Frisullo che ...

Sanitopoli, Frisullo non risponde

BariLive.it - ‎06/apr/2010‎
Sandro Frisullo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei pubblici ministeri baresi che lo hanno chiamato stamattina per interrogarlo. Pare abbia dichiarato di non essere nelle condizioni fisico-emotive ideali per sostenere il peso ...

TG 06.04.10 Frisullo non sta bene e non risponde ai pm

ANTENNASUD - ‎06/apr/2010‎
Questa mattina l'avvocato di Sandro Frisullo, Michele Laforgia ha fatto visita al suo assistito. Ma non è stato il solo. Nel carcere di Bari sono arrivati anche i pm dell'inchiesta in cui è coinvolto Frisullo, sembra per interrogarlo nuovamente. ...

FRISULLO NON RISPONDE AI PM. E DOMANI SI VA AL RIESAME

Lecceprima.it - ‎06/apr/2010‎
Non s'è tenuto questa mattina l'interrogatorio in carcere dei pm. L'ex vicepresidente non è in grado di sostenerlo. Domani gli avvocati Michele Laforgia e Federico Massa chiederanno la scarcerazione BARI – Ciro Angelillis, Eugenia Pontassuglia e ...

La frase del giorno | Presi in giro dal direttore dell'Asl L...

Per Città (Blog) - ‎06/apr/2010‎
BARI - "Sembra voglia prendersi gioco dell'Autorità Giudiziaria" dicono di Sanapo i pm che si occupano dell'inchiesta sulla sanità che ha portato il 18 marzo all'arresto di Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione. ...

L'inchiesta sulla sanità pugliese tra silenzi e stranezze

inviatospeciale - ‎05/apr/2010‎
Gli inquirenti descrivono i rapporti tra Frisullo ed un direttore sanitario. Ma le domande senza risposta rimangono molte. Sui rapporti che intercorrevano tra l'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo del Pd, ed il direttore sanitario ...

Arresto Frisullo Pm: presi in giro da dirigente Asl

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎05/apr/2010‎
BARI - Durante le indagini che hanno portatoall'arresto dell'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), il direttore sanitario della Asl di Lecce, Franco Sanapo, ritenuto un fedelissimo di Frisullo, durante un interrogatorio ha ...
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Come non detto in precedenza ...

Napolitano firma il legittimo impedimento

ROMA (7 aprile) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il provvedimento sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei singoli ministri a comparire in processo. In pratica la legge può essere invocata da Silvio Berlusconi e dai membri del governo per assentarsi, per impegni ufficiali certificati dalla Presidenza del Consiglio, da processi in cui sono imputati e ottenere il rinvio delle udienze. Attaccano le opposizioni. Per il Pd «la giustizia è stata colpita a morte». Di Pietro annuncia un referendum. Per il Pdl invece si tratta di «una norma di civiltà che porta a un sostanziale riequilibrio dei poteri». La legge ha 18 mesi di vita.

Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso, entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ecco, nello specifico, cosa prevede la legge sul legittimo impedimento.

Il capo dello Stato chiede «leale collaborazione istituzionale fra autorità politica e autorità giudiziaria». A quanto si apprende in ambienti del Quirinale, punto di riferimento del Presidente della Repubblica è rimasto il riconoscimento - già contenuto nella sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2004 - dell'«apprezzabile interesse» ad assicurare «il sereno svolgimento di rilevanti funzioni» istituzionali, interesse «che può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali di diritto». In questo quadro la legge è - secondo le fonti del Quirinale - apparsa rivolta a «tipizzare» l'impedimento legittimo disciplinato dall'art. 420-ter del Codice di procedura penale, che la legge espressamente richiama, in un contesto di leale collaborazione istituzionale tra autorità politica e autorità giudiziaria.

All'art 1. la legge sul legittimo impedimento prevede: ”costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quali imputati, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti“ inerenti l’attività di governo, ”delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo“.

Si tratta di una "legge ponte" di 18 mesi fino all'entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi“ dalla data di entrata in vigore della stessa legge. «Se ce lo presentano ci lavoreremo» replica il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Donato Bruno a chi gli chiede se la commissione sia pronta a esaminare un eventuale lodo Alfano in forma costituzionale.


