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 Lydsia ...... di Lunadicarta
 
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Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perchè la menzogna entra nella qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o dei manutengoli.

Antonio Gramsci
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/03/2010 @ 13:24:14, in Politica, linkato 1208 volte)
Se la giunta Vendola dovesse essere eletta, nonostante lo scandalo del caso Escort e Sanità e l'arresto del vice Frisullo, sappiate che le prime parole del magistrato Nicastro, se collocato all'assessorato al bilancio, saranno:

"Ma qui NON c'è un soldo!"

Secondo la consolidata prassi dell'Italianistan è normale, ma dovrebbe spaventare...

Copio e incollo da Facebook.

http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs485.snc3/26543_1257713278715_1106110807_30572804_2154274_n.jpg
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Di Loredana Morandi (del 25/03/2010 @ 08:23:30, in Politica, linkato 1183 volte)




Che in una campagna elettorale si possano fare dei volantini simili è di sicuro cattivo gusto. Purtroppo è vero, gli Aquilani sono i terremotati più fortunati d'Italia e altre centinaia soffrono ancora dopo molti anni. I problemi umbri non sono il solo caso. Basti pensare alle centinaia di persone che vivono nei container del dopo terremoto dell'Irpinia, ben 30 anni dopo il tragico evento.

http://altocasertano.files.wordpress.com/2009/05/amara-soap-di-anziana-casertana-su-altro-settimanale-nazionale.jpg

Nell'ottanta si trattava quasi certamente di un governo della "balena bianca", ma oggi dove sono i signori opinionisti che sostengono il popolo aquilano, così  terribilmente stanco di aver vissuto comodamente in albergo tutti questi mesi?

Perché gli aquilani, di cui abbiamo appreso tramite i giornali anche la terribile tribolazione del vitto erogato dagli alberghi e se nel piatto ci fosse carne tutti i giorni oppure no, hanno avuto le case e questi altri sono abbandonati a se stessi, mentre in Italia i ministeri, la scuola e la giustizia non hanno soldi neppure per comprare la "carta"?

Lo sforzo sociale è di tutti gli italiani.

Basta alla strumentalizzazione di tutte le bandiere.

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 25/03/2010 @ 08:02:46, in Politica, linkato 1297 volte)
La verità? Se tutti questi fossero meno corrotti vivremmo molto meglio in Italia... L.

La telefonata che imbarazza il Pd
adesso serve per attaccare il Cav


di Stefano Zurlo

È un’intercettazione che ha fatto epoca. E ha messo in grande imbarazzo i Ds. «Allora abbiamo una banca?», chiedeva trepidante il segretario del partito Piero Fassino al signore della finanza rossa Giovanni Consorte. Correva l’estate del 2005 e quella conversazione, atterrata di lì a qualche mese sulla prima pagina del Giornale, svelò all’opinione pubblica la ragnatela di affari, interessi e rapporti privilegiati che legavano l’ex Partito comunista, l’Unipol e i furbetti del quartierino. Sono passati quasi cinque anni, ma quel colpo non è stato ancora metabolizzato dai Fassino, dai Bersani e dai big dei Ds, oggi confluiti nel Pd. Quella ferita brucia ancora, di più perché artefice dello scoop fu il Giornale della famiglia Berlusconi.
Sembra incredibile, ma a distanza di tanto tempo, si scava ancora. La procura di Milano, dai cui uffici sono filtrate per quindici anni più notizie che dagli studi Rai, non molla l’osso e dopo un lunghissimo lavoro investigativo ha messo sotto inchiesta un gruppetto di persone. Insomma, per una volta i pm della procura colabrodo sono convinti di essere sulla strada giusta che porta alla talpa. Ma, dettaglio ancor più sorprendente, la pista porta ad Arcore. Sì, i pm hanno utilizzato pure questa registrazione, pubblicata dal Giornale quando non era stata ancora trascritta ed era coperta dal segreto istruttorio, per puntare il dito contro Silvio Berlusconi e famiglia. In sostanza, l’ipotesi accusatoria è che il nastro sia stato portato in regalo ad Arcore dai manager della Rcs, Research Control System, l’azienda che per conto della procura captava le conversazioni di Consorte e seguiva in tempo reale la scalata, poi fallita, dell’Unipol alla Bnl. I novelli re magi sarebbero arrivati a casa del Cavaliere alla vigilia di Natale e avrebbero mostrato al Cavaliere il prezioso dono, più pregiato dell’oro, dell’incenso e della mirra, reso pubblico dal Giornale sette giorni dopo. Il meeting sarebbe avvenuto di prima mattina e Silvio Berlusconi, ancora assonnato, sarebbe stato definitivamente svegliato, come ha ricostruito ieri il quotidiano la Repubblica, dall’ascolto del testo-bomba, tanto che alla fine, estasiato, avrebbe detto all’amministratore dell’azienda Roberto Raffaelli: «La famiglia ve ne sarà grata per l’eternità». Il tutto alla presenza del fratello Paolo, editore del Giornale.
Così, letto con compiacimento il pezzo del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, Fassino e Bersani partono in quinta. «Adesso - afferma il pallido ex segretario dei Ds - risulta evidente a tutti che la pubblicazione da parte de il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi, della mia telefonata con Consorte è stato lo strumento di un vero e proprio agguato, di cui sarebbe stato del tutto a conoscenza il presidente del Consiglio». Non basta. «Oggi - conclude Fassino - chiedo a Berlusconi: se i fatti fossero confermati, esiste un altro Paese democratico al mondo in cui il capo del governo riceva nella sua residenza privata persone incaricate di delicate attività per conto dello Stato? E da loro abbia informazioni, riservate alla sola autorità giudiziaria, che pochi giorni dopo vengono pubblicate illegalmente dal quotidiano di proprietà dello stesso capo del governo?»
Il rossore per quelle parole incaute, le polemiche, i distinguo sulla questione morale, è tutto archiviato. Così come l’altrettanto celebre frase di Massimo D’Alema, sempre a Consorte: «Vai, facci sognare». Ora, secondo il gruppo dirigente del Pd è il Cavaliere, non loro, a dover dare spiegazioni. «Il rapporto col telefono del presidente del Consiglio - rincara la dose Pierluigi Bersani, segretario del Pd - è problematico, visto che lo usa come un telecomando. Evidentemente gli dispiacciono le intercettazioni legali», quelle, per intenderci, della procura di Trani, «mentre non dispiacciono quelle illegali. Se fossimo in un Paese normale questa vicenda avrebbe un rilievo enorme».
Per Bersani, e per Fassino, quel che conta non è quello che fu detto, ma il seguito, il presunto, solito complotto. Una storia torbida che l’avvocato Niccolò Ghedini, legale del premier, rispedisce al mittente: «Le notizie apparse su Repubblica sono destituite di ogni fondamento e l’unica cosa certa è soltanto la telefonata intercorsa fra Consorte e Fassino». La procura però non si ferma e anzi raddoppia: in coda a questa storia ha iscritto nel registro degli indagati Paolo Berlusconi. Il fratello del Cavaliere, secondo gli inquirenti, avrebbe millantato con Raffaelli inesistenti rapporti col governo romeno e incassato in cambio 570 mila euro.

