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 .. fucsia trees ..... di Lunadicarta
 
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Agite secondo giustizia. Sorprenderete alcuni, e stupirete tutti gli altri.

Mark Twain
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 11:18:52, in Politica, linkato 1233 volte)
Lodo Alfano, Ferranti (Pd): indegne reazioni centrodestra e governo

Sentenze non si commentano sono oro colato



Le sentenze non si commentano, sono oro colato e come tale vanno trattate. Sono pertanto indegne le reazioni della maggioranza e del governo che tentano di delegittimare il pronunciamento del “giudice delle leggi”. La Corte ha oggi ribadito che nel nostro paese la legge è uguale per tutti, nessuno escluso.

Così la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della camera commenta le reazioni della maggioranza e di autorevoli esponenti del governo alla sentenza sul lodo Alfano.

Roma, 7 ottobre 2009

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Lodo Alfano: Melis (Pd), Corte ripristina abc del diritto
 

“Berlusconi è un cittadino come gli altri e se, fuori delle sue funzioni istituzionali, viola la legge deve essere giudicato come chiunque altro. Questo è l’abc dello Stato di diritto ed è consolante che la Corte, con una sentenza esemplare, lo abbia ricordato all’intero paese”.

Lo dichiara Guido Melis, deputato del Pd e membro della Commissione Giustizia della Camera. “Il Lodo Alfano – prosegue – è incostituzionale perché prevedeva, come ha riconosciuto nella sua arringa lo stesso avvocato Ghedini, che la legge (o la sua applicazione) non è eguale per tutti, in aperta violazione dell’articolo 3 della Costituzione: dovevano dunque provare a cambiare la Costituzione ma evidentemente non hanno avuto il coraggio di farlo”.

Roma, 7 ottobre 2009

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LODO ALFANO: SERENI: Tutti uguali. Scandaloso che Berlusconi attacchi i giudici”

La vicepresidente dei deputati PD:
La piazza? E’ in campo una forza tranquilla, il PD



“La Corte Costituzionale ha ristabilito un principio importante che era stato violato, nonostante la nostra ferma opposizione e il monito di tanti costituzionalisti: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge anche Berlusconi. Le sentenze vanno rispettate ed è uno scandalo che il presidente del Consiglio si permetta di attaccare i giudici costituzionali. Leggeremo con attenzione le motivazioni che hanno portato la Consulta a dichiarare illegittimo il “Lodo Alfano”. è’ chiaro che il riferimento all’art. 138 della Costituzione non consentirà al centrodestra di ripresentare una proposta di legge ordinaria. Tutti coloro che nella maggioranza hanno evocato o pensano di evocare il ricorso alla piazza contro questo giudizio sappiano che è in campo una grande forza democratica e tranquilla, il PD. Con le primarie del 25 ottobre milioni di persone avranno l’occasione di dimostrare che è matura l’apertura di una nuova pagina nella vita del nostro Paese”.

Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD, dopo la decisione della Consulta.

Roma, 7 ottobre 2009


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LODO ALFANO ILLEGITTIMO. SILVIA COSTA (S&D/PD): "DECISIONE CONSULTA RIPRISTINA FIDUCIA DEI CITTADINI VERSO LE ISTITUZIONI"


"Oggi è una grande giornata in Italia e in Europa per la cultura del diritto e delle regole democratiche". Lo ha dichiarato l'europarlamentare Silvia Costa (S&D/PD) commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano e la decisione di oggi del Parlamento europeo di discutere sulla libertà d'informazione in Italia nella seduta plenaria di domani mattina, durante la quale interverrà la Commissaria Viviane Reding per conto della Commissione europea".

"Si conferma drammaticamente l'anomalia italiana nel contesto europeo di un premier che, oltre a riunire nelle sue mani una concentrazione delle testate televisive, delle risorse pubblicitarie e dell'editoria, aveva anche ottenuto dal suo ministro della Giustizia e dalla sua maggioranza parlamentare un provvedimento incostituzionale per sottrarsi a processi in cui è imputato".

