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 ... bombardamento di Gaza ..... di Lunadicarta
 
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La verità attraversa sempre tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata. Poi violentemente contestata. Infine accettata come una cosa ovvia.

Arthur Schopenhauer
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/09/2009 @ 10:07:10, in Politica, linkato 1413 volte)

Lodo Alfano:
Parere sulla Memoria dell'Avvocatura


Stefano Ceccanti, senatore Pd, relatore di minoranza sul lodo Alfano

 

1. L'insieme degli argomenti utilizzati dall'Avvocatura si fonda su motivazioni politiche contingenti, di opportunità, e non risponde in modo minimamente convincente alle obiezioni di costituzionalità.

2. Come si è già rilevato ieri, l'argomento politico delle possibili dimissioni del Presidente del Consiglio è insensato se posto di fronte alla Corte costituzionale e per di più il riferimento al precedente del Presidente Leone è  palesemente errato, trattandosi allora di una campagna di stampa e non di un processo.

3. L'argomento che viene più volte ripetuto, quello dell'esistenza di un circuito mediatico-giudiziario, vale, se fondato in quei termini, per tutti i cittadini e giustifica azioni di riforma su quel terreno, non privilegi per qualcuno.

4. Le due risposte all'obiezione più forte, quella per cui scelte di questo tipo debbono, nel caso, essere fatte con legge costituzionale perché si derogano vari principi costituzionali, a cominciare da quello di uguaglianza, sono inconsistenti. Lo è la prima, quella relativa al precedente della sentenza n. 24/2004 che dichiarò incostituzionale il lodo Schifani senza far cenno a tale argomento. Infatti l'ordinanza di rimessione non aveva posto quel problema e, pertanto, come dichiarò Leopoldo Elia nell'audizione in Senato "Chi tace non dice nulla", il silenzio (per di più di fronte a una mancata domanda) non dice niente. 

Lo è anche la seconda, che però, più che essere inconsistente è pericolosissima: si potrebbe secondo l'Avvocatura fare quasi di tutto con legge ordinaria, tranne toccare le "parti essenziali", le "strutture" proprio perché la legge ordinaria è "modificabile più agevolmente" di fronte a "esigenze meno durature". In pratica questa pericolosissima affermazione tende a ridurre al minimo il valore della rigidità costituzionale, ristretta a una minima parte della Carta, dal confine peraltro molto incerto (le "strutture", le "parti essenziali") e a consentire al legislatore ordinario qualsiasi altro sconvolgimento. Non a caso, per rispettare con rigore la rigidità costituzionale, molte delle leggi costituzionali della vita repubblicana sono state approvate proprio per risolvere questioni "una tantum": basti ricordare la legge cost. 2/1989 sul referendum per i poteri costituenti al Parlamento europeo, la 1/1991 sullo scioglimento anticipato nel semestre bianco, la 1/1993 e la 1/1997 sui poteri delle Bicamerali per le riforme. Ci immaginiamo ad esempio, in una situazione di emergenza, quali limitazioni ai diritti sarebbero concepibili con legge ordinaria secondo questo argomento? Questo aspetto della memoria è di gran lunga il più grave, persino più del problema sollevato già ieri sull'argomento politico delle dimissioni.

5. Anche l'altra obiezione forte, quella di aver varato una protezione generale, automatica, assoluta, superiore a quella prevista in quel caso dalla Costituzione (e non da una legge ordinaria) per i reati ministeriali, per i quali è prevista la possibilità di autorizzare la celebrazione del processo, ha una risposta insensata: "i reati funzionali..hanno una valenza politica tale da rendere utile una decisione quanto più tempestiva possibile, valenza che non hanno...quanto meno nella stessa natura i reati comuni". Ma la protezione, in deroga al principio di uguaglianza e a danno delle altre parti del processo si dovrebbe fondare sull'idea di proteggere la funzione e non la persona per cui non può essere più forte per i reati extra-funzionali.  Non può trattarsi di un privilegio che copre peraltro anche i reati comuni commessi prima dell'assunzione del mandato.