Il Giornale

***

Unipol, un indagato rivela come la registrazione segreta finì poi sul "Giornale"
L'allora leader Ds diceva a Consorte: "Allora, abbiamo una banca?"

Così il nastro di Fassino fu dato a Berlusconi
E il Cavaliere disse: "Grati per l'eternità"

di EMILIO RANDACIO

MILANO - "Signor presidente, ora le faccio sentire un'intercettazione...". Silvio Berlusconi, la mattina del 24 dicembre del 2005, è seduto sulla poltrona del salotto principale di Arcore. Un albero di Natale bianco addobbato per le feste illumina la stanza. Il premier appare particolarmente provato, o almeno così lo descrive, mettendo a verbale la ricostruzione dei fatti, una delle persone che ha organizzato l'incontro. Sono le sette e mezzo del mattino. Il premier, con gli occhi semichiusi, avverte i suoi interlocutori: "Abbiamo mezz'ora, poi ho un appuntamento con don Verzè (il fondatore dell'ospedale San Raffaele, ndr)". A Roberto Raffaelli, l'ex amministratore dell'azienda di intercettazioni telefoniche "Rcs-Research control system", basta poco per spiegare il motivo della sua visita. Con l'aiuto di un computer, Raffaelli fa ascoltare l'intercettazione telefonica captata nel luglio precedente tra l'allora leader Ds, Piero Fassino e il numero uno Unipol, Giovanni Consorte. "Allora, abbiamo una banca?", chiede Fassino al manager della compagnia assicurativa, poche ore prima dell'ufficializzazione dell'Opa sulla Bnl da parte di Unipol. La conversazione è captata proprio da Rcs per conto della procura di Milano che sulle scalate sta conducendo in gran segreto un'inchiesta.

Dopo aver ascoltato con le sue orecchie la conversazione intercettata, Berlusconi sembra ridestarsi dall'iniziale torpore. "La famiglia ve ne sarà grata per l'eternità", il commento del premier, secondo il racconto di uno dei soggetti coinvolti. Terminato il faccia a faccia, i personaggi coinvolti nella vicenda avrebbero spedito, in un pacchetto anonimo, l'intercettazione a il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi. E dopo sette giorni il quotidiano di via Negri pubblica in esclusiva il contenuto dell'intercettazione.

Questo lo spaccato che emerge dall'indagine condotta dal pm Massimo Meroni e che, ora, vede Raffaelli indagato per "accesso abusivo a sistema informatico", "rivelazione di atti coperti da segreto" e false fatture. Gli intermediari per arrivare ad Arcore, infine, sarebbero stati il faccendiere Fabrizio Favata ed Eugenio Petessi, esperto in comunicazioni. Favata è indagato per aver concorso a violare il segreto istruttorio, Petessi solo per false fatture. Prima perquisiti e poi ascoltati in procura, i protagonisti della storia hanno fornito versioni contrastanti. Raffaelli, che nel frattempo si è dimesso dalla sua carica, ha negato di aver "passato" il nastro al premier, ma di averlo incontrato per discutere di un appalto in Romania che era bloccato. Favata, dopo aver presentato un esposto ai pm, si è chiuso nel silenzio. I verbali di Petessi, invece, sono stati secretati.

In mano al pm Meroni ci sono due verità, ma anche alcune conferme. Raffaelli avrebbe versato a Paolo Berlusconi circa 570mila euro in tranche mensili da 40mila a partire dal 2005. Petessi avrebbe emesso false fatture di consulenza per Rcs che, una volta incassate, venivano portate direttamente negli uffici di via Negri da Favata. "Berlusconi junior ci aveva detto che questo era il prezzo per sbloccare l'appalto in Romania attraverso la mediazione dell'onorevole Valentino Valentini (uomo ombra del Cavaliere, ndr)". Raffaelli, secondo quanto ricostruito dalla procura, dopo l'incontro ad Arcore avrebbe avuto effettivamente due incontri a Palazzo Chigi. Uno proprio con Valentini, l'altro con l'onorevole Niccolò Ghedini. Con quest'ultimo, "per parlare di un progetto di riforma del sistema intercettazioni", come spiegato al pm dall'avvocato del premier.
Sull'appalto in Romania, però, non ci sarebbe stato alcun intervento per sbloccare la pratica, anche perché nel frattempo, il governo "amico" del premier di Bucarest, Nastase, è caduto. Ed è probabilmente proprio per questo che la pista che viene seguita ora dalla procura milanese, porta a escludere reati per il premier e il suo entourage, ma inguaia il fratello, indagato per millantato credito. I soldi, secondo il racconto di almeno due indagati, sarebbero stati effettivamente incassati dall'editore de il Giornale, ma Rcs non avrebbe ottenuto il "favore" che era stato concordato.