"La Consulta - continua Costa - ha limpidamente assunto una decisione fondamentale per riaffermare i valori costituzionali e ripristinare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni".



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LODO ALFANO: SERENI “Qualcuno fermi Bossi, irresponsabile”


Dichiarazione di Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD.

“Le minacce di insurrezione di Bossi sono irresponsabili e qualcuno dovrebbe fermarlo e ricordargli che è un ministro della Repubblica e non un semplice militante del suo partito. La Corte Costituzionale sta prendendo una decisione importante e qualunque essa sia noi la rispetteremo perché crediamo nell’autonomia delle istituzioni democratiche del nostro Paese. La violenza delle parole del Senatùr, il silenzio degli altri esponenti del centrodestra, sono allarmanti”.

Così Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD.

Roma, 7 ottobre 2009

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LODO ALFANO: LUMIA (PD), BERLUSCONI RISPETTI LA COSTITUZIONE


Roma, 7 ottobre 2009 - "La pronuncia della Consulta sul Lodo Alfano afferma il principio di uguaglianza di tutti i cittadini italiani". È il commento del senatore del PD Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, sulla sentenza della Corte costituzionale.

"Nelle democrazie avanzate - aggiunge Lumia - ad un grande potere corrispondono grandi responsabilità. Il Presidente del Consiglio rispetti la Costituzione senza cercare nuovi stratagemmi per scavalcare la legge ed affronti i processi."

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LODO ALFANO: SASSOLI (PD), LA CONSULTA SANA UN'INGIUSTIZIA

"E' stata sanata un'ingiustizia che prevedeva che i cittadini non fossero uguali di fronte alla legge". Così David Sassoli, capo delegazione del Pd al Parlamento europeo sulla bocciatura del Lodo Alfano

"La bocciattura della Consulta del Lodo Alfano riafferma il principio costituzionale dell'uguaglianza. E' il rispetto della Costituzione - ha aggiunto Sassoli - e delle sue regole che fa dell'Italia un grande paese".

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LODO ALFANO. ATTESA IN 'PIAZZA', I TURISTI SI FERMANO E CHIEDONO


(DIRE) Roma, 7 ott. - "Cosa succede qui?". "E' il palazzo della Corte costituzionale italiana. I giudici sono riuniti per decidere su una legge che sospende i processi per le piu' alte cariche dello Stato". "Pure il processo a Silvio Berlusconi per i reati sessuali?". "No, non c'e' mica un processo per quelli".
"Come? E non lo processate?". Piazza del Quirinale, secondo giorno del giudizio. Nell'attesa della decisione della Consulta sul lodo Alfano, tra l'incertezza e i tempi che si allungano, anche il disorientamento di una turista spagnola diventa cronaca.
Viene dalla Galazia e con il marito si gode il clima sereno da ottobrata romana. "Bella manifestazione quella di sabato", dice.
"Siamo andati in piazza- aggiunge il marito- e' giusto chiedere liberta' di stampa e pensiero". Poi, perplessi dal fatto che nessun tribunale stia aspettando di processare Berlusconi per i suoi "reati sessuali", si congedano e se ne vanno in direzione di via XX settembre.
Poco piu' in la', su via Ventiquattro maggio, di fronte al palazzo della Consulta, lo spiazzo e' pieno di giornalisti. A raccontare la cronaca della giornata ci sono anche una tv tedesca e una russa, oltre a quelle italiane. Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, diventa la star della giornata. Passa da una telecamera all'altra, comprese quelle dei cronisti arrivati da Berlino e Mosca, cercando di spiegare cosa stanno facendo i giudici in camera di consiglio.
Alla fine, pero', la domanda che si sente rivolgere e' sempre la stessa: "Professore, ce lo fa un pronostico?".

(Anb/ Dire) 13:44 07-10-09
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Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 05:57:09, in Politica, linkato 1319 volte)
Politica paralizzata,
la riforma della giustizia resta un miraggio



di Mario Ajello


ROMA (6 ottobre) - Aria di grande attesa. Il Palazzo della Consulta - quel luogo che un grande costituzionalista come Leopoldo Elia definì «l’isola della ragione» - ha tutti gli occhi addosso. Mentre i giudici sono in camera di consiglio, intorno a loro, ma a distanza, la polemica politica infuria, e chi tifa per la bocciatura e chi per la promozione del Lodo Alfano.

