Immagine
 1902 photo vintage by twittey.deviantart... di Lunadicarta
 
"
Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: ...in piedi, signori, davanti ad una Donna!

William Shakespeare
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 09:07:40, in Politica, linkato 1681 volte)
LETTERA APERTA DI SONIA ALFANO (IDV)



AL CAPO DELLO STATO,
ON. GIORGIO NAPOLITANO


 
Palermo, 06 luglio 2009 - «On. Presidente, per parecchi anni mi sono battuta, da semplice cittadina, nel denunciare le collusioni di apparati del potere ufficiale con il gruppo mafioso dominante a Barcellona Pozzo di Gotto, città nella quale mio padre l’8 gennaio 1993 venne ucciso affinché non infastidisse più con il suo impegno giornalistico le dinamiche criminali di alto livello che trovavano sede o sponda in quel territorio». Lo scrive in una lettera aperta, indirizzata la Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, l’eurodeputato di Italia dei Valori Sonia Alfano

«In particolare – aggiunge -, ho denunciato le notorie contiguità che hanno legato importanti magistrati di quella città ad esponenti apicali della criminalità organizzata. Ciò facevo già prima del 2 ottobre 2008. In quella data arrivò, poi, la tragica morte del prof. Adolfo Parmaliana, che con l’ultima lettera lasciataci prima del suo suicidio urlò al paese intero la sua riprovazione per le pratiche criminali di certa “magistratura barcellonese/messinese”. Signor Presidente, Adolfo Parmaliana era un militante politico, del Suo stesso partito, che aveva assunto il sacro rispetto della legalità quale stella polare del proprio impegno pubblico».

«Per effetto della sua morte – sottolinea -, sono stati avviati, dal Consiglio Superiore della Magistratura e dall’Autorità giudiziaria competente, i doverosi approfondimenti su alcuni magistrati del distretto di Messina. Uno di questi, il dr. Olindo Canali, fin dal 1992 in servizio alla Procura della Repubblica di Barcellona P.G., è oggi indagato (come ufficializzato, nel silenzio censorio degli organi di stampa, da numerosi siti internet e blog) dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per falsa testimonianza e per favoreggiamento del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti. Entrambe le contestazioni a carico del dr. Canali sono aggravate dal fine di aver agevolato l’associazione mafiosa operante a Barcellona P.G.».

«Il dr. Canali – continua la Alfano - è anche oggetto di una procedura del Consiglio Superiore della Magistratura, ancora in fase preliminare, di incompatibilità ambientale e funzionale. Sennonché, si è da ultimo appreso che egli, al fine di porre nel nulla il procedimento paradisciplinare a suo carico, abbia avanzato al CSM domanda di trasferimento volontario presso altra Procura della Repubblica siciliana: in particolare, addirittura, avrebbe espresso gradimento per due Procure distrettuali, come Catania e Caltanissetta; una sorta di promozione per meriti sul campo. Se ciò davvero accadesse, cioè se il dr. Canali venisse trasferito su sua richiesta ad altra Procura della Repubblica, il CSM da Lei presieduto, Signor Presidente, scriverebbe l’ennesima pagina nera della sua pur non sempre commendevole storia».

«Negli ultimi anni – chiosa l’eurodeputato -, ho contestato pubblicamente l’operato di questo Consiglio Superiore della Magistratura, responsabile di aver operato una rappresaglia contro magistrati responsabili solo di aver fatto il proprio dovere (Forleo, De Magistris, Apicella, Nuzzi e Verasani) e di aver deliberato nomine poco decorose ad importanti vertici giudiziari (la peggiore, senz’altro, quella del barcellonese Antonio Franco Cassata quale Procuratore generale a Messina). A fronte della cacciata sommaria deliberata contro alcuni magistrati integerrimi, però, se il Consiglio Superiore della Magistratura omettesse di decidere per il dr. Olindo Canali il trasferimento d’ufficio ed il cambio di funzioni assesterebbe un intollerabile sfregio alla memoria di mio padre, Beppe Alfano, e di Adolfo Parmaliana, oltre che al decoro dell’ordine giudiziario».

«Perché ciò non accada, allora – conclude la Alfano -, mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, perché un’ipotesi così indecente non diventi realtà. Dopo aver lottato per anni da comune cittadina, mi sentirei alla stregua di un disertore se, oggi che ho la responsabilità di rappresentare l’Italia al Parlamento europeo, sulla scorta del voto di decine e decine di migliaia di cittadini, non mantenessi alta l’attenzione su un blocco giudiziario filomafioso che continua a imperversare nella mia Barcellona Pozzo di Gotto.