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Di Loredana Morandi (del 17/09/2009 @ 06:19:21, in Politica, linkato 1253 volte)
NANIA (PDL): CORDOGLIO
E VICINANZA ALLE FAMIGLIE


"Esprimo tutto il mio cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie dei nostri soldati rimasti vittime di un vile attentato a Kabul, mentre erano impegnati a sostenere la democrazia in Afghanistan.

In questo momento di profondo dolore è doveroso ricordare e celebrare il loro esempio di valore e il loro sacrificio estremo per difendere per conto della Italia la pace nel mondo".

Così il vice Presidente del Senato, Domenico Nania.

17 settembre 2009
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CORDOGLIO AFGHANISTAN
ANNULLATA MANIFESTAZIONE A ROMA
DELLA LISTA "SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI"



A seguito del tragico attentato subito in Afghanistan dai nostri militari, la manifestazione per la presentazione nazionale della lista "Semplicemente democratici" per Dario Franceschini con David Sassoli, Debora Serracchiani, Sergio Cofferati, Rita Borsellino, Francesca Barracciu e di moltri altri esponenenti del Partito democratico viene annullata e rinviata a data da destinarsi

Si pregano i colleghi di prenderne nota.

Grazie

***

AFGHANISTAN - DI GIOVAN PAOLO:
RINVIATA LA MANIFESTAZIONE
"SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI"


Care democratiche, cari democratici,

a causa del lutto nazionale, conseguente all'attentato subìto dai nostri militari in Afghanistan, l'iniziativa prevista a Roma per oggi pomeriggio alle 18, a piazza Santa Maria in Trastevere, per la presentazione della lista "Semplicemente democratici", è stata rinviata ad altra data.
Vi terrò informati sugli sviluppi dell'iniziativa. Intanto però vi confermo quella del 22 settembre, alle ore 18 al Teatro Capranica di Roma, dal titolo “PD, liberiamo il futuro” a cui parteciperanno Dario Franceschini – candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, e Roberto Morassut – candidato alla segreteria regionale del Lazio del PD.

Un caro saluto
Roberto Di Giovan Paolo

***

AFGHANISTAN: SASSOLI (PD),
CORDOGLIO E DOLORE PER NOSTRE VITTIME



“Esprimo dolore e profondo cordoglio a nome mio e di tutti gli europarlamentari della delegazione del Partito democratico per la morte dei nostri militari in Afghanistan. Ancora una volta l’Italia subisce una tragica perdita di vite umane nell’esercizio di un difficilissimo impegno per portare un po’ di pace alla popolazione afghana. Rivolgiamo un affettuoso pensiero e tutta la nostra vicinanza alle famiglie dei caduti”. Così David Sassoli, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo sull’attentato a Kabul

***

Afghanistan: Pedoto (Pd):
cordoglio e vicinanza a familiari vittime



“Esprimo profondo cordoglio per le vittime del vile attentato di questa mattina in Afghanistan”. Così Luciana Pedoto, componente Pd in commissione Affari Sociali che lo scorso maggio con una delegazione della Presidenza della Camera ha fatto visita alla base del contingente italiano di stanza a Farah, nella parte occidentale del Paese, che ospita circa 150 paracadutisti del 180° Reggimento della Folgore. “I nostri soldati svolgono in condizioni difficilissime un compito altamente delicato, con un impegno e una professionalità che ha loro garantito il rispetto della popolazione civile. Ai familiari delle vittime – conclude – va tutta la mia solidarietà e vicinanza umana”.

Roma, 17 settembre 2009

***

AFGHANISTAN: GARAVAGLIA (PD),
STRINGERSI A FAMIGLIE VITTIME, COMMENTI DOPO.