E tuttavia c’è spazio pure per ragionamenti più in profondità. Come questo dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Piero Alberto Capotosti: «Si può pensarla in tutti i modi nel merito del Lodo Alfano e di quelli che lo hanno preceduto, ma queste cosiddette leggi ad personam in un certo senso distraggono le forze politiche dall’obiettivo di un’effettiva riforma generale della giustizia. Quella che i cittadini elettori, sia che abbiano votato Pdl sia che abbiano votato Pd, si aspettano da molti anni».

Ecco, nel bailamme e nel bla bla del grande giorno del giudizio, trovano spazio - ma vanno cercati col lanternino - anche pensieri ”di sistema”, che riescono a insinuarsi fra le opposte tifoserie. O fra le dichiarazioni di rito dei vari leader. O fra le sparate di Di Pietro che chiama il popolo a «sommergere sotto un plebiscito referendario» il Lodo Alfano, nel caso non venga bocciato dai giudici costituzionali, e i contrattacchi del portavoce del Pdl, Capezzone, che invoca la sacralità di un altro popolo - quello che ha votato centro-destra e resta affezionato al governo in carica qualsiasi cosa accada - qualora il responso della Consulta non sia quello gradito.

Intanto c’è chi sta col fiato sospeso, cioè quasi tutti, chi sperando e chi temendo, a cominciare dal titolare del Lodo in questione, il ministro Alfano. «Lasciamo lavorare la Corte - ha detto ieri da Messina il Guardasigilli - e ogni altra dichiarazione in questo momento mi sembra inopportuna». Trapela ottimismo dall’atteggiamento di Alfano. Un ottimismo non estendibile, però, a quanto accade in Parlamento. Nella politica che ruota intorno al Lodo, o alle tante iniziative giudiziarie, o alle evocazioni del golpe o delle piazze contrapposte, si blocca tutto e ieri alla Camera dei deputati, la stessa in cui mancavano l’altro giorno i deputati del Pd per il voto sullo scudo fiscale, c’è stato il vuoto degli onorevoli del Pdl. Che ha mandato in minoranza il governo su un tema di grande rilevanza sociale, qual è quello del garante dell’infanzia. Palazzo in perenne zuffa politico-giudiziaria e, insieme, istituzioni disertate sulle grandi questioni di pubblico interesse.

«Il cittadino elettore - insiste l’ex presidente della Consulta - preferisce una riforma della giustizia, tale da assicurargli anzitutto una maggiore celerità in primo luogo nel processo civile e una maggiore certezza nell’applicazione del diritto». Ma anche questo, che è un tema di assoluta urgenza democratica, rischia di passare in subordine. Di finire dimenticato. Travolto. «Il fatto è che - conclude Capotosti - una complessiva riforma della giustizia trova ostacoli anche in conflitti, latenti o accesi, fra politica e magistratura. Che talvolta vanno al di là dei propri ambiti di competenza. Finendo per paralizzarsi reciprocamente, fra veti e controveti». Nei quali, a restare stritolati, oltre che la dignità dei giudici e dei politici, sono i diritti dei cittadini.

Il Messaggero

News
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Di Pietro - Ipotesi di reato:

offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica

All'attenzione di chi indaga ci sono, al momento, alcuni articoli di stampa e l'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno e della Giustizia dal senatore a vita Francesco Cossiga

Martedí 06.10.2009 16:09

Sono al vaglio dei magistrati della procura di Roma le affermazioni di Antonio Di Pietro nei confronti del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dopo la promulgazione del decreto legge contenente il cosiddetto scudo fiscale. Il procuratore Giovanni Ferrara e alcuni suoi aggiunti stanno valutando se esista o meno il reato previsto dall'articolo 278 del codice penale sull'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica.