Con deferenti ossequi,

Sonia Alfano».
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 02:10:14, in Politica, linkato 1223 volte)
A dir la verità si tratta di una operazione coraggiosa, perché in precedenza il cittadino doveva attendere gli errori tecnologici dell'INPS e che finissero online i contenuti delle pensioni eccellenti, per venire a conoscenza delle "spese di Stato".

Oggi invece questi dati sono liberamente consultabili al cittadino.



Consorzi e società partecipati dalle PPAA

Nell'ambito dell'Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione pubblica online l'elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle Amministrazioni pubbliche, così come previsto dall'articolo 1, commi 587 e 591, della legge Finanziaria 2007.

La banca dati consultabile tramite il nostro sito oppure direttamente sul sito www.consoc.it contiene le informazioni riguardanti la misura della partecipazione, la durata dell'impegno, l'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l'anno 2009 sul bilancio dell'amministrazione, il numero dei rappresentanti dell'amministrazione negli organi di governo nonché il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante.

Complessivamente si tratta di 1.785 consorzi e 3.356 società partecipati dalle Pubbliche amministrazioni con 19.870 rappresentanti negli organi di governo. Nel 2008 i consorzi erano 2.291, le società partecipate 4.461 e i rappresentanti negli organi di governo 23.410.

I dati pubblicati fanno riferimento a due tipologie di elenchi differenti.

Il primo elenco, suddiviso per regioni, comprende la denominazione dell'amministrazione che partecipa al consorzio o società, i relativi oneri finanziari in euro gravanti sull'anno 2009 e la percentuale di partecipazione. La suddivisione per regioni è relativa alle pubbliche amministrazioni che partecipano ai consorzi e società e non alla localizzazione dei consorzi. Quindi gli stessi consorzi possono comparire in regioni differenti poiché sono partecipati da amministrazioni localizzate in regioni diverse.

Il secondo elenco comprende il numero dei rappresentanti, suddivisi per ruolo, nell'organo di governo dei consorzi o società e il loro compenso annuo lordo in euro. Le dichiarazioni sono tutte quelle regolarmente confermate dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.consoc.it.

Dati consultabili


Anni precedenti

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 23:47:45, in Politica, linkato 1395 volte)
2/7/2009 (16:50)  - IL CASO

Giudici a cena con Berlusconi
Il Quirinale: "Non interferiamo"

Il Colle: «Un nostro intervento lederebbe autonomia della Corte»
Napolitano, collega di Mazzella: «Contro di noi intimidazione»

ROMA - Giudici a cena con Silvio Berlusconi. Negli ambienti del Quirinale si rileva che non ha alcun fondamento istituzionale la richiesta, relativa alla questione sollevata anche in sede parlamentare, di un intervento del presidente della Repubblica che interferirebbe nella sfera di insindacabile autonomia della Corte Costituzionale.

Immediata la reazione di Antonio Di Pietro: «Da ambienti del Quirinale si apprende che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sosterrebbe di non poter interferire "nella sfera di insindacabile autonomia della Corte". Ma così viene ribaltata la verità, che è un’altra: sono stati i due giudici della Consulta, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, a ledere l’autonomia della Corte Costituzionale, rivendicando l’intima amicizia e invitando a cena, ripromettendosi di farlo ancora, l’imputato Silvio Berlusconi, sotto processo per gravi reati, le cui sorti giudiziarie dipendono anche dalle loro decisioni. Al presidente Napolitano chiediamo, dunque, non di interferire nelle decisioni della Consulta, ma l’esatto contrario, ossia di ripristinare la credibilità e la sacralità di questo organo costituzionale, compito che spetta solo a lui in quanto garante della Costituzione».

Come il suo collega Luigi Mazzella anche il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano non ha intenzione di astenersi dalla seduta della Corte che il 6 ottobre deciderà sul lodo Alfano. Anzi, Napolitano dice di ritenere che la richiesta di dimissioni, avanzata dall’Idv nei confronti dei due giudici che hanno partecipato alla cena con il premier Berlusconi e con il ministro della Giustizia Alfano, «possa essere interpretata come un tentativo di intimidazione». E giudica una «reazione spropositata» quella suscitata dalla notizia della cena col premier. Se gli si chiede a quale genere di intimidazione si riferisca, Napolitano spiega: «Non sono un dietrologo. Sto ai fatti, e cioè che c’è stata una reazione violenta e sproporzionata rispetto al tipo di contestazione. E la contestazione quale era? Quella di essere andato a cena col presidente del consiglio in carica?»

