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Lunadicarta
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 17:40:15, in Politica, linkato 1293 volte)
Concordo con gran parte delle dichiarazioni dell'amico agente, e ringrazio la mia amica in polizia per avermelo segnalato. E' bello sentire un commento tanto schietto e solidale, fin di respiro europeista, proveniente da chi lavora nel comparto della Pubblica Sicurezza. In parte credo che sia  da giustificare anche l'operato della Questura che, dopo anni e anni di solidi rapporti con il movimento romano e centinaia di manifestazioni riuscitissime senza danni e/o senza problemi, si è fidata troppo delle risorse degli organizzatori del Movimento. Il problema lo focalizzò il procuratore Caselli, che da Torino operò alcuni arresti in area insurrezionalista,proprio in anticipazione di un evento di piazza:  la Libertà d'Opinione è un diritto e in quanto tale va difeso anche dalle strumentalizzazioni. In effetti, il movimento dei Movimenti pacifisti in Italia è tale da proteggere il paese da ben altre ritorsioni viste all'estero. Divenire la nuova Grecia aprirebbe le porte a scenari inaspettati, certamente da ritenersi gravi. L.M.






“Manifestare è un diritto costituzionale, se non si è riusciti a tutelarlo vuol dire che i responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico hanno fallito”. Mirko Carletti, poliziotto e sindacalista della Silp Cgil, sabato 15 ottobre era in servizio a Roma. Da questo fallimento, secondo Carletti, non si esce con leggi speciali o giri di vite, né tantomeno vietando i cortei: “Non credo che mille black bloc bastino a mettere in pericolo la democrazia italiana. E comunque da un attacco del genere si risponde con un ampliamento dei diritti democratici, non con una compressione degli stessi”.

Servizio di Tommaso Rodano x Il Fatto Quotidiano


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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 10:26:55, in Politica, linkato 1363 volte)
Una logica conseguenza ai fatti di sabato... L.M.

Vasta operazione di polizia dopo gli incidenti di Roma

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale.

Roma, 17-10-2011

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati nell'operazione partita all'alba e che sta interessando tutte le regioni, dal Trentino alla Lombardia,
dal Lazio alla Sicilia. L'operazione fa seguito ai gravi incidenti avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli indignati sabato scorso.

Le perquisizioni avviate nell'ambito dell'operazione coordinata tra polizia e carabinieri, si sono concentrate dove è più forte la presenza di aree antagoniste e aggregazioni di anarco-insurrezionalisti. In particolare ad esempio a Torino dove è storicamente forte la presenza di centri sociali vicini agli anarchici

La Digos della Questura di Napoli sta effettuando in città e provincia una decina di perquisizioni in abitazioni di persone ritenute legate all'area antagonista. Secondo quanto si è appreso, la ricerca degli investigatori si concentra sulla detenzione di materiale esplosivo.

Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni anche Milano nell'ambito dell'operazione tesa a identificare i responsabili degli scontri durante la manifestazione di Roma. A quanto si è saputo, nel capoluogo lombardo non vi sono stati per ora arresti. Le perquisizioni riguardano esponenti dell'area anarchica


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157502

La Rassegna

Dietro i BB, un blocco di teppisti fra No Tav, ultras e quelli di Terzigno

di Massimo Solani


«Non rompere che finisci male». Sotto il casco e la maschera antigas, gli occhi sono azzurrissimi. Impossibile capire quanti anni abbia di preciso, ma sono sicuramente meno di trenta. Giovanissimo, come più o meno tutti gli altri che assieme a lui, mezz’ora dopo la partenza da piazza della Repubblica, hanno riposto negli zaini magliette e occhiali da sole per indossare la divisa che li accomuna tutti. La dinamica è semplice: si forma un capannello, tutti stretti attorno al “compagno” che si nasconde in mezzo per la sua trasformazione. È così che il ragazzo più normale del mondo, almeno in apparenza, diventa un incappucciato in nero pronto ad assaltare vetrine e forze dell’ordine con la stessa facilità. Invisibili in nero, comparsi nella pancia del corteo fra la bandiere No Tav e quelle dei Cobas. Impossibile strappar loro qualche parola, pericoloso fotografarli. Le minacce sono il primo avvertimento, spintoni e mani in faccia il passo immediatamente successivo. Si muovono compatti, apparentemente senza ordini o capi. Eppure c’è qualcuno che li coordina, quando si alzano al cielo la mani facendo ruotare in aria pollice e mignolo in quello che una volta era il saluto dei surfisti brasiliani (reso famoso dall’esultaza di Ronaldinho) e che per tutti significa la ritirata dopo un’azione. Una generazione cresciuta nel “mito” degli incidenti del G8 di Genova, svezzata fra contestazione studentesca, centri sociali e curve degli stadi. Fra loro moltissime ragazze. Che sarebbero arrivati a Roma era noto a tutti e in questi giorni la Digos della capitale si era tenuta in costante contatto con le Questure di mezza Italia. Difficile immaginare però che sarebbero stati così tanti. Duecento, forse addirittura trecento a vederli schierati dietro al camion di “San Precario”. «San Giovanni non è la nostra piazza scandisce una ragazza al microfono non ci prestiamo al gioco di quattro capetti».

E alla fine sono proprio loro a prendersi la scena e cancellare tutto il resto di una giornata che resta come una ferita. «Gruppi di teppisti criminali», li bolla a fine giornata il capo della Polizia Antonio Manganelli. Black bloc, li etichetta la stampa. Ma è una semplificazione che non serve, e che comunque non aiuta a capire quel brodo di violenza e rabbia sociale che per un intero pomeriggio ha tenuto in ostaggio Roma. Molti di loro, ad esempio, vengono da Napoli e dintorni. Scrivono con lo spray “Terzigno resiste” e sono in prima linea negli scontri di piazza San Giovanni come lo erano un anno fa quando era il momento di bloccare l’apertura della discarica. Poi ci sono in No Tav, per lo più giovani dei centri sociali del Nord Italia (da Torino e Milano gli allarmi che più preoccupavano nei giorni scorsi la Questura romana), veneti e romani. Anche le modalità dell’aggressione alla polizia in via Emanuele Filiberto, del resto, portano la loro firma, con quegli agguati e le sassaiole nascosti fra gli alberi, in alto rispetto alla strada, mimetizzati fra la vegetazione dei giardini. E poi gli ultras, per lo più romani. Abituati a cercare il contatto con la polizia e determinati in una dinamica di attacco frontale simile a quella che sconvolse Roma negli scontri intorno allo stadio Olimpico l’11 novembre del 2007, dopo la morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola sparato dall’agente Spaccarotella. E poi i toscani, molti toscani. Un corpo unico schierato in piazza e organizzato, con le divise nel mirino e un armamentario negli zaini. Martelli, bombe carta, e bastoni usati come asta per le bandiere. Tutto l’arsenale mostrato già, poco dopo la partenza del corteo, nel primo assalto di giornata al supermercato in via Cavour. E di lì in poi è stato un crescendo praticamente indisturbato.

«Una violenza inaccettabile», la definisce adesso il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Di sicuro non imprevedibile visto l’allarme delle ultime giornate. «Da tempo si sapeva che il corteo degli “indignati” sarebbe stato imponente e che avrebbe potuto sfociare anche in violenze attaccava ieri il segretario generale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti il ministro Maroni avrebbe dovuto sospendere le partite di calcio ed impiegare nella manifestazione di Roma le forze dell’ordine lì distratte». Quel che è sicuro, però, è che gli incappucciati in nero hanno colpito per ore prima dell’intervento della polizia. Una strategia studiata a tavolino che adesso però lascia più di qualche dubbio. Davvero non era possibile intervenire prima? Davvero non c’era modo di fermarli prima che le prime scintille accendessero l’incendio di piazza San Giovanni?
L'Unità - 16 ottobre 2011
http://www.unita.it/italia/dietro-i-bb-un-blocco-di-teppisti-fra-no-tav-ultras-e-quelli-di-terzigno-i-di-massimo-solani-i-1.342614

Scontri Roma, blitz contro gli estremisti

Corriere della Sera - ‎28 minuti fa‎
Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo MILANO - Una vasta operazione in ...