All'attenzione di chi indaga ci sono, al momento, alcuni articoli di stampa e l'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno e della Giustizia dal senatore a vita Francesco Cossiga. Se il nome di Di Pietro dovesse finire sul registro degli indagati, la procura dovrebbe chiedere l'autorizzazione al Guardasigilli per poter procedere.

Affari Italiani
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Di Loredana Morandi (del 06/10/2009 @ 12:53:12, in Politica, linkato 1280 volte)

CAMERA – GARANTE INFANZIA – PALOMBA (IDV):
“SODDISFATTI PER EMENDAMENTO.
GARANTE NON E’ BUROCRATE”


 
“Siamo molto soddisfatti che l’Aula abbia accolto il nostro emendamento. Si tratta di una vittoria importante, poiché ribalta la concezione burocratica e strumentale del Garante per l’infanzia di questo Governo”, lo dichiara in una nota l’on. Federico Palomba, capogruppo di IDV in Commissione Giustizia alla Camera.

“Con il nostro emendamento, chiedevamo un garante dotato di poteri effettivi, tra cui quelli sanzonatori. I diritti dei bambini esigono una tutela effettiva da parte di un soggetto forte e non di un mero burocrate” spiega Palomba.

“L’accoglimento del nostro emendamento rappresenta una piccola grande vittoria contro la pervicace volontà di questo Governo e del ministro Carfagna ad imporre la sua visione delle cose senza avviare un sano e misurato confronto” conclude il capogruppo di IDV in Commissione Giustizia alla Camera.
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Di Loredana Morandi (del 06/10/2009 @ 10:55:34, in Politica, linkato 1251 volte)
Lodo Alfano, Pd: arringa Ghedini è preoccupante,
è teorizzazione del diritto disuguale


“L’arringa di Ghedini è veramente preoccupante perché costituisce la teorizzazione e  il tentativo di legittimare l’applicazione del diritto disuguale. Dire che La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione equivale ad ancorare l’uguaglianza ad un ambito solo formale e disconoscere il valore sostanziale del principio di uguaglianza che rappresenta uno dei principi cardine della nostra carta costituzionale”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta le tesi dell’arringa dell’avvocato del premier, Niccolò Ghedini.

Roma 6 ottobre 2009

*****

Lodo Alfano: Bressa (Pd), commenti da Pdl fuori posto

E indice di indirette intimidazioni


Replicando alle dichiarazioni di esponenti della destra in merito all’attesa decisione sul Lodo Alfano, Gianclaudio Bressa, vicepresidente dei deputati Democratici, dichiara: “La Corte Costituzionale deve poter fare la Corte Costituzionale. Qualsiasi commento oggi non solo è fuori posto sul piano della correttezza costituzionale ma è indice di indirette intimidazioni rispetto alla sua sacrosanta autonomia”.

Roma, 6 ottobre 2009
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ANNOZERO – DONADI, BELISARIO (IDV):
“SOLIDARIETA’ A RUOTOLO. EPISODIO DA NON SOTTOVALUTARE”

 

“A nome dei deputati e dei senatori di Italia dei Valori esprimiamo a Sandro Ruotolo, raro esempio di giornalista coraggioso ed indipendente, e alla sua famiglia piena solidarietà per le vili minacce di cui è stato oggetto.

Confidiamo altresì nel lavoro degli investigatori che ci auguriamo possa far luce quanto prima su tale preoccupante episodio da non sottovalutare, segnale di un imbarbarimento del clima nel nostro Paese” lo affermano in una nota l’on. Massimo Donadi e il sen. Felice Belisario, presidenti dei gruppi parlamentari di Idv.

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MAFIA: LUMIA (PD), SOLIDARIETA' A SANDRO RUOTOLO


Roma, 06 ottobre 2009 - "Esprimo la mia solidarietà a Sandro Ruotolo per la vile intimidazione mafiosa subita". Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. Sandro Ruotolo e la sua famiglia sono stati minacciati di morte in una lettera pervenuta al giornalista sulla quale sta indagando la Digos. Il giornalista negli ultimi giorni è stato impegnato a Palermo per un'inchiesta sulla mafia, che dovrebbe andare in onda nella prossima puntata di Annozero.

