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 .. vino rosso ..... di Lunadicarta
 
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Se temi la solitudine non cercare di essere giusto.

Jules Renard
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2011 @ 14:49:07, in Politica, linkato 1469 volte)
Inchieste sulle escort, Nitto Palma
invia gli ispettori a Napoli e Bari


di Marco Ludovico

Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti! Valer Lavitola e l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, gli appalti di Finmeccanica, i finanziamenti all'editoria. Scatta - ma non troppo - la protesta dell'opposizione, Pd e Idv soprattutto, contro la scelta del guardasigilli.

Ora resta da vedere come si muoverà il pool degli ispettori guidati da Arcibaldo Miller. Un nome che, fanno notare Pina Picierno e Donatella Ferranti (Pd), «compare nell'inchiesta P3 della procura di Roma». E aggiungono: «La sua permanenza in carica rischia di compromettere, anche sotto il profilo dell'immagine, la garanzia di indipendenza e terzietà dell'organo ispettivo potendo addirittura arrivare a pregiudicare la trasparenza dell'azione del ministro».

Ferranti e Piciermo, però, precisano di non voler «entrare nel merito nella scelta del ministro di inviare gli ispettori».
Al di là del clamore politico, la scelta di Palma risulta orientata verso questioni specifiche da chiarire. Come quella all'esame al Csm sullo scontro tra il procuratore di Bari, Antonio Laudati, e l'ex pm Giuseppe Scelsi, che lo accusa di aver rallentato l'indagine sulle escort e Berlusconi. Il titolare di via Arenula sembra che abbia chiesto copia delle audizioni al Consiglio superiore della magistratura. L'azione di controllo sulla procura di Napoli deriva poi da una serie di interrogazioni Pdl: proprio oggi Palma risponderà in Parlamento.

I punti da accertare sono tre. Il fatto che siano stati i pm e non un giudice a emettere un decreto con cui è stato sollevato dal segreto professionale l'avvocato Nicola Quaranta, uno dei legali di Tarantini, episodio che ha suscitato anche un esposto dei penalisti di Bari. La fuga di notizie su un'intercettazione tra Lavitola e Berlusconi pubblicata dal settimanale L'Espresso prima ancora che venisse depositata.

La revoca, infine, della competenza a indagare, decisa dal tribunale di Napoli. Questioni senza dubbio importanti, ma se i punti critici rimanessero solo questi l'ispezione a Napoli - la più delicata, senza dubbio - non dovrebbe mettere in discussione il piano della correttezza generale dell'azione investigativa.

Ieri c'è stata una riunione nella capitale tra i vertici degli inquirenti napoletani e romani. La procura di Roma procederà per la presunta estorsione ai danni del premier, nel periodo marzo-luglio di quest'anno, attribuita a Tarantini e al direttore dell'Avanti! Valter Lavitola. Gli inquirenti del capoluogo pugliese accerteranno invece se, nel 2009, il presidente del Consiglio abbia indotto l'imprenditore a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria sul caso escort. Oggi il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago sarà sentito dal Csm. Mentre il senatore Alberto Maritati, chiamato in causa da Laudati su una sua presunta connessione con Scelsi per ottenere notizie sull'indagine escort (si veda Il Sole 24 Ore di domenica) replica: «Chiederò copia della relazione di Laudati e nel caso tutelerò la mia immagine e la mia integrità nelle sedi opportune».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-11/palma-invia-ispettori-napoli-082526.shtml?uuid=AacBGyBE

La Rassegna

BERLUSCONI: DI PIETRO, ISPEZIONI A NAPOLI E BARI SONO ATTO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 11 ott - ''Le ispezioni disposte dal ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, sono vere e proprie intimidazioni nei confronti dei magistrati di Napoli e Bari sia sul piano del metodo sia su quello del merito''. ...

"Così il senatore Pd intercettato chiedeva notizie su Tarantini"

L'Occidentale - ‎2 ore fa‎
L'attacco all'ex pm del caso D'Addario Pino Scelsi da parte del procuratore capo di Bari Antonio Laudati è durissimo. Ben più di quanto trapelato dalle indiscrezioni sulla sua audizione al Csm. In un memoriale che ricostruisce cronologicamente le ...

Maritati: mai fatte

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎2 ore fa‎
LECCE - «Sono stato un ingenuo, se tornassi indietro non lo rifarei, ma non è possibile che una persona estranea ai fatti dell'in - dagine, si chiami Roberto De Santis oppure no, finisca nel tritacarne degli scontri e dei media». ...

Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari

Il Salvagente - ‎2 ore fa‎
Il messagggio è chiaro, chi indaga su Berlusconi o altri esponenti di spicco della maggioranza si becca un'ispezione. Così il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha deciso ieri di inviare gli ispettori del ministero presso le procure di Bari ...

Ispettori del ministro dai pm del caso-escort

Il Giornale di Vicenza - ‎2 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha disposto un'ispezione alle procure di Bari e di Napoli a proposito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro - la cui azione ha sollevato critiche anche molto ...

E manda ispettori a Bari e Napoli

Libero-News.it - ‎2 ore fa‎
l ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Giampaolo Tarantini al premier, Silvio Berlusconi. Secondo quanto è trapelato da ...

Palma manda gli ispettori a Bari ea Napoli

Excite Italia - ‎3 ore fa‎
Controffensiva del Pdl contro le procure di Napoli e Bari nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini a Berlusconi. Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha infatti accettato la richiesta dei parlamentari del partito di ...

Escort, il ministro invia gli ispettori nelle procure di Bari e Napoli

Il Messaggero - ‎3 ore fa‎
L'ispezione di Bari non è stata chiesta dal Pdl, ma dal Pd con un'interrogazione a firma Andrea Orlando, responsabile giustizia, e Donatella Ferranti, capogruppo in commissione giustizia. Già, ma non mi sembra che nessuno di quelli da Lei citati abbia ...

Escort e P4: stamane i pm a Bari e Napoli. Papa dal carcere: "Sono ...

InfoOggi - ‎3 ore fa‎
ROMA, 11 OTTOBRE 2011 – Nuovo giro di vite sull'inchiesta P4. Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto questa mattina l'invio di ispettori nelle procure di Napoli e Bari nell'ambito dell'inchiesta sul giro di escort e sulla presunta ...

Nitto Palma in Parlamento: risponderà sui controlli alla Procura ...

Mediterranews - ‎3 ore fa‎
Il guardasigilli Nitto Palma, manderà gli ispettori del ministero nelle procure di Napoli e Bari, da tempo occupate, insieme a quella di Roma, a indagare sulle vicende riguardanti il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le escort, ...

Caso Tarantini, Nitto Palma manda ispettori a Napoli e Bari

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, manda gli ispettori del ministero alle procure di Napoli e Bari nell'ambito del cosiddetto caso Tarantini. Secondo delle notizie che arrivano dagli ambienti del Csm, il ministro Nitto Palma avrebbe ...

Papa denuncia i pm: "mi scarcerano solo se accuso Berlusconi"

Wakeupnews - ‎3 ore fa‎
Napoli – “Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola o almeno su Finmeccanica”. E' quanto scrive il parlamentare del ...

