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L'avvocato è un galantuomo che salva i vostri beni dai vostri nemici tenendoli per sé.

Heinrich Heine
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Si, in effetti sono anni che mi sento minacciata personalmente, considerato che gli esponenti delle Brigate Rosse sono stati infiltrati per decisione di Partito addirittura dentro il Parlamento Europeo. "Nuove o vecchie, sono sempre le stesse!."

TROVATA LA "RISOLUZIONE STRATEGICA"

DELLE NUOVE BRIGATE ROSSE

Da "Il Corriere della Sera" di venerdì 19 giugno 2009

Il romano Luigi Fallico, arrestato nell`ultima operazione, custodiva le carte. Pronto un volantino di rivendicazione di un`azione. Trovata la «risoluzione strategica» delle nuove Brigate rosse

ROMA - L`elemento più importante è nell`ultima riga, lo spazio riservato alla firma: «per il comunismo, Brigate rosse», secondo la più ortodossa tradizione.

Per gli investigatori è la prova definitiva che qualcuno, nell`anno 2009, stava tentando di riportare sulla scena la banda armata più longeva d`Italia con un`azione eclatante, come dettano le regole dell`organizzazione. Di ieri e di oggi.

Il volantino di rivendicazione era quasi pronto, e gli slogan finali sono utili per immaginare il tipo di obiettivo che sarebbe stato prescelto: «Individuare e colpire il personale politico economico e militare dell`imperialismo e le sue strutture».

Ancora: «Individuare e colpire il personale politico economico e militare del progetto di ristrutturazione dello Stato e le sue articolazioni», e «Guerra alla guerra imperialista».

Si può intuire che il raggio d`azione delle Br future si sarebbe spostato dal mondo del lavoro - sul quale s`erano concentrati Nadia Lioce e gli altri arrestati nel 2003, con gli omicidi di Massimo D`Antona e Marco Biagi - al contesto internazionale e alle nuove alleanze economico-militari tra i diversi Paesi. Ma resta saldo il legame con la «prima posizione» delle Brigate rosse, quella che portò alla scelta «strategica» della lotta armata. Lo si capisce da diversi brani dei documenti trovati dopo gli arresti della settimana scorsa di cinque presunti neo-brigatisti.

Fogli di carta che rappresentano il «bottino ideologico» dell`operazione condotta dalla Dígos di Roma, guidata da Lamberto Giannini e Laura Tintisona, e dai pubblici ministeri Erminio Amelio e Pietro Saviotti; il più importante per chi ha il compito di prevenire nuove azioni terroristiche e individuare i possibili obiettivi.

La bozza del documento firmato Br era in una borsa saltata fuori a casa del trentanovenne genovese Renato Porcile, che conteneva anche una pistola.

Prima degli slogan finali c`è l`analisi della situazione mondiale dopo la fine dell`Unione sovietica, per concludere che «l`esistenza attuale di un ampio campo antimperialista, ancorché reazionario in alcune sue componenti, può creare spazio di manovra per i rivoluzionari internazionalisti».

Quanto ai «modelli organizzativi» delle Br in costruzione, il documento precisa che devono essere «completamente differenti» rispetto al passato: «I militanti saranno, in questa fase, necessariamente in numero ristretto, perché prodotto di lunga selezione; nel contempo si richiedono alti livelli di coscienza e di capacità operative. Tuttavia questi quadri devono essere potenzialmente interscambiabili e sostituibili».

Dalla perquisizione a Luigi Fallico, il corniciaio romano di 57 anni accusato di aver fatto parte anche delle Br di Lioce e Galesi, è saltato fuori un altro documento, forse ancor più significativo perché sembra la «scaletta» (così in effetti s`intitola) di una vera e propria risoluzione strategica. «Non si tratterà in questa fase - c`è scritto - di organizzare le masse sul terreno della prima (riferimento alla «prima posizione» nel dibattito interno alle Br degli anni Ottanta, ndr) ma di dare indicazione strategica».

Questo il «ruolo di fase a breve termine» di «un collettivo combattente necessariamente specializzato e ristretto che si propone però fin da subito l`obiettivo della costruzione del partito comunista combattente rivolgendosi alle punte più avanzate della classe». Seguono riferimenti ad altri documenti evidentemente corposi, sintomo di una produzione ideologica mai interrotta, tipo «appunti per una discussione, cartella 27», o «terzo contributo al dibattito interno, punto 4 cartella 12».

Giovanni Bianconi
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=38063943
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Di Loredana Morandi (del 21/06/2009 @ 13:10:53, in Politica, linkato 1222 volte)

Nota: giro di soldi a parte, la cosa che si vede bene è una vera e propria caccia all'uomo, ma se tanto mi dà tanto, fino ad ora non si può dire che il metodo induca a ritenere pulita sì tal stazza di uccellatore.