La Stampa
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 04:30:33, in Politica, linkato 1300 volte)
Respinta invece l'istanza relativa alle intercettazioni sulle utenze dei servizi segreti

Archivio Genchi, ecco perché la Cassazione dice 'no' al dissequestro

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 10:03

Roma - (Adnkronos) - Il ricorso della Procura di Roma è stato accolto poiché il poliziotto sapeva che determinate utenze telefoniche erano in uso a parlamentari ma senza chiedere autorizzazione "ha acquisito illecitamente" i tabulati telefonici arrecando "intenzionalmente" un danno ingiusto. Da qui l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio

Ecco perché, lo scorso 26 giugno, la Sesta sezione penale ha annullato senza rinvio la decisione del Riesame, accogliendo il ricorso della Procura di Roma che, come segnala la Cassazione, "ipotizza che il consulente tecnico Genchi, disponendo di archivi formati nel corso dell'esecuzione di altri suoi incarichi e d'informazioni conseguite in altre diverse attività d'indagine, era nella concreta e autonoma possibilità di conoscere che determinate utenze telefoniche erano in uso a parlamentari e che, senza dare tali informazioni al pubblico ministero per l'eventuale richiesta della necessaria autorizzazione, abbia acquisito, elaborato e trattato illecitamente tabulati telefonici relativi a tali utenze, intenzionalmente arrecando ai parlamentari che le usavano un danno ingiusto, consistente nella conoscibilità di dati esterni di traffico relativi alle loro comunicazioni telefoniche".

Tesi condivisa dagli 'ermellini' che hanno appunto fatto presente che "se il Tribunale avesse preso in considerazione, come avrebbe dovuto, tutti gli elementi fattuali come rappresentati dal pm, non avrebbe pouto fare a meno di affermare che nel fatto descritto nel decreto di perquisizione e sequestro, a carico del consulente Genchi, con riferimento all'acquisizione di tabulati di membri del Parlamento, sussiste il fumus commissi delicti previsto e delineato dall'art. 323 c.p.". Bocciato invece il ricorso della Procura della capitale sull'ipotesi di abuso d'ufficio relativa ai tabulati delle utenze in uso ai servizi di sicurezza "per la mancanza di concreti e specifici elementi idonei a consentire di individuare concretamente le vicende in cui era stato opposto il segreto di Stato".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 04:25:35, in Politica, linkato 1316 volte)
Tre gli astenuti

Dal reato di immigrazione clandestina
alle ronde in città,

diventa legge il ddl sicurezza

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 13:11

Roma - (Adnkronos) - Il Senato approva il ddl del governo, i voti favorevoli sono stati 157, i contrari 124. I clandestini non rischiano l'arresto ma un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro. L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà essere trattenuto nei Cie fino a 180 giorni. Carcere fino a tre anni per chi affitta casa a stranieri irregolari. Fra le nuove norme anche l'inasprimento del 41 bis per i mafiosi e il 'registro dei clochard'. Ritorna il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Fra le norme più significative del ddl al vaglio di palazzo Madama, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina; prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione, degli extracomunitari che entrano in Italia senza permesso di soggiorni; istituzione delle ronde, che dovranno essere formate da ex agenti; inasprimento del 41 bis per i reati di mafia; obbligo di denuncia del 'pizzo' per i costruttori.

L'immigrazione clandestina ('ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato') diventa quindi un reato. I clandestini non rischiano l'arresto ma un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro. La norma renderà possibile denunciare i clandestini all'autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali e' stata prevista un'apposita deroga. L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà essere trattenuto nei Cie fino a 180 giorni. Ora il periodo e' di due mesi, a fronte dei due mesi attualmente previsti dalla legge.

Le nuove norme, inoltre, prevedono che per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece il contributo sarà fissato dai ministeri dell' Interno e dell'Economia e potrà oscillare tra gli 80 e i 200 euro. Il coniuge straniero di un cittadino italiano può acquisire la cittadinanza quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se risiede all'estero.

Nel provvedimento trovano posto le ronde, fortemente volute dalla Lega: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi, non potranno essere armate e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti. In arrivo anche il 'registro dei clochard': coloro che sono senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale

Inoltre, lo straniero che, raggiunto da provvedimento di espulsione, continua a rimanere illegalmente in Italia nonostante il provvedimento del questore, va incontro ad una pena detentiva da sei mesi a un anno se l'espulsione e' stata disposta perché il permesso di soggiorno e' scaduto da più di 60 giorni e non ne e' stato chiesto il rinnovo o se la domanda di titolo di soggiorno e' stata rifiutata.

La pena va da uno a quattro anni se lo straniero e' raggiunto da un provvedimento di espulsione perché e' entrato in Italia illegalmente o non ha chiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, in assenza di cause di forza maggiore. la pena aumenta da uno a cinque anni se lo straniero destinatario dell'ordine di espulsione e di un nuovo ordine di allontanamento continua a rimanere illegalmente in Italia.

Rischia il carcere fino a tre anni chi da' in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto. Le nuove norme prevedono tra l'altro l'istituzione presso il ministero dell'Interno di un fondo rimpatri per finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i paesi di origine.