Caso escort, il Ministro Palma invia gli ispettori a Napoli e a Bari

fanpage - ‎3 ore fa‎
Il Guardasigilli ha disposto l'invio degli ispettori nelle Procure di Napoli e Bari per accertare eventuali mancanze durante l'inchiesta sulle escort nelle ville di Berlusconi e sui filoni di indagine collegati, come il presunto ricatto da parte di ...

Caso Tarantini: ministro invia ispettori a Bari e Napoli

Corrispondenti.net - ‎4 ore fa‎
Il guardasigilli, Francesco Nitto Palma, avrebbe inviato gli ispettori del ministero alle procure di Bari e Napoli. Lo riferisce la stampa italiana precisando che il ministro intenderebbe verificare se a Bari vi siano stati ritardi nella chiusura ...

Ispezione a Napoli e Bari sull'inchiesta escort

Universy.it - ‎4 ore fa‎
Il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha disposto un'ispezione alla Procura di Napoli ea quella di Bari in merito all'inchiesta sul giro di escort nelle residenze del Presidente del Consiglio. La richiesta di una ispezione era stata avanzata dagli ...

Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure ...

Oggi (Blog) - ‎4 ore fa‎
Caso escort: il ministro Palma manda gli ispettori nelle procure. E Papa accusa i pm Il parlamentare detenuto denuncia: "Libero se accuso il premier”. Il Guardasigilli indaga sui magistrati di Napoli e Bari Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti! è ...

Inchiesta escort: Palma manda ispettori a Bari e Napoli

L'Impronta L'Aquila - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia, Nitto Palma ha deciso di inviare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort, iniziativa sollecitata nei giorni scorsi dal Pdl e che ha sollevato la protesta delle opposizioni. ...

Inchiesta escort, il ministro Palma manda gli ispettori a Bari e ...

NotizieItaliane.it - ‎4 ore fa‎
INCHIESTA ESCORT PALMA ISPETTORI NAPOLI BARI / ROMA – Secondo quanto si apprende in ambienti vicini al Csm il Ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, avrebbe deciso di inviare degli ispettori presso le Procure della Repubblica di Napoli e Bari ...

Inchieste sulle escort, Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e ...

Il Sole 24 Ore - ‎4 ore fa‎
Una decisione attesa: Nitto Palma manda gli ispettori del ministero di Grazia e Giustizia nelle procure di Napoli e di Bari. Quelle, cioè, che insieme ai colleghi di Roma hanno a vario titolo i fascicoli sul premier, le escort, il direttore dell'Avanti ...

ESCORT/ Ispettori del ministero a Napoli e Bari, le motivazioni

Il Sussidiario.net - ‎4 ore fa‎
Il ministero di grazia e giustizia per ordine del suo responsabile Nitto Palma, ha deciso di inviare ispettori nelle procure di Napoli e Bari, dove si indaga e si detiene il materiale relativo alle inchieste sul capo del governo, le escort, ...

Inchiesta escort: il ministero della Giustizia dispone ispezioni ...

DirettaNews.it - ‎4 ore fa‎
CASO ESCORT: ISPEZIONI IN PROCURE BARI E NAPOLI – Tra le numerose vicende giudiziarie che in questo periodo interessano Silvio Berlusconi figura l'inchiesta sul giro di escort che Gianpaolo Tarantini portava alle feste organizzate presso le residenze ...

Nitto Palma invia gli ispettori a Napoli e Bari

GQ.com - ‎4 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma manda gli ispettori a Napoli e Bari per l'inchiesta sulle Escort, Tarantini, Lavitola e Berlusconi. Secondo quanto si è appreso il ministro avrebbe chiesto anche gli atti delle audizioni di Laudati e ...

Al via audizioni al Csm ea sorpresa si presenta il procuratore di ...

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎4 ore fa‎
ROMA - Non era tra i convocati almeno ufficialmente, ecco perchè la sua presenza ha sollevato qualche stupore: l'ex procuratore di Bari ed ora a Brindisi, Marco Di Napoli è arrivato a Roma e si è presentato alle audizioni in corso presso il Consiglio ...

Scelsi-Laudati, arrivano gli ispettori bufera sull'ordine del ministro

La Repubblica - ‎5 ore fa‎
Nitto Palma ha deciso di verificare cosa è accaduto negli anni 2009-2011 nella procura barese. Al Csm la ricostruzione dei tre pm Angelillis, Pontassuglia e Nitti, ascoltati per cinque ore La guerra tra il procuratore Antonio Laudati e il suo ex ...

Ministro Palma invia ispettori in procura a Napoli e Bari

TM News - ‎5 ore fa‎
Roma, 11 ott. (TMNews) - Il ministro della Giustizia Nitto Palma si prepara a ordinare un'ispezione alla Procura di Napoli e alla Procura di Bari sul caso escort che ruota attorno al premier, come più volte gli è stato richiesto dalle interrogazioni ...

Inchiesta escort, il ministro manda ispettori a Bari e Napoli

RomagnaOggi.it - ‎5 ore fa‎
Continua a fare discutere l'inchiesta sulle escort che sarebbero state procurate dall'imprenditore Tarantini nelle varie residente del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E questa volta a scendere in campo è direttamente il ministro della ...

Tarantini: Palma dispone ispezione presso procure di Bari e Napoli

ViViCooL - ‎5 ore fa‎
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le prucure di Bari e Napoli in merito alla vicenda delle escort che Tarantini portò a Silvio Berlusconi. A quanto pare Palma avrebbe richiesto anche tutti gli atti ...

Palma ordina controlli per le indagini su Tarantini e il Cav.

Lettera43 - ‎6 ore fa‎
Giro di vite presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. A disporre un'ispezione sarrebbe stato proprio il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma. ...

Ispettori del governo alla procura di Bari e Maritati si giustifica

La Voce di Manduria - ‎6 ore fa‎
ROMA — Non sarà elegante, come si osserva negli ambienti legali, ma la decisione del ministro Francesco Nitto Palma di inviare gli ispettori negli uffici della procura barese – oltre che in quelli della procura napoletana – è tecnicamente «neutra», ...

Per i PM baresi cinque ore di audizioni al CSM

DiariodelWeb.it - ‎7 ore fa‎
Domani saranno ascoltati i due aggiunti e il Capo dei Gip. Probabile chiusura dell'istruttoria. Sul conflitto nella Procura di Bari è aperta un'inchiesta penale a Lecce nella quale il procurato ROMA - Sono durate oltre cinque ore le audizioni dei ...
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Di Loredana Morandi (del 09/10/2011 @ 11:46:52, in Politica, linkato 1251 volte)
L'UOMO CONDANNATO PER AVER DROGATO E VIOLENTATO UNA 15ENNE