La Repubblica
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Di Loredana Morandi (del 24/03/2010 @ 08:15:34, in Politica, linkato 1297 volte)
Oltre 5mila su Facebook

'No alla donna merce di scambio', boom di adesioni web per

'Non considero normale'

ultimo aggiornamento: 22 marzo, ore 18:23
Roma - (Adnkronos) - Le promotrici dell'appello hanno incontrato i candidati della sinistra nel Lazio chiedendo loro di ''schierarsi''. Tra i nomi che hanno aderito, Natalia Aspesi e Francesca Comencini

Roma, 22 mar. (Adnkronos) - Hanno voluto dire no all'idea di una donna considerata "merce di scambio" o "tangente", chiedendo alla politica della sinistra e soprattutto ai suoi candidati alle prossime regionali di "schierarsi" contro quell'immagine che la fotografa nella "banalità del suo essere" dimenticandone la "sostanza e il merito". Così Silvia Nono, dall'idea è passata ai fatti, pubblicando sul web l'appello 'Non considero normale'. La prima vittoria per lei e per le altre tre donne che ne hanno subito raccolto l'invito - Adriana Valente, Serena Perrone e Maria Teresa Carbone - è stata il boom di adesioni al sito: sono 5.500 su Facebook e 2.000 sul sito stesso, tra i quali nomi noti come quello di Natalia Aspesi, Francesca Comencini, Caterina Soffici ed altre.

In tutto 17 i firmatari nel Lazio tra i candidati Pd, Federazione sinistra e Sel presenti oggi all'incontro organizzato dalle promotrici dell'appello a Palazzo Valentini a Roma per fare un punto sulle iniziative concrete in prospettiva dei prossimi cinque anni di governo regionale. Sul tema di fondo, quello della mercificazione dell'immagine femminile, Luigi Nieri, assessore al Bilancio della Regione Lazio, si è detto "imbarazzato dal fatto che argomenti che dovrebbero essere alle nostre spalle ricompaiono di attualità", mentre per Giulia Rodano, assessore regionale alla Cultura, la questione è "di natura culturale".

"Una cosa fondamentale che le donne devono ricordare - ha detto Rodano - è che devono stare al loro posto non sostenute da uomini ma devono combattere da sole le loro battaglie. Il tema delle escort così come affrontato dai giornali è fastidioso: rendere personaggi queste donne è sbagliato. Le donne devono essere consapevoli che si può essere diversamente protagoniste".

"Più welfare, maggiori politiche di genere e più pressione sulla cultura della comunicazione". Queste le richieste delle promotrici dell'appello che nel corso del dibattito hanno anche affrontato le problematiche legate al ruolo della donna nella politica, nella società e nel lavoro, dalle retribuzioni "inferiori" a quelle dei colleghi uomini al diritto alla maternità. A partecipare all'incontro anche i candidati regionali del Pd Piero Ambrosi e Massimiliano Bottaro, Angelo Masetti (Verdi), Fabio Nobile e Graziarosa Villani per la Federazione della sinistra.

''La nuova Regione dovrà valorizzare i talenti e le esperienze delle donne promuovendo politiche dirette a favorire la loro partecipazione e presenza nei diversi contesti di vita, tenendo conto delle variegate realtà delle cinque province del Lazio'' ha detto Ambrosi, che ha inserito nel proprio programma elettorale l'appello 'Non considero normale trattare le donne come merce di scambio'.
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Di Loredana Morandi (del 24/03/2010 @ 08:02:07, in Politica, linkato 1276 volte)
Francamente, forse alla ANM converrebbe scrivere un testo nel quale si dissocia da Di Pietro, che nel frattempo ha aderito al grande partito della pedofilia nel web e conclamato i suoi rapporti con la multinazionale del crimine Pirate Bay, coloro cioè che hanno acquistato tra il 2007 e il 2008 tutte le board europee del file sharing illegale, ivi comprese le board italiane, e che da sempre sono legati ai contributi della più nera delle lobby della pedofilia internazionale ospite sugli stessi server dove ora sono i forum dei link ed2k.
Inoltre, forse val la pena di una ulteriore indagine sul caso Milioni e il die-in dei radicali  al Tribunale di Roma. Gli insulti di Berlusconi piovono su tutta la Magistratura, ma il solo ombrello è la Legge. L.M.


"Faccia a faccia con Bersani? Nessuna possibilità di confronto con chi insulta, delegittima e calunnia"

Berlusconi contro le toghe: ''Riformeremo la giustizia per guarire la democrazia ferita''

ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 19:55
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier: ''Il partito delle procure è entrato pesantemente in campo". Bersani: ''E' nervoso perché non ha futuro''.. Anm: ''Sconcertati per aggressione quotidiana''. E precisa: ''Non siamo un partito''. Lazio, giovedì l'udienza per il ricorso al Tar di Sgarbi: ''E violerò il silenzio elettorale''

Roma, 23 mar. (Adnkronos/Ign) - Nuovo botta e risposta tra Silvio Berlusconi e i magistrati a pochi giorni dalle elezioni regionali. La campagna elettorale "si è snaturata perché il partito delle procure è entrato pesantemente in campo", ha detto il premier alla trasmissione 'Uno mattina'. "Con gli interventi della loro magistratura - ha aggiunto il premier - la sinistra ci ha impedito di svolgere una campagna elettorale di informazione nei confronti dei cittadini".

Il "partito delle procure", ha aggiunto il presidente del Consiglio, ''ha inventato un mese e mezzo fa una nuova tangentopoli e che poi ha tentato di distruggere il miracolo che abbiamo fatto a L'Aquila dopo il terremoto, che ha gettato fango su Bertolaso e sulla Protezione Civile. Quindi è intervenuto con il rigetto delle nostre liste dando la colpa a nostri delegati, e infine con un'inchiesta risibile con le intercettazioni al presidente del Consiglio''. ''Una campagna elettorale basata sui fatti e i progetti - ha osservato Berlusconi - sarebbe stata dannosa per loro. Nel confronto ne sarebbero usciti distrutti''.

Poi in un incontro elettorale a sostegno di Roberto Cota a Torino, torna all'attacco: "Nei prossimi tre anni metteremo in campo una grande, grande, grande riforma della giustizia perché dobbiamo uscire da questa situazione di democrazia ferita e violata". In questa campana elettorale, insiste il premier, "i giornali sono pieni solo di scandali inventati dalle Procure della sinistra".

A stretto giro è arrivata la replica del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, alle dichiarazioni in tv del premier. ''E' sconcertante che in campagna elettorale venga aggredita quotidianamente un'istituzione dello Stato''. "Noi non siamo un partito - aggiunge -, ma in uno stato di diritto il nostro compito è quello di applicare la legge".