Scontri Roma, operazione contro anarchici in tutta Italia

Reuters Italia - ‎23 minuti fa‎
MILANO (Reuters) - Dopo gli scontri di sabato scorso a Roma durante la manifestazione degli "indignati", oggi è in corso in tutta Italia una operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto "negli ambienti dell'anarchia e ...

Blitz Ps-Cc contro estremismo radicale

ANSA.it - ‎18 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - E' in corso in tutta Italia una vasta operazione di Polizia e Cc con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo piu' radicale. L'operazione di polizia, che coinvolge centinaia di ...

Indignati/Maxi operazione contro gruppi anarco-insurrezionalisti

TM News - ‎13 minuti fa‎
Roma, 17 ott. (TMNews) - Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati dalle prime ore del mattino in una vasta operazione con perquisizioni e controlli negli ambienti dell'anarco-insurrezionalismo e che sta interessando tutte le regioni ...

Guerriglia a Roma, perquisizioni e controlli fra glli anarco ...

Il Sole 24 Ore - ‎14 minuti fa‎
È in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'operazione, iniziata all'alba e ancora in corso, ...

Indignati/ Perquisizioni nell'area anarco-insurrezionalista

TM News - ‎1 ora fa‎
Milano, 17 ott. (TMNews) - Perquisizioni e controlli nei confronti di presunti appartenenti all'area anarco-insurrezzionalista sono in corso dall'alba di questa mattina in diverse provincie italiane. Si tratta di un'operazione congiunta svolta da ...

Maxi-operazione in corso contro gli anarco-insurrezionalisti

Mattino Padova - ‎53 minuti fa‎
Blitz e perquisizioni in tutta Italia di Polizia e Carabinieri dopo gli scontri di sabato scorso alla manifestazione degli “indignados”a Roma. A Padova sotto osservazione il “Gramigna” ROMA. E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta ...

Indignati , blitz e controlli in tutta Italia Foto I black bloc ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
09:25 - All'indomani dei durissimi scontri tra black-bloc e forze dell'ordine, che ha visto Roma messa a ferro e fuoco, con devastazioni e atti di vandalismo, è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con ...

Black bloc a Roma. Maxi operazione contro anarco-insurrezionalisti

SICILIAWAY - ‎1 ora fa‎
Violenti, giovani e allenati alla battaglia, in corso perquisizioni in tutta Italia. Indagano carabinieri e polizia Addestrati per combattere. I black bloc che sabato pomeriggio hanno devastato Roma, portando il terrore tra i manifestanti della ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

RaiNews24 - ‎1 ora fa‎
E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale. E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta ...

Scontri Roma, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
oma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in tutta Italia

Quotidiano.net - ‎1 ora fa‎
Perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia sono in corso in tutta la Penisola. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati Roma, 17 ottobre 2011 - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia

Sky.it - ‎1 ora fa‎
A due giorni dagli scontri tra black bloc e forze dell'ordine è scattata un'operazione su tutto il territorio italiano verso l'area anarco-insurrezionalista. Polizia e Carabinieri sarebbero alla ricerca di materiale esplosivo Due giorni dopo gli ...

10:26 SCONTRI A ROMA: PERQUISIZIONI NEL COSENTINO

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - COSENZA, 17 OTT - Una ventina di perquisizioni sono state fatte eseguite stamani tra Cosenza e alcune localita' della provincia da polizia e carabinieri nell'ambito dell'operazione scattata a livello nazionale contro gli anarco ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in corso a Milano

Il Giorno - ‎1 ora fa‎
Vasta operazione di polizia e carabinieri negli ambienti dell'estremismo. Al momento non ci sono stati arresti Milano, 17 ottobre 2011 - Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni a Milano nell'ambito dell'operazione tesa a ...

10:10 SCONTRI ROMA: PERQUISIZIONI NELLA CAPITALE

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Perquisizioni sono in corso a Roma da parte delle forze dell'ordine nell'ambito dell'operazione scattata dopo i disordini di sabato a Roma. Le perquisizioni riguardano sia esponenti che luoghi di ritrovo dell'estremismo radicale ...

Scontri a Roma: perquisizioni e controlli contro Anarco ...

RomaToday - ‎35 minuti fa‎
La manifestazione romana del 15 ottobre sta avendo ripercussioni sull'interno piano nazionale. Da questa mattina è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti ...

SCONTRI A ROMA, BLITZ IN TUTTA ITALIA: I COLPEVOLI SI CERCANO TRA ...

Roma Capitale News - ‎44 minuti fa‎
La Polizia ei Carabinieri sono a lavoro proprio in queste ore per cercare di individuare i responsabili degli scontri di sabato pomeriggio a Roma. I blitz sono in contemporanea in tutta Italia tra gli ambienti anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo ...

INDIGNADOS, BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE IN TUTTA ITALIA

Free news online - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in queste ore le perquisizioni e le indagini di Carabinieri e Polizia in varie città d'Italia per individuare i responsabili degli scontri di Roma di sabato pomeriggio. Mentre si attende martedì quando il Ministro Maroni riferirà in ...

Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro ...

iGossip - ‎1 ora fa‎
Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro anarco-insurrezionalisti. Quanto accaduto sabato scorso nella Capitale è un fatto gravissimo per il nostro Paese. La polizia ei carabinieri stanno perquisendo le varei zone dove sono ...

Caccia agli estremisti in tutta Italia

Vanity Fair.it - ‎1 ora fa‎
Polizia e carabinieri hanno iniziato all'alba perquisizioni e controlli negli ambienti anarco-insurrezionalisti. Operazioni dalla Sicilia al Trentino E' caccia ai black bloc. Dopo gli scontri avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli ...

Operazione Cc-Polizia contro anarchici

Il Giornale di Pozzallo - ‎1 ora fa‎
Posted by admin on ott 17th, 2011 and filed under Sicilia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed. Vasta operazione di Polizia e Carabinieri in ...

SCONTRI A ROMA, IN CORSO BLITZ IN TUTTA ITALIA: SI CERCA TRA GLI ...

Clandestinoweb - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in contemporanea in diverse citta' d'Italia i blitz di Carabinieri e Polizia per individuare le persone coinvolte negli assalti alle Forze dell'ordine durante la manifestazione degli indignados di sabato a Roma. ...

Operazione contro anarcoinsurrezionalisti Perquisizioni e ...

Il Fatto Quotidiano - ‎2 ore fa‎
E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'invio dei commenti è temporaneamente abilitato solo .
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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 08:02:04, in Politica, linkato 1323 volte)

Ho avuto il piacere di conoscere l'autore dell'articolo ad una conferenza in giugno. E' un poliziotto e un sindacalista del Silp Cgil, il suo è un pensiero critico e sincero sull'organizzazione logistica delle forze dell'ordine e su ciò che vivono realmente in quelle ore  i "caschi blu". Il suo pensiero in merito agli organizzatori "laici" è decisamente più "buonista" del mio, che pure predico il "grande passo" e la scelta di civiltà di portare in piazza  con il movimento anche i sindacati di polizia. Sarà che io dico sempre grazie, perché con noi pacifisti e artisti gli uomini delle forze dell'ordine hanno collaborato in perfetta armonia. L.M.

15 ottobre, riflessioni di un poliziotto


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_195402.jpg


Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.

La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione.  Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.

Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio, qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?

La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire. 

I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico) resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. 

Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale. 

Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.

Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.

Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.

Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?

Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.

Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.

*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil

Mirko Carletti per Paese Sera
Domenica, 16 ottobre 2011
http://www.paesesera.it/Opinioni/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto
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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:47:33, in Politica, linkato 1656 volte)
Direi che è stato fortunato, se ho capito bene ed ha subito una frattura dello zigomo doveva essere svenuto all'istante. L.M.

LA GUERRIGLIA A ROMA DURANTE IL CORTEO DEGLI INDIGNATI

Il carabiniere del blindato in fiamme:
«Senza casco sarei morto»


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-16_020422.jpg

Il militare era nel mezzo assaltato dai Black bloc in piazza S. Giovanni: mai vista una cosa così. Un poliziotto: troppo vecchi per correre dietro a 20enni

ROMA - «Di manifestazioni ne ho fatte, ma non ho visto mai una cosa così». A parlare è Fabio. T. , 31 anni, il carabiniere sfuggito dal suo blindato in piazza San Giovanni appena poco prima che i Black bloc lo dessero alle fiamme nell'assalto alle forze dell'ordine durante il corteo degli Indignati sabato a Roma. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo e per molti minuti hanno lasciato con il fiato sospeso migliaia di persone che assistevano agli scontri, nella piazza o collegate via web o tv, e che temevano per la vita dell'uomo. «Per fortuna avevo il casco, altrimenti sarei morto», ha aggiunto il carabiniere parlando con l'agenzia Ansa.

IN OSPEDALE - Il giorno dopo, Fabio si trova in un letto d'ospedale al Policlinico di Roma Umberto I. Ha uno zigomo tumefatto. Ed è ancora sotto choc, pur non essendo alle prime armi. Non ha perso la testa nonostante fosse sotto attacco da ogni parte, sotto una pioggia di sampietrini, bastonate, spranghe. «A un certo punto sono riusciti a spaccarmi lo specchietto - racconta - Non riuscivo più ad andare né avanti né indietro». I colpi gli hanno fratturato il naso e un osso del volto gli arrivano quando è ancora al volante della camionetta. La portiera è ormai forzata, forse grazie ad una spranga. Nel blindato non ci sono armi: solo scudi e qualche sfollagente. E allora il carabiniere Fabio decide di scendere, lascia il mezzo lì e scappa cercando di raggiungere gli altri suoi colleghi. Non riesce a ricordare nitidamente quei momenti, di come sia sgusciato via in mezzo a Balck bloc che inneggiavano alla morte dei poliziotti e di come sia riuscito ad uscirne vivo: «Non lo so, non ricordo molto. Mi sono allontanato, sono scappato via». Fabio se l'è cavata, oltre che con le fratture al naso e alla faccia (subirà un intervento otorinolaringoiatrico) solo con un ematoma alla coscia.

AGENTI OVER 50 - Ma nella giornata nera degli Indignati c'è anche un altro elemento da considerare. Tra le forze dell'ordine in piazza a Roma sabato, c'erano anche agenti ultracinquantenni «a correre dietro a ventenni che attaccavano con raffinate tecniche di guerriglia». A parlare con l'Ansa è un funzionario del Reparto Mobile, anche lui impegnato sabato per le strade della Capitale (e domenica sera a presidiare l'Olimpico per il derby romano). «Sabato - racconta - un carabiniere è stato colto da infarto mentre correva. Arrivati ad una certa età è difficile passare ore a correre con addosso casco e maschera antigas».

«SERVONO GIOVANI IN STRADA» - Ho visto anche - racconta - carabinieri reduci dall'Afghanistan indietreggiare: abbiamo passato momenti difficili». La giornata, continua, «si è conclusa purtroppo con pochi fermi ed arresti dopo ore di battaglia. Si poteva fare di più, ma un problema che pochi considerano è quello dell'invecchiamento degli agenti. Nel mio reparto ieri il più giovane aveva 47 anni ed è durissima fare lunghe corse per cinque ore con addosso casco, scudo e maschera antigas, mentre si fronteggiano diciottenni che hanno ben altra prestanza fisica. Non dimentichiamo che sabato un carabiniere è stato colto da infarto mentre correva». Sulla strada, nei servizi di ordine pubblico, sottolinea, «devono starci i giovani, che hanno il fisico ed anche l'entusiasmo. Io capisco che un padre di famiglia, con figli a casa, ci pensi non due, ma dieci volte, prima di lanciarsi con impeto contro chi ti scaglia addosso mazzette di cinque chili. E non dimentichiamo che percepiamo sette euro lorde per rischiare la vita in questo servizio». Servirebbe, ha aggiunto, «un ricambio generazionale, ma l'età media dei poliziotti continua ad alzarsi (ora è di 48 anni), visto che non si assume e si va in pensione sempre più tardi».

IL RACCONTO - L'agente passa poi a descrivere la giornata. Le avvisaglie degli scontri, spiega, «c'erano: fin dall'inizio abbiamo visto nel corteo frange di malintenzionati col volto travisato, scudi e corpi contundenti. Li tenevamo sotto controllo fin da quando sono arrivati dalla metropolitana, ma si sono nascosti tra la folla pacifica. E non è vero - precisa - che i manifestanti li hanno isolati, perchè uscivano continuamente per attacchi a negozi, banche ed auto per poi tornare nel corteo». Ciò, osserva, «ha reso difficile il nostro intervento perchè catturare queste persone avrebbe comportato il rischio di colpire la folla».

«I VIOLENTI HANNO AFFILATO TECNICHE ATTACCHI» - Rispetto ad un'altra giornata nera, quella dello scorso 14 dicembre, prosegue il funzionario, «i violenti hanno ulteriormente affinato le loro tecniche di guerriglia, avvicinandosi alle forze dell'ordine, filmandole e chiamando poi sul cellulare i loro compagni per segnalare i punti deboli. E lì hanno colpito, dopo il Colosseo ed in via Labicana, dove i nuclei erano meno numerosi perchè il grosso stava presidiando le zone istituzionali». L'intento preciso dei 'nerì, secondo l'uomo, «era quello di dividerci per aggredirci. Noi dovevamo quindi non rispondere alle provocazioni e rimanere compatti». Il problema, considera l'agente, «è che occorrerebbe fermare i violenti prima che entrino nel corteo. Per farlo bisognerebbe capire chi sono e da dove vengono e ieri, contrariamente a quanto avvenuto in altre occasioni, non avevamo il supporto delle Digos delle altre province di provenienza dei manifestanti perchè non ci sono soldi per pagare le missioni».

Corriere Sera - Redazione online
16 ottobre 2011 20:39

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_16/indignati-poliziotto-blindato-fiamme-1901841684865.shtml

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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:39:03, in Politica, linkato 1342 volte)



Nel video il comprensibile lancio di sassi da entrambi gli schieramenti.


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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 07:19:20, in Politica, linkato 1335 volte)



la gente grida: 

Vergogna!


E chi vuol intendere, intenda...

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Di Loredana Morandi (del 14/10/2011 @ 17:27:11, in Politica, linkato 1330 volte)
Turco minaccia denunce a destra e manca nei confronti dei dissidenti, che dichiareranno di credere che tutti i radicali eletti con i voti del PD sono passati a destra. Io continuo a ritenermi impressionata dalle relazioni della Bernardini con Alemanno e le associazioni pro pedofili italiane. L.M.