Caso Ruby: il superteste di Berlusconi
è uno stupratore pedofilo


07/10/2011, ore 16:46

MILANO - Spesso il Pdl, a fronte delle accuse delle Procure di mezza Italia, ha difeso le persone accusate di collaborazione o connivenza con mafia, camorra o 'ndrangheta, con l'argomentazione: "Ma come si può credere ad uno che ha ammazzato tante persone?". Argomentazione zoppicante, perchè anche un assassino può dire la verità.
Ma evidentemente, secondo SIlvio Berlusconi, una persona condannata per aver drogato e stuprato una quindicenne moldava è di massima affidabilità. Al punto che è stata chiamata come testimone dalla difesa del Cavaliere. Ne dà notizia il Fatto Quotidiano, che specifica che la persona in questione è Giampaolo Traversi, chiamato anche lui "Giampi". Tanto che questo, durante le intercettazioni di Tarantini, ha creato qualche imbarazzo ed equivoco, dato che a volte Berlusconi parlava con Tarantini convinto che fosse Traversi; e la cosa non andava al primo. Infatti anche Traversi è noto nel mondo della moda per andare spesso in giro con modelle. Come Nina Moric, con cui ebbe una relazione, prima che andasse in TV e conoscesse Mora e Corona. O come MIna, aspitante modella moldava di soli 15 anni. Che conobbe Traversi e, in base a quanto ricostruisce la Corte di Cassazione nella sua sentenza di condanna a 2 anni ed 8 mesi per l'uomo, venne da lui drogata con crack e cocaina, in modo che non potesse reagire. Dopo di che la portò in un appartamento e qui furono in tre ad abusare della ragazza: il capo del gruppo, che venne condannato a 10 anni mai scontati perchè latitnte in Brasile; l'amico condannato a 3 anni e Traversi, che ebbe solo 2 anni e 8 mesi.
Da notare che Lele Mora ha accusato proprio questo Giampi di aver portato Ruby ad Arcore quando era minorenne. E di questo Giampi si sente parlare più volte nelle telefonate intercettate a Tarantino. In particolare si dice che Traversi ha uno studio di 700 metri quadri a via Montenapoleone; e già questo costa uno sproposito.

di Antonio Rispoli
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/caso-ruby-il-superteste-di-berlusconi-e-uno-stupratore-pedofilo/89249_cronaca_2_1.html
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Passa il blackout sulle intercettazioni


Donatella Stasio

ROMA, 06 ottobre 2011. Governo e maggioranza tirano dritto e approvano in commissione Giustizia il black out sulle intercettazioni – anche se non più segrete – fino all'«udienza filtro». Quanto basta per far scattare le dimissioni della finiana Giulia Bongiorno da relatrice del ddl, motivate con la «violazione dell'accordo» raggiunto due anni fa alla Camera, frutto «di decine di incontri con Ghedini e gli editori». Di quel confronto parlamentare, e del relativo testo approvato in commissione e approdato in aula, il Quirinale si era raccomandato di tener conto, per migliorarlo, semmai, non certo per inasprirlo come ha invece scelto di fare Silvio Berlusconi. Oltre al divieto di dare notizia delle intercettazioni riportate in ordinanze di custodia cautelare (quindi non più segrete), ieri la maggioranza ha approvato (nel Comitato dei 9 della commissione) anche un emendamento che punisce con il carcere da 6 mesi a 3 anni chi pubblica intercettazioni irrilevanti.

L'unica apertura c'è stata sui blog, con la limitazione dell'obbligo di rettifica entro 48 ore soltanto per le testate on-line che risultano registrate.

Governo e maggioranza, dunque, sembrano decisi ad andare al muro contro muro, ignorando le indicazioni del Colle e le sue attuali perplessità sull'ennesima stretta, non condivisa neppure da una parte dell'opposizione. Il Terzo Polo aveva dato la disponibilità ad astenersi sul testo se fosse stata mantenuta la mediazione dell'anno scorso (con alcune piccole modifiche). E come prova tangibile di questa disponibilità, ieri si è astenuto sulle pregiudiziali di costituzionalità di Pd e Idv, che sono state infatti respinte. Poi c'è stato il voto sull'emendamento-Costa. «Così c'è una compressione inaccettabile del diritto di cronaca e, quindi, non ci sono le condizioni per un nostro voto di astensione sul ddl», dice Roberto Rao dell'Udc.

Peraltro, la maggioranza ha rinviato la votazione in aula del provvedimento alla prossima settimana, forse per valutare ulteriori modifiche. Enrico Costa - al quale è passato il testimone di relatore - non si sbilancia. Si limita a dire che lavora «per allargare il consenso parlamentare», ma difende il suo emendamento, ribadendo che è «una mediazione» tra "falchi" e "colombe" della maggioranza e che è «coerente» con il testo.
La Bongiorno - che a suo tempo si era fatta carico anche delle perplessità del Quirinale sul testo del Senato - ha puntato il dito contro l'ex guardasigilli Angelino Alfano per non aver tenuto fede all'intesa raggiunta. «Credo che Alfano sia un politico intelligente e bravo - ha detto -. Doveva tenere il punto, a prescindere da qualunque richiesta del premier. Invece, quando il premier dice qualcosa tutti si zittiscono, quando schiocca le dita, tutti si adeguano».

Minimizza il ministro della Giustizia Nitto Palma sia sull'emendamento-Costa («Modifiche minimali ed estremamente ragionevoli») sia sulle dimissioni della Bongiorno («Non le comprendo, ma ognuno fa quello che vuole»). «È un gesto coerente di fronte a un'iniziativa inaccettabile» dice invece il segretario del Pd Pierluigi Bersani, giudicando l'emendamento - Costa un «forte arretramento».

Intanto, mentre la piazza continua quasi quotidianamente a protestare contro la "legge bavaglio", il Pdl va dritto con la sua offensiva contro le toghe e annuncia che oggi i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, presenteranno un'interrogazione parlamentare in materia di giustizia e di lesione del diritto di difesa. Ogni riferimento ai processi del premier non è puramente casuale.


LE NORME SULLA PUBBLICAZIONE

Il divieto esteso
Il comitato dei nove della commissione Giustizia della Camera ha dato parere favorevole a maggioranza all'emendamento del Pdl firmato da Enrico Costa e Manlio Contento che vieta «la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione dell'udienza filtro

Accordo salva-blog
Mediazione sulle norme per il web: un emendamento per l'Aula toglie l'obbligo di rettifica entro 48 ore per tutti i siti informatici e lo lascia in vigore solo per le testate giornalistiche online

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-06/passa-blackout-intercettazioni-064019.shtml?uuid=Aa9IXOAE

La Rassegna

Scontro intercettazioni Bongiorno (Fli) lascia

Il Tempo - ‎19 minuti fa‎
Il governo e la maggioranza non si fermano. Incassano la bocciatura delle pregiudiziali sul ddl intercettazioni presentate dall'opposizione (anche grazie all'astensione del Terzo Polo che all'ultimo ritira la propria), ma poi forzano la mano. ...

Intercettazioni, il no della Bongiorno

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
Si vuole vietare la pubblicazione del contenuto anche delle intercettazioni che hanno già superato il vaglio del Gip Donatella Ferranti, Pd «Riassunto pubblicabile subito o mi dimetto da relatrice». Wikipedia: ci cancellano ROMA - Il Pdl, con l' avallo ...

Passa il blackout sulle intercettazioni

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
Governo e maggioranza tirano dritto e approvano in commissione Giustizia il black out sulle intercettazioni – anche se non più segrete – fino all'«udienza filtro». Quanto basta per far scattare le dimissioni della finiana Giulia Bongiorno da relatrice ...

Legge bavaglio oggi esame in aula, l'ok la prossima settimana

TM News - ‎1 ora fa‎
Ieri Bongiorno si è dimessa da relatrice. Salvi i blog, ma resta il divieto di pubblicazione fino all'udienza filtro Roma, 5 ott. (TMNews) - Parte oggi tra le polemiche l'esame nel merito del ddl intercettazioni in aula alla Camera: i tempi sono ...