 

LE FOTO Scattate a villa certosa

Genchi evoca i Servizi: «Il capo
del governo tradito da un fedelissimo»

Al contrario di Zappadu, altri fotografi sarebbero stati prontamente allontanati dai dintorni di Villa Certosa

ROMA - A volte ritornano. Gioacchino Genchi - consulente informatico di poliziotti e magistrati, indagato a Roma dal febbraio 2009 per il noto archivio di tabulati telefonici - irrompe nella vicenda delle immagini scattate dal fotografo Antonello Zappadu a Villa Certosa e all’aeroporto di Olbia, sostenendo che il presidente del Consiglio «è stato tradito da un suo fedelissimo». Così Genchi sposa la teoria della «manina» tesa da spezzoni degli apparati preposti alla sicurezza del premier e in questo modo mette sulla scia di chi, come Italo Bocchino (Pdl), aveva già denunciato l’esistenza «di spezzoni di apparati dello Stato» infedeli.

Tanto che Carmelo Briguglio (Pdl), membro del comitato parlamentare per la sicurezza (Copasir), ha già chiesto al presidente Francesco Rutelli (Pd) la convocazione di Genchi a San Macuto riguardo alle sue dichiarazioni «sull’esistenza di talpe nel sistema di sicurezza e di protezione del presidente del Consiglio». Però la variabile Genchi - nell’intervista al programma «Klauscondicio» sostiene che, al contrario di Zappadu, altri fotografi sono stati prontamente allontanati dai dintorni di Villa Certosa - non convince tutto il Pdl, a partire dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. In serata, infatti, l’ex aennino Briguglio viene lasciato solo nella sua richiesta di audizione del consulente il cui archivio, secondo le parole pronunciate dal premier a fine gennaio, «rappresenta il più grande scandalo della Repubblica».

E anche il Pd fa capire che Genchi va preso con le pinze e che il comitato non può «inseguire ogni ipotesi sull’origine di quanto sta avvenendo...». Emanuele Fiano ed Ettore Rosato, membri del Copasir, sono categorici: «Il Copasir ha già rivolto, anche su nostra richiesta, ai propri referenti diretti, e cioè ai servizi di sicurezza dello Stato, domande relative sia alla vicenda dei voli di Stato sia alla questione della tutela della sicurezza del premier». Genchi, «se è in possesso di notizie sensibili circa i pericoli per la sicurezza del premier, deve innanzitutto recarsi alla procura della Repubblica».

Martedì, dunque, il Copasir ascolterà le risposte del generale Giorgio Piccirillo (Aisi) e dell’ammiraglio Bruno Branciforte (Aise) mentre giovedì è prevista l’audizione del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. All’ordine del giorno ci sono 18 domande divise in tre blocchi. Uno: come è stata possibile la violazione della privacy del premier e dei suoi ospiti nella residenza protetta di Villa Certosa? Due: l’inchiesta di Bari, con le testimonianze di varie ragazze portate nelle residenze private di Berlusconi, evidenziano un problema di sicurezza per il premier? Tre: è ipotizzabile, come affermato dallo stesso Berlusconi, lo scenario di un ipotetico complotto con l’intervento di servizi stranieri?

Dino Martirano
21 giugno 2009

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Di Loredana Morandi (del 14/06/2009 @ 07:43:44, in Politica, linkato 1243 volte)
picconata domenicale ...

GIUSTIZIA: COSSIGA, CSM INSIDACABILE PER ANM E POLITICA DEBOLE

(AGI) - Roma, 13 giu. - "L'Associazione Nazionale Magistrati e' riuscita per la debolezza della politica a far attribuire ai membri del Consiglio Superiore la prerogativa dell'insindacabilita': e a chi davanti alla Corte Costituzionale ha obiettato che si trattava di materia costituzionale, questo giudice politico ha risposto che il fatto che la stessa prerogativa fosse stata attribuita ai membri del Parlamento e della stessa Corte con norme costituzionali, non si opponeva che potessero essere attribuite anche con legge ordinaria, perche' non si trattava altro che di deroghe alle norme sulla punibilita' disciplinata da le norme ordinarie contenute dei codici penale e di procedura penale".

E' una delle argomentazioni rivolte da Francesco Cossiga in una lettera a Giorgio Napolitano nella lettera in seguito alle dimissioni di alcuni membri del Csm in polemica con il ministro della Giustizia "che ha posto in luce come tutte le nomine da parte del Consiglio dei capi degli uffici di procura siano 'lottizzate' tra le varie correnti presenti in questo organo". Il senatore a vita ricorda tra l'altro che "le sinistre, dopo che l'Assemblea Costituente aveva respinto la proposta avanzata dal Partito Comunista di far eleggere i giudici e i pubblici ministeri dal Popolo, come già avveniva in molti Cantoni della Confederazione Elvetica e Stati degli Stati Uniti d'America, si batterono per l'introduzione del sistema proporzionale per l'elezione dei membri togati del Consiglio Superiore" e aggiunge che "anche in sede di Sezione per i Giudizi Disciplinari le condanne, rare..., e le assoluzioni, quasi di rito!, erano per cosi' dire trattate tra le correnti".

Il Presidente emerito della Repubblica osserva che il Csm "si e' auto attribuito competenze non previste da alcuna norma di costituzionale o anche solo ordinaria: quella di esprimere il proprio avviso su atti legislativi del Parlamento, quella di censurare con propri atti di controllo politico atti, comportamenti e indirizzi del Parlamento, del Governo e dei partiti quella di 'aprire' e poi 'decidere' 'pratiche a tutela' di singoli magistrati che si sentano offesi da giudizi di politici e parlamentari anche espressi in sedi parlamentari e cosi' via".