"Il giornalismo d'inchiesta libero e indipendente - aggiunge Lumia - dà molto fastidio, perché porta all'attenzione dell'opinione pubblica la 'questione mafiosa', mettendo in luce le collusioni con la politica e l'economia".
"Su questa vicenda - conclude il senatore del PD - bisogna andare fino in fondo e tenere alta l'attenzione. Il nostro Paese ha bisogno di un'informazione che abbia il coraggio di raccontare ai cittadini gli effetti devastanti prodotti dalle mafie a scapito della legalità e dello sviluppo".
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Lumia (PD): Ferrovie, Sicilia isolata dal resto del paese


Lo scorso primo ottobre ho presentato un'interrogazione al Senato sul Piano di produzione presentato da Ferrovie dello Stato che isola la Sicilia dal resto del Paese. Di fatto viene cancellata la continuità territoriale. I collegamenti ferroviari subiranno, quindi, una netta riduzione che si ripercuoterà sia sul piano dei servizi, che dell'occupazione:  cancellazione delle 8 coppie di treni a lunga percorrenza, 16 tra intercity ed espressi; chiusura delle officine di manutenzione di Messina, Siracusa, Palermo, della sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati; soppressione delle navi che tr aghettano i treni nello stretto di Messina.


Trovo scandalosa l'indifferenza del governo nazionale e di quello regionale. Il Piano di produzione è un altro colpo alle speranze di sviluppo della Sicilia. Di seguito il testo integrale dell'interrogazione:

Giuseppe Lumia

 

Pubblicato il 1 ottobre 2009

Seduta n. 262 - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00966

LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri
e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.


Premesso che:

durante l’estate la società Ferrovie dello Stato SpA ha presentato un piano di produzione, che prevede la ritirata di Trenitalia dalla Sicilia, la cancellazione delle 8 coppie di treni a lunga percorrenza, 16 tra intercity ed espressi, la chiusura delle officine di manutenzione di Messina, Siracusa, Palermo, della sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati, la soppressione delle navi che traghettano i treni nello stretto di Messina;

la comunità siciliana subisce da anni una graduale ma costante riduzione del servizio ferroviario pubblico che viene attuata dall’azienda Ferrovie dello Stato mediante la riduzioni di numerose corse dei treni a lunga percorrenza e delle navi traghetto operanti nello stretto di Messina;

dall’anno 2007 ad oggi sono state soppresse ben 6 coppie di corse dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia e ridotte le unità navali adibite al traghettamento dei treni;

il servizio di trasporto merci su rotaia è stato soppresso quasi del tutto, nonostante le numerose richieste di carri ferroviari provenienti dalle realtà industriali dislocate nell’isola che si trovano costrette a trasferire le merci prodotte attraverso il costosissimo e inquinante trasporto su gomma;

il servizio di traghettamento veloce, destinato alle migliaia di pendolari e studenti dell’area integrata dello stretto di Messina, nonostante gli accordi intercorsi fra il Governo e le parti sociali, ha subito un'ulteriore riduzione delle corse giornaliere e non è stato sostituito il terzo mezzo “monocarena”, distrutto nel tragico incidente verificatosi nello stretto di Messina il 15 gennaio 2007;

la flotta ferroviaria operante nello stretto è vetusta e insufficiente, nel settore marittimo in particolare i livelli occupazionali sono in continuo calo e si fa eccessivo ricorso al lavoro precario. La società Rete ferroviaria italiana (RFI) omette anche di applicare la sentenza esecutiva del tribunale di Messina che obbliga l’azienda ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato, rischiando, fra l’altro, di dover risarcire i ricorrenti con ulteriori somme di denaro pubblico;

le poche navi adibite al trasporto ferroviario, per forza di cose, sono prioritariamente destinate al trasporto dei treni passeggeri, pertanto, le ferrocisterne cariche di materiale nocivo giacciono in stazione in attesa della prima nave disponibile. Recentemente si sono verificate fuoriuscite di azoto liquido da ferrocisterne ferroviarie ferme da tempo alla stazione di Messina e solo per mera fortuna si è evitata la tragedia;