Stretta su intercettazioni, primo sì in commissione Carcere per i ...

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
La maggioranza va avanti sul Ddl intercettazioni: ieri in commissione Giustizia alla Camera è stato approvato l'emendamento che impone il black out fino all'«udienza filtro». Una decisione che segna una rottura con il Terzo polo e ha spinto la ...

Ddl intercettazioni, la Bongiorno lascia

Corriere della Sera - ‎9 ore fa‎
MILANO - La «stretta» sulle intercettazioni, o meglio sulla possibilità che esse vengano rese note al pubblico, c'è stata. E il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, si è dimessa da relatrice del ddl. ...

Intercettazioni, ddl supera primo voto, ma Bongiorno lascia

Reuters Italia - ‎15 ore fa‎
ROMA (Reuters) - L'aula della Camera ha bocciato oggi le questioni pregiudiziali di Pd e Idv al disegno di legge sulle intercettazioni, ma i centristi del Terzo Polo hanno bocciato le proposte di modifica del Pdl. Contro le pregiudiziali hanno votato ...

Intercettazioni, il Pdl ci riprova "Carcere per i giornalisti"

La Repubblica - ‎12 ore fa‎
Il comitato dei nove della commissione Giustizia della Camera approva l'emendamento che prevede il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni "irrilevanti". Via libera anche alle norme che vietano la pubblicazione delle intercettazioni ...

STRETTA SULLE INTERCETTAZIONI, PROBABILE VOTO FIDUCIA

IMGpress - ‎10 minuti fa‎
(06/10/2011) - "Giulia Bongiorno, con le sue dimissioni da relatore del ddl intercettazioni, manda in fumo il tentativo di evitare il voto di fiducia che da settimane era stato messo in campo dal governo e dal Pdl con un corteggiamento insistente nei ...

Intercettazioni: Pdl, in arrivo nuovo emendamento

ANSA.it - ‎04/ott/2011‎
ROMA OTT - Non si potrà pubblicare il contenuto delle intercettazioni fino alla cosiddetta 'udienza-filtro'. Fino al momento, cioè, in cui il magistrato non farà una selezione tra gli 'ascolti' rilevanti per il processo e quelli che non lo sono. ...

INTERCETTAZIONI, TROVATA INTESA SU NORMA ANTI-BLOG

Leggo Online - ‎2 ore fa‎
ROMA - Continua il tour de force della maggioranza per approvare del ddl sulle intercettazioni. La finiana Bongiorno si dimette da relatrice per protesta contro un testo «che impone il black out all'informazione», ma il Pdl pensa anche al carcere per i ...

Intercettazioni, giro di vite Pdl

Il Sole 24 Ore - ‎04/ott/2011‎
Sembra un muro contro muro, ma è anche una prova di dialogo. Il Pdl rinuncia solo in parte alla stretta (in versione "Mastella") sul divieto di pubblicazione delle telefonate e presenta un emendamento che ne vieta la diffusione, anche nel solo ...

Intercettazioni, sì all'udienza filtro. La Bongiorno si dimette

Il Tempo - ‎10 ore fa‎
Passa l'emendamento Pdl. Trovata l'intesa sulla norma anti-blog: l'obbligo di rettifica solo per le testate online. Ok della maggioranza all'emendamento Costa-Contento sul divieto di pubblicazione delle intercettazioni prima dell'udienza filtro. ...

Intercettazioni, Pdl: mai pubblicabili fino a udienza filtro

Reuters Italia - ‎04/ott/2011‎
ROMA (Reuters) - Due deputati del Pdl hanno presentato oggi alla Camera un emendamento al disegno di legge sulle intercettazioni che restringe la possibilità della loro pubblicazioni sui media rispetto al testo di compromesso definito con i finiani e ...

Intercettazioni, Terzo Polo contro ipotesi modifiche

RaiNews24 - ‎04/ott/2011‎
"Il Terzo Polo -hanno spiegato Bongiorno, Pisicchio e Rao- ritiene che le intercettazioni siano uno strumento di indagine da salvaguardare a tutti i costi, perchè indispensabili nella lotta contro la criminalità organizzata e per perseguire reati ...

Intercettazioni da non pubblicare, il PdL alza il tiro

RaiNews24 - ‎04/ott/2011‎
Questa mattina alle 9.30 scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti al testo - fermo in Aula alla Camera da oltre un anno - e le proposte di modifica delle opposizioni sono già arrivate copiose: 100 dall'Idv che promette "ostruzionismo ...

Intercettazioni, legge vicina Basta gossip sui giornali e arriva ...

il Giornale - ‎1 ora fa‎
RomaLa Bongiorno s'impunta e dice «no» persino al «bavaglino». La ricerca del dialogo tra Pdl e Terzo polo sulle intercettazioni dura lo spazio di 48 ore, complice il «niet» della futurista Giulia Bongiorno che, ieri, ha ufficializzato le sue ...

Bongiorno si dimette da relatore sulle intercettazioni

RaiNews24 - ‎14 ore fa‎
La decisione della parlamentare finiana dopo l'ok della maggioranza all'emendamento Costa-Contento sul divieto di pubblicazione delle intercettazioni prima dell'udienza filtro. "C'era l'accordo poi è intervenuto il premier". ...

Intercettazioni: Carcere per i giornalisti che pubblicano ...

Newnotizie - ‎59 minuti fa‎
Roma – Il comitato della commissione Giustizia della Camera ha approvato l'emendamento che prevede il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni "irrilevanti". Presenti anche le norme che vietano la pubblicazione delle intercettazioni ...

Bongiorno: «Intercettazioni, Berlusconi vuole linea dura»

L'Unità - ‎15 ore fa‎
Giulia Bongiorno, deputata di Fli intervistata da Corradino Mineo su Rainews risponde sulle sue dimissioni da relatore della commissione Giustizia sulla legge sulle intercettazioni. E la sintesi del suo discorso è: un accordo era possibile, ...

Intercettazioni/ Settimana decisiva, governo valuta fiducia a ddl

TM News - ‎03/ott/2011‎
Roma, 4 ott. (TMNews) - Entra nel vivo la battaglia alla Camera sulle intercettazioni. Stamattina alle 9.30 scade il termine per la presentazione degli emendamenti al testo - fermo in Aula alla Camera da oltre un anno - ma le proposte di modifica delle ...

Intercettazioni/ Ok a nuova stretta Pdl , Bongiorno lascia

TM News - ‎12 ore fa‎
Roma, 5 ott. (TMNews) - Sfuma la possibilità di un accordo tra maggioranza e Terzo Polo sul ddl intercettazioni: Pdl e governo tirano dritto sulla stretta alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e Giulia Bongiorno lascia l'incarico di ...

Intercettazioni, il Pdl vuole il blitz si tenta l'approvazione per ...

La Repubblica - ‎02/ott/2011‎
Ses del capogruppo Cicchitto ai deputati: "Presenza obbligatoria in Aula". Dubbi sulla costituzionalità degli articoli voluti dalla maggioranza ROMA - L'sms di Cicchitto è arrivato a sorpresa. Spedito già due giorni fa dal capogruppo Pdl ai deputati. ...

Blitz intercettazioni L'ira della Bongiorno di Sonia Oranges

Il Riformista - ‎2 ore fa‎
Colpo di mano. Presentato l'emendamento del Pdl che vieta di pubblicare anche i sunti degli ascolti contenuti nelle ordinanze. Come annunciato, la presidente della commissione si dimette da relatrice, sostituita da Costa. ...