Intervendo a 'Uno Mattina, Berlusconi ha anche ribadito il proprio 'no' ad un faccia a faccia con il segretario del Pd Pierluigi Bersani: "non c'è nessuna possibilità di confronto - ha detto - con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia". Il premier ha anche ripetuto quanto sia importante recarsi alle urne domenica e lunedì prossimi: "Occorre andare a votare perché ogni voto non dato avvantaggia la sinistra. Ho fiducia nel buonsenso degli italiani che non si riconoscono in questa sinistra ammanettata a Di Pietro".

Dopo il voto del 28 e 29 marzo, ha affermato tra l'altro il premier, "ci potremo attendere tre anni ulteriori di governo, nei quali metteremo mano alla riforma istituzionale, alla grande modernizzazione del fisco, alla grande riforma della giustizia, e a tantissime altre cose previste dai nostri programmi".

E a proposito dell'evoluzione che il cammino delle riforme potrà avere in tema di forma di governo, Berlusconi ha spiegato che "dobbiamo rivolgerci ai cittadini e sentire da loro qual è la cosa che preferiscono, se l'elezione diretta del presidente della Repubblica o l'elezione diretta del presidente del Consiglio".

Affrontando poi la questione della leadership, il premier ha dichiarato: ''Il Popolo della libertà è un partito assolutamente democratico che assume ogni decisione non da parte di un monarca, che sarei io, come indicato da qualcuno. E' esattamente il contrario''. ''All'interno del partito - ha spiegato il premier - abbiamo un forma di democrazia assoluta che abbiamo applicato in questo primo anno di lavoro''.

''C'è chi dice che il partito sia da migliorare. Tutto si può migliorare, ma io sono assolutamente contento e soddisfatto degli organi che ci siamo dati e del modo in cui hanno lavorato quest'anno'', ha aggiunto Berlusconi che oggi dalle colonne della 'Stampa' è tornato a dire di è ''offensivo'' porre il problema del futuro della leadership del Pdl ''con un leader che è in piena forma e con un indice di apprezzamento al 62 per cento''.

Sulla questione del ricambio ai vertici è intervenuto anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, che ha precisato: "Nessuno mette in discussione la leadership di Berlusconi, ovviamente. Dico che al Pdl - ha aggiunto però - serve il contributo fondamentale di Gianfranco Fini".

Quanto alla possibilità di un dialogo con l'opposizione sulle riforme, il presidente del Consiglio ha detto "sarebbe meglio farle con l'opposizione, se volesse dialogare, se si dimostrasse credibile". Il confronto potrà esserci, ha aggiunto il Cavaliere, "quando capiremo con chi parlare, se con i riformisti o con gli agitatori di piazza: ho ricevuto insulti, minacce, ostruzionismo in Parlamento, il ritorno dell'estremismo, il ricorso al partito delle Procure. E' l'opposizione che deve cambiare. Se cambia - conclude - ne riparleremo".
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Di Loredana Morandi (del 23/03/2010 @ 15:46:05, in Politica, linkato 1160 volte)
GIUSTIZIA: ALFANO,
300 CANDIDATI MAGISTRATI IDONEI AL CONCORSO


(AGI) Venezia, 23 mar. - "L'anno scorso ho bandito un concorso, il piu' imponente della storia repubblicana, per 500 posti di magistrato. Prenderanno servizio non piu' di 270-300 magistrati: gli altri non sono stati considerati idonei dalla Commissione esaminatrice". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, oggi a Venezia per sostenere la campagna elettorale del candidato sindaco Renato Brunetta.

"Io lavoro per un modello flessibile di organizzazione degli uffici giudiuziari e per ottenere l'obiettivo che certi uffici giudiziari, con determinate caratteristiche, abbiano il sostegno piu rapido possibile da parte del ministero - ha spiegato Alfano -. Ci sono vincoli costituzionali e legislativi che impongono procedure davvero lunghe perche' possano arrivare i magistrati.

L'anno scorso ho bandito un concorso, il piu' imponente della storia repubblicana, almeno che si ricordi a memoria di ministero, per 500 posti di magistrato. Al termine di questo concorso, secondo le ultime proiezioni, prenderanno servizio non piu' di 270-300 magistrati. Non ne faccio una colpa alla Commissione esaminatrice che ha il dovere di scegliere quelli meritevoli, quindi se non ci sono 500 meritevoli, meglio che non entrino in magistratura soggetti che non lo meritano.

Ma, a fronte della disponibilita' del governo di assumere 500 magistrati, ne sono stati considerati idonei a ricoprire questa importantissima funzione meno di 300. Quindi noi ce la stiamo mettendo tutta, nonostante la carenza di risorse". (AGI) Cli/Ve
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Di Loredana Morandi (del 22/03/2010 @ 07:34:36, in Politica, linkato 1590 volte)
Riporto questa agenzia per un paio di precisazioni: i nostri 3 milioni a Roma contro l'attacco unilaterale all'Iraq con San Giovanni, via Nazionale, i Fori Imperiali e le vie adiacenti gremite di persone furono quantificati come 500 mila persone dalla Questura di Roma. E' su quella base che la cifra dei 150 mila berluscones in piazza è giustificata.



Esprimo la mia solidarietà a tutti i ragazzi della Questura di Roma (ne ho conosciuti tanti nel corso degli anni, ma i metodi della "conta" restano cmq per me un mistero), perché per la prima volta finiscono nel mirino di Berlusconi. La prossima volta che mi recherò in Questura per l'organizzazione di un evento è a Loro, che io domanderò se la manifestazione del die-in è permessa all'interno di un Tribunale e quale la pena per la violazione.



Tra le dichiarazioni interessanti sull'esclusione della lista PdL dalle urne del Lazio segnalo quelle dell'On Sgarbi, che ha il coraggio di dichiarare una verità sui pedofili a sinistra, ma non di dettagliare quello che resta solo un insulto. Anche oltre l'asse trasversale Vendola, Grillini, Radicali e Giovannardi, gli uomini che  di fatto sgomitano per proporsi oggi come riferimento per i pedofili sono  invece i due fin troppo ex pm Di Pietro e de Magistris. Conclamati i rapporti con la lobby pedofila internazionale Pirate Bay e tutti i truculenti del porno commerciale (*) è giusto dire che i loro primi seguaci meridionali hanno dato già mostra di "non vedere" neppure ciò che salta all'occhio quanto a reati e/o di applaudire in pubblico all'apologia della pedofilia.