ANCORA FIDUCIA AL GOVERNO

MA MAGGIORANZA SEMPRE SUL FILO


Ancora una volta il governo guidato da Silvio Berlusconi porta a casa la fiducia. Ma, rispetto a molte altre conquistate nell'aula di Montecitorio, quella di oggi ha un significato diverso. Era un appuntamento molto atteso, che richiamava l'analogo voto di fiducia (o meglio di sfiducia) del 14 dicembre scorso. Oggi, come dieci mesi fa, la fiducia e' stata posta non per un singolo provvedimento ma sugli impegni programmatici dell'esecutivo. Allora Berlusconi ottenne 314 voti contro i 311 dell'opposizione e molte furono le polemiche che seguirono. Venne contestato al governo di non aver raggiunto i 315 voti che segnano il raggiungimento della maggioranza assoluta (i deputati sono 630 ma convenzionalmente il presidente di Montecitorio non vota facendo cosi' scendere a 629 il numero su cui fare il calcolo). Ancora, gran clamore suscito' il voto pro-governo di Polidori e Siliquini, fino ad allora Fli, di Razzi e Scilipoti (ex Idv), i voti degli ex Pd Calearo e Cesario, il non voto di Moffa, anch'egli fino a quel momento Fli.

Oggi il governo di Berlusconi (che nel pomeriggio riferira' inevitabilmente anche della situazione politica nell'incontro programmato con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano) ha raccolto invece la formale maggioranza assoluta, segnando 316 voti a favore contro i 301 no. Una maggioranza doppia, considerando che con i 617 votanti il limite richiesto era 309. L'esecutivo e' riuscito poi a disinnescare ''l'agguato'' (come lo ha chiamato lo stesso Berlusconi) organizzato dalle opposizioni: non votare ne' alla prima ne' alla seconda chiama, nella speranza che grazie ai dissidenti e ai malpancisti del Pdl dell'ultima ora, non si raggiungesse il numero legale e si invalidasse la votazione. Con un chiaro messaggio al Paese e soprattutto al Presidente della Repubblica.

Un piano che pero' e' fallito al termine della prima 'chiama', quando sono entrati in aula ed hanno votato (comunque contro la fiducia) cinque dei sei deputati Radicali eletti nel Pd. Immediatamente si e' scatenata la bagarre, con buona parte dell'opposizione che ha contestato violentemente l'iniziativa radicale. Si e' pensato infatti che l'ingresso dei cinque deputati pannelliani avesse fatto fallire la trappola messa a punto, permettendo il raggiungimento del numero legale. Ma non e' stato evidentemente cosi'.

Al di la' delle dure critiche al comportamento della pattuglia radicale (''Sono ormai fuori dal nostro gruppo'', dice la Bindi) il capogruppo del Pd Dario Franceschini assicura che ''non sono stati determinanti''. Al momento del loro ingresso, riferisce Franceschini (ma cosa analoga e' stata detta dal vicepresidente della Camera, il Pdl Maurizio Lupi), i votanti erano 322, di cui 315 a favore della fiducia e 7 contrari (i cinque Radicali e i due delle Autonomie). Il numero di 315 era stato quindi raggiunto.

Colui che ha invece rischiato di essere determinate, in negativo, e' l'ex Responsabile Luciano Sardelli - oggi gia' anche ex deputato di Popolo e Territorio, secondo quanto affermato dal capogruppo Silvano Moffa -. Sardelli, come per altro aveva gia' annunciato, non ha partecipato al voto nonostante le sollecitazioni dello stesso Silvio Berlusconi.

I colleghi Pisacane e Milo, anche loro dati per incerti, alla fine hanno pero' votato la fiducia. Assente al voto l'ex Pdl Santo Versace, che nei giorni scorsi ha abbandonato polemicamente il partito.

Complessivamente sono stati dodici i deputati che non hanno partecipato al voto. Fra questi, oltre Sardelli, ci sono Fabio Gava e Giustina Destro (indicati come 'scajoliani') e Calogero Mannino (misto). Erano poi assenti, oltre ai deputati gia' indicati, Carmelo Lo Monte (misto), Pietro Franzoso (Pdl), Antonio Gaglione (misto). Per l'opposizione erano assenti Antonio Buonfiglio (Fli), Mirko Tremaglia (Fli) ed Elisabetta Zamparutti (Pd-radicali, all'estero).

Insomma ennesima fiducia raggiunta, con la maggioranza assoluta, anche se certamente questo non plachera' le feroci polemiche di questi giorni. Considerando soprattutto che il voto di oggi ha origine nella sconfitta del governo nei giorni scorsi alla Camera sul rendiconto generale dello Stato.

http://www.asca.it/copertina-GOVERNO__CON_316_VOTI_OTTIENE_LA_FIDUCIA_ALLA_CAMERA-5003.html

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Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 12:15:06, in Politica, linkato 1251 volte)
GIUSTIZIA: PALMA, ISPEZIONI
NON INTERFERISCONO CON INDAGINI


(AGI) - Roma, 13 ott. - “Non essendoci processi in corso, non c’e’ nessuna possibilita’ di interferenze” con le indagini. Ai microfoni di Radio24, il ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma difende la scelta di inviare gli ispettori nelle procure di Bari e Napoli. “Tutto quello che sta avvenendo - precisa - avviene nell’adempimento dei poteri che la Costituzione assegna al ministro”. (AGI) bas/mld


BERLUSCONI: PALMA, NESSUNA INTERFERENZA
SU BARI E NAPOLI (CORSERA)
 

(ASCA) - Roma, 13 ott - ''A Napoli non ci sono piu' procedimenti, si sono liberati di tutto, mentre a Bari le indagini sono chiuse. Per cui io non interferisco con nulla''. Cosi' il ministro della Giustizia, Nitto Palma al Corriere della sera.
''Io ho fatto tutto con calma. Ho ricevuto una notizia, una denuncia di un mese fa, e ho quindi acquisito le relazioni dei procuratori generali - spiega il Guardasigilli -. Poi ho attivato l'inchiesta ponendo una semplice questione: 'A Bari e a Napoli ci sono delle cose che non quadrano e dunque andiamo a verificarle'. Ecco, il principio della legalita', cui si appellano sempre i magistrati - conclude - vale anche nel campo degli illeciti disciplinari''.

red-njb


BERLUSCONI: PALMA, CSM NON REVOCHERA'
CAPO ISPETTORI MILLER (STAMPA)
 
Leggi l'intervista su La Stampa
http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/424580/

(ASCA) - Roma, 13 ott - ''Non credo il Csm possa arrivare a tanto''. Cosi' il ministro della Giustizia, Nitto Palma a La Stampa sull'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller.
''E' singolare - aggiunge - che la pratica si sia mossa il giorno dopo che ho firmato le ispettive a Napoli e a Bari''.
''Cosa accadra' - si chiede il Guardasigilli - se il giorno dopo l'iniziativa di un pm contro un politico, magari del mio schieramento, decido di inviare in quella procura un'ispezione'? Denunceranno le intimidazioni del ministro'?''.
Sul ddl intercettazioni Palma si dice favorevole al rinvio dell'esame del provvedimento ''perche' consente di stemperare il clima di tensione'', mentre sul processo breve osserva che ''nei fatti l'amnistia strisciante c'e' gia', molti fascicoli restano inevasi sulle scrivanie dei procuratori''.

red-njb



La Rassegna



***

Politica - 13/10/2011 - INTERVISTA

Palma: "Il Csm non revocherà
il capo degli ispettori Miller"

Lo stupore del ministro: "Singolare, si sono mossi solo dopo il mio invio degli 007 nelle procure"

GUIDO RUOTOLO

ROMA - Un’amnistia mascherata? Suvvia, si abbia il coraggio di riconoscere che già oggi in molte procure i capi degli uffici hanno dato direttive molto precise di non trattare fascicoli destinati alla prescrizione nel giro di un paio d’anni. Dov’è finita l’obbligatorietà dell’azione penale?». Certo, non deve essere piacevole la condizione in cui si trova Francesco Nitto Palma, da poche settimane ministro della Giustizia. Perché ormai il Parlamento naviga a vista, non sapendo neppure fino a quando reggerà il governo. Insomma, non si possono fare progetti a medio e lungo periodo. E la quotidianità risente molto degli umori della maggioranza e dei desiderata del principe, di Silvio Berlusconi. L’ultima novità è che quella che doveva diventare una battaglia campale, la riforma della legge sulle intercettazioni, viene congelata mentre la maggioranza tenta l’affondo sulla prescrizione breve, «un’amnistia mascherata», secondo il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. «Un’amnistia permanente», per l’Anm.