Leggi l'articolo su Il Messaggero

Leggi anche:

Cosa prevede la legge sul legittimo impedimento

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lo scudo per il premier e i ministri

Legittimo impedimento, i pm di Milano pronti a ricorrere alla Consulta

I magistrati del capoluogo lombardo orientati a sollevare eccezione di costituzionalità

MILANO
- Bocche cucite in Procura a Milano dopo la firma da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla legge sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, che Silvio Berlusconi e i componenti del governo potranno invocare per non presenziare ai processi in cui sono imputati, e quindi ottenere il rinvio delle udienze.

Ma i pm del capoluogo lombardo sembrerebbero orientati a sollevare eccezione di costituzionalità chiedendo che gli atti dei processi al presidente del consiglio Silvio Berlusconi siano inviati alla Corte Costituzionale per decidere se la norma contrasta con la Carta. Secondo quanto è trapelato, infatti, qualcuno al quarto piano del Palazzo di Giustizia sta già studiando in modo approfondito la nuova norma. Profili di incostituzionalità potrebbero anche essere posti all'attenzione dei collegi che stanno celebrando i due processi, quello per la compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Mills, in cui il premier Berlusconi è imputato. I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno concordato da tempo la linea da seguire in diversi incontri avuti con il capo della procura Manlio Minale. Il canovaccio del ricorso alla Consulta sarebbe più o meno quello tracciato dal docente della Sapienza, Alessandro Pace, costituzionalista di fiducia della procura di Milano (caso Abu Omar), in un lungo articolo pubblicato da Repubblica l’8 febbraio scorso.

APPUNTAMENTO IN AULA IL 12 APRILE - Il primo appuntamento in aula è per i diritti tv di Mediaset lunedì prossimo 12 aprile quando tra l’altro il premier, secondo quanto anunciato da tempo dai suoi legali dovrebbe essere in viaggio a Washington. Berlusconi è imputato solo di frode fiscale, dopo che il falso in bilancio e l’appropriazione indebita erano stati dichairati prescritti. Il secondo appuntamento è per il 16 aprile, processo per la presunta corruzione di David Mills, quando è in programma la deposizione della consulente della procura, Gabriella Chersicla.

I MOTIVI - Diversi sarebbero i motivi di incostituzionalità alla base dell'orientamento della procura di Milano. Punto primo, il provvedimento approvato dal Parlamento omette lo specifico accertamento di fatto da parte dei giudici quando si fa istanza di legittimo impedimento che per essere accolto dove essere «assoluto». La norma prevede per reati comuni una prerogativa di cui lo stesso premier non potrebbe godere per reati eventualmente da lui compiuti nell’esercizio delle sue funzioni di governo. Poi, solo una legge di rango costituzionale e non ordinaria potrebbe prevedere una presunzione assoluta di legittimo impedimento per il premier e per i ministri. Il bilanciamento tra due poteri, la politica e la funzione giurisdizionale non può essere effettuata una volta per tutte dal legislatore ordinario facendo prevalere un potere sull’altro. E invece secondo la procura può provvedere solo il magistrato competente. Infine con la legge sul legittimo impedimento il legislatore ammette che poi bisognerà fare una legge di rango costituzionale, anticipata per adesso con una norma ponte di tipo ordinario. E ciò sarebbe incostituzionale. Nel processo in cui il premier è accusato di frode fiscale durante un colloquio voluto dai giudici con le parti, i pm avevano preannunciato ai legali di Berlusconi, che davano ormai per cosa fatta il decreto, l’eccezione di costituzionalità. Infine sta per arrivare il terzo fronte. In questi giorni i pm chiederanno il rinvio a giudizio di Berlusconi, del figlio Piersilvio, di Fedele Confalonieri e di altre 9 persone per la vicenda legata a Mediatrade, società Mediaset al 100 per cento. L’avviso di conlusione delle indagini è di metà gennaio. La richiesta di rinvio a giudizio è pronta da tempo ma era stata posticipata per ragioni di opportunità legate alla campagna elettorale. L’udienza preliminare dovrebbe essere comunque celebrata prima dell’estate davanti al giudice Marina Zelante.