Cossiga annota anche che "era chiarissimo che l'unico potere del Capo dello Stato nei confronti del Parlamento, era quello di poter rinviare alle Camere una legge gia' approvata, e sempre con atto controfirmato dal Presidente del Consiglio, ma non di pronunciarsi su un provvedimento legislativo in corso di esame, o di parlare pubblicamente in materie politiche: economia, finanza, politica estera se il suo dire non fosse stato concordato preventivamente con il ministro competente. Ed io per averlo fatto mi beccai, e giustamente! una proposta di 'impeachment' da parte del Partito Comunista. Ma i miei erano tempi diversi". (AGI) Bal
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Di Loredana Morandi (del 11/06/2009 @ 08:52:19, in Politica, linkato 1146 volte)
6 gli arresti odierni, circa 15 gli indagati

FALLICO CONOSCEVA LIOCE, UN BRIGATISTA MUORE TALE


(AGI) - Roma, 11 giu. - Ruotava attorno alla figura di Luigi Fallico il nuovo movimento eversivo che secondo Digos e procura di Roma intendeva perseguire un solco di continuita' con le Brigate Rosse. Proprio Fallico, esponente negli anni Ottanta dell'Unione Comunisti Combattenti (era uno della colonna del Prenestino), avrebbe vantato "rapporti personali e diretti" con l'irriducibile Nadia Desdemona Lioce, reduce da due condanne definitive all'ergastolo per gli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi.

C'e' una intercettazione ambientale in cui Fallico, parlando con un interlocutore, dice: "Un brigatista non va in pensione, muore brigatista". Fallico era definito 'il corniciaio': il suo negozio romano di cornici era il luogo di appuntamento di alcuni elementi del sodalizio eversivo. Proprio ieri Bellomonte aveva lasciato la Sardegna perche' oggi avrebbe avuto un appuntamento con Fallico.

E riconducibile a Fallico era una pistola, detenuta (forse inconsapevolmente) dall'anziano per il quale il gip Maurizio Caivano ha firmato gli arresti domiciliari. Le indagini di Digos e procura erano nate due anni fa da una informativa autonoma legata all'esame dei documenti sequestrati a Roberto Morandi e Cinzia Banelli (esponenti delle ultime Br), dei loro computer, e all'analisi dei rapporti dialettici che vecchi br tra il 2001 e il 2002 avevano avviato con organismi rivoluzionari.

Da intercettazioni sembra emergere per gli eredi della lotta armata l'esigenza di autofinanziarsi attraverso rapine e assalti ai bancomat e di ripulire il denaro. A chi indaga non e' sfuggito il 'modus operandi' tipico dei br i cui incontri (sporadici e veloci) non erano preceduti da contatti telefonici. Incontri che, a volte, potevano saltare all'ultimo momento se uno degli aderenti al movimento eversivo sospettava di essere oggetto di pedinamento.In caso di intoppo, si passava ai tradizionali 'recuperi strategici'.
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 09:46:30, in Politica, linkato 1312 volte)
''Gli equilibri costituzionali sono presidio di stabilità democratica''

Napolitano: ''Basta con i pm protagonisti,
Sì a riforme ma senza strappi''


ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 18:36

Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Repubblica presiede il plenum del Csm: ''Non sia condizionato da logiche di corrente ed eserciti le sue funzioni con rigore e imparzialità''. Quindi il monito a non ledere l'indipendenza dei magistrati

Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - La riforma della giustizia è utile e, per certi versi, anche necessaria, a patto che non leda gli essenziali equilibri costituzionali che reggono l'impalcatura della democrazia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo in apertura della seduta del plenum del Consiglio superiore della magistratura a palazzo dei Marescialli, afferma che gli equilibri tra le istituzioni possono modularsi variamente nell'ambito della forma di stato e della forma di governo propria di ciascun paese. Ma "rappresentano un problema cruciale cui nessun sistema democratico può sfuggire".

In tal senso, per il capo dello Stato "anche gli equilibri disegnati nella Costituzione possono essere rimodulati attraverso quella revisione di norme della seconda parte della Costituzione cui legittimamente e comprensibilmente si intende procedere e che appare finalmente realizzabile quanto più ampia sia la condivisione che si consegua in Parlamento. Quel che invece può produrre gravi danni e conseguenze - avverte Napolitano - sarebbe il tentativo di operare strappi negli attuali equilibri costituzionali, senza definirne altri convincenti e accettabili, coerenti con i principi della Carta del 1948 e con fondamentali conquiste di libertà e di pluralismo tra le quali di certo l'indipendenza della magistratura".

Ecco allora che "gli equilibri costituzionali" vanno intesi come "garanzia per il rispetto e l'affermazione dei principi fondamentali, per l'esercizio dei diritti e dei doveri sanciti nella Carta e come presidio di stabilità e di coesione, per lo sviluppo della vita democratica".