“Il vile attentato contro i nostri soldati in Afghanistan è una tragedia che colpisce l’intero Paese, che in questo momento deve raccogliersi, in piena unità, nel dolore delle famiglie delle vittime e far sentire la propria solidarietà ai militari impegnati in questa difficile missione all’estero. Ci sarà tempo, in futuro, per discutere sulla natura e prospettiva del nostro impegno in quel Paese”. Lo dichiara in una nota la senatrice del PD Mariapia Garavaglia.

Roma 17 settembre 2009

***

AFGHANISTAN: SORO,
IL CORDOGLIO DEL GRUPPO DEL PD



"A nome di tutti i deputati del gruppo del Pd esprimo profondo cordoglio per la morte dei nostri soldati uccisi oggi in un vile attentato terroristico a Kabul”. Così il presidente del Gruppo del Pd, Antonello Soro, che aggiunge: “in questo momento di grande tristezza desidero inoltre esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a tutti i familiari e rivolgere un pensiero d’affetto e riconoscenza a tutti i militari che stanno operando nell’area con grande responsabilità per favorire la nascita della democrazia afgana”.

Roma, 17 settembre 2009

***

Afghanistan: Villecco Calipari (Pd), non basta il dolore
per rendere giustizia a questi morti



“Il primo pensiero va ai nostri soldati che hanno perso la vita cercando di onorare il compito che il nostro paese gli ha affidato, e ai loro colleghi rimasti feriti in modo grave.
Sento forte il dovere di essere vicino ai loro familiari in un momento in cui sono costretti a misurarsi con un dolore così grande. Altrettanta pietà voglio rivolgere alle vittime civili di questo vile attentato e alle centinaia di afghani rimasti feriti.”

Lo ha dichiarato Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa.

“Mi chiedo – prosegue Calipari - quanto altro sangue dovrà essere versato per la stabilizzazione dell’Afghanistan. Questa stessa domanda dovrebbe essere posta nelle sedi internazionali al fine di assumere una forte e seria iniziativa politica da affiancare alla presenza militare internazionale.”
“Il paradosso è che il nostro paese così fortemente impegnato nella missione militare non riesca a sviluppare una iniziativa diplomatica altrettanto efficace come sarebbe invece necessario soprattutto – conclude Calipari - all’indomani della elezione di Karzai su cui si avanzano sospetti di brogli che ne mettono in discussione la leggitimità .”

Roma, 17 settembre 2009

***

AFGHANISTAN: MARCUCCI (PD),
"DOLORE PER LA STRAGE DI KABUL"


Dichiarazione del senatore Andrea Marcucci, membro della delegazione parlamentare dell’OSCE

“Un vile attentato che è costato la vita ai nostri militari ma anche a cittadini afgani. In queste ore drammatiche la nostra solidarietà va alle famiglie delle giovani vittime, al 186° Reggimento paracadutisti della Folgore e alla città di Siena che li ospita. Ci sarà modo e tempo nei prossimi giorni per valutare i rischi della missione italiana in quel Paese”. Lo ha dichiarato in una nota il senatore Andrea Marcucci (PD), membro della delegazione parlamentare dell’OSCE .

17 settembre 2009


*Avvertenza per i lettori di Facebook: Tutti i comunicati stampa sono originali e provenienti dalle segreterie politiche, si prega la citazione del sito di provenienza.
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Di Loredana Morandi (del 16/09/2009 @ 23:01:09, in Politica, linkato 1712 volte)
17/9/2009

Inutili toni apocalittici


MICHELE AINIS


Diciamolo, per una volta, a voce bassa: la sentenza sul lodo Alfano non è affatto un’ordalia, un giudizio di Dio.

La Consulta la dovrà scrivere da qui a un paio di settimane. È soltanto una fra le centinaia di pronunzie che i quindici giudici costituzionali adottano ogni anno (furono 449 nel 2008, quest'anno siamo già a quota 258). Certo, si tratterà di una sentenza sovraccarica d'effetti politici, ma dopotutto nel giudizio sulle leggi l'imputata è sempre la politica, dal momento che la legge costituisce la forma in cui s'esprime la decisione politica. E allora sarebbe molto meglio moderare i toni, recuperare un clima di normalità costituzionale. A cominciare dai diretti interessati.