Stop alle intercettazioni sui giornali

Corriere della Sera - ‎04/ott/2011‎
ROMA - Prosegue il commino parlamentare del Ddl Intercettazioni. L'ultimo emendamento, destinato a dare un indirizzo all'intera legge, riguarda la pubblicabilità delle conversazioni captate. Il contenuto delle intercettazioni non potrà mai essere ...

Mercoledì in Aula, modifiche allo studio

il Giornale - ‎03/ott/2011‎
Roma - Intercettazioni: che fare? Nel Pdl sono ore di intense trattative. Il disegno di legge sugli ascolti dopodomani plana alla Camera dei deputati dopo essere finito su un binario morto. Il testo, licenziato dal Senato nel giugno del 2010, ...

Ddl intercettazioni, no alla pubbicazione fino all'udienza filtro

In dies - ‎2 ore fa‎
Il Pdl, ieri, ha dato il via libera all'emendamento, che nel ddl sulle intercettazioni, vieta la pubblicazione "anche parziale, per riassunto o per contenuto" delle intercettazioni, fino all'udienza filtro, che stabilisce quali conversazioni sono ...

Intercettazioni, passa la stretta del PdlE rispunta il carcere per ...

Quotidiano.net - ‎3 ore fa‎
«BATTAGLIA soda» sulle intercettazioni, come il titolo di un'opera dello scrittore Luciano Bianciardi. Tra questioni concrete e delicatissime che riguardano la libertà d'informazione e l'esigenza, a detta di parte del mondo politico, di tutelare la ...

Polemica sulle intercettazioni, Bongiorno: non sarò più relatrice

TM News - ‎04/ott/2011‎
Roma, 4 ott. (TMNews) - Giulia Bongionro non sarà più la relatrice alla Camera del ddl sulle intercettazioni. A comunicare il passo indietro è stata la stessa presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, e deputata di Fli, in polemica con le ...

Giro di vite del governo sulle intercettazioni

L'Opinione - ‎21 ore fa‎
Stretta finale della maggioranza sulle intercettazioni che ieri ha “sparato” un colpo a sorpresa per cercare di ottenere il via libera al decreto anche da parte dei centristi: Il contenuto delle intercettazioni non potrà mai essere pubblicato fino ...

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Giustizia, Pd: processo lungo è mostro giuridico,
maggioranza lo ritiri

Ferranti: richiesta audizione di tutti i presidenti delle Corti d’Appello




“Il partito democratico ha chiesto l’audizione di tutti i presidenti delle 27 Corti d’appello, di un gruppo di processual penalisti, dell’Organizzazione internazionale dei giuristi, dell’associazione delle vittime dell’amianto in merito al provvedimento sul processo lungo”.  Lo rende noto la capogruppo democratica nella commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti che comunica di aver anche chiesto alla commissione guidata da Giulia Bongiorno l’acquisizione della risoluzione del Csm che critica duramente il provvedimento.

“Il processo lungo – spiega Ferranti – è un mostro giuridico con cui la maggioranza vorrebbe, sotto la maschera di un falso garantismo, affossare il sistema giustizia italiano rendendo impossibile la ragionevole durata dei processi e creando una vera e propria giustizia di classe dove chi ha più mezzi per ‘tirarla alle lunghe’ può restare impunito. Siamo alla legalizzazione delle tecniche dilatorie di difesa che accrescono drammaticamente la durata die processi e compromettono la certezza delle pena e la giusta riparazione per le vittime. Gravissima la norma che impedisce la possibilità di usare le sentenze definitive come prove in altri procedimenti. Guarda caso quello che serve al premier nel processo Berlusconi-Mills”.

Roma, 4 ottobre 2011
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2011 @ 16:53:20, in Politica, linkato 1258 volte)

PARLAMENTO: NOMINE CONSULTA E CSM,

FORSE OGGI I NOMI


(AGENPARL) - Roma, 04 ott - Seduta comune per il Parlamento oggi nell'Aula di Montecitorio. Si vota per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale e di un membro del Consiglio superiore della magistratura.

E oggi finalmente, dopo varie sedute andate a vuoto, potrebbero arrivare i nomi definitivi, frutto di un accordo bipartisan: Sergio Mattarella alla Consulta e Ettore Abertoni al Csm. Le votazioni, alle ore 15, a partire dai senatori.
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2011 @ 14:17:32, in Politica, linkato 1463 volte)
Intercettazioni, ecco l'emendamento Pdl:
ascolti non pubblicabili fino a udienza filtro


Il contenuto delle intercettazioni non potrà mai essere pubblicato fino all'udienza filtro. Anche quelle trascritte nelle ordinanze di custodia cautelare. Ecco l'emendamento presentato dal capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia, Enrico Costa, al Ddl intercettazioni. «La proposta - commenta l'esponente pidiellino - è un punto di mediazione, una base di lavoro». Il Pdl insegue dunque l'intesa con i centristi in zona Cesarini, mentre Pd e Idv ribadiscono la loro contrarietà.

Franceschini: pronti a tutto contro questa porcheria
In attesa che il testo torni in aula - domani alle 12.30 è previsto il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità - i democratici si preparano infatti alle barricate in aula. «Faremo tutta l'azione di contrasto parlamentare possibile, useremo tutte le virgole concesse dal regolamento - ha spiegato il capogruppo dei democratici a Montecitorio, Dario Franceschini -. È difficile chiamarlo ostruzionismo visto che i tempi sono contingentati, ma cercheremo di opporci in ogni modo a questa porcheria». Mentre Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv a Montecitorio, accusa il Pdl. «È distante anni luce dalla realtà che vivono tutti i giorni gli italiani».

Domani alle 12.30 voto sulle pregiudiziali
Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti scade alle 14 di oggi. Il Ddl riprenderà domani il suo iter in aula alla Camera ma non si concluderà questa settimana. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha infatti deciso che domani, alle 12.30, ci sarà il voto sulle
questioni pregiudiziali (ma nessuno scrutinio segreto) e che, subito dopo, si passerà all'esame degli emendamenti. L'aula discuterà di intercettazioni fino a giovedì all'ora di pranzo. Poi si riprenderà mercoledì 12, quando all'ordine del giorno ci sono anche mozioni e il Ddl anticorruzione.

Alle 16 conferenza stampa del Terzo polo
Con l'emendamento presentato, il Pdl si muove in quindi in direzione delle richieste del Terzo polo e, in particolare, dei centristi decisi a contrastare la volontà di imporre un bavaglio assoluto alla stampa, come contemplato dal provvedimento firmato dall'ex ministro della Giustizia. Proprio i centristi hanno presentato circa 20 emendamenti al Ddl, alcuni dei quali puntano a cancellare la norma "ammazza-blog'". Alle 16 è prevista una conferenza stampa del Terzo polo che scioglierà il nodo sulla proposta di mediazione offerta dal Pdl.