Il presidente della Repubblica richiama con forza "il senso dei limiti e degli equilibri entro i quali, nella moderna democrazia costituzionale, ogni istituzione rappresentativa e ogni potere e organo dello Stato può e deve svolgere il proprio ruolo". Si tratta di un discorso rivolto a "tutti i soggetti istituzionali" nonché di "un invito alla riflessione indirizzato in primo luogo al Parlamento ma anche alla società civile, all'opinione pubblica, alle forze politiche".

Napolitano ricorda il suo ruolo di soggetto istituzionale "chiamato a tutelare l'indipendenza della magistratura, nella sua duplice veste di 'custode' dei valori e dei precetti costituzionali in quanto presidente della Repubblica e di presidente del Csm". Ma al tempo stesso, confessa di non poter tacere "alcuni dei motivi di preoccupazione che avverto nel farmi carico, come non ho mai mancato di fare, di questa responsabilità".

Tra i motivi di "maggior preoccupazione" il capo dello Stato indica esplicitamente "la crisi di fiducia insorta nel Paese per effetto di un funzionamento gravemente insoddisfacente, nel suo complesso, dell'amministrazione della giustizia e per effetto anche dell'incrinarsi dell'immagine e del prestigio della magistratura: non si può negare che tra i due fattori vi siano relazioni non superficiali".

Napolitano rileva che "l'efficacia del controllo di legalità e della funzione giurisdizionale, in ultima istanza - spiega - la garanzia di giustizia per i cittadini, risentono pesantemente di inadeguatezze di norme e strutture, cui da troppo tempo governi e Parlamento nel succedersi delle legislature non hanno posto rimedio in modo ordinato e coerente, dedicandovi anche le necessarie risorse".

Ciò non toglie, tuttavia, che "la magistratura non può non interrogarsi sulle sue corresponsabilità dinanzi al prodursi o all'aggravarsi delle insufficienze del sistema giustizia e anche su sue più specifiche responsabilità nel radicarsi di tensioni e opacità sul piano dei complessivi equilibri istituzionali. Tanto meno - aggiunge significativamente - può non interrogarsi su quanto abbiano potuto e possano nuocere alla sua credibilità le tensioni ricorrenti all'interno della stessa magistratura".

Il capo dello Stato esorta, dunque, a "operare decisamente, anche nello svolgimento dell'attività del Csm, al fine di recuperare pienamente quel bene prezioso che è il prestigio della magistratura, in termini di rinnovata fiducia e consapevole sostegno da parte dei cittadini". Questo, per Napolitano, è "il più valido presidio dell'indipendenza della magistratura" nonché "condizione essenziale per il graduale superamento della crisi della giustizia".

Per superare quella che il capo dello Stato, nella sua veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura, non esita a definire come "crisi della giustizia", il recupero del prestigio della magistratura risulta "essenziale, non meno delle opportune riforme normative e organizzative".

Allo stesso tempo, Napolitano invita ad "avviare una aperta, seria, non timorosa riflessione critica da parte della magistratura su se stessa" con una "conseguente apertura alle necessarie autocorrezioni". Questo, per il presidente della Repubblica, è "il modo migliore per prevenire qualsiasi tentazione di sostanziale lesione dell'indipendenza della magistratura".

Il capo dello Stato ha inoltre esortato il Csm ad agire con con rigore e imparzialità, senza subire condizionamenti a causa delle correnti interne. "Nell'interesse della riaffermazione dello stesso ruolo del Consiglio superiore della magistratura - sottolinea - tra i punti più delicati c'è quello del rigore e della misura, della obbiettività e della imparzialità, con i quali il Csm deve esercitare le sue funzioni".

Il presidente Napolitano invita i componenti laici e togati di palazzo dei Marescialli a "non farsi, tra l'altro, condizionare nelle loro scelte da logiche di appartenenza correntizia. Il rispetto degli equilibri costituzionali e dei limiti che esso comporta per ciascuna istituzione - rimarca ancora - vale per tutti e vale per tutte le istituzioni".

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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 09:43:31, in Politica, linkato 1650 volte)

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Asca - ‎1 ora fa‎
Cosi' Antonio Borghesi, vice capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, commenta la decisione del governo di porre la fiducia sul ddl intercettazioni. ''A soli tre giorni da quando il popolo italiano ha espresso la sua mancanza di fiducia nei ...

Intercettazioni: Governo pone la fiducia. Ghedini: "Ma quale ...

Quomedia - ‎32 minuti fa‎
"Ma quale Grasso (Piero Grasso, procuratore antimafia), per favore... ". Questa la risposta di Niccolò Ghedini a chi chiedeva lumi sul testo del ddl intercettazioni e sulle modifiche proposte da Grasso e non prese evidentemente in considerazione. ...

INTERCETTAZIONI: CAMERA, GOVERNO PONE FIDUCIA SU DDL

Stato-oggi - ‎50 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 9 giu. - Il governo ha posto la fiducia alla Camera sul disegno di legge sulle intercettqazioni. Ad annunciarlo in aula e' stato il ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito. E' la quindicesima fiducia chiesta dall'esecutivo ...