Speranza vana, se dobbiamo prendere alla lettera un paio di brani apocalittici che figurano nella memoria depositata dall'Avvocatura dello Stato. Vi si legge che in caso di bocciatura subiremmo danni «irreparabili» nel buon funzionamento degli organi elettivi. Si profila addirittura il rischio che il Premier si dimetta. S'evoca il fantasma di Giovanni Leone, che lasciò anzitempo il Quirinale dopo le polemiche sullo scandalo Lockheed. E in conclusione si decanta la specifica virtù del lodo Alfano: un ombrello contro i temporali giudiziari che altrimenti interromperebbero ogni legislatura, dato che «la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni».

Ora, a parte il fatto che Leone si dimise per una campagna giornalistica e non per un rinvio a giudizio, a parte il fatto che il presidente Berlusconi ha la scorza dura (in caso contrario si sarebbe già dimesso, trovandosi imputato in vari processi prima che il lodo Alfano diventasse legge), a parte il fatto che con questa logica perversa i giudici non dovrebbero neppure aprire indagini su quanti ci governano, insomma a parte tutto rimane in sospeso una domanda: è normale una difesa così, a spada sguainata? No, non è normale.

Intanto, l'Avvocatura rappresenta il governo dinanzi alla Consulta, ma già Calamandrei osservava che i governi farebbero meglio a non costituirsi, rimettendosi al giudizio della Corte. In secondo luogo, non è detto che l'esecutivo (e perciò l'Avvocatura) debba per forza sostenere la legittimità dell'atto normativo sindacato: di solito succede, ma in qualche caso (sentenze n. 63 del 1966, n. 305 del 1995, n. 233 del 1996 e via elencando) succede anche il contrario. In terzo luogo, l'argomento delle dimissioni innescate da un'inchiesta giudiziaria è un argomento politico, non tecnico; dipende da una scelta discrezionale rispetto alla quale il diritto resta muto, ed è invece sul filo del diritto che corre il sindacato di costituzionalità. No, non c'è bisogno di politicizzare ulteriormente questa decisione, non c'è bisogno d'alzare la posta scaricando sulla Corte la sopravvivenza stessa della legislatura. Meglio tornare ai codici, alle norme, ai precedenti giurisprudenziali. Sarà forse più noioso, ma alla fine della giostra avremo meno danni.

Michele Ainis per La Stampa

***

Una questione solo giuridica

Fosse un intervento parlamentare, il ragionamento dell’Avvocatura del­lo Stato, architettato per conto della pre­sidenza del Consiglio, non farebbe una piega.

Si dice, tra l’altro, che il Lodo Alfano è ne­cessario per evitare «danni a funzioni eletti­ve » che potrebbero provocare «addirittura le dimissioni», e comunque guasti «in gran par­te irreparabili». Ragionamento discutibile — anche per gli impropri paragoni con l’addio anticipato al Quirinale del presidente Leone, avvenuto nel 1978 in tutt’altri contesti e circo­stanze — ma politicamente sostenibile. Alla Camera o al Senato, per esempio, oppure in una tribuna elettorale. Un po’ meno nella se­de a cui è destinata la «memoria» consegnata dall’Avvocatura, e cioè la Corte costituziona­le. Perché al palazzo della Consulta, dove il prossimo 6 ottobre sarà esaminata la norma che impedisce di processare il premier e altre tre alte cariche durante il loro mandato, si di­scute di leggi e diritto. Di questioni squisita­mente giuridiche e giudiziarie. Che nel caso specifico hanno e avranno pure conseguenze politiche (com’è ovvio, altrimenti il governo e la sua maggioranza non avrebbero varato la versione riveduta e corretta di una legge già bocciata dalla Corte nel 2004), ma non sono questi gli aspetti a cui devono guardare i giu­dici costituzionali.