Costa: l'emendamento è un punto di mediazione
La maggioranza insegue quindi l'intesa in zona Cesarini. «L'emendamento depositato oggi - spiega Costa - costituisce una base di lavoro che speriamo possa contribuire all'allargamento, oltre ai confini della maggioranza, dell'area di consenso sul Ddl». Il nostro emendamento, prosegue il deputato del Pdl, «costituisce un punto di mediazione tra coloro che avrebbero voluto una maggiore restrizione del termine di pubblicazione delle intercettazioni ritornando tout court al Ddl Mastella, e coloro che, invece, vorrebbero approvare il testo uscito dalla commissione Giustizia di Montecitorio». L'emendamento, infatti, ricorda Costa, «riconosce il ruolo essenziale dell'udienza filtro come momento di selezione tra le intercettazioni utili per il processo e quelle irrilevanti e quindi private, da non diffondere. Questo obiettivo si può raggiungere solo evitando che prima dell' udienza filtro il testo delle intercettazioni venga veicolato sui giornali attraverso atti, come ad esempio l'ordinanza di custodia cautelare, emessi prima dell'udienza-filtro». (Ce. Do.)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-04/intercettazioni-ecco-emendamento-targato-110550.shtml?uuid=Aahosr9D

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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:24:23, in Politica, linkato 1489 volte)

Vietti boccia le riforme del governo
"Non risolvono i problemi generali"

Dal vicepresidente del Csm parole dure sulle scelte dell'esecutivo: "Iniziative di corto respiro che complicano il processo". E sulle intercettazioni avverte: "Serve un punto di equilibrio". Il ministro Palma: "Serve stop alle esternazioni della magistratura"


ROMA - Basta con le leggi ad personam. L'altolà arriva dal vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti nel corso del suo intervento al plenum di Palazzo dei Marescialli alla presenza del ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. Quelle messe in cantiere sino ad oggi dalla maggioranza, lamenta Vietti, sono state "iniziative legislative per lo più incompiute, settoriali e di corto respiro, proposte di volta in volta per tentare di risolvere problemi difficilmente riconducibili agli interessi generali ed alla coerenza del sistema".

Per il vicepresidente del Csm si tratta di "interventi con le gambe corte, taluni dei quali vediamo con preoccupazione ancora all'ordine del giorno del Parlamento, come il cosiddetto processo lungo e breve. Ma figli della stessa logica sono apparsi anche la più gran parte delle proposte di riforma del processo penale, mirate per lo più a complicare piuttosto che a semplificare il processo". Allo stesso tempo Vietti chiede che si ponga fine allo "scontro istituzionale", "la contrapposizione tra politica e magistratura". Perché così si rischia "la reciproca delegittimazione". Da la richiesta rivolta dal vice presidente del Csm Michele Vietti al Guardasigilli Nitto Palma affinché venga aperta "una nuova stagione".

Quanto al tema più caldo del momento, quello delle intercettazioni telefoniche, secondo Vietti è necessario "trovare un punto di equilibrio
tra le esigenze da tutelare", ovvero tra il "mantenere questo strumento insostituibile di indagine, senza il quale la concreta incisività del controllo di legalità risulterebbe pregiudicata" e quello di "garantire la libertà di stampa e il diritto all'informazione dei cittadini; rispettare la riservatezza, soprattutto nei confronti dei terzi non coinvolti, per fatti che non hanno rilevanza penale". "Toccherà al Parlamento trovare la formula più opportuna nell'interesse generale", ha concluso il vicepresidente del Csm.

Nel corso del plenum ha preso la parola anche il miniostro Palma per sollevare il problema che deriva "dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati" quando queste "appaiono trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici". Un fenomeno al quale secondo il Guardasigilli occorre porre un freno anche attraveros una normativa disciplinare vigente che "presenta delle carenze" tali da richiedere "una rivisitazione". Le esternazioni dei magistrati, ha sottolineato, introducono spesso "giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardosi, allusioni che denotano precise prese di posizione" e nelle quali "non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato". Il ministro ha poi richiamato i casi accaduti nell'esperienza disciplinare quando "dichiarazioni rese alla stampa da un magistrato siano risultate totalmente prive di continenza e di misura" e nonostante questo "per la mancanza al riguardo di una specifica fattispecie di illecito, non sono state sanzionate, né sono sanzionabili, tranne nel caso estremo che integrino gli elementi costitutivi di un illecito penale".

Palma ha quindi invitato il Csm e i giudici a "dare corso a un forte e significativo sforzo comune per giungere all'allentamento delle tensioni che, da troppo tempo ormai, caratterizzano il rapporto tra la politica e la magistratura". Occorre, ha aggiunto, "avviare un percorso di pacificazione tra le istituzioni coinvolte in queste tensioni" per evitare il rischio di una "disistima che colpisce entrambi le parti in causa, cioè la politica e la magistratura". Sul capitolo intercettazioni il ministro ha ricordato che queste per il ministero della Giustizia "hanno un costo complessivo annuo di circa 450 milioni di euro a fronte di una dotazione del relativo capitolo di imputazione di 180 milioni di euro".

La Repubblica 03 ottobre 2011


http://www.repubblica.it/politica/2011/10/03/news/vietti_personam-22629249/
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:21:51, in Politica, linkato 1386 volte)
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Nitto Palma: «Una legge per fermare
le esternazioni dei magistrati»

Il guardasigilli al Csm: «Troppe dichiarazioni offensive»


MILANO - «Aggiornare la normativa disciplinare»per arginare le dichiarazioni alla stampa dei magistrati che spesso si lasciano andare a «giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardose». Lo ha detto il ministro Francesco Nitto Palma intervenendo al Plenum del Csm, sostenendo che le norme esistenti «presentano carenze tali da richiedere una rivisitazione su punti specifici». Per il guardasigilli, spesso nelle parole dei magistrati riportate dagli organi di informazione «non c'è traccia di compostezza e di sobrietà».

L'IDEA DEL MINISTRO - «Alcuni comportamenti, in astratto intrinsecamente rilevanti sul piano disciplinare - ha detto Nitto Palma al Plenum del Csm - come desumibile dal loro inserimento nel codice etico dei magistrati, restano privi di una adeguata sanzione». Per questo, secondo il ministro, bisogna rivedere la normativa disciplinare sui magistrati. «Ad esempio - ha sottolineato il ministro - si pone il problema derivante dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati allorché per il linguaggio e i riferimenti adoperati, esse appaiono comunque trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici introducendo giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardose, allusioni che denotano precise prese di posizione e comunque da cui non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, invece, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato».

I CASI STRAORDINARI - «È accaduto molte volte - ha continuato il guardasigilli - nell'esperienza disciplinare che dichiarazioni rese alla stampa, siano risultate totalmente prive di continenza e misura eppure per la mancanza di una specifica fattispecie di illecito a riguardo tali dichiarazioni non sono state sanzionate nè sanzionabili». Occorre invece per il ministro «perseguire quelle pubbliche manifestazioni del pensiero dei magistrati evidentemente esorbitanti dai doveri di equilibrio, dignità e misura, di cui parla il codice etico nonchè di correttezza e riserbo da ritenersi principi validi e auspicabili della condotta del magistrato anche al di fuori dell'esercizio delle funzioni giudiziarie».