Intercettazioni; Domani ddl in Aula Camera, in arrivo la fiducia

APCOM - ‎20 ore fa‎
Roma, 8 giu. (Apcom) - Riprenderà domani in Aula alla Camera l'esame del ddl intercettazioni ed è quasi certo che, domani stesso o mercoledì, il governo porrà la questione di fiducia. Già autorizzata dal Consiglio dei Ministri, infatti, la fiducia sul ...

POL - Intercettazioni, Governo verso fiducia. Pd: pessimo segnale

Il Velino - ‎5 ore fa‎
Roma, 9 giu (Velino) - Sul ddl sulle intercettazioni che oggi pomeriggio approda in aula è probabile che il governo ponga già da stasera la questione di fiducia. Nel primo pomeriggio il governo dovrebbe infatti presenta... Questo mentre in aula - che ...

INTERCETTAZIONI: GOVERNO PREANNUNCIA FIDUCIA AL DDL ALLA CAMERA

Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 9 giu - Il governo ha preannunciato il ricorso al voto di fiducia sul ddl intercettazioni e ha presentato un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del ddl. Lo ha annunciato il presidente di turno della Camera, Antonio Leone. ...

Ultima ora da Reuters

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎53 minuti fa‎
ROMA (Reuters) - Il governo ha chiesto oggi alla Camera la fiducia su un maxiemendamento al ddl sulle intercettazioni, che limita il loro ricorso da parte della magistratura e punisce i giornalisti che le pubblicano. Lo ha detto in aula il ministro per ...

INTERCETTAZIONI: PD, RICORSO A FIDUCIA? SEGNO DEBOLEZZA GOVERNO

Stato-oggi - ‎8-giu-2009‎
(AGI) - Roma , 8 giu - “Se il governo ricorresse alla fiducia sul ddl Alfano avremmo la dimostrazione che i nuovi equilibri postelettorali non tranquillizzano il presidente del consiglio che vuole 'incassare' rapidamente questo provvedimento che gli e' ...

INTERCETTAZIONI/ Alla Camera forse già stasera la fiducia

Il Sussidiario.net - ‎5 ore fa‎
L'Aula della Camera inizierà nel pomeriggio l'esame del ddl in materia di intercettazioni. È probabile che il governo ponga già stasera la fiducia sul testo, anche se non è stato ancora presentato il maxiemendamento da “blindare”. ...

Intercettazioni, il governo annuncia il voto di fiducia

Il Secolo XIX - ‎1 ora fa‎
Idv: «Pugno in faccia agli italiani». Contraria la Federazione Nazionale della Stampa: «Limitazioni e censure inaccettabili alla libertà di informazione e di ricevere informazione», non escluso sciopero e altre mobilitazioni comuni con gli editori Il ...
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 09:36:30, in Politica, linkato 1204 volte)
INTERCETTAZIONI – DI PIETRO, DONADI (IDV): “COLPO MORTALE A LIBERTA’ DI STAMPA E GIUSTIZIA”

“Siamo di fronte ad una maggioranza irresponsabile e sciagurata e ad una legge politicamente eversiva che non solo è il più grande regalo alla criminalità ma vìola i più elementari diritti costituzionali di un paese democratico, come quello del diritto all’informazione e al funzionamento della giustizia” lo dichiarano in una nota congiunta il presidente di IDV , Antonio Di Pietro ed il capogruppo alla Camera Massimo Donadi.
“La decisione, poi, di porre la fiducia su una materia così delicata, per la quale è previsto il voto segreto, il giorno dopo le elezioni, è una vera vergogna nazionale, frutto di un Governo accecato ed ispirato nelle sue scelte solo dagli interessi particolari e giudiziari del premier” aggiungono Di Pietro e Donadi.
“Questa legge è il frutto di un patto scellerato tra il Pdl e la Lega che, in cambio di una retromarcia del premier sul referendum, chiude un occhio, anzi tutte e due, e si piega agli interessi del padrone. Hanno compiuto una truffa a danno dei cittadini e degli elettori ma quel che è più grave è che, con questa legge, infliggeranno un colpo gravissimo ai nostri valori costituzionali e alla giustizia, in cambio di un piatto di lenticchie. Tutto ciò è inaccettabile per chi, come noi, ha ancora a cuore la Costituzione” concludono i due.


INTERCETTAZIONI: SERENI, “Gli italiani sappiano che questa è la cosa più urgente per Berlusconi”

La vicepresidente dei deputati PD: avremmo potuto votare su terremoto e pmi. “Avremmo  potuto affrontare il decreto terremoto o le misure a sostegno delle piccole e medie imprese e della competitività delle aziende, invece, il primo, più urgente provvedimento sul quale il governo impegna la Camera dopo le elezioni è il ddl Alfano, sono le intercettazioni”.
Così la vicepresidente dei deputati PD, Marina Sereni nell’aula di Montecitorio dopo la decisione dell’esecutivo di  chiedere il quindicesimo voto di fiducia della legislatura.
“Le norme contenute nel disegno di legge – ha sottolineato Sereni – non soltanto ostacoleranno le indagini degli inquirenti perché le intercettazioni avranno limiti temporali e  saranno possibili soltanto in caso di gravi indizi di colpevolezza, ma metteranno anche un vero e proprio bavaglio alla libera informazione come hanno sottolineato i giornalisti che oggi hanno manifestato qui davanti a Montecitorio”.
“Ma la fiducia – ha concluso la vicepresidente dei deputati PD – è un segno di debolezza di questa maggioranza che nonostante i patti e i ricatti,  sa di non poter reggere né ai voti segreti, né a un vero dibattito parlamentare”. Roma, 9 giugno 2009