Ritorna il reato di oltraggio a pubblico ufficiale: chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna, invece, se e' il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.

Il provvedimento del governo affronta anche questioni legate ai reati di mafia: vengono inasprite le norme del 41 bis, che ora prevede una detenzione più lunga di 4 anni. Inoltre, per impedire che dalle carceri i boss mafiosi possano esercitare il loro potere sul territorio, i detenuti sottoposti al 41-bis saranno destinati all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, preferibilmente in aree insulari, o comunque all'interno di sezioni speciali e logisticamente separate dal resto dell'istituto e custoditi da reparti specializzati della polizia penitenziaria.

Rimarranno intatti i poteri del Procuratore antimafia, che in un primo momento si era pensato di modificare. Nel provvedimento, poi, e' stata reintrodotta la norma che esclude da appalti pubblici gli imprenditori, se non denunciano le estorsioni nei loro confronti. Per partecipare alle gare d'appalto, quindi, i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni.

Saranno intensificati i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo. Gli agenti di attività che si occupano dell'incasso e del trasferimento dei fondi dovranno conservare per 10 anni una copia del titolo di soggiorno se chi ordina l'operazione e' cittadino extracomunitario. La cancellazione dall'elenco degli agenti e' la sanzione per chi non ottempera a tale obbligo.

In arrivo anche l'albo dei 'buttafuori', di guardia fuori da pub e discoteche. Per svolgere questa attivita' saranno necessari precisi requisiti che saranno stabiliti dal ministero dell'Interno. Anche gli amministratori giusiziari avranno il loro albo professionale.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2009 @ 06:43:23, in Politica, linkato 1243 volte)
Più leggo e più mi convinco che a monte del Bari-gate si celi un "regio decreto". La Sacra Corona Unita, ovvero la potente mafia pugliese, rivendica i propri 4 anni di onorati appalti truccati alla Regione Puglia e punisce i due traditori contestualmente lanciando la propria opzione verso Roma. Chi è chi, non sta a me dirlo, ma se di problema morale si tratta è segno che, il prossimo anno, finiamo molte posizioni dopo la Cina e l'Iran per la libertà di informazione in Italia. Perché l'onestà non è una questione di opinione. E che si lasci lavorare la magistratura.

............................................________
....................................,.-‘”...................``~.,
.............................,.-”...................................“-.,
.........................,/...............................................”:,
.....................,?......................................................\,
.................../...........................................................,}
................./......................................................,:`^`..}
.............../...................................................,:”........./
..............?.....__.........................................:`.........../
............./__.(.....“~-,_..............................,:`........../
.........../(_....”~,_........“~,_....................,:`........_/
..........{.._$;_......”=,_.......“-,_.......,.-~-,},.~”;/....}
...........((.....*~_.......”=-._......“;,,./`..../”............../
...,,,___.\`~,......“~.,....................`.....}............../
............(....`=-,,.......`........................(......;_,,-”
............/.`~,......`-...............................\....../\
.............\`~.*-,.....................................|,./.....\,__
,,_..........}.>-._\...................................|..............`=~-,
.....`=~-,_\_......`\,.................................\
...................`=~-,,.\,...............................\
................................`:,,...........................`\..............__
.....................................`=-,...................,%`--==``
........................................_\..........._,-%.......`\
...................................,<`.._|_,-&``................`\

Silvio Teflon


Roma, 24-06-2009

Gli sviluppi dell'inchiesta di Bari scatenano l'interesse, in verità mai sopito, della stampa straniera per gli scandali che lambiscono Palazzo Chigi.

"Il trionfo del Teflon Silvio: Berlusconi si gode il successo elettorale", titola The Independent, ricorrendo all'immagine del materiale duro e resistente a tutto per spiegare la vittoria elettorale del premier italiano. "Nonostante i titoli scandalisti - sottolinea il quotidiano vicno all'opinione pubblica laburista inglese - niente sembra colpire il premier italiano, come dimostrano le ultime elezioni". "Oltre i confini italiani potrebbe sembrare inconcepibile che un leader nazionale possa comportarsi come un antico imperatore romano, senza pagarne le gravi conseguenze politiche - prosegue il giornale - ma in Italia, la fallibilità umana di Berlusconi e il fatto che non sia cosi' ossessionato dai giochi di potere sono visti come punti a suo favore". The Independent pubblica quindi un commento di Antonio Polito, direttore del Riformista: "Berlusconi sopravvive perché l'opposizione è ineleggibile".