Redazione Online
03 ottobre 2011 Corriere Sera
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_03/nitto-palma-magistrati_a6a13ee4-eddd-11e0-8721-690dea02417b.shtml
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Di Loredana Morandi (del 28/09/2011 @ 19:34:41, in Politica, linkato 1835 volte)
La vignetta/poster sui banchi di Montecitorio. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vauro_porno_stato.jpg

ROMANO CONTRO I MAGISTRATI

"PARLAMENTO SOTTO RICATTO"


(AGI) - Roma, 28 set. - "Non possiamo tenere un parlamento sotto il ricatto delle inchieste giudiziarie". E' l'appello che il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano ha lanciato in aula alla Camera intervenendo nel dibattito sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti. "Quello che un tempo era l'ordine giudiziario e' diventato centrale nella vita democratica del nostro Paese, ha soverchiato il parlamento, ne vuole condizionare le scelte", ha insistito, "Non lo dico per citare ancora una volta sir Francis Bacon, ma perche' sono convinto che il potere deve corrispondere alla responsabilita'". "Stiamo molto attenti cari colleghi c'e' un principio che una volta disatteso diventa uno sbrego per la nostra democrazia ed e' il principio di legalita', cosa diversa dai principi giustizialisti cui non mi accomodo", ha insistito Romano. C'e' "una sparuta pattuglia di magistrati che, per loro stessa ammissione, insieme ad alcuni movimenti politici vorrebbero realizzare una democrazia etica anziche' una democrazia aritmetica", ha attaccato ancora Romano.

ROMANO: MOZIONE SFIDUCIA ODIOSA, SERVIVA ISPEZIONE

Saverio Romano ha duramente criticato la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei suoi confronti. "Contesto questa mozione di sfiducia perche' e' odiosa", ha detto intervenendo in Aula alla Camera, "riguarda dei fatti cristallizzati ai tempi dell'indagine" iniziata nel 2003 e riguardante "fatti accaduti nel 1999, 2000 e 2001". "Se ci fosse stata un'indagine calda, un'iniziativa che mi avesse riguardato non ci avrei pensato due volte a inchinarmi al giudizio", ha assicurato. Invece dopo tre richieste di archiviazione e "con una posizione che e' ormai era destinata ad andare al macero, a un tratto un singolo magistrato riscopre non che c'e' la necessita' di approfondire le lacune dell'indagine, ma che quella stessa indagine attraverso una disquisizione logico-deduttiva puo' essere utilizzata per mandare Romano a processo".

Allora, "piu' che una mozione di sfiducia mi sarei aspettato un atto ispettivo per capire come mai e' potuto accadere questo", ha aggiunto, "come mai io sia stato tenuto otto anni sulla graticola con il rischio che in questo periodo un uomo politico con grandi responsabilita' abbia potuto offrire, cari colleghi dell'Udc, la sua azione alla collusione mafiosa". "Un uomo politico dopo 8 anni ha il diritto di conoscere quantomeno cosa realmente e' accaduto", ha insistito Romano, "perche' se stato fatto processo in mia assenza in altri processi e' ancora piu' grave". Questo, ha assicurato il ministro dell'Agricoltura, "dimostra la malattia del nostro sistema giudiziario. Se per 8 anni questo uomo politico che ha svolto funzioni importanti e' stato tenuto libero, la giustizia ha fallito". (AGI) .

.. e non è il solo.


Berlusconi insiste: Io perseguitato, ora lo spiegherò in tv

Previsto messaggio premier questa sera al Tg5


L'ira di Berlusconi contro i magistrati
«Un giorno vado in tv e esplodo»


POLITICA Ai parlamentari del Pdl: c'è una gara delle procure contro di me, prima mi vogliono come testimone ora come indagato. Ma al Tg5 risponde: «Basta scontri, bisogna ritrovare l'unità»

MILANO - Prima ha votato per respingere la mozione di sfiducia a Saverio Romano, poi si e trattenuto a parlare con alcuni deputati della situazione sulla giustizia. Silvio Berlusconi in Aula è tornato a ripetere di essere un perseguitato, è finito nel mirino della magistratura solo per fini politici. C'è una gara delle procure contro di me, prima mi vogliono come testimone ora come indagato. Non ce la faccio più, uno di questi giorni vado in tv ed esplodo, ha spiegato il Cavaliere ai parlamentari del Pdl. «Ora spiegherò tutto agli italiani».

I LEGALI - Berlusconi avrebbe detto che se fino ad ora non è andato in tv è perché lo hanno frenato i suoi legali. Gli avvocati mi hanno consigliato fino adesso di stare tranquillo e non fare dichiarazioni sull'argomento, avrebbe detto il premier per poi aggiungere rivolto ad alcuni deputati: ma voi immaginate quanta voglia ho di dire quello che penso veramente e prima o poi un giorno lo farò. Secondo quanto si apprende, il premier potrebbe parlare già questa sera in tv su Canale 5. L'intenzione di spiegare agli italiani quanto sta accadendo era stata espressa dallo stesso Berlusconi parlando con alcuni deputati del Pdl alla Camera. Le stesse fonti riferiscono che l'intervento sugli schermi del premier potrebbe avvenire già questa sera sulla rete Mediaset.

«BASTA SCONTRI,RITROVARE UNITÀ» - Ma con il Tg5 i toni sono diversi. Rispondendo alla domanda sul regalo che vorrebbe per il compleanno, giovedì compie 75 anni, ha detto .«In un momento così difficile per l'Occidente, per l'Europa e per l'Italia mi piacerebbe che si mettessero da parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l'economia e per portare l'Italia fuori da questa crisi» ha detto Berlusconi al Tg5

Redazione Online

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Il lupo perde il pelo, ma non il vizio... L.M.

La rivolta degli avvocati di sinistra
«Pd, basta con il giustizialismo»

Ciruzzi, nuovo presidente dei penalisti: così non lo voto Botti, Larosa, Polidoro e Raja: partito appiattito sui pm

NAPOLI — Il primo a manifestare pubblicamente il proprio disagio è stato il penalista Bruno Larosa. Che, nel commentare la decisione della Camera di non autorizzare l'arresto del suo assistito Marco Milanese (Pdl), alle 12.47 del 22 settembre ha affidato al giornalista dell'Ansa Enzo La Penna questa riflessione: «Io, da uomo di sinistra, non ho e non so avere quelle certezze che sento provenire da parte del Partito democratico. Non comprenderò mai la deriva giustizialista nella quale si sono ormai smarriti i valori della tradizione progressista». Il dubbio è legittimo: il penalista parla più da «uomo di sinistra» o da difensore? Quella sua dichiarazione è espressione di un malessere reale dell'avvocatura o, piuttosto, va ascritta nel novero delle dichiarazioni difensive?

Il Corriere del Mezzogiorno, per capirlo, ha interpellato (oltre allo stesso avvocato) altri quattro penalisti dichiaratamente progressisti: Claudio Botti (ex vicepresidente nazionale dei penalisti), Domenico Ciruzzi (eletto ieri presidente della Camera penale di Napoli), Riccardo Polidoro (presidente dell'associazione «il Carcere possibile onlus») e Ugo Raja (ex consigliere comunale dei Ds a Napoli). Scoprendo che quello di Bruno Larosa è sentimento comune tra le toghe di sinistra: «La deriva giustizialista del Pd? Intollerabile. E questo spiare dal buco della serratura, strumentalizzando le inchieste a danno del nemico di turno, è un atteggiamento lontano anni luce dalla tradizione della gauche». Claudio Botti spiega che «l'atteggiamento della sinistra rispetto al problema della giustizia è conservativo». Ed è un atteggiamento «che non trova giustificazione nelle attuali vicende politico-giudiziarie di cui leggiamo», se è vero che «già dieci anni fa, quando noi appoggiammo il referendum dei Radicali sulla separazione delle carriere, la sinistra disse a tutti i suoi iscritti di non andare a votare».