Ministro Palma, proprio il vicepresidente Vietti ha di nuovo ricordato che la Terza commissione di palazzo dei Marescialli sta studiando la possibilità di richiamare in servizio Arcibaldo Miller, oggi capo degli ispettori di via Arenula.
«Non credo che il Csm possa arrivare a tanto. È singolare che la pratica si sia mossa il giorno dopo che ho firmato le inchieste ispettive a Napoli e Bari. Cosa accadrà se il giorno dopo l’iniziativa di un pm contro un politico magari del mio schieramento decido di inviare in quella procura un’ispezione? Denunceranno le intimidazioni del ministro?».

Insomma, quella che brandisce come ipotesi è una ritorsione del Csm. Ma le ispezioni a Napoli e Bari erano proprio necessarie? La giunta esecutiva dell’Anm si dichiara preoccupata e perplessa e vede nelle ispezioni un rischio di interferenza sullo svolgimento dell’attività giudiziaria.
«Che dovevo fare? Un mese fa alcuni parlamentari del Pdl hanno presentato interrogazioni sul caso Napoli denunciando violazioni gravi. Alcuni parlamentari del Pd, invece, si sono rivolti a me sollevando il tema dei ritardi volontari del procuratore di Bari nella chiusura di indagini importanti. Faccio quel che devo fare: attivo gli accertamenti preliminari sollecitando le procure generali di Napoli e Bari ad acquisire elementi per valutare i fatti. Acquisisco materiali e arrivo alla conclusione che i fatti denunciati hanno una loro apprezzabilità. Dispongo le inchieste per approfondire i problemi. È mio dovere farlo. All’esito delle ispezioni si deciderà se esercitare o meno l’azione disciplinare. Aggiungo che Napoli non ha alcun processo».

Il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, denuncia l’ispezione come un tentativo di delegittimazione del suo ufficio.
«Esiste in questo Paese un principio di legalità? Qualcuno può ritenere che il ministro della Giustizia a cui la Costituzione affida il potere di esercitare l’azione disciplinare, debba far finta di nulla? Come se di fronte a un politico che commette reati il pm o la polizia giudiziaria volti le spalle facendo finta di nulla? Se accadesse questo come reagirebbe l’opinione pubblica?».

Ministro, l’opposizione ipotizza che avete agitato lo spauracchio della legge sulle intercettazioni mentre il vostro vero obiettivo era quello della prescrizione breve, ovvero la legge sul processo breve. Attraverso queste norme metterete in sicurezza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non rischia più di essere condannato per la corruzione Mills.
«Fare questa affermazione oggi mi sembra un’esibizione di trasformismo propagandista. Fino a ieri l’impegno dell’opposizione era quello di accusare noi di voler piegare la legge ai processi che vedono coinvolto Silvio Berlusconi. In realtà, l’emendamento Costa riprende il testo Mastella sulle intercettazioni. E non riesco a capire come quel testo possa influenzare i processi di Berlusconi visto che si applica solo ai procedimenti iniziati dopo l’entrata in vigore della legge».

Condivide la decisione, sostenuta dalla Lega e accolta dal capogruppo Pdl Cicchitto, di rinviare la legge?
«Sì, perché il rinvio consente di prendere tempo, di stemperare il clima di tensione, di far rientrare quell’eccesso di surriscaldamento che si era prodotto. Abbiamo bisogno di un dibattito sereno per approvare una legge corretta».

Ma intanto l’opposizione, il Csm, l’Anm gridano allo scandalo per la legge che sta per approdare al voto dell’aula al Senato. Il processo breve per salvare Silvio Berlusconi dalle condanne.
«Ho letto che salterebbero centinaia di migliaia di processi. Un milione, addirittura. Oggi, ad esempio, per taluni reati i tempi di prescrizione sono di 7 anni e 6 mesi. Scenderebbero a 7 anni. Il tempo medio di celebrazione del giudizio d’appello è di 2 anni e 8 mesi. In Cassazione di 8 mesi. Non capisco perché si debbano personalizzare i processi. Nei fatti, l’amnistia strisciante già c’è. Quanti fascicoli rimangono inevasi sulle scrivanie dei sostituti procuratori?».

In commissione giustizia del Senato, l’opposizione sta cercando di praticare l’ostruzionismo...
«Che lo faccia, è nel loro legittimo potere parlamentare. Nessuno scandalo».

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/424580/


Palma: "Il Csm non revocherà il capo degli ispettori Miller"

La Stampa - ‎4 ore fa‎
Certo, non deve essere piacevole la condizione in cui si trova Francesco Nitto Palma, da poche settimane ministro della Giustizia. Perché ormai il Parlamento naviga a vista, non sapendo neppure fino a quando reggerà il governo. ...

Palma: "Processo Mills comunque prescritto Nessuna revoca per il ...

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
E riconferma Arcibaldo Miller, benché citato nell'inchiesta P3 ROMA - Il ministro della giustizia, Francesco Nitto Palma, si difende e contrattacca. Su tutte le contestate iniziative adottate dal centrodestra: intercettazioni, ispezioni, ...

BERLUSCONI: PALMA, CSM NON REVOCHERA' CAPO ISPETTORI MILLER (STAMPA)

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
Cosi' il ministro della Giustizia, Nitto Palma a La Stampa sull'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller. ''E' singolare - aggiunge - che la pratica si sia mossa il giorno ...

Il Csm valuta la revoca del capo degli ispettori Miller

Corriere della Sera - ‎4 ore fa‎
Il Csm sta valutando se revocare il collocamento fuori ruolo del magistrato, coinvolto nell' inchiesta sulla cosiddetta P3, e ora impegnato a predisporre la doppia ispezione chiesta dal ministro Palma: una alla Procura di Bari che ha indagato su Gianpi ...

GIUSTIZIA: PALMA, QUESTIONE MILLER SPECIOSA E GRAVE

Stato-oggi - ‎2 ore fa‎
Ai microfoni di Radio24, il ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma parla del capo degli ispettori di via Arenula, al quale il Csm starebbe pensando di revocare il collocamento fuori ruolo. “Lei ritiene - chiede il ministro rivolgendosi ...

Escort/Palma avverte Csm:Ispezioni un dovere, non tocchi Miller

L'Unità - ‎2 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, in diverse interviste e colloqui su quotidiani e radiofoniche, ha messo fra l'altro un guardia Palazzo Marescialli dal dare seguito alla pratica di richiamo in servizio attivo in magistratura dal ...

CASO TARANTINI, PALMA: SU MILLER QUESTIONE SPECIOSA E GRAVE

ilVelino/AGV Agenzia Giornalistica il Velino - ‎2 ore fa‎
Così il Guardasigilli Nitto Palma commenta a Radio 24 le polemiche sollevate dall'opposizione sull'opportunità di affidare al capo degli ispettori di Via Arenula, Arcibaldo Miller, l'inchiesta amministrativa a Bari e Napoli, nonostante questi sia ...

Scontro sugli ispettori a Napoli e Bari Csm valuta revoca ...

Il Messaggero - ‎11/ott/2011‎
ROMA - Lo scontro sulla giustizia si riaccende dopo la decisione di ieri del ministro Nitto Palma di inviare gli ispettori nelle procure di Napoli e Bari, che hanno indagato sul caso escort e sul ricatto a Berlusconi. Oggi il procuratore di Napoli ...