Il verdetto deve dirci se il Lodo che ha già bloccato un processo a carico di Silvio Berlu­sconi è compatibile con la Costituzione oppu­re no; se dopo quella riforma «tutti i cittadi­ni » sono ancora «eguali davanti alla legge» oppure no; se altri principi messi a fondamen­to della Repubblica sono stati violati oppure no. Non se il presidente del Consiglio tempo­raneamente in carica rischia di andare a casa troppo presto, o di diventare politicamente un po’ più debole. L’Avvocatura dello Stato può dire ciò che crede, ma non caricare i «giu­dici delle leggi» di responsabilità che non hanno. Né immaginare di condizionare con qualche fosca previsione la decisione — giuri­dica, non politica — che la Consulta è chiama­ta a prendere.

Giovanni Bianconi
Corriere Sera - 17 settembre 2009

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Se bocciato il lodo Alfano gravi danni per il premier

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Di Loredana Morandi (del 11/09/2009 @ 03:44:12, in Politica, linkato 1079 volte)
Csm, Ferranti (Pd): è un brutto giorno per la giustizia

Ferranti: Alfano ‘batta un colpo’ e prenda distanze da attacchi premier


“Quando il Csm è costretto a rilevare e condannare i ripetuti attacchi del presidente del consiglio e di altri autorevoli esponenti del governo e della maggioranza a singoli magistrati e alla magistratura tutta, è veramente un brutto giorno per la giustizia italiana”.

Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta il voto de plenum del Csm di oggi.  “E le numerose pratiche a tutela della  magistratura oggi iscritte oggi all’Odg del Csm sono la testimonianza tangibile della volontà denigratoria perseguita finora dal governo e dalla sua maggioranza.

Il ministro Alfano – conclude - batta un colpo e abbia la responsabilità istituzionale di prendere le distanze da questi beceri attacchi e dalle accuse di fantomatiche cospirazioni”.

Roma, 10 settembre 2009
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Di Loredana Morandi (del 10/09/2009 @ 23:18:52, in Politica, linkato 1316 volte)
L'inchiesta di Bari. La Sanità.

Parlamentari nell'inchiesta
sulla sanità pugliese


I pm alla commissione del Senato: tre o quattro coinvolti. I nomi dopo le verifiche sul loro ruolo.