nonostante le rassicurazioni del Ministro delle infrastrutture e trasporti, che aveva personalmente garantito il mantenimento in servizio della terza nave ferroviaria nello stretto di Messina, RFI, con decisione unilaterale, ne ha limitato l’utilizzo consentendo l’uso dell’unità “esclusivamente a seguito di perturbazione della circolazione dei treni viaggiatori”. I casi di “perturbazione della circolazione dei treni” si sono verificati e continuano a verificarsi con cadenza giornaliera e il tempo necessario per approntare la nave ferma in porto e per reperire l’equipaggio addetto alla conduzione è totalmente a carico dell’utenza. Per attraversare lo stretto di Messina si sono registrate attese di oltre 4 ore;

la struttura organizzativa dei servizi di base è stata individuata per tutta l’Italia ad esclusione della Sicilia che ancora non compare nei progetti di Ferrovie dello Stato, a pochi mesi dell’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario previsto per dicembre 2009, l’unico documento ufficiale resta il piano di produzione presentato ai sindacati dove la Sicilia non è menzionata;

il contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale è ancora in fase di discussione, mentre nelle altre regioni italiane è stato concordato da tempo. In ogni caso non sarà il trasporto regionale a risolvere i problemi di mobilità e continuità territoriale, tutt’altro;

concentrando gli sforzi solo sul trasporto interno, senza investire risorse per l’incremento dei collegamenti a lunga percorrenza, si rischia di isolare ulteriormente la Sicilia dal resto del continente;

i propositi del Governo, relativi al rilancio dell’isola attraverso la costruzione di un ponte ferroviario, vengono, ad opinione dell'interrogante, totalmente smentiti dallo smantellamento dei collegamenti ferroviari che rappresentano la principale infrastruttura indotta;

attualmente non si registra alcun segnale volto al potenziamento dei trasporti siciliani, addirittura Ferrovie dello Stato lamenta il taglio di circa 20 milioni di euro rispetto alle sovvenzioni statali richieste dall’azienda per il mantenimento del già precario servizio;

Ferrovie dello Stato continua a discriminare il meridione gestendo il servizio sociale dei trasporti come fosse un settore esclusivamente produttivo e concentra gli investimenti solo nella aree del Paese considerate più “remunerative”. All’Alta Velocità del nord, si contrappone un trasporto siciliano in totale stato di abbandono, la Sicilia di fatto viene estromessa dal sistema-Paese, allontanata come un parente scomodo;

se a tutto quanto sopra esposto si aggiunge il drastico taglio di posti di lavoro, diretto e indiretto, che ne consegue, il quadro complessivo della situazione si presenta ancora più drammatico per la popolazione siciliana, peraltro già pesantemente provata dall’attuale crisi economica,

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda porre in essere per tutelare i livelli occupazionali e per garantire alla comunità siciliana il diritto alla mobilità anche tramite la difesa della continuità territoriale, ossia della possibilità per tutti i cittadini di spostarsi nel territorio nazionale e comunitario con pari opportunità, accedendo ad un servizio pubblico che garantisca condizioni economiche e qualitative uniformi.

Archivio del Senato della Repubblica
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Lodo Mondadori, Pd: reazione premier e maggioranza
appaiono ingerenza su Corte costituzionale

Ferranti: manifestazione? Sarebbe atto intimidazione e delegittimazione sistema democratico


“La manifestazione contro la sentenza Mondadori sarebbe un vero e proprio atto di intimidazione e delegittimazione della magistratura e dell’intero sistema democratico”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera,  Donatella Ferranti commenta le reazioni alla sentenza Mondadori “che individua Berlusconi come corresponsabile della corruzione del giudice Metta.

E’ veramente sconcertante – aggiunge - che invece di parlare della gravità delle condotte che hanno riguardato la vicenda Mondadori, accertate con sentenza passata in giudicato, si cerchi di spostare l’attenzione su presunti e inverosimili  disegni eversivi per contrastare la volontà democratica del popolo italiano. Se questi sono i toni con cui si ‘’accolgono’ le sentenze di  un giudice civile di primo grado non vogliamo neanche immaginare cosa potrebbe succedere se la Corte costituzionale bocciasse il Lodo Alfano.