INTERCETTAZIONI: CASSON, FIDUCIA CHIUDE MERCATO DEI VOTI CON LA LEGA

"La fiducia sulle intercettazioni dimostra che il lupo perde il pelo ma non il vizio continuando a sacrificare le indagini di polizia e magistratura nonostante i tanti richiami alla necessità di sicurezza. Si conclude così quel mercato dei voti di fiducia in Parlamento i cui capitoli precedenti hanno riguardato prima delle elezioni le tre votazioni sulla sicurezza, così come aveva richiesto la Lega per evitare crisi della maggioranza". Lo dice il senatore Felice Casson, capogruppo del Pd in commissione Giustizia. 9 giugno  2009
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 07:35:09, in Politica, linkato 2558 volte)
Sonia Alfano Terza per numero di preferenze in Italia dei Valori.

I ringraziamenti dell' Eurodeputata Sonia Alfano.



"A tutte le persone che in questa campagna elettorale si sono spese in mio sostegno vorrei esprimere la mia più sincera gratitudine per avermi concesso l'onore di rappresentare la mia Nazione al Parlamento Europeo". E' stato questo il primo commento di Sonia Alfano, Eurodeputata dell'Italia dei Valori, arrivata terza a livello nazionale per numero di preferenze all'interno del partito.

"Poter servire il mio Paese è un emozione ed un onore senza pari ed il merito di un così straordinario successo personale va dato, senza alun dubbio, alle migliaia di persone che in tutta Italia hanno deciso di riporre la propria fiducia in me.

Ringrazio tutti i miei elettori, Beppe Grillo ed i suoi meet up, Antonio Di Pietro, il mio straordinario staff formato da centinaia di ragazzi e di persone per bene che hanno speso il proprio impegno e la propria fatica in tutta Italia e tutti coloro che mi hanno fortemente sostenuta. Dedico questo straordinario successo a tutte le persone che hanno sacrificato la propria vita per l'Italia e gli Italiani; alle vittime della ferocia mafiosa, della violenza terroristica ed a chi, giorno dopo giorno svolge il proprio dovere con rigore etico e spirito di servizio tra enormi difficoltà ed ostacoli.

In questo momento il mio pensiero è rivolto a tutte le forze dell'ordine che pagano il prezzo della propria fedeltà al Paese scontrandosi contro la devianza di molte delle nostre Istituzioni, ai giornalisti che non si piegano al regime, ai magistrati che lottano contro poteri assai più forti per difendere la nostra Democrazia ed a tutti i ragazzi e gli aduti le cui speranze sono state distrutte da una classe politica pronta a speculare in ogni momento sulla pelle dell'Italia onesta. Si va in Europa, tutti insieme, per ridare a questa Nazione ed a tutti i suoi cittadini la dignità che meritano".
--
www.soniaalfano.it
L’Ufficio Stampa
Nicolò Conti
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 07:02:55, in Politica, linkato 1466 volte)
Mills: Camera, bocciate mozioni Pd
Si chiedeva l'abrogazione del lodo Alfano

(ANSA) - ROMA, 9 GIU - L'Aula della Camera ha bocciato la mozione del Pdche mirava ad impegnare il governo ad abrogare il lodo Alfano. Primo firmatario era il segretario, Dario Franceschini. Bocciata anche la mozione di pari contenuto dell'Idv. E' passata solo la mozione del Pdl, di cui e' stato primo firmatario il capogruppo Fabrizio Cicchitto. 2009-06-09 15:44

Mozione Italia dei Valori



La camera,
premesso che,

Il 17 febbraio 2009 l'avvocato inglese David Mills e' stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. Secondo la sentenza emessa dai giudici della X sezione penale del tribunale di Milano, i 600.000 dollari versati sul suo conto dalla Fininvest sono dunque serviti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi;

i giudici hanno riconosciuto colpevole Mills ritenendo valido, l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto «con almeno 600mila dollari» da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. In particolare il tribunale di Milano ha accolto la tesi della pubblica accusa secondo cui i 600mila dollari sono stati versati a Mills, attraverso il manager Fininvest Carlo Bernasconi, da parte di Silvio Berlusconi, perché il legale inglese fosse testimone reticente nei processi per i casi Guardia di Finanza e All Iberian;