"Silvio Berlusconi nega di aver pagato per prestazioni sessuali nella sua casa", titola un altro quotidiano britannico, The Times. La replica del premier, sottolinea il giornale, arriva dopo che "un influente settimanale cattolico ha definito il suo comportamento 'indifendibile' e lo ha accusato di aver creato 'un'emergenza morale' nel Paese". I sostenitori di Berlusconi temono un "calo del sostegno dei cattolici". Anche il quotidiano dei vescovi 'Avvenire', evidenzia The Times, ha invitato Berlusconi "a rispondere con urgenza all'opinione pubblica".

"Silvio Berlusconi: non ho mai pagato una donna per una prestazione sessuale", titola anche The Guardian, ricordando che il premier italiano "è sulla difensiva da quando la moglie ha annunciato diverse settimane fa l'intenzione di divorziare". "Nonostante scandali e critiche - conclude il quotidiano - la popolarità di Berlusconi rimane intatta, con il suo partito di centro-destra uscito vittorioso dalle elezioni europee dell'inizio del mese e dai recenti ballottaggi".

In Spagna è un altro quotidiano progressista, vicinissimo a La Repubblica, come El Pais a inisistere sugli sviluppi della vicenda, riportando il nuovo filone di indagine emerso dalle intercettazioni eseguite dalla magistratura di Bari: "L'ombra della cocaina si addensa su Berlusconi". L'editoriale titola:"Pendio politico". "E' poco probabile che Silvio Berlusconi possa prestare l'attenzione necessaria al suo ruolo di ospite del G-8, al via il prossimo mese, mentre continuano a emergere notizie sulla voragine della sua vita privata", scrive il quotidiano. El Pais intervista anche l'attivista contro il razzismo ed ex modella Shukri Said, di origine somala: "In Italia ci sono più 'uomini-velino' che 'donne-velina'".

Anche oltreoceano, la vicenda D'Addario viene riportata oggi dal New York Times: "Berlusconi si difende di fronte al venire meno dell'indulgenza dell'Italia". "A fronte della crescente ondata di critiche contro la sua vita personale, il premier Silvio Berlusconi si mette sulla difensiva, affermando di non ricordare alcun incontro con la donna che sostiene di essere stata pagata per la notte trascorsa nella sua residenza di Roma", scrive il quotidiano. "L'immagine della residenza del premier come una sorta di 'Playboy Mansion' con falle nella sicurezza ha fatto mutare lo stato d'animo dell'opinione pubblica italiana - prosegue - sebbene Berlusconi governi virtualmente senza opposizione, a causa del crollo della sinistra del Paese e del suo sostegno popolare tra gli italiani, alcuni analisti ritengono che le domande sulla sua vita personale possano indebolire il suo capitale politico".

Rai News 24
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/06/2009 @ 02:37:05, in Politica, linkato 1368 volte)
L'inchiesta di Bari. Sotto la lente la maxi-gara della Asl di Barletta-Andria-Trani. Nel business anche la chirurgia estetica

Il Pm indaga su appalti da 2 milioni di euro

La rete politica dell'imprenditore pugliese: dal candidato Pdl Lobuono a Berlusconi