Gravissimo che Berlusconi la prenda con Magistratura Democratica e che lo faccia con uno strafalcione inaudito sulla Suprema Corte di Cassazione. L'affermazione è politicamente un falso ed un errore, inoltre è la Consulta a dichiarare l'incostituzionalità delle Leggi e non la Cassazione. L.M.

Guerra di cifre su S. Giovanni,
Berlusconi dice no a duello tv

Centrodestra attacca questura: "C'è qualcosa che non funziona"

All'indomani della manifestazione del Pdl a Roma lo scontro tra centrodestra e centrosinistra è scoppiato sui numeri della partecipazione a piazza San Giovanni sabato, per i quali il Pdl attacca la Questura di Roma. E intanto Silvio Berlusconi ha detto no al duello in tv con Pier Luigi Bersani: "Non è opportuno". L'affluenza a piazza S.Giovanni è stata di gran lunga superiore ai 150mila dichiarati dalla Questura di Roma, secondo il Pdl, che non lesina duri attacchi ai responsabili dell'ordine pubblico nella Capitale: "Siamo francamente stupefatti da cio che ha affermato la Questura di Roma - dice Fabrizio Cicchitto.

A difendere il corretto operato della Questura i sindacati di polizia. "I funzionari della questura di Roma fanno dell'alto senso dello Stato e dello spirito di sacrificio il valore guida a difesa del popolo italiano", scandisce il segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp), Enzo Letizia. Ma Maurizio Gasparri insiste: "Confermiamo pesanti riserve sul comportamento del questore di Roma".

La polemica politica però si è alimentata di un altro tema, il dibattito televisivo tra Bersani e Berlusconi, che il premier ha così liquidato: "Non credo che sia opportuno in questo momento arrivare a un confronto con il capo dell'opposizione perché le sue dichiarazioni quotidiane ci hanno fatto perdere fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo e basato sulla verità". Un rifiuto che il Pd interpreta come un segno di "debolezza" e "timore" di parlare di temi concreti. "Berlusconi getta la maschera. E' amore non volere un confronto col proprio contendente politico - chiede Enrico Letta -? O forse non è la massima espressione di odio?". Interviene Paolo Bonaiuti: "Ma come può la sinistra chiedere il dialogo quando ricorre al linguaggio e agli insulti dei più estremisti?".

Berlusconi, che ha partecipato a due iniziative elettorali a Bologna e a Firenze, è tornato ad attaccare i giudici, in particolare quelli di Magistratura democratica, la corrente che a suo giudizio detta la linea alla Cassazione sulle leggi da abrogare:"Se una legge non piace ad Md la Cassazione la abroga - ha detto il premier. "In questo modo la sovranità non appartiene più al popolo ma alla magistratura". Aqu

(*) .. chi lo scrive li ha già denunciati.
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Di Loredana Morandi (del 20/03/2010 @ 22:12:32, in Politica, linkato 1373 volte)
Cara Sinistra,

ti scrivo, così non ti distrai neppure per un momento... Questa manifestazione partecipatissima del PdL te la sei cercata, l'hai chiamata e oggi l'hai ottenuta, perché hai fatto "partito" dove non c'era.



Berlusconi ha chiamato la piazza e la piazza ha risposto. Così, nessuno dei mezzi che usi abitualmente è stato risparmiato, neppure Facebook il nuovo mezzo delle campagne elettorali di Di Pietro, perché il popolino che non è "chic" e neppure "radical" comprende molte più cose di quanto non crediate.



E' inutile affannarsi a cercare il confronto tra le piazze, perché a noi che siamo la sinistra può apparire solo la menzogna. Il foto confronto che è stato messo in circolazione da La Repubblica è tra l'odierna manifestazione e quella del 15 febbraio 2003 contro la guerra all'Iraq. Un evento con il quale i Radicali e la Bonino, che manifestavano pro Israele durante il bombardamento di Gaza, non hanno NULLA a che fare.



E nulla hanno a che spartire con quell'evento Bersani o un Di Pietro, entrambi assenti dai movimenti pacifisti "per carattere". I berluscones poi, oggi hanno dato prova di non dover invidiare neppure il concerto del Primo Maggio e sono più uniti, anche grazie a noi.



Peccato, perché in quella piazza pacifista di San Giovanni di tanto tempo fa c'erano pure i "Magistrati", io lo so, perché la magistratura italiana firmò il testo dell'appello contro l'attacco unilaterale all'Iraq nella versione da me predisposta per l'associazionismo nelle professioni dello Stato. Una piazza che, costretta con durezza a guardare solo quello che vede l'occhio, apre il cuore e si rivolta anche "contro le istituzioni" e gli "incomprensibili" cavilli della iperburocrazia nazionale, che priva del voto gli elettori.



"Ti piace vincere facile?" diviene la domanda di "giustizia" di uno striscione, quando quella  stessa piazza aveva già dato il  grido del "Fermate la guerra ai Magistrati" e il primissimo "girotondo". Colpa nostra?



Certamente, perché nel falso giustizialismo che si riconosce in de Magistris si è persa l'etica dei Magistrati dei grandi processi. E si è persa anche l'eredità di "mani pulite", se oggi stesso Di Pietro ha potuto partecipare in video conferenza alla manifestazione di Pirate Bay, la lobby nera della pedofilia internazionale riunita a Roma, insieme con i truculenti avvocati italiani della Pornografia telematica. E si, c'era anche il radicale Cappato, a far compagnia a tutti i  nuovi fornitori di  "escort" e "servizi per il sesso", nonché ai fautori della distruzione totale dell'indotto delle professioni legate al cinema e allo spettacolo.