il 19 maggio scorso sono state depositate le motivazioni della sentenza che hanno accresciuto l’attenzione per il coinvolgimento nella vicenda di Silvio Berlusconi in particolare il tribunale di Milano contesta a Mills in relazione alla deposizione resa il 20 novembre 1997 nel procedimento n. 1612/96 (c.d. Guardia di Finanza) : “ 1) di avere omesso di dichiarare, pur specificatamente interrogato, che la proprietà delle società offshore del Fininvest B Group faceva capo direttamente e personalmente a Silvio Berlusconi; 2) di avere omesso di riferire la circostanza del colloquio telefonico con Silvio Berlusconi nella notte di giovedì 23 novembre 1995, avente quale argomento la società All Iberian e il finanziamento illegale di 10 miliardi di lire erogato da Berlusconi tramite All Iberian a Bettino Craxi; 3) di avere dichiarato circostanze false in ordine al compenso di circa un milione e mezzo di sterline ricevuto una tantum nel 1996 a seguito di accordi con Silvio Berlusconi..”;

in relazione invece alle deposizioni rese il 12 e 19 gennaio 1998 nel procedimento n. 3510/96 + 3511/96 (c.d. All Iberian) il tribunale di Milano contesta all’avvocato inglese: “di aver evitato di rispondere alle domande sulla proprietà delle società offshore…; per quanto riguarda Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Silvio Berlusconi, che avevano ricevuto dal Gruppo Fininvest ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso BSI Lugano, somme successivamente prelevate in contanti (per circa 50 milioni di euro) da Paolo Del Bue e altre persone della fiduciaria Arner: a) di aver omesso di riferire che beneficial owners di dette società, in forza di accordi di trust stipulati dallo stesso Mills, erano Marina e Piersilvio Berlusconi; b) di aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Paolo Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi

nello stesso processo per concorso in corruzione in atti giudiziari coimputato dell’avvocato inglese Mills era proprio l’attuale Presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La posizione processuale del premier e' stata pero' stralciata in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sulla legittimita' del Lodo Alfano, la norma che blocca i processi per le quattro massime cariche dello Stato;

la legge n. 124/08, il cosiddetto “Lodo Alfano”, pur avendo determinato l’interruzione del processo nei confronti del coimputato Silvio Berlusconi, non ha tuttavia impedito, per la particolarità del reato di corruzione - che prevede un concorso necessario tra corrotto e corruttore – che con la condanna del corrotto e con l’accertamento dei fatti corruttivi, si sia determinata, pur in mancanza di una corrispondente condanna, anche la sostanziale identificazione, di un ben preciso corruttore, cioè l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi;

è di tutta evidenza che pur trattandosi di una sentenza di primo grado, e dunque restando valido il principio della presunzione di innocenza, il caso ha assunto una valenza politica enorme, coinvolgendo direttamente il Presidente del Consiglio in carica ed essendo le accuse in essa contenute di tale straordinaria gravità da destare eccezionale allarme nell’opinione pubblica. In queste condizioni, l’interruzione del processo a carico del Presidente del Consiglio appare non solo totalmente inutile ma, addirittura, dannosa, nei limiti in cui non consente un preciso accertamento dei fatti e delle responsabilità, cosa che viceversa sarebbe assolutamente doverosa nell’interesse dello stesso presidente del Consiglio, sia nei confronti dell’opinione pubblica che ha il diritto di essere certa dell’onestà di chi la governa e rappresenta;

proprio in questa direzione si muoveva la richiesta avanzata dalle opposizioni, in maniera costruttiva, nell’interesse generale del Paese, al Presidente del Consiglio di rinunciare alla sospensione del processo prevista dal lodo Alfano;

è fondamentale, nell’interesse generale del Paese, che in Italia il primato della legge e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla medesima, non possano essere messi in discussione;

la condanna dell’avvocato Mills ed il coinvolgimento del Presidente del consiglio così come il suo rifiuto di rinunciare al “Lodo Alfano” hanno avuto un’enorme rilievo internazionale, tutta la stampa si è soffermata sulla vicenda l'International Herald Tribune. ha titolato : "Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi", nel articolo relativo, apparso anche sul New York Times, si evidenzia la sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia invece meritato l'apertura dei telegiornali italiani. Anche il Guardian alla vicenda ha dedicato diversi servizi, soffermandosi, anche in questo caso, sul “Lodo Alfano”, "considerato una priorità del governo Berlusconi" grazie al quale il premier ha di fatto ottenuto l'immunità, "e la sentenza di ieri mostra quanto sia stato utile", anche se la Corte costituzionale, rileva sempre il quotidiano britannico, deve pronunciarsi ancora sulla sua legittimità;

in questo contesto l’immagine ed il prestigio internazionale del nostro Paese appaiono gravemente compromessi dal comportamento del Presidente del consiglio che pare privilegiare un proprio interesse privato a continuare a gestire una posizione di potere politico a dispetto dell’interesse nazionale dell’intero Paese;

nei prossimi mesi in Italia si terranno importanti vertici internazionali, a cominciare dal G8, in questo contesto appare a dir poco inopportuno che a presiedere tali riunioni sia un Presidente del consiglio che una sentenza di un tribunale italiano, per quanto di primo grado, ha riconosciuto colpevole di corruzione in atti giudiziari volta a celare fatti di una enorme gravità;

le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio dei Ministri sulla Magistratura e sul Parlamento sono tali da screditare l’onorabilità e la credibilità delle specifiche istituzioni e dell’intero ordinamento costituzionale, conformando un conflitto istituzionale senza precedenti nell’intera storia repubblicana;