Corriere Sera
07 aprile 2010
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Intercettazioni
Prove di dialogo in Senato, si allungano tempi

Berselli vuole il testo approvato in commissione il 22 aprile


Un microtelefono Mic S05 della Selavio - Questo apparato è utilizzabile per l'intercettazione ambientale traslata. Viene usato in abbinamento ai traslatori TRA RF ed utilizza la normale linea telefonica come trasporto del segnale al centro di ascolto. Il suo funzionamento è attivo solo quando il telefono dell'utente è abbassato. Può essere fornito libero o pressofuso nelle prese Telecom.Roma, 6 apr. (Apcom) - Una data, il 22 aprile, e un modus operandi, il "confronto" in un clima "civile e sereno". Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, ritocca l'agenda della riforma delle intercettazioni, e sottolinea che "questa è la prima delle riforme messe in cantiere dal centrodestra", sulla quale tastare il polso dell'opposizione. E' qui, quindi, che "si comincerà a misurare la buona volontà dei rami più responsabili della minoranza, Pd e Udc". Questa settimana, quindi, niente impegni per i senatori: si comincia martedì della prossima settimana, con un "ufficio di presidenza" dal quale dovrà prendere vita un "tavolo di confronto tra maggioranza e opposizione".

Nel frattempo, dovrebbe essere sciolto il nodo 'legittimo impedimento'. La maggioranza non teme comunque brutte sorprese: o il capo dello Stato firmerà il testo, è la tesi più diffusa, o, al massimo, lo rinvierà alle Camere con alcune osservazioni (cioè con la stessa formula applicata al ddl lavoro), modifiche e suggerimenti che la maggioranza accoglierebbe e che non inciderebbero più di tanto sull'agenda parlamentare. Eppure, un distinguo va comunque fatto e riguarda proprio le intercettazioni. "Vedremo martedì prossimo - dice infatti Berselli - quale sarà la linea dell'opposizione. Se si presenteranno con spirito costruttivo, non ci saranno problemi a rimettersi al lavoro sul testo", limando quegli aggettivi a cui il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha promesso di "non attaccarsi".

Questo, spiega ancora il presidente della II commissione di palazzo Madama, "potrebbe portare a un testo modificato dalla maggioranza ma con dentro anche alcune modifiche proposte dall'opposizione". Soprattutto però, fa capire Berselli, sarà l'atteggiamento dei senatori del centrosinistra e dell'Udc a essere sotto la lente d'ingrandimento. "Noi - dice infatti Berselli - non pretendiamo che l'opposizione arrivi a votare il testo. Potrà esprimere serenamente un voto contrario, quel che conta - insiste - è l'atteggiamento". Che dovrà essere "civile e costruttivo" e soprattutto non ostruzionistico, altrimenti "la maggioranza non potrà far altro che procedere con il testo già approvato alla Camera, con semmai alcune modifiche (e non è detto), ma promosse unilateralmente".

Riforme/ Giustizia, prima intercettazioni,poi separazione carriere
Tempi rapidi per scissione fra pm e polizia giudiziaria

Roma 5 apr. (Apcom) - Subito la riforma delle intercettazioni, poi, a tappe forzate, la revisione del titolo IV della Costituzione e la modifica degli articoli dal 103 al 113 della Carta e finalmente l'approdo, per dirla con le parole del presidente del Consiglio, "all'assoluta parità tra l'avvocato della difesa e quello dell'accusa". Insomma, una riforma della giustizia a tutto tondo, quella che la maggioranza sta studiando da oltre un anno e che adesso, dopo le regionali e la pausa pasquale, si appresta a realizzare. Punto primo del piano è la riforma dell'utilizzo delle intercettazioni. Il testo, dopo l'approvazione a Montecitorio l'11 giugno del 2009, è rimasto fermo in commissione Giustizia al Senato fino all'inizio della campagna elettorale, quando, dopo numerose audizioni e una pioggia di emendamenti da parte dell'opposizione, il presidente Filippo Berselli ha promesso un esame rapido e l'approdo in Aula ad aprile. Berlusconi, coinvolto nell'inchiesta di Trani, in campagna elettorale è tornato a spolverare il tema, sottolineando in ogni comizio che "è uno scandalo che le telefonate private dei cittadini vengano sbattute in prima pagina". Oggi, dopo la vittoria del centrodestra alle urne, tutto è pronto, secondo i consiglieri giuridici del premier, per l'auspicato giro di vite sulla pubblicazione dei brogliacci di intercettazione e sulla limitazione del ricorso a questo strumento d'indagine. Mano tesa, però, verso l'opposizione sul merito della riforma: il Guardasigilli Angelino Alfano, in una recente intervista al Corriere della Sera, ha infatti aperto all'ipotesi di modificare il testo, cancellando l'aggettivo "evidenti" dal comma che consente l'uso delle intercettazioni soltanto a fronte di "evidenti indizi di colpevolezza". Insomma, disponibilità a ridurre le limitazioni in cambio della velocità nell'esame del provvedimento, che il Guardasigilli e il premier vogliono "legge dello stato entro giugno". Non è tutto: il ministro della Giustizia ha infatti già presentato anche un altro disegno di riforma, dedicato al processo penale, che dovrebbe essere rispolverato e portato a rapida approvazione. E' qui che si annida uno dei punti di maggior contrasto tra maggioranza e magistratura, visto che il progetto di Alfano prevede lo scioglimento del rapporto preferenziale tra pm e polizia giudiziaria e che quindi, per i magistrati, porterebbe all'impossibilità, per il magistrato, di avviare in proprio l'azione penale. (segue) Gic