Lepore: vogliono delegittimare la procura di Napoli

RaiNews24 - ‎11/ott/2011‎
Il ministro della Giustizia, Nitto Palma, anche lui magistrato, vuole chiarezza su quanto sta accadendo a Bari e Napoli, le procure in cui si indaga sulle escort nei palazzi di Berlusconi. In particolare si vuol capire se a Bari l'inchiesta che ...

Lepore: «Ci delegittimano» Caso Miller all'esame Csm

Il Sole 24 Ore - ‎11/ott/2011‎
La politica mette al centro della polemica la decisione del ministro di Grazia e Giustizia, Nitto Palma, di inviare gli ispettori a Napoli ea Bari. Antonio Di Pietro (Idv) parla di «un colpo aberrante allo Stato di diritto» perché sarebbe un'iniziativa ...

Csm valuta ipotesi revoca capo ispettori

ANSA.it - ‎11/ott/2011‎
... l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller; un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori di Palma a rinunciare al suo incarico. ...

Lepore: "Cercano di delegittimarci" E il Csm valuta la revoca di ...

La Repubblica - ‎11/ott/2011‎
Ispezione, questa, voluta da Palma (e chiesta dal Pd con un'interrogazione) per far luce sui presunti ritardi nella conduzione dell'inchiesta sulle escort attribuiti dall'ex pm Giuseppe Scelsi al procuratore Antonio Laudati. Palma... ha già chiesto al Csm

B. e l'offensiva sulla giustizia. Lepore: “Vogliono delegittimarci”

Il Fatto Quotidiano - ‎11/ott/2011‎
Nel mirino la decisione del ministro Nitto Palma. Che però nasce con un piccolo handicap: Arcimboldo Miller. Sul capo degli ispettori, coinvolto nell'inchiesta P3, pesa il dubbio del Csm e soprattutto un procedimento che potrebbe portare alla revoca ...

L'uso “politico” del Ministero della Giustizia

Paperblog - ‎12/ott/2011‎
E' la prima volta solo per Francesco Nitto Palma, il nuovo Guardiasigilli, ma non per il Governo Berlusconi IV, che già con Alfano aveva dato in questo senso, come, ad esempio, quando l'odierno Segretario del PdL mandò gli Ispettori alla Procura di ...

Csm/ Ipotesi revoca incarico capo ispettori Miller, manca parere

TM News - ‎11/ott/2011‎
Roma, 11 ott. (TMNews) - Non c'è ancora nessun parere dell'ufficio studi del Csm sull'ipotesi di revoca della collocazione fuori ruolo di Arcibaldo Miller, il capo degli ispettori ministeriali. Lo precisa in una nota l'ufficio stampa dell'organo di ...

CASO TARANTINI: PD,CAPO ISPETTORI MINGIUSTIZIA NELL'INCHIESTA P3?

Stato-oggi - ‎10/ott/2011‎
(AGI) - Roma, 10 ott - “Non entriamo nel merito della scelta del ministro di inviare gli ispettori a Napoli e Bari. Resta in ogni caso irrisolta la questione della permanenza di Arcibaldo Miller, magistrato napoletano, a capo dell'ispettorato di via ...

GIUSTIZIA: CASSON, RUOLO ISPETTORE CAPO ESIGE MASSIMA TRASPARENZA

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎11/ott/2011‎
(AGENPARL) - Roma, 11 ott - "Meglio tardi che mai. I segnali erano già numerosi a partire dalla vicenda sulla cosiddetta loggia P3. Il ruolo di ispettore capo del ministero esige il massimo della trasparenza". E' il commento del sen. ...

CSM: PRECISAZIONI SUL RICHIAMO IN RUOLO DI ARCIBALDO MILLER

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎11/ott/2011‎
(AGENPARL) - Roma, 11 ott - In relazione alle notizie di agenzia circa iniziative del Consiglio Superiore della Magistratura sul richiamo in ruolo del dottor Arcibaldo Miller si precisa che dopo l'archiviazione della pratica di trasferimento d'ufficio ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 08:51:22, in Politica, linkato 1400 volte)
E' la politica contro la magistratura, non il contrario. L.M.

Interrogazione di Berselli (Pdl):
"Ispettori alla Procura Parma:
via Laguardia e i pm"



Mandare gli ispettori alla Procura di Parma, trasferire il procuratore Gerardo Laguardia e indagare sull’operato dei pubblici ministeri. Sono  queste le richieste che il senatore del Pdl Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, ha inoltrato al ministro della Giustizia Nitto Palma attraverso una interrogazione.

In pratica - stando alle parole di Berselli - la procura parmigiana indagherebbe solamente nei confronti di esponenti dle Pdl tralasciando quelli legati alla Provincia. In pratica secondo il senatore azzurro le inchieste avrebbero una natura politica e per questo andrebbero immediatamente trasferiti sia il procuratore capo Laguardia sia il pubblico ministero - Paola Dal Monte - che sta portando avanti le inchieste Easy Money (oggi è stato interrogato Bernini LEGGI) e Green Money.

Il senatore chiede direttamente al ministro "se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici". Nell’interrogazione Berselli fa riferimento anche a presunte fughe di notizie sulla indagini avviate dalla Procura nei confronti di esponenti del centrodestra.

LA REPLICA DELLA SOLIANI: ASSURDO - La senatrice del Pd Albertina Soliani replica duramente alle richieste di trasferimento di Berselli. "Si lasci lavorare la magistratura - scrive la senatrice -  con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?". Una polemica che di certo non finierà presto.

L'articolo prosegue su Parma Sera




IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DI BERSELLI

 Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

il 19 luglio 2011 il Procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo Laguardia, intervistato da una troupe di Mediaset sulle vicende di corruzione a livello locale avrebbe dichiarato che il Sostituto Procuratore Paola Dal Monte aveva intenzione di ascoltare nel merito dell’inchiesta anche il Sindaco di Parma Pietro Vignali;

poco dopo che la notizia era uscita sul sito parma.repubblica.it, lo stesso Laguardia ha smentito la predetta circostanza ai microfoni dell’emittente televisiva locale "Tv Parma". L’intervista raccolta da Mediaset non è poi stata trasmessa, ma i giornalisti hanno confermato e confermano che Laguardia aveva fatto quelle dichiarazioni;

il 22 settembre 2011 sul sito Internet parma.repubblica.it veniva pubblicato un articolo riguardante un retroscena che getta ombre sulla inchiesta delle mazzette sul verde pubblico denominata Green Money che portò a due diverse ondate di arresti, la prima il 10 giugno 2010 e la seconda il 24 giugno 2011, nel contesto della quale sono stati arrestati funzionari e imprenditori molto vicini al sindaco di Parma. Secondo tale articolo il Sostituto Procuratore della Repubblica Paola Dal Monte avrebbe ottenuto, con la copertura del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, il trasferimento a Reggio Emilia del maresciallo Giampiero Ferri e del luogotenente Roberto Furnari, due esperti sottufficiali dei Carabinieri nei ruoli della polizia giudiziaria, perché avrebbero intralciato le indagini consentendo ad uno degli indagati di trovare l’appiglio giuridico che l’avrebbe poi portato ad ottenere la scarcerazione dal Tribunale del riesame, provvedimento poi confermato dalla Cassazione. La scarcerazione fu disposta ritenendosi l’indagato Alessandro Forni, imprenditore del verde, non colpevole di corruzione, come invece sosteneva la Procura, bensì vittima di concussione. L’impianto accusatorio della Procura veniva quindi smontato e la Dal Monte, sempre con l’avallo del Procuratore della Repubblica Laguardia, cercò di scaricare le proprie evidenti responsabilità sui due poveri sottufficiali dell’Arma. Lo smacco era sotto gli occhi di tutti e la Dal Monte dichiarò ai giornalisti di voler chiedere una sanzione disciplinare per i due carabinieri. L’apposita Commissione presso la quale fu poi avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei due carabinieri, a seguito delle contestazioni della Procura, si legge nel citato articolo che così concluse: «La Commissione - si legge nella sentenza - non aderisce all’asserzione che i comportamenti, consapevolmente irrituali tenuti dagli incolpati, abbiano avuto significativi riflessi sul lamentato ’infortunio cautelare e sull’immagine pubblica esterna, ad opera dei mezzi di comunicazione’. Per la Corte d’appello, dunque, la colpa dei carabinieri non è aver causato la scarcerazione» degli indagati, ma solo di aver tenuto «"comportamenti pervicacemente irriguardosi delle disposizioni in materia di coordinamento e di subordinazione della polizia giudiziaria all’autorità giudiziaria". "I due incolpati, esperti e capaci ispettori, (...) non potevano non capire che, andando oltre, senza attivare il necessario coordinamento investigativo, accettavano il rischio di sovrapposizioni e di ingerenze in altra attività investigativa"»;