in tale situazione di conflitto istituzionale, il Presidente del Consiglio appare insofferente nei confronti di qualsiasi potere che si opponga, nell’ambito delle legittime dinamiche democratiche, alla sua determinazione;

la concentrazione nella persona del Presidente del Consiglio di enormi poteri politici, economici e mediatici rende particolarmente grave la potenzialità eversiva intrinseca ad ogni conflitto istituzionale;

il conflitto di interessi in capo al Presidente del consiglio risulta gravemente ostativo ad ogni sereno e proficuo dibattito in ordine alle riforme istituzionali necessarie al paese e in particolare ad ogni ampia revisione della seconda parte della Costituzione;

impegna il Governo:

ad attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, affinché la legge n. 124 del 2008 nota come “lodo Alfano” sia abrogata;

a valutare quanto l’attuale compagine governativa sia di ostacolo alla credibilità internazionale dell’Italia, alla sua stabilità istituzionale ed all’avvio, nel rispetto delle basilari dinamiche democratiche, dei necessari processi di riforma anche istituzionali, ponendo in essere, nell’ambito delle proprie competenze, le iniziative necessarie alla rimozione di tali ostacoli.
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 06:33:41, in Politica, linkato 1177 volte)
LODO ALFANO: CAMERA DISCUTE ABROGAZIONE, ALLE 14 AL VIA VOTAZIONI
 

(ASCA) - Roma, 9 giu - E' cominciata questa mattina in aula alla Camera la discussione generale sulle mozioni in tema di giustizia. Tra queste quella, primo firmatario il segretario del Pd Dario Franceschini, che chiede l'abrogazione del Lodo Alfano.
Roberto Zaccaria, intervenuto in aula per illustrare la mozione, bolla il lodo Alfano come ''una forma generalizzata e automatica di sospensione dei processi penali nei confronti delle piu' alte cariche dello Stato'' e ricorda che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva dichiarata che non si sarebbe avvalso di tale istituto.
I lavori dell'aula sono stati sospesi e riprenderanno nel pomeriggio, alle 14, con il voto sulle mozioni. Dopo il voto sulle mozioni, si riprendera' la discussione del disegno di legge sulle intercettazioni. Un provvedimento sul quale il governo potrebbe mettere la fiducia. fdv/sen/alf


MAFIA: GRASSO, LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI VA RIVISTA
 

(ASCA) - Roma, 9 giu - ''La legge sulle intercettazioni, cosi' com'e', rende difficile l'uso di uno strumento fondamentale per la lotta a certe forme di criminalita' organizzata''. A chiedere che la normativa sulle intercettazioni venga rivista e' il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso che si dice anche ''contrario alla separazione delle carriere tra giudici e magistrati'' perche', spiega, ''comportarsi bene e' un problema di coscienza''.
Il procuratore, in una intervista al ''Corriere della Sera Magazine'', in edicola da giovedi' 11 giugno, lamenta poi l'azione dei Ministeri di Grazia e Giustizia e dell'Economia che prevede il blocco delle password con cui le Procure potevano avere notizie dell'esistenza dei conti bancari della malavita organizzata. ''Senza quelle password - sostiene - l'acquisizione dei dati e' molto rallentata''. res-gc/cam/bra


INTERCETTAZIONI: TENAGLIA, FIDUCIA PESSIMO SEGNALE ESPROPRIATO PARLAMENTO
 

(ASCA) - Roma, 9 giu - ''L'intenzione di porre la fiducia sul decreto sulle intercettazioni e' inaccettabile. Il Parlamento viene espropriato completamente di ogni sua prerogativa. Non era mai successo in passato che su una normativa di carattere tecnico e che riguardava norme del codice di procedura penale si ponesse la fiducia. Si tratta di un pessimo segnale visto che il parlamento non conta piu' nulla e che alla magistratura viene impedito di indagare.
Veramente un brutto segnale anche alla luce dei risultati elettorali per un governo che non ha il coraggio di affrontare la discussione parlamentare poiche' sa benissimo che la sua stessa maggioranza non ne condivide le scelte. I parlamentari siano almeno messi in grado di esprimere liberamente con il voto segreto il proprio mandato''. E' quanto dichiara il responsabile Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. red-njb/cam/lv


INTERCETTAZIONI: PD SOLIDALE CON FEDERAZIONE STAMPA ITALIANA
 

(ASCA) - Roma, 9 giu - ''Contrasteremo in aula il ddl intercettazioni per difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, quello dei media a informare e degli inquirenti a indagare''.
Il presidente dei deputati PD, Antonello Soro, la vicepresidente Marina Sereni e la capogruppo in commissione Giustizia, Donatella Ferranti, hanno incontrato stamattina il segretario e il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Franco Siddi e Roberto Natale.
''Il disegno di legge Alfano, nascondendosi dietro la tutela della privacy, sta introducendo giorno dopo giorno norme che compromettono il diritto di cronaca, limitano il potere investigativo, rendono meno sicuri e meno informati i cittadini. Per questo -hanno assicurato Soro, Sereni e Ferranti- il Partito Democratico e' a fianco della Fnsi e partecipa al sit-in previsto per le 12 in piazza Montecitorio''. min/cam/lv
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