Non vi sorprendete quindi delle richieste del popolino, se chi vi scrive in merito alle millantate "libertà telematiche" di Di Pietro e della Wolfram & Hart (Attorneys at Law, specialize in representing demons) può opporre seduta stante il metodo "scientifico della calunnia" di un sito del porno commerciale, che istiga a delinquere ai danni suoi e della sua famiglia e viola la sua privacy da più di un anno e mezzo: Impunito.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/pdl_santoro.jpg

Altri, a mio avviso, saran puniti proprio dalla vuota professione di fede. Morto Berlusconi, magari durante una ennesima campagna elettorale o per un infarto a seguito della ennesima istigata aggressione, cadranno tutti i non valori rappresentati oggi dal presentatore ex deputato e dai troppi galoppini  dallo stile inconfondibile alla Travaglio per "l'inutilità" oggettiva e culturale. Sarò profetica: in un lontano futuro li cacceranno proprio da "sinistra". E già oggi scelgono piazze piccole come Bologna un ventesimo di Roma per far pienone,  inoltre chiedendo soldi a manetta, tanto da far sembrare regalia davvero "illustre" il costo pagato di un biglietto "metro".

Così, cara sinistra mia, quello che ti stai perdendo sono gli italiani, pure i tuoi..
.. tra le file delle persone per bene.

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Di Loredana Morandi (del 18/03/2010 @ 16:07:06, in Politica, linkato 1633 volte)
NAPOLITANO: INDIGNANO 'TRIBUNE'
PER ASSASSINI GIUDICE GALLI


(AGI) - Roma, 18 mar. - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del trentesimo anniversario dell'assassinio di Guido Galli, ricorda la figura del giudice e afferma che "e' motivo di comprensibile indignazione che ad alcuni dei suoi assassini sia stato concesso di fruire di 'tribune' per ricostruire i tragici fatti di allora, con memorie romanticheggianti e autogiustificative. .


Mancino: con scontri verbali rischio terrorismo
Lo ha detto il vice presidente del Csm,
commemorando Guido Galli, ucciso dai terroristi di Prima Linea

18 marzo, 13:45

MILANO - "Anche lo scontro verbale può creare fenomeni di terrorismo". Lo ha detto il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, commemorando a Milano Guido Galli, ucciso 30 anni fa dai terroristi di Prima Linea. Nel suo discorso Mancino ha ricordato la solidarietà nazionale che ci fu negli anni di piombo per combattere il terrorismo e l'attuale situazione politica. "C'é una bella differenza - ha affermato Mancino - tra allora ed oggi ma non dobbiamo mai ritenere che quei tempi siano irripetibili".

Il vice presidente del Csm ha quindi sottolineato la necessità del dialogo tra le istituzioni. "Allora - ha spiegato - c'era un terrorismo che faceva paura perché di giorno in giorno tentava di ridurre al suo dominio la vita pubblica italiana". "Oggi - ha proseguito - ci sono scontri in politica, a volte anche istituzionali. Io dico che bisogna sempre accettare il linguaggio del dialogo perché la società può crescere se appunto c'é il dialogo perché il confronto dà un contributo al miglioramento della condizione politica, sociale ed economica del paese".

La Rassegna...


Guido GalliMILANO - In questi giorni Milano ricorda la figura di ...

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
MILANO - In questi giorni Milano ricorda la figura di Guido Galli, il magistrato assassinato trent'anni fa (era il 19 marzo 1980) da un "gruppo di fuoco ...

Mancino: rischiosi anche scontri verbali

ANSA - ‎22 minuti fa‎
Lo dice il vicepresidente del Csm Nicola Mancino commemorando Guido Galli. Nel suo discorso ricorda la solidarieta' nazionale che ci fu negli anni di piombo ...

Quel giudice coraggioso nel mirino dei terroristi

L'Unità - ‎4 ore fa‎
Nel pomeriggio del 19 marzo del 1980, il giudice istruttore Guido Galli uscì di casa per recarsi all'Università Statale dove avrebbe tenuto una lezione alla ...

NAPOLITANO: INDIGNANO 'TRIBUNE' PER ASSASSINI GIUDICE GALLI

Metro - ‎26 minuti fa‎
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del trentesimo anniversario dell'assassinio di Guido Galli, ricorda la figura del giudice e ...

RAI-AGCOM: MANCINO, ALFANO ARRABBIATO? LEGITTIMA ISPEZIONE

Primaonline.it - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 18 MAR - Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, che a Milano è intervenuto alla commemorazione di Guido Galli, ucciso dai terroristi, ...
Video: Alfano: 'non accetterò più dal Csm pareri non richiesti' C6.tv

Rainews24 - ‎3 ore fa‎
Mancino ha parlato a margine della commemorazione del giudice Guido Galli, in corso nell'Universita' Statale di Milano. Repubblica. ...

30 anni fa l'omicidio di Guido Galli Su «L'Eco» uno speciale di 2 ...

L'Eco di Bergamo - ‎16/mar/2010‎
L'Eco di Bergamo, nell'edizione di mercoledì 17 marzo, dedica due pagine al ricordo di Guido Galli, il giudice bergamasco ucciso da un commando di Prima ...

Giustizia/ Mancino: Criminalità e corruzione pericoli principali

Wall Street Italia - ‎3 ore fa‎
... vicepresidente del Csm, durante il suo intervento all'Università Statale di Milano durante un convegno in commemorazione del giudice Guido Galli ucciso ...

RAI-AGCOM, INCHIESTA VA A ROMA SCHIFANI: "BISOGNA FARE LUCE"

Leggo Online - ‎3 ore fa‎
Così il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, che a Milano è intervenuto alla commemorazione di Guido Galli, ucciso dai terroristi, ha commentato le ...

TERRORISMO: A GENOVA ANTEPRIMA "ANNI SPIETATI A MILANO"

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎12/mar/2010‎
... del colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene e del collega Guido Galli di cui intendiamo rievocare la nobile figura e l'alto insegnamento. ...
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Di Loredana Morandi (del 18/03/2010 @ 15:33:29, in Politica, linkato 1388 volte)
Trani, venerdì inchiesta su premier
a Roma per tribunale ministri

E Agcom apre istruttoria su Innocenzi
 
Roma, 18 mar (Velino) - Mentre non accennano a placarsi le polemiche politiche tra maggioranza e opposizione sulle presunte "pressioni" del premier Berlusconi per ottenere dall'Agcom azioni contro Annozero e altre trasmissioni Rai, il ramo dell'inchiesta che riguarda il presidente del Consiglio dovrebbe essere trasferito per competenza a Roma, dove verrà istruito il caso per il Tribunale dei ministri. La Procura di Trani dovrebbe decidere venerdì sul trasferimento a Roma degli atti, che riguarderebbe solo Berlusconi, mentre il filone che riguarda il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, accusati rispettivamente di favoreggiamento e di rivelazione di segreto d'ufficio, rimarrà in Puglia, perché i reati contestati sarebbero stati commessi a Trani e non nella capitale, come nel caso del premier.