il 27 settembre 2011 vengono arrestati l’Assessore ai servizi educativi Bernini (Popolo della libertà), il suo assistente e due imprenditori con l’accusa di corruzione e tentata concussione per aver chiesto e ottenuto tangenti per l’assegnazione di appalti per le mense di alcuni asili e scuole elementari;

il Procuratore Laguardia organizza una conferenza stampa nel corso della quale si lascia andare a giudizi a parere dell’interrogante inopportuni e che esorbitano dalle sue funzioni; le parole del Procuratore sono riportate su un articolo pubblicato su "Il Messaggero" del 26 settembre 2011: "È grave, per non dire indecente, che si lucri anche sui pasti dei bambini delle materne e delle elementari proprio da parte di chi dovrebbe invece assicurare massima equità e controllo (…) Sarebbe opportuno che la politica e gli stessi partiti scegliessero con più attenzione le persone chiamate ad amministrare la cosa pubblica (…) Se è vero che i contatti tra Bernini e i casalesi non portarono ad alcuna conseguenza giudiziaria, è anche vero che questi erano stati accertati da un’inchiesta condotta dall’Antimafia di Napoli";

il 1° ottobre 2011 la stampa dà notizia che la Procura della Repubblica di Parma ha aperto una indagine sulla riqualificazione del locale "Ospedale Vecchio" chiedendone il sequestro preventivo. Le ipotesi di reato contestate sono l’abuso di ufficio e la violazione dell’art. 170 del codice Urbani sugli immobili di interesse storico ed artistico. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare, sarebbe stata favorita la Ditta Pizzarotti nell’aggiudicazione dei lavori e sarebbe stata poi prevista la ristrutturazione dell’edificio invece del restauro. Indagati il vicesindaco Paolo Buzzi, gli assessori ai lavori pubblici Giorgio Aiello, al bilancio Gianluca Broglia, alla viabilità Davide Mora, alla sicurezza Fabio Fecci e al commercio Paolo Zoni. Con loro, gli allora delegati al welfare Lorenzo Lasagna, all’ambiente Cristina Sassi, all’urbanistica Francesco Manfredi, alla cultura Luca Sommi e al patrimonio immobiliare Giuseppe Pellacini;

dell’apertura dell’indagine nei confronti dei predetti assessori, in data 1° ottobre 2011, come già detto sopra, davano enorme risalto alla notizia le seguenti testate: "Alice non lo sa", "Av", "Corriere della Sera", "Gazzetta di Modena", "Gazzetta di Parma", "Il resto del Carlino", "Parma Qui", "La Repubblica", "La Sera", "La Stampa", "Polis Quotidiano" (che riportava le foto di tutti gli indagati) "L’Unità", "Parma Oggi";

ad oggi però nessuno degli indagati ha ancora ricevuto la prescritta informazione di garanzia mentre tutti i loro nomi sono stati resi pubblici, non casualmente, dopo una conferenza stampa del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia;

è gravissima la fuga di notizie di cui è con tutta evidenza responsabile la Procura della Repubblica di Parma;

in Emilia-Romagna, quella di Parma è l’unica Procura attiva nelle inchieste sui reati tipici degli amministratori pubblici (corruzione, concussione, abuso di ufficio). Solo però nei confronti del Comune, unico capoluogo di provincia della regione governato dal centrodestra, la Procura di Parma ha finora profuso impegno e zelo. Non così negli altri casi. Basti pensare che il consigliere regionale e coordinatore provinciale Popolo della libertà Luigi Villani presentò alla Procura della Repubblica di Parma in data 29 marzo un circostanziato esposto con cui, riprendendo il contenuto di una interpellanza presentata l’anno scorso dal consigliere provinciale Simone Orlandini, denunciava un grave danno per la Provincia conseguente alla stipulazione di un contratto di appalto per il servizio di noleggio a lungo termine di autoveicoli per lo stesso Ente, intervenuto con una società di cui l’attuale capo di gabinetto del Presidente della Provincia è stato Presidente e collaboratore. Dell’esito di tale esposto non si sa assolutamente nulla, mentre ci si domanda per quale motivo la Procura di Parma non si fosse già autonomamente attivata lo scorso anno a seguito della interpellanza del consigliere Orlandini,

si chiede di sapere:

quale sia il giudizio del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra e se non ritenga di disporre una indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari, anche al fine di verificare se i comportamenti del Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia e del Sostituto Paola Dal Monte siano compatibili con la loro permanenza nei rispettivi uffici in funzione delle numerose esternazioni a parere dell’interrogante improprie di cui sono stati protagonisti, della clamorosa fuga di notizie riservate da parte della stessa Procura e della totale inerzia a fronte dei gravi fatti denunciati nel 2010 nella interpellanza Orlandini, poi ripresa nell’esposto presentato dal consigliere regionale Luigi Villani nei confronti dell’amministrazione provinciale di Parma;

se risulti che sulla citata vicenda sia pendente un procedimento penale e, in caso affermativo, a quale fase sia giunto, nonché chi siano gli indagati;

quali ulteriori iniziative di competenza intenda intraprendere con urgenza per tutelare l’immagine della magistratura di Parma, ad avviso dell’interrogante gravemente compromessa dai censurabili comportamenti della locale Procura.


LA REPLICA DELLA SOLIANI: NON C'È RISPETTO PER PARMA


Manca al PdL il senso di responsabilità nei confronti di Parma. Ci mancava l’interrogazione parlamentare del senatore Filippo Berselli che chiede al Ministro della Giustizia “se non ritenga di disporre un’indagine ispettiva volta ad accertare eventuali responsabilità disciplinari” nei confronti del Procuratore di Parma Gerardo La Guardia e del sostituto Paola Dal Monte, che stanno indagando sul comune di Parma.

Anche la magistratura di Parma è entrata nel mirino della maggioranza di governo. In Italia va così: se tocchi esponenti del PdL dal capo in giù parte la richiesta di indagini sulla magistratura. Se poi il senatore interrogante è anche Presidente della Commissione Giustizia del Senato, ricoprendo un ruolo di garanzia in una delle istituzioni della Repubblica, quella legislativa, del tutto separata da quella del governo e da quella della magistratura, la cosa è evidentemente inopportuna. Se poi lo stesso senatore è anche coordinatore Regionale del PdL, con evidenti interessi di parte, la cosa è doppiamente inopportuna. Ma soprattutto è la città di Parma che non merita questo ulteriore spargimento di sale sulle ferite ricevute dalle forze politiche che hanno sostenuto sindaco e giunta senza vedere, senza sentire, senza capire. Conniventi. Ci voleva l’intervento della magistratura, avendo notizie di reato. Parma è stata esposta alla vergogna e persino al ridicolo di fronte all’Italia e al mondo. Occorrerebbe almeno rispetto. Se è possibile, l’attacco del PdL alla magistratura di Parma è il segno della indifferenza e della irresponsabilità di questa forza politica di fronte alla stagione dolorosa che sta vivendo la città

Verrà presto il Commissario e si aprirà una fase nuova nella storia di Parma. Si lasci lavorare la magistratura con il rispetto che le è dovuto. Sarà il seguito delle indagini ed eventualmente dei processi che apriranno fino in fondo il libro della storia più recente della nostra città. Forse è di questo che ha paura il PdL?