Il Sole 24 ore, 23.06.09 pag 19
Carmine Fotina - Bari

La più piccola delle Asl pugliesi era il più prezioso dei committenti. Per la Procura di Bari il maxi-appalto che la Tecno Hospital dei fratelli Tarantini si era assicurato dall'azienda sanitaria di Barletta, Andria, Trani, 2 milioni di euro in tre anni, merita un accurato accertamento. Prima di cedere le sue quote nella società di famiglia, Gianpaolo aveva conquistato con il fratello minore Claudio un ottima fornitura nel settore delle protesi ortopediche, quasi stracciando la concorrenza: 625mila euro per il 2006, 693mila euro per il 2007, 672mila euro per il 2008, un quinto di quanto l'Asl ha versato nello stesso periodo a 24 aziende fornitrici di protesi.
La "Tecno Hospital di Tattoli Srl" si è fatta largo negli anni proponendo una linea ortopedica (placche, protesi anca, ginocchio) e una linea di chirurgia plastica (protesi mammarie, protesi viso, espansori mammari, espansori tissutali). Il sospetto dei pm è che l'ascesa dell'azienda di Gianpaolo e Claudio non sia stata solo frutto della buona vena di imprenditori. Gianpaolo in particolare avrebbe curato le pubbliche relazioni organizzando anche serate con escort professioniste in un appartamento del centro di Bari. Ci sono intercettazioni ambientali in cui comparirebbe il nome di Sandro Frisullo (PD), vice presidente della Regione e assessore all'Industria e sarebbero coinvolti anche medici e dirigenti della sanità locale.
A condurre gli accertamenti sul maxi appalto dell'Asl Bari è il sostituto procuratore Dda Desiree Digeronimo, lo stesso magistrato che indaga per associazione, falso, truffa e millantato credito sulla sanità pugliese (inchiesta in cui sono indagati l'ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco del PD e il dirigente della Asl Bari Lea Costantino oltre 12 tra altri funzionari Asl e imprenditori impegnati nei servizi di riabilitazione domiciliare).
Di certo Gianpaolo Tarantini in questi anni ha curato con dovizia bipartisan le relazioni diplomatiche con i politici locali. La Guardia di Finanza intende verificare se sia stato lui a finanziare una cena elettorale con Frisullo ed esponenti del Pd nel marzo del 2008. Singolare coincidenza temporale con il congresso del Pdl, al quale Giampaolo avrebbe partecipato in terza fila per poi pranzare in una sala riservata con alcuni esponenti del centro destra. In quello stesso giorno, secondo una fonte presente al congresso, Tarantini avrebbe accompagnato Vincenzo De Bustis, ex numero uno di Deutsch Bank Italia e poi proprietario della Banca Federiciana di Andria, a un breve incontro con il premier Silvio Berlusconi. La sera invece, secondo la stessa fonte, Tarantini avrebbe cenato con Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio.
Ottimo amico di diversi esponenti del Pd locale, Tarantini non avrebbe disdegnato dunque di tessere buoni rapporti anche con il centro destra. Prima ancora dell'estate sarda del 2008 che ha rappresentato il salto di qualità grazie all'incontro con Berlusconi, Tarantini aveva cementato negli anni un'amicizia con Luigi Lobuono, candidato sindaco a Bari nel 2004 contro Emiliano ed ex presidente della Fiera del Levante. Con Lobuono, il giovane Gianpaolo ha creato una società nel 2004, Adrimare srl, attiva nell'energia e nelle tlc, provando a diversificare il vecchio business della sanità. Buon amico anche di Tato Graco, l'imprenditore della Tecno Hospital avrebbe invece faticato ad entrare nelle simpatie di Raffaele Fitto, ex presidente della Regione Puglia. Con qualche amico, anzi, Tarantini si sarebbe perfino vantato di aver migliorato i rapporti con l'attuale ministro per gli Affari regionali soltanto dopo che, grazie alle sue frequenti presenze a Palazzo Grazioli, aveva stretto un rapporto personale con Berlusconi. Non solo: Gianpaolo, in base a quanto ricostruito da alcuni politici del centro destra, avrebbe fatto anche da mediatore per riconquistare Lobuono al Pdl dopo l'excursus con l'Udc.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/06/2009 @ 01:51:44, in Politica, linkato 2037 volte)
Legge bavaglio retroattiva per fermare il Bari-gate

Il tentativo del Pdl da stasera in commissione al Senato. Il premier è furioso per il ritardo.

Tania Groppi: Sarebbe incostituzionale

De Cataldo: Così com'è è già una mannaia sulle inchieste

Bruno Tinti: Almeno sarà chiaro che la cosa non ha un interesse generale.