Riforme/ Giustizia, prima intercettazioni,poi separazione ... -2-
Riforma del Csm e organismo disciplinare autonomo

Roma, 5 apr. (Apcom) - A chiudere il cerchio delle riforme in materia di giustizia, infine, in cdm dovrebbe approdare dopo Pasqua il primo testo di una riforma completa della magistratura, con la separazione delle carriere e la modifica del Csm. La materia è complessa e le 'bozze', in questi mesi, si sono accumulate le une sulle altre. L'obiettivo finale è quello di rivedere integralmente l'intera normativa costituzionale che stabilisce i poteri, le prerogative e l'assetto della magistratura, con doppia lettura a Camera e Senato ed eventuale referendum confermativo se la riforma non avrà la maggioranza dei due terzi del Parlamento.

In buona sostanza, i cardini della riforma saranno la separazione delle carriere e il conseguente splittamento del Csm in due organismi, con in più, come anche ipotizzato dal responsabile riforme del Pd, Luciano Violante, la creazione di un organismo disciplinare a se stante per gestire gli illeciti compiuti dalle toghe, eletto in parti uguali dai magistrati, dal presidente della Repubblica e dal Parlamento.

Il tutto, con un di più: prende sempre più corpo, infatti, l'ipotesi di una riforma elettorale del Csm, che obbligherebbe a una proroga dell'attuale consiliatura di almeno sei mesi, con conseguente scompigliatura dei piani delle correnti, che hanno già individuato, nell'ultimo mese, i propri candidati per palazzo dei Marescialli. Il tempo ottenuto con la proroga, inoltre, sarebbe bastevole per imporre al Csm lo spostamento d'ufficio di alcuni magistrati per andare a coprire i posti vacanti nelle cosiddette sedi disagiate, operazione alla quale i consiglieri si sono sempre mostrati contrari.
Leggi la Rassegna:

Intercettazioni, tempi più lunghi

La Stampa - ‎1 ora fa‎
Elezioni regionali alle spalle, la maggioranza si prepara alla fase delle riforme. Che richiederanno, com'è ovvio, un congruo tempo di riflessione e di ...

Intercettazioni, nuovo stop alla legge Maggioranza pronta al dialogo

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
ROMA - Doveva essere il fulcro d'esempio della fase post elezioni, la prima soddisfazione che il Cavaliere si voleva togliere subito dopo tante attese e ...

Intercettazioni prima verifica

Il Sole 24 Ore - ‎06/apr/2010‎
Silvio Berlusconi non ha dubbi: il successo elettorale ha sancito il via libera alle riforme della giustizia che lui ha sempre cavalcato, ...

Più spazio alla polizia meno ai procuratori E sulle ...

il Giornale - ‎05/apr/2010‎
Stop all'uso indiscriminato delle intercettazioni, più poteri di indagine alla Polizia giudiziaria, con ridimensionamento delle prerogative del pubblico ...

Riforma: sul piatto presidenzialismo e giustizia

Il Secolo XIX - ‎05/apr/2010‎
del Csm e garantire la piena attuazione del federalismo fiscale: sono questi i temi chiave intorno ai quali ruoterà l'azione dell'Esecutivo nei prossimi ...

Intercettazioni, si allungano i tempi. La maggioranza “testa il ...