Intanto, oggi il Consiglio dell'Agcom, presieduto da Corrado Calabrò, ha investito il Comitato etico di "esprimere il suo avviso" sul coinvolgimento del commissario Innocenzi nelle intercettazioni telefoniche su cui sta indagando la Procura di Trani. "Il Comitato etico - spiega una nota - si pronunzierà dopo aver audito l'interessato". Per l'istruttoria potrebbero servire due o tre settimane. Nessuna istruttoria, invece, da parte del Csm sull'ispezione disposta dal ministro della Giustizia Alfano presso la Procura di Trani, ma solo una risoluzione che si limiterà a ribadire i principi alla base del rapporto tra i poteri ispettivi del Ministero e il segreto investigativo, in linea con l'orientamento espresso dalla nota di ieri del capo dello Stato.
 
Il Velino (fdp) 18 mar 2010 15:11
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1084739

***

Intercettazioni, spunta il piano per eliminare il premier
 
Roma, 18 mar (Velino) - Sta assumendo contorni più chiari, e allarmanti, il contesto nel quale il premier si lamenta al telefono per il clima d’odio alimentato, è la sua denuncia, da alcune trasmissioni Rai come Annozero e da ospiti di Michele Santoro come Antonio Di Pietro. Agli atti dell’inchiesta, secondo quanto riportano alcuni quotidiani tra i quali il Corriere, Libero e Il Giornale, c’è una intercettazione, in particolare, nella quale il premier rivela al suo interlocutore Giancarlo Innocenzi, membro dell’Authority per le comunicazioni, che era stato progettato un attentato con un’autobomba contro di lui.

Berlusconi: “…Sono dovuto stare un giorno chiuso a Palazzo Chigi, dormirci la sera prima e la sera dopo”.

Innocenzi: “Già, ho letto sui giornali...”.

B: “Perché sai, è venuto fuori che volevano farmi un attentato accostando una macchina alla mia nel percorso da casa mia a Palazzo Chigi, allora ti domandi... Oggi Ghedini ha ricevuto una cosa con cinque pallottole in cui gli dicono che lo aspetta un caricatore intero, che sarà per lui, per sua moglie, per sua sorella, per suo figlio, che sanno dove va a scuola suo figlio che sanno dove va a giocare e gli hanno praticamente rovinato la vita”.

I: “Allucinante, ma è questo perché caricano sempre di odio....

B: “E allora non si può più vedere i Di Pietro che fanno quella faccia in televisione, non si può più avere poi un pubblico di parte con quello che dice applausi e questi che approvano quando c’è una cosa che è contraria al vero …“.
 
Il Velino (Remo Urbino) 18 mar 2010 09:49
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1084447



Trani, il Csm tira il freno a mano
 
Roma, 18 mar (Velino) - Il Csm conferma la marcia indietro e si adegua all'orientamento espresso ieri dal capo dello Stato in una nota e recepito dal suo stesso comitato di presidenza, che aveva deciso di assegnare la pratica, non più "a tutela", sull'ispezione presso la Procura di Trani alla Sesta commissione - cui non spetta di tutelare i magistrati da eventuali invasioni di campo, ma che si occupa di problemi ordinamentali - e non alla Prima come inizialmente richiesto. Nessuna istruttoria del Csm sull'ispezione disposta dal ministro della Giustizia Alfano, ma solo una risoluzione che si limiterà a ribadire i principi alla base del rapporto tra i poteri ispettivi del Ministero e il segreto investigativo. Nella nota di ieri, il presidente Napolitano aveva spiegato che il Csm "può solo richiamare gli orientamenti generali già indicati da ultimo con deliberazione del 24 luglio 2003 circa i 'rapporti fra segreto di indagine e poteri dell'Ispettorato'", mentre "non può pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento" delle ispezioni. Non ci saranno dunque audizioni a Palazzo dei Marescialli, né sarà acquisito il mandato affidato dal ministro Alfano agli ispettori. Ad Ezia Maccora, presidente della Commissione e appartenente alla 'corrente' di Magistratura Democratica, è stato conferito l'incarico di provvedere a una ricognizione generale dei principi che regolano il rapporto tra i poteri degli ispettori e le indagini giudiziarie, raccogliendo le varie delibere del Csm in materia. Il nuovo documento dovrebbe essere discusso e approvato entro la prossima settimana. "Soddisfatto" uno dei consiglieri "laici" del Csm, Gianfranco Anedda. Un'indagine a suo avviso avrebbe rappresentato una "forma indiretta di intimidazione degli ispettori" e "un'indebita censura illegittima ad un'attività che è propria del ministro", mentre "scegliendo di procedere ad una ricognizione sui principi di carattere generale, si è riconosciuto di aver ecceduto".

Mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, ritiene "opportuno che si faccia luce al più presto su questa preoccupante fuga di notizie" dalla Procura di Trani, sulle polemiche innescate dall'indagine aperta nei confronti del premier Berlusconi, del commissario Agcom Innocenzi e del direttore del Tg1 Minzolini, interviene di nuovo questa mattina il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sottolineando di non condividere le critiche espresse dal premier all'inchiesta, definita "risibile". Sui rapporti tesi tra politica e magistratura, tra governo e Csm, Mancino osserva che "c'è una rudezza, a volte una vera e propria violenza, anche nel linguaggio, che rende impossibile mantenere in forme di dialogo costruttivo il rapporto tra istituzioni, ordini e poteri dello Stato", rilevando che gli "eccessi verbali" che "gettano discredito indiscriminato" sulla magistratura, provocando "repliche a volte giustamente definite fuorvianti", provengono "sempre dalla stessa parte".