Roma - Tre o quattro parlamentari sono coinvolti nelle indagini sulla corruzione nella sanità pugliese. E' quanto hanno rivelato i magistrati alla delegazione della Commissione d'inchiesta del Senato, che due giorni fa è andata in missione a Bari per raccogliere materiale e informazioni. Un veloce bliz. I senatori prima hanno incontrato in Regione il governatore Nichi Vendola e l'assessore alla Sanità, Tommaso fiore. E poi si sono recati dai pm del capoluogo pugliese che stanno conducendo le indagini.
"E' stata un'audizione amichevole ed è stata utile, molto utile", hanno detto i parlamentari. L'incontro è durato poco più di un ora. E dopo le formalità di rito, è arrivata - secca - la domanda di Giuseppe Astore, dell'Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione. "Ci sono politici coinvolti?", ha chiesto il senatore, che ha ricevuto l'incarico da Ignazio Marino (presidente della Commissione) di coordinare i lavori a Bari. Dopo un attimo di gelo, i pm hanno risposto: "Ci sono molti esponenti locali collusi. E anche dirigenti nazionali". Astore allora - come hanno riferito alcuni dei partecipanti - ha incalzato i magistrati. "Ci sono anche parlamentari coinvolti nell'inchiesta?". "Tre o quattro", la replica dei magistrati Giuseppe Scelsi e Robeto Rossi, mentre gli altri due pm, Lorenzo Nicastro e Desirée Digeronimo ascoltavano.
I nomi non sono stati fatti. Anche perché l'incontro è stato preliminare. Entro un paio di settimane ci dovrebbe essere un secondo round senatori-procura. Per adesso i pm hanno consegnato un'ampia documentazione alla Commissione: si tratta delle carte relative a quattro delle diverse inchieste in corso, ma da quanto emerso non ci sarebbero atti secretati, "ma tutti documenti già a disposizione dei legali.Si tratta di materiale necessario per inquadrare il problema a livello generale", hanno spiegato in procura.
"Ci hanno dato spontaneamente alcuni documenti - ha confermato al termine della riunione lo stesso Astore -, è stata solo una presa d'atto, in un clima di reciproca collaborazione. C'è un pool che lavora con discrezione e che mi sembra anche molto equilibrato nel suo lavoro. Hanno raccontato su che cosa vertono le indagini che stanno eseguendo, con i dovuti segreti e i dovuti distinguo, come è normale che sia".
E appunto fra "i dovuti segreti" ci sono anche i nomi dei parlamentari coinvolti, che secondo le indiscrezioni dovrebbero essere di entrambi gli schieramenti (pare due o tre del Pdl, uno del Pd).
L'accordo verbale è che i pm, dopo aver effettuato verifiche sul ruolo di questi parlamentari, sveleranno i nomi alla Commissione, qualora ritengano che ci siano "elementi probanti a loro carico per andare avanti con l'inchiesta".
"A noi in questa fase i nomi non interessano - ha spiegato Lionello Cosentino, del Pd -, perché vogliamo solo capire come funzionano i meccanismi della corruzione, in Puglia come in altre Regioni, per poi formulare proposte di interventi legislativi e migliorare l'efficienza del sistema. Non intendiamo sostituirci alla procura".
In realtà la Commissione ha pieni poteri. E il vicepresidente Astore ha già detto ai pm che nel prossimo incontro vuole i nomi. I senatori hanno dunque dato tempo alla procura di effettuare altri accertamenti. Ma poi o risulteranno elementi certi (e a quel punto la Commissione vuole venirne a conoscenza), oppure si deve bloccare lo stillicidio di voci e illazioni sul coinvolgimento di politici e parlamentari.
Una linea questa condivisa a quanto pare anche dai senatori del Pdl che fanno parte della Commissione stessa e che a Bari erano rappresentati da Michele Saccomanno.

Paolo Foschi
Corriere Sera, ed 10/09/09 pag, 5
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GIUSTIZIA: DONADI,
CSM SEMPRE STATO EQUILIBRATO.
BERLUSCONI NO


(AGI) - Roma, 10 set. - "Lavorare con equilibrio e' un dovere non una scelta per le alte istituzioni del Paese. Un dovere al quale il Csm si e' sempre attenuto. Ci domandiamo invece come mai nessuno in questo Paese senta l'esigenza di richiamare ai suoi doveri di equilibrio e di dignita' istituzionale il presidente del Consiglio che, con le sue esternazioni e i suoi discutibili comportamenti, crea imbarazzo in Italia e all'estero e getta discredito sulle istituzioni". Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.


BATTISTI: PEDICA (IDV),
PRONTI A SCIOPERO DELLA FAME


(AGI) - Roma, 10 set. - "La sospensione dell'esame del caso di Cesare Battisti da parte della Corte suprema del Brasile e' un atto inaspettato e grave. Siamo pronti a nuove e clamorose forme di protesta se tra dieci giorni non ci sara' l'estradizione del terrorista pluriomicida" Lo dichiara in una nota il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica, segretario regionale laziale del partito.

Lo stesso Pedica a gennaio si incateno' a Roma, davanti all'Ambasciata brasiliana, per protestare contro la decisione del ministro della Giustizia di quel Paese di non estradare Battisti. "Se non ci sara' il rispetto di questa elementare forma di giustizia - conclude - sono pronto a rifare lo sciopero della fame insieme a tutte quelle persone che ancora credono in questo principio che va ben oltre i confini di una nazione. Il rinvio dimostra inoltre la scarsissima condiderazione di cui gode il nostro Governo in ambito internazionale".