La reazione è talmente scomposta e smisurata che dimostra o che la maggioranza è incapace di saper accettare qualsiasi tipo di sentenza che la riguardi oppure che siamo davanti ad una pericolosa ingerenza sulla serenità di giudizio dei giudici della Corte che questa settimana dovranno esprimersi sul Lodo Alfano. In ogni caso – sottolinea – la novità è che dopo i ripetuti attacchi alla magistratura penale ora il centrodestra inizia a delegittimare anche  la magistratura civile. Si è superata la misura e l’anomalia italiana – conclude – si fa sempre più grave”.


Roma, 5 ottobre 2009

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2009 @ 10:19:02, in Politica, linkato 1086 volte)
Picconata...? Ebbene sì, e anche cattiva ...

Cossiga:
«La Procura di Roma indaga su Di Pietro?»



ROMA (5 ottobre) - «La Procura di Roma ha richiesto al ministero della Giustizia di compiere gli atti per esercitare l'azione penale contro Antonio Di Pietro per avere dichiarato che il capo dello Stato, promulgando la legge di conversione in legge del decreto legge contenente il cosiddetto Scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed ha dimostrato di essere un pavido?». È quanto il senatore a vita Francesco Cossiga chiede in un'interrogazione al Senato al ministro della Giustizia.

Cossiga chiede quindi al Ministro dell'Interno di sapere «quali sanzioni disciplinari intenda adottare nei confronti degli ufficiali di Polizia giudiziaria della Polizia che non hanno fatto rapporto alla Procura di Roma per il reato di cui all'art. 278 del Codice Penale (offese all'onore ed al prestigio del Capo dello Stato); o se per caso il ministro sappia che per tali Ufficiali di Polizia giudiziaria dare del vile o del pavido al Capo dello Stato sia una notazione con aspetti non morali ma esclusivamente da giudizio scientifico in materia psicologica».

Il Messaggero

Ieri il leader dell'Idv Antonio Di Pietro aveva attaccato il capo dello Stato dicendo che non avrebbe dovuto firmare.
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Di Loredana Morandi (del 18/09/2009 @ 05:38:47, in Politica, linkato 1365 volte)
L'Italia ha bisogno di eliminare ogni possibilità ad una intera generazione di politici e corrotti... LM


UNIPOL: A GIUDIZIO A MILANO
CONSORTE, SACCHETTI E FAZIO


MILANO - L'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, il suo vice Ivano Sacchetti e l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio sono stati rinviati a giudizio insieme ad altri imputati a Milano nell'ambito della vicenda del tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol. L'udienza si terrà il primo febbraio prossimo davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano.

Il giudice ha mandato a processo tra gli altri anche l'allora direttore generale di Unipol, Carlo Cimbri, i banchieri Giovanni Zonin e Giovanni Alberto Berneschi, ai tempi rispettivamente presidente di Banca Popolare di Vicenza e Carige, e anche tutti i cosiddetti contropattisti tra cui gli immobiliaristi Stefano Ricucci e Danilo Coppola e Vito Bonsignore. Tra gli imputati prosciolti ci sono le banche Nomura e Credit Suisse First Boston con i loro esponenti e l'imprenditore Marcellino Gavio. Tra i rinvii a giudizio c'e' anche Deutsche Bank e inoltre la stessa compagnia assicuratrice Unipol.

ANCHE STEFANINI E GNUTTI A GIUDIZIO A MILANO - Anche l'attuale presidente di Unipol Pierluigi Stefanini e il finanziere bresciano Emilio Gnutti sono stati rinviati a giudizio a Milano per la vicenda del tentativo di scalata a Bnl da parte della compagnia assicurativa bolognese. Del loro rinvio a giudizio si e' appreso in un secondo momento in quanto il Gup Luigi Varanelli ha dovuto interrompere la lettura del dispositivo accorgendosi di un errore materiale ed e' dovuto tornare nella sua stanza a correggerlo.