Blitz quotidiano - ‎19 minuti fa‎
Nuova battuta d'arresto per la riforma delle intercettazioni. Il dibattito sul testo, che ormai attende il via libera dal 3 giugno 2008, sarebbe dovuto ...

Intercettazioni/ Prove di dialogo in Senato, si allungano tempi

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Roma, 6 apr. (Apcom) - Una data, il 22 aprile, e un modus operandi, il "confronto" in un clima "civile e sereno". Il presidente della Commissione Giustizia ...

Disegni e proposte sulla riforma giudiziaria alla riscossa

Rinascita - ‎14 ore fa‎
Che fine hanno fatto quei disegni di legge sulla giustizia che, presentati come punti cruciali per il futuro del paese, hanno dominato i lavori del ...

Federalismo, giustizia e istituzioni nel dossier

Brescia Oggi - ‎21 ore fa‎
L'AGENDA DEL GOVERNO. Sul tavolo i temi chiave su cui intervenire, in Parlamento intercettazioni e processo penale Rivedere l'architettura istituzionale ...

Giustizia, prima le intercettazioni poi le norme sul nuovo ...

Ultime Notizie - ‎05/apr/2010‎
Il disegno delle riforme avrà un primo banco di prova sulle intercettazioni. Tra una settimana o poco più, sarà facile capire se il confronto, ...

**** L'accelerazione...

Riforme/ Prima intesa Berlusconi-Lega. Agricoltura a Galan

APCOM - ‎14 minuti fa‎
Roma, 7 apr. (Apcom) - Prima intesa sulle riforme: federalismo, giustizia, forma di governo, fine del bicameralismo perfetto. A una settimana dalle elezioni Regionali, il consueto caminetto ad Arcore tra Berlusconi e Bossi si è trasformato in qualcosa ...

Bossi e Berlusconi ''Trovano la quadra'' e all'Agricoltura ...

Il Salvagente - ‎15 minuti fa‎
All'incontro a Villa San Martino c'era anche il figlio di Umberto, detto la "trota". Ad Arcore ieri erano in tanti. Eppure mettersi d'accordo su come rivoluzionare l'assetto politico del Paese e come cambiare la Costituzione non deve essere stato ...

RIFORME: CICCHITTO A LEGA, NON SIANO MONOPOLIO DI UNA PARTE

Agenzia di Stampa Asca - ‎16 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 7 apr - ''Sul piano del merito non credo che una cosa cosi' seria e delicata come le riforme costituzionali possa essere monopolio di una sola parte, anche dentro la maggioranza. Nemmeno del Pdl, che e' tre volte piu' grande'' della Lega ...

Bossi sindaco? C'è il no di Berlusconi
Riforme, il progetto ...

il Giornale - ‎30 minuti fa‎
L'incontro tra i due leader dà il via libera alla "road map" per federalismo e riforme: "Progetto pronto entro l'estate. Se la sinistra dirà solo no risponderà ai cittadini". Dal premier arriva uno stop al Senatùr: "Non può avere il posto della ...

Per le riforme un metodo Berlusconi - Bossi

Giornale Radio Rai - ‎31 minuti fa‎
Lega Nord e Pdl accelerano e siglano un patto su come fare le riforme, da quelle istituzionali alla par condicio, proposte dai ministri competenti al tavolo dei coordinatori dei due partiti per poi giungere al Consiglio dei ministri e quindi al ...

VERTICE BERLUSCONI-BOSSI, AVANTI CON LE RIFORME

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎32 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 7 apr. - Riforme istituzionali, giustizia e fisco: il vertice ad Arcore tra gli stati maggiore di Pdl e Lega con Silvio Berlusconi, ha confermato l'intenzione della maggioranza di accelerare su questi tre punti. ...

Vertice ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Presto riforme. Galan ...

Italia News - ‎33 minuti fa‎
Si è concluso nella notte il vertice ad Arcore tra il Premier Berlusconi e il leader della Lega Noed Umberto Bossi. Il tema principale del vertice sono le riforme necessarie all'Italia. Alla fine del vertice il ministro della Difesa La Russa (PDL) fa ...

IL PUNTO / La «regia» leghista non va presa alla lettera, ma nella ...