Nota: quando Pedica inizia l'hunger strike sciopererà anche Giustizia Quotidiana
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Di Loredana Morandi (del 04/09/2009 @ 02:04:05, in Politica, linkato 1295 volte)
Bari, sesso e appalti
Sospetti di fondi neri per il Pd nazionale

di Bepi Castellaneta


Bari - Adesso l’inchiesta punta a Roma. E all’ombra del giro di appalti pilotati nella sanità pugliese affiora il sospetto di finanziamenti illeciti per i partiti del centrosinistra nazionale. È questa l’ipotesi all’esame della pm antimafia di Bari Desirée Digeronimo, il magistrato che da tempo conduce gli accertamenti su un comitato d’affari in grado di orientare forniture e appalti ma anche decisivo nella scelta di primari e dirigenti medici.

Secondo gli inquirenti il personaggio chiave di questo presunto sistema corruttivo sarebbe stato l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, all’epoca Socialista autonomista: dopo aver saputo di essere coinvolto nell’inchiesta ha presentato le dimissioni dalla giunta rossa guidata da Nichi Vendola e successivamente è entrato al Senato come primo dei non eletti nelle liste del Pd al posto di Paolo De Castro, passato all’Europarlamento.

I riflettori degli investigatori sono puntati su cinque partiti: Pd, Prc, Socialisti autonomisti, Sinistra e Libertà e Lista Emiliano. Nelle indagini figura una valanga di intercettazioni telefoniche e ambientali. E proprio nel corso di conversazioni tra Tedesco e alcuni imprenditori si farebbe riferimento a finanziamenti illeciti e spunterebbero i nomi di esponenti nazionali del centrosinistra. Insomma, lo scandalo si allarga e potrebbe essere destinato a oltrepassare i confini pugliesi. In queste ore i carabinieri sono impegnati nella ricerca dei riscontri e hanno cominciato ad ascoltare diverse persone: due giorni fa la pm Digeronimo è stata a Milano per un interrogatorio top secret mentre ieri è stato sentito a Bari un medico come persona informata sui fatti. Al centro dell’inchiesta c’è la gestione della sanità regionale, condizionata al punto che persino le nomine di primari e dirigenti delle Asl sarebbero state fatte sulla base del possibile ritorno elettorale: in buona sostanza veniva scelto chi portava più voti. Nell’inchiesta per il momento figurano quindici indagati. Il magistrato ipotizza a vario titolo i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, abuso di ufficio, voto di scambio, illecito finanziamento ai partiti e truffa; inoltre, con riferimento a determinati episodi e nei confronti di alcune persone è ipotizzata anche l’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa.

La prima svolta nelle indagini risale a fine luglio, quando i carabinieri del nucleo investigativo sono entrati nelle segreterie di diverse formazioni politiche del centrosinistra pugliese e hanno prelevato una montagna di carte, comprese quelle relative ai contratti e ai rapporti «intrattenuti - si legge nel provvedimento che dispone l’esibizione della documentazione - dai partiti con gli istituti di credito». Nello stesso tempo sono stati avviati accertamenti bancari ed è stata trascritta gran parte delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Il sospetto è che i partiti del centrosinistra abbiano favorito determinati imprenditori, i quali in cambio avrebbero poi elargito finanziamenti anche con i soldi accumulati attraverso l’evasione fiscale: il passaggio di denaro - è l’ipotesi da verificare - sarebbe rimasto celato dietro voci inserite appositamente in bilancio per costruirsi una facciata di legalità.

Intanto, mentre il coordinatore regionale dell’Italia dei valori, Pier Felice Zazzera, chiede «un segnale di responsabilità» da parte di Vendola, è attesa per lunedì a Bari la commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale: oltre al governatore saranno ascoltati i magistrati.