CONSORTE: SORPRESA E STUPORE PER DECISIONE GUP MILANO - ''Accolgo con sorpresa e stupore la decisione del Gup del Tribunale di Milano''. Cosi' Giovanni Consorte ha commentato in una dichiarazione il suo rinvio a giudizio. ''I miei avvocati e io abbiamo fornito un'ampia e dettagliata documentazione che, insieme alle testimonianze rese e alle memorie difensive - ha sottolineato - confermavano ed evidenziavano la mia totale estraneita' rispetto ai fatti riferiti dall'accusa per la vicenda Bnl. Sono reduce da 10 tra archiviazioni e proscioglimenti e continuero' ad avere fiducia nei magistrati, molti dei quali in questi anni, nelle vicende a cui sono chiamato a rispondere, hanno dimostrato di andare oltre gli sconcertanti aspetti politici''.

''Al di la' dell'amarezza derivata dalla lettura di questo decreto - ha rilevato ancora Consorte - posso comunque esprimere la mia soddisfazione perche' sono certo che i fatti in sede di dibattimento mi daranno ragione. In quella sede, ovvero a porte aperte, mi verra' consentito di fare piena luce su diversi elementi e metodologie d'indagine, attinenti l'intera mia vicenda giudiziaria, che hanno lasciati perplessi e stupefatti sia me che i miei legali. Un lungo elenco di 'disattenzioni' e/o 'omissioni' e di forzature procedurali, che - ha assicurato Consorte - e' mia ferma intenzione portare all' attenzione della pubblica opinione, con ogni mezzo divulgativo''.

In un lungo comunicato, Giovanni Consorte annuncia che chiedera' lo svolgimento del processo sulla vicenda Bnl alla presenza dei principali organi d'informazione. E che porra' all'attenzione dei media, oltre ''alla correttezza del mio operato, la poca trasparenza delle dinamiche politiche e processuali che hanno di fatto dato origine al fallimento della scalata a Bnl''. In particolare, l'ex presidente di Unipol chiedera' chiarimenti ''in merito alle vicende che in questi ultimi anni hanno evidenziato diversi punti oscuri, nella complessa vicenda giudiziaria che mi ha visto coinvolto''. Come ''strane coincidenze e singolarita''' che saranno oggetto, in sede di dibattimento processuale, ''di richiesta di attenzione da parte dei miei legali, sia nei confronti dei giudici che dei media''.

La prima di queste ''singolarita''' - spiega - riguarda un esposto ''con cui denunciavo le torbide operazioni e le limacciose omissioni in cui si vanificava per annegamento il tentativo di conquista della Bnl da parte di Unipol'', esposto presentato il 13 dicembre 2005 alla Procura di Bologna e che ''e' letteralmente scomparso'', ''assai misteriosamente''. L'elenco delle 'singolarita'' citate da Consorte prosegue. Si va dalle modalita' con cui la procura di Milano ''ha messo sotto controllo la mia vita e quella dei miei familiari e collaboratori'' con intercettazioni telefoniche e ambientali, alla cogestione da parte delle procure di Milano e di Roma dell'indagine con due procedimenti per stesse ipotesi di reato in due sedi diverse. Ancora, secondo Consorte, il gup di Milano ha adottato la decisione odierna ''senza potere prendere visione delle risultanze romane''. Perche' - rileva - ''la procura di Roma ha messo a disposizione gli atti relativi alla propria indagine su Bnl, durata circa quattro anni, due giorni dopo la chiusura della udienza preliminare parallela di Milano, sulla stessa vicenda, con sospetto tempismo''.

Consorte ribadisce l'amarezza per la decisione odierna del tribunale di Milano ma sottolinea che questo ''mi consente di rappresentare finalmente all'opinione pubblica lo scempio che e' stato fatto di una iniziativa industriale quale quella della conquista di Bnl da parte di Unipol. Scempio che ha tolto risorse al paese senza che ancora nessuno abbia pensato di procedere alla individuazione delle responsabilita' e dei responsabili''.

ANSA  2009-09-18 13:52
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