Susanna Turco - Roma
L'unità 23.06.09 pag 14/15

Da oggi ricomincia la danza. E sarà una danza forsennata. Il ddl intercettazioni, quello che magistrati come Giancarlo De Cataldo definiscono "una mannaia sulle inchieste", comincia infatti il suo iter in commissione Giustizia al Senato. Da giorni circolano voci di tentazioni estreme degli Alfano-Ghedini, come quella di rendere le nuove norme retroattive, e così facendo bloccare le inchieste baresi. Tentazioni a parte, il programma minimo del pool giustizia di Berlusconi è fare il più in fretta possibile. In commissione Giustizia si faranno sedute notturne già da stasera.
Ma bisogna tornare indietro di una settimana, alla vigilia dell'esplosione del Bari-gate, per capire di che incontenibile urgenza sia preda la maggioranza. E' martedì quando, sempre in commissione Giustizia, va in onda un gustoso teatrino. Si sta discutendo di tutt'altro. quando il senatore Centaro del Pdl, in qualità di relatore del provvedimento, sente l'esigenza impellente di pronunciare la relazione introduttiva del testo sulle intercettazioni, appena uscito dalla Camera dopo dieci mesi di trattative nella maggioranza (e un esito che non ha soddisfatto il Cav.). L'opposizione fa appena in tempo a protestare, ma subito anche Longo del Pdl salta su: vorrebbe si iniziasse subito, magari anche per il ddl di riforma del processo penale di cui è relatore. Il proposito non riesce, eppure l'episodio è indicativo della fretta con la quale - stante un Berlusconi furioso - si tenta di recuperare un ritardo nel programma giustizia. Andando incontro a un probabile ingolfamento dei lavori nella commissione medesima.
Il primo punto all'ordine del giorno resta comunque il giro di vite sulle intercettazioni. E la tentazione quella di applicare le nuove norme anche sui procedimenti in corso. Le inchieste di Bari, che si basano sulle intercettazioni, sarebbero così bloccate: come lo sarebbero state se le nuove intercettazioni fossero già legge.
Una modifica per introdurre la retroattività, oltre a "far annullare gran parte delle inchieste in corso", come spiegano i magistrati, presenterebbe più di un problema. Da un lato, l'opposizione dell'ala finian-leghista, quella stessa che, Bongiorno in testa, ha finora fermato le armate di Ghedini ("modifiche del genere sarebbero un disastro", spiega infatti il deputato finiano Granata). Ci sarebbe poi un ulteriore ritardo: il ddl infatti dovrebbe tornare alla Camera, con conseguenza imprevedibili.
La legge così com'è uscita dalla Camera, comunque, suscita già una valanga di perplessità in magistrati e giuristi.
"Il principio degli "evidenti indizi di colpevolezza" sposta in avanti la frontiera degli indizi: perché normalmente noi con indizi indaghiamo, con la consapevolezza condanniamo", spiega De Cataldo. Che aggiunge: "Impedire, come prevede la legge, di utilizzare le intercettazioni raccolte su un'ipotesi di reato in un altro fascicolo, di fatto stroncherà una gran quantità di inchieste. Tante volte, per esempio, si arriva al terrorismo cominciando a indagare su un traffico di documenti falsi: ma con la nuova legge, di quelle registrazioni non potrai utilizzare nulla". L'ex procuratore Bruno Tinti, autore di Toghe Rotte, punta il dito anche su altre assurdità, come quella per cui si potrà intercettare nei limiti di un budget annuale previsto per ogni procura".
Tinti, peraltro, non vedrebbe così male l'introduzione di una retroattività: "Almeno sarà chiaro che la cosa non ha un interesse generale". Tania Groppi, docente di diritto pubblico, ritiene invece che ci sarebbero profili di incostituzionalità: "Lo sarebbe certamente la retroattività applicata alle norme che colpiscono la divulgazione delle intercettazioni, perché su questo punto il ddl introduce nuove sanzioni penali. Per quanto riguarda il giro di vite sui telefoni sotto controllo, invece, ci sarebbe da discutere. Ma la retroattività viene in genere guardata con sfavore dalla Corte".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/06/2009 @ 12:46:27, in Politica, linkato 1433 volte)
Forse non è un complotto internazionale, ma...

«È molto preoccupante». Tarantini e gli inviti al pd Frisullo


I pm di Bari: «Accesso incontrollato
nella residenza del premier»

Si parla di giovani reclutate a Milano, Padova, Bologna, Lecce e Barletta. Il ruolo della «reclutatrice» De Nicolò

Dal nostro inviato  Fiorenza Sarzanini

BARI - Prima di entrare nei saloni di Palazzo Grazioli le ragazze non venivano sotto­poste ad alcun controllo. So­no state le stesse giovani por­tate alle feste dietro compen­so a confermarlo di fronte ai magistrati baresi che adesso parlano di «accesso incontrol­lato » nella residenza di Silvio Berlusconi. In Procura la circo­stanza viene ritenuta «molto preoccupante» e adesso si in­daga per capire se altre ospiti - oltre a Patrizia D’Addario e alle sue amiche - possano aver scattato foto o effettuato registrazioni all’interno della residenza di via del Plebisci­to. Gli accertamenti riguarda­no infatti «altri episodi di pro­stituzione », squillo che l’im­prenditore Gianpaolo Taranti­ni avrebbe coinvolto negli eventi. Non era l’unico.

Un ruolo chiave nel recluta­mento viene assegnato dai pubblici ministeri a Terri De Nicolò, barese di 40 anni tra­piantata a Milano, pure lei in­dagata per gli stessi reati. Sa­ranno proprio gli inquirenti lombardi a dover ricostruire la sua «rete», i contatti, i soldi versati per portarle a Roma e nella residenza di villa Certo­sa. I nomi si moltiplicano, co­sì come le circostanze da veri­ficare. La stessa Barbara Mon­tereale, che la prima volta era stata a Palazzo Grazioli il 4 no­vembre, ha detto di essere an­data in Sardegna a metà gen­naio e di aver trovato molte al­tre ragazze. «Berlusconi mi re­galò 10.000 euro», ha aggiun­to. E poi c’è la vacanza natali­zia con la festa di Capodanno alla quale partecipò Noemi Le­tizia con l’amica Roberta e al­meno una ventina di altre ospiti. Si parla di giovani re­clutate a Milano, Padova, Bo­logna, ma anche a Lecce, Bar­letta. Di certo ce n’è una che dopo aver confermato di esse­re stata pagata per andare nel­la residenza romana, ha chie­sto al magistrato il permesso per poter andare all’estero «per un po’, perché temo per la mia sicurezza».