Il Giornale

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Di Loredana Morandi (del 25/08/2009 @ 01:10:44, in Politica, linkato 2373 volte)
Conferenza internazionale
sulla violenza contro le donne:
Farnesina, 9 e il 10 settembre



Si terrà tra il 9 e il 10 settembre alla Farnesina la Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne, nell’ambito delle iniziative della Presidenza italiana del G8.

Secondo quanto rende noto il dipartimento delle Pari Opportunità in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, la conferenza sarà incentrata sul tema della violenza sulle donne, problema “incredibilmente diversificato, pervasivo e protetto spesso dall’accondiscendenza e dall’omertà sociale nei confronti di crimini che vengono considerati cultura corrente, spesso dalle donne stesse, inconsapevolmente condizionate dal contesto in cui vivono”, come si legga dalla nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La conferenza ha come obiettivo principale quello di dare voce e speranza alle vittime di questo fenomeno diffuso in ogni continente con caratteristiche peculiari a seconda del paese in cui si manifesta. Obiettivo della Conferenza è infatti quello di definire una “geopolitica della violenza, differenziata a seconda degli usi e costumi sociali, culturali, politici, e religiosi”.

Per informazioni: www.pariopportunita.gov.it

(Data: 25/08/2009 9.00.00 - Autore: Luisa Foti)
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Di Loredana Morandi (del 25/08/2009 @ 00:56:09, in Politica, linkato 1427 volte)
Il Salone della Giustizia di Rimini




Il salone della giustizia è l'evento che si terrà a Rimini dal 3 al 6 dicembre e costituisce il primo salone nel suo genere in tutto il mondo. L'ingresso è gratuito per favorire l'accesso anche a studenti e a chi si sta addentrando nel settore. Molte sono le tematiche che verranno trattate come ad esempio il tema sulla sicurezza.

Dogana, 25/08/2009 L'appuntamento a Rimini con il Salone della Giustizia costituisce la prima manifestazione fieristica nel suo genere presente non solo in Europa, ma anche il tutto il mondo.
Il salone rappresenta un punto di incontro per avvicinare i cittadini ai vari aspetti della giustizia, dalla tutela della salute alla tutela dell'ambiente, dal diritto di famiglia alla tutela dei giovani, dalla sicurezza del credito a quella alimentare, stradale e dei trasporti.
Inoltre si tratteranno i temi riguardanti la riforma della giustizia e la digitalizzazione informatica della stessa e il piano carceri.
Il salone si svolgerà su 30 mila metri quadrati della fiera di Rimini dal 3 al 6 dicembre e l'ingresso gratuito favorirà una cospicua partecipazione del pubblico già del settore o studenti che intendono venire a conoscenza di determinati aspetti che costituiscono oggetto del loro studio.
L'esposizione in materia di stand sarà gratuita anche per lo Stato, questo perché molte imprese operanti nel settore hanno visto nel salone un'opportunità imprenditoriale ma anche di sviluppo della finanza etica. Sarà presente ovviamente il CSM - Consiglio Superiore della Magistratura e l'Associazione italiana magistrati, inoltre aderiranno con propri stand Polizia, Carabinieri, Polizia Penitenziara, Guardia Costiera, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza.
All'interno del Salone si avrà la possibilità di assistere a simulazioni di processi civili e penali, di vedere la differenza tra una cella comune e quella destinata ai sorvegliati speciali, inoltre verrà esposta l'auto distrutta nell'agguato di Capaci dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Uno dei tanti temi trattati all'interno del Salone della Giustizia sarà il tema della sicurezza che sta molto a cuore dei cittadini.
Ad alcuni ordini professionali che parteciperanno al salone verranno riconosciuti anche crediti formativi.
Il Salone della Giustizia di Rimini vi aspetta il 3 dicembre al Nuovo Quartiere Fieristico.

Informazione.it
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