Il problema, anche se visto dall'altro lato, è sempre Silvio Berlusconi. «Pur di schierarsi contro di lui, il Pd ha perso di vista la cultura della garanzia», dice Botti. «È vero che il premier agita la riforma della giustizia come una clava e che ci sono interessi personali dietro alcuni interventi previsti. È pur vero, però, che quella riforma prevede anche tantissimi aspetti condivisibili, solo che la sinistra non riesce più a scindere i piani, a valutare il contenuto». La dimostrazione? «Il caso della richiesta d'arresto per il senatore Alberto Tedesco, esperienza che ho vissuto come suo difensore. Una decisione adottata a prescindere dal merito della vicenda, in un ramo del Parlamento dove il partito vanta tra i suoi senatori un alto numero di ex magistrati». Già, i magistrati. Perché «non c'è alcun dubbio che siano diventati il riferimento culturale del Pd, partito che ormai ritiene tempo perso interloquire con gli avvocati. Le nostre battaglie vengono viste come difesa di interessi di bottega, non delle garanzie. E, in questo, i democratici hanno scavato un solco con il passato del Pci».

Quel passato che Domenico Ciruzzi ricorda con un episodio. «Quando ci fu il processo Tortora, il Pci invitò gli avvocati d'area a esprimere le proprie idee sul caso. Magari poi non ne tennero conto, ma almeno la consultazione esisteva: oggi invece il Pd parla solo con i pm». Il risultato, argomenta Ciruzzi, è «una sinistra che vede il processo come uno strumento di repressione. L'avviso di garanzia è già un'affermazione di responsabilità». E se prima c'era stata una «stagione di riforme garantiste», oggi siamo alla «deriva dell'insinuazione, l'indagine è diventata attacco aprioristico che non tiene conto della presunzione d'innocenza, non distingue il giudizio politico da quello di responsabilità. La sinistra mi aveva sempre insegnato che il processo era un percorso protetto dove si difendevano le garanzie, ora invece usa la denigrazione del nemico per attaccarlo strumentalmente». Insomma, questo «non distinguere l'indagine dalle responsabilità» provocherebbe un «giustizialismo dilagante», con un partito che «sposa solo le tesi delle Procure» e «urla la sua protesta contro il bavaglio alla stampa, non comprendendo che si tratta invece di un problema di democrazia».

Questa «scorciatoia giudiziaria», però, nel Pd c'è chi la rifiuta: «Emanuele Macaluso, che non ha mai smarrito la strada dei valori progressisti. Luigi Manconi. Adriano Sofri. Vincenzo Siniscalchi. E Andrea Orlando, uno che ha iniziato a capire la tragedia di questa deriva». Una «tragedia» che per Ciruzzi significa perdita di consensi: «Già, io un Pd così giustizialista non lo voto più». E Bruno Larosa, l'avvocato che non ha le «certezze» del Pd? «Io non esprimerò mai più il mio consenso in quella direzione. È grave che il partito pensi alle norme processuali come strumento di difesa sociale: il processo penale, per la sinistra, era sempre stato strumento di garanzia dell'individuo, non di repressione. Ecco perché, da uomo e giurista di sinistra, sono imbarazzato nell'ascoltare esponenti del Pd che predicano contro i valori che abbiamo sempre difeso. E l'imbarazzo aumenta quando sento che di quei valori pretendono il rispetto solo quando è coinvolto un loro esponente». Sarà che la vede dal banco della difesa, ma per Larosa è «imbarazzante» anche «l'azione non propria della magistratura inquirente, quella cioè che è un'azione propriamente politica. È sotto gli occhi di tutti, indipendentemente dal merito dei fatti, l'impressione di un'attività diretta a incidere sugli equilibri delle istituzioni politiche. Quest'azione, nella fase delle indagini e non all'esito di un processo, enfatizzata da una stampa alla ricerca di fatti sensazionali indipendentemente dalla loro verità, mina le fondamenta della democrazia. E ciò avviene nel silenzio assordante della sinistra. È un vulnus al quale il Pd non sa o non vuole rispondere per ragioni elettorali. Forse riuscirà ad avere consensi alle prossime elezioni, ma così rinnega la propria tradizione».

E non vota più per i democrat anche Riccardo Polidoro, una vita a sinistra. «Ma la sinistra, un tempo, era altro. Era rispetto delle garanzie. E allora come fa oggi un avvocato ad appoggiare un partito del genere?». C'è da sentirsi a «disagio», analizza Polidoro, «perché a seconda di chi è alla gogna gli atteggiamenti sono diversi, e a seconda del momento politico c'è un trattamento. Accade, ad esempio, che una decisione sull'autorizzazione all'arresto non segua principi fissi, ma la contingenza del momento. Ora, senza entrare nel merito delle vicende, ma secondo voi qualcuno in Italia ha capito perché Alfonso Papa è in carcere mentre il suo collega di partito Marco Milanese e il senatore del Pd Alberto Tedesco sono liberi?. Il garantismo è smarrito, si cavalca l'idea dell'opinione pubblica». E l'idea dell'opinione pubblica è «giustizialista». Un atteggiamento «inevitabile in un Paese dove le Procure fanno il bello e il cattivo tempo, con paginate sui giornali. No, dico, ma due pagine dedicate tutte alla difesa degli avvocati si sono mai lette? Macché, qui noi passiamo quasi per correi, per quelli colpevoli di difendere il criminale di turno e cercare di aiutarlo a eludere la legge. È per questo che non posso appoggiare il Pd. E men che meno m'è passato per la testa di partecipare alle primarie. Ecco, quella è un'altra strana storia. Giustizialisti con gli altri, assolutori con noi stessi. Possibile che per quel pasticcio nessuno abbia pagato politicamente? È venuta Rosy Bindi a Napoli a dire che il partito va rifondato. E c'era bisogno di Rosy Bindi per scoprirlo?». Ugo Raja, che del Comune di Napoli è stato consigliere per dieci anni, dice che sì, «un ripensamento sulla politica giudiziaria del Pd è necessario. Il problema è che negli ultimi vent'anni s'è sempre parlato di riforma della giustizia, ma s'è sempre proceduto o con leggi ad personam o rincorrendo le emergenze. Oggi è difficile tenere posizioni di garantismo, perché si rischia di passare per protettori della casta. Ci sono, però, dati oggettivi che non possono essere taciuti: una sovraesposizione delle Procure, complici anche i mass media, e una strumentalizzazione distorta dell'avviso di garanzia, che oggi è diventato quasi una sentenza di condanna. Sono patologie che vanno eliminate, ma consentendo nello stesso tempo ai magistrati di continuare a esercitare il controllo di legalità. E, in questo periodo, dopo gli anni in cui si sono seguite pedissequamente le tesi delle Procure, il Pd sta cercando di trovare un equilibrio tra queste due esigenze». Chi ha l'ago della bilancia in mano? «Il Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano oggi è l'unico che può mediare».

Gianluca Abate
28 settembre 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2011/28-settembre-2011/rivolta-avvocati-sinistra-pd-basta-il-giustizialismo-1901661281939.shtml
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