Il Sole 24 Ore - ‎43 minuti fa‎
Dietro la polemica sulla «regia delle riforme», rivendicata alla Lega in un'intervista di Roberto Maroni al Corriere della Sera, c'è un punto cruciale. Lo stesso che ieri sera aleggiava sulla cena di Arcore fra Berlusconi e Bossi. ...

Sul tavolo le riforme

Il Tempo - ‎48 minuti fa‎
A Villa San Martino anche Renzo Bossi. Il Cavaliere insiste su Galan. Dal vertice di Arcore con la Lega ai piani per vincere ancora. I primi ad arrivare a Villa San Martino sono i due coordinatori del Pdl, Denis Verdini e Sandro Bondi. ...

Berlusconi dice sì alla Lega: a loro la regia delle riforme

Avvenire.it - ‎54 minuti fa‎
«Tutti si sono agitati, io no... Con Umberto c'è amicizia, collaborazione...». Silvio Berlusconi, passa da una telefonata all'altra e continua a rassicurare, minimizzare, escludere un caso Lega. All'altro capo del telefono però sono molti a insistere: ...

Berlusconi in pista pure nel 2013

Il Tempo - ‎55 minuti fa‎
Il premier già pensa alla prossima sfida. La sua leadership non ha crisi e il consenso cresce. L'asse con la Lega lo rafforza. Al Colle? Ci andrà Letta. Vertice ad Arcore con la Lega: Galan verso l'agricoltura. Sembra una data lontanissima. ...

Riforme, summit Lega – Pdl ad Arcore. Le reazioni politiche

Expoitalyonline (Blog) - ‎1 ora fa‎
E' terminato dopo tre ore il vertice sulle riforme ad Arcore. Al centro della discussione tra il leader della Lega Bossi ed il premier Berlusconi -presenti i relativi stati maggiori ed il figlio di Bossi – il federalismo, la giustizia, ...

RIFORME: FUMATA BIANCA NEL VERTICE DI ARCORE TRA PDL E LEGA

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
Tre ore di confronto ieri sera ad Arcore tra Silvio Berlusconi, i vertici del Pdl e quelli della Lega sul tema delle riforme. Erano presenti Denis Verdini, Sandro Bondi, Ignazio La Russa, coordinatori del Pdl, i ministri Giulio Tremonti, ...

Berlusconi-Bossi: avanti con le riforme

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
Avanti sulle riforme. La cena di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi – con adeguate rappresentanze sia del Pdl che della Lega – ha dato il via libera a una road map che tiene insieme quelle istituzionali, il federalismo, ...

E Tremonti vigilerà sui costi

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
Tra il dire e il fare ci sono di mezzo i conti dello Stato. E se è vero che Berlusconi e Bossi saranno i primattori della nuova stagione politica, toccherà a Tremonti la parte dell'oste. Perché le riforme non saranno a costo zero. ...

Accordo sul metodo delle riforme, accelerazione su giustizia e ...

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
MILANO - Un accordo sul metodo per le riforme. E' quello travato nel vertice di Arcore tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi. «È stata una riunione importante, abbiamo trovato la quadra sul metodo per fare le riforme»: ...

Allarme riforme

inviatospeciale - ‎1 ora fa‎
In accellerazione la corsa verso il regime. La Lega vuole affidare a Bossi e Calderoli il cmpito di cambiare la Costituzione. Ieri la Lega Nord ha sottolineato le priorità dei prossimi mesi nell'agenda di governo, indicando nella riforma della ...

TERMINA ALL'ALBA VERTICE PDL AD ARCORE

CNR Media - ‎1 ora fa‎
Il vertice del Pdl ad Arcore finisce quasi all'alba. Presenti al summit tra Berlusconi e Bossi il figlio Umberto etutto lo stato maggiore della Lega. Sul tavolo federalismo, riforme e il nome del successore di Zaia al ministero dell'Agricoltura. ...

Vertice Pdl-Lega ad Arcore: prima intesa sulle riforme

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Al Carroccio la guida delle riforme ea Berlusconi la scelta di Galan al ministero dell'Agricoltura. Malumori nel Pdl e tra i finiani Si è chiuso con un punto segnato per la Lega e uno per il Pdl il supervertice tra il premier Silvio Berlusconi e gli ...