La Rassegna

Giustizia: Berselli chiede invio ispettori in Procura Parma

ANSA.it - ‎12 ore fa‎
(ANSA) - PARMA, 12 OTT - Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli (Pdl), ha chiesto al ministro Nitto Palma ''un'indagine ispettiva'' alla Procura di Parma per ''accertare eventuali responsabilita' disciplinari'' e ...

"Trasferite Laguardia e i pm indagano solo su Comune e Pdl

La Repubblica - ‎15 ore fa‎
L'accusa è chiara: la Procura di Parma si starebbe concentrando solo sugli abusi del Comune di Parma, unico capoluogo regionale in forza al Pdl. Tralascerebbe così le questioni della Provincia, guidata dal Pd, e oltretutto entrerebbe "in politica" con ...

Il senatore berlusconiano Berselli “Trasferire i pm di Parma ...

Il Fatto Quotidiano - ‎1 ora fa‎
Ha già presentato un'interrogazione al ministro della giustizia: "C'è stato un accanimento giudiziario, solo perché la città è l'unica in Emilia Romagna governata dal centrodestra". Chiesta un'ispezione Trasferite i magistrati di Parma, indagano solo ...

"Manca il rispetto per la cittā"

ParmaDaily.it - ‎8 ore fa‎
Interrogazione di Berselli, le critiche di Motta, Soliani, Garbi (PD), Popolo Viola e Altra Politica. Soliani (PD): Il PdL all'attacco della magistratura di Parma. Non c'č rispetto per la nostra cittā Manca al PdL il senso di responsabilitā nei ...

La Procura indaga solo sul Pdl, il senatore Berselli: "Inviate gli ...

ParmaToday - ‎15 ore fa‎
"in Emilia-Romagna, quella di Parma è l'unica Procura attiva nelle inchieste sui reati tipici degli amministratori pubblici (corruzione, concussione, abuso di ufficio). Solo però nei confronti del Comune, unico capoluogo di provincia della regione ...

Interrogazione di Berselli (Pdl): "Ispettori alla Procura Parma ...

ParmaSera - ‎16 ore fa‎
Mandare gli ispettori alla Procura di Parma, trasferire il procuratore Gerardo Laguardia e indagare sull'operato dei pubblici ministeri. Sono queste le richieste che il senatore del Pdl Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, ...

“Fuga di notizie e dichiarazioni inopportune”, Berselli (Pdl ...

ParmaOggi - ‎17 ore fa‎
In una interrogazione al Ministro della Giustizia presentata ieri sul comportamento della Procura della Repubblica di Parma in relazione alle indagini che hanno coinvolto gli amministratori locali di Parma, il Sen. Filippo Berselli (Pdl), Presidente ...

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Di Loredana Morandi (del 12/10/2011 @ 16:08:14, in Politica, linkato 1391 volte)

SENATO

Prescrizione breve, il centrodestra accelera
Il gip Villoni: "Quanti reati senza giustizia"

Domani il via libera in commissione giustizia di Palazzo Madama. E già in settimana sarà fissato il calendario dell'aula. Parla un giudice del tribunale di Roma: "Mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, con le nuove norme sarebbe già tutto prescritto. Stiamo minando la fiducia dei cittadini nel sistema giustizia"

di TIZIANA TESTA

ROMA - Avanti tutta sulla prescrizione breve. Neppure un emendamento da parte del centrodestra rispetto al testo approvato alla Camera. Entro stasera saranno esaminate le 150 proposte di modifica dell'opposizione, domani ci sarà il via libera in commissione giustizia. Poi via di corsa verso il voto dell'aula, per il sì definitivo che fulminerà il processo Mills prima di una possibile condanna per Silvio Berlusconi. A metà novembre potrebbe già arrivare la sentenza ma, con la prescrizione per gli incensurati che si accorcia da un quarto a un sesto della pena, il procedimento è già praticamente chiuso.

"Mi aspetto che il calendario venga fissato da una conferenza dei capigruppo venerdì prossimo", avverte Filippo Berselli, del Pdl, presidente della commissione giustizia del Senato. Il provvedimento può essere legge in un paio di settimane. Anche imponendo un ennesimo voto di fiducia, in caso di ostruzionismo.

Il mondo della giustizia si interroga sugli effetti dell'ennesima modifica. Orlando Villoni è giudice al tribunale di Roma da 10 anni. Ed è in magistratura da 25. "Ho lavorato un po' in tutti i ruoli: da pretore, a pm, a giudice monocratico", spiega. Villoni ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul lodo Alfano, ma ha anche archiviato l'inchiesta sulla compravendita dei senatori che
coinvolgeva Silvio Berlusconi. Insomma, non è un giudice sospettabile di pregiudizi  nei confronti del premier. Ma, dinanzi alle nuove norme appare, scoraggiato. "E' l'ennesimo colpetto a un sistema già duramente provato", premette. "Un sistema che già deve scontare l'effetto pesantissimo, sulla prescrizione, della legge Cirielli.

AUDIOINTERVISTA/ CASCINI: UN MILIONE DI PROCESSI A RISCHIO

Qual è il suo giudizio su questa legge e sulla volontà del centrodestra di approvarla a ogni costo?
"Non ci sono dubbi, è un intervento callido, mirato, studiato per un singolo caso, una vera legge ad personam. Non posso dire che sia devastante per il sistema. Ma certo aggrava una situazione già drammatica. Le faccio un esempio, in questo momento mi sto occupando di una truffa alle assicurazioni, articolo 642 del Codice penale. E' iniziato tutto nel 2004, con sequestri e perquisizioni, ma il caso è arrivato in udienza preliminare solo nel 2010. E' già quasi tutto prescritto, sono rimasti in piedi solo 3 reati su 28. Con la legge che è oggi al Senato, sarebbero cancellati anche questi. Cadrebbe perfino il reato associativo. Posso solo dire che stiamo scherzando col fuoco, stiamo minando la fiducia dei cittadini".

Altri reati a rischio?
"Quelli in materia tributaria: pena massima 6 anni. Il tempo per l'azione penale, attualmente, è 7 anni e mezzo.  E può sembrare molto. Ma bisogna tenere presente che per questi reati servono accertamenti, da parte della guardia di finanza, molto complessi. Che in genere si concludono a quattro anni dal fatto. Normalmente si arriva davanti al gip dopo 4-5 anni, e spesso ci sono anche problemi di competenza. Con il taglio imposto dalla prescrizione breve perderemo 6 mesi. Insomma, capiterà ancora più spesso che mi arrivino processi già morti".

Le è successo di sentirsi umanamente a disagio nel dichiarare un reato prescritto?  
"Ho visto anche degli omicidi colposi prescritti. Mi occupo spesso di denunce per colpa professionale medica, anche questi casi possono richiedere molti anni. La denuncia magari non scatta subito, poi occorre tempo per le consulenze degli specialisti. A volte mi sono sfogato con gli stessi pm, ho detto che conveniva seguire la strada del risarcimento in sede civile, vista l'impossibilità di arrivare a sentenza. Ma d'altra parte il nostro è un sistema anomalo. Le dico solo che i miei colleghi all'estero si mettono a ridere quando sentono che in Italia la prescrizione può intervenire anche dopo una sentenza di primo grado".  (11 ottobre 2011)

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/11/news/prescrizione_breve-23049272/

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