"Siamo confortati - commenta il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello - nell'apprendere che il Csm abbia tirato il freno a mano" e "sostenere come fa ancora oggi il vicepresidente Mancino, che da parte del Csm vi sia sempre stata serenità istituzionale e che delle fibrillazioni si dovrebbe chieder conto a chi ha denunciato pubblicamente l'enormità della situazione e non a chi con i suoi atti l'ha determinata, o al limite a chi scrive i titoli dei giornali, ci sembra una ricostruzione non realistica di quanto accaduto, e decisamente riduttiva rispetto a fatti che hanno determinato la presa di posizione dello stesso capo dello Stato". Tuttavia, osserva Quagliariello in una nota, "umano quanto l'errore è il tentativo di ridimensionarne ex post la portata. Ciò che conta è che nei fatti il Csm abbia fatto marcia indietro, di questo ci rallegriamo, innanzi tutto con il Csm".
 
Il Velino (fdp) 18 mar 2010 12:59
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1084603

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Csm, Napolitano "rimette le cose al loro posto"

 
Roma, 17 mar (Velino) - Nella giornata caratterizzata da uno degli scontri istituzionali più aspri tra potere esecutivo, nella persona del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e ordine giudiziario, rappresentato dall’organo di autogoverno della magistratura, il Csm, c’è un punto fermo: l’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ricapitolando. La Procura di Trani, sulla base di intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un’indagine di tutt’altra natura, apre una nuova inchiesta su presunte “pressioni” del premier Berlusconi per ottenere dall’Agcom l’apertura di procedimenti contro la trasmissione Annozero, di Michele Santoro. Berlusconi risulta quindi indagato per concussione e minacce, il commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi per favoreggiamento e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per rivelazione del segreto d’ufficio. Prim’ancora che gli interessati ricevano avvisi di garanzia, il giornale di Padellaro e Travaglio, Il Fatto Quotidiano, pubblica tutto. Ravvisando “tre gravi patologie” (competenza territoriale, abuso delle intercettazioni, rivelazione del segreto d’ufficio), il ministro Alfano annuncia l’invio di ispettori a Trani; subito dal Csm parte la richiesta dell’apertura di una “pratica a tutela” dei magistrati tranesi.

Nessuna “pratica a tutela” da parte del Csm è invece possibile sulle ispezioni disposte dal ministro. La richiesta sottoscritta dalla gran parte dei membri del Consiglio stava assumendo, come aveva avvertito uno dei consiglieri “laici” del Csm, Michele Saponara, i contorni di una vera e propria intimidazione preventiva nei confronti del ministro, reo semplicemente di aver esercitato un suo potere, quello di inviare ispettori quando ne ravvisi i presupposti. Solo l’intervento del capo dello Stato ha riportato sui binari “corretti” l’iniziativa del Csm, chiarendo le sue competenze. Il comitato di presidenza ha alla fine deciso di assegnare la pratica, non più “a tutela”, alla VI commissione, e non alla I come inizialmente richiesto. Mancano, infatti, ha spiegato in una nota il presidente Napolitano, i presupposti per l’apertura di una “pratica a tutela”, perché se è vero che le ispezioni “non possono interferire nell’attività di indagine di qualsiasi Procura”, il Csm però “non può pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento” delle ispezioni, ma solo esprimersi sulle “relazioni conclusive”. Il Csm, spiega il presidente, “può solo richiamare gli orientamenti generali” circa i “rapporti fra segreto di indagine e poteri dell’Ispettorato”, che tra l’altro, osserva, sono già “ben chiari a chi svolge attività ispettiva per conto del Ministero della Giustizia e a chi dirige la Procura di Trani”. E infatti, oggi gli ispettori sono arrivati a Trani e lo stesso procuratore capo, Carlo Maria Capristo, al termine dell’audizione ha negato che vi siano stati contrasti. Anzi, riferisce di un clima di “leale collaborazione”, il che significa “rispetto delle regole da parte di tutti”, e assicura indagini a 360 gradi sulla fuga di notizie.

Il ministro Alfano ha applaudito l’intervento del presidente Napolitano (“il più alto presidio di equilibrio e di buonsenso della realtà delicata che stiamo vivendo”), ma non ha rinunciato a sottolineare “lo scivolone clamoroso preso da questo Csm che si è fatto governare da alcuni capi corrente in campagna elettorale”. Violata la “leale collaborazione”, “d’ora in poi – ha annunciato il ministro – non accetterò più da parte del Csm i pareri che io non chieda specificamente”. Alla netta presa di posizione del ministro, dopo l’intervento del capo dello Stato, ha risposto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino. La “decisione” del Csm (del comitato di presidenza, per la precisione) che il presidente Napolitano, come sostiene Mancino, ha “condiviso” – avendola anzi sollecitata – è quella di assegnare alla VI Commissione la pratica sulle ispezioni alla Procura di Trani, ma certamente non l’iniziativa di aprire una “pratica a tutela” in I Commissione. Constatando che sono state “rimesse le questioni al loro posto”, il vicepresidente del Csm chiede agli esponenti di governo di “accogliere l’auspicio del capo dello Stato” e quindi di “evitare drammatizzazioni e contrapposizioni”. Ma ammette implicitamente che le questioni, prima del decisivo intervento del presidente Napolitano, non erano affatto “al loro posto”.

Sul fronte giudiziario, oggi i legali di Berlusconi Nicolò Ghedini e Filiberto Palumbo si sono recati in procura, a Trani, dove hanno avanzato la richiesta di trasferire a Roma per competenza gli atti dell’inchiesta relativi al premier. E dopo quelle dei giorni scorsi, si aggiungono altre indiscrezioni, riportate in particolare dal Corriere della Sera, sulle presunte divergenze nella conduzione delle indagini tra il procuratore capo Capristo e il pm Michele Ruggero, affiancato da altri quattro magistrati da quando l’inchiesta è diventata un caso politico e istituzionale. Ma non c’è stata “alcuna sfuriata” nei confronti di Ruggiero, ha smentito in serata Capristo.
 
Il Velino (Federico Punzi) 17 mar 2010 19:22
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1084215
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