Berlusconi e Bossi: cena ad Arcore per le riforme

NanoPress (Blog) - ‎1 ora fa‎
Incontro di tre ore ad Arcore tra Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e lo stato maggiore della Lega, nella Villa San Martino del presidente del Consiglio. Tema del vertice: le riforme, nel tentativo di arrivare ad un testo condiviso da sottoporre ...

Bossi al premier: "Via alle riforme ma con larghe intese"

La Stampa - ‎2 ore fa‎
I leghisti vogliono evitare il rischio di un altro referendum. Cresce nel Pdl l'insofferenza verso i diktat degli alleati Le cene di Arcore sono tutte uguali, chi le immagina come consigli di amministrazione è fuori pista. L'alta politica si alterna ...

Bossi: "Adesso l'arbitro sono io"

La Stampa - ‎2 ore fa‎
Un senatore leghista la chiama «la strategia del seggiolino». «Avete presente una partita di tennis? L'arbitro sta lassù, osserva chi gioca la palla, sta attento a chi rispetta le regole e non commette errori...». Il torneo è quello delle Riforme: ...

Lega Nord e Pdl per le riforme, le richieste del Pd

NanoPress (Blog) - ‎2 ore fa‎
Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi a confronto sulle riforme. Dopo l'appello di Giorgio Napolitano, affinche' si portassero avanti le leggi necessarie per riformare il paese, ecco che la maggioranza si e' riunita ad Arcore, a Villa San Martino, ...

Riforme:patto su metodo tra Pdl e Lega

ANSA - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 7 APR - Il premier Berlusconi ed il leader della Lega Bossi hanno trovato ''la quadra sul metodo per fare le riforme''. Lo ha annunciato Calderoli.Al termine dell'incontro di ieri sera, ad Arcore, il ministro per la Semplificazione ha ...

Riforme: intesa Pdl-Lega su metodo 'rapido'

ANSA - ‎2 ore fa‎
ROMA - Dai ministri competenti al tavolo dei coordinatori dei partiti per poi giungere al cdm e quindi al Parlamento. E' questo il metodo individuato, nel corso del vertice Pdl-Lega per fare le riforme. ''E' stata una riunione importante ,abbiamo ...

Lo stato maggiore leghista da Berlusconi Tre ore di vertice su ...

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
ARCORE - E' durato tre ore il vertice di villa San Martino ad Arcore tra Pdl e Lega. Al termine dell'incontro Umberto Bossi ha lasciato la residenza del premier senza fare dichiarazioni. Così anche Giulio Tremonti, che è stato il primo a lasciare il ...

Berlusconi e Bossi siglano patto su metodo 'rapido' per riforme

Bluewin - ‎2 ore fa‎
Il premier italiano Silvio Berlusconi ed il leader della Lega Umberto Bossi hanno trovato l'accordo "sul metodo rapido per fare le riforme". Ad annunciarlo al termine dell'incontro di ieri sera ad Arcore è stato il ministro per la Semplificazione ...

Il nuovo patto del premier con Umberto "Tu guidi le riforme, ma ...

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
ROMA - Giuliano Urbani, il professore ormai lontano dalla prima linea, ieri sera è stato richiamato in servizio ad Arcore. "Sono un vecchio amico di Berlusconi - racconta Urbani a notte fonda tornando a casa - e sono stato presente a tutti i momenti di ...

La cena di Arcore, tra dopo-Zaia e agenda riforme

Virgilio - ‎4 ore fa‎
In agenda per ora non c'è. E non è detto che il faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si terrà oggi, prima dell'ufficio di Presidenza convocato per le 18 e dopo la cena fra il Cavaliere e Umberto Bossi, di ieri sera ad Arcore. ...

Tra Berlusconi e Bossi vertice a Villa S. Martino sul dossier riforme

Il Sole 24 Ore - ‎5 ore fa‎
Il via con un faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi in serata ad Arcore. Poi, nei prossimi giorni, l'atteso incontro tra il premier e Gianfranco Fini che, dopo le elezioni, ritornano al dialogo con l'obiettivo delle riforme. ...

Accordo sul metodo delle riforme, accelerazione su giustizia e ...

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
MILANO - Un accordo sul metodo per le riforme. E' quello travato nel vertice di Arcore tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi. «È stata una riunione importante, abbiamo trovato la quadra sul metodo per fare le riforme»: ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Il Tempo - Il Sole 24 Ore - APCOM
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