Tarantini nega che i soldi versati alle donne fossero il prezzo dell’ingaggio, giura che si è trattato soltanto di un rimborso spese, ma in Procu­ra ripetono che quanto emer­ge dalle intercettazioni - ed è stato poi confermato dalle dirette interessate - è ben di­verso. Alcune giovani avreb­bero infatti ammesso di aver preso 500 euro. La prima vol­ta che è stata nella residenza romana - era il 15 ottobre 2008 - Patrizia D’Addario aveva concordato 2.000 euro, ma ha detto di averne ricevuti «soltanto 1.000 perché non ero rimasta». Dalle carte dell’inchiesta, Tarantini emerge come un personaggio affascinato dal potere e soprattutto interessa­to a far prosperare le sue aziende grazie ai rapporti con i politici, anche locali. Diverse telefonate coinvolgono Ales­sandro Frisullo, il vicepresi­dente della Regione e assesso­re all’Industria, del Partito de­mocratico. I due avrebbero parlato di incontri ai quali far partecipare le ragazze e l’im­prenditore lo avrebbe invita­to in una casa dove sarebbero stati organizzati alcuni festi­ni.

Gli accertamenti svolti in queste ore riguardano poi le mazzette che Tarantini avreb­be versato per ottenere gli ap­palti. Il sospetto è che abbia mascherato il suo ruolo finan­ziando alcuni eventi. La Guar­dia di Finanza sta verificando se abbia pagato lui una cena elettorale che si è svolta alla fi­ne di marzo 2008 proprio a Ba­ri per la presentazione dei can­didati al Parlamento e alla quale avrebbero partecipato alcuni titolari di aziende del settore farmaceutico, lo stes­so dove lui operava con la sua Tecnohospital. Era presente lo stesso Frisullo e anche Mas­simo D’Alema - che con Ta­rantini non ha invece alcuna conoscenza - avrebbe fatto una breve apparizione. Oggi Patrizia D’Addario consegnerà alla Guardia di Fi­nanza altre sei cassette con le sue registrazioni. «Ma il suo racconto - fanno sapere in Procura - ha già trovato ri­scontro».

22 giugno 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
GIUSTIZIA, NON SOLO CARITA':
DIAMO AI POVERI UN REDDITO MINIMO

Da "Il Corriere della Sera" di lunedì 22 giugno 2009


Nell`intervista al Corriere di ieri sui temi dell`assistenza, Don Ciotti ha ricordato una bella frase di Paolo VI: «Non bisogna offrire come dono ciò che è già dovuto a titolo di giustizia».

E una citazione che fa riflettere e che stimola a riproporre con forza il tema della lotta alla povertà all`attenzione della nostra classe politica.

Nell`Europa di quarant`anni fa, il monito di Papa Montini aveva una valenza generale:

i Paesi in cui i poveri possedevano «titoli di giustizia», ossia diritti soggettivi ad essere aiutati dallo Stato, si contavano sulle dita di una mano: Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Belgio e Danimarca.

Negli altri Paesi il sostegno agli indigenti era ancora principalmente una questione di «carità», di elargizioni discrezionali da parte di associazioni religiose o enti di beneficenza pubblici e privati.

Da allora le cose sono però rapidamente cambiate. Tutti i Paesi Ue hanno istituito schemi di «reddito minimo», che garantiscono ai bisognosi un sussidio in denaro. Va precisato che tali schemi riguardano tutti i residenti adulti, indipendentemente dall`età. L`unica condizione è la mancanza di reddito (e la disponibilità ad accettare un`offerta di lavoro se si tratta di adulti disoccupati).

Nel quadro europeo l`Italia costituisce la grande eccezione. È vero che le regioni hanno varato leggi sul «minimo vitale» e che i programmi di assistenza di molti comuni operano in base a norme e procedure codificate. Ma la distanza che ci separa dagli altri Paesi è ancora molto ampia: la nostra rete di sicurezza è fragile e piena di buchi.

Pochi giorni fa il governo ha confermato il pagamento della «quattordicesima» per gli anziani con le pensioni più basse. A quando un provvedimento serio e strutturale rivolto ad aiutare tutti i poveri? Il Libro Bianco sul welfare contiene l`impegno a muovere in questa direzione, almeno in riferimento alle situazioni di indigenza più estrema. Le associazioni di volontariato continueranno a dare il loro prezioso contributo, ma adesso è lo Stato che deve uscire dal guado, passando definitivamente dalla logica delle elargizioni caritatevoli a quella dei «titoli di giustizia». Con risorse e strumenti adeguati, degni di un Paese civile.

Maurizio Ferrera
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=38102502
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










19/08/2019 @ 12.00.03
script eseguito in 437 ms